UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








30/01/2009

California, ora il fumo è vietato anche in casa propria

  

Si ritrovano in cortile, con la sigaretta già fra le labbra e l'accendino in mano. Ormai quella boccata di fumo è da clandestini: perfino in casa propria. Belmont, California, è l'ultima frontiera del divieto. In questa cittadina della Silicon Valley il tabacco è proibito anche negli appartamenti, se soffitto o pareti confinano con case altrui. Si può fumare soltanto per strada, o se si ha una villetta per conto proprio. Nei condomini ci devono essere aree fumatori, all'esterno degli edifici. Altrimenti, sigarette spente. Esultano i gruppi anti fumo La nuova legge è entrata in vigore a metà gennaio, dopo un periodo di «tolleranza» durato 14 mesi. Ora per gli abitanti non c'è più scampo: o si adattano, o pagano una multa di cento dollari. Oppure cercano casa altrove, come qualcuno inizia a pensare. Molti sono indignati: a trenta chilometri da San Francisco può succedere che un consiglio comunale riesca a controllarti la vita, perfino in casa tua? Ma per le organizzazioni anti fumo Belmont è un modello, un avamposto del futuro. «Il fumo passivo non è meno pericoloso in camera da letto che sul posto di lavoro», dicono. Quindi per loro va benissimo: finalmente la sigaretta accesa in casa è diventata «un affare di salute pubblica». Una battaglia fra vicini Tutto è cominciato in un condominio per anziani in difficoltà economiche, un complesso chiamato Bonnie Brae. Ray Goodrich, 84 anni, una malattia ai polmoni e un'allergia che lo tormenta da tutta la vita, ha combattuto per anni: lettere, petizioni, apparizioni in comune (accompagnato da coetanei con bastoni e sedie a rotelle), pressioni sul dipartimento edilizio, che finanzia, in parte, i sussidi del Bonnie Brae. Alla fine ce l'ha fatta: un consigliere si è appassionato alla causa, la giunta ha votato una legge antifumo restrittiva come nessun'altra. Vittoria. Per altri è un dramma. Come per Edith Frederickson, coinquilina del signor Goodrich, affezionata ai suoi due pacchetti al giorno, che si è sfogata coi giornalisti: mi fanno sentire una criminale in casa mia, ma di sicuro non smetterò. In attesa di traslocare, si consola nella zona fumatori, in cortile. Accusa il vicino di «vendetta» e giura: «Di sicuro continuerò a essere una criminale».

28/01/2009

Controlli dei Nas in locali e discoteche
Tre multe per fumo e una richiesta di chiusura

Controlli nei locali notturni: tre esercizi multati per aver consentito agli
avventori di fumare e uno denunciato con richiesta di chiusura a causa delle
pessime condizioni igieniche della cucina. E' il risultato di una serie di
controlli compiuti nelle province di Firenze, Prato e Pistoia dai
carabinieri dei Nas di Firenze per verificare il rispetto delle norme sul
divieto di fumo e sulla vendita degli alcolici


La Nazione
Firenze, 27 gennaio 2009 - *Controlli nei locali notturni: tre
esercizi multati per aver consentito agli avventori di fumare e uno
denunciato con richiesta di chiusura a causa delle pessime condizioni
igieniche della cucina. *E' il risultato di una serie di controlli compiuti
l'altra notte nelle province di Firenze, Prato e Pistoia dai carabinieri dei
Nas di Firenze per verificare il rispetto delle norme sul divieto di fumo e
sulla vendita degli alcolici.



*Su dodici discoteche e night controllati, quattro sono risultati non in
regola. *In particolare per una discoteca fiorentina i Nas hanno proposto la
chiusura per violazione di varie norme igieniche, in particolare quelle
relative agli impianti frigoriferi. Tre locali invece sono stati multati
(complessivamente le multe superano i 10mila euro) perché al loro interno
sono state sorprese persone che fumavano.


27/01/2009

Fumo retorico

Dico spesso che ho preso il vizio di respirare da che sono nato, e questo vizio viene aggravato dal dover respirare il vizio di un altro. Vizio al quadrato. Esiste una legge che tutela i non fumatori, o respiratori, e ci sono dei regolamenti, delle chiarificazioni e delle sanzioni. I trasgressori possono venire multati. Ma non mi pare accada così spesso.

Mi è accaduto, però, di essere stato “nominato”, in una scuola di Palermo, per tutelare, a norma di legge, la salute dei non fumatori. Dove chi mi formalizza la richiesta di tutelare la salute di chi non fuma, normalmente fuma. Chi non rispetta la salute di chi osa respirare dev’essere, però, colto in flagranza di reato, così recita la norma (in maniera più prosaica).

Va segnalato, prima, e poi multato. Kafkiano: dovrò richiedere a questo soggetto di multare se stesso per evitare che, non multandosi, multi me che non ho ottemperato al ruolo. E poi? La norma non parla di astinenza, e nemmeno di recidività. Non si accanisce, e non prescrive il reato. La terapia, invece, investe la cultura di chi educa e si fa educare.

13 commenti a “La retorica del non fumatore”


  • dici72 ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 08:00

    Per lo stesso motivo mi sono dimessa…
    è inutile!!!
    come si fa a multare un tuo superiore?
    Si proprio il superiore che ha firmato l’incarico?
    allora ho deciso quantomeno di non farmi prendere x il… facendo la figura del FANTOCCIO…
    Mi sono dimessa…
    mi pare + coerente…
    daniela

  • s.pister ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 09:24

    questo sembre esser eil problema di buona parte delle leggi italiane: sono solo buoni propositi senza alcun fondamento di applicabilità. ogni legge secondo me dovrebbe contemplare due valutazioni: il costo sulla collettività ( l’impegno economico che lo stato mette per farla applicare) ed un’analisi costi benefici; senza queste valutazioni la legge dovrebbe essere nulla. questa mia considerazione nasce dal fatto che in un sistema sociale dove tutto viene rapportato a soldi, e non alla buona educazione delle persone, poichè i soldi sono il metro tutto devve essere riportato a loro.
    naturalemte la cosa non mi piace, ma purtroppo sembra che le cose stiano proprio così.

  • Alessandro ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 10:46

    Queste nuove leggi sono belle a sentirsi al telegiornale…questa del divieto del fumo…quella delle multe a chi è ubriaco al volante…quelle contro i posteggiatori…ma una volta finito il tg sai benissimo che tutto resterà come sempre…
    Ma se viviamo in un paese dove ki uccide e ki stupra viene messo in libertà dopo pochi giorni…figuriamoci cosa gliene importa di chi fuma dentro i locali pubblici!!!!
    L’assurdità….

  • filippo ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 11:24

    Non è vero quello che dice Alessandro, il divieto è rispettatissimo quasi ovunque. Nessuno si azzarda più ad accendere una sigaretta al cinema o su un aereo. Se qualcuno lo fa non c’è bisogno del controllore, viene subito ripreso da quelli che gli stanno accanto; può esserci qualche sporadica noncuranza di questa legge in qualche ristorante/pizzeria di quelli gestiti dai grezzoni o in qualche pub. Per il resto bisogna essere onesti ed ammettere che adesso il non fumatore è libero di non fumare…

  • isaia panduri ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 11:49

    Ecco. l’unica cosa buona fatta da Berlusconi in questi 15 anni di suo governo: il divieto di fumo nei locali pubblici.
    Prima c’erano locali da cui, quando ne uscivi, tutti i tuoi abiti puzzavano di fumo. Ricordo una sera (l’unica volta in cui vi ho messo piede) da Lord Green. Nel soppalchetto c’era la nebbia da sigaretta e letteralmente non si riusciva a respirare…

  • Xvoleger ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 11:53

    al solito il fumo sta ricominciando nei locali e ti ridono dietro se lo fai notare…

  • Nicola ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 11:55

    Chi fuma avvelena anche te: ammazzalo :-)

  • salamandra ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 15:12

    Eppure sarebbe così semplice! Locali per fumatori e locali per non fumatori. Così chi non fuma sarà libero di non fumare e chi fuma sarà libero di fumare.

  • Xvoleger ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 15:22

    Io dico di rispettare la legge vigente! I locali la rispettino o subiscano multe salate.

  • domenico cogliandro ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 17:00

    La legge vigente riguarda la salute di chi non fuma, e ci sono appositi regolamenti che istruiscono chi ha locali pubblici come adattare aree riservate ai fumatori. All’interno dei ocali pubblici, o privati aperti al pubblico, dovrebbero esserci gli appositi cartelli. Già non esporli consente a chi vuole di denunciare il gestore del locale. Poi, all’interno del locale, è proprio il gestore a dovere redarguire gli avventori che fumano, se non lo fa può a sua volta essere multato, su precisa denuncia. E le multe per chi non multa sono dieci volte superiori di quelle per il fumatore multato.
    Il fatto è un altro, tutti pensano che siccome non si può fare il delatore, o non si può denunciare l’amico, o è sgarbato chiedere di non fumare, o… chi se ne frega, allora è meglio lamentarsi del fatto che non si fuma, e non fare niente piuttosto che provare a costringere, educatamente, chi non rispetta le leggi ad avere, per qualche minuto, un comportamento civile.

25/01/2009

Moralisti del no-smoking all'assalto delle star e dei classici della
cinematografia*

*Negli Stati Uniti è partita una nuova inchiesta che ha la sua origine
nella
Mecca del cinema: Hollywood. Sono infatti spuntati documenti storici
segreti, dai quali si evince che, dagli anni '30 agli anni '50, decine
di
migliaia di dollari sono finiti nelle tasche delle dive e dei divi di
allora: Carole Lombard, Barbara Stanwyck e Myrna Loy arrotondavano lo
stipendio con 10.000 dollari a testa (l'equivalente di 150.000 dollari
attuali), così come i colleghi maschi Clarke Gable, Gary Cooper, Robert
Taylor e Spencer Tracy. La notizia è riportata dai media americani come
uno
scandalo. Ma di cosa stiamo parlando? Erano soldi del Kgb? No, peggio:
erano
soldi delle compagnie di tabacco. Che volevano far comparire i grandi
attori
dietro una patina di fumo delle loro sigarette. I documenti segreti,
infatti, sono stati svelati dopo l'approvazione dell'ultima legge
anti-fumo
e riportati in uno studio dell'Università della California di San
Francisco,
il cui nome è tutto un programma: "Tobacco Control". E dunque c'è da
attendersi un nuovo giro di vite, se il livello di controllo di questi
ultimi due decenni non basta. Nelle pellicole americane non si fuma più.
I
produttori del film storico "Fly Boys" hanno persino costretto i piloti
della I Guerra Mondiale a a rinunciare alla sigaretta tra una missione e
l'altra. Nessun divo si dice fumatore. L'unica star hollywoodiana che
conserva il suo pacchetto è Kirsten Dunst, ma lo deve fare in privato. E
già
questo basta per alimentare, nei suoi confronti, gossip e rimproveri dei
moralisti di turno.

Nella commedia "Thank you for smoking", un senatore ecologista proponeva
di
cancellare elettronicamente tutte le scene dei divi fumatori anche nei
classici. Si arriverà a questi livelli? Probabilmente sì, stando alle
dichiarazioni di Stanton Glantz, autore dello studio americano: "Il
nostro
lavoro rafforza l'importanza di escludere il tabacco dai film destinati
ai
giovani". In Italia, Girolamo Sirchia vuole superare (in surrealismo) il
senatore di "Thank you for smoking": "Si potrebbe decidere di far
apparire
in sovrimpressione, in corrispondenza con le scene di fumo" - dichiarava
ieri l'ex ministro della Sanità ad AdnKronos - "una scritta in cui si
spiega
che si tratta di una pubblicità".

Ma perché rovinare delle pellicole di
classici come "Casablanca", quando tutte le aziende, non solo quelle del
tabacco, hanno sempre cercato visibilità? Anche le farmaceutiche cercano
di
farsi pubblicità promuovendo i loro prodotti con convegni in luoghi
esotici,
o con altre regalie ad personam. Con la piccola differenza che uno
spettatore è pienamente libero di scegliere se seguire o meno un modello
sul
grande schermo. Un paziente ha un po' meno libertà di scelta.

 

 

Fumo: non solo cancro polmone, bionde ree di 70% morti tumore uomini



 

 
 

 

Roma, 23 gen. (Adnkronos Salute) - Cambia l'accusa e diventa ancor più pesante: il fumo siede sul banco degli imputati non solo per il cancro al polmone, ma pare legato a doppio nodo con il 70% di tutte le morti maschili imputabili a tumori. Una stima da brividi quella che arriva dallo studio della University of California, soprattutto considerando che raddoppia i numeri sullo scottante tema, fermi al 34% secondo una ricerca analoga del 2001.

Ma il bicchiere potrebbe sembrare anche mezzo pieno ai più ottimisti. Più morti legate alle bionde, certo, ma anche più vite da salvare riducendo il consumo di tabacco. La ricerca, che ha guadagnato la pubblicazione su Bmc Cancer online, è stata condotta utilizzando i dati del National Center for Health Statistics. Gli studiosi guidati da Bruce Leistikow hanno comparato i numeri sulle morti di cancro al polmone con tutti gli altri decessi causati da tumori negli uomini del Massachusetts nell'arco di ben 25 anni, ovvero dal '79 al 2003. Così hanno potuto osservare che le morti, su entrambi i fronti, cambiavano 'in tandem', con una forte correlazione soprattutto nella fascia d'età 30-74 anni.

"Lo studio - spiega Leistikow - mostra che il fumo, compreso quello passivo o comunemente definito di seconda mano, è stato ampiamente sottovalutato, sinora, come fattore reo di neoplasie diverse dal cancro al polmone. Ora abbiamo un motivo in più per intensificare la lotta al tabagismo".


 

23/01/2009

Corriere della Sera:
"Smog peggio del fumo: messaggio fuorviante"

CRONACHE
Lettera a Corriere.it dai medici dell'Istituto dei Tumori di Milano
"Smog peggio del fumo: messaggio fuorviante"

Non è vero che una passeggiata per Milano equivale a 15 sigarette: "Occorre evitare gli equivoci"

«Ma dottore, allora perché si dovrebbe smettere di fumare, se tanto camminare per strada in città equivale a 15 sigarette?». Ieri mattina, questa è la domanda che ci siamo sentiti fare ripetutamente entrando in ospedale. Motivo, la notizia pubblicata dal Corriere, ma contenuta in diversi articoli sui maggiori quotidiani e nei telegiornali, dove si affermava che respirare per una giornata l'aria di Milano equivarrebbe a fumare quasi un pacchetto di sigarette, a causa dell'alta concentrazione di benzene. Gli autori dello studio hanno oggi ridimensionato questi dati, ma ormai il messaggio era passato.

Messaggio fuorviante, alla luce di una nostra rapida verifica. Infatti abbiamo confrontato i dati forniti dall'ARPA in una delle ultime giornate (quella del 9 ottobre scorso) sulle concentrazioni dibenzene a Milano con quelle di una stanza di 45 metri cubi dove si erano fumate 6 sigarette: erano ben 6,7 volte meno. La nostra fonte è insospettabile: i dati provengono dalla R.J. Reynolds Tobacco Company, i produttori delle famose "Camel", nei cui laboratori del North Carolina sono stati condotte le analisi (le multinazionali del tabacco fanno ricerche di alto livello sugli effetti dei loro stessi prodotti).
Purtroppo la notizia, oltre a essere sostanzialmente errata, ha prodotto conseguenze negative sui messaggi che le campagne di prevenzione anti-fumo cercano faticosamente di diffondere. Infatti gli alibi dei fumatori e dei ragazzi che stanno per iniziare, verrebbero rinforzati se fosse vero che le dosi di inquinanti introdotte nei polmoni con ogni boccata sono nulla rispetto all'inquinamento atmosferico. Ma non è così. Infatti numerose ricerche scientifiche pubblicate negli ultimi 20 anni hanno dimostrato che l'inquinamento indoor, cioè negli ambienti chiusi come case, uffici, bar è molto più pericoloso di quello all'aperto. Per due semplici motivi: 1) perché trascorriamo indoor l'80% del nostro tempo e 2) perché le dimensioni degli spazi chiusi sono molto più piccole dell'ambiente esterno, per cui la presenza di fonti di inquinamento interne portale concentrazioni di gas e polveri a livelli molto più alti. E qui ci si deve domandare: qual è la principale fonte di inquinamento indoor? È il fumo di sigaretta, su questo è d'accordo tutta la comunità scientifica. Ci domandiamo perché dati sulla concentrazione atmosferica di un singolo cancerogeno, il benzene, siano stati raffrontati con il fumo di tabacco.
Il fumo è composto da oltre 4.000 sostanze chimiche, ed è universalmente ormai noto che circa l'85% dei malati oncologici polmonari sono fumatori o ex fumatori. Il tumore del polmone, inoltre, è definito un "big killer", in quanto è una delle neoplasie più frequenti, oltre che la maggiore causa oncologica di morte. Il benzene è invece ritenuto responsabile soprattutto di leucemie. Non vogliamo essere fraintesi: la lotta per un'aria pulita è un dovere a tutela della salute, dentro e fuori dalle nostre case. Ma poiché si tratta di una materia delicata, occorre evitare equivoci e seguire la massima coerenza.

Giovanni Invernizzi
Ario Ruprecht
Roberto Boffi


Unità per la Prevenzione dei danni da fumo
Istituto Nazionale Tumori - Milano

22/01/2009

Di cosa e' morto De Andre' ?

Sono andato a ricercare i giornali dell' epoca e non ci sono dubbi : De Andre' e' morto di un tumore al polmone causato sicuramente dal fumo.

Il cantautore genovese è scomparso nella notte.
Aveva 58 anni. I funerali mercoledì alle 11.30


E' morto a Milano
Fabrizio De André



 

MILANO - Si è spento nella notte Fabrizio De André, stroncato da un tumore a 58 anni. Il cantautore genovese è morto alle 2.30 all'Istituto dei Tumori di Milano, dove era ricoverato da qualche tempo. Per volontà dei familiari, non sarà allestita una camera ardente in ospedale perché non desiderano che vi siano visite alla salma prima dei funerali, o comunque prima del trasferimento a Genova, che avverrà dopodomani, a conclusione delle procedure burocratiche. Nel pomeriggio la famiglia ha fatto sapere che la cerimonia funebre si terrà mercoledì alle 11.30 nella Basilica di Santa Maria Assunta in Carignano a Genova. I familiari tengono a sottolineare che i funerali saranno pubblici perché "Fabrizio appartiene non solo alla famiglia, ma a tutti quelli che lo hanno amato".

Al capezzale del cantautore, accanto al figlio, c'erano la moglie Dori Ghezzi e la figlia Luvi. "Papà è morto serenamente" ha detto Cristiano. "Gli eravamo accanto, gli stringevamo le mani". Da anni musicista come il padre e spesso suo collaboratore nei concerti e nelle registrazioni, Cristiano era riuscito come gli altri congiunti a mantenere uno stretto riserbo sulla malattia di Fabrizio. Ma da diverse settimane la voce che il cantautore fosse gravemente malato si era diffusa nel mondo della musica leggera. In autunno lo stesso De André aveva pubblicamente annunciato con un comunicato la rinuncia ai concerti già programmati, spiegando di dover essere curato perché affetto da più di una ernia del disco. "La malattia era stata scoperta a fine estate" ha detto Cristiano. "Abbiamo sperato nelle cure, ma putroppo non c'è stato niente da fare: le condizioni di papà erano gravi".

Era nato a Genova, nel quartiere della Foce il 18 febbraio del 1940. Figlio di genitori della borghesia agiata ma legati a una famiglia di solido patrimonio, De André è stato uno studente pigro fermatosi a due esami dalla laurea in legge che ha avuto tra i suoi amici di sempre Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Gino Paoli.

E Paolo Villaggio, uno degli amici d'infanzia, lo ricorda in maniera scarna, ma profonda, quasi volesse sottrarsi alla retorica che circonda talvolta la morte di personaggi celebri. "Era intelligente, geniale, allegro, spiritoso, squinternato, un po' vanitoso, snob: non era triste, come voleva l'immagine pubblica che gli avevano dipinto addosso. Era un anarchico, grande poeta". Anche Villaggio, come De André, era figlio di buona famiglia, e i due erano cresciuti insieme. "I nostri genitori erano molto amici" racconta l'attore "si vedevano spesso e insieme andavamo in vacanza, in montagna, in un paese vicino a Cortina d'Ampezzo, al mare, in campagna".

Crescendo, l'amicizia d'infanzia s'era consolidata anche in virtù di una "comunanza ideale e caratteriale". "Avevamo caratteri simili" prosegue Villaggio "eravamo tutti e due squinternati, entrambi 'pecore nere' delle rispettive famiglie. Abbiamo cominciato insieme a lavorare facendo intrattenimento sulle navi della Costa Crociere, c'era anche Berlusconi. Negli anni non abbiamo mai smesso di vederci, andavamo in barca insieme, ci piaceva far da mangiare insieme".

Paolo Villaggio, in questo periodo a Milano con il suo spettacolo, racconta di non essere mai andato a trovare l'amico in ospedale: "Non me la sono sentita di vederlo così. E neppure a lui andava. Per chi non crede nel paradiso, la morte è solo vuoto". "Dolore, in questo momento, non lo si prova" confessa l'attore "si è shoccati. Dolore lo si prova per la propria morte, per quella della moglie... Sento il vuoto che si percepisce quando scompare una persona intelligente". Villaggio vuole ricordare De André come "un grande poeta più che un cantautore.Le canzoni che più mi piacciono sono quelle che abbiamo scritto insieme: Carlo Martello è la preferita".

"Una perdita dura, durissima", dice Franz Di Cioccio, membro storico della Pfm, nel parlare della scomparsa di De André. "Non ci sono parole adatte per commentare la scomparsa di un grande come lui, uno dei più grandi in assoluto. E' difficile dire qualcosa...". De André e la Pfm avevano suonato in una celebre tournée alla fine degli anni 70 i cui momenti migliori sono raccolti nei due volumi Fabrizio De André in concerto.

Uno "spartiacque fondamentale" nella musica italiana: così Renzo Arbore definisce Fabrizio De André, "il primo" spiega "a coniugare felicemente la semplicità della musica popolare con la raffinatezza dei testi". Il merito di De André, secondo Arbore, è stato quello "di rivolgersi senza mediazioni ma anche senza compromessi a un pubblico in grado di apprezzarlo, soprattutto in virtù della costante semplicità delle melodie, come nel caso della Storia di Marinella, tutto basato su due soli accordi". Questa caratteristica ne ha fatto il padre "di molti epigoni che invece ai compromessi si sono poi piegati e che" aggiunge Arbore "mi piacerebbe che oggi, a differenza di come hanno fatto con Battisti, con la scusa del silenzio e della privacy, ne riconoscessero il ruolo". Diversa, per Arbore, "la seconda fase musicale di De André, quella che comincia con Creuza de ma: lì ha mescolato i generi attingendo alle radici folk della musica della sua terra. E' stata" conclude Arbore "un'ulteriore lezione del grande cantautore, uno dei pochi per cui valga davvero la pena di spendere la parola poeta".

"Un grande poeta ci ha lasciato. Siamo tutti più tristi" sono le parole con cui Beppe Carletti, leader dei Nomadi, ricorda de André. "Non conoscevo benissimo De André, ma ho suonato tantissime volte le sua canzoni, come tutti negli anni 60" spiega Carletti. "Lui era un grande, uno che non metteva mai in fila le cose: quello che aveva da dire lo diceva. Con Guccini, è stato il più grande della sua generazione".


(11 gennaio 1999)

21/01/2009

MULTA PER SPINELLI: DARIO FO, PROVVEDIMENTO STUPIDO

(AGI) - Milano - “Di fronte alla stupidita’ di certi provvedimenti non si puo’ restare fermi”: questa la reazione di Dario Fo all’annunciata ordinanza del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che intende multare chi fuma spinelli in strada con 500 euro di sanzione. “Drogarsi per strada e’ un’offesa al decoro della citta’”, con queste parole la Moratti ha sintetizzato il concetto chiave dell’ordinanza.

Secondo il drammaturgo di Sangiano, sono altri i problemi di cui la Moratti dovrebbe occuparsi: “nella scala del degrado urbano, uno spinello fumato in pubblico sta al centesimo posto. Il sindaco cerchi di stimolare nei nostri ragazzi interessi culturali e si preoccupi che la gente non va piu’ ai concerti, a teatro o alle mostre”.

“Se invece gli spinelli”, continua il Premio Nobel per la letteratura, “venissero venduti in farmacia a nessuno verrebbe in mente di multare chi li fuma in pubblico”. Allora sorge spontaneo all’attore e regista di dover ironicamente multare anche i normali fumatori di tabacco: “fumare tabacco fa venire il cancro, quindi andrebbero multati anche i normali fumatori; pero’ la Moratti avrebbe contro tutte le multinazionali del tabacco, e non certo qualche ragazzino che si fa una canna al parco Sempione e che non conta niente”, conclude cosi’ Fo. (AGI)

Re

Preoccupanti i dati sul tabagismo in ciociaria

Anche nella provincia di Frosinone, così come nel resto del territorio nazionale, sono preoccupanti i dati riguardanti il consumo di sigarette. Dall’analisi dei dati emerge che le donne fumatrici sono in vertiginoso aumento, così come i consumi, arrivati alle stelle.
Si parla di diverse centinaia di migliaia di pacchetti venduti ogni giorno, anche se il dato che più di ogni altro emerge drammaticamente è la progressiva diminuzione dell’età dei fumatori. Un’età che, stando alle statistiche, è scesa addirittura a 10 anni. Praticamente, il fumo, anche in provincia di Frosinone è arrivato tra i banchi delle scuole elementari.
Altra cifra preoccupante è quella del totale dei fumatori, che in Italia ha raggiunto la cifra record di 12 milioni. Collegato al fenomeno è poi il problema del contrabbando di sigarette, che nella nostra provincia, complice il costante aumento dei prezzi delle varie marche ha raggiunto nuovamente dei livelli allarmanti, soprattutto nel Cassinate, nonostante il continuo impegno delle forze dell’ordine.

20/01/2009

Salute. Sempre più donne con fumo e alcol

Ancora attratte dal fumo, un pacchetto al giorno per l'8% delle donne: il numero complessivo di fumatrici è triplicato nell'ultimo mezzo secolo. I dati del Libro Verde sulla salute della donna, curato dall'Osservatorio nazionale sulla salute della donna in collaborazione con Farmindustria


ROMA - Insicurezza e solitudine sono i nuovi problemi che investono le donne e che si riversano sul campo della salute. Il fumo e l'assunzione di alcol ne sono i principali indicatori. E' quanto emerge nel "Libro Verde sulla salute della donna", curato da O.n.da (Osservatorio nazionale sulla salute della donna) in collaborazione con Farmindustria e presentato oggi alla sede di via del Nazareno.

L'alcolismo coinvolge il 7% delle donne in media, con picchi dell'11%. Ma anche il numero delle fumatrici, negli ultimi 50 anni, si e' triplicato (seppure in Italia il primato del fumo spetta agli uomini): le donne italiane, secondo i dati Istat del 2005, fumano in media 8-10 sigarette al giorno, un numero che varia a seconda della regione di residenza e dell'eta'. Le percentuali piu' alte sono comprese nella fascia tra i 25 e i 54 anni.

Se il 7.8 % delle donne intervistate (indagine Doxa 2007) fuma dalle 15 alle 24 sigarette al giorno, nell'1% dei casi supera le 25. "Il triste primato va al Lazio- sottolinea Walter Ricciardi, curatore del libro e diettore dell'istituto di Igiene dell'Universita' Cattolica di Roma- che ha visto triplicarsi il numero di fumatrici anche, in seguito ad una riduzione degli investimenti sul fronte della prevenzione". Secondo Ricciardi "i problemi di fumo e alcol sono sempre esistiti tra le ragazze e le donne mature, ma non c'e' dubbio che siano aumentati e oggi siano emersi grazie ai sofisticati sistemi di rilevazione a disposizione". Emanuele Scafato, direttore del centro di epidemiologia dell'Istituto superiore di sanita' punta il dito contro "le pubblicita' di alcolici, focalizzate sulla trasgressione. La pressione commerciale e' fortissima soprattutto sui giovani, attratti poi, dalle bollicine e dalle sostanze dolci degli alcolici".

Scala dei Rischi
   

Quanti rischi corriamo nella vita di tutti i giorni? E qual è
l'attività più pericolosa? Il ricercatore britannico Frank Duckworth,
dell'Università di Warwick, si è preso la briga di calcolarlo.
Incrociando centinaia di statistiche su incidenti grandi e piccoli e
sulle aspettative di vita delle varie categorie, ha ricavato un
«rischiometro», del quale vi presentiamo, qui accanto, solo una
piccola parte.

Il tasso di rischio va da O a 8. Lo zero assoluto è praticamente
inesistente: anche dormendo nel proprio letto si può essere colpiti da
un terremoto o da un infarto. Otto equivale a buttarsi dalla Torre
Eiffel, non c'è posrischiometrosibilità di scampo.

Ci sono molte sorprese: una è che fumare 40 sigarette al giorno è
pericoloso come la roulette russa(con una pallottola vera in canna).
Altro dato inaspettato è che la casalinga rischia solo poco meno di
chi pratica come hobby l'arramipicata libera. Intendiamoci, un'ora di
«free-climbing» è più pericolosa

di un'ora di stiro. Ma se si calcola quante ore si passano armeggiando
con spine e acqua bollente, nel complesso i rischi delle due attività
si equivalgono.

Rendiamone merito alla bistrattata categoria.

In questa tabella vediamo alcuni esempi dei «tassi di rischio» legati
a varie attivitá. 8 corrisponde al rischio totale (morte certa). Lo
zero non c'è, perché è puramente teorico:

8 Gettarsi dalla Torre Eiffel

7,2 Giocare alla roulette russa con una pallottola in canna

7,1 Fumare 40 sigarette al giorno (per una persona che ha più di 35 anni)

6,7 Fumare 10 sigarette al giorno (per una persona che ha più di 35 anni)

6,4 Lavorare in un peschereccio per 40 anni)

6,3 Praticare l'arrampicata libera sui monti(per più di ventanni)

5,5 Fare la casalinga (lavare i piatti, usare l'aspirapolvere, andare
a far la spesa)

5,5 Viaggiare in auto tutta la vita (per chi è nato oggi)

4,6 Commettere un omicidio

4,2 Praticare l'arrampicata libera una volta tanto

1,9 Viaggiare 2 ore in auto

1,7 Viaggiare 2 ore in un aereo di linea

1,6 Passeggiare

0,3 Viaggiare 2 ore in treno

Tratto da OGGI del 1 settembre 1999

19/01/2009

Messina : Divieto di fumo nei locali comunali.

Piena attuazione al quadro normativo?

Ad interrogare il sindaco Buzzanca è il consigliere Domenico Guerrera

Interessante interrogazione del consigliere comunale del gruppo "Il Centro con D'Alia" Domenico Guerrera. Il centrista ha chiesto al sindaco Buzzanca chiarezza su quali ragioni hanno portato alla mancata attuazione dell'intero quadro normativo sull'applicazione dei divieti di fumo in tutti i locali comunali, atteso che risultano innumerevoli, quotidiane e recidive le infrazioni al divieto stesso.

Com'è noto la vigente normativa in materia di tutela della salute dei non fumatori, ha introdotto l'assoluto divieto di accendere sigarette nei locali della pubblica amministrazione. In quadro di riferimento è stato emanato per salvaguardare l'integrità fisica dei cittadini, nello spirito dell'art.32 della costituzione che sancisce il diritto alla salute come "fondamentale diritto dell'individuo" ed "interesse della collettività". Sono tra l'altro innumerevoli gli studi che documentano come il fumo passivo aumenti del 30 per cento il rischio di tumore al polmone in chi "subisce" le sigarette altrui e di conseguenza, si stanno moltiplicando in Italia le sentenze che impongono da aziende ed Enti di eliminare i rischi connessi al fumo dei dipendenti.

Anche per questo Guerrera ha chiesto al primo cittadino che anche il Comune di Messina si adoperi in tal senso, intevenendo in maniera decisa sulla questione. E' evidente infatti che pure palazzo Zanca soffre di questo problema ed a testimoniarlo ci sono i raccoglitori di cicche stracolmi, la presenza sul pavimento delle stesse, la cenere all'interno dei cestini porta rifiuti. Nello specifico il rappresentante dell'Udc chiede a Buzzanca: «Quando saranno individuate le persone preposte a vigilare sull'osservanza del divieto ed esposti i prescritti cartelli con l'indicazione dei nomi delle stesse e delle sanzioni a carico dei trasgressori? Ove fossero individuate queste persone, quante ammende sono state comminate in proposito (attestando atti di nomina ed eventuali contravvenzioni rilevate)? Se non sarebbe opportuno interessare, in particolar modo, anche il Corpo di Polizia Municipale perché vengano disposti rigorosi ed assidui controlli affinché la legge sul divieto di fumo sia fatta rispettare? Quali provvedimenti, infine, intende adottare per garantire il rispetto della suddetta legge a tutela della salute degli impiegati e dei cittadini?».

E.Rigano

Donne che amano le bionde
Relazioni pericolose

 

Il tabacco è la causa principale di malattie cardiovascolari che, contrariamente all'opinione diffusa, non colpiscono solo gli uomini: ogni anno nel nostro Paese ci sono 120mila vittime tra le donne per malattie cardiovascolari, indotte dal fumo

Il fumo è la principale causa di aumento del rischio di infarto tra le donne. Internet
Il fumo è la principale causa di aumento del rischio di infarto tra le donne. Internet
MILANO, 18 settembre 2008 - Siamo abituati a pensare che certe patologie, come ad esempio quelle che riguardano il cuore, appartengano solo all'universo maschile. Purtroppo non è affatto così. In Italia ogni anno le malattie cardiovascolari sono causa di decesso per 120mila donne, è chiaro quindi che non può essere ritenuto un problema solo del cosiddetto sesso forte. Il rischio cardiovascolare nel sesso femminile è così sottostimato che, paradossalmente, forse il più importante fattore di rischio coronarico nelle donne è l’illusione di esserne immuni, complice una sintomatologia assai differente da quella dell’uomo con nausea, vomito, dolore al collo e, difficilmente, dolore toracico. In realtà la donna è soggetta a rischi di molto superiori dovuti all'interazione nefasta dei componenti del fumo con fattori ormonali, alcune volte ulteriormente aggravati dall'uso della pillola come metodo anticoncezionale.
LA RICERCA SCANDINAVA - Insomma, il fumo è senza dubbio misogino. A mettere in guardia le ‘irriducibili’ uno studio norvegese, presentato a Monaco di Baviera dove si è appena concluso il Congresso annuale della Società europea di cardiologia (Esc). Se è vero infatti che la sigaretta anticipa l'infarto sia nei maschi che nelle femmine, nelle donne col vizio l'attacco di cuore arriva a farlo ben 13,7 anni prima che tra le non fumatrici, mentre nei tabagisti uomini l'infarto colpisce solo, si fa per dire, 6,2 anni prima di quanto farebbe nei colleghi senza vizio. In altre parole, se è lei che fuma il numero di anni di salute gettati alle ortiche sono più del doppio. La ricerca, firmata da Morten Grundtvig dell'Innlandet Hospital Trust di Lillehammer, ha analizzato i dati relativi a 1.784 pazienti al primo infarto, ricoverati in ospedale tra il 1998 e il 2005. Hanno quindi calcolato che l'età media del primo infarto negli uomini non fumatori è di 72,2 anni, mentre nei maschi col vizio è di 63,9 (8,3 in meno). Nelle donne, invece, il primo infarto colpisce in media a 80,7 anni nelle non fumatrici e a 66,2 nelle tabagiste (14,5 anni prima). Aggiustando successivamente i dati in base ad altri fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione, colesterolo alto, diabete, storia di angina o di ictus), il numero di anni in salute persi a causa del fumo si attestava appunto sui 13,7 anni per le donne e sui 6,2 per gli uomini.
DONNA, FUMO, CUORE E PILLOLA - La pillola non aumenta il rischio di infarto se non marginalmente (1.1 volte). Mentre è il fumo che da solo lo aumenta di ben 8.9 volte rispetto alla non fumatrice. E se la donna, oltre a fumare assume la pillola, il rischio aumenta addirittura di 30 volte! Il pericolo di incorrere in un ictus va da 3,6 a 7,2 volte nelle donne fumatrici che assumano anche la pillola. Il fumo aumenta, infine, di 8 volte il rischio di trombosi in una donna che prende la pillola, rispetto alla donna che non fuma. Il fumo è pericoloso dal punto di vista cardiovascolare anche nelle giovanissime, come ha dimostrato un recente studio condotto da V.M. Bath, pubblicato sulla prestigiosa rivista Stroke. Le giovani fumatrici hanno un rischio più che doppio di ictus rispetto alle coetanee che non fumano. Il pericolo, inoltre, cresce con il numero di sigarette fumate al giorno, aumentando di oltre 4 volte oltre le 20 sigarette e di 9 volte oltre le 40 sigarette.

18/01/2009

Le mie vacanze rovinate dalle cicche...
    Inviato da: "Marco" m_di_lorenzo@yahoo.it m_di_lorenzo
   

Ciao a tutti, è da tanto che non partecipo a questo gruppo e
finalmente trovo il tempo per postare un paio di mie esperienze e
chiedere lumi.

La prima esperienza risale allo scorso 1°Maggio quando, di ritorno
dalla "festa dei serpari" a Cocullo (AQ), io e la mia famiglia ci
siamo ritrovati sulla banchina sovraffollata di una stazioncina in
attesa del treno. Ebbene, una coppia di giovani romani tabagisti,
subito dopo l'annuncio dell'imminente arrivo del treno, ha avuto la
splendida idea di accendere le sigarette nonostante fossimo assiepati
come sardine e con diversi bambini (tra cui i miei due figli) nelle
immediate vicinanze! Come sempre avviene in questi casi, il fumo
veniva dritto verso di noi e, nell'assoluta impossibilità di
spostarci, abbiamo dovuto respirarlo a pieni polmoni. Dopo vari
mugugni, sono finalmente sbottato contro questi due assoluti
maleducati i quali, ovviamente, non solo non si sono scusati ma hanno
rivendicato il loro diritto a fumare in luoghi aperti "e poi, con
tutte le schifezze che si respirano, cosa vuoi che faccia una
sigaretta!". Insomma, sono passato io per cafone e l'unica
consolazione è stata riscontrare che molti, attorno a noi,
manifestavano solidarietà (ma senza esporsi troppo!).
Mi sembra strano che si possa fumare in luoghi aperti quando ci sono
situazioni di questo tipo, tanto più che ho sentito parlare di multe
per chi fuma nei parchi pubblici. Si può fare una denuncia verso
simili forme di inciviltà?

La seconda esperienza, comune credo a tutti, riguarda le vacanze
rovinate dalla onnipresenza di mozziconi gettati dappertutto,
soprattutto nelle spiagge libere. Ogni anno mi reco a fare le vacanze
in Salento, dove ci sono spiagge e costiere bellissime e spesso quasi
"selvagge". Però, costantemente, devo passare i primi 5 minuti a
rimuovere questi rifiuti tossici da sotto l'ombrellone, nell'assoluta
indifferenza dei fumatori che mi guardano e forse si chiedono anche
cosa stia facendo "quel tipo strano". Le cicche vengono spesso gettate
anche in mare oppure incastonate nelle cavità degli scogli, uno
spettacolo davvero rivoltante! Peraltro nessuno provvede mai a
rimuoverle e c'è il serio rischio che i bambini più piccoli, giocando,
finiscano anche per ingerirle!
Dato che si tratta di rifiuti tossici, chiunque butti un mozzicone
nella sabbia meriterebbe per lo meno una multa salatissima, e mi pare
che in effetti esista una norma al riguardo, anche se nel sito di
ariapulita non sono riuscito a trovara.
Dunque la domanda che vi rivolgo è la stessa di cui sopra, cosa si può
fare per fermare questi assoluti cafoni?

Grazie!

Pneumologi: legge Sirchia sempre meno rispettata

Il fumo resta il nemico numero uno per i nostri polmoni e soprattutto quelli
dei giovani, giovanissimi: se la legge 'tutela della salute dei non
fumatori' ha nel 2005 contribuito a ridurre del 6% il consumo di sigarette,
questa percentuale e' rimasta invariata nel 2007, per cui occorrono piu'
controlli. E' il messaggio che viene dal nono Congresso Nazionale della
Pneumologia Uip, promosso a Genova da SIMeR (Societa' Italiana Medicina
Respiratoria), AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) e FIMPST
(Federazione Italiana Malattie Polmonari e Sociali e la Tubercolosi) con le
associazioni dei pazienti. "Quel che piu' ci preme e' l'allarme salute a
seguito del numero sempre crescente di fumatori giovani" osserva*Antonino
Mangiacavallo*, Presidente della Fimpst, per il quale "a tre anni dalla
legge Sirchia abbiamo constatato come nell'ultimo anno sia diminuita la
sensibilita' e il rispetto in ottemperanza ai suoi contenuti: ci vuole la
certezza della sanzione per difendere il diritto alla salute". Secondo i
pneumologi bisogna coinvolgere la scuola e l'universita' per dissuadere i
giovani dal fumo ed educarli a un concreto stile di vita. Con la legge
Sirchia del 2003 fra le piu' severe e copiate - e' stato il leit-motiv del
Congresso - l'Italia e' stata uno dei primi paesi della Ue a regolamentare
il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati, compresi tutti i luoghi
di lavoro e le strutture del settore dell'ospitalita'. Pero' - ecco la forte
lamentela dei pneumologi - negli ultimi anni ci stati pochi controlli. "In
sostanza - ha detto il Direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga
dell'Iss, *Piergiorgio Zuccaro* - la legge ha fatto quello che doveva fare:
ma non si e' andati oltre ed il numero dei fumatori non e' sceso".

http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=232489

17/01/2009

Tratto da Il Giornale

 

Proposta di legge: a scuola fumo vietato anche nei cortili


 
Cominciano presto. Troppo presto. A dieci anni sono già con la sigaretta in mano. Succede in Liguria dove, per combattere l’abitudine al fumo sempre più diffusa tra i giovanissimi nasce la proposta di legge del Pdl che mira a creare una nuova consapevolezza tra gli studenti. E a vietare il fumo a scuola ovunque, anche nei cortili esterni. Si parte proprio dalle elementari. «Non è presto anzi, è opportuno cominciare il prima possibile» ha spiegato il commissario della Lega Tumori di Genova, Andrea Puppo, che appoggia in pieno l’iniziativa nata dalla proposta di Matteo Rosso, medico e vicepresidente della commissione Sanità in Regione. Accanto a Rosso e Puppo, ieri mattina, a spiegare le ragioni delle proposta di legge condivisa da tutto il Pdl c’erano anche Gianni Plinio (capogruppo di An) e anche lui medico e Matteo Marcenaro (moderati verso il Pdl). La proposta di normativa si basa su tre punti: la maggiore comunicazione sui rischi legati al fumo, una più precisa attenzione alla prevenzione e una maggiore assistenza verso chi decide di smettere di fumare, passando anche attraverso l’aiuto del medico di famiglia. Testimonial di eccezione - se vorranno - potranno essere anche i giocatori di Genoa e Sampdoria ai quali proprio Gianni Plinio ha rivolto l’invito a farsi portavoce delle ragioni della salute e dunque dell’abbandono del fumo.
La legge prevede in particolare l’estensione del divieto di fumo in ogni parte delle scuole, compresi cortili e aree limitrofe alle scuole, e in generale negli esercizi pubblici, e nei luoghi di lavoro privati (anche non aperti al pubblico) con presenza di dipendenti. «Non vuole essere una norma repressiva - spiega Rosso - ma certamente serve una maggiore attenzione anche al rispetto dei divieti della normativa nazionale».
Le linee di attuazione della legge verranno concretamente definite mediante il piano triennale di intervento, che dovrà essere disposto dalla giunta regionale entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge e che fornirà alle Asl le linee di indirizzo per progetti locali in collaborazione con i Comuni, con il mondo della scuola e con il lavoro delle associazioni.
Le cifre fornite dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori, d’altra parte, sono preoccupanti: in Liguria il 41 per cento delle famiglie dichiara che almeno un figlio fuma, dato ancora più consolidato nella porzione di famiglie dove anche gli adulti fumano. Secondo l’indagine condotta sulle famiglie risulta che il 77 per cento ritiene che il medico di famiglia abbia un ruolo scarso o inesistente sulla questione fumo, mentre nella nostra regione, come nel resto d’Italia, ma soprattutto al Sud, si comincia a fumare presto, l’80 per cento dei fumatori comincia prima dei 18 anni.
L’invito che gli esponenti del Pdl rivolgono ai colleghi degli altri schieramenti è quello di appoggiare e sottoscrivere la proposta di legge, che può ragionevolmente essere bipartisan, visto che la salute dei giovani deve essere un patrimonio comune. E a maggior ragione leggendo i dati sulle morti causate dal fumo, riconosciuto a livello mondiale un potente cancerogeno. Il 50 per cento dei fumatori, infatti, morirà per i danni dal fumo e i 90mila decessi causati dal fumo ogni anno sono superiori a quelli complessivamente causati da incidenti stradali, eroina, Aids omicidi e suicidi.



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