27/09/2008
La lega anti-tabacco Usa rivela come la lobby del fumo pagò i divi per decenni
Tutti gli attori più importanti fra gli anni '30 e '50 ricevevano lauti compensi
Hollywood, star pagate per fumare
il "listino" di Gable e Cooper
di FERDINANDO COTUGNO
Katharine Hepburn
e Clark Gable
La lega americana anti-fumo Tobacco Control ha però sguinzagliato i ricercatori dell'Università della California, che hanno portato alla luce i contratti e i compensi percepiti da tutti gli attori più importanti dello star system hollywoodiano nell'età dell'oro. Nel 1931 cadeva infatti il bando per il "product placement", la pratica di pagare i protagonisti dei film per promuovere prodotti. Tra i più interessati a sfruttare la popolarità di una Hollywood che entrava nella sua età dorata, c'erano i produttori di sigarette.
"Virtualmente - si legge nella ricerca - tutti gli attori più importanti tra gli anni 30 e 50 sono stati pagati per promuovere marche di sigarette". Il documento più importante riguarda la Lucky Strike: un vero e proprio elenco di pagamenti con tanto di nomi e tariffe. Al netto dell'inflazione, la Lucky Strike ha speso, nel solo biennio 1937-1938, tre milioni e duecentomila dollari per mettere sul proprio libro paga le star del momento come testimonial delle sue sigarette.
I più pagati, oltre a Cooper e alla Crawford, erano Clark Gable, Myrna Loy, Spencer Tracy: leggende del cinema che intascavano 10 mila dollari all'anno (con l'inflazione, oggi sarebbero quasi 150 mila) per "perpetuare la pubblica tolleranza sul vizio del fumo". Più economici i compensi di attori in ascesa, Henry Fonda (3 mila dollari) e Fred MacMurray (6 mila) o in declino, come la diva del muto Gloria Swanson, che per fumare sullo schermo prendeva 1500 dollari.
La ricerca ha sottolineato come gli effetti di quella campagna siano vivi ancora adesso: nel 65% delle pellicole uscite in sala negli ultimi anni ci sono scene in cui si fuma. La Disney, nel 2007, ha promosso un codice di autoregolamentazione: in nessun suo film ci saranno più scene con attori che fumano. Un'analoga decisione è stata presa dalle sei major più importanti, limitata però ai soli film diretti ai minori di 13 anni.
L'autocensura in tema di sigarette è stata attuata per prendere in contropiede le richieste, molto più drastiche, del Tobacco Control: considerare il fumo, al pari del sesso e della violenza, come elemento da valutare per vietare il film ai minori di 18 anni. La stessa Philip Morris ha promosso una campagna pubblicitaria per sconsigliare ai cineasti di usare le sue sigarette nelle scene dei film. Sono lontani i tempi in cui gli attori si arricchivano fumando, e senza sensi di colpa.
(26 settembre 2008)

Dall'1 ottobre la Gran Bretagna divetera' il primo Paese europeo ad introdurre immagini shock sui pacchetti di sigarette che mostreranno in maniera inequivocabile i danni provocati dal fumo.
Le fotografie, tra cui quella di un tumore alla gola, una di un polmone distrutto dalle sigarette ed una di denti completamente marci, sostituiranno le avvertenze scritte introdotte nel gennaio del 2003.
Secondo i dati del ministero della Sanita', i messaggi sui pacchetti sono stati finora efficaci: dalla loro introduzione oltre 90.000 persone hanno contattato il numero verde della Sanita' a disposizione di coloro che vogliono smettere di fumare, spinte proprio dalle avvertenze scritte.
Secondo recenti ricerche, le immagini possono dare risultati ancora migliori: gli studi in materia hanno dimostrato infatti che, per mantenere la loro efficacia, le avvertenze devono cambiare periodicamente e che i fumatori tendono a prendere piu' seriamente il danno che infliggono alla loro salute se a ricordarglielo e' un'immagine.
Le immagini saranno obbligatorie su tutti i nuovi pacchetti a partire dall'1 ottobre, mentre quelli vecchi potranno restare in circolazione fino all'1 ottobre 2009. Per gli altri prodotti contenenti tabacco, le immagini inizieranno a comparire dall'1 ottobre 2010.
21/09/2008
Donne che amano le bionde - Relazioni pericolose
Il tabacco è la causa principale di malattie cardiovascolari che,
contrariamente all'opinione diffusa, non colpiscono solo gli uomini: ogni
anno nel nostro Paese ci sono 120mila vittime tra le donne per malattie
cardiovascolari, indotte dal fumo
MILANO, 18 settembre 2008 - Siamo abituati a pensare che certe patologie,
come ad esempio quelle che riguardano il cuore, appartengano solo
all'universo maschile. Purtroppo non è affatto così. In Italia ogni anno le
malattie cardiovascolari sono causa di decesso per 120mila donne, è chiaro
quindi che non può essere ritenuto un problema solo del cosiddetto sesso
forte. Il rischio cardiovascolare nel sesso femminile è così sottostimato
che, paradossalmente, forse il più importante fattore di rischio coronarico
nelle donne è l'illusione di esserne immuni, complice una sintomatologia
assai differente da quella dell'uomo con nausea, vomito, dolore al collo e,
difficilmente, dolore toracico. In realtà la donna è soggetta a rischi di
molto superiori dovuti all'interazione nefasta dei componenti del fumo con
fattori ormonali, alcune volte ulteriormente aggravati dall'uso della
pillola come metodo anticoncezionale.
LA RICERCA SCANDINAVA - Insomma, il fumo è senza dubbio misogino. A mettere
in guardia le 'irriducibili' uno studio norvegese, presentato a Monaco di
Baviera dove si è appena concluso il Congresso annuale della Società europea
di cardiologia (Esc). Se è vero infatti che la sigaretta anticipa l'infarto
sia nei maschi che nelle femmine, nelle donne col vizio l'attacco di cuore
arriva a farlo ben 13,7 anni prima che tra le non fumatrici, mentre nei
tabagisti uomini l'infarto colpisce solo, si fa per dire, 6,2 anni prima di
quanto farebbe nei colleghi senza vizio. In altre parole, se è lei che fuma
il numero di anni di salute gettati alle ortiche sono più del doppio. La
ricerca, firmata da Morten Grundtvig dell'Innlandet Hospital Trust di
Lillehammer, ha analizzato i dati relativi a 1.784 pazienti al primo
infarto, ricoverati in ospedale tra il 1998 e il 2005. Hanno quindi
calcolato che l'età media del primo infarto negli uomini non fumatori è di
72,2 anni, mentre nei maschi col vizio è di 63,9 (8,3 in meno). Nelle donne,
invece, il primo infarto colpisce in media a 80,7 anni nelle non fumatrici e
a 66,2 nelle tabagiste (14,5 anni prima). Aggiustando successivamente i dati
in base ad altri fattori di rischio cardiovascolare (ipertensione,
colesterolo alto, diabete, storia di angina o di ictus), il numero di anni
in salute persi a causa del fumo si attestava appunto sui 13,7 anni per le
donne e sui 6,2 per gli uomini.
DONNA, FUMO, CUORE E PILLOLA - La pillola non aumenta il rischio di infarto
se non marginalmente (1.1 volte). Mentre è il fumo che da solo lo aumenta di
ben 8.9 volte rispetto alla non fumatrice. E se la donna, oltre a fumare
assume la pillola, il rischio aumenta addirittura di 30 volte! Il pericolo
di incorrere in un ictus va da 3,6 a 7,2 volte nelle donne fumatrici che
assumano anche la pillola. Il fumo aumenta, infine, di 8 volte il rischio di
trombosi in una donna che prende la pillola, rispetto alla donna che non
fuma. Il fumo è pericoloso dal punto di vista cardiovascolare anche nelle
giovanissime, come ha dimostrato un recente studio condotto da V.M. Bath,
pubblicato sulla prestigiosa rivista Stroke. Le giovani fumatrici hanno un
rischio più che doppio di ictus rispetto alle coetanee che non fumano. Il
pericolo, inoltre, cresce con il numero di sigarette fumate al giorno,
aumentando di oltre 4 volte oltre le 20 sigarette e di 9 volte oltre le 40
sigarette.
La nicotina non crea assuefazione
Data: 5 Settembre 2008
Un messaggio incoraggiante per tutti i fumatori che vogliono smettere.
Recenti studi americani hanno stabilito che la dipendenza dalla nicotina non
esiste. *Matthew Palmatier*, professore di psicologia della Kansas State
University, nella sua ricerca pubblicata su 'Neuropsychopharmacology', ha
dimostrato che il potere del fumo non dipende dalla nicotina, ma piuttosto
dal fatto che fumare una sigaretta permette di rafforzare altre esperienze,
di solito piacevoli. 'Se si pensa a dove la gente fuma o con chi lo fa, ci
si rende conto che si scelgono posti e persone particolari con cui fumare.
La sigaretta e' una soddisfazione extra, una specie di premio, che ci si
concede quando ci si dedica a una attivita' piacevole e ricreativa'. Il
fumo, insomma, servirebbe a regolare l'umore. Invece, la nicotina, secondo
Palmatier, non puo' essere considerata una potente droga in grado di indurre
stati di piacere o euforia tali da provocare dipendenza. Palmatier ha
dimostrato il 'potere rinforzante' del fumo con degli esperimenti su alcune
cavie da laboratorio, messe nelle condizioni di autoassumere nicotina
spingendo una leva. L'accesso alla nicotina permetteva alle cavie di
spegnere una luce, che si riaccendeva dopo un minuto, segnalando la
disponibilita' di una nuova dose di nicotina. I topi, ha scoperto Palmatier,
pigiavano la leva per spegnere la luce, non certo perche'
'nicotina-dipendenti'.
Data: 8 Settembre 2008
quanto riportato è una bufala.
nessuno contesta la presenza di altri fattori oltre la nicotina, nel
determinare l'assuefazione.
Il prof. Palmatier studia effettivamente le il meccanismo di azione della
nicotina nel determinare la dipendenza: proprio partendo dalle particolari
modalità di instaurazione della dipendenza da nicotina rispetto ad altre
droghe. Base di partenza dei suoi lavori è infatti la dipendenza dalla
somministrazione di nicotina, in modelli sperimentali animali.
Affermare che "la nicotina non crea assuefazione" non è solo una bufala, o
una emerita stupidaggine, forse è il risultato di una "bustarella". Le
multinazionali del Tabacco sono note per la "sottigliezza" dei loro metodi!
12/09/2008
IN SVIZZERA VA MEGLIO !
Anche nel canton Berna sarà presto vietato fumare nei locali accessibili al
pubblico: dalle scuole ai cinema, dagli ospedali agli studi medici. Nei
ristoranti saranno consentiti "fumoir" separati, che però non saranno
serviti dal personale. Il parlamento cantonale ha approvato oggi in seconda
lettura la nuova legge per la protezione dal fumo passivo con 97 voti contro
41 e 12 astensioni. La legge entrerà in vigore verosimilmente nel 2009.
Anche i piccoli bar e ristoranti dovranno adeguarsi al divieto. Il Gran
Consiglio lo ha deciso con 94 voti contro 36 e 15 astensioni. L'altro punto
non ancora risolto era la questione del servizio nei "fumoir". In prima
lettura il parlamento aveva dispensato il personale dal servire i clienti in
questi locali separati. I deputati hanno mantenuto questa decisione, con 82
voti contro 66 e 3 astensioni.
Per il servizio nei fumoir si è battuto il gruppo liberale-radicale. Anche i
fumatori sono clienti paganti benvenuti, ha sostenuto un deputato PLR che è
pure albergatore. La legge prevede multe da 40 a 2000 franchi per chi non si
attiene ai divieti.
http://www.ticinonews.ch/articolo.aspx?id=91003&rubrica=14
Legge Sirchia sempre meno rispettata
*Settembre 2008*
Il fumo resta il nemico numero uno per i nostri polmoni e soprattutto quelli
dei giovani, giovanissimi: se la legge 'tutela della salute dei non
fumatori' ha nel 2005 contribuito a ridurre del 6% il consumo di sigarette,
questa percentuale e' rimasta invariata nel 2007, per cui occorrono piu'
controlli. E' il messaggio che viene dal nono Congresso Nazionale della
Pneumologia Uip, promosso a Genova da SIMeR (Societa' Italiana Medicina
Respiratoria), AIPO (Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri) e FIMPST
(Federazione Italiana Malattie Polmonari e Sociali e la Tubercolosi) con le
associazioni dei pazienti. "Quel che piu' ci preme e' l'allarme salute a
seguito del numero sempre crescente di fumatori giovani" osserva*Antonino
Mangiacavallo*, Presidente della Fimpst, per il quale "a tre anni dalla
legge Sirchia abbiamo constatato come nell'ultimo anno sia diminuita la
sensibilita' e il rispetto in ottemperanza ai suoi contenuti: ci vuole la
certezza della sanzione per difendere il diritto alla salute". Secondo i
pneumologi bisogna coinvolgere la scuola e l'universita' per dissuadere i
giovani dal fumo ed educarli a un concreto stile di vita. Con la legge
Sirchia del 2003 fra le piu' severe e copiate - e' stato il leit-motiv del
Congresso - l'Italia e' stata uno dei primi paesi della Ue a regolamentare
il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati, compresi tutti i luoghi
di lavoro e le strutture del settore dell'ospitalita'. Pero' - ecco la forte
lamentela dei pneumologi - negli ultimi anni ci stati pochi controlli. "In
sostanza - ha detto il Direttore dell'Osservatorio fumo, alcol e droga
dell'Iss, *Piergiorgio Zuccaro* - la legge ha fatto quello che doveva fare:
ma non si e' andati oltre ed il numero dei fumatori non e' sceso".
http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=232489
10/09/2008
FUMO: LO STUDIO, SMETTERE REGALA FINO 7 ANNI DI VITA IN PIU'
Roma, 30 mag. (Adnkronos Salute) -
Altro che elisir misteriosi e
posizioni magiche. Per vivere più a lungo e in salute basterebbe dire
addio alla sigaretta. E magari 'arrendersi' a matrimonio o convivenza.
Secondo un recente studio britannico, infatti, dire addio alle 'bionde'
regala fino a 7 anni di vita in salute in più. Il lavoro è stato
coordinato da Ben Rickayzen, direttore del Dipartimento di studi in
scienze attuariali e assicurazioni della Cass Business School della City
University di Londra, e realizzato insieme a Martin Karlsson
dell'Institute of Ageing dell'Oxford University (Gb). I ricercatori
hanno esaminato l'impatto dell'addio al 'vizio' usando i dati del
British Household Panel Study, e dividendo la popolazione inclusa nella
ricerca in fumatori e non, single e in coppia, propietari di casa o in
affatto, colti o poco istruiti e, infine, persone sane o con disabilità.
Ebbene, secondo lo studio gli adulti che smettono di fumare potrebbero
aggiungere fino a 7 anni in più alla loro aspettativa di vita. In media,
spiega infatti Rickayzen, un non fumatore a 50 anni può attendersi altri
26 anni e tre mesi in salute, che per un coetaneo col 'vizio' diventano
appena 19 e mezzo. Ma smettendo il prima possibile, gli ex amanti delle
sigarette possono recuperare terreno. In generale, le prospettive
migliori sono per le donne, non fumatrici, che vivono in coppia e in una
casa di proprietà, e sono abbastanza colte e sane a 50 anni. La
sigaretta insomma si conferma il nemico numero uno della longevità in
salute, mentre vivere in coppia ha mostrato un lieve effetto positivo
per quanto riguarda la probabilità di sopravvivenza in buona salute, sia
per negli uomini che nelle donne.
"Con la messa al bando delle
sigarette, in arrivo in Gran Bretagna, c'è da aspettarsi che la gente
passi più anni della propria vita in buona salute - commentano i
ricercatori - Una buona notizia sia per chi lavorerà, che per quanti
andranno in pensione".
Dopo un lungho periodo di silenzio dovuto a miei problemi di salute prima e ad un prolungato periodo di viaggi e ferie poi, oggi riprendo a scrivere sul mio Blog preferito.
Ringrazio i molti di voi che in questi mesi mi hanno scritto per sollecitarmi a riprendere l' attivita'.
In effetti da piu' parti si notano questi sintomi preoccupanti :
-Sempre di piu' i giovani cominciano a fumare e continuano
- Nei locali pubblici si ricomincia a fumare sempre di piu'
- Non si vedono in giro segni di controllo e di repressione degli abusi da parte delle autorita' preposte
Questo ed altro mi spinge a continuare, dato che la battaglia per eradicare il fumo dalla nostra societa' e' ancora ben lungi dall' essere vinta.
Buon lavoro a tutti ed andiamo avanti.
Eze




