10/01/2008
Smettere di fumare? Conviene...
soprattutto con l'aiuto del medico
09/01/2008
Smettere di fumare? Conviene... soprattutto con l'aiuto del medico
Alla vigilia del terzo compleanno della legge italiana contro il fumo,
che ha fatto da apripista a molti altri Paesi dell'Unione Europea,
un'indagine condotta nel vecchio continente rivela che smettere di
fumare con il supporto del proprio medico o di uno specialista
garantisce maggiori probabilità di successo. Ma tra gli italiani non
mancano le sorprese.
Secondo i risultati di un nuovo studio europeo condotto da Double Helix
Development per conto di Pfizer, il 96% degli ex fumatori italiani che
ha consultato un medico nel tentativo di smettere di fumare, ritiene che
dire addio alle sigarette sarebbe stato più difficile se avessero
provato da soli.
La ricerca che ha coinvolto circa 1000 ex fumatori di cinque paesi
(Italia, Francia, Regno Unito, Germania e Spagna), rivela che l'86%
degli italiani che si sono rivolti ad un medico consigliano caldamente
il supporto di un operatore sanitario a chiunque voglia smettere.
Dallo studio emerge, inoltre, che coloro che hanno consultato un medico
o uno specialista per riuscire a smettere di fumare sono più propensi a
credere che non ricominceranno più, rispetto a chi ha smesso da solo.
"Fumare è una dipendenza estremamente potente e pericolosa - afferma il
dott. Giovanni Invernizzi, medico di famiglia e responsabile del Gruppo
di studio per la prevenzione dei danni da fumo della Società Italiana di
Medicina Generale - Ciò che sottolinea questo studio è proprio il ruolo
che i medici possono avere e l'aiuto che possono dare per smettere di
fumare. La nicotina crea una forte dipendenza, quindi i fumatori devono
affrontare una sfida realmente difficile nel momento in cui tentano di
smettere da soli. I risultati della ricerca rafforzano la posizione
secondo la quale i fumatori che vogliono seriamente liberarsi dal fumo
devono parlare con il loro medico".
Curioso il fatto che gli Italiani, più di tutti gli altri intervistati
coinvolti nello studio, sono quelli che affermano di aver smesso di
fumare senza alcun aiuto, con una percentuale dell'80% rispetto al 51%
del Regno Unito e al 52% della Spagna. In compenso, sono quelli che
hanno incontrato maggiori difficoltà a gestire i sintomi di astinenza,
rispetto agli ex fumatori degli altri paesi, con una percentuale del 77%
che ha trovato particolarmente difficile resistere al desiderio della
sigaretta rispetto, ad esempio, al 53% degli spagnoli. Tuttavia, sono
sempre gli italiani che nel rivolgersi al medico hanno trovato l'aiuto
più efficace rispetto a qualsiasi altro Paese, con nove persone su dieci
che ritengono prezioso il supporto dello specialista.
Un altro spunto interessante emerso dalla ricerca è che sia i forti
fumatori, sia coloro che avevano già tentato di smettere, hanno
incontrato maggiori difficoltà rispetto ai fumatori leggeri e a coloro
che non avevano mai provato a smettere prima e, quindi, si sono
dimostrati più orientati a ricevere un supporto da parte del medico.
"Sulla base della mia esperienza una volta che i fumatori hanno capito
la difficoltà di smettere e di smettere senza aiuto, sono più
disponibili ad incontrare un professionista per aumentare le loro
possibilità di successo" - continua Invernizzi.
Tra le principali motivazioni che hanno spinto i fumatori italiani a
dire addio alle bionde troviamo: patologie diagnosticate (31%),
prevenzione di problemi di salute (22%), impatto negativo sulla salute
della famiglia (13%). Si tratta di un dato interessante che differenzia
l'Italia dagli altri Paesi europei: la percentuale di persone che smette
di fumare per patologie diagnosticate supera quella di chi rinuncia alla
sigaretta per evitare rischi futuri, quasi a suggerire che gli Italiani
preferiscono adottare un atteggiamento di sfida - o di indifferenza -
nei confronti dei rischi per la salute e aspettano di smettere solo dopo
la comparsa di patologie.
Il 92% degli Italiani conviene sul fatto che smettere di fumare abbia
migliorato notevolmente il loro stato di salute e apportato alcuni
vantaggi concreti. Per esempio, 3 ex-fumatori su 4 sostengono di aver
riacquistato i sensi del gusto e dell'olfatto una volta abbandonate le
sigarette.
Infine, il 40% degli intervistati ha dichiarato, inoltre, che la legge
anti-fumo ha sicuramente influenzato positivamente la propria decisione
di smettere di fumare: a tre anni dalla sua entrata in vigore, la ferrea
legislazione contro il tabacco si conferma così come uno dei principali
incentivi all'abbandono.
SaluteEuropa.it
Germania, tre dipendenti licenziati perché non fumano
mercoledì 9 gennaio 2008 18:30
BERLINO (Reuters) - In Germania il titolare di una piccola azienda
informatica ha licenziato tre suoi dipendenti perchè minacciavano di
turbare la quiete aziendale chiedendo un ambiente senza fumo.
Il manager dell'azienda con dieci dipendenti di Busum, chiamato Thomas
J., ha spiegato all'Hamburger Morgenpost di aver licenziato i tre perchè
con le loro richieste antifumo causavano disturbo.
La Germania ha introdotto il divieto di fumo in bar e ristoranti dal
primo gennaio ma i tedeschi che lavorano in piccoli uffici possono
ancora fumare.
"Non voglio avere a che fare con gente che causa problemi, siamo sempre
al telefono ed è semplicemente più facile lavorare fumando. Tutti ce
l'hanno con i fumatori oggi. E' il momento di una riscossa. D'ora in poi
assumerò solo fumatori", ha detto il titolare.
Reuters Italia
04/01/2008
Mi ha scritto Ettore
Oggi ho ricevuto questa bella e-mail e la posto integralmente:
01/01/2008
BUON 2008 !!!
A tutti coloro che stanno per smettere di fumare, auguro di cuore :





