UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








30/10/2007

Ricevo e pubblico :

Aggredito dai tabaccai.

Alla fine della loro manifestazione oggi a Roma, ho esposto dei fogli e
lanciato dei volantini (la legge lo consente): mi sono rivolto verso i
fotografi sotto il palco per mostrare quei fogli (i dati del tabagismo)
un po' come si fa in moltissime circostanze (persino al Parlamento) da
divenire banale.

Alcuni tabaccai (avevano la pettorina "FIT") mi hanno prima insultato e
minacciato, poi messo le mani addosso mentre ero in piedi su una
transenna di 120 cm facendomi barcollare, quindi mi hanno spinto
facendomi cadere a terra con tanto di 3 borse.

Sono andato dai Carabinieri che **dovevano** garantire la sicurezza
(inoltre in una manifestazione che diceva di chiederla!), quindi i
tabaccai mi hanno seguito insultandomi, anche mentre ero seduto a terra
per riprendermi un poco.  La Polizia mi ha identificato (a me, non a chi
mi insultava) e mi ha chiesto copia dei volantini. 
Essere insultato da uno che vende sigarette è un grande onore (anche se
doloroso).
Avevo un forte mal di schiena, sono andato al Pronto Soccorso avendo 5
gg di prognosi.

Anche in Parlamento espongono volantini, ma non intervengono gli
avversari politici, sono i commessi che tolgono i fogli, e certo non
spingono un deputato a cadere da una transenna.  Contro di me invece
sono intervenuti fisicamente (mentre chiedevano "Più sicurezza" !).
Chi poi pensasse "Te la sei cercata" è pronto per andare in Birmania
...: non si mettono le mani addosso.

Sia chiaro che il problema **non** è questo, ma i tabagisti che si
ammalano e muoiono, e i tabaccai che non vogliono nemmeno che qualcuno
glie lo ricordi !

Ripeto che non è tanto per me, ma contro le aggressioni, per la libertà
di espressione, e soprattutto per il ben più grave tabagismo.  Se fossi
stato un consigliere di un partito X, si sarebbe scatenato il finimondo:
qui non è un partito, ma qualche scopo lo condividiamo. 

Tra poco altri dettagli, a voi della lista questa potrebbe essere
un'occasione per attivarsi e mettere un po' i puntini sulle "i" a chi di
dovere (Amato, Turco, media, tabaccai).

Massimo D'Angeli


Farmaci antifumo, boom in Usa




Quattromila sostanze chimiche: sono quelle che si inalano con un tiro di
sigaretta, tra cui idrocarburi alifatici e aromatici, alcoli, aldeidi,
chetoni e acidi. Un coktail micidiale che secondo l'Oms, è "la prima
causa di morte facilmente evitabile". In Europa, l'Oms stima in 1,2
milioni i decessi attribuibili ogni anno al tabacco. Non un vizio ma una
malattia da dipendenza: si può guarire purché, spiega Giovanni
Invernizzi, capo del gruppo di studio per la prevenzione dei danni da
fumo della Società italiana di medicina generale, si cambino abitudini.
Secondo un'indagine DoxaIstituto superiore di sanità, malgrado molti
fumatori dichiarino di avere cambiato "qualcosa" nelle loro abitudini,
in Italia il fumo è in aumento: da una media di 13 sigarette al giorno
nel 2006 ad una di 14 nel 2007. «Il problema riguarda 12 milioni di
italiani, il 24,3% della popolazione», dice Enrico Garaci, presidente
dell'Iss. Comunque sono 8,8 milioni gli ex fumatori, di cui l?% ha
smesso nel corso degli ultimi tre anni (580mila solo nell'ultimo anno):
tra quelli che hanno smesso il 10,7% ha avuto un supporto farmacologico,
il 2,4% sia psicologico che farmacologico.
Un mercato, quello della disassuefazione, conteso dalle multinazionali
del farmaco (dalla Novartis, alla Glaxosmitkline, dalla Johnson&Johnson,
alla Pfizer) che solo negli Usa vale ogni anno 500 milioni di dollari.
In Svezia, dove si riscontra il più altro tasso di penetrazione del
prodotti antitabacco, la spesa media procapite nei farmaci è di 6570
euro. In Italia, le percentuali sono più basse. Secondo l'Ims Health,
nel 2005, anno dell'entrata in vigore della legge Sirchia, sono stati
venduti 1,3 milioni di unità di farmaci antifumo con un valore di 19
milioni di euro. Dopodiché però il mercato si è contratto: 759mila unità
fra settembre 2006 e settembre 2007, per 12 milioni. L'approccio
farmacologico vede in pole position la terapia nicotinica sostitutiva:
farmaci da banco, il 95% delle vendite. Si tratta di nicotina pura,
assunta nella forma dei cerotti transdermici in diverse formulazioni
secondo i gradi di dipendenza, gomme masticabili (il segmento del
mercato più forte con 8 milioni di euro), pasticche e inalatori. Tra i
produttori, Johnson&Johnson (le gomme Nicorette quali prodotti
antifumo), Gsk (NiQuitin) e Novartis (Nicotinell TTS cerotti e
pasticche). La nicotina così assunta non ha la proprietà di quella
aspirata con la sigaretta ma riesce a ridurne il bisogno. «Gli effetti
collaterali sono minimi, al punto che viene consigliata nei pazienti
cardiopatici», spiega Invernizzi.
Per i farmaci da prescrizione, a contendersi il mercato sono l'americana
Pfizer, gigante da 48,4 miliardi di dollari di vendite nel 2006, e la
GlaxoSmithKline, multinazionale della salute presente in 117 paesi.
Quest'ultima produce lo Zyban, una pillola antifumo a base di bupropione
un medicinale che nasce come antidepressivo. Agisce su due
neurotrasmettitori, noradrenalina e dopamina, e tiene sotto controllo
gli effetti collaterali provocati dalla mancanza di nicotina:
depressione, aumento dell'appetito, nervosismo, sonnolenza diurna. «C'è
la possibilità di terapie combinate bupropione e nicotina, che sono le
più efficaci (40% per cento di successo secondo trials medici
controllati)», dice Invernizzi. «Tuttavia nella vita reale hanno una
percentuale di successo inferiore. Gli effetti collaterali sono di vario
tipo. Mentre la nicotina è già presente nel fumo, il buproprione è un
vero farmaco che può causare intolleranze, ed è controindicato per
esempio in chi è soggetto a crisi epilettiche». Accanto al buproprione,
di recente immissione sul mercato è un'altra sostanza, la vareniclina
(Champix) della Pfizer. Mentre il primo nasce come antidepressivo, la
vareniclina è stata studiata appositamente per la cessazione e agisce
come agonista parziale del recettore nicotinico dell'acetilcolina,
riducendo la sintomatologia da astinenza, bloccando gli effetti
farmacologici della nicotina e riducendo il piacere della sigaretta. A
sentire gli studi condotti dal Cochrane Network, un ente inglese che
valuta l'efficacia delle terapie, agirebbe sul fumatore con un grado di
successo tre volte maggiore rispetto a chi prova senza alcun ausilio
farmacologico. La nuova molecola è ben tollerata e con pochi effetti
collaterali, tra cui il più frequente la nausea che tuttavia non
pregiudica la continuità della cura.
Ma per Giacomo Mangiaracina, presidente della Società scientifica di
Tabaccologia, il farmaco non basta: «Nella disassuefazione dal fumo, la
maggior percentuale di successo (40%) si riscontra nell'ambito di
programmi di supporto psicologico integrati con la terapia
farmacologia». Così le maggiori case farmaceutiche hanno sviluppato
sistemi di terapia supportati da programmi psicologici, oltre a campagne
antifumo come quella lanciata dalla Pfizer, in collaborazione con la
Lega italiana per la lotta ai tumori, che si vale di numeri verdi e del
sito www.iosmettocosi.it. «Il supporto psicologico è fondamentale: il
sostegno che si ottiene attraverso la terapia cognitivocomportamentale e
il counseling professionale facilita il confronto sulla propria
esperienza, aiuta ad acquisire sicurezza e a rafforzare le motivazioni
per smettere. Nelle terapie di gruppo si aggiunge la condivisione dei
problemi e delle motivazioni», spiega Mangiaracina. «L'azione sarebbe
più incisiva se i farmaci per la cessazione del fumo entrassero nel
prontuario medico. Noi puntiamo alla formazione dei medici di famiglia
che hanno scarsa dimestichezza nel trattamento del tabagismo e
difficoltà a prescrivere i farmaci». Propone Mangiaracina: «Le politiche
antifumo dovrebbero essere supportate da iniziative governative: in
Italia un fumatore spende dai 50 ai 120 euro al mese per acquistare le
sigarette. L'incidenza della tassazione sul prezzo di vendita è pari al
75,2%: perché non destinare una piccola percentuale degli introiti alla
prevenzione?»

29/10/2007

I nuovo pacchetti di sigarette

 

Ecco come saranno, secondo la nuova normativa europea in via di approvazione.

http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/Tobacco/Documents/it_pictures.pdf

Meno fumo, più rispetto???? ma dove?????
    Inviato da: "elysci" elysci@gmail.com elysci
    Data: Sab 27 Ott 2007 3:41 pm

Lo so, sono un po' ripetitiva, ma che ci posso fare.... più tempo
passo in stazione, più tutto questo mi irrita e mi fa arrabbiare...
essere in stazione con una banchina affollatissima, sentire
costantemente puzza di fumo, e vedere ovunque il cartello area
fumatori mi toglie ogni volta il respiro.... Sarà perchè appena il
fumo di sigaretta viene a contatto con le mie narici io smetto di
respirare, ma che queste persone fumino in un luogo affollato (perchè
di questo si tratta) sentendosi anche autorizzate a farlo grazie ai
nuovissimi cartelli esposti ovunque, mi trasmette un'ansia e impotenza
terribile. Meno fumo, più rispetto annuncia la pubblicità sui
nuovissimi schermi messi in stazione. Ma non riesco a capire il senso
di questa affermazione: meno fumo???? dove???? dov'è stato proibito di
fumare???? da nessuna parte, in stazione era già vietato da prima,
l'unica cosa che hanno fatto è stata mettere quei maledetti cartelli
con scritto area fumatori. L'assurdità della cosa è palese: i cartelli
con relativi posacenere incorporato, sono affissi ovunque, quindi
l'area fumatori si estende per tutta la lunghezza della banchina; ma
anche se potessimo ritenere accettabile definire l'area non fumatori
quella in mezza tra le due aree fumatori (circa 5 m cioè la distanza
che separa le colonne della banchina), in che modo sarebbero
limitate??? in che modo si impedisce che il fumo invada anche la
fantomatica area non fumatori??? c'è forse uno scudo invisibile che
non è ancora stato attivato??? e allora che senso ha dire meno fumo????
L'unico vantaggio potrebbe venire dal fatto che le sigarette non
finiscono più sui binari o sui marciapiedi ma dentro i posacenere, ma
sono ben poche le persone così intelligenti da fare questo....
io mi voglio ribellare a questo mondo pieno di fumo... non posso più
resistere ad assere affumicata in ogni istante... sembra poi che io
abbia la calamita per i fumatori... appena mi vedono vengono vicino e
tirano fuori l'accendino....
ditemi voi: quale soluzione???? pazienza???
dovrei spostarmi ogni qualvolta qualche fumatore mi si avvicina??? in
questo modo non starei mai ferma, sarebbe un modo per fare un po' di
ginnastica... e cmq in una banchina affollatissima come le trovo
sempre (stiamo parlando della stazione di Mestre e di Padova, non
della mia stazione di partenza in cui ci sono solo quattro gatti)cosa
dovrei fare?? lo slalom tra le persone??? è vero che in questo modo mi
allenerei per le gare di sci che mi attendono quest'inverno....
sono stufa di dover essere sempre io a rimetterci, dove sono finiti i
miei diritti????
attendo consolazioni!!!



17/10/2007

DIVIETO DI FUMO: LA GERMANIA NEL MIRINO DELLA UE
    

Dura sconfitta per la lobby europea del tabacco.
La Corte di giustizia europea ha respinto questa mattina il ricorso
proposto dalla Repubblica federale di Germania contro la direttiva
2003/33/CE sulla pubblicità del tabacco. Secondo la Corte, al contrario
di quanto sostenuto dalla Germania, "i divieti di pubblicità e di
sponsorizzazione" che costituiscono la spina dorsale della Direttiva
"soddisfano i requisiti per la loro adozione ai fini dell'instaurazione
e del funzionamento del mercato interno". Non è certo una buona notizia
per l'industria europea del tabacco che contava di ripartire dai Laender
tedeschi per recuperare percentuali di fatturato lasciate per strada
negli ultimi anni per via delle leggi a tutela dei fumatori passivi
introdotte in tutti i principali paesi della Comunità. Fa eccezione,
appunto, la Germania dove da alcuni mesi è in corso una massiccia
controffensiva di uomini politici e scienziati al soldo delle
multinazionali del tabacco contro il varo di una legge a favore del
divieto di fumo nei locali pubblici sul modello di quella italiana,
adottata di recente anche da Francia, Spagna e Lussemburgo.

Il governo tedesco aveva proposto un ricorso dinanzi alla Corte di
giustizia europea chiedendo l'annullamento degli articoli 3 e 4 della
2003/33 in materia di pubblicità e di sponsorizzazione a favore dei
prodotti del tabacco nei media diversi dalla televisione. Tali articoli
vietano la pubblicità dei prodotti del tabacco sulla stampa e nelle
trasmissioni radiofoniche nonché la sponsorizzazione di queste ultime da
parte di imprese del settore del tabacco. Sono esenti dal divieto
solamente le pubblicazioni destinate ai professionisti del commercio del
tabacco e le pubblicazioni provenienti da paesi terzi che non siano
principalmente destinate al mercato comunitario.





Fumo: allarme anche per le staminali
   
11/12/2006 Fumo: allarme anche per le staminali
Il fumo riduce le cellule staminali. Lo affermano i ricercatori
dell'istituto di biomedicina e immunologia molecolare del CNR che hanno
esaminato pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattia
tipica dei fumatori.

Si e' visto infatti che le staminali in circolo nel loro sangue sono in
numero assai ridotto. Date le funzioni che hanno nella riparazione dei
tessuti, una loro carenza potrebbe spiegare il precoce invecchiamento
dei tessuti caratteristico dei fumatori.

Fonte: Le pillole di Doloredoc


15/10/2007

 

... Sono stufa di affumicarmi!
   
Elisa  ci ha scritto :

Ciao a tutti,
....................................................................................... volevo trovare
sostegno alla mia lotta quotidiana per non essere "affumicata"... Leggendo
qua e la ho notato che più che altro si parla del fumo illecito all'interno
dei locali pubblici. Ma il mio problema riguarda soprattutto, anzi
esclusivamente, i luoghi all'aria aperta. Io studio all'università e 4
giorni alla settimana devo prendere il treno (aspettando anche la
coincidenza) per andare a lezione e percorrere 15 minuti di strada per
raggiungere l'aula. I problemi cominciano subito in stazione: ovunque io e
le mie amiche ci mettiamo è sicuro che arriverà qualcuno che tranquillamente
si accenderà la sigaretta davanti a noi affumicandoci. Voi direte: basta
spostarsi! Ci spostiamo, ma passano pochi istanti e arriva prontamente
un'altro fumatore. La possibilità che ci resta è di andare ad aspettare il
treno a fine banchina dove non c'è nessuno e dove non arriva nemmeno il
treno che si ferma km più indietro; ma perché devo spostarmi io, non ho
diritto come gli altri ad aspettare il treno dove mi pare senza rischiare di
non riuscire più a respirare???
E fosse tutto qui.... scese dal treno ci incamminiamo verso l'aula sui
marciapiedi affollati. Anche qui, puntualmente (nemmeno lo facessimo
apposta), arriva il fumatore che comincia ad intossicarci; noi armate di
pazienza e buona volontà acceleriamo il passo in modo da allontanarci il più
possibile dal pericolo neanche stessimo facendo una maratona.
Giunte all'università saliamo le scale semi-areate che ci portano all'aula.
Qui serve, come minimo, una maschera con l'ossigeno per oltrepassare il
pianerottolo dove puoi trovare la nebbia anche nel bel mezzo dell'estate.
Così accade spesso (come ieri sera) che arrivi a casa con il mal di gola e
anche con il mal di testa!!!
Fino a poco tempo fa nutrivo alcune speranze (seppur vane) che, in futuro,
avrebbero potuto vietare il fumo sulle banchine delle stazioni, ma da circa
fine settembre sono comparsi in stazione nuovi posacenere, cartelli con
scritto "area fumatori", e pubblicità di una stazione con meno fumo e più
rispetto in cui si da la possibilità di fumare solo sui marciapiede e non in
stazione!!!
Ora io mi domando, ma se in stazione (in quanto locale pubblico) era già
vietato fumare dal 2003, che senso ha allora vietare nuovamente il fumo in
stazione e legittimare il fumo sulle banchine??? Dov'è il meno fumo????
e inoltre da cosa sono delimitate le aree fumatori??? i posacenere e i
cartelli sono apparsi su tutte le colonne presenti sulle banchine, e allora
dove ci rifugeremo noi non fumatori per non essere affumicati????
mi accorgo ora di aver scritto un bel po', scusate lo sfogo, ma non ne posso
più di dover andare in apnea ogni volta che a qualcuno viene voglia di
fumare, di arrivare a casa con i vestiti e i capelli che sanno da fumo ed
essere per giunta interrogata da mia mamma che mi annusa e dice: Hai per
caso fumato???. Sì, le rispondo io, una buona quantità di fumo passivo!!!
Ciao Ciao

E Cristina risponde :

hai perfettamente ragione.
Da quando è entrata in vigore la legge Sirchia, le cose sono assolutamente
migliorate nei luoghi chiusi, ma la questione
si è spesso spostata su cosa vuol dire "chiuso".   Ci si imbatte spesso in
... deficenti, che pretendono di considerare un luogo "aperto" solo perchè
ha un paio di finestre piu larghe del normale.
Purtroppo ( questa è la mia opinione ) Sirchia all' epoca è stato fin troppo
capace, nel far approvare questa legge, che non è perfetta. Ma non sarebbe
mai riuscito a far votare a quella specie di parlamento che avevamo/abbiamo
, una legge piu precisa.
Temo che per i luoghi aperti la soluzione non sia vicina.
Quella delle stazioni poi è una cosa veramente brutta.
Forse per l' università potreste organizzarvi un gruppo di studenti, andare
dal Preside di Facoltà (sperando che non sia un fumatore) e chiedergli di
mettere un bel cartello di divieto anche sulle scale.
La legge non lo prevede, me nemmeno vieta di metterlo! nella stessa logica
con cui prima esistevano locali dove era vietato fimare.
Questo è importante sapere:   la legge non vieta di estendere il divieto di
fumare.
....
Una altra cosa che potete fare poi con le tue amiche, quanto vi spostate, è
dire a voce alta: spostiamoci che qui c'è puzza schifosa di fumo. Attenzione
però ai loschi figuri che potrebbero reagire male................

Cristina

12/10/2007

Non minimizzate il fumo passivo
 
Quando si parla morti sul lavoro, oltre alle tragiche morti violente,
bisognerebbe pensare anche a quanti lavorano in condizioni non
igieniche e ugualmente illegali, che rovinano la salute. E
bisognerebbe indignarsi con le istituzioni che spesso, quando trovi il
coraggio e ti vai a lamentare (  perchè attenzione, ti potrebbero
anche licenziare...) , minimizzano ignorando i problemi, primo fra
tutti il fumo passivo, gli altri inquinanti chimici, l' areazione
insufficente ecc.... Le leggi esistono e ci sono, e non si può lasciar
decidere  al funzionario di turno quali sono importanti e quali no, e
se hai diritto a respirare bene o meno, e a lavorare in condizioni che
ti permettano di essere anche produttivo al meglio. 
 

CONTRO IL FUMO PASSIVO

 Veramente forte questa pubblicità che dovrebbe far riflettere sui richi del fumo passivo per i bambini

 

smoking.jpg

Quando una legge non basta
La legge "Sirchia": necessità di un nuovo intervento normativo


Sono passati circa quattro anni dalla sua introduzione e poco più di due
dalla sua concreta applicazione, eppure la legge nr. 3/2003, avente ad
oggetto la "tutela della salute dei non fumatori", meglio nota come
legge "Sirchia" dal nome dell'allora Ministro della Salute, in alcuni
uffici e in diversi locali pubblici (soprattutto discoteche) del nostro
Paese è come se non fosse mai stata approvata dal Parlamento. Per la
verità appena entrata in vigore non fu proprio così, organi di stampa e
telegiornali davano ampio risalto ad ogni episodio che in qualche modo
fosse riconducibile alla attuazione della predetta legge. Fu così che in
una sorta di bollettino di guerra, ogni giorno si apprendeva del primo
multato perché sorpreso a fumare in un ufficio pubblico, poi, del primo
locale chiuso per i medesimi motivi, sino ai dibattiti televisivi nei
quali si assisteva a dei veri e proprio scontri ideologici tra il
partito trasversale dei fumatori che si definiva come una sorta di
perseguitato politico e l'altrettanto gruppo misto di non fumatori che
invece salutava la legge Sirchia come una legge di civiltà, della quale,
pertanto, ne chiedeva soltanto il rispetto da parte di tutti. Al solito
coro, appena descritto, di innocentisti e colpevolisti si inserì una
terza categoria, ovvero i gestori di esercizi pubblici, i quali
lamentavano gli eccessivi costi ed a volte l'impossibilità di attrezzare
sale per fumatori e, pertanto, il rischio di perdere quei clienti che,
tra il gusto di una serata di privazioni pubbliche ed un'altra di
libertà domestiche, avrebbe quasi certamente preferito la seconda. Così
non è stato, i locali, in generale, non persero clientela tra le fila
dei fumatori, che, per la maggior parte, salutarono con favore questo
nuovo divieto che li obbligava a fumare di meno e, almeno al ristorante,
a riscoprire alcuni sapori della tavola, ormai loro sconosciuti.
Chi il danno, invece, lo patì e non di lieve entità fu la lobby delle
multinazionali del tabacco che registravano non solo un continuo calo
delle vendite di sigarette, ma anche, da quanto appreso dai sondaggi in
voga in quel periodo, la progressiva erosione del fascino da fumo tra i
giovani. Questa legge, tuttavia, dopo le prime polemiche ed i successivi
apprezzamenti cennati, registrò un significativo arresto con la
pronuncia dell? agosto 2005 n. 6068, mediante la quale il Tar Lazio,
adito da un gestore di un bar multato per violazione della legge sul
fumo, annullò parzialmente la circolare emanata dal Ministero della
Salute in data 17 dicembre 2004 (Gazzetta Ufficiale N. 300 del 23
Dicembre 2004), con la quale erano stati introdotti a carico dei gestori
di locali, quali bar e ristoranti, l'obbligo di vigilare sull'osservanza
del divieto di fumare.
La pronuncia in parola, seppur giuridicamente ineccepibile, provocò una
crepa della legge Sirchia, che all'attualità non può dirsi ancora
sanata.
Ora però, prima di arrivare ai nostri giorni, in via di principio, deve
esser chiarito come oggetto della pronuncia in commento non fu il
divieto di fumo, inteso quale limite posto ai privati a tutela del
diritto alla salute, bene primario che assurge a diritto fondamentale
della persona, ed impone piena ed esaustiva tutela (Corte cost.,
20/12/1996, n. 399), ma solamente gli "obblighi positivi" (di
ammonimento e di segnalazione a pubblico ufficiale) che gli atti
impugnati prevedevano in capo ai conduttori di locali privati aperti al
pubblico.
Segnatamente gli obblighi ricadenti sui soggetti responsabili delle
strutture pubbliche o sui loro delegati erano essenzialmente i seguenti:
a) l'obbligo di richiamare formalmente i trasgressori all'osservanza del
divieto di fumare;
b) di segnalare, in caso di inottemperanza al richiamo, il comportamento
del o dei trasgressori ai pubblici ufficiali od agenti ai quali
competevano e competono la contestazione della violazione del divieto e
la conseguente redazione del verbale di contravvenzione.

05/10/2007

 Sovvenzioni ai coltivatori di tabacco!
   

Non capisco!!!!! perchè si dovrebbe valorizzare il mercato del
tabacco italiano, quando tutti sanno che fa male alla salute? tanto
poi è lo Stato che paga (ANZI NOI PAGHIAMO) per curare i malati di
cancro ai polmoni!!!!
Ma non è giusto.............

Invece di incentivare le persone a curarsi preventivamente da questa
ormai malattia o vizio che sia, pubblicizzando ancor più il pericolo
che il fumo provoca per tutti.

Si potrebbe dare sovvenzioni per cambiare tipo di attività, così che
le aziende di tabacco non debbano completamente fallire e creare 
disoccupazione, ma solo cambiare, per rendersi utili non a uccidere,
ma a sopravvivere!

Se l'Italia fosse veramente un paese intelligente, salutista,
dovrebbe prendere in considerazione non il guadagno, ma il bene e la
salute del popolo! chissà.........
Lasciamo che siano gli altri paesi a creare spontaneamente danno per
la salute


Ciao,  vedi l'articolo seguente:
>
> Tabacco, organizzazioni agricole: Occorre valorizzare settore
>
>

> "Occorre restituire al tabacco una dimensione competitiva adeguata
> alle nuove sfide del mercato per garantire crescita, occupazione e
> sviluppo. Che è poi l'obiettivo di Confagricoltura per tutti i
> comparti di un'agricoltura italiana moderna e al centro delle
scelte
> politiche e delle priorità del Paese".
>
> Lo ha dichiarato il presidente dell'organizzazione degli
imprenditori
> agricoli Federico Vecchioni che chiede la proroga del sistema
attuale
> sino al 2013 e una concentrazione dei fondi per la
ristrutturazione
> delle aziende tabacchicole per il futuro dell'Ocm tabacco e alla
luce
> della prossima revisione della Pac. `I valori del sigaro italiano'
è
> il titolo del convegno organizzato a Roma nel quale si sono
> affrontati i temi legati all'organizzazione comune di mercato del
> tabacco, un settore che in Italia riguarda circa 28 mila ettari di
> superficie coltivata, 25 mila aziende e un valore della produzione
> pari a 300 milioni di euro. Secondo Vecchioni, la riforma del 2003
> prevede che dal 2010 la metà del sostegno oggi accoppiato per il
60
> per cento alla produzione di tabacco, venga assegnato alla Pac al
> fine di attivare misure di sostegno rurale. 
>
> L'ultimo rapporto sulla filiera del tabacco presentato da Nomisma
> evidenzia che una riduzione delle risorse destinate al tabacco
> farebbe venire meno la convenienza economica a proseguire la
> coltivazione italiana del tabacco. "Senza contare - ha proseguito
il
> presidente di Confagricoltura - che con la prossima health check
> della politica agricola comune si rischia un'ulteriore forte
> riduzione dei pagamenti diretti per gli agricoltori ed è quindi
> essenziale prorogare almeno sino al 2013 il meccanismo di
pagamento
> parzialmente `accoppiato' alla coltivazione, per tutta la
produzione
> tabacchicola italiana ed evitando tagli alle erogazioni delle
imprese
> agricole". Secondo Vecchioni le risorse eventualmente trasferite
allo
> sviluppo rurale, devono essere utilizzate per la ristrutturazione
> delle imprese tabacchicole in attività al fine "di recuperare
> competitività riducendo i costi, favorendo gli investimenti e le
> tecniche produttive in grado di migliorare i conti economici delle
> imprese". 
>
> Sulla stessa linea di Vecchioni ma con un approccio diverso è
Gennaro
> Masiello, vicepresidente della Coldiretti e presidente
> dell'Organizzazione nazionale tabacchicoltori (Ont) che ha
spiegato
> al VELINO che il settore del tabacco italiano "si distingue per la
> possibilità di vendersi come territorio e come tradizione", oltre
al
> lavoro degli operatori specializzati, circa 100 mila su tutto il
> territorio nazionale. "Bisogna sapere programmare all'interno
> dell'intera filiera delle azioni comuni al fine di assicurare un
> rapporto di competizione che possa garantire sopravvivenza al
> settore". Secondo Masiello "è riduttivo legare la filiera del
tabacco
> italiano solo all'Ocm. Occorre invece andare oltre creando le
> condizioni di successo al di là dell'organizzazione comune di
> mercato. È bene ricordare - ha concluso Masiello - che l'80 per
cento
> del tabacco dei sigari nazionali è italiano ed è un settore che va
> difeso".

Vietato fumare, anche in casa.

E' la località più severa degli Usa: già bandito il tabacco dalle strade.
Sigarette consentite solo in un parcheggio.


Prima hanno vietato di fumare nelle strade ma nella cittadina
californiana di Calabasas, nei pressi di Los Angeles, hanno deciso che
non era sufficiente: ora il divieto si estende anche agli appartamenti privati.
Diventa così la città più severa in assoluto in materia di lotta contro
il tabacco negli Stati Uniti.
Prima del nuovo provvedimento, che entrerà in vigore nelle prossime
settimane, Calabasas aveva già proibito il fumo del tabacco all'aperto,
con l'eccezione di una piccola area riservata ai fumatori nel
parcheggio del principale centro commerciale locale.



01/10/2007

Stazioni senza fumo

Siglato un protocollo di intesa tra Ministero della Salute e Ferrovie dello Stato. Il protocollo estende il divieto di fumo alle stazioni italiane oltre a implementare i sistemi di comunicazione dello stesso divieto. L'iniziativa, che rientra nella campagna "Guadagnare salute", propone un nuovo modo per vivere le stazioni: una convivenza più piacevole salvaguardando, al contempo, la salute e la libertà di tutti. Sarà così esteso a ulteriori zone il divieto di fumo e sarà consentito fumare solamente sulle banchine dei binari, considerate "free smoking". Il Ministero della Salute in collaborazione con le Regioni e con altre Istituzioni ha svolto fin dalla entrata in vigore della legge (10 gennaio 2005) una costante attività di monitoraggio della sua applicazione e di valutazione degli obiettivi conseguiti. Ecco i principali risultati ottenuti:

- Riduzione dei consumi
- Diminuzione della prevalenza dei fumatori
- Rispetto della legge sulla tutela della salute dei non fumatori
- Effetti sulla salute.




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