UNA VITA IN FUMO

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PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








30/08/2007

 Il falso allarme formaldeide negli abiti dalla Cina


L'attuale "allarme formaldeide" per abiti cinesi dimostra alcuni fatti:
1. I periodici "allarmi" non hanno quasi alcun legame con la realtà o
quantomeno non sono rilevanti;
2. La catastrofe del tabagismo - che in Italia uccide 232 italiani al
giorno - viene comunque negata.

Purtroppo per chi lancia questo "allarme", ma soprattutto per gli
11.000.000 di connazionali tabagisti, la formaldeide è GIA' presente nel
fumo di tabacco (2;3;4).  Irrita tutte le mucose anche ai fumatori
passivi, causa bronchite, enfisema, asma e cancro: fa un po' più danni
delle fantomatiche irritazioni da abiti cinesi, oggetti che inoltre non
danno dipendenza.

L'attuale "allarme formaldeide" quindi è falso, non nella sua eventuale
dimostrazione ma nelle motivazioni e nella competenza di chi lo lancia.
Emblematica dimostrazione di tutto ciò è che l' "allarme" viene lanciato
dall'ADUC (5), l'associazione che più di tutte ha rifiutato di attivarsi
per la legge contro il fumo passivo, minimizzando e negando tenacemente:
perché ?

Perché il Presidente-monarca è un tabagista, dipende dalla nicotina e
come tutti i dipendenti non riesce a uscirne.   Questa dipendenza però è
talmente estesa, socializzata, e accettata come normale, che non si
vede, e si tollera che realmente muoiano 232 tabagisti al giorno (6), e
per compensare si finge di allarmarsi per improbabili abiti alla
formaldeide.

Grazie a ADUC e compagnia quindi, migliaia di ragazzi stanno diventando
dipendenti dal tabacco ma non dagli abiti cinesi; e milioni di tabagisti
moriranno per la formaldeide del fumo ma ... saranno almeno tumulati con
abiti senza formaldeide.

Ingratitudine fumantina


     (ANSA) - MILANO, 22 AGO - Un siciliano di 42 anni ha cercato di
colpire con un calcio l'avvocato che aveva chiesto e ottenuto la sua
scarcerazione. L'uomo era stato arrestato per aver colpito con uno
schiaffo un agente che lo aveva invitato a spegnere una sigaretta per
rispettare un divieto nell'aeroporto di Linate. L'uomo, che ha gia'
scontato 13 anni di detenzione, ha spiegato di voler tornare in
carcere per evitare punizioni da parte di alcuni cinesi verso i quali
e' debitore di una somma di denaro.

p.s.
mi chiedo allora se prendere a schiaffi un agente sia cosa di poco
conto da poter uscire dal carcere e se si allora stiamo nessi
veramente male

28/08/2007

 

Berlino, divieto di fumo per under 18
   


Guerra totale al tabagismo giovanile in Germania. Il governo di Grande
coalizione guidato da Angela Merkel ha approntato un progetto di legge
antifumo, il cui punto più importante è il divieto integrale per i
giovani sotto i 18 anni. La Legge, che per il resto adeguerà la
normativa tedesca alle severe disposizioni già in vigore in Italia o
altrove, è certa di passare, visto che la Grosse Koalition controlla una
stragrande maggioranza dei seggi al Bundestag, il Parlamento federale
tedesco.
Tempi duri dunque per i teenagers presi dalla voglia di nicotina vuoi
per trasgressione o per gusto. Finora, a partire dai 16 anni compiuti,
era loro permesso acquistarele sigarette dal tabaccaio o al supermercato
e fumarle poi nei luoghi consentiti. Non sarà più così, da quando la
legge entrerà in vigore. Il divieto sarà radicale. Come quello che negli
Stati Uniti proibisce ai giovani al di sotto dei 21 anni di acquistare e
consumare anche un solo goccio di bevande alcoliche, pena gravi
sanzioni.
Nel caso tedesco, la punizione per i giovani che saranno colti in
flagrante a fumare non è ancora stata definita nel dettaglio. Ma il
divieto, secondo i piani governativi, dovrà essere assolutamente
draconiano. Fino a 18 anni compiuti, i teeagers non potranno né
acquistare sigarette - e quindi i tabaccai che gliele venderanno saranno
perseguibili per legge - né fumarle. Il divieto di fumo per gli
adolescenti non sarà in vigore soltanto nei ristoranti, nelle stazioni,
nei metrò, negli aeroporti, in altri luoghi del divieto di fumo. No,
sarà generale: esteso a ogni luogo pubblico, da strade e piazze a
parchi. E resterà in vigore anche nelle zone speciali riservate alla
tolleranza per i fumatori, ovunque esse esistano, dalle stazione dei
treni ai luoghi di ristorazione.
"E' un giusto primo passo nella giusta direzione, che è quella di
difendere i non fumatori ed educare i giovani a conoscere i rischi del
fumo per la salute" spiega Sabine Baetzing, socialdemocratica,
responsabile del coordinamento della lotta alle droghe per il governo
federale, che pure però si dice anche piuttosto scettica sull'efficacia
di un simile radicale proibizionismo antifumo per i teenagers.
Finora la Germania era stata uno degli ultimi paradisi di permissivismo
e tolleranza per fumatori in Europa. Anche per i giovani. Chiunque abbia
figli e li va a prendere a scuola vede ogni giorno i ragazzi tra i 14 e
i 17 anni accendersi tranquillamente una sigaretta non appena escono dal
portone del ginnasio. Appena suona la campana della fine dell'orario
scolastico, scatta in loro la voglia della prima boccata di fumo. Il
tabagismo precoce in Germania è diffusissimo, e basta passeggiare in una
qualunque città tedesca per accorgersene.
La nuova legge proibirà anche agli adulti il fumo nei ristoranti,
imporrà zone per fumatori nelle discoteche, esenterà dal divieto invece
bar e birrerie. Ma solo per i maggiorenni. Un duro colpo educativo per
gli adolescenti tedeschi.
Adesso l'occhio vigile della polizia, degli insegnanti, dei genitori,
dovrà impedire agli unde 18 ogni boccata di fumo da una sigaretta.
L'educazione contro le tossicodipendenze, ritiene il governo, deve
cominciare presto, prima della maggiore età. E cio' proprio quando il
rischio di restare schiavi della nicotina è molto più elevato.



 

 

Come la nicotina altera il cervello


      I cambiamenti del metabolismo cerebrale visualizzati grazie alla spettroscopia protonica
       

      Per la prima volta un gruppo di ricercatori dell'Università di Bonn, in Germania, è riuscito a realizzare uni studio di imaging cerebrale che correla metaboliti cerebrali e dipendenza da nicotina. I ricercatori hanno sfruttato la spettroscopia magnetica nucleare a protoni, che è in grado di misurare il metabolismo cerebrale a livello cellulare e di fornire dati dettagliati sui metaboliti cerebrali.
      I risultati - presentati al convegno delldell'Associazione radiologica del Nord America in corso a Chicago - hanno mostrato che le persone nicotino-dipendenti hanno concentrazioni significativamente più basse dell'amminoacido N-acetilaspartato (NAA) nella regione della corteccia del cingolo anteriore, un'area coinvolta nella gestione dei processi cerebrali legati al piacere e al dolore. L'entità di tale dimunzione, inoltre, è risultata correlata con il numero di sigarette mediamente fumate all'anno.
      "Bassi livelli di NAA sono stati considerati indicatori di una disfunzione neuronale o assonale" ha osservato Christian G. Schütz, uno degli autori, che ha ricordato come essi si riscontrino anche in disturbi dell'umore, in altre patologie psichiatriche e in casi di deipndenza da altre sostanze da abuso.
      Anche le concentrazioni di colina risultavano inferiori alla norma nella corteccia del cingolo anteriore e in misura più marcata nelle fumatrici che nei fumatori. La colina ha un ruolo di primaria importanza nel mantenimento di un corretto metabolismo della membrana cellulare, e livelli eccessivamente bassi di esssa possono preludere alla rottura della membrana stessa.
      Per contro nei lobi frontali dei fumatori la concentrazione di creatina totale (tCr) appariva superiore a quella dei nicotino-dipendenti che stavano utilizzavando cerotti alla nicotina; anche in questi peraltro, livelli superiori di tCr si sono dimostrati predittivi di una ricaduta.


24/08/2007


Non serve il KGB, bastano le sigarette

Guerre di spie a colpi di polonio radioattivo in ristoranti ed aerei? Ecco l'ultima allegra campagna di pseudo-informazione dei mass-media, che sta facendo passare il consueto quarto d'ora di panico all'opinione pubblica prima di passare ad un nuovo argomento . Ma i mezzi d'informazione evitano accuratamente di avvertire il pubblico che la più diffusa fonte di polonio-210 in dosi pericolosissime per la salute... sono le sigarette.

Le prime pagine di tutti i giornali ci hanno ampiamente spiegato che l'ipotesi investigativa più plausibile secondo i detective di Scotland Yard sulla morte della spia dissidente russa Alexander Litvinenko è che l'uomo sia stato avvelenato da una dose letale di polonio, in particolare dell'isotopo 210: tracce di polonio sarebbero state individuate in un sushi-bar e in una sala da tè frequentati da Litvinenko nei giorni immediatamente precedenti al suo ricovero in ospedale a Londra.

Riassumiamo: Alexander Litvinenko, ex dirigente del FSB/ex KGB e avversario politico del presidente russo Wladimir Putin, sarebbe stato assassinato da un'altra spia che egli credeva amica mediante una sostanza radioattiva spruzzata su un cibo e su una bevanda.

Nella capitale britannica sarebbe esplosa una vera e propria psicosi dopo l'annuncio da parte del Ministero degli Interni inglese che anche su due aerei British Airways all'aeroporto di Heathrow è stato rilevato "un basso livello di radiazioni di qualche tipo". I due aerei in questione sono due B767 che nelle ultime settimane hanno volato su Mosca, Barcellona, Dusseldorf, Atene, Larnaca, Stoccolma e Vienna. Si stanno contattando i passeggeri che hanno utilizzato i velivoli su queste rotte. Frotte di spie hanno percorso in lungo e largo i cieli d'Europa spruzzando polonio 210 su Litvinenko e su altri ignari passeggeri? O piuttosto la spiegazione di questi ritrovamenti è un'altra?

Per comprenderlo facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cos'è il polonio. La sua scoperta si deve ai coniugi Marie Curie e Pierre Curie, resa pubblica il 20 aprile 1902. Chiamato anche "radio F", venne poi battezzato polonio in omaggio alla Polonia, terra natale di Marie Curie, con l'intenzione di porre alla pubblica attenzione anche la lotta per l'indipendenza della Polonia, all'epoca provincia dell'impero russo. Fu in questo senso il primo elemento chimico a legarsi esplicitamente ad una controversia geopolitica (per ironia della sorte sempre legata alla Russia!).

La radioattività è un fenomeno fisico per cui nuclei instabili si trasformano in nuclei di altri elementi o in isotopi (nuclei di atomi identici dal punto di vista chimico ma con una massa diversa, dovuta a un diverso numero di neutroni) dei nuclei di partenza, emettendo particelle. I diversi nuclei radioattivi possono decadere verso stati più stabili con tempi che variano da pochi milionesimi di secondo a diversi miliardi di anni.

Sono noti 25 isotopi del polonio, tutti radioattivi, le cui masse atomiche variano da 194 a 218. Il polonio-210 è l'isotopo più disponibile, ma viene prodotto con complessi procedimenti industriali a costi elevatissimi. Sono molti i giornali che in questi giorni hanno scritto che "il polonio-210 si vende su internet", adombrando isoliti loschi traffici sul Web. Va precisato che la vendita è autorizzata dalla Nuclear Regulatory Commission (NRC) ed è di solito diretta a laboratori scientifici per scopi sperimentali e che per una dose letale di polonio-210 come quella che si ipotizza sia stata utilizzata a Londra per avvelenare Alexander Litvinenko servirebbero almeno 15mila unità per una spesa complessiva di circa 1 milione di dollari. Per spruzzare allegramente isotopi radioattivi sugli aerei di linea in una guerra segreta di spie non basterebbe il bilancio annuo di uno Stato, quindi...

Peccato che questa letale sostanza, che ha effetti gravemente cancerogeni e causa danni all'apparato cardiocircolatorio e neurologico, sia presente in un oggetto apparentemente (ma solo apparentemente) più inoffensivo della tasca di un agente segreto con licenza di uccidere: le sigarette.

Il polonio-210 è presente nel fumo di tabacco a causa dell'uso di fertilizzanti al fosfato da parte dei coltivatori di tabacco: il minerale di fosfato di calcio, al termine di una serie di reazioni chimiche, porta ad un deposito di polonio radioattivo e di piombo sulle foglie. Questo deposito, bruciato dalla combustione della sigaretta, entra nei polmoni, che nei fumatori presentano tassi di radioattività del tutto innaturali.

Vincenzo Zagà, pneumologo e vicepresidente della Società di Tabaccologia, spiega: "La presenza di polonio-210 nel tabacco delle sigarette è nota ai produttori fin dagli anni '60 ma è stata tenuta nascosta, nonostante le ricerche l'avessero evidenziata". Tra gli oltre 35 milioni di documenti della Philip Morris desecretati e resi pubblici per condanna penale qualche anno fa sul sito www.pmdocs.com, vi sono almeno 50 documenti-memorandum confidenziali sulla radioattività alfa da Po-210 del fumo di tabacco.
La morale di questa brutta storia di spionaggio e disinformazione è: i tabaccai hanno almeno una cosa in comune con gli agenti del KGB. Il polonio-210.

23/08/2007

 

 Locali per fumatori 

non ho mai creduto che i locali con zone fumatori fossero una buona
soluzione, soprattutto per lo scarso livello qualitativo di
attuazione prevedibile e per la carenza di controlli che è endemica
qui in italia, di ciò ne ho avuto conferma ieri, sono stato al
bar/ristorante "ORE 20" che si trova all'ultimo piano della coin di
san giovanni a roma e appena entrato ho sentito una evidente puzza
di fumo stagnante, ho pensato che qualche avventore avesse
precedentemente fumato e solo dopo un po di tempo mi sono accorto
che c'era questo fantomatico spazio per fumatori e che la puzza di
fumo veniva proprio da lì.
Ora il problema è che io sono effettivamente molto intollerante al
fumo e me ne accorgo subito quando queste cose non funzionano, ma la
USL cha ha dato l'autorizzazione a tale locale e avrebbe dovuto fare
delle misurazioni ambientali non si è resa conto di tutti i problemi
che io a posteriori senza saper nè leggere nè scrivere ho
riscontrato in circa 30 secondi?
1 - l'apertura della porta automatica è eccessiva, sono circa 3
metri,
2 - non esiste nessuna differenza di pressione negativa, nel senso
che una volta aperto tale enorme varco la puzza di fumo esce
tranquillamente dalla stanza
3 - inoltre la chiusura di tale porta non è neanche a tenuta, avendo
uno spazio in basso di circa 2 centimetri di vuoto tra le porte
scorrevoli e il pavimento.
4 - per non parlare dell'impianto di condizionamento, che non si sa
se fosse effettivamente separato rispetto all'altro ambiente non
fumatori

Temo che tale prassi di cattiva realizzazione ed altrettanto cattiva
autorizzazione sia diffusa su tutto il territorio, due anni fa
trovai dei problemi analoghi in un ristorante di Jesi che esponeva
anche la certificazione della ASL.
Solo al ristorante dell'ikea di anagnina ho poturo riscontrare una
effettiva funzionalità di questa zona fumatori (ovviamente "a naso").
Se questo dovrebbe essere il risultato dei fondi che la regione
lazio ha stanziato per creare le aree per fumatori credo che occorra
fare qualche denuncia, prima che ci ritroviamo milioni di euro
sprecati e il problema del fumo passivo punto e a capo come prima.

A chi possiamo scrivere affinche' si faccia qualcosa  ?




22/08/2007

 Gli avvisi alla clientela

della metropolitana romana


   Stamattina quando stavo per uscire dalla stazione ascolto l'ennesimo
avviso che comunica, come fanno spesso, che nelle stazioni e a bordo dei
treni è vietato fumare. Questa volta però la speaker sottolinea e ripete
le parole "IN TUTTE LE STAZIONI" ripeto "TUTTE". Non era mai accaduto.
Quando arrivo in ufficio la mia collega mi informa che alla stazione
Termini hanno bloccato il servizio a causa di un incendio sviluppatosi
sulle rotaie. Era già accaduto in passato: Che cosa succede? A causa del
forte vento che si sviluppa con l'arrivo della metro qualche pezzo di
carta o qualcuno dei giornali distribuito gratuitamente nelle stazioni
abbandonati molto educatamente ovunque, vola sulle rotaie. Evidentemente
qualcuno fuma sulla banchina e butta via il mozzicone acceso sulle
rotaie poco prima che arrivi il treno. La carta prende fuoco, si
sviluppa l'incendio alimentato dal vento e si blocca il servizio. 

Vietate "bionde" in presenza dei figli

Anche il Texas, imitando lo stato del Vermont, quello di Washington,
dell'Arkansas e della Lousiana, dal 1 gennaio 2007 vieterà il fumo, in
casa e in automobile, ai genitori in presenza dei figli adottivi.
"Stiamo cercando di proteggere i bambini dal fumo passivo", ha
dichiarato a John Banzhaf, direttore esecutivo di "Azione su fumo e
salute". Secondo le autorità, infatti, lo Stato è responsabile dei figli
adottivi.
La maggior parte dei divieti di fumo negli Stati Uniti riguarda gli
ambienti di lavoro, bar e ristoranti, ma almeno sei stati vietano ai
genitori adottivi di fumare in presenza dei figli. "Alle volte è
appropriato stabilire ciò che le persone possono fare nelle proprie
case. Lo stato è responsabile dei figli adottivi", ha affermato Kathleen
Dachille, direttore del Centro di Risorse legali per la
regolamentazione, le cause e la pressione sul Tabacco. 


Conclusione: lo Stato è responsabile dei figli adottivi. I genitori lo
sono dei propri figli naturali. I figli adottivi DEVONO essere tutelati
dai danni del fumo passivo. Tutti gli altri no. Qualcuno mi spiega la
logica di questa follia?



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