UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








28/01/2007

Video SITAB in rete mondiale


    
 Data: Dom 28 Gen 2007 7:37 am

http://video.google.it/videoplay?docid=4182664668119568110

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27/01/2007

LA NICOTINA CREA DIPENDENZA COME LA DROGA


Roma, 24 gen (Velino) - "Dopo la prima sigaretta, fumare non è più una
scelta consapevole. Ma un comportamento assimilabile all'assunzione di
una droga", dice il direttore dell'Istituto Mario Negri, Silvio
Garattini. "Questo perché nel tabacco c'è la nicotina, che anche a
piccole dosi crea dipendenza. Quindi, ogni sia pure lieve aggiunta di
nicotina nella composizione della sigaretta riduce al minimo la
possibilità di smettere di fumare. E questo i produttori lo sanno bene".
È perentorio Garattini, nel commentare al VELINO i risultati dello
studio indipendente della Harvard School of Public Health di Boston che
ha certificato un aumento dell'1,6 per cento all'anno di nicotina nelle
sigarette.

L'analisi dei ricercatori di Harvard, che ha ritoccato al rialzo i dati
di uno studio del Massachusetts Department of Health, datato 2006, ha
esaminato più di cento tra i più noti marchi di bionde. Senza esitare a
definire l'aumento di nicotina "pervasivo e sistematico, visto che è
stato praticato da tutti i produttori". Una scoperta che ha portato
Howard Koh, uno degli autori dello studio,ad accusare senza mezzi
termini le multinazionali del tabacco di aver "aumentato di proposito le
dosi di nicotina" per far crescere l'assuefazione al fumo tra i clienti.
Avvalora la tesi della Harvard School anche un secondo dato emerso dalla
ricerca:negli anni presi in esame i produttori hanno modificato la
progettazione delle sigarette in modo da aumentare il numero di tiri per
ogni bionda. "Per comprendere quanto questo trucchetto incida sulle
sorti del fumatore, basta pensare che in cento giorni avrà assunto oltre
il cento per cento in più di nicotina",denuncia Garattini. Se a questo
si aggiunge che l'aumento anche lieve di nicotina tende a ridurre la
percezione di dipendenza del fumatore, ecco che, sostiene il direttore
del Mario Negri, costui diviene a lungo andare un tossicodipendente:
"Come per chi ricorre agli oppiacei l'elemento di dipendenza è la
morfina, così nel tabacco è la nicotina. L'unica differenza - conclude
il farmacologo Garattini - è che chi fuma sigarette consuma una droga
legalizzata".



L'università di Harvard contro i produttori che hanno aumentato la
nicotina nelle sigarette


New York, 22 gennaio - Durissime accuse della prestigiosa università
americana di Harvard ai produttori statunitensi di tabacco: secondo uno
studio appena pubblicato l'industria della sigaretta ha volutamente
aumentato i livelli di nicotina in questi ultimi anni per accrescere
l'assuefazione dei fumatori.
Dello studio parla con ampio rilievo il Boston Globe, secondo cui il
documento della 'Harvard School of Public Health', che si afferma sicura
quasi al cento per cento delle sue accuse, spiega che "le compagnie
hanno utilizzato progressivamente tabacco sempre più ricco in nicotina
oltre a modificare la forma della sigaretta, dando la possibilità al
fumatore di fare un maggior numero di tirate". Lo studio di Harvard,
basato su dati forniti dagli stessi produttori, approfondisce un primo
documento del dipartimento della Salute Pubblica del Massachusetts
secondo cui la quantità di nicotina è aumentata mediamente del 10 per
cento tra il 1998 e il 2004. Il leader americano del settore, la Philip
Morris, sostiene che lo studio di Harvard è sbagliato, ma riconosce che
i livelli di nicotina si sono modificati nel tempo, ma nelle due
direzioni. Il livello del 1997 e del 2006 (un anno non preso in
considerazione dallo studio), in particolare, sarebbero identici. Altri
due grandi produttori, come la Lorillard e la Reynolds, non hanno voluto
rispondere alle domande del Globe.




20/01/2007

Complimenti a Gatti e a "L'Espresso"
   

Caro Gatti,
"Aria Pulita - Associazione Non Fumatori - ONLUS" si complimenta con Lei
per la coraggiosa, seria e utilissima inchiesta sugli ambienti sanitari
(Policlinico eccetera).

AriaPulita si è costituita appositamente contro gli affumicatori; la
cosa più difficile in Italia sembrava fotografare i fatti invece Lei lo
ha fatto, infrangendo la terribile omertà di ogni luogo di lavoro.  Un
altro tabù era quello di punire i singoli colpevoli di affumicamento: la
colpa non è solo dei dirigenti o dei controllori: la colpa è chiaramente
del singolo affumicatore: e se uno si fa pagare per curare le persone ma
poi le affumica, beh ...

I leghisti tuonano per mandar via gli immigrati dall'Italia a
prescindere dai suoi comportamenti effettivi: e uno che fuma in Terapia
intensiva pediatrica dove lo mandiamo ?  Mentre un neonato immaturo
(magari a causa del fumo della madre o di chi fumava vicino alla madre)
sta tentando di sopravvivere, un infermiere idiota fuma lì ?!?!  

Nonostante AriaPulita indaghi molto le Sue scoperte ci hanno sorpreso:
evidentemente la "rivoluzione Sirchia" non è bastata.  La Sua inchiesta
metterà di nuovo in moto AP.

Infine, Lei ha dato due grandi lezioni:
- ai quegli individui che si fanno chiamare "giornalista" ma il cui
sedere conosce solo la temperatura della poltrona, che non sanno dire
nulla che non sia giù pubblico o ovvio;
- al Ministero della Salute, anche ai NAS, Polizia eccetera, perché
costoro sono GIA' pagati per fare i controlli ma non li fanno;
E Lei ha infranto l'omertà di ogni ambiente di lavoro.

Se un centesimo dei giornalisti italiani facesse un decimo di quanto fa
Lei, gli svizzeri verrebbero a vivere qui ! Complimenti vivissimi e
prosegua nel suo ottimo metodo e stile.

Massimo D'Angeli
Psicologo
Presidente di "Aria Pulita - Associazione Non Fumatori - ONLUS"


17/01/2007

 Il 50% dei fumatori a rischio BPCO


Almeno il 50% dei fumatori rischia di soffrire di broncopneumopatia
cronica ostruttiva (Bpco) secondo uno studio condotto dal S. Matteo di
Pavia. La dottoressa Cerveri, responsabile dell'unità semplice di
Fisiopatologia respiratoria dell'Irccs San Matteo di Pavia, spiega che
la dichiarazione secondo la quale solo il 15% dei fumatori svilupperà
Bpco non è vera.

«Dalla ricerca emerge che la Bpco è gia presente nei giovani adulti
(20-44 anni). In particolare coloro che sono tormentati in continuazione
da tosse e catarro hanno un rischio 3 volte maggiore di svilupparla
rispetto ai coetanei che non hanno questi disturbi». Il fumo di
sigaretta sarebbe al primo posto tra i fattori scatenanti la malattia.

Segue l'esposizione professionale a polveri e sostanze irritanti ed è
probabile anche un ruolo dell'inquinamento atmosferico. «Quello che oggi
è sempre più chiaro è che la Bpco non è una malattia che insorge solo in
tarda età, ma che può fare la sua comparsa anche nei giovani» afferma.

Segno premonitore importante per la comparsa della tosse del fumatore:
«I fumatori pensano che tossire spesso e avere un po' di catarro sia una
cosa normale. Non è affatto così, si tratta di sintomi che molto spesso
nel tempo si aggravano e si complicano con la comparsa di difficoltà
respiratorie» dice la ricercatrice.

Fonte: eDott

08/01/2007

ANCORA VIDEO ANTISMOKING !!!

 

http://www.youtube.com/watch?v=fLGAcwWVKTo&mode=related&search=

 

http://www.youtube.com/watch?v=yfyhJgVTZ5U&mode=related&search=

 

http://www.youtube.com/watch?v=o_BF8l-tT0g&mode=related&search=

Fumare in ospedale

"Quaggiù in pediatria una pausa sigaretta vale più di un bambino.
Bisogna camminare fino in fondo al reparto per trovarne la prova. Si
arriva davanti a una porta scorrevole con un citofono. Il cartello
'Terapia intensiva' rivela le sofferenze che il vetro smerigliato
nasconde. Si sente il pianto dei piccoli pazienti. A volte piangono
anche i genitori seduti su una panca di fronte. Ma il corridoio
prosegue. Nove passi. Soltanto nove passi dalla porta scorrevole. E si
finisce su un pavimento di mozziconi, cicche lasciate a metà, filtri
consumati fino all'ultimo tiro di tabacco. Un corridoio è un corridoio.
Non ha sbocchi all'aperto. Non ha finestre. Il fumo ristagna. Volteggia.
Si affida alla corrente d'aria e lentamente torna indietro attirato
dalla temperatura più calda nel reparto. L'odore di nicotina lo senti
tra le stanze con i lettini a sbarre e i poster di Topolino, Biancaneve
e la Carica dei 101. Lo annusi all'ingresso della grande camera sterile.
Forse scivola fin là dentro ogni volta che la porta scorrevole si apre.
Fumare in un ospedale con bimbi in pericolo di vita non solo è vietato:
è da criminali. Ma in un mese, nessun trasgressore è mai stato
rimproverato. Il perché lo si scopre fermandosi qualche ora ad
osservare. Chi fuma sono quelli che dovrebbero far rispettare il
divieto. Uomini o donne con il camice bianco. Oppure personale sanitario
con il completo e la cuffia azzurri, o strumentisti con la mascherina e
l'uniforme verde delle sale operatorie. Sanno che non si può e non si
deve. Ma chissenefrega. Qualcuno l'ha dichiarato con un pennarello nero
sul muro bianco: 'Stiamo in pausa... e si fuma'. E ha pure aggiunto
quattro punti esclamativi."




05/01/2007

Perche' si fuma a MIlano


Caro Beppe, ti scrivo perché ho finalmente capito una cosa, e cioè perché a Milano fuma così tanta gente. Sono una ragazza di vent'anni, non fumo e quindi tendo a notare chi lo fa. Insomma, ti starai chiedendo cos'è questa mia scoperta: a Milano fumano tutti per colpa dell'Atm (Azienda dei trasporti municipali). Se quando arrivi alla fermata del tram (mi è capitato personalmente in piazza Cadorna) e la nuova fermata tecnologica ti indica che mancano due minuti, non stai nemmeno ad accenderla la sigaretta, se non vuoi buttarla a metà; però se alle 4 di pomeriggio (!), in settimana, la linea risulta ALTERATA, dal nervoso ti viene voglia di fumare. E poi, nell'attesa, almeno hai qualcosa da fare. Dopo un po' chi arriva e vede la folla in attesa, accende automaticamente la sigaretta, perché a Milano si sa, i tram hanno un orario solo per bellezza. Ammetto che mi ha fatto un po' tenerezza una ragazza che guardava l'orario del tram appeso alla fermata e poi stupida controllava l'ora sull'orologio. Insomma, quando finisci la prima sigaretta, ti viene in mente che appena ne accendi una, di solito il tram (o autobus) arriva, e allora ci riprovi. Dopo una settimana che viaggi con i mezzi, sei un fumatore accanito. Forse, se la nostra sindachessa e i suoi colleghi e dipendenti (ma solo quelli di alto livello) ogni tanto utilizzassero i mezzi pubblici della «capitale economica d''Italia» in orario di ufficio, invece di muoversi in auto, potrebbero davvero accorgersi della situazione dell'Atm, e chissà, magari cambierebbe qualcosa, e i milanesi fumerebbero un po' meno, se non altro alle fermate. Un affettuoso saluto. Chiara Bisio. Fonte: http://www.corriere.it/solferino/severgnini/06-12-28/06.spm

04/01/2007

 

Lotta alle sigarette

GRAN BRETAGNA
Lotta alle sigarette
'Bionde' libere
solo per gli over 18
Il governo inglese ha deciso di alzare il limite d'età per acquistare
legalmente un pacchetto di sigarette. E in concomitanza del
provvedimento il principe Harry ha deciso di smettere il vizio
Londra, 2 gennaio 2007 - Sigarette 'vietate ai minori' in Gran Bretagna.
Dopo gli Stati Uniti, il Canada e l'Australia anche il Governo inglese
ha deciso di 'alzare' da 16 a 18 anni l'età per acquistare legalmente il
pacchetto di 'bionde'.

Una misura studiata per combattere il vizio nei più giovani: nel Paese
fuma il 9% dei ragazzi tra gli 11 e i 15 anni. Il provvedimento sarà
legge dal prossimo ottobre, tre mesi dopo l'entrata in vigore del
divieto di fumo in tutti i locali pubblici.

La novità è stata accolta con favore dalle associazioni anti-tabacco, ma
alcuni la giudicano insufficiente. «Le multe - dicono le associazioni
'scontente' - sono ridicole e nel 2004 solo 50 commercianti sono stati
sanzionati per avere venduto sigarette a ragazzi con meno di 16 anni».

In concomitanza del provvedimento e - forse per dare il buon esempio -
anche il ventiduenne principe Harry, che fuma a volte 20 sigarette a
sera, avrebbe annunciato la sua decisione



Ancora filmati sul fumo !

- Pretty girl smoking http://www.youtube.com/watch?search=&mode=related&v=5-f6DzEKKd4

- Smoking   http://www.youtube.com/watch?v=ezXo8J1hTJs&mode=related&search=

02/01/2007

FILMATI ANTIFUMO :

 

Divertitevi a guardarli ! E diffondeteli !

http://www.youtube.com/watch?v=3DnXY3bMZWg&NR

http://www.youtube.com/watch?v=ovRC8PtITWg&NR

http://www.youtube.com/watch?v=6biz85fUv04&NR

http://www.youtube.com/watch?v=iQQOv3MpKf4&mode=related&search=

NORMATIVA LOCALI FUMATORI

Ho dovuto passare la notte di S. Silvestro in un locale in cui c'era gente che fumava. E' stata una vera sofferenza che mi ha rovinato il capodanno ! Purtroppo era una casa privata e non un locale pubblico. Chi fumava erano solo donne : di eta' superiore alla cinquantina, chiaramente single, chiaramente in menopausa, tutte decisamente non belle anzi, per dirla con l' amico Cecco, " vecchie e laide ". E questa e' la mia vendetta su chi mi ha rovinato il capodanno. Chissa' invece quanti di voi si sono trovati in un locale pubblico in cui, malgrado i divieti, si fumava !

Mi sembra utile riproporre qui, per il futuro, un estratto della normativa sui locali per fumatori, gentilmente inviatoci dalla cara amica Cinzia Marini, cui va, assieme ai miei auguri di Buon Anno, la nostra gratitudine per tutto quello che fa per la nostra causa :

 Allegato A

Requisiti tecnici dei locali per fumatori,

dei relativi impianti di ventilazione e ricambio dell'aria e dei modelli dei cartelli attuativi connessi al divieto di fumo.

 1. I locali riservati ai fumatori di cui all'art. 51, comma 1, lettera b) della legge 16 gennaio 2003, n. 3 devono essere contrassegnati come tali e realizzati in modo tale da risultare adeguatamente separati da altri ambienti limitrofi, dove è vietato fumare. A tal fine i locali per fumatori devono rispettare i seguenti requisiti strutturali: a) essere delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati; b) essere dotati di ingresso con porta a chiusura automatica, abitualmente in posizione di chiusura; c) essere forniti di adeguata segnaletica, conforme a quanto previsto dai successivi punti 9 e 10; d) non rappresentare un locale di passaggio obbligato per i non fumatori.

2. I locali per fumatori devono essere dotati di idonei mezzi meccanici di ventilazione forzata, in modo da garantire una portata d'aria di ricambio supplementare esterna o immessa per trasferimento da altri ambienti limitrofi dove è vietato fumare. L'aria di ricambio supplementare deve essere adeguatamente filtrata. La portata di aria supplementare minima da assicurare è pari a 30 litri/ secondo per ogni persona che può essere ospitata nei locali in conformità alla normativa vigente, sulla base di un indice di affollamento pari allo 0,7 persone/mq. All'ingresso dei locali per fumatori è indicato il numero massimo di persone ammissibili, in base alla portata dell'impianto.

3. I locali per fumatori devono essere mantenuti in depressione mediamente non inferiore a 5 Pa. (Pascal) rispetto alle zone circostanti.

4. La superficie destinata ai fumatori negli esercizi di ristorazione, ai sensi dell'art. 51, comma 3, della legge 16 gennaio 2003, n.3, deve comunque essere inferiore alla metà della superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio.

5. L'aria proveniente dai locali per fumatori non è riciclabile, ma deve essere espulsa all'esterno attraverso idonei impianti e funzionali aperture, secondo quanto previsto dalla vigente normativa in tema di emissioni in atmosfera esterna nonché dai regolamenti comunali di igiene ed edilizi.

6. La progettazione, l'installazione, la manutenzione ed il collaudo dei sistemi di ventilazione debbono essere conformi alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in materia di sicurezza e di risparmio energetico, come pure alle norme tecniche di sicurezza dell'Ente Italiano di Unificazione (UNI) e del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI). I soggetti abilitati sono tenuti a rilasciare idonea dichiarazione della messa in opera degli impianti secondo le regole dell'arte ed in conformità dei medesimi alla normativa vigente. Ai fini del necessario controllo, i certificati di installazione, 7 comprensivi dell'idoneità del sistema di espulsione, e i certificati annuali di verifica e di manutenzione degli impianti di ventilazione debbono essere conservati a disposizione dell'autorità competente.

7. Nei locali in cui è vietato fumare sono collocati appositi cartelli, adeguatamente visibili, che evidenziano tale divieto. Ai fini della omogeneità sul territorio nazionale, tecnicamente opportuna, tali cartelli devono recare la scritta "VIETATO FUMARE", integrata dalle indicazioni della relativa normativa legislativa, delle sanzioni applicabili ai contravventori e dei soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto e accertare le infrazioni.

8. Nelle strutture con più locali, oltre al modello di cartello riportato al punto 7, da situare nei luoghi di accesso o comunque di particolare evidenza, sono adottabili cartelli con la sola scritta "VIETATO FUMARE" .

9. I locali per fumatori sono contrassegnati da appositi cartelli, con l'indicazione luminosa contenente, per le ragioni di omogeneità di cui al punto 7, la seguente scritta: "AREA PER FUMATORI".

10. I cartelli di cui al punto 9 sono comunque integrati da altri cartelli luminosi recanti, per le ragioni di omogeneità di cui al punto 7, la dizione " VIETATO FUMARE PER GUASTO ALL'IMPIANTO DI VENTILAZIONE", che si accendono automaticamente in caso di mancato o di inadeguato funzionamento degli impianti di ventilazione supplementare, determinando la contestuale esclusione della scritta indicativa dell'area riservata.

11. Il locale non rispondente, anche temporaneamente, a tutte le caratteristiche tecniche di cui ai punti precedenti non è idoneo all'applicazione della normativa di cui all'art. 51, comma 1, lettera b) della legge 16 gennaio 2003, n. 3



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