30/12/2006
Non tutta la vita è sacra
Ti ringrazio per i complimenti :-)
Questa degli scorsi giorni su Welby è una delle ricorrenti ondate di
demagogia mediatica; qui alcuni ritengono che porsi "Le Grandi Domande"
(tipo "Eutanasia si ?" o "Chi può decidere della propria vita ?", o
"L'accanimento terapeutico fino a che punto è giusto ?" ) sia
meritevole, ben più meritevole che risolvere i problemi concreti.
Molte persone poi ritengono che chi si pone quelle domande sia ...
Insomma, uno serio, mica l'idraulico che ti aggiusta lo scarico della
tazza ! Lo ascoltano con ammirazione senza chiedersi, ad esempio,
quante persone riguarda ?
In questa abbuffata demagogica (ricorda molto gli auguri di "Buon
Natale" in cui qualcuno si sente **veramente** più buono) vediamo
persone che non visitano (e in incognito) mai i capezzali delle
***migliaia*** di tabagisti, e improvvisamente scoprono che "... Cazzo !
Morire soffocati è terribile !" : embè ?
Molto degno di nota è che i radicali - spesso realmente fuori dal coro -
non riescono a vedere quanto partecipano - come tutti gli altri politici
- alla morte dei tabagisti.
MD
29/12/2006
Non tutta la vita è sacra,
e non sempre si
rispetta la volontà del paziente
(su Welby e altra Demagogia )
Come per le "guerre" e il "terrismo", anche stavolta la demagogia
razzista di considerare le persone come aventi valori abissalmente
diversi, vede i poli uniti nel dimenticarsi della realtà: invece di
entrare in un qualunque ospedale per vedere cosa accade per aver fumato
sigarette a migliaia di italiani, vari demagoghi dibattono fingendo
sentimenti umani sul problema di una persona (Welby) e pochi altri:
metà dei 15 milioni di tabagisti muorirà a causa delle sigarette, fino a
raggiungere il totale di 90.000 l'anno: costoro sono un po' di più.
Oggi i cattolici sgranano il rosario de "La Vita è Sacra" - lo dicono
proprio con le maiuscole - ma per loro non è sacra quella dei tabagisti
uccisi dalle sigarette. I "destrorsi" vogliono accusare di omicidio chi
ha staccato il tubo respiratore a Welby: e chi rende insufficiente
qualunque tubo di ossigeno nei tabagisti con cancro dove lo mandiamo ?
Oggi i radicali partecipano patetici a questa demagogia grottesca, e
dicono - sempre con le maiuscole - che si deve rispettare La Volontà del
Paziente: ma un tabagista che muore di cancro da fumo VUOLE morire ? O
la sua volontà è stata catturata dalla dipendenza, come in chiunque
tossicodipendente ? Welby voleva morire, chi ha un cancro da sigarette
non lo vuole: quindi la volontà dei tabagisti non è rispettata.
I numeri dei morti da sigarette dimostrano che quella su Welby è
demagogia pura, ed in altissima concentrazione. Un'orgasmo di questa
demagogia lo abbiamo visto da Ferrara, che grazie a al demagogo Cappato
ci ha ricordato che morire soffocati è terribile, bruttissimo; per
Cappato è morire da cani: ai tutti questi demagoghi (*) suggeriamo una
visita in un reparto di oncologia per vedere come muoiono migliaia di
italiani per cancro da sigarette.
Massimo D'Angeli
(*) Inclusi filosofi, certi giornalisti, politici e bindy varie
21/12/2006
BUON NATALE !
Domattina parto per andare a trascorrere il Santo Natale con quel poco che resta della mia Famiglia. Con la morte dei genitori , infatti, la famiglia sembra essersi smembrata e non si riesce piu' a trascorrere le Festivita' in quella meravigliosa atmosfera familiare che riveste di calore e di affetto i miei ricordi fino a non molti anni fa.
A voi tutti che avete seguito queste pagine negli scorsi 5 anni, auguro di cuore
BUON NATALE
Che Gesu' Bambino, scendendo tra noi, porti a voi tutti ed alle vostre famiglie , la Gioia nel cuore.
19/12/2006
Guerra al fumo, la Germania si ferma
Un nuovo "muro" divide l'Europa, e questa volta la Germania, paese
simbolo delle modernità d'Europa, stenta a trovare una sua posizione. La
guerra al fumo, dalla Svezia alla Spagna, dall'Irlanda alla Francia, sta
imponendo una seria revisione di abitudini sociali che i governi spesso
riescono a modificare con difficoltà. Le leggi per bandire la sigaretta
da ristoranti, bar, stazioni e ogni altro luogo pubblico sono sempre più
diffese,ma vengono contrastate e spesso (vedi il caso della Spagna)
aggirate tranquillamente dai fumatori. Per una volta la Germania è il
paese in ritardo, Angela Merkel lotta, ma con esito incerto, per
adeguare Berlino al nuovo vento salutista del Vecchio Continente.
La cancelliera Merkel vorrebbe una legge molto dura. Ma il federalismo
tedesco affida le competenze in materia ai sedici Stati della
federazione, non al potere federale. I progetti radicali del governo,
con un divieto assoluto per gli under 18, sono quindi falliti. La
Cancelliera preme sui governatori per misure unitarie. Il rischio è una
Germania del fumo a pelle di leopardo: Bundeslaender permissivi in nome
della libertà di fumare nelle birrerie. Le resistenze sono autorevoli:
l'illustre Frankfurter Allgemeine biasima in un editoriale di prima il
"principio di un Diktat lecito dello Stato".
Seicentomila morti ogni anno per malattie causate dal tabagismo: le
statistiche fanno spavento: Gli europei fumano troppo di più rispetto
agli americani: tra gli adulti, i fumatori negli Usa sono 19 su cento,
in Germania ben il 34 % e nel Regno Unito il 27 %. In Francia, la metà
dei giovani pochi anni fa era tabagistes dichiarati. Le direttive
dell'Unione europea, il bando alla pubblicità in tv, l'obbligo di
stampare sui pacchetti avvisi tipo "il fumo uccide", non bastano: in una
società civile e ben informata come quella tedesca. Impressionano solo 4
cittadini su cento. Molti fumatori si divertono a cancellarle.
L'Irlanda ha adottato, nel 2004, la legge che è forse la più radicale.
La Gran Bretagna non è da meno, l'Italia fa anche un'ottima figura nella
lotta al fumo. Persino paradisi antichi della nicotina, come la Spagna,
hanno varato norme durissime, nonostante il premier Zapatero non ce la
faccia a smettere di fumare, Nella corsa al bando delle sigarette, la
"Vecchia Europa" rincorre gli Stati Uniti. Forse con l'ambizione di
sorpassarli come già fa con crescita economica e valuta forte. Ma in
molti paesei la svolta divide le società.
La guerra al fumo "è quasi una rivoluzione nelle abitudini del
quotidiano", dice Josè Luis Guerra, vicepresidente della federazione
spagnola degli albergatori e dei ristoratori. Da quest'anno, la Spagna
fa sul serio. E in pochi mesi mezzo milione di sudditi di re Juan Carlos
hanno smesso di fumare. Divieto in ogni bar e ristorante salvo quelli
più piccoli di 140 metri quadri, multe, controllori. E' uno shock: "Il
fumo è spagnolo come la corrida", protesta Martìn Esteban gestore di una
tapas bar.
Il trauma non è stato minore in Irlanda: addio alla sigaretta nei 10.000
pubs dell'isola smeralda. La Guinnes va bevuta senza accompagnarla con
una boccata di fumo. I gestori temevano come un incubo la fuga dei
clienti, invece non è accaduto:in 97 pub su cento il divieto è
rispettato. Chi vuole aggirarlo ha in alcuni casi a disposizione gli
happy smoking buses, autobus per fumatori accanto al locale.
I divieti draconiani del mondo scandinavo sono già una vecchia storia.
Molto più sofferta è la svolta per i francesi. Persino la lega
antitumori critica il divieto nei bar e ristoranti:"Stabilisce che in
altri luoghi pubblici fumare è lecito". Eppure, nella patria delle
Gauloises e delle Gitanes, 78 cittadini su cento approvano il nuovo
bando.
Se il trend antifumo conquisterà l'Europa, ai fumatori e alle lobbies
dell'industria del tabacco resterà la consolazione dei viaggi o degli
affari nelle nuove potenze: Cina, Russia, ex Urss, "tigri" asiatiche
come il Vietnam vivono con il nuovo benessere un decollo del consumo di
nicotina.
QUOTA DI FUMATORI
Germania 27%
Italia 21%
Francia 30%
Spagna 28%
Regno Unito 25%
COSTO DI UN PACCHETTO
Germania 4 euro
Italia 3,30 euro
Francia 5 euro
Spagna 2,25 euro
Regno Unito 8 euro
Fondi per le Salette fumatori
Gentili Assessori,
Sono rimasta sconvolta che una giunta di sinistra
spenda soldi per le salette fumatori.
I fumatori possono fumare in tutti i luoghi aperti.
e gia' lo fanno, accongliendo
questa regola con grande civilta'.
I fumatori abbienti possono rivolgersi ai loro medici privati
per curare i danni da fumo, i fumatori proletari invece di solito
fanno capo al Sistema Sanitario Nazionale.
Quanta rabbia puo' venire secondo voi al cittadino
che scopre che il denaro che poteva servire ad accorciare
la sua lista di attesa per una TAC, e' servito
a creare una opzionale saletta fumatori??
La frase "anche i fumatori hanno i loro diritti" non ha nessuna
giustificazione, perche' ls parola "diritto" e' una parola molto
seria, e non dovrebbe essere usata a sproposito,
specialmente a sinistra.
Cordiali Saluti e Auguri di Buon Natale
nome ecc...
13/12/2006
DIVIETO DI FUMO:
LA GERMANIA NEL MIRINO DELLA UE
Roma, 12 dic (Velino) - Dura sconfitta per la lobby europea del tabacco.
La Corte di giustizia europea ha respinto questa mattina il ricorso
proposto dalla Repubblica federale di Germania contro la direttiva
2003/33/CE sulla pubblicità del tabacco. Secondo la Corte, al contrario
di quanto sostenuto dalla Germania, "i divieti di pubblicità e di
sponsorizzazione" che costituiscono la spina dorsale della Direttiva
"soddisfano i requisiti per la loro adozione ai fini dell'instaurazione
e del funzionamento del mercato interno". Non è certo una buona notizia
per l'industria europea del tabacco che contava di ripartire dai Laender
tedeschi per recuperare percentuali di fatturato lasciate per strada
negli ultimi anni per via delle leggi a tutela dei fumatori passivi
introdotte in tutti i principali paesi della Comunità. Fa eccezione,
appunto, la Germania dove da alcuni mesi è in corso una massiccia
controffensiva di uomini politici e scienziati al soldo delle
multinazionali del tabacco contro il varo di una legge a favore del
divieto di fumo nei locali pubblici sul modello di quella italiana,
adottata di recente anche da Francia, Spagna e Lussemburgo.
Il governo tedesco aveva proposto un ricorso dinanzi alla Corte di
giustizia europea chiedendo l'annullamento degli articoli 3 e 4 della
2003/33 in materia di pubblicità e di sponsorizzazione a favore dei
prodotti del tabacco nei media diversi dalla televisione. Tali articoli
vietano la pubblicità dei prodotti del tabacco sulla stampa e nelle
trasmissioni radiofoniche nonché la sponsorizzazione di queste ultime da
parte di imprese del settore del tabacco. Sono esenti dal divieto
solamente le pubblicazioni destinate ai professionisti del commercio del
tabacco e le pubblicazioni provenienti da paesi terzi che non siano
principalmente destinate al mercato comunitario.
(red) 12 dic 12:18
La Regione blocchi i fondi pro-fumatori
La Repubblica 12/12/2006
"E' davvero paradossale che, nel momento in cui il presidente Marrazzo
chiede al governo misure per rientrare nel deficit della sanita'
laziale, un suo assessore possa varare dispendiosi provvedimenti per
contributi ai gestori dei locali pubblici che vogliono istituire sale
per fumatori".
E' quanto dichiarato da Corrado Stillo, responsabile dell'Osservatorio
di Tutela civica "Giuseppe Rossetti" in merito al provvedimento
dell'assessore alle Attività produttive della Regione di stanziare un
milione di euro per installare nei locali del Lazio ambienti antifumo.
"Mentre le associazioni dei malati di tumore insorgono - continua Stillo
- l'Osservatorio fa presente che ci sono tantissimi pazienti che non
possono accedere alle cure per l'alto prezzo dei farmaci ancora non
contemplati nel prontuario farmaceutico. Simili provvedimenti oltre ad
incoraggiare il fumo tra i giovani e i giovanissimi rappresentato un
insulto verso tutti i cittadini laziali a cui si chiedono sacrifici da
affrontare, compresi i posti letto ospedalieri da chiudere
prossimamente, mentre si trovano risorse a favore dei fumatori.
Chiediamo all'assessore regionale Francesco De Angelis di ritornare sul
suo provvedimento per rispetto verso i malati che non possono curarsi,
verso coloro che hanno faticosamente smesso di fumare e verso i tanti
giovani a cui faticosamente si insegnano i pericoli del tabagismo".
"Si tratta di un provvedimento varato dalla precedente giunta Storace -
ribatte l'assessore De Angelis - i finanziamenti sono gia' stanziati e
vincolati a questa iniziativa. Consideriamo anche il rovescio della
medaglia:tutelare anche i diritti dei fumatori".
07/12/2006
COLLEGAMENTO FRA ALCOL E NICOTINA
Bruxelles, 5 dicembre 2006 - Alcuni ricercatori svedesi hanno scoperto
che il bisogno di alcol negli alcolisti è controllato dallo stesso
meccanismo impiegato dalla nicotina per stimolare il cervello. Questa
scoperta potrebbe portare a nuovi trattamenti contro l´abuso di alcol.
Da tempo è nota l´esistenza di un collegamento fra alcol e nicotina.
«L´alcolismo è dieci volte più forte fra i fumatori che fra i non
fumatori, e questo nesso fra alcol e nicotina non dipende solo dal fatto
che molte persone fumano durante le feste», ha dichiarato Elin Löf,
ricercatrice presso l´Università di Göteborg (Svezia). Nell´ambito della
sua tesi di dottorato, Elin Löf ha esaminato il cervello di ratti per
trovare maggiori informazioni su questo legame. Ha scoperto che quando
gli alcolisti avvertono la necessità di bere, si attivano i cosiddetti
«recettori della nicotina». Inoltre, l´uso cronico di nicotina può
rafforzare gli effetti compensativi dell´alcol, diminuendone al contempo
gli effetti di sonnolenza. «I farmaci che influenzano le proteine che
controllano gli effetti della nicotina dovrebbero essere in grado di
aiutare gli ex alcolisti a rimanere sobri», ha commentato la
ricercatrice. «Si dovrebbe trattare di farmaci blandi con effetti
moderati su altri comportamenti controllati dai recettori della
nicotina. » Secondo quanto indicato da Elin Löf, un farmaco di questo
tipo, destinato alle persone che cercano di smettere di fumare, è stato
lanciato di recente da una casa farmaceutica internazionale. Sia i
fumatori che gli alcolisti desiderano spesso mangiare dolciumi, ed Elin
Löf ha scoperto che questo bisogno è trasmesso anche attraverso i
recettori della nicotina. Ciò significa che un farmaco che bersaglia i
recettori della nicotina dovrebbe contribuire anche a ridurre questo
desiderio ardente. È un aspetto importante, dal momento che l´aumento di
peso è un fattore che induce le persone a ricominciare a fumare.
06/12/2006
ANCHE IN GERMANIA STOP AL FUMO !
Guerra totale al tabagismo giovanile in Germania. Il governo di Grande
coalizione guidato da Angela Merkel ha approntato un progetto di legge
antifumo, il cui punto più importante è il divieto integrale per i
giovani sotto i 18 anni. La Legge, che per il resto adeguerà la
normativa tedesca alle severe disposizioni già in vigore in Italia o
altrove, è certa di passare, visto che la Grosse Koalition controlla una
stragrande maggioranza dei seggi al Bundestag, il Parlamento federale
tedesco.
Tempi duri dunque per i teenagers presi dalla voglia di nicotina vuoi
per trasgressione o per gusto. Finora, a partire dai 16 anni compiuti,
era loro permesso acquistarele sigarette dal tabaccaio o al supermercato
e fumarle poi nei luoghi consentiti. Non sarà più così, da quando la
legge entrerà in vigore. Il divieto sarà radicale. Come quello che negli
Stati Uniti proibisce ai giovani al di sotto dei 21 anni di acquistare e
consumare anche un solo goccio di bevande alcoliche, pena gravi
sanzioni.
Nel caso tedesco, la punizione per i giovani che saranno colti in
flagrante a fumare non è ancora stata definita nel dettaglio. Ma il
divieto, secondo i piani governativi, dovrà essere assolutamente
draconiano. Fino a 18 anni compiuti, i teeagers non potranno né
acquistare sigarette - e quindi i tabaccai che gliele venderanno saranno
perseguibili per legge - né fumarle. Il divieto di fumo per gli
adolescenti non sarà in vigore soltanto nei ristoranti, nelle stazioni,
nei metrò, negli aeroporti, in altri luoghi del divieto di fumo. No,
sarà generale: esteso a ogni luogo pubblico, da strade e piazze a
parchi. E resterà in vigore anche nelle zone speciali riservate alla
tolleranza per i fumatori, ovunque esse esistano, dalle stazione dei
treni ai luoghi di ristorazione.
"E' un giusto primo passo nella giusta direzione, che è quella di
difendere i non fumatori ed educare i giovani a conoscere i rischi del
fumo per la salute" spiega Sabine Baetzing, socialdemocratica,
responsabile del coordinamento della lotta alle droghe per il governo
federale, che pure però si dice anche piuttosto scettica sull'efficacia
di un simile radicale proibizionismo antifumo per i teenagers.
Finora la Germania era stata uno degli ultimi paradisi di permissivismo
e tolleranza per fumatori in Europa. Anche per i giovani. Chiunque abbia
figli e li va a prendere a scuola vede ogni giorno i ragazzi tra i 14 e
i 17 anni accendersi tranquillamente una sigaretta non appena escono dal
portone del ginnasio. Appena suona la campana della fine dell'orario
scolastico, scatta in loro la voglia della prima boccata di fumo. Il
tabagismo precoce in Germania è diffusissimo, e basta passeggiare in una
qualunque città tedesca per accorgersene.
La nuova legge proibirà anche agli adulti il fumo nei ristoranti,
imporrà zone per fumatori nelle discoteche, esenterà dal divieto invece
bar e birrerie. Ma solo per i maggiorenni. Un duro colpo educativo per
gli adolescenti tedeschi.
Adesso l'occhio vigile della polizia, degli insegnanti, dei genitori,
dovrà impedire agli unde 18 ogni boccata di fumo da una sigaretta.
L'educazione contro le tossicodipendenze, ritiene il governo, deve
cominciare presto, prima della maggiore età. E cio' proprio quando il
rischio di restare schiavi della nicotina è molto più elevato.
05/12/2006
BUON COMPLEANNO !!!
Oggi questo Blog compie 4 anni ! Pur tra tante difficolta' abbiamo continuato a portere avanti la missione che ci siamo scelta.
Ringrazio di cuore tutti quegli amici che, col loro contributo o con la loro semplice visita, hanno dato concreto significato ai nostri sforzi.
Ad maiora !
Eze
GB : STOP DA LUGLIO
Dal 1° luglio 2007 sarà vietato fumare nei posti di lavoro e in tutti i
locali pubblici inglesi. Lo ha annunciato il ministro della Salute
britannico Patricia Hewitt parlando di vittoria per la salute pubblica.
La sigaretta dovrà restare fuori da uffici, fabbriche, officine, negozi,
ristoranti, pub, trasporti pubblici e veicoli usati per lavoro da più
persone. In Germania il fumo è bandito al ristorante ma non in birreria.
Il divieto, che comprenderà anche tutti i luoghi pubblici, stazioni,
musei, uffici governativi, segue restrizioni analoghe già in vigore in
Scozia e nella Repubblica d'Irlanda. E, dopo il suo annuncio, la Hewitt
ha commentato: "Le vite di migliaia di persone saranno salvate e la
salute di altre migliaia sarà più protetta".
"Sappiamo che la grande maggioranza dei fumatori vuole smettere. La
nuova legge darà loro un'occasione d'oro per farlo veramente", ha
dichiarato dal canto suo Alex Markham, direttore dell'Associazione
britannica per la ricerca sul cancro. Da aprile, d'altra parte, sarà
vietato fumare nei locali pubblici nel Galles e nell'Irlanda del nord.
Per il quotidiano "The Independent" la normativa provocherà uno dei
"piu' profondi cambiamenti culturali degli ultimi decenni", dal momento
che metterà fine alla "cultura della pinta e sigaretta" nei pub e farà
diventare "no smoking" le sale dei tanti club - da quelli aristocratici
a quelli dei lavoratori - che contano 18mila membri in tutto il paese.
04/12/2006
L'ultima frontiera del Teen-Marketing
Ecco l'ultima frontiera del marketing del tabacco. Centinaia di video di ragazzi e ragazze sexy che fumano, appaiono sul sito YouTube.com, forse inseriti dalle industrie del tabacco per reclutare la prossima generazione, iniziandola al fumo. Simon Chapman, professore di salute pubblica all'universita' di Sidney, ha accusato i produttori di tabacco di contaminare YouTube con questa invasione di video. Ogni giorno cento milioni di video sono visionati sul sito. "Abbiamo controllato il sito in diversi giorni e siamo rimasti sorpresi di trovarne in gran numero con scene di fumo che avevano come protagonisti i giovani.", afferma Chapman, "I ragazzi lo trovano affascinante, ma credo di aver visto a sufficienza per affermare che dietro a tutto questo si nasconde l'industria del tabacco, quindi investigheremo sull'accaduto". Al momento, quando si inserisce la parola "fumo" nel motore di ricerca, possono essere visionati 27.000 video. La maggiorparte ritrae giovani donne che fumano durante un party, mentre parlano o semplicemente mentre sono in pose sexy. Un esperto di marketing digitale, Jean-Claude Abouchar, della Capture Communications, afferma che l'anonimato di YouTube (gli utenti possono entrare utilizzando qualsiasi nickname) fornisce un'ottima copertura per le compagnie che vogliono infiltrarsi per pubblicizzare i loro prodotti agli adolescenti. "Un vero cavallo di troia, - afferma. - Possiamo scaricare video di star che fumano durante i film e chiamare le clip "celebrities", o aggiungere il nome dell'attore o il titolo del film al video. E mentre ciò non è scorretto, questa è invece uno stratagemma abietto per far passare il loro messaggio, ossia che il fumo è sexy e di moda". Ogni volta che un video viene visto, gli utenti possono rivederlo o inoltrarlo ai loro amici. "Effettivamente, ci troviamo di fronte ad una pubblicità globale", afferma Abouchar. Inserire i video su questo sito è inoltre gratis. Continua Chapman: "Se fossi un produttore di tabacco direi che ciò non è illegale; questa è una forma di mercato internazionale, senza regole e controlli. Questo e' il futuro delle aziende del tabacco e del loro marketing". In Australia la pubblicità del tabacco e' bandita dal 1992. Un portavoce della Philip Morris Australia, Colin Lipiatt, afferma che la compagnia si adegua alla legge e che la pubblicita' su internet, senza una verifica dell'eta' e' inappropriata e deve essere quindi vietata. YouTube non commenta. Philp Morris, produttore di Marlboro e Benson & Hedges, chiedera' di non mostrare piu' il suo marchio nei futuri film, con lo scopo di fermare la corsa alle riviste e soprattutto ad Hollywood da parte dei produttori di sigarette.
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01/12/2006
Polonio-210 in dose letale?
Non serve il KGB, bastano le sigarette
Guerre di spie a colpi di polonio radioattivo in ristoranti ed aerei? Ecco l'ultima allegra campagna di pseudo-informazione dei mass-media, che sta facendo passare il consueto quarto d'ora di panico all'opinione pubblica prima di passare ad un nuovo argomento . Ma i mezzi d'informazione evitano accuratamente di avvertire il pubblico che la più diffusa fonte di polonio-210 in dosi pericolosissime per la salute... sono le sigarette.
Le prime pagine di tutti i giornali ci hanno ampiamente spiegato che l'ipotesi investigativa più plausibile secondo i detective di Scotland Yard sulla morte della spia dissidente russa Alexander Litvinenko è che l'uomo sia stato avvelenato da una dose letale di polonio, in particolare dell'isotopo 210: tracce di polonio sarebbero state individuate in un sushi-bar e in una sala da tè frequentati da Litvinenko nei giorni immediatamente precedenti al suo ricovero in ospedale a Londra.
Riassumiamo: Alexander Litvinenko, ex dirigente del FSB/ex KGB e avversario politico del presidente russo Wladimir Putin, sarebbe stato assassinato da un'altra spia che egli credeva amica mediante una sostanza radioattiva spruzzata su un cibo e su una bevanda.
Nella capitale britannica sarebbe esplosa una vera e propria psicosi dopo l'annuncio da parte del Ministero degli Interni inglese che anche su due aerei British Airways all'aeroporto di Heathrow è stato rilevato "un basso livello di radiazioni di qualche tipo". I due aerei in questione sono due B767 che nelle ultime settimane hanno volato su Mosca, Barcellona, Dusseldorf, Atene, Larnaca, Stoccolma e Vienna. Si stanno contattando i passeggeri che hanno utilizzato i velivoli su queste rotte. Frotte di spie hanno percorso in lungo e largo i cieli d'Europa spruzzando polonio 210 su Litvinenko e su altri ignari passeggeri? O piuttosto la spiegazione di questi ritrovamenti è un'altra?
Per comprenderlo facciamo un passo indietro e cerchiamo di capire cos'è il polonio. La sua scoperta si deve ai coniugi Marie Curie e Pierre Curie, resa pubblica il 20 aprile 1902. Chiamato anche "radio F", venne poi battezzato polonio in omaggio alla Polonia, terra natale di Marie Curie, con l'intenzione di porre alla pubblica attenzione anche la lotta per l'indipendenza della Polonia, all'epoca provincia dell'impero russo. Fu in questo senso il primo elemento chimico a legarsi esplicitamente ad una controversia geopolitica (per ironia della sorte sempre legata alla Russia!).
La radioattività è un fenomeno fisico per cui nuclei instabili si trasformano in nuclei di altri elementi o in isotopi (nuclei di atomi identici dal punto di vista chimico ma con una massa diversa, dovuta a un diverso numero di neutroni) dei nuclei di partenza, emettendo particelle. I diversi nuclei radioattivi possono decadere verso stati più stabili con tempi che variano da pochi milionesimi di secondo a diversi miliardi di anni.
Sono noti 25 isotopi del polonio, tutti radioattivi, le cui masse atomiche variano da 194 a 218. Il polonio-210 è l'isotopo più disponibile, ma viene prodotto con complessi procedimenti industriali a costi elevatissimi. Sono molti i giornali che in questi giorni hanno scritto che "il polonio-210 si vende su internet", adombrando isoliti loschi traffici sul Web. Va precisato che la vendita è autorizzata dalla Nuclear Regulatory Commission (NRC) ed è di solito diretta a laboratori scientifici per scopi sperimentali e che per una dose letale di polonio-210 come quella che si ipotizza sia stata utilizzata a Londra per avvelenare Alexander Litvinenko servirebbero almeno 15mila unità per una spesa complessiva di circa 1 milione di dollari. Per spruzzare allegramente isotopi radioattivi sugli aerei di linea in una guerra segreta di spie non basterebbe il bilancio annuo di uno Stato, quindi...
Peccato che questa letale sostanza, che ha effetti gravemente cancerogeni e causa danni all'apparato cardiocircolatorio e neurologico, sia presente in un oggetto apparentemente (ma solo apparentemente) più inoffensivo della tasca di un agente segreto con licenza di uccidere: le sigarette.
Il polonio-210 è presente nel fumo di tabacco a causa dell'uso di fertilizzanti al fosfato da parte dei coltivatori di tabacco: il minerale di fosfato di calcio, al termine di una serie di reazioni chimiche, porta ad un deposito di polonio radioattivo e di piombo sulle foglie. Questo deposito, bruciato dalla combustione della sigaretta, entra nei polmoni, che nei fumatori presentano tassi di radioattività del tutto innaturali.
Vincenzo Zagà, pneumologo e vicepresidente della Società di Tabaccologia, spiega: "La presenza di polonio-210 nel tabacco delle sigarette è nota ai produttori fin dagli anni '60 ma è stata tenuta nascosta, nonostante le ricerche l'avessero evidenziata". Tra gli oltre 35 milioni di documenti della Philip Morris desecretati e resi pubblici per condanna penale qualche anno fa sul sito www.pmdocs.com, vi sono almeno 50 documenti-memorandum confidenziali sulla radioattività alfa da Po-210 del fumo di tabacco.
La morale di questa brutta storia di spionaggio e disinformazione è: i tabaccai hanno almeno una cosa in comune con gli agenti del KGB. Il polonio-210.
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Source: Il Pensiero Scientifico Editore - Gio 30 Nov, 16:20
http://it.news.yahoo.com/30112006/259/polonio-210-in-dose-letale-non-serve-kgb-bastano-sigarette.html




