UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








28/10/2006

 Sigarette: il 7%ha detto addio





SOLO UN ANNO E mezzo fa
bar e ristoranti erano pieni di
nuvole di fumo di sigarette.
Oggi, dopo l'entrata in vigore
della legge che le vieta nei
locali pubblici,
il bilancio
è positivo:
l?% dei
gestori si dice
soddisfatto
ma - ed è
questo il dato
sorprendente
- il 7% dei
clienti ha
addirittura
abbandonato
le "bionde". E
le temute
ricadute economiche
negative sulle attività
commerciali risultano
contenute. È stato il Centro
nazionale di epidemiologia,
sorveglianza e promozione
della salute dell'Istituto superiore
di sanità, con uno studio
forte di 4 rilevamenti in
periodi successivi, a "pesare"
gli effetti della legge voluta
dall'ex ministro della Salute
Sirchia. Lo studio è stato
condotto monitorando 2.000
locali in 35 Asl e il tasso di
rifiuti alla partecipazione è
stato inferiore al 5%.
Fumatori in calo
Innanzi tutto i fumatori hanno
detto addio ai locali pubblici:
il 31% di presenze di
prima della legge si è ridotto
allo 0,4% del periodo
dicembre 2005-febbraio
2006. E in questo stesso periodo
l'odore di fumo è presente
solo nel 2,5% dei locali e la
presenza di portacenere solo
nel 5,2%. Il 94% dei gestori
ha assolto all'obbligo di affiggere
gli avvisi
regolamentari
sul
divieto di
fumo.
Clienti che
rispettano i
divieti (il
90%), gestori
e avventori
felici (percentuali
rispettive dell? e del 79%):
tutti felici e contenti? A ben
guardare, il 7% dei proprietari
sostengono di aver avuto
perdite importanti, il 24%
ha dichiarato "perdite moderate".
Capitolo nero quello
dei controlli: nel 30% dei casi
sono stati inesistenti. METRO

17/10/2006

 

Senza fumo il barista respira

Fonte: Dica33 del 12/10/2006


Il divieto di fumo migliora la salute dei baristi. Secondo uno studio,
pubblicato su Jama, da quando la legislazione che proibisce di fumare in
luoghi pubblici è entrata in vigore in Scozia a beneficiarne sarebbe, in
particolare, la salute dei baristi. Lo studio ha coinvolto 105 baristi,
dei quali 77 hanno completato lo studio. Di questi 29 erano stati
fumatori, 17 vivevano con un fumatore mentre gli altri non avevano il
vizio. Prima del divieto 61 (79,2%) dei lavoratori avevano sintomi
respiratori, un numero sceso a 41 (53,2%) e a 38 (46,8%) dopo due mesi.
Sui baristi è stato riscontrato anche un significativo miglioramento
della funzionalità polmonare nonché una diminuzione delle infiammazioni
respiratorie. In corrispondenza degli effetti benefici clinici nel
sangue dei soggetti testati è stato riscontrato una diminuzione dei
livelli di cotinina, marker dell'esposizione alla nicotina.



11/10/2006

Petizione sul fumo in TV

A proposito del post di ieri, ricevo e pubblico :

Digest Number 2094

Questa stessa proposta venne avanzata proprio dal prof. Sirchia nel 2004 sollevando una serie di proteste. Ho da ridire anche io sul genere di proposta, sparata alla leggera senza uno studio e una strategia precisa alle spalle. Le campagna non si fanno raccogliendo adesioni dietro uno slogan. Occorre fare uno studio di fatiibilita', con pare autorevoli di esperti. Per esempio, qualche esponente della Rai potrebbe affrire un suo parere in merito, indicando di preciso in che termini sia possibile operare. Poi diranno che e' impossibile, e che il lavoro costerebbe molte centinaia di milioni di euro.

Il fatto e' anche alla base della prevenzione vi e' la ricerca, che viene tralasciata, come fosse un optional. E' questo che dovremmo ESIGERE da chi governa: finanziare la ricerca in prevenzione in modo da avere una stima credibile del fatto che, con un certo progetto, si possa ottenere una riduzione stimabile dell'incidenza di fumo tra i giovani.
Con l'universita' ce l'abbiamo pronta una ricerca. Attendiamo finanziamenti che pero' non ci sono.

Saluti in lista.
Gm

10/10/2006

FUMO: MULTE A CHI LO PUBBLICIZZA


La pubblicità al fumo è vietata dalla legge
italiana e da una norma europea. I trasgressori più incalliti sono le
grandi multinazionali del tabacco che hanno sponsorizzato non a caso i
gran premi di Formula 1 e del motociclismo e le emittenti televisive che
trasmettono le immagini dei piloti e delle macchine coperti da scritte
di marche di sigarette. Ci sarebbero delle multe da pagare ma nessuno le
commina. La Guardia di Finanza sostiene che la responsabilità
dell'accertamento spetta all'Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato (Aams). I Monopoli di Stato, che finora non hanno mai accertato
nulla, esprimono il dubbio di dovere essere loro a fare l'accertamento.
A ogni buon conto, sollecitati dal VELINO, hanno deciso di acquisire le
cassette delle gare di F1 di Shanghai e di Suzuka tralasciando per il
momento, non si sa bene perché, i gran premi di motociclismo.

Per comprendere cosa comporti la visibilità delle sigarette in
televisione in termini di denaro basti pensare che solo tra Cina e
Giappone i fumatori sfiorano i 400 milioni. In Italia questa forma di
pubblicità ai prodotti da fumo è vietata da una legge (165/62) e da un
decreto ministeriale (425/91). Inoltre, il nostro paese è sotto
procedura d'infrazione presso l'Unione europea dall'aprile scorso per
"il mancato rispetto della direttiva 2003/33/CE che vieta la pubblicità
a favore dei prodotti del tabacco attraverso servizi d'informazione".
"La materia è molto confusa", si giustificano alla sede centrale
dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, l'organo indicato
dalla Guardia di Finanza come responsabile degli accertamenti di
violazioni in materia di pubblicità ai prodotti da fumo. "La legge
165/62 - ha precisato il responsabile dell'ufficio stampa dell'Aams -
non attribuisce direttamente la competenza ai Monopoli e quindi questa
potrebbe essere anche del ministero dell'Interno, del Tar o della
Prefettura. Va detto, inoltre, che la legislazione è in continua
evoluzione e che i soggetti istituzionali coinvolti, nazionali e
comunitari, sono sempre di più. Al punto da non essere del tutto certi
che sia questa la normativa violata e che siamo noi gli unici deputati a
verificare eventuali violazioni". Comunque sia, hanno fatto sapere
all'Aams, "le videocassette dei due eventi sportivi (Gp di Shanghai e
Suzuka, ndr) sono state acquisite e visionate dall'Ufficio competente
all'accertamento. Ma ci vorrà del tempo per giungere ad una conclusione,
tanto più che nessuno ci ha ancora comunicato se dobbiamo andare avanti
o meno". Quello che non si capisce è perché, se esiste un ufficio
dell'Aams, che viene ufficialmente definito, come "competente
dell'accertamento", i Monopoli di Stato sostengano poi che la normativa
non è chiara e che non sono sicuri di dovere fare loro l'accertamento.

La legge 165/62 è stata per decenni il fiore all'occhiello dell'Italia,
tuttora avanguardia europea nel campo della prevenzione delle
conseguenze del fumo sulla salute grazie alla legge Sirchia. Un forte
impegno di ordine sanitario testimoniato anche dall'emanazione del Dm
425/91, tanto da ritrovarci con una legislazione tra le più allineate
alla Direttiva Ue 2003/33 emessa con l'obiettivo di eliminare ogni
"disparità nelle legislazioni nazionali". Un risultato che Bruxelles ha
suggerito di ottenere attraverso il divieto, si legge nel documento, "di
ogni forma di comunicazione commerciale che abbia lo scopo o l'effetto,
diretto o indiretto, di promuovere un prodotto del tabacco". E
un'attenzione particolare viene riservata dalla Ue proprio alle
manifestazioni sportive di grande richiamo come i Gp di Formula uno,
visto che (si legge al punto 6 dell'articolo 2) "l'uso dei servizi della
società dell'informazione è un mezzo di pubblicità dei prodotti del
tabacco che aumenta con lo sviluppo del consumo e dell'accesso pubblici
a tali servizi. Detti servizi (..) attraggono in modo particolare e sono
facilmente accessibili ai giovani consumatori". A tale proposito sono
significative le parole con cui il 5 aprile scorso il commissario
responsabile della Salute e della protezione dei consumatori, Markos
Kyprianou, aveva biasimato il governo italiano al momento dell'annuncio
della costituzione in mora. "La direttiva sulla pubblicità dei prodotti
del tabacco - aveva dichiarato Kyprianou - è una delle colonne portanti
della lotta contro il tabagismo e invito gli Stati membri ad applicarla
in modo adeguato. Se si smette di rendere il tabacco interessante
attraverso la pubblicità e le sponsorizzazioni sarà possibile ridurre il
numero dei fumatori o delle persone che sono indotte a diventarlo. I
precedenti interventi della Commissione nei confronti di altri stati
membri in relazione alla direttiva in questione dimostrano che non
esiterò a compiere i passi necessari per garantire che venga pienamente
e adeguatamente applicata".

Esattamente come sostengo io da quasi quattro anni con la PETIZIONE che apre questo blog !!



09/10/2006

Fumo e gravidanza:

danni al sistema immunitario del feto

01/10/2006 Fumo e gravidanza: danni al sistema immunitario del feto
Questo spiegherebbe perchè i figli di donne fumatrici sono più
predisposti al rischio di asma e malattie respiratorie.
A rivelarlo è una ricerca australiana condotta da Paul Noakes
dell'Università di Perth e pubblicata nei giorni scorsi sull'European
Respiratory Journal.

Lo studio ha messo ha confronto una sessantina di neonati, figli di
donne fumatrici con altrettanti figli di non fumatrici o ex fumatrici.
Gli scienziati australiani hanno scoperto che nei bambini nati da
fumatrici si registrava un'anomala produzione di interleuchina 6 e di
fattore-alfa di necrosi tumorale (una proteina pro-infiammatoria
prodotta dal sistema immunitario): due elementi-chiave del sistema
immunitario.

"Abbiamo concluso che l'esposizione del feto alla nicotina provoca un
cambiamento nelle difese immunitarie che si stanno formando
nell'organismo e rallentano lo sviluppo del sistema immunitario
stesso",
ha concluso Noakes.

Fonte: MFL Comunicazione



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