UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








29/09/2006

 

BPCO:

una patologia tanto seria quanto sottovalutata. Lo conferma una
recente ricerca condotta in Gran Bretagna

Una ricerca condotta presso il Cancer Research britannico ha scoperto
come quattro persone su cinque non siano a conoscenza di essere affette
da broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), una patologia che uccide
ogni anno nel mondo 1 milione di persone, 18mila delle quali in Italia,
e che fa registrare un trend in continua crescita.
I ricercatori londinesi hanno sottoposto 8.215 adulti a test sulle
funzionalità polmonari e ne hanno esaminato i campioni di saliva,.
Ebbene, 1093 persone sono risultate essere ammalate di BPCO, ma il dato
più allarmante è che l?% di esse non ne era consapevole.
"Anche la metà di quelli che soffrivano di una forma piuttosto grave
della malattia non era a conoscenza di avere questa patologia", ha
ribadito, sulla rivista internazionale Thorax, Robert West, autore dello
studio e direttore dell'Unità sugli studi del tabacco presso l'ente di
ricerca britannico.
Il risultato di questa sostanziale disattenzione ai sintomi e alla
diagnosi di BPCO fa sì che più di un terzo dei malati continui a fumare.
Non solo: dalla ricerca è emerso anche che i fumatori con BPCO
accenderebbero un numero di sigarette maggiore rispetto a fumatori senza
BPCO e i sintomi tipici della malattia, come tosse, difficoltà
respiratoria e asma, sono considerati un fastidioso, ma normale effetto
della sigaretta e non come manifestazioni di una vera e propria
patologia.
"E' estremamente importante sensibilizzare medici e pazienti ad
effettuare i test per diagnosticare la BPCO, perchè così i pazienti
possono essere messi a conoscenza dei rischi che corrono e aiutati a
smettere di fumare", ha sottolineato West.
Paginemediche.it 22/9/2006


SIGARETTA SENZA FUMO

Sul sito http://www.nic-stic.it/  leggo e, con intento provocatorio di un bel dibattito, posto qui di seguito :

Gentili visitatori, questo non è il sito ufficiale della sigaretta che non fuma, è nato in virtù della necessità di avere un punto di riferimento circa il network che stava partendo con una Azienda che un anno fa deteneva i diritti per la distribuzione a mezzo network.
Oggi la società che doveva far partire questo network non ne ha più i diritti, che, sono stati acquisiti da una società italiana denominata Nicstic Italia S.r.l..
Tutti coloro che hanno aderito, iscrivendosi a questo sito, nonchè al precedente network, continueranno ad essere aggiornati.
Questo sito web è stato, forse, il mezzo che ha reso visibile il prodotto in questione, anche collaborando con l'azienda che ora ne detiene i diritti di produzione e vendita, ora ci chiede di 'oscurare' lo spazio che tutti abbiamo voluto. Abbiamo creduto nel prodotto e l'auspicio che forte sia il successo nel momento che arriverà sul mercato, vogliamo tenere attivo uno spazio pubblico dove parlare di fumo, sigarette e tutto ciò che vi gira attorno. Come succede per qualsiasi cosa nel mondo, ognuno ha diritto a dire e dare un contributo su quello che pensa, la libertà di opinione è un diritto che nessuno può toglierci.
Ora anche per continuare il lavoro iniziato iscrivetevi se non lo avete ancora fatto e sarete i privilegiati del servizio.


  Comunicato Stampa - Nic Stic Italia
COMUNICATO STAMPA
Non puzza, si può usare negli ambienti pubblici, nei ristoranti e anche negli aerei. Si chiama “Nic Stic”, la prima sigaretta senza fumo presentata in anteprima mondiale a Napoli presso la Camera di commercio. Sembra una normale sigaretta, si inala come una bionda ma non emette fumo e non c'è combustione. Inoltre non contiene tabacco, non produce cenere ma nel suo interno c'é solo una quantità di nicotina pari a 0,9 mg come previsto dalla legge. La sigaretta è composta da un dispositivo portatile grande quanto un pacchetto di caramelle dentro il quale è sistemata una batteria.

 

28/09/2006

 

Usa: tabacco, tutti possono avere i rimborsi


      Coloro che hanno acquistato sigarette «light» o «mild» dai primi anni '70 in quanto non realmente «leggere»  
      NEW YORK- Un giudice federale americano ha ammesso la partecipazione a un'azione giudiziaria collettiva («class action») per tutti coloro che hanno acquistato sigarette con le diciture «light» o «mild» dopo la loro immissione sul mercato americano, ossia dai primi anni Settanta. Si tratta potenzialmente di decine di milioni di persone, che potranno ottenere una parte dei 200 miliardi di dollari (circa 156 miliardi di euro) della multa alla quale sono state condannati i produttori di sigarette. Una recente sentenza aveva affermato che i produttori di tabacco avevano mentito per anni sapendo bene che le «sigarette leggere» contenevano ugualmente una quantità elevata di nicotina e catrame e che quindi non era vero che facessero meno male alla salute dei fumatori e di coloro che respiravano il loro fumo pur non avendo mai comprato un pacchetto di sigarette.
      25 settembre 2006

26/09/2006

Meglio un lassativo !!!

Privarsi della nicotina può indurre crisi di stipsi. Un recente
studio  francese afferma che per ovviare a questo inconveniente gli ex
fumatori,  soprattutto donne, possono essere tentati di riprendere a fumare e
usare  la sigaretta come "automedicazione" per superare la crisi: la
nicotina  infatti, agendo sul sistema parasimpatico, determina, tra l'altro,
 l'incremento della peristalsi intestinale, cioè dei movimenti che il
 canale digerente compie per svolgere le sue funzioni, compresa
 l'evacuazione. Privato dello stimolo della sigaretta, l'intestino
può  momentaneamente impigrirsi. Per evitare di ricadere nella
dipendenza da  nicotina al solo scopo di eliminare uno degli effetti collaterali,
peraltro transitorio, dello smettere di fumare, gli autori
consigliano  di adottare un'alimentazione equilibrata, ricca di fibre vegetali e
acqua, e fare un po' di moto, per facilitare la ripresa del corretto
funzionamento dell'intestino. Se questi accorgimenti non sono
sufficienti si può ricorrere a un lassativo, magari di quelli che
agiscono sulla motilità. 
fonte: Lagrue G et al. Stopping smoking and constipation. Presse
Med.

Nove uomini per una donna !

Ci sarebbe da capire per quale motivo la mortalità maschile per il
fumo è quasi 9 (nove) volte quella femminile.
Io vedo in giro più fumatrici che fumatori e 9 volte di più sono
tante per essere giustificate con la circostanza che le donne hanno
iniziato a fumare da pochi anni e quindi non si sono ancora ammalate.

22/09/2006

CHI SA QUALCOSA SUL CANCRO DA AMIANTO ?

Rimettendo in ordine il mio PC dopo tante traversie ( formattazione del disco rigido, cambio di provider internet, aggiunta di due dischi rigidi per aumentare la memoria, etc...) ho ritrovato una e-mail arrivatami piu' di un anno fa e rimasta, per colpa mia, senza risposta.

Eccone il testo :

Sono Nadia De Lorenzi. Mio marito e' morto di mesotelioma da amianto: era lattoniere. Insieme ad altri amici, ho costituito un gruppo che si impegna ad approfondire e divulgare le tematiche legate al problema dell'amianto. Purtroppo non ho visto la trasmissione televisiva del 20/07/05 sull'argomento. So che lei sta conducendo delle ricerche. Le chiedo, cortesemente, se puo' farmi sapere qualcosa.

Le do il mio e-mail: cianorio@libero.it .

Resto in attesa di una sua comunicazione e la ringrazio

 

Se tra di voi qualcuno ha notizie o esperienze relative a questa altra tremenda fonte di morti per cancro tra i lavoratori, e' pregato di scrivermi o di mettersi direttamente in contatto con Nadia.

 

A Nadia vadano le mie condoglianze , le mie scuse per questo imperdonabile ritardo ed il mio incoraggiamento a proseguire nella battaglia intrapresa. Un abbraccio forte.

 

 

Il club dove il fumo è tollerato

anzi caldamente incoraggiato

Chicago . La sala e' piena di portacenere antichi, accendini preziosi, fiammiferi
e penne a forma di sigaretta. L'aria, ovviamente, sa di fumo.
All'inizio di questo mese è entrato in vigore a Chicago il divieto assoluto
di fumo, ma sarebbe difficile desumerlo dall'interno di questa scintillante
sala situata lungo Milwaukee Avenue, nell'elegante quartiere di North Side.
Qui, infatti, dietro le vetrine sono allineati spesso barattoli pieni di
tabacco, disposto con sollecitudine su bianche cartine da fumo dall'equivalente
per il tabacco di un barista. Nel momento stesso in cui i fumatori diChicago
apprendevano che non era piu' possibile accendersi una sigaretta lungo i
binari del treno, negli stadi e in alcuni ristoranti, una sussidiaria della
R.J. Reynolds Tabacco Company si accingeva a inaugurare quella
che è la sua risposta a un mondo senza fumo: la Marshall McGearty Tabacco
Longue, che nelle intenzioni dei suoi creatori diventera' la prima sala elegante
di lusso destinata al fumo di sigarette.
La tempestiva inaugurazione, ha detto Brian Stebbins, direttore commerciale
della  R.J. Reynolds, e' puramente casuale e il locale, egli insiste, non
ricade nel nuovo divieto cittadino, in quanto rientra perfettamente nella
categoria dei negozi che ne è esentata, quelli che 'vendono tabacco'.
Non tanto piacevole pare pero' essere la cosa per quanti da queste parti
hanno lottato per mettere al bando il fumo. 'Non e' certo questo che intendevo',
ha detto di recente Alderman Ed Smith, protagonista della battaglia mirante
a far approvare l'ordinanza municipale. 'Dovro' fare alcune telefonate di
controllo per appurare se e' davvero possibile aprire un locale cosi'  '.
Alcuni esponenti nazionali della battaglia contro il fumo temono che il nuovo
negozio di Chicago possa aprire un nuovo fronte per i tentativi da parte
dell'industria del tabacco di commercializzare i propri prodotti di lusso,
specialmente presso il pubblico giovane e sensibile al fascino, nonostante
gli sforzi da parte dell'industria di ottemperare all'accordo raggiunto nel
1988 con molti Stati americani finalizzato a limitare la pubblicita' del
tabacco. 'Stanno tentando di attirare i giovani di eta' compresa tra i 18
e i 25 anni, di far loro sembrare piacevole e allettante il fumo, come se
entrassero in un club segreto'   ha detto Bronson Frick, vice direttore di
American for Nonsmokers Rights, un gruppo di Berkeley, in California, contrario
al fumo. Molti sostenitori delle leggi antifumo ammettono che il locale,
in effetti, pare rispettare i termini legali previsti.
Indifferente a tutto, Sean Fahey, 29 anni, si aggira nel locale, si ferma
al bancone dei fumatori e aspira profondamente la sua prima Oriental Rose,
un considerevole passo avanti, spiega, rispetto alle sue vecchie e semplici
Camel.' Sicuramente apriranno sempre piu ' posti come questo ', dice Fahey.
'Nessuno smettera' di fumare perche' e' proibito. Forse, invece, la gente
iniziera' a trattare le sigarette come queste alla stregua degli alcolici,
qualcosa da assaporare e gustare?.
Dall' altra parte della sala siede Bob Kittrell, un uomo di 54 anni che sta
fumando. Questo e' diventato il mio posto preferito', dice Kittrell, che
vive nei paraggi. 'Ormai e' l' unico posto che mi rimane nel quale posso bermi
un caffe', leggere il giornale e fumarmi le mie sigarette'.

 

Test errati, molto più tossiche

Lancet, allarme sulle sigarette ?Test errati, molto più tossiche'

Roma ? Rivedere i metodi ed i test di misurazione di catrame e nicotina delle
sigarette che sarebbero rilasciate in misura di gran lunga maggiore rispetto
a quanto certificato. La denuncia, apparsa sulla versione online della rivista
scientifica Lancet, è del ricercatore David Hammond, della Waterloo University
in Ontario, Canada. Il ricercatore chiama direttamente in causa il colosso
internazionale British American Tobacco (Bat), affermando che documenti interni
svelerebbero che i produttori sono pienamente coscienti di tale discrepanza.
Le modalità con cui il fumatore aspira il fumo da sigaretta, sottolinea Hammond,
lo portano ad assorbire livelli molto più alti di nicotina e catrame rispetto
a quelli registrati dalle rilevazioni strumentali.


21/09/2006

Fumatrici, peggio della morte

 
La scritta che trovo sul pacchetto di sigarette mi riesce nuova e
per certo  verso sorprendente. In positivo, una volta tanto. Dice: «Il fumo
invecchia  la pelle». Ecco, alle minacce tremende di morte, di chi fuma e di
chi gli  sta accanto, si sostituisce un garbato avvertimento: badate,
soprattutto  voi signore fumatrici, che ogni sigaretta toglie un tot di
freschezza e di  giovinezza alla vostra pelle. Potrebbe avviarsene un approccio
diverso con  chi fuma, offrirgli con discrezione indicazioni affettuosamente
utili. Se  ne può proporre già qui qualcuna, a titolo altruisticamente
gratuito. Restando  in orbita, «il fumo fa venire le rughe», che varrebbe a
circostanziare meglio  gli effetti nocivi sulla pelle; o anche: «il fumo moltiplica le
zampe di  gallina». Con tutto quel che normalmente si spende per
togliersele, rughe  e zampe di gallina, vogliamo vanificare l'effetto di creme e
stiramenti mettendoci  a fumare? Si può continuare: «fumare fa cadere i capelli»
toccherebbe un  tasto dolente, e in questo caso per i maschi ancor più che per le
donne.
 O, tornando alle signore, «il fumo appassisce le labbra», «fumare
intorpidisce  il collo», e così via. Un ampio campionario di malanni per così
dire estetici  potrebbe spaventare più della secca minaccia di morte. È risaputo
che tanti  di noi sceglierebbero di morire piuttosto che sopravvivere alla
decadenza  del proprio corpo. 


Altri possibili avvertimenti di questo tipo che mi vengono in mente:

"fumare ti fa diventare i denti gialli"
"fumare ti provoca l'alito cattivo"
"fumare ti causa difficoltà di erezione"
"l'odore che emana della pelle dei fumatori fa venire la nausea a
chi ti circonada"


20/09/2006

Fumo: smettere subito aumenta probabilità di successo


Hai deciso di dire addio alle sigarette? Non rimuginare troppo
sulla tua scelta, smetti e basta. Una recente indagine inglese rivela infatti
che i tentativi di smettere di fumare non pianificati presentano una maggiore
probabilità di successo di quelli decisi in anticipo.

La ricerca, elaborata da Robert West, professore di psicologia della salute
dell?University College di Londra e da Taj Sohal, direttore di ricerca senior
del BMRB Social Research di Londra, ha intervistato quasi 2000 inglesi fumatori
ed ex sui loro tentativi, passati e attuali, di smettere di fumare. Ebbene,
quasi la metà dei tentativi più recenti non hanno incluso alcuna pianificazione
precedente, e i tentativi non pianificati hanno avuto maggiori probabilità
di successo di quelli pianificati.

Tra gli intervistati che avevano tentato di semettere tra sei mesi e cinque
anni prima, le probabilità di successo erano di 2,6 volte maggiori per i
tentativi non pianificati che non per i tentativi pianificati; nei tentativi
effettuati tra 6 e 12 mesi prima la cifra corrispondente era di 2,5.

I ricercatori hanno quindi proposto di sostituire il tradizionale modello
di rinuncia a stadi (decisione, pianificazione, rinuncia effettiva) con un
modello di cambiamento basato sulla teoria delle catastrofi: i fumatori hanno
livelli variabili di tensione motivazionale a smettere e quindi le cause
scatenanti (trigger) ( nel mio caso lo scoprire che anche mio padre, malgrado la sua eta', era stato colpito dal cancro e stava per morire ) ambientali causano una deviazione nello stato motivazionale.
Se tale deviazione comprende la rinuncia immediata alle sigarette, ciò può
segnalare una trasformazione più immediata che non se comprendesse un piano
per smettere di fumare in un qualche momento futuro.



19/09/2006

Oggi ho ricevuto questa e-mail da Matteo, ed ho subito deciso di postarla, riaprendo cosi' questo blog ai contributi di tutti coloro che vorranno donare agli altri il frutto della loro esperienza. A Matteo dico solo : Coraggio, tieni pronta l' armatura e sii pronto a lottare.Al papa' di Matteo i nostri voti di tanti altri anni sereni accanto al suo figliolo.

Restiamo in attesa di notizie, Matteo e ... un abbraccio forte anche a te.

Caro Ezechiele,

capito per caso sul tuo blog perchè sto usando internet per cercare di dare
corpo alla speranza che l'emoftoe degli ultimi 15gg di mio padre non sia una
recidiva della "bestia" che lo voleva uccidere nel 2002, quando il tuo papà
se ne è purtroppo andato.
Sto anch'io cercando uno schema mentale, perchè se domani, confrontando la
tac di oggi con quella di aprile, l'oncologa mi vorrà dire quello che non
voglio  sentire, dovrò indossare di nuovo la mia armatura e tornare in guerra
con la malattia, con la devastazione che essa può portare in una famiglia
unita come la nostra.
Tutte parole, situazioni che sicuramente riconoscerai e che ti auguro di
aver metabolizzate e fatte tue nel miglior modo possibile.
Io sono con te nella tua guerra al fumo, ma vorrei aggiungere anche un'altra
chiave di lettura, e riguarda la sanità italiana, che a volte miete più
vittime della malattia che pretenderebbe di curare. Mio padre era dato per
spacciato in un ospedale milanese tra i più quotati, dopo un'odissea di
esami clinici che capitavano come brevi interruzioni tra lunghe ed alienanti
attese in tristi e bui corridoi di attrezzature fatiscenti. Ma ciò che
rischiò di ucciderlo per primo non fu la malattia, ma la triste mancanza di
attenzione di coloro che, seduti dietro ad una scrivania con un mucchio di
lastre e cartelle sparse, senza il coraggio di guardarti negli occhi
affondarono il coltello di una diagnosi tremenda senza un briciolo di
sentimento, quasi fossero notai ai quali una legge impone di dire tutta la
verità, nonostante sia così cruda, senza riguardo a chi si ha davanti,
giovane o vecchio, forte o distrutto.
Poi invece, non arrendendosi come consiglio di fare a tutti, chiedendo,
informandomi ho trovato un'isola nella tempesta, e sono felice di dargli un
nome, perchè magari possa essere utile a qualcuno : Humanitas, Rozzano (MI).
Là ho trovato un chirurgo eccezionale, il dott. Aloisio, che ha il "dono",
un calore, una forza che trasmette ai suoi pazienti, la capacità istintiva
di rianimare uno "morto che cammina" com'era mio padre, metterlo in
condizione di essere operato, regalargli almeno altri quattro anni di vita
felice in più.
Questo è il mio contributo, e la speranza che domani sia un giorno
fortunato.

Un abbraccio,

matteo



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