25/05/2006
Con piacere ospito :
Candidatura Amministrative Comune di Roma
Carissimi,
anche se sulla dirittura di arrivo, desidero rendervi partecipi di questa scelta di candidarmi al Comune di Roma (per il consiglio comunale non per una circoscrizione) con la Lista consumatori del CODACONS. La partecipazione politica dl Codacons, nelle sua trasversalita', e' importante e molti italiani lo hanno capito, dal momento che abbiamo avuto un senatore alle precedenti politiche. Ora e' la volta del Comune, non c'e' il proporzionale e si possono indicare le preferenze. Percio' ho partecipato con tutte le buone intenzioni, con le competenze e soprattutto le idee chiare su cosa si deve non si deve fare nel campo della prevenzione. Sostanzialmente il programma che intendo applicare si basa su tre punti cardini fermissimi:
1) monitoraggio delle attivita' di prevenzione nelle scuole di Roma;
2) attivazione di progettualita' per l'insegnamento dell'educazione alla salute nelle scuole;
3) festival della prevenzione sul modello di Reggio Emilia.
Per una societa' piu' sana bisogna percorrere strade EDUCATIVE nel senso piu' puro del termine, "e-ducere", prendere per mano e condurre. Una volta si insegnava "educazione civica" nelle scuole, ma siccome la ritenevano inutile, l'hanno eliminata. Io la rivoglio insieme con vailidati progetti che partano dalla formazione di operatori scolastici per approdare al lavoro con i ragazzi alle diverse eta'. Esistono modelli gia' sperimentati e voglio applicarli.
Ringrazio chi vorra' sostenere questo progetto. Ci tengo a precisare che questo progetto andra' avanti comunque, indipendentemente dai risultati della campagna elettorale. Ovviamente, se si ha qualche dito nella carlinga di pilotaggio, sara' meglio. Per tutti.
Un caro saluto a tutti voi.
Giacomo Mangiaracina
24/05/2006
MUORE DI CANCRO AL POLMONE
E' morta ieri di cancro al polmone una cameriera canadese che era divenuta
famosa per avere raccontato in tv come aveva contratto la malattia lavorando
in locali frequentati da fumatori. Heather Crowe, 61 anni di eta', non era
mai stata una fumatrice in tutta la sua vita. Nel 2002 le fu diagnosticato
un "cancro del fumatore", contratto a causa del fumo passivo cui era stata
esposta in un ristorante di Ottawa dove aveva lavorato per 40 anni. Non era
mai stata sua intenzione diventare una crociata della lotta contro il fumo.
Lo divento' suo malgrado, quando vinse una causa contro una societa' di assicurazioni
specializzata in malattie contratte sul lavoro. L'immagine di Heather Crowe
fu usata nelle campagne delle associazioni contro il fumo, insieme alle sue
parole: "Non si deve far morire la gente che va a lavorare". (AGI)
KataWeb News
20/05/2006
Salute: 4 regole per vivere di piu'
La prima,non fumare.Una sola sigaretta azzera tutto (ANSA) - TORINO,
17 MAG - Non fumare, controllare il giro vita, non usare piu' di 6
grammi di sale al giorno, fare almeno 10mila passi: 4 regole per vivere
di piu'. L'elisir di lunga vita, presentato oggi a Torino, e' stato
sperimentato dal Cardarelli di Napoli su 26 pazienti. Secondo lo
studio, rispettando alla lettera le 4 regole, sarebbe possibile vivere
10 anni in piu'. Il no al fumo e' tassativo: anche una sigaretta
farebbe saltare l'elisir. Circonferenza dell'addome non piu' di 102 per
gli uomini,88 per le donne.
P.S. il problema non è tanto vivere di più, che come diceva Woody
Hallen può essere che quella settimana che guadagni senza fumare poi
piove dalla mattina alla sera, il problema e vivere sani.
15/05/2006
Divieto di fumo in Svizzera
Dopo l'esempio italiano, sigarette bandite anche dai locali pubblici elvetici
a partire dal 1° gennaio del 2007 Divieto di fumo, la Svizzera sulle orme
di Sirchia
Divieto di fumo nei locali pubblici: adesso favorevoli anche la federazione
degli esercenti e degli albergatori elvetici, che in un primo momento aveva
avversato il sostegno dato al divieto dalla sezione ticinese dell'associazione.
GastroSuisse ha così clamorosamente cambiato idea, giustificando questo improvviso
cambio di rotta con la mutata mentalità della maggior parte della popolazione.
Dopo essersi opposta a lungo ai divieti generalizzati, ora si dichiara disponibile
a entrare in materia, ma chiede che il tema sia regolato da una legge federale
cui siano sottoposti tutti i ritrovi pubblici. Una proibizione che deve valere
«per tutti o per nessuno», ha indicato a chiare lettere Frédéric Haenni,
membro del comitato direttivo della federazione degli esercenti e degli albergatori.
Presidente della sezione vodese, Haenni si oppone a un'iniziativa depositata
nel suo cantone che mira a bandire la sigaretta solo da alcuni luoghi pubblici
chiusi: risulterebbero colpiti ristoranti e bar, ma non camere d'hotel, mense
aziendali o sale comunali. Per evitare favoritismi, a suo avviso è quindi
preferibile mettere in vigore un divieto di fumare in tutti i locali pubblici
chiusi svizzeri, come richiesto da un'iniziativa popolare presentata dal
consigliere nazionale e medico Felix Gutzwiller. Questa posizione è condivisa
da GastroSuisse, ha ribadito Haenni. In passato, l'associazione si era sempre
detta contraria a un divieto così generale, pur riconoscendo la possibilità
che singoli esercenti proibissero il fumo per venire incontro alle esigenze
della loro clientela. Il 12 marzo scorso GastroSuisse aveva preso atto del
voto in Ticino con un comunicato in cui si «deplorava» il fatto che alle
urne fosse stato deciso di «limitare la libertà individuale» di chi frequenta
i ritrovi pubblici. Ma ora Haenni giustifica questo cambiamento di rotta
con la mutata mentalità maturata tra la gente, con una chiara maggioranza
di persone favorevole a bandire il fumo da tutti i locali. Il divieto tutto
italiano "figlio" del ministro Girolamo Sirchia prende così ulteriormente
piede anche nel Canton Ticino dove, dal primo gennaio 2007, si potrà fumare
- forse - soltanto nei Casinò. Con, ovviamente, la peculiare eccezione della
sala di gioco di Campione d'Italia, essendo l'enclave soggetta alla Legge
italiana. Uno dei motivi per i quali le frequentazioni degli italiani ai
giochi del Casinò si è clamorosamente abbassata nell'ultimo anno e mezzo,
sostengono a Campione. Nei Casinò di Mendrisio e Lugano, si fuma ancora in
tutta tranquillità. Andrea Cavalcanti
12/05/2006
Difficile proteggere i figli dal fumo passivo
Secondo il Journal of Advanced Nursing le mamme di bimbi malati faticano
a prendere posizioni nei confronti del compagno fumatore, sebbene riconoscano
i rischi del fumo passivo. La ricerca della University of Hong Kong ha preso
in esame 1.483 mamme di bambini (la maggior parte di 10 anni, per un'età
media di 5 anni) ricoverati in quattro grandi ospedali, per valutare se un
percorso di educazione sanitaria le avrebbero aiutate a proteggere i loro
bambini dal fumo passivo .
I padri fumavano tutti mentre le madri no. Dall'analisi è emerso che anche
se la maggior parte delle madri si rende conto dell'importanza di proteggere
la salute dei propri figli, le tensioni famigliari e la necessità di mantenere
l'armonia coniugale spesso vincono su questa consapevolezza.
Le mamme riferiscono che l'86% dei papà fuma a casa, il 54% in presenza dei
figli e solo il 32% fa attenazione a non fumare in presenza dei bambini.
Il restante 14 per cento non fuma a casa. Questi dati nonostante la metà
dei bambini in questione soffre di problemi respiratori e il 60 per cento
ha avuto più di un ricovero ospedaliero.
?Abbiamo diviso le mamme in due gruppi?, ha spiegato la dottoressa Sophia
Chan, a capo dello studio e del Department of Nursing Studies. Un gruppo
di 752 mamme ha seguito un percorso educativo ricevendo leaflet educativi,
informazioni e un reminder telefonico settimanale.
Il gruppo di controllo di 731 madri no. "È emerso", continua la Chan, "che
queste iniziative hanno effetti nel breve periodo, ma che molte delle mamme
trovano difficile persuadere i compagni a smettere di fumare".
Il gruppo che ha preso parte al programma preferisce portare i ragazzi fuori
dalla stanza mentre il padre fuma piuttosto che affrontarli direttamente.
?Parlando con le mamme durante i dodici mesi di follow-up, alcune di loro
hanno sono apparse preoccupate dei conflitti emersi quando avevano chiesto
ai loro mariti di rinunciare fumare, dichiarando di preferire azioni meno
dirette", spiega la dottoressa Chan.
Entrambe le esigenze, armonia della coppia e benessere dei figli, devono
trovare un equilibrio. Basta pensare che una recente ricerca mostra come
sono esposti al fumo passivo nelle case oltre il 41 per cento dei bambini
sotto i dieci anni ad Hong Kong e oltre il 60 per cento di quelli americani.
Utili quindi le leggi che impongono i divieti nei luoghi pubblici. Anche
perchè se in alcuni casi questo può essere un incentivo a smettere di fumare
e sicuramente utile a diminuire l'esposizione al fumo passivo.
Bisogna capire gli effetti di questi divieti in casa, in luoghi popolati
come Hong Kong, dove gli spazi condominiali all'aperto sono inesistenti.
Fonte: Yahoo salute
10/05/2006
Sigarette contraffatte
Qualche giorno fa ho sentito un'intervista radiofonica a Frattini che parlava
delle contraffazioni. Tra gli esempi citati quello delle sigarette. Frattini
se ne è uscito dicendo: ma vi immaginate quello che può contenere una sigaretta
contraffatta? Uno si fuma una sigaretta e non sa che cosa contiene. Devo
dire che non ho potuto fare a meno di sorridere perchè ho pensato: forse
invece delle tante porcherie assicurate dalle compagnie del tabacco, quelle
false saranno riempite di spezie triturate o erbe innocenti.
Saluti. Cinzia
06/05/2006
I tabaccai contro il fumo:
i veri killer sono Veronesi e Sirchia (comunicato stampa n. 56)
Nel paese fantasticato da Orwell in "1984" gli slogan fatti propri da
tutti erano "L'ignoranza è forza", "La pace è guerra" e "La libertà è
schiavitù": sappiamo che la realtà supera ampiamente la fantasia - pure
quella di Orwell che certo ne aveva da vendere - e appunto oggi abbiamo
potuto leggere "I tabaccai contro il fumo" (1) come titolo di un testo
vero e non di un romanzo fantastico, e ascoltare telegiornali veri - era
Giorgini al TG1, mica Stanlio in "Oggi le comiche" - dire che da domani,
cioè con 72 anni di ritardo (2), i tabaccai inizieranno (4; 5)a
rispettare la legge del 1934 che gli vieta la vendita di sigarette ai
minori di 16 anni. Dopo la "guerra preventiva" e "l'esportazione della
democrazia via dinamite", possiamo dire "tabaccai contro il fumo"
aprendo con ciò la strada a "Uranio per tutti", "Al centro di Roma
potrebbero vivere camaleonti, aquile e armadilli", "I vantaggi
dell'intossicazione da monossido di carbonio che nessuno vi ha detto" e
"Chernobyl, in realtà si vive bene".
E' una piccola rivincita morale per questi lavoratori tutto sommato
onesti, per queste simpatiche aziende che essendo 50.000 ed essendo
90.000 i morti da fumo, credevamo fossero loro ad uccidere quasi 2
italiani ciascuna ogni anno. Ma vediamo che i tabaccai in realtà sono
più umili e utilmente volenterosi di quel pallone gonfiato di Umberto
Veronesi che, secondo alcune notizie mai smentite, in realtà è PER il
fumo: è lui per il fumo, non i tabaccai !!! Lui - insieme a quei
generatori di cancro della Lega Lotta ai Tumori - gira le TV a cercare
fondi ed ha appeso nel suo studio un diploma di "oncologo" ma si vedeva
che era una copia contraffatta col bianchetto, solo simile ai diplomi
reali dei veri oncologi che - ormai possiamo dirlo - sono rilasciati non
dalle università ma dalla Federazione Italiana Tabaccai. E infatti ieri
è stato intervistato l'autore di questa iniziativa, il presidente della
FIT Giovanni Risso, mica Veronesi; quandoalla presentazione di questa
filantropica idea un bambino ha detto "Ma con quali soldi la fate questa
campagna ?! " è stato subito zittito da uno scroscio di applausi che lì
per lì non si capivano.
Generazioni di medici, scienziati e ricercatori hanno speso la vita per
dimostrare la fortissima dipendenza provocata dalla nicotina, eppure
oggi sembra che a voler mettere a tutti i costi l'avvertenza "Il fumo
provoca un'elevata dipendenza, non iniziare" siano stati i signori
tabaccai, mentre era l'Organizzazione Mondiale della Sanità che
aggiungeva ammoniaca di nascosto per raddoppiare quella dipendenza.
Ci eravamo anche accorti, con l'approssimarsi del 10 Gennaio 2005, che a
fare il male dei "camini con i piedi" - come si chiamano in Argentina i
fumatori - era Sirchia: proprio lui, il Girolamo nazionale; lo si capì
quando partì la legge contro il fumo passivo nei ristoranti e
giustamente fu definito "il telebano proibizionista" perché voleva lui
schiavizzare i tabagisti, non i tabaccai.
Di tutto ciò pochi cittadini se ne erano accorti, ma ora che abbiamo
scoperto che i tabaccai sono contro il fumo e che da molti altri media
abbiamo sentito riferire la stessa "notizia" senza veder ridere il
giornalista (3), sappiamo la verità; abbiamo smascherato l'intero
teorema: i 90.000 morti l'anno sono causati per primo da questi due
oscuri ex-ministri, per fortuna rimpiazzati dal fumatore Storace (lui,
come i tabaccai, è "contro il fumo").
Abbiamo delle foto - circolate su DagoSpia - di Veronesi che con
parrucca e barba tenta di farsi passare per un barbone mentre vende
sigarette con scritto "Il fumo uccide"; di Sirchia non abbiamo foto ma
negli ultimi 2 anni circolavano voci dei suoi sottosegretari "per il
fumo" che vendevano tabacco: si diceva del dottor Guidi commerciare solo
sigarette con l'avvertenza "Il fumo provoca cancro mortale ai polmoni",
mentre pure nei corridoi di Palazzo Chigi dell'era Berlusconi era noto
che Cesare Cursi correva su un'automobile rossa con su scritto
"Marlboro"; tra le cause di morte dei fumatori c'era pure la parità
uomo-donna, avendo Sirchia incaricato la senatrice Maria Elisabetta
Alberti Casellati di occuparsi di fornire alle donne le sigarette con
l'avvertenza "Il fumo ostruisce le artere e provoca ictus e infarti"
evitando alle tabagiste in rosa le avvertenze sull'essiccarsi e
ingiallirsi della pelle.
I tempi cambiano: la FIAT consiglierà passeggiate a piedi e bus, e
l'associazione gelatai è già uscita allo scoperto scrivendo su poster 6
x 3 "Gelatai contro la carie".
Massimo D'Angeli
Dottore in Psicologia
Presidente di "Aria Pulita - Associazione Non Fumatori - ONLUS"




