15/04/2006
Futuri genitori
chiamate il numero verde per smettere di fumare!
Futuri genitori chiamate il numero verde 800 99 88 77 per smettere di fumare!
Il tabagismo dei genitori durante la gestazione e dopo la nascita è un problema
serio per la salute pubblica. E, dopo la nascita, i bambini che hanno almeno
uno dei genitori fumatore, restano esposti al fumo e sono vittime del fumo
passivo. Per affrontare questa situazione, una buona informazione e la solidarietà
nella coppia sono più che mai necessarie. A seguito di questo duplice problema,
nascono nuove iniziative in Europa. In Belgio, ad esempio, è nata una nuova
campagna governativa allo scopo di aiutare i genitori a vivere senza tabacco
e quindi a proteggere la salute dei loro bambini. Per parte sua, la campagna
della Commissione Europea "HELP - Per una vita senza tabacco" (www.help.eu.com)
supera le buone pratiche degli Stati membri. Allo stesso tempo, HELP contribuisce
ad aiutare i genitori a smettere di fumare moltiplicando le fonti di informazione
e assicurando la promozione dei servizi e dei numeri telefonici nazionali
di aiuto ai fumatori. (SOS Fumo 800 99 88 77)
Smettere di fumare durante una gravidanza o dopo una nascita, è prima di
tutto una battaglia da affrontare insieme!
Se è risaputo che fumare durante la gravidanza aumenta i rischi per la salute
del bambino e di sua madre, è forse meno risaputo che è più difficile per
una madre smettere di fumare (o continuare a non fumare) quando le persone
attorno a lei fumano.
Fra queste persone, il partner della mamma ha la maggior influenza sul suo
comportamento riguardo al fumo. Degli studi indicano più ricadute, principalmente
dopo la nascita del bambino, per quelle mamme che hanno un partner fumatore.
Al contrario, uno studio condotto nel 2005, dimostra che l'aumento del livello
di conoscenza dei padri sugli effetti nefasti del tabagismo passivo sul bambino
è associato ad un numero maggiore di padri desiderosi di smettere di fumare.
Smettere di fumare è dunque una questione di informazione ma soprattutto
un problema che riguarda i due genitori ! Un aiuto esterno è comunque qualche
volta necessario.
Per aiutare i genitori fumatori a smettere, sono state messe in atto in tutta
Europa soluzioni originali.
Poiché i genitori spesso smettono di fumare contemporaneamente e si influenzano
reciprocamente, è importante intervenire in maniera specifica per aiutare
ambedue i partner durante la gestazione e dopo la nascita. A seguito di questa
constatazione, alcuni paesi dell'Unione europea reagiscono. Così, in Belgio,
dove si stima che circa il 30% delle donne incinte continui a fumare durante
la gravidanza, in gennaio 2006 è stato lanciato un piano governativo di lotta
al tabagismo. Questo piano è originale perché prevede un aiuto a condizione
che i due genitori smettano di fumare. Questo aiuto consiste in una serie
di 8 sessioni da uno specialista in tabaccologia. Ambedue i genitori possono
essere rimborsati per queste sessioni che, idealmente, sono raccomandate
dal ginecologo o da altro medico.
Questo aiuto forfettario contribuisce ai costi delle 8 sessioni presso lo
specialista per la donna incinta ed il suo partner (120 euro ciascuno) e
ai costi dei medicinali per il partner (55 euro).
Futuri genitori non aspettate e chiamate ora SOS Fumo 800 99 88 77 ! Visitate
anche il sito della campagna HELP - Per una vita senza tabacco: www.help.eu.com.
Fumare in gravidanza comporta:
? 4 volte più rischi per il bebè di soffrire di bronchite, bronchioliti e
di polmoniti nei suoi primi anni;
? 4 volte più rischi di morte in culla;
? far nascere un bebè di peso scarso e più fragile;
? diminuire le possibilità e la durata dell'allattamento.
I consigli per i medici: si tratta di una pista consigliata dai professionisti
della salute per abbordare più serenamente il problema con le pazienti fumatrici.
Si svolge in cinque tappe successive:
? Domandare: identificare lo stato del fumo e documentarlo per tutte le
pazienti ad ogni visita.
? Consigliare di smettere: aiutare la paziente a smettere di fumare con
un messaggio chiaro e personalizzato.
? Valutare la volontà di smettere e aiutare nel tentativo: dopo una valutazione
del desiderio di smettere, si tratta di rinforzare la motivazione della paziente
per aiutarla a smettere.
? Sostenere nel tentativo: accompagnare e procurare l'aiuto psicologico
e eventualmente farmacologico necessario alla paziente per aiutarla a smettere.
? Organizzare incontri successivi: prevedere almeno due visite di seguito,
la prima delle quali nella settimana che segue la data del giorno in cui
la paziente ha smesso.
Le prime tre tappe possono essere effettuate con il dottore che segue la
gravidanza. Le due successive possono essere svolte dallo specialista che
lavorerà in collaborazione con il ginecologo.
SaluteEuropa.it
12/04/2006
Un bell'articolo di Beppe Severgnini
M ontecarlo, pochi passi dal Casino municipale, invaso da orde fotografanti sbarcate dalle navi da crociera. Il locale si chiama Pacific Restaurant Bar & Lounge. Aria minimalista, cibo pure. Poca gente, e quella poca fuma. A sinistra due trentenni inglesi. Lei sigaretta sottile, lui sigaro-obice, ma non sa fumarlo e deve riaccendere continuamente. A destra un uomo solo, parla francese al cellulare: sigaro anche lui, meno grosso ma più puzzolente. Guardo il cameriere. Lui allarga le braccia: Ici il n'ya pas de loi pour ça, «qui non c'è una legge per questo». Tossisco e sorrido: «Viva l'Italia».
Qualcuno dirà: le leggi non servono, basta l'educazione. Errore. L'educazione s'impara, ma occorre che qualcuno la insegni. Se non ci pensano mamma e papà, devono farlo le regole. Il divieto sul fumo nei locali pubblici non solo ha migliorato l'aria di ristoranti e bar, e ha salvato la salute di baristi e ristoratori (a proposito: perché la Confesercenti strillava tanto contro la nuova norma? Mistero). Il divieto ha anche aiutato i fumatori: costretti a piccole ripetute astinenze, molti hanno capito di poter fare a meno della sigaretta. Per lo stesso motivo, sostiene Gianna Schelotto, una norma che stabilisse un ragionevole orario di chiusura dei locali notturni sarebbe d'aiuto ai genitori: l'educazione (nostra, dei figli) è più facile, se la legge dà una mano.
Eppure si sente dire che il ministro della Salute potrebbe cambiare la legge anti-fumo voluta dal predecessore. Voglio essere ottimista: Storace non commetterà un errore del genere. Magari non riuscirà a impedire che i partiti (compreso il suo) decidano i nomi dei primari negli ospedali - una di quelle simpatiche tradizioni per cui gli stranieri strabuzzano gli occhi - ma certo è abbastanza forte da impedire che lobby, porcicomodisti e furbacchioni tolgano alla maggioranza degli italiani una novità che funziona e che piace. Se però la decisione dovesse essere quella di tornare indietro, e trasformare bar e ristoranti in anticamere dei reparti di pneumologia, propongo di cancellare altre norme che abbiamo metabolizzato, e hanno contribuito a migliorare la convivenza in questo Paese.
1)Basta obbligo delle cinture di sicurezza in auto, e del casco sui ciclomotori. Il motto, tanto caro ai liberali da caffé, diventi: «La testa è mia, e me la rompo quando voglio io!». Poco importa che quelle teste rotte (e vuote) poi corrano in ospedale, e pretendano d'essere curate.
2)Eliminare le zone blu (a pagamento) per i parcheggi. Si torni alla tradizionale anarchia delle città italiane, quella che gli stranieri chiamano «pittoresca» (finché non gli bloccano la macchina). Ognuno posteggi come e dove può (a Milano lo facciamo da tempo: qui siamo sempre un passo avanti).
3)Niente più controlli con l'etilometro: se uno riesce a mettere la chiave nel quadro, invece di infilarla nell'autoradio, significa che può condurre un veicolo. Perché guastare le serate patriottiche dei nostri ragazzi (martini bianco e vino rosso finché non restano al verde)? I giovani, in fondo, sono allenati dai videogiochi, dove la strada si muove qua e là. (Quest'approccio tollerante, in parte, viene già adottato: ci sono più auto della polizia in una sera intorno ai locali di Monaco di Baviera che in un mese davanti ai pub della Lombardia).
4)Infine: abrogare la legge sull'elezione dei sindaci. Troppo efficace. Cos'è questa storia che uno vince e l'altro perde? Dove sta il gusto dei negoziati, l'eccitante instabilità delle amministrazioni? (Anche qui, tranquilli: la politica si sta organizzando. Ha cominciato con il proporzionale alle politiche, e prima o poi s'occuperà anche delle nostre città).
Voglio essere ottimista: Storace non commetterà l'errore di tornare indietro
La risposta di Cinzia:
Ecco l?ennesima lamentela del fumatore privato della sua ?liberta?? di avvelenare
il prossimo e il solito e trito ricorso alla descrizione di tutte le altre
forme di inquinamento che ci possono uccidere e per le quali non si fa nulla.
Caro amico, ma da qualche cosa vogliamo almeno cominciare? Dalla sua lettera
sembra che il nostro Paese viva ai tempi del proibizionismo americano e invece,
mi risulta, mi dica lei se sbaglio, che le sigarette e gli alcolici siano
regolarmente e proficuamente venduti. Per non parlare poi della prostituzione,
anche quella ottima e abbondante. La norma che ha introdotto il divieto di
fumare in tutti i luoghi chiusi dal 10/1/05 è stata, senza ombra di dubbio,
l?unica legge varata dall?attuale governo incondizionatamente gradita alla
stragrande maggioranza dei cittadini italiani. Persino tra i fumatori. Una
legge che altri paesi europei ci invidiano e che ha consentito all?Italia,
almeno da questo punto di vista, di potersi vantare di essere un po? più
civile di altre nazioni. Quanto al significato della parola liberta? si potrebbe
scrivere un libro. Io, per esempio, vorrei avere una sanità che funziona,
eliminare le barriere architettoniche, dare un lavoro a tutti i ragazzi disoccupati
e una pensione dignitosa agli anziani, poter ascoltare Biagi alla televisione,
non sentire più parlare di mafia e altra criminalità organizzata, chiudere
le discariche abusive, eliminare dal vocabolario le parole pedofilia e sfruttamento
dei minori ecc. ecc. ecc.
Cinzia Marini Aria Pulita Associazione Nonfumatori
Il viale del tramonto
Sono sinceramente indeciso sul titolo da attribuire a questo testo.
Le mie prigioni o Le memorie di un fumatore o forse, meglio, Il Viale del tramonto.
Sì forse quest'ultimo meglio si adatta a descrivere quella che sarà la fine della Libertà per un popolo, decretata dalle leggi, e soprattutto, da un mondo che tiene conto solo di una cosa: vendere.
Il mio pensiero trae lo spunto immediato dagli ultimi eventi, per i quali un certo sig. Sirchia ha messo in piedi una legge che praticamente vieta il fumo ovunque.
Dopo mesi, anni di martellamento, di settimanali, quotidiani, radio, tv e chi più ne ha più ne metta, ci hanno convinti che il fumo fa male, a te e al prossimo tuo, cosa deprecabile, dannosa, nefasta, mortale, etc. etc., quindi, da vietare.
Non si potrà più fumare se non in privato, praticamente.
Siamo salvi dal fumo questo è quello che conta, potremo respirare a pieni polmoni la salubre aria padana.
Ma le polveri sottili, lo smog, i gas di scarico non fanno male?
Ci dicono che con un po' di targhe alterne, e una marmitta catalica il problema è bell'é risolto, anzi si suggerisce di acquistare auto di grossa cilindrata perché più costose e quindi meno inquinanti.
Comunque, auto non al di sotto dei 150 cv e di velocità superiore ai 250 km/ora, sono consigliate ai giovani per le prime esperienze di guida.
In questo modo si otterranno molteplici risultati: di impegnare le forze dell'ordine (perché non hanno altro da fare) per il controllo della velocità degli utenti, elevando quindi sostanziose multe che fluiranno nelle casse dello stato, il ritiro delle patenti e punti persi ai malcapitati potranno favorire lo sviluppo del lavoro per le scuola guida, e non da ultimo (anzi) incremento per le carrozzerie e per il settore ricambi auto nel caso fortuito di incidente.
Ah, dimenticavo le pompe funebri!
Tanto la colpa si può sempre attribuire ai platani o alle curve assassine, nevvero cari amici giornalisti!
Così intanto, abbiamo dato lavoro a un mucchio di persone, abbiamo venduto un mucchio di cose, auto, giubbotti, radio, telefonia, vivavoce, etc., fiori, casse da morto, opere di beneficenza. Per non parlare dei ciclomotori, catalizzati con il casco, tutto per la sicurezza di chi guida. Però devono viaggiare almeno a 100 km/ora, altrimenti nessuno li vuole (sempre per il benessere delle famiglie).
Ma chi vi ha insegnato questa bella lezione, cari amici italiani e anche non italiani?
Non vedete che vi stanno vendendo l'aria fritta!
Non vedete che non interessa a nessuno se i vostri figli muoiono!
Voi contate solo perché siete dei potenziali clienti, gente che deve essere spremuta!
Voi non siete altro che schiavi di chi vuole vendere qualsiasi cosa. Tutto è indispensabile, non si vive più senza dvd, telefonini con frullatore incorporato, moto, auto, biciclette al titanio, computer per i neonati, antenne satellitari, tv al plasma, e un vibromassaggiatore anale gratis.
Sì, quello lo regalano, così ci si può allenare a prenderlo in quel posto!
Oh, scusate la licenza!
Però il fumo fa male. Quello sì è importante, il cancro vi viene perché lì vicino a voi c'è un povero Cristo che fuma, non perché le auto, le fabbriche, il mondo industrializzato ci ha riempito di cacca tutt'attorno.
Quello va bene, quello non fa niente, è salubre perché produce balocchi, per i polli da spennare.
Così caro, povero Sirchia ti metto insieme alla sig.ra Merlin che ben prima di te si era messa in testa di salvare il Popolo Italiano dal flagello morale della prostituzione. Tutto in nome della salute pubblica.
Così invece dello scolo e della sifilide ci siamo beccati l'Aids. Un vero affare!
Adesso per chiudere il problema vizio, manca solo il terzo uomo. Colui che vieterà il consumo degli alcoolici.
In tal modo saremo visti con invidia e reputati in tutto il mondo come la popolazione più virtuosa, da prendere a fulgido esempio per tutti.
Niente donne, niente fumo, niente grappini.
Che allegria ragazzi!!!
Ma da questo triste viale del Tramonto, non se ne esce, è un senso unico, perché indietro non si torna.
E chi vuol tornare indietro verrà creduto pazzo.
Io voglio tornare indietro, voi non so.
Io voglio essere libero.
Paolo Scanavini Fossanova S. Biagio
Al bar
Entro per comprare il latte.
Sento subito la puzza di fumo e lo dico ad alta voce. Mi guardo intorno e
vedo un signore che fuma tranquillamente nel bar (20 mq circa, almeno 6
persone presenti). Lo invito "cortesemente" ad uscire poichè nel bar non
è consentito fumare. Il gestore del bar scuote la testa e mi dice:"Veramente
la legge è cambiata" Gli rispondo:" La legge la conosco molto bene e non
è cambiata. Sono cambiati i suoi obblighi. Io, in qualità di utente/cliente,
posso protestare e, se necessario, chiamare i carabinieri. Il titolare del
bar diventa muto. Il fumatore, che nel frattempo ha spento la sigaretta ed
è rimasto ad ascoltare le mie parole, si scusa.
06/04/2006
Bastano 4 sigarette al giorno
Dice un detto popolare: ?Bacco, tabacco e Venere riducono l?uomo in cenere?.
Vero o falso? Domandarlo al primario del reparto di Cardiologia ? Utic dell?Ospedale
Civile di San Benedetto, il dottor Guglielmo De Curtis, ci è sembrato cosa
buona e giusta.
Anche per saperne di più sugli eventuali rischi al cuore. Venere non crea
nessun problema, neppure agli ex infartuati. In pratica, il sesso fa bene.
Per quanto riguarda Bacco, un bicchiere di vino, meglio se rosso, combatte
i radicali liberi. Logicamente è vietato abusare. A dispetto della cultura
popolare, l?alcol non è un eccitante ma un deprimente.
Drammatiche, invece, sono le conseguenze del fumo. Basta fumare 4 sigarette
per aumentare del 50% il rischio di infarto. E non c?è differenza tra sigaro
e sigarette. Entrambi minano la salute, come da anni si legge sui pacchetti.
Prevenzione per fumo e alcool
Ragusa. L'uso di alcool e l'abitudine al fumo di tabacco costituiscono per
i paesi occidentali fenomeni di enorme portata dal punto di vista antropologico
e sociale. Sono queste le ragioni che hanno spinto il Sert a portare avanti
un progetto di prevenzione sviluppato nella piena consapevolezza di quanto
sia importante, dal punto di vista sociologico, psicologico, culturale ed
economico, tutto quanto gira intorno a queste due sostanze. E' stata avviata
anche una indagine. Sono stati somministrati dei questionari conoscitivi
agli studenti, alle casalinghe ed agli operai edili durante lo svolgimento
delle conferenze informative del Sert con il sostegno e la collaborazione
degli operatori professionali specificatamente e preventivamente formati.
Hanno risposto in modo soddisfacente 1841 persone di cui 1468 studenti delle
terze classi delle medie superiori, 287 casalinghe e 74 operai edili della
provincia di Ragusa. Gli studenti intervistati risultano per il 49,86% di
sesso maschile e per il 50,14% di sesso femminile. Nella maggior parte dei
casi, stando alle risposte degli intervistati, gli studenti sono cresciuti
in famiglie dove più della metà dei padri era fumatore mentre solo un terzo
delle mamme fumava. I genitori che fumano lo fanno in presenza di figli.
Il 70% degli studenti riferisce inoltre che qualche insegnante fuma a scuola
e di questi più del 40% lo fa in presenza dei ragazzi. Una domanda importante
del questionario era quella in cui si chiedeva la conoscenza dei problemi
provocati dal fumo passivo, in cui è possibile verificare come le numerose
campagne informative sul tema hanno creato un sapere diffuso su un aspetto
per anni sottovalutato. La risposta è stata che quasi la totalità degli studenti,
delle casalinghe e degli operai edili intervistati è a conoscenza del problema
del fumo passivo. Molte erano anche le aspettative sulle motivazioni che
portano ad iniziare l'abitudine al bere e al fumo. Per tutti, la principale
molla che spinge al fumo di sigarette è la curiosità, la voglia di provare.
Al secondo posto tra i motivi indicati troviamo l'imitazione.
motivo in ordine d'importanza.
Giorgio Liuzzo
01/04/2006
Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore nei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i",
piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare
gli
occhi,quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno
battere
il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul
lavoro,chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno, chi non permette almeno una volta nella vita di
fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta
musica,
chi non trova grazia in se stesso;
chi passa i giorni a lamentarsi della proprio sfortuna o della pioggia
incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde
quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede
uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza portera' al raggiungimento di una splendida
felicita'.
Pablo Neruda




