UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








25/02/2006


Con la prevenzione


evitati 100 mila morti

 

Primo studio nazionale sulla
mortalità evitabile. Prevenzione
e stili di vita fondamentali.
Sono almeno 100 mila le vite ?risparmiate?,
dal 1995 a oggi, in Italia, grazie
all?adozione di corretti stili di vita,
al miglioramento delle terapie e all?avanzamento
della diagnostica. Così
si è riusciti a scongiurare, o almeno
rimandare, la morte per infarto,
tumore o altre gravi patologie. Ma si
potrebbe fare di più perché sono
210.000 le morti che si sarebbero potute
evitare solo dal 200o al 2002 e 10
i ?potenziali? giorni di vita persi ogni
anno da ogni italiano tra i 5 e i 69
anni. Lo si legge nel rapporto sulla
?Mortalità evitabile?, presentato dall?
Università di Tor Vergata e l?Istituto
Superiore di Sanità, sui dati di 200
Usl. Lo studio, il primo in Italia, pone
l?accento sull?azione del servizio sanitario
pubblico e l?adozione, da parte
dei cittadini, di corretti stili di vita. Statisticamente
il maggior numero di
morti evitabili si concentra al Nord.
?Ambiente e inquinamento incidono
in misura determinante. Ma ci
vorranno studi mirati per capire le
reali ragioni? spiega Susanna Conti,
direttore dell?Ufficio di statistica dell?Iss.
ADNKRONOS



Al Nord più decessi per cause che potevano essere contrastate
? Piemonte, Val d?Aosta, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e
Sardegna le regioni dove è più facile morire per cause evitabili. In
Marche, Toscana, Liguria, Calabria e Puglia situazione migliore.
? Lotta al fumo, alimentazione corretta, esercizio fisico e moderato
consumo di alcol sono i salvavita, assieme agli screening medici.

21/02/2006

 

Fumata bianca a Westminster.

Dopo mesi di liti e dibattiti il Parlamento
ha approvato ieri sera la cosiddetta "Legge sulla salute" che proibisce il
fumo in tutti i locali pubblici dell'Inghilterra.
A partire dall'estate del 2007 non sarà quindi possibile fumare in ristoranti,
pub, bar, cinema, uffici e altri locali pubblici, mentre l'età minima per
acquistare sigarette sarà alzata dai 16 ai 18 anni.
L'Inghilterra sarà così in linea con le altre "contee" del regno: sia la
Scozia che l'Irlanda del Nord infatti hanno già approvato leggi rigorose
che entreranno in vigore rispettivamente nel marzo 2006 e l'anno prossimo.
Anche il Galles ha approvato un divieto totale "in linea di principio".
Una netta maggioranza di 328 deputati ha approvato il divieto di fumare in
tutti i pub inglesi, mentre un secondo voto sul divieto anche nei club privati
è passato con un margine più ristretto di 200 voti.
Il fumo sarà quindi bandito anche nei celebri "gentleman's club" inglesi,
nonostante il sostegno dato dallo stesso ministro della Sanità, Patricia
Hewitt, a una proposta di compromesso che avrebbe permesso il fumo in tutti
i club e le associazioni private per «bilanciare la tutela della salute pubblica
con il rispetto per le libertà individuali».
I deputati hanno scelto il divieto totale, la soluzione più drastica e anche
più facile da far rispettare. Abbandonata perché troppo difficile da mettere
in pratica anche la prima proposta del Governo, annunciata lo scorso anno
nel Manifesto elettorale laburista, che avrebbe permesso il fumo solo nei
bar e pub che servono alcol e bevande ma non cibo. L'idea caldeggiata dall'allora
ministro della Sanità John Reid, attuale ministro della Difesa, aveva suscitato
forti critiche ed era stata accusata di «non tutelare a sufficienza la salute
degli inglesi».
Il Governo, constatate le profonde divisioni sull'argomento all'interno del
partito laburista, ha concesso ieri un voto libero, secondo coscienza, ai
suoi deputati, evitando un ennesimo potenziale imbarazzo per il premier Tony
Blair.
Stando ai sondaggi, la maggioranza degli inglesi è favorevole a bandire del
tutto il fumo dai locali pubblici. Persino l'associazione che rappresenta
i bar e i produttori di birra, la British Beer and Pub Association (Bbpa),
si era schierata a favore di un divieto totale, sostenendo che escludere
i club privati avrebbe dato loro un "ingiusto vantaggio competitivo" penalizzando
i pub.
Nella Repubblica d'Irlanda, dove il fumo è bandito da due anni, i pub hanno
registrato un calo del 15% delle entrate. La Bbpa ha detto di attendersi
un impatto negativo simile in Inghilterra quando il divieto entrerà in vigore
il prossimo anno.


17/02/2006

Fumo e psoriasi

Fumo a fior di pelle

La psoriasi è una malattia su base autoimmune, caratterizzata dalla presenza
di placche cutanee. Clinicamente non è una patologia particolarmente grave
e,anche se non si arriverà mai a una guarigione completa, le terapie a disposizione
sono efficaci nel tenerne sotto controllo l?andamento. L?insorgenza della
psoriasi sembrerebbe dovuta a componenti genetiche, comportamentali e ambientali,
ma vi è una serie di fattori che ne influenzano il decorso. In particolare,
il fumo rappresenta un noto fattore di rischio, ma ancora non è stato accertato
il rapporto tra la quantità di sigarette fumate e la severità clinica della
malattia. Uno studio italiano, condotto presso l?Istituto Dermopatico dell?Immacolata
a Roma, e pubblicato sugli Archives of Dermatology, si è occupato di valutare
l?associazione tra i diversi aspetti dell?abitudine al fumo e l?andamento
della patologia.

Fumo e psoriasi
Lo studio ha coinvolto poco più di 800 pazienti ricoverati presso l?istituto
romano e l?andamento della psoriasi è stato valutato mediante l?indice PASI
(Psoriasis Area and Severity Index), che definisce la gravità della malattia
in relazione all?estensione dell?area coinvolta. Per quanto riguarda l?abitudine
al fumo è stata presa in considerazione l?età alla quale si è cominciato
a fumare, quella in cui, eventualmente, si è smesso, il numero di sigarette
fumate al giorno e il numero di anni durante i quali si è fumato. Sono quindi
stati definiti 3 gruppi: fumatori, non fumatori (nel senso che non hanno
mai fumato) ed ex fumatori (coloro che avevano smesso di fumare da almeno
un anno al momento dello studio). Inoltre, per ogni paziente è stato valutato
il grado di distress psicologico, il consumo di alcol, l?indice di massa
corporea, la storia familiare di psoriasi e la durata della malattia.

È meglio smettere
Tra i fumatori, lo studio ha evidenziato uno stretto legame tra il numero
di sigarette e la gravità della malattia. In particolare, chi fuma più di
20 sigarette al giorno sembra essere soggetto a un rischio due volte maggiore
di soffrire di psoriasi in forma grave, rispetto a coloro che ne fumano ?solo?
dieci. Inoltre, sembra che a influire maggiormente sull?andamento della malattia
sia l?intensità del vizio, cioè il numero di sigarette fumate, piuttosto
che la durata, cioè da quanto si fuma; il rischio maggiore, tuttavia, si
riscontra in chi fuma di più e da più tempo. Un?analisi dei dati sulla base
del sesso, ha, inoltre, evidenziato una suscettibilità maggiore nelle donne.
Infatti, se per gli uomini la storia familiare rappresenta un importante
fattore prognostico per la malattia, per quanto riguarda il sesso femminile,
le fumatrici aumentano di circa il 72% il rischio di psoriasi in forma grave,
rispetto a chi non ha mai avuto il vizio delle sigarette. La conclusione
degli autori è che, alla luce delle nuove scoperte, e cioè dello stretto
legame tra sigarette e gravità della psoriasi, una diagnosi di questa patologia
dovrebbe sempre essere accompagnata dalla decisione di smettere di fumare,
da subito.

Ombretta Bandi

Ancora Legge sul fumo


 A un anno dall?introduzione della famigerata Legge Sirchia, una
tavola rotonda di esperti fa il punto sulla situazione fumatori in Italia,
rivelando risultati sorprendenti: 500.000 italiani hanno abbandonato il vizio
della sigaretta e 9 connazionali su 10 sono d?accordo con il divieto di fumo
nei locali pubblici.
L?ultima indagine condotta dalla Doxa dà un ritratto dell?umore del paese
molto rassicurante: l?86,8% dei cittadini è favorevole al divieto di fumare
nei posti di lavoro, e addirittura il 90,4% è a favore del divieto nei bar
e ristoranti.

D?altro canto questo divieto sembra aver dato vita a nuovi scenari nel rapporto
tra le persone e i luoghi pubblici: una maggiore apertura, una riapproriazione
di tutti gli ambiti di socializzazione, come fa notare Francesco Morace,
sociologo e direttore del Future Concept Lab: «Indagini recenti segnalano
come il 9,6% della popolazione frequenti più volentieri i locali pubblici
dopo l?arrivo della legge. Aumenta la propensione a smettere, i locali smoke
free piacciono. Si spende di meno nel tabacco e di più nella terapia sostitutiva
della nicotina».

I dati fin qui esposti evidenziano quanto sia alta la propensione degli italiani
e degli europei ad abbandonare definitivamente il fumo, aiutati da una legislazione
che sarà sempre più severa ed estesa a livello europeo, dalla volontà dei
singoli e dall?aiuto dei presidi antitabagismo.

 

Legge sul fumo
ottima cosa
Almeno una legge del
governo Berlusconi è stata
una ottima legge, apprezzata
e rispettata da tutti gli
italiani. Parlo di quella che
relega il fumo passivo nella
preistoria. Solo per questa
legge avrei dato il voto a
Berlusconi, se non ne avesse
cacciato l?autore, l?ex
ministro Sirchia, sostituendolo
con il governatore
uscente (e perdente) dalle
regionali del Lazio, come
per rimangiarsi la sola cosa
fatta veramente per il
popolo. UNA LETTRICE


15/02/2006

 

G.B.:PARLAMENTO APPROVA

DIVIETO FUMO IN LOCALI PUBBLICI 
 
Il Parlamento di Londra ha approvato una legge che impone di divieto di fumo
in gran parte dei locali pubblici d'Inghilterra. Una iniziativa in linea
con decisioni analoghe assunte dai Parlamenti regionali di Irlanda del Nord,
Scozia e Galles. Il divieto, che entrera' in vigore nella seconda meta' del
2007, varra' per pub, bar, locali privati, ristoranti e luoghi di lavoro.
Per i trasgressori e' prevista una multa fino a 2.500 sterline, pari a 3.650
euro.
Il provvedimento, passato con 384 voti a favore e 184 contrari alla Camera
dei Comuni, dove i parlamentari sono stati lasciati liberi di votare secondo
coscienza, imporra' cambiamenti drastici nello stile di vita degli inglesi.
Sebbene il vizio del fumo sia molto diffuso in Gran Bretagna -un adulto su
quattro e' fumatore- in un sondaggio condotto l'anno scorso emerse che il
70 per cento degli intervistati era a favore del divieto.
Negli anni Ottanta il governo di Londra fu tra i primi in Europa a lanciare
campagne contro il fumo, imponendo che sui pacchetti di sigarette fossero
stampati avvisi sugli effetti nocivi della sigaretta e aumentando la tasse
sui tabacchi: oggi il prezzo di un pacchetto di sigarette in Inghilterra
oscilla, in controvalore sulla sterlina, dai 7,50 agli 8,60 euro.
Il testo varato oggi in Parlamento, dopo mesi di dibattito su cui ha tentato
di influire la lobby delle multinazionali del tabacco, e' piu' restrittivo
rispetto ad altre due proposte presentate e che prevedevano il divieto o
nei locali in cui si serve il cibo o soltanto nei pub e non nei locali privati.
Ma un divieto parziale avrebbe messo la normativa in Inghilterra in contrasto
con quelle approvate dai Parlamenti regionali.
L'Irlanda del Nord ha gia' approvato una legge che introduce il divieto da
aprile 2007, mentre in Scozia entrera' in vigore dal prossimo marzo. Gli
altri Paesi europei in cui e' vietato fumare nei locali pubblici sono Italia,
Irlanda, Norvegia, Malta, Svezia e Spagna. (AGI) 
 


Smokebusters

Dopo un anno di attività nell'ambito dell'"Operazione Smokebusters" si è
deciso di fornire agli utenti un ulteriore servizio con lo "Sportello HELP"
338 3912 565 dedicato a chi vuole vedere rispettato il diritto a respirare
aria pura in ufficio o in fabbrica, in discoteca, al  bar o ristorante. Il
numero e' attivo da lunedì a venerdì, dalle 9 alle 13.


Nuovo aumento per le sigarette

Roma.  Non c'è pace per i fumatori. Da una parte i divieti che ormai consentono
di fumare soltanto in casa e per strada (marciapiedi lastricati di cicche),
dall'altra i continui rincari che vanno ad incidere sui portafogli già sacrificati.
E oggi scatta il sesto aumento, scaglionato tra le diverse marche, applicato
negli ultimi tre mesi. Si tratta di un aumento di 10 cent per alcune tipologie
di sei diversi marchi, tra cui le diffusissime Marlboro, Merit e Philip Morris.
Per le Marlboro l'aumento di prezzo riguarda: le Gold, le Ks, le Blend, le
Med, che passano da 3,80 a 3,90 euro; le mentolo salgono da 3,30 a 3,40 euro;
le 100s, passano da 3,85 a 3,95 euro. Nella fascia immediatamente inferiore
il rincaro porterà il prezzo da 3,70 a 3,80 euro per le Merit bianche, blu
e gialle, per tutte le Multifilter, per le Muratti e per le Philip Morris
Blu e One. Salgono da 3,75 a 3,85 le Philip Morris 100s. L' aumento riguarderà
anche le Chesterfield (da 3,30 a 3,40 euro).
In tutti i casi si tratta di un rincaro di 10 cent il pacchetto. E per un
fumatore che consuma circa 20 sigarette al giorno, questo si tradurrà a fine
anno in un maggiore esborso di circa 36,5 euro.Intanto ieri il centro studi
Ref, ha reso noto i risultati del proprio osservatorio trimestrale.
Nonostante un calo di vendite di circa il 6 per cento, pari nel complesso
a 6 miliardi di sigarette in meno fumate nel 2005, il gettito erariale -
proprio per i continui aumenti - non ne ha risentito: il fisco ha comunque
incassato il 3,5% in più (circa 400 milioni di euro) L' aumento del prezzo
delle sigarette è considerato dal Ref una delle due principali ragioni della
riduzione del consumo che negli ultimi tre anni ha subito una riduzione pari
a 10 milioni di chili, cioè il consumo annuale di una regione come il Lazio
o come la Sicilia. Il calo nel solo 2005 è stato di circa 6 milioni di chili.
La stima è che 3,5 mln venduti in meno sono dovuti alla legge Sirchia ealtri
2,5 mln di chili di contrazione legate alla disaffezione per l' aumento del
prezzo.

10/02/2006

Il fumo aumenta il grasso

su addome e fianchi

9 Febbraio 2006 saniNews -

Chi ritiene che fumare aiuti a non prendere peso commette un grave
errore.
Uno studio inglese dimostra infatti che i fumatori hanno valori di girovita
più elevati e fianchi più larghi rispetto agli ex fumatori e a chi non ha
mai fumato.

La ricerca ha coinvolto 21828 uomini e donne dai 45 ai 79 anni e ha dimostrato
un?effettiva correlazione tra fumo e distribuzione del grasso corporeo.
Nonostante fumare sia associato ad un più basso indice di massa corporea
(BMI), la sua correlazione con una maggior adiposità addominale riflette
le conseguenze metaboliche che comporta.

Alla luce delle evidenze scientifiche riguardanti gli effetti negativi dell?obesità
addominale, risulta quindi evidente come il fumo rappresenti, anche sotto
questo aspetto, un importante fattore di rischio per la salute.

I risultati dello studio indicano anche che chi ha fumato intensamente o
per molto tempo ha bisogno di un periodo più lungo rispetto agli altri fumatori
per riportare la circonferenza addominale ai livelli dei non fumatori.


09/02/2006

 
Quei bruciori nel torace

Malattia da reflusso È colpa dei succhi gastrici acidi che risalgono nell'esofago

di Giovanni Cammarota *
Il 15-20% della popolazione generale è affetta dalla malattia da reflusso
gastro-esofageo, una delle condizioni cliniche di più frequente riscontro
nella pratica clinica, caratterizzata dall'esposizione della mucosa esofagea
all'acido dello stomaco e ad altri suoi secreti. La gravità dei sintomi è
correlata alla quantità di acido refluito dallo stomaco nonché alla frequenza
e durata dell'esposizione.
Obesità, dieta ricca di acidi grassi, caffeina, cioccolato, abuso di alcol
e fumo di sigaretta, stress, giocano un ruolo importante. La sintomatologia
di solito è rappresentata da pirosi (bruciore) retrosternale, rigurgito,
ipersalivazione, eruttazioni, disfagia (difficoltà a deglutire); a volte
però è costituita da quadri atipici con dolore toracico, laringiti, tosse
cronica, asma, polmoniti ab ingestis che possono addirittura simulare patologie
extraesofagee, simil infartuali.
I trattamenti più efficaci sono quelli che inibiscono la produzione di acido
gastrico con i cosiddetti "inibitori della pompa protonica" (IPP), considerati
i farmaci di scelta per efficacia e sicurezza. Solo il 15% dei pazienti con
reflusso esofageo presenta una esofagite erosiva. In questi casi il primo
obiettivo è far guarire la lesione della mucosa esofagea e, poi, di mantenere
la remissione dei sintomi e prevenire ulteriori complicazioni (ad esempio
stenosi esofagee, esofago di Barrett o, addirittura, l'adenocarcinoma esofageo).
Per tutti gli altri pazienti con sintomi da reflusso in assenza di danni
alla mucosa (non-erosive reflux disease, NERD) gli inibitori di pompa si
sono dimostrati efficaci nel ridurre i sintomi soltanto nel 50-60% dei casi.
In genere questi pazienti inizialmente sono trattati con dosi crescenti di
IPP e, successivamente, con farmaci alternativi come i farmaci pro-cinetici.
Una delle ragioni per cui i pazienti con reflusso non erosivo possono non
giovarsi degli inibitori di pompa risiede nel fatto che, oltre all'acido
cloridrico secreto dallo stomaco, altri fattori possono essere causa dei
sintomi, ad esempio un reflusso "non-acido" e le sindromi gastrointestinali
cosiddette "funzionali".
Tecnologie sofisticate introdotte di recente per la diagnosi, quali i trasduttori
pH-metrici e l'impedenziometria, mostrano realmente quel che accade dentro
l'esofago e hanno permesso di avvalorare l'interessante ipotesi del cosiddetto
"esofago ipersensibile", che apre nuove possibilità nell'interpretazione
dei sintomi, nell'approccio terapeutico e nella comprensione dei pazienti
che non rispondono alle tradizionali terapie.
* Ist. di Medicina Interna, Pol. Gemelli, Roma


08/02/2006

ANCORA FUMO A TEATRO !

Ieri sera sono stato a teatro, al teatro Argentina, a Roma, a vedere " Il silenzio " di Pippo Del  Bono ".

Si potrebbe parlare molto a lungo di questo spettacolo, delle sue spesso gratuite provocazioni, quali dileggiare la Chiesa, la Madonna, etc, etc. A questo autore riconosco la genialita' nel saper raccontare con personaggi, suoni ed immagini, in un modo che ricorda da vicino Carmelo Bene ed i films di Fellini. Quindi applausi, tutto sommato.

Non gli perdono pero' due cose : Una ignobile e gratuita scena di nudo integrale, con un travestito ( o forse era una donna, il dubbio permane ) che ostenta il suo pube ricciuto, per giunta illuminato a piu' riprese da una torcia elettrica.

Inutile, penoso, disgustoso.

La seconda cosa che non posso perdonare a Pippo Del Bono e' che per ben due volte ha fatto fumare in scena un povero nano. Anche qui era inutile fargli accendere la sigaretta e fargliela fumare, in barba a tutte le leggi sul fumo in teatro e sulla protezione della salute dei non fumatori. E' stata solo un' ennesima provocazione, gratuita, da guitto.

Piu' volte sono stato sul punto di alzarmi in piedi e di gridare : spegnete quella sigaretta ! Mi ha trattenuto solo il fatto che ero in compagnia di diversi amici e non ho voluto rovinare loro la serata.

Possibile che nessuno sia intervenuto ? Il teatro era pieno, soprattutto di giovanissimi, dato il tenore dello spettacolo. Ottimo esempio continuiamo a dare ai giovani.

PIPPO; VERGOGNATI !!!

 

Droghe: rischioso considerarle uguali


Tutti i politici sono ladri. Tutti i musulmani sono
integralisti. Tutte le donne sono troie. Tutti gli uomini
sono mandrilli. Tutte le droghe sono uguali. Le prime
quattro affermazioni sono palesemente imbecilli. La quinta,
altrettanto assurda, è diventata legge dello Stato italiano.
Così stabilisce la nuova norma sugli stupefacenti. Che
è stupefacente. Perché ci vuole una bella faccia tosta, oppure
un?ignoranza crassa, per sostenere che farsi uno spinello
sia come farsi una pera. Ma siamo in campagna elettorale,
e anche i provvedimenti più demagogici, come questo,
vengono presentati come fulgido esempio di difesa della
salute pubblica. Ci saranno cittadini che applaudiranno:
bravi, linea dura contro la droga, è così che si fa! Magari
fosse così semplice. Sono il primo a chiedere ? anzi, a pretendere
? che si usi il pugno di ferro contro gli spacciatori,
trafficanti di morte. E sono il primo a detestare qualunque
forma di sostanza che alteri la lucidità mentale. Il cervello
umano è un dono di Dio così prezioso che rovinarlo con
porcherie è un delitto. Per non parlare
del corpo: San Paolo ammoniva
che ?è un tempio, e come tale va
rispettato?. Ma equiparare la cannabis
all?eroina è non solo fuorviante,
ma anche pericoloso. Per i giovani
innanzitutto. È un?istigazione a usare
le droghe più pesanti. Se non c?è
più alcuna differenza tra di loro, un
ragazzo che si fa una canna potrà
essere invogliato a impasticcarsi, a
sniffare, a bucarsi.
Tanto cosa cambia? Le droghe sono
uguali, le sanzioni per il loro utilizzo
pure? E un ragazzo che una
sera, con gli amici, ha voluto dare un
tiro a uno spinello rischierà di vedersi
la patente ritirata, il passaporto
sospeso e, se recidivo, di essere
costretto a presentarsi alla polizia
due volte la settimana. Potrà avere la
vita rovinata. Dovrebbero saperlo i
numerosi politici che in pubblico
fanno i moralisti, mentre in privato
si fanno le canne. Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini
hanno recentemente avuto il coraggio di ammettere di
essersi spinellati da ragazzi. Se li avessero beccati, e la legislazione
di allora fosse stata come quella che ci si appresta
a introdurre, forse non sarebbero diventati i leader che
sono, ma due poveretti che entrano ed escono da tribunali
e commissariati. Con i giovani, creature in formazione,
non si scherza. Non li puoi traumatizzare, criminalizzare,
distruggere per una debolezza. La strada da percorrere per
lottare contro la droga è tutt?altra. Bisogna avere la determinazione
di colpire i trafficanti, soprattutto i grandi,
anziché infierire sull?anello più debole della catena, gli
adolescenti in cerca di sensazioni nuove. A loro va spiegato,
sin dalla scuola, che la droga fa male. Come le sigarette.
Come l?abuso di alcol. Che farsi non è da fighi, ma da
deboli. Da frustrati. Da sfigati. E vanno educati a seguire
modelli positivi: sportivi, cantanti, attori, personaggi televisivi
che aborriscono tutto ciò che fa male al corpo e alla
mente. Anche perché chi ama e rispetta se stesso sarà più
portato a rispettare gli altri. Ma che razza di modello è chi
tuona contro gli spinelli e poi si fa vedere con la sigaretta
in bocca?

06/02/2006

Fumatrici, peggio della morte



La scritta che trovo sul pacchetto di sigarette mi riesce nuova e per certo
verso sorprendente. In positivo, una volta tanto. Dice: «Il fumo invecchia
la pelle». Ecco, alle minacce tremende di morte, di chi fuma e di chi gli
sta accanto, si sostituisce un garbato avvertimento: badate, soprattutto
voi signore fumatrici, che ogni sigaretta toglie un tot di freschezza e di
giovinezza alla vostra pelle. Potrebbe avviarsene un approccio diverso con
chi fuma, offrirgli con discrezione indicazioni affettuosamente utili. Se
ne può proporre già qui qualcuna, a titolo altruisticamente gratuito. Restando
in orbita, «il fumo fa venire le rughe», che varrebbe a circostanziare meglio
gli effetti nocivi sulla pelle; o anche: «il fumo moltiplica le zampe di
gallina». Con tutto quel che normalmente si spende per togliersele, rughe
e zampe di gallina, vogliamo vanificare l'effetto di creme e stiramenti mettendoci
a fumare? Si può continuare: «fumare fa cadere i capelli» toccherebbe un
tasto dolente, e in questo caso per i maschi ancor più che per le donne.
O, tornando alle signore, «il fumo appassisce le labbra», «fumare intorpidisce
il collo», e così via. Un ampio campionario di malanni per così dire estetici
potrebbe spaventare più della secca minaccia di morte. È risaputo che tanti
di noi sceglierebbero di morire piuttosto che sopravvivere alla decadenza
del proprio corpo. (Giuseppe Rosato)

01/02/2006

Il pentimento del berlusca

Ieri sera Berlusconi a Porta a Porta ha messo nell' elenco
di meriti del suo governo,
"i 2000 italiani in meno che moriranno di cancro ai polmoni a causa del fumo",
 testuali parole.

Mi pare un bel pentimento da parte di chi , subito dopo l' approvazione della legge contro il fumo passivo,  ha messo alla porta Sirchia per sostituirlo con Storace e le sue sigarette sempre accese.

E' inquietante  pero' constatare, che l' unico dei politici attualmente in corsa, che ha
la capacità di pronunciare una frase del genere sia  proprio e solo Berlsconi....

 

 

NEL MONDO 8 MILIONI DI BEBE'

NASCONO CON DIFETTI DI SVILUPPO
 
ROMA - Sei neonati ogni 100 nel mondo, ovvero otto milioni di bambini l'anno, nascono con gravi difetti di sviluppo, causa di morte e disabilità per cause genetiche, mentre altre centinaia di migliaia di bambini nascono con gravi difetti imputabili a fumo, alcol, carenze nutrizionali e altre condizioni in gestazione.

L'allarmante dato emerge da un rapporto mondiale redatto da 'March of Dimes', organizzazione no-profit americana e presentato da Jennifer Howse, presidente dell'associazione. Il rapporto, titolato "March of Dimes Global Report on Birth Defects: The Hidden Toll of Dying and Disabled Children", denuncia che questo fardello, che grava in gran parte sui paesi in via di sviluppo dove si registrano rispettivamente il 94% dei casi di difetti congeniti e il 95% dei decessi per questo motivo, potrebbe essere alleggerito se solo si adoperassero semplici strumenti di prevenzione, educazione alle gestanti, colloqui con le coppie geneticamente a rischio, diagnosi prenatale.

Dal rapporto, che contiene dati riguardanti 193 paesi, emerge che almeno 3,3 milioni di bambini sotto i cinque anni muoiono nel mondo ogni anno a causa di questi difetti congeniti, e di tutti quelli che sopravvivono 3,2 milioni saranno mentalmente o fisicamente disabili a vita.

I difetti di natura genetica più diffusi sono difetti cardiaci congeniti (1.040.865 nascite nel 2001), difetti di sviluppo del tubo neurale (323.904), talassemia, anemia mediterranea e altri difetti legati all'emoglobina (307.897), sindrome di Down (217.293).

Ma nel rapporto si è volutamente trascurato il problema di centinaia di migliaia di altri bimbi che ogni anno nascono con difetti dovuti a problemi successivi al concepimento, per esempio a causa di consumo di alcol (sindrome feto-alcolica) e fumo della donna in gravidanza, rosolia o sifilide o ancora carenze nutrizionali (per esempio di iodio) della gestante.

Mortalità e disabilità per difetti congeniti, denuncia il rapporto, potrebbero essere ridotti fino al 70% con interventi praticabili quali l'integrazione della dieta della gestante con acido folico (previene i difetti del tubo neurale), sale iodato (contro deficit di sviluppo da ipotiroidismo), vaccinazioni contro la rosolia nelle donne prima che inizi l'età fertile; mentre quelli di natura genetica potrebbero essere ridotti con screening genetici per individuare coppie a rischio e test di diagnosi prenatale.

Il rapporto, ha concluso la Howse, lascia emergere per la prima volta il grave prezzo da pagare in termini di vite umane e costi per la sanità pubblica nella gestione di disabilità permanenti e denuncia che pochi fondi ancora sono destinati alla prevenzione di questo problema nel mondo.  
  




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