UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








22/12/2005

Domattina parto per trascorrere il Santo Natale in famiglia. Rientro a Roma tra una settimana circa.

Prima di partire voglio augurare nuovamente a tutti voi

BUON NATALE

e

FELICE ANNO NUOVO !

Non lascia fumare i clienti

Ristoratore viene aggredito


Minacciato, insultato poi aggredito perchè non li lascia fumare nel suo ristorante.
E' successo al «Grilli», il noto ristorante di via Cottolengo.
Finita la cena e chiesto il conto, due uomini sui 40 anni e le loro giovani
compagne hanno chiesto di poter fumare una sigaretta, «tanto siamo rimasti
solo noi» hanno aggiunto i quattro. Di ben altro parere il ristoratore, Antonio
Grilli, che ha risposto con un «no» secco, indicando il cartello sulla parete
con la scritta «Vietato fumare».
Furioso, uno dei due uomini si è alzato di scatto e ha strappato il cartello
dalla parete: «Adesso non ci sono più problemi», ha ribadito. Sono seguite
parole forti, insulti e minacce, poi il cliente è passato ai fatti scagliandosi
contro il ristoratore. Quindi è iniziato il tiro al bersaglio, di piatti
e bicchieri, contro l'albero di Natale. A quel punto il ristoratore, Antonio
Grilli, ha chiesto l'intervento della polizia, mentre i quattro si allontanavano
velocemente su un'auto di grossa cilindrata (forse una Ferrari).
In via Cottolengo è intervenuta una squadra «volante» che ha soccorso il
ristoratore e preso atto dei danni agli arredi provocati dai clienti. Raccolti
numerosi e importanti elementi sui quattro, compresi i dati dell'auto sulla
quale si erano appena allontanati, è stata avviata un'indagine alla quale
sta collaborando anche la Squadra mobile. I reati di cui dovranno rispondere
i quattro clienti, quanto meno uno di loro, sono di minacce gravi («ti manderò
presto un controllo della Guardia di finanza»), percosse, lesioni personali
e danneggiamento aggravato. \


21/12/2005

Spagna: fumo vietato

al lavoro e nei locali


Il Parlamento spagnolo ha approvato ieri la Legge del Tabacco che vieterà
il fumo non soltanto in tutti i luoghi di lavoro, ma anche nei bar e ristoranti,
a partire dal primo gennaio prossimo. La legge, che riconosce che il consumo
di tabacco è la prima causa di mortalità in Spagna, regola anche la vendita,
il consumo e la pubblicità dei prodotti del tabacco. Dal primo gennaio sarà
vietato fumare in tutti i luoghi di lavoro sia pubblici che privati a meno
che non siano all'aria aperta. Nei bar, ristoranti ed altri locali aperti
al pubblico la legge consente tuttavia alcuni margini di tolleranza. Nei
luoghi di superficie inferiore ai cento metri si lascerà alla proprietà la
libertà di decidere se sono per fumatori oppure no: in ogni caso si dovrà
informare chiaramente i clienti all'entrata. Nei locali di più di 100 metri
quadrati, invece, il fumo sarà vietato ma si potranno riservare ai fumatori
aree separate, a patto che queste non eccedano il 30 per cento della superficie
totale dell'ambiente. Il ministro della Sanità Elena Salgado ha affermato
che con questa legge la Spagna, dove i fumatori sono il 30 per cento della
popolazione, si unisce ai Paesi che guidano la lotta contro il tabacco in
Europa.

19/12/2005

Philip Morris non pagherà

multa sigarette light


La sentenza emessa dalla Corte Suprema dell'Illinois Philip Morris non pagherà multa miliardaria Causa sigarette light, il colosso del tabacco assolto in appello: era stato condannato in primo grado a pagare 10,1 miliardi di dollari 

NEW YORK (USA) - Vittoria cruciale per la Philip Morris. La Corte Suprema dell'Illinois ha infatti ribaltato questa mattina la sentenza emessa in primo grado nel 2003 contro l'azienda. Nel marzo del 2003, il colosso del tabacco era stato condannato a pagare 10,1 miliardi di dollari con l'accusa di avere indotto il pubblico a ritenere che le sue sigarette "light" fossero meno dannose di quelle regolari. Il massimo organo
 
 
giudiziario dello Stato invece ha ribaltato questa sentenza. La Philip Morris quindi non dovrà più pagare la multa.

LA MOTIVAZIONE - Secondo i giudici dell'appello la Federal Trade Commission permetteva in modo esplicito alle aziende di caratterizzare le proprie sigarette come «light» ("leggere) e «low tar» ("a basso contenuto di catrame), quindi Philip Morris non ha abusato della fiducia dei consumatori.
La vittoria alla Corte Suprema è fondamentale per l'azienda che possiede il marchio Philip Morris (la Atria) che ora potrà lasciarsi alle spalle i suoi problemi legali e procedere allo scorporo della divisione Krafts Foods dalle attivita' internazionali del tabacco. Un progetto questo già annunciato a più riprese ma mai effettivamente attuato proprio a causa delle incognite legali che gravavano sul futuro dell'azienda. Il titolo ha subito reagito con un rialzo del 5% in borsa e secondo Bonnie Herzog, analista del comparto del tabacco presso Citigroup Investment Research, il titolo potrebbe apprezzarsi ulteriormente di un altro 5% nel corso deio prossimi giorni. Nel corso dell'ultimo anno, le quotazioni del colosso hanno guadagnato il 22%, segno che gli investitori avevano investito sulla vittoria in tribunale e sul conseguente scorporo della divisione Kraft Foods.
15 dicembre 2005
 

G.Bretagna: fumo

vietato agli under 18

 

Il governo britannico intende aumentare l'età minima legale per poter acquistare
sigarette, passando dai 16 18 anni, in modo da scoraggiare tabagismo tra
gli adolescenti. Lo ha annunciato una portavoce del ministero della Sanità.
Secondo The Independent on Sunday, la prevista misura mira ad accontentare
i deputati delusi dal compromesso recentemente accettato dal Governo sul
divieto di fumo nei luoghi pubblici, che ha permesso degli "sconti" per club
e pub. Per Deborah Arnott, direttrice del gruppo Action on smoking and health,
aumentare l'età limite «non impedirà procurarsi sigarette. Le misure più
efficaci sono quelle che riguardano tutta la popolazione, in modo che tutti
smettano di fumare».


17/12/2005

Oggi e' il mio compleanno !

Con l' occasione voglio augurare a tutti voi

BUON NATALE

e

FELICE ANNO NUOVO !

Quando incontri un fumatore


Quando incontri un fumatore che fuma in un posto in cui e' vietato fumare... lascialo continuare a fumare
questa è la vendetta piu' efficace  che tu possa scegliere contro di lui !
L''importante però è stare molto lontani da lui !!!

16/12/2005

Gianfranco Funari
in un programma tv

ROMA - Provocazioni e battute-shock sono sempre state il suo pane quotidiano, ciò su cui s'è costruito una carriera. Ma stavolta la politica, l'economia, la televisione, sui obiettivi consueti, non c'entrano. Gianfranco Funari stavolta parla di sé, e nel modo più drammatico. "Sto morendo, ma mi auguro di poter morire con tanta serenità da poter sottrarre a mia moglie con un sorriso il dolore che le provocherò". Così il conduttore in un'intervista in onda nel corso della prossima puntata di Il senso della vita, il programma condotto da Paolo Bonolis in onda il giovedì alle 23.30 su Canale 5.

Funari racconta l'esperienza che lo ha già portato vicino alla morte e lancia un appello ai giovani perché evitino di fumare: "Ho cinque by pass, ragazzi, vi prego, non fumate. Un grande chirurgo mi ha detto che mi deve riaprire. Non fumate! Ve lo dice uno che fuma perché già mi sono giocato la vita". Poi, un consiglio: "Se avete tra i 45 e i 50 anni, e siete stati fumatori, fate un doppler alle carotidi. Il ministero della Sanità non lo rende obbligatorio perché costa troppo, ma voi fatelo".

E' certo questo il momento più significativo di una lunga chiacchierata (la "fotointervista", appuntamento fisso del programma di Bonolis in cui, al posto delle domande, all'ospite vengono mostrate alcune immagini da commentare) in cui Funari affronta, però, anche altri argomenti. L'uso del preservativo, ad esempio: "Bisognerebbe diffonderlo per evitare che nascano bambini che poi muoiono di fame", ma anche perché "è anche un gesto di civiltà per se stessi e per il partner, perché i figli devono nascere quando i genitori lo decidono".


Un accenno anche alla Tav con particolare attenzione alla protesta degli abitanti della Val di Susa, "se il Presidente della Repubblica invita a fare una certa cosa e questa non si fa, o si strumentalizza politicamente o non si ha una buona informazione".

Poi, il ricordo di alcuni dei suoi programmi, come A bocca aperta ("E' stato un grande successo ma non mi hanno permesso di fare una discussione politica con la gente comune) e i complimenti a Giovanni Minoli, "un direttore che avuto coraggio: venti giorni fa, a chi ha chiesto perché Funari fa tanti ascolti, ha risposto 'perché è meglio di tutti'. Se lui diventa direttore generale la metà di quelli che ci stanno vanno a fare il concorso all'Atac".

Se la prende con Angelo Guglielmi, ex direttore di RaiTre e cita un'intervista che, dice, gli ha dato "tanto dolore": "Nel parlare di censurati ha fatto il nome di Santoro, Biagi, Luttazzi e Chiambretti, mentre a me, che mi ero reso disponibile a 400 mila lire a puntata, non mi ha nominato".

E guardando una foto che ritrae Michele Santoro e Adriano Celentano durante la prima puntata di Rockpolitik commenta: "Non è possibile che Santoro faccia come gli pare: lo licenziano dalla Rai e prende lo stipendio. Fa l'eurodeputato, dice che si è stufato e torna in Rai. Poi parla a quell'altro di conflitto d'interessi". Ammette che il programma di Celentano, che dice di "adorare", gli è piaciuto.

Funari ironizza sui nuovi fenomeni mediatici, e di Loredana Lecciso dice: "Sta in tv, tu spegni la televisione ma lei rimane lì. Come fa?", e poi, riferendosi alle liti con Al Bano, ipotizza un nuovo duetto musicale in famiglia, come è già accaduto con Romina Power: "Romina giocava in difesa con la classe, lei gioca con la coscia. Forse però canteranno insieme".

Qual è per lui il senso della vita? "La vita medesima che è un dono enorme". Poi, bisogna "tentare sempre di non fare del male agli altri". A chiudere la classifica, i piaceri: "mi sono sempre piaciuti e me li sono goduti tutti e se in paradiso danno l'ergastolo, io lo prendo". L'ultimo pensiero è per Morena, alla quale è legato da sette anni, ma che conosce sin da bambina: "I miei sette anni con lei equivalgono a 21, perché non mi ha lasciato mai. Lei crede che io sia eterno, ma sto morendo. Un grande chirurgo mi ha detto che mi deve riaprire". 

08/12/2005

I massaggi alle

orecchie per smettere

LEGNANO . Per smettere di fumare bastano venti minuti. Si chiama auricoloterapia,
consiste in una serie di micromassaggi alle orecchie e garantisce risultati
immediati: «nell?85% dei casi basta una sola seduta, non più di venti minuti».
Ad affermarlo Marzia Tombolato (in foto) - operatrice abilitata all?uso dell?elettrostimolatore
all? Antismoking Center di Legnano, corso Sempione 110 (tel 0331 451010),
punto di riferimento per l?auricoloterapia di tutto il territorio del legnanese
e non solo. «Ci è capitato di avere in cura anche persone di altri paesi.
Un tedesco, un francese e addirittura un signore di New York». «E? la forza
del passaparola» spiega Tombolato. Altre "visite" hanno invece lasciato un
po? di amarezza. «Una ragazza di quattordici anni ha provato a chiedere informazioni,
era parecchio giù di corda: al mattino il mio primo pensiero - mi ha detto
la ragazza dopo essere entrata - è accendermi una sigaretta, non ne posso
più». Non sono tanti i giovanissimi che si rivolgono all?Antismoking Center.
L?identikit del cliente tipo è presto tracciato: sesso maschile, mai meno
di 28 anni. Più uomini che donne. Ma come funziona l?auricoloterapia? L?orecchio
del cliente viene massaggiato in più punti tramite una speciale penna collegata
ad un elettrostimolatore - inventato dal dottor Enzo Lamberto. Il massaggio
provoca una reazione nervosa, il sistema neuro-vegetativo del soggetto aumenta
la produzione di endorfine, neuro-trasmettitori in grado di dare un senso
di appagamento al tabagista. La produzione supplementare di endorfine evita
il senso di stress, ansia e la tipica fame nervosa di cui cadono vittima
i fumatori redenti.
«Il trattamento è personalizzato» precisa Marzia Tombolato. «L?intensità
dei massaggi è calibrata in base al numero di sigarette giornaliere a cui
ricorre il cliente, al numero di anni di tabagismo che ha alle spalle e in
base alla sua età». Come detto, il primo trattamento è sufficiente per l?85%
dei fumatori «ma preferiamo comunque operare almeno altri due trattamenti
di verifica, scanditi nell?arco di sei mesi». Il tetto massimo coincide con
i cinque appuntamenti: pochi fumatori sono stati chiamati a vincere il fumo
al sesto round. Il costo della terapia? Potrebbe essere esplicitato in euro.
Ma è meglio metterla in un altro modo: rinunciate all?acquisto di un pacchetto
di sigarette al giorno per due mesi.
Gi.An.

Fumo nei locali pubblici:

la soluzione di Buenos Aires

Cari Italians,
mi trovo a Buenos Aires ormai da un po' di tempo, e devo dire che in
Argentina, con tanti fumatori, la campagna contro il fumo ha prodotto
un ottimo compromesso, se l'obiettivo è quello di non disturbare i
non fumatori senza colpevolizzare chi fuma.
Se nei barrios più caratteristici la vita per i non fumatori è
piuttosto dura a causa delle piccole dimensioni dei locali pubblici,
negli ampi locali del centro si adotta un sistema che funziona. Si
tratta generalmente di locali ampi e con soffitti alti. Il locale
viene abbondantemente areato; con un sistema di areazione che eroga
dal soffitto aria calda d'inverno e fresca d'estate, o con una
batteria di ventilatori che producono tra l'altro un effetto
gradevole. Così l'effetto fastidioso del fumo viene anestetizzato
all'istante. Poiché l'aria viene mossa e cambiata continuamente, non
si sente l'odore della nicotina, non si formano le nebbie
impenetrabili da fumo di sigaretta, fumatori e no convivono agli
stessi tavoli, tant'è che il 10% scarso dei tavoli in cui è vietato
fumare, relegati in un angolo o in una mezza parete del locale, sono
poco frequentati. E attenzione, non è che il 90% degli avventori è
formato da fumatori. Mi sembra una soluzione equilibrata. I fumatori
non vengono ghettizzati, non c'è apartheid, ci si gode la cena tutti
insieme senza patemi reciproci. E' una strada percorribile, perché in
fondo per i gestori che hanno un locale ampio non è una spesa
insostenibile istallare dieci o quindici ventilatori. Se una legge
antifumo non è ispirata da integralismi stupidi e irrispettosi della
libertà individuale, si possono raggiungere, almeno nei luoghi
pubblici che lo permettono, questi civilissimi risultati.
Saluti da Buenos Aires,

Andrea Carnicci,

04/12/2005

Notizie da Men' s Health

 Povero, delinquente o sudamericano :queste le caratteristiche di chi 
fuma in un film secondo una ricerca americana che ha analizzato 400 
pellicole prodotte da Hollywood dal 1990 ad oggi . Nei film fuma l' 
11.3 dei buoni ed il 20.3 dei cattivi .
 -Il dottor Boffi sta sperimentando un nuovo farmaco il Neurapas che 
promette di aiutare la disaffezione dalla nicotina meglio di altri 
ritrovati .

E se guardate qualche thriller o film di horror, saprete con certeza
che quello che fuma già dall'inizio del film quasi sicuramente morirà,
non necesariamente di cancro, ma assassinato, o in un altro modo
crudele e orribile. Cosa ne pensate di questo? Perché gli americani
fanno quasi sempre fumare nei film giusto a quello che morirà?

BW 

02/12/2005

Fumatori in età giovanile

pneumopatici da grandi

Sono 2,6 milioni gli italiani colpiti da Broncopneumopatia cronica ostruttiva
(Bpco). Si tratta della quarta malattia cronica per diffusione dopo artrosi,
ipertensione e allergie, e la terza per mortalità, superata solo dalle patologie
cardiovascolari e dai tumori. La causa principale è da ricercare nel fumo
di sigaretta soprattutto tra i giovanissimi. Che non sanno di mettere a rischio
la loro salute per il resto della vita. Il ritorno della sigaretta Secondo
gli ultimi dati Istat, nel 2004 la percentuale dei fumatori maschi italiani
nella fascia d'età 11-14 è stata del 2,9 per cento, mentre nel 2005 è salita
al 4,5. Non va meglio nella fascia under 25. In un anno si è passati dal
19 al 20 per cento. Anche le le più giovani, fra gli 11 e i 14 anni, non
si sottraggono alla sigaretta: uno 0,4 per cento di incremento in soli 12
mesi. «Questi dati sono davvero preoccupanti», ha sottolineato Leonardo Fabbri,
vicepresidente dell'European respiratory society. «E bene ricordare che,
nella fase di sviluppo dell'essere umano, tutto ciò che porta a una riduzione
i t o della funzione respiratoria un fattore di rischio per la Bpco. E il
fumo di sigaretta è il principale killer dei nostri polmoni, sia quello attivo
che quello passivo ». Questa tesi $ convalidata da uno studio condotto in
Gran Bretagna su oltre 1 5 mila persone pubblica sulla rivista Torax. L'indagine
dimostra to che l'inizio, del fumo nell'adolescenza non solo porta a fumare
di più nella vita (chi inizia prima ha poi maggiori difficoltà di smettere),
ma costituisce un fattore di rischio indipendente di sviluppo di malattie
respiratorie, in particolare della Bpco, e soprattutto nella donna. Un problema
ad ogni età «E di Bpco non si guarisce. Si può controllare con terapie farmacologiche,
ma la qualità di vita è compromessa per sempre », chiarisce Leonardi. «Con
l'avanzare dell'età diventa difficile salire le scale, camminare, a volte
anche parlare. Il malato è costretto all'isolamento sociale e non può svolgere
il proprio lavoro come le normali attività quotidiane. Insomma, si può parlare
a tutti gli effetti di invalidità ». I problemi respiratori, tuttavia, insorgono
anche in età giovanile: «E stato evidenziato da studi epidemiologici che
la Bpco è un problema non trascurabile anche tra i più giovani: il 10 per
cento dei soggetti tra i 20 e i 40 anni presenta tosse ed espettorato senza
ostruzione bronchiale (Stadio 0 a rischio) e il 3,6 per cento presenta sintomi
con ostruzione bronchiale (Stadio I - I l i ) . Inoltre - afferma Lorenzo
Corbetta dell'università di Firenze - nel 75 per cento dei casi i malati
di Bpco non sanno di esserlo, per cui giungono al medico solo quando la malattia
è grave». Alterazioni extra-polmonari Negli ultimi tempi, inoltre, sono stati
descritti numerosi effetti sistemici della Bpco: «Alterazioni extrapolmonari
che condizionano la prognosi», rileva Leonardo Fabbri. «In particolare si
osserva spesso la presenza di un'infiammazione sistemica, inversamente proporzionale
all'efficienza respiratoria, e che si caratterizza per l'aumento della proteina
C reattiva, fibrinogeno, leucociti, Tumor necrosis factor alfa e interleuchine
6 e 8. Questi effetti sono attualmente oggetto di studio per migliorare qualità
di vita e, speriamo, la prognosi dei pazienti».

Dal 1995 sigarette rincarate dell'87%


BOLOGNA (MF-DJ)--Su 207 voci di prodotto considerate dall'Istat per il calcolo
dell'indice generale dei prezzi al consumo per l'intera collettivita' nazionale,
quella che ha avuto, dal 1995 all'ottobre scorso, l'incremento maggiore e'
stata l'assicurazione sui mezzi di trasporto.
E' quanto emerge da un'elaborazione del Centro Studi Promotor dalla quale
si apprende anche che l'indice dei prezzi delle assicurazioni sui mezzi di
trasporto dal 1995 (anno assunto come base per il calcolo dell'indice Istat)
all'ottobre scorso e' aumentato del 132,5% contro una crescita dell'indice
generale dei prezzi del 27,5%.
Al secondo posto nella graduatoria dei rincari, conclude la nota, si piazzano
i servizi di bancoposta con una crescita del 123,1%, al terzo posto l'istruzione
secondaria (+107,6%), al quarto le sigarette italiane (+87%) e al quinto
i servizi bancari (+70,6%). com/lag
(END) Dow Jones Newswires
November 30, 2005 13:08 ET (18:08 GMT)
Copyright (c) 2005 MF-Dow Jones News Srl.


01/12/2005

 

Allarme per le donne,

fumo sotto accusa
 
 
Idati parlano da soli: i fumatori uomini sono diminuiti dal 55% del 1970 al 33% del 1999 e, parallelamente, è calata la mortalità per i tumori di polmone, cavo orale, esofago, laringe, rene e vescica. Nello stesso periodo le fumatrici sono passate dal 12% al 18% e i decessi per le neoplasie specificamente correlate al fumo si sono impennati: quelli per cancro al polmone dell'1%; quelli per cancro al cavo orale dell'1,5 per cento. In trent'anni la mortalità è praticamente raddoppiata. Un trend particolarmente preoccupante nelle classi di età inferiori, tanto che il rapporto Istat- Iss denuncia «un inquietante fenomeno di inizio di una nuova epidemia di tumore polmonare nelle giovani donne nel corso degli anni Novanta ». Negli ultimi anni, l'incremento sembra inoltre essere più marcato al Centro- Sud. Naturalmente l'allarme si ridimensiona se si guarda alla mortalità in valori assoluti, perché questi tipi di tumore continuano a colpire di più la popolazione maschile: gli uomini
 deceduti nel 1999 per un tumore ai polmoni erano ben 25.557 (il cancro polmonare si conferma così il killer numero uno), contro 5.554 donne (tra le quali è la neoplasia della mammella a uccidere di più, responsabile com'è di 10.924 decessi). Allo stesso modo, gli uomini morti per cancro del cavo orale erano 538, le donne 211. Ciò non elimina la preoccupazione per il futuro. E gli appelli contro il fumo sono giustificati, se è vero - come si legge nell'indagine - che «il 90% dei tumori polmonari si sviluppa tra fumatori» e che «il rischio aumenta con il numero di sigarette fino a 25 volte». Come dire: siamo in presenza di quelle forme tumorali che un'efficace prevenzione può aiutare a debellare. Un esempio per tutti: la sopravvivenza a cinque anni per i tumori del cavo orale negli anni Ottanta e Novanta è migliorata soprattutto per gli anziani. Il motivo? «L'aumentata frequenza di ricorso a controlli, cure dentarie e protesi per l'intera popolazione, specie anziana», recita il
 rapporto. Il ruolo dei dentisti e l'igiene orale hanno insomma contribuito a facilitare le diagnosi precoci delle lesioni maligne, prima che il cancro si diffondesse ai linfonodi del collo o agli organi limitrofi. L'invito alle donne è dunque chiaro: cancellare le cattive abitudini. Abbandonare i comportamenti a rischio, sigarette in primis. Ne va del respiro e della vita.

 

Mozziconi dai finestrini

     
      E' stato un po' sfortunato l'automobilista di mezza età fermato dalla polizia in via Montereale. Dopo aver fumato una sigaretta mentre guidava, infatti, ha compiuto un gesto che centinaia di automobilisti fanno in questi casi: ha abbassato il finestrino, ha gettato il mozzicone, ha chiuso il finestrino pensando di proseguire la marcia. Invece no, dietro la sua auto viaggiava una pattuglia degli agenti della polizia municipale che ha estratto la classica paletta bianca e rossa e ha fatto accostare l'automobilista.
      La contestazione è stata immediata come la stesura del verbale: violazione dell'articolo 15 del Codice della strada che proibisce di gettare qualsiasi tipo di materiale dalle auto. «Non è stato il primo - conferma il comandante della polizia municipale Arrigo Buranel - e probabilmente non sarà neppure l'ultimo». L'automobilista sanzionato in via Montereale è il quinto, altri quattro casi si erano verificati negli ultimi mesi: la carta delle caramelle, i fazzoletti appena usati, i mozziconi delle sigarette, ecco gli oggetti che più frequentemente escono dalle auto in corsa. «Meglio tenere queste cose in tasca o nell'apposito posa cenere - prosegue il comandante - piuttosto che essere sanzionati anche perché si sporca un bene di tutti che è l'ambiente».
      Cinque sanzioni per gli automobilisti indisciplinati, ma anche quelli a piedi si danno da fare: «Le infrazioni più frequenti di questo tipo - aggiunge Buranel - riguardano l'abbandono di rifiuti e la mancata separazione degli stessi negli appositi contenitori, ma anche il deposito dei rifiuti delle attività produttive negli spazi non consentiti». Molti autori di queste imprese restano ignoti, ma altri sono stati sanzionati, «ci siamo risaliti attraverso testimonianze o grazie alle etichette oppure grazie a un colpo di fortuna, la presenza imprevista di un agente». E molti cittadini «hanno l'onestà di ammettere di aver fatto una cosa sbagliata e pagano. Molti spiegano inoltre di non essere stati a conoscenza delle norme che vietano l'abbandono dei rifiuti».

 

Troppe donne a rischio per il fumo



Lo fanno per sentirsi meno sole con le loro ansie o più forti e sicure di se
stesse, oppure per sentirsi adulte e per darsi un tono fra i coetanei, in un
mondo che non dimostra di accettarle per ciò sono. Il rapporto delle donne
con la sigaretta è complesso e tragico. L´Italia è ai primi posti in Europa
per numero di giovani fumatori. E l´età della prima sigaretta si è
abbassata, raggiungendo addirittura i 10-12 anni. Sotto i 16 anni le ragazze
hanno decisamente superato i maschi. Più avanti con l´età questa percentuale
si inverte. E´ soprattutto nella fascia tra 29 e 40 anni che le donne
riducono il fumo, generalmente in coincidenza con le gravidanze. Per poi
riprendere però, dopo i 45 anni e superare nettamente gli uomini, più
inclini a smettere in conseguenza delle prime avvisaglie di disturbi di
cuore o di respirazione. I numeri parlano da soli: soltanto in Italia 6000
donne muoiono ogni anno per cancro polmonare, - erano 3700 vent´anni fa - e
se le donne continueranno a fumare e
le giovani inizieranno ai ritmi odierni, queste cifre si raddoppieranno nei
prossimi anni.. Se la tendenza attuale continua inalterata, tra 20 anni le
italiane uccise dal solo tumore polmonare saranno 20.000 ogni anno. Ci
troveremo dunque di fronte al più grave problema sanitario e sociale dei
prossimi dieci anni.
Il mondo della scienza rimane attonito di fronte a questa sorta di suicidio
collettivo. Spesso la medicina si trova a dover accettare la propria
impotenza di fronte ad alcune forme di malattia. Qui, invece, abbiamo la
certezza scientifica di poter evitare praticamente tutte queste morti per
tumore - semplicemente eliminandone la causa, il fumo di sigaretta - ma non
abbiamo trovato ancora gli strumenti e i linguaggi per farlo. Non possiamo
assistere inermi all´autodistruzione femminile. Tutti dobbiamo mobilitarci
per le nostre donne. Già sta affiorando una nuova coscienza e si vedono i
primi deboli segni di una reazione positiva al problema della sigaretta. Ma
se le donne smetteranno di fumare, lo faranno per loro spontanea decisione,
non per paura e non per divieto. Per questo già due anni fa ho deciso di
dare vita a un primo progetto che incida sul consenso femminile nei
confronti della sigaretta. Per realizzarlo, per prima cosa ho chiesto
l´aiuto delle donne che, per sensibilità
propria o per loro dimensione professionale, hanno gli strumenti per capire
le motivazioni profonde che spingono una donna a fumare e possano aiutare a
costruire un messaggio efficace. E´ nata così la campagna "Donne contro il
fumo" che ha ricevuto molti consensi. Ma è ancora una piccola goccia nel
mare. Il mio appello di fronte ai nuovi dati sull´epidemia da fumo, è oggi a
ogni donna che abbia un ruolo pubblico in politica, cultura, informazione,
imprenditoria, spettacolo, moda, e a chi ha in qualche misura l´opportunità
e la responsabilità di "fare tendenza". E poi è a tutte le donne nei loro
ruoli di madri, figlie, amiche, compagne, lavoratrici. Tutte possono aiutare
a creare un clima sfavorevole alla sigaretta, e contribuire a salvare le
vite di migliaia di altre donne.



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