20/10/2005
Non mandateci la vita in fumo
Dopo quelli nello stesso Consiglio dei ministri, l'ultimo episodio eccellente ha avuto luogo nei giorni scorsi a Telese, alla festa
dell'Udeur. Vedendo l'onorevole Fini che fumava in pubblico, l'onorevole
Giuliano Amato lo ha rimproverato così: «La prossima sigaretta la fumi in
privato». Pronta la risposta del ministro degli Esteri: «Siamo all'aperto
e tra gli alberi». Scambio di battute civile; da professore bonario quella
di Amato, da persona che rimarca il proprio rispetto della legge quella di
Fini. E indubbiamente la legge vieta di fumare nei locali pubblici, non fuori.
Tuttavia non tutti gli italiani abbiamo l'urbanità dei due uomini politici.
La legge sul fumo nel nostro Paese è entrata in vigore da tempo; i danni
prodotti dal fumo, quello attivo, e soprattutto quello passivo, sono noti
da molto tempo; le statistiche con i numeri dei morti per il fumo, quello
attivo e, soprattutto - sottolineiamo - quello passivo, lo stesso. Sono noti
anche i risarcimenti milionari che i produttori di tabacco vengono chiamati
a pagare negli Stati Uniti e negli altri Paesi dove le leggi vengono applicate
oltre che promulgate. Eppure, in Italia non siamo ancora capaci di capire
che il fumo uccide, come è scritto anche sui pacchetti di sigarette, e che
se ciascuno è libero di giocare come crede con la salute propria, non può
assolutamente farlo con quella degli altri. La risposta dell'onorevole Fini
all'onorevole Amato è corretta, ineccepibile. Se non fosse che lo stesso
onorevole è ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio. Noi cittadini
inevitabilmente guardiamo ai nostri rappresentanti per il rispetto di quelle
leggi che essi fanno a nome e nell'interesse nostro. E a loro non chiediamo
solo un rispetto formale della norma; ci aspettiamo una adesione convinta
allo spirito della stessa. Li abbiamo eletti, cioè scelti, perché pensiamo
che potranno rappresentare le nostre idee meglio di quanto faremmo noi stessi.
E perciò guardiamo a loro come a dei riferimenti, dei modelli. Diceva la
vecchia saggia del paese: «Quando il piccolo parla, il grande ha già parlato».
Intendendo che i piccoli - di età o di rango - si ispirano ai comportamenti
dei grandi e tendono a ripeterli. A proposito del fumo, invece, in Italia
non c'è statistica o vecchia saggezza che tenga. Si vedono spesso capiufficio,
direttori (non quello della Gazzetta, che non fumerebbe neanche sotto tortura),
presidi e dirigenti di ogni ordine e grado che nei loro uffici, nelle loro
scuole, nelle loro aziende fumano pacificamente davanti ad altre persone,
perché sono grandi - di rango - e nessuno dirà loro nulla. Come Bill Clinton
che si intratteneva con la Lewinski perché poteva farlo, come disse lui stesso
dopo. Va da sé, e lo si riscontra quotidianamente, che poi fumano vicedirettori,
vicepresidi, vicedirigenti; negli uffici, nei corridoi, nelle aule. E poi
professori, impiegati, bidelli, uscieri. Se lo fa il grande, perché io no?
Poi nel privato c'è la cafonaggine spicciola e insopportabile dello stesso
capetto che invita qualcuno a casa sua e gli fuma beatamente in faccia perché
«non ci posso far niente, alla sigaretta non so rinunciare». In verità potrebbe
almeno non invitare gente a casa se poi deve avvelenarla con il suo fumo.
E gli ospiti, se la prima volta subiscono il posacenere che appesta la tavola
per buona educazione, certo non accetteranno un secondo invito. Una legge
che incide fortemente su comportamenti diffusi e quotidiani ha bisogno di
un rodaggio piuttosto lungo prima di diventare sentire comune. Ma le morti
per fumo, nel mondo e in Italia, le abbiamo da decenni. Non si tratta di
fisime o pretese bizzarre, cari amici fumatori; si tratta della salute: la
vostra, di cui fate pure quello che vi pare, e la nostra, di cui vogliamo
decidere noi e non lasciarla alla mercé della vostra insensibilità, per non
dire disprezzo. È un fatto di rispetto delle leggi, ma ancora di più di rispetto
delle persone. E infine, di buonsenso. L'ottusità in questo mondo non è prerogativa
esclusiva dei fumatori, o dei padroni di cani che davanti a una bambina terrorizzata
dal loro mastino, dicono con un sorriso ebete: «È buono, non fa niente».
A turno affligge un po' tutti noi. Ma nel caso del fumo, e del mastino, è
una questione di salute, degli altri. Su, fate un piccolo sforzo. Per favore.
Una sigaretta gli salva la vita
Una sigaretta, offerta da due carabinieri, ha salvato la vita a un invalido psichico ventimigliese di 33 anni che ieri ha tentato il suicidio gettandosi da una passerella del fiume Roja. Per prendere la sigaretta si e' dovuto avvicinare ai militari che lo hanno afferrato e tratto in salvo. Il giovane, non nuovo a questi episodi, voleva lasciarsi andare nel vuoto, consapevole che l'altezza dell'acqua non era sufficiente ad attutire la caduta contro gli scogli. Alcuni passanti, notandolo in bilico sulla ringhiera, hanno lanciato l'allarme e in pochi istanti e' intervenuta una pattuglia dei carabinieri. I militari hanno cercato in tutti i modi di far desistere l'aspirante suicida, ma senza successo. Quando si sono resi conto che le parole servivano a ben poco, hanno deciso di utilizzare un ultimo stratagemma: offrirgli una sigaretta. Il giovane, tra l'altro fumatore accanito, non ha rifiutato. Cosi' si e' staccato dalla ringhiera e a quel punto i due militari lo hanno afferrato, salvandogli la vita. Subito dopo e' stato ricoverato in psichiatria. (ANSAweb)
18/10/2005
DEROGA ALLA LEGGE Sirchia nei casinò.
I casinò italiani hanno chiesto una deroga all'applicazione alla legge Sirchia. Forse il popolino non lo sa, ma le case da gioco - gestite da filantropi che svolgono il loro lavoro gratuitamente ed esclusivamente per amore del prossimo - a causa della sfacciata fortuna della clientela versano oggi in condizioni di tale indigenza che non possono neanche permettersi di affrontare le spese per allestire delle aree per fumatori, spazi per altro assolutamente indispensabili in strutture come queste che offrono un servizio essenziale per la comunità. E' certamente un problema importante e tutti ci auguriamo che il Governo, che non ha altro a cui pensare, lo prenda in seria considerazione e al più presto. Ben venga quindi questa sacrosanta deroga: due o tre righe che chiariscono dove deve essere applicata, qualche firma su un foglio, un timbro ed è fatta. Ci si ricordi però di modificare le scritte sui pacchetti di sigarette aggiungendo accanto a "Il fumo nuoce gravemente alla salute" o "Il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno" la postilla "Non nei casinò".
Marco Badiani
Pisa
14/10/2005
RILASSIAMOCI UN PO'
LE LEGGI
LEGGE DI HADLEY SULL'ACQUISTO DEGLI INDUMENTI
1- Se ti piace, non hanno la misura.
2- Se ti piace e hanno la tua misura, non ti sta bene.
3- Se ti piace, hanno la tua misura e ti sta bene,costa troppo.
4- Se ti piace, hanno la tua misura, ti sta bene e te lo puoi
permettere,
la prima volta che lo metti si rompe.
PRINCIPIO DELLA BANANA
Se compri delle banane acerbe, le mangerai tutte prima che siano
mature. Se
le compri mature, marciranno prima che tu le mangi.
LEGGE DEI COMPAGNI DI LETTO
Chi russa si addormenta per primo.
PRINCIPIO DI RUBY
Le probabilità di incontrare qualcuno che conosci aumentano quando
sei
con
qualcuno con cui non vuoi essere visto.
COSTANTE DI MURPHY
Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore
14° COROLLARIO DI ATWOOD
Non si perde mai nessun libro prestandolo, a eccezione di quelli cui
si
tiene particolarmente.
LEGGE DI BOOB
Si troverà sempre una qualsiasi cosa nell'ultimo posto in cui la si
cerca.
LEGGE SULLA GRAVITA' SELETTIVA
Un oggetto cadrà sempre in modo da produrre il maggior danno
possibile.
LEGGE DI MARYANN
Chi non cerca trova.
LEGGE DEL SELF-SERVICE
L'ultima porzione del piatto che avevate deciso di prendere, sarà
scelta
dalla persona che vi sta davanti.
OSSERVAZIONE DI ZENONE
L'altra coda va più veloce.
VARIAZIONE DI O'BRIEN SULL'OSSERVAZIONE DI ZENONE
Se si cambia coda, quella che si è appena lasciata diventerà
immediatamente
la più veloce.
REGOLA DI FLUGG
Più è urgente il motivo per cui si fa una coda, più lento sarà
l'impiegato
allo sportello.
LEGGE DI WITTENS
Non appena ci si taglia le unghie si scopre di averne bisogno.
LEGGE DI SIR WALTER
La tendenza del fumo di una sigaretta, barbecue, falò ecc. a
dirigersi
verso la faccia di una persona è proporzionale alla sensibilità di
tale
persona verso il fumo.
LEGGE DI ROGER
Non appena la hostess serve il caffè, l'aereo incontra una
turbolenza.
LEGGE DI MOSES
Quando non guardi segnano.
PRINCIPIO DI KNOS SUI FUORICLASSE
Un fuoriclasse è un giocatore che, non appena viene acquistato dalla
tua
squadra, diventa una ciofeca. Una ciofeca è un giocatore che non
appena
viene ceduto dalla tua squadra diventa un fuoriclasse.
POSTULATO DEL PARCHEGGIO
Non appena hai deciso di parcheggiare a due chilometri di distanza,
quattro
posti vicini alla tua meta si libereranno simultaneamente.
Già a due anni imparano a fumare
Dalla prima pagina di Metro di oggi:
I bambini influenzati dai genitori con il vizio del fumo, già a due iniziano
ad immaginare di diventare fumatori. Lo rivela uno studio USA. I figli di
genitori fumatori manifestano un interesse 4 volte superiore rispetto ai
figli di non fumatori.
TgCom 07/09/2005
Le sigarette fanno male, anche se le fumano gli altri, in particolare se
si tratta di mamma e papà. Se i rischi legati all?esposizione al fumo passivo
sono noti da tempo, dagli Stati Uniti arriva adesso un altro campanello di
allarme, legato ai comportamenti dei bambini che vedono fumare i genitori;
già a due anni di età, infatti, i piccoli sono influenzati dagli adulti di
famiglia che hanno il vizio della nicotina. Anche molti anni prima di poter
pensare di accendersi una sigaretta. Lo studio, pubblicato sugli ?Archives
of Paediatric and Adolescent Medicine?, è il primo ad analizzare gli effetti
dell'esposizione precoce al tabacco sul comportamento di bimbi piccoli.
L'equipe del Dartmouth Medical College nel New Hampshire ha coinvolto in
una serie di giochi di ruolo gruppi di bambini dai 2 ai 6 anni. I piccoli
dovevano portare le bambole a fare acquisti in un negozio ?virtuale?, in
cui erano presenti 73 prodotti diversi da acquistare, fra cui anche sigarette
e alcolici. Analizzando la scelta dei piccoli, i ricercatori hanno constatato
che I figli di genitori fumatori mettevano nel carrello della spesa i pacchetti
di sigarette con frequenza 4 volte maggiore rispetto ai coetanei con genitori
non fumatori..Le probabilità di far comprare alle bambole vino o birra erano
invece il triplo per i bimbi con mamma e papà che consumavano alcolici almeno
una volta al mese.. Ad appena sei anni, inoltre, i bambini si sono dimostrarti
in grado di riconoscere le marche delle sigarette, anche se in alcuni casi
non ricordavano il nome dei propri cereali preferiti. Secondo la pediatra
Madeline Dalton, coordinatrice dello studio, " questo prova che il processo
di iniziazione comincia già dai due-tre anni ". Le ricerche in questo campo
sono detate dallo studio sulla predisposizione degli adolescenti a contrarre
cattive abitudini come appunto la propensione al consumo di nicotina.
Vietato fumare in motorino
Sulla Repubblica del 3 settembre, nella cronaca di Roma, è stato pubblicato
un breve trafiletto nel quale si diceva che venerdì pomeriggio la polizia
municipale aveva passato il pomeriggio ad aeffettuare i controlli sui motorini
in base alle nuove indicazioni. Forse ne avrete sentito parlare. In base
alle nuove norme entrate in vigore il 23 agosto, chi corre con il casco slacciato,
senza casco, chi fa impennare il mezzo o porta più passeggeri del dovuto
in sella, si vedrà confiscare lo scooter per sempre. I motorini saranno poi
demoliti o rivenduti all'asta. Tra le 10 pagine della circolare ricevute
dai comandi il divieto di fumare.
13/10/2005
« Portavo il caffè ora guadagno 60 euro al giorno » (cronaca)
« So' meglio e' chelle do' tabbaccaro. Provatele e poi mi venite
a di' » . Porta Nolana, settima bancarella a destra dopo un fruttivendolo
e un pescivendolo. Più avanti ce ne sono altre due che vendono tranquillamente
sigarette come se nulla fosse. Ad una c'è un uomo che dai tatuaggi si capisce
che un po' di galera se l'è fatta; all'altra una vecchia donna che guarda
distrattamente la gente passare e non tiene esposto manco un cartellino con
le offerte come gli altri: una stecca di Marlboro 29 euro rispetto al pacchetto
che ne costa 3. Come ai vecchi tempi, quando per Napoli le sigarette le potevi
comprare in tutti gli angoli di strada manco fossero rivendite autorizzate.
E in effetti, il pacchetto di « Camel Lights » acquistato, a due euro e cinquanta
con un risparmio di ben 80 centesimi, non è diverso da quello che puoi comprare
dal tabaccaio.
Il pacchetto è perfettamente uguale a quello originale ( manca solo il bollino
dei Monopoli) e il sapore, lo assicura chi scrive che ogni giorno ne fuma
non meno di trenta, è identico. E non c'è nemmeno quel sapore di umido che
contraddistingueva quelle che sbarcavano in Puglia, via mare, fino a qualche
anno fa. Capello calato sul volto e modi gentili da perfetto venditore, il
contrabbandiere che non avrà più di venti- ventidue anni, accetta di fare
quattro chiacchiere. Senza dire il nome, ovviamente, e cercando di impostare
un italiano corretto. « Sono qui, da un mese ? racconta ? da quando ho capito
che si poteva tornare a vendere perché con pochi soldi puoi acquistare le
stecche e guadagnarci discretamente: 40 o 50 centesimi a pacchetto a seconda
delle marche » . Reperirle non è difficile perché il padre e lo zio le bionde
le hanno sempre trattate ed è stato abbastanza facile trovare chi poteva
procurarle. Camorra? « Non lo so, io mi arrangio così e fino ad ora oltre
ai soldi per le stecche nessuno mi ha chiesto nulla. Prima lavoravo in un
bar ma cinquanta- sessanta euro al giorno me le sognavo e così, appena un
amico mi ha detto che qui la situazione era tranquilla mi sono mosso un po'.
Ecco tutto. Ma perché cosa c'è di strano? » . Tutti pensavano che il contrabbando
fosse morto. « Qui mai ? continua ? anche se potevi solo trovare, ma chiedendo
in giro, qualche sconosciuta marca che solo gli albanesi venivano a comprare.
E quelle le potevano vendere e fumare solo loro anche perché non ci potevi
guadagnare quasi nulla e fanno schifo » . Controlli? « Da quando sono qui
non ho visto una divisa in giro e quindi, continuo altrimenti o mi metto
a fare qualcosa di malamente o rivado a portare caffè » .
E se ti beccano? « Qua sopra non tengo mai più di qualche chilo e a casa
mia nulla perché mia madre pensa che lavoro ancora al bar. Comunque, possono
farmi solo una multa.
Ma mo' me la dite voi una cosa? » . Prego. « Ma se i parcheggiatori abusivi
non sono mai andati via, perché dovrei farlo io? » . Ad. Pa.
A Napoli torna il contrabbando di sigarette
NAPOLI - Sembravano destinate a ingiallire nell?album dei ricordi, immagini
di una Napoli in bilico tra folclore e camorra, arte d?arrangiarsi e imprenditoria
del crimine. Invece eccole qui, di nuovo, le foto che testimoniano il ritorno
del contrabbando nelle strade cittadine. La scena è sempre la stessa: una
bancarella sistemata alla meno peggio accanto a un incrocio, i pacchetti
di sigarette esposti come capita e il rivenditore seduto poco lontano in
attesa del cliente. A lanciare l?allarme sulla rinascita del traffico di
«bionde» è stato il Corriere del Mezzogiorno , che ieri ha documentato la
lenta ma graduale ripresa di un fenomeno che pareva estinto dopo i duri colpi
inferti da magistratura e forze dell?ordine. Per il momento, lo smercio è
confinato nei quartieri periferici, ma soprattutto nelle ultime settimane
si sono moltiplicati i segnali che lasciano pensare a una estensione della
rete fin dentro il cuore della città. Il 26 agosto, ad esempio, è stato arrestato
un infermiere dell?ospedale Cardarelli che aveva allestito una vera e propria
tabaccheria illegale nei vicoli intorno a Porta Nolana, non molto lontano
dalla stazione centrale. «Ho undici figli e non ce la faccio a tirare avanti
soltanto con il mio stipendio» ha confessato agli agenti. E infatti gli inquirenti
sono convinti che, dietro la resurrezione del contrabbando, non si celi la
lunga mano delle cosche vesuviane (convertite ormai al ben più redditizio
traffico di droga), bensì lo spirito d?iniziativa di piccole bande, decise
a rispolverare un mercato reso nuovamente appetibile dalla crisi economica.
Chi non riesce a far quadrare il bilancio familiare si arrangia con un mestiere
che purtroppo ancora oggi viene considerato un espediente, più che un?attività
illecita. E i fumatori, dal canto loro, acquistando le sigarette sulle bancarelle,
possono risparmiare anche un euro a pacchetto. Le «offerte» non mancano :
le Marlboro italiane costano 3 euro (80 centesimi in meno), ma la «stecca»
con dieci pacchetti te la porti a casa sborsando appena 29 euro; le Camel
light vengono vendute a 2,50 euro (sempre 80 centesimi in meno) e la confezione
da dieci a soli 24 euro. Attenzione, però: se ti accontenti delle sigarette
prodotte nei Paesi dell?Est Europa (Ucraina e Polonia, in primo luogo), il
risparmio è addirittura superiore. «La camorra, finora, si è limitata a osservare
distrattamente il ritorno del contrabbando - raccontano gli investigatori
-. I suoi interessi economici, ormai, viaggiano su rotte decisamente più
remunerative. Non è escluso, tuttavia, che in alcuni casi abbia imposto il
pizzo a chi piazza le bancarelle sulle strade». Insomma, quello che l?ex
procuratore Agostino Cordova definì «il secondo maggiore affare dei clan»
riappare sulla scena con le sembianze di una piccola impresa fuorilegge decisa
a sfruttare l?impoverimento dei napoletani? Può darsi. Di sicuro, comunque,
fra le quinte c?è qualcuno che investe denaro e allaccia contatti. Non a
caso, già il 5 febbraio scorso , una circolare dei Monopoli di Stato denunciava
«la rinnovata attenzione delle associazioni criminali nei confronti dell?attività
contrabbandiera». Diversamente dal passato, però, le sigarette verrebbero
«importate» su camion provenienti in gran parte da Ucraina e Polonia, oppure
sarebbero nascoste tra le merci custodite in container provenienti dalla
Cina e scaricati poi nei porti di Napoli e Salerno. Ed è proprio sul capitolo
delle nuove rotte seguite dal traffico di «bionde» che stanno lavorando gli
inquirenti. Sperando che la città non venga invasa prima dalle bancarelle.
Lotta al cancro, si cercano 500 volontari
Cinquecento volontari ultracinquantenni per partecipare alla sfida: trasformare
il tumore ai polmoni, il peggiore dei big killer oncologici, in una malattia
curabile. Li cerca da oggi l´Istituto europeo di oncologia tra fumatori incalliti
ed ex fumatori che abbiano fumato almeno un pacchetto di sigarette al giorno
negli ultimi vent´anni e abbiano smesso da meno di dieci. Cinquecento nuovi
volontari per proseguire lo studio Cosmos (Continuous observation of smoker
subjects), lanciato lo scorso ottobre, e che coinvolgerà alla fine cinquemila
persone. La sfida è anticipare i tempi, individuare il male quando è nella
fase iniziale e l´80 per cento dei pazienti può essere operato e guarito,
conservando una buona qualità di vita. Il progetto prevede che i volontari
siano controllati per cinque anni con tecnologie mediche avanzate, in grado
di individuare i noduli polmonari anche di pochi millimetri e di identificare
quelli maligni. L´attuale media di guarigione dal tumore ai polmoni è tra
il 15 e il 20 per cento. Lo studio - coordinato da Massimo Bellomi, direttore
della divisione di Radiologia, e da Giulia Veronesi, vicedirettrice della
divisione di Chirurgia toracica - ha portato a termine 4100 esami e ha individuato
40 tumori, 31 dei quali trattati chirurgicamente. La media delle guarigioni
è così schizzata al 79 per cento, dimostrando che sconfiggere il male è una
sfida che si può vincere. Per dare la propria disponibilità a partecipare
al progetto, è sufficiente contattare l´Istituto europeo di oncologia allo
02.66165064, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 17.
11/10/2005
Fumatori restii al check-up dal dentista
è universalmente noto che chi fuma sigarette corre un rischio elevato di contrarre disturbi gengivari, perdita di denti e perfino tumori del cavo orale. Ecco perché sarebbe ovvio che i fumatori abituali si rechino regolarmente dal dentista per un accurato check-up, al fine di prevenire e curare gli eventuali disturbi. E invece, come ha rivelato un recentissimo studio sull'argomento pubblicato sull'American Journal of Health Behavior, gli amanti del tabacco sono molto meno disposti a farlo rispetto ai non fumatori. Da un sondaggio svolto tra 15 mila americani è risultato che solo il 33% dei tabagisti si recava dal dentista almeno una volta all'anno, contro il 45% dei non fumatori. A parte il costo delle cure dentarie, dallo studio non è stato possibile chiarire le cause di questo comportamento, ma si sospetta che esistano strane motivazioni psicologiche secondo le quali l'uso del tabacco non viene affatto considerato pericoloso per la propria salute. (riproduzione riservata)
La molecola batte la sigaretta
L'Espresso 30.09.05 Agnese Codignola
Sembra più vicino il momento in cui i fumatori che desiderano diventare ex potranno contare anche su un vero e proprio vaccino: cioè su una sostanza in grado di stimolare la produzione di anticorpi diretti contro la nicotina i quali, neutralizzando quest'ultima, rendono inutile la sua assunzione, perché non foriera di alcuna sensazione piacevole. Le sostanze in sperimentazione avanzata sono almeno tre, come riferisce la rivista "[ama" e tutte, pur con le cautele del caso, si sono rivelate abbastanza efficaci e, soprattutto, sicure. La prima è stata sviluppata dall'azienda svizzera Cytos, è stata già provata su più di 300 fumatori e messa a confronto con un placebo. I risultati (presentati anche al recente incontro dell'Americal Society for Clinical Oncology di Orlando) hanno mostrato che coloro che producevano più anticorpi erano anche quelli che più facilmente smettevano di fumare, mentre tra i fumatori che non reagivano bene allo stimolo del sistema immunitario vi era il maggior
numero di ricadute. Le altre due molecole, una della Nabi, azienda della Florida, e l'altra della Xenova, compagnia britannica, presentano caratteristiche analoghe e sono anch'esse in sperimentazione nell'uomo. Molti, comunque, i punti ancora da chiarire: per esempio, non è stato definito il momento migliore per la somministrazione del vaccino, che potrebbe essere nelle fasi successive all'interruzione del fumo, allo scopo di evitare le ricadute. Inoltre, non si sase le sostanze proposte possano considerarsi sicure ed efficaci durante la gravidanza o nei mesi che la precedono, perché i dati disponibili sono stati ottenuti sui ratti-femmina e la situazione nella donna potrebbe essere molto diversa. Infine, da tempo è noto che la risposta anticorpale cambia molto da soggetto a soggetto, e non si è ancora trovato il modo di renderla più omogenea (per giungere a dosaggi validi per rutti). Oltre a tutto ciò, sottolineano gli esperti, l'efficacia non può prescindere, anche in questo caso,
da una reale motivazione a smettere di fumare: e migliora se al vaccino viene affiancata una terapia comportamentale o, quando è il caso, un supporto farmacologico con il farmaco già approvato per questo utilizzo, l'antidepressivo bupropione.
07/10/2005
Fumatori approfittatene
Volete smettere di fumare ma non ci riuscite? Fate parte di quel 20 per cento
di veneti che proprio non riesce a dare un taglio con la nicotina? Fumatori,
approfittatene! Sta per arrivare il vostro momento. A partire dal 19 settembre
il servizio di "Educazione e promozione della salute" dell'Usl 17, che ha
sede a Conselve, ha organizzato un corso ad Este per smettere di fumare.
Una recente indagine ha dimostrato che il 60 per cento dei fumatori desidera
veramente porre fine alla schiavitù della nicotina, ma da solo non ce la
fa. E proprio per questo l'Usl 17 è intervenuta organizzando il corso strutturato
in una prima fase intensiva di cinque incontri serali consecutivi dalle 19,30
alle 21,30. Un medico e uno psicologo attiveranno dei gruppi di sostegno
e rinforzo che si incontreranno entri i primi sei mesi dalla cessazione.
Per partecipare al corso è necessario iscriversi entro il 15 settembre al
CUP (Centro Unico Prenotazioni 0429.618100); per saperne di più si può chiamare
il Sert di Este (0429.618527) oppure il servizio di Educazione e Promozione
della Salute di Conselve (049.9598753). L'attivazione del corso richiede
la partecipazione di almeno 15 persone e la quota da versare è di 40 euro.
«Ricerche molto serie - spiegano gli specialisti del servizio di educazione
e promozione della salute - hanno dimostrato che smettere di fumare all'età
di 60, 50, 40, 30 anni permette un guadagno in anni di vita di circa 3, 6,
9, 10 anni in più di quanto sarebbe se si continuasse a fumare. Speriamo
che la gente capisca».
Stefania Mastellaro
IPNOSI per smettere ?
Ho trovato questo commento su uno dei miei recenti posts. Perche' non provate a sentire Daniela ?
Donne a rìschio: troppo fumo, alcol e stress
E' il paradosso della parità: le malattie "maschili", come l'infarto
o il tumore del polmone, ormai colpiscono in modo pesante anche le donne.
Che, negli ultimi quindici-venti anni, hanno, evidentemente, fotocopiato
il comportamenti dei loro partner. Stress da lavoro, pacchetti interi di
sigarette, alcol oltre il limite, sovrappeso, droga. In Italia, come nel
resto d'Europa. Tanto che è proprio un comitato di cardiologi che ha deciso
di lanciare l'allarme durante l'annuale congresso degli specialisti europei
che, da domani, per quattro giorni, si svolgerà a Stoccolma. Verrà allestita
una zona dedicata esclusivamente allo studio delle cardiopatie nelle donne
per il confronto tra 25mila ricercatori. E' la prima volta che, in un convegno
così importante, la medicina divide la malattia in maschile e femminile.
Sono le diagnosi e l'analisi delle patologie che hanno costretto i cardiologi
ad affrontare e studiare la differenza: negli ultimi quindici anni è cresciuto
del 15% il numero delle donne, sotto i 50 anni, che hanno avuto problemi
cardiovascolari importanti. Roberto Ferrari, ordinario di Cardiologia a Ferrara
è vicepresidente della Società europea e, sul tema, ha fatto una ricerca:
«E' arrivato il momento di sensibilizzare i medici ma anche le donne. I "segni"
della malattia, infatti, vengono troppo spesso sottovalutati anche da loro.
Il nostro lavoro è proprio quello di confrontare i diversi tipi di terapia
per lui e per lei». Oggi, in Italia, l'infarto uccide 33mila donne l'anno,
circa il triplo dei decessi causati dal tumore del seno ( 11 mila). Per le
donne che hanno già subito un attacco al cuore il rischio di un nuovo infarto
fatale è doppio rispetto alla popolazione maschile. Ma su questo, ragazze
e signore, non devono essere informate se si confrontano i dati che riguardano
alcol, fumo, droga e obesità. E' davvero il trionfo del tanto, dell'esagerazione.
In un decennio le alcoldipendenti, da noi sono più di diecimila, sono aumentate
del cento per cento. La percentuale dei ricoveri di pazienti per malattie
correlate all'alcol è triplicata. Casalinghe ma anche donne in carriera,
donne mature ma, soprattutto,, ragazze giovani. Che già a 16 anni avvicinano
i superalcolici. Stesso discorso per le sigarette. Mentre il numero dei fumatori
continua lentamente a scendere, quello delle fumatrici sale. Le adolescenti
in prima fila. «E la prova - commenta Francesco Cognetti, direttore scientifico
dell'Istituo regina Elena di Roma - la prova è che, in un ventennio, il numero
dei casi cancro al polmone nelle donne è più che raddoppiato. Erano circa
óOOmila all'inizio degli anni Ottanta, oggi superano il milione. E il primo
colpevole è il fumo». La neoplasia del polmone, fino a quindici anni fa,
veniva vista come malattia quasi esclusivamente maschile. Ora non più. E
gli specialisti credono che, se dovesse continuare questa tendenza, il numero
dei casi negli uomini e nelle donne potrebbe diventare quasi lo stesso. Chi
"legge" la situazione è convinto che presto ci sarà un'inversione di tendenza.
Che smetteranno di farsi così del male. «Bisogna aspettare- spiega Roberta
Pacifici, dirigente di ricerca dell'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'Istituto
superiore di sanità - ma anche per le donne arriverà il momento in cui cominceranno
a difendersi dalle dipendenze. Negli uomini, verso il fumo, è già accaduto.
Le donne, invece, continuano ad andare in controtendenza. Conoscono i danni
che corrono ma, per arrivare dove sono arrivate, hanno usato gli stessi strumenti
degli uomini. Ma ancora, evidentemente, non sono in grado di sganciarsi dalle
dipendenze. Lei cura la sua estetica, pensa alla chirurgia plastica ma, purtroppo,
è ancora così schiava di una sigaretta». Come se l'emancipazione, appunto,
dovesse passare anche attraverso la capacità di vincere la dipendenza dall'alcol
e dal tabacco. Vediamo l'alcol: il picco più alto si registra nella fascia
di età tra i 25 e i 44 anni e in quella delle signore "mature" tra i 45 e
i 64 anni. Proprio questa seconda fascia impensierisce i medici. «Sono sempre
di più le pazienti che arrivano nei nostri studi con problemi di questo tipo
- confessa Claudio Cricelli, segretario della Società italiana medici di
medicina generale -. E dobbiamo tutti imparare a farci i conti. Trovare strategie
terapeutiche adeguate per le nonne come per le nipoti. Si sappia che l'apertivo
alcolico, per le ragazzine di 12 anni, è ormai diventato un obbligo da rispettare
per sembrare grandi. Insieme alla prima sigaretta».
04/10/2005
I danni del fumo leggero
Il rischio è alto soprattutto per le donne
Un vasto studio pubblicato sulla rivista "Tobacco Control" rivela che fumare anche solo da una a quattro sigarette al giorno può quasi triplicare il rischio di malattie cardiache e di tumore dei polmoni. L'impatto è più forte per le donne e contraddice l'idea che chi fuma poco possa evitare i gravi problemi di salute che affliggono i fumatori accaniti.
I ricercatori norvegesi K. Bjartveit e A. Tverdal hanno analizzato la salute e i tassi di mortalità di circa 43.000 fra uomini e donne, seguendoli dalla metà degli anni settanta fino al 2002. Tutti i partecipanti avevano un'età compresa fra i 35 e i 49 anni all'inizio dello studio, quando sono stati esaminati per scoprire l'eventuale presenza di disturbi cardiovascolari e diabete. Nonostante una porzione significativa dei fumatori leggeri abbia aumentato il proprio consumo giornaliero di tabacco, questo non ha mai superato le 9 sigarette al giorno. E coloro che nel corso dello studio hanno smesso di fumare sono stati tanti quanti quelli che hanno aumentato il numero di sigarette consumate al giorno.
Anche tenendo conto dei fattori di rischio che avrebbero potuto influenzare i risultati, i dati rivelano che il fumo leggero danneggia la salute. Il rischio maggiore si verifica proprio quando si fumano fino a quattro sigarette al giorno. Rispetto a chi non ha mai fumato in vita sua, questi fumatori hanno quasi tre volte più probabilità di restare vittime di una malattia alle arterie coronarie o di un tumore dei polmoni (valore che sale a cinque volte per le donne).





L'Ipnosi e' un metodo efficace e sicuro, praticato in ambito clinico.
Ho un Post-Graduate Diploma in Clinical Hypnosis preso all'Imperial College: una delle Universita' Mediche Inglesi piu' prestigiose
Per smetter di fumare io faccio 1 seduta di 2 ore e i risultati sono veramente buoni: circa l'80% delle persone smette di fumare e non ricomincia.
Faccio sedute sia individuali che di gruppo.
Lavoro in Inghilterra, ma se c'e un interesse di gruppo faccio sedute anche in Italia.
Fatemi sapere se vi serv e dell'aiuto e in bocca al lupo!
Daniela Osu
Tel 00 44 7876 684 347
danyosu@hotmail.com
www.bsch.org.uk/osu