UNA VITA IN FUMO

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PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








31/08/2005

Ieri al ristorante

Ieri sera sono stato a mangiar fuori e non c'è stato nessuno a cui è passato per la testa di accendersi una sigaretta. Non ho notato cambiamenti rispetto a prima, l'unica cosa che ha richiamato la mia attenzione è che non erano esposti i cartelli di divieto e che "vietato fumare" era scritto sul menu (era la prima volta che mangiavo in questo posto ma dubito che queste anomalie siano state una conseguenza della recente sentenza del TAR). Devo notare comunque che mi è capitato diverse volte di trovare assenza di cartelli o, più spesso, segnaletiche non a norma, cioè prive dell'indicazione della legge e dell'importo delle sanzioni (suppongo che invece a questo punto non sia più da ritenersi un'irregolarità l'assenza del nome del "responsabile"). Questo fatto a mio avviso, al contrario di ciò che potrebbe sembrare, può offrire dei vantaggi nell'applicazione della legge. Nel caso infatti che qualcuno si metta a fumare in un locale dove le segnaletiche non sono esposte o non sono a norma, il gestore avrà tutto l'interesse ad impedirlo per evitare di essere sanzionato lui stesso all'arrivo delle forze dell'ordine.

Marco Badiani

Tre euro è il prezzo minimo

Le sigarette sempre più care
La Repubblica 1.8.2005




ROMA - Da oggi un pacchetto di sigarette non potrà costare meno di tre euro.
La norma, inserita nella finanziaria, prevede che il prezzo dei pacchetti
di sigarette che costano più di tre euro non subiscano alcuna variazione,
mentre quelle delle marche più economiche dovranno avere questo prezzo minimo
imposto.

Il provvedimento, dopo le proibizioni della legge Sirchia, si propone di
dimunuire ulteriormente il consumo delle bionde, soprattutto tra i più giovani,
i maggiori consumatori di sigarette a buon mercato, come sostiene Sergio
Baronci, segretario generale della Federazione Italiana Tabaccai (Fit). I
rincari, che in alcuni casi arriveranno ad un euro, riguarderanno il 4,5%
delle marche, comprese quelle che sono sotto lo stesso nome, ed interesseranno
un fumatore su 21.

La norma è stata criticata dall'Antitrust secondo il quale "la fissazione
di un prezzo minimo si pone in contrasto con la normativa a tutela della
concorrenza", come scritto nel dicembre 2004 al Parlamento per sollecitarne
l'eliminazione. "L'antitrust non ha poteri legislativi" ha commentato Barucci,
ricordando come la norma sia presente in altri Paesi europei, come in Francia,
"dove un pacchetto non può costare meno di 4 euro e mezzo".



27/08/2005

Nonfumatore risarcito con 50.000 euro

 Ha vinto la sua battaglia contro il fumo sul posto di lavoro,
e adesso otterrà un risarcimento di 50 mila euro. L?Agenzia del territorio,
in solido con il ministero dell?Economia e delle finanze, è stata condannata
a risarcire il suo dipendente per il «colpevole disinteresse» dimostrato
nei suoi confronti, poiché seppure più volte sollecitata dallo stesso non
ha provveduto a salvaguardare la sua incolumità psicofisica, compromessa
sia dall?esposizione a fumo passivo che dai comportamenti aggressivi e dalle
ritorsioni dei colleghi fumatori.
La storia è lunga e inizia nel 2001.
«Ero stufo della maleducazione di chi continuava a fumare ? afferma il dipendente
? nonostante i divieti imposti dalla legge del 1994 sui posti di lavoro pubblici,
così ho iniziato a chiedere di spegnere la sigaretta. Ma l?unico risultato
che ho percepito è stata una sorta di emarginazione lavorativa nei miei confronti,
compresa qualche ritorsione». Ritorsione di che tipo? «Frasi offensive scritte
all?interno dell?ascensore, cose di questo genere».
E quindi, cosa ha fatto?
«Ho chiesto una conciliazione all?Ufficio del lavoro, per essere trasferito
all?Ufficio relazioni al pubblico che doveva costituirsi con rango di reparto.
Di fatto sono stato trasferito lì, ma l?ufficio era una scatola vuota».
In che senso?
«Nel senso che non mi passavano nessuna pratica. Non ero utilizzato. Non
facevo niente».
Per molti non è poi un grosso problema...
«Ma uno che ha sempre lavorato come funzionario, preparato, sul piano personale
la prende come una mortificazione. Così sono ricorso a una seconda conciliazione,
in cui ho rinunciato a procedere a patto che mi facessero lavorare. Ma ancora
niente. Ho chiamato persino la polizia municipale per un sopralluogo, e i
vigili hanno accertato che il locale era stato ricavato tramezzando un corridoio.
Ho ottenuto una nuova stanza, ma continuavo a non lavorare. Così ho fatto
causa all?ente e ho chiesto i danni».
Danni sia per il fumo passivo che per l?inattività lavorativa?
«Esattamente. Un danno esistenziale, professionale, alla carriera, e un danno
biologico, per il fumo passivo, considerato sulla base di una perizia del
medico legale nominato dal giudice».
La causa è stata promossa il 12 ottobre 2001, e dopo quattro anni il giudice
del Tribunale, in funzione di giudice del Lavoro, ha condannato la direzione
provinciale dell?Agenzia del territorio a risarcire, in solido con il ministero,
il danno biologico di 35 mila euro e il danno esistenziale di 15 mila euro.
Soddisfatto?
«Il giudice ha riconosciuto il ?colpevole disinteresse? dell?azienda nei
confronti delle mie segnalazioni. Un disinteresse che mi ha messo in una
posizione complicata, soprattutto nei confronti dei colleghi fumatori. Quando
questa storia è iniziata, nel 2001, non c?erano ancora stati molti precedenti,
almeno a Grosseto. L?esito non era quindi prevedibile».
A difenderlo in giudizio sono stati gli avvocati Emanuela Spagnoli e Simona
Morisco, quest?ultima della Cisl. «La sentenza ? affermano dal sindacato
? punisce severamente la pubblica amministrazione per l?inerzia e per l?inadempienza
contrattuale. Il datore di lavoro, soprattutto se rappresenta un ente pubblico,
deve garantire ai dipendenti salubrità, equità, dignità e rispetto».
Riccardo Bruni



 Sigarette sotto accusa.

Muore per un tumore ai polmoni, non prima
di aver citato in giudizio la Philip Morris Italia, i Monopòli di Stato,
l'Eti (Ente tabacchi italiani), il Ministero della Salute e quello delle
Finanze chiedendo il risarcimento dei danni. Una storia che viene da lontano,
quando, dopo una vita passata a lavorare in campagna, all'aria pura, il signor
Onofrio Annese, imprenditore agricolo e titolare di un'azienda di prodotti
tipici, scopre di avere un tumore (tecnicamente un carcinoma ascessualizzato)
al polmone sinistro con insufficienza respiratoria. È il 3 aprile del 2002.
Ma da subito il pensiero va a quei due pacchetti di sigarette di una nota
marca, fumati indissolubilmente al giorno per anni e anni. Dall'assuefazione,
alla tosse e alla sensazione di mancanza di respiro. Questi i passaggi prima
del ricovero all'ospedale di Chieti. Il referto non dà purtroppo scampo e
mette a confronto con la realtà. L'avvocato Filippo Grattagliano ha intentato
causa, per conto della famiglia dell'Annese, contro la multinazionale del
fumo al Tribunale di Roma perché il problema è stato verosimilmente causato
dal consumo di sigarette.  Una causa singolare la sua, che trova molti precedenti
in America, men che meno in Italia. «Vogliamo sottolineare - spiega Grattagliano
- come il signor Annese abbia cercato invano di smettere di fumare, sollecitato
anche dai suoi familiari. Ma il bisogno di portare la sigaretta alla bocca
e consumarla fino al limite del filtro era troppo forte». L'avvocato in tal
senso rileva come «la responsabilità di ciò va attribuita a chi ha prodotto
e posto in commercio le sigarette e gli altri soggetti giuridici correlati
- e inoltre dice -. Le case produttrici di sigarette vi metterebbero, durante
la trasformazione del tabacco in sigaretta, anche altre sostanze non dichiarate.
Sarebbero queste, e la nicotina, a provocare assuefazione e dipendenza da
parte dei consumatori». L'attenzione dell'avvocato monopolitano è rivolta
proprio alle sostanze che provocano l'assuefazione al fumo. Una causa non
solo nel rispetto di una vita spezzata, ma in difesa dei consumatori, e che
non sembra avere precedenti in Puglia. Una crociata contro il fumo attivo,
l'ossido di carbonio ma soprattutto i danni da nicotina, un alcaloide che
i fumatori assimilano «tirando» una sigaretta. Il signor Annese ha solo potuto
vedere l'inizio di questa querelle giudiziaria iniziata nel novembre del
2002. Poco più di un mese dopo, il 22 dicembre dello stesso anno purtroppo
il tumore non gli dette scampo. Ma la sua battaglia prosegue, per volontà
dei familiari. Il processo è nella fase preliminare all'attività istruttoria.
Eustachio Cazzorla

21/08/2005

Ecco, allora mi presento

Ciao a tutti,
 
sono un ex-fumatore di quasi 27 anni dalla Svizzera. Non è moltissimo che ho smesso, ma questo non mi interessa: mi sentivo un ex-fumatore quando la mia esperienza col tabacco era agli sgoccioli. Riguardando indietro, mi pento del giorno in cui ho volontariamente cominciato a fumare: sono stati dieci anni di tosse, frequenti mal di gola, riniti in serie, catarro a go-go, spossatezza e mal di testa serali, influenze grandi e piccole, e un'inquietante ombra che aleggiava sulla mia testa: "Non è che morirò per il fumo?" Aleggiava, ecco il fatto: quando sono riuscito ad acchiappare e fare mio questo pensiero, anche grazie a alcune vicende raccontatemi o viste da vicino, l'ultima sigaretta mi è sembrata una tortura.
Oggi invidio chi non ha mai fumato una sigaretta in vita sua.
Funari (!) ha detto: "Gli ex-fumatori sono poveri dementi che si credono immortali." Beh, io sono consapevole di non essere eterno, ma da quando non fumo più ogni minuto di vita è una gioia. Devo sentirmi stupido per questo?
Ora ho deciso di dedicarmi, nel mio piccolo, alla lotta contro il fumo. Ma non contro i fumatori (o per lo meno non contro tutti i fumatori). Ho scelto questo pseudonimo perché ho letto le assurdità che FORCES propugna e non riesco a concepirle.
All'Italia, terra da dove provengo e che mi capita sovente di visitare, invidio moltissimo i locali senza fumo.
 
CIAO!!!
 
antiforces

20/08/2005

Non essere schiavo della tua liberta'

 

Al mio rientro in trincea ho letto i vari commenti arrivati durante lo scorso mese e mi piace riaprire le danze con queste parole :

Io, comunque, ho un sacco di amici che fumano e nonstante abbia smesso e mi interessi della lotta al tabagismo, non vedo in loro il nemico, non vedo in essi Satana. Anche se, ai miei occhi, stanno commettendo un errore.

 Quello di essere schiavi della loro libertà.



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