UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








15/07/2005

BUONE FERIE !!!

Oggi pomeriggio parto per andare a passare un po' di ferie estive sulle splendide spiagge della mia amata PUGLIA.

Dovrei rientrare subito dopo Ferragosto. Fino ad allora, mi raccomando, non ricominciate a fumare.

Un abbraccio a voi tutti e, anche a voi,

BUONE FERIE !!!!

 

Verande e dehors


UNA delle questioni aperte dalla legge anti-fumo è rappresentata dall'applicazione
del divieto ai locali interni delle verande esterne e dei dehors annessi
a numerosi esercizi pubblici. E' storia di inizio anno il caso di un esercente
della provincia di Genova al quale l'Asl competente, interpellata sulla possibilità
di lasciar fumare i clienti all'interno della veranda esterna al locale,
aveva risposto in maniera affermativa, mentre dopo qualche giorno i vigili
urbani gli avevano, al contrario, intimato l'affissione del cartello «vietato
fumare» nel dehors.
Dal punto di vista tecnico, la soluzione al quesito si trova nella norma
che sancisce il divieto di fumare nei locali chiusi. Pertanto, se il dehors
è chiuso perimetralmente, il divieto di fumo è assoluto, mentre se il dehors
non ha alcuna chiusura perimetrale oppure questa è parziale, allora i fumatori
sono liberi di accendere le loro sigarette. Il fumo è vietato ovviamente
in tutti gli spazi chiusi e comuni (reception, bar, sale da pranzo). Il divieto
riguarda anche i centri commerciali. E? invece possibile fumare in tutti
i luoghi all?aperto, compresi quelli in cui si svolgono concerti oltrechè
nei cortili e sui balconi.

 

Usa, proposta choc:

campagne anti-tabacco

a spese delle compagnie


Nuovo capitolo all'interno del mega processo in corso contro otto aziende
statunitensi del tabacco (fra cui Philip Morris e R.J. Reynolds). Ad aprirlo
il governo americano che ha presentato istanza a un giudice federale affinché
intervenga con un provvedimento per costringere i produttori di sigarette
a finanziare con 10 miliardi di dollari una campagna nazionale per convertire
i fumatori e indurli ad abbandonare questo pericoloso, quanto oneroso vizio,
e a sostenere con altri 4 miliardi un programma educativo anti-fumo.
Grazie a tali somme di denaro, richieste dal dipartimento di Giustizia in
nome di una presunta frode ai danni dei consumatori, la prima iniziativa
potrebbe essere finanziata per cinque anni, la seconda per dieci. Nell'istanza
si chiede anche di vietare il commercio di sigarette con la definizione "light",
ritenute pericolose quanto le normali. Ma contemporaneamente si auspica che
il giudice, Gladys Kessler, sia lasciato libero di decidere eventualmente
di prolungare la durata delle iniziative.

 

Bolzano sarà presto «smoke-free»

 BOLZANO. Stop al fumo, da venerdì si fa sul serio. Non che fino ad ora i
divieti non siano stati rispettato, solo che dal primo luglio a quelli già
in vigore se ne aggiungeranno altri. Risultato: si potrà fumare solo all?aperto
oppure nelle sale riservate, che però sono praticamente inesistenti. L?assessore
provinciale alla sanità Richard Theiner è soddisfatto: «Anche perché - afferma
- gran parte della popolazione, ristoratori compresi, è d?accordo con i divieti».
 L?elenco dei divieti è lungo. Tutti i locali chiusi in cui si consumano
pasti, ma anche negozi, fabbriche, uffici, studi professionali e officine
meccaniche. Fino al primo luglio la Provincia aveva concesso una deroga per
bar e ristoranti, ma da venerdì queste deroghe spariranno. «In tutti i luoghi
chiusi in cui si mangia, non si potrà più fumare», spiega Mirco Benetello
della Confesercenti. «Meglio - dice Adolfo Schievenin dell?Unione commercio
-, perché da una nostra indagine risulta che col divieto di fumo le pizzerie
fanno più affari, mentre i ristoranti non hanno subito cali rilevanti».
 Intanto si stanno fugando gli ultimi dubbi sui divieti. Il primo lo scioglie
Benetello: «Nei ristoranti al chiuso non si potrà fumare, in nessun caso,
nemmeno con sale riservate». Diverso il discorso per terrazze e verande:
«Lì le sigarette sono ammesse, la legge parla esplicitamente di luoghi chiusi».
 Dal primo luglio entreranno in vigore anche i divieti in negozi, pasticcerie,
officine meccaniche, in tutte le aree dei balli di maturità e di altri balli,
nelle associazioni private e nei club. Al chiuso si potrà fumare (oltre che
in casa propria...), soltanto nelle sale riservate all?interno di bar e luoghi
di lavoro. Ma queste sale, assicurano le associazioni di categoria, non le
ha fatte nessuno, anche perché l?investimento necessario (circa 20.000 euro)
non è ammortizzabile per esercizi medio-piccoli. Discorso diverso per il
Parkhotel Laurin, dove tra qualche giorno inizieranno i lavori per allestire
una sala fumatori: dureranno qualche mese, probabilmente fino a settembre.
Nel giardino invece, così come in generale in tutti i luoghi aperti, le sigarette
non sono bandite.
 L?assessore provinciale alla sanità Richard Theiner intanto ricorda come
la maggior parte della popolazione sia favorevole ai nuovi divieti. «L?80%
della popolazione è d?accordo, e lo sono anche i ristoratori, di cui l?84%
ha dichiarato che il fumo passivo costituiva anche per i lavoratori un rischio
per la salute. Da quando è entrato in vigore il divieto, si sono perse meno
ore di lavoro per assenze per malattie come asma, bronchite ed altre malattie
dell?apparato respiratorio. L?elevato livello del consenso raggiunto - afferma
Theiner - dimostra che la popolazione pensa ed agisce in modo più responsabile
rispetto a quello che si era previsto. Ora - continua l?assessore - si tratta
di raggiungere a lungo termine dei cambiamenti negli stili di vita». Per
questo l?assessorato ha anche aumentato l?offerta di corsi per la dissuefazione
dal fumo (per informazioni si può chiamare il servizio ?pronto sanità? al
numero di telefono 840-002211).


14/07/2005

 

Duecentocinquanta

cavie orfane di Sirchia 
           
Il Tempo 13/07/2005   
    
      Dopo il ritorno della sigaretta al Consiglio dei ministri e dopo la maggiore flessibilità verso i fumatori da parte di Montecitorio e palazzo Madama, grazie al turnover del ministro della Salute, adesso sono a rischio le 250 cavie ministeriali volute da Sirchia (foto). Niente paura, non si tratta di reali pericoli ma soltanto del blocco di una sperimentazione da fanatismo salutare che avrebbe garantito qualche privilegio e che ora rischia di fermarsi. Gerolamo Sirchia, dall'autunno scorso stava lavorando a un progetto pilota che voleva fare della sede ministeriale la prima area salutista del Paese.
      Nella sede degli uffici all'Eur infatti, dopo lunghe trattative con dipendenti e sindacati e dopo qualche promessa, Sirchia e il direttore generale della prevenzione Donato Greco, avevano annunciato l'avvio della sperimentazione per trasformare i 250 ministeriali in cavie della salute. Proprio così, non solo il ministero sarebbe dovuto diventare tutto "smoke free" anche se da un conteggio interno, almeno il 22% di loro dichiarava di essere fumatore. No, i dipendenti dell'Eur sarebbero stati sottoposto a tre screening tumorali (mammella, colon e prostata) all'anno, avrebbero dovuto bandire tutte le maxiporzioni e tutti i grassi dal pasto della pausa pranzo, si sarebbero dovuti vaccinare contro l'influenza e avrebbero dovuto frequentare la palestra interna.
      Avrebbero, perché con l'arrivo di Francesco Storace al dicastero, molte cose sono cambiate. Non che sia stato cancellato tutto, resiste sicuramente il vaccino contro l'influenza che crea l' assenteismo invernale ma le altre cose sono molto più libere di prima. Chi vuole può continuare a seguire la dieta, gli screening saranno proposti, ma non ci saranno i ventilati premi e vantaggi. E chi aveva incominciato la cura Sirchia adesso si trova in mezzo al guado. Sacrifici si e premi no. Ma suvvia, alla fine la salute ci ha comunque guadagnato!
      Antonio Calitri

13/07/2005

 

Fumo, il vizio scatta nel cervello

Ringrazio Marco di Avezzano che mi ha inviato questo articolo molto interessante
tratto da La Repubblica dell'8 luglio 2005
Saluti. Cinzia

Fumo, il vizio scatta nel cervello
la dipendenza è colpa dei neuroni
Anche un effetto 'positivo' della nicotina sulle capacità cognitive

 
ROMA - Sono alcuni neuroni, situati in una parte centrale del cervello, i
responsabili della dipendenza dal fumo. A sostenerlo è un'equipe di ricercatori
francesi dell'Istituto Pasteur e del Cnrs, che ha pubblicato sulla rivista
Nature i risultati dei suoi studi. Dai test sui topi è emerso che un solo
tipo di recettore della nicotina agisce su questi neuroni, e lo fa attraverso
una molecola specifica chiamata sotto unità b2 del recettore della nicotina.
Oltre allo stimolo della dipendenza, un altro risultato emerso dalla ricerche
è un l'effetto 'positivo' di questa sostanza sulle capacità cognitive.

La strada intrapresa dalla ricerca potrebbe essere molto importante per lo
sviluppo di nuove misure contro il tabagismo. Un vizio che, secondo gli esperti,
in questo secolo potrebbe uccidere circa 100 milioni di persone.

Ecco come si è svolto l'esperimento, diviso in due fasi. Inizialmente sono
stati utilizzati come cavie dei topi che non possedevano la sotto unità b2
del recettore; poi si è ripetuta l'analisi negli stessi animali manipolati
perché esprimessero la sotto unità indicata. I risultati hanno evidenziato
nel primo caso che dopo la sospensione della somministrazione di nicotina
i topi non la cercavano autonomamente, segno che non ne erano dipendenti.
E presentavano anche una ridotta capacità cognitiva nell'esplorazione degli
spazi liberi. Mentre nel secondo caso gli animali imparavano ad assumere
da soli la nicotina presentando anche migliori capacità di esplorazione.


Spiegano gli scienziati che nell'uomo, così come nei topi infatti, la nicotina
si lega ad un solo e specifico recettore formato dall'insieme di cinque sotto
unità proteiche. Queste, a loro volta, possono combinarsi sulla superficie
dei neuroni in centinaia di combinazioni con proprietà farmacologiche differenti.
I neuroni 'forniti' di questi recettori si trovano in una zona profonda e
centrale alla base del cervello, detta 'area tegmentale ventrale'.


11/07/2005

 

Esagerati!


In previsione di un prossimo (probabile?) divieto di fumare in auto, la Seat sta gia' mettendo in circolazione modelli sprovvisti dell'ormai inutile posacenere. E' il caso, per esempio, dell'Altea. Certo, rimane il dubbio di cosa faremo, d'ora in avanti, dell'accendisigari ma, fino a quando sara' legale incendiare il sedile del passeggero, dovrebbe restare di serie.
(Fonte: Radio DeeJay)

 

Svelato il meccanismo

che produce la forte

dipendenza dalla nicotina

Elisabetta Cantoni
ROMA ? Svelato il meccanismo della dipendenza da nicotina. Un'equipe di ricercatori
francesi ha infatti scoperto che una stessa molecola, intervenendo sulla
superficie di particolari neuroni, agisce allo stesso tempo determinando
il meccanismo di dipendenza, ma anche l'effetto legato al miglioramento delle
performances cognitive. La ricerca, frutto del lavoro di un'equipe di neuroscienziati
dell'Istituto Pasteur di Parigi guidati da Jean Pierre Changeux, è pubblicata
sulla rivista «Nature» e potrebbe aprire la strada a nuove e mirate terapie
contro il tabagismo. I ricercatori hanno quindi scoperto che su particolari
neuroni, situati in una piccola zona nel fondo del cervello, un solo tipo
di recettori è all'origine sia della dipendenza da nicotina ? che secondo
gli esperti ucciderà 100 milioni di esseri umani nel corso di questo secolo
? sia del miglioramento delle capacità cognitive che tale droga procura.
Nell'uomo, così come nei topi, affermano gli scienziati, la nicotina si lega
dunque ad un solo e specifico recettore caratterizzato dall'assemblaggio
di cinque sotto unità proteiche che, a loro volta, possono combinarsi sulla
superficie dei neuroni in centinaia di combinazioni con proprietà farmacologiche
differenti. I neuroni muniti di tali recettori si trovano in una zona profonda
e centrale alla base del cervello, detta VTA, e giocano dunque anche un ruolo
fondamentale nel miglioramento delle performance cognitive. I ricercatori
si propongono ora di effettuare nuovi studi su cervelli umani post mortem
di fumatori e non fumatori per l'identificazione delle combinazioni delle
sotto unità del recettore. L'obiettivo è anche cercare di individuare dei
profili genetici legati a tali recettori: un giorno, probabilmente, i medici
potranno cioè ?ritagliare? una strategia terapeutica su misura a seconda
del profilo genetico del paziente che volesse smettere di fumare dicendo
per sempre addio alle ?bionde?.


 

Il fumo sale dal locale, parte l'esposto

Vabbè vietare il fumo nei locali aperti al pubblico, vada pure per l'aumento
del prezzo delle "bionde" che forse serve a disincentivare il brutto e poco
salutare vizio, ma l'esposto contro chi fa fumare i clienti fuori dal bar
sfiora proprio il paradosso.
Eppure è successo.
I protagonisti della storia rimarranno senza nome in attesa di conoscere
la decisione del pubblico ministero al quale è stato affidato il fascicolo:
archiviazione o richiesta di rinvio a giudizio.
L'esposto è stato presentato contro i gestori di un bar che si trova nel
cuore storico di Pordenone. Un locale pubblico che, come molti altri nei
due corsi, conta anche su una sorta di terrazza con ombrelloni e sedie. Così
gli avventori, durante le calde serate estive, possono trascorrere qualche
ora all'aperto, magari godendo di un po' di frescura, e regalando vitalità
a una città che si "spegne" sempre più presto. Una bibita fresca, uno stuzzichino
e, per i fumatori, il finale d'uopo consiste nell'accendersi una sigaretta
e nell'assaporarla tranquillamente. Rituale concesso dalla legge quando ci
si trova all'aperto.
Ma, si sa, il fumo sale ed entra a mo' di spirale dalle finestre aperte nella
case e, immaginiamo, solletica e infastidisce il naso soprattutto di chi
non fuma o, ancora peggio, di chi ha smesso di fumare (e questi ultimi sono
sempre i meno accomodanti). Un inconveniente che finora non era mai finito,
però, sul tavolo di un magistrato inquirente anche perchè la stessa cosa
accade nei palazzi, quando il vicino del piano di sotto si accende la sigaretta
o il sigaro in terrazza o sul davanzale della finestra.
Mai... fino a qualche giorno fa.Infatti il signor o la signora X hanno presentato
un esposto in tribunale contro i gestori del locale colpevoli di lasciare
fumare i clienti fuori dal bar. «Cosa devo fare, chiedere loro di spegnere
la sigaretta?», ironizza, arrabbiatissima la titolare. Una richiesta che
peraltro non potrebbe fare perchè fumare all'aperto è permesso e nessuno
può impedire a chichessia di accendere la bionda.
Susanna Salvador

08/07/2005

 

Profumo di nonno
di SERENA PAGLIARO


C'è stato un momento in cui non avrei saputo dire come tutto era cominciato. Ero sempre stata profondamente disgustata da chi fumava, soprattutto i ragazzini della mia età, i quali pensavo lo facessero per "farsi notare". Sono cresciuta in una famiglia in cui nessuno fumava, i miei genitori mi hanno sempre messo in guardia da certe "cattive abitudini", non perdendo mai occasione per farmi notare come alcuni comportamenti fossero sbagliati o addirittura inaccettabili, soprattutto per una ragazza di 17 anni come me. Tutto ciò che i miei genitori mi avevano trasmesso lo avevo reso mio, a tal punto da permettermi di giudicare gli amici, che arrivavano a scuola alle otto del mattino con una sigaretta tra le dita. Perché? Ma soprattutto, perché ci sono cascata anch'io? Me lo sono chiesto più volte, facendo risalire tutto all'ascendente che il mio ragazzo aveva su di me. Fumava lui,... e cominciai a fumare anch'io. Ma non fu quello il mio primo approccio con la sigaretta. In realtà la mia "prima volta" con la sigaretta fu a 15 anni, nel bagno della scuola, con la mia migliore amica. La cosa finì lì. Mi fece quasi schifo. Quando dopo qualche anno arrivò il mio ragazzo, beh, avevo ben altre motivazioni per farlo. Volevo essere come lui per piacergli di più. Ma può bastare così poco per buttare via le convinzioni di una vita? Possono non esser stati sufficienti le infinite raccomandazioni, i consigli e l'educazione impartitemi dai miei genitori? E così, ho trovato la risposta da un'altra parte. L'ho trovata in mio nonno. Tutto è accaduto di recente a causa di una scena rivissuta, quella di mio nonno. Dopo ogni pranzo, com'e' sua abitudine, si accende una sigaretta. Lo fa da quasi mezzo secolo. E' stato come tornare indietro per un tempo, e ripercorrere uno per uno tutti i pranzi della domenica in cui la famiglia si riuniva. Mi sembra quasi di sentire tutt'ora l'odore di quel primo tiro di sigaretta che mio nonno con tanto gusto assaporava, e che ora, non so bene per quale preciso motivo, non sento più. Ma allora quell'odore mi piaceva, per me era quasi un profumo, ed ogni volta che mio nonno allungava la mano verso il pacchetto, mi avvicinavo subito a lui per non perdermelo. Lo osservavo. E nonostante avessi solo 6 anni, nonostante non potessi capire per quale strana ragione il nonno fumasse, percepivo molto chiaramente sul suo viso il piacere di compiere quel gesto. Sapevo che io non lo avrei mai potuto fare, non perche' mi fosse stato proibito (ero troppo piccola), ma perché associavo quel gesto solo agli adulti, non tutti ovviamente, ma solo a quelli a cui piaceva farlo. Dopotutto non avevo mai visto nessun bambino fumare, ma dentro di me sapevo che un giorno avrei potuto farlo, perché quel giorno, anche se lontano, sarei cresciuta anch'io. E così adesso considero il mio ragazzo non come la causa, ma solo come la scintilla che ha acceso un fiammifero che era in me già da tempo. I miei 17 anni sono passati. Ne ho 22. Da qualche tempo non fumo più. Mi sono resa conto di non avere mai avuto dei reali motivi per dover fumare. Il mio era dopotutto un comportamento appreso, anche se inconsciamente, da una persona a cui ero affettivamente legata e che per me rappresentava un modello. E così ho chiuso. Posso ritenermi fortunata. Tra poco saro' una psicologa e credo di avere fatto un passo importante per garantire la mia professionalita'.

Lucry

Oggi mi ha scritto Lucry, questo e-mail :

senti,io ho 14 e fumo.fumo perchè mi va di farlo, e  perchè è un modo che mi aiuta ad evadere dalla mia vita.se devo morire,muoio anche senza fumare.anche a me è morto mio padre,ma non a causa del fumo(sebbene fumasse),ma a causa di cose ancora più gravi di una sigaretta.apprezzo la tua "campagna"contro il fumo,ma purtroppo non sono una di quelle persone che accettano consigli sulla propria vita.
Chiunque voglia dirgli qualcosa sull' argomento lo faccia inserendo commenti a questo post.

01/07/2005

 

Per eliminare gli sprechi 

 

      Signor direttore, per migliorare l'economia pubblica ogni tanto qualche ministro propone di «eliminare gli sprechi». Ma finora è stato impossibile rintracciare la voce «sprechi», seppure tanto abusata, nei capitoli di spesa dei ministeri. Il 31 maggio al convegno sul tabagismo all'Istituto Superiore di Sanità la ricercatrice Pacifici ha scoperto il sistema per risparmiare lo 0,47 per cento del Pil italiano; il sistema è «non fumare».
       In momenti di recessione come questo bisognerebbe precipitarsi a fare qualcosa sul tabagismo, magari con qualcuno più competente del ministro Storace, che come i tabagisti più sciocchi dirà, «non basta mica, i problemi sono ben altri» prima di accendere il cervello. Affrontare il tabagismo riduce uno spreco di 5.700 milioni di euro annui, l'8 per cento di tutto quello che spende il Servizio Sanitario Nazionale, altro che l'elettrosmog e Ogm dei Verdi. Un metodo fattibile è fissare aumenti alle sigarette del 20 per cento annuo per i prossimi 15 anni, con gli incassi - che saranno immediati - si pagheranno gli operatori dei centri di disassuefazione; così i fondi gireranno e in un senso utile, risparmiando soldi e sofferenze.
      Massimo D'Angeli Presidente di Aria Pulita associazione onlus di non fumatori



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