UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








24/03/2005

BUONA PASQUA !!!

Manchero' per qualche giorno. Auguro a voi tutti una

BUONA PASQUA !

http://www.areamc.com/cartoline_img_testo.asp?id_img=1164

Si fuma di meno

ma si sporca di più


La legge Sirchia sul divieto del fumo ha sortito effetti interessanti e fattivi
e vedo che è stata rispettata con sufficiente disciplina dei fumatori e dei
gestori dei locali. Però si può notare facilmente un conseguente inquinamento
dell'ambiente in quanto i fumatori che rispettano la legge Sirchia, fumando
sulle soglie dei locali, lasciano i mozziconi e i pacchetti per terra. La
mattina, specialmente dopo i giorni festivi, centinaia di cicche e pacchetti
vuoti offrono a chi passa uno spettacolo poco edificante. I gestori dei locali
possono fare senz'altro qualcosa.. Oppure occorrerà che si muova il ministro
dell'ambiente con un'ulteriore emissione di legge, per ovviare simili sconci?
Gianni Massidda Devo dire che non speravo che la legge Sirchia sortisse effetti
così positivi. Non so se i guadagni dei ristoratori sono calati, non vado
spesso fuori a pranzo o cena, ma mi sembra che tutti rispettino il divieto.
Dispiace però vedere cumuli di cicche davanti ai ristoranti.. Lettera firmata
Abbiamo visto, dopo il provvedimento del ministro Sirchia, decine di ospiti
dei ristoranti alzarsi tra una pietanza e l'altra e uscire all'aperto, abbiamo
visto nascere commoventi amicizie davanti a cumuli di cicche, abbiamo visto
ristoratori fumare di nascosto, colleghi nicotinomani incappottati di tutto
punto lasciare la loro scrivania nel bel mezzo di un articolo o della confezione
di una pagina per andare a tirare una boccata d'aria nel cortiletto del giornale.
Abbiamo visto mariti imperterriti fumare in casa anche fuori dai pasti (lì
non te lo vieta nessuno, e notoriamente i crimini più efferati si compiono
in famiglia...). Che dire ai nostri lettori non fumatori? La legge sta dando
i suoi frutti, e come tutte le cose positive ha i suoi effetti collaterali
sgraditi. Certo chi fuma per strada dovrebbe evitare di lasciare una traccia
così evidente e puzzolente del suo passaggio. Ma qualcuno dovrebbe forse
sistemare dei posacenere, dei cestini. Quanto all'augurio che il ministro
dell'Ambiente vari una legge specifica forse è troppo. La nostra buona educazione
(se non la cura della nostra salute) dovrebbe imporci di non sporcare per
terra, ma i comportamenti civili si creano con le buone abitudini, non con
le imposizioni. Ci sono città europee dove vedere una sigaretta spenta per
strada è impensabile, ma anche la carta di una caramella, gli avanzi di un
panino, di un giornale, di un pacchetto di patatine. Per non parlare delle
altre cicche, quelle di gomma, disastrose per l'ambiente (anche se meno pericolose
delle sigarette).
20/03/2005


23/03/2005

 

L' Alighiero prova a rispondere, a modo suo, al post del 17 marzo sul tema "Attore fuma in teatro..."
 
Del copion è l'esigenza.
 
Possa aver di parte sua, l'attor cortese,
l'espression giusta e le parole adatte,
ma possa anche evitar di far di ciò le spese
se sulla scena debba furmar le sigarette.
Nulla può tanto quanto iniziar, per gioco
o per diletto oppur per personaggio,
per poi diventarne schiavo. E non per poco!
Ma per tutta la vita! ... E questo non è saggio.
L' Alighiero
 

MOIGE E PHILIP MORRIS

Alla cortese attenzione dei dottori D'Angeli e Mangiaracina,

Abbiamo ricevuto la sua mail 'lettera aperta' nella quale esprime il suo apprezzamento per le nostre campagne informative sul tema della prevenzione del fumo verso i minori e le donne in gravidanza. Di questo la ringraziamo vivamente, in quanto tale apprezzamento rafforza la consapevolezza scientifica del nostro impegno, peraltro confermato dal patrocinio scientifico ricevuto dal mondo medico e dalle fonti scientifiche cui la nostra comunicazione fa sempre riferimento e dalle centinaia di attestazioni provenienti da educatori delle scuole visitate. L'iniziativa, partita il primo marzo 2003, non contrasta con le precedenti perché anche le precedenti hanno ricevuto il sostegno finanziario di Philip Morris Italia. Mi preme precisare il termine 'finanziario', in quanto l'intera gestione del progetto è a nostra totale discrezione e gestione e, come visto dagli apprezzamenti da Lei espressi, con successo. E' semplicemente triste fare disinformazione, verso coloro che sono impegnati in prima fila su questi temi con progetti innovativi e di grande efficacia come ammesso dalle decine di educatori e docenti che ci hanno espresso il loro grazie ed hanno visto con i loro occhi l'efficacia della campagna sui minori. E' molto triste offendere, senza averla mai interrogata, una libera associazione che porta avanti con orgoglio e successo le sue iniziative sociali.  E poi falso e vergognoso dire che Moige consenta a Philip Morris di  entrare nelle scuole, perché nel progetto e materiale informativo distribuito ai minori e docenti non compaiono in alcun modo i riferimenti dello sponsor.
Ma  rispondiamo che le vostre inesattezze e superficialità fanno male almeno quanto il fumo che Voi e noi combattiamo, e tenere il clima sociale pulito e corretto dovrebbe essere compito anche vostro.

Distintamente
AntonioAffinita
Direttore rel istituzionali MOIGE 063215669 www.genitori.it

Ps: con preghiera di pubblicazione sul sito ariapulita.org ai sensi della normativa giornalistica sul diritto di replica


ECCO CIO CHE SCRIVONO SUL SITO


Moige e Philip Morris, educano "il MINORE"

E' partita dalla scuola "De Amicis" di Lecce, la terza tappa della campagna informativa sul fumo minorile chiamata "Lascia il fumo al capolinea", che fino a maggio girerà le scuole elementari e medie di Puglia, Campania, Sicilia, Calabria, e Basilicata, coinvolgendo circa 10.300 bambini. L'iniziativa è organizzata dal Moige, Movimento Italiano Genitori, con il contributo economico di Philip Morris Italia. Philip Morris International e le sue affiliate sostengono circa 100 programmi di prevenzione al fumo giovanile in quasi 90 paesi. "Lascia il fumo al capolinea" è partito l'8 marzo 2004 ed ha già raggiunto, nelle zone del centro Italia, circa 9.500 bambini. Alla fine di questa terza tappa ad avere visitato la mostra saranno stati oltre 20.000 bambini, tutti di età compresa tra gli 8 e i 13 anni. Ora, con questa nuova tappa, anche i piccoli studenti del sud avranno la possibilità di visitare la mostra - bus con giochi interattivi e testimonianze di personaggi dello sport - ed assistere, senza alcuna spesa per le scuole, ad un teatrino di marionette i cui protagonisti sono "Pol" e "Mon", il polmone sano e quello malato a causa del fumo.  La campagna del Moige nasce dalla necessità di prevenire l'abitudine del fumo tra i minori; vari studi dimostrano infatti che la prima sigaretta si accende spesso prima dei 14 anni. L'ultima indagine Oms sostiene che su 100 ragazzi di 11 anni 4 fumano (3,43%) e che la percentuale sale al 33% a 15 anni (uno su tre). Secondo l'Istat la media italiana di quanti hanno cominciato a fumare prima dei 14 anni è del 6,2%. In testa, ben al di sopra
della media, ci sono proprio i ragazzi delle regioni coinvolte da questa terza tappa: la Campania (8,6%); la Calabria (7,4%); la Basilicata (7,3%); la Puglia (6,6") e, unica al sud in linea con la media nazionale, la Sicilia (6,2%). Supera tutti solo la Sardegna, con il 9%, che verrà raggiunta dal bus in una tappa successiva. La campagna ha riscosso ampio consenso da parte di istituzioni e specialisti fin dalla sua partenza. Alla conferenza di presentazione è intervenuto, tra gli altri, il sottosegretario all'Istruzione Valentina Aprea, che ha sottolineato la necessità di "inserire nella scuola secondaria di primo grado anche obiettivi specifici di apprendimento relativi all'educazione, tra cui l'informazione e la prevenzione sul tabagismo e i danni che procura".
Fonte: http://www.genitori.it/documento.asp?sotto=36&articolo=644

Commento:
Dove sta il trucco? Semplice. Basta usare in prima evidenza la parola "minore" e "fumo minorile" nella comunicazione sociale e creare un impatto mediatico sufficiente a permeare proprio il loro target per eccellenza, quello giovanile. Sembra poco? Eppure e' una delle piu' efficaci strategie di marketing che si possano immaginare, elaborata da grandi esperti del colosso Philip Morris. Perche' si infiltra persino nei luoghi sacri, nelle scuole, con il beneplacito di organizzazioni apparentemente al di sopra di ogni sospetto. Invece, non solo i sospetti li abbiamo eccome, ma anche la certezza che l'azienda Philip Morris continuera' anche in questo modo, a fare i propri interessi commerciali.
Prof. Giacomo Mangiaracina
Docente di Promozione della Salute, Universita' La Sapienza Presidente
Societa' Italiana di Tabaccologia
 
-----------------------------
Chiediamo:
che si impedisca con ogni mezzo lecito alla Philip Morris di entrare nelle scuole, di fare marketing scolastico, veicolata da politici ed
organizzazioni che si spacciano per benefattrici dell'umanita'. La stessa promozione del marchio PM nella scuola e' criminale.

Stanno facendo unicamente gli interessi loro, quelli della grande multinazionale che i giovani li adesca e li fidelizza, stroncando le loro vite, col tabacco.
 
Proteggiamo DAVVERO i nostri figli, i nostri bambini, i nostri ragazzi. Diciamo loro che sono "MAGGIORI" e non "minori".

ARIA PULITA - ASSOCIAZIONE NON FUMATORI -ONLUS  www.ariapulita.org 


ECCO LA LETTERA Mandata al Moige

-----Messaggio originale-----
Da: Massimo D'Angeli [mailto:massimo.dangeli@katamail.com]
Inviato: mercoledì 16 marzo 2005 22.54
A: cn@genitori.it; redazionemoige@genitori.it
Cc: Giacomo Mangiaracina; Non-Fumatori; Michele Ainis; fabiana.tinaglia@eco.bg.it; Antonella Cremonese; Edoardo Raspelli; Guglielmo Pepe; 'Luisa Bider'; Margherita De Bac
Oggetto: Prevenzione del tabagismo col produttore di tabagismo ?

Spettabile MOIGE
(p.c. : SITAB Soc. It. Tabaccologia; lista non-fumatori; giornalisti vari)

Molto brevemente, prendendo spunto da quanto riportato sotto circa l'iniziativa di prevenire il tabagismo nelle scuole insieme a  Philip Morris Italia, chiedo spiegazioni sull'iniziativa. 
Il motivo è che Philip Morris PRODUCE tabagismo, perciò non solo non può avere interesse reale a prevenirlo, ma l'unico suo interesse plausibile sembra esser quello di rifarsi la faccia; questo secondo me.
Questa vostra iniziativa inoltre contrasta con quelle precedenti, tra cui "Lascia il fumo al capolinea" e quella bellissima per gravidanze senza fumo: di entrambe ne venni a conscenza al convegno sulle malattie rare dell'Ottobre 2004 all'ISS, ricevendo da voi dei bei utili poster che utilizzai.  Chiederei spiegazioni.  Saluti

Massimo D'Angeli
Dottore in Psicologia
Presidente di "Aria Pulita - Associazione Non Fumatori - ONLUS"


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Il Tempo 01/03/2005 LAURA CANDELORO
</TD< tr>
PARTE oggi la terza campagna di prevenzione del fumo minorile curata dal Moige con il contributo di Philip Morris Italia, «Lascia il fumo al capolinea», che fino a maggio girerà le scuole elementari e medie di Puglia, Campania, Sicilia, Calabria, e Basilicata. Una mostra teatro itinerante per convincere 10.300 giovanissimi che il fumo è dannoso e provoca dipendenza, sfatando la leggenda che si possa smettere quando si vuole e facendo così desistere il rito d?iniziazione della «prima sigaretta». Per arginare un fenomeno che attecchisce sempre più precocemente, la campagna didattica, partita l?8 marzo 2004, ha già toccato nel centro Italia, circa 9.500
bambini fra gli 8 e i 13 anni, età d?inizio della «prima boccata di fumo». L?ultima indagine Oms sostiene infatti che già a 11 anni ben 4 ragazzi su 100 fumano (3,43%) e a 15 anni salgono a 1 su 3. Il sottosegretario all?Istruzione Valentina Aprea, invita a «inserire nella scuola secondaria di primo grado l?informazione e la prevenzione sul tabagismo. Non va abbassata la guardia nelle scuole, in
considerazione della giovanissima età dei fumatori, e della presenza di una dinamica emulativa, legata anche a processi di integrazione-esclusione in certi gruppi di pari, condizionati dal fumare o meno».





17/03/2005

Attore fuma in teatro per esigenze di copione



di ALFONSO LIGUORI
IMOLA ? Humphrey Bogart, ai giorni nostri, non se lo sarebbe filato nessuno.
E non per via del borsalino sulle ventitrè né dell?impermeabile da gelataio.
Ma piuttosto per lo sguardo nicotinico e l?occhio appestato da drogato (del
fumo). Altro che «play it again, Sam»: neanche una parola avrebbe potuto
proferire il povero Bogey. Oggi come oggi, se nessuno ha nulla da ridire
sui pupattoli biondo-riccioluti con gli occhi orlati di kajal che sullo schermo
ripropongono i mitici condottieri dell?antichità non si ammette più lo pseudo
seduttore con la sigaretta pendula.
Quindi nulla da eccepire se il divieto di fumo venga esteso anche agli attori
durante la rappresentazione. Anche se la nuvola di fumo sprigionata da una
volottuosa aspirata di sigaretta è prevista dal copione. Questa la questione
sollevata da due anziane abbonate alla stagione di prosa del Teatro dell'Osservanza
di Imola, al termine della rappresentazione di «Uno sguardo dal ponte» di
Arthur Miller, regia di Giuseppe Patroni Griffi, quando le spettatrici hanno
protestato con il Direttore Artistico Luca Rebegianni perché alcuni attori,
nel corso dello spettacolo, avevano più volte acceso il sigaro, contravvenendo
alle nuove norme sul fumo nei locali aperti al pubblico, come, secondo le
battagliere signore, va considerata anche una sala teatrale.
«Ho cercato di spiegar loro, che l'azione è prevista dal copione - ha detto
Rebegianni - che fa parte della storia e delle direttive di regia, e che
quindi non possiamo intenderla rientrante nelle restrizioni previste della
legge del ministro Sirchia. Nonostante ciò, ho avuto la netta sensazione
che le nostre spettatrici siano andate via poco convinte».
Sebastiano Lo Monaco, l'Eddy Carbone protagonista dello spettacolo, sottolinea
di non aver mai fumato in vita sua, «anche se i fumatori non mi hanno mai
dato fastidio, e le poche boccate di Toscano che il copione stabilisce per
il mio ruolo non mi danno alcun piacere. Le signore hanno perfettamente ragione.
Forse, però, dimenticano una semplice cosa: che se ad Imola, come a Roma
o Milano, nel 2005 è giustamente vietato fumare, lo stesso non può dirsi
per la New York del 1950 prevista dalla realtà della scena. Passasse un tale
principio non sarebbe più rappresentabile, per esempio, la storia dello sveviano
Zeno Cosini, personaggio già interpretato anche da attori incalliti non-fumatori».

Nel piccolo e grazioso Teatro dell'Osservanza, dove per ora si tengono gli
spettacoli di prosa in attesa che, nel 2008, i lavori di ristrutturazione
restituiscano alla cittadina romagnola l'antico «Ebe Stignani», le nuove
regole antifumo sono rigorosamente osservate. «Anch'io - ancora Rebegianni
- consumo il mio vizio all'aria aperta. Ma in questo caso, credo si sia completamente
in un altro campo. E speriamo non ricapiti di dover riaffrontare la questione».

Piccole discussioni legate ad una legge che, evidentemente, segna una svolta
epocale. O forse, per dirla alla Balzac, solo? «altra materia da romanzo».



11/03/2005

Il Giardino del Tango 

Ieri sera mi e' capitato di accompagnare un gruppo di amici tanghéri al
Giardino del Tango :

IL GIARDINO DEL TANGO
VIA DEGLI OLIMPIONICI, 7
(PONTE MILVIO) 00196 ROMA
Tel-Fax: 06 97275065

Appena entrati noto che l' addetto al botteghino ed il barista stanno
fumando. Poi mi accorgo che in sala c'e' parecchia gente che fuma. Non vedo
cartelli di Vietato fumare anzi, nell' angolo piu' buio ed appartato c'e' un
cartello con l' imbarazzante scritta :

Zona NON FUMATORI.

Ho chiesto di parlare al gestore, che si e' presentato come Tony e, alle mie
rimostranze ha ribattuto che il locale era considerato dalle autorita' come
un giardino all' aperto ( Praticamente invece e' un pallone, riscaldato con
potenti aerotermi ), pertanto esente dalla legge antifumo. Secondo lui ha un
regolare " Permesso " rilasciato dalla ASL, che ha recentemente mostrato
durante un sopralluogo dei Carabinieri. Avevo gia' in mano il cellulare e
composto il 113 quando mi sono reso conto che cosi' facendo avrei rovinato
la serata al gruppo di amici con cui mi trovavo. Allora ho ingoiato amaro ed
ho desistito.
Pero' faccio presente a voi tutti questa situazione e Vi invito, se secondo
voi sussistono irregolarita', ad un sopralluogo mirato nel locale, magari
con la presenza delle forze dell' ordine.

10/03/2005

Ad Aramengo c'è un'isola 

 felice per fumatori

ARAMENGO
«Meglio coltivare un vizio che perdere una virtù». E' il motto coniato da
Valter Emanuel, presidente dello Smoking Club, che ha festeggiato domenica
scorsa nella sede del ristorante «Bon ben bon» di frazione Gonengo il primo
anno di vita. «I soci sono in aumento e noi siamo ben contenti di offrire
accoglienza a chi vuole fumare in pace e tra amici - evidenzia Emanuel, 52
anni e 40 sigarette al giorno fumate senza preoccupazione - Qui ci si riappropria
di una libertà negata».
I 92 soci del primo anno sono già saliti a 110 in apertura del tesseramento
2005 e 400 sono in attesa che entro tre mesi la loro domanda venga accettata
dal Consiglio direttivo. Tessera a 10 euro per i soci della prima ora; 20
euro per i nuovi entrati. Per tutti sconti dal 5% al 10% sui prezzi del locale,
che è un circolo privato con annessi ristorante e bar. L'eta media degli
iscritti, di cui il 30% sono donne, è di 45 anni. Una metà abita sul versante
torinese, l?altra è divisa in parti uguali tra Astigiano e Nord-Ovest. Tre
le sale da pranzo dove tra una portata e l'altra si può fumare in libertà,
per altro in un ambiente oppurtunamente arieggiato. Lo Smoking Club venne
costituito con atto notarile come «Associazione fumatori e non fumatori tolleranti».
Ma con l'arrivo delle legge Sirchia, per evitare problemi la dizione «non
fumatori tolleranti» è stata tolta dallo statuto. Mossa che ha definitivamente
messo fuori gioco chi avversa il fumo. «Se un potenziale cliente si professa
intollerante al fumo e mi chiede di servirsi del mio ristorante lo invito
a rivolgersi altrove - precisa Giorgio Cazzulo, 66 anni, tre mezzi toscani
al giorno, gestore dello Smoking e artefice dell'idea di offrire un porto
franco ai fumatori - Chi viene qui, al circolo o al ristorante è un iscritto
e quasi sempre è indignato dell'eccessiva crociata contro il fumo». \

08/03/2005

FESTA DELLA DONNA !!!

Possa arrivar, da questo monno virtuale,

l'augurio mio sentito, e inver sincero,

a tutto lo gentile monno femminile.

E possa esser vero lo mio pensiero

che la Donna è, nella nostra vita,

colei che crea, guida, ama  e insegna.

Per tutti noi sarebbe noia infinita

senza Lei: Amica, Madre, Sorella e Compagna.

 

L'Alighiero augura Buona Festa della Donna

02/03/2005

 

Dopo un mese di legge sul divieto di fumo, un unico trauma:

Meno “bionde” vendute

Un mese esatto, poche multe, pochi traumi: la legge sul divieto al fumo nei locali pubblici ha superato il primo periodo di rodaggio sorprendendo i tanti che temevano un’applicazione farraginosa e ostacolata dagli irriducibili.
Gli italiani, secondo i dati dei tabaccai, stanno approfittando della legge per ridurre il vizio. Volenti o nolenti accendono meno sigarette: per la Federazione italiana tabaccai la riduzione è stata del 10%, l’Assotabaccai (organizzazione più piccola) denuncia un calo del 19,3%. E non si torna indietro, ha assicurato il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che esclude iniziative per reintrodurre sui vagoni ferroviari la possibilità di fumare.
Sirchia ha invece chiesto alle aziende farmaceutiche di tagliare fino al 50%, per un periodo di qualche mese, il prezzo dei prodotti per aiutare a smettere. Il ministro ha spiegato che «questa legge è nata per proteggere coloro che non fumano dal fumo passivo. Era molto attesa perchè avevamo fasce intere di popolazione che non potevano frequentare per ragioni di malattia i locali pubblici. La legge è stata accolta con piacere e per questo motivo è andato tutto bene. Le multe poi sono state veramente poche. Non sono state queste a fare paura». E in una giornata di bilanci la Fipe fa i suoi conti: la legge è già costata agli esercenti 22 milioni e 600 mila euro. Il bilancio delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione, l’acquisto di gazebo esterni, dei funghi a gas per il riscaldamento e anche dei cartelli di divieto. Gli esercenti non registrano una diminuzione delle presenze e fatta eccezione di qualche caso, anche grave, che si è verificato in queste 4 settimane, l’applicazione non sembra avere comportato difficoltà di rilievo se non economiche.
I ristoranti che hanno realizzato i lavori di ristrutturazione completi di creazione sala, porta automatica, impianto ventilazione sono stati 750 (1% del totale). Il costo medio sostenuto è stato pari a 400euro per mq. ovvero 14.000 euro considerando una superficie minima utile di 35 mq da adibire a sala fumatori in grado di ospitare 24 persone (6 tavoli da 4 o 4 tavoli da 6), il costo minimo è stato pari a 10.500.000 euro. Sono stati invece 600 i locali (ristoranti + bar) che si sono dotati di un gazebo esterno per riparare dalla pioggia i clienti fumatori fuori dal locale, lo 0,3% del totale, per un prezzo che varia da 1.000 a 3.000 euro in base alla grandezza e al modello, al quale bisogna aggiungere la tassa di occupazione del suolo pubblico. Gli esercizi che si sono dotati di funghi a gas aggiuntivi (cioè nuovi o in più rispetto a quelli che già possedevano) per il riscaldamento esterno sono stati invece 8.000 (4,5%): considerando l’acquisto medio di due funghi per esercizio pubblico, pari a 17.000 funghi. Ma oggi la produzione è inferiore alla domanda. Un fungo costa circa 120 euro e consuma una bombola da 25 litri di gas ogni due giorni. Fra un anno il bilancio dei costi sarà di molto maggiore. La Fipe prevede un raddoppio del numero dei gazebo e una vendita tre o quattro volte superiore all’attuale dei funghi per il riscaldamento, senza dimenticare le possibili rivendicazioni sindacali (per l’indennità in busta paga) da parte del dipendente incaricato di vigilare sul rispetto della legge nel prossimo rinnovo contrattuale.

[Data pubblicazione: 11/02/2005]

Crociata contro il fumo non contro i fumatori

Guglielmo Martucci Schia -
NAPOLI Premetto di essere un vecchio forte fumatore e di essere perfino grato
al ministro Sirchia se è vero, com?è vero, che per 40 anni ho tentato inutilmente
di smettere e invece negli ultimi giorni, frequentando per lavoro luoghi
pubblici, ho fumato la metà delle sigarette (20 invece di 40). Spero che
ciò mi aiuterà a smettere del tutto sia pure dopo vari mesi di sofferenza.
Però a mio parere la legge anziché contro i fumatori doveva essere diretta
contro il fumo, postulando vari aiuti e molta comprensione verso i malati
di tabagismo. Ad esempio «incontro di tolleranza» per qualche minuto verso
chi viene colto in fallo; prestazioni sanitarie e farmaceutiche gratuite
(come avviene per gli altri drogati) a chi vuole e non riesce a liberarsi
della nicotinodipendenza. In fin dei conti lo Stato è debitore di tale solidarietà
e prestazioni perché da oltre un secolo lucra sulle nostre spalle, rectius
polmoni ed arterie. Non è da sistema komeiniano estendere alle carceri il
divieto di fumo, consentendolo solo nell?ora d?aria e nelle celle? E quando
piove? E quando in cella convivono non fumatori? E quando trascorrono ore
negli enormi corridoi e nelle stanze dell?amministrazione per il disbrigo
di servizi cui sono impiegati? Per chi è privato della libertà, la sigaretta
costituisce l?unico aiuto psichico. A parte l?assurdità amorale di uno Stato
che contestualmente mi vende il veleno tossico e mi punisce, che pensare
del fatto che al tabaccaio viene imposto di sollecitare l?intervento del
poliziotto per punire il cliente se accende la sigaretta nel suo locale?
Commentare sarebbe guastare. Per censura si sorvola anche sui commenti dei
tabaccai, dopo il crollo delle vendite.
... 

 



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