UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








22/12/2004

NUOVA E-MAIL  !!!

A partire da oggi l' e-mail " ezechiele2002@tin.it " non e' piu' attiva, per bonta' di Tin.it.

 

La mia nuova e-mail e':

ezechiele2005@virgilio.it

 

Di nuovo Auguri a tutti !!!

 

21/12/2004

 

BUON NATALE !

 

A tutti i miei visitatori, anche a quelli timidi che non lasciano mai un commento, questo BLOG augura un

 

BUON NATALE

 

ed un

 

FELICE

 

ANNO NUOVO !!!

 

 

 

Ci ritroviamo qui dopo capodanno !

20/12/2004

NEGLI OSPEDALI

E' partito anche negli ospedali il conto alla rovescia per il divieto di
fumo nei locali pubblici. Com'è noto, l'«off limits» scatterà il prossio
10 gennaio e, per quella data, alcuni esercizi commerciali, locali pubblici
 in particolare bar, ristoranti e ritrovi dovranno adeguarsi per non incorrere
a sanzioni salatissime.
Com'è noto, il provvedimento firmato dal ministro della Salute, Girolamo
Sirchia prevede il divieto assoluto di fumo in tutti i locali al chiuso.
Dunque, ci sono i presupposti che il divieto debba essere rispettato negli
ospedali, negli studi medici, nei poliambulatori, insomma, in tutti quei
locali dove c'è la presenza massiccia di personale e utenza.
Negli ospedali da tempo i divieti di fumo sono ben visibili in ogni angolo,
sebbene non sempre vengono rispettati, a cominciare dagli stessi medici
fumatori che non danno l'esempio. Ma la situazione, rispetto al passato
è nettamente migliorata.
«Se prima lungo le scale c'erano cicche ovunque  sottolinea Gabriella Filippazzo,
direttore di presidio dell'ospedale Cervello  oggi se ne vendono poco o
niente. Anzi, c'è un maggiore rispetto. Credo che questo provvedimento del
ministro Sirchia non ci riguardi da vicino. Gli ospedali non hanno l'obbligo
di predisporre locali per i fumatori».
Di fatto, però, alcuni ospedali palermitani stanno predisponendo una serie
di iniziative per scoraggiare l'uso delle sigarette negli ambienti sanitari.

«Stiamo predisponendo alcune iniziative per garantire il diritto alla salute
 spiega Giancarlo Manenti, direttore generale dell'azienda ospedaliera Villa
Sofia. I divieti devono essere rispettati da tutti, a cominciare dagli stessi
operatori che lavorano all'interno dell'ospedale».
All'ospedale Civico non saranno adottati provvedimenti specifici. Una cosa
fanno sapere dall'azienda di via Carmelo Lazzaro, che così come è avvenuto
fino ad oggi, si vigilerà con più frequenza affinchè negli ambienti sanitari
venga rispettato il divieto di fumo.
Una cosa, però è sicura. A partire dal prossimo 10 gennaio, giorno in cui
scatterà il divieto, controlli a tappeto anche negli ospedali, così come
è avvenuto nel recente passato, con multe salatissime inflitte a medici
o utenti, saranno effettuati dai carabinieri della Sanità del Nas.
A. F.







































Wellington, 09:45
Nuova Zelanda, divieto di

fumo in bar e ristoranti

La Nuova Zelanda è diventata la quarta nazione al mondo, dopo Norvegia ed Irlanda (e alcune zone degli Usa) ad imporre il divieto totale di fumo nei bar e nei ristoranti. La nuova legge, approvata oggi dal parlamento di Wellington, estende il divieto imposto nel 1990 di fumare in uffici, negozi e edifici pubblici. Il bando si allarga ora a pub, club, ristoranti, casinò di gioco e scuole, oltre a restringere la messa in vista nei negozi di prodotti con tabacco.
Con le nuove norme, i proprietari di bar e ristoranti sono passibili di multe fino a 400 dollari neozelandesi (circa 300 euro), se non adottano misure appropriate per impedire alle persone di fumare all interno dei locali. Gli ispettori della sanita, però, si affideranno principalmente alle pressioni dei non fumatori per far applicare la legge. Piuttosto che pattugliare i bar del paese a tutte le ore in cerca di fumatori disubbidienti, daranno seguito, in orario di ufficio, ai reclami presentati dal pubblico.

La autorita sanitarie della Nuova Zelanda sperano che i nuovi divieti incoraggino la gente a smettere del tutto di fumare. Circa un quarto dei neozelandesi adulti fuma, una percentuale ben al di sopra dell'obiettivo del 20% indicato dall Organizzazione mondiale della sanità. Poco è cambiato, finora, rispetto al numero di fumatori del 1990, quando furono imposti i primi divieti.

Il parlamento neozelandese, inoltre, ha riconosciuto ieri a gay e lesbiche il diritto di formare unioni civili. Le coppie omosessuali, a partire da aprile, saranno legalmente riconosciute, e avranno gli stessi diritti delle coppie sposate, riguardo l'affidamento dei figli, le tasse e la previdenza sociale.











VIETATO FUMARE

sul lavoro

Il Sole 24 Ore 10/12/2004  
 
I l divieto di fumo va inquadrato nell?ambito della tutela della salute.
Secondo la Corte costituzionale ( sentenza 20 dicembre 1996, n. 399) pur
non essendo ravvisabile nel diritto positivo un divieto assoluto e generalizzato
di fumare in ogni luogo di lavoro chiuso, la legittimità di tale imposizione
da parte del datore di lavoro trova il suo fondamento in altre norme « intese
a proteggere la salute dei lavoratori da tutto ciò che è atto a danneggiarla,
ivi compreso il fumo passivo » . In questa direzione vanno l?articolo 32
della Costituzione e l?articolo 2087 del Codice civile, che impone al datore
di lavoro l?adozione di misure idonee alla tutela fisica e morale dei propri
dipendenti e la conseguente legislazione speciale in materia di sicurezza
e tutela della salute sui luoghi di lavoro. Poiché il fumo da sigaretta
costituisce « fonte di inquinamento dell?ambiente di lavoro » , nonché «
causa di danno tanto per i fumatori quanto per i non fumatori » , il datore
di lavoro può, al fine di preservare la salute psico- fisica dei dipendenti
e soprattutto dei non fumatori, imporre negli ambienti di lavoro il divieto
assoluto e generalizzato di fumare. La soluzione prospettata in sede giurisprudenziale
sembra peraltro confortata dalle recenti disposizioni legislative. L?articolo
51 della legge 3/ 03 sancisce che « è vietato fumare nei locali chiusi (....)
a eccezione di quelli riservati ai fumatori » . Tuttavia, la norma, limitandosi
a descrivere i requisiti igienici essenziali che devono essere rispettati
nei « luoghi di lavoro riservati ai fumatori » , nulla dice in merito a
un obbligo del datore di lavoro di predisporre tali locali all?interno dell?azienda.
In altri termini, la nuova disciplina legislativa stabilisce i criteri che
il datore di lavoro è tenuto ad adottare nel caso in cui si intenda consentire
il diritto al fumo nei locali dell?impresa, con la conseguenza che nel caso
in cui non sia possibile assicurare una idonea separazione degli ambienti,
vigerà il divieto assoluto di fumo. In questo quadro non sembra contestabile
che il datore di lavoro, al fine di preservare la salute dei propri dipendenti,
possa intervenire non solo con misure preventive, ma anche successive di
carattere disciplinare, qualora uno o più dipendenti rifiutino di ottemperare
al divieto di fumo legittimamente imposto dal datore stesso. FRANCO TOFFOLETTO







































I ristoratori

denunceranno chi fuma

ROMA ? Dal 10 gennaio prossimo i fumatori incalliti che non rispetteranno
i nuovi divieti faranno bene a guardarsi da gestori di bar e ristoranti,
capuffici e capi-reparto. Spetterà infatti ai responsabili degli esercizi
pubblici far rispettare il cartello ?no smoking? e avvisare i vigili urbani
per verbalizzare le multe da 25 a 250 euro, che un emendamento alla finanziaria
approvato pochi giorni fa ha ulteriormente aumentato del 10%. A fissare
una volta per tutte le regole anti-fumo sono le linee guida messe a punto
dai tecnici della Conferenza Stato-Regioni, che dovrebbero concludere i
lavori il 15 dicembre per ufficializzare poi le procedure a ridosso dell?entrata
in vigore della legge anti-fumo dello scorso anno, rinviata dal 28 dicembre
al 10 gennaio per consentire agli esercenti di completare i lavori di adeguamento
dei locali alle nuove norme.
Una nuova proroga è stata categoricamente esclusa dal ministro della Salute,
Girolamo Sirchia, che ha anzi annunciato l?estensione del divieto anche
su tutta la flotta di Trenitalia. Accendere la sigaretta al bar, al ristorante
o in ufficio, sarà ancora possibile, ma solo se verranno predisposte sale
ad hoc per i fumatori, dotate di impianti di ventilazione a norma. La sale
dovranno essere comunque di dimensioni inferiori alla metà dell?intero locale
e non dovranno costituire un passaggio obbligato per i non fumatori.
I datori di lavoro non sono obbligati a predisporre negli uffici stanze
per i fumatori. Che saranno probabilmente costretti ad aspettare di ?staccare?
prima di aspirare una ?bionda?, visti i costi per adeguare le aree fumatori
ai parametri di legge.
I circa 200mila gestori di bar e ristoranti e i delegati delle imprese dovranno
invece trasformarsi in vigilantes anti-fumo. La bozza delle linee guida
prevede infatti l?obbligo di denunciare clienti e impiegati sorpresi ad
accendere una sigaretta nelle aree of-limits. Gli stessi impiegati e clienti
potranno denunciare chi infrange il divieto, ma solo per imprenditori e
gestori di locali pubblici la denuncia è un obbligo. E per chi non lo rispetta
scattano pure sanzioni pesanti, che vanno dai 200 ai 2000 euro, più il 10%
deciso dalla finanziaria.
Paolo Russo




































No smoking nei locali

pubblici: lo scontro

«Dietro la protesta i produttori di sigarette»

Sirchia e la legge antifumo: dai commercianti polemiche strumentali. La
replica: nessun rapporto con le multinazionali

ROMA - Niente proroghe. La legge antifumo continua il suo corso e verrà
applicata dal 10 gennaio, come stabilito. La minaccia dei commercianti di
ricorrere al Tar non smuove di un millimetro chi potrebbe far qualcosa per
sollevarli dall'obbligo di comportarsi da «sceriffi» di bar e ristoranti,
vigilando e chiamando le guardie se i clienti trasgrediscono. Sulle
proteste, il ministro della Salute Girolamo Sirchia è netto: «Sono polemiche
strumentali - le liquida -. Chiacchiere inutili per frenare un cambiamento.
La data di partenza non slitta». E poi accusa: «E sono polemiche attivate da
coloro che sulla produzione di sigarette ci guadagnano». Le Regioni,
intanto, non hanno nessuna intenzione di tornare attorno al tavolo per
rinegoziare un parte dell'accordo: «Credo che le preoccupazioni dei
commercianti siano esagerate - dice il coordinatore degli assessori alla
sanità, Fabio Gava -. Nessuno gli chiede di essere sceriffi, ma
semplicemente di ricordare al cliente di spegnere la sigaretta se non è
consentito fumare».

CONTROLLORI - Si discute, in particolare, su un passaggio dell'accordo tra
Stato e Regioni. Quello che stabilisce come funzioneranno i divieti e come
dovranno essere rispettati e sanzionati. E' previsto che sia i locali
pubblici e privati aperti al pubblico sia le aziende nominino un controllore
cui toccherà intervenire in caso di violazioni e chiamare i vigili (o le
guardie giurate) se il trasgressore si ostina a fumare. Obbligo che i
gestori di bar e ristoranti della Fipe-Confcommercio, la federazione degli
esercizi pubblici, ritengono molto gravoso. Tanto che la categoria minaccia
un ricorso al Tar e auspica il rinvio di 6 mesi della legge.




































19/12/2004

Fumare fa male al cervello
I danni sarebbero provocati dallo stress ossidativo
 

Molte ricerche hanno associato il fumo a numerosi rischi per la salute. Uno studio pubblicato sulle riviste "New Scientist" e "Addictive Behaviors" suggerisce ora che l'abitudine di fumare può influire anche sul quoziente di intelligenza.
I ricercatori dell'Università di Aberdeen e dell'Università di Edimburgo hanno studiato come le abilità cognitive di fumatori e non fumatori variano nel tempo. Hanno scoperto che i fumatori ottengono risultati significativamente peggiori in cinque diversi test d'intelligenza.
Le capacità mentali dei 465 soggetti che hanno partecipato allo studio erano state esaminate per la prima volta nel 1947, quando avevano undici anni. Sono state poi analizzate una seconda volta nel 2000, all'età di sessantaquattro anni. In quest'occasione, sono stati sottoposti a test per valutare il ragionamento non verbale, la memoria e l'apprendimento, la velocità nell'elaborare informazioni, e le decisioni su come agire in circostanze particolari.
I fumatori e gli ex fumatori hanno ottenuto risultati molto inferiori nei test, anche tenendo conto di fattori come il Q.I. infantile, l'educazione, l'occupazione e il consumo di alcol. L'effetto, secondo lo studio, sembra essere maggiore in coloro che continuano tuttora a fumare. Secondo i ricercatori, l'effetto negativo sarebbe "piccolo ma significativo", e potrebbe essere spiegato con lo stress ossidativo causato dal fumo a diversi organi, compreso il cervello.












 

Fumatrice incallita muore a 105 anni

Londra: L'hanno cremata in grande stile,
con un pacchetto delle sue sigarette preferite stretto tra le mani ed un
cuscino di fiori a forma di sigaretta. Marie Ellis è andata contro tutti
i dettati della medicina, vivendo fino all'età di 105 anni pur fumando oltre
15 sigarette al giorno da quando era quindicenne. Amici e parenti hanno
dato l'ultimo saluto alla donna - che si calcola in tutta la sua vita abbia
fumato circa mezzo milione di sigarette - accompagnati dalla canzone dei
Platters "Smoke Gets Into Your Eyes" (Il fumo ti va negli occhi), molti
di loro accendendo una sigaretta in segno di rispetto. Marie Ellis non verrà
dimenticata in fretta dallo staff e dagli ospiti della casa di cura dove
ha trascorso i suoi ultimi 15 anni di vita: in suo onore verrà infatti eretta
una grossa mangiatoia per uccelli a forma di posacenere. (...).
16/12/2004















In Buthan chi fuma 

è un criminale

Entra in vigore la norma annunciata un mese fa: divieto assoluto di utilizzo
e vendita tabacco. Pena multe salate

BUTHAN - Da oggi entra in vigore il divieto assoluto di fumo e vendita di
tabacco nel minuscolo stato hymalaiano del Buthan, una riforma che era stata
annunciata ufficialmente un mese fa. Si tratta del primo stato al mondo che
ha reso illecito il tabacco, equiparandolo alle altre sostanze
«stupefacenti» bandite dal commercio. «Un divieto totale sulla vendita e il
fumo del tabacco è stato imposto nel Paese per il benessere della
popolazione, per proteggere l'ambiente e preservare la nostra cultura» a
detto Lily Wangchuk, portavoce dell'ambasciata del Bhutan in India.

















D'obbligo i cartelli

"No smoking"

.Il Sole 24 Ore 18/12/2004

1 Pubblichiamo l'accordo tra il ministro della Salute, di concerto con i ministri della Giustizia e dell'Interno e le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano in materia di tutela della salute dei non fumatori, in attuazione dell'articolo 51, comma 7 della legge 16 gennaio 2003, n. 3. ! Premessa Il fumo di tabacco è la più importante causa di morte prematura nei Paesi sviluppati e rappresenta, pertanto, uno dei più gravi problemi di sanità pubblica a livello mondiale. La promozione di stili di vita salutare e la prevenzione dei gravi danni alla salute derivanti dall'esposizione attiva e passiva al fumo di tabacco, pertanto, costituiscono obiettivi prioritari delle politiche sanitarie anche nel nostro Paese e la nuova normativa, che estende l'ambito di applicazione del divieto di fumare anche ai luoghi di lavoro e agli esercizi di ristorazione, in coerenza con i più aggiornati orientamenti internazionali in materia di tutela della salute pubblica contro il tabagismo, riferibili ad esempio alla Convenzione quadro per il controllo del tabacco approvata dall'Organizzazione mondiale della sanità - Oms nel maggio 2003 - si inserisce in questa visione strategica che, per essere efficace ai fini della protezione della salute dei non fumatori, necessita di interventi che ne favoriscano la piena applicazione. Obiettivi. Lo Stato e le Regioni e le Province autonome, pertanto, concordano che: a) è indispensabile proseguire l'obiettivo di rendere gli ambienti lavorativi più salubri e che - oltre all'acquisizione da parte dei lavoratori di una maggiore consapevolezza dei danni derivanti dall'esposizione al fumo passivo - è necessario garantire il rispetto delle norme di divieto, sanzionando le eventuali infrazioni; b) al fine di garantire un'uniforme ed efficace applicazione delle disposizioni in materia di divieto di fumo nei locali chiusi e di non vanificare il potere deterrente delle sanzioni, è necessario definire in modo condiviso le procedure di massima per l'accertamento e l'applicazione delle sanzioni stesse e le modalità di adempimento degli obblighi posti a carico del responsabile della struttura, in ottemperanza a quanto disposto dall'articolo 51, comma 7 della legge n. 3 del 2003. 2. Procedure concordate per l'accertamento delle infrazioni, la relativa modulistica per il rilievo delle sanzioni nonché l'individuazione dei soggetti legittimati a elevare i relativi processi verbali, di quelli competenti a ricevere il rapporto sulle infrazioni accertate e di quelli deputati a irrogare le relative sanzioni. 2.1. Nei locali chiusi nei quali si applica il divieto di fumo, di cui all'articolo 51 della legge n. 3 del 2003, sono apposti cartelli con l'indicazione del divieto stesso, della norma che lo impone, delle sanzioni applicabili, del soggetto cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto e dell'autorità cui compete accertare e contestare le infrazioni. 2.2. I dirigenti preposti alle strutture amministrative e di servizio di locali di pubbliche amministrazioni, aziende e agenzie pubbliche o di privati esercenti servizi pubblici, ovvero i responsabili di strutture private, fanno predisporre e apporre i cartelli di divieto completi delle suddette indicazioni nei locali in cui vige il divieto, secondo le modalità previste dal Dpcm 23 dicembre 2003, in attuazione dell'articolo 51, comma 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, come modificato dall'articolo 7 della legge 21 ottobre 2003, n. 306, in materia di tutela della salute dei non fumatori. 2.3. I dirigenti preposti alle strutture amministrative e di servizio di pubbliche amministrazioni, di aziende e agenzie pubbliche individuano, altresì, con atto formale i soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto accertare e contestare le infrazioni. Ove non abbiano proceduto a nomina specifica, spetta ai dirigenti medesimi l'attività di vigilanza e accertamento e contestazione. 2.4. Nei locali privati, ove si svolge comunque un servizio per conto dell'amministrazione pubblica i soggetti preposti a vigilare sul rispetto del divieto, ad accertare e contestare la violazione sono individuati in coloro cui spetta per legge, regolamento o disposizioni d'autorità assicurare l'ordine all'interno dei locali. 2.5. Nelle strutture pubbliche e private soggette al divieto di fumare - fatto salvo quanto previsto dai successivi punti 3 e 4 - i soggetti incaricati della vigilanza e dell'accertamento e contestazione delle infrazioni, come pure il personale dei corpi di polizia amministrativa locale, conformemente alle disposizioni vigenti, nonché le guardie giurate espressamente adibite a tale servizio, su richiesta dei responsabili o di chiunque intenda far accertare infrazioni al divieto svolgono le seguenti attività: a) vigilare sull'osservanza dell'applicazione del divieto; b) accertare le infrazioni, contestando immediatamente al trasgressore la violazione; c) redigere in triplice copia il verbale di contestazione, il quale deve contenere, oltre agli estremi del trasgressore, della violazione compiuta e delle modalità con le quali può farsi luogo a pagamento in misura ridotta, l'indicazione dell'autorità cui far pervenire scritti difensivi; d) notificare il verbale ovvero, quando non sia possibile provvedervi immediatamente, assicurare la notifica del verbale a mezzo posta ( entro 90 giorni dall'accertamento), secondo la procedura di cui alla legge 20 novembre 1982, n. 890. 3. Gli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria svolgono le attività di cui al punto 2.5 secondo quanto previsto dall'articolo 13, quarto comma della legge 24 novembre 1981, n. 689. 4. Nei locali privati, i soggetti cui spetta la vigilanza sul rispetto del divieto si identificano nei conduttori dei locali stessi o nei collaboratori da essi formalmente delegati, i quali richiamano i trasgressori all'osservanza del divieto e curano che le infrazioni siano immediatamente segnalate ai soggetti di cui ai punti 2.5 e 3. 5. Nei luoghi di lavoro pubblichi e privati si raccomanda ai datori di lavoro, come definiti nel decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, e successive modifiche e integrazioni, di fornire anche una adeguata informazione ai lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute derivanti dal fumo attivo e passivo, sulle misure di prevenzione del fumo adottate nel luogo di lavoro, sulle procedure previste dalla normativa vigente per la violazione del divieto di fumare e sulle modalità efficaci per smettere di fumare, avvalendosi dei servizi competenti in materia. 6. Le misure sanzionatorie applicabili alla mancata ottemperanza dell'obbligo di curare l'osservanza del divieto e alle infrazioni al divieto di fumare - per tutte le tipologie di locali e ambienti, ivi compresi tutti i mezzi di trasporto pubblici - sono quelle previste dall'articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, come modificato dall'articolo 52, comma 20, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. 7. L'articolo 16 della legge n. 689 del 1981, e successive modificazioni, ammette il pagamento della sanzione pecuniaria prevista in misura ridotta, pari a un terzo del massimo o al doppio del minimo della sanzione, se più favorevole, oltre alle spese del procedimento, nel caso in cui il versamento sia effettuato entro sessanta giorni dalla contestazione immediata ovvero, se questa non vi è stata, dalla data di notifica della violazione. 8. Trascorso il termine di cui all'articolo 16 della legge n. 689 del 1981, e successive modificazioni, senza che sia avvenuto il pagamento, l'operatore che ha accertato la violazione - o il responsabile dell'organo dal quale questi dipende - presenta rapporto all'autorità competente con la prova delle eseguite contestazioni o notificazioni, ai sensi dell'articolo 17 della stessa legge n. 689 del 1981. 9. Ai sensi dell'articolo 18 della legge n. 689 del 1981, e successive modificazioni, entro trenta giorni dalla data di contestazione o di notificazione della violazione, gli interessati possono ricorrere con scritti difensivi e documenti all'autorità competente a ricevere il rapporto, eventualmente chiedendo anche di essere sentiti. L'autorità competente, sentiti gli interessati che ne abbiano fatto richiesta ed esaminati i documenti inviati, se ritiene fondato l'accertamento, determina con ordinanza motivata la somma dovuta per la violazione, integrata dalle spese per il procedimento ingiungendone il pagamento; in caso contrario emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti. 10. Il pagamento delle sanzioni amministrative, nel caso di infrazione al divieto di fumare inflitte da organi statali, è effettuato: - in banca o presso gli uffici postali, utilizzando il modello F23, codice tributo 131 T, e indicando la causale del versamento ( Infrazione al divieto di fumo) e il codice ufficio; - direttamente presso la Tesoreria provinciale competente per territorio o presso gli uffici postali tramite bollettino di conto corrente postale intestato alla Tesoreria provinciale competente per territorio, indicando la causale del versamento ( Infrazione al divieto di fumo). 11. Il pagamento delle sanzioni amministrative nel caso di infrazione al divieto di fumare inflitte da organo non statale è effettuato con modalità disciplinate da normative regionali. 12. Qualora non sia stato effettuato il pagamento nei termini previsti dalla legge, nel caso di infrazioni accertate nell'ambito di amministrazioni statali o di enti di rilevanza nazionale, colui che ha accertato la violazione presenta rapporto, con la prova delle eseguite contestazioni, al Prefetto, quale organo competente a ricevere il rapporto dei soggetti accertatori e l'eventuale ricorso dei trasgressori. 13. Il rapporto è presentato all'Ufficio di sanità marittima aerea e di frontiera e all'Ufficio veterinario di confine, di porto e aeroporto, quando le violazioni siano state rilevate negli ambiti di rispettiva competenza, di cui al decreto del presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 571. 14. Negli altri casi detto rapporto - con la prova delle relative contestazioni - è inviato al presidente della Regione o ad altra autorità competente individuata dalle disposizioni regionali. 15. Lo Stato e Regioni provvedono, per gli ambiti di rispettiva competenza, al monitoraggio degli interventi attuati e acquisiscono i dati, in merito all'osservanza delle norme sul divieto di fumare e al numero delle infrazioni contestate. I dati regionali sono trasmessi al ministero della Salute, che ne cura la diffusione ai cittadini. 16. Il ministero della Salute e le Regioni curano, nelle forme ritenute più opportune e come tali concordate, un'adeguata informazione dei cittadini sulle procedure adottate. 17. In assenza di disposizioni normative emanate dalle Regioni e Province autonome di Trento e Bolzano, in merito alle procedure di propria competenza richiamate dal presente accordo, si applicano le disposizioni previste per le amministrazioni statali e gli enti pubblici su cui lo Stato esercita le proprie competenze organizzative esclusive. 18. Il presente accordo si applica nelle Province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con quanto previsto dallo Statuto speciale e dalle relative norme di attuazione.







14/12/2004

Il cliente ha sempre ragione

ROMA . Il cliente ha sempre ragione. Anche quando non ha ragione: anche
quando fuma dove non può. E se la legge dice che è vietato, beh, pazienza:
non sarà certo il proprietario del ristorante a chiamare i vigili. Da buon
campano Mario Iaccarino, Don Alfonso a Sant'Agata sui due golfi, esagera
un po': «Io li chiamerò solo se si arriva alla rissa. Le regole vanno fatte
rispettare ma ci vuole intelligenza: l'ospite è sacro». E se a telefonare
ai vigili è un altro cliente? «Useremo il buon senso pure con lui e se i
vigili arrivano davvero, prima ci parliamo noi». Anche perché da Don Alfonso,
come nella maggior parte dei ristoranti italiani di alto livello, non hanno
aspettato la legge per affrontare il problema. Ben diversa, invece, la situazione
nei locali meno blasonati, dove ai ritardi si sommano i dubbi sull'applicazione
della legge. Nei locali a tre stelle, invece, per dare libero sfogo alla
voglia di sigaretta basta spostarsi in un'altra sala (da Don Alfonso è la
biblioteca) magari centellinando un distillato. Nulla di nuovo, solo il
vecchio fumoir.
Anche Il Pescatore, di Canneto sull'Oglio (Mantova), segue le stesse regole.
In sala il divieto c'è da cinque anni ma nel salotto con i camini non ci
sono obblighi. «Qualche volta ? dice il titolare Antonio Santini ? succede:
dopo il caffè c'è chi, sovrappensiero, prende il pacchetto e l'accendino.
Basta ricordare che non si può e che potrebbe dare fastidio agli altri».
Dopo cinquant'anni passati in cucina Aimo Moroni, del milanese Aimo e Nadia,
ne fa una questione di gusto. «Il divieto è assoluto e ci sono quelli che
vanno fuori a fumare tra una portata e l'altra. Il rischio è che si raffreddino
i piatti». E se il piatto si chiama entrecote di vitello sanato cotto al
giusto rosa in leggerissima salsa di pane (per fare un esempio), farlo raffreddare
è un delitto anche solo per il nome. Chiamare i vigili? «Immaginate un po'
come la prenderebbero le altre persone in sala: significherebbe perdere
clienti».
Divieto di fumo e obbligo di giacca: l'Enoteca Pinchiorri di Firenze la
strada del no smoking l'ha scelta quattro anni fa. «Abbiamo tanti clienti
americani ? spiega la proprietaria Annie Feolde ? e sono stati loro a farci
decidere». Chi vuole fumare ha a disposizione il salotto e l'ingresso, con
impianto di aerazione. «Con le buone maniere si arriva dappertutto ? dice
ancora Feolde ? e a chiamare i vigili non ci penso proprio».
Da Firenze a Roma dove il Convivio Troiani è una piccola eccezione per i
ristoranti di questa categoria: due sale, una fumatori l'altra no. «Il locale
? dice Giuseppe Troiani, il titolare ? l'abbiamo ristrutturato due anni
fa quando già si parlava delle nuove regole. Prima del 10 gennaio dovremmo
far controllare se tutto è a norma. Le bocchette dell'aria sono a posto,
sa se tra le due sale ci vuole un porta?». (E' obbligatoria una porta automatica).
Lorenzo Salvia 













































Fumo: boicottaggio per chi non lo vieta

Come non-fumatore e cittadino, sono veramente stanco di dover assistere
inerme ad uno stupido balletto di proroghe e rinvii di cui non è possibile
capire, non avendolo, il senso. Stento davvero a credere che si possano
prendere in considerazione delle richieste di proroga. Se però così non
fosse e le richieste di ulteriori proroghe saranno accolte, sarà bene considerare
che in questo modo non si otterrà che un peggioramento della situazione.
In primo luogo perché, incentivando l'allestimento di altri spazi per fumatori,
si creerà ancora maggior disparità tra le attività che disporranno di aree
divise e le altre, ottenendo in tal modo il risultato esattamente opposto
a quello desiderato. Si tenga presente che moltissimi bar e ristoranti,
troppo piccoli e/o situati in edifici sottoposti a vincoli architettonici,
per motivi strutturali non potranno mai allestire della sale per fumatori.
In secondo luogo un ulteriore rinvio dell'entrata in vigore delle legge
non sarà tollerato dai milioni di italiani che aspettano di poter entrare
in un locale pubblico senza più dover respirare il fumo altrui. tra questi
io.Per quanto mi riguarda mi impegnerò di persona per boicottare tutte le
attività commerciali in cui non sarà proibito fumare.
Marco Badiani, Pisa























Non si fuma ai funerali

FUMATORI. Impuniti, impenitenti, talvolta impertinenti; ma più spesso vittime
dell'insofferenza altrui. Dal 2004 nella contea di Spokane (Washington)
chi fuma, sia pure a casa propria, non può essere assunto negli impieghi
pubblici. In luglio il partito irlandese Fine Gael sospende il proprio portavoce,
reo d'aver fumato nel bar del Parlamento. In novembre il Bhutan annunzia
il divieto assoluto di vendere e consumare ogni tipo di tabacco: per il
governo locale questa drastica misura ha lo scopo d'aumentare la "felicità
nazionale lorda". In agosto un tribunale della Virginia condanna una madre
separata, Tamara Silvius, a 10 giorni di galera perché fumava dinanzi ai
propri figli. In settembre il sito antiproibizionista www.forcesitaly.org
diffonde una notizia singolare: nello Stato nigeriano di Jigawa il divieto
di fumare in pubblico (punito con 5 anni di prigione) si estende ai rally,
ai parchi, ai mercati, nonché - testualmente - ai funerali. Un modo per
tutelare la salute della salma?
micheleainis@tin.it



















Locandine antifumo

Corriere di Romagna 07/12/2004  
 
CESENA -Dopo le ennesime assemblee con gli operatori, svolte su tutto il
territorio dalla Fiepet-Confesercenti Cesenate, in vista dell'imminente
entrata in vigore della legge di tutela dei non fumatori, che scatterà il
10 gennaio, l'associazione promuove ora una campagna di sensibilizzazione
verso i clienti di bar e ristoranti."Caro fumatore - recitano le locandine
e i volantini da utilizzare all'interno del locale - sappiamo quanto sia
difficile per te rinunciare al fumo dopo la colazione, il pranzo o la cena.
Dal 10 gennaio 2005 però, scatterà il divieto di fumare. Pertanto ti invitiamo
sin d'ora a cercare di non fumare in questo locale. Sarà forse così più
semplice e naturale adattarsi alla nuova norma quando sarà il momento. Potrebbe
anche essere un'occasione per smettere di fumare o per ridurre il numero
delle sigarette. Ne guadagna la salute ne guadagna il palato".A corredo
del materiale di sensibilizzazione c'è poi un simpatico ed accattivante
disegno che ritrae una famigliola servita da un cameriere al tavolo di un
ristorante con una sigaretta "disperata", fuori dalla finestra.Le locandine
e i volantini sono gratuitamente a disposizione di bar e ristoranti presso
tutte le sedi della Confesercenti Cesenate e, a dimostrazione del successo
della iniziativa, sono già in tanti i locali che hanno affisso al proprio
interno questo materiale

























10/12/2004

IN IRLANDA

In Irlanda il decreto antifumo è entrato in vigore all'inizio del 2004.
Il bilancio per i pub è stato disastroso; il fatturato ha registrato, ad
oggi, cali tra il 5 il 15%. Secondo la Irish Brewers' association, il numero
di «pinte» vendute tra marzo e settembre di quest'anno ha subito un crollo
del 6%: 339 milioni contro i 362 dello stesso periodo del 2003. Un evento
straordinario per un settore la cui crescita è sempre stata costante anche
in fasi di incertezza della congiuntura. Che vada bene oppure no, gli inglesi
non rinunciano a una birra, purché sia possibile fumarci su. Ora che la
prospettiva di un bando prende forma anche in Gran Bretagna i gestori dei
pub inglesi tremano. Ma non c'è da preoccuparsi troppo, secondo gli analisti.
W&DB, Greene King e Mitchells & Butlers non hanno nulla da temere. Innanzitutto
perché la legge non entrerà in vigore prima del 2008. E le grandi catene
di pub hanno tutto il tempo per allestire aree esterne dedicate ai fumatori.
E poi, perché se diminuiranno i clienti fumatori, si ingrosseranno le fila
di quelli che le sigarette proprio non le sopportano. Intanto, in Borsa,
le catene hanno perso terreno subito dopo la notizia che, nel Libro Bianco
sulla salute pubblicato dal governo, è contenuta la proposta di vietare
il fumo in tutti i locali dove si serve cibo. Padroni di decidere in autonomia
quelli dove si servono solo drink, il 20% del totale. Di fatto il governo
ha rigettato la dichiarazione di intenti con cui l'industria della birra
di impegnava a ridurre le smoking area al 20% della superficie totale. «La
buona notizia è che c'è il tempo necessario per prepararsi al cambiamento
», assicura Simon M Johnson, di Ubs. W&DB, ad esempio, si sta già attrezzando
per allestire, nel giro di un paio di anni, giardini e patio dotati di riscaldamento
per accogliere, anche d'inverno, i fumatori incalliti. L'85% dei suoi locali
ne saranno dotati prima che il bando diventerà effettivo. Mitchells & Butlers,
che gestisce bar e ristoranti anche in Germania, ha invece intenzione di
puntare, almeno nel breve periodo, sui non fumatori. Che accederanno in
massa per cenare nei pub dove le sigarette non hanno accesso. Da inizio
anno il titolo è cresciuto dell' 37,22% sulla Borsa di Londra. Pioggia di
buy su Greene King, che possiede 2.100 pub, P80% già dotati di aree esterne.
«Si tratta di un titolo solido - dice Geof Collyer, di Deutsche Bank - Per
me è buy con target price di 1.310 pence». Buy anche per Johnson, che fissa
il prezzo solo leggermente più in basso, a 1.225 pence. «Da inizio anno
il titolo è cresciuto di oltre il 40% - aggiunge Nigel Popham, di Theater
& Greenwood - È una storia di sicuro successo, uno strong buy». Giudizi
positivi anche su Enterprise Inn, che ha una catena dì 8.750 pub in Gran
Bretagna. «Si porterà in breve a quota 800 dai 680 pence cui quota oggi.
Da inizio anno ha già avuto un rialzo del 34,22%», dice ancora Johnson.
«Overweight» per Jamie Rollo, di Morgan Stanley. In media, negli ultimi
tre mesi, le azioni delle società dei pub sono cresciute del 13%, più dell'incremento
del Ftse 100, che pure è stato pari all'8,6%. Un trend inarrestabile.
 
 


















































Sul Fumo

Il Gazzettino 07/12/2004 
 
Leggo che i terribili avvocati nordamericani stanno addentando come bulldog
le compagnie produttrici di ogni tipo di tabacco chiedendo somme miliardarie
(280 miliardi di dollari) per migliaia di loro assistiti, fumatori pentiti
e fumatori colpiti da tumori dovuti al fumo.
Sarebbero colpevoli di aver mentito sui rischi per cinquant'anni, dopo una
riunione segreta tenuta nel '53 all'Hotel Plaza di New York per minimizzare
le prime e pur timide accuse sulla dannosità del vegetale.

Il fumo fa male, ma Francis Drake che fumava i primi sigari sul cassero
della sua nave corsara non lo sapeva, né lo sapevano i bucanieri di Salgari
che così anche scacciavano le zanzare nelle foreste di Panama o delle Antille.


Al di là del complotto delle anime nere delle multinazionali, che sono nere
qualunque prodotto trattino, quel sapere che bene non poteva fare lo sapevano
più o meno tutti, pure continuavano in quell'abitudine che è diventata costume
per almeno tre secoli, così come tutti sapevano e sanno tuttora e da più
tempo che il vino non fa bene, che i liquori non fanno bene, ma gli Stati
incassano bei soldini da questi vizi dei loro cittadini.

Moralisticamente gli Stati dicono che la tal erba, detta marijuana, non
fa bene e la proibiscono per legge, (ma anche il tabacco è un'erba).

I vizi, si sa, sono pessime abitudini, si tratta di perderle e di educare
a perderle, non di condannare alla gogna e alla fustigazione i peccatori
recidivi.

Non è così?
 































I Gesuiti dicono :

ANSA 02/12/2004 12:22  
 
(ANSA) -ROMA, 2 DIC - Immorale e' fumare e altrettanto i fumatori e non
etico il guadagno che lo Stato trae dalla vendita dei tabacchi, scrive la
Civilta' cattolica. Il fumo, per la rivista dei gesuiti, pone un 'grave
problema morale al fumatore e poi allo Stato' sottolineando che lo Stato
'da una parte cerca di limitare i danni causati dal fumo passivo' con divieti
e norme, e 'dall'altra trae profitto dal commercio del tabacco' permettendo
la vendita di una sostanza nociva alla salute, che ha il compito di tutelare'











Sigaretta facile in Germania


Avvenire 03/12/2004 
 
Non c'è Paese in Europa in cui fumare sia più facile che in Germania. Con
820.000 distributori automatici, di cui la metà sulle strade, il resto nei
luoghi di lavoro, nei ristoranti e in altri ambienti aperti al pubblico,
è pressoché impossibile per i tedeschi restare senza sigarette. Il dato
colpisce, soprattutto se confrontato con i 120.000 distributori della Gran
Bretagna e il nono posto dell'Italia, che ne conta 3.000. Una nuova iniziativa
del legislatore tedesco prevede che a partire dal 1 gennaio 2007 per l'acquisto
di sigarette a un distributore automatico sia necessario inserire nell'apparecchio
una scheda contenente i propri dati anagrafici. Per ora, nonostante il divieto
d'acquisto ai minori di 16 anni, chiunque può di fatto servirsene. Distributori
automatici a parte, sigarette sono in vendita nei supermercati, nelle edicole
e anche presso i benzinai, che in Germania rappresentano un vero pronto
soccorso del consumo. Ce n'è uno aperto giorno e notte in quasi ogni quartiere
cittadino. Questa organizzazione capillare della distribuzione si rispecchia
nelle statistiche. Negli ultimi dieci anni il consumo di tabacco è cresciuto
in Germania del 13%. La mortalità per le conseguenze del fumo oscilla tra
110.000 e 140.000 persone l'anno. Dal 1992 al 2002 i fumatori sono diminuiti
del 3,6%, ma le fumatrici sono aumentate dello 0,6% e secondo uno studio
dell'Organizzazione mondale della sanità tra i quindicenni i fumatori sono
aumentati nello stesso periodo dal 29% al 34% e le fumatrici dal 21 % al
32%. Una prima inversione di tendenza sia tra gli adulti che tra i giovani
ha registrato quest anno il ministero federale della Sanità. Il fenomeno
è ricondotto al rincaro di 1,2 centesimi per sigaretta entrato in vigore
lo scorso marzo. È il primo di tre aumenti fiscali decisi dal governo fino
al giugno 2005 e un segnale del mondo politico al- Findustria del tabacco,
che nel Paese rappresenta storicamente una lobby molto potente. Tra il 1998
e il 2003 la Germania ha impugnato tre iniziative legislative europee restrittive
per la pubblicità di sigarette.  





































08/12/2004

 

Varata la nuova legge provinciale

contro il fumo"

 
La legge sulla tutela della salute dei non fumatori, approvata recentemente dal Consiglio Provinciale di Bolzano, rappresenta un importante passo nella direzione di una società più responsabile della tutela della salute pubblica.
Dal primo gennaio 2005 sarà infatti vietato fumare in tutti i luoghi chiusi , aperti al pubblico, e nei luoghi aperti delle scuole di ogni ordine e grado e delle strutture per giovani. Il divieto totale di fumo vale dal 1° gennaio 2005 anche nelle aree separate dei locali dove vengono somministrati pasti.
Questo rappresenta un miglioramento rispetto alla legge nazionale, che prevede la possibilità di consumare pasti nelle aree riservate ai fumatori. Si ricorda inoltre che la legge nazionale ha previsto un periodo di adeguamento di un anno per permettere ai gestori degli esercizi di ristorazione di dotarsi di aree riservate ai non fumatori, mentre la Provincia di Bolzano ha adottato il termine di 6 mesi.
Con regolamento di esecuzione alla legge saranno stabiliti i requisiti tecnici delle aree riservate ai fumatori. Passato il termine di sei mesi, qualora non siano stati adeguati i locali, il divieto assoluto di fumo vale per tutti i locali chiusi, aperti al pubblico, sia per quello che offrono servizi di ristorazione sia per i bar. La normativa varata in Provincia di Bolzano è tra le più rigorose in Europa.
L'assessore alla sanità e alle Politiche Sociali, Richard Theiner, ha sottolineato in una nota che "Solamente una solida attività di prevenzione, sia nelle scuole sia attraverso i servizi sanitari e sociali, potrà aiutarci a prevenire comportamenti nocivi che incidono a lungo termine sulla salute.
Per quanto riguarda la cura, tutte le Aziende sanitarie provinciali offrono corsi per smettere di fumare.
La cura e la prevenzione devono fare leva sulla necessità di realizzare un cambiamento di stile per una vita più sana e libera dalla dipendenza del fumo e non sul solo divieto.

07/12/2004


Contrabbando

in diminuzione

La Stampa 23/11/2004

ROMA
Il contrabbando di sigarette è diminuito in Italia, nonostante i prezzi
sempre più alti sostenuti dai fumatori: è il dato più sorprendente del Rapporto
«Il contrabbando di tabacchi lavorati: un?analisi economica e istituzionale»,
promosso dalla British American Tobacco Italia e presentato in questi giorni
dall?istituto «Ref», Ricerche per l?Economia e la Finanza.
La ricerca, che analizza il contrabbando di tabacchi lavorati dal punto
di vista economico e istituzionale e presenta una rassegna delle più recenti
esperienze internazionali sullo sviluppo del fenomeno e sulle iniziative
che lo contrastano, rivela come da cifre superiori al 13 per cento dei consumi
rilevate nella prima metà degli Anni Novanta (quando il danno per lo Stato
era di oltre 2500 miliardi di vecchie lire), il contrabbando sia tornato
oggi su livelli «fisiologici» inferiori al 2 per cento dei consumi totali
(pari a circa 2 miliardi di sigarette l?anno, con una perdita per l?Erario
superiore ai 200 milioni di euro). Sono cifre in linea con quelle dei paesi
tradizionalmente poco toccati dal fenomeno.
Quali le cause? Non si può escludere che il «successo» italiano (ma anche
in Spagna esistono molte similitudini) nella lotta al contrabbando siano
da mettere in relazione anche con l?emergere di destinazioni più remunerative
per le organizzazioni malavitose: il mercato inglese, ad esempio, che negli
ultimi anni ha subito uno fortissimo aumento delle tasse e dei prezzi delle
sigarette. La migrazione verso Nord dei flussi di contrabbando potrebbe
quindi essere dovuta anche a motivi prettamente di «business» malavitoso:
il rapporto fra costi, rischi e profitti illeciti indirizza altrove le attività
della criminalità organizzata.
Il Rapporto analizza il fenomeno del contrabbando di sigarette dal punto
di vista economico e istituzionale in Italia, in Europa (che svolge un ruolo
centrale nel mercato mondiale del tabacco: ai paesi europei nel 2001 faceva
capo circa un terzo della produzione mondiale di sigarette) e nel mondo:
nell?ultimo decennio il contrabbando di sigarette è stato caratterizzato
da un notevole salto di qualità compiuto dalle organizzazioni criminali,
che hanno avviato una «gestione imprenditoriale dell?illecito». Anche il
ruolo dell?Italia è mutato: da teatro di consumo è divenuta crocevia del
commercio illegale soprattutto verso i mercati nordeuropei, come Regno Unito,
Germania, Francia, Olanda e Belgio. Tra i punti di sbarco per i carichi
di contrabbando c?è il porto di Gioia Tauro. Sigarette di contrabbando provenienti
dall?estremo oriente, nella maggioranza dei casi dalla Cina, il maggior
produttore a livello mondiale di sigarette contraffatte, vengono stoccate
nel porto di Dubai, sul Mar Rosso; da Dubai, attraverso navi di linea, le
merci giungono ai porti dell?area tirrenica, Gioia Tauro e La Spezia.
Fra le «basi» del flusso in Europa c?è anche l?isola di Cipro: le sigarette
vengono stoccate in depositi doganali in attesa di essere caricate su piccole-medie
imbarcazioni verso i paesi dell?area mediterranea, come Portogallo, Stati
che si affacciano sul Mar Nero e quelli Baltici. Ha un ruolo centrale anche
l?area balcanica e Montenegro. La provenienza di una quota significativa
dei tabacchi lavorati di contrabbando dal Montenegro è, ancora una volta,
confermata dai volumi di esportazioni di sigarette rivolte a quel paese,
che appaiono, come nel caso di Cipro, del tutto sproporzionate rispetto
alla capacità di consumo del mercato interno.





















































EUROPA IN FUMO

Avvenire 03/12/2004 
 
Ogni anno in Europa 650.000 persone muoiono per le conseguenze del fumo.
Germania e Gran Bretagna registrano ihsieWie un terzo del totale dei decessi.
Le stime per l'Italia ammontano a 80.000. Nei nuovi Stati membri dell'Unione
il consumo di tabacco tra i più giovani è in forte aumento e in alcuni Paesi
europei l'età della prima sigaretta è scesa a undici anni. Secondo una stima
per difetto della Commissione europea, i costi sostenuti dalla collettività
per gli effetti del fumo oscillano nella Uè tra 98.000 e 130.000 milioni
di euro all'anno. A partire dal 2005 l'Unione si è impegnata a investire
72 milioni di euro in quattro anni per nuove campagne di sensibilizzazione,
ma sull efficacia di queste iniziative è lecito dubitare. Innanzitutto,
perché chi a Bruxelles parla di "successi" non dispone in realtà di statistiche
affidabili e aggiornate. Come ammettono gli stessi documenti della Commissione,
le analisi si basano su dati nazionali rilevati spesso in tempi diversi,
con metodologie differenti e su gruppi eterogenei. Per ottenere un quadro
approssimativo della situazione, la Commissione ha pubblicato in ottobre
lo studio Tabacco o salute nell'Unione europea, che raccoglie i risultati
di numerose analisi condotte da istituzioni pubbliche e centri di ricerca
a livello internazionale. Gli stessi numeri contenuti nel rapporto sollevano
tuttavia interrogativi sull'incidenza di anni di lotta alla sigaretta in
Europa. Secondo l'Eurobarometro, tra il 1987 e il 2002 (dati più recenti
mancano), i fumatori sono in realtà cresciuti nella Uè dal 37% al 39%. Mentre
i maschi assuefatti sono diminuiti di un punto percentuale al 45%, le consumatrici
di sigarette sono passate nello stesso periodo dal 29% al 34%. Lo spostamento
al femminile è stato particolarmente evidente in alcuni dei nuovi Stati
membri come Ungheria (donne: +24%) e Lituania (+100%), ma anche in Grecia
(+93%) e Finlandia (+36%). Nelle politiche di controllo risulta soprattutto
difficile ottenere un intervento coordinato dei governi nazionali sulle
misure fiscali per influenzare il prezzo delle sigarette, sebbene questo
sia giudicato da tutti gli esperti il deterrente più efficace. Nonostante
gli accordi comunitari siglati nel 1992, che prevedono un imposizione pari
al 70% del prezzo tra Iva e tasse specifiche, le imposte sulle sigarette
spaziano nei 15 Paesi "storici" Uè dall'80% di Francia e Gran Bretagna al
67,8% del Lussemburgo, e sono inferiori di un ulteriore 10% in alcuni dei
nuovi Stati membri. L'Italia esercita una pressione fiscale del 74,7%, ma
è anche l'unico dei Quindici - a parte la Spagna che non ha sottoscritto
questo ulteriore accordo - il quale, entro il 2006, dovrà innalzare i prezzi
per portare gli introiti fiscali al livello pattuito di 60 euro ogni 1.000
sigarette. Nel complesso, il costo medio di un pacchetto tra le marche più
diffuse nei rispettivi Paesi oscilla dagli oltre 7 euro di Gran Bretagna
e Norvegia ai circa 2 euro di Italia e Spagna, fino ai 90 centesimi della
Polonia. Interventi più decisi sul fronte della dissuasione i governi nazionali
hanno messo in atto nella legislazione relativa ai divieti. Dopo la recente
decisione di Manda e Scozia di bandire il fumo da tutti i luoghi pubblici,
nei giorni scorsi Gran Bretagna e Portogallo hanno annunciato l'introduzione
graduale del divieto di fumare nei luoghi di lavoro, pub e ristoranti. Un
problema aperto è la sovvenzione della produzione di tabacco in base ai
regolamenti europei per il sostegno all'agricoltura. Rappresenta una porzione
marginale del prodotto europeo del settore, ma Bruxelles la sostiene pur
sempre con un miliardo di euro l'anno, ovvero il 2,3% dei fondi destinati
all'agricoltura. Secondo la stessa Commissione, si tratta del «raccolto
per ettaro più sovvenzionato in Europa». 
 





























































Da Mastro Titta :

La pace a tutti i costi.
Er Gatto disse un giorno ar Topo:
- Famo pace. Vojo esse' tuo amico, Nun te darò più la caccia.
- Certo! Finarmente! E' 'na vita che me tocca stare 'n guardia da te. - je rispose er Topo tutto contento.
- Bene, allora pe' festeggià l'amicizia ce beviamo un caffé e poi te offro puro 'na sigaretta, ce fumiamo 'nsieme er calumet de la pace.
- No, grazie!  - je disse er Topo tutt'arriabbiato - Bell' amico! Rimettiti pure a cacciamme, da te me posso salvà più facirmente che dar fumo. 
 
Anche Mastro Titta disse la sua

05/12/2004

Donne e fumo

Umberto Veronesi 
 
Megli ultimi anni, con il progresso della tecnologia diagnostica, la parola
d'ordine della lotta al cancro è diventata: «identificazione del bersaglio»
Con le nuovissime tecniche di imaging, ciò che fino a ieri era fantascienza
oggi è un'evidenza scientifica: è possibile visualizzare sempre più precisamente
e precocemente ogni millimetro del nostro corpo, le eventuali microlesioni
e addirittura le attività dei nostri organi, consentendo interventi sempre
più mirati e meno invasivi. Grazie alle nanotecnologie la diagnostica si
avvale di strumenti rivoluzionari come il nanorobot, un microcomputer in
grado di viaggiare all'interno del corpo umano: tecniche che fanno vedere
meglio come in un corpo «trasparente». Presto potremo trasformare il nostro
corpo in un atlante di anatomia virtuale e a tre dimensioni. Un po' quello
che già avviene con la Risonanza magnetica o la Tac, ma a un livello ancora
più affidabile e preciso: sarà come guardare all'interno nel nostro corpo,
rimanendone all'esterno. Tutto questo potenzierà la diagnostica precoce,
permettendoci di diagnosticare tumori della dimensione di 4 o 5 millimetri,
in qualsìasi parte del nostro corpo. Di pari passo però, occorre una sempre
maggiore consapevolezza da parte di tutti i cittadini. Ciascuno di noi,
infatti, ha un ruolo insostituibile nella lotta contro il cancro: quello
della prevenzione individuale, sottoponendosi a regolari controlli di diagnosi
precoce e adottando uno stile di vita il più possibile sano. Proprio le
cattive abitudini, come il fumo, sono causa ancora di troppi casi di tumore.
Primo tra tutti il cancro del polmone: fino a ieri malattia dell'uomo fumatore,
questo tumore sta aumentando vertiginosamente il numero delle sue vittime
fra le donne che, sempre più numerose e in età sempre più giovane, si avvicinano
al fumo. Per questo ho deciso, attraverso la Fondazione che porta il mio
nome, di dar vita a un progetto che incida sul consenso delle donne nei
confronti della sigaretta e costruisca un messaggio efficace per "lei",
per renderla libera da una schiavitù così dannosa per la sua salute. È nato
così il movimento «Donne contro il fumo», sostenuto anche da AIRC, formato
da donne impegnate a sviluppare una grande tendenza positiva, creando un
consenso sociale sull'assenza del fumo come miglioramento qualitativo della
nostra vita.
Fondi per la ricerca, scende in campo la tv. (cronaca)

 
Sorrisi e Canzoni 16/11/2004 Giuseppe Matarazzo 
 
Vedere per curare»: è questo il tema della Giornata per la ricerca sul cancro
promossa dall'Aìre per il 19 novembre. Occasione ideale per presentare l'ultima
frontiera della diagnostica: la cosiddetta «New Imaging». Grazie a un nuovo
microcomputer è possibile viaggiare all'interno del corpo umano, rendendolo
«trasparente » e permettendo di individuare i tumori prima che si manifestino.
Tante le iniziative in programma. Sabato 20, incontri nelle scuole e nelle
università con filosofi, giornalisti e scrittori. Il 21, la staffetta Rai
per la raccolta fondi: «In famiglia» (Raidue, dalle ore 7), «Domenica In»
(Raiuno, dalle 14), «Speciale Elisir» (Raitre, dalle 21 ). È partita inoltre
la campagna del Movimento «Donne contro il fumo» promosso dalla Fondazione
Veronesi, a cui aderiscono personaggi dello spettacolo, della politica e
della scienza. Per informazioni e contributi è attivo il numero verde 800.350.350.


" Se una donna è veramente libera non può dipendere da una sigaretta. Non
fumare è una scelta d'amore. Verso di te e verso le persone che ami "
Marina Berlusconi

" Non credete a chi dice che il fumo rende la voce più sexy. Sono stata
una grande fumatrice, ho smesso quando ho capito quali danni potevo provocare
alla mia voce "
Caterina Caselli

" Ho fumato per sentirmi più grande, interessante, per star con gli altri.
Ho smesso e mi sento grande e interessante insieme agli altri. Più che mai
"
Isabella Ferrari

" Amo la vita. Smetti di fumare e non lasciare che gli altri ti fumino vicino.
Penso che chi genera la vita non possa essere esempio di morte "
Anna Kanakis

 









































































Nicole, smettila !!!

TgCom 02/12/2004   
 
L'associazione contro i fumatori bacchetta Nicole Kidman. L'attrice, che
nel 2003 al Festival di Cannes, sollevò le polemiche accendendosi la sigaretta
in piena conferenza stampa, è stata di nuovo invitata a smettere di fumare,
almeno in pubblico. " Vederla fumare", strillano dalla Lega Anti-fumo, "
trasmette il messaggio sbagliato che sigarette, moda e successo vanno di
pari passo per ogni giovane donna".
" Oh Nicole, per favore, non farlo, l'hai promesso " aveva sbottato il regista
Lars Von Trier dal palco di Cannes, vedendo la Kidman accendersi serenamente
una sigaretta davanti a fan, fotografi e critici accorsi per recensire il
suo "Dogville". Allora Nicole aveva scansato i rimproveri, continuando a
fumare placidamente. In occasione però del premio " Australiana dell'anno
", consegnato all'attrice nei giorni scorsi, l'associazione anti-fumo è
tornata a rimproverarla. "Speriamo ", ha fatto sapere il direttore Ann Jones,
" che con questo riconoscimento Nicole si renda conto di quanto può influenzare
i giovani... Ora si trova nell'eccezionale condizione di contribuire alla
salute femminile, non solo nel suo Paese, ma nel mondo intero".
In Australia circa 6000 donne sono fumatrici e la colpa sarebbe appunto
dei messaggi sbagliati che i film e le pubblicità veicolano. Quindi se la
Kidman vuole salvare la faccia, d'ora in poi, dovrà fumare lontano dai riflettori.
Considerato che è anche una testimonial della lotta contro il tumore al
seno e che il fumo è una delle prime cause di tumore, così facendo salvaguarderà
non solo la sua reputazione, ma anche la sua salute!
 





























PROROGA

Gli antifumo inferociti


Dopo tante insistenze di alcune associazioni di categoria il Ministro Sirchia
ha finalmente ceduto ed ha concesso uno slittamento di una decina di giorni
all'entrata in vigore della nuova legge antifumo. I ristoratori si lamentavano
per l'applicazione della normativa durante il periodo natalizio (la data
prevista era il 29 dicembre) e per non aver avuto il tempo per mettere a
norma i locali. La legge è stata approvata ben due anni fa ed il regolamento
che indica i requisiti tecnici dei locali per fumatori si conosce ormai
da un anno. In tutto questo tempo davvero non è stato possibile allestire
delle sale per fumatori, oltretutto non obbligatorie? O si temeva che i
cittadini venissero colti di sorpresa dal divieto? Francamente mi domando
con quale faccia tosta si siano potute fare certe richieste e mi meraviglia
che esse siano state assecondate. Ma perché invece di mostrare tanto interesse
nei confronti di chi, accendendosi sigari e sigarette a tavola, si rovina
il palato e i polmoni (e, peggio, fa lo stesso con quelli altrui), non si
è rivolta un po' più di attenzione ai non fumatori, che al ristorante ci
vanno per sentire il gusto di quello che mangiano e comunque non disturbano
e non danneggiano nessuno?
Marco Badiani

SI VUOLE prorogare la legge sul divieto di fumo. Ebbene mi sento veramente
stanca di non essere rispettata! La Costituzione parla chiaro: l?articolo
32, la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo
e interesse della collettività.
Melania Moschini
 
L'applicazione della nuova norma antifumo è stata rinviata al 10 gennaio
2005 ma le associazioni di categoria ancora non sono soddisfatte e chiedono
a gran voce un rinvio di almeno tre mesi. Siamo stanchi di subire il fumo
passivo nei luoghi di lavoro e in quelli di svago. Invitiamo a tutti a sottoscrivere
la lettera di protesta per il Prof. Sirchia presente sul nostro sito (www.gea2000.org/ariapulita).

Cinzia Marini Aria Pulita Associazione Non Fumatori.
 





































DUE ANNI !!!

Oggi questo Blog compie due anni.

A tutti gli amici che ci hanno seguito con curiosita', interesse ed entusiasmo, a tutti i nemici che ci hanno riempito di messaggi spam e di parolacce, a tutti coloro che hanno creduto in noi e che , grazie anche al nostro aiuto, sono riusciti a smettere di fumare, vada il nostro sincero e caloroso

GRAZIE !!!

Buon compleanno, BLOG !!!!!! 

02/12/2004

RIECCOMI A VOI  !!!

Cari amici e visitatori, come avete visto sono assente da un bel po'. Motivo ? Si e' rotto il PC:Non funzionava piu' la scheda madre, quindi da cambiare. Di conseguenza va cambiato anche processore. I nuovi modelli sono piu' grandi dei vecchi, quindi va cambiato il cabinet. Visto che ci siamo cambiamo anche la RAM ed il sistema operativo. E formattiamo il disco rigido ....

Nel giro di 30 secondi mi son trovato privato della mia identita' informatica e costretto a dire SI, va bene, fate tutto quello che e' necessario. Stamattina ho riavuto il PC, oggi l' ho caricato e stasera finalmente torno con voi.

 

Vorrei notizie aggiornate da ALE . Mi scrivi, per favore ?

Vi abbraccio tutti, felice di essere di nuovo tra voi , e mi rimbocco le maniche per ricominciare !

 



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