18/11/2004
LE CICCHE E LE STRADE DELLA CITTÀ
La Repubblica 18/11/2004
Osservando il comportamento del fumatore, uno degli atteggiamenti che più destano stupore è la naturalezza del gesto con cui si sbarazza della parte terminale della sua sigaretta dopo averle dato un´ultima boccata d´addio. La spontaneità di quest´atto dimostra che il fumatore nel compierlo non ritiene di far nulla di eccepibile o riprovevole. Da un lato, ovviamente, il fumatore ritiene il filtro, ormai divenuto inutile dopo la volatizzazione del tabacco, un irriciclabile vuoto a perdere; dall´altro, non riesce a considerare ciò che ha tenuto amorevolmente tra le labbra come un rifiuto. Una volta andato in fumo e ridotto alla sua postrema e defunzionalizzata appendice, l´oggetto del desiderio del tabagista può essere abbandonato per strada al suo destino, come un´amante ormai priva di attrattive, ma non certo ridotto alla stregua di una comune immondizia.
La procedura con cui il fumatore si libera della cicca è variegata: c´è chi la sottopone a un rapido schiacciamento sotto la suola (come movenze quasi da twister), non si capisce se per spegnerla o per punirla delle sue effimere e perniciose lusinghe; c´è invece chi la getta distrattamente, con disinvolta sprezzatura bogartiana; c´è infine chi la scaglia usando il dito medio come la molla di una catapulta. Quest´ultima categoria è la più molesta perché i suoi esercizi balistici trasformano i mozziconi in proietti incandescenti che talvolta colpiscono i passanti.
In tempi ormai remoti era considerato spregevole raccogliere il mozzicone da terra (cosa indubbiamente non raccomandabile dal punto di vista igienico). Erano i barboni e i miserabili a praticare questa forma di recupero degli avanzi fumiganti dalle sozzure del marciapiede.
Si racconta che Vittorio De Sica, mentre girava "Ladri di biciclette", non riuscisse a far piangere il piccolo Enzo Staiola che interpretava la parte di Bruno, il figlio dello sfortunato attacchino romano. Cosicché un macchinista della troupe gli suggerì un espediente crudele ma di sicuro effetto: "je metta in tasca quattro o cinque cicche, poi lo rimproveri e vedrà che piagne". Il grande regista seguì la "dritta" popolaresca e, senza porsi troppi scrupoli, al successivo ciak proferì la terribile accusa: "Ma Enzo, perché non piangi, che ci hai in tasca, le cicche? Allora sei un ciccarolo!". Ovviamente, il bambino scoppiò in lacrime e De Sica poté cinicamente girare una delle scene più toccanti del suo indimenticabile capolavoro.
L´episodio, anni dopo, fu raccontato dallo stesso De Sica in occasione di una festa di beneficenza. Ettore Scola filmò la confessione di De Sica e la inserì nel suo "C´eravamo tanto amati", usando l´aneddoto come spunto per costruire il personaggio del professor Nicola Palumbo, lo sfortunato cinefilo interpretato da Stefano Satta Flores, e lo sketch del quiz televisivo ("Lascia o raddoppia?") con il celebre equivoco tra personaggio e attore, finzione e realtà, avallato da Mike Bongiorno, che allora si prestò con autoironia al gioco parodistico.
Ammettiamo pure, senza tante riserve, che il mezzuccio cattivello a cui ricorse De Sica fu ampiamente compensato dai risultati artistici (ha il cuore di pietra chi non piange, a sua volta, rivedendo quella straziante sequenza).
Altro è però il disguido su cui si dovrebbe riflettere. In fondo, all´attorello preso dalla strada si rimproverava, con una menzogna, di essere un accattone, ossia un disgraziato come quello di cui il film narrava la piccola odissea in un´Italia postbellica affamata e disperata. Oggi invece dovremmo ammonire con veritiera severità il fumatore sazio e soddisfatto che disperde al suolo i suoi mozziconi.
È lui il "ciccarolo" da mettere alla (metaforica) gogna. In particolare, quello che svuota in strada il posacenere della sua automobile: individuo che ha un concetto tutto personale e privato della pulizia. I nuovi ciccaioli (cioè quelli che la cicca la depositano e non quelli, forse ormai anacronistici, che la prelevano, considerandola un bene sprecato) contrassegnano il territorio, con modalità non dissimili da quelle dei cani, per mezzo dei residui delle loro tossiche abitudini. Con tale delimitazione il tabagista aspira (nel duplice senso) a garantirsi una zona franca. In un grande ospedale cittadino fino a qualche tempo fa, faceva brutta mostra di sé un rotondo recipiente colmo di sabbia sopra il quale spiccava un cartello dov´era rivolto un cortese invito a "spegnere qui le sigarette". Non avendo forma di divieto, l´ambiguo imperativo era interpretato dai fumatori come indicazione di un angolino extralegale in cui era consentito fumare, perfino a pochi metri dal reparto di pneumologia, a patto di insabbiare diligentemente la cicca nell´apposito contenitore.
Ci capita più spesso di vedere un vaso o un´aiuola trafitti come sansebastiani da una miriade di filtri (talora vivacizzati da uno sbaffo di rossetto) semiaffioranti dalla terra. Ogni cosa, ogni spazio tra le cose, è per l´accanito fumatore un potenziale posacenere: una concavità degli scogli o una qualunque fessura o buca. Il mozzicone, quasi sospinto da un horror vacui, tende a invadere tutti gli interstizi dell´ambiente. Ma ci consola il fatto che - a differenza dell´inestinguibile plastica - è biodegradabile in un arco di tempo di poco superiore a un anno.
marcello benfante
Fumo e giovanissimi
Corriere della Sera 15/11/2004
IL SONDAGGIO Domani a Pavia, nel corso del convegno «Bambini e adolescenti,
le nuove dipendenze» organizzato dalla Società italiana di pediatria, verranno
presentati i risultati di un'indagine nazionale effettuata su un campione
di 1.200 studenti delle scuole medie inferiori (l'attuale secondaria di
primo grado) I DATI Le risposte dei ragazzi rivelano un aumento e una maggiore
precocità nell'avvicinarsi a fumo, alcol e stupefacenti: il 29% degli intervistati
ha già provato a fumare una sigaretta, il 39,4% afferma di conoscere amici
che hanno provato a fumare una «canna»
Prevenire nelle Medie
La Libertà 13/11/2004
CastelsangiovanniPrevenire l'abitudine al fumo negli anni della formazione
adolescenziale. È quanto si propone il progetto promosso a livello provinciale
dal Lions Club (circoscrizione di Piacenza e provincia) e che poco tempo
fa ha ricevuto anche il patrocinio del comune di Castelsangiovanni. Si tratta
di un progetto di educazione e prevenzione contro l'abitudine al fumo che
dovrebbe coinvolgere diverse scuole medie di tutta la provincia piacentina.
In Valtidone, oltre al patrocinio del comune di Castelsangiovanni, il progetto
avrebbe già ricevuto l'adesione da parte di alcune classi delle scuole medie
di Borgonovo, Pianello e Castelsangiovanni. L'idea sarebbe quella di avvicinare
i giovani delle classi che hanno aderito sensibilizzandoli al problema del
fumo ed informandoli circa i pericoli connessi, tramite un apposito percorso
tagliato su misura per giovani studenti. Il programma però, oltre al coinvolgimento
diretto degli alunni, prevede anche un apposito corso di formazione da parte
dei docenti interessati che, tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre,
dovrebbero prendere parte a "mini corsi" tenuti da medici specializzati
dell'Ausl. A tutti i professori coinvolti verrà distribuito un apposito
manuale guida fatto stampare appositamente dal Lions Club. Alla fine dell'anno
gli stessi membri promotori del Lions premieranno i lavori migliori che
durante l'anno scolastico le classi coinvolte prepareranno sul tema della
prevenzione al fumo da sigaretta. Alle famiglie degli studenti coinvolti,
invece, verrà distribuita una lettera aperta per sensibilizzarli ed aiutare
i figli nella comprensione del pericolo derivante dal fumo. L'iter per arrivare
alla promozione del progetto è iniziato con la proposta fatta direttamente
al Ministero della Pubblica Istruzione che, dopo averlo approvato e aver
dato il patrocinio all'iniziativa, ha messo a disposizione il corpo docente
per la promozione della campagna antifumo nelle scuole. Il passo successivo
è stato fatto presso i singoli distretti scolastici dove sono stati interpellati
i presidi che di volta in volta hanno fatto pervenire le loro adesioni.
La campagna di prevenzione portata avanti dal Lions Club ha ricevuto il
patrocinio anche da parte del Miur di Piacenza (ex provveditorato agli studi),
dell'Ausl, della Provincia di Piacenza, della Fondazione di Piacenza e del
banco di Sicilia. Oltre alle scuole valtidonesi sono diverse le scuole medie
di tutta la provincia che finora hanno fatto pervenire la loro adesione.
Per presentare modalità e scopi del progetto è prevista entro fine mese
una conferenza stampa in cui l'iniziativa verrà ufficializzata a livello
provinciale. Mariangela Milani
Scuola senza fumo
Alto Adige 13/11/2004
SILANDRO. Un istituto scolastico senza fumo. Si tratta di un interessante
progetto, condotto e progettato da Annelies Federer Kofler, insegnante di
lingua francese al liceo scientifico di Silandro, insieme alla classe terza
dell'indirizzo linguistico. L'iniziativa, nata principalmente per cercare
di eliminare o almeno ridurre un vizio che caratterizza moltissimi giovani
e che mette a repentaglio la loro salute e quella degli altri, prevede non
solo l'assoluta astensione dal fumo all'interno della scuola, come del resto
prescrive la legge in tutti i locali pubblici, ma l'abolizione del fumo
anche nei cortili esterni all'edificio, compresi gli angoli riservati solitamente
ai fumatori e provvisti quindi di portacenere. Gli studenti hanno preparato
ed esposto cartelli in tutte le lingue studiate a scuola, nei quali si invita
ad apprezzare l'aria pulita, evitando il fumo. Il 17, 18 e 19 novembre verrà
effettuato un esperimento di astensione totale dal fumo, che verrà poi ripetuto
in dicembre per una settimana, e dal 1 gennaio 2005 entrerà in vigore il
progetto Scuola senza fumo. Tra il corpo insegnante i fumatori sono un'assoluta
minoranza come pure fra gli studenti delle ultime classi, mentre fra gli
studenti più giovani il fumo è diffuso in misura più consistente. Da qui
l'attualità del progetto stesso.
(l.p.)
Paolo Borsellino
Amina mi ha inviato :
Big Killer
Corriere Salute 14/11/2004
Non a caso lo chiamano il Big Killer: il cancro al polmone è la prima causa
di morte per tumore negli uomini e la terza nelle donne. Eppure la percezione
diffusa non corrisponde a questa realtà. Lo rivela un'inchiesta realizzata
in Gran Bretagna dalla Roy Castle Lung Cancer Foundation: la metà degli
intervistati non sembra essere a conoscenza del triste primato del tumore
polmonare, né dell'importanza della diagnosi precoce per una possibile guarigione.
In Italia non ci sono ricerche recenti in proposito, ma tutto fa credere
che il livello di consapevolezza non si discosti da quanto è stato rilevato
in Inghilterra. Nella direzione di anticipare la diagnosi e di sensibilizzare
l'opinione pubblica, va il progetto Dante (attivo da tre anni), messo a
punto dall'unità di chirurgia toracica dell'Istituto Humanitas di Milano,
diretta dal professor Gianni Ravasi, con il sostegno della Lega per la lotta
contro i tumori. L'idea è di sottoporre soggetti a rischio per questo tumore
(uomini, grandi fumatori, di età compresa tra i 60 e i 74 anni) ad una Tac
spirale (che riesce a individuare noduli che sfuggono alla lastra tradizionale)
e all'analisi dell'espettorato, per verificare se così facendo si riesce
ad abbassare la mortalità. «Finora abbiamo studiato 1.200 persone, individuando
27 casi di tumore quando ancora non davano disturbi - informa Maurizio Infante,
coordinatore del progetto -. Ma per tirare le somme, dobbiamo arrivare almeno
a 2.400 partecipanti. Intanto si vedono gli effetti collaterali benefici:
la maggior parte dei soggetti che hanno aderito al programma ha smesso di
fumare o ha ridotto drasticamente le sigarette».
15/11/2004
LUOGO APERTO
La Stampa 12/11/2004
BIELLA
Tempi duri per i fumatori, anche all'aperto o in ambienti poco aerati, come
i dehors. Il problema sollevato anche da una recente interrogazione in Consiglio
comunale ha trovato risposta dall'Asl che ha interpretato la legge che tutela
la salute dei non fumatori e che entrerà in vigore dal prossimo gennaio.
Secondo l?Asl, dunque, si legge in una nota dell?Ufficio del sindaco, «la
normativa prevede il divieto di fumo nei locali chiusi, ad eccezione dei
locali privati non aperti al pubblico e dei locali riservati ai fumatori
nel rispetto delle prescrizioni tecniche imposte dal decreto ministeriale
già in vigore dal 2003». Per quanto riguarda i dehors, prosegue il comunicato,
« il divieto opera in modo differente in base alle caratteristiche strutturali
degli stessi ed in particolare: qualora siano chiusi rispetto all'ambiente
esterno (dotati, cioè, di aperture limitate per consentire l'ingresso dei
clienti e del personale) il divieto è totale. E' facoltà comunque dei concessionari
di riservare un'area per i fumatori mantenendo le prescrizioni del decreto
sopra citato; qualora siano parzialmente aperti verso l'esterno (dotati
di tre pareti e di un'unica apertura a lato) si applica il divieto di fumo
in quanto il ricambio dell'aria non è sufficiente; qualora siano completamente
aperti (privi di copertura e di pareti laterali) si può fumare liberamente».
Multe piu' salate
Corriere delle Alpi 12/11/2004
Aumentano del 10% le multe a carico di chi viola il divieto di fumare. Attualmente
la sanzione è fissata tra 25 e 250 euro, ma viene raddoppiata se la sigaretta
viene accesa in un luogo proibito, in presenza di una donna incinta o di
un bambino di età fino a 12 anni. Se poi la violazione viene praticata da
chi ha il dovere di far rispettare il divieto, la multa è compresa tra i
200 e i 2.000 euro. Le nuove sanzioni sono fissate dall?articolo 23 della
Finanziaria approvato dalla Camera.
Materasso in fiamme
Il Gazzettino 10/11/2004
Caorle
Un incendio ieri mattina ha interessato parte della Canonica della Chiesa
di Ca' Cottoni di Caorle. Erano da poco passate le 9 e 30 quando il fumo
ha invaso l'appartamento di proprietà della Curia che si trova sopra l'abitazione
del parroco. Immediato l'arrivo dei Vigili del fuoco di Portogruaro che
hanno scongiurato che le fiamme intaccassero l'intero stabile. Fortunatamente
solo un materasso è andato bruciato e i muri sono rimasti anneriti. I problemi
maggiori sono stati proprio causati dal denso fumo che non facilitava le
operazioni di soccorso. Non sono chiare le cause, anche perchè sembra che
nel momento del rogo la camera da letto interessata fosse vuota. Si ritiene
che sia stata una sigaretta ad innescare il fuoco.
14/11/2004
Sigarette di contrabbando
Il Secolo XIX 04/11/2004
Sul mercato del contrabbando ci potrebbero essere anche tanti pacchetti
di "bionde" contraffatte, made in Cina. «I fumatori che le acquistano stiano
in guardia, perché sulla produzione di queste sigarette si sa ben poco»,
spiegano gli inquirenti. A questo proposito la Guardia di Finanza e la Dogana
avvertono: «In attesa di conoscere i dati relativi alle percentuali di catrame,
nicotina e monossido di carbonio rispetto alle originali, i fumatori che
acquistano sigarette contraffatte devono essere coscienti di finanziare
inconsapevolmente le organizzazioni criminali internazionali, le quali sfruttano
una manodopera, senza nessun rispetto dei diritti umani e della sicurezza
personale...».
Le Fiamme gialle, dopo aver ribadito ai consumatori che dovrebbero acquistare
le sigarette solo nei punti vendita autorizzati, evitando di comprarle attraverso
i canali non tradizionali, aggiungono: «Nel panorama della fenomenologia
criminale mondiale il nuovo sequestro conferma che il binomio contrabbando-contraffazione
è in costante crescita ed in via di affermazione e consolidamento anche
in Italia. Al riguardo basti pensare che quasi il 90 per cento delle sigarette
di contrabbando con i marchi Philip Morris sequestrati nel 2002 erano contraffatte».
04/11/2004
Notizie da Ale !!!
I nostri bambini
La Repubblica 12/11/2004 MASSIMO LORELLO
Mangiano troppo. E fumano, ma non per vizio semplicemente perché sono costretti
a vivere accanto a genitori con la sigaretta accesa. L´ultimo rapporto sull´infanzia
presentato dalla Federazione italiana medici pediatri è sconsolante, almeno
in Sicilia dove vanno a rilento le vaccinazioni contro meningite e varicella.
Il 65 per cento dei bambini è esposto al fumo passivo, il 26 per cento è
vittima della sigaretta della mamma e il 44 per cento dei piccoli, tra uno
e due anni, ha almeno un genitore che fuma in casa.
Anche a tavola non mancano le insidie, i piatti sono sempre più abbondanti:
il 27 per cento dei bambini, in base ai dati dell´Istat e Istituto superiore
di sanità, è in sovrappeso, la media nazionale si ferma al 24,2 per cento.
Sei bambini siciliani su dieci mangiano frutta fresca tutti i giorni, 22
su cento verdura e ortaggi mentre il 15 per cento non ama i legumi e il
44 per cento il pesce. Ancora meno esaltanti i numeri sul consumo di merendine,
cibi preconfezionati e pasti fuori orario: ci cascano 80 bambini su cento.
Lo studio rileva infine una netta differenza tra la copertura delle vaccinazioni
obbligatorie e raccomandate e quelle che non lo sono come contro la meningite
da pneumococco, da meningococco e contro la varicella. Per la meningite
da pneumococco, sulla base della fonte Icona 2003, solo il 3 per cento dei
bambini ha ricevuto una dose e l´uno per cento il ciclo vaccinale completo.
La combinazione di morbillo e antimorbillo-parotite-rosolia ha una copertura
dell´80,5 per cento (la media nazionale è dell´83,9). «Il bambino siciliano
- dice Giuseppe Montalbano, segretario della Federazione italiana medici
pediatri della Sicilia - con l´aumentare dell´età acquisisce delle cattive
abitudini alimentari che unite alla sedentarietà e alla televisione peggiorano
la situazione». Come dire: più si cresce, più si peggiora.
Smettere in gruppo
Il Gazzettino 10/11/2004
(S.M.) «Ricordo ancora - afferma Katia - come mi sono sentita all'inizio.
Ero molto nervosa, praticamente inavvicinabile da chiunque. Per non farmi
prendere dal panico facevo spesso delle lunghe passeggiate, alternate a
docce molto calde e, chiaramente, masticavo una montagna di caramelle. Mi
facevo anche dei regalini premio, ad esempio dopo una settimana che non
fumavo. Ho cominciato poi a fare una lista degli aspetti positivi: la mia
pelle cominciava ad essere molto più luminosa, i denti più chiari, l'alito
fresco e sentivo meglio profumi e sapori. Anche se può sembrare assurdo
avevo acquisito una maggiore autostima, avendo messo a dura prova la mia
volontà. All'inizio ho partecipato al corso solo perché mi ero iscritta
molto prima e non perché credessi veramente nelle mie possibilità... Al
corso ho visto altre persone che, come me, volevano smettere e come me soffrivano.
A un anno di distanza posso dire di essere fiera di me stessa: non sono
più schiava della nicotina e sento di aver fatto la cosa giusta».
Così Katia ricorda le difficoltà provate inizialmente nel tentativo di allontanarsi
dal fumo e quanto il gruppo di auto mutuo aiuto sia stato per lei un appoggio
importante.
Ora Katia è diventata coordinatrice di "Passo dopo passo", un gruppo di
persone che vogliono smettere di fumare, o almeno ci provano, che si incontrano
ogni mercoledì dalle 20 alle 21.30, nella Casa del volontariato, in via
de' Paoli, a Pordenone. Il gruppo ha scelto questo nome per ricordare che
smettere di fumare è una lotta quotidiana che si riesce a vincere solo...
passo dopo passo, con il supporto di altre persone che stanno vivendo la
medesima esperienza, incontrano le stesse difficoltà e quindi possono capire.
La forza del gruppo consiste proprio nel sentirsi accolti, ascoltati e compresi.
Fumare rappresenta una vera e propria dipendenza, non un semplice vizio,
perché la nicotina agisce sia a livello fisico, modificando il metabolismo
e il funzionamento dell'organismo, sia a livello psicologico, poiché crea
un legame affettivo - relazionale con la sigaretta, che è difficile da spezzare.
Smettere di fumare è quindi un percorso difficile che comporta fatica e
spesso anche ricadute. Queste non devono però essere considerate come un
fallimento, ma come un normale episodio in un processo di cambiamento. È
importante riuscire a passare da una visione negativa, in cui emerge la
paura di non farcela, ad una visione positiva della situazione, valorizzando
le proprie capacità. Solo in questo modo si riuscirà ad accettare le ricadute
senza perdere la propria autostima e ritrovando in sé stessi la forza per
ricominciare il cammino intrapreso. In questo il gruppo può essere d'aiuto,
trasmettendo nuove modalità di interpretazione e gestione del problema.
«Ci fuma la testa da soli - affermano alcuni componenti del gruppo - ma
insieme è diverso, diventa un piacere scambiare pensieri, riflessioni, esperienze
di vita... E poi ci troviamo per parlare insieme, sostenerci e trovare motivazioni
per continuare in questo percorso, passo dopo passo».
La proroga
Cinzia Marini ci ha scritto, come commento all' ultimo post :
Sono molto delusa e contrariata da questo regalo natalizio di Sirchia. Ancora una volta gli interessi economici prevalgono sulla salute dei cittadini. Protestiamo. Io ho cominciato subito inviando questa breve lettera al ministro:
Oggetto: proroga applicazione L. 3/2003
Signor Ministro,
sono delusa e costernata nell'apprendere che lei, cedendo agli interessi economici e alle pressioni di alcune associazioni di categoria, ha concesso una nuova proroga facendo slittare al 10 gennaio 2005 la nuova legge antifumo. Una norma attesa con ansia dai milioni di cittadini italiani non fumatori, stanchi di subire l'arroganza e la maleducazione dei fumatori nei luoghi pubblici e di lavoro.
Distinti saluti.
Fatelo anche voi.
Cinzia Marini Aria Pulita Associazione Non Fumatori
Sottoscrivo pienamente ed invito tutti a fare altrettanto !
11/11/2004
Slitta il divieto di fumo
Il Sole 24 Ore 11/11/2004
ROMA 1 Sigarette senza vincoli fino al 10 gennaio 2005. Il decreto legge 9 novembre 2003, n. 266 - cioè il Dl proroghe approvato il 28 ottobre dal Consiglio dei ministri e pubblicato sulla « Gazzetta Ufficiale » n. 264 di ieri - dispone infatti lo slittamento di 12 giorni del divieto di fumo nei locali pubblici previsto dal Dpcm 23 dicembre 2003. L'entrata in vigore il prossimo 29 dicembre delle prescrizioni a tutela della salute dei non fumatori « ha suscitato - si legge nella relazione al Dl - diffuse preoccupazioni da parte dei titolari dei pubblici esercizi, i quali, pur apprestandosi ad adeguare i locali alle suddette prescrizioni tecniche ( quelle del Dpcm, ndr), temono che, proprio in occasione delle prossime festività natalizie possa essere accertato il mancato completamento dei lavori di ristrutturazione, con il rischio di interventi ispettivi e connesse misure sanzionatorie dei competenti organi proprio nel delicato periodo sopra indicato » . Gli adempimenti per adeguare i locali pubblici al nuovo divieto di fumo sono consistenti. I primi tre commi dell'articolo 51 della legge 3/ 2003 ( poi attuato dal Dpcm 23 dicembre 2003) prevedono il divieto di fumo in tutti i locali chiusi, fatta eccezione per quelli privati non aperti al pubblico o per quelli riservati ai fumatori. Questi ultimi, in base al dettato del Dpcm, devono essere contrassegnati come tali e realizzati in modo da risultare adeguatamente separati da ambienti limitrofi, dove è vietato fumare. Per ottenere questo devono essere delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati, dotati di ingresso con porta a chiusura automatica ( abitualmente in posizione di chiusura), forniti di adeguata segnaletica, e non devono rappresentare un locale di passaggio per i non fumatori. Inoltre devono essere dotati di idonei mezzi di ventilazione forzata, in modo da garantire una portata d'aria di ricambio supplementare adeguatamente filtrata. All'ingresso dei locali per fumatori va indicato il numero massimo di persone ammissibili in base alla portata dell'impianto. Negli esercizi di ristorazione la superficie destinata ai fumatori deve comunque essere inferiore alla metà della superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio. Nei locali dove è vietato fumare vanno collocati appositi cartelli, adeguatamente visibili, che evidenziano il divieto. Ai fini della omogeneità sul territorio nazionale, i cartelli devono recare la scritta « Vietato fumare » , integrata dalle indicazioni della relativa prescrizione di legge, delle sanzioni applicabili ai contravventori e dei soggetti chiamati a vigilare sull'osservanza del divieto e ad accertare le infrazioni. I locali per fumatori, invece, vanno contrassegnati da appositi cartelli, con l'indicazione luminosa contenente la scritta « Area per fumatori » . MARCO LIBELLI
Fumo minorile
Italiasalute.it 09/11/2004
I giovani, dal feto agli adolescenti sono particolarmente esposti ai danni
del fumo: dalle sigarette fumate dalla mamma in gravidanza a quelle fumate
poi in casa dai genitori fino ad arrivare a quelle fumate dagli amici e
nella peggiore delle ipotesi, a quelle fumate dai ragazzi stessi. Fumo passivo
e fumo attivo attentano quindi alla salute fin dalle primissime età della
vita.
La dipendenza dalla nicotina compare più rapidamente nei bambini, basta
fumare solo due sigarette a settimana.
A questa conclusione sono giunti i ricercatori dell'Università del Massachussetts
e il risultato dello studio è pubblicato sulla rivista Tabacco Control.
Alla ricerca ha partecipato un campione di 679 ragazzi tra i 12 e i 13 anni,
332 dei quali aveva fumato almeno una volta e nel 40% erano presenti i sintomi
di dipendenza, come irritabilità e ansia legata all'impossibilità di
Associazione Genitori
ASCA) - Roma, 29 ott - Per Marina Bellia, intervenuta in Commissione in
rappresentanza dell'Associazione Italiana Genitori, sono preoccupanti i
recenti dati sull'incremento dei fumatori nella popolazione giovanile e,
soprattutto, femminile. ''L'Associazione - ha aggiunto - e' impegnata in
una riflessione sulle modalita' per contrastare i modelli negativi veicolati
dai programmi televisivi rivolti ai ragazzi''.
In Cina
(AGI) - New York - Il paese più popolato al mondo, la Cina, si trova anche
sull'orlo della peggiore crisi sanitaria collegata al tabacco mai vista
finora. La previsione è di Jiang He, un esperto dell'Università di Tulane
negli Usa che ha pubblicato un articolo sulla rivista American Journal of
Public Health. Lo studio, condotto in collaborazione con scienziati della
Chinese Academy of Medical Sciences, ha preso in esame un campione di 15.540
adulti di età compresa tra i 35 e i 74 anni nel corso di una ricerca sulla
diffusione delle malattie cardiovascolari in Asia. Dai dati è emerso che
sei cinesi su dieci hanno fumato o fumano tuttora (comprese una donna su
dieci) e che due non fumatori su cinque sono esposti pesantemente agli effetti
del fumo passivo. Queste statistiche estrapolate per la popolazione generale
si traducono in 300 milioni di persone esposte al fumo e in milioni di adulti
che soffriranno di problemi sanitari legati a questo vizio. "Il tabacco
è la prima causa evitabile di morte in Cina - dice He -. Il paese ha bisogno
di programmi volti a spingere la gente a smettere di fumare e di un bando
al fumo nei luoghi pubblici e sul posto di lavoro".
RINCARO SIGARETTE:
IL 12% DEI FUMATORI HANNO SMESSO
Il rincaro delle imposte sul tabacco ha avuto un effetto positivo: il 12% dei consumatori ha smesso di fumare da quando il prezzo delle confezioni (19 sigarette) è aumentato
di 50 cent a mediamente 3,50 euro. A gennaio è previsto il prossimo aumento
di 50 cent. Il trend tuttavia crea problemi al ministro delle finanze che
non si aspettava un simile crollo dei consumi e che con le imposte sulle
sigarette voleva finanziare la riforma sanitaria.
Lettera al Ministro Sirchia
Oggetto: In merito all'applicazione della nuova legge di limitazione
del fumo
Al Ministro della Salute, Prof. Girolamo Sirchia
p.c. :
ai Sottosegretari del Ministero della Salute
all'Ufficio Stampa del Ministero della Salute
Signor Ministro,
Le scrivo in merito all'applicazione della legge 16 gennaio 2003,
n.3 (tutela della salute dei non fumatori).
In questi giorni i mezzi di informazione stanno riportando le
insistenti richieste di posticipazione dell'entrata in vigore della
normativa in questione inoltrate da alcune associazioni di
categoria. Le motivazioni che quest'ultime adducono nel tentativo di
ottenere uno slittamento della data del 29 dicembre ruotano
sostanzialmente intorno a due punti: si ritiene poco adatto il
periodo delle festività natalizie per iniziare ad applicare le
nuove regole ed i tempi concessi per mettere a norma i locali
vengono giudicati troppo stretti.
Ora, tutto si può affermare, ma non di certo che la nuova legge
abbia potuto cogliere impreparato qualcuno. I requisiti tecnici dei
locali per fumatori e dei relativi impianti di ventilazione e di
ricambio d'aria si conoscono ormai da un anno, mentre di anni ne
sono trascorsi addirittura due dal momento dell'approvazione della
normativa, che già dal momento della pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale conteneva tutte quelle indicazioni a cui il regolamento
successivo non ha aggiunto, in sostanza, che alcuni dettagli.
Insomma, appare davvero ridicolo che si chieda di ritardare
l'entrata in vigore di una legge che ha avuto un iter parlamentare
talmente lungo da permettere ai ristoratori, da una parte, di
attrezzare con tutta calma le eventuali sale per fumatori e a tutti
i cittadini, dall'altra, di prepararsi con ampio anticipo al futuro
divieto.
La invito pertanto a non cedere alle assurde richieste di chi vuole
rimandare ancora l'applicazione di questa legge e a dimostrarsi
irremovibile nel pretendere il rispetto dei divieti fin dal primo
momento dell'entrata in vigore.
Milioni di cittadini attendono con ansia di poter finalmente entrare
in un locale pubblico senza dover più respirare il fumo altrui.
Signor Ministro, non li deluda. E dimostri con i fatti che la salute
degli Italiani non può attendere ancora.
Colgo l'occasione per confermarLe tutto il mio apprezzamento per
l'impegno che ha sino ad oggi dimostrato nella lotta contro il fumo,
certo che esso non verrà meno nei giorni a venire.
In attesa della Sua gradita risposta Le porgo i più distinti saluti.
Ezechiele2002
Io ho gia' inviato questa lettera. Invito tutti i visitatori a copiarla e ad inviarla ai seguenti indirizzi :
d.notari@sanita.it (segreteria del Ministro)
d.santi@sanita.it , c.emett@sanita.it , l.ricciardi@sanita.it
(segreterie dei Sottosegretari)
ufficiostampa@sanita.it (Ufficio Stampa del Ministero)
10/11/2004
Alcuni articoli apparsi
per il 5 novembre.
Corriere della Sera 05/11/2004
Se avete bambini piccoli, da 0 a 6 mesi di età, non fumate in casa, e tanto
meno nella camera dove dormono. Secondo studi recenti, il fumo passivo è
un fattore di aumento del rischio della «morte in culla».
Contro il fumo passivo, la sezione milanese della Lega per la Lotta contro
i Tumori mette a disposizione oggi pomeriggio, per la Giornata nazionale
dei diritti dei non fumatori, il numero di telefono 02-70.60.32.63. Un consulente
legale risponderà (ore 13.30 17) alle domande chivuole capire i propri diritti
di non fumatore o di chi, avendo un esercizio pubblico, ha bisogno d'informazioni
in vista del divieto di fumo che entrerà in vigore dal 2005.
La Lega per la Lotta contro i Tumori ha ricordato che in Italia il 25 per
cento dei non fumatori convive con fumatori. Oltre 4 milioni di essi sono
bambini, e 1 milione e 577mila hanno meno di 4 anni.
Obiettivo della Lega per la Lotta contro i Tumori è arrivare a una generazione
di non fumatori. L'anno scorso una divertente campagna educativa ha raggiunto
23mila alunni delle quinte elementari di Milano.
Il Tirreno 05/11/2004
PISTOIA. Smettere di fumare conviene. Perchè? «La prima ragione è che ormai
sappiamo che chi fuma ha più probabilità di ammalarsi (malattie cardiocircolatorie
e respiratorie), ma l'abitudine alla sigaretta è anche un fattore di rischio
in una patologia grave come il tumore al polmone».
Sono parole di Franco Vannucci, medico specialista dell'Unità operativa
di Pneumologia e responsabile del gruppo aziendale Ospedale senza fumo che
per oggi ha promosso all'interno dei presidi ospedalieri di Pistoia e Pescia
un momento informativo in occasione della V Giornata nazionale per i diritti
dei non fumatori.
All'ingresso dei due ospedali stamani dalle 11 alle 13 tutti i visitatori
potranno ricevere del materiale informativo che ricorderà che negli ospedali
non si fuma e che è un dovere rispettare questo divieto. Nei due punti informativi,
che saranno visibili e quindi facilmente riconoscibili, oltre alla distribuzione
del materiale informativo i cittadini potranno parlare con diversi operatori
sanitari (infermieri e medici del dipartimento di prevenzione, della unità
operativa di pneumologia, della direzione sanitaria, del Sert) che fanno
parte del Gruppo Ospedale Senza Fumo.
L'iniziativa di domani si inserisce in un ampio programma di prevenzione
primaria che è già in atto nella nostra azienda Sanitaria da diversi anni
per ridurre nel nostro territorio le numerose patologie fumo-correlate.
Negli anni scorsi è stata infatti condotta una indagine sull'abitudine del
fumo in ospedale rivolta a tutto il personale (sanitario, tecnico, amministrativo),
ai pazienti e ai loro familiari attraverso la quale è emerso che l'81% è
favorevole al divieto di fumo, il 98% ha visto i segnali di divieto nei
percorsi sanitari, e il 91% sa che esiste la legge che stabilisce il divieto
e le relative sanzioni per chi non lo rispetta. L'elaborazione dei questionari
(343 per il personale dell'azienda sanitaria e 630 per pazienti e visitatori)
ha messo in luce che solo il 13% ha fumato in Ospedale ma in ambienti lontani
dai reparti (corridoi, terrazze, ecc.) e che Il 74% del campione ritiene
opportune tutte le iniziative contro il fumo di sigaretta e che tra queste
la più efficace è rappresentata da interventi sanzionatori come la multa.
A questo proposito la Usl, attraverso il dipartimento di prevenzione, si
avvale di un ispettore della prevenzione che sanziona i dipendenti quando
non viene rispettato il divieto contro il fumo sia negli ambienti ospedalieri
(dagli ambulatori ai reparti) che negli uffici amministrativi.
Nella nostra Azienda sanitaria sono attivi due centri Antifumo; il primo
nell'Area pistoiese nel Comune di Quarrata in località La Fratta (telefono
0573-739444; nell'Area Valdinievole presso il Poliambulatorio dell'Ospedale
di Pescia (telefono 0572 460307), ai quali i cittadini possono accedere
tramite appuntamento al Cup.
Nei due Centri antifumo sono presenti specialisti pneumologi, tossicologi
e psicologi che operano in stretta collaborazione.
La Stampa 05/11/2004
Angelo Conti
Fumare uccide. Se stessi ma anche gli altri. Oggi il mondo si ferma, per
ricordarlo a tutti. Ai genitori che consumano il rito della sigaretta davanti
ai figli, alle mogli che lo fanno di fronte ai mariti (e viceversa), a chi
negli ambienti di lavoro non rispetta regole elementari danneggiando i colleghi,
a chi non riesce a rinunciare al fumo nemmeno al bar od al ristorante. Dimenticando
che un vizio può seminare malattia, dolore e morte.
E' la Giornata per i Diritti dei Non Fumatori, nata nel 2000 su iniziativa
dell'Ingcat (International Non-Governmental Coalition Against Tobacco),
organizzazione non governativa accreditata presso l'Organizzazione Mondiale
della Sanità. L'evento costituisce un'occasione per tutti i cittadini per
rivendicare il diritto di non essere esposti al fumo passivo, che l'Agenzia
Internazionale di Ricerca sul Cancro dell'Oms ha inserito tra le 88 sostanze
«sicuramente cancerogene», spazzando via ogni dubbio ed ogni discussione.
Di chiedere, a chi abitualmente fuma, di gettare la sigaretta. Almeno oggi.
Insieme alla Giornata Mondiale senza Tabacco (31 maggio), questo momento
rappresenta l'occasione per riflettere e affrontare il problema del tabagismo,
che in Italia riguarda una persona su quattro ed è la prima causa di malattia
e di morte, responsabile di 85.000 dei 570.000 decessi che si verificano
ogni anno. In Piemonte i fumatori sono circa 770.000, un fenomeno preoccupante
(anche in termine di altissimi costi di spesa sanitaria), che la Regione
da anni contrasta con la campagna «Ama te stesso» svolgendo la sua parte
nel promuovere presso i cittadini stili di vita consapevoli sui principali
comportamenti dannosi per la salute, tra cui il fumo di sigaretta.
Ma è con la recente formulazione di un Piano Regionale Anti-Tabacco che
si è scelto di affrontare la lotta al fumo e difendere i diritti dei non
fumatori, attraverso una strategia globale. Il progetto si propone di ridurre
il numero di giovani che iniziano a fumare, aumentare il numero di persone
che smettono, ampliare gli spazi sociali e lavorativi senza fumo (sostenendo
i non fumatori) e sensibilizzare i genitori ad eliminare l?esposizione al
fumo in età infantile.
Le linee di intervento coinvolgeranno gli enti pubblici e privati e il privato
sociale e prevedono l'informazione e la sensibilizzazione, la formazione
degli operatori, il sostegno di iniziative di prevenzione e di interventi
rivolti alle persone che intendono smettere di fumare, con immediato e particolare
riferimento al regolamento che entrerà in vigore prossimamente.Le azioni
dovranno favorire la più ampia partecipazione della popolazione, ed in particolare
sostenere le ragioni dei non fumatori e diffondere la cultura del rispetto.
La Stampa 05/11/2004
Ho scoperto che oggi è la «Giornata per i diritti dei non fumatori». Cioè
una giornata dedicata a chi solitamente vede calpestati i propri diritti
a non fumare nei locali pubblici, da chi invece afferma il proprio. E che
strano diritto: quello di farsi e fare del male, visto che l'evidenza dei
danni del fumo non mancano, aggiungendo agli effetti dannosi dell'inquinamento
ambientale le sostanze di un discutibile piacere effimero.
A questo vorrei aggiungere una nota di fastidio personale, non so quanto
condivisa, ma credo abbastanza. Cari amici fumatori, vi sieme mai accorti
della vostra cara «fiatella»? Per educazione, forse nessuno ve lo ha mai
detto, ma le sigarette non sono propriamente una balsamo, neppure quando
tentate di coprirle con una pietosa caramella. Visto che oggi sono incoraggiato
ad affermare un diritto (che dovrebbe essere naturale), non esiterò a farvi
notare l'entità del vostro alito. Siete avvertiti.
ANNA GATTO
GlobalPress 04/11/2004
TORINO (AGG) (5309/2004) - Il 5 novembre ricorre la "Giornata per i Diritti
dei Non Fumatori", nata nel 2000 su iniziativa dell'INGCAT International
Non-Governmental Coalition Against Tobacco, organizzazione non governativa
accreditata presso l'Organizzazione Mondiale della Sanità. L'evento costituisce
un'occasione per tutti i cittadini per rivendicare il diritto di non essere
esposti al fumo passivo, che l'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro
dell'OMS ha inserito tra le 88 sostanz "sicuramente cancerogene". Insieme
alla Giornata Mondiale senza Tabacco (31 maggio), rappresenta, inoltre,
un momento importante per riflettere e affrontare il problema del tabagismo,
che in Italia riguarda 1 persona su 4 ed è la prima causa di malattia e
di morte, responsabile di 85.000 dei 570.000 decessi che si verificano ogni
anno. In Piemonte i fumatori sono circa 770.000, un fenomeno preoccupante,
che la Regione si impegna da anni a contrastare con la campagna "Ama te
stesso", svolgendo la sua parte nel promuovere presso i cittadini stili
di vita consapevoli sui principali comportamenti dannosi per la salute,
tra cui il fumo di sigaretta. Ma è con la recente formulazione di un Piano
Regionale Anti-Tabacco che la Regione intende affrontare la lotta al fumo
e difendere i diritti dei non fumatori, attraverso una strategia globale
di coordinamento e di conduzione di interventi di contrasto al tabagismo.
Il progetto si propone di ridurre il numero di giovani che iniziano a fumare,
aumentare il numero di persone che smettono, aumentare gli spazi sociali
e lavorativi senza fumo (sostenendo i non fumatori) e sensibilizzare i genitori
ad eliminare l'esposizione al fumo in età infantile. Le linee di intervento
coinvolgeranno gli enti pubblici e privati e il privato sociale e prevedono
l'informazione e la sensibilizzazione, la formazione degli operatori, il
sostegno di iniziative di prevenzione e di interventi rivolti alle persone
che intendono smettere di fumare, con immediato e particolare riferimento
al regolamento che entrerà in vigore prossimamente. Le azioni dovranno favorire
la più ampia partecipazione della popolazione ed in particolare sostenere
le ragioni dei non fumatori, per creare una cultura per una regione senza
fumo e per favorire la diffusione di condizioni e comportamenti salutari.
UNA FUMERIA ?
Il Resto del Carlino 05/11/2004
perché no? Perché non si dovrebbe poter aprire una bella fumeria con o senza
somministrazione di cibi e bevande? Una sala da fumo, se il termine fumeria
richiama ambienti un po' equivoci o uno smoke-food, se si vuol essere più
moderni. La stessa legge che entrerà in vigore alla fine dell'anno e che
vieta il fumo anche nei luoghi di lavoro, prevede per i ristoranti la possibilità
di creare sale per fumatori, purchè sigillate e ben areate. Quindi non dovrebbe
esserci problema, anzi la trovo una buona idea, chissà che la nuova legge
non dia il via ad un nuovo genere di esercizio commerciale.
Locali tappezzati di portaceneri dove poter fumare in pace, circondati dalla
solidarietà e dalla simpatia degli altri avventori. Un po' anche circoli
culturali, dove gli irriducibili della sigaretta, ma anche del sigaro e
della pipa, potranno tenere viva la cultura del fumo, con tutta la sua lunga
storia e tradizione, i suoi gesti e i suoi riti. E anche un buon posto per
fumatori squattrinati e taccagni, che potranno riempirsi di fumo gratis
solo respirando a pieni polmoni.
L'unica controindicazione (a parte quelle per la salute, ma do per scontato
che siano già state archiviate) è che si finirà per andarci spesso da soli.
Perché se la moglie, la fidanzata o l'amico non fumano, sono esclusi dal
nebbioso locale. Ma una sigaretta val bene un po' di solitudine. Attenti
però, perché separati dal fumo, potrebbero entrare in crisi matrimoni e
amicizie.
La clientela comunque non mancherà, in Italia i fumatori pare siano 14 milioni,
anche se si tratterà di un settore senza grandi prospettive di sviluppo.
Il numero di fumatori, già oggi minoranza, il 26,2% degli adulti, cala dell'1%
all'anno. Una ventina d'anni e le fumerie potrebbero chiudere per mancanza
di clienti
CAOS IN LIGURIA
Il Secolo XIX 08/11/2004
Genova Gli "sceriffi antifumo" devono ancora essere individuati, i baristi
e i ristoratori liguri non hanno ancora attrezzato i loro locali con aree
adeguate. In Regione, almeno finora, non è stata presentata alcuna richiesta
di autorizzazione per realizzare salette fumatori.
L'applicazione della nuova normativa antifumo, che scatterà il 29 dicembre,
si profila in Liguria particolarmente caotica. L'unica certezza è che se
non ci saranno proroghe o decreti dell'ultima ora, sarà impossibile fumare
una sigaretta nei bar e nei ristoranti senza rischiare una multa salata.
Stato e Regione non hanno ancora individuato chi dovrà esercitare i controlli
(gli unici titolati al momento sembrano essere gli ispettori della Asl).
In realtà tutte le forze di polizia sono autorizzate a multare chi verrà
sorpreso a fumare nei locali pubblici, ma è improbabile che abbiano il tempo
di farlo, per esempio, la notte di San Silvestro.
Gli esercenti di ristoranti e bar temono di vedere andare "in fumo" gli
affari dell'ultimo dell'anno. È atteso un intervento del presidente della
Regione, Sandro Biasotti, che su sollecitazione delle categorie interessate
potrebbe premere sul ministro della Salute, Girolamo Sirchia, per ottenere
una proroga "salva-Capodanno".
Dipendenza da sigaro
Il Resto del Carlino 07/11/2004
MACERATA «E' una legge penalizzante per chi, al ristorante, dopo cena non
può fumare in santa pace un sigaro. Tuttavia prima ancora dell'entrata in
vigore della legge spesso non fumiano per rispetto della gente». Difende
il fumo Pierpaolo Simonelli, responsabile provinciale del club «Maledetto
Toscano», con le dovute premesse. «Sia chiaro: che il fumo faccia male è
un dato di fatto, tuttavia il fumo del sigaro toscano non dà dipendenza
in quanto non si assume nicotina poiché non lo si respira. E' un fumare
di qualità ed è completamente diverso da quello delle sigarette». Simonelli
critica lo Stato. «Credo spiega che debba lasciare più libertà a chi da
adulto vuol fumare, specie se è un fumo di qualità e non di quantità».
«Noi, amanti del buon fumo, siamo un centinaio. Facciamo cene particolari
spiega il presidente provinciale del club Maledetto Toscano e alla fine
c'è la degustazione dei sigari: toscani, cubani e portoricani». Ma quanto
può costare un sigaro «Dipende, per esempio l'antico toscano un euro e mezzo,
i cubani arrivano anche a 30 euro al pezzo».
09/11/2004
NELLA SCUOLA A IESI
Il Messaggero 27/10/2004
di CRISTINA AMICI DEGLI ELCI e LAURA MAROTTI
JESI A scuola come nella casa del Grande Fratello. Non è un nuovo programma
tv. Perché gli studenti dell'Istituto tecnico per attività sociali statale
Galileo Galilei da quasi un anno sono costantemente tenuti sotto controllo
dall'occhio attento di ben cinque telecamere. Gli obiettivi puntano su aree
diverse del plesso scolastico: di sicuro l'ingresso e il cortile, mentre
sulla posizione delle altre tre c'è il silenzio assoluto da parte dei dirigenti
e degli insegnanti per un controllo ancora più efficace.
E poi non mancano naturalmente i controlli, fatti con grande attenzione
e rigore, da tutto il personale docente e dai collaboratori scolastici.
Nessuno può introdursi all'interno dell'istituto senza un documento di riconoscimento
e senza essere accompagnato dal nostro personale». Nessuna telecamera, invece,
all'interno dell'Istituto tecnico statale commerciale e per geometri Cuppari,
dove, però, funziona un sistema antintrusione, anche questo realizzato con
finanziamenti provinciali. Spiega la preside Emanuela Lenci : «Per ora questo
sistema è attivo solo di notte perché durante il giorno riteniamo sufficiente
la vigilanza dei collaboratori scolastici che controllano costantemente
l'ingresso». Non solo. «Oltre che della sicurezza - aggiunge infatti la
preside - ci stiamo occupando anche del problema del fumo: presto attiveremo
un sistema antifumo che servirà non solo come antincendio, ma anche a togliere
la voglia di fumare ai nostri studenti dal momento che scatterà un allarme
al solo accendersi di una sigaretta».
Anche l'API contro il fumo
Il Resto del Carlino 28/10/2004
di Luciana Cavina
Un sintomo comune, la tosse, per una patologia, diffusa e pericolosa, ma
ancora sottostimata, che va sotto il nome di Bpco, ovvero broncopneumopatia
cronica ostruttiva. Per conoscerla e combatterla si sono attivate l'associazione
italiana studio tosse (Aist) e l?Api (associazione piccole e medie imprese)
di Bologna, l'azienda ospedaliera Sant'Orsola l?azienda Usl e il Cnr, che
hanno messo a punto un questionario, in forma anonima, da distribuire nei
prossimi mesi a 10mila dipendenti di 60 industrie di tutta la provincia.
A medici e ricercatori, quindi, l'onore dell?iniziativa e all'Api il compito
di coinvolgere le aziende. «Lo stesso progetto anticipa Alessandro Zanasi,
presidente dell'Aist si svolgerà, in seguito, in altre 20 città italiane,
raggiungendo, così, circa 200mila persone».
«L'iniziativa commenta a sua volta Paolo Mascagni, presidente dell'Api
è utile anche nell'immediato, come monitoraggio sullo stato di salute dei
lavoratori, tema che abbiamo particolarmente a cuore». L'associazione in
passato aveva già condotto indagini sull'evoluzione di alcune cosiddette
malattie professionali ma, in questo, caso, per la prima volta, si indaga
un?affezione non direttamente correlata all'ambiente lavorativo.
«Sotto la sigla Bpco spiega Zanasi rientra un quadro clinico eterogeneo
a carico dei polmoni che comprende la bronchite cronica e l'enfisema polmonare,
la cui causa principale è considerata il fumo di sigaretta, soprattutto
tabagismo attivo, ma anche fumo passivo. Altro fattore causale di rilievo
è l'inquinamento atmosferico delle città e l'esposizione a polveri che,
effettivamente, è più frequente in certi ambienti lavorativi».
L'ultimo studio sulla Bpco, però, secondo gli esperti dell'Aist risale solo
al 1990, e, a giudicare da quei dati ne risultavano affetti il 9% degli
uomini e il 7% delle donne. «Oggi mette in guardia Zanasi la Bpco può essere
considerata in Italia la quarta causa di morte, soprattutto nelle regioni
del nord, più industrializzate, dove si stima un'incidenza del 20 per cento
sul totale delle popolazione; in realtà un indagine recente, certa e scientifica,
non esiste». Il sondaggio, dunque, mira proprio a sanare questa carenza.
Per cominciare, ai lavoratori verranno poste domande dettagliate sulle loro
abitudini, di vita e lavorative, sul loro stato di salute e sulla frequenza
di eventuali problemi respiratori. «Questo sottolinea il presidente dell'Aist
servirà innanzitutto a responsabilizzare chi non ha mai dato peso a certi
sintomi che, invece, sono importanti campanelli d'allarme. Poi, una volta
conclusa l'indagine anche in altre città, la utilizzeremo per compilare
finalmente un quadro epidemiologico più preciso». Infine, anche se i questionari
sono anonimi, si trasformano in strumento di prevenzione: chi lo desidera
può infatti chiedere di essere sottoposto gratuitamente ad accertamenti
presso l'unità operativa del Sant'Orsola, diretta dal professor Mario Schiavina.
DAL CARCERE
Il Cittadino di Lodi 28/10/2004
Mi trovo a combattere un disagio penso comune a tante persone che come me
non sono fumatori.È molto bello poter dire io non fumo ma questo è facile
quando si è liberi cittadini.La cosa è molto più complicata quando invece
ci si trova a dover fare i conti con la giustizia, e in particolare quando
ci si trova a dover convivere in una cella di pochi metri quadri, magari
con altre cinque persone che fumano.Cosa dire: da parte mia il disagio è
molto grande, anche se devo dire che i miei compagni di cella cercano di
fare il possibile per farmi vivere nel modo più civile possibile questa
situazione.Purtroppo per chi come me in vita sua non ha mai acceso una sigaretta
a nulla valgono gli sforzi che il compagno di cella fumatore può fare per
cercare di alleviare il nostro disagio.Il disagio in effetti c'è e si sente,
come ad esempio la puzza di fumo che si attacca peggio della polvere impregnandosi
sugli abiti, o ad esempio un mozzicone di sigaretta spento male, che un
fumatore neanche nota, mentre per un non fumatore la puzza che emana è come
un veleno.Volendo possiamo anche aggiungere al disagio diurno, quello notturno,
quando ad esempio ci si trova sotto la branda dove sei a dormire, un compagno
di cella che durante le sue notti insonni si fuma quasi un pacchetto di
sigarette senza preoccuparsi minimamente che il compagno che si trova a
dormire nella branda sopra la sua, non fuma, e oltre al fastidio lo costringe
magari mentre dorme, a respirare il fumo passivo che come tutti sappiamo,
è più nocivo del fumo diretto. Tutto questo disagio è molto nocivo per la
salute, questo già nei periodi estivi, quando ad esempio si possono tenere
tranquillamente le finestre aperte, mavogliamo pensare ai mesi invernali,
quando le temperature scendono di parecchi gradi e bisogna tenere le finestre
chiuse, a quale disagio il povero non fumatore che si trova rinchiuso in
un qualsiasi penitenziario è costretto a subire.Se poi vogliamo tener conto
delle freddi notti d'inverno quando anche i blindo delle porte sono chiuse
allora li le cose diventano veramente drammatiche, specialmente quando a
nulla valgono le svariate preghiere che si fanno ai fumatori, specialmente
a quelli più incalliti per cercare di farli fumare di meno e magari durante
la notte di farli fumare nel bagno.Qualcuno si domanderà ci vorrebbe un
po' di senso civico e di rispetto da parte di chi fuma ma quando si e costretti
a convivere con persone che non hai mai visto o conosciuto le cose non sono
certo semplici come si potrebbe pensare, il senso civico per loro passa
proprio in secondo piano.Ora mi chiedo, ma con tutta l'informazione che
c'è, e le svariate leggi e divieti fatti, e imposti nei locali pubblici
o sui posti di lavoro, come mai qualcuno non pensa anche alle persone più
sfortunate e cioè quelle persone che come me private della liberta sono
costrette a dividere il loro spazio con chi fuma, subendo un danno fortissimo
senza che nessuno faccia niente per cambiare le cose. Mimmo Schimmenti
La parola vizio di solito è sinonimo di guai, soprattutto quando si trasforma
in dipendenza. Sto parlando di uno di quelli che non risparmia chi disgraziatamente
lo incontra e lo fa suo:il fumo.Tutti sappiamo i danni che la nicotina causa
al nostro organismo, ogni nostra cellula è colpita da un'azione devastante,
nei casi peggiori si possono sviluppare tumori che spesso possono portare
alla morte.Alla domanda perché fumi, la risposta più scontata che spesso
ci sentiamo dare è: muore anche chi non fuma, ma perché accelerare questo
processo?Da buon fumatore sono terrorizzato da queste verità, ma come ogni
assiduo fumatore il terrore e le paure svaniscono non appena il bisogno
si fa sentire e automaticamente tutte le informazioni apprese su libri di
testo, campagne pubblicitarie, e addirittura le scritte sui pacchetti stessi:
il fumo uccide, nuoce gravemente ai bambini, danneggia chi ti circonda,
e tutta una serie di provocazioni mirate, si annebbiano e risultano illeggibili.Ora
vi voglio fare un quadro della situazione in carcere, dove un problema gia
tale, qui è moltiplicato all?ennesima potenza per la vita di estremo stress
che viviamo.Provate ad immaginare un forte fumatore com?ero io prima di
essere colpito da questa disgrazia, (45/50 sigarette al giorno), all'improvviso
inserito in un contesto come questo dove (il bene materiale più grande)
è possedere una scorta di sigarette.Sappiamo che si possono acquistare e
per farlo bisogna avere a disposizione del denaro, ma purtroppo sovente
il (dio) denaro non protegge tutti e allora? Allora comincia il rito: hai
una siga?Abbreviando il mio racconto vi dico solo che mi sono ritrovato
ancora a condividere una sigaretta con altre quattro persone, lanciandocela
da una cella all'altra. Spesso capita di vedere i più sfortunati addirittura
raccogliere da terra i mozziconi, poi col tabacco rimasto creare una specie
di joint arrotolato alla meglio nella carta e fumarselo. C'è chi da tempo
per l'acquisto di un pacchetto di sigarette ha rinunciato ai beni alimentari,
chi addirittura ai prodotti per l'igiene personale, insomma di fronte a
questo vizio non ci si ferma arrivando pure a rubare al compagno di cella.
Fortunatamente c'è anche chi non fuma e allora entra in gioco il rispetto,
perché condividendo i pochi metri a disposizione di una cella è inevitabile
procurare disagio.Insomma penso proprio che i vizi se non possiamo mantenerli
è meglio dimenticarli soprattutto quando c'è tutto da guadagnare sotto ogni
profilo.Carlo Bernardi Pirini
Da Melania :
Da fare gigantografie e appendere negli uffici!!!!!!
Al mondo ci sono
3 oceani
7 mari
140 milioni di km/q di terra
e tu devi venire proprio qui a fumare?
VIETATO FUMARE
Ciao Melania
08/11/2004
IL DIVIETO DI FUMO E' UNA NECESSITA'
Mi capita con una certa frequenza di ascoltare qualche viaggiatore che si
lamenta per il divieto di fumare sui treni considerandolo una misura
eccessiva, inutile e illiberale. Sono convinto che chi ragiona in questo
modo - quando semplicemente non è spinto da puro egoismo - lo fa perché non
ha capito la sostanza, o almeno uno dei punti-cardine, del provvedimento,
non ha capito cioè che questa misura rappresenta l'unica forma di tutela per
la salute del personale viaggiante. Se infatti isolando la carrozza per
fumatori dalle altre si riusciva a soddisfare le esigenze dei viaggiatori,
fumatori e non, così facendo restava irrisolta la questione dei dipendenti
che in questa carrozza avrebbero comunque dovuto lavorarci. In nome di cosa
si sarebbe potuto costringere un controllore a respirare il fumo dei
viaggiatori? "Si potrebbe far lavorare nelle carrozze per fumatori il
personale viaggiante che abitualmente fuma", ha suggerito qualcuno.
Apparentemente è una buona idea. Cosa succederebbe però se tra i dipendenti
il numero di coloro che fumano fosse inferiore a quello dei convogli in
circolazione? E se anche non lo fosse, sarebbe possibile davvero, nella
complessa programmazione dei turni di lavoro - tra richieste di ferie,
periodi di riposo, assenze per malattia e via dicendo - riuscire sempre ad
assegnare un ferroviere fumatore ad ogni treno che viaggia? Viste le mille
difficoltà in cui le ferrovie si trovano ad operare la risposta mi sembra
scontata, e così alla fine nelle carrozze per fumatori ci si ritroverebbe a
lavorare anche chi non ha mai messo in bocca una sigaretta. Pensiamo poi al
momento delle nuove assunzioni. Per i suddetti motivi si dovrebbe riservare
una parte di posti a chi fuma, no? E naturalmente diventerebbe più facile
essere assunti nel caso si fosse fumatori. Beh, immaginiamo un padre di
famiglia che ha un disperato bisogno di soldi: crediamo davvero che se fosse
non-fumatore lo dichiarerebbe, vedendo così ridursi le probabilità di trovar
lavoro? Siamo realisti... In ultimo, ma non in ordine di importanza, vorrei
capire perché chi già danneggia la propria salute fumando dovrebbe comunque
esser disposto a peggiorare la situazione respirando, oltre al proprio fumo,
anche quello altrui. E perché poi il datore di lavoro dovrebbe mettere un
dipendente nelle condizioni di lavorare in un ambiente insalubre, quale una
carrozza per fumatori è, quando ciò può esser facilmente impedito per mezzo
di un divieto. C'è a questo punto chi proprone di lasciare al singolo la
scelta di lavorare o meno in questi ambienti. Bene. A parte il fatto che
siamo punto e daccapo col rapporto numero dei treni/dipendenti, ad ogni
modo, se venisse data questa possibilità, per lo stesso motivo si dovrebbe
lasciar libero di decidere ad un manovale se lavorare o no in un cantiere
dove non vengono rispettate le misure di sicurezza anziché rendere
quest'ultime obbligatorie per legge. Il concetto è il medesimo, e sono
pronto a scommettere che una moltitudine di disoccupati accetterebbe
immediatamente di lavorare anche in condizioni di pericolo. Ma davvero
qualcuno potrebbe giudicare positivamente una normativa che permettesse
questa situazione? Usiamo allora la ragione e il buon senso e, da persone
civili, accettiamo questo benedetto divieto non come un'inutile punizione
nei confronti di una categoria di cittadini ma come mezzo che permette di
difendere i diritti e la salute di chi lavora. Oltretutto esistono oggi
valide alternative alla sigaretta, come le gomme o i cerotti alla nicotina,
e chi ha forte dipendenza da fumo può ricorrervi durante un lungo viaggio. E
poi non dimentichiamo che i treni fermano, a volte per lungo tempo, nelle
stazioni, per cui chi lo desidera può sempre scendere qualche minuto per
fumare sulle banchine. Per favore però non si tiri fuori il discorso che,
dipendenza a parte, fumare seduti al proprio posto è un piacere e si deve
avere il diritto di poterlo fare. A chi difende queste posizioni, oltre a
ricordare di nuovo i molti problemi di cui sopra legati alla possibilità di
fumare in treno, mi viene da chiedere se ha idea di cosa significa vivere in
mezzo agli altri e se si rende conto che la convivenza impedisce
necessariamente alcuni comportamenti. Il fumo è tra questi, e non è il solo.
Anche ascoltare la radio senza cuffia o suonare all'interno delle carrozze
ferroviarie è proibito, nonostante la musica non provochi il cancro. La
libertà di chi vorrebbe compiere queste azioni ne risulta peraltro
limitata...
Marco Badiani
Fumo e bullismo
Il Tirreno 05/11/2004
Il bullismo impera, nella scuola, ed è un disagio per tutti. Alcuni individui
non si rendono conto di mettere in seria difficoltà la loro vita stessa,
per trovare lavoraro bisogna aver studiato: ci sono più possibilità di scegliere,
con un titolo di studio nel proprio bagaglio! Nella mia scuola c?è una banda
di ragazzi che si credono di essere chi sa chi, offendono le professoresse
e in certi momenti non esitano a picchiarti. Io cerco di mantenermi a distaza,
da loro. Nella nostra scuola c'è anche, pressante, il problema del fumo,
i nostri bulli, nemmeno a dirlo, fumano tutti. È una grande stupidaggine,
quella di fumare, questi ragazzi fanno i gasati con la sigaretta in mano,
ma quando il fumo li renderà impossibilitati a correre, allora forse si
pentiranno. Dietro a questi ragazzi ci sono delle brutte situazioni familiari,
problemi tanto grandi che peggiorano l'esistenza. Le professoresse si adoperano
per non emarginare, questi alunni ma sono loro, a volere estraniare da tutto
ciò che è scuola! Ognuno di loro, preso da solo, diventa un agnellino, indifeso,
che riesce a riflettere e si rende conto di quello che sta facendo e dei
suoi sbagli, ma quando torna nel gruppo riprende la forza. E fa stare male
tutti gli altri...
Dal sito LaFragola.it un alunno della media Boccaccio

![]() |
Così, ci siamo messi in moto. L'Istituto dei Tumori di Milano, il Corriere della Sera e le Iene, che stasera dedicheranno parte della loro prima puntata alla faccenda (il metodo utilizzato per convincere Filippo Nardi a smetter di fumare non è molto ortodosso: ma, insomma, conta l'intenzione). ChiamaMilano s'è occupata dell'aspetto ambientale. Anche il Tg5 e Radio Deejay hanno promesso di dare una mano, e oggi parleranno del progetto. Che funziona così.
Le scuole interessate scaricano il bando del concorso da www.ideeinfumo.it. Se credono, possono chiedere consulenze scientifiche all'Osservatorio sul Tabacco dell'Istituto dei Tumori: è pronto un cd con tutte le informazioni necessarie. Le scuole spediranno i loro lavori entro il 31 dicembre. Una giuria ne sceglierà 24 (divisi tra stampa, Tv, radio e internet), che verranno messi in rete su Corriere.it e gli altri siti interessati, per essere votati dal pubblico. Gran finale il 31 Maggio 2005 (World No Tobacco Day), nella Sala Montanelli del Corriere della Sera, in diretta video su internet: premiazione degli otto vincitori (due per categoria, uno per le medie inferiori e l'altro per le superiori). Dimenticavo: Pubblicità Progresso è interessata a utlizzare i lavori vincitori per una campagna nazionale contro il fumo.
Dettagli, spiegazioni e istruzioni su www.ideeinfumo.it (c'è anche un bel giochino: «Vuoi sapere quanto risparmieresti smettendo di fumare?»). Ai ragazzi che hanno letto fin qui ricordo di non perdersi «Le Iene», stasera. E, già che ci sono, dico una cosa. La capacità di produrre idee originali - in una società omologata e in un mercato del lavoro fiacco - vale almeno quanto un titolo di studio. Quindi, meglio cominciare ad allenarsi.
Agli adulti che fumano, invece, non dico niente. Mi limito a citare una frase di Roberto Boffi, pneumologo, uno dei papà di questa iniziativa: «Lavorare sul fumo significa agire sulla causa del 30 per cento di TUTTI i tumori che noi trattiamo. Smettere di fumare è il colpo più potente che oggi possiamo dare al cancro»" Chiaro, o non ancora? Bene, questo è tutto. Forza, ragazzi: sarà una battaglia interessante tra fumo e fantasia. Vediamo chi vince.
www.corriere.it/severgnini
Due anni dopo di noi...
Italia on Line 29/10/2004 Ivan Marchesini
Una versione moderna delle terapie di gruppo in linea sul web
Smettere di fumare. Un buon proposito da seguire, una promessa verso gli
altri ma soprattutto nei confronti di se stessi, un argomento di cui si
parla molto e per il quale si fa sempre troppo poco. Naturalmente anche
un business fatto di cerotti, sigarette senza tabacco né nicotina, ipnosi,
centri antifumo, agopuntura, graffette, compresse e gomme da masticare.
Negli ultimi anni non si può negare che sia aumentata la sensibilità della
gente e delle istituzioni nei confronti delle problematiche legate al tabagismo,
sia per i danni che può arrecare al fumatore che per quelli che provoca
sulle vittime del cosiddetto fumo passivo . E qualche risultato in effetti
si comincia a vedere. In Italia i fumatori costituiscono il 26,2% della
popolazione adulta, una percentuale ancora molto consistente ma comunque
in calo rispetto al 27,6% del 2003. Stando ai dati forniti dal Ministero
della Salute negli ultimi 47 anni non si era mai fumato così poco.
Chi ha scelto di dire basta alle bionde, soprattutto se apparteneva alla
categoria dei fumatori accaniti, ha fatto ricorso in molti casi alla terapia
di gruppo. Un metodo che quindi non rappresenta una novità. Ma negli ultimi
anni il concetto di community si è evoluto e non sorprende che anche per
questo genere di problematiche il confronto avvenga on line. Niente di ufficiale,
non necessita di grossi investimenti, basta solo un po? di buona volontà
da parte di una sola persona e le basi per partire sono pronte in pochi
istanti. Un?iniziativa di questo genere quindi può nascere facilmente anche
nel mondo dei blog .
Ed è così che è partito Smettiamola! , un punto di approdo per coloro che
hanno scelto di abbandonare le sigarette. L?obiettivo dichiarato è quello
di «spegnere l'ultima sigaretta e non accenderne più...», mentre le esperienze
che raccontano i visitatori del sito sono contrastanti: c?è chi resiste
nonostante le difficoltà e riporta con fierezza la propria esperienza ma
anche chi non ce la fa e si lascia tentare. E se a dare il cattivo esempio
è la stessa fondatrice del blog «Fratelli, ho molto peccato...», confessava
lo scorso 3 ottobre non può che nascere un certo disorientamento da parte
degli altri. C' chi è più indulgente e chi assume un atteggiamento più integralista
ma ciò che conta è che da esperienze di questo genere una persona può trovare
nuovi stimoli per resistere alle tentazioni che minacciano la sua scelta.
Tutto sommato un'iniziativa lodevole, anche se il blog raccoglie un numero
piuttosto limitato di fumatori pentiti e la quantità di interventi non è
certo molto elevata. Se negli Stati Uniti c?è addirittura un reality show
per smettere di fumare, in Italia una proposta di questo genere non può
non essere accolta in modo positivo. Sicuramente molto più costruttiva di
un blog che, al contrario, è «dedicato al piacere del fumo, piacere di vedere
sensuali labbra femminili che accarezzano la sigaretta ed aspirano boccate
di fumo».
29 ottobre 2004
Politiche europee di lotta al fumo
Uno studio sulle politiche europee di lotta al fumo - pubblicato la settimana
scorsa e condotto dalla «European network for smoking prevention» (www.
ensp.org) - tira le orecchie Germania e Repubblica Ceca, giudicate inefficaci
nello scoraggiare i fumatori, mentre elogia Islanda e Gran Bretagna per
la loro battaglia contro il tabacco. Risultati da mezza classifica, invece,
per l'Italia che solo da pochi anni ha cominciato a introdurre divieti sempre
più stringenti (l'ultimo giro di vite sull'alt al fumo in tutti i locali
pubblici entrerà in vigore da gennaio 2005). Lo studio passa al vaglio tutti
i 25 Paesi membri dell?Unione europea, come anche le vicine Islanda, Norvegia
e Svizzera. L'Islanda conquista il primo posto per aver adottato quasi tutte
le misure raccomandate dalla Banca mondiale. Anche la Gran Bretagna è in
buona posizione, in particolare per aver aumentato il prezzo delle sigarette.
La Ricerca della Banca mondiale suggerisce che alzare prezzi delle sigarette
del 10% riduce l'uso del tabacco nei Paesi ricchi di circa il 4 per cento.
«La Gran Bretagna sta facendo certamente bene sul fronte degli investimenti
del governo, sui programmi antifumo e sui prezzi, ma si sta comportando
molto male per quanto riguarda i locali dove è consentito fumare», ha dichiarato
Luk Joossens, esperto della Banca mondiale e coordinatore dell'indagine.
A marzo, l'Irlanda è stato il primo Paese a vietare il fumo in ristoranti,
bar e pub. Norvegia e Malta hanno adottato divieti simili e il prossimo
commissario europeo per la Salute Ue, Markos Kyprianou, ha sollecitato i
governi Ue a seguire l'esempio dell'Irlanda entro i prossimi cinque anni.
Lussemburgo e Repubblica Ceca sono finite, invece, nel mirino per una politica
difensiva nel tenere i prezzi delle sigarette basse in rapporto ai salari.
Meglio la Francia dove vige l'obbligo di non fumare nei luoghi di lavoro,
nelle scuole, nei musei, in teatri e cinema, nelle strutture sanitarie e
sui trasporti urbani ed extraurbani. I divieti in bar e ristoranti dipendono,
invece, dalla volontà del gestore. La Francia ha eliminato anche gli scompartimenti
fumatori dai treni ad alta velocità. Troppo permissiva, infine, la Germania:
«È tra gli ultimi dieci Paesi - ha aggiunto Joossens - e potrebbe sicuramente
fare di meglio». Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità il tabacco
è il secondo agente letale del mondo, responsabile della morte di cinque
milioni di persone ogni anno. Per quanto riguarda la diffusione delle sigarette
la ricerca ha esaminato i tassi di fumo negli ultimi due decenni: dall'indagine
risulta un calo nel fumo tra gli adulti, anche se quello tra i giovani non
è sceso negli ultimi 10 anni in gran parte dell'Europa. Mar.B.
Studenti fumatori in allarme per il dispositivo che sarà presto installato
di CRISTINA AMICI DEGLI ELCI
e LAURA MAROTTI
JESI - Misure di sicurezza sì, misure di sicurezza no. Pareri discordanti
tra gli studenti degli istituti superiori su un tema mai così caldo in città,
dopo lo spiacevole episodio verificatosi nelle settimane scorse al liceo
socio psico pedagogico, dove una misteriosa acqua avvelenata ha fatto finire
una studentessa all'ospedale.
E le telecamere nascoste? Come ci si sente ad essere controllati? Anche
in questo caso, i pareri non sono unanimi. «Le telecamere per me non rappresentano
un problema» afferma Francesco Belardinelli . Per Sara , Claudia e Francesca
, invece, «violano la privacy degli studenti». Intanto all'istituto tecnico
commerciale di sicurezza se ne parla e come. Iniziano, infatti, a serpeggiare
le prime preoccupazioni per la notizia, diffusasi nelle ore scorse, che
tra breve verrà installato un potente allarme antincendio, pronto a suonare
non appena sarà accesa una sigaretta. «Come faremo noi fumatori?» replica
qualche studente all'ultimo anno, che preferisce restare anonimo. «E' una
misura troppo restrittiva», aggiunge qualcun altro. Ma oltre al coro delle
proteste, se ne leva anche un altro di gioia: «Finalmente! Nei bagni
La mia piccola...
Fino a due anni fa ho fumato la pipa. Oggi ho ricevuto questa bella poesia e ringrazio di cuore " Il Poeta dell' isola dei fumosi "
04/11/2004
L'inquinamento favorisce i disturbi
respiratori nei bambini
Io Donna 30/10/2004 Paola Trombetta
Le industrie e il traffico cittadino. Il fumo passivo unito agli acari della
polvere. L'inquinamento favorisce i disturbi respiratori nei bambini. Come
proteggerli? Gas di scarico dei motori, fumi degli impianti di riscaldamento
e di quelli industriali: l'aria di città è tra le cause scatenanti di malattie
respiratorie come l'asma che colpisce in Italia tre milioni di persone.
A risentirne sono soprattutto i bambini che, anche a causa della bassa statura
o perché vengono portati in giro in passeggino {vedi box a pagina 258),
sono più esposti alle conseguenze dello smog da traffico. Ma i più piccoli
sono anche più sensibili degli adulti agli effetti degli inquinanti domestici
che si intrappolano facilmente nelle loro strette vie respiratorie. In particolare
la stagione fredda, che li costringe a restare più a lungo in casa, in locali
in cui l'aria è spesso viziata dal fumo e inquinata dalla presenza di milioni
di acari della polvere, favorisce la comparsa di disturbi asmatici: ne soffre
un bambino su dieci. Lo ha riconfermato al Congresso di pneumologia, che
si è tenuto di recente a Milano, lo studio Sidria {Studio italiano sui disturbi
respiratori infantili e l'ambientemt té), condotto su circa 40 mila bambini
e adolescenti tra 6 e 14 anni in 500 scuole italiane. Sotto accusa proprio
il fumo passivo e gli scarichi dei motori diesel, considerati non solo fattori
aggravanti, ma addirittura concause dell'asma infantile. «Il materiale corpuscolato,
conosciuto come Pm 10 - si tratta di micropolveri di diametro uguale o inferiore
a 10 millesimi di millimetro - e gli idrocarburi aromatici emessi dagli
scarichi dei motori diesel, in particolare dagli autocarri, oltre a causare
irritazione delle prime vie aeree, rafforzano la risposta allergica» spiega
Attilio Boner, ordinano di Pediatria all'università di Verona, già presidente
della Società italiana di medicina respiratoria dell'infanzia. «Se è geneticamente
predisposto alle allergie un bambino che vive in ambienti inquinati ha più
probabilità di ammalarsi di asma di un bambino che vive in ambienti rurali
dove, pur in presenza di maggiori quantità di pollini potenzialmente allergenici,
mancano altri fattori ambientali inquinanti». Secondo lo studio europeo
Aphea {Air pollution and health: an European approach), basta un incremento
del 10 per cento del- la concentrazione di polveri corpuscolate Pm10 per
determinare, tra zero e14 anni, un aumento dell' 1,2 per cento della frequenza
giornaliera di ricoveri per attacchi d'asma. «Maggiore esposizione dei bambini
all'inquina mento ambientale significa anche aumento di sintomi come tosse
persistente, sibili, infezioni respiratorie, bronchiti croniche» aggiunge
Roberto Romizi, presidente dell'Associazione medici per l'ambiente. «Per
questo è necessario impostare programmi di prevenzione partendo dalle scuole
(vedi box in basso) per insegnare ai bambini a difendersi dallo smog. Possono
infatti bastare semplici accorgimenti per limitare l'esposizione all'inquinamento
ambientale: come evitare di camminare nelle ore di punta in mezzo al traffico,
riparare la bocca e respirare con il naso». È d a l l a f a m i g l i a
che deve partire, però, la prevenzione. Tra le pareti domestiche si annida
infatti la forma di inquinamento più dannosa: quella che ha come principale
responsabile il fumo passivo che, in aggiunta ad altre sostanze allergeniche
presenti in casa, è la miccia che fa insorgere l'asma. È ancora lo studio
Sidria a ribadirlo: il 15 per cento dei casi d'asma riscontrati tra i bambini
italiani dipendono dal fumo dei genitori. «È noto che i figli di mamme fumataci
presentano spesl& so deficit di sviluppo dell'apparato respiratorio, con
una riduzione della capacità polmonare che predispone spesso a disturbi
asmatici» fa notare Elisabetta Chellini, epidemiologa del Cspo, Centro studi
prevenzione oncologica di Firenze. «Oltre all'effetto irritante sui bronchi,
al fumo passivo è da imputare anche una riduzione delle difese immunitarie
che rende più vulnerabili agli attacchi delle infezioni virali, molto frequenti
in inverno. Tra i soggetti maggiormente a rischio ci sono i bambini che,
mangiando poca frutta e verdura, sono meno protetti dalle sostanze antiossidanti,
contenute in questi alimenti. Sostanze che svolgono una funzione protettiva
anche nei confronti di malattie come l'asma». A scatenare una crisi asmatica
contribuiscono, insieme al fumo passivo, anche gli effetti di acari, peli
di animali, piante ornamentali come il ficus benjamin, materiali plastici,
vernici. «Per proteggere i bambini dagli acari si può ricorrere a coprimaterassi
e copricuscini, realizzati con specifici tessuti a trama molto fitta» consiglia
Boner. «Mentre, per smorzare l'effetto degli altri allergeni domestici,
è indispensabile ventilare i locali: il consiglio è di aprire per qualche
minuto le finestre anche in inverno e di non superare mai in casa la temperatura
di 22°C». Queste regole antinquinamento indoor vanno seguite in particolare
quando si cucina: può capitare infatti che la mancata combustione di tutto
il gas fuoriuscito dai fornelli disperda nell'aria monossido di carbonio
e biossido d'azoto, elementi che hanno un effetto fortemente irritante sulle
prime vie aeree, soprattutto dei bambini più piccoli. ? È stato premiato
dal ministero della Salute come migliore progetto scolastico mirato alla
prevenzione. Il programma di prevenzione delle malattie respiratorie messo
a punto dalla Regione Puglia, in collaborazione con la sezione regionale
dell'Associazione italiana pneumologi ospedalieri e l'Istituto di igiene
dell'università di Bari, comprende corsi di formazione per insegnanti delle
scuole elementari e medie che, durante l'anno scolastico, tengono agli alunni
vere e proprie lezioni sulla difesa del respiro. Tra gli argomenti più apprezzati:
come difendersi dai danni del fumo e come favorire la diagnosi precoce delle
malattie respiratorie. Ciascun insegnante usa un ed illustrativo e invita
gli alunni a compilare un questionario, prima e dopo il corso. I risultati
verranno raccolti in una ricerca epidemiologica che sarà estesa a tutte
le Regioni italiane: servirà a valutare il grado di conoscenza dei problemi
legati alle malattie respiratorie.
Aumenta il tumore alla laringe !
La Provincia Pavese 03/11/2004
VOGHERA. La delegazione Voghera-Oltrepo della Lega italiana per la lotta
contro i tumori parteciperà alla giornata di prevenzione del cancro della
laringe, in collaborazione con il Comune e con la divisione di Medicina
interna dell?ospedale civile vogherese. Per garantirsi la possibilità di
un test preventivo gratuito è possibile telefonare al numero 0383-695021
da oggi sino a venerdì.
Le visite verranno effettuate sabato mattina, in piazza Duomo dalle 9 alle
13, su un camper messo a disposizione dalla Croce rossa italiana di Voghera:
uno specialista effettuerà visite gratuite alla gola su prenotazione.
Per garantirsi la possibilità di un test preventivo gratuito è possibile
telefonare al numero 0383 695021 da oggi sino a venerdì.
Giovanbattista Ippoliti, presidente della delegazione Voghera-Oltrepo della
Lega benefica e primario del reparto di medicina dell'ospedale civile, coodina
l'iniziativa.
«La frequenza del tumore della laringe rappresenta il 4.5 per cento di
tutti i tumori maligni, con un?incidenza massima tra i 50 ed i 70 anni.
- spiega - Il sesso più suscettibile ad ammalarsi di questo tipo di tumore
è quello maschile. Circostanza statistica che è da mettere in rapporto con
la più alta incidenza di abitudini a rischio: fumo di sigaretta, consumo
di alcol, eccetera».
Le statistiche epidemiologiche, tuttavia, egnalano che l'incidenza delle
neoplasie alla laringe è in aumento anche se nel sesso femminile: «Si inizia
ad assistere ad una maggiore diffusione - conferma Ippoliti - Maggior diffusione
dovuta essenzialmente al cambiamento delle abitudini di vita delle donne
che, purtroppo, sono più inclini al fumo e all'abuso di alcol».
Prevenire significa evitare le abitudini a rischio, ma anche saper cogliere
in tempo i segnali di rischio e imparare a non sottovalutarli. Il problema
è saprere quali sono questi segnali.
«La sintomatologia della neoplasia laringea è costituita dalla presenza
singola o associata di 3 sintomi fondamentali. - spiega Ippoliti - Si va
dalla disfonia (alterazione delle caratteristiche della voce) alla disfagia
(difficoltà alla deglutizione) per arrivare alla dispnea (difficoltà respiratoria).
La possibilità di intervenire con un trattamento sono tanto migliori, quanto
più è precoce la diagnosi. Importantissima, quindi, è l'opera di prevenzione
che consiste essenzialmente nella lotta al tabagismo, all'abuso di alcolici,
nel trattamento appropriato delle lesioni precancerose laringee e nell'esecuzione
di visite di screening nei soggetti appartenenti alle fasce di età considerate
a rischio». Ippoliti mette in guardia: «In presenza di una sintomatologia
sospetta, va sollecitamente eseguita un'accurata visita otorinolaringoiatria,
in quanto le metodiche di ispezione laringea a nostra disposizione consentono
una diagnosi precoce nella quasi totalità dei casi. La diagnosi precoce
ci consente attualmente un trattamento risolutivo in più dell' 80 per cento
dei casi».
Emanuele Bottiroli
Non si fuma in gara
Il Piccolo 02/11/2004
Il 6 ottobre il presidente federale Franco Carraro ha deliberato che durante
lo svolgimento delle gare non è consentito fumare nell'area tecnica e che
l'inosservanza di detto divieto integra responsabilità disciplinare. In
poche parole anche in seguito alle disposizioni dell'Uefa è stato deciso
che il divieto di fumo deve essere applicato a tutti, dilettanti compresi.
E con il 2005 in Italia sarà pure vietato il fumo nei locali pubblici.
Al momento gli arbitri non hanno ancora ricevuto comunicazioni ufficiali
in merito ma è solamente questione di giorni.
Ma fino ad oggi cosa accadeva? Nessuna disposizione è prevista nel regolamento
ma ci sono dei «suggerimenti» di diversi anni fa che invitano gli arbitri
a non consentire agli assistenti di linea non ufficiali, appartenenti alle
due società di fumare mentre espletano queste mansioni. Recentemente, con
direttore di gara un triestino, è capitato però di vedere un assistente
di linea di una squadra di casa non solo fumare saltuariamente una sigaretta
ma addirittura ad accenderne praticamente una dietro l'altra, senza che
l'arbitro prendesse alcun provvedimento.
Caffe' e sigaretta
Il Secolo XIX 04/11/2004
Genova Caffè e sigaretta. Per chi fuma e ha bisogno dello "sprint" per cominciare
la giornata è il cocktail ideale della colazione. Purtroppo però l'abitudine
di associare la prima "bionda" della mattinata all'espresso fumante è una
pesante minaccia per la salute delle arterie perché alla lunga l'azione
tabacco e caffeina aumenterebbe la rigidità della parete dei vasi sanguigni,
rendendoli meno elastici. Lo dimostra una ricerca condotta da Charalambos
Vlachopoulos dell'Università di Atene pubblicata su Journal of American
College of Cardiology.
Per arrivare a questa conclusione il ricercatore greco ha prima studiato
24 giovani fumatori abituati a prendere il caffè ogni mattina valutando
la rigidità dell'arteria aorta, la più grande dell'organismo. Le misurazioni
sono state effettuate dopo aver fumato una sigaretta, dopo una "bionda"
associata a una quantità di caffeina pari a quella contenuta in due tazze
di caffè, dopo aver aspirato il fumo di una finta sigaretta e dopo aver
fumato la stessa falsa sigaretta a ruota dietro una compressa di placebo,
spacciato per caffeina. Queste ultime misurazioni hanno consentito di eliminare
il possibile effetto placebo legato alla curiosa tecnica di somministrazione
dei due componenti. La rigidità della grande arteria è risultata più spiccata
dopo il cocktail "reale" tra caffè e sigarette. Come se non bastasse, dopo
questa prima osservazione Vlachopoulos non si è fermato e ha testato l'effetto
dell'associazione fumo-caffè in una popolazione di 160 adulti sani. Tra
loro proprio nei fumatori abituati a bere il caffè e incapaci di rinunciare
alla sigaretta si è registra la maggior rigidità dell'aorta. Con una particolarità:
la riduzione della capacità di contrazione della parete arteriosa, fondamentale
per assicurare un efficace controllo della pressione arteriosa, era maggiore
nelle persone di mezza età e in coloro che avevano la pressione alta.
Federico Mereta
04/11/2004
Li' si continua a fumare !
Corriere della Sera 04/11/2004
NEW YORK Bere una birra, dare due boccate di fumo ed ascoltare buona musica
rock: se chiedi ad un abitante di Duluth, Minnesota, quali sono i piaceri
della vita, questa è la probabile risposta che riceverai. La città doveva
decidere se era venuto il momento di rinunciare a uno di questi piaceri:
la sigaretta in pubblico. Un referendum per decidere il bando del tabacco
nei locali. I concittadini di Bob Dylan non hanno avuto dubbi: a Duluth
si continuerà a fumare tranquillamente. Sarebbe un duro colpo per l'economia,
altrimenti.
03/11/2004
UNA CORONA
MASSA Come ogni anno, oggi, presso il cimitero di Mirteto, alle ore 11,
la Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori deporrà una corona a memoria
di tutti i caduti per cancro: un altro tipo di guerra, ma non meno difficile
e dura da vincere. Il 4 novembre la Lilt sarà a Pontremoli, davanti al Monumento
all'Europa in Piazza della Libertà, per deporvi un cuscino in ricordo della
vittoria che la scienza sta compiendo sul cancro.
Inoltre, a proposito di ultimissime ed importanti novità, la Lilt ha indetto
un incontro per il 5 novembre alle ore 10,30, presso Sala della Resistenza,
per informare su ciò che sarà possibile realizzare con il ricavato della
manifestazione del "Relay for Life" del 25 settembre scorso. Nell'occasione
sarà annunciato il Relay che si svolgerà a Pontremoli il 28 novembre. Si
parlerà infine del 5 novembre, data che a livello internazionale è dedicata
ai diritti dei non fumatori. Dal 1999 l'Icat, International Coalition Against
Tabacco, dedica questa giornata alla lotta al fumo, contro gli interessi
delle multinazionali. Massa, dunque, chiuderà per il 2004 le manifestazioni
del Relay, evento che promuove la Provincia di Massa Carrara quale Centro
dell'Europa per la lotta contro il cancro.
Foto shock
La Gazzetta di Parma 01/11/2004
Polmoni compromessi dal catrame, tumori in vista, bocche sdentate, teschi,
cadaveri in obitorio. Non stiamo parlando di sequenze di un film horror,
ma delle 42 immagini choc scelte dall'Unione europea per la nuova campagna
contro il fumo. Ogni nazione potrà decidere se stamparle sui pacchetti di
sigarette. Ma come hanno commentato i parmigiani la campagna europea, costata
72 milioni, che probabilmente arriverà anche in Italia? Rosalba Maggiulli
ammette di essere una fumatrice, ma dopo aver visto pubblicate su qualche
quotidiano le immagini confessa: « Questa campagna fa veramente passare
la voglia di accendersi anche una sola sigaretta. L'immagine del viso di
donna che si sdoppia in cadavere è agghiacciante ma incisiva. Credo che
solamente imponendo ai consumatori visioni da brivido si possa ottenere
qualcosa. Certo, alcuni scatti disgustano, ma il fumo porta a queste conseguenze,
ed è giusto che la gente sappia » . Nicola Barozzi è fermamente convinto
di dare uno stop alle sigarette: « Il fumo fa male alla salute e pesa sul
portafoglio. Spero che questa campagna antifumo arrivi presto in Italia;
la gente spesso chiude gli occhi sulle conseguenze del fumo, quindi è giusto
rincarare la dose spaventandola » . Francesco Compiani aggiunge: « Visto
che le scritte come «Il fumo uccide», impresse attualmente sui pacchetti,
non bastano, è giusto passare a metodi pi ù forti, come lo possono essere
queste foto » . Raffaele Sola è assolutamente contrario al fumo: « Ho provato
tempo fa perchè ero incoraggiato dagli amici, ma ho smesso subito perchè
capivo che prima o poi sarei stato male. Spero che questa campagna arrivi
presto a Parma » . Carlotta Pedrelli non fuma ma esprime qualche dubbio
sulle immagini a suo parere eccessive: « Gli scatti sono troppo duri, possono
dare molto fastidio ai pi ù giovani » . Stesso parere lo esprime l'amica
Sara Salvarani : « Per inibire la voglia di fumare è sufficiente leggere
le scritte impresse sui pacchetti. Pi ù che in questa campagna shock credo
in un tam tam costruttivo fra amici » . Emanuele Cantoni non fuma ma è favorevole
alla divulgazioni delle immagini scelte dalla Ue: « Le scritte attuali non
sono servite a nulla, queste immagini invece hanno la possibilità di colpire
i giovanissimi che magari ci pensano due volte prima di acquistare il pacchetto
» . Stesso commento da parte di Cristiano Consiglieri : « Magari i fumatori
non diminuiranno, ma queste immagini sono come un pugno allo stomaco. Io
ci penserei davvero bene prima di accendermi una sigaretta dopo aver visto
impresso sul pacchetto che fine potrebbero fare la mia bocca e i miei polmoni
» .
Alcol e sigarette in aumento
tra gli adolescenti
Il Tirreno 02/11/2004
LIVORNO. Alcol e sigarette in aumento tra gli adolescenti: e se il primo
non viene visto come un problema dai giovanissimi, le bionde il più delle
volte rappresentano una tappa quasi obbligata nel percorso di crescita;
ma in molti casi col passare degli anni vengono abbandonate. «Se tutti i
ragazzini che a 15-16 anni accendono una sigaretta quando sono in compagnia
continuassero a fumare anche da adulti, Livorno sarebbe rappresentata al
90% da fumatori».
Ironizza il dottor Ettore Simoncini, perché per fortuna non è così e la
paglia, dopo alcuni anni in cui l'adolescente la usa come coperta di Linus
per dimostrare di essere grande, viene poi abbandonata. «I giovanissimi
- spiega Monica Baronti, psicologa della Usl - fanno un uso alterno di sigarette.
Moltissime, anche un pacchetto, il sabato sera quando escono con gli amici,
per poi diluire il consumo durante la settimana quando, essendo in casa
con i genitori, è più difficile fumare senza essere scoperti».
A preoccupare maggiormente è invece il consumo di alcolici: giovanissimi,
li vedi il sabato sera con la sigaretta in una mano e l'aperitivo nell'altra.
Aperitivo a cui poi si aggiunge una birra o il vino durante la cena, un'altra
birra nel dopocena e un cocktail ad alto tasso alcolico per concludere.
Abitudini rientranti negli schemi di un sabato sera tipo, e che non vengono
vissuti come problematici dagli adolescenti. «È cambiato l'uso di alcol
nei giovani e meno giovani - sottolinea Baronti - molto meno vino e superalcolici
tradizionali, e maggiore consumo di birra, cocktail e aperitivi. L'uso di
alcol non è mai vissuto come un problema o un rischio e i giovani ne parlano,
se non direttamente, in modo però molto aperto. Mi spiego: quasi mai mi
dicono che hanno bevuto molto, ma dai loro racconti, quando parlano di come
hanno trascorso la serata, emergono anche questi particolari, a cui loro
non danno importanza, ma che invece dovrebbero far riflettere. Perché cadere
nell'alcolismo non è così difficile come si crede».





