UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








31/10/2004

«Mi dispiace, non si fuma più»

BRENDOLA  Per farsi largo tra la folla dei tifosi, Marina deve continuare
a ripetere «Scusate», «Permesso, dovrei passare». Appeso alla cintura ha
il computer portatile con il quale trascrive le ordinazioni dei clienti
seduti sui tavolini o concentrati davanti al biliardo. Ma domenica sera
erano in centinaia ad affollare l'Amadeus, locale di Brendola un po' birreria,
un po' paninoteca e un po' anche sala giochi.
I posti a sedere non bastavano e nessuno degli avventori aveva in mente
la partitella a «stecca». L'evento era uno solo, lo stesso per il quale
si sono fermati milioni di italiani: c'era il derby Milan-Inter. Gli schermi
hanno iniziato a trasmettere da San Siro e in centinaia di locali si ripresentavano
le stesse immagini, i medesimi commenti dei tifosi per il gol sbagliato
da Adriano e «un'altra birra» ordinata ad una cameriera che potrebbe benissimo
essere Marina. Ma ciò che distingueva l'Amadeus dalla maggioranza degli
altri pub non stava in tv e neppure nelle imprecazioni per la mancata goleada
che tutti si auguravano. La differenza era tutta in ciò che mancava all'appello.
Sui tavolini e nell'aria. Perchè dopo dieci anni di favori involontari alle
multinazionali del tabacco, da due settimane il locale ha bandito i posacenere
e sopra le teste dei clienti è sparita la classica nebbiolina. «E' vietato
fumare» avverte il cartello, con Marina e le sue colleghe costrette ad indicarlo
continuamente ai clienti distratti.
«Mi dispiace, non si fuma più», dice ad un avventore che dopo l'uscita di
Vieri prova ad accendersi una sigaretta mandando al diavolo Mancini. Lui
guarda perplesso il cartello, poi sorride e dice che aspetterà la fine della
partita. L'Amadeus è uno dei primi locali del Vicentino ad anticipare la
legge antifumo che da gennaio vieterà le sigarette in tutti i locali. «All'inizio
qualcuno non ci voleva credere spiega il proprietario DavidZanovello ed
è comprensibile, visto che per dieci anni abbiamo lasciato massima libertà
ai fumatori. Ma preferiamo dare a tutti la possibilità di abituarsi alla
nuova legge senza correre il rischio di incappare nelle multe». Zanovello
assicura che il divieto non ha diminuito il suo giro d'affari. «Anzi, i
clienti sono aumentati».
Andrea Priante


































Liverpool : La città diventa "no-smoking"

No al fumo negli spazi pubblici

LONDRA. Liverpool si avvia a diventare la prima città del Regno Unito a
essere completamente "no smoking" in tutti i luoghi pubblici. Il consiglio
comunale dovrebbe votare una delibera in questo senso. Il bando proibirà
ogni forma di fumo in bar, ristoranti e uffici pubblici. In pratica i fumatori
avranno campo libero solo per strada - dove però devono stare attenti alle
salate multe per chi butta mozziconi in terra - o a casa propria. Chiunque
venga scoperto a fumare in luoghi vietati, secondo il progetto, verrà multato
di 1000 sterline, circa 1500 euro. 
 











Asl libera dal fumo
la lotta è dura
Ciro Pierno - pierciro@tiscali.it
Mi arrendo. Sono un infermiere e lavoro all'ospedale San Giovanni Bosco
di Napoli. Mesi fa la Asl Na 1 ha avviato una campagna denominata «Asl Na
1 libera dal fumo», e poiché ho una naturale avversione al fumo e ai fumatori
maleducati e irrispettosi verso gli altri, quando mi fu proposto, assieme
a colleghi di altri ospedali, di partecipare a un corso di aggiornamento
(non retribuito) nell'ambito di questa iniziativa, ho aderito con entusiasmo,
sperando che servisse ad arginare questa brutta abitudine, almeno nel mio
luogo di lavoro. Speranza vana. A distanza di molti mesi continuano a esserci
posacenere in tutto l'ospedale, e quando ho chiesto il perché di questi
oggetti in un luogo dove il fumo è vietato, mi è stato risposto: perché
altrimenti buttano i mozziconi a terra. Quando ho chiesto che fine avesse
fatto l'iniziativa, mi è stato risposto: è andata in fumo. Quando ho chiesto
chi dovesse applicare le giuste sanzioni ai trasgressori, mi è stato risposto
che gli unici autorizzati erano i vigili urbani, che non si vedono in strada,
figuriamoci negli ospedali.
A questo punto mi arrendo, e quando giro per l'ospedale e incontro tanta
gente che fuma, trattengo il fiato, abbasso gli occhi e mi vergogno, prima
di me stesso e poi di questa gente incivile. A proposito, nella nuova finanziaria
è previsto un aumento del 10 per cento delle sanzioni pecuniarie nei confronti
di chi fuma negli ambienti vietati. Secondo me siamo rovinati, perché se
non erro il 10 per cento di 0 fa sempre 0. 


























29/10/2004

Finanziaria 2005: manovra anti fumo



La Finanziaria comunica un aumento delle multe del 10% in arrivo per
chi fuma negli ambienti vietati e per i gestori dei locali tenuti a far
rispettare il divieto.

*****

La sanzione massima arriverà fino a 3.300 euro per i gestori di locali
e fino a 550 euro per i fumatori.
La legge del 2003 è stata rivisitata prevedendo sanzioni per chi fuma
in determinati locali e su mezzi di trasporto pubblico, dai 25 a 250 euro.
Cifra che può raddoppiare se la violazione viene commessa in presenza
di una donna in stato di gravidanza, di lattanti o bambini fino a dodici anni.
I ritocchi previsti dalla manovra porteranno le multe da 27,5 euro a 275 euro.

Mentre, per chi fumerà in presenza di bambini o donne incinte, si
arriverà fino a 550 euro.
Per i gestori di locali si passa dai 200 euro ai 220 euro nel caso in
cui venga inflitta la pena minore.
Ma la multa potrà arrivare fino a 2.200 euro, contro i 2.000 euro
stabiliti in precedenza.

La legge del 2003 stabilisce inoltre che le sanzioni possono aumentare
della metà nel caso in cui «gli impianti di condizionamento non siano
funzionanti o non siano condotti in maniera idonea o non siano
perfettamente efficienti».
Quindi, con l'incremento del 10% si arriva a 3.300 euro






























Un duro colpo per la Philip Morris:

TgCom 28/10/2004    
 
Una corte d'Appello della Florida ha
deciso di riaprire un processo, avviato nel 2002, in seguito alla denuncia
di una ex hostess. La donna, Suzette Janoff, si era rivolta al tribunale
per chiedere un risarcimento danni accusando la multinazionale di averle
provocato una sinusite cronica. Sotto accusa ancora una volta è la sigaretta;
la donna specifica che a provocarle la malattia è stato il fumo passivo.

La Corte suprema della Florida, a maggio, si era già resa protagonista di
un pesante colpo inferto all'industria del tabacco. La Philip Morris si
è ritrovata ancora sul banco degli imputati dopo che la Corte suprema ha
deciso di riesaminare l'annullamento della condanna di alcuni fabbricanti
di sigarette a pagare la somma di 145 miliardi di dollari. Solo a novembre
si conoscerà la decisione definitiva.
 

















 

Da un lettore, che ha espressamente chiesto di rimanere anonimo, riceviamo
e pubblichiamo
«Premetto di essere stato sempre un forte fumatore che solo negli ultimi
tempi è riuscito a ridurre la dose giornaliera di sigarette.
La scorsa primavera cominciai ad avvertire un senso di peso al petto e talvolta
anche dolori in occasione di sforzi fisici che prima non mi procuravano
disturbi. Fui inviato all'ambulatorio della casa di cura di Santa Maria
Maddalena perché a Ferrara i tempi di attesa erano un po' troppo lunghi
ed io ero sinceramente preoccupato per la mia nuova situazione.
Nell'ambulatorio cardiovascolare di questa struttura trovai un medico capace
e competente nella persona del dottor Giorgio Zavagli. Questi mi trovò una
lieve ipertensione arteriosa che iniziai a curare con delle pastiglie. Il
medico tuttavia non si limitò a prescrivermi la cura, ma mi seguì anche
per telefono variando la dose in rapporto alle risposte del mio organismo.
Questo accadde anche il sabato e la domenica quando i malati sono per lo
più in balia di se stessi ed i medici della guardia cittadina non possono
sempre risolvere tutti i casi che a loro si presentano.
Il dottor Zavagli inoltre mi ha trovato, in visite successive, anche un
principio di diabete che dapprima curavo con la sola dieta; ora ho aggiunto
una compressa al giorno perché la sola dieta non è sufficiente. Voi capite
bene che l'associazione di fumo, ipertensione e diabete mi avrebbe potuto
portare in breve all'infarto cardiaco. Ora sto molto meglio.
Vi prego con la presente di ringraziare anche il dottor  Zavagli e la struttura
di Santa Maria Maddalena».

























Smettere di fumare.

Un buon proposito da seguire, una promessa verso gli
altri ma soprattutto nei confronti di se stessi, un argomento di cui si
parla molto e per il quale si fa sempre troppo poco. Naturalmente anche
un business fatto di cerotti, sigarette senza tabacco né nicotina, ipnosi,
centri antifumo, agopuntura, graffette, compresse e gomme da masticare.
Negli ultimi anni non si può negare che sia aumentata la sensibilità della
gente e delle istituzioni nei confronti delle problematiche legate al tabagismo,
sia per i danni che può arrecare al fumatore che per quelli che provoca
sulle vittime del cosiddetto fumo passivo . E qualche risultato in effetti
si comincia a vedere. In Italia i fumatori costituiscono il 26,2% della
popolazione adulta, una percentuale ancora molto consistente ma comunque
in calo rispetto al 27,6% del 2003. Stando ai dati forniti dal Ministero
della Salute negli ultimi 47 anni non si era mai fumato così poco.
Chi ha scelto di dire basta alle bionde, soprattutto se apparteneva alla
categoria dei fumatori accaniti, ha fatto ricorso in molti casi alla terapia
di gruppo. Un metodo che quindi non rappresenta una novità. Ma negli ultimi
anni il concetto di community si è evoluto e non sorprende che anche per
questo genere di problematiche il confronto avvenga on line. Niente di ufficiale,
non necessita di grossi investimenti, basta solo un po? di buona volontà
da parte di una sola persona e le basi per partire sono pronte in pochi
istanti. Un?iniziativa di questo genere quindi può nascere facilmente anche
nel mondo dei blog .
Ed è così che è partito Smettiamola! , un punto di approdo per coloro che
hanno scelto di abbandonare le sigarette. L?obiettivo dichiarato è quello
di «spegnere l'ultima sigaretta e non accenderne più...», mentre le esperienze
che raccontano i visitatori del sito sono contrastanti: c?è chi resiste
nonostante le difficoltà e riporta con fierezza la propria esperienza ma
anche chi non ce la fa e si lascia tentare. E se a dare il cattivo esempio
è la stessa fondatrice del blog ? «Fratelli, ho molto peccato...», confessava
lo scorso 3 ottobre ? non può che nascere un certo disorientamento da parte
degli altri. C?è chi è più indulgente e chi assume un atteggiamento più
integralista ma ciò che conta è che da esperienze di questo genere una persona
può trovare nuovi stimoli per resistere alle tentazioni che minacciano la
sua scelta.
Tutto sommato un?iniziativa lodevole, anche se il blog raccoglie un numero
piuttosto limitato di fumatori pentiti e la quantità di interventi non è
certo molto elevata. Se negli Stati Uniti c?è addirittura un reality show
per smettere di fumare, in Italia una proposta di questo genere non può
non essere accolta in modo positivo. Sicuramente molto più costruttiva di
un blog che, al contrario, è «dedicato al piacere del fumo, piacere di vedere
sensuali labbra femminili che accarezzano la sigaretta ed aspirano boccate
di fumo».











































LE NUOVE REGOLE SUL DIVIETO DI FUMO
 
Il divieto di fumo ed i corrispondenti obblighi scattano dal 29 dicembre
2004.
Vediamo, nello specifico quali sono gli obblighi e i divieti previsti dalla
legge.
 
Comma 1 ? Divieto di fumare nei locali chiusi.
 
La disposizione estende la portata del divieto previsto dall?art.1 della
legge n.584/75, limitato finora a:
a) corsie degli ospedali; aule delle scuole di ogni ordine e grado; autoveicoli
di proprietà dello Stato, di enti pubblici e di privati concessionari di
pubblici servizi per trasporto collettivo di persone; metropolitane; sale
di attesa delle stazioni ferroviarie, autofilotranviarie, portuali-marittime
e aeroportuali; compartimenti ferroviari riservati ai non fumatori che devono
essere posti in ogni convoglio viaggiatori delle ferrovie dello Stato e
convogli viaggiatori delle ferrovie date in concessione ai privati; compartimenti
a cuccette e carrozze letto, occupati da più di una persona, durante il
servizio di notte;
b) locali chiusi che siano adibiti a pubblica riunione, sale chiuse di spettacolo
cinematografico o teatrale, sale chiuse da ballo, sale-corse, sale di riunione
delle accademie, musei, biblioteche e sale di lettura aperte al pubblico,
pinacoteche e gallerie d?arte pubbliche o aperte al pubblico.
  Con riferimento alla nozione di ?locali chiusi adibiti a pubblica riunione?,
in particolare, il TAR Lazio, con decisione n.462, del 17 marzo 1995, aveva
affermato che ?detta locuzione consente di ricomprendere nel divieto ogni
ambiente chiuso nel quale si realizzi una permanenza di pubblico?. Il concetto
non era dunque da limitare ?alle sole ipotesi in cui la permanenza di pubblico
in un luogo chiuso si ricolleghi ad una preventiva convocazione per il perseguimento
di uno scopo comune?. Inoltre, ?gli ambienti elencati nella disposizione
sono tutti unificati da comuni caratteristiche, che li rendono pubblici
non perché di proprietà pubblica, ben potendo essere gli stessi anche di
proprietà privata, ma in relazione alla fruibilità degli stessi da parte
di membri indifferenziati della collettività per il servizio pubblico che
vi si rende o per l?attività che vi si può svolgere?.
  Il Consiglio di Stato, con Ordinanza n.687, del 14 maggio 1995, aveva
poi stabilito, però, che ?restano estranei all?ambito dell?efficacia oggettiva
della sentenza del TAR i locali di proprietà pubblica non aperti al pubblico
e quelli di proprietà privata nei quali non vengono erogati servizi dell?amministrazione?.

  Per tali motivi, il Presidente del Consiglio dei Ministri, con direttiva
del 14 dicembre 1995, aveva elencato esemplificativamente i locali nei quali
si applica il divieto di fumo, escludendo quelli privati, ancorché aperti
al pubblico, nei quali non si erogassero servizi della pubblica amministrazione.

 
Dal 29 dicembre 2004, invece, sarà vietato fumare in qualsiasi locale chiuso,
ad eccezione di:
a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico (ad esempio abitazioni,
uffici);
b) quelli (si intende, aperti al pubblico, ma) riservati ai fumatori e come
tali contrassegnati.
 
Se ne arguisce che il divieto coinvolgerà qualsiasi attività privata (di
servizi o anche commerciale) che si svolga con uso di locali chiusi (ossia
privi di collegamento continuo con l?atmosfera esterna) aperti al pubblico,
e cioè, secondo quanto specificato dalla menzionata Direttiva del Presidente
del Consiglio, di locali ai quali la generalità degli utenti acceda, senza
formalità e senza bisogno di particolari permessi, negli orari stabiliti.
I titolari di dette attività potranno, comunque, riservare specifici locali
ai fumatori, nel rispetto delle prescrizioni previste dall?allegato al DPCM
in oggetto.
Il divieto non riguarderà, al contrario, i locali non aperti al pubblico,
come quelli riservati ad attività di lavoro del personale dipendente, nei
quali non è normalmente prevista, seppure non vietata, l?affluenza di persone
estranee.
Vanno comunque ricordate le disposizioni, di cui al D.Lgs. n.626/94 e normativa
collegata in materia di sicurezza e salute dei lavoratori, che tutelano
le condizioni igieniche nei luoghi di lavoro.

Comma 2 ? Adeguamento degli impianti.
 
Per poter essere frequentati dai fumatori, i locali ad essi riservati, di
cui al comma 1, lett.b), devono essere dotati di impianti per la ventilazione
ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti. Al fine di garantire i
livelli essenziali del diritto alla salute, le caratteristiche tecniche
degli impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria sono ora definite
dal DPCM in oggetto, che definisce altresì i requisiti dei locali riservati
ai fumatori, nonché i modelli dei cartelli recanti obblighi e divieti connessi
all?attuazione delle disposizioni di cui all?art.51.
Vigendo il divieto di cui al comma 1 e le prescrizioni di cui al comma 2
dal 29 dicembre 2004, si intende che entro quella data deve essere assicurato
l?adeguamento dei locali alle prescrizioni di cui al DPCM in oggetto, pena
l?applicazione delle sanzioni.
Riportiamo, in allegato, le prescrizioni tecniche previste dal DPCM, in
riconoscimento dell?accordo tra Stato, Regioni e Province autonome.
 
Comma 3 ? Sale per fumatori negli ?esercizi di ristorazione?
 
Il terzo comma dell?art.51 stabilisce, a decorrere dal 29 Dicembre 2004,
che ?negli esercizi di ristorazione, ai sensi del comma 1, lettera b), devono
essere adibiti ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente
rispetto alla superficie complessiva di somministrazione dell?esercizio?.
Il concetto viene precisato dalle ?prescrizioni tecniche?, di cui all?allegato,
laddove stabiliscono che ?la  superficie  destinata  ai  fumatori  negli
 esercizi  di ristorazione,  ai  sensi dell?art. 51 della legge 16 gennaio
2003, n.3,  deve  comunque  essere  inferiore  alla  metà  della  superficie
complessiva di somministrazione dell?esercizio?.
Qualche problema interpretativo potrà sorgere in riferimento alla definizione
di ?esercizio di ristorazione?.
Trattasi di figura giuridica che la legislazione vigente prende in considerazione
nell?art.5, comma 1, lett.a), della legge 25 agosto 1991, n.287, definendo
la particolare tipologia di esercizio pubblico ?per la somministrazione
di pasti e bevande, comprese quelle aventi contenuto un alcolico superiore
al 21 per cento del volume, e di latte (ristoranti, trattorie, tavole calde,
pizzerie, birrerie, ed esercizi similari)?.
Limitando la nozione di ?esercizio di ristorazione? (peraltro in rapida
evoluzione, se si considera la recente approvazione delle nuove leggi regionali
in materia di pubblici esercizi dell?Emilia Romagna e della Lombardia) ai
soli ristoranti, con l?esclusione dunque di bar, caffè, gelaterie e simili,
giungeremmo alla seguente conclusione: fermo restando il divieto di fumare
in locali chiusi, ad eccezione di quelli riservati ai fumatori, solo ai
ristoranti sarebbe richiesto di riservare ai fumatori meno della metà della
superficie complessiva di somministrazione, rimanendo salva, per i titolari
di bar ed esercizi similari, la possibilità di riservare ai fumatori la
maggior parte del locale.
In via prudenziale, e considerata la ratio delle nuove disposizioni, riteniamo
però preferibile, semprechè il Ministero della salute o le Regioni non affermino
il contrario, applicare a ristoranti e bar le stesse regole.
 
 
Comma 5 ?  Sanzioni
 
Il comma 5, infine, stabilisce che, sempre a decorrere dal 29 dicembre 2004,
?alle infrazioni al divieto previsto dall?art.51 si applicano le sanzioni
di cui all?art.7 della legge 11 novembre 1975, n.584, come sostituito dall?articolo
52, comma 20, della legge 28 dicembre 2001, n.448?.
Trattasi delle seguenti fattispecie:
1. I trasgressori alle disposizioni dell?art.1 (della legge n.584/75) sono
soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro
25 a euro 250; la misura della sanzione è raddoppiata qualora la violazione
sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o
in presenza di lattanti o bambini fino a dodici anni.
2. Le persone indicate all?art.2 (sempre della legge n.584), che non ottemperino
alle disposizioni contenute in tale articolo, sono soggette al pagamento
di una somma da euro 200 a euro 2.000; tale somma viene aumentata della
metà nelle ipotesi contemplate all?art.5, primo comma, lettera b) (impianti
di condizionamento non funzionanti o non condotti in maniera idonea o non
perfettamente efficienti).
 
Se ne desume:
a)      la sanzione prevista al punto 1 non può che riguardare i trasgressori
del divieto di fumare, ossia clienti, utenti, avventori.
b)      la sanzione di cui al punto 2 riguarda i conduttori dei locali,
i quali comunque sono unicamente obbligati a curare l?osservanza del divieto
di fumo esponendo, in posizione visibile, cartelli riproducenti la norma
con l?indicazione della sanzione comminata ai trasgressori.
 
Comma 7 -  Controlli
 
Il comma 7 dell?art.51 stabilisce che ?entro centoventi giorni dalla data
di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, con accordo
sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministro
della salute di concerto con i Ministri della giustizia e dell'interno,
sono ridefinite le procedure per l?accertamento delle infrazioni, la relativa
modulistica per il rilievo delle sanzioni nonché l?individuazione dei soggetti
legittimati ad elevare i relativi processi verbali, di quelli competenti
a ricevere il rapporto sulle infrazioni accertate ai sensi dell'articolo
17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e di quelli deputati a irrogare
le relative sanzioni?.
Spettando ormai alle Regioni la potestà concorrente in materia di tutela
della salute, pare difficile allo stato attuale una rapida approvazione
del provvedimento atteso.
Potrebbero dunque sorgere problemi al momento dell?entrata in vigore delle
nuove disposizioni.
Si consideri anche che, ai sensi del punto 7 dell?allegato al DPCM, ?nei
 locali  in cui e' vietato fumare sono collocati appositi cartelli,  adeguatamente
 visibili,  che evidenziano tale divieto. Ai fini   della   omogeneità
sul  territorio  nazionale,  tecnicamente opportuna,  tali  cartelli devono
recare la scritta «VIETATO FUMARE», integrata  dalle  indicazioni  della
 relativa prescrizione di legge, delle  sanzioni  applicabili  ai  contravventori
 e  dei soggetti cui spetta  vigilare  sull?osservanza del divieto e cui
compete accertare le infrazioni. Quest?ultima indicazione, in mancanza del
provvedimento di cui al comma 7 dell?art.51 della legge n.3/2003, non potrebbe
essere utilmente data.
 


















































































































































































28/10/2004

Tutti (o quasi) contro

Il Mattino di Padova 27/10/2004   
 
 Tutti (o quasi) contro. Il decreto Sirchia non piace per niente ai titolari
dei locali pubblici. La stragrande maggioranza si adeguerà alla nuova normativa
solo perché rischia pesantissime multe. «Le nuove regole ci penalizzeranno
in ogni caso - dice Franco Filimbeni, patron di Zairo in Prato della Valle
-. Lo sanno tutti che i fumatori sono i clienti più assidui dei ristoranti.
Nel mio locale gli innamorati della sigaretta rappresentano il 65% della
clientela. Comunque, anch'io mi adeguerò al decreto Sirchia e dopo Natale
il mio locale sarà vietato ai fumatori. Ma perché la nuova legge non dà
la possibilità di aprire nuovi locali riservati solo ai fumatori?».
 Anche Francesco Schiavo è preoccupato. «Ho già perso tanti clienti fumatori
- sottolinea il titolare del Pe Pen -. La nuova normativa ci penalizza non
poco. Sarò costretto a non fare entrare più i fumatori. Il decreto Sirchia
prevede troppe limitazioni e la realizzazione, tra l'alto molto costosa,
di nuove barriere architettoniche per chi ha il vizio del fumo».
 Più moderati i commenti di Mario Morosi, titolare dell'hotel Toscanelli
e di Giorgio Bertoldi, gestore del ristorante Alle Piazze (ex Cavalca).
«Io sono già in regola - sostiene Morosi -. Dieci camere del primo piano
sono già oggi riservate ai fumatori. Ho montato un'attrezzatura costata
35.000 euro».
 Più filosofico il giudizio del ristoratore Bertoldi: «In fondo il nuovo
decreto anti-fumo è giusto - afferma il titolare de Alle Piazze -. Sino
ad oggi abbiamo lavorato con il compromesso addosso. E' venuta l'ora per
essere tutti uguali». (f.pad.)





























Marco Badiani scrive al "Mattino"

Anche nell'articolo pubblicato oggi e dedicato alla nuova legge di limitazione
del fumo di imminente applicazione non manca la polemica, tanto frequente
in questo momento, di chi vede la normativa come un provvedimento troppo
restrittivo. E ancora una volta c'è a chi viene in mente di chiedere perché
mai non debba esser prevista la possibilità di aprire dei locali riservati ai soli
fumatori.
Probabilmente chi vorrebbe che gli amanti della sigaretta potessero
avere interi locali a loro disposizione non si è posto una domanda fondamentale:
come può una legge che proibisce il fumo nei luoghi pubblici lasciare al tempo
stesso la libertà di scegliere ai ristoratori se e dove applicarlo? Se davvero
esistesse una simile possibilità la legge si trasformerebbe da un obbligo,
quale deve essere, in un "suggerimento", no? E comunque, se per assurdo
una normativa di questo tipo fosse davvero applicabile, non è evidente che
sarebbe del tutto inutile e che non produrrebbe alcun cambiamento? Già
oggi le leggi in vigore - con i bei risultati che tutti abbiamo sotto gli occhi -
lasciano ai gestori la decisione di permettere o meno di fumare nei loro
locali: la differenza allora in cosa consisterebbe?
Le affermazioni di principio sono sempre belle e condivisibili, a volte però la
realtà dei fatti è un'altra cosa. Spero che queste poche righe possano servire
a non far sprecare ancora altro fiato sull'idea assurda dei locali per soli fumatori.
Faccio notare inoltre che se la categoria dei ristoratori si fosse battuta, al contrario
di ciò che ha fatto, affinché la nuova legge imponesse un divieto totale (senza quindi
prevedere la possibilità di creare aree per fumatori), tutte le attività si sarebbero trovate
nelle stesse condizioni e oggi non ci sarebbe stato chi si lamenta perchè si trova
impossibilitato dall'allestire uno spazio destinato a chi fuma. Oltretutto da una proibizione
integrale ne avrebbero tratto beneficio davvero tutti, camerieri compresi. Ho l'impressione
invece che ci si dimentichi che nelle aree per fumatori qualcuno dovrà comunque entrarci
per servire i clienti. Forse si pensa che un lavoratore di sala non abbia polmoni, e diritti,
come tutti gli altri esseri umani? O forse si crede che la salute dei dipendenti possa esser
completamente tutelata dalla presenza degli impianti di aspirazione? Chi è convinto che
queste apparecchiature possano far miracoli si domandi come mai la legge obbligherà
comunque a separare fisicamente gli ambienti dove si fuma dagli altri...




































Caro Ezechiele,
 
ieri un Italian è stato pubblicato da Beppe con una lettera sul divieto di vendita delle sigarette. Ho chiesto a Pietro Morelli se mi lasciava spedirti la sua lettera o se voleva mandartela personalmente e gli ho mandato l'URL del tuo sito "Una vita in fumo".
Mi ha risposto, dandomi l'autorizzazione a spedirti la lettera pubblicata su "Italians".
 
Un caro saluto,
 
Maria Luisa
 
Sigarette: meglio vietarle
Caro Beppe, augurando che Italians sia guidata da te ancora per (tanti) anni, vorrei fare una riflessione sulla campagna antifumo che vuole porre in atto la UE pubblicando le foto scabrose degli effetti del fumo sui pacchetti. Ho guardato le foto sul sito del Corriere.it e devo dire che sono davvero dure ed hanno un effetto psicologicamente potente. So che tale tattica è già stata adottata in alcuni paesi tra cui il Canada. Ma mi chiedo: perché fare tutto questo rumore e scomodare l’Unione europea facendo pubblicare sui pacchetti foto da film dell’orrore (che se le vede un bambino rimane traumatizzato a vita)? Non sarebbe molto più semplice fare come si fa per le droghe: proibirle? Ogni Stato ha certamente il potere sovrano di farlo. Ormai è universalmente riconosciuto che la nicotina è una droga e che l’effetto delle sigarette è altamente nocivo come l’amianto. Allora perché non le si proibiscono? Lo Stato ha addirittura il potere di non fare coltivare le piante di determinate droghe e non ha il potere di vietare le sigarette? Questa è ipocrisia pura, dato che si preferisce accontentarsi di una flessione delle vendite piuttosto che rinunciare in toto al miliardario giro d’affari. L’atteggiamento è ipocrita perché pubblicando delle foto si cerca di proteggere solo il volume d’affari, non certo salvare vite umane. Salvare vite umane significa togliere dal mercato la sigaretta, punto e basta. La teoria di far vedere gli effetti di una certa condotta è valida quando la stessa può anche non provocare danni: l’utilizzo della macchina può provocare incidenti ma anche no. Per cui va bene far vedere le foto di incidenti mortali, ma nessuno si sognerebbe di togliere le macchine dal mercato. Per le sigarette la conseguenza dell’utilizzo è a senso unico, e sarebbe come far vedere l’effetto di chi ingerisce veleno per topi. Mi sembra lapalissiano e lo dice un fumatore.

Pietro Morelli, pijero@interfree.it






27/10/2004

Le scritte sui pacchetti

Affari Italiani 21/10/2004

Le scritte che sui pacchetti di sigarette descrivono la quantità di catrame
presente nelle ''bionde'' in essi contenute sarebbero né più e né meno che
inutili, almeno come quelle che lanciano messaggi minacciosi come ''Il fumo
uccide''. C'è di più: secondo il parere di un gruppo di oncologi britannici,
pubblicato questa settimana sul British Medical Journal, scrivere sui pacchetti
la quantità di catrame presente nelle sigarette sarebbe un artificio per
venderne ancora più.
Si tratta, anzi, di pratiche ingannevoli, secondo i medici autori della
ricerca e, dunque, nei paesi in cui sono presenti è importante che vi si
ponga fine, poiché sono semplicemente pericolose per la salute. La quantità
di catrame, di nicotina e di monossido di carbonio esposte sui pacchetti
non avrebbero, infatti, nulla di corrispondente con la realtà poiché sono
valutate da una macchina che non è in grado di riprodurre mai la varietà
delle abitudini dei fumatori che nella realtà inalano molto più catrame
rispetto ad una macchina.
Ad esempio, ciò vale in particolar modo per coloro che inalano il fumo con
grandi boccate o che fumano troppo rapidamente. Mostrare sistematicamente
sui pacchetti il tasso di catrame e di nicotina serve, anzi, all'industria
del tabacco, secondo quanto concludono gli autori dello studio. L'effetto
pericoloso è che si dà un messaggio rassicurante a chi legge dei dati bassi
sulla presenza delle sostanze nocive nella composizione delle sigarette
leggere, che peraltro sono più pericolose delle sigarette classiche.
Lo studio va nella stessa direzione di un'indagine Doxa, condotta in Italia
nel periodo marzo-aprile 2004 in 122 comuni italiani, per incarico dell'Istituto
Superiore di Sanità, in collaborazione con l'Istituto Mario Negri e la Lega
Italiana per la Lotta contro i Tumori. Dall'indagine, effettuata su 3.050
soggetti di età maggiore ai 15 anni, emergeva che la media generale di chi
ha smesso di fumare o ridotto il numero di sigarette impaurito dalle nuove
scritte è pari al 10%, quando si parla di giovani la percentuale scende
al 7.6%.
Inoltre le nuove scritte comparse sui pacchetti venduti in Italia sono ben
ricordate dai fumatori, ma di fatto non colpiscono fino al punto di abbandonare
il vizio. Circa la metà del campione (51,5%), pur se colpito, continua a
fumare allo stesso modo e nelle stesse quantità. Per oltre il 38% del campione,
poi, la nuova misura sarebbe del tutto indifferente e non in grado di incidere
sulle abitudini quotidiane.
Risulta, infine, che l'insensibilità alle nuove scritte aumenta in proporzione
alla crescita dell'età dei soggetti intervistati. Infatti, tra coloro che
sono rimasti del tutto indifferenti, il 32% ha un'età compresa tra i 15
e i 24 anni, il 35,5 % tra i 25 e i 44, il 42,5% tra i 45 e i 64, mentre
oltre il 55% ha più 65 anni. L'indagine aveva analizzato le potenzialità
di una politica basata sull'aumento dei prezzi come deterrente per invitare
la gente ad abbandonare le sigarette.
Il risultato non è incoraggiante: la maggioranza del campione, infatti,
trova la misura del tutto inutile a fronte di uno scarso 10% che la ritiene,
invece, molto efficace. In una posizione di mezzo, con il 25%, chi pensa
che il rincaro delle sigarette possa influire abbastanza positivamente sulle
abitudini al fumo dei giovani. Piuttosto riluttante, infine, il 30% del
campione che trova l'idea poco utile.

Libero 22/10/2004

di GIANLUCA GROSSI MILANO - Le scritte sui pacchetti di sigarette che sottolineano
la nocività del fumo non servono praticamente a nulla. Mentre gli indici
numerici relativi alla quantità di sostanze pericolose contenute nelle ?
bionde?, come ad esempio la nicotina e il catrame, non sarebbero attendibili.
È ciò che si evince da due recenti studi condotti rispettivamente da un
team di oncologi britannici e dall?Istituto Superiore della Sanità, in collaborazione
con l?Istituto Mario Negri e la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori.
Gli studiosi affermano che i messaggi minacciosi come « il fumo uccide »
o « il fumo provoca malattie cardiovascolari » hanno presa soltanto sul
10 per cento di coloro che hanno il vizio di fumare; il 38 per cento rimane
invece c o m pl e t amente indifferente, mentre il 51,5 per cento, pur rimanendo
colpito da questi messaggi, va avanti comunque per la propria strada. I
dati parlano di un aumento della sensibilità nei confronti delle scritte
man mano che si va in là con gli anni. Tra le persone totalmente indifferenti
ai vari messaggi che ammoniscono l?accensione della sigaretta, il 35,5 per
cento è infatti rappresentato da ragazzi che hanno un?età compresa tra i
15 e i 24 anni. Scrivere invece la quantità delle sostanze nocive contenute
nei pacchetti di sigarette alla fine si rivela un modo per vendere di più.
Tale considerazione è stata espressa, in particolare, dagli oncologi britannici.
Essi ritengono che attraverso questo sistema una persona sia indotta a credere
che esistano dei prodotti derivanti dal tabacco più leggeri, che in realtà
fanno più male degli altri. La quantità di catrame, di monossido di carbonio,
e di nicotina non corrispondono al reale contenuto di sostanze che entrano
in circolo in un organismo, in quanto ogni persona ha un suo modo di fumare
e di conseguenza un suo modo di aspirare il fumo e i suoi der ivati. L'indagine
Doxa condotta in Italia ha coinvolto più di 3 mila persone distribuite in
122 comuni.





















































































E le discoteche ?

Il Gazzettino 21/10/2004 
 
A poco più di due mesi dalla partenza del "no smoking" nei locali pubblici,
nessuno sa ancora che fine faranno le discoteche. Saranno soggette alle
normative di bar e ristoranti oppure potranno proseguire con la vecchia
legge del '75?
La questione continua a essere dibattuta a colpi di lettere e avvocati.
Un paio di settimane fa Renato Giacchetto, presidente nazionale del Silb,
il sindacato dei locali da ballo, ha scritto ai presidenti provinciali una
lettera in cui afferma che la la nuova normativa creerà "innumerevoli problemi
ai nostri soci. Alcune Asl, infatti, stanno affermando che questa si applicherebbe
anche al nostro settore. I nostri consulenti, di contro, ritengono che ai
locali da ballo si continuerebbe ad applicare la normativa del 1975". Allegato
c'è il parere dell'avvocato Attilio Pecora, quattro pagine nelle quali si
spiega dal punto di vista giuridico perché discoteche e sale da ballo in
generale devono essere escluse dall'applicazione della legge più rigorosa.


Se nei ristoranti e nei bar la gente si è quasi abituata a non fumare, nelle
discoteche il discorso è diverso. Basta sceglierne una a caso in un giorno
qualsiasi per scoprire che sono molti di più coloro che hanno il pacchetto
di sigarette in tasca o nella borsetta rispetto a coloro che non ce l'hanno.
E chi non fuma, comunque, è qualcuno che tollera l'odore del fumo: gli impianti
di aerazione, infatti, solitamente non sono così potenti da eliminare ogni
traccia. La discoteca, insomma, è ancora uno dei pochi luoghi chiusi nei
quali il fumatore incallito non si sente un osservato speciale.

La preoccupazione dei gestori per la linea adottata da alcune Unità locali
socio-sanitarie è più che comprensibile. Se un ristorante o un bar dovrebbe
spendere qualche decina di migliaia di euro per creare gli spazi riservati
ai fumatori, installando particolari aspiratori, una discoteca si troverebbero
quasi impossibilitata ad applicare la nuova legge, a meno che non crei stanze
completamente separate, con personale dedicato, nelle quali far ballare,
bere e fumare i clienti affezionati alla sigaretta. Nei locali da ballo
diventerebbe comunque tutto molto più difficile: nei ristoranti è più semplice,
per esempio, indicare il numero massimo di persone che possono entrare nell'ambiente
per i fumatori e calcolare quindi la portata dell'impianto di aerazione,
che deve assicurare un minimo di 30 litri d'aria al secondo per ogni persona;
nei locali da ballo, invece, oltre ad aumentare i costi di installazione,
quella legge sarebbe complicatissima da applicare.

Ed ecco perché fra Usl e associazione dei gestori si sta creando un braccio
di ferro che potrà essere risolto soltanto dall'intervento del ministero
della Salute.

Andrea Bonaccini, responsabile provinciale dell'Ascom per i locali da ballo,
non si sbilancia: «Se rimanesse in vigore la legge del '75 tutto diventerebbe
più semplice; a tutt'oggi, comunque, non è stata ancora fatta chiarezza
e speriamo che il ministero si pronunci al più presto». Anche Marchi conferma
che la questione delle discoteche è ancora lontana dall'essere chiusa: «C'è
un dibattito aperto ed è possibile che possa arrivare una deroga».

Il presidente provinciale della Fipe chiude il discorso sul rapporto commercianti
- clienti: «Non siamo preoccupati per la possibile perdita di clienti, anche
perché non crediamo che ci sarà. In ogni caso crediamo che sia più importante
difendere la salute nostra e quella dei clienti. All'inizio c'è stata qualche
perplessità, poi, da quanto vedo, le nuove normative sono state diferite
con maturità sia dai gestori sia dal pubblico».

cfdp
 






























































I bar di Acqui terme

Il Secolo XIX 21/10/2004 
 
Acqui Terme Oltre l'80% dei bar cittadini dovrà imporre il divieto di fumo
per adeguarsi alle nuove disposizioni in materia, entrate in vigore nel
gennaio del 2004.
A ogni esercente, nei mesi scorsi, è stata inviata una lettera da parte
delle associazioni di categoria nella quale sono state riassunte le novità
più importanti e soprattutto, è stato annunciato il termine ultimo entro
il quale sarà necessario adeguarsi: il 31 dicembre. «Per quanto mi riguarda
metterò il cartello "vietato fumare", non ho i locali idonei per poter ottemperare
alla legge». A parlare è Valter Merlo, proprietario del bar "Il Vicoletto",
frequentato soprattutto all'ora di pranzo, da un considerevole numero di
studenti. «Dovrò chiedere ai miei clienti di avere pazienza, non ci sono
alternativa».
Sull'argomento, naturalmente è polemica. A protestare sono coloro che non
dispongono degli spazi sufficienti per ottemperare alla nuova normativa
e soddisfare così, i clienti fumatori e quelli che invece alla sigaretta
preferiscono una bella chiacchierata davanti ad un cappuccino o ad un aperitivo.
«Non posso che adeguarmi alla legge - ha detto il proprietario di uno dei
bar più centrali di corso Italia - I costi che dovremmo sostenere per rendere
i locali a norma di legge, sono troppo alti». Per il classico rito della
sigaretta quindi, ci sarà tempo solo più qualche mese.
Ma quali sono le regole che tanto fanno discutere? Innanzitutto i locali
per fumatori dovranno essere adeguatamente separati dagli ambienti limitrofi
in cui fumare è vietato.
A tal fine saranno necessari: pareti a tutta altezza sui quattro lati, ingresso
con porta a chiusura automatica e, i luoghi prescelti per i fumatori, non
dovranno costituire passaggio obbligatorio per i non fumatori ed essere
dotati di idonei mezzi di ventilazione forzata.
Inoltre, per gli esercizi di ristorazione, la superficie destinata ai fumatori
dovrà essere inferiore alla metà della superficie complessiva dell'esercizio.
G. G.
 


































Fumare danneggia i reni

Il Mattino di Padova 21/10/2004 
 
 Fumatori, ogni sigaretta che vi accendete non solo vi rende soggetti a
maggior rischio di ammalarsi di tumore ai polmoni, di soffrire di arteriosclerosi
o di vasculopatia coronarica. Il fumo danneggia anche i vostri reni. Lo
dimostra uno studio condotto per quattro anni su un totale di 4.000 pazienti,
provenienti da otto centri italiani. «I meccanismi potenziali con cui il
fumo danneggia i reni - spiega il professor Bruno Baggio dell'Università
di Padova, che ha condotto lo studio - sono gli stessi invocati per gli
effetti del fumo sulle arterie periferiche, del cuore, del cervello, delle
carotidi e degli arti inferiori. I vari composti chimici contenuti nel fumo
di sigaretta agiscono e danneggiano le pareti dei vasi arteriosi, determinando
una loro alterazione irreversibile che facilita l'insorgenza dell'arteriosclerosi
a livello sistemico e a livello renale».
 All'indagine, a cui hanno collaborato anche Egle Perosonotto e Francesco
Grigoletto del dipartimento di Igiene, il professor Giuliano Enzi della
divisione di Geriatria e Stefania Maggi del centro sull'invecchiamento del
Cnr, e i nefrologi Budakovic e Cantaro, hanno partecipato otto centri italiani.
 Il lavoro, che sarà pubblicato prossimamente nella rivista «Nephrology
Dialysis Transplantation», per la prima volta documenta che il fumo costituisce
anche uno dei maggiori fattori di rischio per il rene, dal momento che peggiora
significativamente la perdita di funzione renale legata all'età. «Nei pazienti
osservati - spiega Baggio - è emerso un peggioramento significativo della
funzione renale in un gruppo consistente di soggetti, con un incidenza stimata
in venti casi per mille pazienti all'anno».
 L'altro risultato sorprendente è stato che la perdita di funzione renale
legata all'età è risultata maggiore nei soggetti abituali fumatori, con
elevati livelli di fibrinogeno nel sangue e con valori di ipertensione diastolica
non ben controllati. Se per l'ipertensione si conoscevano già da tempo i
suoi effetti negativi sul rene, meno chiaro e documentato era il ruolo del
fumo nel determinare un peggioramento della funzione renale negli anziani.
Il nostro studio ha colmato questa lacuna, evidenziando un effetto tossico
molto importante del fumo». (s.gir.)


































26/10/2004

Il tabacco e la Chiesa

l Corriere della Sera 23/10/2004 Lauretta Colonnelli
 
Comincia con la storia di Palazzo Mastai il viaggio nei Monopoli di Stato
tracciato con un centinaio di documenti originali e oltre 250 fotografie
inedite dal 1915 in poi, provenienti dagli archivi degli stessi Monopoli.
Partendo da Palazzo Mastai, che fu la manifattura tabacchi di Roma, ideata
nel 1859 da papa Pio IX Mastai Ferretti e progettata dall'architetto Antonio
Sarti, si racconta la storia del tabacco e il visitatore scopre una parte
significativa ma poco conosciuta della storia italiana.
Si viene a sapere che in Italia i primi semi di tabacco fecero la loro comparsa
nel 1560 proprio a Roma, portati in regalo a papa Pio IV dal cardinale Prospero
Santacroce, nunzio pontificio a Lisbona, che li fece poi coltivare ai monaci
cistercensi nei dintorni della città. E furono proprio i religiosi i primi
a fare del tabacco da fumo un uso talmente smodato da indurre papa Urbano
VIII a scomunicare i fumatori. Ma ben presto anche i pontefici si accorsero,
come già avevano fatto altri governi, che potevano trarre grandi vantaggi
fiscali dalla pianta assicurandosene il monopolio. Tanto che Benedetto XIV,
già nel 1742, fece costruire la prima fabbrica pontificia di tabacco in
via Garibaldi, dove poteva sfruttare, come forza motrice, il copioso getto
d'acqua proveniente dalla sovrastante fontana dell'Acqua Paola, al Gianicolo.
Si scopre che a lavorare il tabacco sono sempre state le donne: agli inizi
del '900 le tabacchine in Italia erano 12 mila e diventeranno 16 mila alla
vigilia della prima guerra mondiale. Si viene a sapere che erano considerate
operaie privilegiate, perché, nonostante la vita dura, guadagnavano bene
e avevano a disposizione asili nido all'interno delle fabbriche, come testimoniano
le numerose foto d'epoca.
Ma i monopoli non riguardano solo il tabacco. Proseguendo nel percorso,
si incontra quello del sale, raccontato attraverso ricostruzioni scenografiche
e con l'esposizione di antichi attrezzi di lavoro usati dai salinari, oltre
che con i vecchi filmati dell'istituto luce. Interessante la storia del
Chinino di Stato, nata intorno alla metà dell'800 a Torino, dove il febbrifugo
veniva prodotto per l'esercito e costava moltissimo. Poi, quando agli inizi
del '900 si prese atto che a causa della malaria morivano in Italia circa
15 mila persone ogni anno, lo Stato dispose con varie leggi la vendita a
basso costo del chinino e ne rese obbligatoria la somministrazione. L'ultima
sezione è dedicata al monopolio dei giochi, da quello antichissimo del lotto,
nato a Genova intorno al 1500, fino agli attuali Bingo e Superenalotto.









































Prevenire si puo'

La Nazione 21/10/2004 
 
PISA Prevenire con sufficiente anticipo il tumore al polmone e magari riuscire
a sconfiggerlo, proprio per la tempestività della diagnosi. Diagnosi precoce
è il termine esatto. E' questo l'obiettivo del progetto sperimentale della
Regione Toscana che prende il via all'azienda ospedaliera pisana coinvolgendo
strutture e risorse umane dal punto di vista medico-sanitario. E settecento
volontari tra i fumatori, ossia i soggetti potenzialmente a rischio, che
si sottoporranno per 4 anni ad una sperimentazione con l?uso di una Tac
spirale a bassa dose per testare se questo strumento, rispetto alla radiografia
tradizionale, permetta una diagnosi precoce del male. Lo scopo finale è
se questa eventuale precocità di diagnosi possa portare a una riduzione
della mortalità. Per questo verranno messi a confronto i risultati ottenuti
con l'uso della Tac con quelli ottenuti senza. L'annuncio della partenza
a Pisa della ricerca scientifica (la prima del genere in Italia e che coinvolgerà
anche le aziende ospedaliere di Firenze e Pistoia, oltre al Centro per lo
studio e la prevenzione oncologica e all'Istituto tumori toscano) è stato
dato direttamente dal direttore dell'Aoup Enrico Desideri, che si è detto
«soddisfatto che anche Pisa sia entrata in questa sperimentazione regionale
anche perché nel nostro ospedale ci sono tutte le specialità e le competenze
per svolgere al meglio il lavoro». Oltretutto va detto che, se dagli anni
?80 ad oggi si è ridotta sensibilmente la percentuale di fumatori nella
popolazione pisana (si è passati dal 35% dei maschi e 18% delle femmine
nell'88 al 27% e 15% del 2001, su un campione però ridotto della metà),
al contrario la percentuale di fumatori fra il personale sanitario ospedaliero
è addirittura più alta di quella della popolazione (43,8% donne, 32,7% gli
uomini). E negli ultimi anni la situazione non è migliorata. Ecco perché
assume ancora più importanza la diagnosi precoce di tumore al polmone, che
rientra fra le azioni di prevenzione e cura del cancro, in pratica il primo
dei 12 progetti speciali di interesse regionale previsti nel nuovo piano
sanitario 2005-2007. Come aggiunge l'assessore regionale alla salute Enrico
Rossi: «Anche in questo campo della ricerca la Toscana si mostra protagonista
a livello internazionale». A Pisa sono coivolte Radiologia, Pneumologia
e Fisiopatologia Respiratoria, Chirurgia Toracica e Anatomia Patologica,
che collaboreranno in stretto contatto con i medici di medicina generale.
Resta il fatto che l?unico efficace intervento preventivo contro il tumore
al polmone ad oggi dimostrato è smettere di fumare. «L'uso di questa nuova
Tac  spiegano il dottor Fabio Falaschi, primario di Radiologia e la dottoressa
Laura Carrozzi, pneumologa e responsabile del progetto per l'Aoup ? aumenta
la precisione dello screening e sembra rappresentare una nuova opportunità
per l'individuazione precoce di forme tumorali, per poi stilare statistiche
che vanno a inserirsi in un quadro internazionale». I pisani interessati
saranno 700 (3mila in Toscana), individuati tramite un questionario inviato
per posta. Chi vuole partecipare deve compilarlo e rispedirlo al centro
di coordinamento del progetto. I soggetti a rischio sono fumatori fra i
55 ed i 69 anni o che hanno smesso di fumare da meno di 10 anni (il rischio
si calcola sulla base dell'esposizione al fumo di chi, per 20 anni, ha fumato
un pacchetto di sigarette al giorno). Dei 700 soggetti 350 verranno seguiti
con la normale pratica clinica e 350 eseguiranno la nuova Tac per un periodo
di quattro anni. Inoltre, se vorranno, avranno accesso al Centro antifumo
dell'Aoup.
«Un progetto reso possibile  conclude il professor Pier Luigi Paggiaro,
pneumologo  grazie alla collaborazione tra più strutture specialistiche
e il contributo determinante dei medici di base».
























































Il tumore del polmone: una follia collettiva.

 
Venerdì 22 si terrà, presso la sala congressi dell'hotel Piol di Limana, il secondo appuntamento delle
Giornate oncologiche bellunesi.
 L'argomento trattato questa volta è il tumore del polmone.
 Parliamo di tumore polmonare perché è un esempio di follia collettiva autodistruttiva.
 Nell'insieme, centinaia di morti ogni anno.
 Il tumore polmonare è molto frequente in tutto il Nord-Est Italia ed i
tassi standardizzati d'incidenza nel Veneto e nella nostra provincia sono
tra i più alti d'Europa (più di 80 casi su 100.000 abitanti).
 L'incidenza annua dei carcinomi polmonari, ossia il numero di malati nuovi
rispetto al totale della popolazione, è in lieve diminuzione nei maschi,
ma sta aumentando in maniera preoccupante nelle femmine.
 Nell'ultimo decennio sono diventate disponibili nuove metodiche diagnostiche
(TC spirale, PET, videotoracoscopia), si sono perfezionate le procedure
di stadiazione, si è meglio compresa la biologia molecolare di queste neoplasie.
 Nonostante tutto, i risultati terapeutici globali, riferiti cioè al totale
degli ammalati, sono poveri.
 Purtroppo molto spesso i tumori sono diagnosticati tardivamente, e in un
tumore avanzato la probabilità di guarigione, o almeno di una vita lunga
dopo la diagnosi, è dell'ordine del 10 per cento o meno.
 Come capita in ogni tipo di carcinoma, una diagnosi precoce comporta migliori
possibilità di cura rispetto a quelle che si verificano in una malattia
avanzata.
 Le quote di malati guariti da un carcinoma del polmone in stadio iniziale
sono discrete (più del 50 per cento) ma pur sempre scarse rispetto a quanto
si vorrebbe. Purtroppo la diagnosi precoce di un tumore del polmone è un
evento infrequente e sino ad ora sono ancora incerti i programmi di screening,
ossia la ricerca del tumore nella popolazione dei soggetti apparentemente
sani.
 La terapia del tumore polmonare può essere chirurgica, radiante o con la
chemioterapia, impiegate singolarmente od associate. Ma la cura di un tumore
polmonare è sempre difficile, con il dispiegamento di anatomo-patologi,
laboratoristi, radiologi, medici-nucleari, pneumologi, chirurghi, radioterapisti,
oncologi medici, fisici, tecnici, infermieri: un grande e costoso sforzo
organizzativo per risultati che possono davvero essere modesti.
 Lo scopo di questo convegno, rivolto principalmente ai medici di medicina
generale della nostra provincia, è comunque di fornire un aggiornamento
generale sulle modalità odierne di diagnosi e cura di queste neoplasie,
orientato a favorirne una migliore collaborazione con gli specialisti ospedalieri
nella gestione clinica quotidiana dei nostri pazienti.
 Il tumore polmonare è un pesante e drammatico problema sociale, tanto più
imbarazzante se si considera che, nella grande maggioranza dei casi, si
tratta di una malattia che è possibile evitare. Molti fattori conducono
alla malattia: anche se esistono rari carcinomi polmonari in non fumatori
(probabilità peraltro bassa), vi sono prove schiaccianti per una causa in
fondo banale e tragica: il fumo di tabacco.
 Il 90 per cento ed oltre dei carcinomi polmonari potrebbe essere evitato
(ed insieme ad esso gran parte degli 80.000 morti annui provocati dal fumo
di tabacco per una serie di malattie da esso provocate) se non si fumasse
o si smettesse di fumare.
 Siamo follemente responsabili di buona parte dei nostri problemi sanitari.
*Direttore Oncologia Ospedale S.Martino Usl 1 Belluno
























































Chi la fa l'aspetti

Il Sole 24 Ore 19/10/2004 Andrea Beltratti * Direttore Des - Universit&
 
 
Ci sono aziende rispettate e ci sono aziende odiate. Per passare da una
categoria all'ltra basta poco, e le conseguenze sul valore dell'azienda
sono molto negative. Alcune società petrolifere sono da anni al centro degli
attacchi dei gruppi di pressione più attenti alle tematiche ambientali a
causa della loro scarsa attenzione ad un problema come il cambiamento climatico
e l'emissione di gas responsabili per l'effetto- serra. Altre società, molte
nel comparto finanziario, sono al centro   di accuse per la discrimina
 zione sessuale effettuata nei   confronti dei loro dipendenti. Un'aggiunta
recente a   questa categoria è Wal- Mart , finita quest'estate nell'occhio
del ciclone proprio per le accuse di discriminazione dei lavoratori basata
sul sesso. Queste aziende, nel valutare il comportamento da tenere di fronte
ai giudici, agli azionisti e ai dipendenti, dovrebbero ricordare illustri
casi passati, fra cui soprattutto quello delle aziende produttrici di sigarette,
accusate di avere nascosto la realtà dei danni prodotti dal fumo alla salute
per incrementare i loro ricavi. Le aziende citate inizialmente, e in generale
anche le altre, che cosa possono imparare dal caso del tabacco? Si tratta
di aziende che: (a) coscientemente o incoscientemente (coscientemente secondo
le accuse che mostrano come queste aziende cercavano di nascondere i risultati
negativi degli esperimenti scientifici circa i danni del fumo sulla salute)
si comportavano in modo da creare esternalità negative verso qualcuno, (b)
agivano nel rispetto delle leggi e delle regolamentazioni dell'epoca e (c)
allo stesso tempo pensavano che queste esternalità, proprio per essere state
prodotte nel rispetto delle leggi, non avrebbero mai danneggiato il valore
dell'azienda stessa. Potete pensare al fumo o all'amianto, ma potete facilmente
pensare alla discriminazione sessuale, l'inquina- mento ambientale, il cambiamento
climatico. Per liberare la fantasia sui potenziali casi futuri, addirittura
si potrebbe pensare al tentativo attivo di indurre, o almeno alla mancata
volontà di scoraggiare, comportamenti deleteri da parte dei fruitori dei
prodotti e servizi. Le aziende sono quindi avvertite, e come tali mezze
salvate: comportarsi "male" rispetto i principi base dell'etica può prima
o poi avere un impatto negativo sul valore, una specie di "chi la fa l'aspetti"
esteso al rapporto fra produttori e consumatori. Non c'è certezza su come
evolveranno le leggi, e circa che cosa nel futuro sarà considerato disdicevole
e pericoloso per la società. E' proprio questa grande incertezza che rappresenta
un forte incentivo all'acquisizione di comportamenti etici, che possono
anche andare oltre alle esigenze minime imposte dalla regolamentazione.
Rispettare le leggi è normale; l'azienda che vuole minimizzare il rischio
di essere chiamata in un futuro a rispondere di una parte delle proprie
azioni deve fare uno sforzo ulteriore, specie nel caso in cui percepisca
la presenza di margini di miglioramento per i propri processi aziendali
e prodotti. Per diventare "azienda buona" occorre fare un'analisi precisa
delle conseguenze dei propri comportamenti ed individuare i propri punti
di debolezza. È molto importante evitare di fare finta di essere buoni mantenendo
comportamenti cattivi o almeno equivoci, ad esempio facendo ampio riferimento
all'etica nei documenti pubblici senza modificare minimamente i propri comportamenti.
La grande attenzione che viene riservata dalla società ai comportamenti
delle aziende, che mostra come gli individui siano sempre meno inclini ad
accettare passivamente gli elementi negativi "scaricati" dalle imprese nel
corso del loro processo produttivo, promette di colpire molto duramente
chi utilizza l'etica come mera pubblicità senza giungere ad un cambiamento
reale dei comportamenti.


























































Mamme libere dal fumo

Il Gazzettino 16/10/2004
 
Thiene
Ottobre per la lotta alle sigarette. Negli ospedali e nei servizi dell'Ulss
4 programma regionale "Mamme libere dal fumo", rivolto alle donne in gravidanza
e alle mamme con bambini nel primo anno di vita. Per la realizzazione del
programma, che è stato assunto a livello nazionale, dopo la sua presentazione
al Ministero della Salute, sono state formate circa 50 operatrici sanitarie,
fra cui ostetriche, infermiere degli ambulatori per la gravidanza, infermiere
del reparto di ostetricia e ginecologia e puericultrici. Le operatrici sanitarie
dovranno aiutare le donne a smettere di fumare o, se già lo hanno fatto
perché in gravidanza, a non riprendere dopo la nascita del bambino, attraverso
suggerimenti e distribuzione di materiali di sostegno psicologico.

In Italia vi è un numero sempre maggiore di donne che iniziano a fumare,
soprattutto nella fascia d'età 18-24 anni. Le donne venete detengono comunque
un primato: sono tra quelle, in Italia, più propense a perdere l'abitudine
alla sigaretta quando si trovano in gravidanza: ben l'82,5\% contro una
media nazionale del 60\%.Per questo motivo è fondamentale sostenere la donna
nel periodo di gravidanza e durante il primo anno di vita del bambino: lo
sforzo di smettere, già praticato da tante donne in gravidanza, risulta
vanificato se queste poi riprendono l'abitudine al fumo. Le donne in gravidanza
che dal mese di ottobre saranno seguite presso gli ambulatori della gravidanza,
che frequenteranno i corsi di preparazione al parto o che effettueranno
tracciati o comunque visiteranno il reparto di ostetricia del Padiglione
"Boldrini" di Thiene, avranno più occasioni di essere incoraggiate a smettere
di fumare o di essere sostenute in questa scelta.
 
































Sul divieto in Emilia Romagna

Il Resto del Carlino 16/10/2004  
 
di Viviana Bruschi
Da gennaio tutti in montagna a fumare beatamente tra un risotto e una bavarese
Da un veloce sondaggio effettuato, a Sestola pare infatti esistere l'unico
ristorante della provincia (o forse uno tra i pochi) in grado di soddisfare
gli incalliti fumatori. Patron Bertoli, durante i lavori di ristrutturazione
del suo hotel ristorante San Rocco, ultimati lo scorso giugno, ha pensato
bene di allestire una saletta del ristorante e, addirittura, due camere
dell?albergo per fumatori.
«Ci mancherebbe! _ commenta con voce roca  il primo piano è riservato ai
non fumatori, il pianterreno a chi vuole concedersi sigari, pipa e sigarette».

Se in cucina vale il detto tanto fumo poco arrosto, lo stesso vale nelle
sale tra i tavoli dei locali, dove la maggior parte dei ristoratori modenesi
dice no al fumo. «Senza offesa per i fumatori, ma il tabacco rovina le papille
gustative  commenta Angelo Lancellotti, chef dell' osteria Bohemia di Soliera
ed ex fumatore guasta la filosofia del cibo. Poi stare un'ora senza fumare
non sarà certo la fine del mondo».
Se in tante osterie e ristoranti la saletta fumatori non verrà realizzata,
sia per il poco spazio a disposizione, sia per la battaglia personale al
fumo dello chef di turno, nella maggior parte dei casi sono ragioni di ordine
monetario a farla da padrone.
«La spesa da affrontare è enorme. C'è comunque da sottolineare _ dice Saul
Ganzerli, dell'omonimo ristorante di Mirandola _ che negli ultimi anni i
fumatori si sono auto educati. In genere, quando hanno voglia di fumare
escono dal locale».
No alla saletta per fumatori anche alle Stagioni di Tramuschio di Mirandola:
«Abbiamo la veranda esterna per la bella stagione» dice patron Andrea.
A Serramazzoni, meglio respirare aria buona, ma se si vorrà fumare _ fanno
sapere da La Noce _ possono accomodarsi all'ingresso. Dubitiamo però che
il decreto sia così prodigo, forse sarà meglio accomodarsi all'esterno.
Un no deciso, e senza ripensamenti, proviene da Il Formicone di Savignano
sul Panaro e dall'Osteria Girasoli di Sassuolo. Siamo stretti, la sala è
piccola, e quindi non si fuma _ gli fa eco il ristorante Faggio di Sestola.


Il Resto del Carlino 16/10/2004  
 
Assolutamente non si fuma. La proprietà Fini ha scelto così». Poche parole
per far capire che nell'elegante e da poco ristrutturato ristorante di rua
Frati il fumo non è ammesso. Idem nell'Osteria Francescana e all'Hosteria
Giusti, non si può fumare. Tabacco consentito invece all'Erba del Re: «Ma
non subito _ precisa lo chef Luca Marchini _ Nel futuro _ spiega _ è mia
intenzione predisporre una saletta, che già gode di un impianto di aerazione,
per i fumatori. Io non faccio parte della categoria, ma ritengo che se qualcuno
vorrà accendersi una sigaretta durante il pasto è giusto che lo faccia».
Ambiente libero da odori extragastronomici anche alla Cucina del Museo e
a Strada Facendo. E a gennaio, quando il decreto andrà in vigore, non sarà
un dramma. Come accadde al cinema anni fa.
v. bru.





















































25/10/2004

 
Foto dell'orrore sui
 
pacchetti di sigarette
 
Se la nuova norma venisse approvata si userebbero le stesse immagini che vengono già utilizzate in Canada
ROMA - Le scritte che compaiono ora sui pacchetti di sigarette, che avvisano dei danni che il tabacco provoca alla salute, potrebbero essere presto un lieto ricordo per i fumatori.
E' infatti in discussione in questi giorni all'Unione Europea la scelta di obbligare i produttori di sigarette a mettere sui pacchetti fotografie che illustrano i danni del fumo. Una serie di queste illustrazioni è già stata presentata e in pratica utilizza quelle che sono giù utilizzate in Canada, dove questa normativa antifumo è già in vigore.
I pacchetti antifumo proposti dalla Ue clicca su una foto
MEZZO MILIONE DI MORTI ALL'ANNO NELLA UE - Il tabacco, secondo dati forniti dalla Ue, è responsabile della morte di mezzo milione di persone ogni anno all'interno dei 25 Paesi che fanno parte dell'Unione. Si stima inoltre che il 25% di tutte le forme tumorali abbiano un legame con il consumo di tabacco.

Messaggio fuorviante

Corriere.it 23/10/2004 



«Ma dottore, allora perché si dovrebbe smettere di fumare, se tanto camminare
per strada in città equivale a 15 sigarette?». Ieri mattina, questa è la
domanda che ci siamo sentiti fare ripetutamente entrando in ospedale. Motivo,
la notizia pubblicata dal Corriere , ma contenuta in diversi articoli sui
maggiori quotidiani e nei telegiornali, dove si affermava che respirare
per una giornata l'aria di Milano equivarrebbe a fumare quasi un pacchetto
di sigarette, a causa dell' alta concentrazione di benzene . Gli autori
dello studio hanno oggi ridimensionato questi dati , ma ormai il messaggio
era passato.
Messaggio fuorviante , alla luce di una nostra rapida verifica . Infatti
abbiamo confrontato i dati forniti dall'ARPA in una delle ultime giornate
(quella del 9 ottobre scorso) sulle concentrazioni di benzene a Milano con
quelle di una stanza di 45 metri cubi dove si erano fumate 6 sigarette:
erano ben 6,7 volte meno. La nostra fonte è insospettabile: i dati provengono
dalla R.J. Reynolds Tobacco Company, i produttori delle famose «Camel»,
nei cui laboratori del North Carolina sono stati condotte le analisi (le
multinazionali del tabacco possiedono fanno ricerche di alto livello sugli
effetti dei loro stessi prodotti).
Purtroppo la notizia , oltre a essere sostanzialmente errata, ha prodotto
conseguenze negative sui messaggi che le campagne di prevenzione anti-fumo
cercano faticosamente di diffondere. Infatti gli alibi dei fumatori e dei
ragazzi che stanno per iniziare, verrebbero rinforzati se fosse vero che
le dosi di inquinanti introdotte nei polmoni con ogni boccata sono nulla
rispetto all'inquinamento atmosferico. Ma non è così. Infatti numerose ricerche
scientifiche pubblicate negli ultimi 20 anni hanno dimostrato che l'inquinamento
indoor , cioè negli ambienti chiusi come case, uffici, bar è molto più pericoloso
di quello all'aperto . Per due semplici motivi: 1) perché trascorriamo indoor
l'80% del nostro tempo e 2) perché le dimensioni degli spazi chiusi sono
molto più piccole dell'ambiente esterno, per cui la presenza di fonti di
inquinamento interne porta le concentrazioni di gas e polveri a livelli
molto più alti. E qui ci si deve domandare : qual è la principale fonte
di inquinamento indoor? E' il fumo di sigaretta , su questo è d'accordo
tutta la comunità scientifica. Ci domandiamo perché dati sulla concentrazione
atmosferica di un singolo cancerogeno, il benzene , siano stati raffrontati
con il fumo di tabacco.
Il fumo è composto da oltre 4.000 sostanze chimiche , ed è universalmente
ormai noto che circa l'85% dei malati oncologici polmonari sono fumatori
o ex fumatori. Il tumore del polmone, inoltre, è definito un «big killer»,
in quanto è una delle neoplasie più frequenti, oltre che la maggiore causa
oncologica di morte. Il benzene è invece ritenuto responsabile soprattutto
di leucemie. Non vogliamo essere fraintesi: la lotta per un'aria pulita
è un dovere a tutela della salute, dentro e fuori dalle nostre case. Ma
poiché si tratta di una materia delicata, occorre evitare equivoci e seguire
la massima coerenza.
Giovanni Invernizzi
Ario Ruprecht
Roberto Boffi




















































 

L'inciviltà dei fumatori

e l'immobilismo comunale


 Sono dell'avviso che il Comune di Bolzano dovrebbe dedicare maggiore attenzione
al pubblico decoro, e mi riferisco nello specifico alle migliaia di mozziconi
di sigaretta che lordano il suolo urbano.
 Chiunque può constatare che in tutta la città, là dove vi è una pavimentazione
a cubetti (inclusa tutta l'area pedonale del centro storico), negli interstizi
tra un cubetto e l'altro il terriccio è stato portato via da anni o più
probabilmente decenni di piogge, che hanno scavato un reticolato di canaline
vuote e a tratti di voragini e crateri.
 Ricordo che il problema era stato sollevato anche dal vostro giornale con
riferimento ai tacchi delle signore che si incastrano tra i cubetti, come
ricordo che un politico aveva assicurato che si sarebbe provveduto a rimediare.
 Mi ero detta: meno male, così il problema della sporcizia in profondità
si risolverà.
 Ma se non vado errato questo accadeva un paio d'anni or sono, e a tutt'oggi
i cubetti continuano a navigare in mezzo ai crateri.
Come dicevo, quel che dal mio punto di vista è il risvolto peggiore della
situazione è appunto che gli ampi interstizi si rivelano ricettacoli di
cicche che cittadini incivili gettano sdegnosamente per terra, premono disinvoltamente
con la scarpa e con grande sprezzo abbandonano lì (alte concentrazioni vi
sono alle fermate degli autobus, ma se ne trovano ovunque, perfino in mezzo
alla strada).
 E qui vorrei aprire una parentesi per rivolgermi direttamente ai fumatori:
chi di voi può dire di non buttare mozziconi per terra?
 Chi di voi si serve abitualmente dei posacenere che il Comune ha disseminato
per la città? E chi non lo fa, cosa direbbe se qualcuno a casa sua gettasse
cicche sul pavimento?
 Chiudo la parentesi, perché mi rendo conto che è una battaglia persa: alla
noncuranza e cafoneria della maggior parte dei fumatori non si riuscirà
certo a porre rimedio con un semplice invito a parole.
 Ma allora, domando, se il fumatore medio non è tagliato per un comportamento
civile, perché non fa qualcosa il Comune in favore dell'estetica della città
provvedendo a chiudere con semplicissime gettate periodiche di terriccio
(pressato poi dagli appositi macchinari) gli interstizi vuoti tra i cubetti,
in modo tale che gli operatori ecologici possano asportare le cicche passando
con semplici ramazze o aspiratori?
 Strumenti, questi, che evidentemente non riescono a pescare le cicche incastrate
tra i cubetti; e capisco d'altronde che l'utilizzo di pinze specifiche per
rimuovere ogni singola cicca comporterebbe un impiego di tempo insostenibile.
Personalmente mi disturba parecchio camminare su un tappeto di cicche quando
mi muovo per la città, ma al di là di questo credo che non sia nemmeno un
bel quadro da offrire ai turisti.
Anna Corradini BOLZANO













































La battaglia antitabacco si fa serrata.

Il Resto del Carlino 24/10/2004   
 
di Riccardo Fantini
La battaglia antitabacco si fa serrata. L'Unione Europea, per proposta del
commissario alla Salute, l'irlandese David Byrne, sta pensando di obbligare
i governi a stampare immagini shock come polmoni afflosciati, denti marci,
tumori alla gola, e metterle sui pacchetti di sigarette. In Italia invece
a breve potrebbe esserci l'aumento più alto della storia: 40 centesimi a
pacchetto. Peccato che ancora adesso nelle sedi istituzionali  a Forlì siamo
andati a curiosare in Comune e in Provincia  accendersi una bionda sia tutt'altro
che uno strappo alla regola. A nulla sono valse le campagne antifumo, le
scritte lugubri sui pacchetti, gli aumenti di prezzo.
A nulla valgono i cartelli e le targhette appesi ormai dappertutto che ricordano
il divieto. Anche perché capita, fate un giro in Municipio e lo vedrete,
di trovare proprio sotto all'interdizione un bel portacenere tracimante
cenere e cicche. Ce ne sono tantissimi, di vari colori, quasi tutti pieni
tra l'altro a testimonianza della loro utilità, nei corridoi e nelle sale
d'attesa, usati per tenere aperte le porte o appoggiati vicino alle finestre.
A cominciare dal salone che ospita il mezzobusto di Mazzini, appena salita
la scalinata d'ingresso.
Prima di entrare, in qualunque ufficio, il Comune consiglia una bella boccata
di nicotina. La vera differenza la fanno gli uffici: dietro ogni porta c'è
un dirigente, un funzionario o un tecnico con una sua personale convinzione
o dipendenza. Nella stragrande maggioranza dei casi la sigaretta resta fuori.
Piuttosto per un'aspirata di fumo in compagnia è consigliabile fare una
capatina nei pressi della macchinetta del caffè. Di quella, non c'è giurisprudenza
che tenga, i fumatori hanno fatto il proprio baluardo. Il Fort Alamo del
tabacco. La macchinetta del caffè non la molleranno mai, neppure sotto tortura.
Basta annusare l'aria nei pressi, non servono mica le microspie.
Lo stesso, a proposito, succede nei corridoi del palazzo che ospita la Provincia,
in piazza Morgagni. Anche qui, al terzo piano fra l'ufficio Tecnico e quello
dei Servizi sociali e anche lungo i corridoi del piano terra si asserragliano
tradizionalmente gli impuniti cultori dell'insostituibile duo caffè-sigaretta.
Con significative eccezioni rappresentate dai bagni (per i più nostalgici
dei tempi scuola) e dal giardino interno (ma solo per chi è al piano terra
e ovviamente se il clima lo consente).
Nessuno sgarro invece all'ospedale. «Al vecchio 'Morgagni' era diverso,
lì qualche volta si transigeva» raccontano alla Direzione Sanitaria di Vecchiazzano.
Il nuovo Pierantoni invece pare non ammettere scusanti. Infatti appena la
porta a sensori si spalanca ci sono due portacenere abbondanti e sovraccarichi.
Unico neo: manca ancora la cartellonistica definitiva. Ma arriverà presto,
promettono gli addetti ai lavori. Tanto ormai è quasi superflua: a forza
di sentirselo dire anche i fumatori più caparbi hanno capito che la battaglia,
se mai c'è stata, è persa in partenza.














































Immagini shock sui pacchetti

Tanti quotidiani hanno pubblicato la notizia e le relative immagini. Come
al solito ci sono sostenitori e detrattori. Indubbiamente le immagini sono
più potenti delle scritte ma quanto può durare l'effetto. Mi piacerebbe
conoscere la vostra opinione in proposito. A questo riguardo ricordo che
l'anno scorso Salute di Repubblica aveva raccolto una grande quantità di
opinioni su quella campagna shock francesce che per dissuadere gli automobilisti
dal mettersi alla guida non perfettamente sobri o addirittura in stato di
ubriachezza aveva utilizzato l'immagine di una ragazza sfigurata dopo essere
stata investita da un automobilista ubriaco mettendo a confronto la sua
immagine prima e dopo l'incidente. Era una campagna dall'impatto visivo
fortissimo e molti di coloro che aveva espresso il loro parere l'avevano
apprezzata come una campagna dissuasiva molto valida.
Cosa ne pensate di queste terribili immagini sui pacchetti di sigarette?.
Saranno utili?
Saluti. Cinzia.

Repubblica.it 23/10/2004 10:41
BRUXELLES - Polmoni marci per il catrame, tumori alla gola da lezione anatomica,
bocche sdentate, sigarette afflosciate ad annunciare impotenza sessuale.
"I fumatori muoiono prematuramente" ricorda il cartellino sul piede di un
cadavere all'obitorio. Sono 42 immagini volutamente terribili, sono la nuova
campagna dell'Unione europea contro il fumo. E' l'ultimo atto di una lotta
della Commissione Prodi che ha visto nelle vesti di paladino l'irlandese
David Byrne, titolare del portafoglio Salute e Protezione dei consumatori.
Cinque anni di battaglie e adesso ecco le foto-shock che la Commissione
chiede ai 25 governi di stampare - scegliendo fra le 42 "immagini di morte"
- sui pacchetti dove già compare la scritta "Il fumo uccide".
Scelta volontaria. "Nessun diktat" dice Byrne, convinto che però l'iniziativa
già dal prossimo anno otterrà le prime adesioni. Hanno già annunciato il
sì l'Irlanda, dove - come poi in Norvegia - sono proibite le sigarette nei
palazzi pubblici, nei luoghi di lavoro, nei ristoranti, e il Belgio, dove
non si fuma nelle sedi della Ue. Foto simili compaiono già sulle sigarette
in Brasile e Canada e hanno ottenuto un effetto-dissuasione non raggiunto
con le scritte.
Ogni anno nella Ue muoiono 650 mila persone per il fumo, mentre le malattie
collegate costano 100 miliardi di euro. "Per rompere il muro di compiacenza
le persone devono essere scioccate" attacca il commissario, subito accusato
dalle lobby del tabacco. "E' offensivo per i fumatori che sanno bene i rischi
- dice Simon Clark, direttore del gruppo inglese Forest - Perché non si
fa per l'alcol? Le scritte sono sufficienti".
"Io non ho intenzione di difendermi per le immagini - ribatte Byrne - Il
vero volto del fumo sono la malattia, la morte e l'orrore. Non il fascino
che l'industria del tabacco tanto propaganda". "E il nostro principale obiettivo
sono i più giovani".
Proprio verso di loro la Commissione ha lanciato una campagna da 72 milioni
di euro in quattro anni, dopo quella "Libero di dire no" in cui star della
musica raccontavano i rischi del tabacco. In tutta l'Unione un giovane su
tre fuma: il 36,8% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, secondo un recente
sondaggio. Ricerche dell'Organizzazione mondiale della sanità, dove Byrne
andrà a lavorare dal 1º novembre, mostrano che la proporzione dei giovani
fumatori aumenta in tutti i 25 paesi Ue. Un adolescente su due morirà proprio
per gli effetti delle sigarette, mentre otto su dieci cominciano da adolescenti.
Da qui la scelta della Commissione di lanciare iniziative nelle scuole con
il coinvolgimento di 700 classi.
Dopo le proibizioni, racconta il commissario, in Irlanda il numero dei fumatori
è sceso dal 27% del 2002 al 24%, le vendite di tabacco sono diminuite del
9%, mentre bar e ristoranti non hanno accusato effetti negativi. "Non sono
d'accordo - commenta Byrne, lasciando in eredità la sua lotta come commissario
al cipriota Mrkos Kyprianou - a porre un vincolo Ue per tutti i 25 paesi.
Ma dobbiamo continuare a incoraggiarli perché raggiungano un accordo".



Gazzetta del Sud 23/10/2004

Romano Belladonna
ROMA  Dove hanno fallito le scritte forse possono arrivare le foto. La nuova
campagna dell'Unione europea contro il fumo punta soprattutto sulle immagini
choc e propone agli stati membri di adottare l'iniziativa, scegliendo tra
quarantadue diversi tipi di foto da mettere sui pacchetti di sigarette.
Il piede di un cadavere all'obitorio con la scritta «i fumatori muoiono
prematuramente», un uomo con la gola aggredita da un grave tumore perché
«fumare può portare a una morte lenta e dolorosa» sono solo alcuni degli
esempi delle immagini a colori che fanno parte della banca dati di Bruxelles
per indurre i fumatori a gettare la sigaretta. I primi paesi che hanno già
annunciato di aderire all'iniziativa, a partire dal prossimo anno, sono
Belgio e Irlanda, dopo una recente indagine che ha rilevato come le scritte
si siano dimostrate poco efficaci come deterrente, soprattutto tra i giovani.
Ma la Commissione europea intende intensificare la lotta all'uso del tabacco
anche con una più ampia campagna mediatica per cui prevede un impegno finanziario
di 72 milioni di euro in quattro anni, dopo il successo già ottenuto dall'iniziativa
«Libero di dire no».
Attenzione ai giovani  L'attenzione dell'Ue si rivolge principalmente ai
giovani, ha detto il commissario alla salute David Byrne nel corso di conferenza
stampa, l'ultima del suo mandato europeo. Dal primo novembre prossimo, ha
annunciato, sarà inviato speciale dell'Organizzazione mondiale della sanità
(Oms). Oggi in tutta l'Unione europea un giovane su tre fuma regolarmente:
secondo un recente sondaggio, il 36,8% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni.
Ricerche dell'Oms hanno dimostrato che la proporzione dei giovani fumatori
aumenta praticamente in tutti gli stati membri e che un fumatore adolescente
su due morirà proprio per gli effetti negativi del tabacco. Inoltre, otto
fumatori su dieci cominciano da adolescenti. Da qui la scelta di Bruxelles
di avviare iniziative anche nelle scuole con il coinvolgimento di circa
settecento classi.
L'esempio dell'Irlanda  Dopo aver proibito il fumo in bar, ristoranti e
in tutti gli edifici pubblici, compreso i luoghi di lavoro, l'Irlanda ha
visto scendere il numero dei fumatori dal 27% del 2002 all'attuale 24%,
le vendite di tabacco sono diminuite del 9%, mentre bar e ristoranti non
hanno accusato alcun effetto negativo dal divieto. Il risultato, secondo
il commissario europeo, dovrebbe indurre anche altri paesi europei a seguire
l'esempio. «Non sono d'accordo  ha osservato Byrne  a porre un vincolo Ue
per tutti i 25 paesi, ma dobbiamo continuare a incoraggiare gli stati perché
raggiungano un accordo dopo un'ampia consultazione». Il commissario ha invitato
a seguire l'esempio dell'Irlanda anche nella realizzazione di agenzie per
il controllo del tabacco. Gli esperti valutano in circa cento miliardi di
euro il costo annuo delle affezioni dovute al fumo in tutta l'Unione europea,
mentre i morti da addebitare al tabacco sono circa 650 mila ogni anno in
tutta l'Ue a 25. Nessuna regolamentazione è riuscita finora ridurre la nocività
delle sigarette.



Il Tirreno 23/10/2004

 BRUXELLES. Dove hanno fallito le scritte forse possono arrivare le foto.
La nuova campagna dell?Unione europea contro il fumo punta soprattutto sulle
immagini choc e propone agli stati membri di adottare l?iniziativa, scegliendo
tra 42 diversi tipi di foto da mettere sui pacchetti di sigarette.
 Il piede di un cadavere all'obitorio con la scritta «i fumatori muoiono
prematuramente», un uomo con la gola aggredita da un grave tumore perché
«fumare può portare ad una morte lenta e dolorosa» sono solo alcuni degli
esempi delle immagini a colori che fanno parte della banca dati di Bruxelles
per indurre i fumatori a gettare la sigaretta. I primi paesi che hanno già
annunciato di aderire all'iniziativa, a partire dal prossimo anno, sono
Belgio e Irlanda, dopo una recente indagine che ha rilevato come le scritte
si siano dimostrate poco efficaci come deterrente, soprattutto tra i giovani.
 Ma la Commissione europea intende intensificare la lotta all'uso del tabacco
anche con una più ampia campagna mediatica per la quale prevede un impegno
finanziario di 72 milioni di euro in quattro anni, dopo il successo già
ottenuto dall'iniziativa «Libero di dire no».
 L'attenzione dell'Ue si rivolge principalmente ai giovani, ha detto il
commissario alla salute David Byrne nel corso di conferenza stampa, ll'ultima
del suo mandato europeo. Dal primo novembre prossimo, ha annunciato, sarà
inviato speciale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Oggi in
tutta l'Unione europea un giovane su tre fuma regolarmente: secondo un recente
sondaggio il 36,8% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni. Ricerche dell'Oms hanno
dimostrato che la proporzione dei giovani fumatori aumenta praticamente
in tutti gli stati membri e che un fumatore adolescente su due morirà proprio
per gli effetti negativi del tabacco. Inoltre, otto fumatori su 10 cominciano
da adolescenti.
 



















































































































































24/10/2004

E si vive piu' a lungo !

Il Sole 24 Ore 22/10/2004 FEDERICO MERETA  

GENOVA  Dal 1960 gli italiani hanno allungato la vita più di ogni altro
europeo, con un guadagno di 12,9 anni per i maschi e 15,4 anni per le femmine.
Non solo. Secondo il rapporto Osserva- Salute 2004 dell'«Osservatorio nazionale
sulla salute nelle regioni italiane dell'Istituto di igiene dell'Università
Cattolica di Roma», gli uomini italiani sono al terzo posto nel mondo per
la durata media della vita, con 76,8 anni, dopo Giappone e Svezia. Le donne
sono invece al quarto posto con 82,7 anni, dopo Giappone, Francia e Spagna.
I dati emergono dal convegno nazionale della Società di igiene, medicina
preventiva e salute pubblica in corso ai Magazzini del Cotone di Genova.
«A metà del 1800 la vita media era di 35 anni, si è passati a 40 anni agli
inizi del secolo scorso e nel 2000 abbiamo raddoppiato, con una vita media
attestata intorno agli 80 anni  ha spiegato Silvio De Flora, direttore dell'Istituto
di igiene e medicina preventiva dell'Università di Genova. Ma in questo
periodo sono cambiate le cause di morte, tanto che oggi più di sette morti
su dieci sono dovute a tumori e malattie cardiovascolari. E rimane da fare
ancora tanta strada, se si pensa che il 30% di tutti i tumori è legato al
fumo di sigaretta e il 30-40% è in rapporto con abitudini alimentari poco
salutari (mentre una dieta corretta può anche avere un'azione preventiva)».
Calano le malattie acute, come le infezioni, e aumentano quelle del benessere,
come cancro, diabete, obesità e patologie respiratorie. Un aumento costante
che può essere collegato alle differenti condizioni ambientali, all'alimentazione
errata, allo scarso movimento e all'inquinamento ambientale e atmosferico.
Non solo. Anche se ci sono casi di malattie infettive di ritorno come la
tubercolosi nei Paesi industrializzati, la tendenza epidemiologica sembra
spostare verso il Sud del mondo le cosiddette patologie del benessere. «Nei
Paesi poveri dell'Africa le principali cause di morte sono ancora legate
a infezioni che da noi sono dominabili, ma l'obesità comincia ad apparire
 è il parere di Roberto Bertollini, direttore del Dipartimento determinanti
di salute dell'ufficio regionale europeo dell'Oms. In Sudafrica o in altre
nazioni africane o asiatiche si assiste a un rapido passaggio dalla carenza
alimentare all'obesità».



Il Giornale 22/10/2004 MONICA BOTTINO

Chi ha sessantacinque anni oggi può sperare di vivere in media ancora quasi
diciannove anni. Certo, solo se abita in Italia, e in Liguria in particolare.
Lo conferma la voce più che autorevole dei medici igienisti italiani che
si occupano della salute pubblica monitorando le condizioni ambientali,
lo stile di vita e l'organizzazione sanitaria del nostro Paese. Gli specialisti
sono in questi giorni riuniti a Genova, ai magazzini del Cotone, per il
41° convegno della loro società scientifica sotto la presidenza di Pietro
Crovari dell'Università di Genova e Giovanni Renga presidente, appunto della
SItl, la Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità pubblica.
Il quadro che emerge dai lavori del congresso, è più che roseo. Certo, le
nostre città sono inquinate («ma l'inquinamento è responsabile solo del
2-3 per cento dei tumori, contro il 30 per cento dei fumo delle sigarette»,
spiegano gli specialisti), servirebbe più igiene (magari potremmo cominciare
tutti a lavarci più spesso le mani), e i problemi dello smaltimento dei
rifiuti portano con sé parecchie implicazioni, tuttavia si vive meglio di
cento e anche di cinquant'anni fa grazie all'uso dei farmaci contro le infezioni,
dell'acqua potabile diffusa e della diminuzione (pochi lo dicono) del livello
di inquinamento atmosferico da trent'anni a questa parte grazie all'uso
di combustibili «puliti». Anche quando l'obiettivo stringe su Genova non
c'è da preoccuparsi. Anzi. Un bambino che nasce oggi in Liguria se è un
maschio ha una speranza di vita di 76,6 anni, e se è una femmina addirittura
di 82 anni e mezzo. Dal 1951 ad oggi i liguri hanno allungato la vita di
oltre dieci anni se uomini, e di 11,7 anni se donne. «Ma se non cambiamo
lo stile di vita - dice Pietro Crovari, direttore dell'Istituto di Igiene
dell'Università di Genova - rischiamo di compromettere tutto: dobbiamo infatti
imparare a mangiare meglio, fare movimento, non fumare e a difendere l'ambiente
riducendo il traffico per cominciare».









































































Da Maria Luisa

Ti leggo una pagina del libro del Dottor Enzo Giancaspro “Non fumo , grazie!” .

Un capitoletto che si legge con estrema facilità, che ti dà benessere, che ti incoraggia a proseguire senza “bionde”, come vuole comunicarti l’agopuntore :“La libertà dalla droga-fumo”

“La conquista della libertà dalla droga-fumo e del dominio del corpo, il benessere fisico che aumenterà di giorno in giorno, attiverà un meccanismo di sviluppo interiore

Per cui affronterete le difficoltà della vita con un animo più sereno e più forte.

L’abbandono del fumo sarà per voi il primo di una serie di successi.

Dopo tanta schiavitù potrete finalmente dominare il vostro corpo e la vostra vita.

Potrete finalmente prendere coscienza di voi stessi”.

 

-Non fumo è avere qualcosa in più

-Non fumo è pensare giovane

-Non fumo è dominio del corpo

-Non fumo è essere libero

-Non fumo è benessere crescente

 

-Non fumo è guarire il corpo attraverso la mente

-Non fumo è la gioia del successo

-Non fumo è accrescere la fiducia in se stessi

-Non fumo è più amore

-Non fumo è cultura.

 

Un saluto caro,

Maria Luisa

 

Per Sorriso
 
Grazie a te, all’esempio di amore che ci dai, alla tua presenza nonostante tutto.
Il tuo cuore un po' malandato sa ancora parlare d’amore.
Non ci sono tante parole, in certi momenti, ma solo una condivisione da parte di altri cuori che, malandati e ammaccati come il tuo, non hanno perso la capacità di amare.
Con affetto ti sono vicina
Amina

CONGRATULAZIONI

 
Andrea,
continua il tuo cammino nel mondo libero.
La libertà è il traguardo più difficile, più importante, da raggiungere e anche il più facile da perdere.
Il fumo ne toglie gran parte, come tante altre, troppe, cose. Ma ha anche il vantaggio di essere una scelta puramente personale.
Tu hai scelto di dire basta, CONGRATULAZIONI, hai davanti a te spazio, aria, respiro, apertura. Godine a pieni polmoni.
C’è da dire comunque che dal fumo si può uscire in vari modi. Ognuno vive il rapporto con le sigarette secondo il suo carattere e la vita che fa.
La dipendenza da nicotina non è solo nel sangue ma circola in modo massiccio anche nei pensieri e da lì si apre un campo a infiniti modi di essere e di reagire
Per te smettere di fumare è un cammino verso la libertà che ti sta dando gioia, per Ale è un percorso di guerra, per Jeany un muro alto da scavalcare e per Eze un modo costruttivo e amorevole di reagire ad un dolore traumatico e non accettato. Per tutti un motivo in più per sentirsi orgogliosi di se stessi.
Altri invece il problema neanche se lo pongono, fumano e non ci pensano proprio a prendere in considerazione l’idea di smettere. Per loro sembra che tutto sia inutile. Dipendenti ad oltranza? Ciechi e sordi? Deboli? O forse solo più soli e infelici?
Per quanto mi riguarda posso solo dirti che, uno dei motivi per cui non ho mai voluto fumare, è proprio perché ho osservato la vita che fanno certi fumatori, la loro schiavitù, il loro bisogno, le loro "pause forzate", gli sguardi di compatimenti che ricevono da chi non fuma, il fastidio che recano, i rimproveri che si beccano.
Ma chi glielo fa fare! E' il primo (ignorante) pensiero.
Mi sembra che solo questo basti e avanzi per starci lontani indipendentemente dalla salute!
Ancora CONGRATULAZIONI! Non solo per la tua decisione ma per il modo gioioso con cui la stai vivendo.
Alla faccia della Sora Dipendenza!
Un abbraccio
Amina
 

23/10/2004

Con pochissime modifiche pubblico con vera gioia :

                                                                                           

IL PICCOLO GRANDE LIBRO


Quando leggo del Calvario che Alessia sta salendo, quando leggo delle incertezze
e delle paure di Jeany, sento una gran pena ed anche un certo senso di colpa.
E` mai possibile che per me sia quasi un piacere diventare un non fumatore
e per altri sia invece spauracchio, Passione e Morte? E` mai possibile che
per me sia cosi`ovviamente indesiderabile accendere mai piu` un`altra sigaretta
nel corso della mia vita ed altri continuino invece a desiderarla come la
cosa piu` importante che esista? Non ho alcun dubbio che il merito di questo
mio animo risoluto a chiudere col fumo sia da attribuire in gran parte alla
lettura del libretto di Carr. Forse perche` sono un credulone; forse perche`
sono un sempliciotto; forse perche` sono facilmente suggestionabile; forse
perche` la base culturale che ho, e che e` biologica, mi aiuta nello stabilire
le adatte connessioni tra i concetti; forse perche` ero ormai arcistufo
di quella schiavitu`; forse perche` non ero mai stato un vero fumatore ...
Ma, mi dico poi, per quale motivo vado facendo a me stesso questo sacco
di domande? Che cosa desideravo io? Smettere di fumare. Che cosa NON desideravo?
Soffrire per smettere. L`ho ottenuto. Anzi, in questa iniziativa ed operazione
e` prevalso il PIACERE. E piu` passa il tempo (sono solo cinque giorni consecutivi
che non fumo, ma questa intima sensazione di rapido e progressivo allontanamento
del mio pensiero dal fumo mi fa sentire la certezza della liberta`), piu`
passa il tempo e piu` vedo, e sento, lidersi e sfilacciarsi e strapparsi
e cadere a pezzettini un sipario che c`era tra il mio apparato di ricezione
ed elaborazione e l`ESTERNO. Prima percepivo la realta` come un film; sembrava
che non mi riguardasse; vivevo in una specie di letargo. Adesso, piano piano
ma sempre piu`, cio` che vedo, cio` che sento, cio` che annuso, cio` che
assaporo, cio` che tocco, RISUONA dentro l`apparato di elaborazione in un
modo che ... forse e` quello naturale, forse e` quello di quando ero giovane
e stupido e non fumatore ... ma essere usciti da questo tunnel e` splendido:
che luce, che colori, che suoni, che odori ci sono fuori! Si`, il fumo di
tabacco e` una DROGA! Ottunde la mente, appiattisce la vita.
E allora le domande le faccio a voi, Alessia, Jeany e spippettatori tutti:
che diavolo state a fare dentro il tunnel? Anch`io ero scettico quando leggevo
le proposizioni e l`entusiasmo di Carr. Certo! Io ero in galera, io ero
dentro la palude, io ero dentro il tunnel. Lui era fuori: che cosa potevo
capire io di quello che vedeva e sentiva lui? Adesso mi e` tutto chiaro!
Fumatori di tutto il Mondo, liberatevi! Scappate dalla galera/palude/tunnel!
Fuori c`e` un Mondo, c`e` IL Mondo, in cui tuffarsi! Ma questo lui lo diceva,
nel libro. E piano piano, lasciandosi leggere e rileggere, mi ha convinto.
Ed ora sono FUORI, di gran lunga piu` felice anche di coloro che non hanno
mai fumato e che, beati incoscienti, godono da sempre di cose che gli sembrano
normali. Io, invece, ero morto e sono tornato in vita; ero perduto e sono
stato ritrovato! Ammazzero` il vitello grasso.
Andrea













































22/10/2004

Tutta colpa


delle bionde

Corriere del Veneto 19/10/2004     
 
TREVISO  E' stato necessario l'intervento delle volanti per sedare un diverbio
tra il gestore di un locale e un cliente nato da una sigaretta. Tutta colpa
delle bionde, di cui gli affezionati dopo un po' sentono la mancanza.
Un'astinenza forzata, di qualche ora, all'interno del pub Muravò di piazzale
Burchiellati e la fuga di un cliente nella toilette del locale. «E' occupato?»
urla il ragazzo all'uomo che bussa con insistenza alla porta del bagno.
Ma ogni resistenza è vana perché il titolare si accorge di quegli aloni
sospetti e di quell'aroma di tabacco che da anni ormai non pervade più le
sale del suo pub e deciso a far rispettare il divieto di fumo all'interno
del locale chiede spiegazioni a quel cliente così avventato.
Ne nasce una discussione, interviene la polizia. «Ero andato in bagno per
fare i miei bisogni  si giustifica il fumatore fuori fa freddo e volevo
fumare una sigaretta. Pensavo che questo fosse l'unico posto in cui poterlo
fare senza disturbare la gente in sala, tutto qui». Motivazioni che sulle
prime non convincono il gestore che di quel mozzicone proibito ne aveva
fatto una questione di principio. Quando gli agenti entrano nel locale l'atmosfera
non è delle più accoglienti. I toni un tantino alterati, e quella discussione
che sembrava degenerare da un momento all'altro.
Poi però la resa delle armi. «D'accordo ho sbagliato, scusatemi» è l'ultima
parola del giovane cliente che a quel punto avrebbe forse preferito sopportare
il freddo della sera. Lui che getta la sigaretta, il titolare che soddisfatto
chiude la discussione e come in una commedia, il sipario sulla toilette.
Restano, frastornati, i poliziotti che sui verbali d'intervento devono riferire
di un diverbio nato sulle ceneri di una Marlboro. Un fumatore incallito,
un titolare ligio alle regole e forse un po' troppo salutista, e sullo sfondo
il fascino ammaliatore delle bionde.
V.D.Z.


































Veronesi ed il fumo al femminile

Il Giornale 22/10/2004 ENZA CUSMAI


L'immagine di una donna forte e una frase che va dritta al cuore. «Sono
5.600 le donne che ogni anno muoiono di tumore al polmone. Se una donna
è veramente libera non può dipendere da una sigaretta». Così Umberto Veronesi
comincia la sua campagna contro il fumo al femminile. E lo fa in grande
stile. La sua prima donna antifumo sarà Marina Berlusconi. Una manager nonché
neomamma che ha prestato per la prima volta la sua immagine per una campagna
sociale. Dopo di lei seguirà l'attrice Luciana Littizzetto. L'argomento
è delicato e molto sentito nel pianeta femminile. E una donna e una mamma
che non fuma sa cosa significa essere attorniata da gente che invece non
si preoccupa della propria e dell'altrui salute. Basta entrare in un bar
a prendere un caffè con un bimbo in braccio per sdegnarsi dall'insensibilità
diffusa: tutti continuano a fumare indisturbati. Ma la cosa più triste è
vedere che le donne sono le fumatrici più incallite. Addirittura più insensibili
a chi le circonda. Fumano, fumano, con o senza i bambini. Fumano anche in
gravidanza, o mentre allattano. Insomma, fumano e non ci rinunciano. Neppure
per il proprio bebè. E i risultati di questo malessere sono nelle cifre.
Quasi seimila italiane muoiono ogni anno di cancro al polmone, causato al
90% dal fumo. Così Veronesi, una vita di lotta contro il tumore al seno,
ha lanciato alcuni mesi fa il movimento Donne contro il fumo per arginare,
sono le sue parole, «il più grave problema sanitario e sociale dei prossimi
dieci anni». Obiettivo di questa iniziativa è creare uno strumento che possa
agire con delle campagne d'informazione e che possa aiutare chi vuole smettere.
Si comincia con i testimonial sui quotidiani. Dal 23 ottobre e per 6 sabati
consecutivi sul Corriere della Sera edizione Nazionale apparirà un messaggio
con la testimonianza di una donna. Alla figlia maggiore del premier, vicepresidente
Fininvest e presidente della Mondadori, seguirà Luciana Littizzetto. Al
progetto voluto dal professor Veronesi e portato avanti della Fondazione
Veronesi, hanno aderito anche Airc, Lilt ed Europa Donna, che si occupa
di sensibilizzare l'opinione pubblica femminile sui danni derivanti dal
fumo. «Ho dedicato la mia vita alla ricerca e cura dei tumori che colpivano
le donne - spiega Veronesi - non posso oggi rimanere a guardare senza fare
nulla contro questo dilagante fenomeno irrazionale». L'esperto snocciola
altri numeri. «Nella popolazione femminile i tumori al polmone stanno aumentando
in maniera preoccupante. Negli ultimi vent'anni le morti per questo tipo
di cancro sono quasi raddoppiate e il fenomeno è in continua ascesa». Dalle
indagini emerge infatti che le giovani donne sono le più accanite fumatrici
e, se non ci saranno inversioni di tendenza, «nel giro di dieci anni, i
decessi per tumore al polmone potrebbero superare quelli per tumore al seno
- avverte Veronesi - il fenomeno è già evidente negli Stati Uniti e c'è
il rischio, più che reale, che si ripeta anche in Italia». Del resto, il
tumore al seno è guaribile nell?80% soprattutto perché le donne hanno imparato
a sottoposti a test diagnostici per la prevenzione. Contro il fumo invece
non c'è alcuna prevenzione, bisogna solo smettere e al più presto. Gli esperti
sfatano anche la suggestione di chi sostiene: fumo poco, solo cinque sigarette
al giorno, dunque posso continuare. In realtà, dicono i medici, è più pericoloso
fumare poco ma per 40 anni piuttosto che tre pacchetti al giorno per dieci:
il rischio di tumore, infatti, cresce con la durata del vizio, perché ad
un certo punto l'organismo esaurisce la capacità di eliminare l'effetto
delle sostanze cancerogene. Servono 25-30 anni infatti perché in una cellula
si accumulino le alterazioni che sviluppano un tumore. Un periodo prezioso
per la prevenzione.


























































Alunni contro le sigarette.

Il Giorno 17/10/2004
 
PAULLO   Anche quelle di insegnanti e genitori.
E' ai nastri di partenza, in una settantina di scuole di Milano e del Sud-est
della provincia, il progetto di sensibilizzazione sui danni da fumo promosso
dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori. L'iniziativa, destinata
ai ragazzi di quinta elementare, coinvolgerà mille allievi dei Comuni compresi
tra la Paullese e la via Emilia.
Si comincia domani mattina a Paullo alle elementari di via Mazzini e di
via di via Vigorelli e a Tribiano (scuole di via Libertà), per proseguire,
il 25 ottobre, a Melegnano (istituti di viale Lazio e di viale Cadorna)
e a Carpiano (via Europa). La campagna di educazione anti-sigaretta farà
quindi tappa a Mediglia, Bustighera e Mombretto. Entro la fine dell'anno
il progetto, che ha già interessato le scuole di Cerro al Lambro, arriverà
anche a San Donato Milanese e Peschiera Borromeo. Tra i ragazzi sarà distribuito
il racconto «Fumo city story» e saranno messi in palio per i «poliziotti
anti-fumo» più efficienti gadget e adesivi. Il coordinamento delle lezioni
è affidato alla psicologa Chiara Cimbro, che già da alcuni anni partecipa
al progetto.
L'iniziativa è pensata per informare gli studenti delle ricadute negative
che il fumo ha sulla salute di chi lo inala, anche passivamente. I bambini
sono così chiamati a individuare i comportamenti scorretti e le situazioni
a rischio. Comprese quelle di genitori e insegnanti.
Alessandra Zanardi
























Il senso dei divieti

Il Resto del Carlino 17/10/2004 
 
E' innegabile: i divieti piacciono molto poco, e a tutti. Però è altrettanto
innegabile che quando i problemi sono relativi a qualcosa di così basilare
ed essenziale come la salute, vada utilizzato un «occhio di riguardo»: in
altre parole, sono divieti da considerare con un pochino di morbidezza in
più, cercando di porre l'accento sul bene che ci possono fare, piuttosto
che sul loro fastidio.
Questo per quanto riguarda il discorso in generale. Ovviamente, quando si
tratta di andare all?applicazione pratica, i distinguo (e le proposte) possono
essere tanti. Come ad esempio l'idea che ha avuto Lei: creare locali unicamente
per «appassionati del vizio», che in questo modo potrebbero affumicarsi
tranquillamente tra di loro, senza arrecare danni e fastidio agli altri.
E, di contro, riservare a chi non fuma non tanto aree più o meno grandi,
quanto spazi decisamente liberi.
E' un'idea, appunto. Ma forse nell'intento del legislatore c'è qualcosa
che va oltre, c'è il tentativo - pensiamo - di far sì che anche i più incalliti,
trovando qualche ostacolo in più, possano ripensare se davvero vale la pena
di continuare a fumare.
Avrà letto certamente che del problema ci siamo occupati proprio ieri, per
vedere se i locali si stanno attrezzando in vista dell?imminente divieto
(scatterà il primo gennaio) e come. Bene, emerge proprio che anche i fumatori
sono diventati più consapevoli (o più rassegnati) sul fatto che restare
qualche ora senza accendere la sigaretta non è poi la fine del mondo. E
che i locali, anche quelli che applicano la legge antifumo nella maniera
più radicale, non perderanno i loro clienti.
Se questo con l'andare del tempo verrà confermato, vorrà dire che in questo
caso il legislatore ci avrà visto giusto.
 































Il 31° motivo:

Eccolo il 31° motivo, che mi ha scritto ieri Daniele Borlenghi. Pensavo di avertelo mandato

Un saluto caro,

Maria Luisa

**********************************

Cara Maria Luisa,
                            da Italian che non ha mai neanche provato a fumare sottopongo alla tua attenzione un motivo in più per smettere: la soddisfazione fanciullesca, da monello, di non pagare stipendi, stock options e fondi pensione ai dirigenti delle multinazionali del tabacco che fanno di tutto per diffondere questa mortifera e maleodorante abitudine nei Paesi in cui è ancora vista come un segno di modernità. Sono gli stessi dirigenti che, con le sponsorizzazioni della formula 1 e delle motociclette, rallentano la liberazione dal fumo anche in Occidente, aggirano le leggi contro la pubblicità dei loro prodotti e causano milioni di morti l'anno. La soddisfazione di non comprare prodotti da fumo è legata alla soddisfazione e al senso di libertà che genera l'uscire da un supermercato senza aver fatto alcun acquisto d'impulso e aver snobbato tutti i tentativi di abbindolarti perpetrati da uomini di pubblicità e marketing, esperti di confezionamento, specialisti nella disposizione dei prodotti sulle mensole etc etc; così, però, uscirei dal tema.
   Un saluto, un augurio di buona giornata.




Sorriso mi ha scritto :

Ciao Ezechiele,

 ti chiedo gentilmente di ringraziare Amina ed Andrea per le parole che mi hanno donato.
Sono semplici parole che hanno raggiunto il cuore.......questo cuore un po' malandato ma pronto a dare e ricevere ancora tanto.
Grazie Ragazzi, grazie di cuore.
Sorriso





21/10/2004

E continua l' epistolario

Tra Amina ed Ale:

Ciao,
che piacere sentirti!
Allora ho indovinato sugli euro!
Il regalo che ti farai, anche se piccolo, sarà il simbolo della tua forza. Per cui ti consiglio di comprare qualcosa che ti rimanga. Magari un ciondolino, così tutte le volte che lo vedrai ti ricorderai del tuo impegno, del tuo lavoro ...e perché no anche dei tuoi amici di blog.
Io, se ti compri qualcosa di simile, ci farei incidere la data del giorno che hai smesso di fumare e la scritta: LIBERTA'.
Per il tempo anche qui siamo messi abbastanza bene, grigio tipico e avvolgente, ma noi ci siamo abituati, purtroppo!
Se non puoi rispondere non ti preoccupare, aspetteremo tempi migliori, l'importante è andare avanti per la strada iniziata. Capisci a me?
E poi ci possiamo sentire per telefono.
Buona giornata e comunque a presto.
Amina
 
Ciao carissima,
effettivamente sto mettendo via i tre euro al giorno, lo faccio ogni sera per premiarmi di non avere fumato ed ora, dopo quasi un mese e mezzo, sto meditando di comprarmi un picdcolo regalo, sai, giusto per premiarmi almeno un pò....
I soldi che non hai speso per fumare sono andati anzitutto in salute guadagnata e poi sicuramente ti sarai divertita o regalata qualche coccola...comunque l'idea dei tre euro al giorno per se stessi non è mica male!!!
per il resto mi scuso ancora ma nelle prossime due settimane sarò incasinata col lavoro e poi la prima settimana di novembre sarèò in ferie, quindi le mie risposte alle mail saranno un pò incostanti...
Tu come stai??? hai un bellissimo accento toscano. Qui a Trieste siamo sotto una pioggerellina fastidiosissima che fa credere che siano già le cinque del pomeriggio mentre è appena l'una...buon pranzo
ciao
Ale

Ciao,
sono molto contenta di averti sentita per telefono e ti ricordo il patto:
se dovessi fumare una sigaretta chiamami.
Ma vorrei anche farti quattro conti in tasca.
Considerando che fumare ti possa costare 3 euro al giorno vorrei che tu a fine giornata prendessi queste monete e le mettessi in un salvadanaio.
3 euro per 365 = 1095
Questo è quello che tu risparmierai in un anno.
Bene a questo punto prova a pensare a come li puoi spendere, sono soldi gentilmente offerti dal Sig. Fumo.
Io al posto tuo farei così:
 
15 massaggi totalbody di un'ora l'uno =                  600 euro
1 seduta dal parrucchiere: taglio colore e meches =  70
manicure e pedicure =                                            60  
pulizia viso                                                            50
week-end DOVE TI PARE                                    300
Totale                                                               1080
(avanzerebbero 15 euro, basteranno per comprarti il libro per smettere di fumare?)
 
Forse i conti che fatto non saranno tanto precisi ma tieni presente che questa potrebbe essere la somma che avrai a disposizione ogni anno.
Per cui... pensaci!!
L'unica cosa che a questo punto mi piacerebbe sapere è DOVE sono andati i MIEI soldi, quelli che non ho speso per fumare.
Boh! quasi quasi metto via anche io 3 euro al giorno!
Buona giornata e a presto.
Amina
(Chissà che rabbia il Sig. Fumo che non si becca più un centesimo!)
 
 
 
 


Ale scrive a Jeany :

Ciao Jeany,
scusa per il ritardo nella risposta ma in queste settimane ho un pò di lavoro...
Io credo tu abbia già iniziato a staccarti dal fumo, se non altro parlandone sul blog e facendo i primi tentativi...
Ricordati, tu ci stai provando da sola e quindi è normale che incontri molte difficoltà in più rispetto all'appoggiarsi ad un gruppo e a medici "specializzati". Dunque i tuoi tentativi non sono assolutamente dei fallimenti, sono parte di un percorso che tu hai già iniziato, non sentirti debole perchè non ci riesci ANCORA, vedrai che il momento arriverà...ciò che ci spiegano ai corsi è che ognuno ha il suo particolare percorso e che il fatto di sentirsi pronto arriva da sè ed è la molla che fa scattare l'astinenza.
La mia esperienza è andata più o meno così: dal primo giorno ho iniziato ad andare al Centro antifumo della mia città ed ho usato l'inalatore di nicorette (che non è ASSOLUTAMENTe come fumare, fa proprio schifo!!!). Ho frequentato e frequento tuttora gli incontri settimanali di gruppo del lunedì nei quali, in sostanza, trovo persone come me e insieme tentiamo di farci forza...Nella prima settimana ho dato solo due tirate di sigaretta e poi basta.
Le prime tre settimane sono andate avanti così, con un nervosismo che non passava più ed il pensiero costante "Voglio fumare, non devo fumare, voglio fumare, non devo fumare", con momenti di enorme difficoltà  nei quali avrei pagato non so che cosa per una sigaretta...dopo tre settimane ho parlato col medico di questo ed ho deciso di passare al cerotto di nicorette e...è stato come un calmante, mi è servito tantissimo anche se io rifiutavo l'idea di essere così dipendente da dovere appoggiarmi ad un simile farmaco...Oggi sono circa cinque settimane e mezza che non fumo, ma tengo ancora il cerotto e non diminuisco la dose finchè il medico non me lo dice...(forse da lunedì).
Per quanto riguarda la voglia di fumare, rassegnati, quella non passa mai, bisogna imparare a conviverci ed è quello che sto tentando di fare io.
Forza Jeany, guarda dentro te stessa e quando credi sia il momento giusto fai il salto senza paura...sembra ci sia un abisso da saltare ma invece è solo una piccola pozzanghera e, credimi, si cade in piedi...quello che voglio dirti e che sembra molto più difficile a dirsi che a farsi.
Mi raccomando, aspetto tue notizie.
Un abbraccio
Ale



E questo e' il

Rapporto di Andrea

Ho deciso di non tediarti colle mie chiacchiere e darti una telegrafica
cronaca delle mie vicissitudini col fumo
Lunedi` 11 Ottobre pomeriggio: fine della seconda lettura del libro e ``troncamento
dei rifornimenti di Nicotina``;
Venerdi` 15 mattina: trovata sigaretta intatta per la strada(!). Errore
di raccoglierla ed accenderla. Fumate altre 6 sigarette nelle successive
quattro ore. Individuati gli errori commessi nella procedura: avevo evitato
la solenne promessa di non accendere mai piu` una sigaretta; avevo conservato
il tabacco in casa (cosa sconsigliata). Ricominciata subito la lettura del
libro con accurato metodo di studio.
Lunedi`18 ore 9: eseguita solenne promessa, troncati i rifornimenti di Nicotina,
gettato nella spazzatura il tabacco presente in casa, gettata la spazzatura
nella discarica.
Non ho momenti di particolare crisi (so ormai a memoria per ogni situazione
la risposta che darebbe il sor Carr!). Penso di essere fuori pericolo. Vedo
l`Andrea fumatore allontanarsi nel passato.
Per scaramanzia non ti manifesto ancora la mia gratitudine, ma mi sa che
e` cosa fatta.
Affettuosita`.

Andrea





















Notizie da ALE !!!

Ciao Eze,
chiedo scusa a tutti per la mia assenza degli ultimi tempi che si protrarrà ancora per qualche settimana per motivi di lavoro (nel senso che ho tanto da fare da non riuscire a rispondere...).
Sono cinque settimane e mezza che non fumo e forse comincio appena ora ad esserne un pò soddisfatta, anche se in certi momenti è ancora dura dura dura...
Volevo solo dire a tutti che non sono scomparsa e che non mi sono dimenticata di tutte le parole ed il tempo che mi avete regalato che, per ora, non sono stati vani...
Un abbraccio forte
Ale
PS: anche se non vi scrivo, vi seguo sempre!!!

20/10/2004

Maria Luisa mi ha mandato oggi , ed io ringraziandola pubblico subito :

Trenta motivi per

smettere di fumare

Il mio amico medico agopuntore dottor Vincenzo Giancaspro, di San Candido (Bz), che mi ha tolto il vizio del fumo e mi ha disintossicata, ha scritto nel suo libro «Non fumo, grazie!» 49 motivi per uscire dal fumo. Ce ne sono trenta che sono stati sufficienti per smettere di fumare per sempre. Smettere di fumare perché:
1) per sentire la libertà dalla dipendenza
2) per avere il dominio del corpo
3) per aumentare le energie
4) per essere maggiormente efficienti
5) per aumentare la gioia di vivere
6) per migliorare le prestazioni sportive
7) per migliorare le prestazioni intellettuali
8) per vivere un'interessante avventura senza la schiavitù della «cicca» in bocca
9) per avere rapidi recuperi dopo attività muscolari o mentali
10) per dormire meglio di notte
11) per avere guarigioni più pronte dopo malattie acute e traumatiche
12) per non puzzare come un portacenere sporco
13) per aumentare la capacità mnemonica
14) per non «appestare» quelli che mi erano vicini
15) per ringiovanire di dieci anni
16) per rallentare i processi d'invecchiamento
17) per non essere evitata come ospite: riempivo di fumo le case in cui ero invitata
18) per aumentare la luminosità del viso
19) per aumentare la lucentezza dei capelli
20) per rallentare la comparsa delle rughe sul viso
21) per incrementare i poteri immunitari
22) per iniziare una serie di successi: smettere di fumare è un grande successo
23) per evitare il rischio di trombosi e di infarto
24) per essere ancora amata dal marito
25) per ridurre l'inquinamento dal corpo che si era ammalato per protesta
26) per una vittoria sulla tirannide del rotolino di tabacco
27) per ridurre, per quanto possibile, il rischio di un altro tumore
28) per un annullamento della perdita di denaro
29) per un'eliminazione della perdita di tempo
30) per avere un futuro.

Maria Luisa Sotgiu, maria.luisa.sotgiu@tin.it




































19/10/2004

COMMENTI

Continuano ad essere non leggibili i commenti.

A voi sono leggibili ?

Una passeggiata a Milano
 
equivale a 15 sigarette
 
Una passeggiata a Milano equivale a 15 sigarette
Lo studio presentato a Parma. Insieme al capoluogo lombardo, in cima alla lista delle più inquinate, ci sono anche Palermo e Trieste
Slalom tra le macchine (Fotogramma)
Che andare a spasso per Milano non fosse una «botta di vita» si sapeva già, ma che farsi un giro corrisponda a fumare ben 15 sigarette è notizia fresca. I dati, elaborati dal dipartimento di Medicina del Lavoro dell'Ospedale Civile di Sesto San Giovanni, parlano chiaro. Se la capitale lombarda, insieme a Palermo e Trieste, si aggiudicano il triste primato di 15 «bionde» per una passeggiata, non va molto meglio a città come Napoli (dove la corrispondenza è con 9-11 sigarette), Firenze, Genova, Torino e Verona (7-8 sigarette). Incredibilmente, Roma esce quasi «illesa» dallo studio: passeggiare nella capitale ci costa «solo» 5-6 fumate. Allo stesso livello di Roma, si piazzano Catania, Foggia e Livorno. Chiudono la classifica Bari, Bologna, Brescia, Parma, Taranto, Padova e Venezia, con 4-5 «bionde» al giorno.

CONVEGNO A PARMA - L'Ospedale Civile di Sesto San Giovanni, che aveva già elaborato uno studio simile per conto della regione Lombardia, ha presentato questi dati a Parma, in occasione di un convegno sul contributo della ricerca italiana per lo sviluppo sostenibile e le terapie ecocompatibili organizzato dall'Università con il patrocinio dei Ministeri dell'Ambiente e delle Attività Produttive e di Farmindustria. Lo studio, elaborato dal Dipartimento diretto da Piermario Biava, si è basato sui dai relativi alle concentrazioni di benzene pubblicati dal Ministero dell'Ambiente sul suo sito internet. I dati si riferiscono alle rilevazioni del 2000.

POSSIBILE UNA SOTTOSTIMA - Occhio però, dicono dal Dipartimento: i numeri potrebbero essere falsati da una serie di parametri imprevedibili, come il numero di stazioni sulle quali sono state calcolate le medie o l'equiparabilità dei metodi di valutazione. Inoltre i dati sui quali si è basata l'elaborazione potrebbero contenere una sottostima delle concentrazioni. Una cosa però è certa: nelle città più «sporche» anche i non fumatori conducono una vita ben poco salutare.

MALATTIE RESPIRATORIE - Nel convegno si è discusso anche dell'aumento delle malattie dell'apparato respiratorio che hanno tra le cause principali il fumo e l'inquinamento. In Italia, secondo i dati del 2000, ci sono stati oltre 17 mila decessi per broncopneumopatia cronico ostruttiva, pari al 47% del totale dei decessi per malattie respiratorie (37.782).

MATTEOLI: UN PROBLEMA GLOBALE - «Esempi come questo delle "sigarette fumate" quando si sta nelle città inquinate, ci fa capire ancor meglio che dobbiamo correre per mettere rimedio ai danni che l'uomo indiscutibilmente ha fatto»: lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Altero Matteoli, al convegno di Parma. «Non è un problema che possiamo risolvere paese per paese - ha detto Matteoli -, ma va affrontato e risolto tutti insieme, è un problema globale». Il ministro ha anche detto che la ricerca delle fonti energetiche alternative è una necessità dalla quale non si può derogare e che in Italia il ritorno al nucleare appare utopistico.














Ragazzi e fumo

Il Gazzettino 16/10/2004
 
Ne sono convinti anche gli studenti padovani. Messaggi come "Il fumo uccide",
"Il fumo fa male", "Il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta attorno"
non inducono a dire no alla sigaretta. Del resto, lo stesso ministro della
salute Girolamo Sirchia, aprendo i lavori della conferenza internazionale
"Tabacco, prevenzione e comunicazione", ha dichiarato che è inutile sperare
sull'effetto deterrente delle campagne di educazione sanitaria che, per
dissuadere, puntano sul rischio. I ragazzi delle scuole padovane che sul
fumo, e non solo di sigaretta, hanno svolto ricerche e tenuto dibattiti
con l'intervento di esperti, sono convinti che bisogna cambiare strategia.
Un tentativo è già stato fatto da Umberto Veronesi, promotore del movimento
"Donne contro il fumo" - ogni anno in Italia 6.000 donne muoiono di tumore
al polmone a causa del fumo - che ha suggerito di puntare sul lato estetico:
il fumo imbruttisce, invecchia la pelle, toglie potere di seduzione. Questo
ha fatto riflettere le fumatrici più accanite, ma qualche ragazza - è il
caso di Luisa, 18 anni, studentessa universitaria - chiede che non vengano
eliminate le sigarette, piuttosto che ne siano prodotte di meno nocive.
Luca, 20 anni, iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, che ne fuma 12 al
giorno perchè "ormai è diventato un vizio", sostituirebbe le scritte sui
pacchetti, che ritiene di efficacia molta relativa, con immagini forti,
che mostrino i danni fisici provocati dal fumo. "Anche la televisione potrebbe
fare la sua parte - dice - insistendo nel mostrare, per esempio, il prima
e il dopo di un polmone aggredito dalle sostanze cancerogene contenute nelle
sigarette".
Giorgio, che frequenta il primo anno del Liceo "Alvise Cornaro", è d'accordo
sulle immagini "che devono impressionare", mentre Susanna, del quinto anno,
pur invocando "una campagna di prevenzione che cominci dall'infanzia", vedrebbe
efficace per i giovani "ascoltare le testimonianze di persone colpite da
tumore: un' occasione per discutere e riflettere". Insomma bisogna pensare
a qualcosa di nuovo. E proprio in questi giorni è nato un sito Internet
che si rivolge agli studenti delle scuole medie inferiori e superiori -
i ragazzi cominciano a fumare intorno agli 11 anni - invitandoli a partecipare
ad un concorso per proporre, usando la fantasia e il linguaggio loro abituale,
una campagna per persuadere i coetanei ad astenersi dal fumo. Consultando
il sito Internet www.ideeinfumo.it. si trovano tutte le indicazioni per
diventare protagonisti di un progetto rivolto a salvare dai danni del fumo
la propria vita e anche quella degli altri.

Maria Pia Codato
 











































Serrata dei tabaccai ?

Il Mattino di Padova 17/10/2004 
 
 Oggi alle 11, nella Sala Carraresi della Fiera, si terrà l'assemblea provinciale
dei tabaccai che aderiscono alla Fit. La relazione sarà svolta da Italo
De Rossi in rappresentanza dei 900 tabaccai padovani, di cui 220 in città.
Saranno presenti il presidente ed il segretario nazionale della Fit, Giovani
Risso e Sergio Baronci. Si parlerà dell?ennesimo aumento delle sigarette
previsto dalla nuova Finanziaria e della proposta governativa di aumentare
la tassazione delle vincite del Lotto, del Superenalotto e degli altri giochi
nazionali dal 3 al 10%. In base ai conteggi del Governo, i prezzi delle
sigarette straniere, ad esempio delle Marlboro, crescerebbero di 1 euro,
quelli delle nostrane di 80 centesimi. Le americane Marlboro (che vengono
prodotte anche in Europa) passerebbero da 3,50 a 4,50 euro; le MS da 2,80
a 3,60 euro. «E' un progetto folle - anticipa Italo De Rossi, esponente
del Direttivo Nazionale della Fit - Un aumento così pesante rischia di metterci
fuori mercato. Il calo del fumo sarebbe drastico. Molti tabaccai rischierebbero
la chiusura. Quello che ha fatto a metà il Ministro della Salute, Girolamo
Sirchia, lo sta portando a termine la Finanziaria. Stesso discorso per l'aumento
della percentuale che spetterebbe allo Stato sulle vincite dei grandi giochi
nazionali. Le scommesse calerebbero in caduta verticale. Ad esempio chi
vincesse 100 euro, ne dovrebbe lasciare 10 alle casse dello Stato. Non è
un incoraggiamento a giocare». Che fare davanti a tale nuovo scenario governativo?
«Oggi a Padova ci saranno anche i vertici nazionali della Federazione dei
Tabaccai, associazione a cui è iscritta la maggioranza dei miei colleghi
- aggiunge De Rossi - Non è escluso che proprio da qui possa partire la
mobilitazione della categoria. Nel Veneto e in tutta la penisola. Se il
Governo renderà esecutivo il suo progetto sul fumo e sulle vincite del Lotto,
potremo anche arrivare ad una serrata generale del settore» (f.pad.)






























Alcool fra i ragazzi

La Gazzetta Del Mezzogiorno 16/10/2004

Alcool fra i ragazzi delle scuole medie della città e fra quelli di Leverano,
Carmiano, Veglie e Porto Cesareo. Il campanello d'allarme ha avuto già tanti
segnali che sono giunti agli operatori del Sert, il servizio per la cura
e la prevenzione delle tossico dipendenze. La Asl LE/ 1 ed il distretto
3 tentano ora di studiare ed arginare il fenomeno. In tutte le scuole medie
e superiori dell'ex distretto Le/38 si cerca di correre ai ripari. In diversi
istituti è già da anni operante il progetto di educazione alla salute. Nell'ambito
di tale contenitore si cercherà di studiare e porre a fuoco il problema
della diffusione dell'alcool fra i ragazzi che frequentano le scuole medie
e gli istituti superiori della città. cercando anche di mettere a fuoco
quello più vasto delle tossicodipendenze in generale. I riferimenti vanno
nella direzione del fumo. Non si fuma (forse) nei bagni o negli spazi degli
intervalli della scuola media, ma la cosa assume ben altra rilevanza fra
i ragazzi delle superiori. Nei bagni di queste scuole o negli spazi aperti
utilizzati nel corso degli intervalli è facile incontrare ragazzi che fumano
tranquillamente la loro sigaretta. In proposito però la vita per questi
fumatori in erba non è sempre facile. Qualche dirigente scolastico di scuola
media superiore, a buona ragione, ha inflitto multe anche salate a ragazzi
scoperti a fumare nei pubblici locali. Il problema allora è più vasto di
quanto non si possa immaginare o far credere. A giorni gli operatori del
Sert del distretto 3 dell'Asl LE/1 daranno vita in tutte le scuole medie
e superiori, d'accordo con i referenti dell'educazione alla salute, ad un
progetto che cominci ad analizzare alle radici, fra cui l'alcool ed il fumo,
considerati a volte con leggerezza forme leggere di tossicodipendenza. Antonio
Tarsi

 






























L'entrata in vigore del divieto

La Nazione 17/10/2004
 
di Luca Mantiglioni
GROSSETO  «L'entrata in vigore del divieto di fumare all'interno dei locali
pubblici cambierà non solo gli stili di vita e le abitudini più o meno consolidate
di clienti e consumatori, ma anche e soprattutto le scelte aziendali di
ogni impresa e, in maniera ancora più particolare, quelle dei pubblici esercizi
ai quali, in ogni caso, la legge 3/2003 offre alcune alternative».
E? quanto spiega Marcello Romani , direttore provinciale dell'Ascom
Confcommercio, che ricorda anche come questa legge «estenda il divieto di
fumare all'interno di qualsiasi locale chiuso dove possano accedere clienti
o pubblico ad eccezione di due tipologie: i locali privati dove non è previsto
l'ingresso di utenti o pubblico; i locali attrezzati per fumatori che abbiano
idonei impianti di areazione. E' ovvio, però, che restano in vigore tutti
i divieti già previsti dalla precedente legislazione».
La legge 3/2003 entrerà in vigore il prossimo 29 dicembre e il divieto di
fumare si estenderà quindi anche a bar, ristoranti, pizzerie, birrerie,
pub (e, più in generale, ad ogni pubblico esercizio), ai negozi di vicinato,
si supermercati, centri commerciali, negozi di artigiani che possono vendere
al pubblico, alberghi, agriturismi, studi professionali, parrucchieri ed
estetisti, ma anche ai circoli privati e agli uffici privati (come banche,
agenzie immobiliari, assicurazioni).
«Solo per i pubblici esercizi ci sarà la possibilità di allestire ambienti
separati che rispettino le caratteristiche tecniche previste in un apposito
regolamento  dice ancora Romani, ma è bene ricordare che nel caso in cui
l'esercizio fosse rappresentato da un solo locale o non fosse possibile
assicurare una idonea separazione degli ambienti, il divieto di fumo sarà,
anche in questi casi, assoluto».
Nella migliore delle ipotesi, dunque, i locali dovranno attrezzarsi per
separare gli ambienti e per installare impianti di riciclo dell'aria. «Gli
uffici dell'Ascom  dice il direttore  sono comunque a disposizione per eventuali
chiarimenti».


































18/10/2004

Sporcare costa caro !

Corriere Adriatico 17/10/2004  
 
LONDRA - Fumare in Gran Bretagna, costi esorbitanti delle sigarette a parte,
sta diventando un'impresa sempre più difficile e rischiosa. Come se non
bastassero i divieti che presto invaderanno pub e ristoranti, e le promesse
multe da 50 sterline per chi getta mozziconi a terra nella città di Londra,
la stampa britannica racconta due vicende che illustrano sempre nuovi e
più seri rischi di sanzioni per chi ama le sigarette. La prima vicenda è
quella di Gary Colbert, un disoccupato che a Liverpool è stato multato di
135 sterline (quasi 200 euro) per aver gettato in terra un fiammifero. Colbert
è uno delle 42 persone beccate dalla polizia di Liverpool impegnata in una
vasta campagna per rendere la città dei Beatles più pulita. La decisione
del giudice è ridicola, è uno scherzo - ha detto Colbert -. Io sono favorevole
all'ambiente pulito, e ho chiesto scusa per quel che ho fatto. Ma credo
che abbiano fatto di me il capro espiatorio, e mi hanno fatto pagare una
cifra assurda. E' una vergogna. Tra gli sporcaccioni multati c'è anche Charlene
Taylor, che ha ricevuto la stessa esorbitante multa per aver gettato in
terra un mozzicone di sigaretta. Le proteste dei multati non sembrano impensierire
l'amministrazione cittadina, impegnata nella campagna di pulizia urbana.
L'immondizia è immondizia, e questa include i fiammiferi usati - ha detto
un portavoce del Consiglio comunale -. Noi spendiamo ogni anno 6,8 milioni
di sterline all'anno per pulire le strade dai rifiuti che la gente getta
fuori dai cestini. E le sigarette e i fiammiferi sono il 40% dei questi
rifiuti?. Ma la crociata antifumo non si limita a castigare i fumatori distratti
o incivili: ben presto chi fa il classico break della sigaretta e va fuori
dall'ufficio (dove ovviamente è vietato fumare) per fare qualche tirata,
rischierà addirittura il posto di lavoro.



























Fumatori scrocconi

Il Secolo XIX 16/10/2004

Dev'essere che anche nel mondo del fumo si è infiltrato il motto che va
per la maggiore in tutti gli altri aspetti della vita: ciascuno per sé,
a guardare i propri interessi e tanti saluti.
«Mi succede una cosa strana - dice l'amico fumatore interrogato a proposito
- prima non mi capitava: se qualcuno mi chiede una sigaretta per strada
subito mi sale un senso di disagio, una cosa... sai tipo quando ti senti
fregato, o quando hai capito un po' troppo tardi che ti hanno rubato il
portafoglio...».
E cosa fai allora, chiedo, non la sganci più la bucapolmoni?
«No, a dire di no non ci riesco, però il disagio resta. In fondo quei 4
euro e 25 centesimi che hai tirato fuori per comprare il tuo pacchetto non
sono più una cavolata».
Allora non è solo una mia fissazione. Basta fumare per la strada, o seduti
dentro a un caffè che immediatamente si viene abbordati da qualche fumatore
in astinenza, che con lo sguardo affabile e la voce che lascia trasparire
un filo di disperazione ti chiede: non avresti mica una sigaretta da darmi?
«Ah io ormai cerco di non fumare più quando sono in giro. Tiri fuori il
pacchetto e arrivano come api col miele: me la offri una sigaretta? Pensa
che ieri me l'ha chiesto una ragazza incinta con una pancia così!».
Io la cosa che odio di più al mondo è quando esci dal tabaccaio col pacchetto
in mano, non te lo sei ancora aperto, non hai fatto in tempo nemmeno a tirartene
fuori una per te che c'è subito il tipo che arriva in picchiata. Mi scatena
istinti omicidi...
La più bella me l'ha raccontata la mia vicina di casa, mi ha detto che le
è già capitato un paio di volte di sentirsi chiedere una sigaretta in cambio
di 20 centesimi, già più o meno quello è il prezzo di una paglia. Così siamo
andate da Serge, il nostro tabaccaio di fiducia, e gli abbiamo chiesto perché
non provano a ripristinare la vendita "à la tige" come dicono in Francia,
cioè delle sigarette sciolte, una cosa che dovevano aver conosciuto i nostri
nonni, ma che forse oggi non sarebbe insensata. Serge mi spiega che secondo
lui le cose andavano un po' meglio col "paquet enfants", la confezione da
dieci che è sparita dalla circolazione. «Dicono che è per scoraggiare il
fumo negli adolescenti, ma è vero che per chi non ha tanti soldi o non è
un gran fumatore non era male».
La tattica più svergognata l'ha adottata il mio amico Vincent, che ha sempre
due pacchetti con sé, uno pieno e l'altro con solo una sigaretta dentro.
«Se per esempio sono al bar tiro fuori il pacchetto quasi vuoto, è un buon
sistema per scoraggiare i fumatori a scrocco».










































La data si avvicina !

Il Resto del Carlino 14/10/2004  
 
Mancano poche settimane al 29 dicembre quando entreranno definitivamente
in vigore le nuove norme antifumo, in anticipo rispetto alla preannunciata
data del 14 gennaio 2005. Il decreto del 23 dicembre 2003, che ha individuato
i requisiti delle aree per i fumatori, non ha natura regolamentare, ma sostanzialmente
amministrativa ed è pertanto entrato in vigore immediatamente (e non dopo
15 giorni dalla sua pubblicazione) tanto da determinare la decorrenza anticipata
degli effetti del provvedimento. La notizia viene data dalla Confcommercio
sottolineando che entro la fine dell'anno, i luoghi di lavoro e gli esercizi
di pubblico ristoro (dai ristoranti ai classici bar senza distinzioni di
sorta) che vorranno accogliere i fumatori, dovranno adeguare le proprie
strutture sulla base di quanto previsto dalla legge.
 
  
Corriere Adriatico 13/10/2004 
 
Mancano poche settimane al 29 dicembre 2004 quando entreranno definitivamente
in vigore le nuove norme antifumo in anticipo rispetto alla preannunciata
data del 14 gennaio 2005. La notizia viene data dalla Confcommercio sottolineando
che entro la fine dell'anno, i luoghi di lavoro e gli esercizi di pubblico
ristoro (dai ristoranti ai classici bar senza distinzioni di sorta) che
vorranno accogliere i fumatori, dovranno adeguare le proprie strutture sulla
base di quanto previsto dalla legge, dotandosi di impianti per la ventilazione
e per il ricambio dell'aria e predisponendo zone free smoking ben delimitate
e separate. Gli interventi sono complessi ed onerosi ed è, dunque, ipotizzabile
che meno del 40% degli operatori della Provincia di Ascoli riuscirà ad adeguarsi
alle norme antifumo. ?In considerazione poi che il divieto entrerà in vigore
proprio in concomitanza con le festività di fine anno  dice Giorgio Fiori
direttore provinciale Confcommercio  la Federazione Nazionale Pubblici Esercizi
ha richiesto al Ministro Sirchia di riprevedere la data del 14 gennaio;
ma francamente ci sono poche possibilità. I commercianti che desiderano
predisporre i propri ambienti per i fumatori, hanno pochissimo tempo per
mettersi in regola e per chi non rispetterà gli obblighi sono previste sanzioni
dai 25 ai 250 euro per i fumatori e dai 200 ai 2 mila per gli esercenti.
La Confcommercio si è fatta carico di assistere adeguatamente i propri bar,
ristoranti, alberghi e tutte le imprese associate, ed in particolare ha
anche promosso, in collaborazione con l?Ente Camerale, uno specifico convegno
dal titolo Divieto di fumo : pronti per il 2005 che avrà luogo il prossimo
19 ottobre








































Riduzione


del volume d'affari

Il Resto del Carlino 14/10/2004

«Dotandosi di impianti per la ventilazione e per il ricambio dell?aria e
predisponendo zone «free smoking» ben delimitate e separate.
Gli interventi sono complessi ed onerosi ed è, dunque, ipotizzabile che
meno del 40 per cento degli operatori della provincia di Ascoli Piceno riuscirà
ad adeguarsi alle norme antifumo. In considerazione poi che il divieto entrerà
in vigore proprio in concomitanza con le festività di fine anno, la Federazione
nazionale pubblici esercizi ha richiesto al ministro Sirchia di riprevedere
la data del 14 gennaio; ma francamente ci sono poche possibilità.
E' possibile che con il divieto in alcuni esercizi si verificherà una riduzione
del volume d'affari, in altri muterà il rapporto con il cliente, il quale
non sempre riuscirà ad adeguarsi diligentemente ai nuovi divieti. Di certo
le abitudini dei fumatori cambieranno di molto, (così come avvenne anni
fa con l?introduzione del divieto di fumo nei cinema), con ripercussioni
negative sugli operatori che non riusciranno, per tempo, ad attrezzarsi.
I locali pubblici, che desiderano predisporre i propri ambienti per i fumatori,
hanno pochissimo tempo per mettersi in regola e per chi non rispetterà gli
obblighi sono previste sanzioni dai 25 ai 250 euro per i fumatori e dai
200 ai duemila euro per i proprietari dei locali.
La Confcommercio, come sempre, si è fatta carico di assistere adeguatamente
i propri bar, ristoranti, alberghi e tutte le imprese associate, ed in particolare
ha anche promosso, in collaborazione con l'ente camerale, uno specifico
convegno dal titolo «Divieto di fumo : pronti per il 2005'?» che avrà luogo
il prossimo 19 ottobre con la partecipazione del direttore generale Fipe
(Federazione italiana pubblici esercizi), Edi Sommariva. Nell'occasione
si parlerà anche di credito e quindi di tutte le opportunità finanziarie
agevolate riservate alle categorie».
* Direttore Confcommercio
































L'importante è: essere belli.

Dei polmoni chi se ne frega!!!!!

Da l'Espresso del 7 ottobre.

Spalmata sul viso prima di fumare una sigaretta o di passare del tempo con
gli amici fumatori, risparmierà alla pelle le tipiche rughe da fumo e altri
processi patologici. L'emulsione in questione sembra essere infatti in grado
di abbattere fino al 40% le ossidazioni e la formazione di radicali liberi
indotti dalla nicotina sul film lipidico superficiale che difende la pelle.
Lo hanno osservato i ricercatori dei laboratori cosmetici Estèe Lauder di
New York affumicando la pelle di 33 donne, con o senza crema protettiva,
e confrontandone gli effetti. L'emulsione contiene un mix di vitamine e
un precursore del glutatione, fra i più attivi e antiossidanti.
Agnese Ferrara














17/10/2004

Sfondo

Ho dovuto sostituire lo sfondo di questo blog, che durava da circa due anni, per improvvisa non disponibilita' del vecchio. Ho trovato questo fulmine che mi piace abbastanza, richiama l' improvviso esplodere della malattia e la sua perentorieta', l' approssimarsi del temporale, la difficolta' del vivere quotidiano.

Apprezzerei molto commenti sul nuovo sfondo da parte dei lettori abituali del blog, cosi' come loro  eventuali suggerimenti su altri sfondi disponibili on line che sembrino piu' adatti ai contenuti di questo  blog.

Grazie

Il fumo danneggia anche loro !

Il Tempo 15/10/2004   
 

VIENNA  Gli animali sono fortemente danneggiati dal fumo passivo. A riferirlo
è stata la Società pneumologica austriaca, che anche i quattro zampe corrono
il rischio di contrarre malattie come il cancro ai polmoni, l'asma e le
ostruzioni polmonari croniche quando stanno a contatto con le persone che
fumano. «I cani esposti al fumo corrono il 60% di rischi in più di ammalarsi
di cancro ai polmoni» ha riferito lo specialista Kurt Aigner. Per quanto
riguarda i gatti, invece, l'esposizione alle sigarette aumenta di tre volte
la possibilità di contrarre un linfoma, il tumore più diffuso tra i felini.


 
















Verona invasa dai mozziconi

L'Arena di Verona 15/10/2004   
 
La città di Verona è invasa da mozziconi di sigaretta, pacchetti vuoti,
filtri e accendini. La denuncia viene dal consigliere comunale di Forza
Italia Luigi Pisa, che invita l?amministrazione comunale a intervenire con
controlli e normative specifiche a tutela dell?ambiente e degli spazi comuni
della città. «Il sindaco di Londra vuole imporre multe di 75 euro a chi
getta in strada i mozziconi di sigaretta», dichiara Pisa, «un disincentivo
importante che punta a limitare l'impressionante quantità di spazzatura,
collegata al vizio del fumo, che viene ogni anno gettata tranquillamente
per terra. Si tratta di un rito quotidiano ad alto valore antisociale, che
va modificato con regolamentazioni specifiche e controlli più severi. Prima
d'intervenire sul cittadino però», precisa Pisa, «è necessario dotare la
città di un numero adeguato di portacenere da strada e aree per fumatori».

Pisa annuncia la presentazione di una mozione in Consiglio comunale «perché
il sindaco Zanotto intervenga concretamente, attraverso un'ordinanza specifica,
per risolvere questo problema che contribuisce in misura sensibile a sporcare
strade, giardini e piazze della nostra città». 

























Maria Luisa mi ha mandato oggi :

Esercizi di distrazione

Caro Ezechiele,                                                                                                  
 il mio medico agopuntore durante la terapia anti-fumo, mi suggeriva, come ha anche scritto nel suo libro "Non fumo, grazie!", degli esercizi di distrazione che sono validissimi:
 
1) Se compare il desiderio del fumo, bisogna attendere 10 minuti e rinviare per quanto possibile il momento di accendere la sigaretta, pensando: "FUMERO' DOPO". Ingannando la mente, il desiderio passa il più delle volte e l'intervallo sarà sempre più lungo. L'amico Vincenzo Giancaspro, medico di base  di San Candido (BZ), mi ricordava che il desiderio intenso dura solo 30 secondi, poi si estingue.
 
2) Praticare 10 flessioni, piegando braccia e gambe lentamente, facendo espandere l'addome a ogni inspirazione e contrarre a ogni espirazione ; impiegare nell'espirazione un tempo doppio o triplo di quello impiegato nell'inspirazione.
 
3) Bere tanta acqua, berne il più possibile perchè l'acqua attenua il desiderio di tabacco, facilita l'eliminazione di nicotina, riduce i sintomi dell'astinenza come il nervosismo e l'irrequietezza, stimola la diuresi e il dimagrimento, riduce il senso di fame, incrementa la disintossicazione generale dell'organismo.
 
4) Fare una doccia o un bagno caldo quando si sente il desiderio impellente di fumare.
 
5) Uscire di casa per fare quattro passi.
 
6) Mangiare una mela. "Una mela al forno, toglie il fumo di torno!".
 
 
"NON  FUMO"
E'  30  SECONDI  DI  DISTRAZIONE
PER  UNA  VITA  30  VOLTE  MIGLIORE.
 
Un caro saluto,
Maria Luisa

16/10/2004

Maria Luisa ha scritto a

Beppe Servegnini :

Caro Beppe

“Non fumo , grazie!”, questo il titolo che un amico medico ha dato al suo libro per raccontare 49 ragioni per uscire dalla “droga-fumo” e dà inoltre numerose informazioni sull’atteggiamento da assumere per non fumare più senza soffrire troppo. Il dr. Enzo Giancaspro , medico di base di un centro pusterese ( provincia di Bolzano), ha scritto un programma antifumo, dedicato a tutti i suoi amici che fumano e ai quali è affezionato: non li vuole perdere per delle sigarette …

In prima pagina c’è una vignetta rassicurante di due amici che parlano dell’assicurazione sulla vita : concludono dicendo che la formula migliore è l’avere smesso di fumare.

“NON fumo è assicurarsi il futuro”, questo lo slogan in fondo pagina.

Più che i pericoli del fumo che tutti conoscono, il medico agopuntore ha messo in risalto ed enfatizzato i vantaggi del “non fumo”, come la libertà, il benessere fisico, l’efficienza e la gioia di vivere. Più che il terrorismo psicologico e il pericolo di malattie di cui si parla da sempre, ha scelto l’incitamento e la gratificazione, l’umorismo e la distrazione, la gara con se stessi e il piccolo autoinganno per cui il fumatore si dice: “Fumerò dopo” e intanto non fuma per un periodo sempre più lungo. L’aspirante “non fumatore” inizia così un’ entusiasmante esperienza, seguito dal medico che gli applica due piccoli magneti alla metà della tibia per un effetto riflessogeno , che lo aiuterà finalmente sottrarsi al fumo senza soffrire.

Nella seconda parte del libro, una volta conquistata la libertà, troviamo i danni del fumo, la cause per cui provoca tante malattie, i veleni che esso introduce nell’organismo come la nicotina e l’ossido di carbonio, il cianuro e il polonio.

Una buona informazione e un po’ d’ ironia può convincere più di qualsiasi minaccia o predica perché senza annoiare né atterrire mette in moto non solo la mente con le sue capacità di pensare e di riflettere, ma anche l’istinto di conservazione.

Termino , confessandovi di essere stata una grande fumatrice, di avere pagato sulla mia pelle i danni del fumo. Me la sono cavata , ho smesso di fumare e guai a chi fuma in casa mia: non c’è peggior rompiscatole di un ex- fumatore. Con tutte le ragioni , naturalmente.

Cari saluti

Maria Luisa

SUL LIBRO

Mi ha finalmente scritto Andrea :

Carissimo, mi sembra che sia ormai diventato necessario, ed anche quasi
urgente, che io ti riferisca qualcosa sull`uso del libro che cosi` commoventemente
mi hai fatto avere. Ho creduto tutto troppo facile ed evidentemente l`ho
letto troppo in fretta. Fatto sta che adesso lo sto proprio ``studiando``,
al fine di poter seguire tutte le istruzioni con precisione. Infatti vi
si afferma che cio` e` necessario per riuscire. Sono molto determinato e
non mollero` finche` non otterro` il risultato desiderato. Spero che l`intelligenza
e la capacita` di comprensione siano sufficienti. Credo di possederne almeno
in quantita` media! Detto questo, ti saluto affettuosamente e mi auguro
di darti presto buone notizie.
Andrea

Mi sembra di capire che la prima lettura non e' stata del tutto soddisfacente. Coraggio ! Non demordere !













15/10/2004

Smettere con una seduta

Il Resto del Carlino 14/10/2004 
 
SAN BENEDETTO  E' possibile smettere di fumare frequentando un apposito
corso a San Benedetto. Il psicologo Maurizio Costantini evidenzia infatti
che in  un solo pomeriggio puoi sentirti finalmente libero dalla dipendenza
da fumo, senza più il timore di non poter vivere senza le sigarette. La
sessione è tenuta da psicologi/psicoterapeuti con esperienza clinica. Vengono
utilizzate alcune tecniche della PNL (Programmazione Neurolinguistica) oltre
a fornire preziose informazioni relative alla sigaretta e alla tossicodipendenza
da nicotina. Partecipando alla sessione, ne basta una sola, è possibile
rendersi conto di quanto è facile smettere di fumare e soprattutto valutare
tutti i grandi vantaggi che si ottengono: vantaggi psicologici e fisici,
ti sentirai contento di essere libero dalla dipendenza e affronterai meglio
le cose che fai normalmente. Che la sigaretta contenga centinaia di sostanze
tossiche, tra cui alcune cancerogene, è ormai noto a tutti, ma ciò che forse
è meno noto è che la dipendenza non dipende tanto dalla nicotina quanto
da fattori psicologici. Per chi desidera ulteriori informazioni può telefonare
al 335.8121646.




















La nuova amica Maria Luisa, che ringrazio sentitamente, ci ha inviato :

 “NON  FUMO”

Ho visto sul portale del Corriere la nuova campagna anti-fumo “Addio alle sigarette. Con la fantasia dei ragazzi”.

Qualcuno ha detto “Siamo ciò  che pensiamo”. E allora senza alcuna tensione, ma in modo sereno e rilassato dobbiamo insegnare ai ragazzi a pensare che smettere di fumare e cioè il

                                                “NON  FUMO”

 

può diventare qualcosa di divertente ed entusiasmante. Non facciamo del terrorismo con i giovani, altrimenti rischiamo di farci guardare storto e di ottenere il contrario: non raggiungeremo, così, il nostro obiettivo.

Deve diventare come un gioco, al termine del quale i ragazzi avranno in premio numerosi vantaggi, come la libertà e il dominio del corpo, un aumento del benessere e della vitalità, dell’energia e dell’efficienza. Far capire a loro che con il “Non fumo” avranno un miglioramento delle prestazioni sportive e intellettuali, recuperi più rapidi dopo l’attività muscolare e mentale. Migliorerà la memoria e la capacità di concentrazione e di decisione; aumenterà lo splendore del loro viso e la lucentezza dei loro capelli. Sarà sentita maggiormente la gioia di vivere , di studiare e lavorare.

Infine “Non fumo” significa anche “Più amore”!

Un caro saluto,

Maria Luisa Sotgiu

 

La carica dei Centocelle

ItaliaOggi 15/10/2004 Antonio Ranalli  
 
Spogliarellisti testimonial per ´Prevenzione in discoteca'. Sarà il concorso
´Mister Centocelle 2005 - La carica dei Centocelle' a promuovere la lotta
al fumo della società italiana di tabaccologia (Sitab), nell'ambito della
campagna nazionale di informazione e prevenzione promossa dal ministero
della sanità.
Con 150 date in programma, il concorso vuole essere un varietà itinerante
che toccherà le discoteche italiane alla ricerca di ragazzi in possesso
non solo di bellezza e fascino ma, soprattutto, di simpatia: la vera dote
necessaria per far parte del noto gruppo Centocelle Nightmare. Ma nello
stesso tempo verrà fatta promozione tra i giovani per invitarli a non fare
abuso di sigarette e bevande alcoliche. Nel progetto sono stati coinvolti,
sempre in qualità di testimonial, anche Ascanio e Katia del Grande Fratello.
´Vogliamo invitare i giovani', ha spiegato Giacomo Mangiaracina, presidente
della Sitab e membro del dipartimento salute pubblica dell'università La
Sapienza di Roma, ´a diminuire gradualmente il consumo di questi prodotti,
che provocano malattie incurabili'. Organizzato da Marco Pizzardi per la
Mp film, il tour partirà il 22 ottobre dall'Alcatraz di Milano.
 






















SPLINDER !?!?

Mi rendo conto che da qualche ora i commenti sono diventati praticamente illegibili.

Dipende da Splinder, per cui, nella speranza che tornino presto leggibili, vi invito a continuare a lasciarli con fiducia !

«Salute! Sì grazie»

Il Centro 14/10/2004  
 
L'AQUILA. Promuovere la salute e prevenire l?abitudine al fumo prendendo
spunto dalla normativa che, dal prossimo 13 gennaio, vieterà il fumo in
tutti i luoghi pubblici. È in questi termini che si propone il progetto
«Salute! Sì grazie», promosso dalla Carispaq, organizzato dalla Asteria,
società di consulenza e condotto da specialisti del settore, quali Vincenzo
Colorizio, direttore del Centro prevenzione malattie respiratorie della
Asl dell?Aquila e responsabile dell'annesso Centro antifumo. Colorizio nel
corso della presentazione ha anche lanciato una provocazione: «Vietiamo
la vendita delle sigarette nel territorio dell'Aquila sarebbe già un buon
segnale, anche se mi rendo conto che è una eresia per chi mi ascolta».
 «Il progetto è unico nel suo genere sul territorio nazionale» ha spiegato
il direttore della Carispaq, Rinaldo Tordera, nel corso di una conferenza
stampa svoltasi ieri mattina alla presenza di tutti i sindacati aziendali
della Carispaq. «Ha una particolare rilevanza sociale, poiché parte dalla
banca e coinvolge le persone che vi lavorano e coloro che la frequentano.
L'obiettivo» ha spiegato Bettina Di Nardo, sociologa della Asteria «è far
sì che dal divieto di fumo nei luoghi di lavoro nasca la promozione di azioni
salutari per i dipendenti. Il progetto si rivolge ai capi, responsabili
del coinvolgimento dei propri collaboratori nella creazione di luoghi di
lavoro più salutari, sia per i fumatori che per i non fumatori». L?azienda
investe, così, nella formazione dei direttori delle filiali e della direzione
generale al nuovo ruolo di facilitatori del cambiamento in atto. Il progetto
è già partito, con un seminario informativo tenuto da Vincenzo Colorizio,
che ha illustrato gli aspetti medici del problema del fumo, da Pierluigi
Daniele, capo servizio legale Carispaq e da Giada Stanziani, psicologa.
 «Al seminario» ha spiegato il dottor Vincenzo Colorizio «seguirà la formazione
dei capi al ruolo di facilitatori del cambiamento che trasmetteranno le
proprie conoscenze ai collaboratori». (v.s.)


































Un mese !!!

 !!!!

Ho appena saputo che ieri ALE ha compiuto il suo primo mese senza fumare ! Un " COMPLIMENTI !!!" di cuore ad Ale innanzi tutto , ma anche ad Amina, Andrea, e perche' no, ad Ezechiele per il supporto che sono riusciti a darle.

Ale, il piu' ormai e' fatto ! Continua cosi' e datti da fare per propagandare la tua esperienza tra le persone che ti circondano e che ancora fumano !

14/10/2004

Visite mediche gratuite

per i fumatori

Il Giorno 13/10/2004 
 
VIMODRONE  Un appuntamento con la prevenzione e con la salvaguardia della
propria salute da non perdere. L?amministrazione comunale di Vimodrone ha
aderito al progetto ?Dante?, che permetterà di effettuare uno screening
per la prevenzione dei tumori ai polmoni.
Un?iniziativa che vede coinvolti la Lega Italiana per la Lotta contro i
Tumori e l'Asl Milano 2, insieme per contribuire alla ricerca e per permettere
a un maggior numero possibile di persone di salvarsi da una malattia che
ancora oggi interessa molti soggetti.
Secondo le ultime statistiche il tumore polmonare è infatti il principale
motivo di decessi negli uomini e colpisce 118 persone ogni cento mila, con
un'incidenza di 32 mila nuovi casi all'anno di cui la maggior parte sono
maschi fumatori. Un problema che deve essere affrontato al più presto, soprattutto
attraverso la prevenzione. Per questo Vimodrone ha deciso di aderire a tale
progetto, rivolto a tutti i maschi di età compresa tra i 60 e i 74 anni
che fumano o che sono stati fumatori e che hanno smesso da meno di 10 anni.

I cittadini che aderiranno a Dante saranno sottoposti gratuitamente a una
visita medica e ad alcuni esami specifici come la radiografia al torace.
Inoltre metà dei partecipanti (scelti a caso da un computer) saranno sottoposti
alla Tac spirale, che sarà poi ripetuta, sempre senza alcuna spesa, ogni
anno per cinque anni.
Tutte le visite e gli esami saranno effettuati nell?Istituto Clinico di
Rozzano, con cui da tempo il comune di Vimodrone collabora per diversi progetti.
Per aderire telefonare direttamente in Comune o rivolgersi all'assessorato
alle problematiche sanitarie.
 






























STOP al fumo in treno

Gazzetta del Sud 14/10/2004   
 
Guiduccio Baldi
ROMA Scatta tra due mesi il divieto di fumo su tutti i treni della flotta
Trenitalia. Il divieto partirà infatti dall'11 dicembre con l'arrivo del
nuovo orario ferroviario 2004-2005 per il quale sono già in prenotazione
e in vendita i biglietti per tutti i treni. Con l'introduzione del nuovo
orario il divieto di fumo, già in vigore sulla maggior parte dei treni,
sarà esteso ai treni Intercity e alle carrozze-posti a sedere dei treni
Notte. Con quest'ultimo passaggio Trenitalia completa il programma 'Libertà
di non fumarè, introdotto il 14 aprile 2002. Con l'entrata in vigore del
nuovo orario invernale cade quindi anche l'ultima roccaforte ferroviaria
dei fumatori con un divieto che interesserà ormai tutti i circa 1,4 milioni
di passeggeri che quotidianamente viaggiano sulle ferrovie italiane. Con
l'estensione del divieto di fumo a tutti i convogli di Trenitalia in circolazione
non si potrà infatti più fumare a bordo di nessuno degli Intercity e neppure
sulle poltrone dei treni-notte, ultimi convogli rimasti con carrozze dedicate
ai fumatori, dopo le limitazioni scattate nell'aprile 2003 prima sui treni
regionali e interregionali e successivamente, a marzo 2004, estese anche
a tutti gli Eurostar e a 18 Intercity di nuova generazione. Il programma
di progressiva eliminazione del fumo dai treni italiani ha infatti avuto
varie fasi. La prima, più drastica, è scattata nell' aprile del 2003 con
l'introduzione del divieto di fumo sui treni locali e cioè sui circa 7.200
convogli del trasporto regionale giornalieri sui quali, data la percorrenza
ridotta dei tragitti, non è stata lasciata neppure una carrozza fumatori.
La decisione era comunque stata preceduta dal divieto di fumo sui treni
metropolitani scattato ancora prima. La seconda fase del programma ha quindi
interessato gli Eurostar e gli Intercity di nuova generazione, treni che
collegano giornalmente 160 città e sui quali viaggiano circa 70 mila passeggeri
al giorno. L'ultima frontiera del divieto interesserà invece circa 150 mila
persone.
 






































Nuovi Pacchetti

Altroconsumo 12/10/2004   
 
Fumare è vietato in quasi tutti i luoghi pubblici. Ma Philip Morris, la
più grande multinazionale del tabacco, non si arrende. Il ministero della
Salute, con la sua campagna di prevenzione sui rischi legati al fumo, ha
trasformato i pacchetti di sigarette in una promessa di necrologio Nessun
problema: le bionde saranno dannose, ma sono belle dentro. Un nuovo, accattivante
packaging illustra poeticamente all'interno la bucolica crescita delle piantine
di tabacco. Però, dato che "non vogliamo che i minori fumino", declama il
sito della multinazionale, voilà, nei pacchetti Philip Morris compare, a
fare da contraltare, una specie di foglietto illustrativo, simile a quello
dei farmaci, che confessa gli effetti nocivi del fumo e i rischi di dipendenza,
soprattutto per i giovani. Noi ve lo avevamo detto, insomma, che i nostri
prodotti sono dannosi per la salute. Adesso, se vi ammalate, non potrete
certo farci cause miliardarie. 

 


















Un buon consiglio del medico di famiglia

Da L'Espresso di un paio di settimane fa.

Di Letizia Gabaglio

Basterebbe un buon consiglio del medico di famiglia per far smettere di
fumare i pazienti. Quantomeno per raddoppiare le probabilità che lo facciano.
Davanti a un fumatore preoccupato servono parole semplici:?Mi sembra che
tu voglia smettere. Sono contento di sapere che sei preoccupato per la tua
salute?. Ad affermarlo sono gli psicologi e gli psichiatri del programma
tabacco dell?University of Medicine and Dentistry of New Jersey. Secondo
gli esperti, due sono le domande per capire se il paziente è dipendente
dalla sigaretta:?Quanto tempo passa da quando ti svegli prima di fumare
la prima sigaretta??. E:?Quante sigarette fumi al giorno??. Se le risposto
sono nel primo caso meno di 30 minuti, e nel secondo almeno 20, allora siamo
davanti a un caso di forte dipendenza. Meno grave il caso di chi fuma dopo
un?ora dal risveglio e raggiunge quota 10 in un giorno. Attenzione, però:
i ragazzi sviluppano dipendenza con dosi minori. Il primo passo da compiere
per aiutare chi vuole smettere, quindi, è quello di diagnosticarne la dipendenza.
Il successivo, secondo gli esperti USA, è quello di non sottovalutare i
sintomi più comuni durante l?astinenza: umore depresso, insonnia, irritabilità,
ansia, difficoltà a concentrarsi, diminuzione del battito cardiaco. Sintomi
che, se si tiene duro, spariscono dopo pochi mesi, ma che per molti sono
insormontabili. Insomma, smettere da soli è davvero difficile. Per questo,
secondo gli psicologici statunitensi, sarebbe importante se il medico di
famiglia cogliesse subito gli eventuali spiragli per poter agire. Pochi
minuti dedicati alle diverse possibilità presenti sul mercato: cerotti,
gomme da masticare, counseling psicologico. Uno studio di review indica
infatti che, grazie ai farmaci, la percentuale di abbandono della sigaretta
aumenta da 1,5 e 2 volte, così come quella di non ricadere nel vizio per
almeno 6 mesi. Circa un paziente su quattro che si avvalgono dei farmaci
smette di fumare: se si aggiunge a questo anche la psicoterapia il risultato
può duplicare.


































IL LIBRO

Ho appena postato sulla versione in Inglese del blog un articolo sul libro di Allen Carr.

Della crociata contro il fumo lui e' riuscito a fare la via maestra per diventare miliardario !

Onore al merito !

13/10/2004

Fumo passivo nei

 luoghi di lavoro

Come sosteniamo da una vita!!!

La Nazione 12/10/2004

di Lucia Agati
PISTOIA Il fumatore passivo oggi ha molti strumenti in più per difendere
la sua salute, ma anche il datore di lavoro ha molti obblighi e deve sapere
che, da un momento all'altro, uno dei suoi dipendenti, che potrebbe essersi
ammalato per il fumo altrui, può fargli causa perchè non è stato sufficientemente
protetto dai rischi.
Stiamo parlando ovviamente di fumo passivo nei luoghi di lavoro privati,
visto che la legge Sirchia ha dato, ai non fumatori, il gran sollievo di
non dover più respirare il fumo degli altri nei luoghi aperti al pubblico.
Ma cosa accade in una grande azienda, rigorosamente interdetta al pubblico
e dove, presumibilmente, i fumatori sono numerosi Il datore di lavoro è
tenuto a tutelare i non fumatori e a mettere in atto tutti gli accorgimenti
per evitare loro anche la minima esposizione a sostanze dannose e visto
che la comunità scientifica ha sancito da tempo che il fumo da tabacco è
cancerogeno, le conclusioni sono rapide e intuibili. La più grande azienda
pistoiese, Ansaldo Breda Spa, ha chiesto, qualche tempo fa, un parere legale
proprio su questo aspetto. Un parere che è stato redatto dagli avvocati
Andrea Niccolai e Fabio Celli del foro pistoiese.
Sono venti pagine che riassumono i punti fondamentali che un datore di lavoro
deve tenere presente per tutelare la salute dei suoi dipendenti e dove il
fumo di sigaretta entra prepotentemente fra i fattori di rischio. Nella
prima parte della perizia i legali indicano tutti i riferimenti normativi
a disposizione dei dirigenti d'azienda a cominciare dall'articolo 32 della
Costituzione La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo.
Per seguire con l'articolo 2087 del Codice Civile L?imprenditore è tenuto
ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure necessarie a tutelare
l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori. Sostanziale la
modifica dell?art.9 del Dpr numero 303 del 1956 attraverso il decreto legislativo
626 del ?94, che ha introdotto le norme di tutela della salute dei luoghi
di lavoro e dove, per la prima volta, si parla di "aria salubre". «E' stato
pertanto introdotto si legge sulla perizia dello studio Niccolai destinata
ad AnsaldoBreda per i datori di lavoro e i dirigenti, l'obbligo di garantire
ai lavoratori la presenza di aria salubre, di un'aria quindi priva di sostanze
irritanti, tossiche e nocive. A questo proposito, particolare attenzione
deve essere pertanto rivolta al fumo di tabacco ambientale nei luoghi di
lavoro, data la presenza in esso di numerosi inquinanti derivanti dalla
combustione del tabacco, tra cui anche sostanze cancerogene». Da qui la
soluzione ritenuta più idonea è quella più semplice, ovvero il divieto di
fumo nei luoghi di lavoro. L'escursione di Niccolai e Celli approda alla
giurisprudenza più attuale. «Sempre ragionando in via cautelativa si legge
ancora non di deve trascurare nè sottovalutare la possibilità che uno o
più lavoratori intentino una causa per il risarcimento del danno alla salute
causato dal fumo passivo, nelle ipotesi in cui una certa patologia possa
in qualche modo essere ricollegata all'esposizione agli effetti del fumo
passivo nel luogo di lavoro». In America le cause dei non fumatori contro
le aziende sono state avviate da tempo. A Pistoia non si sa, ma in Italia
ci sono stati due casi che hanno avuto ampia risonanza: il giudice del lavoro
del tribunale di Bari, che ha accolto il ricorso presentato da una centralinista
non fumatrice della Telecom che a causa del fumo passivo aveva contratto
una patologia della laringe, e la sentenza del Gup di Milano, che ha condannato
due dirigenti di una banca accusati di omicidio colposo: una dipendente
era morta in seguito ad una crisi d?asma dopo aver invano chiesto il trasferimento
in un locale dove non ci fossero fumatori. Per la prima volta il fumo passivo
è stato ritenuto una concausa di morte.






























































Futuro da paria per gli amanti delle bionde

Libero 12/10/2004

di GIOVANNI SEU « Da dicembre a Milano un locale su due sarà interdetto
ai fumatori: siamo arrivati all'ostracismo, alla ghettizzazione sociale
» . Non esagera Giuliano Bianucci, presidente della sezione italiana dell'Associazione
Fumatori, nel prefigurare un futuro da paria per gli amanti delle bionde.
Le sue stime infatti trovano conferma in Giorgio Montingelli dell'Unione
del Commercio, che anzi circoscrive ancora di più gli spazi: « Su 8 mila
esercizi circa il 40 per cento riuscirà a dotarsi di spazi appositi per
i fumatori. Saranno perciò poco meno di 5 mila quelli in cui non si potrà
più accendere una s i g a re t t a » . Gli esercenti, secondo quanto prevede
la nuova legge, dovranno creare sale separati per i fumatorima la maggior
parte dei locali pubblici milanesi sono costituiti da un ambiente unico:
da qui le cifre drastiche fornite da Montingelli. Tra due mesi, quando entrerà
in vigore la nuova legge sui locali pubblici voluta dal ministro della salute
Gerolamo Sirchia, gli spazi per fumatori si restringeranno al punto che
chi vorrà passare la serata senza rinunciare a qualche tiro dovràmuoversi
con la mappa degli esercizi  tolleranti: « Stiamo preparando un elenco del
genere nel nostro sito www. assfumatori. it - spiega Bianucci-, anche se
devo segnalare che pure oggi la situazione non è delle migliori: il divieto
esiste anche in posti in cui la legge non lo prevede. Penso all'aeroporto
di Malpensa in cui da tre anni hanno stabilito una singolare limitazione
che non esiste neppure in Usa: allo scalo di New York, per esempio, è possibile
accendere una sigaretta senza prendersi una multa. Qui invece diventa un
problema, com?è successo a me, persino prendere un gelato: nella famosa
gelateria Orsi dei Navigli non ci si può accendere una sigaretta, stesso
discorso vale per un locale come Le scimmie dove fanno musica jazz. Tra
poco non sarà possibile neppure fumare nel giardino di casa » . Se non è
la caccia alla streghe poco ci manca. Visitando il sito dell'associazione
è questa l?impressione che si ricava: i fumatori si sentono gettato addosso
l'abito dell'imp re s e n t ab i l i t à sociale: « Le norme e le c a m
p ag n e pubblicitar ie sono più martellanti di quelle varate contro fenomeni
ben più gravi come l'alcolismo e la tossicodipendenza - continua Bianucci-,
saremo costretti a rintanarci nei bagni per potere fare una boccatina. Il
governo sbaglia con questa politica proibizionista: le statistiche dimostrano
che il numero dei fumatori non cala. Anzi, proprio tra i giovanissimi si
sta diffondendo la tendenza a sfidare i divieti » . Un messaggio di solidarietà
inaspettato arriva da Valentino Spataro, che ha creato una società ed il
sito w w w. s e n z a f u - mo. com per tutelare i non fumatori: « E' vero
- afferma è sempre più difficile per chi fuma trovare posti in cui sono
accettati » . L'iniziativa di Spataro coniuga la ricerca del lucro con l'obiettivo
di rendere un servizio: « Nel sito - continua- si può fare un ricerca dei
locali in cui non si fuma partendo dalla via o dal quartiere in cui ci si
vuole recare. Abbiamo un centinaio di contatti al giorno, sono in modo particolare
le famiglie che si connettono per cercare un posto al riparo da sigari e
pipe » . Quanto ai ricavi niente problemi: la società stampa opuscoli per
non fumatori e poi ci sono gli introiti della pubblicità su internet. Chi
invece non sembra preoccuparsi più di tanto è l?assessore al commercio Roberto
Predolin: « Intanto devo dire che diversi esercizi del centro sono già attrezzati.
Ad ogni modo il vero problema è rappresentato dall'offerta commerciale.
Poi certo qualcuno dovrà cambiare abitudini, magari si riserverà il piacere
del fumo prima di entrare oppure all'uscita del ristorante » .
























































Blitz a Taranto

Chissà se hanno ricevuto una soffiatina!!!

La Gazzetta Del Mezzogiorno 12/10/2004

Avvocato, scusi siamo del Nas: in tribunale non si può fumare». Blitz dei
carabinieri del Nucleo antisofisticazione e sanità ieri mattina negli uffici
giudiziari di via Marche. Due militari in borghese e dunque assolutamente
non riconoscibili, hanno passato al setaccio aule e corridoi, sorprendendo
in flagranza sia avvocati che, in almeno un caso, un magistrato. Fumarsi
una sigaretta tra una udienza e l'altra, fuori dall'aula gip o nel corridoio
dei pubblici ministeri, costituisce d'altronde un vezzo assai diffuso nella
struttura di via Marche - almeno a memoria di cronista - ma incompatibile
con la nuova normativa che impone l'assoluto divieto di fumo negli uffici
pubblici. Non sono state elevate multa, almeno così pare, visto che sia
i legali che i magistrati hanno accolto di buon grado l'invito, cortese
ma perentorio, a spegnere la sigaretta. I controlli proseguiranno nei prossimi
giorni, giacché cancellare servirà molto altro tempo per cancellare il malvezzo.


 
























Numero verde per smettere

Il Giorno 13/10/2004     
 
di Serena Salaris
MILANO  La Lega italiana per la lotta contro i tumori ha attivato un numero
verde per sostenere chi vuole smettere di fumare, informare e sensibilizzare
i cittadini sul tema.
Un numero che assume particolare importanza in questi giorni, nella settimana
europea contro il cancro (dal 9 al 16 ottobre 2004).
Un nostro lettore, grande sostenitore della lotta contro il fumo, ci ha
segnalato di aver provato, ieri pomeriggio intorno alle 15, a contattare
il numero 800.99.88.77 della linea verde «S.o.s. Fumo» apparso su una pagina
pubblicitaria del Quotidiano Nazionale, ma nessuno gli ha risposto. Anzi,
per la precisione, dall'altra parte della cornetta è partita una voce registrata
che testualmente informava: «Siamo spiacenti, ma il numero non è accessibile
in questo orario».
Un avviso che ha destato qualche perplessità nel nostro lettore: «Non è
che il numero non funziona?», si è chiesto.
Il mistero si è però risolto, consultanto il sito www.legatumori.it.
Da internet, infatti, risulta che tale servizio non è attivo tutti i giorni
ma solo in determinate fasce orarie. E precisamente dal lunedì al venerdì
come segue: lunedì e giovedì dalle 9.30 alle 18; martedì, mercoledì e venerdì
dalle 9.30 alle 14.30.
Ecco perché ieri, martedì alle 15, il nostro lettore non ha potuto interloquire
con qualche medico, psicologo o sociologo sul tema del fumo. La chiamata
andava effettuata, stando agli orari presenti sul sito, entro le 14.30.
«Il progetto SOS Fumo - come si legge nel sito -, è un Numero verde che
negli anni ha aiutato tantissimi fumatori ad abbandonare per sempre la schiavitù
delle sigarette. E, di conseguenza, tanti amici di fumatori a non respirane
più il fumo passivo».
Dal 10 al 15 ottobre l?Europa si mobilita per la lotta ai «danni ambientali
provocati dal fumo». Si chiama «Per favore, fammi respirare» l'iniziativa
promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori nell?ambito della
campagna di sensibilizzazione promossa dall'European Cancer Leagues per
la «Settimana Europea contro il Cancro». Quest?anno si parlerà sostanzialmente
di «Fumo passivo» e delle conseguenze su chi è costretto a subirne gli effetti.







































IL FUMO IN GIAPPONE

Il nostro inviato speciale in Giappone, Amicoandrea, mentre legge il libro che lo portera' a smettere definitivamente di fumare, ci ha inviato il suo

Servizio Speciale

Per evitare di dare l`impressione di parlarmi addosso descrivero`, in sintetica
ed il piu` possibile obiettiva maniera, quello che so sul fumo di tabacco
in Giappone, senza alcun commento.


Un pacchetto di sigarette nazionali costa 270 Ien (2 Euri), straniere 300
Ien (2 Euri e 20). Le sigarette sono in vendita nella maggior parte dei
negozii tipo emporio, nei supermercati ed anche nelle veramente numerosissime
macchine automatiche presenti pressoche` in tutti gli angoli di strada.

I luoghi dove e` consentito fumare sono chiaramente indicati dalla presenza
dei portaceneri o della scritta ``smoking area``. Facilmente si impara a
capire che, se davanti all`entrata in qualsiasi luogo c`e` un portacenere,
da quel punto in poi non e` gradito che si fumi. Non si fuma nei cinema
e nei teatri. Si fuma invece in pressoche` tutti i locali dove si mangia
o si beve. Del resto per legge sono dotati di potentissimi impianti di ventilazione.
Comunque circa la meta` dei fumatori presenti nel locale va a fumare fuori.
Qualche locale particolarmente raffinato e` diviso in due, per dare la scelta
di stare tra fumatori o non, ma e` comunque ventilato. Nei treni locali
e nella metropolitana non si fuma, neanche sui marciapiedi di attesa. Solo
la JR, gestrice della gran parte delle linee a lunga percorrenza (ma non
solo!), ha mantenuto il consenso a fumare sui marciapiedi di attesa, naturalmente
solo nelle apposite aree delimitate da striscie bianche ma soprattutto segnalate
dalla presenza di portaceneri. Inoltre sui treni a percorrenza maggiore
di un`ora senza fermate sono sempre presenti carrozze per fumatori, che
occupano circa il 15 per cento del treno.

Ultimamente e` comparso il divieto di fumare anche in un luogo all`aperto e cioe` nella piazza dell`uscita
Nord della stazione ferroviaria di Shibuya (Tokyo) che, effettivamente,
e` tanto affollata da creare possibile fastidio agli altri se si fuma. Nella
piazza e` stato allestito un ``recinto`` per chi vuole fumare, delimitato
da cristalli e potentemente ventilato sia in emissione che in aspirazione.
Tali recinti sono presenti anche in altri luoghi chiusi dove si prevede
che il soggiorno sara` molto lungo. Ad esempio esistono nei terminal degli
aeroporti e nelle sale antistanti l`imbarco sugli aeroplani. Sugli aeroplani
delle linee giapponesi non si fuma.

In Giappone e` consentita la pubblicita` ai prodotti del tabacco. Esiste
anche, come in qualsiasi altra attivita`, un ``martellamento`` volto al
buon comportamento. Prima che comparisse il recinto per fumatori a Shibuya,
molte volte in tv comparvero degli spots che invitavano a non fumare in
luoghi affollati, ancorche` all`aperto. C`e` stata per un certo periodo
anche pubblicita` ad un tabacco che era stato privato delle sostanze sgradevoli.

Il giapponese accende la sigaretta, da` tre o quattro tiri e la spegne.
Fuma rarissimamente quando cammina. Non fuma alla guida (ma parla al telefonino!),
neanche quando e` solo in macchina. Non ho mai visto un giapponese infrangere
il divieto di fumare, fumare fuori delle aree riservate ai fumatori, chiedere
ad altri di spegnere la sigaretta o di non accenderla.

Be`, questo e` piu` o meno tutto quello che ho osservato.

Ciao. Prossima volta: commento sul libro di Carr.













































12/10/2004

In diretta dal Giappone

Andrea accetta l' incarico ed esordisce cosi'

I giapponesi sono un popolo civile ...

Ultima sigaretta on line

Come in un reality show televisivo, le telecamere lo hanno seguito pewr
3 settimane. Spettacolo a parte, era questione di vita o di morte. Si tratta
di Bob, newyorkese di 35 anni e fumatore da 18, che ha accettato per 500
dollari di recitare nella campagna antifumo della American Legacy Foundation.
Sul sito www.bobquits.com i video che documentano, giorno per giorno, la
difficile disintossicazione dalla nicotina, dimostrando che può smettere
anche chi, come lui, ha sempre amato più di ogni altra cosa  la sigaretta.
Il video-diario ce lo mostra durante il primo giorno, a gennaio, sulla strada
verso il lavoro: ansimante e in preda ad una brutta tosse. Il consiglio
del medico curante, che gli ha trovato due "polmoni da ottuagenario" ha
motivato l'impresa. Dopo giorni di incertezze, la famiglia ha fatto cerchio
per fargli forza, dalla moglie Christiaan alla figlia Hannah, che racconta
di quando il padre dimenticava le sigarette accese in giro per casa. Ma
è solo un brutto ricordo. Finzione o realtà? Il vero Bob, al secolo Ethan
Teicher, giura che "a parte 4 maledette sigarette ad aprile" ha davvero
chiuso con le bionde.


















Per Andrea : visto che ti trovi in Giappone, perche' non ci mandi un bel reportage sulla situazione FUMO  laggiu' ? In quanti fumano, se per strada, nei locali, a casa, in auto... Cosa dice la legge, se ci sono le scritte sui pacchetti, etc.

 

Diversificazione

Il Sole 24 Ore 10/10/2004

ROMA 1 Sigarette profumate o inodori, al mentolo o a basso contenuto di
nicotina. Riduzione dei costi di produzione e concentrazione delle vendite
sulle fasce più alte dei consumatori, su mercati maturi e in prodotti di
lusso. Diversificazione tramite la crescita del business in settori alternativi
quali l?alimentare e il farmaceutico. Massicci investimenti in ricerca e
sviluppo. Marketing altamente rispettoso delle norme su fumo e salute. Caccia
a nuovi mercati potenzialmente in espansione. È così che Japan Tobacco,
terzo produttore al mondo di tabacco e sigarette ne ha vendute 423 miliardi
nell?ultimo anno fiscale si mantiene saldamente a galla nelle acque agitatissime
del mercato del fumo. Nonostante il puntuale rialzo dei prelievi sulle sigarette
da parte di Stati con conti pubblici da correggere ( l'Italia è uno di questi
anche con la Finanziaria 2005), il trend inarrestabile di calo del numero
dei fumatori, le campagne anti- fumo e le azioni legali sempre più pressanti,
l'aumento dei divieti e delle multe contro chi fuma trasgredendo, JT inc.
continua a mantenere un andamento positivo del suo core business: i ricavi
operativi hanno raggiunto nell'ultimo anno fiscale " vette da record", il
dividendo per il momento è stabile ma ha l'ambizione di crescere nel tempo,
sul fronte internazionale il margine operativo lordo ( Ebitda) è salito
nell'ultimo anno del 17,9 per cento. « Il nostro obiettivo non è tanto il
mantenimento della quota dei volumi ma piuttosto la garanzia di saper generare
profitti anche in un habitat difficile » , ha spiegato Ryosuke Tsuji, general
manager di Japan Tobacco Inc, in un?intervista al Sole 24 Ore rilasciata
nel corso della sua ultima visita in Italia. Jt ha perso il monopolio in
Giappone nel momento della privatizzazione risalente al 1985: attualmente
questo colosso, con una forza lavoro di 28.500 persone di cui 12mila su
scala internazionale, è posseduto al 50% dal ministero delle Finanze nipponico,
per il 27% da investitori istituzionali e privati, il 13,1% da istituti
finanziari. Almeno un terzo risulta in mani La sede di Japan Tobacco ( Ap)
estere ( non giapponesi). Il mercato del fumo in Giappone però si sta contraendo:
il numero dei fumatori è in calo ma se Jt continua a mantenere il 70% del
mercato e ad acquistare l'intera produzione domestica di foglie del tabacco.
La società, tramite l'acquisizione di Rj Reynolds nel 1999, ha deciso di
puntare sull'espansione su scala internazionale e questa scommessa sta dando
i suoi frutti: Jt International vende 90 marchi di sigarette in 120 Paesi.
E ha messo a segno negli ultimi tre anni una crescita a due cifre. Per sopravvivere
in un mercato estremamente ostico, con una domanda cronicamente in calo
e prezzi che puntano al rialzo anche a causa dell'inasprimento dei prelievi,
Jt punta sui prodotti cosiddetti " premium": le sigarette con la migliore
qualità e con un prezzo sopra la media, come Camel e Mildseven. Questo perché
la fascia alta del fumatore più sofisticato si è rivelata impermeabile alle
stangate del Fisco e al conseguente aumento dei prezzi. Un altro asso nella
manica di Jt, oltre alla diversificazione ( la sua linea di produzione è
già per il 12,4% alimentare e per il 2,5% farmaceutica) è l?investimento
in R& S per sviluppare nuovi prodotti: l'ultima novità è stato il lancio
recente della sigaretta senza odore, sperimentata dopo un sondaggio di mercato
dal quale era emersa la dilagante lamentela dei fumatori rivolta contro
« il cattivo odore del fumo delle sigarette » . « Esistono 4mila elementi
collegati all'odore delle sigarette e noi intendiamo annullare i cattivi
e mantenere i buoni » , ha detto Tsuji aggiungendo che il gruppo punta anche
su mentolo e basso contenuto di nicotina. In aggiunta, Jt si dice non è
affatto spaventata dal problema delle azioni legali multimiliardarie negli
Usa: è scarsamente presente nel mercato americano e dunque si considera
immune dalle litigations che perseguitano la sua acerrima rivale, la numero
uno Phillip Morris. « Siamo coinvolti al momento in una ventina di cause
su scala internazionale, una soltanto in Giappone » , puntualizzano con
orgoglio. In quanto alla campagna antifumo, Jt non si scompone: prima ancora
che entrassero in vigore le leggi più restrittive per circoscrivere le zone
adibite al fumo, Japan Tobacco fin dagli anni 70 aveva deciso di sua iniziativa
di autocensurarsi e di non effettuare pubblicità in televisione per proteggere
i bambini dall'offerta delle proprie sigarette. Vende portaceneri portatili
ed è la prima a incoraggiare i fumatori a rispettare i non- fumatori. ISABELLA
BUFACCHI


































































Fumare davanti ai ragazzi


è un atto educativo negativo

Unione Sarda 10/10/2004

Se la legge antifumo del ministro per la Salute Sirchia era considerata
rigida, quella presentata l?estate scorsa dall'assessore provinciale Richard
Theiner renderà ben più dura, se non impossibile, la vita dei fumatori altoatesini.
A partire dal primo gennaio 2005, infatti sarà proibito fumare in tutti
i locali pubblici chiusi.
In pratica, ed è questa la novità della normativa altoatesina, si potrà
dire addio alla sigaretta nei ristoranti. Divieto assoluto esteso anche
alle aree scolastiche, dove la proibizione si estende pure agli spazi aperti
di proprietà delle scuole. Sono quei cortili dove generazioni di professori
e studenti hanno fumato la loro sigaretta nei momenti di pausa. Me la gustavo
anch'io la sigaretta nel cortile quando ero a scuola e avevo bisogno di
rilassarmi! Se la legge venisse approvata così com'è, gli studenti e i professori
tabagisti sarebbero costretti a resistere senza fumo per cinque o sei ore,
oppure a smettere. Ed è questo lo scopo della legge, benedetto anche dal
presidente del Comitato anti-fumo, che dice: «Fumare davanti ai ragazzi
è un atto educativo negativo, visto che l'insegnante resta modello anche
nell'ora di pausa». Su questo, pur essendo una ex fumatrice, dissento. Pur
fumando le mie belle sigarette durante l'intervallo, mi sono sempre sentita
un ottimo modello per i miei alunni. Non ho mai avuto la sensazione di sminuirmi
come persona e come educatrice pur con la cicca in bocca.
Maria Luisa Sotgiu
Dobbiaco (Bolzano

























Fertilita' in fumo

Corriere Salute 10/10/2004   
 
Gli uomini che bevono e fumano farebbero bene a rivedere le proprie abitudini
nel caso vogliano avere un bambino, n binomio alcolici e sigarette favorirebbe,
infatti, una riduzione della quantità di liquido seminale, della concentrazione
di spermatozoi e della percentuale di spermatozoi attivi. A segnalarlo è
uno studio pubblicato su «Fertility and Sterility». «Non c'è dubbio che
abitudini di vita sbagliate possono influenzare negativamente la capacità
di avere figli» commenta il professor Giovanni Colpi, direttore dell'Unità
di andrologia dell'Ospedale San Paolo di Milano. «Sono numerosi i fattori
che possono minare la fertilità e tra questi rientrano, oltre a fumo e consumo
di alcolici, anche il peso e il tenore di vita». Chi rischia di più Appurato
che fumo e alcolici, e più in generale uno stile di vita disordinato, non
fanno bene agli spermatozoi, bisogna precisare che a risentirne di più sono
coloro la cui fertilità è già minata da problemi preesistenti. «Se un uomo
ha già uno sperma alterato, perché, per esempio, è portatore di un varicocele
o, piuttosto, perché ha avuto disturbi infiammatori delle vie seminali,
magari anche asintomatici, è più che mai importante che riveda il proprio
stile di vita se desidera avere un figlio» precisa infatti l'andrologo dell'ospedale
milanese San Paolo. A dimostrazione degli effetti negativi di un cattivo
stile di vita è stata svolta in anni recenti un'osservazione interessante,
ossia che negli uomini ci sono miglioramenti seminali modesti, ma tangibili,
nel momento in cui vengono a sapere di essere infertili o poco fertili.
Come mai? «Molto probabilmente, dal momento in cui apprende la notizia poco
gradita, l'uomo tende automaticamente ad adottare uno stile di vita più
salutare, che si traduce in un miglioramento della qualità del liquido seminale
» spiega l'esperto. Dannose sinergie I fattori che possono influenzare la
fertilità di una coppia hanno spesso un effetto sinergico: bere e fumare
insieme nuoce molto di più alla fertilità del singolo vizio. E se a queste
abitudini negative se ne aggiungono altre, l'effetto è via via più deleterio.
«Ma si è anche visto che alcuni fattori sono più dannosi per l'uomo e altri
più dannosi per la donna. Per esempio, una donna avrà più difficoltà a concepire
un bambino se fuma molto, se è stressata, se è in soprappeso oppure sottopeso,
mentre la fertilità maschile risentirebbe particolarmente dell'elevato consumo
di bavande alcoliche» conclude il professor Colpi.
Consigli
L' «attesa» si fa aspettare anche a causa dello stress
Sono necessari circa tre mesi perché i fattori positivi, o negativi, possano
aver affetto sugli spermatozoi. In pratica, se un uomo smette di fumare,
i benefici si inizieranno a vedere dopo due o tre mesi. Fatta questa precisazione,
ecco alcuni consigli per le coppie alla ricerca di un figlio:  adottare
uno stile di vita regolare, ? abolire o quanto meno limitare il consumo
di alcolici,  non fumare,  ridurre lo stress (consiglio valido in particolar
modo per le donne, perché lo stress è associato in modo significativo alla
probabilità di gravidanza),  gli uomini devono evitare le alte temperature
sullo scroto. Sono controproducenti, quindi, per esempio, saune e lunghe
esposizioni al sole.
















































11/10/2004

Vietato fumare nei cortili delle scuole (cronaca locale)  
Gazzetta di Reggio 10/10/2004   
 
 BOLOGNA. Guerra senza frontiere al fumo. L?Emilia-Romagna intende rendere
la vita davero difficile agli amanti delle sigarette: è già passato in giunta,
infatti, un progetto di legge che, avvalendosi anche dei nuovi poteri derivanti
dalla riforma del titolo V della costituzione, fissa divieti più stringenti
di quelli previsti dalla normativa nazionale. Due su tutti: niente tabacco
negli uffici privati e nei cortili delle scuole. In queste ultime, poi,
per scoraggiare il dilagare del vizio tra i minori, non sarà possibile neanche
creare delle aree per fumatori. Del resto, i dati (riferiti al 2000) parlano
chiaro: la relazione che accompagna la legge stima che in Emilia-Romagna
fumi il 25,5% dei quattordicenni. La percentuale dei fumatori maschi è al
30,7%, mentre fuma il 21% delle donne.
 
Dalla Regione stretta anti-fumo (cronaca)  
L' Unita 10/10/2004   
 
BOLOGNA Guerra senza frontiere al fumo. L?Emilia-Romagna intende rendere
la vita davvero difficile agli amanti delle sigarette: è già passato in
giunta, infatti, un progetto di legge che, avvalendosi anche dei nuovi poteri
derivanti dalla riforma del titolo V della Costituzione, fissa divieti più
stringenti di quelli previsti dalla normativa nazionale. Due su tutti: niente
tabacco negli uffici privati e nei cortili delle scuole. In queste ultime,
poi, per scoraggiare il dilagare del vizio tra i minori, non sarà possibile
neanche creare delle aree per fumatori. Del resto, i dati (riferiti al 2000)
parlano chiaro: la relazione che accompagna la legge stima che in regione
fumi il 25,5% dei quattordicenni.






























Un commensale in meno:

la sigaretta


La Nazione 10/10/2004   
 
di Roberto Borgioni
PERUGIA Nel cenone di San Silvestro, da quest'anno, ci sarà un commensale
in meno: la sigaretta. Scatterà dal 29 dicembre, infatti, il divieto di
fumare in tutti i locali pubblici non attrezzati con la doppia sala, una
per fumatori e l'altra protetta dal tabacco. Il ministro Sirchia ha annunciato
che non ci saranno deroghe, nemmeno per la notte del 31 dicembre. Una decisione
che, a Perugia, ha riacceso la spia della preoccupazione. Un locale su due,
nel comprensorio del capoluogo, infatti non è ancora in regola con la nuova
normativa. A pagare dazio sono soprattutto bar e pub, molti dei quali non
hanno la disponibilità della doppia sala. In tutte queste strutture, entro
la fine dell'anno la sigaretta sarà bandita per sempre.
Negli uffici perugini della Confcommercio, il [\FIRMA]count down è già scattato.
Con non poche perplessità. Non si contesta il contenuto della normativa
anti-fumo, ma la sua applicazione proprio nel cuore delle festività natalizie.
Una rigidità che costringerà molti gestori a una corsa contro il tempo per
riuscire a mettersi in regola e non perdere clienti. Per questo, le associazioni
di categoria hanno chiesto lo slittamento della scadenza al 14 gennaio,
però con poche probabilità di spuntarla.
«Il problema  confermano dalla Confcommercio provinciale  riguarda in particolare
i locali più piccoli, come quelli del centro di Perugia. Ma in questo caso
non ci sono soluzioni alternative: bisogna solo applicare tout court il
divieto. Per i ristoranti dotati di più sale, invece, c'è la possibilità
di attrezzare spazi riservati ai fumatori». Ma attenzione: non basta una
semplice divisione di stanze all'interno del locale per rispettare gli obblighi
di legge. Il decreto, infatti, prevede che le sale per fumatori debbano
essere dotate di condizionatori con ricambio d'aria e fissa precisi parametri
per la messa a norma.
Servono, perciò, investimenti economici consistenti. Ci sono ristoratori
che, per attrezzare le sale, hanno speso (o spenderanno) tra i 10 e i 15mila
euro. «A livello nazionale  spiegano dalla Confcommercio perugina  non sono
state firmate specifiche convenzioni per finanziamenti o per la fornitura
di apparecchiature a costi ridotti. Per quanto riguarda Perugia, comunque,
la Confcommercio ha attivato i Consorzi fidi in modo da venire incontro
alle richieste degli operatori. Per la messa a norma dei locali, cioè, la
nostra organizzazione garantisce un supporto economico di partenza con finanziamenti
a tasso agevolato. Più di questo non possiamo fare».











































Esercizi pubblici liberi dal fumo

 

Il Piccolo 09/10/2004  
 
Per istruire e sensibilizzare gli esercenti e i consumatori sulla nuova
norma che dal 14 gennaio 2005 vieterà il fumo negli esercizi pubblici e
nei luoghi di lavoro, la Confcommercio e l'Azienda per i servizi sanitari
hanno lanciato la campagna «Esercizi pubblici liberi dal fumo». Obiettivo
del progetto è quello di tutelare la salute di esercenti, lavoratori e consumatori
dai danni provocati dal fumo passivo e prevenire l'insorgere di eventuali
controversie con un'informazione preventiva sul nuovo regolamento. A questo
proposito a partire dai prossimi giorni verranno distribuiti in tutti i
pubblici esercizi e nelle farmacie dei depliant esplicativi.
Per «educare» gli esercenti, invece, verranno predisposti tre seminari formativi
rivolti a tutta la categoria: i primi due si terranno il 13 ottobre e il
22 novembre dalle 15 alle 17 nella sede della Fipe-Confcommercio in via
Roma 28, mentre altri incontri verranno organizzati in seguito nella sede
di Sdgz-Ures. Un'altra iniziativa molto significativa sarà il rilevamento
delle polveri sottili e del monossido di carbonio negli esercizi pubblici:
entro dicembre, infatti, sei bar della città verranno sottoposti a un monitoraggio
settimanale per misurare l'inquinamento indoor. Inoltre, per un'ulteriore
verifica, verranno monitorati anche sei esercizi commerciali nei quali vige
il divieto di fumo; le misurazioni verranno poi ripetute il prossimo anno,
per valutare la ricaduta concreta della nuova legge.
Per sottolineare ancora di più l'importanza della nuova normativa, il dottor
Claudio Poropat, del Dipartimento di prevenzione dell'Ass n.1 triestina,
ha reso noti alcuni dati allarmanti sui rischi provocati dal fumo: «Nei
locali pubblici e specialmente nei bar - ha spiegato - il fumo di tabacco
è più concentrato di 11 volte rispetto ad uffici e residenze. I lavoratori
hanno pertanto un eccesso di mortalità per tumore dai 1 a 4 su mille esposti
ed un eccesso di mortalità per malattie cardiovascolari di 1 su 100 esposti».
Poropat ha inoltre rassicurato i commercianti, sottolineando che «nei Paesi
esteri dove vige il divieto di fumo, questo non ha portato a una diminuzione
degli incassi». Nel corso della presentazione del progetto, il presidente
della Confcommercio, Antonio Paoletti ha posto l'accento sull'importanza
di rispettare anche «chi vuole farsi male da solo», ovvero l'esigenza di
trovare una soluzione adeguata anche per tutti i fumatori.
Elisa Lenarduzzi
 









































Incendio provocato

 

dalla sigaretta

Il Resto del Carlino 10/10/2004

PESARO Venti giorni fa si era ustionata in buona parte del corpo dopo essersi
addormentata nel divano con la sigaretta accesa. Non sembrava comunque grave.
Portata al centro grandi ustioni di Parma, l'altra sera è morta per complicazioni
polmonari. Si chiamava Serenella Romani, aveva 48 anni, sposata, un figlio.
Abitava col marito Armando Canapeti e il figlio Demis di 28 anni in via
Cadore 11 a S.Maria delle Fabbrecce. Lavorava da anni come assistente geriatrica
nella casa di riposo comunale di S.Colomba. Da quanto si è appreso, la donna
era entrata in coma da due giorni e non sono serviti a nulla i tentativi
per rianimarla.
L?infortunio domestico avvenne nelle prime ore della sera del 22 settembre
scorso, mentre la donna si trovava sola in casa. Non si è accorta evidentemente
che il fuoco provocato da una sigaretta aveva attecchito in pochi secondi
anche il pigiama che vestiva. Quando è stato lanciato l'allarme al 118,
Serenella Romani venne trovata per strada, fuori della casa, con i segni
delle ustioni in varie parti del corpo. A preoccupare subito i medici sono
state le possibili conseguenze dovute al fumo respirato. Si temeva che i
fumi della combustione avessero potuto compromettere in qualche modo il
normale funzionamento degli apparati respiratori. Un timore che pian piano
sembrava sfumare ma poi, improvvisamente, un versamento di liquidi nei polmoni
ha fatto precipitare la situazione fino a portare alla morte della donna.
La 48enne era molto conosciuta a Pesaro proprio per il suo lavoro alla casa
di riposo di S.Colomba dove prestava servizio da molti anni. Persona molto
attaccata alla sua professione che svolgeva con perizia e responsabilità.
Le indagini sulla morte della donna sono condotte dalla procura della Repubblica
di Pesaro a cui è stato comunicato ieri dal nosocomio di Parma l?avvenuto
decesso in seguito alle conseguenze di quell'incendio.
Resta da capire se l'incendio provocato dalla sigaretta possa aver prodotto
anche un corto circuito delle prese elettriche poste vicino al divano, tanto
da far divampare un furioso incendio che è costato la vita alla dipendente
comunale.


































Uccisa dal fumo passivo,

il marito contro i periti: via il processo da Milano

Il Corriere della Sera 08/10/2004      
                
                  Quel che di solito fa un imputato preoccupato dell'atteggiamento prevenuto del giudice che di lì a poco dovrà assolvere o condannare, ovvero chiedere alla Cassazione che il processo venga trasferito al tribunale di un'altra città per «legittima suspicione», questa volta l'ha fatto la parte civile. Caso non unico, ma di certo rarissimo in tutta Italia.
                  Teatro giudiziario del colpo di scena, il procedimento penale di secondo grado che vede il fumo passivo sul banco degli accusati.
                  Il procuratore generale, Ugo Dello Russo, termina il suo intervento chiedendo l'assoluzione degli imputati: il direttore di sede e il capo ufficio di Monica Crema, la donna morta cinque anni fa a seguito di una crisi allergica dovuta anche, aveva stabilito la sentenza di primo grado, all'esposizione al fumo passivo respirato sul posto di lavoro, nella banca Paribas. Tre mesi con la condizionale, aveva sentenziato il gup Walter Saresella il primo marzo 2002, ma oggi è una musica diversa quella che suona nell'aula di giustizia della Corte d'Appello milanese, terza sezione.
                  C'è tensione tra i banchi dei togati. Tocca alla parte civile. L'avvocato di fiducia del marito della dipendente morta, Luca Ricci, si alza e in aperta polemica col collegio giudicante e il pg rinuncia alla discussione: «Mi riporto a poche righe scritte, che deposito... Grazie...». E, sottovoce, aggiunge: «In realtà potrei parlare per sei ore, ma qui è già tutto deciso, meglio non perdere altro fiato...».
                  Proprio un attimo prima, del resto, dopo avere tentato inutilmente di ottenere dalla Corte una rinnovazione della perizia medico legale, il difensore di parte civile aveva estratto dal cilindro l'istanza di rimessione del processo ai sensi dell'articolo 45 del Codice di procedura penale. Una mossa possibile grazie alla cosiddetta legge Cirami, diventata famosa durante uno dei processi a Silvio Berlusconi.
                  In sostanza la parte civile rimprovera soprattutto alla Corte e al pg di non avere saputo scegliere un collegio di periti veramente esperti di «tabaccologia».
                  «Qui è tutto strano - grida il marito della donna morta, Livio Ottavio Calvani - in primo grado c'era serenità da parte di tutti, ma in questo processo il pg sembra essere un avvocato della difesa. Voglio solo giustizia, e arrivati a questo punto occorre che il processo vada via da Milano».
                  In sede civile, peraltro, dove si discute l'eventuale risarcimento, il giudice ha disposto l'acquisizione della sentenza di primo grado ed ha annunciato la necessità di incaricare esperti per una nuova perizia.
                  «Siamo allibiti - tagliano corto dall'altra parte i difensori degli imputati, Lodovico e Luigi Isolabella - il fumo passivo non c'entra con la morte della signora».
                  Ma in attesa che la Cassazione decida, il processo segna il passo. Dovesse restare a Milano, riprenderà il 25 gennaio.
                  Biagio Marsiglia 


    

















 Infermiera multata 
 Il Tirreno 08/10/2004   
    
       Durante un sopralluogo effettuato dai Nas all'ospedale Santa Verdiana di Castelfiorentino i Nas hanno sorpreso un'infermiera che stava fumando. La donna, a dire il vero, lo stava facendo affacciata alla finestra, con sigaretta (e di conseguenza fumo) all'esterno, ma i Nas hanno deciso lo stesso di procedere ad una sanzione amministrativa.
       Erano lì per altro, ma già che c'erano...







08/10/2004


BASTA UNA " BOCCATA" DI FUMO

PER DANNEGGIARE IL DNA Lo dimostra un esperimento condotto all'università di Pittsburgh ROTTURA DEI CROMOSOMI

Basta una sola " boccata" di fumo per danneggiare il Dna. Lo sostengono alcuni studiosi dell'università di Pittsburgh. Essi hanno esposto in provetta delle comuni cellule umane al fumo di sigaretta e hanno osservato che i cromosomi con il loro Dna iniziavano a rompersi alle estremità: « Questo tipo di rottura alle doppie fila di Dna è considerata la più pericolosa - ha detto l'autore della ricerca William Saunders - perché le estremità " separate" in modo innaturale sono così libere di fondersi con altri cromosomi nelle cellule, e di provocare danni genetici » .




PAIPO: L'ALTERNATIVA PRATICA E SALUTARE ALLA SIGARETTA
Famiglia Cristiana 07/10/2004   

Un aiuto decisivo per chi sta smettendo di fumare, ma fatica a rinunciare al gesto abituale di accendersi una sigaretta. Oppure per chi fatica a soggiornare in locali o situazioni in cui il fumo è proibito. Testato e consigliato da moltissimi Centri Antifumo del ministero della Salute, Paipo è un bocchino aromatico di plastica, che ha l'aspetto e le dimensioni di una sigaretta ma contiene solo aromi naturali ed estratti di frutta. Per questo, Paipo è indicato anche per chi vuole ritrovare, in qualsiasi momento, una sensazione di freschezza e pulizia in bocca. Un cappuccio simile a quello di una penna a sfera garantisce l'igiene del bocchino, mentre un piccolo tappo ne protegge la parte terminale per conservare l'aroma quando non lo si usa. In questo modo l'aroma di Paipo dura oltre 24 ore, anche se il prodotto viene usato più volte nel corso della giornata. Ovviamente, Paipo non si accende: dopo aver tolto cappuccio e tappino, basta portarlo alle labbra e aspirare, come se fosse una sigaretta, che rilascia un gradevole aroma. La confezione è pratica e leggera, di dimensioni simili a quelle di un pacchetto di sigarette o di caramelle, comoda da portare con sé in tasca o nella borsa. Ogni scatola contiene tre bocchini confezionati singolarmente. Quattro freschi aromi (menta, pompelmo, cannella e caffè) rendono Paipo adatto a tutti i gusti e a tutti i momenti della giornata. In vendita nelle farmacie, nelle erboristerie e nei principali aeroporti italiani, Paipo è prodotto in Giappone ed è distribuito in Italia da Echos S.r.l.






Ho trovato nel Guestbook:

paola
http://aceto.splinder.com

ok, fumare fa male.
tutti i rischi sono noti.
e poi
indolenzimento al petto, mal di gola.
vero sì.
ma cos'è che fa bene?
una bella corsetta al parco dove respirare smog? quel che mangio?
...
capito qui, ironia della sorte, quando quotidianamente
mi tocca discuterne con i miei affetti.

fumare mi piace.

e di vita ce n'è una e tantovale godersela.

ho perso un paio d'amici in incidenti stradali e non fumavano.
un mio prozio fumatore accanito è morto sì di tumore
(fulminante, è partito in una settimana)
ma
a 92 anni
e si alzava nel cuore della notte per una sigaretta.
quando ti tocca, ti tocca.
sarò fatalista.

e chiudo con il pensiero di uno scrittore
per il quale
se non fumi se non bevi
non è che campi di più
è che3 ti sembra più lunga.

con il massimo rispetto per le idee altrui
e per il dolore altrui
ho esposto la mia opinione.

saluti a tutti,
paola.








































Sigarette all'ammoniaca 
Panorama 08/10/2004    
     
      Le multinazionali hanno aumentato per anni i livelli di nicotina e aggiunto ammoniaca alle sigarette, per assicurarsi la dipendenza dei fumatori. Oltre a spendere miliardi di dollari per smentire i rischi del fumo. Lo ha detto al dipartimento di Giustizia americano David Kessler, ex capo della Food and drug administration (Fda) e primo dei 200 testimoni al processo contro cinque giganti del tabacco, in corso a Washington.








Trattato come un terrorista

perché fumavo sull'aereo 
Il Piccolo 05/10/2004  
    
      «Sì è vero, sono "colpevole". Ho accompagnato nel bagno dell'aereo mia figlia di 5 anni e, prima di uscire, mi sono acceso una sigaretta: due tirate e l'ho spenta... Ma da qui a trattarmi come un terrorista davanti ai miei due bambini e ai passeggeri ne passa...». Chi parla è B. B., consulente finanziario monfalconese di 55 anni che, giorni fa, è stato protagonista di un episodio dagli strascichi imprevedibili su un Airbus della «Volareweb.com» tra Venezia e Palermo, a 10' dall'atterraggio a Punta Raisi. Proprio i presunti eccessi avvenuti dopo il fatto vengono messi in evidenza dall'avvocato goriziano Marco Di Maria che, assieme al suo cliente, annuncia di voler sporgere denuncia per violenza privata continuata nei confronti di chi, su quel volo, sarebbe andato oltre le sue competenze ed ecceduto nella reazione per un'inosservanza «sancibile con un'oblazione di 120 euro».
      «Su quell'aereo, un Airbus A320 - dice Di Maria - sono previste varie forme di allarme: rosso per fuoco a bordo, arancione per la presenza di fumo. Ovviamente con procedure d'emergenza diverse. Ebbene, una volta appurato che l'allarme era scattato solo per una sigaretta accesa nel bagno, B. B. è stato apostrofato in malo modo dallo stewart e costretto a sedersi in prima fila da solo, senza potersi alzare, lontano dai due figli con cui stava viaggiando. Un provvedimento sproporzionato rispetto al fatto, che pure è effettivamente avvenuto, e che a nostro avviso presuppone una forma di violenza privata prolungata. E poi: poteva uno stewart prendere questa iniziativa? Non spetta forse al comandante dell'aereo?». Non basta: a B. B. sono pure stati sequestrati i documenti fino all'arrivo a Punta Raisi dove l'uomo e i suoi due figli sono stati "blindati" a bordo di una vettura della polizia e trasferiti a un commissariato dove gli è stata notificata l'inosservanza «a un obbligo dato dall'autorità». Roba da semplice oblazione. A questa si è però aggiunto un esposto per attentato alla sicurezza dei trasporti. «È un reato che presuppone il dolo - aggiunge il legale -. Rapportarlo a quanto avvenuto durante il volo mi sembra un paradosso».
      Ma forse a B. B. è andata anche bene. Visto che un'altra compagnia, Ryanair, avrebbe previsto addirittura di «espellere» dai suoi voli chi viene colto anche una sola volta a fumare a bordo.







Settimana Europea per la Ricerca sul Cancro

Dal 9 al 16 ottobre si svolgerà la Settimana Europea per la Ricerca sul
Cancro che da oltre 25 anni coinvolge importanti catene di supermercati e
grandi magazzini. In questa occasione partecipano devolvendo una percentuale
dei loro incassi ad AIRC.
Tutti possono aderire a questa iniziativa semplicemente facendo la spesa!

SENZA FUMO CON SALUTE
Alle casse verrà distribuito gratuitamente un NUMERO SPECIALE della
pubblicazione Notiziario Fondamentale dal titolo "Senza fumo con salute"
ricca di notizie sulla prevenzione e l'assunzione di corretti stili di vita,
utili a proteggerci dai tumori.
Alla pubblicazione sarà allegato un bollettino di conto corrente postale,
che permetterà a ciascuno di offrire il proprio contributo alla ricerca.
www.airc.it


Di anno in anno i temi scientifici variano ed in questa edizione è stato
scelto di puntare contro il fumo passivo.   L'esposizione al fumo altrui è
tutt'altro che un fattore di rischio trascurabile e il non fumatore, benché
in Italia sia tutelato da una delle leggi più avanzate, ha diritto di far
valere le proprie ragioni: le malattie legate al fumo, sia esso attivo o
passivo, sono frequenti e gravi.
http://www.airc.it/eventi_manifestazioni/settimana_europea.asp































Lutto, distacco e speranza

di LIDIA MANGIARACINA

La chiamerei "Sindrome di Jeanne Hèbuterne", quella dello smagnetizzarsi improvviso della bussola dell’anima. Jeanne era la convivente del mio pittore preferito, Amedeo Modigliani. Ogni volta che leggo quei pochissimi riferimenti alla sua storia sentimentale, appena accennata nella descrizione e comunque offuscata dalla fama del grande artista, provo una profonda compassione per questo personaggio. Aveva perso il suo amore, Amedeo, il 24 gennaio del 1920. Quel giorno, Jeanne rimase a lungo impietrita, all’ingresso di quella stanza fissando quel corpo senza vita che gli era appartenuto. "Sembrava calma", riportano alcuni astanti, "ma ella non si avvicinò, né lo baciò". Il giorno dopo, senza alcuna speranza, si uccise buttandosi dal balcone del quinto piano. Era incinta. Un dramma della disperazione, che trova una parziale spiegazione nell'avido desiderio di completarsi ed esaurirsi in cio' che si ritiene essere la restante metà del sé. La morte e' separazione per antonomasia anche nel suo etimo, e nel lutto, inevitabilmente, si alterano fortemente le coordinate dell’orientamento psichico, fino al rischio di perderle del tutto. La propria identità vacilla in un momento in cui la corrente non passa e si fa buio. Occorre un nuovo processo creativo, un ripartire dalle origini, una nuova genesi dal nulla, come recitano testualmente i Sacri Testi: "La terra era informe, deserta, e le tenebre ricoprivano l`abisso" (Gen.1:2). L'oscurita' si accompagna al vuoto piu' assoluto, interrotto da una sola speranza: "...e lo spirito di Dio percorreva le acque". La speranza si traduce dunque nell'atto creativo per eccellenza: "Sia la luce!. E la luce fu". Jeanne aveva percepito solo il buio, il vuoto. Felicità è riuscire a intravedere una luce, un nuovo atto creativo che rinnova e rigenera la materia e la vita. Abbandonare una stupida sigaretta per molti fumatori e' l'equivalente di un lutto, di un distacco, di una perdita incolmabile. Noi operatori lo sappiamo, percio' non ribattiamo a cuor leggero. Sappiamo che nel processo di cambiamento, nel passaggio dalla condizione di fumatore a quella di non fumatore, si soffre molto, autenticamente. Percio' il lutto va riconosciuto, nella consapevolezza che i vuoti si possono riempire, col tempo, con pazienza e con buona speranza.


PER SORRISO

Ricevo e doverosamente posto :

Per Sorriso:
Grazie prima di tutto per aver pensato a noi in questo momento.
Sono commossa per il tuo gesto che mi fa capire quanto tu sia una persona con un cuore grande, anche se in questo momento non né vorresti sentire i battiti.
Vorrei, come scrive Eze sul blog, dirti parole di speranza e di conforto. Mi viene in mente solo che l'amore che tua madre ha avuto per te ti ha fatto crescere, maturare e Lei, come tutte le mamme vere, ha senz'altro desiderato per te una vita felice e serena. Nel suo ricordo vivi come Lei avrebbe voluto.
Scusami se non riesco a dirti altro.
Ti abbraccio e ti sono vicina
Amina
 

07/10/2004

DA SORRISO

Ricevo proprio ora e posto con tutto il ricordo del mio recente dolore :

 

Puoi aggiungere tra le morti di cancro un nuovo membro: mia mamma.
Scusami ma sono senza parole.
Sorriso

A Sorriso vada il nostro affetto ed il nostro conforto. Chi puo' le mandi due parole di speranza e di incoraggiamento.

 





Il cittadino potrà

chiedere controlli
La Voce di Romagna 07/10/2004 Roberto Casadei

Uomini e donne sono affetti da tabagismo in percentuali differenti, la proporzione cambia a secondo delle aree geografiche di appartenenza. In particolare secondo le stime dell'organizzazione mondiale della sanità: il 47% degli uomini e il 12% delle donne di tutto il mondo fa uso di tabacco; nei Paesi industrializzati aumenta la percentuale di donne fumatrici (il 24%) e scende quella degli uomini (il 42%), al contrario nei Paesi in via di sviluppo i fumatori sono per il 48% uomini e solo per le 7% donne. Le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano che circa un terzo della popolazione mondiale pratica l'abitudine al fumo. Nel nostro Paese, sulla base di un'indagine ISTAT sullo Stato di Salute della Popolazione nel 1996, si evince che: il 24,2% degli italiani di età superiore ai 15 anni si dichiara fumatore (32,6%) uomini, 16,3% donne);il 14,2% si dichiara ex fumatore (22,6% uomini, 6,6% donne); il 61,6% si dichiara non fumatore (45,1% uomini, 77,1% donne);le più alte proporzioni di fumatori in entrambi i sessi sono tra i 35-45 anni; si osserva una complessiva riduzione di prevalenza tra i fumatori (54,2% del 1980 contro 32,6% del 1994), mentre il trend è in salita tra le donne. Ogni anno in Italia nascono 2.033 bambini di basso peso (<2500 grammi) (7,9% del totale) per esposizione a fumo passivo della madre in gravidanza. Il 16,9 % delle morti in culla (87 bambini) è attribuibile al fumo attivo della madre del neonato. Così come il 21.3% dei bambini che soffrono nei primi due anni di vita per infezioni respiratorie acute (circa 77.000 bambini), il 9,1% (pari a più di 27.000 soggetti) dei casi pediatrici di asma bronchiale, 48.000 bambini con sintomi respiratori cronici, e 64.000 bambini con infezioni dell'orecchio medio devono la propria malattia al fumo di sigarette dei propri genitori. La stima annuale dei morti per tumore polmonare e per malattie ischemiche per esposizione al fumo del proprio coniuge è pari a 221 e a 1896, rispettivamente. L'effetto della esposizione a fumo passivo in ambiente di lavoro corrisponde a 324 decessi per tumore polmonare e 235 per malattie ischemiche. Ridurre la morbilità e la mortalità dovute al fumo rappresenta una delle sfide attuali per gli operatori sanitari, per il sistema sanitario e i programmi di sanità pubblica. Sono attuabili provvedimenti volti a: a) ridurre l'esposizione al fumo di tabacco, b) ridurre il numero di persone che inizia a consumare tabacco, c) aumentare il numero di persone che cessa di consumare tabacco. La cessazione dell'abitudine al fumo rappresenta oggi la strategia più efficace per ridurre la mortalità associata al fumo di sigaretta a medio termine. Una riduzione del 50% nel numero di attuali fumatori potrebbe evitare da 20 a 30 milioni di morti premature nel primo quarto di secolo, e circa 150 milioni nel secondo quarto in tutto il mondo. I medici di medicina generale, gli specialisti, gli operatori sanitari hanno una straordinaria opportunità di ridurre il tasso di fumatori e la conseguente morbilità, mortalità, nonché i costi economici associati. Questa opportunità risulta da una combinazione di fattori: consapevolezza nella popolazione dei danni da fumo; alta percentuale di fumatori che vogliono smettere; esistenza di centri di disassuefazione; disponibilità di trattamenti efficaci. Da dicembre 2004 anche in Italia qualcosa, finalmente cambia: l'art. 51 comma 3 della L. n. 3/2003, dispone l'obbligo, per gli esercizi di ristorazione, di dotarsi comunque di uno o più locali da adibire ai non fumatori. Ne deriva la necessità di individuare quali siano gli esercizi che svolgono attività di ristorazione. In via generale, con il termine ristorazione, si potrebbero ricomprendere tutti gli esercizi pubblici comunemente denominati Bar, Ristoranti, Alberghi, ove il cittadino può trovare "ristoro". Diversamente, la Legge 25 Agosto 1991 n. 287, (Aggiornamento delle normativa sull'insediamento e sull'attività dei pubblici esercizi) all'art. 5 (Tipologia degli esercizi) alla lettera a) riserva il termine "Ristorazione" ai soli ristoranti trattorie e similari, escludendo quindi i bar e similari ricompresi nella tipologia della lettera b). Non esiste alcun obbligo per i gestori e i titolari di esercizi pubblici di creare una sala fumatori. E' solo una possibilità, anzi per i locali che non possono suddividere i loro spazi in due sale distinte, vige il divieto totale. La L. 3 16 gennaio 2003, art.51 non parla solo di esercizi di ristorazione. Al primo comma spiega che è vietato fumare in tutti i luoghi chiusi, ad eccezione di quelli privati o delle sale fumatori. Il divieto pertanto è esteso a tutti gli esercizi pubblici: bar, ristoranti, pub, pizzerie, alberghi, discoteche e locali delle più svariate tipologie. La legge è molto chiara sui requisiti tecnici delle sale fumatori e sui casi in cui queste possono essere o meno create. I controlli potranno essere richiesti anche da parte dei singoli cittadini, pertanto i locali non a norma potrebbero essere costretti a pagare cospicue sanzioni. L'area da destinare alle sale fumatori dovrà essere inferiore al 50% dell'area totale del locale, qualsiasi sia la destinazione del locale stesso: discoteca, ristorante, bar ecc. Lo conferma anche il D.P.C.M. del 23 dicembre 2003 che chiarisce i dubbi eventualmente creati in tal senso dalla legge n.3.






06/10/2004

Chi fuma troppo rischia di russare di più  
Il Tempo 03/10/2004   
    
      Roma - Notti agitate per i fumatori accaniti. Russa di più, infatti, chi accende un maggior numero di sigarette. Lo dimostra uno studio su oltre 15.000 uomini e donne tra i 25 e i 54 anni, scelti a caso in cinque Paesi del nord Europa: Danimarca, Svezia, Norvegia, Estonia, Islanda. La ricerca, pubblicata sull'American journal of respiratory and critical care, indica che il tabagismo contribuisce per il 17% al rischio di russare frequentemente contro il 4,3% dovuto all'obesità e il 2,2% al fumo passivo. È la prima volta che il "vizio" di russare è associato al fumo attivo e passivo.
           

 

CHI FUMA TANTE SIGARETTE RUSSA MOLTO  
Libero 03/10/2004   
    
      CHI FUMA TANTE SIGARETTE RUSSA MOLTO PIÙ DEGLI ALTRI Lo dimostra uno studio condotto su oltre 15.000 persone ESAMINATI UOMINI E DONNE Notti agitate per i fumatori accaniti. Russa di più, infatti, chi accende il maggior numero di sigarette. Lo dimostra uno studio realizzato su oltre 15.000 uomini e donne tra i 25 e i 54 anni di cinque Paesi del nord Europa: Danimarca, Svezia, Norvegia, Estonia, Islanda. La ricerca indica che il tabagismo contribuisce per il 17% al rischio di russare frequentemente contro il 4,3% dovuto all'obesità e il 2,2% al fumo passivo. Gli autori hanno rilevato che questi disturbi notturni colpiscono tra il 16 e 33% degli uomini e tra l' 8 e il 19% delle donne. 
           
             
     
    


















Parte «Idee in fumo»:

sfida tra scuole per la migliore campagna anti-tabacco  
Il Corriere della Sera 04/10/2004

BEPPE SEVERGNINI  
    
      Provate a spiegare a una quindicenne che fumare fa male. Vi guarderà come si guarda un piccione, un ponte o un vecchio foglio di giornale: un misto di abitudine, affetto e magnifico disinteresse. A quindici anni ci si ritiene (comprensibilmente, inevitabilmente) immortali. Noi adulti possiamo dire e fare quello che vogliamo: non serve. Non servono le prediche, soprattutto quando sono accompagnate da cattivi esempi. Non serve ricordare che l'aria fumosa di un bar è cinquanta volte più cancerogena di quella che si respira nel traffico. Bisogna trovare un modo diverso. Ma poiché noi adulti, quel modo, non lo troveremo mai, che lo trovino loro, i ragazzi. «Idee in fumo» è nato così. Dopo aver visto le facce dei liceali milanesi durante l'incontro con i medici dell'Istituto dei Tumori, nel maggio scorso, abbiamo deciso che si doveva inventare qualcosa. Per esempio una sfida tra le scuole (medie e superiori) per trovare una campagna anti-fumo diretta ai coetanei. Anzi, quattro campagne: televisiva, radiofonica, stampa e Internet. Scopo: evitare l'iniziazione (ovvero, non cominciare a fumare); aiutare gli altri a smettere; capire i pericoli del fumo passivo. Così, ci siamo messi in moto. L'Istituto dei Tumori di Milano, il Corriere della Sera e «Le Iene», che stasera dedicheranno parte della loro prima puntata alla faccenda (il metodo utilizzato per convincere Filippo Nardi a smetter di fumare non è molto ortodosso: ma, insomma, conta l'intenzione). ChiamaMilano s'è occupata dell' aspetto ambientale. Anche il Tg5 e Radio Deejay hanno promesso di dare una mano, e oggi parleranno del progetto. Che funziona così. Le scuole interessate scaricano il bando del concorso da www.ideeinfumo. it. Se credono, possono chiedere consulenze scientifiche all'Osservatorio sul Tabacco dell'Istituto dei Tumori: è pronto un cd con tutte le informazioni necessarie. Le scuole spediranno i loro lavori entro il 31 dicembre. Una giuria ne sceglierà 24 (divisi tra stampa, Tv, radio e Internet), che verranno messi in rete su Corriere. it e gli altri siti interessati, per essere votati dal pubblico. Gran finale il 31 maggio 2005 (World No Tobacco Day), nella Sala Montanelli del Corriere della Sera, in diretta video su Internet: premiazione degli otto vincitori (due per categoria, uno per le medie inferiori e l'altro per le superiori). Dimenticavo: Pubblicità Progresso è interessata a utilizzare i lavori vincitori per una campagna nazionale contro il fumo. Dettagli, spiegazioni e istruzioni su www.ideeinfumo. it (c'è anche un bel giochino: «Vuoi sapere quanto risparmieresti smettendo di fumare?»). Ai ragazzi che hanno letto fin qui ricordo di non perdersi «Le Iene», stasera. E, già che ci sono, dico una cosa. La capacità di produrre idee originali -in una società omologata e in un mercato del lavoro fiacco - vale almeno quanto un titolo di studio. Quindi, meglio cominciare ad allenarsi. Agli adulti che fumano, invece, non dico niente. Mi limito a citare una frase di Roberto Boffi, pneumologo, uno dei papà di questa iniziativa: «Lavorare sul fumo significa agire sulla causa del 30 per cento di tutti i tumori che noi trattiamo. Smettere di fumare è il colpo più potente che oggi possiamo dare al cancro». Chiaro, o non ancora? Bene, questo è tutto. Forza, ragazzi: sarà una battaglia interessante tra fumo e fantasia. Vediamo chi vince.








 «Il fumo uccide»,

 le parole fanno paura ma pochi smettono (cronaca)    
  L'Arena di Verona 05/10/2004    
           
            «Il fumo uccide», frase scritta sui pacchetti di sigarette impressiona nove giovani su dieci, ma il 51,5 per cento dei fumatori, pur dichiarandosi colpito, non recede dalla dannosa abitudine.
            Lo rileva un'indagine Doxa condotta per incarico dell'Istituto superiore di sanità, in collaborazione con l'Istituto Mario Negri e la Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, condotta tra marzo e aprile 2004, coinvolgendo 3050 persone, dai 15 anni in su, in 122 comuni italiani.
            I più colpiti dalla frase di avvertimento risultano i giovani fra 15 e 24 anni ma, se in generale, una persona su dieci ha smesso di fumare, o ha ridotto il numero di sigarette impaurito dalle nuove scritte, nei giovani la percentuale scende al 7,6 per cento. Il 51,5 per cento dei fumatori intervistati ha dichiarato d'essere colpito dalle scritte, ma di non aver smesso di fumare, mentre il 38 per cento si è definito «indifferente alle scritte».
            La percentuale di questi ultimi sale con l'età: il 32 per cento ha fra 15 e 24 anni, il 35,5 tra 25 e 44 anni, il 42,5 tra 45 e 64, e oltre il 55 ha più di 65 anni.
            Facendo una graduatoria tra le frasi, quella più impressionante è risultata, all'80 per cento, «il fumo uccide», mentre registra un 44 quella che ricorda che il fumo provoca il cancro ai polmoni; seguono «fumare in gravidanza fa male al bambino» (35) e «invecchia la pelle» (30).
            La stessa indagine evidenzia anche che l'aumento del costo delle sigarette non è un deterrente: il 10 per cento degli intervistati considera efficace questa misura, il 30 la giudica poco utile, il 25 pensa influisca sulle abitudini dei giovani.
            A scendere in campo contro l'uso del tabacco, insieme alla Lilt, anche il ministro della Salute, Gerolamo Sirchia. Il tema scelto per la giornata mondiale contro il fumo è stata «obiettivo donna», perchè il tumore al polmone della donna è l'unico tumore in crescita (anche il carcinoma polmonare dell'uomo, pur essendo molto più diffuso di quello femminile, in questi anni si è fermato) proprio in relazione con l'aumento del numero delle donne fumatrici.
            Le cifre parlano chiaro: in Italia, tra gli anni '80 e '90, il numero delle donne fumatrici oscillava stabilmente attorno al 17 per cento, oggi è al 25 per cento. Negli anni '70 morivano di tumore 2700 donne, quest'anno ne moriranno quasi seimila. Dalla fine degli anni '90 circa 115 mila donne sono morte per fumo ogni anno nell'Unione europea, mentre erano 50 mila a metà degli anni '70.
            Il problema, secondo i dati diffusi da Francesco Schittulli, presidente della Lilt, oggi tocca sempre più le adolescenti: risulta, infatti, in crescita progressiva il numero delle fumatrici fra i 15 e i 17 anni. Si calcola che oggi, a fumare, sia quasi il 7 per cento delle ragazze (nel '90 era il 4,5 per cento), fra i 18 e i 19 anni il 15 per cento (rispetto al 12,7 del '90), fra i 20 e i 24 anni è il 20 per cento.
            Jolanda Fontana 
           
    
















Sulle sponsorizzazioni

Sulle auto da corsa
      Come mai ammessa la pubblicità delle sigarette? Caro direttore, so che c'è il latte dei campioni, l'acqua dei campioni, l'olio dei campioni e tante altre cose dei campioni, ma soprattutto ci sono le sigarette dei campioni... E che campioni! Schumacher, poverino, guadagna così poco con la Ferrari che è costretto a portare sul berretto, su petto, sulle maniche e tuta "rossa" il nome di sigarette oltretutto straniere per fare qualche soldo di più: con lui, il Barrichello e tutto lo staff della Ferrari. Ma che bello sport con tutti questi spot che ci propiniamo in continuazione la Tv e i giornali! E cosa dire dello spreco di barili di petrolio che costa un occhio della testa e per il quale si fanno le guerre? Per non parlare della velocità con cui vanno i campioni. un esempio per i nostri giovani che cercano di emularli. E "vai forte" anche con Valentino Rossi: vorrei dirlo al ministro Sirchia, al prof. Veronesi ed a tutti quelli che fanno propaganda contro il fumo e la velocità e lo sanno già, ma glissano. Sotto la marca, però, non c'è il necrologio "il fume uccide", magari con teschio e tibie incrociate! C'è da dire, però, che quando ha corso a Monza ha messo sul casco il Tricolore, così come aveva promesso in un'intervista al telegiornale. Ma che amor patrio, anche se è tedesco! Maria Ludovica Fulgoni Piacenza
      (...)



                 







"Cercansi dipendenti solo

non fumatori"


LONDRA. Tolleranza zero per i fumatori in Gran Bretagna: mentre il governo si prepara a varare una legge per la messa al bando delle bionde in molti luoghi pubblici e il sindaco di Londra vuole multare chi getta mozziconi per terra, alcune aziende hanno cominciato a non assumere candidati dediti al vizio del fumo, anche nel caso promettano di non accendere sigarette all'interno dell'ufficio. Per ora non sono molte le compagnie che negli annunci di lavoro specificano che la posizione è riservata ai non fumatori, ma sono certamente abbastanza per far capire che questa è la tendenza. Le ragioni del bando ai fumatori sono principalmente due: il tempo sottratto al lavoro ed impiegato per uscire dagli uffici e raggiungere le aree di fumo e il cattivo odore che accompagna i fumatori, anche senza sigaretta accesa. "Per ora accade ancora di rado che i datori di lavoro richiedano espressamente non fumatori, ma il numero aumenta sempre più. Le iniziative di New York e Dublino (dove è già in vigore il divieto di fumo in tutti i locali pubblici) hanno avuto un impatto", ha dichiarato al domenicale Sunday Times Lawrence Carter, responsabile di una società di ricerca del personale. Tra le prime ad adottare la restrizione c'è la "Kalamazoo- UCS", una società texana (400 dipendenti a Northfield, Birmingham) con sede in Gran Bretagna. "Se i nostri dipendenti si devono allontanare per fumare, si assentano dalle loro scrivanie per lunghi periodi", sottolinea Deborah Kershen- Fisher, associata in un'ufficio contabile londinese, Kershen- Fairfax. Un'azienda grafica ha deciso di sposare la nuova tendenza dopo aver avuto un impiegato che ogni mezz'ora doveva necessariamente accendersi una sigaretta. "Dal momento che era dipendente dal vizio, quando non poteva fumare era stressato e creava problemi anche con i clienti", ricorda Jason Kneen, cofondatore della BouncingFish. La legislazione britannica in materia di lavoro vieta ogni tipo di discriminazione sessuale, razziale, religiosa e, dal 2006, anche anagrafica. Ma non c'è alcuna specifica riguardo al fumo. Di recente un tribunale canadese ha stabilito che i fumatori rientrano nella categoria dei disabili, quindi come tali non possono essere discriminati. Ma per ora la nicotina resta esclusa dal Disability Discrimination Act del 1995. "Non c'è alcuna legge che impedisca ai datori di lavoro di discriminare i fumatori", puntualizza Katherine de Souza dell'ufficio legale Marriott Harrison. E se qualcuno fosse tentato di mentire al momento del colloquio di lavoro è meglio che non lo faccia perchè, se scoperto, rischia il licenziamento immediato come accade nella casa editrice Woeckel. "Chiediamo sempre ai candidati cosa pensano del fumo passivo e delle leggi per i non fumatori. Solo quelli che risultano credibili hanno una possibilità di essere assunti. Ma se scopriamo che qualcuno ha mentino, lo licenziamo subito, menzionando quanto successo pure nella lettera di referenze rilasciata al lavoratore licenziato", dichiara il direttore Frank Woeckel.






Per sorridere un po

anche se non c'entra niente col fumo:

Un tizio entra in un bar con un sacco sulle spalle da cui escono urla  disumane, una bottiglia malconcia in mano e una  faccia molto depressa. Ordina un panino e una birra e rimane tutto il tempo a fissare il BANCONE. Il barman si avvicina e gli chiede "cosa porta nel sacco ?"  "lasci perdere, sono gia' abbastanza incazzato da solo e non voglio altri problemi!" Dopo qualche tempo il barman insiste  fino al punto di dirgli:  "Le regalo il panino e la birra se mi fa vedere  cosa c'e' nel sacco" "E'  meglio che non ci pensi, oggi ho gia' avuto abbastanza problemi"  "Insisto le do anche 30.000 EUR?!"  L'uomo allora, stanco di rifiutare : "Guardi che le conviene entrare in uno sgabuzzino da solo e chiudere a chiave la porta.
In ogni caso sono affari suoi io l'ho avvertita!"
Il barman che vuole fare il duro insiste per aprirlo davanti a tutti.
L'uomo lo accontenta e non appena il barman apre il sacco ne esce uno strano tipo alto 30 cm. infuriato che grida
parolacce e che mena botte a tutti quelli che trova davanti.
Tra il fuggi fuggi generale il tipetto distrugge tavoli, bicchieri, bottiglie e mezzo bancone prima che il cliente lo
afferri e lo rimetta nel sacco.
"Io l'avevo avvertita di stare attento!"
Il barman, con una faccia distrutta a livello di pianto esclama:"ma qui ci sono circa 100 milioni di danni, cosa faccio
adesso, e la gente contusa chi la ripaga ?"
Allora il cliente, impietosito propone al barista:
"Guardi, dentro a questa bottiglia c'e' un genio potentissimo, che ci creda o no, pero' ha un solo difetto : e'molto sordo. Questa bottiglia mi e' costata un occhio della testa, se vuole posso fare uscire il genio, lei gli chiede i 100 miloni e mi rida' la bottiglia. Siamo pari col  panino e la birra. Stia pero' attento che puo' usare solo un desiderio e che deve gridare molto forte"
Il barman e' disperato e accetta. Stappa la bottiglia ed esce un genio un po' decrepito che si dichiara ai suoi ordini per
un desiderio.
Il barman pensa: "Che cacchio quando mai mi capita un 'altra occasione, se invece di 100 milioni ne chiedo qualcuno in piu' al genio che gli frega!
Si avvicina quindi al genio e grida: "Voglio immediatamente 1 miliardo!"
zzzzzzZZOT! nella sala compare immediatamente un grosso Biliardo.
Esterefatto il barman esclama: "E adesso che cacchio ci faccio con questo Biliardo, io ho chiesto 1 miliardo!"
Risponde il cliente : "Le avevo detto che doveva gridare molto forte, secondo lei io avevo chiesto "un PAZZO di 30 centimetri?"


 


05/10/2004

FUMARE AL VOLANTE

 

"Una camionista in Francia multata perchè fuma al volante.....
E' la prima volta che accade e forse non solo in Francia.Una
camionista è stata fermata dalla Polizia e multata perchè stava
fumando una sigaretta. E' successo venerdi' scorso - ma se ne è
avuta notizia solo ieri - a Lione. Una commerciante di frutta e
verdura si stava recando al mercato, guidando il suo camion, quando
è stata fermata da tre agenti della Polizia Stradale che le hanno
chiesto di scendere e di spegnere la sigaretta."

Questo è l'articolo apparso oggi su un quotidiano. Forse ci si stà
accorgendo della pericolosità elevatissima del fumo al volante (
pensa alla cicca che ti cade tra le gambe mentre guidi....) e alla
sua forte dannosità ( ambiente piccolo e chiuso ) . Forse chi va in
bici o in moto la smetterà di prendere in faccia cenere e cicche
buttate fuori dai finestrini da questi maleducati al volante.

Saluti...

Marco da Avezzano



















ALE !??!!

Dove sei, cosa fai a che punto sei perche' non mi dai tue notizie oramai ti sento come una figlia fammi sapere presto qualcosa e vieni a trovarmi appena puoi

Da Gea di Agosto :

Polizze piu' care per chi fuma

Dimostra di non fumare e la polizza per la salute ti costerà fino al 30% in meno rispetto ai fumatori. L'iniziativa arriva dalla società Generali, che lancia la sua originale e "salutista" proposta in contemporanea con la giornata mondiale anti-tabacco. La sua assicurazione contro infortuni e malattie gravi prevede infatti costi decisamente promozionali per chi non ha l'abitudine di fare uso della sigaretta. L'idea è stata presentata dai responsabili della stessa assicurazione, che hanno chiamato la speciale formula "Valore benessere". Un'ipotesi che è stata studiata in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e intende favorire, come hanno spiegato le Generali in una nota, "la prevenzione e la sensibilizzazione ai rischi connessi ad alcuni comportamenti che accrescono la probabilità di insorgenza di malattie premiando i comportamenti virtuosi dei clienti, coerentemente con le finalità della Lega italiana per la lotta contro i tumori". In questa ottica, la tariffazione è stata dunque legata, oltre che all'età e al sesso, anche all'abitudine al fumo. D'altra parte è ormai statisticamente e scientificamente dimostrato che i fumatori sono più soggetti a malattie e malesseri di vario genere. E soprattutto che sono più esposti al rischio di tumori. L'iniziativa di Generali, oltre a premiare chi non ha questa cattiva abitudine, punta anche a stimolare in tutti un comportamento più salutare. Nel segno dell'attenzione al benessere.

Fonte: www.tgfin.it/ArticoloTgCom/articoli/10/articolo185210.shtml

Fumo e Finanziaria

 Anche gioco e fumo trovano spazio, tra le molte direttrici di « manutenzione dell'imponibile » , nel disegno di legge finanziaria: nella versione portata ieri sera all'esame del Consiglio dei ministri, le disposizioni in materia di entrata si affidano anche ai possibili introiti di Lotto, Superenalotto e tabacchi. E arriva pure un intervento per la tassa rifiuti.
      (...)
       Sigarette sotto tiro. Fumare costerà sempre di più: nell'articolo 36 si annuncia infatti la volontà di trovare 500 milioni di euro in più dal prelievo sulle sigarette. « Per l'anno 2005 - si legge nella bozza - con provvedimento direttoriale del ministero dell'Economia (...) è aumentata l'aliquota di base della tassazione dei tabacchi lavorati (...) al fine di assicurare un maggior gettito complessivo pari a 500 milioni di euro » . L'incremento dalla voce tabacchi si aggiunge all'aumento del 10% sulle multe per chi trasgredisce il divieto di fumo ( articolo 23 del disegno di legge). L'aumento si combinerà con il generale ampliamento del divieto di fumo nei locali aperti al pubblico, previsto per il 1 ° gennaio prossimo. Anche nella parte fiscale c'è una misura di " sorveglianza", intitolata alla tutela della salute: l'Economia - propone l'articolo 36, comma 18 - potrà individuare criteri e modalità per fissare un prezzo minimo di vendita al pubblico per le sigarette. Il ministro dovrebbe intervenire per frenare la concorrenza al ribasso sui prezzi tra le varie marche.




"Foto di smokers DOC alle pareti"...
Corriere del Veneto 30/09/2004

MESTRE - Chiamatele feste o chiamateli party, sono comunque loro i protagonisti della serata. Musica, cibo, incontri, chiacchiere. Uno nella profonda terraferma di Marghera e l'altro a due passi da San Marco. In via Fratelli Bandiera 8 dalle 19 (buffet gratuito, meglio arrivare per tempo) si festeggiano le 18 stagioni del Vapore che diventa maggiorenne e riapre con un restyling e molte novità. Oltre a un altro anno di concerti di alto livello, tutti i martedì, mercoledì e giovedì l'appuntamento «Jazz & Reggae» con aperitivo e lunghissimo buffet a volontà, schermi giganti per ampliare le emozioni delle serate live del venerdì e sabato, un'area fumatori nuova di zecca con alle pareti le gigantografie di smokers doc come Baker, Coltrane e Holiday,




04/10/2004

Fresco fresco da GEA di Ottobre:

Le spiace se fumo?

di ASTRID STELLA e PAOLA SACCOMANNO
I "non fumatori" sono una categoria o una tipologia di persone difficili da definire, se non altro perche' il "non" essere ci mette anche nelle condizioni di "non" definire. Tuttavia, coloro che hanno scelto di non fumare si sono sempre trovati in condizioni penalizzanti, specie quando si trattava di dovere rispondere a chi chiedeva: "Dispiace se fumo?". Sembrava quasi di ritenersi in dovere di dire "No" solo per non dimostrarsi ineducati o scortesi nei confronti di chi inoltrava una richiesta. Quel "No" aveva tutto il sapore di una frase del tipo: "Per carita' signore, non saro' certo io a dovere limitare la sua liberta' di fumare...". E dunque si accettava di essere intossicati purche' l'immagine che volevamo dare di noi era quella delle persone "bene educate". L'aspetto alternativo sarebbe stato quello di rifiutare, difendendo la propria salute ed imponendo quindi una limitazione alla libertà del fumatore. In questo caso la reazione di sdegno, reale o presunta, del fumatore poteva far sentire patetici salutisti o allarmisti, maleducati, egoisti. Col passere del tempo qualcosa pero' e' cambiato. Qualcosa di sostanziale. Ci siamo fondamentalmente chiesti se fosse stato proprio necessario porsi il problema in questi termini. Sono davvero cose da chiedersi? Il problema non si dovrebbe porre per il semplice fatto che il fumo inquina, intossica, e' velenoso e provoca danni seri alla salute degli altri. Come psicologhe abbiamo ficcato il naso in un campo la cui competenza non ci appartiene, ma abbiamo realmente trovato una montagna di ricerche che lo dimostrano senza possibilita' di equivocare. Siamo arrivati alla conclusione che se un fumatore si trova in compagnia di un’altra persona non deve fumare. Questo va fatto e basta, senza eccezioni! E se una volta l’astinenza del fumatore ci induceva ad assolverlo pure dai sensi di colpa ("Ha acconsentito! Non è colpa mia!"), grazie alle Campagne di pubblica informazione e alle leggi che mirano alla tutela della salute, stiamo iniziando ad assaporare finalmente il rispetto. Si sta diffondendo l’idea che "il fumo uccide". Veramente. La mutazione in atto ci sta motivando ad un maggiore coraggio, piu' capaci a rispondere un fenomenale: "Sì, mi dispiace!", senza sentirci maleducati ed egoisti.


ADUC: numeri in calo

Il calo nel consumo di pacchetti di sigarette e' molto piu' marcato dei dati ufficiali: non sarebbero infatti 65 i milioni di pacchetti da 20 in meno, cioe' l'1,2% rispetto all'anno precedente, bensi' 139 milioni, pari ad un calo complessivo del 2,65%. Lo sostiene l'ADUC, che ha svolto dei calcoli avvalendosi dei dati ufficiali della Guardia di Finanza relativi ai 'tabacchi e lavorati esteri' 'consumati in frode' e riportati nei rapporti delle Fiamme gialle. ''E' sicuramente vero per i pacchetti venduti sotto l'egida del Monopolio nei luoghi deputati alla vendita sono diminuiti - afferma il presidente Vincenzo Donvito - ma non dobbiamo farci ingannare''. Secondo l'ADUC dunque i pacchetti venduti non sarebbero passati dai 5 miliardi e 138 milioni del 2002 ai 5 miliardi e 73 milioni del 2003 come riportato nei dati della Federazione Italiana Tabaccai, ma il calo sarebbe ben piu' evidente. Inserendo i dati della GDF, infatti, i pacchetti venduti nel 2002 sarebbero 5 miliardi 224 milioni mentre nel 2003 la vendita si e' attestata sui 5 miliardi e 85 milioni. ''Abbiamo considerato che mediamente un pacchetto di sigarette pesa 20 grammi, per cui alle cifre della FIT, per il 2002 vanno aggiunti 86 milioni di pacchetti (cifra arrotondata per difetto: 1.722.000.000/20= 86.100.000), mentre per il 2003 c'e' da aggiungerne 12 milioni (anche questa cifra e' arrotondata per difetto: 247.000.000/20= 12.350.000) - spiega Donvito - quindi i pacchetti consumati nel 2002 sarebbero 5 miliardi 224 milioni, e quelli consumati nel 2003 5 miliardi 85 milioni, che fa una differenza di 139 milioni di pacchetti di sigarette in meno, cioe' il 2,65% in meno''. Questi dati, conclude l'ADUC, "'indicano quanto il fenomeno di diminuzione dei consumi sia molto piu' notevole. Se questo sia dovuto principalmente alle campagne di dissuasione o alla consapevolezza salutista degli individui o all'aumento vertiginoso dei prezzi al dettaglio delle sigarette, non siamo in grado di valutarlo. Ma sicuramente possiamo dire che quantomeno gli italiani prestano piu' attenzione alla loro salute, e molto piu' di quanto gli stessi dati ufficiali facciano credere''. Fonte: ANSA, Roma, 15/05/04

Da Gea di Agosto :

Come convincere i cinesi

Zhang Yue sara' ricordato in Cina per la lotta al Tabacco. A novembre del 2001 cominciò a percorrere il suo Paese in lungo e in largo, con una grossa borsa piena di slogan e materiale anti-fumo, nel tentativo di dissuadere i suoi connazionali fumatori ad abbandonare la sigaretta. La sua avversione al Fumo risale all'infanzia, legata al cattivo odore della sigaretta dell'unico fumatore in famiglia, suo padre. A 15 anni, per cercare di capire come si potesse amare un così cattivo odore, fumò la sua prima, e ultima, sigaretta. A 28 anni però sua sorella morì di encefalopatia e quando la ricerca medica lo informò che i figli di fumatori sono a rischio per questa malattia, decise la sua mission: fare di tutto per convincere la gente a non fumare. La sua opera di persuasione cominciò in casa, parlando con il padre e convincendolo a confrontarsi con i suoi figli, costretti a respirare le esalazioni tossiche delle sue sigarette. Alla fine il padre fumò sempre meno finchè smise. Zhang fece suoi tre importanti principi: 1) non aver amici fumatori, 2) non acquistare merce da commercianti fumatori e 3) non viaggiare in auto di e con fumatori. Volle anche tentare di convincere anche degli sconosciuti a smettere di fumare, ma presto la sua missione divenne troppo costosa, perché oltre a reperire materiale informativo e stampare volantini da distribuire durante i suoi viaggi, aveva escogitato un ulteriore modo per convincere coloro i quali non si lasciavano impressionare dai suoi avvertimenti: proponeva loro di acquistare le sigarette che stavano fumando. Nei suoi argomenti di persuasione a Zhang piaceva ricordare che la riduzione delle tasse legate alle sigarette poteva andare a beneficio della collettività. Gradualmente i suoi amici smisero di fumare, la gente che incontrava nei suoi viaggi sembrava non resistere alla sua forza di convincimento. Oggi, nonostante sia riuscito a persuadere 4.000.000 di cittadini fumatori, grazie anche all'aiuto di Sheanxi Nanlu e Jinxian Lu, le statistiche continuano a riferire un aumento dei fumatori giovani. "Il mio piano, e progetto di vita, è quello di creare un'associazione no-smoking in Cina", ha dichiarato. Fonte: Tobacco.org (http://www.tobacco.org/news/157983.html)

Sigarette, limiti sulle promozioni
ItaliaOggi 30/09/2004   
    
      Tempi ancora più duri per la pubblicità indiretta dei marchi celebri del tabacco.
      Lo ha stabilito la Suprema corte di cassazione nella sentenza numero 18431 del 14 settembre 2004, con la quale ha affermato che l'utilizzo di marchi legati ai prodotti da fumo in altre manifestazioni promozionali è concessa solo se è ravvisabile una significativa autonomia rispetto al settore nel quale il marchio ha acquisito notorietà (il comparto del tabacco, appunto).

      La sentenza stabilisce così che il giudice dovrà valutare, caso per caso, se la percezione che il pubblico può avere del marchio nella sua nuova utilizzazione sia prevalente rispetto a quella originaria.

      I supremi giudici infliggono, così, un'ulteriore limitazione all'impiego di marchi celebri del settore del tabacco in altri settori o manifestazioni, anche in considerazione del fatto che la Corte ha puntualizzato come la sponsorizzazione rientra a tutti gli effetti nella definizione di pubblicità commerciale, attività vietata ai prodotti da fumo, come sancisce l'articolo 8 della legge n. 52 del 1983. E come tale è in grado di produrre un effetto promozionale a vantaggio del consumo di tali prodotti, notoriamente nocivi alla salute.

      La decisione ha confermato così il pronunciamento del tribunale di Milano, che aveva sanzionato la pubblicità della manifestazione rallystica Camel Trophy e quella di una pubblicità di un orologio Merit Cup, entrambe pubblicate su di un noto periodico diffuso su scala nazionale. Nel primo caso, la Corte ha riconosciuto che la sponsorizzazione in esame produceva un effetto promozionale in favore del marchio di sigarette, in contrasto con il disposto della legge numero 52 del 1983.

      Quanto al caso dell'orologio della competizione Merit Cup, i giudici della Corte di cassazione hanno stabilito che si trattava della promozione e della pubblicizzazione di una manifestazione e, al contempo, della promozione e pubblicizzazione del marchio di tabacco stesso, operazione vietata.
     



     Giurì, Suomy assolto  
     ItaliaOggi 30/09/2004 Pagina a cura di Federico Unnia  
    
      Sì al brand Camel sui caschi da gara
      La riproduzione di un marchio da fumo, sponsor di un campione sportivo, per il solo fatto di essere raffigurato in un annuncio pubblicitario di un accessorio indossato dall'atleta, non configura un effetto promozionale in favore del marchio da fumo. Pertanto, non scatta alcun obbligo sui rischi derivanti dal fumo ai sensi dell'art. 12 del Codice di autodisciplina pubblicitaria (Cap).
      Fa discutere la motivazione, appena resa nota, della decisione con la quale il Giurì di autodisciplina ha assolto dall'accusa di fare pubblicità indiretta ai prodotti da fumo, non informando il pubblico sui rischi per la salute in violazione dell'art. 12 Cap, un messaggio stampa dei caschi Suomy, prodotti dalla Vigano accessori e utilizzati dal campione Max Biaggi, sui quali compariva in evidenza lo sponsor Camel. Una presenza, quella del marchio, che è impensabile a detta del comitato di controllo. Inoltre era ingiustificabile che un'inserzionista promuovesse in tal modo un marchio di sigarette, neutralizzando gli sforzi che vengono compiuti nella direzione di rendere la popolazione edotta sui danni del fumo. Pertanto, l'inserzionista non poteva considerarsi esentato dall'obbligo di evidenziare i rischi alla salute che derivano dal fumo, secondo quanto prescritto per i prodotti pericolosi ex art. 12 Cap.

      Il Giurì ha stabilito invece che, indipendentemente dal divieto legislativo sulla pubblicità delle sigarette, il suo compito è di applicare correttamente l'art. 12 e, di conseguenza, stabilire se questa norma debba trovare applicazione soltanto quando il prodotto pericoloso è oggetto pubblicitario.

      Il Giurì ha confermato così una sua precedente posizione, favorevole a un'interpretazione funzionale e rispettosa della lettera e della ratio dell'art. 12. Infatti, nel caso dell'art. 12 l'obbligo di informazione sulla pericolosità del prodotto si configura come contromisura del possibile effetto di uso improprio del prodotto che potrebbe derivare dall'incentivazione pubblicitaria. L'estensione dell'obbligo della contro-informazione rispetto all'informazione pubblicitaria anche al caso in cui il prodotto pericoloso non sia oggetto della pubblicità (come nel caso della riproduzione di una sponsorizzazione) non sarebbe conforme alla ratio della norma.

      Da tutto ciò consegue che, poiché nulla del messaggio sotto esame è detto per incentivare il consumo delle sigarette, nulla è allora necessario aggiungere per disincentivarne il consumo.





























03/10/2004

 Ottanta medici in campo per dire addio alle sigarette  
 Il Gazzettino 29/09/2004    
                       
                        Scendono in campo i medici di famiglia, dopo la conclusione della prima fase del nuovo corso per smettere di fumare che si è tenuto a Pordenone, organizzato dall'Ass 6, una delle attività centrali del più ampio Progetto fumo che l'Azienda sta portando avanti da anni su vari fronti. Attività nell'ambito della quale i medici hanno un ruolo chiave da quando sono inseriti nel progetto aziendale di "counseling antitabagico" (che consiste nel motivare e sostenere il paziente nel non facile tentativo di smettere di fumare utilizzando le tecniche di counseling) avviato dall'Ass 6 nel 2000. Un progetto al quale oggi partecipa il 33 per cento dei medici della provincia di Pordenone (80 su un totale di 250), con l'obiettivo di arrivare al 50 per cento delle adesioni.
                        Da oggi, intanto, per due giornate, gli 80 medici della provincia già coinvolti nel progetto, divisi in due gruppi, partecipano, nell'ospedale di Sacile, a un corso di formazione su teoria e pratica di counseling breve per alcol e tabacco. Il 7 ottobre è prevista la giornata conclusiva. Intanto, l'80 per cento delle 35 persone che hanno preso parte al corso di disassuefazione, in linea con le attese, anche in base ai dati nazionali, ha abbandonato la sigaretta. E ha così potuto assaporare con una nuova sensibilità il buffet previsto proprio per questo motivo a fine corso.

                        Tuttavia, il loro impegno non è finito, anche perché l'entusiastica percentuale è destinata ad abbassarsi, a distanza di un anno: le ricadute fanno parte della dipendenza ed è normale che il fumatore spesso ripeta il corso. La strategia complessiva prevede ora che i corsisti siano seguiti proprio dal medico curante. Gli esperti che hanno condotto il corso, inoltre, li contatteranno periodicamente Non solo: la prossima settimana prenderanno il via gli incontri organizzati nell'ambito del gruppo di auto mutuo aiuto "Passo dopo passo", nella sede dell'Ass 6 in via De Paoli 19, formato proprio da alcuni ex fumatori (ma anche persone che stanno tentando di smettere) che hanno preso parte ai corsi. L'obiettivo è continuare a sostenere chi ha preso parte al corso e aiutarlo a gestire le sue eventuali fragilità, cercando, in generale, di "trovare un nuovo piacere per riuscire a non aver più bisogno di fumare".
                       
                   









Fumo e Divieti

Ricevo da Teresa C., che ringrazio molto :

                 Fumatori   e discriminazioni


                  Caro direttore,

dal 1/1/05 non si potrà più fumare nei locali pubblici, quindi i fumatori che andranno al bar o al ristorante o non fumeranno o avranno a disposizione una stanza. Non si creano preferenze bensì giustizia per i non fumatori, non è discriminazione ma un modo per tutelare la salute. Se poi per non sentirsi isolati non vogliono entrare nella stanza dei fumatori, dopo aver consumato (si presume che durante non fumino) sono liberi di uscire. E' pur vero che il rispetto deve essere uguale per tutti, quindi anche per i non fumatori. I ristoratori e i baristi, in genere, sono persone capaci che, nel rispetto della legge, sapranno adeguarsi.
                  Ruggero Campagnoli 



            Sigarette al bar: stop dal 1º gennaio
            Alto Adige 30/09/2004   
    
       BOLZANO. Dal primo gennaio 2005 in Alto Adige sarà vietato fumare in tutti i locali chiusi aperti al pubblico. Eccezioni sono previste solo per le aree riservate ai fumatori (e come tali contrassegnate) che però dovranno essere dotate di impianti per il riciclo dell'aria potenti e funzionanti (pena multa immediata).
       Divieto di fumo totale - senza eccezioni - anche in tutti i luoghi riservati alle scuole di ogni ordine e grado e in tutti i locali riservati ai giovani, sia chiusi che all'aperto.
       Lo ha deciso ieri la quarta commissione del consiglio provinciale - riunitasi sotto la presidenza di Martina Ladurner (Svp) - che ha approvato all'unanimità (e senza emendamenti), il disegno di legge sulla tutela della salute dei non fumatori messo a punto dall'assessore alla sanità Richard Theiner, che sarà inviato al consiglio per la sua approvazione definitiva che a questo punto appare scontata. Theiner ha preso posizione sull'argomento ribadendo che il disegno di legge rafforza quanto previsto a livello nazionale per la tutela della salute dei non fumatori e dei più giovani.
       La fascia oraria durante la quale i distributori automatici di sigarette dovranno essere disattivati verrà estesa fino alle ore 22 mediante un apposito temporizzatore.
       Il provvedimento mira a ridurre la possibilità di accesso dei minori di sedici anni alle sigarette (sempre che i ragazzini non abbiano il permesso dei genitori di stare fuori più a lungo e sempre che non comperino le sigarette la mattina presto). Il divieto di fumo sarà previsto in tutti locali chiusi, aperti al pubblico, nei quali vengono somministrati pasti. Sarà quindi possibile mangiare una pizza, un piatto di pasta o di canederli, in un'atmosfera totalmente priva di fumo. Nelle aree riservate ai fumatori (ma, ricordiamo, sempre dotate di aspiratori) potranno essere servite solamente piccole consumazioni come gelato, patatine, brioche o simili.
       Il divieto assoluto di fumare sarà valido non solo per tutti i locali pubblici chiusi aperti al pubblico, ma anche per le sedi di associazioni, club e centri giovanili.
       Si stima che il 20% circa degli altoatesini fumi, circa 90 mila persone (nel 1999: 26,6% uomini e 16,1% donne; nel 2002: 24,5% uomini e 19,8% donne). Altro dato interessante è il confronto tra le generazioni: tra chi ha più di 64 anni fuma il 15,2% uomini ed il 4,6% donne, situazione ribaltata tra la fascia d'età che oscilla tra i 15 e i 24 anni (52,4% uomini e 55,1% donne). Infatti i tumori al polmone aumentano in maniera preoccupante proprio fra le donne. Un dato che lo stesso assessore ha sempre definito molto preoccupante.

                  Sigarette al bar: passa lo stop dal 1º gennaio  
                  Corriere delle Alpi 30/09/2004     
          
             BOLZANO. Dal primo gennaio 2005 in Alto Adige sarà vietato fumare in tutti i locali chiusi aperti al pubblico. Eccezioni sono previste solo per le aree riservate ai fumatori (e come tali contrassegnate) che però dovranno essere dotate di impianti per il riciclo dell'aria potenti e funzionanti (pena multa immediata).
             Divieto di fumo totale anche in tutti i luoghi riservati alle scuole di ogni ordine e grado e in tutti i locali riservati ai giovani, sia chiusi che all'aperto. Lo ha deciso ieri la quarta commissione del consiglio provinciale - riunitasi sotto la presidenza di Martina Ladurner (Svp) - che ha approvato all'unanimità, il disegno di legge sulla tutela della salute dei non fumatori messo a punto dall'assessore alla sanità Richard Theiner, che sarà inviato al consiglio per la sua approvazione definitiva che a questo punto appare scontata. Theiner ha preso posizione sull'argomento ribadendo che il disegno di legge rafforza quanto previsto a livello nazionale per la tutela della salute dei non fumatori e dei più giovani. La fascia oraria durante la quale i distributori automatici dovranno essere disattivati verrà estesa fino alle 22. 
 

























Capitan Inverno

Non avendo ricevuto ulteriori commenti da parte vostra, oggi gli ho risposto io:

Ti ringrazio della tua. Anche io sono stato un fumatore per circa 45 anni, prima di smettere.
Quella frase secondo me va lasciata, perche' solo quando becchi la porta in faccia, cioe' quando la malattia colpisce te o una persona a te molto cara, solo allora cominci veramente a riflettere sul come, sul perche' , sulle conseguenze, e solo allora, nel mio caso, decidi di smettere e di fare in modo da far smettere il maggior numero possibile di persone.
Un abbraccio
 
Eze 

01/10/2004

CAPITAN INVERNO

Stasera ho trovato questa mail, che posto invitandovi a commentarla assieme a me.

Grazie comunque a Capitan Inverno

 

Ciao,
sono capitato per caso sul tuo sito.
Internet è bello per questo, arrivi in dei posti veramente per caso : quasi come decidere una mattina di uscire di casa a piedi e camminare a zonzo per tutto il giorno. Non lo hai mai fatto ?
Comunque torniamo al motivo per cui ti scrivo.
Io fumo, anche abbastanza. Un pacchetto al giorno fino a tempo fa e ora a causa degli aumenti che aumentano, fumo tabacco rollando le sigarette da solo.
E' meglio perchè prima di fumare pensi di + se vuoi farla o meno, poi in macchina non fumo + proprio per il fatto che non sono sigarette già pronte e rollare alla guida può essere pericoloso. Inoltre puoi decidere di farti una sigaretta molto fine con poco tabacco.

Quello che sto cercando di dirti è che il tuo sito è lodevole e molto informativo.
D'altronde io ho smesso varie volte di fumare e mi sono accorto ch si tratta esclusivamente di forza interiore.

Però c'è una cosa che mi stona parecchio e purtropp è proprio la prima cosa che si legge arrivando nel tuo sito :
"Mio padre e' morto il 30/12/2002 per un tumore al polmone."

Mi spiace molto per la perdita di tuo padre e tutto quello che avrà comportato per te, però se tuo padre fosse morto di incidente, avresti fatto lo stesso contro le macchine ?
E se fosse morto non solo per le sigarette ma anche per lo smog causato dalle auto ? Io abito a Torino e ti giuro che ho molta + paura di morire a causa dello smog (vado a lavorare sempre in bici e abito in zona centrale) che a causa delle sigarette.

Se posso consigliarti, inizierei a cercare anche i dati relativi ai morti di tumore o cancro a causa dello smog in Italia.
Il tuo sito sarebbe allora anora + interessante...

OK, ora basta che sta diventando un poema...

Grazie per l'attenzione.

Capitan Inverno

www.bas9.net






























Se smetto mi rigenero

di DAVID MOCINI
Una delle scoperte scientifiche più interessanti degli ultimi anni riguarda le cellule staminali. Si tratta di elementi cellulari presenti in varie sedi del corpo umano (tra cui anche il sangue) e che hanno la funzione di proliferare e trasformarsi nelle cellule dei vari tessuti sostituendo quelle che per vecchiaia o per danneggiamento vanno incontro a morte. Le cellule staminali costituiscono un sistema naturale di riparazione di quasi tutti i tessuti del corpo, cervello compreso. Una pubblicazione scientifica presentata recentemente (Kondo et al Smoking cessation rapidly increases circulation progenitor cell in peripheral blood in chronic smokers. Arterioscler Thromb Vasc Biol 2004; 24:1442-1447) dimostra che i fumatori hanno una minore quantità di un particolare tipo di cellule staminali nel sangue e che tale quantità incrementa rapidamente smettendo di fumare. Tale scoperta appare molto interessante perché offre una nuova interpretazione riguardo le modalità con cui il fumo di tabacco genera i danni alla salute.
--

Il dott. David Mocini e' cardiologo all'UTIC S.Filippo Neri di Roma.



Sacramento per i ragazzi

 

Sacramento, California, 24 agosto 2004 - Il Senato della California ha accettato l'esame di una legge (n.894) che vieta di fumare in auto quando nell'auto sono presenti dei bambini. Un particolare ringraziamento va all'American Lung Association (associazione per le malattie polmonari), per la campagna di sostegno che ha prodotto l'invio di 300 lettere ai senatori dello stato a sostegno della legge 894, che sembra sia stato decisivo per l'approvazione della sua presa in esame, ma anche per accelerare le procedure burocratiche. Ora la legge dovra' passare per una commissione (non si sa ancora se del ministero della salute o di governo). Se viene approvata, potra' essere dibattuta nell'Assemblea Plenaria del parlamento, si spera entro il 30 settembre. Un'altra vittoria era avuta il 15 agosto scorso, quando venne approvata la legge che sancisce il divieto di consumo di prodotti del tabacco negli istituti di reclusione e rieducazione per giovani di eta' inferiore a 16 anni.

Cuore a rischio per due mantovani su cinque
            .Gazzetta di Mantova 25/09/2004   
    
       Più di 2 mantovani su 5 hanno la pressione troppo alta, mentre i valori del colesterolo superano i livelli di guardia per più di 1 mantovano su 5. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalle indagini effettuate gratuitamente in alcune piazze di città e provincia dall'associazione Cuore Amico. I dati si riferiscono agli screening che hanno coinvolto finora 490 persone, di età medio-alta, che comunque non ritenevono per la maggior parte dei casi di essere a rischio. Lo racconta il presidente dell'associazione Franco Pala insieme con Remo Garrò, uno dei consiglieri del gruppo che conta già 700 associati. Queste cifre sono allarmanti, perché scandiscono un'ampia diffusione del rischio di malattie cardiovascolari tra la popolazione locale. Ma l'associazione Cuore Amico non si stupisce. Anzi, è proprio la consapevolezza dell'alto numero di persone sane che potrebbero subire le conseguenze di questi valori sballati che ha portato nove mesi alla costituzione di un'associazione di volontari.
       Per sensibilizzare i cittadini su queste tematiche Cuore Amico sarà presente oggi con uno stand (il numero 5) in piazza Virgiliana in occasione della giornata del volontariato. Per domani mattina è invece in programma la "passeggiata del cuore" con partenza alle 9 davanti al municipio di Ostiglia. «Camminare a velocità sostenuta è il modo migliore per avere un cuore sempre in forma», spiega Pala. E questa volta la camminata sarà un'occasione collettiva, organizzata tra l'altro con il sostegno di Comune, Croce Rossa, ma anche del Ministero della salute che ha dichiarato proprio il 2004 "anno del cuore". Lo scopo comune è quello di aumentare l'attenzione sul valore determinante della prevenzione nella lotta contro le malattie del sistema cardiovascolare. Quante persone, infatti, hanno uno stile di vita sano? «Molte meno di quelle che pensano di averLO», dice Remo Gallò, volontario e consigliere dell'associazione Cuore Amico. «Purtroppo - raccontano Gallò e Pala - nella nostra popolazione gli stili di vita non salutari sono piuttosto diffusi». E lo testimoniano i dati che loro hanno raccolto finora in alcune piazze del territorio. Fumano tre mantovani su dieci con età superiore ai 14 anni e nella stragrande maggioranza dei casi (il 44,3%) l'età in cui si è cominciato a fumare è precoce, tra i 14 e i 17 anni. Il 53% di questi fumatori oltretutto fuma più di dieci sigarette al giorno e per un periodo di tempo molto prolungato, attestato attorno ai 24 anni.
       Come se non bastasse la percentuale di obesi è del 24% tra gli uomini e del 21% tra le donne e 3 mantovani su 5 non svolgono attività fisica. «Spesso - racconta Franco Pala - troviamo persone che credono di muoversi a sufficienza per avere uno stile di vita salutare. Ma in moltissimi casi non è così». Qualche esempio? «La casalinga o la donna che svolgono le faccende domestiche ritengono di fare attività fisica e in effetti si muovono e fanno fatica, ma questo tipo di movimento non serve alla prevenzione delle malattie cardiovascolari».
       Stesso discorso vale per gli uomini soddisfatti magari di svolgere attività fisica occasionale, come può essere una bella partita a calcio con gli amici. I volontari dell'associazione mettono in guardia sui rischi di un impegno fisico intenso e sporadico, fatto senza un adeguato e graduale allenamento, perché può mettere a dura prova gli organi vitali. Le attività consigliate? «La bicicletta consente di fare un movimento giusto», continua il presidente. Ma l'ideale è la camminata veloce, quello che gli americani chiamano "speed walking" dove il movimento costante del piede funziona come una pala che attiva il flusso del sangue.
       Cuore Amico ha una sede all'ingresso del Poma, aperta martedì e giovedì dalle 9 alle 11.30 (tel. 0376 360659).










STUDIO ARGENTINO

Tabacco e alcol le minacce per aspiranti papà Il fumo e l'alcol, insieme, non sono alleati degli aspiranti papà perchè riducono la qualità del seme in tutti gli uomini e mettono a rischio di sterilità quelli che già per altri motivi devono fare i conti con problemi di fertilità. È il monito lanciato sulla rivista Fertility and Sterility da Marta Fiol de Cuneo dell'Universidad Nacional de Cordoba in Argentina che ha svolto un'indagine su oltre 4mila uomini tra i 29 e i 36 anni. Sarebbe proprio il cocktail fumo-alcol, anche in quantità non eccessive, a minare la salute del seme osserva la de Cuneo perchè ne abbassa la quantità, riduce la sua concentrazione di spermatozoi e la loro motilità, tutte proprietà che incidono moltissimo sulle chance maschili di procreare. Il campione di uomini ha compilato questionari sulle proprie abitudini ed, eventualmente, sulla quantità di alcol e sigarette consumate mediamente ogni giorno. I ricercatori hanno esaminato accuratamente le caratteristiche del seme di questi uomini ed eseguito i dovuti confronti con i risultati dei questionari. Così è emerso per la prima volta che il consumo di sigarette e alcol insieme ha un effetto sinergico, cioè incide di più sulla salute del soggetto che non il fumo o l'alcol presi separatamente.



Catturarlo sempre prima 
Panorama 24/09/2004   
                
                  Che la diagnosi precoce nel tumore al polmone possa cambiare l'esito della malattia è assodato. Eppure, ancora oggi questo tipo di cancro, che ogni anno colpisce in Europa 150 mila persone (in Italia 35 mila), nel 70 per cento dei casi è individuato in ritardo, e meno del 15 per cento dei pazienti sopravvive. Allo scopo di usare al meglio gli strumenti disponibili della medicina moderna, dalla tac a spirale alla pet, e quelli della medicina molecolare, come i marker genetici, in alcune città italiane sono stati avviati programmi di ricerca per la diagnosi precoce del tumore polmonare in fumatori e fumatrici. E a metà ottobre verrà presentato il primo studio nazionale randomizzato e controllato, il Progetto polmone, che coinvolgerà solo in Italia una ventina di centri e durerà dieci anni. «L'obiettivo è arruolare 20 mila fumatori (tra Europa e Usa si conta di arrivare a 70 mila) e mettere a confronto vari metodi di diagnosi: a un gruppo sarà fatta la tac a spirale più la pet, a un altro saranno associati i test per la ricerca dei marcatori molecolari per vedere se possono migliorare la diagnosi» spiega Ugo Pastorino, chirurgo toracico all'Istituto dei tumori di Milano che coordina il progetto. «Una volta che la diagnosi sarà fatta, e in tempi sempre più rapidi, si potrà ottenere il massimo dalle terapie già in uso e ottimizzarle anche su basi biologiche, rendendole mirate al singolo paziente». Un fumatore o una fumatrice (cui si rivolge un altro programma, avviato dall'Ieo di Milano) dovrebbe sottoporsi d'abitudine a controlli per individuare con tempestività un tumore al polmone, come si fa con il pap test per il cancro al collo dell'utero o con la mammografia per quello al seno. Ma questa mentalità non esiste ancora. Eppure, i dati dicono che la sopravvivenza di pazienti sottoposti a intervento per piccoli tumori intrapolmonari, diagnosticati quando sono sui 5 o 6 millimetri, può arrivare all'80 per cento. Radiografie ed esame citologico dell'espettorato non bastano per un'individuazione precoce del cancro.




Aspettando il libro..

oggi Andrea mi ha scritto:

Carissimo,
gironzolando alla ricerca del titolo e dell`autore di quel libro per smettere
di fumare, ho trovato un trafiletto scritto dal signor Murastuta e che credo
sia stato ripreso proprio dal libro di Carr. Tra l`altro Murastuta, al quale
avevo scritto, mi ha gia` risposto. Ora, quel discorsetto che ti dicevo
te lo voglio riportare cosi` com`e`, perche` mi sembra proprio una bella
similitudine tra l`effetto di assuefazione alla Nicotina ed un caso preso
dalla vita di tutti i giorni. Eccolo.

IMMAGINATE DI SVEGLIARVI UNA MATTINA CON 3 BOLLICINE IN FACCIA MOLTO INFIAMMATE
E CHE DANNO UN FORTE PRURITO. UN AMICO VI VEDE E VI CONSIGLIA UNA CREMA
MIRACOLOSA. VOI LA METTETE E PASSA TUTTO. DOPO UNA SETTIMANA VI SPUNTANO
ALTRE 6 BOLLICINE... QUINDI APPLICATE LA CREMA DI NUOVO, CHE VI DA` UN SOLLIEVO
ENORME... MA DOPO ALTRI 3 GIORNI RIAPPAIONO ALTRE 15 BOLLICINE... QUINDI
APPLICATE LA CREMA CHE DA SOLLIEVO... E IL GIORNO DOPO SIETE PIENO DI BOLLE!!
PERCIO` ANDATE DAL DOTTORE, IL QUALE VI DICE CHE LA CAUSA DI TUTTO E' LA
CREMA E CHE LE PRIME 3 BOLLICINE SAREBBERO SPARITE DA SOLE IN QUALCHE GIORNO...
SMETTETE DI USARE LA CREMA E IN 5 GIORNI SPARISCE TUTTO DA SE`... CERTO
CHE QUEI 5 GIORNI SOFFRIRETE UN PO DI PRURITO, MA SARETE PIU` CHE LIETI
QUANDO VI VERRA` IN MENTE CIO` CHE VI HA DETTO IL DOTTORE. E NON VI SERVIRA`
LA FORZA DI VOLONTA`, VE LO ASSICURO... MEDITATE GENTE, MEDITATE!

























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