UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








30/09/2004

PER ANDREA

Tutto fatto ! Tra tre giorni avrai il libro, e da allora non avrai piu' scampo.

Per quelli di voi interessati, se telefonano alla casa editrice EWI ( 02- 61293843 ), potranno avere i nomi delle librerie nelle varie citta' che hanno il libro.

Io l' ho trovato a Roma alla Mel Bookstore di Via Nazionale 245.

 Divieto di fumo senza deroghe 
 ItaliaOggi 28/09/2004 Ciro Serra  
    
      Nessuna deroga è ammessa al divieto di fumo nei locali pubblici. Con una nota inviata via e-mail in risposta a un quesito, l'ufficio relazioni pubbliche del ministero della salute ha comunicato che, allo stato, la normativa non ammette altre deroghe se non quelle previste per legge. La risposta prende le mosse da un quesito posto da un ristoratore il quale, alla luce delle norme che entreranno in vigore dal prossimo 1° gennaio, aveva l'intenzione di rendere il proprio ristorante aperto a ´soli fumatori' provvedendo a rendere nota, a mezzo idonei mezzi pubblicitari, la tipicità del proprio locale, nel rispetto dei diritti degli avventori non fumatori.
      Di diverso avviso è il ministero della salute il quale ha affermato che le uniche deroghe sono quelle contenute nell'articolo 51 della legge 3/2003 e nel dpcm 23/12/2003; secondo tali norme è consentito fumare nei locali chiusi solo nel caso di:

      - locali non aperti a utenti o al pubblico (esempio: abitazioni);

      - locali aperti al pubblico, a condizione che dispongano di locali riservati ai fumatori.

      In pratica, solo negli esercizi pubblici che hanno la possibilità di ricavare un locale esclusivamente destinato ai fumatori sarà consentito fumare, nel caso contrario il divieto è da intendersi totale.Utile sottolineare che tali ambienti, idoneamente contrassegnati, dovranno essere adeguatamente separati dagli altri ambienti limitrofi, dove è vietato fumare. I locali per fumatori dovranno rispettare i seguenti requisiti strutturali:

      - essere delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati;

      - essere dotati di ingresso con porta a chiusura automatica, abitualmente in posizione di chiusura;

      - essere forniti di idonea segnaletica indicante le ´Aree fumatori' e ´Non fumatori';

      - non rappresentare un locale obbligato di passaggio per i non fumatori. (riproduzione riservata)





















F 1 in Cina

Giorni fa ho scritto questa lettera al gruppo non fumatori:

Oggi ho visto in TV un reportage sul Gran premio di F 1 in Cina.

Macchine, striscioni e tute della Ferrari erano tutte piene di " MARLBORO "

Ma fino a quando saremo costretti a sopportare tutto questo ? Si puo' fare
una denuncia al Garante ?

Eze

 

Oggi Cristina mi ha inviato questa sua lettera sull' argomento :


I Cinesi fumano? e quanto fumano?  Di sicuro,
dopo la meravigliosa festa Ferrari di Domenica,
con MARLBORO stampato sulle macchine, sulle tute, sui cappellini e chissà
dove altro ancora, fumeranno un bel po di piu.
Grazie Shumy, pardon, per questa volta grazie Barrichello!
C.Vatteroni,  AriaPulita Ass. Non fumatori















Andrea ha deciso: smette !

Ricevo stamane da Andrea e posto :

Carissimo il mio Ezechiele, e` giunto il momento di fare una cosa
che desideri ardentemente: farmi smettere di fumare!
Comincio il discorso dall`inizio. E` tanto tempo che sono arcistufo di fumare.
E` una schiavitu` che non sopporto. Ma come? Io sono libero da tutto e da
tutti e non sono libero dal tabacco?

Ho fatto dei tentativi. Tutti falliti.
Adesso sono a due, tre, quattro sigarette al di`. Come sai, fumo tabacco
in busta, creandomi cosi` delle difficolta` pratiche nel fumare. Ci sono
infatti delle occasioni nelle quali costruirsi una sigaretta non e` possibile:
per la strada, guidando la macchina ... Naturalmente mi sono autoimposto
l`obbligo di fami la sigaretta solo al momento di fumare. Se no uno la mattina
si fa venti sigarette e poi se le porta appresso! Comunque niente! A zero
non riesco ad arrivarci se non per qualche giorno. Ad un certo momento mi
si fissa in testa l`idea di fumare e non ci sono c..., cioe`, volevo dire,
non ci sono versi: mi tocca fumare. Il bello e` che poi mi sento malissimo,
perche` la disassuefazione parziale che ho raggiunto mi da`, fumando, sensazioni
orribili.

Poi, nel tuo preziosissimo blog, ho letto la letterina del signor
Murastuta, che molto mi ha interessato e convinto e ... forse e` scattata
la molla!
NULLA PERO` VOGLIO TOGLIERE, E LO DICO IN MAIUSCOLO, ALLA GENTILE SORRISO,
NEI RIGUARDI DELLA QUALE HO ORMAI ESPRESSO UNA PROMESSA E LEI MERITA SENZA
ALCUN DUBBIO CHE IO LA RISPETTI
(percio` aiutami!).

Dunque: sono andato alla ricerca di qualcosa di questo Murastuta ed ho trovato un forum sul
tabacco
http://www.sanihelp.it/forum/showthread.php?t=1364
dal quale viene fuori che il libro di cui lui parla e` il seguente:
Titolo È facile smettere di fumare se sai come farlo
Autore CARR Allen
Prezzo ¤ 10,00
Dati 192 pagg., brossura
Anno 2003
Editore EWI
Leggiti per favore i commenti di quelli che l`hanno letto:
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1297&c=QORLTAF62P2SB
Vuoi fare allora la cosa che desideri ardentemente? E` un po` complicata.
Pero` sai che poi molto probabilmente ti diverro` grato per tutta la vita.
Come sai, mi tratterro` in questo remoto angolo del Mondo (dove persone
operose e gentili vengono tartassate da eruzioni vulcaniche e tifoni) fino
alla fine di Ottobre. Be`, si tratterebbe di procurarti il libro (non so
se e` facile trovarlo. e poi ... e poi si tratterebbe di spedirmelo. Chiedo
troppo? Comunque, non ti chiedo nessun impegno assoluto. Tanto appena torno
a Roma me lo compro sicuramente. Credo ormai fermamente in quel libro e
credere e` una forza potente. Nel caso che, nonostante i tuoi problemi contingenti,
decidessi di farmi questo favore incommensurabile (una specie di calcolo
si puo` fare, anche se squallidamente economico: io spendo 500 Euri all`anno
per fumare. La mia statistica e genetica aspettativa di vita e` di altri
35 anni ... quanto fa? Mi pare 17.500. Be`, togliamoci il prezzo del libro
e della spedizione: fanno 17.450), l`indirizzo e` questo : ...

Tocca spedirlo per via aerea, se no ci mette venti giorni. Inutile
dirti che poi ti rimborsero` di ogni spesa, compresi il tempo e la benzina
Tanto sempre debitore restero`. Ti chiedo questo perche` sono
ansioso di leggere quel libro. Sento che sara` la ``soluzione finale`` per
sora Dipendenza.
E` postabile in toto questa mia, secondo te? Pensi possa comparire tutta
sul tuo blog? Non sembrera` una pubblicita?
Con anticipata gratitudine,
Andrea
























































29/09/2004

Da Amina per Sorriso:

Cara Sorriso,
scusami se ti rispondo in ritardo ma sono stata via e solo ora leggo il
tuo post del 18 settembre.
Sì io cerco di essere positiva e di pensare con speranza e gioia nonostante
tutto.
Ma tu in questo momento non puoi, sei immersa nelle tenebre e nel dolore
e tutto intorno a te è buio.
Vivrai fino in fondo la tua notte e di questi giorni ricorderai, per tutta
la vita, ogni momento, ogni particolare.
Ti rimarranno impresse nella mente ogni parola, ogni gesto, ogni persona
anche dopo anni.
Ma nel ricordo ci sarai anche tu, ci sarà il tuo coraggio, la forza con
cui hai affrontato il tuo grande dolore, l?aiuto che hai saputo dare, l?amore
che hai tirato fuori e la compassione che ha vinto sulla rabbia e sull?odio.
E quando un po? di luce ricomincerà a filtrare, quando tu riuscirai a sorridere
di nuovo, quando i battiti del tuo cuore saranno più regolari e il tuo respiro
più calmo, allora saprai guardare di nuovo il cielo e ti sembrerà di vederlo
per la prima volta e saprai di essere una DONNA, un punto di riferimento,
un esempio da guardare, perché nell?inferno che hai attraversato la tua
anima è rimasta scottata ma non bruciata.
Dentro te stessa, allora, sentirai il sorriso di tua Madre che ti darà la
consapevolezza di essere quella che lei ha desiderato avere come figlia
fin dal primo momento che ti ha tenuta tra le braccia.
Un forte abbraccio
Amina

























Broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco)

Dal Giornale di Sicilia del 17 settembre

MILANO. (cn) Provoca più di tre milioni di vittime ogni anno nel mondo e
pare, secondo proiezioni dell'Organizzazione mondiale della sanità, destinata
a diventare una delle maggiori emergenze sanitarie a livello mondiale. Si
calcola, che entro il 2015, la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco),
a causa dell'inquinamento atmosferico e industriale e al fumo di sigaretta,
anche passivo, aumenterà del 50 per cento negli uomini e addirittura del
130 per cento nelle donne e costituirà la causa di morte in più rapida crescita
in tutti i paesi industrializzati. Basta un dato per dare l'idea dell'incremento
della mortalità per questa malattia. Mentre per altre patologie di rilievo
è stata osservata nel mondo una diminuzione della mortalità, per la Bpco
si è avuto, in tre anni, un aumento del 163 per cento. Ieri, a Milano, un
forte segnale d'allarme e un appello alla prevenzione e all'informazione
sulla malattia sono venuti dal professore Vincenzo Fogliani, presidente
della Fondazione italiana pneumologia (Uip). "Sulla base delle tristi previsioni
- ha detto - l'Uip e le Società scientifiche pneumologiche nazionali sono
fortemente impegnate ad aumentare la consapevolezza e la conoscenza della
malattia". Un'indagine Eurisko ha messo in luce che solo il 21 per cento
degli italiani conosce o ha sentito parlare di questa malattia, a fronte
di quasi 4 milioni di persone che ne soffrono, nel Paese, di 40 mila attaccate
ad una bombola d'ossigeno, di 50 morti al giorno. La patologia produce l'ostruzione
irreversibile delle vie aeree e la distruzione di aree polmonari. Ma se
di questa patologia non si guarisce, è oggi possibile un miglioramento della
qualità di vita del paziente e la riduzione del numero delle riacutizzazioni
e dei ricoveri ospedalieri, grazie ai farmaci broncodilatatori. Ieri, è
stato presentato l'ultimo nato di questa classe di farmaci. Il principio
attivo è il tiotropio. Produce un'azione broncodilatatrice costante nelle
24 ore con una sola somministrazione giornaliera. Carmelo Nicolosi






























 La pulizia del mondo comincia

 

da una sigaretta  
 L' Unita 26/09/2004   
    
      Mi dicono che l'undicesima edizione di Puliamo il Mondo ha di nuovo superato i record di adesioni dell'anno precedente. Vuol dire che ci sono moltissime persone che hanno voglia di trasformarsi in spazzini volontari, allegri e combattivi, e che ormai quasi tutte le istituzioni che sentono qualche responsabilità, dalle scuole ai comuni, si sentono in dovere di partecipare. Tra le curiosità di ieri, il lavoro di un gruppo di scolaretti di Cremona che ha tolto, uno per uno, i mozziconi di sigarette da una piazza centrale. Briciole? Pignoleria estetica? Beh, certo, se si pensa a quanto e di cosa è sporco il mondo, il mozzicone di sigaretta può apparire l'ultimo dei problemi. Ma cominciamo intanto a dire, nella giornata di Puliamo il Mondo, che le pulizie di cui stiamo parlando non sono naturali, non sono la spazzatura delle foglie secche. Se tutti evitassero di "sporcare", cioè di lasciare cose fuori posto negli spazi pubblici, non ci sarebbe così tanto da pulire. Puliamo il Mondo è un piccolo momento di reazione a un gigantesco quotidiano e massiccio "Sporchiamo il Mondo".
      Sembra che negli ultimi anni lo spirito civico sia un po' migliorato e ad esempio, in effetti, la quantità media di rifiuti che si raccolgono in queste giornate di Legambiente sta diminuendo anche per questo. Restano però almeno due grandi problemi. Quello di tutte le persone che si sentono o sono ai margini della società e per le quali è del tutto innaturale perdere tempo a cercare dove buttare correttamente i "rifiuti". (Questo vale non solo per gli emarginati ma anche per momenti vissuti come marginali in cui si butta di tutto, dappertutto: vita notturna, stadi..) E quello dei comportamenti minimali sui quali non si riflette. Personalmente nei troppi anni in cui sono stato stupidamente fumatore non ho quasi mai pensato che è dannoso ( e tra l'altro è pure vietato) gettare mozziconi per terra. Idem per le gomme da masticare, che tra l'altro sono un problema complicatissimo per gli spazzini. Sono rifiuti piccoli ma che non si decompongono e purtroppo durano nel tempo.Per le sigarette è anche poco indicato proporre di spegnerle nei cestini stradali dei rifiuti. E se qualcosa prende fuoco? L'unica soluzione sarebbe quella di convincere o costringere i fumatori ad avere con sé scatolette-portacenere. Una propostina concreta. Mentre per il primo problema - quello di chi sporca perché non si sente integrato - non ci sono soluzioni-scatoletta, ma necessità di inventare nuove politiche sociali.






Un corso per smettere di fumare  
Corriere delle Alpi 29/09/2004   
    
       AGORDO. Sigaretta? No grazie. Per chi ha deciso di darci un taglio con il vizio del fumo è partito lunedì un corso per smettere di fumare, organizzato ad Agordo dal Sert dell'Usl bellunese. L'iniziativa è inserita nell'ambito di un tipo di esperienza ormai consolidata in tutta la regione del Veneto e che fornisce l'appoggio, l'aiuto e tutti i consigli che servono a un fumatore per liberarsi finalmente dalla dipendenza del tabacco.
       Ma perchè smettere di fumare? Il servizio per le tossicodipendenze di Agordo ricorda che, a parte le motivazioni personali, è assodato che la maggior parte dei fumatori vuole smettere per rispetto verso se stessi e gli altri. Naturalmente è altrettanto certo che smettendo di fumare migliorano la capacità respiratoria, il senso del gusto e dell'olfatto e diminuiscono i rischi di tumore, di infarto e di malattie respiratorie, tutte patologie che nei fumatori sono di frequenti. «Anche se il fumo in molto casi non è direttamente responsabile del loro insorgere», spiegano i medici del Sert, «sicuramente offre un terreno fertile a un loro ulteriore sviluppo». L'orario di frequentazione del corso (durerà fino a venerdì) è dalle 20.30 alle 22 all'ospedale di Agordo. Per informazioni rivolgersi telefonando o recandosi al Sert di Agordo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 13. (e.f.)





Aumentate le sanzioni

      Altra novità, l'aumento del 10% delle sanzioni a carico di chi fuma negli ambienti vietati e dei gestori dei locali tenuti a far rispettare il divieto. La sanzione massima arriverà fino a 3.300 euro per i gestori di locali e fino a 550 euro per i fumatori; i proventi delle sanzioni, saranno riassegnati al ministero della Salute per potenziare controlli, ispezioni e campagne informative, e per metà al personale impegnato nei controlli.
      (...)



28/09/2004

Multata per il... fumo 
 La Nazione 26/09/2004   
          
            di Federico Cortesi PISA - Effetto collaterale del fumo: così, con una battuta, potremmo definire quello che è accaduto l'altro pomeriggio sulla Variante Aurelia di Viareggio il cui epilogo si è avuto nella nostra città, precisamente sul lungarno Cosimo I al Cep. Dal finestrino di un'auto è stato gettato un pacchetto di sigarette che ha colpito un'altra vettura, la cui conducente ha sbandato rischiando di finire fuori strada, La persona resasi responsabile del pericoloso comportamento, alla fine, è stata identificata, inseguita e bloccata: se l'è cavata con una multa - piuttosto esigua, a ben vedere, considerate le gravi conseguenze che il suo gesto avrebbe potuto comportare -, come previsto dal Codice della Strada per chi commettere gesti di quel tipo. Ma andiamo con ordine. La telefonata Nel pomeriggio di venerdì alla centrale operativa della Questura di via Lalli giunge una telefonata al 113 di una signora che, ancora sotto choc, racconta quello che le è appena successo. «Stavo percorrendo la variante Aurelia a Viareggio in direzione di Pisa - dice l'automobilista, che abita a Carrara ed è in compagnia del marito - quando a un certo punto sono stata sorpassata da un'auto, dal cui finestrino è stato gettato un oggetto che ha colpito la mia vettura. Mi sono spaventata e per un attimo ho perso il controllo dell'auto, ho sbandato, ma poi sono riuscita a evitare di finire fuori strada». Nonostante tutto la donna, probabilmente aiutata dal marito, è riuscita a registrare il numero di targa della vettura dalla quale era stato proiettato all'esterno l'oggetto che ha colpito la sua auto. Le ricerche In base ai dati fornita dalla coppia carrarese, dunque, dalla Questura viene diramato alle pattuglie della sezione »Volanti» in perlustrazione l'ordine di cercare l'auto in questione, che appunto era diretta verso la nostra città. La «caccia» è serrata e, per fortuna, non si prolunga per molto tempo: poco dopo, infatti, una 'pantera' localizza la vettura ricercata sul lungarno Cosimo I al Cep. A bordo i poliziotti trovano una famigliola al completo - padre, madre e due figli - che abita a Pietrasanta. La donna - pare sia stata lei a gettare dal finestrino il pacchetto di sigarette - si è giustificata asserendo di non essersi accorta di aver colpito l'auto che stavano sorpassando. La curiosa e singolare vicenda si è inevitabilmente conclusa con un verbale: una multa di 19,95 euro per la violazione dell'articolo 15 del Codice della Strada, che vieta di gettare dai veicoli in movimento qualsiasi cosa. 
    





Da Gea di Luglio, e dedicato in particolare ad ANDREA :

I misteri del piacere:

un'esperienza

di ANDREA MARASTUTA (murastuta.com@libero.it)
Mi piace fumare. Un pacchetto al giorno è la mia media, ma in alcune occasioni, la sigaretta è davvero speciale. Dopo un buon caffè, mentre sorseggio una birra o un cocktail, quando sono bloccato nel traffico, quando sono in compagnia di amici e quando guardo le partite di calcio. Ecco, queste sono le sigarette che preferisco, già, quasi mi dimenticavo, anche quella al ristorante tra una portata e l’altra, semplicemente magnifica. In teoria mi piacciono sei o sette sigarette (quelle delle occasioni citate), in pratica me ne fumo venti. Come mai? Ho provato a ridurre il consumo giornaliero, limitandomi a fumare solo quelle che mi piacevano di più. Ho resistito tre giorni, poi di nuovo un pacchetto al giorno e forse qualcosa in più. Durante quei tre giorni, tra una sigaretta e l’altra, venivo tormentato dal desiderio di fumare, eppure io e solamente io avevo deciso di fumarne meno, non me lo aveva consigliato nessuno. Calma, pensai. Qui c’è qualcosa che non va. Potevo decidere di fare o non fare parecchie cose: lavare la macchina, accendere la tv e dopo sceglierne il canale, idem con la radio, ascoltare un cd piuttosto che un altro, se cenare a casa o meno, se continuare o terminare questa lista,... ma sulle sigarette non decidevo proprio un bel niente!! (eppure mi piacciono!!). Allora pensai di fare un salto nel passato, ossia, 14 anni fa. Provai a fumarmi una sigaretta o decisi di diventare un fumatore? Le prime sigarette erano schifose, come mai dopo un po’ sono diventate buone? All’inizio ne fumavo poche, ora un pacchetto. Ma io, quando ho deciso di fumarmi un pacchetto al giorno? E poi, perché alcune sigarette sono buone, e altre mi piacciono meno? Eppure le prendo tutte dallo stesso pacchetto. Il risultato è stato che all’assaggio della prima sigaretta ho pensato (e anche tossito): "Bene!!, fa talmente schifo, che posso liberarmene quando voglio." Le immediate sigarette successive, mi hanno dato la conferma: "Fantastico, fanno ancora schifo. Non diventerò mai un fumatore". Evidentemente, ero vittima di un inganno. Ma come funziona l’inganno? Dopo aver fumato la prima sigaretta, ho introdotto nel mio corpo la nicotina. Quando ho sentito il desiderio della seconda, in realtà lo stimolo partiva così: "vuoi altra nicotina vuoi altra nicotina vuoi altra nicotina", ma quando arrivava al cervello, era già modificato ossia: "voglio semplicemente un’altra sigaretta". Tutto ciò avveniva senza che io me ne accorgessi, lasciandomi una sensazione di potere decisionale, che in realtà non avevo. Il tabacco genera questa modifica del pensiero. Allora decisi di osservare con attenzione i comportamenti delle persone estranee al tabacco: i non fumatori. Ho sempre creduto che il caffè istigasse il consumo della sigaretta, e se è veramente il caffè, deve avere questo effetto su tutti. E allora, come mai, prendo il caffè con i miei genitori (non fumatori), e dopo l’unico che va in terrazza a fumare sono io? Perché su di loro il caffè non aveva lo stesso effetto? Birra con amici (non fumatori): stessa marca ma non lo stesso effetto. Dopo un po’ che bevo mi viene di accendere una sigaretta, guardo loro e noto che non ne hanno alcun bisogno. E’ veramente la birra che fa fumare? (Ho detto birra, ma questo vale anche per i cocktail). Salerno-Reggio Calabria, un nome un incubo. Agosto, io ero lì. Inchiodato in code interminabili, in compagnia di due amici (uno non fumatore). Tutti e tre subivamo il disagio della fila, e indovinate chi erano quelli che fumavano? Bingo!! Potrei continuare con esempi infiniti, situazioni di noia, stress, tensione, concentrazione, ma il risultato sarebbe sempre lo stesso: l’unico motivo per cui fumavo era perché dovevo introdurre nicotina nel mio organismo. A trovarmi la scusa ci pensava il tabacco stesso, ovvero il messaggio partiva così: vuoi altra nicotina vuoi altra nicotina vuoi altra nicotina. Ma quando arrivava al cervello il pensiero veniva fuori già modificato: hai preso il caffè, ora puoi gustarti a pieno una bella sigaretta; stai bevendo birra/cocktail, una sigaretta ci sta proprio bene; sei fermo in mezzo al traffico, che palle!! Una sigaretta ti rilassera'... Va bene, però a me piace fumare. In realtà, quello che mi piace veramente è far passare quella pressione mentale che ho tra una sigaretta e l’altra, e l’unico sistema che ho per farlo è fumare un "cicchino". Peccato che a crearmi quel desiderio è stata proprio la sigaretta precedente, ossia la dose di nicotina precedente. La nicotina, essendo una droga, crea assuefazione; e come tutte le droghe la tendenza è aumentare la dose, ecco perché adesso mi faccio fuori un pacchetto al giorno. Insomma, dopo 14 anni di sigarette ho detto basta! Basta autoingannarmi!! Ora sono veramente felice!! Sì, vivo senza le sigarette, non ne sono più schiavo e non ne sento nemmeno la mancanza!! Ma quale forza di volontà!? Non ho fatto il minimo sforzo per liberarmi da questa trappola, ho semplicemente letto un libro. Chi mi conosce ha provato a offrirmi una sigaretta: "Dai, lo so che c’hai voglia. Te la offro io". "Tu dammela, poi vediamo cosa ci faccio". Nessuno, e ribadisco, nessuno ha mai avuto il coraggio di offrirmi una sigaretta, da quando non fumo più.


Varese come Zurigo.

 

Guai a chi sporca

di ALESSANDRA LUCCARELLI

Butti per terra il mozzicone? Eccoti pronta una bella multa. La città lombarda come Singapore: costa caro gettare sigarette, gomme da masticare, carte e liquidi nelle vie dell'area pedonale, nel centro storico. Gettare un mozzicone di sigaretta o un chewingum per terra può costare caro: da 55 a 330 euro di multa. A Singapore o a Zurigo? No a Varese. Su indicazione del sindaco leghista Aldo Fumagalli, infatti, il comandante della polizia locale ha emesso un'ordinanza che punisce chi getta gomma da masticare e mozziconi di sigaretta per strada, chi disperde olio dei motori ma anche chi imbratta manufatti di arredo urbano, dalle fontane ai monumenti, alla segnaletica stradale con graffiti o scritte. Finalmente, diciamo noi, un po' di civilta' "padana" non guasta proprio in questo Paese, dove le cicche dei senza-legge riempiono le spiagge d'Italia, e visto che ai batteri non piacciono i filtri, ci rimangono per due anni prima di biodegradarsi

27/09/2004

Baciami stupido

di MAURIZIO BADOLATO

Finalmente un valido pretesto per convincere i fumatori più accaniti a rinunciare al tabacco, croce e delizia di tanti italiani e dei loro partner. Fumi? E io non ti bacio! La soluzione non è una nuova cura o una vecchia stecca di liquirizia, ma il dolce sapore di un bacio. Il 31 maggio scorso, a Roma, nella Giornata Mondiale senza Tabacco, presso il ristorante Cafè Friends Restaurant è partita una maratona che si svilupperà in tutta Italia, e che farà scintille fra milioni di appassionati di baci, coccole e carezze: una soluzione per smettere di fumare e che sarà sicuramente molto meno faticosa dei vecchi metodi. Alla serata inaugurale hanno partecipato numerosi personaggi della televisione, del cinema, dello sport e dello spettacolo. Tutti insieme per sensibilizzare i giovani e chiunque voglia definitivamente abbandonare il vizio del tabagismo. Lo spunto è stato preso dal film "50 volte il primo bacio", commedia romantica con Drew Barrymore, diventato un vero cult negli Stati Uniti e distribuito dalla Columbia Tristar che uscirà in tutte le sale italiane dal 18 giugno. L'iniziativa consiste nel dare il proprio pacchetto di sigarette in cambio di gadget e di un bacio da parte di una bella hostess o di uno steward. Inoltre, le coppie che si faranno fotografare potrebbero anche avere una bella sorpresa. Infatti, il bacio più originale verrà premiato! Insomma, una bella occasione per smettere di fumare.

Fonte: www.gossipnews.it/news - Maurizio Badolato, Gold Foto MB.

Sempre da Gea di Luglio:

Autoterapia iatrogena

di LIDIA MANGIARACINA

Il proverbio "chi fa da sé fa per tre" sembra particolarmente apprezzato dagli italiani. In un Working-Team sarebbe fatalmente limitante, ma per chi smette di fumare contiene una certa verità. Infatti, sembra che chi ce la fa da solo, per decisione personale, cestinando il pacchetto "una volta e per tutte", ha maggiori probabilità di farcela rispetto a chi prova e riprova, riducendo il numero delle sigarette. Tentativi fra l'altro che presentano una componente distruttiva, piu' orientata verso la ricaduta, che non verso un cambiamento vero e proprio. Talvolta, però, questa tendenza auto-terapeutica, si realizza al contrario. Sostanze come alcol, tabacco, caffè e altre droghe, assumerebbero significati terapeutici in sè. Recenti studi hanno trasformato ciò che era considerata una semplice e innocua tendenza individuale, in oggetto di analisi scientifica, i cui risultati hannno messo in luce che, se da un lato l'essere individui a componente "strategica" sembra sia inciso nei nostri neuroni, dall'altro è anche probabile che la persona scambi fischi per fiaschi. Insomma, piuttosto che semplificarci la vita, ce la complichiamo. Un esempio sono le "scorciatoie" mentali secondo le quali ad un oggetto o ad una sostanza si deleghi una qualche soluzione ad ansia, insicurezza, paura, depressione. Dunque una sorta di "farmaco" con l'intenzione di auto-medicarsi. In verita' si tratta di un meccanismo perverso, che va a costituire uno dei pilastri del comportamento dipendente. Chi usa o abusa di determinate sostanze, o chi perde il controllo su una qualsivoglia abitudine, e' anche motivato dal ritenere che il suo comportamento possa in una qualche maniera avere un effetto "curativo". La ricerca ha dimostrato che, seppure esse siano in grado di produrre risposte psico-fisiche dell'organismo, percepite come "positive", allo stesso tempo verrebbero a declinare le capacità di discernimento critico. In altri termini, in determinate condizioni di stress, chi riesce ad evitare di assumere sostanze o attivare comportamenti di dipendenza a scopo autoterapico, reagirebbe meglio, grazie alla capacità di attivare maggiori risorse cognitive ed emotive personali.

Da Gea di Luglio :

Come ti rovino il marchio

di STEFANIA CELLA

Dal 1° ottobre del 2004 i paesi dell'Unione potranno scegliere di stampare immagini sui pacchetti di sigarette. Dopo le scritte dissuasive in bianco nero, l'Unione Europea investe sulle immagini per convincere i fumatori a desistere. Tale direttiva europea non rende la scelta obbligatoria. E' stata emanata nel quadro della direttiva già in vigore dal 2001 per una più intensa sensibilizzazione sui danni del fumo. Gli stati europei potranno dunque scegliere o meno di apporre sui pacchetti queste illustrazioni, che potranno essere selezionate da un archivio centrale ancora in preparazione. E' inoltre prevista la creazione di un numero telefonico e di un sito internet dove sara' possibile informarsi su come smettere di fumare. L'utilizzo delle immagini sui pacchetti è obbligatoria da anni in Canada e Brasile. In questi Paesi, il 75% della superficie dei pacchetti di sigarette è occupata da foto raffiguranti i danni causati dal fumo, accompagnate da spiegazioni e dati statistici. Alla pubblicità del marchio è riservata solo la parte bassa del pacchetto

ALE : 15 giorni !!!

Ho appena ricevuto e vi giro :

Ciao Eze,
chiedo scusa per i miei giorni di silenzio ma ero via per il fine settimana....
oggi sono esattamente due settimane che non fumo, però devo dire che non è che la mia voglia sia tanto diminuita...continuo ad inalare nicorette e ad avere momenti nei quali cederei molto ma molto volentieri...ma intanto continuo, non so perchè ma procedo...
Sono d'accordo con Andrea e anch'io devo ringraziare tutti quelli che in questo periodo frequentano il blog, perchè contribuiscono a creare proprio un bel gruppetto!!! E sono fiera di Andrea perchè, comunque andrà, ha deciso di provare e questo gli dimostrerà che si può fare!!!!
Ciao
Ale

26/09/2004

La salute in un soffio 
La Gazzetta di Parma 21/09/2004   
 
La buona salute dei polmoni in un respiro. Per la prima volta a Salsomaggiore
si svolgerà sabato prossimo, al Palacongressi, « La Giornata del respiro
» , dedicata alla prevenzione delle malattie dell'apparato respiratorio.
Tutti quanti lo vorranno potranno sottoporsi in modo completamente gratuito,
a semplici test, non invasivi, per verificare lo stato dei propri bronchi
e polmoni, La « Giornata » è promossa dall'Avoprorit sezione Dino Marzaroli
Salso- Fidenza e dal Day Hospital Pneumologico del Rasori di Parma. Gli
ambulatori allestiti in alcune sale del palacongressi, saranno aperti dalle
9 alle 13 e dalle 15 alle 19 e saranno presenti il dott. Giancarlo Cacciani,
responsabile del Day Hospital, la dottoressa Francesca Greco e del dottor
Capra. Lo scopo dell'iniziativa è di sensibilizzare l'opinione pubblica
verso le malattie dell'apparato respiratorio ( asma, bronchite cronica,
tumori polmonari, enfisema e tbc), spesso dovute ai danni del fumo e all'inquinamento
ambientale ed informare sull'utilità di seguire precocemente esami semplici
per valutare la funzionalità del polmone. Esami che tutti potranno svolgere
gratuitamente, come la prova del respiro ( spirometria) e la misurazione
dell'ossigeno ( saturimetria). Il Comitato dell'Avoprorit presieduto da
Lella Marzaroli sta lavorando in questi giorni per mettere a punto nel migliore
dei modi tutta l'organizzazione dell'evento a cui tutta la cittadinanza,
ospiti, turisti, medici ed autorità sono invitati. L'invito è rivolto non
solo fumatori ma a chi soffre di allergie, bronchiti, a persone di ogni
età, anche i giovanissimi. Come ha spiegato il dottor Cacciani le patologie
respiratorie rappresentano in Italia una delle pi ù frequenti cause di malattia,
invalidità e morte, condizionate dal fumo di tabacco e dall'inquinamento
ambientale. « secondo le previsioni dell'organizzazione mondiale della sanità
sono destinate ad aumentare nei prossimi anni e se non verranno presi efficaci
provvedimenti a carattere individuale e sociale tre di esse risulteranno
fra le prime cause di morte. Ogni anno moltissimi cittadini di varia età
devono lasciare il lavoro, la scuola e la loro casa per periodi anche prolungati
a causa di malattie broncopolmonari che spesso per ritardi di diagnosi e
nella terapia possono divenire croniche ed evolutive con conseguenze negative
nella qualità della loro vita » . Le patologie pi ù frequenti sono l'asma,
la bronchite cronica ostruttiva ed il tumore polmonare. « Dal 1980 - ha
ricordato Cacciani - è attivo il Day hospital del Dipartimento di pneumologia.
ad oggi circa 9 mila pazienti, la maggior parte affetti da broncopneumopatia
cronica ostruttiva, tumori polmonari ed asma hanno usufruito di questa struttura
con l'assistenza di tre medici, 4 infermieri e ausiliari. Da circa 10 anni
l'Associazione pneumologi italiani e la Federazione italiana contro le malattie
polmonari sociali e la tubercolosi organizza nel mese di maggio la « Giornata
nazionale del respiro » con l'obbiettivo di divulgare informazioni sulle
malattie dell'apparato respiratorio e mostrare gli strumenti che permettono
di valutare lo stato di attività dei polmoni. Un momento educazionale sicuramente
importante da anche portare fuori della strutture ospedaliere, pi ù vicino
alla gente, offrendo a tante persone la possibilità di gestire in modo corretto
la propria salute « . Angelica Siclari


















































Siamo in Italia

Ricevo da Gladiatore e pubblico volentieri :

Cosa si vuol sperare da questo Stato che "lascia correre" su tutto ...

guardatevi questi 2 links simpaticissimi creati da un grande dell'animazione
e della vignettistica: Bruno Bozzetto (realizzatore del famosissimo Sig.
Rossi)

http://www.infonegocio.com/xeron/bruno/italy.html

http://www.infonegocio.com/xeron/bruno/yesno.html

Gladiatore












25/09/2004

PARLA VERONESI

La nostra esperienza clinica dimostra che la diagnosi e la
cura, allo stadio iniziale, possono guarire l? 80% dei tumori polmonari
» , afferma Umberto Veronesi direttore scientifico dell?Ieo ( Istituto
europeo di oncologia), in occasione della First Milan lung conference, tenutasi
ieri a Milano. Scopo dell?incontro: creare una collaborazione tra gli istituti
più avanzati del mondo e mettere in atto una strategia mirata a ridurre
il tasso di mortalità. Un tasso che è rimasto molto elevato, l? 85%, perché,
secondo Umberto Veronesi, oltre il 70% delle diagnosi viene fatto in fase
avanzata. In Italia si registrano 30mila vittime l?anno, di cui 6mila donne.
« Mentre tra gli uomini la mortalità è diminuita, grazie all?abbandono del
fumo  sottolinea Umberto Veronesi  è aumentata quella femminile » . Oltre
a campagne contro il fumo nelle scuole e interventi mirati alla popolazione
femminile, la strategia dell?Ieo prevede: un programma di screening che
coinvolgerà per cinque anni 5mila volontari fumatori o ex fumatori che,
pur avendo fumato almeno un pacchetto di sigarette al giorno, hanno superato
i 50 anni; un?indagine sui geni che predicono la risposta ai farmaci del
singolo paziente e l?applicazione della radioterapia intraoperatoria. Sul
cancro al polmone, finora considerato incurabile per la difficoltà che la
diagnosi precoce presentava in mancanza di una tecnologia appropriata, l?Ieo
è focalizzato da cinque anni con uno studio condotto su mille volontari.
« Dei 15- 20 tumori sviluppatisi ogni anno tra i partecipanti, tutti sono
stati curati e guariti, perché la diagnosi è stata fatta al primo stadio
» , precisa Umberto Veronesi. I successi sono dovuti al fatto che la Tac
( Tomografia assiale computerizzata) della generazione detta " spirale",
che ha una decina d?anni, associata alla Pet ( Tomografia a emissione di
positroni), consente di individuare persino noduli polmonari con un diametro
di 0,6 millimetri, e di distinguere tra essi i maligni. « La Tac  spiega
Massimo Bellomi, direttore della Divisione di radiologia dell?Ieo  permette
di esaminare tutto il volume del polmone. La Pet, oltre alla morfologia
dell?organo, ne evidenzia l?attività metabolica che, in corrispondenza di
una neoplasia maligna, è molto più elevata che nel tessuto sano » . L?indagine
sul profilo genico di ogni malato, per prevederne la risposta ai farmaci,
ha lo scopo di personalizzare la chemioterapia, onde ridurre i casi di insuccesso.
Un insuccesso attribuibile, secondo Giulia Veronesi, vicedirettore della
Divisione di chirurgia toracica dell?Ieo, al fatto che il trattamento è
stato prescritto finora in modo empirico. Riducibile anche la tossicità
della radioterapia, se applicata durante l?intervento in dose molto elevata
solo sulla parte da trattare. « Ai tumori del polmone  spiega Giulia Veronesi
 , è sconsigliabile applicare alte dosi di radiazioni dall?esterno del corpo,
per non danneggiare gli organi vitali vicini » . ROSANNA MAMELI










































Quella sigaretta alla sbarra

che spaventa gli avvocati 

 
C'è un signore napoletano che rischia di essere convocato a deporre in una
corte americana. Il processo, per numeri e risvolti politico-economici,
farebbe impallidire lo storico dibattimento a carico di Alphonsus (Al) Capone.
Le vicende giudiziarie del gangster segnarono la fine di un'epoca, del proibizionismo
e dei mitragliatori Tommy Gun (quelli con il caricatore circolare, per intendersi).
Il signore napoletano, che di nome fa Domenico e di cognome S. (all'anonimato
ci tiene, ma fino a un certo punto), potrebbe contribuire ad assestare un
colpomortale alle multinazionali delle sigarette. L'evenienza, per ora ipotetica,
nasce dal fatto che ieri mattina -mattina di Napoli -con una sentenza senza
precedenti il giudice di pace Antonio Di Rienzo ha condannato l'Ente tabacchi
italiano al risarcimento dimille euro al signor Domenico. Motivo? La dicitura
Lights sui pacchetti di sigarette (già ritenuta ingannevole dall'Antitrust)
avrebbe condizionato le capacità di scelta del consumatore napoletano. Per
ironia della sorte, proprio questa mattina - mattina di Washington - il
magistrato miss Gladys Kessler aprirà quello che si preannunciacomeil più
importante procedimento legale, con annessa richiesta di risarcimento, mai
condotto da un tribunale. Miss Kessler sarà chiamata a decidere - in qualità
di giudice unico - sulla causa intentata contro le compagnie americane del
tabacco. Su una sola corte, e una sola donna, saranno concentrati gli occhi
dell'opinione pubblica, ma soprattutto quelli delle più potenti lobby americane:
in ballo ci sono i 289 miliardi di dollari che il Doj (il Dipartimento di
giustizia, in altre parole, gli Stati Uniti d'America) ha chiesto ai produttori
di sigarette, 280 dei quali a mo' di risarcimento per guadagni considerati
illeciti (ossia ottenuti a spese dei consumatori) a partire dal 1950. Il
Dipartimento di giustizia dovrà provare che i produttori di tabacco hanno
agito in una sorta di gigantesca cospirazione - si utilizza addirittura
la parola racket - ingannando i fumatori sulla reale pericolosità della
sigaretta. Il processo dovrebbe durare circa sei mesi e portare davanti
alla Corte almeno un centinaio di testimoni. Il procedimento, avviato dal
governo nel 1999sotto l'amministrazione Clinton (maconcretizzatosi nella
maxi richiesta da 289 miliardi nel marzo 2003), ha già prodotto circa 120
milioni di documenti. Sul banco degli imputati compaiono colossi del settore
come Altria (con la divisione PhilipsMorris), Loews, Vector, Liggett, Reynolds
American e British American Tobacco. La battaglia sarà dura.Maanche Toro
Seduto pensava la stessa cosa prima di massacrare le truppe del generale
Custer a Little Big Horn. E buona parte dell'industria americana non sembra
disposta a consegnare le armi. Anzi,molti sono convinti che il processo
possa segnare un passo decisivo nella storia delle azioni risarcitorie.
Secondo David Adelman,analista diMorganStanley, Altria si gioca la possibilità
di evitare il break up forzato delle attività: per questo al settore del
tabacco americano assegna il rating Attractive e giudica Altria (overweight)
l?azione con maggiori possibilità di guadagno (anche se ieri il titolo ha
perso il 3%). Follia?Per niente. Il fatto è che Morgan Stanley ritieneil
processo «un fattore di stabilizzazione dei fondamentali e di riduzione
dei rischi per i marchi di sigarette». Insomma, si punta sul fatto che «l'industria
lancerà un aggressivo attacco contro le tesi del Doj».Esi scommette sulla
difficoltà, per l'accusa, di dimostrare l'opportunità di una multa da 289
miliardi. Miss Kessler («Fino a ora - fa notare Adelman - moderatamente
favorevole alle tesi governative »)ha considerato congruo il maxirisarcimento,
ma c'è un ricorso in appello che dovrebbe «ridurre la penalità entro metà
dicembre». Il rischio, in ogni caso, c'è. Anche Morgan Stanley riconosce
che un'analisi razionale dei fattori può rivelarsi inutile in un processo
in cui la parola «fine» spetta a una sola persona. Anche perché gli uragani
che investiranno Miss Kessler nei prossimi mesi saranno accelerati dalle
pressioni delle elezioni presidenziali di novembre. Qui il quadro si complica.
Negli ultimimesi, infatti, sembra essersi avviato un ripensamento degli
istituti risarcitori. Le class action sono costate l'anno scorso agliStatiUniti
oltre 200 miliardi di dollari.Un costo giudicato eccessivo dallo stesso
segretario del Tesoro, John Snow. Al punto che la potente lobby rappresentata
dalla Us Chamber of Commerce, forse il più grande gruppo di interesse d'America,
è arrivata a un passo dal mettere un freno alle cause collettive: l?8 luglio
scorso la riforma (restrittiva) delle class action non è passata al Senato
per un soffio (44 voti contrari, 43 favorevoli), dopo che unmese prima la
Camera aveva dato il suo ok alla legge. Un segnale significativo di comesia
mutata la percezione su uno strumento divenuto negli ultimi anni un simbolo
della democrazia Usa. Insomma, chi vuole la Casa Bianca dovrà considerare
anche un nuovo vento, che sta lentamente diffondendo l?idea che i racket
più pericolosi si nascondano proprio nella cerchia degli avvocati, quelli
divenuti incredibilmente ricchi a colpi di class action. E miss Kessler?
Dovrà decidere. Decidere se chiudere le multinazionali; o la cosiddetta
stagione delle class action. Chissà se chiamerà alla sbarra il signor Domenico
e il suo avvocato. Quest'ultimo, nell'eccitazione per i mille euro di risarcimento,ha
parlato di «Italia più vicina agli Stati Uniti sul piano della tutela dei
fumatori». Ora, ha spiegato, «si profilano nuove strade giuridiche». E nuove
parcelle, aggiungiamo noi.














































































ALE !!?!

Non ho tue notizie da due giorni !!!

Sono in ansia. Fatti viva e raccontami !

24/09/2004

Fumo nei locali pubblici

Cita a giudizio il ministero   

 Il Gazzettino 23/09/2004   
    
      Venezia
      È allergico al fumo passivo e non può mettere piede nei locali pubblici dove fumano tutti, nonostante i divieti. Un uomo di San Stino di Livenza ha sopportato per anni in silenzio il fatto di non poter entrare in bar e trattorie, e ora ha deciso di dare battaglia, citando a giudizio il ministero dell'Interno e la presidenza del Consiglio per ottenere la loro condanna al risarcimento dei gravi danni che sostiene di aver subìto per colpa della condizione di "emarginato" forzato in cui è stato costretto.

      È una causa senza precedenti quella fissata per il primo ottobre davanti alla terza sezione civile di Tribunale di Venezia. Il protagonista è un battagliero signore di cui omettiamo il nome per garantire la riservatezza. Prima di poter approdare in Tribunale l'uomo ha già dovuto faticare abbastanza: non avendo sufficienti disponibilità economiche per potersi permettere un avvocato, ha chiesto infatti il gratuito patrocinio e, alla fine di un iter non semplice, ha ottenuto che sia lo Stato a farsi carico delle spese di giudizio. Ad assisterlo è una legale veneziana, Federica Pantaleoni, la quale ha depositato un atto di citazione di una decina di pagine, nel quale ricostruisce la storia del suo cliente e formula precise richieste. L'uomo, sofferente di asma bronchiale allergico si sente male ogni volta che entra in un luogo fumoso: improvvisamente ha crisi respiratorie che lo mettono in pericolo. Così, nel corso degli anni, è stato costretto a rinunciare a molti amici, in quanto era impossibile per lui seguirli al bar, dove tutti fumano nonostante campeggi in bella mostra un cartello di divieto. Perfino in Tribunale, ha notato il signore di San Stino, sono in molti a fumare nonostante il divieto. E nessuno si attiva per far rispettare la legge che dovrebbe tutelare i non fumatori. Il compito spetta all'autorità amministrativa, e dunque al ministero degli Interni. Ed è per questo che l'avvocato Pantaleoni ha citato a giudizio il dicastero retto da Giuseppe Pisanu, oltre alla presidenza del Consiglio dei ministri. Al giudice chiede che li condanni a risarcire da un lato il danno alla salute patito dal suo cliente nelle occasioni in cui ha dovuto sopportare il fumo passivo in luoghi nei quali era proibito; dall'altro il danno morale sofferto dalla limitazione della sua libertà e della sua vita sociale provocata dall'«inerzia dello Stato nel perseguire i trasgressori del divieto di fumo».

      Ora la parola passa al Tribunale.

      Gianluca Amadori
    












Bionde A Rischio Di Buco

In Trastevere nel centro di Roma, dove hanno sede i Monopoli di stato, di sigarette non vogliono neanche sentire parlare. Già, perché come capitato negli ultimi due anni, l'amministrazione a cui è affidata la gestione dei giochi, dei concorsi e dei tabacchi si è vista rifilare dal ministero dell'economia un obiettivo che rischia di andare almeno parzialmente in fumo. In ballo ci sono, infatti, circa 250 milioni di euro. Alla fine dello scorso anno i tecnici di via XX Settembre, elaborando il budget di previsione per il 2004 hanno stimato che il gettito delle accise sulle sigarette dovrà garantire 9,1 miliardi di euro. In pratica oltre un miliardo in più di quanto incassato lo scorso anno e circa 700 milioni in più rispetto a quello che era il bilancio previsionale per il 2003, ragion per cui il direttore generale dei monopoli, Adolfo Tino, monitora con attenzione l'andamento della raccolta. Del resto, già lo scorso anno a causa di un bilancio troppo ambizioso da parte dei tecnici di Giulio Tremonti si era ritrovato a fronteggiare un buco di quasi 300 milioni. Una storia che rischia ripetersi malgrado lo sforzo dei monopoli. Alla fine del primo semestre il gettito delle bionde ha infatti registrato un aumento di oltre 380 milioni rispetto all'analogo periodo dello scorso anno. Risultato che malgrado il calo delle vendite di sigarette, aggravato dal graduale spostamento da parte dei fumatori verso prodotti meno costosi, ha comunque consentito di mettere in cassa 4,11 miliardi di euro. Performance che se replicata nella seconda metà dell'anno avrebbe evidenziato una differenza di oltre 850 milioni di euro rispetto ai calcoli di via XX Settembre. Per fortuna le vendite estive sono andate un po' meglio e alla fine dell'anno il successore di Tremonti, Domenico Siniscalco, dovrebbe fare i conti con un buco di circa 250 milioni. In base ai dati in possesso dei Monopoli, che all'inizio di settembre registravano un miglioramento di 600 milioni rispetto ai primi otto mesi del 2003, sigarette e sigari garantiranno alle casse dello stato circa 8,85 miliardi. Gli ultimi dati giungerebbero insomma in soccorso di Tino, visto che da parte sua potrà vantare una crescita di oltre 700 milioni. Peccato però che a via XX Settembre continuino a spostare sempre più avanti l'obiettivo.

DISPERATI

Da Il Mattino del 19 settembre


Oggi voglio parlare un po? a favore dei disperati. Però chiariamo. Comunemente
oggi per «disperati» si intendono perfino quei giovani ben vestiti, ben
nutriti e in ottima salute che sbarcano a Lampedusa ormai con la disinvoltura
di turisti con prenotazione. Disperati che non lo debbano essere poi tanto,
se hanno pagato tremila dollari per farsi portare fino alle coste della
Libia e partire per l?Italia.
Io, se oggi avessi tremila dollari disponibili, li utilizzerei al contrario,
cioè proprio per andarmene via dall?Italia in cui quei prestanti e spesso
collerici nuovi compatrioti hanno scelto di abitare. Me ne andrei in Svezia,
in Norvegia, in Danimarca, dovunque il freddo e la neve rendessero impossibile
le finte «notti bianche» italiane che trasformano le strade del centro in
discoteche all?aperto, con la cosiddetta «maggioranza silenziosa» che guarda
dietro i vetri delle finestre senza osare di protestare.
No, i disperati cui voglio dedicare la mia compassionevole solidarietà sono
quegli italiani che debbono prendere un treno, anche per molte ore di viaggio,
e che appartengono a quella che possiamo chiamare «la maggioranza fumatrice».
Se non viaggiate spesso, se non partite spesso da una grande stazione, non
potrete capire. Già essa è difficilmente distinguibile da lontano perché
avvolta dal fumo dei fumatori partenti che stanno fumando intensamente mentre
fanno il biglietto e si avviano ai treni. Ma che cosa fanno tutti quei partenti
che rimangono ancora sul marciapiede mentre mancano pochi secondi alla chiusura
delle carrozze? Ebbene, essi fumano disperatamente, con grande impegno.
Come i condannati a morte di una volta si usava aspettare che fumassero
l?ultima sigaretta. Forse lo facevano anche i non fumatori perché così vivevano
più a lungo. I partenti di oggi fumano con la stessa voluttà le ultime boccate
prima del passo estremo che li rinchiuderà per parecchie ore nella micidiale
aria pulita dei non fumatori. Anzi, se il treno parte e restano a terra,
sono felici perché potranno liberamente fumare fino al treno successivo.
Spero di avere illustrato in queste poche righe il dramma di questi disperati.
Eppure la soluzione ci sarebbe.
Basterebbe fare dei treni per soli fumatori, in cui sarebbe severamente
proibito non fumare e chi volesse prendere ogni tanto un po? d?aria buona
dovrebbe chiudersi nel gabinetto. Affollatissimi, questi treni, correrebbero
per la campagna, mentre da un fumaiolo sul davanti verrebbe fuori il fumo
dei fumatori felici, facendo pensare con nostalgia ai romantici treni a
vapore di una volta. Fratelli «disperati»: perché, fra una boccata e l?altra,
non provate a chiederlo a Mamma Trenitalia, visto che anche voi siete figli
suoi?










































Fumo e sesso

Ricevo e posto :

Salve a tutti, vorrei dire la mia in due parole:
sono un maschietto che fumava 10 sigarette a giorno. A 37 anni, significa
che se vuoi esprimere forza e amore e passione sul piano sessuale, cominci
a
essere fregato, inutile negarlo.
Un anno fa ho incontrato una fantastica storia d'amore, vivendola
intensamente anche sessualmente. Risultato: dopo una settimana accusavo
dei
seri problemi!
Ho smesso di fumare, il risultato dopo qualche mese è indescrivibile.
Provare per credere!

Se non e questo un buon motivo per smettere...... altro che viagra, dobbiamo
essere noi stessi!!!!!!!!!!!!!!!
..............e poi il fumo nasconde e avvilisce i profumi più belli della
vita, quelli per la quale il nostro corpo vive e sogna............


















Ma al top fumano ?

C'è un episodio che dice molto sul rapporto imprenditori-fumo. Il fondatore
dell'impero Fiat, quel Giovanni Agnelli senior nonno dell'Avvocato, pur
apprezzando il piacere del fumo, arrivato sulla porta del suo ufficio torinese
si affrettava a spegnere il sigaro, con maniacale attenzione. Per Agnelli
senior il piacere del fumo era in contraddizione con l'etica del lavoro.

Ma non tutti i capitani d'industria, manager e politici fanno altrettanto.
In casa Agnelli, il giovane John Philip Elkann è noto per essere un salutista,
insensibile alle lusinghe del fumo, mentre il fratello minore Lapo ama tenere
una sigaretta fra le dita.

Non fumatore è anche il giovane Matteo di Montezemolo,
figlio di Luca (non fumatore pure lui), che segue l'attività di Charme.
È invece un fumatore consapevole di «non riuscire a rinunciare alla prima
sigaretta del mattino» il fratello Daniele di Montezemolo.

Ha deciso invece di smettere con il fumo ormai già quattro anni fa Marco Tronchetti Provera,
numero uno di Telecom e Pirelli.

Nel salotto buono dell'economia e finanza,
i fumatori davvero accaniti restano in effetti ormai pochi. Ha smesso anche
Marco De Benedetti, che spiega: «Tim è una no smoking company (o azienda
smokeless). È stata una delle prime in Italia a lasciare il fumo fuori dalle
sue sedi e ad avere anche organizzato corsi per i dipendenti per aiutarli
a smettere. Per quanto mi riguarda, mia moglie Paola Ferrari e io abbiamo
smesso di fumare. Ma non sono un fanatico: occasionalmente mi concedo un
buon sigaro».

Niente fumo anche per Vittorio Mincato dell'Eni e Corrado
Passera di Intesa, iscritti al club dei salutisti-rigoristi. Come pure Luigi
Abete (Bnl) ex fumatore appassionato di bicicletta.

No smoking policy rigidissima anche negli uffici di Sky Italia, dove l'ad Tom Mockridge non fa nulla per
nascondere il suo salutismo convinto, seguito sulla strada del no smoking
da Emilio Carelli, direttore di Skytg24. Franco Bernabè, vicepresidente
di Rothschild Europe, contrario al fumo in ufficio, ha acceso però una sigaretta
simbolica il giorno della vittoria della cordata Bat seguita proprio dalla
sua merchant, che ha portato alla conquista dell'Eti (l'ente tabacchi italiano).

Marco Benatti, country manager per l'Italia del colosso dell'advertising
Wpp, fuma ma dice di considerarsi un non fumatore: «È vero, accendo una
sigaretta quando lavoro in ufficio a Milano, però questo capita due-tre
giorni la settimana. Per il resto mi astengo rigorosamente».

Né sigaretta, né sigaro per la presidente dei giovani confindustriali Anna Maria Artoni,
e per il team dei tre vice Matteo Colaninno, Annibale Chiriaco e Giannetto
Marchettini. E niente fumo anche per Matteo Marzotto, condirettore dell'abbigliamento
Marzotto e dg della Valentino, che tiene molto alla forma fisica. Con l'eccezione
della ex presidente dei giovani confindustriali Emma Marcegaglia, che si
concede, ogni tanto, un sigaro cubano.

Ama fumare un Toscano Edoardo Garrone,
presidente della Erg, mentre Giulia Ligresti indulge, talvolta con una sigaretta.
Instancabile fumatore di sigarette è l'imprenditore Giampaolo Angelucci.
Fumatore estemporaneo di sigarette è anche Vincenzo Novari, ad di 3. Fumano
Marco Drago e Alessandro Belloni (De Agostini). Sigaretta fra le dita anche
per il giovane dg di Cinecittà holding Alessandro Usai. Preferisce l'aroma
del sigaro il nuovo ad di ExpoCts Carlo Bassi, come l'editore della Poligrafici
Andrea Riffeser Monti. Sigaro Davidoff per Ugo Gussalli Beretta, niente
fumo per i figli Pietro e Franco. Fumatore di sigaro, ma episodico, Alessandro
Profumo di Unicredit. Complesso il caso di Franco Tato: accanito fumatore,
decise di smettere, riuscendoci per molti anni (come sfida teneva sempre
una sigaretta nel taschino della giacca). Ma poi ha ripreso.















































Le cause del tumore al polmone

Dalla Repubblica del 16 settembre.

Fumo attivo e passivo, aria inquinata, lavorare a stretto contatto con sostanze
cancerogene: sono questi i fattori che incidono maggiormente nello sviluppo
del tumore al polmone. È quanto emerge dalla ricerca condotta a livello
europeo, con studi anche nella città di Torino, pubblicata nel 2004.
Sorprendente l´incidenza del degrado ambientale sulla malattia: «Quasi il
dieci per cento dei casi di tumore al polmone sono causati dall´inquinamento
atmosferico - spiega Franco Merletti, medico all´Unità di epidemiologia
dei tumori Cpo Piemonte di Torino - e per inquinamento dell´aria intendiamo
soprattutto i pm10, le polveri finissime che sono prodotte dal traffico
veicolare e dall´industria». L´esposizione prolungata negli anni crea i
danni maggiori: «Abbiamo verificato che queste particelle si accumulano
nel tempo, quindi vivendo più anni in una città inquinata, aumenta sicuramente
il rischio». E l´aria "sporca" è all´origine anche di altre malattie respiratorie:
«Lo studio del Sidra dimostra che nelle strade di città con maggiore traffico
d´auto ci sono molti più bambini che soffrono d´asma».
L´altro fattore che, sempre dopo il fumo, influisce decisamente sul tumore
al polmone è «il fattore occupazionale, cioè l´esposizione sul lavoro a
elementi cancerogeni, ad esempio l´amianto: non è l´unico, ma è il più conosciuto».
Anche in questo caso la percentuale è molto alta: dieci per cento.
Nessuna novità per il fumo, che rimane in cima alla classifica delle cause
di questa malattia: nel 90 per cento dei casi è il fattore determinante.
Se si considerano poi i decessi complessivi a livello nazionale, «il venticinque
per cento sono causati dal fumo che agisce attraverso l´azione delle malattie
cardiovascolari, del tumore e di altre malattie legate al fumo». Questo
studio conferma inoltre che anche il fumo passivo è all´origine dei tumori
nei non fumatori.
Per diminuire il rischio, è necessario innanzitutto cambiare lo stile di
vita: «Per stile di vita intendiamo il fumo, l´alcool, l´esposizione sul
lavoro a sostanze cancerogene e il vivere in una città inquinata. Smettere
di fumare il primo passo. Ma è necessario anche intervenire per ridurre
le emissioni che causano l´inquinamento».
Franco Merletti interverrà questa mattina sul tema "Misure di occorrenza
per la salute individuale e collettiva: rischi e frazioni prevenibili per
esposizioni ambientali legate agli stili di vita", all´interno della riunione
dell´Associazione italiana di epidemiologia, che si riunisce una volta all´anno
per presentare i risultati delle ricerche. I risultati dello studio del
Sidria sulla possibilità di prevenire il disturbo respiratorio infantile
saranno invece presentati questo pomeriggio.
Quest´anno è Torino ad ospitare il convegno, iniziato ieri nel centro incontri
della Regione. Anche se la maggior parte dei partecipanti appartengono alla
comunità scientifica, le riunioni sono aperte a chiunque voglia seguire
le discussioni che quest´anno vertono sulla prevenzione e la cura delle
malattie epidemiologiche. Ieri gli iscritti erano circa 250, ma l´organizzazione
prevede di arrivare a quota 300. La tavola rotonda "Guerra ed Epidemiologia",
che domani chiuderà i lavori di questi tre giorni, sarà tra l´altro di carattere
divulgativo: affronterà infatti il tema del rapporto tra eventi bellici
e salute.



















































SORRISO

mi ha scritto questo commovente messaggio. Nel farle gli auguri piu' sinceri per la sua mamma, ho deciso di pubblicarlo, per dare ad Andrea una spinta ed uno spunto in piu':

Ciao Eze...
>a breve avro' un black out dei miei pensieri in quanto hanno ricoverato
mia
>mamma e forse stavolta non ne esce piu'.....sono distrutta...
>ma una persona mi ha fatto venire i brividi...e mi stà facendo uscire quelle
>maledette lacrime che da troppo se ne stavano rinchiuse...dentro di me....
>vorrei lo stesso continuare a sostenerlo........è una mia battaglia personale........non
>sono riuscita a convincere mia madre e mio suocero a smettere di fumare........se
>riesco con lui.....che forse ha recepito il mio messaggio........per me
sarà
>una grande VINCITA personale.
>Ti chiedo gentilmente di dare ad Andrea il mio indirizzo email e di girargli
>questa che ti ho scritto.
>Ti ringrazio fin da ora, nel caso non dovessi piu' sentirmi, per tutto
quello
>che stai facendo.
>Vorrei farlo io, ma non ho piu' forze........sono distrutta dentro, vorrei
>dare agli altri un sostegno che pero' in questo momento sento di non avere
>nemmeno per me. Ora, a volte, vorrei io il sostegno che non riesco piu'
a
>dare....allora è meglio che mi ritiro.
>Ma Andrea l'ho preso come riferimento: vorrei proprio che un giorno mi
scrivesse......ho
>smesso.....e vorrei continuare a sentire che ce l'ha fatta.
>Questa email...quando la aprirò di nuovo, spero veramente di poter leggere
>una sua email che mi comunica che HA deciso.........poi proverò a dargli
>tutto il mio appoggio.
>Grazie di cuore.. per quello che stai facendo per aiutare i fumatori.
>ciao Sorriso
>































Ale per Jeany :

Cara Jeany,
non ti abbattere, ognuno ha il suo momento ed il suo percorso, vedrai che arriverà il giorno in cui riuscirai a decidere...la tua idea mi sembra buona, provale tutte, come dici tu tentare non nuoce.
Mi raccomando non ti abbattere, anche tu sei in gamba e ci sono tante persone che ti sono vicine...
Fatti forza e tienimi al corrente.
Ciao
Ale

23/09/2004

XARTAM per ALESSIA :

Ciao Alessia
sono sicuro che avrai già letto la mia esperienza sul fumo.......mati sto scrivendo per incoraggiarti a tenere duro......mentre ti scrivo non so di preciso a che punto sei nella tua lotta contro quell'inutile e dannoso vizio........ma io ti voglio dire che ti ammiro molto perchè hai deciso di smettere....sono sicuro che ce la farai perchè credimi se uno vuole davvero ce la fa.....sempre.
I primi 15 giorni sono un inferno...nessuno lo sa meglio di me....ma vuoi mettere 15 giorni d'inferno contro una vita felice di aver smesso.......Forza Alessia....io ho smesso da 23 anni....ma ti assicuro che da 23 anni non ho più avuto bisogno di quel rotolo di carta e tabacco....pieno di veleno.....
.....è una soddisfazione immensa......coraggio ce la puoi e devi fare........io faccio il tifo per te........vedrai ti si aprirà un mondo nuovo.........ciao a presto

xartam



Fumo passivo
I ricercatori Gorini e colleghi, del Centro per lo studio e la prevenzione
oncologica di Firenze (g.gorini@cspo.it) hanno misurato la quantità di nicotina
in 5 scuole, 3 università, 5 ospedali, una stazione ferroviaria, un aeroporto,
7 bar, 7 ristoranti e 4 discoteche di Firenze. La concentrazione media di
nicotina nelle discoteche e ristoranti era rispettivamente di 26.78 microg/m3
and 2.32 microg/m3- Nelle al tre zone pubbliche, invece, era di un solo
microg/ m3. Nelle sezioni di ristoranti con zone separate, le concentrazioni
erano di 2.54 (zona fumatori) e di 2.14 (non fumatori), quindi pressoché
identiche ed entrambe elevate. Gli autori concludono che le concentrazioni
più alte di nicotina (e quindi di fumo passivo) si trovano in discoteca
e ristoranti, a prescindere dalla separazione delle aree, mentre le più
basse in quelle aree pubbliche dove viene effettivamente fatto rispettare
il divieto di fumo.
















Associazione a delinquere

Da La Repubblica del 22 settembre

NEW YORK - Tra sigari cubani, enormi bistecche texane e martini a go-go
(con una goccia di vermouth e tanto gin), i manager delle industrie del
tabacco si incontrarono all´hotel Plaza di Manhattan per varare una strategia
comune contro le prime, timide offensive anti-fumo. E decisero di sollevare
dubbi, con ogni mezzo e a ogni livello possibile, sui legami tra cancro
e sigarette.
Era il 1953.
A più di mezzo secolo di distanza quella riunione segreta del Plaza è tornata
d´attualità: ieri, infatti, nella seduta iniziale del mega-processo contro
l´industria del tabacco, i legali del ministero della giustizia hanno spiegato
come l´incontro fosse l´inizio di una storia decennale di truffe e bugie
sulla pelle dei fumatori. Avviato nel 1999 sotto la presidenza di Bill Clinton,
che era meno tenero nei confronti delle multinazionali del fumo del suo
successore, il procedimento accusa il gruppo Altria (Philip Morris, Marlboro)
e le altre società del ramo, di associazione a delinquere, per aver mentito
e confuso il pubblico sui pericoli del fumo. E chiede una punizione esemplare:
280 miliardi di dollari, un ammontare record, simile al prodotto interno
lordo di paesi come il Belgio, il Venezuela, la Colombia.
«Per 50 anni le industrie hanno seguito un modello di bugie e mezze verità,
che ancora va di moda», ha detto l´avvocato Frank Marine, illustrando ieri,
nell´aula del tribunale federale di Washington, la posizione del ministero
della giustizia e paragonando gli accusati a un gruppo di mafiosi.
Il processo è l´ultimo capitolo di una lunga battaglia contro le industrie
americane del fumo, che da anni sono sotto pressione per le cause del governo
e di migliaia di ex-fumatori ammalatisi di cancro.
Oltre alla Altria, sul banco degli imputati ci sono anche la Lorillard (gruppo
Loews), la Liggett (Gruppo Vector), la R. J. Reynolds e la British American
Tobacco. Ieri i legali di queste industrie hanno negato ogni addebito, ricordando
che dal 1998, cioè da quando è stato firmato un accordo con un insieme di
stati americani, le loro strategie di marketing sono molto cambiate. «E
il comportamento del passato - hanno detto - non può essere una prova per
mettere in dubbio la buona fede di oggi». Il processo dovrebbe durare sei
mesi. E già nascono dubbi sulla «tenuta» della posizione del governo. C´è
chi pensa, specie tra i critici della Casa Bianca repubblicana, che George
W. Bush non abbia intenzione di condurre la battaglia fino in fondo e che,
subito dopo le elezioni presidenziali, cercherà di trovare un accordo extra-giudiziale.
Certo, 280 miliardi di dollari sono una cifra enorme: abbastanza per far
fallire o ridimensionare le industrie della nicotina. Non a caso, ieri,
i titoli del settore hanno subito una flessione a Wall Street: le quotazioni
della Altria, ad esempio, sono scese del 2%. Per il momento il governo insiste
sulla sua posizione. «Vogliamo solo recuperare una parte dei profitti accumulati
illegalmente ed evitare le vendite ai giovani», ha spiegato il ministro
della giustizia John Aschcroft.
 















































Una morte orribile

Da Il Giorno del 22 settembre

MILANO  Una morte orribile. È quella fatta ieri notte da un 40enne milanese,
Giuseppe Donvito, rimasto carbonizzato nell'incendio del sua mansarda, in
via Don Bosco 20. Ancora da accertare le cause che hanno provocato lo spaventoso
rogo, ma sarebbe da escludere il dolo. Molto probabilmente l'uomo, che era
un accanito fumatore, deve aver lasciato acceso qualche mozzicone di sigaretta
che ha poi dato origine alle fiamme. Completamente distrutta la mansarda,
mentre il resto del palazzo, che comprende altri 4 piani, non ha subito
particolari danni, tanto che i tecnici del Comune lo hanno dichiarato agibile.
Il dramma si è consumato intorno all'1.50. L'uomo, che non è sposato e non
ha figli, era in casa da solo. Accanito fumatore, deve essersi addormentato
con la sigaretta accesa. Non è escluso che a ucciderlo sia stato il denso
fumo che ha invaso l'appartamento e il resto lo hanno fatto le fiamme. Talmente
alte, che i vigili del fuoco sono dovuti intervenire in via Don Bosco con
sei mezzi e per spegnerle hanno impiegato più di tre ore. A incendio spento
è stato ritrovato il cadavere del 40enne, così carbonizzato che è stato
impossibile identificarlo. È stato il fratello, che abita al piano di sotto
e che non ha potuto fare nulla per salvarlo, a dare le sue generalità. Ma
l'identificazione certa non è stata ancora effettuata. Sarà l'esame del
Dna a sgombrare il campo da ogni residuo dubbio. Quanto alla mansarda, è
andata completamente distrutta, mentre il resto dello stabile non ha subito
praticamente danni ed è stato perciò dichiarato agibile.



























Jeany per Ale :

Ciao Ale,
ancora sono dentro al fumo, non ci sono riuscita, non posso prendere le nicorette, e non ho modo di andare nei centri antifumo della asl, purtroppo nella mia città non li fanno, dovrei andare in provincia e non ho proprio tempo.
Ho sentito parlare di un pranoterapeuta di rimini che riesce con un solo massaggio a far smettere di fumare, tenterò questa stradaa, mi prendo un giorno di ferie e ci andrò, tentar non nuoce....
Tu come stai?
Sei ingambissima.
Un abbraccio forte
J

Da AMINA per ALE :

Stai salendo una scala e sei al 12° gradino. Quanto e' lunga non lo sai, ma sii certa che in cima c'e' la tua liberta' e la tua salute.

Anche se ti sono lontana ti penso sempre. RESISTI !!!

22/09/2004

Da Andrea per Sorriso

Cara Sorriso, forse mi sono spiegato insufficientemente. Sono perfettamente d`accordo con te su quel ``ANCHE``. Tu non mi stai aiutando SOLO a pensare di non fumare: di quello sono arcistufo (ma debole nell`intraprendere iniziative). Mi stai aiutando in un modo strano ma, penso, molto efficace. Infatti mi hai messo in crisi: mi sento un verme, perche` qualcuno, qualcuno che manco mi conosce, si preoccupa della mia salute piu` di quanto me ne preoccupi io stesso. E` questo che mi ha commosso. E` questo che, come ho detto, mi ha messo in crisi. E` questo che, chissa`, mi indurra` a liberarmi dalla schiavitu`. Perche` di schiavitu` si tratta, e non di altro. Io ti prometto che faro` tutto cio` che mi e` possibile per poterti scrivere, un giorno non lontano, ``NON FUMO PIU`!`` Non so quanto questo ti potra` importare, con tutti i problemi che ci hai. Sappi pero` che la mia interruzione del vizio schifoso causera` la comparsa di una voce sul TUO registro del guadagno. Ed e` l`obiettivo di questo tuo guadagno che mi spingera`, per riconoscenza, ad impegnarmi a fondo.

Grazie infinite. Tieni duro contro le avversita` della vita. Nulla viene soltanto per nuocere, anche se la perdita di un genitore non arriva mai abbastanza tardi e non potra` mai essere sanata.

Ti saluto con grande riconoscenza e compartecipazione.

Andrea

Da Andrea per Ale

Si`, cara Alessia, io fumo, porcaccia la miseriaccia schifosa! Sono arcistufo di questa schiavitu`, ed arci-invidioso di te che te ne stai liberando. Avrei voluto darti consigli, raccontarti esperienze mie ed altrui sullo smettere di fumare. Ma tu mi hai bruciato con quella domanda cosi` semplice e diretta. E per di piu` sei molto piu` avanti di me sulla strada della liberta`. Pero` una cosa sento di dovertela dire, perche` anch`io, QUANDO smettero`, la terro` ben presente. Forse queste cose le sai. Ma nel dubbio ... Dunque: la sigaretta non si lascia mai dimenticare. Un vecchio signore, che aveva smesso di fumare da circa QUARANT`anni, mi confesso` che, anche dopo cosi`tanto tempo, ogni tanto gli veniva desiderio di accendersi una sigaretta. Molto attenuato, ma desiderio. Un mio caro amico smise di fumare per tre anni. Una sera, sentendosi tranquillo e svezzato, si fumo` per gioco una sigaretta: la stessa notte, alle tre, ha ricominciato! Adesso sta soffrendo di nuovo, perche` ha dovuto smettere daccapo. Percio` - orribile dictu! – quando si smette di fumare, si devono considerare le sigarette NON PIU` ESISTENTI. Con tutto cio`, smettere e` necessario, piu` che distruggere Cartagine. Ecco, cosi` la penso, cosi` volevo dirti. E con l`occasione, i miei piu` vivi complimenti per la tua ``tenuta``. Ormai ce la fai. Io non ho smesso, ma drasticamente ridotto. Forse non e` il modo giusto, perche` il pensiero resta, il tabacco continua a seguirti. L`importante, naturalmente, e` volere. E prima o poi (meglio prima) faro` il vero passo: drastica, crudele, spietata e definitiva interruzione. Forse ti rubo l`idea di partecipare a riunioni di sostegno. Ciao, a presto.Andrea

 

DIECI GIORNI !!!

Ho appena ricevuto da Ale e posto con gioia :

Ciao amici,
siamo arrivati al decimo giorno. Non so cosa dire, ieri sono andata a correre e finalmente l'ho fatto senza la sensazione che i polmoni mi prendessero fuoco!!!!!
Stasera ho invitato a cena delle amiche chiedendo loro cortesemente di non fumare perchè se no lo so che non resisterei (non voglio diventare "bigotta" nei confronti del fumo, è solo che in questi momenti iniziali so che non sono abbastanza forte).
E in più devo dirvi che sto facendo delle scoperte nuove: sento molto di più il gusto dei cibi e in certi casi mi dà addirittura fastidio!!!
Non voglio gioire troppo presto di questa cosa, la sto costruendo giorno per giorno e staremo a vedere come andrà.
In ogno caso non finirò mai di ringraziarvi.
Baci
Ale
 
 
Splendido, mia nuova giovane amica !!! Vai avanti tranquilla, che ogni giorno scoprirai vantaggi nuovi. E non avere paura.
Io ti avevo suggerito tempo fa di spargere per casa pacchetti di sigarette aperti, da avere sempre sotto gli occhi per abituarti a resistere alla tentazione.
La scelta di non fumare piu' e' TUA, e' dentro di te , ed e' un convincimento assoluto. Non puo' dipendere da quanta gente fuma attorno a te !!
 
CORAGGIO !!!
 

21/09/2004

Ale continua !!!

Buongiorno Eze,
ecco la mia mail quotidiana per dirti che, seppure a fatica, continuo a non fumare (nove giorni!!!)
ieri ero al gruppo dei fumatori e devo dirti che mi è servito molto parlare ed ascoltare gli altri per imparare dalla loro esperienza e trarne forza...
consiglierei a tutti gli uomini di scarsa volontà come me di cercare iniziative simili che li possano sostenere...
Per ora ti saluto e ti mando un bacio...
Ale
PS: grazie, lo sai che se sono già nove gviorni che non fumo è anche merito tuo!!!

Ed Ale risponde:

Cara Jeany,
anche tu sei forte ma purtroppo sei incastrata in una dipendenza che non ti permette di vedere vie d'uscita. Lo so, sono l'ultima persona che può darti consigli sul tema fumo, ma le vie d'uscita ci sono.
secondo me non significa niente dire "devo farcela da sola", ma chi lo ha detto? non devi dimostrare assolutamente niente a nessuno, devi solo cercare il tuo momento per smettere. io non lo sto facendo da sola, mi sono appoggiata al centro tabagisti della mia città che prevede incontri di gruppo settimanali. Ieri sono stata al primo gruppo e devo dire che ne sono contenta. é importante condividere con chi vive la tua stessa esperienza le tue emozioni e le tue frustrazioni. Lascia che qualcuno ti aiuti, cerca un centro analogo nel luogo dove vivi...io inoltre faccio uso di un farmaco a base di nicotina (la famosa nicorette) che mi permette di ridurre i sintomi dell'astinenza...come vedi da sola lo so che non avrei combinato proprio nulla.
forza Jeany, sei già sulla strada giusta e i giorni che non hai fumato non sono giorni persi ma parte di un percorso.
Ti abbraccio e attendo notizie.
Ale

Da Jeany ad Ale :

Ciao Ale,
scusa se non mi sono fatta sentire prima, ma sono stati gg molti impegnativi, pure oggi sono ritornata dal lavoro alle 20.30... dalle 8.00 che ho iniziato.
E ora sono stanca morta.
io purtroppo ho ripreso, non commento il mio rammarico, e sono ancora più depressa e nervosa.
Vediamo se riessco domani visto che mi sono segnata pure ad un corso di nuoto.
Ho voglia di smettere, ho terribile paura invece di aumentare ancora di più di peso e di perdere la concentrazione.
Sto leggendo anche un libro quello di Allen Car, vediamo.
Un mio amico mi ha consigliato l'agopuntura, ma vorrei farcela da sola, credo non ci sia maggiore soddisfazione che cavarsela da soli.
Un abbraccio e fammi sapere come va.
Sei forte lo so.
J

Amicoandrea

oggi mi ha scritto :

Caro Ezechiele, mi sono messo a scrivere due missive, una per Sorriso ed
una per Alessia, che ti avrei poi spedito affinche` tu le inserissi, bonta`
tua, sul tuo blog. Poi ho fatto un movimento falso sulla tastiera e mi si
e` cancellato tutto. Adesso sono troppo disperato, ma piu` tardi tornero`
alla carica. E` necessario che io scriva a queste due persone, perche` una
mi ha commosso e devo onorare la sua premura verso di me, che neanche mi
conosce. L`altra mi ha fatto una domanda micidiale (``tu fumi?``), domanda
che mi sembra un ottimo spunto per fare atto di contrizione e soprattutto
per generare uno scambio di influenze reciproche che possa avvantaggiare
ambedue nell`assassinare il vizio schifoso. A presto.
Andrea













20/09/2004

Il fumo nei treni

Da Italia Oggi del 15 settembre

Il divieto assoluto di fumo sui treni Eurostar e Intercity, introdotto dalle
Ferrovie dello stato fa bene non solo a fumatori e non, ma anche alle Ferrovie
stesse. A partire dal 1° marzo 2004, data di introduzione del divieto, le
frequentazioni dei treni Eurostar sono ´sensibilmente aumentate', hanno
dichiarato dalla società, con un +7,5% di viaggiatori. Mentre sono contemporaneamente
diminuiti i reclami inoltrati dalla clientela sull'argomento. A fare il
punto della situazione è stato il sottosegretario alle infrastrutture e
ai trasporti, Nino Sospiri, nella risposta a un'interrogazione parlamentare
di Pietro Gasperoni (Ds), nella quale si chiedeva di valutare la possibilità
di ripristinare una carrozza per i fumatori sui treni a lunga percorrenza,
ponendola in testa o in coda al convoglio, così da non obbligare alcun non
fumatore ad attraversarla.
Le Fs però, ha riferito Sospiri, visti anche i risultati di traffico, non
hanno alcuna intenzione di tornare al passato. L'iniziativa di Trenitalia,
ha esteso il programma ´libertà di non fumare' a tutti i 130 Eurostar e
ai 18 nuovi Intercity che ogni giorno collegano più di 160 città d'Italia,
con un numero medio di viaggiatori di 60 mila al giorno per un totale di
oltre 25 milioni all'anno. La scelta, ha spiegato il sottosegretario ai
trasporti, è stata operata tenendo conto delle richieste dei clienti e delle
associazioni dei consumatori e anche dei risultati di una ricerca di mercato,
svoltasi nel settembre del 2003, secondo la quale ´oltre il 74% della clientela
valutava positivamente l'ipotesi di eliminare il fumo a bordo dei treni'.
La ricerca mostrava che il 7% dei clienti Eurostar avrebbe preso il treno
con maggior frequenza in caso di abolizione del fumo, mentre solo quattro
clienti su 100 minacciavano di cambiare mezzo di trasporto a causa della
forzata ´pausa dal vizio' imposta ai viaggiatori dal divieto.

Da Il Giornale del 15 settembre.
da Torino Pendolari della domenica, ...
Domenica sale sull'Iintercity 564 a La Spezia, sono le 15.57. Nessuno l'ha
avvisata che su quel treno, putroppo, ci sono i tifosi laziali diretti a
Genova per il posticipo con la Sampdoria. Salire è un?impresa. Sul predellino
c'è del cibo schiacciato, in corridoio ci sono solo cicche di sigarette,
a centinaia, e bottiglie vuote. Mancano tutti i martelletti da usare in
caso di emergenza per rompere i finestrini, perché qualcuno ha deciso di
appropriarsene, i sedili  le vetture sono nuove  sono in condizioni pessime.
Comandano i tifosi. Se qualcuno osa chiedere qualcosa c'è il rischio che
scoppi una lite. Si sta in piedi, avvolti dal fumo delle sigarette, mentre
i tifosi occupano gli scompartimenti. Il treno acquista ritardo, a ogni
fermata è difficile ripartire. Si arriva a Torino con un'ora di ritardo
in mezzo alla sporcizia e con la consapevolezza di aver pagato caro e salato
il biglietto con supplemento.














































Da Il Giornale di Sicilia del 17 settembre.

Una cicca accesa nel cestino dei rifiuti:

panico al tribunale per un incendio.
Una donna è svenuta per la paura. Erano in corso le normali operazioni di
pulizia, ieri mattina al piano terra di Palazzo Halley, sede della cancelleria
del tribunale. Un posacenere è stato svuotato all'interno del carrello che
trasporta il sacco grande della spazzatura. Tra le tante cicche depositate
nel raccoglitore di rifiuti ce n'era anche una accesa. Un mozzicone di sigaretta
che è bastato ad appiccare le fiamme al carrello dell'immondizia. Dal racconto
di alcuni testimoni pare che le fiamme - forse alimentate dalla carta depositata
nel cestino - si sono alzate nel giro di pochissimo. Un fumo intenso e un
forte odore di bruciato si sono diffusi rapidamente negli uffici del primo
piano. "A limitare i danni - ha spiegato il comandante della compagnia dei
carabinieri di Marsala, capitano Stefano Brighi - l'intervento di un maresciallo
dell'Arma che, avvistato il principio d'incendio, è intervenuto immediatamente
con un estintore per spegnere le fiamme, in attesa che arrivassero i vigili
del fuoco". Un'impiegata della cancelleria, Letizia Cusenza, è stata colta
da malore. "Mi sono vista circondata improvvisamente da un fumo intenso
e ho pensato di morire", ha raccontato la donna dopo essere stata visitata
dai medici del pronto soccorso. Anche altre impiegate della cancelleria
sono state refertate al San Biagio in stato di shock. "Un brutto quarto
d'ora - ha commentato una dipendente -. Ho visto le fiamme che si alzavano
sul contenitore della carta e ho avuto paura che si propagassero chiudendo
l'uscita". Soltanto paura, dal momento che i danni sono stati molto limitati.
Per l'intera mattinata la sessione di lavoro è stata sospesa. I locali dove
si è propagato l'incendio erano impregnati di fumo. Alcuni degli impiegati
sono stati prelevati da un'ambulanza dell'Asl e trasportati al pronto soccorso
per un controllo medico. Sul posto è arrivata anche un'ambulanza del 118.
Nessuno è rimasto ferito n? intossicato dal fumo grazie al tempestivo intervento
dei carabinieri in servizio. Il comandante Stefano Brighi ha voluto precisare
che si sia trattato certamente di un incidente. Alessia Correra

































Da Ale:

Ciao amici,
oggi è il mio ottavo giorno senza fumo. Sì Eze, per ora ce la faccio ma devo ammettere che in certi momenti è molto dura. Venerdì scorso in particolare ero lì e lì per mollare, demotivata, fastidiosissima. Poi non so dire il perchè ma ho resistito, sto andando avanti anche se mi costa parecchia fatica. Litigo con tutti, sono sempre nervosa e non mi va bene niente e spero che questa fase passi se no non so chi vorra più starmi vicino...tento di evitare le amiche fumatrici (so che non resisterei) ed i posti fumosi (non perchè mi dà fastidio il fumo...)...in certi momenti sono veramente patetica, annuso la gente che fuma per strada...
Però resisto, non so spiegare il perchè ma resisto...mi venite in mente spesso, Eze, Amina e gli altri amici del blog, e devo dire che il pensiero di voi che credete in me mi conforta e mi spinge ad andare avanti.
Bene, mi sa che siamo partiti insieme per un viaggio che chissà dove ci porterà....
A proposito, non ho più sentito Jeany, ne sapete qualcosa??
Baci
Ale
 

18/09/2004

ALE, come va ?

Ale, dovremmo essere oltre quota sei giorni. Come va ? Ce la fai ?

Ti prego di mandarmi una mail al giorno, anche se dovessi dirmi che hai ricominciato. Ricordati che siamo tutti al tuo fianco. Se guardi ogni giorno il contatore vedrai che almeno un centinaio di persone al giorno vengono sul sito e leggono questi post. C'e' tanta gente che fa il tifo per te !!!

Ora Ale aiuta gli altri :

Carissima, ( Jeany )
pure io ne fumavo 20 al giorno ed ho iniziato a 15 anni (ora ne ho 32...).
é durissima, quelli che non hanno mai fumato davvero non possono capire, io oggi in particolare sono molto in difficoltà, mi dico che non mi interessa smettere e che ne fumerei volentieri una...sono messa male e non pienamente in grado di sostenere te....
Tu però mi sembri motivata, devi resistere, magari il numero 13 ti porta fortuna...
fammi sapere
un abbraccio
ALe

E Sorriso risponde :

PER AMINA DA SORRISO


Cara amina, tu hai perfettamente ragione....il pensiero che io ho dato è negativo........ed è vero che di cancro, qualcuno guarisce........
ma se guardiamo le statistiche.......sono ancora poche le persone che ci saltano fuori....
io sono due anni che giro nel centro tumori della mia città, ci sono in mezzo tutti i giorni, e poche volte ho sentito: ce l'ha fatta.-..
quindi scusatemi se sono pessimista.......ma è vero
di cancro si puo' guarire MA io non stavo cercando di comunicare con chi cè già dentro, (non potrei farlo perchè ognuno reagisce a modo suo.....e porta le proprie esperienze)
stavo cercando di aiutare delle persone a non finirci dentro.
Il mio messaggio non voleva essere di morte.........ma essere sincera a dire la mia esperienza per fare capire alla gente che è una REALTA'.
Quanti lo leggono sui pacchetti, ma oramai non lo vedono piu'.
Un messaggio positivo ci deve essere, guai se non ci fosse, ma la gente deve guardare anche l'altra verità: cioè che si puo' morire di cancro.
Quindi aiutare se stessi NON FUMANDO, MANGIANDO CORRETTAMENTE, E FARE CONTROLLI ANNUALI............INSIEME A TANTA FORTUNA,...puo' essere importante.
Questo volevo comunicare.
Con la mia esperienza ho solo voluto fare capire alla gente che fuma........quanto dolore ci puo' essere dietro quella scritta sul pacchetto che ogni giorno leggono ma che gli occhi NON vedono veramente, perchè ormai abituati a vederlo.
Scusatemi se forse non riesco a comunicare un pensiero positivo, ma vi posso assicurare che mentre le vivete, è difficile dare un aiuto positivo, quando in quello che vedi e vivi di positivo non cè nulla.
Ma tu hai perfettamente ragione....allora lascio a te l'incarico di trasmettere il pensiero positivo, io forse adesso, in questo momento, non ci riesco.
Sorriso

















17/09/2004

Da Amina per Sorriso

Ciao Sorriso,
quello che scrivi è terribile come il momento che stai vivendo.
Mi dispiace molto e so che dentro di te c’è anche molta rabbia oltre a tante domande senza risposta e tante urla di dolore soffocate.
Il messaggio che dai è:
FUMO = CANCRO = MORTE
Senza speranza e senza appello.
Hai dei validi motivi per pensarla così però io vorrei che ci fosse in contrapposizione un altro messaggio:
DAL FUMO SI PUO’ USCIRE
DAL CANCRO SI PUO’ GUARIRE
E’ a tutti i malati che stanno lottando per la guarigione che va il mio pensiero, alla speranza e alla voglia di vincere che, se manca, mancherà la parte emozionale che potrebbe fare la differenza.
Capisco che per te sia difficile crederlo ma non è, grazie a Dio, per tutti così ed è molto importante sapere che guarire è possibile.
Per cui urliamo pure di dolore ma aspettiamo, con fede, il giorno in cui qualcuno di noi urlerà di gioia perché ce l’ha fatta ed è guarito.
Un abbraccio a te a e tutta la tua famiglia
Amina

ALE ce la fa !!!

Ciao,
non ti preoccupare per i tuoi pensieri, fai passare il tempo. Il senso nelle tue giornate c'è eccome! Stai uscendo da una schiavitù! Stai andando verso la libertà.
Se questo non è sensato cosa lo è allora?
In questo momento la voce della tua Signora Dipendenza si fa sentire, ti sta urlando, ammaliando, plagiando per farti ritornare da lei. Ti sta dicendo che è tutto inutile, che non sei all'altezza di prendere certe decisioni, che non ce la farai. Brutta bestia! Proprio una stronza, ma è così e tu ascoltala ma non muoverti, rimani lì dove hai deciso.
Se, nonostante tutto, sei riuscita a stare cinque giorni senza fumare e sei ancora viva vuol dire che la Signora Dipendenza non è poi così forte come vuol far credere.
Vai avanti.
Grazie per le buone vacanze, domani parto per la Sardegna e spero che il tempo abbia pietà e mi conceda ancora un po' d'estate.
Comunque Ezechiele è sempre presente e io ci sarò con il pensiero e aspetterò tue notizie. BUONE NATURALMENTE!!!!
Un abbraccio e un requiem per la tua Signora che sta tirando gli ultimi.
Amina
 

Ciao Amina,
oggi sono cinque giorni che non fumo e mi sembra di non farcela più. Non ricordo più i motivi che mi hanno indotta a prendere questa decisione, le mie giornate scorrono senza senso e tutti i pensieri sono rivolti a fumare...oggi è davvero il giorno più duro e non so se fino a stasera resisterò...mi dispiacerebbe deludervi, non so se sono in grado, mi sembra di diventare matta...
Piuttosto, invece di ascoltare le mie lamentele...buone vacanze!!!
a presto
Ale
 
Ciao,
ti avverto subito che se ti verrà una crisi di astinenza la settimana prossima
non ti potrò rispondere perché sarò ancora in ferie. Ancora!?!? Sì questa
estate va alla grande!
Però fino a venderdì sarò presente e rispondente.
Ho sbagliato il conto e sono contenta. 53 ore!!! Brava!
Il fatto che tu sia arrabbiata e nervosa penso che sia normale, ti sei tolta
la panacea di tutti i mali e adesso viaggi senza rete. Però ricordati che
è possibile vivere senza, che le sigarette non sono né cibo né sonno né
acqua, non sono indispensabili per vivere e chi non fuma ha comunque i suoi
momenti di nervosismo ma evidentemente si attivano altri canali.
Quei canali che tu scoprirai di avere e che non ti danneggeranno la salute.

Mi fa piacere che tu abbia scritto a Jeany, la testimonianza in diretta
di chi sta come lei credo che le sia di aiuto più che le parole di chi,
come me, non ha mai fumato.
Mi sembra che i problemi di Jeany sia più pesanti dei tuoi perciò ha più
bisogno di sentire che non sola nella sua battaglia.
Buon pomeriggio e vai per la 54ESIMA!
Amina

 
>
>Grazie Amina,
>in certi momenti è davvero dura e a dire la verità non mi rendo quasi conto
>di avere preso questa decisione e di potrarla avanti...siamo arrivati a
53
>ore senza fumo!!!!(minuto più minuto meno)...ho scritto a Jeany perchè
anche
>lei si trova nella mia situazione e spero di potere esserle utile nel condividere
>l'astinenza...
>Non ho parole per esprimere l'importanza dell'avere incontrato persone
come
>voi sulla mia strada...e tieniti pronta perchè quando mi scattano le crisi
>ti scriverò per trovare conforto (già stamattina ti pensavo)...
>per ora resisto anche se soprattutto alla sera divento nervosa come una
bestia!!!
>Baci
>Ale
>
>
>>Vai tranquilla, prima o poi la pioggia e la grandine finiscono e il sole
>torna a risplendere più di prima.
>Noi ti aspettiamo con le nostre piogge e le nostre grandinate personali
>e tu sai quanto siamo contenti della decisione che hai preso.
>Spesso non si può scegliere e bisogna solo cercare di non bagnarsi troppo,
>pensa solo che la tua grandine è il risultato di una sana decisione e non
>di un evento non programmato. Questo ti dovrebbe dare più forza e resistenza.
>E poi camminare fa bene!
>Siamo o non siamo arrivati alla....40ESIMA ORA!!!!!!!!!
>Ciao
>Amina
>
>>
>>
>>Cammino, cammino Amina, ed anche se sulla strada in salita sotto la pioggia
>>e la grandine ci devo stare io, vi porto con me e so che non sono sola...
>>
 
 
>>>Grazie Ale,
>>lo sai che quello che si dona ci torna sempre indietro.
>>Che misera cosa sarebbe la nostra vita se non fossimo capaci di interagire
>>con il cuore e con l'anima, per imparare e crescere.
>>Cammina cammina Ale, ora dopo ora, in una strada a senso unico, in salita
>>e piena di difficoltà.
>>Ogni ora conquistata ti avvicina al traguardo.
>>ALE' OH OH!! ALE' OH!! OH!!
>>(Come si fa a fare la ola virtuale?)
>>Ciao e buona giornata.
>>Amina
>>
>>>
>>>
>>>
>>> Ciao Amina,
>>>le tue parole mi sono di grande conforto...devo dire che la conquista
>della
>>>ventottesima ore non è solo merito mio, voi mi avete accettata e sostenuta
>>>sin dal primo momento e davvero non ci sono parole per i doni che tu,
>Eze
>>>e gli altri siete capaci di fare senza chiedere nulla in cambio...
>>>Io continuo verso la ventinovesima, spero di non deludervi.
>>>Baci
>>>Ale
>>>
 
>>>Ciao cara Alessia,
>>>sono molto lieta di risentirti.
>>>Vorrei farti capire quanto è importante per noi la tua decisione. Tu
dimostri
>>>che la volontà personale è la molla che può fa scattare tutto.
>>>Anche se non è facile devi andare avanti, non passerai il resto della
>tua
>>>vita a desiderare le sigarette, su questo puoi essere sicura!
>>>Deve passare un po' di tempo, devi dare la possibilità al tuo fisico
di
>>>"dimenticare" il suo bisogno ma vedrai che un po' alla volta succederà.
>>>Pensa a quando ti sveglierai una mattina e non avrai come primo pensiero
>>>la sigaretta e ti accorgerai che al posto di tutti quei pensieri sul
fumo
>>>ne saranni nati altri sani, belli. Sarai tanto felice della tua decisione.
>>>Allora capirai che valeva la pena di lottare per la libertà, per uscire
>>>da una dipendenza che soffoca e può uccidere.
>>>Capisco che l'atteggiamento del tuo compagno ti abbia deluso, forse per
>>>lui non è così importante che tu smetta. In fondo il fatto che tu fumassi
>>>non gli ha impedito di stare con te. Ti consiglio però di farglielo presente
>>>in modo da sapere qual'è il suo pensiero.
>>>Inutile rimuginare e tenersi dentro le delusioni.
>>>Ti mando un bacio e VAI che sei arrivata alla 28esima ora!!!
>>>Amina












































































































Guarda chi si sente !

Ciao Ezino,

dopo tanto ci si risente, son qui però solo per acchiappare l’ Alighiero, me l'avevano affidato e me lo sono fatto scappare come un grullo. S’è infilato nel buho dell’ozono e gli è arrivato a sparare cazzate in rima sui i’ tu’ blogghe diritto diritto.

Ora vorrei ritrovare i' Ghibellin Fuggiasco perché se no Colui Che Tutto Puote mi fa vedere le stelle e tutti i su' pianeti. Se a LUI gli girano le Galassie fa i' finimondo!

Comunque visto he son qui saluto tutti e mi raccomando he con quello he succede un’ mi sembra i’ caso di peggiorà la situazione co' i' fumo. C’è n’è abbastanza di guai e di aria hattiva, perciò pensate gente a quello he vu’ fate prima he sia troppo tardi!

All' Ale invece diho he gli è meno duro smettere di fumare he avere a che fare hon certe malattie che co' i' fumo vanno a nozze! Vai per la strada dritta e un' te ne pentirai!

Bona giornata a tutti

 

Spirito Allegro spifferato direttamente da i' Paradiso

 

P.S. Se vedete passare l' Alighiero ditegli di presentassi all' Ufficio Divini Smarriti. Lui, he la diritta via avea smarrita, lo dovrebbe sapere bene   dove si trova. 

Respira Libero

Da Il Messaggero del 15 settembre.

di MARISA GERVASI
Per tutti quelli che sognano di smettere di fumare e anche per chi sogna
un mondo senza il fumo degli altri. Per chi non vuole più subire passivamente
il fascino di Humphrey Bogart che in Casablanca dà l'addio a Ingrid Bergman
con la sigaretta tra le labbra. O per chi ha svelato il mistero della bellissima
Ancora tu di Lucio Battisti, che non era dedicata ad una donna ma più semplicemente
alla voglia di avere tra le dita quel minuscolo rotolino bianco da cui inspirare
a pieni polmoni in attesa della nota giusta. E infine per chi non ce la
fa più a sopportare medici in corsia intenti ad aspirare di nascosto due-tre
tirate come fossero tossicodipendenti inguaribili. In nome di tutti coloro
che lottano per un mondo migliore, senza il fumo della sigaretta che insidia
l'aria nella stanza dei bambini e insolentisce il pane al ristorante, si
muove il lavoro dell'associazione di volontariato Vita e salute che da domani
lancia il programma Respira libero.
«Un programma che ha ormai 40 anni di storia alle spalle ma che è sempre
attuale - come spiegano i responsabili del corso che prenderà il via domani
alle 20.30 a Rieti in via delle Orchidee 19 - Tanto che è stato largamente
sperimentato prima negli Stati Uniti e poi in Europa. L'efficacia e l'originalità
del corso risiedono nel suo approccio olistico al problema del fumo». Olistico
per dire che la questione viene fumo deve essere affrontata in maniera globale.

Il programma prevede cinque incontri serali da un'ora e mezza ciascuno,
condotti da due animatori che guideranno il gruppo fornendo le opportune
informazioni mediche e psicologiche necessarie ai corsisti per tornare a
riassaporare il gusto di una vita senza sigaretta. Poi chi sceglie di seguire
il programma sarà a sua volta seguito per tre mesi dagli operatori perchè
- come spiega Angelo Festuccia, coordinatore dell?iniziativa reatina Respira
libero - il primo trimestre è il periodo in cui chi smette di fumare si
sente più scoperto psicologicamente e dunque aumentano in misura notevole
i rischi di ricaduta. Il nostro metodo non è basato sulla paura ma sull'enfatizzazione
degli aspetti positivi di una vita libera dal fumo». Domani ci sarà la presentazione
alle 20.30 in via delle Orchidee 19. Tanto per ribadire il vecchio detto
Bacco, tabacco e Venere riducono l?uomo in cenere. Ma l'ultimo punto è del
tutto opinabile. 
 






































Il Grande Fratello sul Fumo

Dalla Repubblica del 16 settembre.

New York. Togliere a un fumatore la sua sigaretta e osservare che cosa succede.
E' il nuovo reality show, "Could Turkeu", in arrico sugli schermi americani
dal 3 ottobre. Il canale tv Pax ha attirato nella casa del Grande Fratello
dieci fumatori incalliti, facendo credere loro che l'occasione sarebbe stato
un trampolino per il successo. Era invece una trappola: i partecipanti sono
finiti in una villa californiana, trasformata in una sorta di clinica, per
combattere la propria dipendenza. Si prevede un cast a dir poco nervoso.













I fumatori non sono tutti uguali:

ci sono gli estremisti, quelli che ci ricascano e quelli che negano. Alla prima categoria (esemplificata da Marco
Pannella) appartengono quelli che non escono di casa senza due o tre pacchetti
di riserva. Fumano senza interruzione e non gli passa per l'anticamera del
cervello di chiedere: «Posso?». Quelli della seconda categoria sono in genere
i più educati, quelli che domandano sempre: «Ti da fastidio il fumo?». Nella
terza categoria stanno quelli che giurano di non fumare, capaci addirittura
di fare, mentendo, campagne contro il fumo (vedi Lilli Gruber). Di solito,
quando si accendono la sigaretta dicono: «Sai, io non fumo». A gennaio,
quando diventerà generalizzata la legge contro il fumo nei locali pubblici,
tutti e tre questi tipi umani saranno probabilmente trattati come dei criminali.
Non possiamo spiegare loro senza aggredirli che il fumo ci da fastidio?
Al genere estremista dovete dire: «Ma lo sai che il/la più bello/a dell'ufficio
mi ha confessato che fa dei sogni erotici sul tuo conto, ma si trattiene
dal saltarti addosso pensando al tuo alito?». In presenza di quello che
si è più volte pentito buttate li una frase di Giuliano Ferrara (altro pluripentito):
«Ormai fumano solo i neri e i portoricani». A quelli che sostengono di non
fumare ma hanno appena scroccato una sigaretta bisogna dire spalancando
gli occhi e facendo una faccia sconvolta: «Ma tu fumi? Non avrei mai pensato!».
Se dopo anche questi educati eufemismi, il cafone di scrivania continua
imperterrito ad accendersi la sigaretta, non vi rimane che chiamare l'agente
di sicurezza per fargli pagare la multa.























16/09/2004

Raccogliamo i mozziconi !

Dalla Repubblica del 16 settembre.

Daniela Vivarelli
Grosseto
Condivido in pieno la lettera del signor Pelacani sui mozziconi buttati
per terra. Sono una fumatrice con molti sensi di colpa, cerco di rispettare
al massimo i non fumatori. E, quando vado nelle belle spiagge libere di
Marina di Grosseto, mi porto sempre un retino acchiappafarfalle: ogni mattina
faccio pulizia delle cicche intorno al mio ombrellone: 30, 50 cicche, ma
se mi sposto diventano centinaia. Molti bagnanti mi guardano curiosi, per
la maggior parte ammirati, qualcuno mi indica col dito le cicche che non
ho visto. Qualcuno mi ha anche chiesto in prestito il retino, per fare pulizia.














15/09/2004

L'URLO

Sorriso mi ha inviato il suo Urlo personale. Lo pubblico convinto che possa aiutare tante persone.

" Ciao Eze. Sono Sorriso.
Oggi ti scrivo perchè sono maledettamente arrabbiata.
Sono riuscita per un po'.....solo per un po' a salire dalla depressione in cui mi sta buttando il cancro che ha la mia mamma.
Ha solo 61 anni................
Ieri sera ho appreso anche di Giuni Russo..........ed ecco un'altra che se ne è andata.
Sto' combattendo con LUI da Aprile 2003 quando mia madre si è ammalata di cancro al pancreas e mio suocero di cancro ai polmoni. Tutti e due sono/erano fumatori.....
Vorrei riuscire in qualche modo a comunicare al mondo quanto dolore racchiude tutto cio'.-
Tu lo so, sai cosa si prova, solo chi cè stato dentro.....ma ora basta.....voglio comunicarlo al mondo.....devono sapere che il CANCRO non perdona.......quasi mai.......perche' spesso se ne accorgono troppo tardi.........come hanno fatto con mio suocero e mia mamma.
Ora ogni giorno lotto insieme a lei.....ora che stà arrivando la fine.........lei che è stata tenuta all'oscuro d ella sua malattia...........e la devo guardare in faccia.........e vedere la sua sofferenza.........NON lo auguro a nessuno. Vi prego smettete di fumare.....NON AIUTATELO!!!!!!!!! Mio suocero se ne è andato dopo 9 mesi........di AGONIA........
il cancro distrugge chi soffre e chi gli sta accanto........dobbiamo combatterlo.........
dobbiamo dire NO al fumo...........
vi prego ascoltatemi.....!
Nella mia sofferenza per quello che vivo e che vedo.........sento ancora la forza di urlare.........anzi forse adesso che stà per morire ........ancora di piu'..........
Grazie.
















Da Repubblica del 15 settembre


Mozziconi per terra?

 
Una multa ai fumatori
Giuliano Pelacani
giuliano.pelacani@carifirenze.it
Il potere del tabacco dà il diritto ai fumatori di gettare le cicche in
ogni luogo? Strade, giardini pubblici, tutti i luoghi sono cimiteri di questo
tipo di escrementi. Sulle spiagge esiste la consuetudine di nascondere il
mozzicone tra la sabbia, tra le fessure degli scogli, o addirittura di gettarlo
in mare. Se è obbligatorio per gli amanti dei cani viaggiare con paletta
e raccoglitore, perché no, per i fumatori, un contenitore di cicche? E se
è multabile un proprietario di un cane per una cacchetta che dopo una settimana
non esiste più, perché no un fumatore maleducato per una cicca il cui filtro
rimane in vita per più di cento anni?
















NO al fumo in Ospedale !

Da ASCA del 14 settembre
(ASCA) - Roma, 14 set - Due enormi palloni a elio galleggiano in aria sopra
il Policlinico Gemelli, con la scritta ''No al fumo in ospedale'', per sensibilizzare
chiunque vi entri sui danni da tabacco e sul divieto di fumare nel Policlinico.
L'originale iniziativa promossa dal Dipartimento di Scienze Chirurgiche
della Cattolica diretto dal Prof. Aurelio Picciocchi in collaborazione con
la Komen Italia onlus, partita oggi durera' per un mese. Si tratta del terzo
atto di una campagna anti-fumo voluta fortemente dalla Direzione del Gemelli,
e coordinata dal Prof. Picciocchi. Il Policlinico gia' nel 1999 ha lanciato
il progetto ''Ospedale senza fumo'', attraverso diverse iniziative volte
a sensibilizzare anche il personale medico e sanitario sulla necessita'
di essere da esempio per i propri pazienti. I risultati ottenuti non sono
solo il divieto di fumare in tutti gli ambienti dell'Universita' Cattolica,
ma anche la progressiva e drastica riduzione del numero dei ''trasgressori''.
Perche' le mongolfiere? ''Ci piace l'immagine di queste strutture gonfiabili
con aria piu' leggera e per questo galleggianti nell'atmosfera - ha detto
il prof. Picciocchi: - un messaggio serio attraverso una metafora scherzosa,
per dire a chi fuma di smettere, di alleggerire le immissioni nei propri
polmoni liberando l'aria da pesi dannosi e inutili, cioe' da tutte quelle
sostanze che causano il cancro e l'insorgenza di patologie respiratorie
e cardio-vascolari''. Cosi' fino a sabato 18 settembre, sulla ''rampa''
del 4* piano del Policlinico, stazionera' a un'altezza di circa 15 metri
un pallone a elio illuminato del diametro di 4 mt. con la scritta ''No al
fumo in ospedale''. E un altro gonfiabile del diametro di circa 7 metri
recante la stessa scritta, stazionera' per circa un mese ancorato a terra
nell'aiuola antistante il parcheggio dell'ingresso del 3* piano del Gemelli.
L'impegno del Gemelli contro il fumo - informa un comunicato - si e' indirizzato
sia ai visitatori sia al proprio interno perche', spiega il prof. Picciocchi,
''riteniamo il personale medico-sanitario debba proporsi come esempio di
comportamenti corretti: tanto piu' in un ospedale che oggi piu' di prima
non e' soltanto un luogo di cura, ma anche un luogo che deve produrre salute''.
Ecco la ragione per cui, accanto alle campagne antifumo promosse dalla Direzione
del Gemelli, il Dipartimento di Scienze Chirurgiche della Cattolica e Komen
Italia onlus (l'associazione impegnata nella lotta contro i tumori del seno),
hanno condotto una indagine, tramite interviste, per cercare di quantificare
la diffusione del fumo di sigaretta nei giovani delle scuole secondarie
superiori del centro sud. Il quadro che emerge dallo studio e' preoccupante:
il fumo e' un fenomeno particolarmente diffuso e la percentuale dei fumatori
accaniti, di coloro che hanno fatto qualche tiro e degli ex-fumatori e'
del 69,6%. I giovani iniziano a fumare presto: un dato rilevante e' l'''eta'
della prima sigaretta'', infatti, l'11,7% ha iniziato a fumare prima dei
12 anni e complessivamente il 54% prima dei 14 anni. Il 37,6% dei giovani
delle Scuole Superiori del Centro e del Sud d'Italia fuma quotidianamente
e che il 46,5% di questi fuma piu' di 5 sigarette. L'immagine del fumatore
non e' discriminata e anche in presenza di buona informazione sui danni
da fumo, il fumatore sceglie di non preoccuparsene. Le strategie per una
efficace prevenzione, conclude l'indagine, e' che occorre modificare l'immagine
del fumatore, coinvolgendo famiglia e amici delle persone che fumano perche'
questo vizio cessi di essere accettato una come una normale consuetudine
e venga finalmente considerato comportamento dannoso per se' e per gli altri.




















































Non bastano le scritte sui pacchetti

Da Il Resto del Carlino del 12 settembre.


Sigarette, alcool, cannabis: parole sempre più spesso collegate alla sfera
del mondo giovanile, perché è qui che s?infiltrano con maggior facilità
e ad un?età sempre più precoce. Ma proprio i giovani, di queste sostanze
e soprattutto dei danni che comportano, sanno ben poco. E? ciò di cui si
sono resi conto Umberto Vitali, presidente dell?associazione medico sportiva
di Ferrara, e i suoi collaboratori, nel corso degli incontri sostenuti l?anno
scorso con 2mila ragazzi di 12 scuole: «Il 25% di chi fuma cannabis anche
solo occasionalmente passa poi a droghe più pesanti; una volta entrati in
questo tunnel, è difficile uscirne: solo due o tre su dieci ospiti in comunità
riescono a guarire» spiega Vitali. Di qui la decisione di sviluppare un
progetto di comunicazione su questi temi: «I ragazzi hanno bisogno di capire,
messaggi generici come Il fumo nuoce alla salute stampati sui pacchetti
di sigarette, non aggiungono informazioni specifiche che colpiscano i ragazzi.
Molto più efficaci sono indicazioni precise, scientifiche anche». Di qui
la decisione di proseguire negli incontri con le scuole, ma anche di raggiungere
più capillarmente i giovani ma anche le loro famiglie. Un obiettivo che
ha incontrato l?interesse del Rotary Club di Ferrara, alla cui guida è quest?anno
Luca Scanavini, che così ricorda l?impronta che ha voluto dare a questo
sua presidenza: « Quest?anno celebriamo il centenario del Rotary International
. Mi è sembrato giusto quindi tentare di recuperare lo spirito delle origini
e creare un ponte tra passato e presente. Uno sguardo quindi agli anziani
e uno ai giovani, in un momento in cui anche il nostro club sta vivendo
un ricambio generazionale». Da questa attenzione verso i giovani quindi,
la decisione di appoggiare l?iniziativa di diffusione delle informazioni
lanciata da Vitali, con un progetto che permetta di mantenere un?attenzione
alta sul tema: «Abbiamo deciso di uscire dalla dimensione conviviale, per
entrare capillarmente nelle famiglie ferraresi», spiega Scanavini. Per farlo,
il Rotary finanzierà la pubblicazione sulla stampa locale di una sorta di
manifesto realizzato da Vitali, una scheda formato poster come quelle che
si vedono appese negli ambulatori, e che affronta punto per punto le caratteristiche
e i danni provocati da tabacco, alcool e cannabis. «Ma non solo  spiega
Scanavini . Tra ottobre e novembre, con la colloborazione delle nostre filiazioni
di giovani Rotaract e Interact, intendiamo organizzare una sorta di seminario
aperto ai giovani della città». All?evento, sarà presente come testimonial
un rappresententante della comunità Giovanni XXIII di Denore. Che don Oreste
Benzi inaugurerà alle 16.30 del 21 settembre.









































Un' altra risposta

per il Sig. Maffei

Dal Giornale di Brescia del 9 settembre.


Vorrei rispondere alla lettera del signor Claudio Maffei inopinatamente
pubblicata il 31/08/2004 chiedendogli se ha mai conosciuto qualche persona
che ha parenti o amici morti per tumore ai polmoni causato dal fumo del
tabacco, se considera anche quelli «effetti psicosomatici». Vorrei anche
precisare che non si tratta solo di vivere o morire, che il fumo arreca
molti altri danni e che ognuno di noi lo sperimenta quotidianamente, quando
persino al lavoro si è costretti al fumo passivo di chi non riesce a farne
a meno, non solo nel suo ufficio, ma anche in bagno, alla macchina del caffè,
alla fotocopiatrice e in tutti i luoghi dove tutti, anche chi vorrebbe fare
a meno di fumare, devono lavorare. Così, anche se forse avremo la fortuna
di non morire a causa del fumo altrui, siamo costretti a tornare a casa
con il mal di gola, a passare da amici puzzando in maniera a dir poco fastidiosa,
persino a trattenere dei liberatori colpi di tosse per non essere sbeffeggiati.
La libertà è una cosa meravigliosa e ognuno, se vuole, può farsi del male
fumando ciò che vuole, ma lasciate almeno agli altri la libertà di non fumare
in tutti i luoghi pubblici, compreso il luogo di lavoro che dovrebbe essere
più tutelato di un bar, del quale, a differenza del lavoro, posso anche
fare a meno. DAVIDE TOMASONI

























Un altro morto !

Da TG Com del 9 settembre.


E' morto carbonizzato nell'incendio del suo casolare: la vittima è un uomo
di 57 anni. E' accaduto in una frazione di Vestenavecchia (Verona) sui monti
della Lessinia, tra le province di Verona e Vicenza. A notare il fumo denso
uscire dall'edificio è stato il fratello dell'uomo, che viveva da solo.
Secondo le prime ipotesi, le fiamme potrebbero essere state innescate da
un mozzicone di sigaretta lasciato acceso dall'uomo.
 












 

La Bionda tua

 Tanto gentile e tanto innocua pare
l’ardente bionda quand’ ella è tra le dita
ma ogni volta lei si prende un po’ di vita
e chi se ne allontana è da laudare.
Mostraci si piacente a chi la tira,
anche se fa al poveretto un bel servizio,
che intender non lo può chi non lo prova.
Arduo diventa poi il perdere lo vizio
e spesso il giusto momento non si trova.

 

Commento lasciato dall' Alighiero qualche giorno fa.











14/09/2004

Il Forum di Mareluna

 

Andate a vedere cosa scrivono sul fumo sul forum di Mareluna !

http://mareluna.mastertopforum.com/viewtopic.php?t=1320

Mareluna, grazie per la citazione e... per il " ragazzo ".

Sorriso, grazie di nuovo per le tue URLA.

XARTAM

Solo oggi ho letto questo messaggio che e' nel Guestbook dal 10 Settembre :

Ho cominciato a fumare all'età di 13 anni ....come tutti perchè volevo sentirmi adulto.....mentre ero ancora un moccioso....ho continuato fino a fumare due pacchetti al giorno di sigarette......ma a 21 anni.......ho scoperto che nella mia famiglia i miei zii e prozii sono morti quasi tutti di enfisema polmonare....una bruttissima malattia degenerativa dei polmoni........cosi chiesi ad un dottore....ma allora morirò anch'io di questa malattia? ed il dottore mi rispose che se io smettevo subito c'erano buone possibilità di non svilupparla anche se ereditariamente sono predisposto.....Questa è stata la molla che mi ha fatto decidere di smettere subito il giorno prima avevo fumato 2 pacchetti di sigarette....e dal giorno dopo più nessuna.....ho passato 15 giorni infernali.....ho pianto per le crisi nervose d'astinenza che mi venivano.....ho spaccato diversi soprammobili.....per i nervi......ma alla fine ho vinto io e la mia forza di volontà.....adesso ho 44 anni.....e da 23 anni vivo felicemente senza quel rotolino di carta farcito di veleni che mi teneva schiavo......sono felice ed orgoglioso di esserci riuscito........da quel giorno la mia vita è cambiata meravigliosamente in senso positivò........magari forse un giorno morirò lo stesso di enfisema polmonare...ma sarò contento lo stesso perchè io non gli ho dato nessuna mano alla malattia.........se poi deve succedere succede....ma perchè aiutare il male?

Grazie per le tue parole, Xartam. Perche' non mandi una mail ad Ale ?


Da ALE

Ciao amici, sono esattamente 27 ore e trenta minuti che non fumo.
Ieri sono andata al centro per tabagisti della mia città e con la prossima settimana inizio la frequenza ai gruppi di sostegno.
mi sento in certi momenti ridicola, il pensiero di fumare permea interamente la mia giornata ed anche i miei sogni, ci sono dei momenti nei quali sono proprio una tossicodipendente alla ricerca della mia sostanza...
Stamattina venendo al lavoro pensavo "Chissenefrega di non fumare..." alla fine per me è la rinuncia ad un piacere...devo dire che sono astinente e non so davvero spiegare nemmeno a me stessa il perchè...è una cosa che faccio per inerzia.
Ieri al supermercato ho comperato un sacco di caramelle, ho sempre qualcosa in bocca.
Mi ha un pò deluso il mio compagno, mi aspettavo da lui più sostegno invece è come se non gliene importasse...
Vi ringrazio tutti, non vorrei davvero deludervi ma non vi prometto niente.
Un abbraccio
Ale
 
Ciao cara Alessia,
sono molto lieta di risentirti.
Vorrei farti capire quanto è importante per noi la tua decisione. Tu dimostri
che la volontà personale è la molla che può fa scattare tutto.
Anche se non è facile devi andare avanti, non passerai il resto della tua
vita a desiderare le sigarette, su questo puoi essere sicura!
Deve passare un po' di tempo, devi dare la possibilità al tuo fisico di
"dimenticare" il suo bisogno ma vedrai che un po' alla volta succederà.
Pensa a quando ti sveglierai una mattina e non avrai come primo pensiero
la sigaretta e ti accorgerai che al posto di tutti quei pensieri sul fumo
ne saranni nati altri sani, belli. Sarai tanto felice della tua decisione.
Allora capirai che valeva la pena di lottare per la libertà, per uscire
da una dipendenza che soffoca e può uccidere.
Capisco che l'atteggiamento del tuo compagno ti abbia deluso, forse per
lui non è così importante che tu smetta. In fondo il fatto che tu fumassi
non gli ha impedito di stare con te. Ti consiglio però di farglielo presente
in modo da sapere qual'è il suo pensiero.
Inutile rimuginare e tenersi dentro le delusioni.
Ti mando un bacio e VAI che sei arrivata alla 28esima ora!!!
Amina
 
Ciao Amina,
le tue parole mi sono di grande conforto...devo dire che la conquista della ventottesima ore non è solo merito mio, voi mi avete accettata e sostenuta sin dal primo momento e davvero non ci sono parole per i doni che tu, Eze e gli altri siete capaci di fare senza chiedere nulla in cambio...
Io continuo verso la ventinovesima, spero di non deludervi.
Baci
Ale





















Riecco Jeany !

Oggi ho ricevuto questa mail disperata di Jeany :

Ciao
rieccomi qui, più disperata che mai, tra problemi di salute e altro ancora.
Io sto provando a resistere all'orco nero (la sigaretta) da ieri, ma è dura, tanto dura.
A tutti coloro che fumano lancio un appello, smettete!
A chi non fuma dico non iniziate, io mi trovo nella condizione che odio fumare e sempre l'ho odiato ma sono caduta nella trappola per colpa mia e del mio ex ragazzo, ora mi ritrovo con problemi di salute e con le difese sotto zero e non posso prendere neanche gli antibiotici, mi sono operata a maggio di un fibroma e ora ho una infezione alla cervice, infezione che potrebbe portare ad un tumore, e visto che ho le difese immunitarie basse (causa anche e soprattutto del fumo) dico basta con queste maledette, che ora mi fanno stare male perchè la crisi di astinenza già la sento, spero solo di superare questo momento e di non cadere più in questa trappola letale.
un abbraccio a tutti
J
 
Scrivetele numerosi per darle conforto !

Dal Giornale di Sicilia del 31 agosto.

Essere single fa male alla salute

LONDRA. Essere single fa male alla salute quanto, se non più, del fumo.
E a rischio non sono solo gli uomini, ma anche le donne. La brutta notizia
viene da un vasto studio condotto da un'?quipe di ricercatori dell'Università
di Warwick nell'arco di un decennio su 10 mila trentenni e quarantenni britannici.
Nel corso dello studio fra le 10 mila persone monitorate ci sono stati 600
decessi. I ricercatori hanno rilevato i diversi tassi di mortalità fra donne
ed uomini sposati, singoli, divorziati o vedovi, scoprendo che il rischio
di morire è più alto del 10 per cento nei maschi single e del 4,8 per cento
nelle donne single rispetto ad uomini e donne nella stessa fascia d'età
che sono sposati. Un fumatore ha il 5 per cento di possibilità in più di
morire rispetto ad un non fumatore. Insomma, almeno per quel che riguarda
gli uomini, ne uccide più la solitudine che la sigaretta. "Il matrimonio
allunga la vita e in modo considerevole. Il maggiore tasso di mortalità
fra i single è simile a quello fra i fumatori", ha detto il professor Andrew
Oswald, docente di economia dell'Università di Warwick e coordinatore della
ricerca. Un'analisi definitiva di questi risultati non è stata ancora fatta,
ma il professore ritiene che le cause della mortalità più alta vadano ricercate
nello stile di vita meno sano che fanno i single rispetto agli sposati.
Bevono di più perchè socializzano di più, non fanno colazione, lavorano
più ore perchè sono concentrati sulla professione, sono stressati perchè
non hanno un partner con il quale condividere i problemi. Le coppie sposate,
invece, tendono a seguire un regime alimentare migliore e vivere in case
più confortevoli. Inoltre i figli hanno un ruolo stabilizzante, mentre chi
non li ha è più propenso ad assumersi rischi. "La lunghezza della vita di
una persona dipende da molti fattori, sia economici che sociali. Ma la nostra
ricerca ha dimostrato che il matrimonio è di gran lunga il fattore più importante
per determinare la longevità di una persona", spiega il professor Oswald,
sottolineando che condividere la propria vita con la persona amata diminuisce
lo stress e facilita il pensiero positivo. Malgrado i suoi benefici effetti
sulla salute, il matrimonio in Gran Bretagna continua però ad essere in
declino. Lo scorso anno a dire sì sono state 249.227 coppie, il numero più
basso in oltre un secolo. Trenta anni fa la media era di 400 mila matrimoni
all'anno solo in Inghilterra e Galles. In aumento anche i divorzi. Nel 2002
sono stati oltre 150 mila, 4 mila in più dell'anno precedente e 7 mila in
più rispetto al 2000.






































Da Il Resto del Carlo del 10 settembre


FUMATORI Mai così discriminati

Ho sempre pensato che creare preferenze in
qualsiasi campo sia un errore. Ho letto le regole per i fumatori che dal
1° gennaio 2005 saranno segregati nei bar e nei ristoranti in stanze isolate,
perchè il fumo non contamini l?ambiente dei non fumatori. Ristoratori e
baristi dovrebbero affrontare grosse spese in un periodo che non è proprio
florido. Chi ha un locale non divisibile non potrà più accettare i fumatori
che vogliono consumare un pasto e bere un caffè. I fumatori (io non lo sono)
sono così puniti come se non producessero ricchezza e non pagassero le tasse.
Il rispetto deve essere uguale per tutti. Se i non fumatori non vogliono
sentire odore di sigarette vadano in un altro ambiente... Tommaso Francesconi
, Ravenna

 

 secondo la mia esperienza invece
il fumatore è un menefreghista congenito ... l'importante è che sia in grado
di fare quello che vuole sbattendosene della civiltà e degli altri. I
fumatori li considero solamente degli arroganti (e pensa che quasi tutti i
miei amici sono dei fumatori - a volte mi chiedo perchè li ho tenuti, e li
tengo, come amici!). Ho sempre cercato di essere accomodante, ho sempre
chiesto "per piacere" ... la maggior parte delle risposte sono state: "io
faccio quello che voglio!". Fino ad un paio di anni fa non avevo vita
mondana perchè ogni posto, qualsiasi locale, contava numerosi fumatori. Poì
ho detto basta. A casa mia vige l'assoluto divieto di fumo, i miei amici se
ne vanno per la strada. A casa degli amici vado pochissime volte, e quelle
poche volte loro se ne vanno sul terrazzo (di solito). Ma questo solo perchè
più volte mi sono lamentato, ho spalancato le finestre in pieno inverno, me
ne sono andato quando eravamo usciti insieme ... oltre a tutto questo non
hanno certo smesso di fumare in mia presenza o quando siamo nei locali ...
tanto fino a quando non è scritto che è vietato!!!
E non è solo questo ... quanti (fumatori) hanno belle parole a riguardo
della natura e della loro cura e poì affogano mozziconi nella sabbia, li
gettano per terra (come pacchetti e altro) anche quando hanno un cestino
vicino.
Ho sempre pensato, sperato e voluto credere, nel genere umano ... non più
... adesso credo che non basta sensibilizzare ed educare la gente ...
bisogna farli vivere in uno stato di polizia (senza esagerazione :)

Basterebbe ci fossero più persone che controllano e puniscano (con i soldi
delle contravvenzioni si ripagano "i guardiani" - tanto anche i preposti
alle pulizie costano).
Sono stato, poco tempo fa, a vedere il cinema d'estate al Teatro Romano di
Fiesole; un posto, oserei definirlo, sacro ... circa 2000 anni di storia.
Siamo all'aperto e c'è chi fuma ... nessun problema se non gettasse e
lasciasse per terra i mozziconi. Stamani sono stato a fare una passeggiata
ad un gioardino pubblico di Fiesole, nella terrazza di S. Francesco (dove
era l'acropoli etrusca oltre 2000 anni fa)... per terra una concimaia di
mozziconi, sotto ad muretto un pieno di cartacce e bottiglie di plastica ...
presenza cestini? Certo, uno ogni 5-6 metri circa, ma l'inciviltà della
gente (e qui devo dire non solo fumatori) sta regnando sovrana. Per me la
soluzione è Vigilare e multare, è l'unica medicina ed unico insegnamento.

Scusate lo sfogo.
Saluti a tutti e buon fine settimana.
Gladiatore

...

























































AGNESA

Qualche giorno fa ho ricevuto questa commovente mail :

ciao sn una ragazza di 21 anni mi chiamo agnesa
per caso mi trovo in qst sito, stavo facendo una ricerca riguardo al tumor polmonare. Io nn sn una studentessa di medicina ma semplicemente la figlia di un uomo malatto "tumore al polmone", ormai sn 10 mesi che stiamo convivendo qsta situazione e nn è per niente facile, siamo moralmente distrutti anke perke mio padre nn è a conoscenza della sua malattia.
vedo mio padre spegnersi pian pian che brutto è ankora giovane!!!

Agnesa, come hai visto quasi due anni fa ci sono passato anche io, e ti capisco fino in fondo e so esattamente come ti senti.

Prova anche tu a dare un senso in piu' al tuo dolore impegnandoti con me a far si' che altre persone nel futuro non soffrano quello che sta soffrendo tuo padre. Come sto cercando di fare io su questo mio blog.

Ti abbraccio forte





13/09/2004

Ci prova !!!

Ale ci ha lasciato questo bellissimo commento :

......stamattina ho fatto una cosa che non avevo mai fatto in vita mia: ho buttato un pacchetto di sigarette dentro la spazzatura, ed ora sono qui che succhio liquerizia...è dura, io non so se ce la farò ma intanto ci provo.
Ale

Siamo tutti al tuo fianco, Ale, di certo Eze, Amina, Orazio, Paolo, l' Alighiero, Amicoandrea.

Facciamo tutti il tifo per te.


11/09/2004

E' tornata Ale !

e mi ha scritto :

Rieccomi!!!
Dopo la lunga assenza di agosto sono tornata ed ho fatto la prima mossa per liberarmi dal fumo...ho preso appuntamento per lunedì prossimo presso il centro per tabagisti dell'ASS della mia città (fanno riunioni di gruppo steeimanali per accedere alle quali non bisogna più fumare).
A dirvi la verità c'ero già stata ma ho brutalmente fallito. Stavolta spero di riuscire ad avere la forza e la costanza di mantenere i miei buoni propositi. Intanto ancora per questa settimana sarò fumatrice.
Voi come state???
Baci
Ale
 
Brava !!! Finalmente una mossa decisa per smettere !
Facci sapere come sta andando e, soprattutto ....
CORAGGIO !!!

10/09/2004

La condanna Paribas

Cinzia Marini ci invia :

Se qualcuno avesse dimenticato l'accaduto, vi riporto la sentenza del tribunale
di Milano con la quale i dirigenti della banca sono stati condannati a tre
mesi di reclusione (tanto vale la vita di una persona).

Saluti. Cinzia.

http://www.magistraturaindipendente.it/mer9.htm

TRIBUNALE DI MILANO ? UFFICIO DEL GIUDICE PER LE INDAGINI PRELIMINARI ?
SENTENZA 1 MARZO 2002
Gup Saresella ? procedimento penale Ferrari + 1
Svolgimento del processo e motivi della decisione
 
A seguito di richiesta ritualmente effettuata ai sensi dell?articolo 438
Cpp e della conseguente ordinanza con la quale ha disposto il giudizio abbreviato,
all?esito dello svolgimento del giudizio nei modi di cui all?articolo 441
Cpp, le parti concludevano come da verbale d?udienza. Il Giudice si avvale
degli atti legittimamente acquisiti nel fascicolo del Pm, e comunque di
quelli richiamati dall?articolo 442, comma 1bis, Cpp. Orbene, risulta dalla
comunicazione di notizia di reato 7 settembre 1999 di Calvani Ottavio Livio,
coniuge di Crema Monica Maria, che a parere di questi, il decesso della
moglie, avvenuto il 6 settembre 1999, era stato causato da situazioni pregiudizievoli
per lo stato di salute delle stessa: «nella specie, negli ultimi mesi, operava
in luoghi insalubri, saturi di fumo di sigaretta, mentre precedentemente
la defunta operava in locali più idonei (ufficio del personale) nello stesso
stabile della società Paribas».
Il Calvani sosteneva che i primi uffici dove lavorava la coniuge erano areati
ed idonei allo stato di salute della stessa, mentre la condizione generale
era degenerata con il cambiamento del luogo di lavoro, fatto che era stato
evidenziato direttamente ai superiori, ma con esito negativo.
Lo stato precario di salute della Crerma era dovuto al fatto che la stessa
soffriva sin dalla nascita di asma bronchiale allergica, condizione di salute
che si era aggravata nell?ottobre 1991 a seguito di una trombosi venosa
cerebrale con connesso stato di coma per circa quattro giorni e conseguente
riconoscimento di invalidità civile al 46 per cento.
 
[Omissis]
 
L?articolo 41 del codice penale, infatti, sotto la rubrica ? concorso di
cause?, testualmente recita che il concorso di cause preeesistenti o simultanee
o sopravvenute, anche se indipendenti dall?azione o dall?omissione del colpevole,
non esclude il rapporto di concausalità fra l?azione od omisione e l?evento.
Nè è possibile ritenere che la preesistenza di fattori diversi dal fumo
passivo, quali le poliallergie delle quali soffriva la signora Crema, fossero
tali da determinare da sole l?evento. Infatti, è pur vero che la difesa
degli imputati all?udienza del 3.12.2001 produceva vasta documentazione
attestante i fattori di rischio allergico ai quali era esposta Monica, l?uso
di creme a base di erbe, la presenza di notevoli quantità proprio in quei
giorni ( dal 30 agosto 1999 al 6 settembre 1999 ) di pollini di ambrosia
in Milano, e tentava di ridurre i tempi ed i modi di esposizione al fumo
passivo della signora Crema effettuando una mappatura dei fumatori e dei
non fumatori nei luoghi di lavoro vicini a quello della predetta, ma resta
sempre da considerare la situazione descritta nell?imminenza dei fatti dai
primi testi sentiti, che confermano la sofferenza di Monica a fronte dell?esposizione
a fumo di altri soggetti che stazionavano incuranti delle sue condizioni
di salute nei suoi pressi, nonchè delle persone informate dei fatti e sentite
dalla difesa della parte civile costituita, le quali tutte mettono in evidenza
i disturbi lamentati da Monica per esposizione a fumo passivo, nonchè le
recriminazioni di questa per le incomprensioni dei capi per i sui problema
di salute.
Si ribadiscono infatti sul punto due dichiarazioni rese nell?imminenza degli
eventi alla PG, in data 10.9.1999, dichiarazioni particolarmente apprezzabili
in quanto date in costanza dei fatti, da Norzi Mirta che confermava che
durante l?intero orario di lavoro si soffermavano molti colleghi a fumare
e Monica si lamentava con qualcuno di loro, soprattutto con quelli con i
quali era maggiormente in confidenza. Molto spesso, dopo che la teste era
ritornata da altri uffici, Monica le comunicava che aveva mandato via gente
che fumava.
Casali Lucia, inoltre, che soccorse Monica nel momento accessuale dal quale
derivò la morte della stessa, raccontava alla PG che la stessa Monica, il
giorno 6.9.1999, aveva avuto una crisi di asma, aveva inalato lo spray e
ricordava che si era spesso lamentata con Fadini e Ferrari del fatto che
dove lavorava non vi erano finestre e molta gente si fermava a fumare: la
stessa, al suo rientro dalle ferie, le aveva detto che durante le vacanze
era stata bene e che subito dopo aver ripreso a lavorare, a causa del fumo,
la sua asma era peggiorata.
Rammenta il Giudice che, valorizzando tali considerazioni, Monica Crema
morì a seguito di crisi asmatica sorta sul luogo di lavoro il giorno 6.9.1999
ad ore 15,20.
A questo punto è necessario ricostruire il quadro normativo che costituisce
il presupposto della contestazione del PM nei confronti di Ferrari Graziano,
direttore della sede della Paribas di Milano, piazza San Fedele n 2, definito,
ai fini della sicurezza e della salute sui luoghi di lavoro, come dirigente
nonchè nei confronti di Fadini Elios, capo ufficio della Crema, qualificato
a tali fini come preposto.
Queste premesse permettono di prendere in considerazione un aspetto molto
importante, in relazione al modello organizzativo dell?azienda in senso
lato, e cioè l?aspetto delle deleghe di potere. A partire dai DPR degli
anni ?50 ( cfr DPR 547/55, DPR 164/56, DPR 303/56 ecc. ), il legislatore
ha individuato il datore di lavoro, il dirigente ed il preposto, come i
soggetti forniti di determinati poteri all?interno dell?azienda. Il datore
di lavoro ( prima del D.Lgs. 626/94 come modificato dal D.Lgs 242/96 ) veniva
allocato, in modo univoco dalla giurisprudenza della S.C. di Cassazione,
al vertice dell?azienda, come soggetto che andava ad integrare la figura
dell? imprenditore ( vedi art 2086 CC ); il dirigente era ed è l??alter
ego? del datore di lavoro, colui cioè che a nome e per conto suo sovrintende
un determinato plesso organizzato. La giurisprudenza della Suprema Corte
ha ritenuto che il dirigente ai fini della sicurezza fosse, ad esempio,
il direttore di uno stabilimento, di un supermercato, di un grande magazzino,
di un cantiere con autonomia organizzativa, di un ufficio pubblico e privato,
della sede secondaria dell?azienda. Il preposto è stato considerato, poi,
il soggetto con il potere ed il dovere di dare attuazione alle norme di
legge ed a quelle che in tema di sicurezza sono elaborate dal vertice aziendale
nonchè di controllarne il rispetto. Da questo modello normativo dobbiamo
trarre una conseguenza: il soggetto responsabile all?interno di un'azienda
non è solo il datore di lavoro, ma vi sono anche altri responsabili, e cioè
il dirigente ed il preposto, per quanto a loro compete per legge ed in virtù
di un atto di delega.
Occorre considerare, però, che il perno attorno al quale ruota tale sistema
è costituito dalla valutazione dei rischi. Infatti, l?art. 4 del D.Lgs.626/94,
così come aggiornato dal D.Lgs.242/96, sancisce: il datore di lavoro, in
relazione alla natura dell?attività dell?azienda ovvero dell?unità produttiva
valuta, nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei
preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro,
i rischi per la sicurezza e per la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli
riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari. Il secondo
comma distingue fra valutazione e documento, evidenziando che trattasi di
due concetti diversi, e così recita: ? all?esito della valutazione di cui
al comma 1, il datore di lavoro elabora un documento contenente.....?.
Non deve, dunque, essere concettualmente confusa la sostanza con la forma:
il documento è, infatti, il ?contenitore? di una valutazione che deve sussistere
come presupposto..
L?atto documentale deve contenere una relazione sulla valutazione dei rischi
per la sicurezza e la salute dei lavoratori, nella quale siano specificati
i criteri in base ai quali è stata effettuata la valutazione ( art 4, comma
secondo lett. A ).
Si richiede poi l?individuazione delle misure di prevenzione e protezione
( lett B ).
Inoltre è importante precisare che l?art.4, secondo comma, lettera c, del
D.Lgs.626/94 richiede il Programma delle misure ritenute opportune per garantire
il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza. Lo stesso art. 4, poi,
indicando il datore di lavoro, ne parla come dell?unico destinatario dell?obbligo
della valutazione del rischio, tenuto conto che tale incombenza non può
essere delegata a nessun altro soggetto, come recita espressamente l?articolo
1, comma quattro ter ( ?nell?ambito degli adempimenti previsti dal presente
decreto, il datore di lavoro non può delegare quelli previsti dall?art.4,
commi 1, 2, 4, lettera a, e 11, primo periodo? ).
E? necessario comprendere la ragione per la quale il legislatore effettua
questa scelta: si tratta di individuare un soggetto che deve garantire gli
obiettivi individuati nella suddetta lettera c) dell?art.4, secondo comma,
e cioè l?impegno sulla progettualità in tema di sicurezza con la conseguente
necessità di destinare risorse al ciclo produttivo finalizzati ad ottenere
i miglioramenti richiesti dalla legge .
Nonostante l?ampia definizione data dal legislatore italiano agli obblghi
valutativi del rischio in tema di sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro,
si deve rammentare che recentemente, con la sentenza della Corte di Giustizia
Comunitaria 15 novembre 2001, l?Italia ha subito una condanna per inesatto
recepimento della direttiva 89/391/CEE e successive modifiche, recepita
nel titolo primo del D.Leg 626/94, in quanto si è ritenuto dal giudice comunitario,
tra l?altro, che la valutazione del rischio come trasposta nell?articolo
4 del D Leg 626/94 sia riduttiva rispetto alla definizione data dalla direttiva
comunitaria, con conseguente violazione del divieto di recepimento ? in
peius? ( cfr art 118 A Trattao di Roma del 1957 ).
Prescindendo dal fatto che la sentenza citata non appare immediatamente
esplicativa di effetti sulla normazione nazionale vigente, ma si limita
ad impegnare il legislatore ad una modifica normativa coerente con la direttiva
comunitaria, la stessa risulta però chiara nel pretendere un?interpetazione
estensiva dei fattori di rischio, fra i quali rientra sicuramente anche
l?esposizione dei singoli lavoratori al fumo passivo. Sul punto, in verità,
già la dottrina più avanzata e la medicina del lavoro evidenziavano la sussistenza
del rischio, in modo coerente con le problematiche medico legali sopra ricostruite,
e quindi l?esposizione a fumo passivo era già uno dei rischi oggetto di
valutazione del datore di lavoro più accorto, confortato in ciò dal medico
competente ( art 17 D.Leg 626/94 ).
Conferma di ciò si ha nella consulenza tecnica del PM, laddove si legge
testualmente:? almeno nell?ultimo decennio, l?evoluzione della normativa
in merito alla sicurezza nei luoghi di lavoro, ha chiaramente indicato come
non devono essere presi in considerazione solo ed esclusivamente i fattori
di rischio ?tabellati? (ad es. DPR 303/56, ecc.), ma anche tutti quei fattori
di tipo fisico, chimico e biologico, che riguardano più in generale lo ?stato
di benessere psico-fisico? del lavoratore nel proprio posto di lavoro.
E? il posto di lavoro che deve quindi risultare ?idoneo? a ricevere un lavoratore
?idoneo? a quella mansione specifica.
Inoltre, le patologie che stanno assumendo un ruolo primario negli ultimi
decenni sono patologie ?correlate? al lavoro, ma in cui il lavoro non gioca
un ruolo esclusivo, essendo spesso patologie multifattoriali in cui anche
la vita extralavorativa assume un ruolo concausale importante.?
Il giudice condivide tali considerazioni e conclusioni, ritenendo che l?attività
valutativa del luogo di lavoro deve essere svolta ad ampio raggio ed in
relazione alla specificità di ogni singolo lavoratore beneficiato della
sorveglianza sanitaria ( art 16 D.Leg 626/94 ).
Del resto, come in più occasioni si è rilevato, il contenuto della valutazione
del rischio si compendia dei fattori della prevedibilità e della prevenibilità
dell?evento lesivo - infortunio e/o malattia professionale - ( cfr art 4,
comma 2, lett a-b, Leg 626/94 ), in relazione ai quali notevole importanza
hanno le considerazioni mediche attuali al momento della valutazione e le
corrette prassi di organizzazione aziendale.
A ciò si deve poi aggiungere che il contenuto di prevedibilità medica e
di prevenibilità della valutazione del rischio giustifica l?ipotesi di colpa
specifica nei reati colposi di cui agli articoli 589 e 590 CP.
Conferma del fatto che l?organizzazione aziendale della Paribas avesse consapevolezza
della situazione ambientale sta nelle parole degli stessi imputati, i quali
tesimoniano di circolari ed ordini di servizio interni che regolamentavano
le aree a disposizione dei fumatori, nonchè di ordini dati verbalmente (
ma in modo del tutto formale ) da loro stessi di non fermarsi a fumare nei
pressi del luogo di lavoro di Monica Crema, soggetto del quale i vertici
aziendali sapevano delle precarie condizioni di salute per avere ricevuto
certificati medici: si vedano sul punto tutte le dichiarazioni rese dai
testi e dagli stessi imputati.
Se,dunque, una sostanziale valutazione del rischio relativo all?esposizione
a fumo passivo era stata effettuata in azienda, e tale attività spettava
ad un vertice aziendale ( datore di lavoro ) sovraordinato agli imputati,
resta comunque il fatto che il Ferrari, in quanto dirigente, ed il Fadini,
nella sua mansione di preposto, dovevano dare attuazione in modo concreto
e rigoroso, per quanto di loro rispettiva competenza, agli obblighi di protezione
nei confronti della salute della Monica Crema, soggetto che gli stessi sapevano
essere in condizioni di precarietà.
Appare persino tuzioristico precisare che una organizzazione aziendale si
compendia di vari livelli operativi e decisionali, finalizzati a dare esecuzione
alle strategie elaborate dal vertice e che passano attraverso l?individuazione
da parte del datore di lavoro dei dirigenti e preposti; dispone infatti
l?articolo 1, comma 4 bis D.Leg 626/94, come modificato dal D.Leg 242/96,
che il datore di lavoro esercita le sue prerogative previste dalla legge
e ? nell?ambito delle rispettive attribuzioni e competenze, i dirigenti
ed i preposti che dirigono o sovraintendono le stesse attività, sono tenuti
all?osservanza delle disposizioni? del Decreto Legislativo, nonchè agli
ordini che, in tema di sicurezza ed igiene sui luoghi di lavoro, provengono
dai vertici aziendali.
Orbene, a Ferrari Graziano viene contestato il comportamento lesivo in quanto
dirigente, essendo direttore di sede della Paribas, ed a Fadini Elios quello
di preposto, essendo capo ufficio nel quale operava Monica Crema.
Ai due soggetti, dunque, non vengono imputati fatti di carattere progettuale,
valutativo o strategico che competevano a figure a loro sovraordinate (
datore di lavoro ), bensì rispettivamente comportamenti di direzione e sovraintendimento.
Orbene, in data 24.9.2001, in sede di interrogatorio richiesto da Ferrari
Graziano nella fase dell?udienza preliminare, questi ammetteva che nel giugno
1999 egli veniva a conoscenza, proclamandosi addirittura datore di lavoro,
che la signora Crema si era lamentata per l?esposizione a fumo passivo ma,
ciò nonostante, aveva rinviato il problema a settembre. Dichiarava che fu
fatta una nota di servizio nella quale si vietava il fumo negli open space
e ammetteva che la direttiva aziendale era comunque di non fumare. A domanda
del PM rispondeva che in azienda vi era una organizzazione del lavoro che,
tramite un preposto, controllava l?attuazione delle direttive aziendali...ma
non vi era una persona specifica che girasse per gli uffici a controllare.
Il Fadini era preposto a tale attività. Ammetteva che non gli constavano
provvedimenti disciplinari a carico di singoli lavoratori tabagisti, ma
esistevano aree nelle quali era più frequente fumare, come al terzo piano
davanti alla macchinette del caffè. Confermava che più riunioni erano avvenute
nel suo ufficio ed avevano ad oggetto il fumo passivo al quale la Crema
era esposta.
L?imputato, nella sostanza, descriveva una situazione che è possibile così
riassumere: il fumo passivo era considerato un fattore di rischio; il vertice
aziendale aveva mostrato una attenzione al problema; dal punto di vista
attuativo, però, non si era creata una organizzazione coerente per la gestione
del fattore di rischio, ma ci si era limitati a suggerimenti privi di contenuti
specifici ai quali, quindi, non conseguiva alcuna attività vincolante; ciò
accadeva nonostate le reiterate proteste e richieste di aiuto di Monica
Crema.
Tali elusioni degli obblighi di tutela delle condizioni di lavoro stavano
inequivocabilmente compresi nelle mansioni e nei poteri dirigenziali di
Ferrari Graziano.
In data 7.11.2001, in sede di interrogatorio richiesto da Fadini Elios nell?udienza
preliminare, questi ammetteva di sapere dei problemi di salute di Monica
Crema e di aver saputo dal signor Carullo che la predetta si lamentava,
tra le altre cose, per l?esposizione al fumo passivo presente nel suo luogo
di lavoro. Confermava che il Ferrari gli aveva detto che solo a settembre
avrebbe provveduto a trovare una nuova collocazione alla Crema. Precisava
che erano consapevoli, lui ed Ferrari, che la direttiva aziendale era di
divieto di fumo negli spazi comuni, ma l?ambiente era gestito bene ed in
modo salubre, vi era un corretto impianto dell?aria. Consapevole a posteriori
della gravità del problema, dichiarava testualmente, quasi come scusa non
richiesta, ? se la signora Crema mi avsse evidenziato che aveva dsiturbi
a causa del fumo passivo l?avremmo trasferita immediatamente.?
Orbene, da tali affermazioni emerge la negligenza dell?imputato, in relazione
alle sue mansioni di preposto, nella gestione degli aspetti operativi connessi
con i fumo in ambiente lavorativo.
Le dichiarazioni rese da entrambi gli imputati, poi, che dicevano di non
avere ricevuto certificati medici relativi al rischio di esposizione a fumo
passivo della signora Crema, nel contesto della problematica sopra ricostruita,
sono ancora più emblematiche della disattenzione e della sufficienza dimostrata
dagli stessi nell?affrontare il fatto.
La minimizzazione dei fatti operata dai predetti emerge, infine, non solo
dalle dichiarazioni rese da Norzi Mirta il 10.9.1999 e sopra riportate,
ma anche dalle deposizioni dei conoscenti della Crema, raccolte dalla difesa
della PO, che testimoniano della sofferenza di questa per l?esposizione
a fumo di sigarette fumate da altri nei pressi del suo nuovo luogo di lavoro.

Alla luce di quanto detto, risulta provato dunque il rapporto etiologico
in quanto cofattore, se non altro sotto il profilo della rilevante probabilità
scientifica, fra esposizione a fumo passivo e morte di Monica Crema; la
morte fu cagionata da comportamenti attribuibili alla negligenza, imprudenza,
imperizia ed alla violazione di specifiche norme in tema di salute sui luoghi
di lavoro degli imputati, e ciò in relazione a compiti per legge e per disposizione
aziendale attribuiti al loro rispettivo ruolo di dirigente e di preposto;
la prevedibilità dell?evento era nella disponibilità degli stessi, se è
vero che la medicina del lavoro aveva in più occasioni evidenziato i rischi
di esposizione a fumo passivo di soggetti asmatici; la prevenibilità del
fatto stava nella disonibilità degli imputati, i quali avevano i poteri
di intervento, essendo il Ferrari direttore della filiale Paribas di Milano
ed il Fadini il diretto capo ufficio di Monica Crema.
Per quanto sopra evidenziato, va ritenuta la penale responsabilità degli
imputati stessi in relazione a quanto loro rispettivamente contestato. Ne
consegue che, valutati i criteri di cui all?articolo 133 CP, concesse le
circostanze attenuanti generiche prevalenti sulla contestata aggravante,
tenuto conto del comportamento processuale dei predetti nonchè della loro
incensuratezza, pena equa per entrambi i reati rispettivamente attributi
agli imputati appare essere quella di mesi 6 di reclusione; tenuto conto
che ad entrambi vanno concesse le attenuanti generiche prevalenti sulla
contestata aggravante, la pena va ridotta a mesi 4, giorni 15 di reclusione;
si deve quindi applicare la riduzione di un terzo per il rito e quindi gli
imputati vanno condannati ad una pena in concreto di mesi tre di reclusione.
Alla condanna segue il pagamento delle spese processuali.
Ai predetti, persone che soggettivamente possono goderne, ed essendo possibile
presumere che si asterranno dal commettere ulteriori reati, vanno concessi
i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione.

I comportamenti contestati costituiscono violazione degli obblighi che regolano
il rapporto di lavoro ( art 2087 CC ) e comunque integrano un fatto illecito
colposo ( art 2043 CC ) che ha cagionato la morte di Monica Crema, con la
conseguenza che gli imputati vanno anche condannati al risarcimento di tutti
i danni patrimoniali e morali ( e non già di quelli alla salute non essendo
gli stessi oggetto della richiesta da parte della parte civile ) per i quali,
non essendo agevole la liquidazione, vanno rimessi gli atti al giudice civile
sul ?quantum?.
Ai sensi dell?articolo 539, comma secondo, CPP, vista la richiesta della
parte civile, gli imputati sono condannati in solido al pagamento di una
provvisionale che, nei limiti di una valutazione equitativa, si indica nella
misura di euro 50.000, a fronte dalla somma richiesta dalla parte civile,
tenuto conto della valenza percentuale della concausa posta in essere dagli
imputati.
Visto l?articolo 541 CPP, si condannano gli imputati al pagamento in favore
della parte civile della somma di lire 8.100 per le spese processuali da
questa sostenute, vista la nota spese depositata dal difensore e considerata
la stessa congrua e commisurata alla difficoltà della presente causa.
 
Il Giudice,
 
PQM
 
Visti gli artt.438 segg. e 533 segg. c.p.p.
 
Dichiara
 
Ferrari Graziano e Fadini Elios responsabili del reato a loro rispettivamente
ascritto e pertanto li condanna
concesse le attenuanti generiche prevalenti sulle contestate aggravanti,
concessa la riduzione di un terzo della pena ex art 442, comma 3, Cpp, alla
pena di mesi tre di reclusione;
 
concede
agli stessi i benefici della sospensione condizionale della pena e della
non menzione della condanna nel casellario giudiziale;
 
li condanna
al pagamento delle spese processuali relative ai reati cui la condanna si
riferisce;
 
dichiara
 
gli stessi civilmente responsabili in solido dei danni cagionati alla parte
civile e, pertanto, li
 
condanna
 
in solido al risarcimento degli stessi, rimettendo le parti davanti al Giudice
civile per la liquidazione dei danni; li condanna al pagamento di una provvisionale
che determina in euro 50.000; li condanna altresì al pagamento delle spese
processuali sostenute dalla parte civile, che liquida in euro 8.100.










































































































































































































































































































































































Uxoricidio

Da La Nazione dell?8 settembre.


Ha freddato la moglie con il terzo colpo di
pistola e acceso la sigaretta che Maria Stella aveva invano tentato di togliergli
dalle mani. Lì, sul balcone al civico 16 di via Sottili, nel rione più popolare
di Montecalvoli, davanti alla porta d?ingresso e incurante del cadavere
disteso sulla soglia, l?uxoricida Giovanni Galioto  75 anni, di 16 anni
più anziano della moglie  ha atteso tranquillo l?arrivo del maresciallo
di Santa Maria a Monte. A lui e all?altro militare ha consegnato l?arma,
una «Jager 44» regolarmente denunciata. Non ha nascosto le prove. Si è lasciato
indosso la maglietta imbrattata dal sangue della donna e solo dopo aver
spento il mozzicone, ha allungato i polsi per farsi ammanettare. Una volta
in caserma, con lucida freddezza, ha ricostruito ogni attimo del suo quarto
d?ora da killer. Movente compreso: il fumo. Quattro spari, due in casa:
il primo, partito dall?interno della camera, ha perforato la persiana. Il
secondo e il terzo, all?inguine e alla testa  quest?ultimo il colpo di grazia
 sparati sulla soglia, da dietro. Perché Maria Stella Minà ha tentato di
mettersi in salvo, di guadagnare il cancelletto e le scale, di arrivare
alla sua Fiat 500, parcheggiata sotto casa. È ancora al suo posto l?utilitaria
con cui la vittima ogni mattina partiva per Pontedera. Faceva la colf per
la famiglia di un professionista che abita vicino allo stadio. Quando rientrava
trovava puntualmente il marito con la sigaretta in bocca, nonostante il
medico di famiglia gli avesse prescritto di smettere. Cenere e mozziconi
dappertutto. E Maria Stella lo rimbrottava. Liti continue tra i due, come
raccontano i residenti di via Sottili. Un?escalation di malumori, dai toni
sempre più aspri di cui sovente si udiva l?eco anche giù per strada. Tavoli
e porte sbattute con violenza. Di solito però, dopo i litigi, lui preferiva
uscire. Con il guinzaglio del cagnolino in una mano e la sigaretta nell?altra,
andava a farsi un giro per Montecalvoli, quando al circolo «La Perla», quando
nei dintorni di casa, quando lungo l?argine dell?Usciana. Senza rivolger
mai parola a nessuno. Schivo come sempre. I coniugi Galioto erano giunti
in Toscana da Palermo nel ?97, per avvicinarsi al figlio Antonio, carabiniere
a Cascina, e alla primogenita, sposata in località Cinque Case. Avevano
preso in affitto l?appartamento di via Sottili nel gennaio 1998. Lui, pensionato,
ex rappresentante di dolciumi «Ferrero», aveva il porto d?armi da quando
lavorava ancora e se ne andava sempre in giro con il camioncino per le strade
piene di pericoli della Sicilia. Lei bionda, capelli corti, occhi scuri
e vivaci, l?innata eleganza delle donne del Sud. Cordiale con tutti, ma
riservata, piena di premure verso il marito. Anche il suo ultimo «spengi
la sigaretta», eran parole dettate dalla premura nei confronti di Giovanni,
che da tempo soffriva problemi circolatori, che il fumo avrebbe potuto aggravare.
Ma lunedì sera, alle 21, tanto è bastato a far scattare in lui la molla
omicida.













































DONNE E TUMORI

Da Xagena del 7 settembre.

 Il tumore al polmone è una delle forme di cancro
responsabili di un alto numero di morti tra le donne statunitensi.
La maggior parte dei tumori al polmone sono causati dal fumo di sigaretta.
Nonostante che sia noto che il fumo di sigaretta può causare il cancro ai
polmoni, ¼ delle donne Usa continua a fumare.
Le donne possono essere più sensibili ai danni del fumo di sigaretta rispetto
agli uomini.
Tra i due sessi esistono infatti differenze nella biologia del tumore al
polmone.
Nelle donne si osservano più alti livelli di formazione di addotti con il
DNA, aumentata espressione di CYP1A1, ridotta capacità di riparazione del
DNA, ed aumentata incidenza delle mutazioni del gene K-ras.
Recentemente è stato individuato nei tumori al polmone il recettore beta
degli estrogeni e questo fa ipotizzare che gli estrogeni possano avere un
ruolo nella carcinogenesi.



















Da Il Secolo XIX del 9 settembre

IMPERIA
Un incontro per la salute


Dimmi come bevi, Segnali di fumo, Dipendenza ed emarginazione, Il Monello,
Mi piaccio o non mi piaccio. Si chiamano così i progetti di educazione alla
salute discussi nel meeting provinciale dell'Asl1 imperiese che si è svolto
martedì scorso nella sede della direzione sanitaria a Bussana Vecchia. All'incontro
hanno partecipato rappresentanti degli enti locali e della scuola. Ogni
anno, sono circa 20mila gli studenti della provincia di Imperia che partecipano
ai progetti di educazione alla salute, elaborati dal gruppo di lavoro multidisciplinare
che, martedì a Bussana, ha illustrato le iniziative per il 2005 che comprendono
il monitoraggio dell'aggressività in ambito scolastico, le abitudini alimentari
dei giovani, e la diffusione del consumo di alcol e sigarette.


















Cicche in spiaggia

Da La Gazzetta del Sud del 9 settembre

Verdi, campagna contro il fumo in spiaggia
Franco Martora
MARINA DI GIOIOSA Sostenuta e organizzata dal gruppo politico Verdi della
Locride l'iniziativa antinquinamento contro il fumo in spiaggia ha registrato
sia a Marina di Gioiosa che a Siderno Marina l'impegno di un largo gruppo
di militanti del sole che ride. Sul lungomare di Marina di Gioiosa sono
stati allestiti un container riempito di cicche di sigarette, e centinaia
di manifesti illustrativi: non solo il fumo fa male  si sostiene  ma anche
i mozziconi di sigaretta sono altamente inquinanti. Il progetto ecologico
è stato attentamente seguito nel suo iter dal coordinatore zonale dei Verdi,
Maurizio Zavaglia, che ha operato a Marina di Gioiosa e Salvatore Albanese,
segretario della federazione provinciale, impegnato lungo la fascia del
lungomare di Siderno. Entrambi hanno sottolineato che «una sola cicca di
sigaretta ancora fumante abbandonata sull'arenile inquina un metro cubo
d'acqua. A dimostrazione di ciò, basta fare una semplice operazione aritmetica
per avere chiara l'idea di quanto sia stato utile l'aver inscatolato e chiuso
quasi ermeticamente ben 500 cicche in due giorni».




















FUMO ED IMPOTENZA

 

Dal sito www.fumo.it il quesito di un ragazzo chiaramente disperato e la
risposta del medico.

Gentile dottore, sono un ragazzo di 27 anni, che ormai da 11 anni è dipendente
dalla sigaretta. Lo scorso anno ho incominciato ad avere dei rapporti sessuali,
e ho notato che nonostante l'eccitazione fosse "alle stelle", arrivato al
momento della penetrazione ho constatato con mia grandissima frustazione
di non riuscire a mantenere l'erezione. Non le dico la mortificazione che
ho provato in quel momento! Posso solo dirle con assoluta certezza che ciò
non è derivato da qualcosa a livello psicologico, anche perché ogni volta
ho affrontato con serenità e con completa affinità con la mia ex partner,
questa bellissima cosa che ci è stata regalata. Posso solo dedurre che questo
misero tubicino di carta mi ha ferito nella mia virilità. Dimenticavo di
dirle che al giorno fumo dalle 20>30 sigarette. Quello che vorrei chiederle
è se esiste un prodotto valido che possa farmi smettere di fumare. Da parte
mia ci metto tutta la buona volontà perché voglio avere anch'io una vita
sessuale soddisfacente e anche perché cominciano a farmi schifo il mio alito
fumoso e i denti gialli e macchiati. E per ultimo, ma non meno importante,
voglio arrivare a diventare nonno,perché la vita è un bene troppo prezioso
per mandarla "in fumo"!!! Ringraziandola anticipatamente, le porgo i miei
più sinceri e distinti saluti.

Effettivamente esistono studi che dimostrano alterazioni dell'erezione nel
fumatore. Innanzitutto deve esserci la volontà e la convinzione da parte
tua di voler smettere, dopodichè puo esserti d'aiuto una terapia farmacologica
con prodotti sostitutivi della nicotina o bupropione, sotto la supervisione
del tuo medico o di un centro antifumo





























08/09/2004

Australia: dal 2005 in vigore

 

norme anti-fumo più severe al mondo
 
di Francesco Agresti (f.agresti@vita.it)
 

Sarà proibito fumare anche sulle spiagge e negli stadi

Vita dura per i fumatori dello stato australiano del Queensland. Dal primo
gennaio infatti entreranno in vigore nuove e più stringenti norme che imporranno
il divieto di fumare sulle spiagge sorvegliate da bagnini, in tutti gli
stadi e impianti sportivi, entro quattro metri dagli ingressi degli edifici
ed entro dieci da scuole e campi di giochi per bambini.

Il premier Peter Beattie ha affermato che il nuovo provvedimento è stato
adottato all'unanimità e pongono il Queensland all'avanguardia mondiale
nella lotta contro il fumo. ''Non tutti ameranno queste regole, ma qui si
tratta di salvare delle vite'', ha aggiunto Beattie, esortando la comunita'
a collaborare con il governo nella loro applicazione. Nell'arco dei due
prossimi anni, un divieto totale sarà gradualmente esteso ai pub, club e
caffè e ristoranti, nelle aree dove viene servito da bere o da mangiare,
anche se all' aperto, mentre entreranno in vigore severe restrizioni alla
pubblicità del tabacco e saranno aggravate le sanzioni per chi vende tabacco
ai minori. L' unica esenzione riguardera' i casino', principalmente per
non allontanare i giocatori che vengono da altri Paesi, e le prigioni. Reazioni
positive dal Consiglio per il cancro, secondo cui le nuove norme serviranno
a salvare numerose vite ed a ridurre l' incidenza della malattia nella prossima
generazione.






























Le strategie della Philip Morris

Dal sito FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana) del 1° settembre.

Ancora polemiche sul fumo passivo e sulla messa in pubblico dei suoi
risultati. PRWeek racconta le strategie messe in atto da Philip Morris
per ritardare la pubblicazione di uno studio del 1992 sul danno
indiretto del fumo e comunque per metterne in dubbio la validità. Il
pezzo in questione in realtà fa riferimento a un saggio appena
pubblicato nel numero di febbraio dell'American Journal of Preventive
Medicine. Allo stesso argomento sono dedicati pezzi polemici nei siti
antifumo, per esempio su Action on Smoking Health
( http://www.ash.org.uk/html/conduct/html/pmorris1.html )
Il primo autore del saggio è il professor Richard D. Hurt, direttore
centro sulla dipendenza da nicotina della Mayo Clinic di Rochester.
Egli e i suoi collaboratori hanno avuto accesso a documenti riservati
della stessa Philip Morris nei quali si descrivono le azioni di
lobbismo e di comunicazione che l'azienda mise in atto negli anni '90
per contrastare la crescente pressione legislativa per norme più
severe. Il tutto, secondo PrWeek anche con la collaborazione
dell'agenzia Burson-Marsteller. Una delle tattiche usate fu quella di
finanziare borse di studio presso le scuole di giornalismo scientifico
per poter meglio proporre il proprio punto di vista.
Franco Carlini


























Esperienza  in pizzeria

Cinzia Marini ci scrive :

Mia suocera mi ha invitata a mangiare la pizza da Giolitti. Hanno ampliato
il locale destinato a bar/gelateria e hanno avviato anche questa attività.
Mia suocera al momento della prenotazione chiede garanzie esplicite che
nel locale non si fuma. Le riceve e si tranquillizza. Il locale è semi vuoto.
Nessun cartello di divieto. Una signora esce più volte a fumare fuori. Dopo
circa 1/2 ora arriva un ragazzo, chiede una posacenere e si accende una
sigaretta. La signora, che era già uscita in precedenza, quando vede il
giovane chiede al cameriere conferma che si può fumare. E anche lei si accende
una sigaretta. A quel punto scateno mia suocera e le dico:" Visto che, al
momento della prenotazione hanno garantito che non si fuma, protestiamo.
Lei si rivolge al cameriere, fa presente quanto le era stato assicurato
e afferma che altrimenti non avremmo scelto quel locale. Il cameriere fa
macchina indietro e invita i fumatori ad andare fuori dicendo che nel locale
non è consentito fumare. Il ragazzo spegne subito la sigaretta e la signora,
con aria rassegnata, prende, per la terza volta in 1 ora la strada per uscire.
Morale: protestare, protestare, protestare.


















Niente fumo, solo arrosto

 

Da La Nazione del 3 settembre

AREZZO  «Niente fumo, solo arrosto»: questo lo slogan con il quale la Confesercenti
apre la sua campagna di sensibilizzazione sul divieto di fumo che scatterà
dal 29 dicembre in tutti i pubblici esercizi. Sui tavoli di ristoranti e
bar ci saranno quindi cartoncini che inviteranno i clienti a non fumare
fin d'ora. L'iniziativa è stata promossa dalla Confesercenti in collaborazione
con la Provincia di Arezzo, la Asl 8 e la Lega italiana per la lotta contro
i tumori. «La lotta contro il fumo è giusta», ha detto il presidente della
Confesercenti, Luigi Polli. L a dottoressa Francesca Morabito della Asl
8 ha ricordato l'impegno dell'azienda sanitaria, che «ha un gruppo Asl che
si occupa di questo problema ed è il primo tra le Asl toscane, il nostro
ospedale ha aderito alla Rete degli ospedali senza fumo e presso il Sert
è attivo un servizio sul tabagismo». Anche il presidente della sezione aretina
della Lega italiana per la lotta contro i tumori, Carlo Francalanci concorda:
«Il divieto di fumo nei locali pubblici era una richiesta generalizzata
e la sua applicazione è ovviamente positiva». In prima fila nella lotta
contro il fumo anche l'amministrazione provinciale, che ha partecipato ieri
alla presentazione dell'iniziativa con l'assessore alle politiche sociali
Mirella Ricci. Gli esercenti punteranno sul dialogo e sul buon senso come
ha affermato Ernesto Pastorelli, presidente dei pubblici esercizi Confesercenti.
Anche se i problemi saranno molti. «La battaglia è giusta  ha precisato
il presidente Polli  ma non possiamo nascondere le nostre perplessità sull'applicazione
della norma che non distingue le varie tipologie di locali. In Italia questi
sono concentrati nei centri storici dove è difficoltoso mettere mano alla
loro trasformazione. I costi sono alti e mancano sgravi fiscali e finanziamenti
a fondo perduto. Inoltre il titolare dell'esercizio,di fronte ad un cliente
che accende la sigaretta, dovrebbe chiamare il vigile urbano e la pubblica
sicurezza. Mi sembra un po'eccessivo».


Il Presidente Polli non prende affatto in considerazione la possibilità
che ad invitare il cliente a spegnere la sigaretta sia il cameriere o il
gestore/proprietario del locale o gli altri clienti stessi. Forse conosce
i fumatori meglio di noi.




































07/09/2004

RINCARANO I TABACCHI !

ROMA  Ancora brutte sorprese dal tabaccaio: un nuovo aumento scatterà infatti
da oggi, primo settembre, per molte marche di sigarette. L'aumento, il quarto
in pochi mesi come stabilito dalla Finanziaria 2004, è su diverse marche
e va dai 5 ai 20 centesimi. Per chi fuma almeno un pacchetto di sigarette
al giorno, vuol dire un rincaro annuo che va da 18,25 euro (per chi subisce
l'aumento di 5 centesimi) fino a un sovrapprezzo di 73 euro (per chi subisce
l'aumento di 20 centesimi). L'aumento riguarda, questa volta, numerose marche
tra le quali spiccano le Nazionali con e senza filtro, le Zenit e le
Mundial . L'ultimo aumento era scattato a giugno e riguardava le Gauloises
e Blondes Blu, Gialla e Rossa: il prezzo delle due marche era passato da
2,90 a 3 euro il pacchetto (da 20) mentre in precedenza erano aumentate
di circa 20 centesimi le Camel (da 2,80 a 3 euro) e le Davidoff (arrivate
a 3,50 euro). I precedenti aumenti erano scattati a invece a febbraio: in
particolare il 24 febbraio erano aumentate tra le altre le Marlboro (3,50
euro), le Merit (3,45), e le Diana (2,80) mentre il primo marzo aveva portato
un'ondata di rincari che aveva coinvolto tra l'altro le Ms (ora a 2,80 euro
a pacchetto). Insomma fumare sta diventando sempre più un lusso e se il
vizio è grave e si consuma un pacchetto al giorno bisogna fare bene i calcoli
con le proprie finanze. Né può consolare l'idea che a fronte di aumenti
consistenti alcuni decidano di smettere: parlando del mercato delle bionde
gli esperti lo definiscono infatti non elastico ovvero se i prezzi aumentano
ci può essere una brevissima contrazione del consumo che però in poco tempo
torna quello di prima. Facendo due conti nel portafoglio dei fumatori si
scopre che, ad esempio, se si fumano sigarette da 2,80 euro a pacchetto
si subisce un aumento di 20 centesimi si devono sborsare in un anno la bellezza
di 1.095 euro (prima erano 1.022), che tradotte in vecchie lire vogliono
dire una spesa annua di tutto rispetto: 2 milioni 120 mila. Il rincaro annuo
tra 2,80 e 3 euro ammonta esattamente a 73 euro, che, sempre per i nostalgici
della lira, vuol dire poco più di 140 mila lire in più l'anno.































29 dicembre 2004

Da La Nazione del 29 agosto.


AREZZO - 29 dicembre 2004: un giorno come tanti? Non per i fumatori
italiani. Da quella data infatti non potranno più accendere una sigaretta
nei ristoranti. E la Confesercenti ha deciso di promuovere una serie di
iniziative, in collaborazione con la Lega italiana lotta contro i tumori
ed
Asl 8 e con il patrocinio della Provincia di Arezzo, per sensibilizzare
i
cittadini e per rendere meno «traumatico» possibile il divieto che scatterà
a fine anno. Iniziative e materiali verranno presentati nel corso di una
conferenza stampa che si terrà giovedì 2 settembre alle ore 11 presso la
sede della Confesercenti in via Fiorentina 240. Oltre al Presidente Polli
ed
al Segretario Checcaglini, interverranno anche i rappresentanti della
Provincia, della Asl 8 e della Lega italiana lotta contro i tumori. r.a.





















FUMO E OBESITA'

da La Nazione del 29 agosto.

Cuore a rischio. Nel mondo occidentale come in quello Orientale, nel
Nord come nel Sud. Uguali i motivi, che però hanno peso diverso in base
alle
situazioni economiche e ambientali. E gli specialisti lanciano un allarme
per il 2020: le malattie di cuore rischiano di trasformarsi in una sorta
di
peste nera, la pandemia che decimò il Medioevo. L'Organizzazione mondiale
della Sanità (Oms) ne è consapevole e da Monaco, dove si è aperto ieri il
congresso della Società europea di Cardiologia, parte una sorta di appello
alla prevenzione, unica arma in grado di ribaltare in positivo lo scenario
atteso. Prevenzione che trova forza da semplici strategie alla portata di
tutti. Unica regola: disinnescare nove mine, quelle che gli specialisti
definiscono i killer del cuore, sufficienti a innescare un infarto o uno
scompenso in un cuore sano in tutte le regioni e in tutte le popolazioni
del
mondo, indipendentemente dall'etnia. STILI DI VITA - Di che si tratta? Di
un
cocktail di stili di vita e patologie: fumo e accumulo di grassi nel sangue
sono le due mine più potenti; pressione alta (ipertensione), obesità e
diabete le tre malattie da tenere sotto controllo; dieta proteggi-cuore,
stress e mancanza di esercizio fisico i fattori legati agli stili di vita.
La dieta vale per due: evitare i cibi che portano un accumulo di grassi
nel
sangue (per esempio i grassi animali) e favoriscono l'ipertensione (troppo
sale), aumentare i cibi protettivi (consumo quotidiano di frutta e verdura,
una dose minima di alcol, omega 3 da pesce, cioccolato fondente). A indicare
per la prima volta questi nove fattori come «nemici globali» del cuore è
il
più grande studio internazionale finora condotto, che ha coinvolto 29 mila
persone in 52 Paesi del mondo. Il lavoro, chiamato «Interheart», sarà
pubblicato on line sulla rivista Lancet il prossimo 3 settembre. I
PERICOLI - Fumo e accumulo di grassi nel sangue sono i più pericolosi:
insieme sono responsabili di due attacchi cardiaci su tre. Secondo il
coordinatore della ricerca, Salim Yusuf, dell'università canadese McMaster
di Hamilton, «tutti insieme i nove fattori permettono di prevedere il
rischio di un attacco di cuore nel 90% dei casi. I risultati dello studio
suggeriscono che il messaggio volto alla prevenzione delle malattie
cardiovascolari potrebbe essere abbastanza semplice e simile in tutto il
mondo, naturalmente calibrandolo a seconda delle differenze economiche e
culturali». I TIMORI - Ma perché si teme una pandemia? Sono i numeri a
suggerirla. Le malattie cardiovascolari sono responsabili di una morte su
tre nel mondo e di una su due nei Paesi occidentali e per il 2020 gli
esperti dell'Oms prevedono appunto un aumento di 250 mila morti l'anno per
le malattie legate al cuore anche nei Paesi in via di sviluppo. Sulla base
di queste cifre i cardiologi riuniti a Monaco prevedono una vera e propria
epidemia globale. «L'intero pianeta è minacciato da una pandemia di malattie
cardiovascolari», ha detto il presidente del congresso, Jean-Pierre Bassand.
Secondo i più recenti dati disponibili, forniti dall'Oms nel 1998, nei Paesi
occidentali le malattie cardiovascolari sono state causa del 50% delle
morti, pari a 17 milioni ogni anno, contro il 27% dovuto ai tumori. Fino
ai
65 anni uccidono tre volte di più gli uomini, ma dopo questa età l'indice
di
mortalità fra uomini e donne tende ad equipararsi, fino a diventare
superiore nelle donne. Anche in Italia le malattie cardiovascolari sono
la
prima causa di morte, con circa 242 mila decessi l'anno. Di questi, 73 mila
(il 30%) sono provocati dall'infarto. Si calcola inoltre che, sempre in
Italia, siano un milione e mezzo le persone a grave rischio di avere un
infarto, un'angina o una recidiva di questi attacchi. LE SOLUZIONI - Lo
studio «Interheart» ha indicato la via per cambiare i numeri. «I nemici
sono
evitabili - ha osservato Bassand - ma due fanno particolarmente paura: fumo
e obesità sembrano destinati a mietere molte altre vittime. Combatterli
è
quindi la principale sfida dei prossimi anni. L'Oms calcola che fra il 60%
e
il 70% delle malattie cardiovascolari potrebbe essere ritardato o evitato
modificando lo stile di vita e utilizzando in modo corretto i farmaci».
Compresi quelli per lo scompenso cardiaco (quando il cuore comincia a
perdere i colpi), malattia che riguarda 10 milioni di europei e in aumento
perché legata all'invecchiamento della popolazione. Al momento le stime
non
sono ottimiste e prevedono che il numero dei fumatori, in calo nei Paesi
occidentali, sia destinato ad aumentare in Asia e in molti Paesi in via
di
sviluppo, al punto che il fumo potrebbe diventare la prima causa di morte
nel 2020, provocando ben 8 milioni di decessi l'anno nel mondo per malattie
cardiovascolari, gravi malattie respiratorie, tumori. Mario Pappagallo





















































































Cinzia Marini ci scrive :

Dal Giornale di Brescia del 4 settembre.

Ancora risposte alla lettera del sig. Maffei.

Per maggiore chiarezza vi trasmetto nuovamente la sua lettera e subito dopo
le ultime risposte.

Saluti. Cinzia,


Anche se non pubblicherai questa lettera posso dirti che se Omar Valentini
avesse la conoscenza, con la C maiuscola, che non si impara all'Università
sarebbe molto più cauto nei giudizi espressi in favore della campagna contro
il fumo. Una campagna più dannosa degli stessi effetti causati dal tabacco
perché tendente a ingenerare una psicosi collettiva. Infatti si dovrebbe
spiegare come mai a fronte di un calo di fumatori riscontrato negli ultimi
anni, proprio per merito del martellante «vietato fumare», il numero dei
malati di tumore o di altre patologie causate dal fumo, tende ad aumentare.
La causa è dovuta alla sconsiderata campagna pubblicitaria fatta di slogan
come il fatidico «il fumo uccide», stampato sui pacchetti di sigarette che
ottiene un solo risultato: insinuare nelle menti dei fumatori e dei fumatori
passivi il timore e la probabilità che una simile eventualità possa verificarsi
a livello personale. Sul piano generale, inoltre la coscienza collettiva
registra il dato che «il fumo uccide», come una strada senza uscita, con
effetti devastanti sulla collettività. Pertanto molti danni sono causati
dagli effetti psicosomatici che le citate convinzioni sociali hanno sugli
individui per merito di una psicosi alimentata continuamente da slogans
autodistruttivi. Beh certo, gli intenti degli instancabili promotori di
queste campagne sono altri, ma come diceva qualcuno: «I ciechi non possono
guidare altri ciechi». CLAUDIO MAFFEI

Sono un medico oncologo, ho attinto faticosamente conoscenza (con la c minuscola)
dalla scuola, dalla università, dalla esperienza. So bene che vi sono anime
elette che riescono persino a parlare con il Padre Eterno ed attingono alla
Conoscenza, quella con la C maiuscola, cui fa riferimento Claudio Maffei
nella sua lettera a codesto giornale del 31 agosto. Sui rapporti tra stress
e malattie oncologiche vi sono intere biblioteche (non le conosco tutte,
per carità). Nella realtà umana esistono perfino i miracoli! Tre motivi
a questa lettera. 1) Posso perfino essere d?accordo con Maffei sul fatto
che il proibizionismo non raggiunga lo scopo: la gente vuole distruggersi.
Basta fermarsi ad un semaforo per assistere a tentati suicidi e purtroppo
anche omicidi. La campagna del prof. Sirchia contro il fumo di sigaretta,
secondo la Conoscenza nella interpretazione di Maffei produce morte, desolazione
e stridore di denti. A mio parere, molto più modestamente, servirà a poco.
2) Le evidenze scientifiche, biochimiche, tossicologiche, epidemiologiche,
sugli effetti nocivi del fumo di tabacco sono così forti da non poter essere
seriamente contestate. 3) Misteriosa ed ancora una volta proveniente da
Conoscenze di livello superiore, è la affermazione di Maffei che «Beh, certo,
gli intenti degli instancabili promotori di queste campagne sono altri».
Dal 31 agosto sono stressato e temo per la mia salute oncologica in quanto
sono un piccolo, modesto, promotore di campagne antifumo. Campagne di informazione,
non proibizionistiche. Mi farò vedere da una psichiatra: follemente non
conosco le motivazioni profonde e truffaldine del mio agire. Quasi, comincio
a fumare!. LORENZO MAGNO
Presidente della
Sezione bresciana
della Lega italiana per la lotta contro i tumori

* * *
Ho appreso dalla lettera del sig. Claudio Maffei, pubblicata in data 31-08-04,
che il fumo non costituisce la causa primaria di buona parte delle patologie
tumorali: la vera causa risiede nel convincimento, che il singolo individuo
si forma, di risultare affetto da un tumore, al quale egli accede in virtù
della «martellante campagna che accosta il fumo al tumore». Che dire, cercherò
di spiegare a mio padre, ed a coloro i quali si trovano in condizioni analoghe
alle sue, che, in realtà, non è affetto da tumore, dovuto in larga parte
al fumo, bensì da una malattia psicosomatica, dovuta al condizionamento
sociale ingenerato dallo slogan per cui il fumo uccide, che ripetuto incessantemente
da diversi anni ha finito per arrecargli conseguenze patologiche. Non mancherò
di estendere questa tesi ai professionisti medici oncologi che lo stanno
curando, compresi quelli che lavorano presso istituti clinici e di ricerca
affinché riflettano sull?opportunità di interrompere gli inutili tentativi
di definire progetti di diagnosi precoce delle patologie tumorali, in special
modo di quelle polmonari, propriamente destinati ai fumatori o agli ex fumatori.
Vede sig. Maffei, io voglio credere che Lei intendesse sostenere l?opportunità
di affiancare ulteriori forme di sensibilizzazione a quella (dai toni indubbiamente
forti) realizzata contro il fumo, per stimolare la scelta di uno stile di
vita più attento alla tutela della salute individuale e collettiva. Ancora,
voglio pensare che Lei volesse sottolineare l?importanza di altri fattori
causali nella genesi delle patologie tumorali, quali la predisposizione
genetica, le condizioni ambientali e la necessità che l?interesse della
collettività, a tutti i livelli praticabili, si concentri pure su tali aspetti
anziché limitarsi a prendere atto del mero disincentivo al fumo. E voglio
pensare in questi termini, sig. Maffei, perché altrimenti dovrei dirLe,
ma questa è una mia opinione, s?intende, che le Sue considerazioni mi farebbero
ridere, se non fosse che su questo tema, purtroppo, è più facile piangere
che ridere. MARCO ESTI



























































































Anche a Trieste locali senza fumo

Da Il Piccolo del 4 settembre
Anche A Trieste l?alto costo necessario per allestire sale per fumatori
sembra essere stata l?arma vincente per convincere i gestori di bar e ristoranti
a ritenere di gran lunga conveniente introdurre il divieto totale. Inoltre
la speranza di ottenere fondi dalla Regione mi sembra veramente vana visti
i sostanziosi tagli imposti alle amministrazioni.
Saluti. Cinzia.
Paoletti (Camera di Commercio): «Abbiamo chiesto alla Regione contributi
per chi voglia istituire zone ?dedicate?, ma stiamo ancora aspettando risposte»
Si prospettano tempi durissimi per i fumatori triestini. A poco più di cento
giorni dall'entrata in vigore della nuova normativa, che vieterà il fumo
in tutti i locali pubblici (attenzione a non confondersi con i soli pubblici
esercizi, che rappresentano un settore molto più limitato), quasi nessun
esercente o titolare di ristorante e bar di Trieste ha provveduto a ristrutturare
il proprio locale, riservando un'area a chi ama le sigarette. In sostanza,
dal prossimo 14 gennaio, data di partenza del divieto assoluto stabilito
dalla legge, le pizzerie, i bar, i ristoranti, ma anche i centri commerciali,
le parrucchiere e i barbieri , addirittura le tabaccherie, non appositamente
attrezzati con aree separate per i fumatori (a tutt'oggi a Trieste ce ne
sono pochissimi), si trasformeranno in altrettante oasi per non fumatori.
«Non ci sono pervenute comunicazioni da parte di associati - spiega Fabrizio
Ziberna, responsabile della Fipe, la federazione dei pubblici esercenti
- per informare di aver dato il via a interventi finalizzati alla realizzazione
di aree per fumatori, né richieste di informazioni sui relativi contributi».
Il presidente della Camera di commercio, Antonio Paoletti, ha infatti rivolto
una richiesta alla Regione «perché venga costituito un apposito fondo -
spiega lo stesso Paoletti - da utilizzare per aiutare economicamente coloro
che vorranno creare aree per fumatori, ma stiamo ancora aspettando risposte».
E alla base della scelta della stragrande maggioranza dei pubblici esercenti
sembra ci sia una precisa ragione di bilancio: «Abbiamo ragionato assieme
con loro - aggiunge Ziberna - e tutti sono arrivati alla stessa conclusione.
La spesa per attrezzare i locali con aree riservate ai fumatori è considerevole,
anche perché la legge impone revisioni annuali degli impianti di areazione
e di ricambio dell'aria - aggiunge Ziberna - e si rischierebbe comunque
di sborsare soldi per niente, perché i fumatori saranno costretti ad adeguarsi».
La certezza in questo senso la offrono gli stessi esercenti: la legge infatti
li renderà responsabili per l'eventuale mancata osservanza della norma all'interno
dei loro locali, punendoli con multe di quasi dieci volte superiori a quelle
che saranno elevate ai fumatori trasgressori.
Questi ultimi, se verranno sorpresi a fumare nelle zone «no smoking» (anche
sulle scritte che indicheranno le aree per fumatori, che dovranno essere
luminose, la legge è tassativa) pagheranno infatti dai 25 ai 250 euro, e
gli importi saranno automaticamente raddoppiati, se nelle vicinanze ci saranno
bambini fino a 12 anni o donne in stato di gravidanza. Per gli esercenti
invece le somme saranno salatissime: si va dai 200 ai 2mila euro. Comprensibile
perciò l'atteggiamento dei pubblici esercenti: comportandosi tutti nella
stessa maniera, cioè rinunciando alla realizzazione di aree per fumatori,
oltre che risparmiare, renderanno automatica l'applicazione in quasi tutta
la città del divieto, trasformandosi loro stessi nei primi e più severi
controllori, per non incappare negli strali della legge, che non sostituirà
quella in essere e che riguarda uffici e luoghi di lavoro, ma la integrerà.

Ugo Salvini

























































Dalla Repubblica del 4 settembre.

I colleghi d'ufficio
e il fumo passivo
Lettera firmata
Palermo
Sono un professionista che lavora in un grande ufficio di un'azienda privata.
Non fumo, né ho mai avuto questo vizio. Tuttavia, giornalmente, sono costretto
a respirare metri cubi di fumo passivo dei colleghi e delle colleghe che
lavorano insieme a me, pronti a calpestare le regole elementari del vivere
civile e della pacifica convivenza. E dire che per loro sarebbe vigente
il "divieto assoluto di fumo" che l'azienda aveva diramato, ai tempi della
legge Sirchia. Ho pensato spesso di dotarmi di forbici o di estintore per
spegnere sigarette e sigari dei colleghi, ma il rischio di passare per incivile
a causa di una reazione esasperata mi ha finora trattenuto



















06/09/2004

Vecchi peccati, addio.

Secondo il mensile Class, che ha svolto un'indagine
su un campione di 850 italiani, il concetto di peccato è del tutto cambiato.
Niente più gola o avarizia, la trasgressione più grave è oggi l'evasione
fiscale, seguita dal fumare in luoghi chiusi e dal superare i 180 km orari
in autostrada. La "classica" infedeltà è solo quarta in classifica.
Particolarmente ridimsionati gli aspetti religiosi del peccato: non fare
la raccolta differenziata è più grave che non andare a messa e la parola
"confessionale" fa pensare più al Grande Fratello che alla Chiesa. La maggior
parte delle persone intervistate ritiene che a mantenere viva l'idea di
peccato sono più i magistrati e i vigili che i sacerdoti.













Davide contro Golia.

Dove Davide si sdoppia nei fratelli Giampaolo e Carlo
Messina, mentre Golia è il colosso multinazionale americano Philip Morris.
La sfida parte 5 anni fa da Balerna, un villaggetto a ridosso di Chiasso,
la prima città svizzera che si incontra dopo il confine italiano a Como.
Qui, nella zona doganale, 90 lavoratori in polo blu scartocciano cartoni
di sigarette, sopratto Marlboro; le infilano, mai più di 10 pacchetti per
volta, in speciali confezioni di carta rossa, che vengono imbustate per
poi cadere, via tapis roulant, al piano di sotto, dove solerti impiegati
conla divisa gialla delle efficienti poste elvetiche le smistano a più di
mezzo milione di clienti in tutto il mondo: in testa Stati Uniti, e poi
Belgio, Spagna, Gran Bretagna, Irlanda e altri paesi.
La Yesmoke dei fratelli Messina vende sigarette on line, tramite Internet.
E da questo business ricaverà cento milioni di dollari a fine 2004, confermandosi
il primo negozio virtuale di sigarette del pianeta. Facendo, dichiara a
?L?espresso? Carlo Messina, ?il 20% di utili?, cioè 20 milioni di dollari.
Con prospettive voluminose:?Ogni anno il fatturato raddoppia?. Dettaglio
non trascurabile, un fumatore newyorchese compra la sua stecca di Marlboro
da dieci pacchetti ad appena 14,95 dollari, invece dei soliti 70 dollari
dal tabaccaio. Come dire, un dollaro e mezzo per 20 sigarette al posto di
7 dollari. Naturalmente, i miracoli non c?entrano nulla. Un pacchetto di
Marlboro i fratelli Messina lo pagano 60 centesimi di dollaro. Si aggiungono
le spese di spedizione, et voilà, tutto quel che si rosicchia per arrivare
a un dollaro e mezzo, dopo aver dedotto le spese per stipendi, è guadagno
puro.
E le tasse, che incidono tantissimo, specialmente nella Grande Mela? Nessuno
sborsa un cent. Non la Yesmoke. E nemmeno il destinatario finale. Il fatto
è che per quantitativi minimi (regola rigorosa:mai più di 6 stecche e non
più di una volta al mese) non c?è nessun controllo doganale.Se così fosse,
le poste, in questo caso quelle americane, impazzirebbero e tutto si bloccherebbe.
E, quando lo fanno esigendo il dovuto, si vedono respingere il pacco che
ritorna al mittente: a Balerna. Sembrerebbe l?uovo di Colombo. Una trovata
geniale.
La Philipp Morris è così passata all?attacco. Chiedendo alle corti americane
395 milioni di dollari di danni e l?inibizione dell?uso del sito yesmoke.com.
Sul primo punto manca ancora una decisione. Sul secondo punto il 19 agosto
Gerald E.Lynch, giudice del Southern District di New York, Manhattan, ha
dato ragione al gigante del tabacco per ?violazione del marchio? (le Marlboro
sono smerciate on line in USA). Sembrerebbe però una vittoria di Pirro,
perché se da un lato i fratelli Messina devono cedere alla Philip Morris
il sito yesmoke.com, loro possono continuare a operare da Balerna con un
nome nuovo, yesmoke.ch, dove ?ch? sta per Confederatio Helvetica, cioè la
Svizzera. Il tutto dietro la regia della neonata società Yesmoke Tabacco
SA. Rimane da rispondere alla domanda più importante. Dove a da chi i fratelli
Messina acquistano al fantastico prezzo di 60 centesimi di dollaro un pacchettino
di Marlboro e, a prezzi inferiori, altre marche come West e Doral? Non si
sa.
Carlo, classe 1962, jeans e t-shirt bianca, si trincera dietro un laconico
commento:?Non possiamo dirlo, è il nostro know how. Però ci riforniamo nel
cosiddetto mercato parallelo da distributori di tutto il mondo:Belgio, Israele,
Cipro, Egitto, Brasile, Canada e anche Stati Uniti?. Poi i container con
il prezioso carico vengono tutti avviati a depositi doganali olandesi, come
?merce in transito?, per poi partire verso la destinazione finale:Balerna,
via Magazzini Generali 14. ?L?Espresso? ha potuto visitare i locali della
Yesmoke. Tante macchine automatiche. E poi un immenso open-space, lungo
almeno 70-80 metri, pieno zeppo di cartoni, in gran parte Marlboro, che
toccano un soffitto altissimo (?Valore, 10 milioni di dollari?, fa eco Paolo
Messina). Conosce nomi come Cuomo, Mozzarella, ex zar del contrabbando?
Paolo Messina, che rifiuta di farsi fotografare ed esibisce nel suo ufficio
una carta geografica del mondo in caratteri cirillici, sorride, ma esclude
di approvvigionarsi da gente come questa. E fa capire di essere pronto a
querelare se qualcuno tacciasse la Yesmoke di contatti con tipi così.
Già, il contrabbando. Perfino la Philip Morris non è sfuggita alle accuse
dell?Unione europea di averlo alimentato. Ed è per questo che poche settimane
fa, pur di chiudere con Bruxelles che l?aveva citata in giudizio, ha firmato
un accordo salato: in 10 anni verserà oltre un miliardo e 200 milioni di
dollari. Ora la multinazionale americana, che ha in Svizzera, a Losanna,
il suo quartier generale europeo, se la prende con chi vende su internet,
soprattutto con Yesmoke, che si vanta di essere il sedicimillesimo sito
più visitato al mondo. A ?L?Espresso? Derida White, direttore della Comunicazione
della Philip Morris International, fa sapere:?Otamedia (la casa-madre di
Yesmoke, già registrata nel Belize, e oggi non più attiva, ndr) non verifica
l?età dell?acquirente. Non paga tasse. Mette in circolazione sigarette contraffatte
(Carlo Messina smentisce, ndr). Abbiamo cessato rapporti d?affari con un
nostro cliente che aveva girato dei carichi a Otamedia?.
Ma chi sono i fratelli Messina? All?incontro con il giornalista de ?L?Espresso?
Gianpaolo, il maggiore, classe 1957, non è presente. E? in Brasile. E? andato
fin là a rilevare una piantagione di tabacco. Diventerà lui stesso produttore
di sigarette marca ?Yesmoke? dalla metà di settembre. Lui e Carlo sono di
Torino. Vita avventurosa, la loro. Ex insegnante di economia e matematica
ad Addis Abeba, il minore. Ex insegnante di educazione fisica e già campione
italiano di maratona Giampaolo (ottavo ai campionati europei del 1982).
Poi i due sbarcano a Mosca una decina di anni fa, a cercare fortuna, con
la raccomandazione della Federazione atletica russa. Gestiscono riviste
in inglese e in russo (?ZaRulon?, una specie di ?Quattroruote?), alcune
stampate presso la Ilte di Moncalieri, vicino a Tolrino. Poi, una notte,
in una camera da letto, ecco spuntare l?idea: sigarette on line. E oggi
quasi ogni week-end tornano a Mosca, dove raggiungono le loro moglie, russe.
E se si chiede a Carlo di chi è Yesmoke, la risposta è sibillina:?I titoli
sono al portatore?. Cioè il proprietario è chi li ha in mano. Eppure proprio
Giampaolo ha testimoniato al processo davanti al giudice Lynch di ?non possedere
azioni Otamedia?.
Il mistero continua. E l?Olaf, l?organismo antifrode della Ue, vuole vederci
chiaro.
































































































Dal Giornale di Brescia del 5 settembre
Gino Dato


Il paradosso della libertà.

Così Karl Popper (nella foto in basso) definiva
quella condizione in cui, dall'eccesso di libertà e di diritti illimitati
dei singoli o di gruppi, nasce il suo opposto: la negazione della libertà.
È un fenomeno molto frequente nella società contemporanea, i cui membri
vivono «circondati da diritti di carta» che però non sempre si traducono
in un?effettiva tutela della loro dignità di cittadini e prima ancora di
uomini. Ne è convinto Michele Ainis, docente di Istituzioni di diritto pubblico
all'Università di Teramo e autore del volume Le libertà negate (Rizzoli,
390 pagine, 18 euro): «Abbiamo le tasche piene di diritti - spiega -. Essi
si trovano declinati in mille modi, in carte costituzionali e dichiarazioni
internazionali, in cataloghi dei diritti del malato, dell'automobilista,
del pedone, del turista eccetera. Sennonché una legge quasi chimica del
diritto ci dice che i diritti sono sempre in competizione tra loro». «Ciascun
diritto è potenzialmente tirannico - spiega Ainis - e divora tutti gli altri.
Se ne metto tanti intorno al tavolo, il risultato può essere a somma zero,
perché troppi diritti finiscono con l'elidersi a vicenda». Chiedo al professor
Ainis di farmi qualche esempio. «Prendiamo il diritto degli animali - afferma
-: una cosa sacrosanta, che però può significare una negazione del diritto
al miglioramento della salute umana. Le faccio un altro esempio: in questo
momento parlo con lei tenendo in mano una sigaretta accesa, e lo faccio
ormai con un senso di vergogna, perché so che avrei il dovere di tutelare
la salute dei non fumatori. Eppure, per garantire il loro diritto alla salute,
in Italia ci sono 14 milioni di fumatori che si sentono criminalizzati».
- Una volta si diceva: il welfare dalla culla alla tomba. Oggi dovremmo
dire: la repressione dalla nascita alla morte? «In effetti temo che da parte
dei poteri pubblici vi sia un atteggiamento invasivo su scelte che dovrebbero
restare individuali». - Ma la colpa è solo dei governi, delle istituzioni,
o sono anche i singoli ad essere sempre più intolleranti? «L'atteggiamento
degli Stati è lo specchio di un clima d?intolleranza che ormai si è impadronito
delle città, delle strade, dell?aria che respiriamo. Esso dipende da una
serie di cause, che sono in primo luogo l'ingiustizia sempre più diffusa
nel mondo e l'insicurezza che ne deriva». - C'è anche passività? «Quando
si è spaventati, si rinuncia volentieri ad alcune libertà pur di godere
di una maggiore sicurezza. L'insicurezza, però, resiste nella sfera privata,
ed essa ci rende tutti più aggressivi, intolleranti verso gli altri. Una
volta ciascuno nasceva e moriva nel suo paese, trovava una donna, la sposava
e viveva con lei per il resto dei suoi giorni, imparava un mestiere e lo
esercitava fino alla pensione. Oggi succede l?opposto. Si cambia continuamente
stato civile, professione, case e città. Da tutto ciò deriva un sentimento
di precarietà che non favorisce la solidarietà». - È questa insicurezza
a generare la proliferazione di leggi per regolare comportamenti che potrebbero
essere affidati alle decisioni autonome di ogni persona? «Sì, l'ipertrofia
normativa è una delle facce di un fenomeno che a mio parere va collocato
nella generale perdita di valori collettivi di riferimento, nella mercificazione
delle esistenze, nel trionfo di modelli consumistici che producono un terreno
morale e intellettuale su cui attecchisce la crisi delle libertà». - Ma
c'è una percezione diffusa di questa crisi? «Credo che sia scarsissima.
Non ci si accorge che le nostre democrazie stanno diventando sempre più
autoritarie, che le nostre vecchie libertà sono sempre più in pericolo.
E senza questa consapevolezza sarà difficile invertire la rotta». - Come
difenderci dal terrorismo senza rinunciare a un'altra piccola fetta delle
nostre libertà? «Il terrorismo è una minaccia da cui è necessario difendersi,
ma forse non dovremmo limitarci a mostrare i muscoli, ma farci carico delle
ragioni che possono alimentare il terrorismo e che risiedono nella diseguaglianza
economica e sociale. Non c'è libertà senza giustizia, anche perché questi
fenomeni di diseguaglianza generano flussi migratori che non riusciamo a
sostenere». - Qual è il contributo che ognuno di noi può dare per salvaguardare
la libertà propria e quella del prossimo? «Il primo gesto privato potrebbe
essere spegnere il televisore, uscire più spesso, cercare di più la compagnia
degli altri».


































































04/09/2004

Le scusanti di un fumatore

Sul quotidiano Alto Adige del 28 agosto 

 Il tentativo del signor Giorgio Del Sante sull?Alto Adige del 13 agosto
di sollevare argomenti a difesa dei fumatori, nel mentre si dichiara ?stufo
di passare come categoria criminalizzata e osservato con viso indignato
da quei puristi... eccetera eccetera? mi lascia senza parole. Bene farebbe
il vostro lettore a mettersi per una volta nei panni di un non fumatore;
ma visto che ne è incapace provo a illustrargli io come ci si sta. Sono
una delle molte persone che provano disgusto nel sentire odor di sigaretta
bevendo un aperitivo o un caffè al bar, e ancor più mangiando al ristorante.
E certo non mi è mai accaduto di trovare fumatori talmente rispettosi del
prossimo da rivolgersi individualmente o cumulativamente a tutti i presenti
in una sala da pranzo (e non, al più, ai soli commensali del proprio tavolo)
per chiedere se il fumo disturbasse qualcuno, prima di accendersi la sigaretta
mentre gli altri mangiano. Se Lei sapesse, egregio, quante volte la puzza
di fumo giungente! Dai tavoli vicini mi ha mandato di traverso pizze, pastasciutte
e quant?altro, facendomi vivere come una mezza tortura la presenza in un
ristorante, forse avrebbe più pudore a scagliare frecce in favore dei fumatori.
Ma già: per Lei i non fumatori dovrebbero tollerare e tacere, o al massimo,
suppongo, alzarsi di tavola col piatto in mano e andare loro a mangiare
all?aperto per lasciare che qualche vizioso tabagista si goda la sua sigaretta
tra una portata e l?altra o a fine pasto... Le dirò una cosa: a chi mi chiede
- in situazioni, però, lontane dalla tavola - l?autorizzazione a fumare,
generalmente non esito ad accordarla e sopportare, per una mia forma di
tolleranza che in ultima analisi mi porta a scavalcare il fastidio. Ma se
fosse per me (e a dire il vero non solo per me, essendomi consultata nel
merito con vari amici sulla mia stessa lunghezza d?onda) sottoporrei al
divieto di fumo anche gli spazi aperti, lasciando come unico luogo consentito
casa propria. O forse che noi insofferenti al fumo dovremmo mostrarci felici
di essere inondati di zaffate pestilenziali alla fermata dell?autobus, o
in uno stadio, o al tavolino di un bar all?aperto, o semplicemente camminando
sul marciapiede?? (Ciò, senza contare i danni per fumo passivo alla salute
ma limitandoci all?aspetto dell?intolleranza fisiologica.)
Immagino che ci sarà pure l?odore di qualcosa che il signor Del Sante non
sopporta: ebbene vorrei sapere come si atteggerebbe questo paladino dei
fumatori se aspettando l?autobus o mangiando una pizza si ritrovasse circondato
da una aleggiante nuvola poniamo di sterco, o di vomito, o di pesce marcio,
o di fogna. Perché per chi non sopporta il fumo il paragone è senz?altro
calzante.
E concludo con un plauso al gruppo del signor Pizzecco che ho letto essersi
reso promotore di una sottoscrizione anti-fumo. Purtroppo ne ho appreso
l?esistenza a operazione conclusa; mi auguro che eventuali iniziative future
in tale campo siano pubblicizzate al massimo dai mezzi di informazione,
sì da poter avere la diffusione più capillare possibile.
Rosa Adam BOLZANO











































Qualcuno dissente !

Dal Giornale di Brescia del 31 agosto.

Anche se non pubblicherai questa lettera posso dirti che se Omar Valentini
avesse la conoscenza, con la C maiuscola, che non si impara all'Università
sarebbe molto più cauto nei giudizi espressi in favore della campagna contro
il fumo. Una campagna più dannosa degli stessi effetti causati dal tabacco
perché tendente a ingenerare una psicosi collettiva. Infatti si dovrebbe
spiegare come mai a fronte di un calo di fumatori riscontrato negli ultimi
anni, proprio per merito del martellante «vietato fumare», il numero dei
malati di tumore o di altre patologie causate dal fumo, tende ad aumentare.
La causa è dovuta alla sconsiderata campagna pubblicitaria fatta di slogan
come il fatidico «il fumo uccide», stampato sui pacchetti di sigarette che
ottiene un solo risultato: insinuare nelle menti dei fumatori e dei fumatori
passivi il timore e la probabilità che una simile eventualità possa verificarsi
a livello personale. Sul piano generale, inoltre la coscienza collettiva
registra il dato che «il fumo uccide», come una strada senza uscita, con
effetti devastanti sulla collettività. Pertanto molti danni sono causati
dagli effetti psicosomatici che le citate convinzioni sociali hanno sugli
individui per merito di una psicosi alimentata continuamente da slogans
autodistruttivi. Beh certo, gli intenti degli instancabili promotori di
queste campagne sono altri, ma come diceva qualcuno: «I ciechi non possono
guidare altri ciechi». CLAUDIO MAFFEI


























MORIRE PER UNA SIGARETTA

Tra le tante notizie di questo genere pubblicate ve ne riporto due.


Dal Giornale di Brescia del 31 agosto
Il letto in fiamme, l?appartamento saturo di fumo, porte e finestre chiuse,
l'inquilino che non risponde, ma la certezza che sia in casa è quasi matematica.
I vigili del fuoco sono già in strada ma non c?è tempo da perdere, perché
ogni minuto è davvero prezioso. I due carabinieri - il maresciallo Roberto
Letizia e l'appuntato Antonello Porcu - si guardano in faccia per un attimo
e decidono di entrare in azione. Questione di secondi e sono già dentro
quell'appartamento al piano terra, sono là nella piccola camera da letto
dove a farla da padrone è l'intenso fumo. Sul pavimento c'è un uomo, uno
straniero, stordito. I due militari lo afferrano e lo trascinano all'esterno
dove il personale del 118 presta le prime cure. I vigili del fuoco di Brescia
impiegheranno poi un?ora per domare le fiamme, o meglio per abbattere quel
fumo sprigionatosi dal letto, dal materasso in lattice. È accaduto ieri,
attorno alle 6.30, al civico 1 di vicolo Cascine, un fabbricato che accoglie
più famiglie non lontano dal centro storico di Travagliato. Il fumo lambisce
già la porta d?ingresso e si fa sempre più minaccioso: a lanciare l?allarme
sono i vicini. Dentro vive Attik Brahim, un marocchino di 34 anni, uno «regolare».
Con ogni probabilità - almeno secondo una prima ricostruzione dei vigili
del fuoco e dei carabinieri - il rogo si è sprigionato da quel materasso
su cui potrebbe essere caduto un mozzicone di sigaretta accesa dallo stesso
inquilino. Quando i due carabinieri - in forza al Nucleo operativo radiomobile
di Chiari - sono entrati (fortunatamente la porta non era chiusa a chiave),
l'immigrato era steso sul pavimento, a pochi centimetri dal letto in fiamme,
con un ferita al volto. Quella riconducibile alla caduta tra il letto ed
il suolo, in quel piccolo vano al piano terra. Il magrebino - che vantava
pure un principio d?intossicazione - è stato quindi trasportato alla clinica
Sant'Anna dove è stato medicato e solo più tardi dimesso con una prognosi
di guarigione di quindici giorni. Ma se non fosse stato per il tempestivo
e coraggioso intervento dei due militari, quel rogo avrebbe anche potuto
far registrare un epilogo ben più drammatico.

Dal Corriere della Sera del 31 agosto
Ha acceso una sigaretta di nascosto, senza dire nulla ai medici e agli infermieri
e i suoi vestiti, all'improvviso, hanno preso fuoco, riducendo la nonnina
ad una torcia umana. Adesso Anna F., 81 anni, sta lottando contro la morte
nel reparto di rianimazione dell'ospedale Niguarda, con ustioni di secondo
e terzo grado sul sessanta per cento del corpo. Il drammatico episodio è
avvenuto ieri pomeriggio verso le 15 in una stanza del Piccolo Cottolengo
di Don Orione, in via Caterina da Forlì, dove Anna F., originaria di Foggia,
è da qualche tempo ricoverata. L'anziana ha due femori rotti e diversi acciacchi
tipici dell'età avanzata. Ma, essendo da sempre una fumatrice accanita,
era riuscita a ottenere l'autorizzazione dalla direzione sanitaria ad accendersi
tre sigarette al giorno. Da fumare, comunque, sempre in compagnia di un
infermiere e sul balcone. Ieri pomeriggio, però, presa da una crisi d'astinenza
del suo insopprimibile vizio, senza dire nulla a nessuno, la pensionata
si è messa in bocca una sigaretta e l'ha accesa con un accendino. Cosa sia
accaduto poco dopo è ora al vaglio del magistrato di turno, Elio Ramondini,
che ha aperto un'inchiesta. All'improvviso gli abiti che indossava e la
carrozzella sulla quale era obbligata, hanno preso fuoco, sotto lo sguardo
della compagna di stanza, un'anziana colpita da demenza senile, che non
si è neppure resa conto di quanto accadeva. In pochi secondi le fiamme hanno
avvolto Anna, senza neanche darle il tempo di gridare. Ad accorgersi della
tragedia che si stava consumando, è stata una signora in visita a una parente,
ricoverata sullo stesso piano. La donna, dopo aver urlato per richiamare
l'attenzione degli infermieri, ha afferrato una coperta con la quale ha
cercato disperatamente di spegnere le fiamme, evitando anche che la stanza
si trasformasse in una trappola senza scampo. Poco dopo è accorso il personale
dell'ospizio e, con gli estintori, hanno spento il fuoco. Lanciato l'allarme,
sul posto sono arrivate alcune Volanti della polizia, un'ambulanza e l'auto
medica del 118. Le condizione di Anna F., sono apparse subito gravi e, dopo
le prime cure, è stata trasportata in fin di vita al reparto grandi ustionati
di Niguarda. Al Don Orione sono arrivati anche gli agenti della Scientifica
per i rilievi del caso da consegnare al magistrato perché valuti un'eventuale
mancata vigilanza da parte del personale, per capire meglio se l'incidente,
con una maggiore attenzione, si sarebbe potuto evitare. L'istituto è diviso
in due reparti e per ogni reparto lavorano tre ausiliari e un infermiere
professionale, tuti coordinati da un capo sala: la polizia ha sequestrato
i loro cartellini di presenza. La direzione, invece, sull'episodio non ha
voluto rilasciare dichiarazioni. Il Don Orione rappresenta tuttora per i
milanesi un rifugio per deboli e anziani. Per chi soffre di deficienze motorie
e mentali o, soltanto, estenuati dall'inevitabile logorio della vecchiaia.
Da settant'anni è una sorta di casa e famiglia con un vero esercito di volontari
che assistono con impegno i degenti. Un mezzo miracolo, sopravvissuto a
una guerra mondiale e passato indenne a tutte le crisi economiche. Ieri,
però, si è sfiorata la tragedia. Del resto quello del vizio del fumo nei
ricoveri è spesso causa di disgrazie, anche tragiche. Come dieci anni fa,
quando un pensionato di 70 anni, ospite di una struttura per anziani del
Comune è morto carbonizzato ai piedi del letto, nel tentativo disperato
quanto inutile, di sottrarsi al rogo. Da accanito fumatore qual era, si
era addormentato con la sigaretta accesa tra le labbra e la brace aveva
causato l'incendio. Michele Focarete






















































































Obesità, fumo e alcool

sono i nemici giurati della nuova legge sulla pubblica
Sanità varata dal Parlamento francese lo scorso 11 agosto. I giovani ne
sono il principale target. Molte misure, infatti, saranno applicate nelle
scuole, come il divieto di installare distributori di bibite e alimenti,
dal 1° settembre 2005, e l'informazione obbligatoria sulle conseguenze del
consumo di alcolici sullo sviluppo del feto e sui rischi di danni sul sistema
nervoso centrale o sugli effetti del consumo di droghe. Altro cardine della
legge è l'informazione al pubblico su bevande dolci, merendine, ma anche
walkman. È ammessa una deroga nel settore alimentare, dietro pagamento di
un contributo versato all'Istituto nazionale di prevenzione e di educazione
alla salute, pari all?1,5% delle somme annuali spese per gli spot. Ancora
destinata ai giovani è la stretta regolamentazione dei prodotti usati per
i tatuaggi, assoggettati agli stessi requisiti validi nel campo della cosmetica.
Il Governo consegnerà un rapporto al Parlamento sulla creazione di Stati
generali della lotta contro l?alcolismo, che concerne il 12% dei francesi,
entro il 30 giugno 2005. La legge prevede anche una tassa a favore della
Cassa malattia per produttori e importatori di alcune bevande, alcoliche
e con aggiunta di zuccheri, dal tenore alcolico compreso fra l'1,2 e il
12 per cento. Il pacchetto di misure comprende anche una campagna di informazione
mirata alle donne incinte. In conformità con le direttive dell'Oms, la legge
prevede una regolamentazione del prezzo delle sigarette definita per decreto
e combatte la pratica delle tariffe promozionali. Le misure per combattere
il fumo rientrano nel piano di lotta contro il cancro che, in Francia, uccide
una persona su quattro ed è la prima causa di mortalità prima dei 65 anni.
Per coordinare le azioni in questo campo sarà creato un Istituto nazionale
del cancro, incaricato, tra l'altro, di definire i criteri di omologazione
dei centri e dei professionisti, dell'informazione destinata ai professionisti
e al pubblico, della formazione di medici e paramedici che lavorano nel
campo, della promozione di azioni di prevenzione e di ricerca comuni fra
settore pubblico e privato, della partecipazione alle azioni svolte in ambito
internazionale. A carico dello Stato saranno anche i piani relativi ai rischi
legati all?ambiente, compresi gli infortuni sul lavoro, e alle malattie
rare, che aumentano di alcune centinaia ogni anno e che potrebbero colpire
il 5% della popolazione. La legge francese regolamenta anche l?esercizio
della ricerca biomedica con particolare attenzione ai diritti dei pazienti.
Il testo riordina anche l'esercizio di alcune professioni. Come richiesto
dall?ex ministro della Sanità Mattei a gennaio, la legge limita l?esercizio
della psicoterapia ai professionisti iscritti all'albo nazionale degli psicoterapeuti,
sulla base di liste redatte a livello di ogni provincia. Al di là dei medici,
psicologi e psicanalisti, l?abilitazione richiede una formazione teorica
e pratica in Psicopatologia clinica. Per realizzare gli obiettivi fissati
a scadenza quinquennale, la legge impernia la struttura nazionale su gruppi
regionali di Sanità pubblica e fa di questa una responsabilità dello Stato.













































02/09/2004

Lezioni di prevenzione a Bari

Dalla Gazzetta del Mezzogiorno del 31 agosto.


Bari all'avanguardia per iniziative qualificate di educazione alla vita
ed alla prevenzione delle malattie e dei comportamenti a rischio. Ragazzi,
la sfida si fa seria. Non basta studiare e organizzare, al meglio, il proprio
curriculum. Bisogna pensare anche alla propria salute e preservarla da malattie
e alterazioni che ridurrebbero le capacità personali di competizione, di
carriera, di vita stessa.
Che varrebbe, allora, essersi sacrificati sui libri e nelle aule scolastiche?
Necessario instaurare stili di vita adeguati, evitare fattori di rischio.
Ma questo non deve significare costrizione, rinunzia dolorosa. Bisognerà
essere convinti, conoscere, sapere il perché e il come alcuni comportamenti
possono nuocere ora e nel futuro.
Più volte i giovani (37,9%) hanno lamentato, quasi a giustificarsene, la
mancata conoscenza di elementi utili ad assumere coscientemente alcune decisioni
personali. Gli stessi docenti (57,1%) hanno denunziato di essere lasciati
soli e senza supporti adeguati nel compito, certamente non agevole, di educare
alla vita ed alla salute.
Il ministero dell'istruzione e la Lega italiana per la lotta contro i tumori,
per colmare alcune delle lacune lamentate, hanno stipulato un protocollo
di intesa per un programma di progetti finalizzati alla diffusione delle
informazioni scientifiche relative all'educazione sanitaria, alla prevenzione,
alla diagnosi precoce, alla formazione e riabilitazione in campo oncologico.
Lo scopo è di tessere una rete di trasmissione dei messaggi corretti dei
medici ad insegnanti e studenti, a collaborare con gli insegnanti e le famiglie
nel creare reti di supporto efficaci.
Immediato il recepimento - tra i primi in Italia - da parte del liceo scientifico
statale «Scacchi» di Bari e il passaggio all'attuazione pratica, alla stesura
di un progetto organico.
E si inizia subito. Anzitutto formare i formatori. Ed ecco il corso di aggiornamento
per docenti, dal 5 al 12 ottobre (aula magna del liceo). Relazioni e lavori
di gruppo con i prof. Spannevello, Gaglione, Lagioia, Catalano, Schittulli,
Simonetti, coordinati dal preside, prof. Emanuele Stellacci.
«La prevenzione dei tumori, delle malattie cardiovascolari, dei rischi del
fumo attivo e passivo, dell'alcol deve partire - ha detto il prof. Stellacci
- dalla scuola, dall'insegnamento "curriculare" dei docenti. A tal fine
ho inteso dare subito applicazione al protocollo ministeriale stipulando
un'intesa con il presidente della Lega tumori, prof. Francesco Schittulli.
Il tema della prevenzione è un valore condiviso da adulti e giovani e va
ricercato, approfondito e concretizzato insieme».
«Intendiamo - ha continuato il preside - celebrare gli 80 anni del nostro
liceo con iniziative qualificanti come, per esempio, la "settimana nazionale
della donazione organi" tenuta nel maggio scorso. Abbiamo aperto la collaborazione
all'Associazione cardiotrapiantati italiani, alla Fondazione Maugeri, all'Asl
Ba/4».




















































01/09/2004

Troppi fumatori

nel comando del Corpo Associato della Polizia Municipale
di Figline, Incisa e Rignano, pertanto qualcuno ha scritto una lettera al
comandante chiedendo un intervento che tuteli anche i non fumatori ed eviti
la sporcizia che immancabilmente, sotto forma di mozziconi di sigaretta,
si riversa nel pavimento degli uffici. A rivolgersi al comandante Roberto
Galeotti è stato l'agente Libertario Cardelli il quale segnala: «La cattiva
abitudine di fumare nei locali del Comando, peraltro vietato dalle leggi
sanitarie e da quelle inerenti il fumo nei locali pubblici e in quelli di
lavoro. Ma soprattutto - precisa Cardelli - in questo caso viene tollerata
la cattiva abitudine di disseminare mozziconi sui pavimenti del comando».
«Non ho ancora letto la lettera - commenta a sua volta il comandante dei
vigili, Galeotti - tuttavia Cardelli ha ragione, anche se lui stesso come
agente di polizia municipale può multare i colleghi che fumano nei locali
dove è vietato». Paolo Fabiani
















L'arroganza di chi fuma.

i dispiace, ma non sono per nulla d'accordo con le invettive del signor
Giorgio Del Sante (Alto Adige del 13 agosto) sulla presunta intolleranza
nei confronti dei fumatori, che poi si dilunga in sarcastiche considerazioni
che mi paiono davvero fuori luogo. Perché, invece, non si pone l'accento
sull'intolleranza che per anni ha caratterizzato proprio il comportamento
dei fumatori? Perché chi non fuma ha dovuto subire per decenni il fumo altrui
senza poter controbattere all'arroganza di chi fumava indiscriminatamente
nei locali pubblici rendendoli mefitici (basta ricordare le misurazioni
che hanno fatto qualche tempo le "Iene" in vari ambienti con fumo di sigaretta
con concentrazioni altissime di gas nocivi)? Mi pare davvero inutile e sciocco
lamentarsi ora della futura legge antifumo che entrerà in vigore ad inizio
2005. Mi è capitato più volte di recarmi in bar e ristoranti e di dover
subire una fumera intollerabile senza che mai mi fosse chiesto se il fumo
mi desse fastidio. Ed ora mi tocca sentire ancora le rimostranze di un fumatore
che si sente discriminato! Spiacente, ma rimando al mittente queste lamentazioni
con tanto di plauso a chi ha voluto finalmente porre fine all'inquinamento
delle sigarette nei locali pubblici. Certo, la chiave di volta della legge
saranno poi i controlli, che mi auguro inflessibili e severi con l'applicazione
concreta delle sanzioni. Che poi vi siano tanti altri fattori dannosi per
la salute è noto, ma la dannosità accertata da anni del fumo attivo e passivo
della sigaretta è un dato scientificamente provato ed assai allarmante.
Ma lo sa quante volte mi sono lamentato di fumatori che fumavano in luoghi
dove vi sono tanto di cartelli di divieto (ad esempio al Palaonda) e spesso
mi sono sentito dare del rompiscatole? E poi mi si chiede ancora d'essere
tollerante? Suvvia, un po' d'onestà intellettuale! E? vero che lo Stato
lucra un sacco di soldi sulle spalle dei fumatori e che servono come indispensabili
pezze per il disastrato bilancio statale, ma basterebbe anche non fumare,
non Le pare? Al di là di picche e ripicche verbali, era davvero ora che
si provvedesse, magari (almeno così si spera) anche i giovani eviteranno
di diventare fumatori (basta vedere quanti giovani acquistano sigarette
nei tabacchini durante il periodo scolastico, un fenomeno davvero preoccupante)
visto che sono il target preferito di continui messaggi pubblicitari diretti
ed indiretti che li portano a fumare sempre più presto. Un'ultima considerazione:
se nei locali pubblici si fosse adottata una sorta di autoregolamentazione,
probabilmente non sarebbe nemmeno stata necessaria una legge contro il fumo.
Dunque sono alquanto risibili le considerazioni dei gestori dei bar intervistati
qualche tempo fa, che solo ora, con la legge incombente, si dichiarano attenti
alle problematiche del fumo. Un atteggiamento questo sì palesemente ipocrita
ed opportunista. In conclusione, questa legge è assai benvenuta da tutti
i non fumatori (le migliaia di firme raccolte qualche mese fa a Bolzano
ne sono la conferma più lampante), mentre i fumatori dovranno accontentarsi
della sala fumatori virtuale all'aria aperta senza più impestare i polmoni
altrui.
Michele De Luca BOLZANO















































AMICOANDREA !!

E' da un sacco di tempo che non ho notizie da amicoandrea ! Dove sei ? Quando ricominci a lasciare i tuoi preziosi commenti su questo Blog ? Mi piacerebbe affidarti , in supporto ad Amina, il caso Alessia. Te la sentiresti ?

Smokebusters

target students


By MANDY PHILLIPS ~ Staff Writer

The topic discussed by Butler County students at Friday's Smokebusters event may be a smoky one, but its message was crystal clear.

More than 80 seventh, eighth and ninth-graders from all three county school districts -- Poplar Bluff, Neelyville and Twin Rivers -- were invited to the first of three events hosted as part of the Smokebusters program.

The program targets the teens to help them become critical thinkers, to avoid using tobacco products and to become anti-tobacco advocates, and is divided up into segments spanning three years.

In the first year, Missouri Department of Health Regional Coordinator Holly Ayers said, the teens get trained on the basics of tobacco use, its negative effects, how to become advocates for prevention and more about advertising tactics from tobacco companies aimed at their age group.

"This is their one day of training," Ayers said.

The kids participate in a day full of activities with one another, learning to work as teams with the kids from their schools. They will then all go back to their respective schools to make presentations to other students and adult groups, and will participate in anti-tobacco community efforts.

Ayers said the kids learn to work together, and also get to meet students from other districts.

"Our hope is that by the end of the three years, all of the districts will be working together," she said.

Challis Seidl from the Butler County Health Department said the interaction is important for the kids' learning.

"We use activities that get them up and moving and are able to teach them about tobacco," she said.

Learning seemed to be fun in the student-filled gym at Hentz School on Friday. Taking a break from working on an anti-tobacco advertisement with his group, 12-year-old Zach Voyles recalled an earlier activity that had him cheering about being smoke-free. The kids were instructed to come up with and lead a cheer that included their school name and an anti-tobacco message.

Zach said he had good cheer-leadership from friends Larra Davis and Emily Hillis, both 13.

"I just repeated everything they said," the seventh grader from Fisk said.

All three students said they learned a lot about the chemicals found in cigarettes, including those found in rat poison, nail polish remover, rubbing alcohol and household cleaner.

"I didn't know about the bathroom stuff and the alcohol," Zach said.

"I didn't know that all the chemicals that were in the balloons were in them," Larra chimed in.

Emily added the important task that awaits the students when they head back to their schools at Twin Rivers.

"Tell little kids not to smoke," she said.

Qulin eighth grader Tyler McMeans, 13, also had the mission of the first phase of the program clear.

"We're supposed to go back to our schools and talk to the kids in other grades," he said.

He said he was taken aback after finding out that some chemicals that are found in animal waste is also found in cigarettes.

It was the tar and arsenic in cigarettes that stunned Fisk seventh grader Jake Smith.

"We learned about all the bad stuff in cigarettes like tar and stuff like that," the 12-year-old said. "There's stuff that's in rat poison that's in cigarettes.

Next year's phase of Smokebusters is aimed at getting the students involved in using the media and other forms of mass communication to deliver anti-smoking messages out among their communities, Ayers said.

The final phase, in 2006, will gear the students up for putting all of their work and knowledge into action.

The program allows the school's to designate the students who participate in the program. Qulin English teacher Stacy Doyle and history teacher Tammy McBroom said their students were chosen among those who have been active in the school's Just Say No club.

The program is being implemented in more than 20 counties in southeast Missouri, and was sponsored in Butler County by the Boys and Girls Club, the Missouri Department of Health and Senior Services, the American Lung Association, the Butler County Health Department and the Community Resource Council.

The organizers also received a great deal of help from Rolland Stollen, the county school districts, the Scott County Health Department and the Pemiscot County Health Department.

 




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