UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








31/08/2004

da La Nazione del 29 agosto.



Cuore a rischio.

Nel mondo occidentale come in quello Orientale, nel
Nord come nel Sud. Uguali i motivi, che però hanno peso diverso in base
alle situazioni economiche e ambientali. E gli specialisti lanciano un allarme
per il 2020: le malattie di cuore rischiano di trasformarsi in una sorta
di peste nera, la pandemia che decimò il Medioevo.

L'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ne è consapevole e da Monaco, dove si è aperto ieri il
congresso della Società europea di Cardiologia, parte una sorta di appello
alla prevenzione, unica arma in grado di ribaltare in positivo lo scenario
atteso. Prevenzione che trova forza da semplici strategie alla portata di
tutti. Unica regola: disinnescare nove mine, quelle che gli specialisti
definiscono i killer del cuore, sufficienti a innescare un infarto o uno
scompenso in un cuore sano in tutte le regioni e in tutte le popolazioni
del mondo, indipendentemente dall'etnia. STILI DI VITA - Di che si tratta? Di
un cocktail di stili di vita e patologie: fumo e accumulo di grassi nel sangue
sono le due mine più potenti; pressione alta (ipertensione), obesità e
diabete le tre malattie da tenere sotto controllo; dieta proteggi-cuore,
stress e mancanza di esercizio fisico i fattori legati agli stili di vita.
La dieta vale per due: evitare i cibi che portano un accumulo di grassi
nel sangue (per esempio i grassi animali) e favoriscono l'ipertensione (troppo
sale), aumentare i cibi protettivi (consumo quotidiano di frutta e verdura,
una dose minima di alcol, omega 3 da pesce, cioccolato fondente). A indicare
per la prima volta questi nove fattori come «nemici globali» del cuore è
il più grande studio internazionale finora condotto, che ha coinvolto 29 mila
persone in 52 Paesi del mondo. Il lavoro, chiamato «Interheart», sarà
pubblicato on line sulla rivista Lancet il prossimo 3 settembre. I
PERICOLI - Fumo e accumulo di grassi nel sangue sono i più pericolosi:
insieme sono responsabili di due attacchi cardiaci su tre. Secondo il
coordinatore della ricerca, Salim Yusuf, dell'università canadese McMaster
di Hamilton, «tutti insieme i nove fattori permettono di prevedere il
rischio di un attacco di cuore nel 90% dei casi. I risultati dello studio
suggeriscono che il messaggio volto alla prevenzione delle malattie
cardiovascolari potrebbe essere abbastanza semplice e simile in tutto il
mondo, naturalmente calibrandolo a seconda delle differenze economiche e
culturali». I TIMORI - Ma perché si teme una pandemia? Sono i numeri a
suggerirla. Le malattie cardiovascolari sono responsabili di una morte su
tre nel mondo e di una su due nei Paesi occidentali e per il 2020 gli
esperti dell'Oms prevedono appunto un aumento di 250 mila morti l'anno per
le malattie legate al cuore anche nei Paesi in via di sviluppo. Sulla base
di queste cifre i cardiologi riuniti a Monaco prevedono una vera e propria
epidemia globale. «L'intero pianeta è minacciato da una pandemia di malattie
cardiovascolari», ha detto il presidente del congresso, Jean-Pierre Bassand.
Secondo i più recenti dati disponibili, forniti dall'Oms nel 1998, nei Paesi
occidentali le malattie cardiovascolari sono state causa del 50% delle
morti, pari a 17 milioni ogni anno, contro il 27% dovuto ai tumori. Fino
ai 65 anni uccidono tre volte di più gli uomini, ma dopo questa età l'indice
di mortalità fra uomini e donne tende ad equipararsi, fino a diventare
superiore nelle donne. Anche in Italia le malattie cardiovascolari sono
la prima causa di morte, con circa 242 mila decessi l'anno. Di questi, 73 mila
(il 30%) sono provocati dall'infarto. Si calcola inoltre che, sempre in
Italia, siano un milione e mezzo le persone a grave rischio di avere un
infarto, un'angina o una recidiva di questi attacchi. LE SOLUZIONI - Lo
studio «Interheart» ha indicato la via per cambiare i numeri. «I nemici
sono evitabili - ha osservato Bassand - ma due fanno particolarmente paura: fumo
e obesità sembrano destinati a mietere molte altre vittime. Combatterli
è quindi la principale sfida dei prossimi anni. L'Oms calcola che fra il 60%
e il 70% delle malattie cardiovascolari potrebbe essere ritardato o evitato
modificando lo stile di vita e utilizzando in modo corretto i farmaci».
Compresi quelli per lo scompenso cardiaco (quando il cuore comincia a
perdere i colpi), malattia che riguarda 10 milioni di europei e in aumento
perché legata all'invecchiamento della popolazione. Al momento le stime
non sono ottimiste e prevedono che il numero dei fumatori, in calo nei Paesi
occidentali, sia destinato ad aumentare in Asia e in molti Paesi in via
di sviluppo, al punto che il fumo potrebbe diventare la prima causa di morte
nel 2020, provocando ben 8 milioni di decessi l'anno nel mondo per malattie
cardiovascolari, gravi malattie respiratorie, tumori. Mario Pappagallo








































































30/08/2004

BAR e Ristoranti in Veneto

Dal Messaggero Veneto del 26 agosto.


La gran parte dei locali pordenonesi il fumo l'ha bandito già lo scorso
anno, anche se la legge prevede il divieto dal 29 dicembre. Altri hanno
predisposto apposite sale per fumatori, altri ancora consentiranno il fumo
libero sino all'ultimo giorno.
«La maggior parte dei locali vieterà il fumo  spiega Paola Cicchetti, giovane
gestrice del bar Marconi, ma credo che la gente continuerà a venire. Forse
si intratterrà di meno perché sinora, specialmente nelle pause di lavoro,
associava un caffè a una sigaretta. Dal prossimo anno, durante lo stesso
arco di tempo, dovrà bere il caffè e fumare la sigaretta in due posti diversi».
Ma c'è anche il lato positivo di tutta la vicenda, ovvero «un sollievo per
chi sta dall'altra parte del banco, che deve respirare molto fumo degli
altri». «Sono una fumatrice  aggiunge  e credo che fumerò meno dal momento
che starò dentro il locale e quindi il divieto vale anche per me». Nessun
problema, dunque, per gli affari, «dal momento che sarà una regola che varrà
per tutti».
Che la sensibilità stia cambiando lo si nota anche lungo le strade dove,
accanto ai cassonetti dei rifiuti, sono comparsi già da molto tempo anche
i posacenere nei quali spegnere le sigarette ed evitare che i mozziconi
restino per strada. Uno strumento in più per tenere pulita la città che
gli stessi fumatori hanno dimostrato di apprezzare, anche se non tutti,
ma per adeguarsi al senso civico c'è sempre tempo.




Non soltanto nei bar, ma anche nei ristoranti prevarrà il divieto assoluto
di fumo senza spazi riservati ai fumatori. É questa la tendenza riscontrata
da Angelo Baldi, presidente del gruppo dei ristoratori aderenti all'Ascom.
«In linea di massima  spiega  prevarrà il divieto. Gli interventi previsti
dalla normativa sulle strutture esistenti a volte sono impossibili da attuare
perché i locali sono costituiti da una sola stanza. A volte avrebbero costi
esorbitanti e, quindi, non ne vale la pena». Tanto vale mettere un cartello
raffigurante una sigaretta con la croce rossa sopra e il problema è risolto
con buona pace per tutti.
I ristoratori hanno, comunque, notato un passo avanti di mentalità della
gente. «Numerose persone, anche dov?è tuttora consentito, evitano di fumare.
I clienti, in modo educato, si alzano e chiedono il permesso, altrimenti,
tra una portata e l'altra, vanno direttamente all'esterno». Così evitano
di sentirsi dire di non fumare oppure i lamenti o gli sguardi inferociti
dei non fumatori, anche nei locali dove fumare è consentito.
«Salvo i casi dei fumatori incalliti  aggiunge Baldi  la sensibilità verso
il non fumo è già molto buona, senza che ci sia un obbligo. Credo che tra
qualche mese, sensibilità oppure no, toglieremo i posacenere dai tavoli».
Adeguarsi alla normativa è oneroso, «non basta suddividere una sala in due
parti, è una legge molto difficile da applicare». Previsto un calo di affari?
«Già adesso molti clienti fumano all'esterno. La campagna contro il fumo
è stata poderosa, credo che non ci saranno grandi contraccolpi. Al massimo
ci sarà gente che brontola con se stessa puntualizza infine. Ma non farà
di più, la tendenza è ormai chiara». (e.l.)



Tra quattro mesi, fumare in esercizi pubblici e ristoranti della provincia
di Pordenone sarà un sogno. Peccato per i fumatori incalliti, ma gli esercenti
hanno scelto il divieto assoluto ? anche se ci sarà qualche eccezione  soprattutto
perché mettere a norma i locali sarebbe stato così oneroso che avrebbe costretto
più di qualcuno a chiudere l'attività. Si potranno contare sulle dita di
una mano i bar e ristoranti che avranno appositi spazi definiti e separati,
nonché depurati e aerati, riservati agli ormai pochi amanti della bionda.
Gran fermento tra gli oltre 600 bar della provincia e i circa 300 ristoranti
e pizzerie, insomma.
Numerosi gli incontri e i confronti che sono stati effettuati a livello
di categoria. Inizialmente era emersa la proposta dei commercianti di chiedere
una modifica della normativa nazionale, ma alla fine, visto che il ministero
della Sanità si è dimostrato irremovibile, non ci saranno deroghe o moratorie.
I fumatori dovranno accontentarsi di accendere la sigaretta all'esterno
dei locali. Un provvedimento che non ha colto alla sprovvista i bar e i
ristoranti pordenonesi, dal momento che molti si sono già adeguati alla
normativa abolendo completamente il fumo dentro i loro locali, altri concedono
ancora l'accensione (possibilmente non al banco) in attesa della data fatidica:
29 dicembre 2004, ultimo giorno di fumo libero al bar.
«I costi di adeguamento sono ingenti  spiega Sergio Lucchetta, presidente
dei baristi aderenti all'Ascom  tanto che la Federazione nazionale li ha
stimati in circa 30 mila euro medi per locale. Servono impianti particolari
e costosi, i locali sono quasi tutti monolocali e avrebbero bisogno di interventi
strutturali. La maggior parte dei locali vieterà il fumo, è la strada meno
difficoltosa e più economica».
Allo stato attuale sono pochi quelli che si sono adeguati alla normativa,
molti, invece, hanno preferito bandire il fumo e basta, altri ancora lo
consentono a orari ben precisi, ma lontano dalle fasce che prevedono spuntini
e pranzi. «La maggior parte dei locali  aggiunge Lucchetta  vieterà il fumo
e basta. Questo però non significa discriminare i fumatori: dove ci sono
generi alimentari limpregnarsi del fumo non è un bene. I fumatori incalliti
soffriranno, ma non temiamo un calo di affari perché la gente si è abituata
e soprattutto perché sta aumentando una tendenza salutista e sono molti
di più quelli che hanno apprezzato rispetto a quelli che si lamentano».
Enri Lisetto




























































































Da Il Messaggero del 28 agosto.


Nelle Marche si fuma troppo:

Ben il 23,5% dichiara di avere il vizio
del fumo. Una percentuali pari a quasi un marchigiano su quattro. Lo rileva
l' Eurispes. Nel 2001 i forti fumatori, cioè coloro che consumano più di
venti sigarette al giorno, costituiscono il 10,1% della popolazione marchigiana,
percentuale in aumento rispetto al 7,1% del 1999. I non fumatori costituiscono,
con solo il 53,5%, poco più della metà della popolazione regionale, dato
praticamente equivalente alla media nazionale, mentre gli ex-fumatori costituiscono
il 20,9% della popolazione italiana. I dati sono preoccupanti considerando
anche che un decesso su 6 è da imputare proprio al fumo.
«Nel complesso il vizio del fumo ha costi molto elevati per la popolazione,
ma anche per lo Stato, considerando che il totale delle spese sostenute
supera nettamente gli introiti che derivano dalla vendita delle sigarette.
sostiene Camillo Di Monte, direttore di Eurispes Marche Fumare in pubblico
inoltre è diseducativo, specie per gli adolescenti che sono fortemente condizionati
da figure di riferimento importanti».
La maggior fonte di guadagno per il mercato del tabacco deriva proprio dai
giovani. Secondo un' indagine svolta dall' Eurispes e da Telefono Azzurro
nel 2003 su un campione di 5.710 ragazzi di età compresa fra i 12 ed i 19
anni risulta che ben il 24,3% degli adolescenti fuma sigarette. La situazione
nelle Marche, regione che risulta al settimo posto in Italia per numero
di fumatori di 15 anni e più, è allarmante: i fumatori e le fumatrici di
età compresa fra i 15 e i 24 anni sono il 20,8%, cioè un quinto della popolazione
dei giovanissimi, mentre aumentano al 38,1% nella fascia di età 25-34 anni,
rappresentano il 30% nella fascia tra i 35 e 44 anni, il 31,4% nella fascia
tra i 45 e 54, il 23,3% e il 10,2% rispettivamente nelle fasce tra i 55
e 64 e da 65 in poi.































29/08/2004

Notizia Ansa del 23 agosto.

Il divieto di fumo fa bene non solo

alla salute di tutti ma anche alle

performance di Trenitalia.

 

Nonostante le severe restrizioni sul fumo a bordo dei treni scattate nei
mesi scorsi, il numero dei passeggeri anziché diminuire è aumentato: a bordo
degli Eurostar nel periodo marzo-luglio l'incremento è stato di circa il
7%.
Nel solo mese di luglio (rispetto a luglio 2003), i passeggeri degli Eurostar
sono cresciuti del 10% ed è stato pari al 5% l'analogo aumento sugli Intercity.
Il prossimo 11 dicembre, con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale,
cade anche l'ultima roccaforte ferroviaria dei fumatori. Il divieto di fumo
sarà infatti esteso su tutti i convogli di Trenitalia in circolazione. Non
si potrà più fumare a bordo di nessuno degli Intercity e neppure sulle poltrone
dei treni-notte, ultimi convogli rimasti con carrozze dedicate ai fumatori,
dopo le limitazioni scattate nell'aprile 2003 prima sui treni regionali
e interregionali e successivamente, a marzo 2004, estese anche a tutti gli
Eurostar e a 18 Intercity di nuova generazione.
Ma c'é anche chi non è d'accordo. L'Aduc trova tali restrizioni eccessive
e promette battaglia. Secondo l'associazione dei consumatori, "non si tratta
di costringere altri viaggiatori a subire il fumo passivo, ma solo di continuare
a garantire il diritto alla mobilità dei fumatori nel rispetto dei non-fumatori,
e quindi questa totalizzazione del divieto sembra decisamente fuori delle
righe". Quando e se verrà messa in opera, annuncia l'Aduc, "ci tuteliamo
di fare tutti i ricorsi necessari per la sua abolizione".


























TABAGISTI A LEZIONE

Da Il Centro del 24 agosto.

PESCARA. Tempi duri per gli impiegati comunali tabagisti incalliti. Non
bastavano i divieti nei bar e nei ristoranti, ora i travet della pubblica
amministrazione dovranno sottoporsi ad un altro Calvario: le lezioni contro
il fumo. Ieri la commissione sanità ha approvato una delibera che dà il
via all'organizzazione di corsi serali per far dire per sempre addio alle
«bionde». Non saranno obbligatori, per carità, ma i lavoratori che non partecipano
rischiano, in un non lontano futuro, di ritrovarsi isolati per aver acceso
una sigaretta.
 Insomma il Comune di Pescara, forse il primo in Italia a sperimentare un'iniziativa
del genere, ha avviato una rivoluzione culturale. L'idea è partita dal presidente
della commissione sanità, Glauco Torlontano, noto primario ematologo e acerrimo
nemico dello smog e del fumo. Ieri ha illustrato la sua proposta durante
la seduta e per convincere i consiglieri riottosi a votare a favore ha invitato
il dirigente della Asl ed esperto di prevenzione, Mario Lizza, che ha già
organizzato in passato corsi anti-tabagismo nei locali dell'ex reparto di
urologia del vecchio ospedale civile, ottenendo un grosso successo. «Il
90 per cento dei partecipanti alle mie lezioni ha smesso di fumare», ha
assicurato Lizza. Così la delibera ha ricevuto il voto favorevole di tutti.
 Il provvedimento prevede 5 lezioni serali, ognuna di due ore, presiedute
da medici e psicologi. «La terapia è simile a quella degli alcolisti» ha
fatto presente Lizza «Spiegheremo gli effetti del fumo sul corpo umano con
video dimostrativi e poi si avvierà una discussione con i presenti. Ovviamente,
il numero dei partecipanti ai corsi dovrà essere limitato per poter procedere
al dibattito».
 I corsi andranno quindi ripetuti più volte per consentire alle centinaia
di dipendenti comunali, incalliti fumatori, di poter partecipare. «Per evitare
problemi con gli orari di lavoro, abbiamo deciso di organizzare le lezioni
dalle 20,30 alle 22,30», ha detto il dirigente della Asl. «Le spese per
l?amministrazione saranno pari a zero» ha aggiunto Torlontano «ci saranno
solo i costi per i rimborsi». (a.ben.)


































27/08/2004

Locali Pubblici a Vigevano

Da la provincia pavese del 20 agosto.


 VIGEVANO. E' già iniziato il conto alla rovescia per locali ed utenti che
entro fine anno dovranno adeguarsi alle nuove leggi che regolamentano il
fumo nei locali pubblici, e prevedono controlli e multe per chi non rispetterà
le disposizioni in vigore. Alcuni gestori di locali pubblici hanno deciso
di installare impianti di ventilazione, altri invece preferiscono trasformare
il locale per tutti in locale per non fumatori. E' tutta una questione di
costi.
 Il primo gennaio del 2005 scatterà il divieto assoluto di fumo in tutti
i locali chiusi, eccetto quelli privati non aperti a utenti e locali pubblici
espressamente riservati ai fumatori. Ai patiti della sigaretta potranno
essere riservati spazi, da contrassegnare con appositi cartelli luminosi,
e separare con pareti.
 Nei locali di ristorazione, lo spazio per i fumatori dovrà essere inferiore
alla metà della superficie aperta al pubblico. Le zone riservate ai fumatori
dovranno essere indicate da cartelli luminosi e portare la scritta «area
per fumatori». Nelle zone per i non fumatori, dovranno essere ben visibili
cartelli che vieteranno di fumare.
 I locali pubblici che allestiranno zone per fumatori dovranno dotarsi di
impianti di ventilazione, secondo le regole tecniche stabilite dalla legge.
In caso di rottura dell?impianto il fumo sarà vietato.
 Stabilito anche l?importo delle multe, che andranno dai 25 ai 50 euro per
chi è sorpreso a fumare in zona non fumatori. L?importo salirà dai 50 ai
100 euro se si viene sorpresi a fumare vicino a donne incinte o bambini.
Viene prevista una multa dai 200 ai 2000 euro per i proprietari di locali
dove il divieto non viene rispettato. Adesso, volenti o nolenti, le cose
cambiano per tutti. Partiamo dai bar. Alcuni cambiamenti sono obbligatori,
come per esempio nei locali considerati storici. Al caffè La Piazza, i titolari
sostengono di «aver già abituato la clientela a non fumare. Il nostro locale
diventerà solo per non fumatori». Metteranno il cartello regolamentare più
avanti, come al Caffè Commercio, altro locale che ospiterà sono non fumatori.
 Al Caffè Bramante, invece, si stanno ultimando i preparativi per l?allestimento
di una saletta per fumatori, con aspiratori e cartelli già ben presenti.
La scelta di diventare locali antifumo tocca anche il bar Giardinetto e
il bar Buffet (quello della stazione).
 In quest'ultimo il cartello e il divieto di fumo è esposto da gennaio.
 Per quanto riguarda le pizzerie ed i ristoranti, c'è chi si è già messo
in regola con le normative ed effettua prove tecniche, come la Lady Hawke,
chi decide di trasformare il locale per soli non fumatori, come Gaudì, la
Bella Napoli e Da Italo, e chi preferisce aspettare il testo della legge
completo per decidere il da farsi. Ma comunque vanta da 15 anni una divisione
dei locali in sale non fumatori e fumatori, come La Primavera.
Ilaria Cavalletto















































Veleni nelle sigarette

Da Il Resto del Carlino del 22 agosto.


Il fumo di tabacco contiene 4mila sostanze chimiche, fra le quali almeno
200 veleni. Anche il fumo passivo è dannoso perchè le particelle sospese
nell'aria sono di dimensioni sufficientemente piccole da raggiungere anche
le più piccole vie respiratorie di chi è attorno, aumentando il rischio
di cancro del 30%. Causando mille morti all'anno. Per chi fuma, il rischio
di tumore del polmone, dell'esofago, della faringe, o delle corde vocali
è superiore di dieci volte a chi non lo fa. Sono aumentati i tumori femminili
e gli infarti cardiaci, nella nostra provincia i casi di infarto cardiaco
acuto, nella fascia d'eta ritenuta più critica dai medici, tra i 45 e i
64 anni, risultava essere di 117; nel 2003 i casi sono scesi a 45 grazie
anche alla prevenzione. Una curiosità: la cannabis si ritrova nei liquidi
organici fino a 45 giorni dall'assunzione. Uno studio sui gemelli ha dimostrato
che fumare marijuana sotto i 17 anni arreca il doppio di probabilità di
diventare tossicodipendente o alcolista da adulto. Tra le cause possibili
che spingono a fumare l'insicurezza, in senso di trasgressione, la trascuratezza
dei genitori, il fascino di personaggi con la sigaretta in bocca, il senso
di onnipotenza o il disagio interiore
























Ombrelloni per fumatori

Da Il Corriere Adriatico del 22 agosto.


ROMA - "Sarà stato molto difficile annoiarsi durante questa estate negli
stabilimenti balneari". Ad affermarlo Riccardo Scarselli, presidente del
Sib, sindacato italiano balneari che associa circa 10.000 imprese e aderisce
alla Fipe Confcommercio. "Siamo sempre molto attenti alla soddisfazione
dei clienti e ogni anno ampliamo i servizi offerti, spesso accogliendo le
richieste e i suggerimenti dei turisti, per cercare di accontentare le esigenze
più diverse. Anche quest'anno abbiamo predisposto servizi di spiaggia riservati
a tutte le età, dai classici lettino, ombrellone e sedia a sdraio, al parco
giochi con i gonfiabili per i bambini, ai campi di beach-volley o la palestra
per gli sportivi, ai balli di gruppo per i giovani, al prestilibro, prestigioco,
prestimusica e presticarte. ?I più pigri, inoltre, possono ordinare bevande,
gelati, piatti freddi e caldi al cameriere di spiaggia o direttamente al
bar tramite un Sms. Gli informatici hanno la possibilità di consultare la
posta elettronica e navigare in Internet grazie a una delle 200 postazioni
che abbiamo allestito quest'anno. Ma la novità dell'estate è stata l'ombrellone
per fumatori: "Ci siamo resi conto che spesso i nostri clienti si lamentavano
per il fumo di sigaretta o di sigaro del vicino - continua Scarselli -:
allora abbiamo predisposto un certo numero di ombrelloni riservati proprio
ai fumatori". Il bagnino ogni giorno allestisce gli ombrelloni per fumatori,
(facilmente identificabili grazie alla scritta in varie lingue), con un
portacenere capiente e un proprio cestino per i rifiuti, collocati all'estremità
della spiaggia.



























Dal sito di forces italiana.

NON FARTI INGANNARE

DALL'ISTITUTO TUMORI


25 Agosto - Interrompiamo il nostro intervallo estivo per denunciare l'ennesima
bufala antifumo dell'Istituto Tumori di Milano, già da noi smascherato una
volta circa la sua metodologia da scienza rottame.
Questa volta queste brave persone vogliono darci da bere che un motore diesel
inquina meno che tre sigarette. O, per metterla alla loro maniera, un fumatore
inquina dieci volte più di un Diesel!  Oltre alle istintive risate che erompono
da ogni persona sana di mente, vale la pena di citare un lettore che ci
ha già scritto, prima di esaminare che trucchi hanno usato questa volta
per arrivare a questi splendidi risultati.
"I sirchiaponidi non demordono nella loro lotta sprezzante del ridicolo
e continuano a spacciare per verità rivelate gli esiti di esperimenti alquanto
dubbi: adesso sono arrivati a gabellarci per più inquinante di un motore
ecodiesel (dove il suffisso 'eco' è già di per sé una truffa) il fumo di
tre sigarette. E' quanto sostengono alcuni ricercatori in forza all'Istituto
dei Tumori di Milano, i quali avrebbero saturato un box per auto di sessanta
metri quadri con le emissioni del summenzionato motore, protratte per una
buona mezz'ora (gli aspiranti suicidi sono pregati di prendere nota). Successivamente,
si spera dopo avere aerato a lungo l'ambiente (la notizia di agenzia riferisce
di un intermezzo di quattro ore, ma sorvola sull'efficacia della ventilazione,
giocoforza limitata durante il test), si sarebbero concessi - in nome della
scienza, beninteso - tre sigarette tre, riscontrando subito dopo un livello
di contaminazione dieci volte (!) superiore a quello precedente.
A questo punto, possiamo tranquillamente interrogarci sulla catramatura
dei polmoni dei baldi sperimentatori, ammesso e non concesso che abbiano
evitato con cura di aspirare la benché minima boccata. Peccato che non siano
schiattati, chioserebbe un cinico. Il tragico è che questa supposta prova
'scientifica' contraddice in maniera clamorosa, proprio in virtù della sua
esagerazione rabelaisiana, ogni studio appena appena serio sugli effetti
nefasti che avrebbero i sempre più bistrattati bastoncini bianchi: alla
luce di essa, il fantasma del fumo passivo si allarga fino a trasformarsi
in un banco di nebbia esiziale per l'intera umanità. A meno che i buontemponi
in camice non abbiano provato un altro tipo di 'fumo'.
Ora vediamo, a primo acchito, a quale bassezza professionale questa gente
si è ridotta per dimostrare pericoli che non esistono, e per dare forza
ad una truffa istituzionalizzata. A tale scopo, abbiamo disturbato dalle
vacanze anche uno dei nostri epidemiologi, che ha così commentato:
"Questo 'studio' è così incompetente, idiota, e tendenzioso che non si capisce
come il BMJ perda tempo a recensirlo.
Questa schifezza 'scientifica' non stabilisce per nulla che il fumo passivo
produca maggior inquinamento dei motori diesel, perché le condizioni usate
- anche fossero attendibili - non possono essere generalizzate a un ambiente
naturale.
Infatti, anche ipotizzando che tutti i motori diesel funzionassero solo
al minimo, si dovrebbe fare un rapporto tra i milioni di tonnellate di carburante
diesel bruciati in un dato tempo (anno, mese, o che dir si voglia) e il
comparativamente minuscolo numero di tonnellate di sigarette bruciate nello
stesso tempo. Infatti, persino l'infame rapporto sul fumo passivo della
EPA del 1992 (per cui la EPA fu condannata per truffa) concedeva che il
contributo del fumo passivo al particolato ambientale era nell'ordine di
30-50 mg/m3, il che è circa quanto questi geni sperimentali hanno misurato
nel diesel al minimo. Figurarsi poi se lo avessero fatto correre ai diversi
regimi di un'automobile di città."

























































25/08/2004

Cinzia Marini ci invia :

SIGARETTE ED INCENDI

Da Il Resto del Carlino del 24 agosto.

FALCONARA  Si è appisolata sul letto di casa con la sigaretta accesa. La
cenere e la cicca sono venute a contatto con il foulard che Iolanda Guercio,
70 anni, residente in via Sicilia, teneva al collo. Il fazzoletto ha iniziato
a prendere fuoco e con esso buona parte dei vestiti che l'anziana indossava.
La donna, che ora è ricoverata in gravi condizioni nel centro grandi ustionati
di Padova, non si è accorta di nulla. Dalla sigaretta ancora accesa si sono
sprigionate delle fiammelle che hanno investito il collo, il volto e poi
altre parti del torace. E poi fumo, tanto, che ha iniziato pian piano ad
uscire dalla finestra della sua abitazione, nel popoloso quartiere di Palombina
Vecchia. E' stata una vicina di casa, ieri mattina, attorno alle 11.30,
ad accorgersi del denso fumo nero che stava uscendo dall?appartamento di
via Sicilia. La donna si è allarmata e ha avvertito subito un familiare
della signora Guercio che abita in un palazzo vicino. I primi ad entrare
in casa, si sono trovati davanti ai gli occhi una scena drammatica. Il fuoco
rischiava di propagarsi. L'anziana era stata già investita dalla fiammata.
E' stato dato immediatamente l'allarme al 118. L'automedica e un'ambulanza
della Croce Gialla si sono precipitate sul posto e hanno soccorso la 70enne.
Le fiamme le hanno provocato ustioni di secondo e terzo grado. Dopo un primo
trasporto all'ospedale di Torrette, la falconarese, viste le sue delicate
condizioni, nel primo pomeriggio è stata trasferita in eliambulanza a Padova.
Andrea Massaro


Da Il Centro del 23 agosto.

PENNE. Un incendio si è generato ieri mattina in un appartamento nel quartiere
del Carmine, a Penne. Secondo i vigili del fuoco di Pescara che sono intervenuti
sul posto, la causa dell'incendio sarebbe un mozzicone di sigaretta caduto
su un tappeto. Le fiamme si sono sviluppate intorno alle 10 di ieri mattina
quando il proprietario, A.P., era in casa. Il fumo denso proveniente da
uno dei locali ha attirato l'attenzione del proprietario che ha avvertito
i vigili del fuoco. Le fiamme sono state subito domate. L'incendio non ha
causato grossi danni all'appartamento, che è stato dichiarato agibile. (g.p.)

Da La Nuova Sardegna del 23 agosto.

BORORE. le fiamme, alimentate probabilmente da una cicca di sigaretta lanciata
distrattamente, hanno raggiunto in pochi secondi le tende del soggiorno.
Da lì si sono propagate sino a un divano e ad altri mobili. In un attimo
la stanza è stata avvolta dalle fiamme. È successo ieri, intorno alle 21,30,
in una casa popolare in via Calabria. Nel vedere il fumo, alcune persone
hanno dato l'allarme. Provvidenziale è stato l'intervento dei vigili del
fuoco, in quel momento impegnati in un altro incendio a Macomer. I vigili
hanno spostato sul terrazzo due bombole di gas sistemate nella cucina. L'incendio
è stato spento prima che raggiungesse le altre stanze dell'abitazione. (t.c.)

Da Il Resto del Carlino del 23 agosto.


SANT'ELPIDIO A MARE  In fumo due ettari di bosco, uno di sottobosco e tre
di sterpaglie: è il bilancio di un vasto incendio che si è originato ieri
pomeriggio poco prima delle 18, a Bivio Cascinare, lungo la strada Fonte
di Mare che dalla statale Adriatica conduce in collina. Pare sia stata una
sigaretta gettata da un automobilista a causare le fiamme, che si sono sviluppate
facilmente sul terreno incolto e reso secco dal caldo estivo. Dopo aver
bruciato le sterpaglie lungo la strada, il fuoco ha interessato anche le
querce e gli ulivi del vicino bosco e una vasta area di sottobosco. Per
spegnerlo i vigili del fuoco di Fermo e Civitanova hanno fatto arrivare
sul posto cinque mezzi. In azione dieci uomini, che sono riusciti in un
paio d'ore a circoscrivere le fiamme, ma che sono rimasti sul posto fino
a tarda sera per tenere sotto controllo gli ultimi focolai.

Da Il Messaggero del 22 agosto.

di MATTEO BETTINI
ARCEVIA Momenti di paura a Pitichio di Arcevia dove un incendio, complice
il forte vento, si è esteso rapidamente fino a circondare un casolare e
a lambirne un altro. L'incendio, sotto forma di focolai sparsi, ha interessato
due terreni limitrofi di circa 1200 metri quadri, uno composto da piante
da frutto, pini e stoppie, l'altro coltivato a grano. I due proprietari,
i signori Sebastianelli e Rosa, parenti tra loro, sono stati avvertiti dai
vicini che hanno notato dense cappe di fumo salire al cielo. Sono subito
intervenuti i Vigili del fuoco con due autopompe, i Carabinieri e il Corpo
Forestale dello Stato. I motivi che hanno causato il divamparsi delle fiamme
non sono ancora stati appurati, ma è ipotizzabile che a generare il rogo
possa essere stato il solito mozzicone di sigaretta gettato con la brace
ancora accesa. Le fiamme sono state domate in breve tempo e i due edifici
sono rimasti indenni. Ed è stata una fortuna, perchè le conseguenze sarebbero
state gravissime, perchè il primo è adibito a laboratorio di falegnameria
e al suo interno erano accastate porte, assi e travi, tutte ovviamente di
legno e quindi facilmente infiammabili. Un tratto boschivo risulta la parte
maggiormente danneggiata. L'incendio ha richiamato un fitto capannello di
gente, preoccupata per i propri terreni contigui a quelli danneggiati.

Dal Corriere di Romagna del 22 agosto.

CATTOLICA - Un incendio nella notte ha distrutto un ombrellone sulla spiaggia
di Cattolica.Le fiamme hanno richiamato l'attenzione dei vigili del fuoco
che sono usciti alle 3.55 e rientrati alle 4.42. In realtà molto fumo per
nulla: a essere danneggiato è stato solo un ombrellone in legno, appoggiato
per terra. Ancora non sono chiare le origini del rogo, anche se l'ipotesi
più probabile sembra essere quella di un mozzicone di sigaretta gettata
incautamente ancora accesa. Interessati dall'incendio anche i carabinieri
di Cattolica.Durante la notte sono state altre due le chiamate al centralino
dei pompieri, una delle quali per un incendio di sterpaglie. Anche in questo
caso nulla di grave.

Da Il Messaggero del 23 agosto

Un incendio distrugge duecento ettari di bosco a ridosso dell?Abbazia
Anche i monaci hanno collaborato ieri pomeriggio nell'opera di spegnimento
del vasto incendio che ha attaccato i costoni boscosi della collina di Montecassino.
Hanno azionato per la prima volta gli idranti sistemati oltre il giardino
che circonda il bianco monastero innaffiando il sottobosco per prevenire
l'avanzata del fuoco. «Non è stato difficile - ha detto un monaco- aprire
le bocchette del sistema antincendio e farle funzionare. Il fumo arrivava
fino all'Abbazia e questo ci ha preoccupato molto». E' stata una giornata
infernale quella di ieri con le fiamme e il fumo che si sono levati poco
dopo le 14,30 nella parte centrale della montagna. Il caldo e le fiamme,
scaturite probabilmente da autocombustione o per qualche mozzicone di sigarette
gettato da qualcuno, hanno reso subito difficile gli interventi dei vigili
del fuoco, delle guardie forestali e degli uomini della protezione civile.
Come ogni estate le fiamme hanno distrutto almeno 200 ettari di bosco e
sottobosco. Una settimana fa il primo incendio su una zona impervia, poi
venerdi sera la parte nord della montagna e ieri i costoni centrali e laterali
verso la valle del Liri. Scattato l'allarme sono arrivati due elicotteri
e un Canadair che hanno iniziato a lanciare acqua sulle lingue di fuoco.

























































































































W SIRCHIA !!!

Da Il Giornale di Brescia del 24 agosto.


Ho letto di recente la lettera a un giornale del segretario dei Radicali
Daniele Capezzone intitolata «fermate l'ayatollah Sirchia» in cui egli si
scaglia contro il ministro della Salute, definito «il mullah Girolamo»,
anzi, per meglio dire, «l'ayatollah Al-Sirkh», reo di aver promosso una
crociata antifumo e, non pago di ciò, anche contro l'obesità, a base di
spot pro-mezze porzioni. Nella lettera compare l'esortazione «fermiamolo,
finchè siamo in tempo, anche perché sbagliare è umano, ma perseverare è
sirchiano». Come medico e patologo clinico nutro la ferma convinzione che
la miglior terapia è la prevenzione: questa parola è assai sgradita ai fumatori,
che preferirebbero invece continuare nel loro vizio, sperando, non so fino
a che punto, che la scienza medica possa prima o poi fornir loro una sorta
di antidoto contro i danni conseguenti. Il fumo da solo è causa del 95%
di tutti i tumori polmonari e della stragrande maggioranza dei casi di infarto
cardiaco e di altri accidenti cardiovascolari. Detto per inciso, anche il
fumo passivo comporta enormi danni e quindi il fumatore danneggia, oltre
che se stesso, anche chi gli sta vicino; lo slogan «chi fuma avvelena anche
te, digli di smettere» è perciò pienamente giustificato. Se il vizio del
fumo fosse totalmente eliminato i ricoveri ospedalieri si ridurrebbero nel
tempo di almeno un terzo, con implicazioni, oltre che sulla salute delle
persone, anche economiche per nulla trascurabili. Una corretta educazione
alimentare, che andrebbe condotta fin dalla nascita, coinvolgendo in primo
luogo i genitori, conseguirebbe parimenti importanti risultati. Grazie,
allora, signor ministro, per aver imboccato la strada della prevenzione
con i fatti e non solo a parole; grazie per essere, come si desume da quella
lettera, intollerante e illiberale, avendo scelto di porre qualche limite
alla totale libertà, un sacrilegio secondo alcuni, quando ciò si traduce
nella salvaguardia della salute e dell?integrità della persona; se ciò significa
essere «fondamentalisti» o «ayatollah», persista pure nel suo «errore» fondamentalista,
destinato a salvare molte vite. A proposito, perché non tentare anche una
dissuasione «fiscale» del fumatore, attraverso adeguate tasse sui tabacchi,
fino ad ottenerne il graduale svezzamento? OMAR VALENTINI




































SIGARI E TEQUILA

Da Il Messaggero del 22 agosto.

Come non pensare che anche in questo caso non si tratti di pubblicità vietata
dalla legge?

Saluti. Cinzia.

CIVITANOVA Volete capire, in fatto di gusto, la differenza che passa fra
rito e tecnica? Bene, non perdete, il 25 agosto, l'ultimo dei Mercoledì
del piacere con cui il ristorante Mirrò ha religiosamente scandito questa
estate. Con la complicità dell'attiguo Moplen del barman Stefano Renzetti
e dello specialista in sigari Angelo Frenquelli, figlio del popolare Enea.
Religiosamente è avverbio indispensabile, perché serate così sono all'insegna
del culto del piacere: mangiare, bere, fumare. E i suggerimenti per gustare
un sigaro Havana o una Tequila al cento per cento o delle portate di pesce
uniche nella loro elaborazione e dolci insuperabili sono riti che sottendono
una cultura del gusto, non istruzioni per l'uso. Dando così ragione alla
gentildonna inglese Filippa Davemport, giornalista, secondo la quale noi
delle Marche viviamo per mangiare e non viceversa, come capita ai suoi connazionali.

Si comincia, il mercoledì, con una Margarita, rigorosamente a base di Tequila,
e stuzzicanti crostini con salse di Renzetti, per poi lasciare il campo
ai piatti di Michele ed Alessandro: un'imperdibile ricciola carpacciata
con olio all'arancia; soffuso filetto di sogliola con melanzane e salsa
di zucca gialla; vigorose farfalle al nero di seppia arricchite di fagiolini
e rombo e impreziosite con uova di salmone; pesce spada al forno con salsa
di capperi; dolce. Due bianchi non super blasonati ma più che onesti un
Barrique siciliano e un Oltrepò pavese completano l'intermezzo gastronomico.

All'aperto, Stefano e Angelo celebrano il riposante connubio finale fra
sigaro e Tequila. Mercoledì scorso si sono congiunti 16 x 0,16 cm. di Fonseca
n° 1 con una Lapis Reposado. La prossima volta andranno a nozze Coiba divinos
e Cava don Augustin. Se non siete fumatori, occhio alla seduzione del sigaro:
limitatevi a qualche tirata, eviterete le conseguenze gli eccessi patiti
da chi scrive. Quanto alla Tequila è quella pura, distillato nobile del
cuore dell'agave della regione messicana di Polisco, 24 mesi di barrique,
e non il mixto che va per la maggiore, dove l'agave è un'ispirazione e il
resto alcol di canna, che in Brasile ci mandano le automobili.
D. B.









































TABACCO = GENERE DI CONFORTO

ANCORA ??!!!

Da Il Resto del Carlino del 24 agosto.

Non ci posso credere!!!!!

.

Oltre a cibo e bevande, fra le cose che si usa dare agli extracomunitari
recuperati in mare ci sono anche le sigarette. Può far sorridere che dopo
avergli salvato la vita venga dato loro qualcosa su cui c'è scritto che
uccide. Ma a me sembra un fatto naturale. Semmai dimostra che la campagna
fatta contro il fumo, di per sé lodevole, sia stata un po' vessatoria e
senza un po' di tolleranza. Dopo il caffè o un buon pasto, una sigaretta
è sempre gradevole. Lo dico anche come ex fumatore contento di esserlo.
Fra l'altro si usava offrire una sigaretta al condannato a morte per fargli
assaporare l'ultimo istante piacevole della vita. Innocenzo Quarantotto,
Bologna


















24/08/2004

SIGARETTE IN SVIZZERA ?

Da Il Giornale del 18 agosto.


Mentre la benzina ridà il sorriso alle stazioni di servizio ticinesi di
confine, all'interno dei negozi che in genere accompagnano tutte le «pompe»
è tempo di rimettere ordine negli scaffali. Anche perché sembra proprio
che si stia chiudendo un'epoca. Almeno per quanto riguarda le sigarette,
destinate a finire fuori portata per il borsellino degli acquirenti lombardi.
Entro la fine dell'anno in Svizzera è infatti atteso un ulteriore aumento
di mezzo franco sul pacchetto, aumento ormai deciso da Berna. E nel giro
di un paio di anni il prezzo potrebbe subire un incremento ancora più massiccio.
Si parla di 2 franchi, 2 franchi e mezzo al pacchetto, un aumento attraverso
cui s?intende porre un freno al vizio del fumo. Con una ricaduta per i commercianti
della zona di confine. Trainata dalla benzina, la vendita di beni di consumo
tradizionali, come i dadi e la cioccolata, oltre alle sigarette, assicurava
qualche entrata supplementare, destinata ormai a venire a mancare, almeno
sul fronte del tabacco. Oggi in Svizzera il pacchetto di sigarette costa
in media fra i 5 franchi e 5 franchi e settanta. Al di là del confine i
prezzi sono già adesso più convenienti, almeno per quello che riguarda i
marchi meno diffusi. Per le grandi marche invece non c'è quasi differenza.
La convenienza è più marcata sulla quantità, sulle stecche insomma. Ma,
di fronte agli aumenti prossimi e venturi, è destinata a restare un ricordo.
E per i gestori delle stazioni di benzina si profila una nuova minaccia.
Il caro-tabacco potrebbe chiudere un 'epoca ed aprirne un?altra, a flussi
invertiti, con i ticinesi che passano il confine per procurarsi le sigarette
a buon mercato, un tempo fornite di contrabbando ai vicini lombardi. Mentre
adesso c'è già chi si immagina un contrabbando di ritorno, magari senza
far capo agli spalloni e alle bricolle, che non ci sono più, ed ai buchi
nella «ramina», che ci sono ancora, ma con il medesimo guadagno, magari
maggiorato
































Da Il Tirreno del 19 agosto.

ZANZARE E FUMO


Secondo alcuni studi europei, l?insetto attacca di preferenza: gli uomini
prima delle donne, gli adulti prima dei bambini, i fumatori, perché dalla
loro pelle traspirano sostanze chimiche delle sigarette che attirano le
zanzare, chi usa molto profumo, i piedi, parte preferita del corpo umano,
i vegetariani, perché il loro respiro esala ottanolo, prodotto dalla digestione
di frutta e verdura.













LOCALI A NORMA

Marco Badiani ci scrive :

Ieri sera ho cenato insieme a mia moglie al ristorante "La mora" a Ponte a Moriano (Lucca) dove avevamo prenotato chiedendo un tavolo in zona non fumatori. Quando siamo arrivati il proprietario ci ha fatto accomodare in una sala assicurandoci che ai tavoli vicini nessuno avrebbe fumato, così però non è accaduto e alla prima sigaretta accesa abbiamo chiesto di spostarci in un'altra sala, isolata dalle altre. Prendendo spunto dall'accaduto il gestore, molto gentile, ha osservato che fortunatamente nel giro di pochi mesi il problema del fumo sarebbe stato risolto per legge. Abbiamo così incominciato a parlare della nuova normativa. Nel suo locale - diceva - non verrà creata una zona fumatori, pur essendo tecnicamente possibile allestirla, ma sarà semplicemente vietato fumare. Questa, ha fatto presente, è comunque la posizione - emersa chiaramente dagli incontri in cui è stato affrontato l'argomento del fumo - della quasi totalità dei ristoratori della zona di Lucca, molti dei quali si trovano impossibilitati a dividere il locale a causa di vincoli architettonici (cosa che mi è sempre sembrato ovvio che sarebbe avvenuta nelle città d'arte).
A tal proposito faccio una considerazione. A pochi mesi dall'entrata i vigore della legge non conosco neanche un locale della mia città (Pisa) e dintorni che abbia allestito aree per fumatori conformi alla normativa, cosa che invece leggo è avvenuta altrove (a tal proposito mi piacerebbe avere qualche testimonianza diretta da parte degli iscritti a questa mailing list). Infatti - a meno che io non sia proprio sfortunato - i miei, molti e continui, tentativi alla ricerca di locali dotati di sale in cui non si fuma si concludono quasi sempre con un fallimento e solo raramente riesco a trovare dei posti dotati di aree divise, dove comunque la zona fumatori non è mai allestita nel rispetto della nuova legge. Ora, per approntare una sala per fumatori "a norma" sono necessari diversi lavori, che  coinvolgono anche le strutture murarie, deve essere scelto con attenzione l'impianto di aspirazione, va fatto un progetto, deve essere contattata per tempo una ditta e va programmato il momento (ovviamente a locale chiuso) dell'intervento. Insomma, nessun gestore è così sprovveduto da pensare che sarà sufficiente occuparsi della cosa la vigilia di Natale per poter disporre delle aree divise il 29 dicembre. Che pensare allora? A mio avviso sono verosimili un paio di ipotesi:
1) nella mia zona sarà vietato fumare in tutti i locali;
2) si confida in un possibile slittamento dell'entrata in vigore della legge o in una qualche modifica di essa, come avviene spesso nella nostra "repubblica delle banane", pertanto si aspetta ancora per vedere cosa accadrà.
Però credo che la prima ipotesi sia quella che riesce a spiegare meglio la cosa. Nessun gestore vuole che la propria clientela prenda l'abitudine di frequentare altri locali per il timore che i clienti si "affezionino " alla concorrenza. Conosco addirittura qualcuno che per questo motivo non fa le ferie!!  Ad ogni modo non sono timori infondati: mi è capitato di persona di iniziare a frequentare un locale diverso da quello dove andavo normalmente, che momentaneamente era chiuso, di trovarmi bene in quello nuovo e di non tornare più, o raramente, nell'altro, e probabilmente lo stesso sarà accaduto anche a qualcuno di voi. Insomma, chi volesse aspettare l'effettiva entrata in vigore della legge per allestire le aree divise, il 29 dicembre dovrebbe intanto vietare il fumo nel proprio locale e, in attesa di fare i lavori, accettare il rischio che i clienti che fumano inizino del frattempo a frequentare altri posti, se naturalmente ce ne saranno. Posso sbagliarmi, ma, in base a quanto appena detto, credo che chi nel giro di uno o due mesi al massimo non creerà una zona per fumatori non lo farà più. Staremo comunque a vedere...

Marco Badiani








Da Il Gazzettino del 17 agosto.


FUMO


Sigarette. Gli svizzeri le comprano in Italia.
Sigarette meno care in Italia che in Svizzeri: e così si inverte il traffico
frontaliero che negli anni passati vedeva gli italiani sconfinare in Ticino
per procurarsene a buon mercato. Le 'bionde' per molti anni, a partire dal
dopoguerra, sono state anche al centro di un fiorente traffico di contrabbando
alimentato dagli 'spalloni', che trasportavano a spalle lungo i sentieri
di confine sacchi di sigarette. Oggi, invece, per la prima volta queste
sono più convenienti in Italia.
















FUMATORI INCENDIARI

ASTI, 19 AGO - La scorsa notte sono divampati una lunga serie di incendi
lungo le principali strade dell'Astigiano e del Monferrato e lungo la
scarpata dell' autostrada Torino-Piacenza. Le fiamme originate, con tutta
probabilita', da mozziconi di sigarette gettati da automobilisti, provocavano un denso
fumo che rendeva difficile la circolazione.







20/08/2004

Vietato gettare le sigarette in mare

Ecco il posacenere da spiaggia
            

      PORTOFERRAIO - Per ricordare che «le spiagge e gli scogli non sono
dei posacenere», Legambiente ha cominciato a distribuire ai turisti ospiti degli
alberghi dell' Isola d' Elba 25.000 posacenere da spiaggia. I posacebere
sono stati realizzati in plastica colorata e rigorosamente riciclata nell'
ambito della campagna «Posacenere da spiaggia» che vede impegnati anche
gli albergatori e il Parco Nazionale dell' arcipelago toscano. La distribuzione
viene effettuata anche presso le strutture del parco di Marciana e Rio nell'
Elba e l'info Park Point di Portoferraio. I posacenere da spiaggia saranno
poi offerti anche ai visitatori di Pianosa per salvaguardare, in
particolare, la spiaggia di Cala Giovanna. L'operazione, spiega una nota
di Legambiente, «vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave impatto
che hanno sull'ambiente i milioni di mozziconi di sigarette che ogni anno sono
abbandonati sulle spiagge, sugli scogli e in mare dalle barche». Tenendo
conto che in Italia i fumatori sarebbero 18 milioni e che ogni fumatore
consuma in media dieci sigarette al giorno, il risultato è che vanno
letteralmente in fumo almeno 180 milioni di sigarette al giorno. «E poichè
ogni mozzicone - calcola Nicoletta May, responsabile del progetto - occupa
un volume di 1,1 cm cubi, il volume totale di mozziconi prodotti in un
giorno è di 193 metri cubi: 72.250 metri cubi in un anno». In parole povere,
per esemplificare l'impatto ambientale dei fumatori sulle spiagge, prendendo
come riferimento la torre di Pisa (che contiene un volume di 3.973 metri
cubi) si può dire che in un mese in Italia si accumula un volume di
mozziconi pari a una volta e mezza la torre.




























Meglio la Prevenzione

Dalla Gazzetta del Sud dell'11 agosto.


Ha destato curiosità la notizia della sperimentazione di un vaccino contro
il fumo e le droghe. Al di là delle possibili distorsioni mediatiche, tale
notizia suscita grande perplessità sotto l'aspetto clinico e scientifico.
L'obiettivo non può essere certo quello di vaccinare tutti i neonati, eventualmente
dovrebbero essere formulati precisi criteri di scelta e di selezione. Non
si può, poi, non tener conto del fatto che il meccanismo d'azione che porta
alla dipendenza dal fumo è notevolmente diverso da quello della dipendenza
da eroina e da morfina e i neurotrasmettitori implicati nelle droghe cosiddette
«pesanti» non sono gli stessi da quelli implicati nel meccanismo di quelle
erroneamente e impropriamente definite «leggere». Per esempio il blocco
della secrezione d'oppiodi endogeni determinato dall'uso continuo d'eroina
spiega l'insorgenza delle crisi talora anche mortali di «overdose». Infatti
quando il soggetto, dopo un breve periodo d'astinenza, torna al dosaggio
prima usuale gli oppiodi endogeni che il sistema neurosecretorio ha ripreso
a produrre si sommano ai derivati morfino-simili della droga con conseguente
possibile arresto respiratorio e coma. Derivati dell'acido lisergico, sostanze
psicodislettiche, l'«erba» o lo «spinello» non sono certo innocui ma danno
prevalentemente dipendenza psichica, anche se l'uso protratto può determinare
turbe psicopatologiche gravi. Il fumo di sigaretta, attraverso i circa quattromila
componenti del fumo, dà dipendenza psicologica e in minore misura fisica.
In questo caso i sistemi noradrenergico e serotoninergico che sottendono
il cosiddetto circuito della gratificazione, innescano un meccanismo di
riflesso condizionato e di condizionamento comportamentale. Tuttavia il
possibile aumento di peso, il «nervosismo», le turbe del sonno che caratterizzano
la sindrome d'astinenza di nicotina e che sono totalmente diversi da soggetto
a soggetto, sono sostenuti dall'implicazione d'altri complessi sistemi della
costellazione ormonale. Inoltre numerose ricerche sia sulle tossicodipendenze
che sul fumo hanno evidenziato una codificazione genetica nella predisposizione
all'uso di sostanze esogene e al fumo stesso. Che dire poi della piaga dell'alcolismo?
Vacciniamo tutti i neonati contro l'alcool? La notizia andrebbe ben approfondita
nell'articolo originale, certo che dalla fase sperimentale all'eventuale
impiego clinico passeranno anni. Ci si chiede come possa un vaccino bloccare
tutti i neurotrasmettitori e neuromodulatori, implicati, come brevemente
accennato, nei meccanismi della dipendenza. Non si può, inoltre, disconoscere
che nel determinismo delle tossicodipendenze e delle tossicofilie intervengono
fattori sociali, ambientali, educativi. Certamente sarebbe più utile intensificare
gli interventi di prevenzione nelle scuole, nelle famiglie, nei gruppi sociali,
identificando i casi a rischio e progettando un serio piano d'interventi
in rete.












































18/08/2004

VIETATO FUMARE SULLE SPIAGGE

 NEW YORK. Sulle spiagge della California meridionale da Malibù a
Santa Monica non si fuma più. È vietato. È eccessivo negare ai fumatori
la gioia di una sigaretta anche quando sono all'aria aperta a prendere il sole?
Sembra proprio di no, visto che l'iniziativa della California meridionale
è piaciuta così tanto anche a quei liberal e trasgressivi della zona di San
Francisco (è qui dove una generazione fa andavano forte i figli dei fiori)
che adesso sta diventando legge anche sulle spiagge di Santa Cruz.
       Il mese scorso il consiglio comunale dunque ha passato una delibera
per il "no smoking" in spiaggia. La misura soprattutto agli europei può
apparire eccessiva. Eppure quest'estate sulle spiagge di tutta Italia -
soprattutto quelle romagnole e toscane - hanno fatto capolino i primi
portacenere, un'iniziativa per cercare di invitare chi fuma a tenere pulita
la sabbia. Si tratta di un'iniziativa di Legambiente che promuovendo piccoli
posaceneri portatili cerca di ripulire le spiagge italiane di oltre 12
milioni di mozziconi, tanto è la media di una stagione estiva. L'Italia
dunque sceglie la strada della buona educazione anzichè quella delle norme
comunali con tanto di multa per i trasgressori. All'Isola d'Elba, per
esempio, il Comune non proibisce il fumo sotto l'ombrellone ma Legambiente
ha distribuito 25mila portacenere portatili, sperando così che le "cicche"
diminuiscano visto che ci vogliono fino a cinque anni perché diventino
biodegradabili. È la bassa biodegradabilità del mozzicone che ha mobilitato
i californiani di Santa Cruz. Ma anzichè rivolgersi agli ambientalisti hanno
chiesto l'intervento delle autorità locali. «Passi che l'aria sia appestata
di fumo», hanno protestata durante un dibattito alla presenza del consiglio
comunale, «ma milioni di cicche nella sabbia no, perché inquinano l'ambiente
per molti anni».
     




























LA SALUTE MINACCIATA

Da La Sicilia dell'8 agosto.

Analogo articolo pubblicato anche da Il Secolo XIX.

Cortina d'Ampezzo.  «In Italia non si fa proibizionismo, ma informazione».
Una precisazione necessaria quella del ministro della salute, Girolamo Sirchia,
intervenuto nell'ambito delle manifestazioni «Cortina Natura e Cultura 2004»
per un dibattito dal titolo «Stili di vita: proibizionismo e libertà» a
cui hanno preso parte anche Francesco Valli, amministratore delegato di
Bat Italia (la multinazionale che dallo scorso anno possiede gli ex Monopoli
di Stato) e Don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus. Tra i partecipanti
anche Eleonora Brigliadori in qualità di esperta nella medicina non convenzionale
e Marco Taradash, giornalista militante nel partito radicale.
L'attacco alle lobby e alle multinazionali del tabacco da parte del ministro
della salute arriva puntuale in apertura del dibattito accolto da un'ovazione
del numerosissimo pubblico: «Noi - ha spiegato Sirchia - abbiamo informato
sui rischi del fumo e continueremo a farlo, combattendo la pubblicità occulta
che mistifica i rischi del fumo da parte delle multinazionali perché il
ministero ha il compito di tutelare la salute di tutti i cittadini e non
gli affari delle lobby». Inoltre Sirchia ricorda il peso economico sul sistema
sanitario nazionale: «Chi non fuma o chi si alimenta correttamente è costretto
a pagare anche per gli obesi o i fumatori: un quinto degli italiani è in
sovrappeso per un costo di 40mila miliardi l'anno, mentre un fumatore costa
3000 dollari l'anno allo Stato».
Ma il ministro non risparmia neanche il business dei farmaci: «Sono una
delle persone più odiate dalle case farmaceutiche che hanno lobby potentissime
in Parlamento. Il mio ddl sulla regolamentazione dei congressi medici è
stato affossato proprio grazie a queste pressioni».
Infine, la medicina alternativa. Rispondendo a Eleonora Brigliadori, che
ha sottolineato come attualmente nove milioni di italiani si curano in modo
naturale, il ministro ha osservato: «Non ho nessuna preclusione verso la
medicina alternativa, ma dovete dimostrarmi che funziona», ha sentenziato
il ministro.



































MEDICO INNOCENTE

Dalla Repubblica del 17 agosto.

Se un paziente appena operato continua a fumare e muore, il mediconon ha
colpe. Una sentenza della Cassazione ha fissato i limiti oltre i quali non
si può pretendere "l'intevento sanitario, di fronte ad atti autolesivi o
imprudenti del paziente". La Corte ha infatti annullato la condanna inflitta
a un medico dell'ospedale "San Giuseppe" di Milano, accusato di omicidio
colposo per la morte di un paziente operato di tumore alla mandibola. Appena
trasferito dal reparto di terapia intensiva, l'uomo si era più volte tolto
la mascherina per l'ossigeno per assecondare il vizio del fumo, morendo
poche ore dopo per calo dell'ossigenazione. Secondo i giudici di merito,
il medico avrebbe dovuto trattenere più a lungo il paziente nel reparto
di terapia intensiva. Per la Cassazione, invece, "non erano prevedibili
certi comportamenti anomali da parte del paziente stesso". Soddisfatto il
presidente della federazione degli Ordini dei medici, Giuseppe Del Barone:"la
Cassazione ha messo le cose a posto".


















17/08/2004

GENITORI : NON SI FUMA IN CASA !

Da Il Gazzettino dell'11 agosto.


In dieci anni dal 12\% al 25,7\%. Nel 2003 un quattro delle donne che ha
partorito in Friuli Venezia Giulia aveva un'età di 35 anni o oltre. La maternità,
insomma, non è più prerogativa delle giovani, tanto che la percentuale di
ultratrentacinquenni che si presenta per la prima volta in sala parto è
passato dal 23\% al 35\%. Un segnale che si tende a rinviare nel tempo il
primo figlio, appuntamento al quale ci si fa sempre più trovare preparate.
Oltre il 60\% delle donne di queste età eseguono almeno uno dei due esami
previsti per la diagnosi prenatale invasiva (amniocentesi e villocentesi).

Sempre inferiore alla media nazionale (percentuale del 33\%) è comunque
la media regionale per il ricorso ai parti cesarei, che nel 2003 sono stati
il 22\% del totale.
Migliorare anche il comportamento legato alla prevenzione nei confronti
della salute dei nascituri, come si evince dai dati regionali rilevati attraverso
l'adesione al progetto di ricerca finanziato dal Ministero della Sanità,
dipartimento della Programmazione, "6+1". Dal 2000 al 2002, dopo le campagne
informative condotte, è salito dal 5\% all'11\% la percentuale di donne
che ha assunto acido colico prima della gravidanza; il 63\% (contro il 47\%
iniziale) dei neonati viene tenuto a pancia in su sia in ospedale che a
casa; è del 14\% la percentuale (contro il 21\% iniziale) di genitori che
ancora trasportano i bambini in automobile senza adeguati sistemi di sicurezza.
Il 96\% dei genitori (contro il 66\% che lo effettuava nel 2000) è intenzionato
a iniziare precocemente (6/12 mesi) la lettura ad alta voce ai propri figli.

Da migliorare, invece, è il comportamento dei genitori fumatori. Il 9\%
delle donne continua a fumare anche durante la gravidanza, mentre il 16\%
delle madri e l'11\% dei padri fuma in casa dopo la nascita del figlio.




































L' INTOLLERANZA

Da Alto Adige del 13 agosto.


Finalmente li abbiamo trovati, i grandi criminali della storia, coloro che
arbitrariamente, stanno distruggendo il pianeta. Chi sono Saddam Hitler
e tanti altri, al loro confronto, ve lo dico io: angioletti. Ma adesso per
loro è finita sono all'angolo, non hanno più possibilità di fare ancora
del male li abbiamo braccati fino a confinarli nei ghetti e non è finita
qui faremo di tutto per sterminarli.
Chi sono io? Io sono un salutista un bacchettone uno di quelli che quando
gli fa comodo è pedone, ciclista, automobilista, e in ogni circostanza riesco
a provare odio per la categoria a cui non appartengo in quel particolare
momento. Pazienza.
Chi sono loro? Ma è lampante i diabolici fumatori, maledetta razza dannata
che infesta le nostre strade, i nostri bar, i nostri ristoranti e ci uccidono
lentamente, sono peggio delle cavallette, sono peggio di una guerra, sono
peggio di un epidemia. Stronchiamoli. Evidentemente chi scrive è un fumatore,
abbastanza stanco di sentirsi criminalizzato e osservato con viso indignato
da quei puristi, che da quando una campagna giusta ma sicuramente ossessiva,
ha catalizzato l'attenzione su di noi, sente maggiormente il fastidio del
fumo, e nel rispettare il suo diritto di vivere sano (?) in quanto non fumatore
ricordo a questo signore/a che sarebbe sufficiente evitare i posti, sempre
più rari, dove è concesso questo orrendo vizio senza frequentarli per poi
poter protestare. Le istituzioni dovrebbero concedere la possibilità di
aprire locali per fumatori, se la democrazia ha un senso, e lei sig. bacchettone,
purista, salutista, sarà gradito ospite, ma la prego non venga in automobile
sa, il fumo dello scappamento mi dà fastidio.
La nostra sfortunata categoria, versa una cifra superiore ai 30 milioni
di euro al giorno, nelle casse dello stato (visto che chi proibisce è lo
stesso che vende) e non mi si racconti la favola che tutti questi soldi
vengono spesi per curare i fumatori. A quando il prossimo aumento per chiudere
qualche buco del nostro "fornitore"?


































16/08/2004

SIGARETTE A BASSA TOSSICITA'

Da Finanza e Mercati del 13 agosto.


Le sigarette a bassa tossicità sono l'ultima frontiera della guerra tra
i colossi mondiali del tabacco Philip Morris eBritish American Tobacco.
Un affare che, secondo la banca Jp Morgan, nel 2015 dovrebbe valere circa
20 miliardi di dollari (il mercato Usa vale complessivamente 50 miliardi)
e per il quale i due maggiori produttori mondiali hanno già speso negli
ultimi cinque anni circa 3 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo. Il
numero dei fumatori neiPaesi più industrializzati è in continua diminuzione,
anche se il calo delle vendite è in parte compensato a livello mondiale
dai mercati emergenti dove i sigaretta-dipendenti crescono.Masul piano dei
profitti per le multinazionali del tabacco perdere clienti nei mercati occidentali
è un bel problema visto che sono quelli più redditizi (lo stesso pacchetto
di sigarette in Gran Bretagna costa circa cinque sterline, in Libia appena
un dollaro). Per combattere questo trend sono nate nei laboratori di Philip
Morris e di Bat le Preps, un acronimo che sta per Potentially reduced exposure
products, o meglio sigarette a tossicità ridotta. I maggiori player di questa
partita sono due, Philip Morris e Bat, (dopo che lo scorso giugno la Reynolds
e Brown & Williamson, controllata americana di Bat, si sono fuse) che rappresentano
il90%dei 650 milioni di dollari che ogni anno l?industria del tabacco spende
in ricerca e sviluppo. In questo settore gli investimenti sono cresciuti
annualmente del 14%nell?ultimo biennio. Le prime sigarette Preps sono già
arrivate sul mercato: le Advance Lights prodotte da Brown & Williamson vengono
commercializzate a Phoenix (Arizona). Philip Morris conta invece di lanciare
entro la fine del 2004 un?altra sigaretta a bassa tossicità, la Score (Selective
constituent reduction), e per questo ha dedicato un?intera ala del suo campus
di Richmond allo sviluppo del prodotto. Un progetto per il quale il colosso
americano ha speso negli ultimi cinque anni 1,5 miliardi di dollari, più
del doppio di quanto hanno investito Reynlods e Bat insieme. Nel 2003 la
Piliph Morris ha speso in ricerca e sviluppo l?1,3% del fatturato netto
a fronte dell?1% della Reynolds e dello 0,6 della Bat (dati ante fusione).
Infine, nei laboratori inglesi della British American Tobacco a Southampton
si studia la Clip, una sigaretta a bassa tossicità con un?anima in carbone
avvolta nel tabacco. Ma la partita è appena iniziata. Sulle sigarette a
bassa tossicità si dovranno pronunciare l?Oms e le autorità sanitarie dei
singoli Paesi, dove le attività di lobbing sono già cominciate. Senza contare
le difficoltà che i colossi del tabacco dovranno affrontare per far conoscere
i loro ritrovati al grande pubblico, dal momento che imercati per i quali
sono state studiate le sigarette meno tossiche sono quelli in cui vige il
divieto assoluto di fare pubblicità ai prodotti da fumo. Bisognerà, infine,
convincere i consumatori. Dopo anni di criminalizzazione e di pacchetti
con il teschio sopra, quanti sono oggi disposti amettere in bocca la sigaretta
della salute?














































NON FUMARE; BACIAMI !

PISA. Arriva a Marina di Pisa il nuovo gioco promosso dalla Lega Italiana
per la Lotta contro i Tumori e da Tim per un'estate all'insegna del bacio
senza sigaretta.
Farà tappa oggi a Marina alla discoteca Pappafico, "Non fumare... baciami",
il tour più originale dell'estate promosso dalla Lega Italiana per la Lotta
contro i Tumori e da Tim, in qualità di "Non Smoking Company", per stimolare
i giovani ad abbandonare la sigaretta sostituendola con un bacio.
Nato da un'idea di Gianni Chimenti ed organizzato da Clever Comunicazione
di Roma "Non fumare... baciami" è anche un concorso, riservato ai clienti
Tim, che dà la possibilità di vincere telefoni cellulari Tim di ultima generazione
ed un fantastico viaggio in Messico per due persone offerto da Hotelplan.
Per partecipare è sufficiente inventare un bacio, che dovrà essere il più
originale e divertente possibile, fotografarlo con un telefonino ed inviare
un Mms al numero telefonico 33443344 o diventare una delle coppie protagoniste
del set fotografico "Non fumare... baciami" che verrà allestito in ogni
tappa del tour.
Le foto con i baci più originali, selezionate da un'apposita giuria, saranno
pubblicate sul sito www.tim.it e potranno essere votate tramite SMS dagli
stessi visitatori del sito che avranno così la possibilità, a loro volta,
di partecipare all'estrazione di premi Tim.
Le dieci foto più votate accederanno alla fase finale e, tra queste, una
selezionata giuria proclamerà la vincitrice. In alcune tappe del tour saranno
presenti un medico ed una psicologa della Lega Italiana per la Lotta contro
i Tumori che metteranno in guardia il pubblico dai reali pericoli del fumo
e forniranno consigli su come smettere.



























13/08/2004

Anche Ravenna contro i mozziconi

Da Il Resto del Carlino del 7 agosto


Silvano, turista milanese di 19 anni, ha appena fumato l?ultimo centimetro
della sigaretta, sotto lo scalone del municipio e sta per buttare la cicca
per terra. Un suo amico gli fa notare che i cestini portarifiuti della piazza
hanno anche il posacenere. «Buttalo lì il mozzicone», gli dicono. «E da
quando i cestini a Ravenna hanno il posacenere?», chiedono tre signore,
tutte con sigaretta tra le dita. Da qualche giorno, fanno notare da Hera,
perché proprio in questo inizio di agosto un centinaio dei grandi cestini
in ghisa situati nel centro storico, hanno un?apposita apertura dove spegnere
e buttare le bionde. Per la precisione, ci sono 6 posacenere in piazza del
Popolo, 2 in via Cairoli, 9 in via Cavour, 7 in via Diaz, 6 in via Mazzini,
3 in piazza S.Francesco. E presto ne saranno installati 40 nella zona della
stazione ferroviaria, 20 in via Maggiore e una trentina nell?area della
basilica di Classe. «L?amministrazione comunale  sottolinea Filippo Brandolini,
presidente di Hera Ravenna  ci aveva fatto presente questa esigenza, sentita
in particolar modo dai turisti, e quindi abbiamo deciso di montare i posacenere
nei cestini in ghisa. E? un accessorio già previsto per quei cestini e complessivamente
ne installeremo poco meno di 200 per una spesa di circa 18mila euro». E?
un altro piccolo ma importante segnale, afferma l?assessore comunale al
turismo Elio Gasperoni, «dell?attenzione verso i turisti: siamo una città
d?arte e rendere Ravenna più accogliente è possibile anche nelle piccole
cose. D?altronde l?immagine europea della città si costruisce non solo con
i monumenti aperti di sera, con le iniziative nel centro storico, con le
biciclette a noleggio per i turisti, ma anche in questo modo». La riprova
è data dalle persone che, sigaretta alla mano, osservano con curiosità i
nuovi posacenere. «Finalmente c?è chi dimostra attenzione nei nostri confronti
 dicono due pensionati fumatori seduti sulle panchine della piazza  anche
se, almeno per adesso, nessuno o quasi sa che esistono. Forse servirebbero
indicazioni più visibili sui cestini». E, a proposito di cestini, «non sarebbe
male se ce ne fossero di più nel centro storico», aggiunge una casalinga
ravennate appena uscita dal mercato coperto. Per i fumatori, dice il vicesindaco
Giannantonio Mingozzi, mentre stringe tra i denti il suo toscano «è un?ottima
cosa questa novità dei posaceneri nelle strade e nelle piazze. In giro troppo
spesso si vedono persone che buttano il mozzicone per terra. Non vogliamo
arrivare a emettere ordinanze con multe salatissime per chi viene sorpreso
a buttare le cicche per terra. Ben vengano i posacenere pubblici, visto
che ormai per praticare il nostro vizio possiamo fumare solo allaperto o
quasi. Ora non ci saranno più scuse o alibi per chi non sa dove far sparire
i mozziconi». Luca Suprani










































12/08/2004

Sempre più fumatori cercano di smettere
 Alto Adige 22/07/2004 

             BOLZANO. «Con tutti questi divieti, tanto vale smettere di
fumare»: è questa la risposta di quella parte dei «forzati» della nicotina
ormai rassegnati all'idea di essere gradualmente emarginati dalla società.
Ma non tutto il male viene per nuocere: il Centro di consulenza per i
fumatori della Asl di Bolzano sostiene che negli ultimi mesi si è assistito
ad un aumento dei bolzanini che si sono presentati negli ambulatori di via
Amba Alagi intenzionati a smettere di fumare: i divieti, insomma, «possono
essere visti come uno stimolo per chi ha intenzione di smettere di fumare».
             «Voglio smettere di fumare perché tra un po' di tempo non potrò
più farlo da nessuna parte»: questa è la motivazione che si danno, da
qualche mese a questa parte, molti degli utenti del Centro Consulenza per
fumatori.
             Gli addetti del Centro sono contentissimi della decisione della
Giunta provinciale, che ha presentato un disegno di legge ancor più rigido
rispetto a quello nazionale.
             «Questa normativa, che attendevamo con impazienza da molto
tempo, è senza dubbio il risultato migliore che si potesse ottenere»,
commentano l'assistente sanitaria e gli psicologi del servizio per fumatori,
che negli ultimi mesi hanno convinto centinaia di utenti a firmare la
sottoscrizione contro il fumo, indetta dal Comitato per la tutela dei
non-fumatori.
             In aumento il numero di «nico-dipendenti» che si rivolgono
al Centro pneumologico, per smettere di fumare a causa dei troppi divieti.
             «Il problema - spiegano al Centro - è che utilizzare la scusa
dell'emarginazione dalla società e quindi la serie di divieti è
psicologicamente sbagliato. Per smettere di fumare è assolutamente
necessario uno stimolo positivo, come la salute, il miglioramento della
forma fisica, il risparmio di denaro. E' impensabile riuscire a perdere
il vizio del fumo pensando, ad esempio, alla depressione post-dipendenza, alla
noia, al rischio di ricaduta».
             Smettere di fumare perché ormai è vietato dappertutto è quindi
una motivazione poco valida, che da sola non è sufficiente. Per vincere
la dipendenza bisogna trovare altri stimoli. «Comunque - è la conclusione -
i divieti porteranno sicuramente a miglioramenti visto che molti fumatori,
di fronte a tutte queste proibizioni, potrebbero iniziare a considerare di
smettere definitivamente di fumare









































SIGARETTE E PASSEGGINI

Da Io Donna del 31 luglio

di Milena Gabanelli

A breve entreranno in vigore divieti più severi per i fumatori. Il
ministro della Salute Girolamo Sirchia ha intrapreso una grossa campagna
per contenere gli effetti nocivi delle "bionde", anche a tutela di chi non ha
il vizio della sigaretta. È giusto. Poi c'è quel micidiale cocktail dì veleni
che tutti, indistintamente, siamo costretti a subire: l'inquinamento. Ma
questo fatto viene ignorato. E non è giusto. A Roma, Milano, Napoli e Torino
i tecnici di Legambiente hanno misurato le conseguenze dello smog da
traffico, trasportando con un passeggino un macchinario che simulava
l'attività respiratoria di un bambino di cinque mesi. Il risultato è il
seguente: se percorre una strada quando il traffico è intenso, un neonato
respira in una sola ora 3.915 microgrammi di monossido di carbonio, 23 di
polveri sottili e 45 di benzene. Secondo il professor Aldo Ferrara, che
sì occupa di malattie respiratorie all'università di Siena, comparando il
benzene da traffico con il benzo-antracene da sigaretta si evince che un
neonato "fuma", in un'ora di passeggiata, undici sigarette a Napoli e a
Roma, dodici a Milano e Torino. L'ufficio europeo dell'Organizzazione
mondiale della Sanità ha reso noto che nelle principali città italiane ci
sono 60 mila bambini con attacchi d'asma e bronchiti acute. Per arrivare
a questo bastano tre giorni di esposizione continua a elevati livelli di smog
da traffico. E siccome è stato dimostrato che chi fuma si ammala più spesso
se abita in città inquinate, e che la circolazione di veicoli a motore è
in aumento mentre i fumatori calano, forse è il caso di prendere qualche
precauzione. Occorre per esempio ricordare al ministro della Salute (e anche
ai ministri di Trasporti e Ambiente) che negli ultimi dieci anni le
emissioni di gas nocivi nel nostro Paese sono aumentate del 7,3 per cento,
nonostante l'Italia si sia impegnata ufficialmente a rìdurle del 6,5. Questo
per dire che i decreti antifumo, da soli, fanno un po' ridere.































TABACCO AL BIVIO
Il Giornale 21/07/2004

Luciana Caglionext top

Finora, nella lotta contro il fumo, la Svizzera aveva rispettato la
tradizionale politica dei piccoli passi e dei cauti compromessi. A partire
dal 1990, il pacchetto di sigarette aveva subito nove rincari, ogni volta
dell'ordine di 10-20 centesimi, annullando gradatamente il vantaggio di
prezzo rispetto ai Paesi confinanti. Oggi, le Marlboro Lights, una delle
marche più vendute, costano 5 franchi e 30, praticamente come in Italia
(5,33) e in Austria (5,18): un adeguamento che, secondo gli intenti della
direzione delle dogane elvetiche, doveva contribuire a reprimere il
contrabbando di cui la Confederazione era stata, in passato, una piazza
privilegiata. Il fenomeno interessò soprattutto il Ticino dove, nei decenni
del dopoguerra, il traffico clandestino di tabacchi con l'Italia, tollerato
dalle leggi svizzere, fece la fortuna di molti come, del resto, la vendita
autorizzata di sigarette presso i distributori di benzina lungo la
frontiera. Ma, adesso, si sta per voltare pagina e questo traffico potrebbe
invertire direzione: non più la Svizzera, che alimenta con i suoi prodotti
il contrabbando all'estero, bensì la Svizzera che vi ricorre per soddisfare
i bisogni, o meglio i vizi, dei suoi cittadini. Infatti, come ha dichiarato
il capo dell'Ufficio federale della Sanità, Thomas Zeltner, in un'intervista
concessa al supplemento domenicale della Neue Zürcher Zeitung, per frenare
il consumo di tabacchi, sempre in auge fra i giovani, occorrono interventi
drastici: innanzi tutto, un forte aumento del prezzo del pacchetto che
dovrebbe salire a 7,50 e poi il divieto della pubblicità e dello sponsoring
da parte delle grandi industrie del tabacco. Inoltre, l'opera di dissuasione
dal fumo dovrà essere condotta con mezzi più incisivi: imitando le campagne
americane e inglesi. Ciò che esigerà una legge federale da promulgare già
nel corso dell'attuale legislatura. La proposta, però, non ha trovato
consensi unanimi. Se, in teoria, tutti sono d'accordo sulla necessità di
proteggere la popolazione dalle insidie del tabacco, in pratica si temono
le
conseguenze di misure troppo pesanti e persino controproducenti. Replicando
all'Ufficio della Sanità, il responsabile della tassazione sui tabacchi,
Andreas Kehrli, ha alluso al rischio di favorire, con un eccessivo aumento
di prezzo, il contrabbando. E ha citato il caso della Germania, dove il
pacchetto a 5,80 ha incrementato il mercato nero, rifornito dalla Polonia.
In Inghilterra, poi, per non pagare 11 franchi le sigarette, un terzo dei
fumatori compera sottobanco. Con ciò, e il Dipartimento federale delle
Finanze non lo nasconde, si assottigliano gli introiti fiscali percepiti
sul
consumo di tabacchi. Da qui anche le perplessità registrate negli ambienti
politici nei confronti di una campagna antifumo in grande stile. Persino
gli
stessi socialisti, favorevoli in linea di massima, «vedono difficoltà nella
realizzazione di questo progetto». Imbarazza soprattutto il previsto divieto
della pubblicità e dello sponsoring da parte dell'industria dei tabacchi:
colpirebbe un vasto settore professionale e commerciale: giornali, grafici
e
manifestazioni culturali e sportive, spesso finanziate dalle grandi marche
di sigarette. Le contraddizioni non finiscono qui. Il Tages Anzeiger
denunciava, ieri, una palese incongruenza della politica praticata dalla
Confederazione: «Da un lato lotta contro il fumo, dall'altro sostiene il
tabacco». Infatti, dell'imposta prelevata sulle sigarette, 2,6 centesimi
per
pacchetto vanno ai 330 coltivatori svizzeri tabacco che, complessivamente,
incassano 18 milioni. Ma, nel contempo, altri 2,6 centesimi vanno a favore
della prevenzione antifumo. Misteri e ironie della politica.
































































Ti Auguro Tempo

Ieri sera una persona cara mi ha donato una poesia Indiana ; ed io ne faccio dono a tutti voi :

Non ti auguro un dono qualsiasi,

Ti auguro soltanto quello che i piu’ non hanno.

Ti auguro tempo,

per divertirti e per ridere;

se lo impiegherai bene, potrai ricavarne qualcosa.

Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il tuo Pensare,

non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti e correre, ma tempo per essere contento.

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perche’ te ne resti:

tempo per stupirti e tempo per fidarti

e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

Ti auguro tempo per toccare le stelle e

tempo per crescere, per maturare.

Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.

Non ha piu’ senso rimandare.

Ti auguro tempo per trovare te stesso, per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.

Ti auguro tempo anche per perdonare.

Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Sempre piu' bassa l' eta' dei fumatori

Dal Messaggero del 9 agosto

Il 65% dei teen ager sceglie la sigaretta, il 35% inizia a 14 anni
di FRANCA MARCHIONNI
Ai teen-ager piace fumare. Sceglie e consuma abitualmente sigarette oltre
il 65 per cento di loro. Ma, il 35% inizia presto, prestissimo, 14 anni,
mentre il 12 per cento confessa di aver provato addirittura prima, intorno
ai 12 anni di età, sui banchi della scuola media. Una rivelazione impressionante,
che conferma come la tendenza sia in aumento e proprio tra gli adolescenti.
In particolare, è scioccante scoprire come una percentuale, sia pure minima,
ammetta di aver cominciato a fumare tra i 10 e gli 11 anni, sul finire delle
elementari. Sono poco meno del 5 per cento, ma il dato diventa significativo
perché dimostra come forte, irresistibile sia il richiamo della sigaretta,
idealizzata quale esempio di emancipazione, di ?frattura? con il mondo adulto
dei divieti, delle proibizioni. Così, si fuma per ?ribellione?, ma anche
per piacersi, per affermare la crescita di un?identità ancora in embrione,
ambigua, contraddittoria. Ma non solo. «La prima sigaretta l?ho accesa per
sentirmi parte integrante del gruppo, essere considerato uno di loro - rivendica
con orgoglio Simone, 16 anni, appassionato di corse e rally - Non volevo
mi giudicassero un pivello , un bambinetto, insomma. Mi avrebbero immediatamente
messo al bando , sbattuto fuori da ogni loro iniziativa. Sarei rimasto solo,
un escluso, un emarginato».
Una testimonianza eloquente di come, tra i ragazzi, cresca la paura, l?ossessione
di essere giudicati dai loro pari. Di come sia determinante, seppure silente,
la forza persuasiva dei coetanei: ?esistere? significa aderire a determinati
modelli, fumare rientra tra questi. «Un fenomeno, purtroppo, destinato ad
aumentare - si rammarica Michela Franco, psicologa presso la Lega contro
i Tumori di Latina ed autrice dell?indagine ?I giovani ed il fumo? - Non
c?è consapevolezza di quanto la nicotina provochi assuefazione, dipendenza.
I suoi effetti possono essere quasi paragonabili alla cocaina, tant?è che
per disintossicarsi dal consumo cronico di tabacco, è necessario anche il
supporto farmacologico». Un?opinione condivisa da Alfredo Cecconi, presidente
della Lega, da anni impegnato sul fronte della prevenzione. «L?abuso di
nicotina non ha conseguenze pericolose immediate, non causa comportamenti
antisociali o addirittura criminali, come ad esempio le droghe pesanti.
Le conseguenze nefaste si vedono a distanza di molti anni, ecco perché è
necessario educare, sin dalla più tenera età, a sane abitudini di vita».
Difatti, fascia maggiormente a rischio, quella compresa tra i 10 ed i 19
anni. Fuma il 35% dei quattordicenni, il 45 per cento dei sedicenni, gli
under 18 sono il 50%.
Ma quante sigarette al giorno e quali le marche preferite? I ragazzi sostengono
di limitarne il numero sino ad un massimo di dieci, si deroga in occasione
di gite scolastiche, feste, serate in discoteca. Già. L?81 per cento frequenta
locali pubblici dove l?aria è satura di fumo, nonostante la normativa del
?95 lo vieti e l?inasprimento delle sanzioni pecuniarie a carico dei trasgressori.
Fumano le ?Marlboro rosse? il 90 per cento degli adolescenti, le ?Marlboro
light? il 60%, il 25% si orienta sulle ?Philip Morris?. Commenta Michela
Franco: «In questo caso entrano in gioco fattori imitativi, emulativi. Mentre
l?effetto seduttivo della pubblicità influisce per un buon 95 per cento.
Pensiamo, ad esempio, a quelle manifestazioni sportive dove, i marchi, sono
reclamizzati a chiare lettere». Infine, l'inchiesta della Lega Tumori ha
evidenziato come il 58% dei giovanissimi fumatori provenga da famiglie in
cui si fuma.























































11/08/2004

Ricevo da Cinzia :

INEDITA ALLEANZA CONTRO YESMOKE

Da Il Sole 24 Ore dell'8 agosto.

È una storia che potrebbe essere letta in diversi modi. Uno potrebbe essere:
tanto va la gatta al lardo, che ci lascia lo zampino, cioè tanto producono
le multinazionali del tabacco, che alla fine non riescono più a controllare
i mille rivoli delle vendite e dei mercati secondari che si creano quasi
per movimento naturale. Un altro potrebbe essere: le multinazionali stanno
cercando di far rispettare le regole del gioco, ma c'è sempre chi lavora
sul filo delle leggi, magari rispettandole formalmente ma dandone un'interpretazione
molto opinabile. Un'altra lettura ancora, più salomonica: le multinazionali
fanno il loro mestiere, gli operatori di frontiera pure, alla fine vinca
il migliore sul mercato. E se ci sono cause, ci sono d'altronde giudici
per decidere. Comunque sia, è una storia che val la pena di raccontare.


I due fratelli italiani Gianpaolo e Carlo Messina hanno creato quattro anni
fa un sito Internet, Yesmoke, su cui si possono acquistare sigarette, sigari,
vino e altri prodotti a prezzi molto bassi rispetto a quelli correnti. C'è
una casamadre, la Otamedia SA, e c'è una sede geografica che già dà indicazioni
sulla conformazione del business: Balerna, cittadina ticinese vicina alla
frontiera con l'Italia, dove si puo' operare in porto franco. Utilizzando
questa postazione, la società dei fratelli Messina compra sigarette, il
prodotto più richiesto sul sito, in tutto il mondo a prezzi contenuti e
le rivende all'estero (non in Svizzera, quindi, perché se no le autorità
elvetiche dovrebbero intervenire) garantendosi un guadagno. Compra da centri
duty-free, da società di trading, da poli produttivi e commerciali dove
le sigarette non mancano, sono anzi in eccesso. Il prezzo di vendita è a
sua volta molto contenuto, anche considerando le spese postali che i clienti
devono sostenere per ricevere le stecche di sigarette. Il punto è che queste
operazioni sono esentasse. L'imposta che grava sulle sigarette dovrebbe
essere corrisposta dal cliente allo Stato in cui risiede, ma i controlli
con questo meccanismo si fanno difficili, se non impossibili. In teoria
le dogane potrebbero chiedere conto al destinatario, ma quante volte questo
puo' avvenire? E ancora, il cliente dovrebbe segnalare l'operazione, ma
quando avviene se ha deciso di comperare online? Il sito dei fratelli Messina
è passato, secondo le loro dichiarazioni, dai 4,2 milioni di dollari di
vendite del primo anno agli 80 milioni di dollari del terzo anno e ai 100
milioni di dollari del quarto anno, che va a concludersi alla fine di questo
mese. Cifre di tutto rilievo, che non potevano non attirare l'attenzione.
E infatti qualcuno si è mosso. Il ramo americano della Philip Morris, uno
dei giganti del tabacco, ha fatto causa nel 2003 a Otamedia per competizione
sleale e mancato rispetto delle regole commerciali, chiedendo un indennizzo
di 395 milioni di dollari. In una seconda causa, Philip Morris ha chiesto
la chiusura cautelare del sito, che però è stato nel frattempo riaperto
con il dominio svizzero. La città di New York, impegnata in prima linea
nella battaglia contro il fumo, dal canto suo ha promosso una terza causa
contro la società di Balerna, chiedendo 17 milioni di dollari di imposte
arretrate, per le vendite effettuate attraverso il sito. Oltre agli interessi
economici in gioco, è proprio la battaglia in corso tra oppositori e difensori
del fumo a dare spessore a questa storia. Tanto che i giornali americani,
il Wall Street Journal in particolare, se ne sono occupati. All'indignazione
delle multinazionali scavalcate e delle autorità che si vedono colpite nelle
imposte e nella battaglia contro il fumo (uno dei presupposti di questa
è ovviamente che le sigarette costino di più, non di meno) fa da contraltare
la soddisfazione di quanti sono per il fumo e che ora acquistano online.
E per la verità non c'è solo la società ticinese, che pure ha conquistato
una sua leadership nel segmento. Philip Morris, ad esempio, ha agito anche
contro altri venditori di sigarette via Internet nel mondo intero, talvolta
con successo talvolta no. La stessa Philip Morris, d'altro canto, è stata
accusata di sovrapproduzione dall'Unione Europea, insomma di inondare i
mercati e quindi di favorire anche, indirettamente, il crearsi di meccanismi
di contrabbando. Con la Ue la multinazionale ha siglato un patto anticontrabbando
e si è impegnata a corrispondere 1,25 miliardi di dollari in dieci anni.
Philip Morris comunque nega che siano proprio i suoi impianti o distributori
nel mondo a piazzare una parte delle sigarette nei circuiti online (per
smaltire gli eccessi) e si dice attenta a scoprire e bloccare ogni fenomeno
di mercato parallelo. Resta il fatto che le sigarette prodotte da tutti
i giganti del settore sono tante e  lasciando stare il contrabbando, che
è illegale c'è una tendenza da parte di piccoli operatori a smerciarle,
in modo sinora riconosciuto come legale, utilizzando le nuove tecnologie.
Gianpaolo e Carlo Messina difendono appunto la legalità dell'iniziativa
e del sito, che tra l'altro indica il dovere di conoscenza delle norme del
proprio Paese da parte del cliente. Affermano che Internet come luogo di
compravendita non si puo' fermare: se lo si chiude da una parte, qualcuno
lo aprirà da un'altra. E annunciano il potenziamento delle attività a Balerna.
Sulla possibilità che Philip Morris Usa e la città di New York, in un'inedita
alleanza, riescano a bloccare il sito ticinese, i pareri dei giuristi d'oltre
oceano sono diversi. Si vedrà nei prossimi mesi. Sull'opportunità di una
iniziativa come quella dei fratelli Messina, in un settore delicato come
quello del fumo, i pareri pure sono diversi, oltre oceano come in Europa.
In questa storia business, norme commerciali, fisco, Internet, battaglie
sul fumo si mischiano in una miscela di difficile interpretazione. Se fosse
teatro, forse sarebbe Pirandello: ognuno ha un po' di torto e di ragione.
Ma è realtà. E le parole finali verranno dai giudici e dal mercato.






















































































Un articolo pubblicato sul numero di agosto di Salutest...

Molti anni in fumo.

Il primo allarme sul collegamento fra cancro al polmone e fumo è stato
lanciato esattamente il 26 giugno di cinquant'anni fa. In occasione di
questo anniversario, il British medical journal, nel numero del 26 giugno
scorso, ha pubblicato i dati definitivi dello stesso studio, iniziato a
Oxford ben mezzo secolo fa. Si tratta di uno studio di grande interesse e
affidabilità, sia per l'alto numero di pazienti osservati (34'439), sia per
la loro omogeneità (tutti medici), si aper la durata nel tempo: dal 1951 al
2001. I risultati confermano i rischi legati al fumo: tra gli uomini nati
intorno al 1920 l'abitudine al fumo, a partire dalla prima età adulta, ha
triplicato la mortalità. Risulta anche che non è mai troppo tardi per
smettere. Buttare le sigarette a cinquant'anni ha dimezzato il rischio,
mentre a trenta lo ha quasi azzerato.
Il monitoraggio continuo di tante migliaia di persone nate fra il 1900 e il
1930 ha evidenziato che chi fumava molto è vissuto mediamente dieci anni di
meno rispetto agli altri e non ha goduto dell'innalzamento della vita media
registrato nel Regno Unito negli ultimi cinquant'anni.


























04/08/2004

ALE ed AMI

E' continuato lo scambio di e-mails tra Ale ed Ami :

Ciao
cerchiamo di vedere il alto positivo: avrai più tempo in vacanza per? per
pensare al tuo benessere, per curare di più la tua salute, per darti degli
spazi piacevoli e gratificanti, ma giusti.
Inoltre adesso hai anche un'amica che ti può aiutare, l'unione fa la forza,
e in due vi potete spronare e iniziare una specie di gara con un bel traguardo
da raggiungere insieme. Una bella vittoria.
Pensa sempre in modo positivo a quello che ti aspetta, con più fiducia
in  te stessa e, perché no, nella Provvidenza.
Forse le parole di Goethe sono giuste, ti sei attivata e adesso ti è arrivato
un aiuto: la tua amica.
Vai avanti e sii più ottimista, le aspettative spesso vengono deluse ma
i progetti che nascono da noi stessi e si basano sulla nostra forza interiore,
sul nostro impegno personale, si realizzano sempre.
Buon lunedì e buona settimana al lavoro e al mare
Amina


Date: Mon, 26 Jul 2004 09:33:55 +0200 (CEST)
From: ale <alessiatutor@yahoo.it>
Subject: RE: Fw: ï lunedï
To: aminapier@jumpy.it


Buongiorno Amina,
è di nuovo lunedì...
al mare ci sono stata ma fa troppo caldo...oggi è più ventilato forse
ci riprovo...
x il fumo sono sempre lì, ora ho un'amica che sta tentando pure lei di
diminuire e quindi ci controlliamo a vicenda....spero proprio che cambiando abitudini
riesca a liberarmi un pò dalla dipendenza, il rischio è che avendo molto
più tempo a disposizione io possa fumare di più...
buona giornata.
Ale

aminapier@jumpy.it wrote:
Ciao,
vero, verissimo, noi non-fumatori a volte siamo molto scoccianti e se
usiamo il tono sbagliato si rischia di ottenere l'effetto contrario.
Mi auguro che in vacanza, cambiando abitudini, tu possa allentare la presa.

Il fumo è per te un conforto/conflitto, vivi tutto questo anche con sofferenza,
non fumi tranquillamente alla faccia di... ma sapendo che non dovresti
farlo.
E' per questo che insisto con te. La scelta che devi fare è per il tuo
equilibrio, la tua serenità, e una dipendenza non ti aiuta.
Un abbraccio ... e se oggi riesci ad andare al mare fai un bagno anche
per me.
Amina


Date: Thu, 22 Jul 2004 13:48:41 +0200 (CEST)
From: ale
Subject: RE: Fw: ï lunedï
To: aminapier@jumpy.it


Non sempre gli amici ti possono aiutare, anche perchè spesso chi ti dice
di non fumare lo fa in un modo che dà veramente ai nervi...
Sì, tento di restare sulle dieci al giorno per ora e spero che la voglia
cali un pò da sè...mi rendo conto che tante, troppe volte accendo una
sigaretta non per voglia di fumare ma perchè quello è il momento in cui usualmente
si fuma...so che è in quei momenti che dovrei sforzarmi di resistere,
ma quelli sono anche gli stessi momenti di maggiore dipendenza psicologica
e quindi più difficili da combattere...
in ogni caso, agosto sarà una manna sperando sempre di riuscire a non
lavorare per un tempo sufficientemente lungo...
buon pomeriggio, io se riesco scappo di nuovo al mare.

aminapier@jumpy.it wrote:
Ciao,
per i miei amici non mi preoccupo, infatti in casa ci staremo il minimo
indispensabile e con le finestre aperte. Se si vogliono autoinquinare
anche dove c'è l'aria pulita lo faranno per scelta propria, comunque non si
lamenteranno, sanno già come si devono comportare.
La stanchezza in questo periodo si fa sentire e non aiuta a prendere
decisioni drastiche e impegnative. Devi però attestarti almeno sulle 10 al giorno,
in modo da andare avanti su una strada già decisa.
Quando sarai finalmente in vacanza potresti chiedere ai tuoi amici di
aiutarti quando la voglia di sigarette si fa sentire.
In genere chi non fuma è disponibile a convincere qualcuno che il fumo
fa male, che è una stupidata fumare, che non ha senso rovinarsi così la
salute, che c'è già tanto inquinamento, che sono soldi buttati in fumo, che chi
fuma da fastidio, che ... come vedi le frasi che si usano (e che spesso,
spessimo, non sono ascoltate) sono tante e a volte c'è un'intima soddisfazione
a dirle e a far sentire il fumatore in peccato e in colpa.
Tutto questo può aiutare oppure far scattare lo spirito di contraddizione.
Tu però hai voglia di smettere e forse potrai ascoltare con un modo diverso
le esortazioni che spero ti faranno i tuoi amici.
Inoltre puoi riempire le tue giornate di cose rilassanti e piacevoli
per compensare LA GRAVE PERDITA, e dopo, se sarai RIUSCITA A SMETTERE potrai
fare un bel funerale alle tue tanto amate/odiate sigarette.
Esulteremo tutti allora!!
Un caro saluto e coraggio i giorni passano e l'agosto si avvicina a grandi
passi e ... finirà in un baleno.
Amina


Date: Thu, 22 Jul 2004 12:45:13 +0200 (CEST)
From: ale
Subject: RE: Fw: ï lunedï
To: aminapier@jumpy.it


Buongiorno,
spero che i tuoi amici non si lamentino di non fumare in casa, le serate
sono così belle che possono benissimo fumare all'aperto...
Sì, le mie vacanze saranno con non fumatori, ma purtroppo ciò non significa
che a me passa la voglia...negli ultimi giorni ho pensato nuovamente
all'idea di smettere di colpo, ma come vedi le mie indecdisioni sono tante...forse
sono solo stanca e non ho la forza di pensare anche ad impegnarmi su
questo fronte, anche se ne va della mia salute...non vedo l'ora di andare in
ferie,  spero di riuscire a nn lavorare per tutto agosto, ma ho delle cose in
sospeso che incombono e spero non mi rovinino i piani...
Jeany non mi ha risposto, speriamo che mantenga la sua decisione e volontà
di smettere...
a presto
Ale

aminapier@jumpy.it wrote:
Ciao,
Sono contenta che quelle parole ti abbiano colpita, quando le ho lette
ho pensato a te e le ho copiate, certo che Goethe non avrebbe mai pensato
che le sue parole sarebbero andate in giro per e-mail e WEB.
Le mie vere ferie devono ancora cominciare e dureranno tutto il mese
di agosto, un po' in Toscana, Casentino, dove ho una casa e una settimana
a Ischia. Il programma non è niente male, spero bene.
In Toscana sarò in compagnia di amici fumatori che cercherò di sopportare,
dal punto di vista fumo, e che sanno già che in casa non li farò fumare,
altrimenti l'ambiente diventerebbe invivibile.
Non spero che si decidano a smettere e ormai non ci provo neanche a
fare campagna antitabagismo con loro. Sono sordi a qualsiasi richiamo e io
rispetto la loro scelta.
Sono contenta che tu vada in vacanza con gente che non fuma, questo
dovrebbe aiutarti a diminuire il numero delle sigarette, se non addirittura a
...
SPERIAMO!!!
Ho letto il tuo commento nel post di Jeany: bella la tua disponibilità,
ti ha scritto?
Buon pomeriggio
Amina


Date: Wed, 21 Jul 2004 12:57:08 +0200 (CEST)
From: ale
Subject: RE: Fw: ï lunedï
To: aminapier@jumpy.it


Sono parole bellissime, ora le stampo e le appendo in ufficio...
si, conto di approfittare della mia vacanza, tra l'altro tra non fumatori,
per staccarmi ancora un pò dal terribile vizio e rientrare rigenerata
e magari più motivata...tu hai già finito le ferie? solo qualche giorno in Toscana??
Buona giornata.
Ale

aminapier@jumpy.it wrote:
Questo è il messaggio che ti ho mandato. Non ti preoccupare, io quando
lavoro sono sempre il linea.
Ciao
Amina


Date: Wed, 21 Jul 2004 10:40:26 +0200
From: aminapier@jumpy.it
Subject: RE: Fw: ï lunedï
To: alessiatutor@yahoo.it


Oggi ti rispondo con parole non mie:

Nel momento in cui uno si impegna a fondo, anche la Provvidenza allora
si muove.

Infinite cose accadono per aiutarlo, cose che altrimenti non sarebbero
mai avvenute.

Qualunque cosa tu possa fare o sognare di poter fare, incominciala.

L'audacia ha in sé genio, potere e magia.

INCOMINCIA ADESSO." (W. GOETHE)

Forse sono parole troppo importanti per te? Mah!? Qual'è la differenza?

In fondo, qualsiasi impegno può essere grande.
Mi auguro che le tue vacanze siano fonte di benessere e serenità.
Approfittane per rigenerarti e allontanarti ancora un po' dalla tua dipendenza.
Così ti sentirai un po'in vacanza tutto l'anno.
Ciao e buona giornata
Amina


From: ale
To: aminapier@jumpy.it
Sent: Tuesday, July 20, 2004 2:21 PM
Subject: RE: ï lunedï


 Le vacanze non vedo l'ora che arrivino...in agosto di sicuro ma
non so ancora quando, spero proprio di filare via per almeno due settimane!!!
Intanto se finisco presto questo pomeriggio tenterò di andare al
mare...buona giornata
Ale

aminapier@jumpy.it wrote:
Grazie Ale per quello che mi dici.
Cercare di capire, anche non provando qualcosa sulla nostra pelle,
è spesso  molto difficile.
I dubbi sono tanti, le parole che si dicono sono come frecce lanciate
senza  vedere se si centra il bersaglio.
Ma io ci provo e vedo che qualcosa arriva. Se ti senti capita ti
senti anche appoggiata e questo è un punto di forza. Te ne serve tanta di forza
per  poter raggiungere l'obbiettivo, come sempre e per tutte le cose
che sono  importanti. In questo caso l'obbiettivo è la libertà e la salute.
 E cosa c'è di più importante di questo (oltre che l'amore naturalmente!)?
 Eze è al mare e tornerà i primi di agosto per cui non può risponderti,
ma  io lo tengo informato sulle nostre e-mail. E tu quando vai in vacanza?
Ciao Amina


Date: Tue, 20 Jul 2004 09:22:35 +0200 (CEST)
From: ale
Subject: RE: ï lunedï
To: aminapier@jumpy.it


Le tue parole mi sono preziose cara Amina, e anche se non hai mai
provato mi sembra tu possa capire bene di che cosa parlo...
Si, proverò ad andare avanti così, magari in ferie andrà ancora
un pò meglio e poi si vede...Eze è andato in ferie??? Beato lui...
A presto
Ale

aminapier@jumpy.it wrote:
Ciao carissima,
è lunedì anche per me ma.... andiamo avanti.
10 sono tante se si parte da zero, la metà se si parte da 20.
La matematica non è un'opinione ma il punto di vista sì.
Cerca di andare avanti così per un po' con la soddisfazione di
aver dimezzato il "nemico", poniti l'obbiettivo di abituarti a questa cifra e
poi di diminuirla della metà cioè 5.
In proporzione dovresti sentire meno la differenza. e sarebbe comunque
un bel traguardo.
Certo che dare consigli su qualcosa che non si è mai provato è
un po' azzardato, ma tu prendila come un modo per non sentirti da sola in questo
viaggio ...e poi chi l'ha detto che si deve fare così o così. Ognuno deve
trovare  il suo modo.
Coraggio, l'impegno porta sempre a qualcosa di buono.
Buona giornata a te e a presto
Amina


Date: Mon, 19 Jul 2004 13:57:18 +0200 (CEST)
From: ale
Subject: è lunedì
To: aminapier@jumpy.it, ezechiele2002@tin.it


Buongiorno amici,
scusate per il mio silenzio del fine settimana ma ero a spasso
senza pc... diciamo che rispetto ai miei obiettivi iniziali, mi sono abastanza
stabilizzata sulle 10 sigarette al giorno (ciò significa che qualche giorno
sono otto ma qualche giorno sono 12...)
per ore credo che mi impegnerò a mantenere tale cifra, anche perchè
vedo che comunque devo pensarci e che ho la tendenza ad aumentare...
Che ne dite? So che non è il massimo e che 10 sono tante...
a presto
Ale














































































































































































































































































03/08/2004

«Siamo trattati come

degli appestati»
Alto Adige 27/07/2004

Niente più sigarette dopo un buon pasto nei ristoranti altoatesini:
non resterà che uscire e fumare all'aria aperta, ma vista la tendenza forse
tra un paio di anni anche questo sarà vietato. Esultano i non fumatori che
ora non dovranno più chiedere tavoli accanto alle finestre; piangono gli
sconfitti che però non demordono, giurano vendetta e promettono: «Non
andremo più al ristorante, almeno sino a quando non ci verrà dato uno spazio
dove potremo intossicarci liberamente». Trattati come degli appestati, i
fumatori dovranno piegarsi alle nuove regole, pena multe salate da pagare
assieme al conto. «Non se ne parla nemmeno - commenta Renzo Germini -
vogliono farci impazzire: vorrà dire che i ristoranti mi vedranno sino a
Natale, poi perderanno un cliente».
Anche Armando Gioroveni la pensa allo stesso modo: «Non andrò mai
più a mangiare in un ristorante. Nei treni è proibito fumare, nei cinema pure,
adesso i nostri politici impongono di spegnerle anche prima di entrare in
un ristorante: mi chiedo come mai lo Stato continui a gestire il monopolio
incassando più della metà del costo di un pacchetto e poi impone di non
fumare. È paradossale».
Per Mirko Valentin la novità «è assurda». «Si potrebbe attrezzare
una saletta apposita - prosegue - dove far accomodare i tabagisti. Chi fuma
è consapevole del danno che fa a sé e del fastidio che arreca a un non
fumatore: ma non tartassateci».
«Se non posso fumare me ne resto a casa», ribatte Katia Hofer, la
sua fidanzata. «Ma credo che sia una cosa giusta - riprende - fanno bene a
proibire il fumo nei locali pubblici. All'aperto non dà tutto questo
fastidio, ma la legge entrerà in vigore a gennaio, quando saremo tutti
raccolti all'interno dei locali: allora sarà un'altra cosa, l'aria più
pulita farà bene anche a noi. E un giorno dovremo pur smettere».
Anche Edith Verant è una fumatrice, «ma tutto sommato accetterò
questo divieto - dice - i non fumatori non avranno più i vestiti impregnati
di fumo quando usciranno dai ristoranti: queste cose un fumatore non le
capisce, il suo olfatto si è ormai assuefatto a quest'odore. Ma ci sarà
un vantaggio anche per me: lavoro nei bar e non dovrò più togliere dai tavolini
i posacenere strapieni di mozziconi».
«Io per fortuna non fumo - commenta Doris Mahlknecht - e sono
contenta che si siano decisi a fare una legge che mette al bando le
sigarette in tutti i locali pubblici: ma servirebbero anche regole più
severe per eliminare il vizio del fumo».
Secondo Adolf Mair «i pacchetti con la scritta nera non servono a
niente, il fumatore si è abituato a quei messaggi. Si deve invece adottare
una politica sul genere di quella di New York, dove non fanno fumare nemmeno
per strada: la Provincia dovrebbe fare allo stesso modo, multare chi fuma.
E poi è fondamentale far pagare le sigarette il più possibile».
«Mi fa piacere il provvedimento - afferma Deborah Zanella - ma
chiudere completamente le porte al tabacco mi sembra ingiusto: il fumatore
è consapevole di danneggiare la sua salute, ma privarlo del gusto di una
sigaretta dopo mangiato o dopo il caffè è una punizione severa. Ma alla
fine sono ben felice di questa legge». «Io fumerò ovunque - conclude Giovanni
Martini - non mi interessa cosa dice la legge. E poi sono certo che
cambierà, dal tabacco lo Stato incassa ancora molto denaro». (g.d.l.)





















































«I fumatori ci

saranno sempre»
28/07/2004 DARIO ANSALONI

BOLZANO. Tempi bui per il popolo dei fumatori altoatesini: la nuova
legge provinciale sembra destinata ad incidere pesantemente sulle loro
abitudini e sulla loro vita sociale. Per saggiare le prime reazioni al
severo provvedimento abbiamo intervistato un osservatore privilegiato: Bruno
Zamboni, titolare di una rivendita di tabacchi in Via Cappuccini a Bolzano
e presidente della sezione bolzanina della Federazione Italiana dei Tabaccai.


Allora, presidente: come avete accolto voi tabaccai il nuovo disegno
di legge provinciale sul fumo?

Ciò che ci riguarda da vicino è la parte che regola i distributori
automatici di sigarette. Niente di totalmente nuovo, dato che questi
apparecchi sono già oggi disattivati dalle sette di mattina fino alle nove
di sera. I controlli da parte della Guardia di Finanza sono severi e per
i trasgressori ci sono multe salate. La nuova legge recepisce quella
nazionale, tutto qui.

Questo basta a dissuadere i giovani dall'acquisto di sigarette?

Il fumo e l'acquisto di sigarette sono già vietati ai minori di
sedici anni. Noi tabaccai siamo naturalmente in prima linea nel far
rispettare questa legge. Esponiamo tutti sulle nostre porte un apposito
adesivo. Nel mio negozio, ho affisso un cartello col quale invito i genitori
a non mandare i figli minori ad acquistare sigarette per loro.

E cosa pensa del divieto di fumo nei locali?

Se la vedranno i pubblici esercizi. Comunque, è una tendenza contro
la quale è impossibile andare. Non solo la nostra provincia e il nostro
paese stanno andando in questa direzione. Tutta l'Europa, e prima ancora
gli Stati Uniti, hanno già imboccato questa strada.

Il consumo di sigarette calerà?

Prevedo di sì. E' matematico: i luoghi proibiti saranno molti. Molti
fumatori li frequentano per parecchie ore. Dunque, le sigarette non fumate
non saranno recuperate. E andranno a diminuire i consumi.

Qualcuno deciderà di smettere a causa della nuova legge?

No, non credo.

Lei, immagino, fuma. Da fumatore, la disturbano questi divieti?

Come fumatore, attualmente, i divieti mi sono indifferenti. Non
faccio nessuna fatica a rispettarli. E' un fatto psicologico, ci si adegua
ai divieti e si fuma solo dove è permesso. Non vedo particolari reazioni
nemmeno dai fumatori che frequentano il mio negozio. Pensi che addirittura
spengono la sigaretta prima di entrare. Eppure, da me non è ancora proibito
fumare!

Il fumo è in calo?

Qualcuno smette, qualcuno riprende, qualcuno incomincia. I giovani
e le donne fumano di più. In quest'ultimo caso bisogna tenere presente che
le donne partono da percentuali basse di fumatrici, più basse rispetto agli
uomini. Dunque, per loro l'aumento appare statisticamente più rilevante.

Gli slogan salutistici stampati sui pacchetti hanno avuto qualche
effetto sui fumatori?

Qualche battuta, nulla di più. E' servito a ben poco. Tutte le
strategie di dissuasione dal fumo rivolte a chi già è fumatore, secondo
me, sono destinate a fallire. Per riuscire a ridurre il fumo ci vuole molto
tempo. E, soprattutto, occorre partire dalle scuole. Non ha molto senso
proibire il fumo, funziona solo la prevenzione.

I fumatori si sentono discriminati?

Penso di no. È tale il bombardamento mediatico contro il fumo che
hanno per così dire assimilato i divieti. Sanno che in determinati posti
non si può fumare, punto e basta.

Provano sensi di colpa?

Nemmeno.

Da quanto tempo fuma?

Mi verrebbe da dire da sempre. Da quarant'anni, da quando ne avevo
diciotto.

Quanto fuma?

Un pacchetto al giorno.

































































A tavola senza

più «bionde» (cronaca)


Sempre più accerchiati, i fumatori si vedono rosicchiare il terreno
sotto i piedi. Un'emarginazione in nome della salute e del rispetto dell'
altro. Scippati perfino degli scampoli di tempo loro concessi prima dell'
entrata in vigore della legge, si infilano nel solito ristorante e si
accorgono subito di un'aria diversa, più pulita: qui e là è scattato
anzitempo il divieto. Gongolano i martirizzati nemici della sigaretta e
respirano, gustandosi piatti denicotinizzati.
Dovrebbe partire a gennaio dell'anno prossimo l'interdizione del fumo
in bar, pizzerie, ristoranti non dotati di spazi rigorosamente divisi. Ma
parecchi gestori si sono portati avanti. Quasi tutti, aggirando le numerose
e dispendiose disposizioni per la realizzazione di salette separate, hanno
«bonificato» l'intero locale sacrificando i tabagisti.
Una rivoluzione nei costumi di italiani che si avvicinano in età
sempre più giovane alla prima sigaretta, e che ricorda la svolta imposta
da quel cartello «vietato fumare» sotto il grande schermo del cinema.

L'accostamento del cibo alla sigaretta, sacro per i «viziosi» e
intollerabile per i «virtuosi», è il motivo di un conflitto che si era fatto
sempre più acceso. E che vede sconfitti i «sopraffattori». Come il signor
Giovanni, rottamaio, seduto al tavolo d'angolo di una trattoria del centro.
L'indice e il medio della mano destra tinti da mezzo secolo di nicotina
e un fermo proponimento:

«In un locale dove non si fuma io non metto piede,
perché non mi faccio proibire la sigaretta da nessuno. Dopo mangiato è la
cosa più piacevole e non intendo rinunciare. C'è una trattoria molto vicina
alla mia bottega, ci andavo tutti i giorni. Da qualche mese non si può più
fumare. Mi sono comprato un fornelletto che tengo in negozio e mi arrangio
così».
Da «Salvatore», pizzeria al ponte Nuovo, anticipatrice della nuova
mentalità, Giovanni non ci si è sicuramente mai nemmeno affacciato. «Da
noi», ci dice il proprietario, «è sempre stato vietato fumare. Il posto
era piccolo quando è stato aperto in corso Portoni Borsari, vent'anni fa.
Eravamo tutti fumatori, ma fu una scelta igienica. Da sempre chi viene è
perché la gradisce, questa regola».
Ma l'audacia di sfidare la vecchia abitudine rischiando di perdere
una collaudata e nutrita clientela di nicotomani non era certo diffusa. E al
«Vesuvio», dove da sette mesi sono banditi sigarette e affini, Paolo,
comproprietario, è certo di aver fumato, seppur passivamente, come un turco:
«Ho sempre detestato le sigarette, ma mi sono state inflitte ogni sera.
Chi lavora con me pensava che avremmo perso del lavoro se fossimo stati
proibizionisti, invece solo i più accaniti se ne sono andati. Magari
qualcuno lascia prima la pizzeria, per chiudere la serata da qualche parte,
ma molti escono semplicemente a fumare e poi tornano dentro. Mi si svuota
il locale prima, ecco la differenza».
Tre giovani mamme e cinque bambini. Da quando hanno tolto i
portacenere dai tavoli se ne vedono di più, di piccoli, a mangiare la pizza.
«Io non frequento locali dove si fuma», garantisce una di loro. «Ho
sopportato abbastanza. E pensate che di Verona sono abbastanza contenta:
vengo da un viaggio in Emilia Romagna, dove non sono riuscita a trovare
una saletta per non fumatori».
«Io, invece, dopo mangiato me la godo proprio una sigaretta»,
interviene l'amica, «mi piace cenare senza quell'odore di tabacco intorno».
Chi, al contrario, ama smorzare il gusto di un piatto di spaghetti
riempiendosi la bocca di una corposa boccata, mentre aspetta la portata
successiva, e non intende rinunciarvi, rischia di vedersi, al più presto,
ridotto il ventaglio della scelta dei ristoranti. «Noi abbiamo un locale
riservato ai fumatori», fa presente il gestore di una pizzeria sul lungadige
Attiraglio, «ma da gennaio dell'anno prossimo la elimineremo. Non ci
conviene: le regole sono troppo limitative e costose. E poi ci chiedono
sempre più tavoli dove non si fuma, e questo ci incoraggia».
Verona collauda un nuovo modo di stare a tavola con gli altri: un
desco senza «bionde». Perlomeno in società. Tirar fuori il pacchetto che
«nuoce gravemente alla salute» sta diventando un gesto da «cospiratori».
Luisa Marchesini






































































I FRANCESI FUMANO SEMPRE MENO
                  

Aumentare i prezzi sembra davvero la miglior soluzione
per costringere i fumatori a desistere dal vizio della sigaretta. La Francia
ha alzato del 20% il costo del pacchetto a gennaio e gli amanti del tabacco
sono calati del 30%. Il primo semestre 2004 ha registrato «9.000 tonnellate
di sigarette in meno», esulta uno studio del Centro di documentazione e
d' informazione sul tabacco.

Un «evidente miglioramento», a ben vedere, rispetto ai
risultati registrati nello stesso periodo del 2003.

Francia: aumenta il prezzo delle sigarette (esteri)
ANSA 28/07/2004 16:43 next top

ANSA) - PARIGI, 28 LUG - Aumentare i prezzi sembra
davvero la miglior soluzione per costringere i fumatori a desistere dal
vizio della sigaretta. La Francia ha alzato i prezzi del 20% e gli amanti
del tabacco sono calati del 30%. Il 1/o semestre 2004 ha registrato "9.000
tonnellate di sigarette in meno",rivela il Centro di documentazione sul
tabacco. Ma i tabagisti piu'accaniti aggirano il problema con una soluzione
meno costosa: il tabacco sfuso,la cui vendita e' passata da 3.300 a 3.900
tonnellate.






















FUMO: SIGARETTE 'VIETATE' AI VEGLIONI DI FINE ANNO    


Roma, 7 lug. (Adnkronos Salute) - Sigarette al bando dai veglioni di fine anno. Dal 28 dicembre 2004 scattera' il divieto di fumo in bar, ristoranti e in tutti i locali aperti al pubblico. Lo ha ricordato il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, intervenendo al Convegno promosso da Europa Donna a Palazzo Giustiniani a Roma. Si potra' fumare solo in aree riservate, che rispettino particolari requisiti. Ma se il gestore non si e' attrezzato durante quest'anno di tempo, l'intero locale diventa 'no smoking'. Sul fronte della lotta al fumo, sottolinea Sirchia, ''c'e' ancora molto da fare. Sono irrilevanti le sanzioni, non tanto per chi viene sorpreso a fumare dove non dovrebbe, ma soprattutto contro chi propaganda il fumo. E cosi' nei film e nelle fiction viene riproposta continuamente la pubblicita' occulta delle sigarette: le donne e i giovani sono quelli che maggiormente subiscono questa pressione''. Laura Bianconi, della Commissione Igiene e sanita' di Palazzo Madama, annuncia la nascita al Senato di una Commissione d'indagine su tumore del seno e fumo, 'vizio' in aumento fra le donne. Si stima che nei prossimi anni saranno sei milioni le italiane fumatrici. La Commissione comincera' i lavori in autunno.
(Mad/Adnkronos Salute) 




RIMBOCCHIAMOCI

LE MANICHE !!!

Eccomi a voi, dopo due settimane di riposo al mare, nella mia bellissima e profumata terra di Puglia !

Siete pronti a ripartire ?

E allora rimbocchiamoci le maniche e.... Al Lavoro !!!!



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