UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








31/05/2004

Smettere di fumare:

la via psicologica della

Lega per la lotta contro i tumori
ultima revisione: 28/05/2004

Smettere
Oltre alle tecniche farmacologiche che possono portare a effetti collaterali e che, a causa del mancato supporto possono facilmente fallire, ci sono molte metodologie di carattere psicologico educativo che andrebbero prese in considerazione.


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Per spiegare questo tipo di metodi prendiamo come esempio quello della Lega italiana per la lotta contro i tumori che da anni si batte in Italia per combattere il vizio del fumo. I percorsi di Disassuefazione dal Fumo hanno lo scopo di far abbandonare l’abitudine e di proporre un modo più attento di cura della propria salute attraverso stili di vita e comportamenti adeguati.

Esistono due tipi di percorsi in base alle esigenze personali:

un percorso di gruppo
un percorso individuale.
Per partecipare a uno dei due percorsi, è necessario innanzitutto compilare un questionario e svolgere un colloquio motivazionale con uno psicologo per capire quale orientamento è adatto a ciascuna persona.

I percorsi di gruppo sono guidati da uno psicologo. I nove incontri durano circa due mesi. Non vengono utilizzati medicinali, graffette o altre sostanze, perché l’elemento principale che tiene legato il fumatore alle sue sigarette non è la dipendenza fisica, ma quella psicologica. È su questa specifica dipendenza che si intende lavorare.

Il confronto con gli altri partecipanti ed i suggerimenti del conduttore aiutano notevolmente chi vuole smettere di fumare, incoraggiandolo a tollerare meglio gli sforzi che occorre fare per eliminare la sigaretta.

Il percorso individuale invece consiste in quattro incontri personali con uno psicologo con cadenza settimanale. Ogni incontro dura circa 40' e si esaurisce nel giro di circa un mese.

per informazioni 02/2662771 - www.legatumori.mi.it - www.legatumori.it






















La cura estetica migliore:

smettere di fumare
 ultima revisione: 28/05/2004

La
Stai spendendo centinaia di euro in creme tonificanti, antirughe e idratanti ma i risultati si fanno attendere? Forse non è colpa di quei prodotti ma delle sigarette che fumi quotidianamente.


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Ormai è chiaro il legame tra fumo e invecchiamento cutaneo, le fumatrici sui 50 anni hanno molte più rughe delle loro coetanee che non fumano, ma già prima dei 30 la differenza può essere evidente.

I danni legati a questo tipo di problema non sono visibili subito, il processo è lento e ci vogliono ben 10 anni per poter notare quello che dermatologicamente viene descritto come smoker’s face e che ovviamente, non coinvolge soltanto la pelle del viso.

Fumare significa aumentare il processo di ossidazione della pelle e rallentare la microcircolazione dermica.

Questi fenomeni portano a effetti ben visibili già dopo 10 anni:

Più rughe
Il numero di radicali liberi aumenta e compromette la sintesi di collagene ed elastina.
Colorito spento
I vasi sanguigni si restringono, l’apporto nutritivo e il flusso dell’ossigeno diminuiscono.
Couperose
I capillari perdono elasticità e la cute è più soggetta ad arrossamenti e irritabilità cutanea.
Rischio cellulite
L’alterazione della microcircolazione favorisce il ristagno dei liquidi e provoca la riduzione del metabolismo.
Minori difese
Gran parte degli ossidanti dell’organismo viene consumato per contrastare l’azione tossica della sigaretta, così la pelle affronta il difetto degli stress ambientali.
Anche i gesti rituali che accompagnano ogni sigaretta accesa favoriscono tutta una serie di inestetismi:

Il continuo movimento delle labbra per aspirare il fumo accentua le rughe in questa zona già molto fragile.
La nuvoletta che si forma dopo ogni tiro è nociva quanto il fumo aspirato. L’irritazione degli occhi provoca frequenti lacrimazioni e strizzate che favoriscono la formazione di microrughe.
La nicotina provoca macchie antiestetiche in punti sensibili: dita, unghie denti.


























l'inizio della fine

Vuoi farla finita... con il fumo, naturalmente. La decisione di smettere di fumare trasformerà radicalmente la tua vita. Non è una cosa semplice. Il nostro programma con i consigli pratici per l'inizio della fine ti darà risposte utili alle domande e ai problemi più importanti che si pongono quando si vuole smettere: Quando comincerò a sentirmi meglio? Metterò su chili? Quanto dureranno i sintomi di astinenza? Fondamentale è la ferma volontà di smettere di fumare. Con la giusta motivazione ce la farai!

 

I fumatori adulti hanno cominciato a fumare in massima parte da ragazzini, senza rendersi conto, a quell'età, del pericolo della dipendenza e delle conseguenze per la salute.

 

Il consumo di tabacco è responsabile del 30% della mortalità derivante dal cancro. Prima si comincia a fumare, più alta è la probabilità di ammalarsi cancro al polmone o di altre serie patologie associate al fumo (per es. malattie del sistema cardio-circolatorio).

 

Questo opuscolo fa parte di una campagna informativa lanciata dall'Unione europea e svolta in collaborazione con le autorità sanitarie e le leghe anticancro dei Paesi membri.

 

VITTIMA


Nessuno vuole davvero dipendere dalle sigarette compromettendo se stesso e il proprio futuro. Le donne diventano sempre meno feconde, gli uomini impotenti e un fumatore su due muore prima del tempo. E’ questo che desideri?

 

Rinuncia alle sigarette, non cadere nella trappola dell’industria!

Sii te stesso. Sii libero. Di’ di no!

 

Non sapevi di essere la loro vittima? Basta dare un’occhiata alle conseguenze determinate dal fumo per rendersene conto.

 

> Sapevi che?

> Immagini

> More Facts


SCHIAVO


A nessuno piace essere schiavo dell'industria del tabacco. La sigaretta e' un prodotto creato ad arte per agganciarti con la giusta quantità di nicotina, capace di renderti totalmente dipe ndente per poi ucciderti. Vuoi entrare nel club dei perdenti?

 

Don´t care about cigarettes – and don´t be fooled by the industry!

Be yourself. Be free. Say No!

 

> Facts

> Manipulation


BERSAGLIO


Nessuno vuole essere bersaglio dell’industria del tabacco. I fumatori vengono catturati dall’attraente mercato delle sigarette e spendono milioni per essere alla moda. Vuoi cadere nella trappola anche tu?

 

Rinuncia alle sigarette, non cadere nella trappola dell’industria!

Sii te stesso. Sii libero. Di’ di no!

 

 

Non sapevi di essere nel loro mirino?

Ecco alcune prove inconfutabili!


Be yourself - feel free!

Pensi che una volta sola non conti. Dopo la prima sigaretta, non ci pensi neppure a continuare: il sapore è orrendo, i polmoni fanno un male cane e per di più ti gira la testa. Eppure tanti altri ce l'hanno fatta a diventare dipendenti dalla nicotina. Perché tu no? Perché tu non sei stupido.

 

Tu sei tu. E forse non corrispondi alla tua immagine ideale. Questo ti crea insicurezza. Ma una cosa è certa: fumare non ti aiuterà. Le uniche cose che ricaverai dalle sigarette saranno un saporaccio in bocca e un cattivo odore. Credi che questo faccia bene al tuo ego?

 

Vuoi sapere che sapore ha la libertà. La vera libertà sa di voglia di vivere, divertimento e avventura. Ha il sapore di tutto quello che rende bella la vita. Le manca solo l'odore del fumo stantìo.

 

Hai molti amici. A loro piaci per quello che sei e che fai. Che bisogno c'è allora di aggrapparsi ad una sigaretta?

 

Ami il tuo o la tua partner. Ma ti piace anche il suo sapore di nicotina quando lo/la baci? Siamo sinceri: leccare un portacenere non ha niente di sexy!

 

Baci il tuo ragazzo o la tua ragazza e senti il gusto di nicotina? Gli/le levi la maglietta e senti odore di fumo? Puoi scordarti della bocca che sa di fragola e della nuvoletta del Lenor. La realtà puzza!

29/05/2004

Gustarsi una sigaretta in santa pace

è diventato impossibile -

Invece respirare aria salubre?

- Chi aspira una bionda viene di volta in volta additato come fosse un
criminale incallito, un reietto della società, un appestatore professionista
..... stiamo dalla parte di quei fumatori educati, come sono la gran parte
di essi, che hanno il buon gusto di chiedere, a chi gli sta intorno, se
possono accendersi una cicca prima di farlo -

Possibile che i fumatori ancora non hanno capito che rompono le p***e a
tutti quelli che non intendono condividere la loro passione?! *

- Stiamo consentendo a qualcuno che pretende di fare il nostro bene di
toglierci un altro pezzo di libertà e, come ha ben scritto Sergio Ricossa,
la libertà è la più stuprata delle donne e il suo stupro è il più impunito
dei delitti. -

E la libertà dei non fumatori di respirare aria non satura di fumo?

- Abbiamo scelto, però, di stare dalla parte dei fumatori, che se fanno del
male lo fanno tutt'al più a sé stessi. Noi, alla nocività del fumo passivo
fatichiamo a credere e in questo ... -

A parte che è stato dimostrato che il fumo passivo è dannoso, ma anche se
non fosse ... i fumatori rompono, danno fastidio, lo volete capire una volta
per tutte!!!

* Riflessione: se io avessi l'abitudine, o vizio, di urinare o sputacchiare
in terra dove mi pare (cinema, teatri, ristoranti, luoghi di lavoro ...)
verrei arrestato (licenziato); che non si lamentino i fumatori che sono
liberi di fumare, nonostante sia stato "necessario" imporre il divieto di
fumo in determinati ambienti per salvaguardare chi non dfesidera fumare.



































LA LIBERTA' IN FUMO

LEONARDO FACCO EDITORE


Prestando attenzione alla campagna mediatica di questi ultimi anni, perlopiù promossa con soldi pubblici, si ha la sensazione che solo i pedofili siano peggio dei fumatori.

Gustarsi una sigaretta in santa pace è diventato impossibile. Chi aspira una bionda viene di volta in volta additato come fosse un criminale incallito, un reietto della società, un appestatore professionista. Inaccettabile Si tratta di un sintomo di qualcosa di decisamente sbagliato.

Con questo libro, non abbiamo intenzione di difendere il fumo tout court, negando l'evidenza della sua dannosità nel tempo (come dannosi sono l'alcool, lo stress, la guida per le strade italiane, e via discorrendo). Abbiamo scelto, però, di stare dalla parte dei fumatori, che se fanno del male lo fanno tutt'al più a sé stessi. Noi, alla nocività del fumo passivo fatichiamo a credere e in questo
libro ci vengono spiegati alcuni interessanti particolari in merito, mai divulgati.

Ancor di più, stiamo dalla parte di quei fumatori educati, come sono la gran parte di essi, che hanno il buon gusto di chiedere, a chi gli sta intorno, se possono accendersi una cicca prima di farlo. La razza umana, solitamente razionale,
è stata persuasa che essere alla presenza di qualcuno a cui piace fumare è come star vicino ad un portatore di malattie contagiose. Ciò che preoccupa è questa perdita di razionalità. Abbiamo consentito a certa dubbia propaganda di creare
un autentico isterismo. Stiamo consentendo a qualcuno che pretende di fare il nostro bene di toglierci un altro pezzo di libertà e, come ha ben scritto Sergio Ricossa, la libertà è la più stuprata delle donne e il suo stupro è il più impunito dei delitti.

Un nuovo libro
di LEONARDO FACCO EDITORE

TITOLO: La libertà in fumo!
Quando il proibizionismo nuoce
gravemente alla salute

Di Lord Harris of High Cross & Judith Hatton

Prefazione di Alberto Mingardi

PREZZO: 10 euro (compresa la spedizione)

Per ordinarlo:
invia una mail a Leofacco@tin.it
oppure un fax al 0363-304.304































28/05/2004

Tutti Liberi di dire NO
 
con il Truck Tour, palcoscenico itinerante
 
ROMA, domenica 30 maggio ore 21-23, p.zza S.Giovanni Bosco
 
La prima Campagna di Prevenzione del Tabagismo della Commissione Europea, "Feel-Free To Say No" (sentiti libero di dire No") arriva al traguardo, a Roma. Iniziata come campagna mediatica nel 2002, ha raggiunto i giovani di tutta Europa tramite MTV e le riviste specializzate per i giovanissimi, e continuera' a farlo nel successivo progetto gia' in cantiere, pronto dal 2005.
Per un accordo con la UEFA, calciatori del calibro di Maldini e Zidane sono testimonial, come pure cantanti di fama internazionale.
Tra le maggiori attrazioni, il Truck Tour, il caravan che si trasfoma in palcoscenico gigante (16 metri) itinerante, che ha visitato le maggiori citta' europee con il suo bagaglio di testimonial, ospiti, personaggi dello sport, della musica e dello spettacolo.
Il Truck terra' il suo show a Roma Cinecitta', piazza S. Giovanni Bosco, domenica 30 maggio dalle 21 alle 23. Tra i testimonial: Elena Sofia Ricci, Miss Universo Silvia ceccon, Davide Pettirossi e la sua Jazz Band.
Cristina Bonadei, giornalista di RadioRai, intrattiene e intervista gli ospiti, rappresentanti della Commissione Europea (Prof. Giacomo Mangiaracina, presidente della Societa' Italiana di Tabaccologia), della Lega Contro i Tumori (Direttore Generale Silvio Arcidiacono), e del Comune di Roma (l'assessore alla Salute Raffaela Milano). Una curiosita', la partecipazione di Roberto Mangosi uno dei maggiori disegnatori e vignettisti italiani, erede del grande Iacovitti, che creera' le sue vignette "in diretta", sotto gli occhi del pubblico.
Lunedì 31 maggio, dalle 10.30 alle 12.30, e' giornata dedicata alle scuole. Tra musica, giochi e karaoke, si tiene il Congresso dei Ragazzi contro il Fumo, dove studenti di vari istituti romani, protagonisti per un giorno, presentano in un vero mini-convegno scientifico i lavori e le ricerche svolte durante l'anno scolastico. Partecipa il Consiglio Comunale dei Bambini del Comune di Roma ed il Consiglio dei Ragazzi del Comune di Minturno. La piazza sara' a colori per lo spettacolo degli Sbandieratori di Minturno, in costume medievale. La giornata si concludera' con la presentazione di un progetto di prevenzione per le scuole, in collaborazione con ASSOFARM.
Il programma dell'evento e' scaricabile dal sito: www.gea2000.org.
Ufficio Stampa:
Dott.ssa Miriana D'Onghia,
Tel. 06-39722649, Fax: 178-2215662

Ricevo da Cinzia :

Favole a colori contro il fumo !

La Lega Italiana per la lotta contro i Tumori della sezione di Rimini sta
per mettere in atto un progetto per la prevenzione del fumo rivolta ai più
piccoli, proponendosi di coinvolgere i bambini fin dalla scuola materna.
Questo perché si è certi che più precocemente si riuscirà a far comprendere
al bambino i pericoli insiti nel fumo del tabacco, (per non parlare poi
di altre sostanze), più si riuscirà a stimolarli nel modo adeguato a fare
determinate scelte di vita. Il conoscere infatti la dannosità del fumare,
prima che questa azione prenda delle connotazioni di anticipazione e di
presunta autonomia, per raggiungere purtroppo in breve quelle di reale dipendenza,
è sicuramente il miglior presupposto per ottenere i risultati sperati.
Il progetto consta di una favola da leggere ai bambini e di un gioco da
fare in gruppo insieme all?insegnante.
La favola è breve, dato che i bambini di questa età non hanno ancora capacità
attentive molto sviluppate e contiene al suo interno tutte le caratteristiche
che, secondo Bettelheim, dovrebbero competere ad una fiaba per poterla rendere
efficace nell?educazione dei più piccoli, per aiutarli a crearsi un valido
schema della realtà circostante, in modo da permettere loro la comprensione
delle diverse valenze insite nelle situazioni che la vita presenta.
I messaggi che esprime sono infatti situati a più livelli e sono in grado
di interagire con la mente conscia, preconscia e inconscia.
Il livello più superficiale di lettura si basa sull?insegnamento di non
dar retta a chiunque, di non lasciarsi convincere a fare cose di cui non
si conoscono il valore e il significato, anche se vengono proposte nel più
suadente e nel più complice dei modi, e di soppesare bene le proprie azioni,
prima di compierle, in modo da non incorrere in tragiche conseguenze.
(Rispetto al fumare, questo significa chiaramente non iniziare nemmeno a
farlo, dato che, oltretutto, al giorno d?oggi, l?avvertimento sulla pericolosità
del fumo è scritto ben leggibile su ogni pacchetto di sigarette).
Per chi avesse però già attuato comportamenti sbagliati, il messaggio è
questo: non arrendersi davanti alle difficoltà e non scaricare la rabbia
e la delusione contro se stessi o contro quelli che ci stanno intorno, ma
iniziare validi programmi di recupero, eventualmente facendosi aiutare da
chi è in grado di farlo. Infatti, chi ha già iniziato e non riesce  a smettere,
non può essere né colpevolizzato, né emarginato, ma bensì aiutato e rinforzato
nei suoi propositi di limare dalla propria vita sia il fumo che i meccanismi
patologici di dipendenza.
La descrizione degli effetti negativi del fumo, data dalle immagini dei
polmoni affumicati, dalle dita e dai denti gialli e rovinati, dagli occhi
arrossati e dalla tosse, stimola e colpisce la mente del bambino a livello
preconscio, rispetto alla pericolosità e negatività, anche immediata, dell?attuare
certi comportamenti.
Ad un livello di lettura più approfondito, che tratta le tematiche dell?inconscio
parlando il suo stesso linguaggio, in modo da venir capito anche senza essere
razionalizzato, è stato fatto uso dei due processi di esteriorizzazione
e personificazione delle parti interne, che vengono rappresentate nella
favola tramite le figure della strega, che impersona l?Es, e dei bambini
rapiti, che visualizzano l?Io e il super-Io, dato che hanno la facoltà di
capire, razionalizzare e mettere in atto azioni e risposte adeguate per
la risoluzione dei problemi. Questo modo di leggere le cose aiuterà i bambini
a comprendere e a schematizzare le forze e i conflitti che si agitano dentro
di loro e che sempre interagiscono nei comportamenti di tipo coatto, in
modo da riuscire a trattarli con maggiore chiarezza e competenza e diminuire
di molto il rischio di esserne sopraffatti. Il processo di identificazione
che risulterà immediato tra i bambini che ascoltano e i piccoli protagonisti
della favola, farà sì che essi si sentano e scelgano, anche senza saperlo,
di assomigliare a questi ultimi, giovani eroi positivi e capaci, non solo
di mettersi in salvo, ma di poter aiutare anche gli altri con validi consigli,
tendendo a costruirsi un Io forte, che non possa cadere nei tranelli della
dipendenza.
Il gioco è simile al classico gioco dell?oca, anche se vi sono state aggiunte
alcune altre particolarità ed è stato molto apprezzato sia dai bambini che
dagli insegnanti.
Sia la favola che il gioco sono stati infatti testati sia a livello di scuola
materna che di scuola elementare ed hanno stimolato l?interesse dei bambini
che non si sono risparmiati comparazioni a livello di esperienze personali
e familiari: Tutti hanno raccontato storie di parenti o amici che fumavano
e che hanno smesso o che stanno ancora fumando e affumicano l?intera famiglia
più o meno consenziente. Molti hanno esplicitato la loro conoscenza su quanto
il fumo possa essere dannoso ecc.
Anche il gioco è stato di loro gradimento e sia i piccolissimi che i più
grandicelli hanno mostrato interesse e partecipazione alle varie fasi di
avanzamento, essendo molto soddisfatti anche se meravigliati e a volte quasi
increduli di poter trasformare la strega in una signora simpatica e sportiva.
Quando la favola è stata letta in famiglia ci si è inoltre trovati davanti
ad un?ulteriore risposta: madri, padri e nonni fumatori non hanno potuto
far altro che identificarsi con la strega cattiva, hanno considerato quanto
le loro dita fossero gialle di nicotina e i polmoni affumicati come quelli
della strega, si sono sentiti in colpa e, per amore dei loro bambini, hanno
capito e deciso di diminuire almeno il numero delle sigarette fumate, poi?si
vedrà.






















































































27/05/2004




Lotta al fumo, guardia sempre alta

Controlla le tue conoscenze sul fumo con questo semplice test.
Dieci domande per vedere quanto ne sai sui danni della sigaretta.
Rispondi alle domande scegliendo fra tre risposte.

Alla fine del test potrai approfondire l’argomento consultando “Soluzioni e perché”














Messaggio:

Data: 12/05/2004
Titolo: fumare a 10 anni
Testo:
Sono un'insegnante elementare e ho scoperto che alcuni miei alunni di quinta elementare hanno fumato qualche sigaretta.. Cosa fare? I genitori,quale ruolo? L'insegnante quale iniziative può prendere? Patrizia Togna




Cinzia Marini oggi ci ha inviato :

Un libro bianco
sugli effetti nocivi

IL 31 maggio verrà presentato e distribuito "Il libro bianco sul fumo" con
gli effetti. Nei paesi industrializzati un terzo delle morti per cancro
sono causate dal fumo (47% tra gli uomini e 14% tra le donne). E dal 1987
il cancro polmonare ha sorpassato quello al seno, diventando una delle principali
cause di morte fra le donne americane. Nell'Unione Europea le donne morte
per tumore al polmone sono più che raddoppiate dagli anni '70, passando
da 19.000 a oltre 41.000 all'anno. In Italia nel 1929 le statistiche non
riportavano nessun decesso per carcinoma polmonare nella popolazione femminile.
Negli anni '70 morivano 2.300 donne, oggi ne muoiono 5.600 ogni anno. A
partire dagli anni 50 la malattia è diventata una delle principali cause
di morte fra gli uomini dei paesi industrializzati.
Poi, dagli anni '70 e '80, i tassi di mortalità del cancro polmonare sono
aumentati anche tra le donne: nel 1950, il cancro polmonare fra le donne
degli Usa era il 3 per cento di tutte le morti per cancro, oggi è il 25%.
L'aumento per le donne Usa dal 1950 ad oggi è del 600%.


La pelle invecchia prima
I danni per lei Imputati nicotina e monossido di carbonio

IN UNA sigaretta ci sono circa 4000 componenti tossici. Ecco perché fumare
fa male. Anche alla bellezza. Negli ultimi sei anni sono apparsi studi che
dimostrano la relazione tra fumo e invecchiamento cutaneo. Le fumatrici
sui 50 anni hanno molte più rughe, ma già prima dei 30 anni la differenza
tra la pelle di una fumatrice e quella di una donna che non fuma può essere
evidente. I danni non sono visibili da subito. Il processo è lento e ci
vogliono ben 10 anni per poter notare quello che dermatologicamente viene
descritto come "smoker's face" e che non coinvolge solo la pelle del viso.
Ma in che cosa consiste il danno della sigaretta sulla pelle? Due gli effetti
principali: il primo è legato al fenomeno di ossidazione, che aumenta il
livello dello strato corneo e del derma; il secondo è legato alla microcircolazione
che viene rallentata. Il deficit di ossigeno, provocato dalle alterazioni
della microcircolazione dermica, danneggia i processi di cicatrizzazione
cutanea. I costituenti tossici del fumo, in particolare la nicotina ed il
monossido di carbonio, inibiscono la cicatrizzazione. I radicali liberi
aumentano, compromettendo la sintesi di collagene ed elastina. Il risultato?
La pelle si segna con più facilità


14 Libere dal fumo
Donne più a rischio La "Giornata mondiale senza tabacco" del 31 maggio e
quella nazionale del respiro del 29 sono dedicate ai danni delle sigarette
In forte crescita le malattie e le vittime di sesso femminile
di Nicola Sasso

RESPIRARE bene e non fumare. Intorno a questi due concetti si sviluppano
importanti appuntamenti: il primo, sabato 29, con la Giornata nazionale
del Respiro, organizzata dalla Federazione Italiana contro le Malattie polmonari
sociali e la tubercolosi. Il secondo è per il 31 maggio, con la "Giornata
Mondiale Senza Tabacco", promossa dall'Oms. L'iniziativa di sabato prossimo
vede coinvolti i Centri pneumologici ospedalieri ed universitari, anche
pediatrici, insieme a numerose associazioni mediche e società scientifiche.
L'obiettivo è puntualizzare il valore della salute respiratoria, per ricordare
ai cittadini l'importanza della prevenzione, rivolta alla conservazione
del benessere individuale e alla difesa dell'ambiente dai principali fattori
di pericolo legati al fumo di tabacco e all'inquinamento ambientale. Le
patologie respiratorie provocano morbilità, invalidità e mortalità spesso
evitabili, con almeno 90 mila morti annuali, legate
al fumo di tabacco e con malattie che pur colpendo milioni di persone sono
ugualmente diagnosticate
in ritardo. Per altre informazioni si può consultare
il sito www.giornatadelrespiro.pneumonet.it
Altre iniziative il 31 maggio: dagli incontri promossi dall'Istituto superiore
di sanità, alle manifestazioni della Lega contro i tumori in diverse piazze
italiane, con stand dove si può sottoscrivere l'attività della Lega ricevendo
in cambio un foulard firmato.
La giornata è mirata a sensibilizzare le donne: in Italia le fumatrici sono
5,3 milioni e saranno 6 fra due anni. Nel 2002 sono morte 5.600 donne per
cancro
al polmone, patologia che negli Usa ha già superato
la mortalità per cancro al seno.
Per informazioni sul 31 maggio: "Sos Fumo"
al tel. 800998877 oppure www.legatumori.it

Ma le donne che fumano sono consapevoli dei gravi danni che questa abitudine
arreca al loro organismo? Sanno certamente che non fa bene; forse non sanno
quanto il fumo mette in grave pericolo la loro salute. Senza esagerare si
può dire che la sigaretta è un vero e proprio attentato alla vita di chi
fuma. A sostenerlo con assoluta sicurezza sono migliaia di studi che hanno
provato una relazione di causa ed effetto tra il consumo di tabacco e tumori
di almeno sette organi: polmoni, cavo orale e faringe, esofago, laringe,
pancreas, rene e vescica (dove ristagnano i metaboliti del fumo). Non solo.
Un nesso con il fumo è stato anche riportato per il tumore dello stomaco,
del colon- retto, del rene. Come pure per leucemie e linfomi.
Una "relazione pericolosa" è stata scoperta tra fumo e due tipi di tumori
femminili tra i più temibili, precisamente quello al collo dell'utero e
del seno. A proposito di quest'ultimo, un studio effettuato negli Usa ha
confermato che nelle forti fumatrici il rischio di ammalarsi di tumore primario
alla mammella è molto più alto. E i pericoli aumentano quando si comincia
a fumare presto. Secondo uno studio epidemiologico canadese condotto su
1.400 donne, chi inizia a fumare durante l'adolescenza, per la precisione
entro cinque anni dalla comparsa delle prime mestruazioni, ha il 70 per
cento in più di probabilità di ammalarsi di cancro al seno.
Il 95% dei tumori polmonari è legato al fumo, in quanto il polmone è l'organo
che ne è specificatamente colpito. In Italia il numero delle fumatrici continua
ad aumentare al contrario di quanto avviene tra gli uomini. Il fatto è che
le donne sembrano più vulnerabili degli uomini ai danni provocati dai prodotti
della combustione: con la stessa quantità di fumo hanno un rischio doppio
di tumore al polmone. C'entrano probabilmente gli ormoni femminili: gli
estrogeni, sia endogeni che esogeni, sono infatti considerati un fattore
di rischio polmonare. La sigaretta provoca anche tutta una serie di patologie
gravi e complesse. Come gravi danni per il feto se la madre continua a fumare
durante la gravidanza: si può verificare un aumento della mortalità fetale,
come un ridotto il peso alla nascita e in generale viene ostacolato il normale
sviluppo psico-fisico del nascituro. I figli di donne che fumano in gravidanza
nascono con un peso più basso in media di circa 200-250 g rispetto a quelli
partoriti da non fumatrici. E chi fuma produce meno latte.
Per il bambino, tra le conseguenze derivanti dall'esposizione al fumo passivo
sono da ricordare le infezioni dell'orecchio, l'asma e una diminuzione della
funzionalità polmonare.



















































































































Da Gea News di Maggio:

Decalogo Antifumo

estratto dalle 70 regole generali del Piano Anticancro francese
a cura di Giacomo Mangiaracina* - 2004

1.Rendere sempre più difficile l'accesso al Tabacco

  1. Aumentare significativamente e regolarmente il prezzo della vendita del tabacco riducendo la differenza tra la parte delle tasse specifiche e delle tasse proporzionali ("ad valorem") in modo che l'aumento investa tutti i prodotti, compresi i meno cari.
  2. Vietare i pacchetti che includono un numero ridotto (10 o 15) o aumentato di sigarette.
  3. Vietare la vendita del tabacco ai minori di 16 anni.

2. Far rispettare il divieto di fumare nei luoghi pubblici

  1. Sviluppare un marchio "Aziende Senza Tabacco" pubblicato dal Ministero del Lavoro e della Salute.
  2. Ricordare gli obblighi normativi delle imprese in materia di lotta al Tabagismo, e l'importanza di prevedere nei regolamenti interni l'obbligo del rispetto dei non fumatori e la valutazione del rischio del fumo passivo.
  3. Rinforzare i controlli dell'applicazione della legge da parte delle autorità competenti.
  4. Rinforzare il rispetto dei luoghi per non fumatori in hotel e ristoranti.

3. Mettere in atto interventi per una "Scuola senza Tabacco"

4. Fare rispettare il divieto della pubblicità del Tabacco

5. Mobilitare le associazioni nella lotta contro il Tabacco

  1. Dare a tutte le associazioni con più di cinque anni di anzianità il diritto ..........per sancire le infrazioni alla legge (attualmente riservato alle associazioni nelle quali lo statuto comporta la lotta contro il tabacco).
  2. Mobilitare le associazioni orientate nella lotta contro il tabacco nei programmi di formazione professionale e vigilare sul finanziamento delle stesse da parte dello stato o dall'assicurazione sulla malattia.

6. Offrire supporti per la cessazione ai fumatori e mettere in rete le organizzazioni, istituzionali e non, nel campo della Educazione alla Salute

  1. Sperimentare e valutare la possibilità di un rimborso anche parziale di prodotti farmaceutici scientificamente validati nella terapia del Tabagismo.
  2. Incentivare la creazione di servizi antifumo ospedalieri.
  3. Integrare nelle materie dei primi anni di studi in Medicina, un modulo di Prevenzione e di Educazione alla Salute, includendo particolarmente il Tabacco.
  4. Formare medici e psicologi, ed in particolare gli specializzandi in Salute Pubblica.

7. Creare servizi Tabagismo per le donne in gravidanza

  1. Informazione durante la maternità.
  2. Sensibilizzazione del personale addetto.
  3. Accessi agevolati ai programmi di trattamento.


8. Finanziare le grandi campagne pubbliche di informazione e stabilire "regole di buona condotta" con i Media per tutelare i giovani

9. Far rispettare il divieto assoluto di fumare nei luoghi di cura e nelle strutture ospedaliere.

10. Utilizzare l'aumento delle tasse sul tabacco per finanziare la Prevenzione e la creazione di servizi per la cura del Tabagismo.











26/05/2004

Da Gea News di Maggio :

Alcohol Prevention Day

Ribadisce la sua preoccupazione il ministro al Convegno in occasione dell'Alcohol Prevention Day, il 23 aprile, dove ha presentato la campagna di prevenzione alcologica che prenderà il via in estate e in particolare lo spot contro il consumo di bevande alcoliche promosso dal Ministero della Salute in cui un gruppo di ragazzi gridano "NO" all'alcol a ritmo di "rap" e "SI" all'amicizia. A disposizione di cittadini e operatori anche opuscoli, schede informative, volantini. Circa 900mila giovani al di sotto dei 16 anni di età consumano bevande alcoliche. I dati hanno rivelato che i giovani italiani bevono per sentirsi più sicuri e loquaci in gruppo, oltre che "trendy" agli occhi degli amici. Dal Sud al Nord, cresce anche tra le donne il consumo di alcol, più tossico nella popolazione femminile, fisicamente più vulnerabile. L’8% in più ne fa uso rispetto al 1998, per emanciparsi o per vincere le proprie fragilità di fronte alla vita. Le malattie, i ricoveri, i decessi, i costi annuali sociali e sanitari attribuibili, direttamente o indirettamente, al consumo di alcol. Telefono Verde Alcol: 800.632.000.
Fonte:
www.ministerosalute.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=227


Il Decreto Urbani

Ci scrive Cinzia Marini:

Non so quanti di voi ne siano a conoscenza ma questa notizia interessa tutti
coloro che hanno un sito internet o un blog.  L'altro giorno è stato approvato
in Senato il decreto Urbani che prevede l'obbligo per tutti i titolari di
siti internet di comunicare entro sei mesi i propri contenuti alle biblioteche
centrali di Roma e Firenze, pena una multa massima di 1.500 euro. In sostanza,
secondo la legge Urbani, quello che viene pubblicato su un sito (e quindi
è disponibile a tutto il mondo) dovrebbe essere per qualche ragione trasmesso
direttamente alle biblioteche, non si capisce se per posta elettronica o
addirittura stampato su carta. La regola varrebbe anche per i 70 mila blog
italiani.
Il popolo di internet non ha gradito e questa mattina ho ricevuto una e-mail
che vi trascrivo di seguito:

Testo dell' E-mail da far circolare: (fare copia-incolla e diffonderla il
più possibile)
Netstrike (Girotondo telematico) contro il sito del Ministro Urbani (www.beniculturali.it)

IL 31 MAGGIO, SE NON VERRA' MODIFICATO IL DECRETO URBANI
L'altro giorno è stato approvato (in tutta fretta) il decreto legge Urbani
in Senato.
Questi i due punti sui quali non siamo d'accordo:
1) A fronte di un abbassamento della sanzione amministrativa per chi scarica
file (da 1500 a 154 euro) è comparso il penale (4 anni di reclusione) per
chi "trae profitto" dai file illegali (ossia tutti coloro che non hanno
la copia originale di ciò che viene scaricato, cioè tutti).
2) Rifacendosi ad una legge del 1939, chiunque gestisca siti (anche amatoriali)
deve avere 2 copie di ciò che pubblica depositate a Roma e Firenze (verrà
precisato meglio dove, successivamente). E' logico che così la maggioranza
dei siti amatoriali e di associazioni, organizzazioni di volontariato, pagine
personali, dovranno chiudere. La rete sarà riservata ai siti superprofessionali
che potranno fare il bello ed il cattivo tempo. Si bloccherà la libera circolazione
di notizie.
Anche noi, come molti altri, ci rifaciamo all'articolo 3 della nostra Costituzione,
che afferma: ""E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine
economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza
dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva
partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica
e sociale del Paese." e chiediamo che venga rispettato.
PER QUESTI MOTIVI ABBIAMO ORGANIZZATO UN GIROTONDO TELEMATICO (NETSTRIKE)
PER LUNEDI' 31 MAGGIO 2004 DALLE 15 ALLE 15.45 NEL CASO IN CUI PRIMA IL
DECRETO NON VENGA MODIFICATO
Con questa azione (simbolica e nonviolenta) INVITIAMO TUTTI I CITTADINI
(nel caso in cui prima non venga cambiato) A COLLEGARSI CONTEMPORANEAMENTE
AL SITO www.beniculturali.it dalle 15 alle 15.45 di lunedì 31 maggio, per
dare voce alla nostra protesta:  non accetteremo che questo decreto impedisca
la libera circolazione delle idee e penalizzi la libertà e l'eguaglianza
dei cittadini
COSA PUOI FARE?
Prima del 31 maggio: diffondere il più possibile l'iniziativa
Spedendo questa e-mail ad amici, parenti e conoscenti ANCHE ALL'ESTERO!!!

Raccogliendo adesioni (da spedire a net_urbani@bobi2001.it),
gruppi, associazioni, partiti e individuali.
Diffondendo il banner ed il suo collegamento che puoi trovare a www.bobi2001.it

Scaricando e diffondendo il volantino: VAI A www.bobi2001.it/netstrikeurbani.rtf

Se PRIMA il decreto non verrà modificato, il 31 MAGGIO dalle 15.00 alle
15.45: collegati e fai collegare più gente possibile al sito www.beniculturali.it

PIU' SAREMO E PIU' LA PROTESTA RAGGIUNGERA' LA SUA EFFICACIA!!!!
FAI CIRCOLARE QUESTA MAIL IL PIU' POSSIBILE!
Gianfranco Mascia gianfranco@gianfrancomascia.it 
Bobi2001: www.bobi2001.it

































































25/05/2004

Da Gea News di Maggio :

Zibaldone RAI

di MANUELA ANTONIELLI

La Rai ci sta dando sotto con la Campagna di Dissuasione dal Fumo del Ministero della Salute. Proprio in questi giorni la pubblicita' televisiva del sito www.noalfumo.rai.it, con il suo frequentatissimo il FORUM moderato dal prof. Mangiaracina, che risponde garbatamente e con competenza alle tante richieste di aiuto e di consigli, ma anche a focose polemiche. Si tratta anche di uno spazio aperto per raccontare esperienze di fumatori e non. Sono state cosi' raccolti in uno scrigno, uno Zibaldone, gli interventi su temi diversi come la dipendenza, il fumo passivo, le malattie da tabacco, ed altro ancora. Il rapporto che si ha con la sigaretta non è razionale, ma emozionale, si ha cura di spiegare, ed e' molto difficile rinunciare alla sigaretta perche' ad essa si legano molti momenti della giornata e della vita, dal dopo-caffè, alla pausa di lavoro o i "momenti morti" della giornata. Ogni anno in Italia poco piu' di un migliaio di persone vengono uccise dalle droghe, ma oltre 30.000 dall'alcol e 90.000 dal tabacco. Aspetto da non trascurare è certamente quello del "Fumo passivo" che la gente è spesse volte costretta a respirare a causa di quei fumatori poco rispettosi dei diritti altrui. Eppure le norme a tutela dei non fumatori ci sono già dal lontano 1975 quando si proibi' di fumare negli ospedali, nelle scuole, sui mezzi di trasporto, nei teatri, nelle sale da ballo e nei cinema. Lo Zibaldone ricorda a tutti che il Fumo comporta un alto rischio di danno e di infermita'. E' la prima causa di morte evitabile al mondo. Il cancro al polmone uccide un milione di persone all'anno in tutto il mondo ed il 90 per cento di tutti i malati di cancro al polmone sono fumatori. Cosa dire di piu'? Meglio farlo dire dai diretti protagonisti, di coloro che gli effetti del Fumo lo hanno vissuto o lo vivono sulla loro pelle. Per consultare lo Zibaldone, basta collegarsi al sito della RAI e scovarlo nei meandri della campagna contro il Fumo, oppure cliccare qui: www.zibaldone.rai.it/articoli/salute/dipendenza.html

LA MODA ITALIANA SCENDE

IN CAMPO CONTRO IL FUMO

IL 31 MAGGIO IN TUTTO IL MONDO SI CELEBRA LA GIORNATA MONDIALE SENZA TABACCO

LA LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI FOCALIZZA L’ATTENZIONE SU DI UN FENOMENO IN PREOCCUPANTE CRESCITA: "DONNE E FUMO"

77 stilisti "firmano" su un foulard il loro impegno contro il consumo di tabacco in occasione della Giornata Mondiale senza Fumo che si celebrerà in tutto il mondo il 31 maggio 2004

Un esclusivo foulard di seta firmato da ben 77 stilisti è il gesto semplice, ma significativo, attraverso il quale i nomi più famosi della moda internazionale hanno voluto testimoniare il loro impegno contro il fumo

In occasione della Giornata Mondiale senza Fumo la LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori presenterà la campagna di sensibilizzazione "Le donne e il fumo", nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Milano il 31 maggio prossimo. Secondo quanto stimato dalla LILT, il numero delle fumatrici negli ultimi anni è aumentato sensibilmente. Attualmente in Italia fuma quasi il 20% delle donne e l’Italia figura tra i paesi europei dove il fumo tra le donne è in continua crescita. Ancora più allarmanti i dati relativi al consumo di tabacco tra le giovanissime: è in crescita progressiva il numero delle adolescenti che iniziano a fumare, con una media di 12-13 anni per la prima sigaretta, con il rischio di anticipare patologie gravi legate al consumo di tabacco. Per stimolare l’attenzione femminile sui rischi del fumo, la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori propone "il foulard di seta più griffato del mondo".

Il 29 e 30 maggio, presso gli stand della LILT presenti sulle principali piazze italiane sarà possibile acquistare, con un piccolo contributo, l’esclusivo accessorio firmato da ben 77 stilisti, che con questo semplice gesto hanno voluto testimoniare il loro impegno contro il fumo.

Verrà inoltre distribuita un’utile guida su come liberarsi dalla schiavitù del fumo, anche se l’elemento determinante per smettere, risiede principalmente nella volontà di ognuno di noi.

L’esclusivo foulard è stato realizzato grazie alla disponibilità e sensibilità della Camera Nazionale della Moda Italiana ed in particolare di:

A B Soul – Avirex – Bagutta – Renato Balestra – Luciano Barbera – Rocco Barocco – Roberto Biagini – Laura Biagiotti – Dirk Bikkembergs – Gentucca Bini – Maurizio Bonas – Chiara Boni – Mariella Burani – Massimo Calestrini – Ennio Capasa – Capucci – Franco Ciambella – Coccinelle – Enrico Coveri – Cruciali – Raffaella Curiel – Dran & Dan – Steven Farchild – Fashion Model – Fendi – Salvatore Ferragamo – Marella Ferrera – Giorgio Fornasiero – Paola Frani – Giuliano Fujiwara – Furla – Antonio Fusco – Gattinoni – Paolo Gerani – Daniela Gerini – Gipi – Giorgio Grati – Harry & Sons – i Pinco Pallino – Iceberg – Pristina Ti – Krizia – Les Copains – Lorella Signorino – Angelo Marani – Alviero Martini – Angelo Mazzieri – Messori – Micoll – Missoni – Anna Molinari – Frankie Morello – Luca Moretti – Meschino – Naba – Maurizio Pecoraio – Phard – Piazza Sempione – Carlo Pignatelli – Lorenzo Riva – Ruffo – Faliero e Monica Sarti – Roberta Scarpa – Ermanno Scervino – Mila Schon – Luciano Soprani – Strenesse – Simonetta Stronati – Giuliana Teso – Testoni – Trussardi – Thes Tziveli – Ines Valentinitsch – Mario Valentino – Verri

Grati per l’attenzione che potrete dedicare all’avvenimento vi porgiamo distinti saluti e restiamo a vostra disposizione per qualsiasi chiarimento o approfondimento di cui possiate aver bisogno

Responsabile comunicazione LILT

Marcello D’Angelo

LILT 06 44259727

Cel. 3356150720

Altro 06 68192230

Fax 0668133262

e-mail m.dangelo@flashnet.it

24/05/2004

FUMO IN TV !!!

 

Uno dei tanti visitatori che giornalmente aderiscono alla nostra " PETIZIONE CONTRO IL FUMO IN TV " oggi ci ha scritto :

Sono un fumatore ma nonostante ciò sono decisamente contro le apparizioni troppo frequenti della sigaretta in tv: è diseducativo e stimola i giovani ad iniziare il circolo vizioso del fumo.
Quando si entra in contatto stretto con la sigaretta subentra un desiderio psicologico troppo pericoloso: è facile, troppo facile iniziare ma tremendamente difficile smettere.
Il fatto che io sia un fumatore non significa che sia insensibile ai problemi che esso porta tant'è vero che è da almeno 1 anno che tento di smettere (purtroppo, per adesso, invano).
Distinti Saluti.

Emanuele Veronese
via Campania n°5
21012 - Cassano Magnago (Va)










Di nuovo Cinzia Marini ci racconta :

FUMO E ATM

Tempo fa avevamo mandato questa denuncia:
 
Gentile Direttore Massetti,
ci viene segnalato da una socia il mancato rispetto del 
divieto di fumare da parte del personale alle dipendenze ATM verificatosi in 
data odierna, alle ore 8,50, nella stazione Zara della metropolitana gialla. 

Una pattuglia di verificatori controlla i biglietti dei 
passeggeri appena sbarcati dal treno proveniente da San Donato e diretto a 
Maciachini. Tra di loro uno è avvolto da una nuvola di fumo proveniente da 
una sigaretta che nasconde dietro la schiena. La nostra socia chiede il 
numero di matricola (470) e spiega in maniera molto esplicita la ragione della 
sua richiesta.
Il controllore chiede di essere perdonato ma gli viene fatto 
notare che fatto analogo è accaduto anche il 4 maggio, l'altro ieri, più 
o meno alla stessa ora e fermata.

Desideriamo sottolineare che tali comportamenti, irrispettosi 
delle norme vigenti, della salute dei cittadini e dei lavoratori e della 
sicurezza dei trasporti, costituiscono un pessimo esempio per tutti gli utenti.
In attesa di un vostro cortese riscontro, ringraziamo per la 
collaborazione.
Cordiali saluti.
Cinzia Marini 
Vice-Presidente nazionale di Aria Pulita Associazione Non Fumatori
 
 

 


 E' arrivata la risposta:

 
Egregio Signore,

ci scusiamo per l'episodio esposto nella Sua segnalazione che 
abbiamo provveduto ad inoltrare al settore competente per le opportune verifiche.

Le comunichiamo tuttavia che il divieto di fumare in 
metropolitana è limitato ai treni e alle sole banchine, mentre al momento è consentito 
ai piani mezzanini.
Sarà tuttavia l'ufficio preposto ad accertare i fatti 
applicando le eventuali sanzioni disciplinari al nostro controllore.
La ringraziamo per averci contattato e Le inviamo distinti saluti.
 
ATM-Relazioni con i Clienti
 


 Sorvoliamo sul "signore". Non ne ero ancora stata informata. 
Insistono con la solita tesi e noi li imitiamo e rispondiamo loro con una 
lettera tratta in gran parte da una risposta inoltrata alcuni mesi fa.
 


 Spett.le ATM,
vi ringraziamo per la risposta inviataci. Desideriamo altresì 
farvi presente, come già avvenne con il Dott. Massetti nella lettera inviata 
in data 26 gennaio 2004, alcune considerazioni in merito agli obblighi  
dell'A.T.M.di far rispettare il divieto di fumare a tutela di utenti e 
lavoratori:
 
1) la legge n. 584/75 prevede il divieto di fumare
a) nelle corsie degli ospedali; nelle aule delle scuole di 
ogni ordine e grado; negli autoveicoli di proprietà dello Stato, di enti 
pubblici e di privati concessionari di pubblici servizi per trasporto 
collettivo di persone; nelle metropolitane;
  
2) la Direttiva del Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 
1995 e la Circolare del Ministero della Sanità n. 4 del 28 marzo 2001 rafforzano 
e chiariscono questa tesi affermando
a) il divieto va applicato in tutti i locali utilizzati, a 
qualunque titolo, dalla pubblica amministrazione e dalle aziende pubbliche per 
l'esercizio di proprie funzioni istituzionali, nonchè dai privati 
esercenti servizi pubblici per l'esercizio delle relative attività, semprechè 
si tratti -- in entrambi i casi -- di locali che in ragione di tali 
funzioni sono aperti al pubblico;

 3) si rammenta inoltre quanto disposto dall?art.2087 del 
codice civile, dagli articoli 9 e 14 del d.P.R. n. 306/56, dagli articoli 3 
e 4  del titolo  I, dal titolo VII  del decreto legislativo 626/94, e cioè che 
i datori di  lavoro hanno l' obbligo di adottare tutte le misure necessarie 
atte a tutelare  l'integrità fisica dei prestatori di lavoro, con particolare 
riferimento alle sostanze cancerogene e mutagene presenti negli ambienti 
di lavoro,  ed in particolare, con specifico riferimento alla salubrità 
dell'aria ed alla presenza di fumatori, che la legge ha stabilito la 
necessità che i  lavoratori  dispongano di aria salubre e che si devono 
adottare misure adeguate per la protezione dei non fumatori contro gli 
inconvenienti del  fumo . Si ricorda che la Corte Costituzionale con sentenza 
n. 399 del 20 dicembre 1996, ha ritenuto non solo legittima, ma anche 
dovuta, l'elevazione del divieto di fumo nei luoghi di lavoro in assenza di altri 
concreti e funzionanti mezzi di tutela e che il TAR del Lazio con 
sentenza n. 723/97 ha riconosciuto la dipendenza da causa di servizio 
dell' infermità della quale è stata affetta una lavoratrice che aveva contratto la 
malattia appunto a causa dell'inalazione di fumo passivo prodotto da colleghi 
nella stanza  in cui lavorava;
 
4) non ci sembra che, in base alle norme vigenti, sia 
possibile asserire che il divieto di fumare nelle stazioni della metropolitana 
sia limitato ai treni e alle sole banchine, mentre al momento è consentito 
ai piani mezzanini.


Cogliamo quindi l' occasione per invitarvi ad affiggere al più 
presto possibile i cartelli di divieti ove mancanti;
 
5) si ricorda che anche la nuova legge n. 3 del 16 gennaio 
2003 art. 51 ha ribadito e confermato la pericolosità dell'esposizione al 
fumo passivo estendendo il divieto di fumare a tutti i luoghi chiusi 
aperti al pubblico e ad utenti;
 
6) in altre città italiane  quali Roma, il divieto di fumare 
riguarda le stazioni delle metropolitane senza distinzione alcuna tra le varie 
zone e i cartelli sono affissi ovunque;
 
Siamo certi che A.T.M. sia seriamente impegnata nella tutela 
della salute dei  propri dipendenti e degli utenti e proprio per questo 
continueremo a vigilare e a segnalare le violazioni del divieto di fumare 
all' interno delle stazioni della metropolitana poiché il nostro obiettivo 
è quello di far comprendere che vivere in ambienti liberi dal fumo è un 
diritto di tutti.
 
 
Distinti saluti.
 


La persona che mi ha fatto la segnalazione mi ha comunicato 
che nella stazione  Zara è improvvisamente comparso un cartello di divieto 
scritto artigianalmente al computer e affisso sul gabbiotto degli operatori.
 


















































































































Cinzia Marini ci invia :

FUMO: MOVIMENTO DONNE,

DOMANI APPELLO CONTRO SU QUOTIDIANI

(ANSA) - ROMA, 21 MAG - Un Appello alle donne sui principali quotidiani
italiani di domani per sensibilizzare l'opinione pubblica sui danni provocati
dal fumo. Questa l'iniziativa promossa dal Movimento Donne contro il Fumo,
ideato dalla Fondazione Umberto Veronesi in collaborazione con Airc, Lega
Italiana Contro i Tumori ed Europa Donna, che si batte per cambiare un'abitudine
da sempre sinonimo di malattia. "Sono tante, troppe le donne che ogni anno
muoiono a causa del tumore al polmone: solo nel 2003 - afferma il Movimento
- sono state circa 5.600. Un numero drammatico e destinato a crescere".
E' dunque necessaria, affermano i promotori dell'iniziativa, una strategia
di sensibilizzazione e prevenzione rivolta "alle giovani madri, amiche,
figlie, sorelle, mogli; Parlare con loro - aggiungono - e' un dovere di
tutti". L'Appello di domani e' la prima di una serie di iniziative che il
Movimento Donne contro il Fumo ha in progetto di realizzare insieme a tutte
le donne che vorranno partecipare e che "sceglieranno di lottare per la
vita". (ANSA).


















Da Gea News di Maggio :

Le strategie della mente

di LIDIA MANGIARACINA *

Possediamo una mente strategica. Siamo costantemente alla ricerca di scorciatoie mentali per risolvere problemi e prendere decisioni. Che le origini di tali attitudini siano innate (Piaget, con la sua teoria dei vari stadi dello sviluppo cognitivo) o acquisite (Vygotskij, con il suo concetto di sviluppo prossimale, apriva la strada al ruolo dell'ambiente nel processo di crescita, valutando l'aprendimento in termini di dipendenza-autonomia dall'altro), poco importa, ciò che conta è trovare soluzioni, seppur con un certo margine di rischio (fallimento). Quando la paura di fallire si fa profezia, paradossalmente facciamo di tutto affinchè essa si avveri. Trattasi, quindi, di "profezie autoavverantesi", dove il comportamento preferisce affidarsi a percezioni ed intuizioni più che a fatti e a vissuti esperienziali. La nostra mente funziona secondo il principio dell'economia psichica, che agirebbe in modo tale da appiattire le incoerenze (dissonanza cognitiva). Nel fumatore, questo processo è alla base del suo conflitto, quando a motivo di un emergente scomodo desiderio/bisogno di smettere, va a turbare la dipendenza tabagica. Potremmo riassumere che il percorso strategico, all'interno di un conflitto fra due o più scelte, si avvale dei seguenti processi:
1. ha la meglio la soluzione che apporta un ridotto peso emotivo
2. viene favorita l'opzione che è socialmente più accettabile e giustificabile
3. la selezione avviene in base all'aumento dei vantaggi personali
4. la scelta che comporta il minimo sforzo cognitivo possibile ha maggiori possibilità di essere selezionata
Le terapie di gruppo, conscie di tali problematiche individuali, propone di utilizzare strategie vincenti, tramite proposte originali, coinvolgenti e distraenti da quei pensieri negativi atti ad accrescere frustrazioni e pigrizie che si oppongono al cambiamento. Strategie di gruppo quindi, verso un lavoro di squadra, sportivo, dove chi arriva vince e prende tutto.

---------

1. Henry Gleitman, (1983). La teoria della Dissonanza Cognitiva. Tratto da Basic Psychology, Norton - "Cognitive Consistency". Traduzione a cura di Martini.

2. Simon, H.A. (1990). Epistemology: Formal and empirical. In W. Sieg (Ed.), Acting and reflecting. Dordrecht: Kluwer Academic Publishers.

3. Simon, H.A. (1989). Prospects for cognitive science. Conference Report, International Conference on Fifth Generation Computer Systems, Tokyo, 1988.---------

* Lidia Mangiaracina e' psicologa dell'area formazione GEA Progetto Salute.

 

 

Ancora fumo negli occhi

"Smoke gets in your eyes" non e' piu' una canzone, ma una triste realta'. Il 15 aprile scorso "Il Giornale" ha pubblicato un articolo che presentava una metodologia spacciata per innovativa per "smettere di fumare". Secondo l'autore, i "Wellness Center" della "Dabliu" risolverebbero il problema tabagico in soli due (dicasi 2 !!!) giorni. La promessa è quella di guarire in tempi record, "senza fatica o traumi". Pensate, solo 48 ore di tecniche di rilassamento e di respirazione, yoga, attività in piscina, e soprattutto 500 Euro (prezzo base), sarebbero sufficienti per spegnere l’ultima sigaretta e... l’equilibrio psico-fisico è ristabilito! Rifacendoci alle nostre conoscenze nell’ambito della ricerca in Tabaccologia, ci chiediamo come sia possibile proporre o anche solo pensare che questo possa essere un programma terapeutico efficace. I pataccari arrivano sempre a colpire anche dopo il 2000, da quando la SITAB, Societa' Scientifica di Tabaccologia, ha dichiarato la fine dei cosiddetti "metodi per smettere di fumare" per inaugurare finalmente la Prevenzione e la Terapia del Tabagismo, che e' ben altra cosa. Tutto il resto e' ancora fumo negli occhi.






23/05/2004

FUMO ED IPNOSI

 

Donatella ci ha scritto :

volevo riferirvi di una esperienza terapeutica incredibile che feci nel 1997, una delle tante, perchè quando si è dei malati gravi si finisce per essere delle cavie. Un professore di Roma mi aveva consigliato di provare con la terapia dell'ipnosi, per la Sensibilità Chimica Multipla (percezione amplificata, quasi animalesca degli odori, soprattutto chimici). Cosi mi informai e mi consigliarono il miglior medico responsabile a livello regionale per l'ipnosi, che ha lo studio a Casalecchio di Reno (Bologna).
Nonostante avessi preso accordi telefonici ultra dettagliati per evitare di incontrare fumo passivo, deodoranti d'ambiente e profumatori artificiali e altre sostanze per me tossiche, quando entrai nello studio, un appartamento grandissimo, non c'era nessun locale senza la presenza di odore di fumo e deodoranti. Perchè gli accaniti fumatori che hanno il gusto e l'olfatto ucciso dalle sigarette amano circondarsi di queste appestanti profumazioni sintetiche per "migliorare l'aria". Per fortuna era estate e tutte le finestre erano spalancate. Mi ha ricevuto in una cucina, in quanto era il locale meno contaminato e per me tollerabile.

Questo medico non riusciva a non fumare durante le sedute ( per fortuna che queste persone dovrebbero insegnare l'autocontrollo ai pazienti!!!), mi ha messo chiaramente in difficoltà respiratorie. Ho ribadito che per cortesia non fumasse in mia presenza....
Così alla 3 seduta mi sono trovata una brutta sorpresa, che mi ha lasciata molto amareggiata, arrabbiata e anche sfiduciata.
Ha approffittatto di un momento in cui ero in ipnosi per accendersi una sigaretta e darmi un messaggio verbale che il fumo delle sigarette non mi avrebbe più dato fastidio. Ho cercato, anche se in una situazione di svantaggio di non fare penetrare troppo profondamente questo imput.

Al ritorno in macchina mi è venuta una delle peggiori crisi d'asma avute, più volte ho temuto di non riuscire a rientrare a casa.
Oltre al danno anche la beffa, di pagare profumatamente per farsi prendere in giro e manipolare il cervello da persone senza scrupoli.

In ogni caso il suo messaggio ipnotico non ha avuto nessun effetto sui danni fisici che il fumo mi procura. A riprova che i danni del fumo passivi sono alquanto reali e concreti nonostante l'ipnosi.

Nei giorni successivi ero così adirata con questa mancanza di professionalità che avrei voluto denunciare il fatto, ma le conseguenze dell'esposizione mi hanno debilitato per giorni, così mi sono solo limitata a telefonargli per dirgli che non c'erano le condizioni idonee per procedere nella terapia.

Questi sarebbero i medici che hanno la pretesa di guarire i malati, quando loro stessi sono delle persone con problemi di forti dipendenze.

Donatella Stocchi


















21/05/2004

Il Fumo Nuoce Gravemente Al Gusto

"La creazione di spazi per fumatori nei locali pubblici e la
sempre più diffusa buona prassi del divieto di fumare sul luogo di lavoro,
hanno trovato il completo appoggio degli «amanti delle bionde». Secondo
l'indagine Doxa «II fumo in Italia», infatti, l'87% dei fumatori è
favorevole alle zone riservate, mentre l'86% accetterebbe di non fumare sul
lavoro. Otto fumatori su dieci, inoltre, riconoscono anche i deleteri
effetti del fumo sul gusto. Il 45% degli intervistati sono perfettamente
consapevoli del fatto che, restando alcuni giorni senza fumare, sia
possibile migliorare la capacità di apprezzare il gusto dei cibi. In vista
dell'entrata in vigore della legge, che dal primo gennaio 2005, vieterà il
fumo in ristoranti, bar e pubblici esercizi, l'Unione del Commercio di
Milano, in collaborazione con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori
ha pensato di lanciare la campagna «II fumo nuoce gravemente al gusto». Da
oggi, in più di mille locali del capoluogo lombardo, saranno infatti esposte
delle locandine per spiegare come il gusto del cibo e delle bevande possa
essere alterato dal fumo."

















Marco Badiani ci ha inviato oggi :

Alla cortese attenzione della redazione di Mi Manda Rai Tre


Come ben saprete tra pochi mesi entrerà in vigore la legge "A tutela dei diritti dei non fumatori" n.3 del 16 gennaio 2003 che proibirà o limiterà il fumo negli esercizi di ristorazione, attività commerciali eccetera.
Personalmente giudico questa legge un segno indiscutibile di progresso ed un importantissimo passo in avanti per quanto riguarda il rispetto dei diritti civili, tuttavia trovo che essa lasci irrisolti alcuni problemi. Colgo così l'occasione per suggerire dei temi di discussione che potrebbero essere affrontati durante una o più puntate di "Mi Manda Rai Tre", alcuni inerenti alla nuova legge, altri riguardanti le leggi vigenti in materia di limitazione del fumo o riflessioni sul fumo di carattere più generale. Come potrete constatare gli argomenti che propongo affrontano anche problematiche inedite, o quantomeno molto trascurate, ed a cui non mi risulta siano state finora date delle risposte esaurienti, pertanto ritengo che potrebbero dar vita ad una discussione interessante e dagli sviluppi imprevisti.
In attesa della vostra risposta porgo i miei più cordiali saluti.

Marco Badiani
PISA

 



IN MERITO ALLA NUOVA LEGGE


1) Quali sono le motivazioni che hanno portato a prevedere la possibilità di allestire spazi per fumatori? Ci si è mossi per puro calcolo politico, temendo cioè che una legge di divieto assoluto avrebbe rischiato di non essere approvata perché giudicata "illiberale"o"proibizionista" o perché avrebbe potuto colpire gli interessi delle multinazionali del tabacco, oppure si è davvero ritenuto che la creazione delle aree divise avrebbe davvero difeso i diritti di tutti? In quest'ultima ipotesi si dovrebbe tentare di dare una risposta alle domande successive.

a) Come sarà tutelata la salute dei lavoratori di sala (camerieri, sommeliers ecc.) che presteranno servizio nelle aree per fumatori, dato che nessun impianto di aspirazione/depurazione riesce ad eliminare completamente le sostanze nocive presenti in un ambiente impregnato di fumo - ed una sala per fumatori lo sarebbe senz'altro - e ne lascia sempre una quantità compresa, a seconda dei casi, tra il 10 ed il 15/20% nell'aria?
Chiunque può confermare questi dati, inoltre il fatto stesso che si sia arrivati all'obbligatorietà della separazione dei locali per fumatori da quelli adibiti ai non fumatori è prova evidente che la presenza degli impianti di aspirazione è stata ritenuta insufficiente a garantire da sola la tutela della salute di chi non fuma (se così non fosse stato non si sarebbe resa necessaria alcuna divisione di ambienti). La presenza degli aspiratori quindi ridurrà certamente di molto i rischi per la salute di chi lavora nelle aree per fumatori, ma non gli annullerà. In sostanza: anziché  chiedere a chi fuma di rinunciare a farlo per il tempo di una cena o di uscire due minuti da un locale per fare due"tiri" (come già avviene in teatri e cinema) si è preferito lasciare un margine di rischio, compreso tra il 10 e il 20%, a carico della salute di chi svolge (per molte ore al giorno) il proprio lavoro. Perché? Come si può considerare etica una scelta simile? La libertà di fumare può esser davvero ritenuta più importante della difesa della salute di chi sta facendo il proprio lavoro? Se domani un cameriere si ammalerà a causa del fumo che ha respirato durante il suo turno si dovrà vedere questa patologia come una malattia professionale? Come una conseguenza possibile ma inevitabile di quella determinata attività lavorativa?

b) Non si è pensato agli altri vantaggi che avrebbe portato un divieto assoluto ed agli "effetti collaterali" legati invece all'impostazione attuale della legge?
Innanzi tutto una legge di divieto che non avesse previsto eccezioni avrebbe potuto avere un'entrata in vigore immediata, dato che nessuna opera di ristrutturazione o divisione degli ambienti, installazione di apparecchiature eccetera sarebbe stata necessaria per renderla applicativa.
Il divieto generale avrebbe inoltre messo tutti gli esercenti nelle stesse condizioni: in ogni locale pubblico sarebbe stato vietato fumare e niente più, e chi fuma avrebbe continuato a frequentare bar e ristoranti nello stesso modo in cui lo fa ora (così come ha continuato ad andare al cinema o al teatro da quando è stato introdotto il divieto in questi luoghi). E se anche qualcuno - per pura ripicca, dacché non vi sarebbe potuta essere altra motivazione - non si fosse più recato in determinati locali, quanti invece sarebbero stati a frequentare con maggior frequenza o addirittura ad iniziare a frequentare (basti pensare a chi soffre di disturbi respiratori, forme d'asma eccetera) bar, pub e ristoranti? Insomma, se si temeva che un divieto generale avrebbe potuto portare ad un calo della affluenze degli avventori si vede bene che questo timore era completamente infondato.
Con la legge attuale invece, cosa accadrà ai gestori che, per vari motivi (dimensioni ridotte del locale, vincoli architettonici eccetera), non potranno allestire le aree divise? Non sarà probabile che vedranno migrare la propria clientela di fumatori verso quei locali dove sono state allestite delle sale per fumatori? Certo, tutti ci auguriamo che questo non avvenga, ma a questo punto la speranza è legata solo al fatto che siano in molti a decidere, pur avendo la possibilità di allestire aree divise, di vietare comunque il fumo all'interno del loro locale, eliminando così di fatto la possibilità per chi fuma di trovare facilmente ambienti dove continuare a farlo e permettendo ai locali più piccoli di non subire un calo della clientela.

2) In che rapporto sta la legge 626 - sulla sicurezza dei luoghi di lavoro - con la nuova normativa?
La 626 parla chiaro: ove vi siano dipendenti, la quantità di inquinanti ineliminabili, derivanti quindi da processi produttivi, deve essere ridotta ai minimi valori possibili (utilizzando quindi sistemi di depurazione eccetera), mentre gli inquinanti eliminabili devono, come dice il nome stesso, essere completamente eliminati. Ora, di certo il fumo passivo è considerato un inquinante (risulta tra quelli classificati come sicuramente cancerogeni!) ed altrettanto certamente è eliminabile: basta evitare di accendere una sigaretta. E allora, come sarà possibile che le aree per fumatori in cui lavoreranno dei dipendenti, permesse dalla nuova normativa purché provviste di idonei impianti di aspirazione, lo siano anche dalla legge 626? Non abbiamo già visto infatti che aspiratori e depuratori non eliminano mai completamente le sostanze cancerogene contenute nel fumo di sigaretta e che la 626 parla di obbligo di azzeramento degli inquinanti eliminabili? Non potrà accadere che chi allestirà una sala per fumatori basandosi sulla nuova legge sarà poi costretto a non utilizzarla come tale, o comunque a non farvi lavorare dei dipendenti, in rispetto della 626?

3) Se proprio si era tanto decisi nel voler concedere la possibilità di allestire le aree per fumatori, perché è stato previsto un periodo così lungo (un anno) per l'entrata in vigore della legge?
Le caratteristiche generali della legge erano note fin dal momento della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, cioè dal gennaio 2003, motivo per cui da questa data si era già a conoscenza delle linee guida della normativa su cui il regolamento attuativo di successiva pubblicazione avrebbe fornito solo alcuni dettagli. In questo contesto quindi, tre o quattro mesi di tempo non sarebbero stati più che sufficienti per permettere l'allestimento delle aree per fumatori e l'organizzazione dei necessari controlli? Rendiamoci conto che nel modo in cui sono andate le cose il periodo di attesa tra la pubblicazione della legge in Gazzetta Ufficiale e la sua entrata in vigore è arrivato a ben due anni! Si tratta di un lasso di tempo che si sarebbe potuto accettare per l'applicazione di una legge che non avesse carattere di urgenza, non di certo per una che ha come scopo di arginare un fenomeno, quello del fumo passivo, che si è ormai certi che porta all'insorgenza di patologie, anche letali.


IL FUMO AL RISTORANTE ED IL RAPPORTO FUMO-CIBO

E' noto che il fumo altera le sensazioni gusto-olfattive (non è un caso che esso sia assolutamente bandito in occasione di degustazioni di vini e prodotti gastronomici), motivo per cui chiunque desideri poter apprezzare appieno un cibo o una bevanda, il vino in primis, si astiene dal fumare sia durante la sua assunzione che nei momenti immediatamente precedenti.
E' frequente invece vedere i clienti di un ristorante che fumano durante il pasto o mentre sorseggiano del vino e sono note a tutti le pressioni che sono state fate per far sì che la nuova legge potesse prevedere l'allestimento di aree per fumatori nei locali di ristorazione. Come si può spiegare tutto ciò? Quali sono esattamente le motivazioni che portano ad "inquinare" con il fumo le portate di un ristorante e che spingono ad insistere affinché si possa continuare a farlo?
Forse in alcuni casi si dà priorità all'apprezzamento del fumo rispetto a quello di una vivanda o di un vino, insomma si preferisce sacrificare ciò che si mangia per il piacere di fumare e di trascorrere una serata in compagnia. Questa almeno è una possibile risposta. E' difficile però capire perché ci si comporti così anche in locali che vengono scelti proprio per la qualità della cucina o dopo aver ordinato una bottiglia di vino da 100 euro, fatti che avvengono più frequentemente di quanto comunemente si pensi. Esistono nel nostro Paese moltissimi ristoranti di ottimo livello, talvolta ai primi posti delle guide più importanti, dove non solo si fuma, e molto, ma dove non è neanche possibile trovare una sala per non fumatori. Viene allora da domandarsi che significato assuma andare in posti del genere, spendendo spesso un occhio della testa, per poi fumare durante il pasto o dover respirare il fumo degli altri clienti. Come mai accade questo? Si è inconsapevoli delle alterazioni del gusto che il fumo provoca? Oppure se ne è a conoscenza ma, anche in locali "di vertice", si preferisce sacrificare il gusto (e l'olfatto) al piacere di una sigaretta? Ma se questo è ciò che avviene, perché allora si dedica tanta attenzione, oltre alla scelta del locale, a quella dei piatti o di una bottiglia di buon vino che, "degustata" tra una sigaretta e l'altra, sarà irriconoscibile da un qualsiasi prodotto di infima categoria?
Non sarebbe interessante fare un indagine statistica per capire come mai tanti italiani - ripeto, anche in locali di alto livello - continuano a fumare a tavola? E' un'abitudine dovuta all'ignoranza o si tratta di una vera e propria scelta?


CONTROLLI E SANZIONI

Con la speranza che non accada questo anche riguardo alla nuova normativa, ma ne dubito, le leggi di limitazione del fumo in vigore - ma non sono le sole! - sono continuamente trasgredite e chi vìola i divieti raramente viene multato.
Andrebbe fatta un'indagine accurata per appurare quanti interventi di controllo, con conseguente applicazione di sanzioni, sono stati fatti nell'ultimo anno dalle forze dell'ordine in merito ai divieti di fumo.Tuttavia posso già anticipare il risultato di questa ricerca: pochi o, in certi luoghi, nessuno. Le scuole in particolar modo sembrano un luogo sconosciuto ai NAS, non si sa perché. Certo, i NAS sono quattro gatti, siamo d'accordo, e non possono essere onnipresenti, ma perché sopralluoghi ed ispezioni non vengono svolti allora anche da altre forze dell'ordine? Si pensa sempre ai NAS come se fossero gli unici in grado di fare un sopralluogo, in realtà essi sono soltanto il reparto più specializzato per occuparsi della cosa, ma assolutamente niente impedisce che vigili urbani, polizia o altri reparti degli stessi carabinieri svolgano il medesimo lavoro. E non mi si dica che tra tutte le forze dell'ordine non c'è neanche un pugno di uomini da far entrare, una volta ogni tanto, in un qualsiasi edificio per fare una verifica! Basterebbe che il vigile incaricato di fare le multe in una via, finito questo lavoro, entrasse un paio di minuti nella scuola di fronte o nell'ufficio postale all'angolo delle strada... Ma è mai accaduto qualcosa di simile?
Forse si pensa che l'esistenza da sola delle salatissime sanzioni previste per chi non osserva i divieti di fumo - da 25 a 250 euro, raddoppiabili in determinate circostanze (e ancor più salate per chi deve svolgere opera di vigilanza) - dovrebbe esser sufficiente a far desistere dall'infrangere la legge. Ma che deterrente potranno mai essere delle sanzioni che nella realtà non vengono quasi mai applicate? Eh sì, è sempre il solito discorso sulla certezza della pena! Come si può pensare che la sola esistenza di una legge porti ad osservarla? Oggi chi fuma in una scuola o in un ospedale ha la certezza quasi assoluta che nessuno interverrà per multarlo e vede la legge in vigore come una sorta di "suggerimento". E se si asterrà dal suo gesto non lo farà certamente per il timore di esser sanzionato ma per una forma di rispetto nei confronti degli altri. Se però tutti fossero così rispettosi dei diritti altrui le leggi non si renderebbero neanche necessarie, no? Per cui, ben vengano le campagne volte a sensibilizzare i cittadini insegnando loro che non è rispettoso fumare in presenza degli altri, ma in attesa che tutti diventino così educati da render superflua l'esistenza di una legge di divieto, non guasterebbe di certo che si svolgessero regolari controlli e che venissero sanzionati  spesso i trasgressori.

                                           
FUMO ED EDUCAZIONE: DIFFERENZE DI COMPORTAMENTO TRA AMBITO PUBBLICO E PRIVATO

Lungi dal voler criminalizzare un'intera categoria, è necessario però notare che molte persone che fumano non sembrano rendersi conto del fatto che la loro abitudine, oltre che dannosa, può risultare fastidiosa per gli altri. O almeno pare che se ne accorgano solo in determinate circostanze. Mi spiego meglio.
Qualsiasi fumatore che entra in casa di altri o che riceve qualcuno nella propria se desidera accendersi una sigaretta chiede sempre il permesso di farlo. E' un dato di fatto. Perché però se la stessa persona si trova in un locale pubblico non si comporta più nello stesso modo? Quante volte capita, al ristorante, di sentirsi chiedere dal vicino di tavolo "dà fastidio se fumo?". A me è successo solo due o tre volte, nonostante mi trovi molto spesso a mangiar fuori, e qualsiasi persona a cui ho rivolto questa domanda ha dato la mia stessa risposta. Addirittura chi fuma il sigaro non sembra porsi il problema del fastidio che il suo gesto può provocare! Ma  perché in privato si dimostra rispetto per i diritti di chi non fuma mentre in un luogo pubblico questo rispetto sembra essere dimenticato? Posso ipotizzare che ciò avvenga per tre motivi. Il primo è che nel privato c'è un rapporto diretto con gli altri che invece si perde in pubblico. Il secondo è che in un luogo pubblico si pensa, forse inconsciamente, che fumare diventi un sorta di diritto e si ritiene quindi che se questa azione risulta fastidiosa per qualcuno debbano essere gli altri a dover abbandonare quel luogo e non noi che fumiamo a dover smettere o ad andarcene. Il terzo è che in certi posti sino ad oggi si è sempre fumato, per cui si continua, per pura abitudine, a farlo. Naturalmente queste ipotesi potrebbero esser valide anche tutte contemporaneamente. Francamente non conosco una risposta certa che giustifichi questo fenomeno, per questo mi sembrerebbe molto interessante fare un'indagine statistica domandando ai fumatori il motivo di tale comportamento.



























































Dal Corriere della Sera:

SFIDA IN MILLE RISTORANTI:

SPEGNI LA SIGARETTA, ACCENDI L GUSTO

MILANO - Bucatini alla nicotina, tagliata di manzo in salsa di catrame, mousse di cioccolato all'aroma di monossido di carbonio. Che monotonia il menu del fumatore. E cambiare ristorante non basta: alla fine il retrogusto resta lo stesso. Quello del fumo.
Devono essersene accorti gli chef milanesi: "Tanta fatica per conquistare il palato dei clienti, per poi scoprire che alla fine vince la sigaretta..." Di qui l'inedita alleanza tra Unione de commercio, Epam, Assofood e Lega per la lotta ai tumori. Parte, infatti, da Milano un'iniziativa pilota in oltre mille tra ristoranti e bar. Obiettivo: dare un motivo in più ai milanesi per smettere di fumare.
Le immagini della campagna "Nuoce gravemente al gusto" rendono bene l'idea. Chi smanierebbe al pensiero di bersi un bicchiere di Brunello di Montalcino in cui si è appena tuffata una sigaretta? O una coppa di gelato affogato nella cenere? "Eppure è quello che fanno in molti senza rendersene conto - dice Gianni Ravasi, presidente milanese della Lega italiana per la lotta contro i tumori - . Questa campagna vuole essere un modo nuovo di affrontare il tema del fumo e delle sue conseguenze.
I pubblici esercizi, accusati spesso di fare poco per scoraggiare il vizio, non si sono tirati indietro: "Noi per primi abbiamo interesse a lavorare in ambienti salubri, di qui l'attenzione al tema della salute", assicura Lino Stoppani, presidente di Epam, associazione che rappresenta ristoranti e bar aderenti all'Unione del commercio.
Oltre che la categoria dei buongustai, la Lega per la lotta ai tumori cerca di attirare le donne. "E' il fumo al femminile l'emergenza del prossimo decennio - dice il presidente, Gianni Ravasi -. In tre anni, le fumatrici sono passate da una media di 13,1 a 13,9 sigarette al giorno". Chi volesse perdere il vizio può rivolgersi ai centri antifumo della Lega. Per informazioni, 02.26.62.771 - 70.60.32.63.

 









20/05/2004

Cinzia Marini ci scrive:

Da Leggo di ieri.

Gli Italiani e le bionde

Le bionde agli italiani non piacciono più come un tempo. Diminuiscono,
infatti, i fumatori e aumenta anche il rispetto verso chi non fuma.

Lo rivela un'indagine Doxa, commissionata dall'Istituto Superiore di Sanità e condotta
nel periodo marzo-aprile 2004.
Gli italiani che fumano sono il 26,2% della popolazione adulta contro il
27,6% del 2003 e il 35,4% del 1957. E' la percentuale più bassa degli ultimi
47 anni.

Ma non è tutto. Per la prima volta negli ultimi 20 anni sono calate
anche le vendite delle sigarette (-1,3% nel 2003 rispetto al 2002).

Questi risultati rappresentano senz'altro il frutto dell' impegno del ministero
della Salute e di tutte le istituzioni pubbliche e private coinvolte nella
lotta al tabagismo afferma Piergiorgio Zuccaio, direttore dell' Osservatorio
Fumo, Alcol e Droga dell'Iss.
Il calo della passione per le "bionde" è più forte tra gli uomini (33,2%
nel 2003 e 30% nell' anno in corso), mentre la quota di fumatrici tra le
donne è stabile. Ma proprio le fumatrici corrono un rischio in più: i 4.000
componenti tossici presenti in ogni sigaretta, infatti, sono dannosi per
la pelle e favoriscono la diffusione delle rughe. Lo hanno ricordato gli
esperti riuniti ieri a Milano per la nuova campagna antifumo della Lega
per la lotta ai tumori.

Un ultimo dato, infine, contraddice il luogo comune sulla presunta inciviltà
dei fumatori: l' 85% di questi, infatti, è favorevole ad estendere in tutte
le aziende il divieto di fumare sul posto di lavoro, mentre l'87% è favorevole
alla creazione di spazi per fumatori nei locali pubblici.




























mi manda rai 3

In occasione del 31 maggio "Giornata Mondiale senza Tabacco" vi voglio proporre una nuova iniziativa da portare avanti come si fa con le utenze. Si tratta di questo: dal giorno 17 al 23 maggio 2004 lasceremo un messaggio nella segreteria telefonica della trasmissione di Marrazzo "Mi manda Rai 3" per sollecitare una trasmissione dedicata ai diritti dei non fumatori, alle leggi sul divieto di fumare che nessuno rispetta e fa rispettare, ai tanti luoghi dove si fuma nonostante i cartelli e i divieti. Ognuno potrà portare la propria esperienza e segnalare i luoghi dove il divieto non è rispettato: scuole, sala da ballo, luoghi di lavoro, treni, stazioni ferroviarie, banche, ristoranti ecc. Il numero è: 06-3728802.
Più numerose saranno le telefonate, maggiori saranno le possibilità che la Rai decida di parlarne.
grazie





19/05/2004

ORIANA FALLACI

Anche la famiglia o la nazione più disastrata e divisa ritrova unità e vigore - ma non sempre in tutti i suoi membri - in presenza di un nemico esterno, purchè esso sia facilmente identificabile. Così la Fallaci occidentale si rinvigorisce in presenza del "nemico islamico".

Intanto c'è un nemico che uccide molti più occidentali: il tabagismo; è un vero tumore sociale in quanto si fa passare per cellula sana in ambienti, nazioni e circoli "culturali"; disattiva i normali anticorpi, confonde i sistemi di difesa normali (i coltivatori ricevono premi in denaro) e quelli di menti in apparenza libere come quelle della Fallaci.
Lei - nel 2004, fumatrice e malata di cancro da fumo ai polmoni - scrive che le avvertenze "deturpano i pacchetti" di sigarette (1).  É come se un irakeno torturato da Saddam dicesse "Lasciatelo in pace!!".  La Fallaci circa il suo cancro disse che era certa che fosse genetico e poi "Il fumo non c'entra, disinfetta i polmoni !" (2).

Non solo la Fallaci fa due libri contro "l'invasione islamica" e si fa fotografare con la sigaretta (4), ma il tema "islam" viene considerato primario, riproposto continuamente, dibattutto in TV con tanto di generaletti col loro plastico.

Ci sono ancora sudditi irakeni che osannano il dittatore Saddam, e tabagisti malati che osannano il dio chimico nicotina.  Il tabacco confonde tutti incluso chi ne è vittima, e infatti è definito "la droga perfetta" (3).

Il Presidente di "Aria Pulita - Associazione Non Fumatori - ONLUS"
Dottore in Psicologia
Massimo D'Angeli     

(1) Fallaci O. "La forza della ragione", Rizzoli, 2004: a pag. 61 La Fallaci descrive il modo con cui alcuni trattarono il suo libro "La rabbia e l'orgoglio" e scrive "Gli ebrei della «Licra», chiedendo che ciascuna [copia del libro] portasse la scritta:«Attenzione ! Questo libro può essere nocivo alla vostra salute mentale!» .  Ossia un monito simile a quello che deturpa i pacchetti delle sigarette: «Attenzione, il tabacco nuoce gravemente alla salute» ".
(2) intervista a Oriana Fallaci da "Il Foglio" 04/01/2002
(3) Arnao, "La droga perfetta - rapporto sul tabacco da fumo", Feltrinelli
(4) Fallaci O. "Insciallah"



















18/05/2004

Da Gea News di Maggio:

Ministro anti scienza  : Che vergogna !

di MASSIMO D'ANGELI

Mentre il ministro della Salute parlera' ancora una volta il 31 maggio all'Istituto Superiore di Sanita' sulla necessita' di mobilitarsi contro il flagello del Fumo, riproponiamo cio' che un altro ministro della Repubblica, quello della Difesa Martino, ha scritto come prefazione ad un libro pro-cancro. C'e' da rimanere allibiti, ma e' la triste verita'. Avevamo gia' denunciato l'appoggio di Antonio Martino ai sostenitori e promotori del Tabacco. Si sono levate varie proteste negli ambienti scientifici, ma rieccolo qui: www.forcesitaly.org/italy/libreria/sss/sss.htm. Il volume ha un titolo esplicito: "Fuma Pure - Scienza senza senso". Bene a sapersi. Martino schierato contro Sirchia, ma meglio dire contro la Scienza, la ricerca scientifica e chi ci lavora incessantemente per promuovere la salute. Contro di noi. Per essere piu' precisi, ecco uno stralcio della sua prefazione:

"Questo agile e leggibile volumetto si occupa di un problema grave del nostro tempo: l’impiego di argomentazioni pseudo-scientifiche volte a distorcere la percezione del rischio, terrorizzare l’opinione pubblica ed indurre le autorità politiche all’adozione di misure limitative delle libertà individuali. Il fenomeno si inserisce in un quadro più ampio che dovrebbe preoccupare quanti hanno a cuore le libertà personali. E’ un fatto su cui forse non si riflette abbastanza che la libertà individuale è in pericolo sempre, in ogni tempo. Quello che cambia nelle varie epoche è la natura della minaccia che incombe sulla libertà, ma la lotta in sua difesa è continua: quella lotta non consente la vittoria – una situazione in cui la libertà abbia trionfato e non corra più pericoli – né, per nostra fortuna, la sconfitta definitiva – la perdita irreparabile delle nostre libertà".
(www.forcesitaly.org/italy/libreria/sss/prefazione_martino.htm)

Qualcuno in parlamento o dovunque occupi un posto di responsabilita', vuole dire una parola su questa posizione che non esitiamo a definire una vergogna?

17/05/2004

Sostanze cancerogene

DECALOGO EUROPEO (6)

Attieniti strettamente alle norme che invitano a non esporsi alle sostanze conosciute come cancerogene. Rispetta tutte le istruzioni di igiene e di sicurezza per le sostanze cancerogene. Il messaggio che esprime questo punto del codice chiede un comportamento responsabile da parte dei singoli sotto tre aspetti: in primo luogo da coloro che devono fornire istruzioni chiare e tempestive, vale a dire soprattutto legislatori, normalizzatori ed educatori nei settori della sanità pubblica dell'igiene del lavoro che hanno la responsabilità di tradurre in serie di istruzioni sotto varie forme (norme, raccomandazioni, consigli) le informazioni, derivabili dai risultati delle ricerche, sul rischio di cancro causato da sostanze, o più generalmente, da agenti (fisici, chimici, biologici) nell'ambiente. In secondo luogo da coloro che sono tenuti a rispettare queste istruzioni per proteggere la salute di terzi, ad esempio, dirigenti, medici del lavoro nell'industria e nell'amministrazione. In terzo luogo da ogni cittadino che per proteggere la sua salute deve fare attenzione alla presenza di sostanze inquinanti cancerogene, specialmente nell'ambiente di lavoro dove possono essere presenti più spesso ed in in più elevate concentrazioni rispetto all'ambiente generale. L'obiettivo di ridurre la frequenza del cancro grazie al controllo delle sostanze ambientali cancerogene si basa sul fatto che è stato identificato - e continua ad essere identificato - un numero rilevante di sostanze cancerogene naturali e artificiali. L'ultimo compendio (marzo 1994) della serie "Monografie IARC sulla valutazione dei rischi cancerogeni per l'uomo" elenca, su 775 agenti valutati, 36 agenti singoli o gruppi di agenti, 11 miscele di agenti e 13 situazioni di esposizione (tutte sul lavoro) per i quali vi è "prova sufficiente" di azione cancerogena nell'uomo. Altri 41 agenti singoli o gruppi di agenti, 5 miscele e 4 situazioni di esposizione (3 delle quali connesse con il lavoro) sono classificati come "probabilmente cancerogeni" per l'uomo, mentre 209 agenti, gruppi di agenti o situazioni di esposizione sono classificati come "potenzialmente cancerogeni" per l'uomo, per lo più in base a dati di cancerogenità ricavati da esperimenti sugli animali. La percentuale di tutti i cancri che possono essere attribuiti agli agenti cancerogeni nell'ambiente di lavoro e nell'ambiente generale, e che sono pertanto del tutto o in parte evitabili tramite il controllo dell'esposizione, non è certo trascurabile ma resta difficile da quantificare con sicurezza dato che dipende dalla prevalenza variabile delle esposizioni a seconda delle aree geografiche e dei periodi di tempo nonché dalla concomitante prevalenza di altri fattori dominanti che provocano il cancro (come il fumo di tabacco). Una percentuale massima stimata del 4% dei cancri è attribuibile all'ambiente di lavoro, benché ampie variazioni si riscontrino in questa percentuale allorché si esaminano in differenti aree geografiche, ad esempio, il cancro del polmone riguardo alle esposizioni professionali, segno dell'importanza delle concentrazioni locali di casi che possono essere sottoposti a controllo preventivo. D'altro canto gli agenti nell'ambiente generale ai quali un gran numero di persone è esposto per lunghi periodi, quali il fumo di tabacco nell'ambiente (fumo passivo), benché accrescano soltanto in misura modesta il rischio relativo di taluni cancri, possono trovarsi all'origine di di un rilevante numero di casi, che raggiungono alcune migliaia all'anno nell'Unione europea. E' indispensabile che per ogni attività che puo' presentare un rischio di esposizione vengano determinati la natura, il grado e la durata dell'esposizione stessa per individuare quali provvedimenti debbono essere adottati per prevenire o ridurre l'esposizione. Fra questi provvedimenti sono della massima importanza procedure e metodi operativi adeguati. Le istruzioni da rispettare possono assumere la forma di limiti quantitativi di esposizione, derivati empiricamente o tramite procedure formali, che ancora non sono soddisfacenti, di valutazione quantitativa del rischio. In ogni caso l'indicazione di un limite quantitativo di esposizione nell'ambiente generale o nell'ambiente di lavoro combina due elementi: da un lato la stima quantitativa del rischio associata con un dato livello di esposizione e, dall'altro, il livello di rischio considerato come socialmente "accettabile" (dalle parti che partecipano alla discussione del limite, vale a dire normalizzatori, rappresentanti del corpo sociale, ecc.) ai fini della fattibilità tecnica e dei costi umani ed economici dei vari gradi di controllo. Vi sono riscontri che limitando l'esposizione alle sostanze cancerogene negli ambienti di lavoro si è ottenuta una riduzione della frequenza del cancro.

I DANNI DEL FUMO

Nonostante il Tabacco sia una delle droghe piu tradizionali e diffuse della nostra cultura, le ricerche sulla patologia da tabacco sono in gran parte recenti. Il primo rapporto scientifico sui danni complessivi del tabacco di una certa rilevanza è quello effettuato al Royal College of Phisicians di Londra, pubblicato nel 1962 con il titolo "Smoking and Healt" (fumo e salute), ma il documento, ampiamente pubblicizzato dai mass madia, che fece grande presa sull'opinione pubblica fu il "Rapporto Terry" del 1964: esso mette in evidenza gran parte degli effetti nocivi del tabacco finora conosciuti. Oggi il fumo delle sigarette viene collegato dalla maggior parte delle persone al cancro del polmone (come risulta anche dalla nostra indagine statistica); ma sebbene tale collegamento sia stato scientificamente e statisticamente confermato, non costituisce che uno dei maggiori problemi di valore medico suscitati dal tabacco.

Infatti l'uso del tabacco (il Tabagismo) può provocare:

E' evidente che la miglior cosa è non cominciare mai a fumare o, qualora uno sia già un fumatore, smettere di fumare.

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"Perché smettere di fumare"


Messaggio di avviso per eventi.

Giornata

Mondiale

contro il Tabacco

Data: Lunedì, Maggio 31, 2004
Ora: Tutto il giorno

Giornata Mondiale senza Tabacco.
(info www.who.int www.nonfumatori.it )











16/05/2004

Da Gea News di Maggio :

Il Manifesto dei Medici

di DOMENICO ENEA *

Durante i lavori della "Framework Convention on Tobacco Control", il 21 Ottobre 2003 è stato firmato il "Doctors’ Manifesto for Global Tobacco Control". Si tratta di una iniziativa importante da un punto di vista scientifico, ma anche sociale, in quanto i 30 firmatari (tra cui gli "storici" Richard Doll e C. Everett Koop ) vogliono sottolineare la centralità del ruolo del medico nelle politiche di controllo del Tabagismo da attuare dai loro paesi. Segnaliamo che, per avere maggiori informazioni, esiste un sito web cui ci si può rivolgere: http://doctorsmanifesto.org. Viene sottolineata l’importanza di rendere operative alcune strategie di provata efficacia nel ridurre il consumo di tabacco, e in particolare viene raccomandato di:
- Scrivere informazioni chiare, sui pacchetti di prodotti da fumo, riguardo i danni alla salute
- Porre fine ai falsi messaggi per cui alcuni tipi di sigarette sono più sicure di altri per la salute
- Aumentare la tassazione sul tabacco
- Eliminare la pubblicità sul tabacco
- Proteggere i non fumatori dal fumo passivo
- Assicurarsi che la Convenzione quadro dell’OMS (WHO Frame Convention) dia la più alta priorità alla salute.
Il dottor Konrad Jamrozic (Imperial College, Londra e University of Western Australia, Perth) ha sottolineato, in un recente articolo sul BMJ (2004;328:1007-1009 24 Aprile) l’importanza dell’ esempio daparte di operatori e istituzioni che si occupano di salute pubblica. Nota peraltro come "in molte nazioni la prevalenza dell’abitudine al fumo tra i medici differisca di poco rispetto a quella popolazione generale. Ciò incide negativamente sulla credibilità del singolo medico nel consigliare ai pazienti di non fumare, e nega alla professione nel suo insieme l’influenza che potrebbe esercitare sull’opinione pubblica e politica e sulla strategia riguardo il tabacco". Raccomanda quindi di dedicare più attenzione a questo delicato aspetto durante gli studi e la formazione dei medici stessi. In particolare, i locali delle Università e delle strutture sanitarie dovrebbero attuare politiche "no-smoking" non solo nei locali interni, ma in tutta l’area dei campus. Se consideriamo che in Italia la prevalenza dei medici tabagisti è addirittura superiore a quella della popolazione generale (40% contro 30% circa) si comprende come il nostro paese abbia un problema in più, rispetto agli altri, nelll’applicazione pratica ("implementazione", come si usa ormai dire, usando un brutto neologismo) delle strategie di contenimento del Tabagismo e delle patologie fumo-correlate. Già lo scorso 31 Maggio 2003 avevamo pertanto sollecitato la FNOMeO a prendere posizione su comportamenti ostentatamente tabagici da parte degli iscritti, specie se nell’ambito di ambienti sanitari. La nota è stata inviata per conoscenza anche al Ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità, ed era firmata da numerose personalità di prestigio nel campo della Salute: ciò non è stato tuttavia sufficiente perché la FNOMCeO si degnasse di risponderci. Il prossimo 31 Maggio ci riproveremo.
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* Il Prof. Domenico Enea e' responsabile clinico del Centro Policlinico senza Fumo a Roma.
http://www.agcm.it/











Sirchia alla LILT: sono preoccupato

di EMILIO SCALISE

La sala di Palazzo Marini a Roma era gremita giovedi' 29 aprile, nonostante lo sciopero degli aerei che ha impedito a molti presidenti provinciali di esserci. Il presidente nazionale, Prof. Francesco Schittulli ha dunque inaugurato magnificamente e con giusto onore la conferenza stampa dal titolo: "Gli andamenti temporali della patologia: come e quando vincere il Tumore". Sono stati presentati studi e analisi su aspetti particolari della malattia, realizzati dalla LILT in collaborazione con il Gruppo Italiano per lo Screening Mammografico (GISMa) e il Gruppo Italiano per il Cervico-carcinoma (GISCi), con una monografia stilata dalla Commissione "Cancerogenesi Ambientale", ed un manuale dell’Unione Internazionale contro il Cancro (UICC) dal titolo: "Strategie di prevenzione dei tumori e prove di efficacia". E' stata infine presentata la rivista "Epidemiologia & Prevenzione", che nell’ultimo numero pubblica gli andamenti temporali della patologia oncologica in Italia e i dati dei registri tumori dell’ultimo decennio. Nel corso della conferenza, sono stati inoltre ricordati gli 82 anni della LILT, fondata nel 1922. Dunque giustificata la presenza del Ministro della Salute Prof. Girolamo Sirchia, che ha consegnato degli attestati a tutti i presidenti delle Sezioni Provinciali che avevano superato gli 80 anni. Singolare il suo messaggio alla platea dei convenuti. Riprendendo una battuta del Prof. D'Errico, past-president della LILT, ha cosi' commentato: "I problemi di oggi sembrano piu' difficili da gestire rispetto a ieri. I giovani di qualche decennio fa avevano vari interessi, ideali, motivi e modelli di aggregazione sani. Oggi li vediamo demotivati, spenti, raggruppati in luoghi definiti, in balia di stereotipi, mode e comportamenti pilotati da grandi organizzazioni. Ci sentiamo spesso impotenti a contrastare i colossi della comunicazione e del consumo". Nel suo breve discorso il ministro ha rivelato la sua autenticita' di unomo di scienza, che guarda ai fenomeni sociali in rapporto alle concrete possibilita' di intervento sul piano della terapia e della prevenzione. Al momento il bilancio e' negativo. I nostri giovani sono in pericolo. Per questo motivo la LILT ha realizzato una intesa con il Ministero per l'Istruzione, l'Universita' e la Ricerca (MIUR), per iniziare un lavoro sitematico di prevenzione nelle scuole. Occorre formare operatori e creare strumenti di aggiornamento continuo. E' in preparazione un volume sulla "Prevenzione del Tabagismo", che potrebbe essere gia' pronto per il 31 maggio.

15/05/2004

ARIA PULITA AL CTO

 

Ci ha scritto Cinzia Marini:

Cari amici,
qualche giorno fa sono stata ospite presso il CTO per presentare l'attività
di Aria Pulita al gruppo di donne e uomini che stanno frequentando il gruppo
per smettere di fumare. Un gruppo vivace, rumoroso, nervoso, simpatico e
determinato ad uscire da questa schiavitù rappresentata dalle sigarette.
Come al solito (sono al 3° gruppo) sono rimasta fortemente e favorevolmente
colpita dalla forza che il gruppo infonde in tutte le singole persone e
dalla capacità di riuscire a superare i momenti difficili grazie all'aiuto
che si danno vicendevolmente.
Renata, una delle  coordinatrici di questi gruppi, che ringrazio molto per
questo, mi ha proposto di inserire nel loro sito l'invito di A.P. ad aderire
al forum e ad iscriversi all?associazione. Proposta accettata con piacere
ed entusiasmo. L'indirizzo del sito è: http://members.xoom.it/nosmokers/.
Cliccare su contatti.
Al suo interno potrete trovare anche le storie e le immagini delle persone
che in questi anni hanno frequentato i gruppi. Vi invito a leggerle. Sono
interessantissime.
Saluti. Cinzia.




















14/05/2004

Metro di oggi, pagina trasporti e mobilità ha pubblicato una mia lettera.

NO SMOKING A GARBATELLA

Ennesima discussione avvenuta con un'operatrice Met.Ro l'11 maggio verso
le 18, alla stazione Garbatella. La signora, nel gabbiotto insieme a due
colleghi, parla al telefono e fuma: alle mie rimostranze risponde che ho
ragione ma che lei lavora da 15 ore. Il suo collega sostiene invece che
nel gabbiotto si può fumare. La direzione Met.Ro da anni ha chiarito che
il divieto è esteso a tutta la stazione e che non ci sono zone "franche".

Risponde Atac Spa

Abbiamo inoltrato la sua segnalazione alla MetRo che chiederà alla dipendente
spiegazioni sul suo comportamento.

















 

Da Metro di oggi.

Al centro si vive meglio, al sud si è sempre più sovrappeso e al nord lo
stile di vita si è modificato. Dappertutto aumentano stress e consumo di
alcol e sigarette e le donne hanno raggiunto gli uomini perché inseguono
uno stile di vita fino ad oggi prettamente maschile, alla lunga sbagliato.

E' la fotografia scattata dalla Fadoi, la Federazione dei medici internisti
ospedalieri, a congresso a Roma. I medici hanno puntato l'attenzione sulla
donna: per sua natura era in vantaggio sull'uomo in fatto di salute, oggi
vive le stesse malattie già da tempo conosciute dai maschi, inoltre, forse
spinta dalla carriera e da stress e ansie che ne conseguono, ha preso a
fumare e a bere, spesso troppo, aiutata dalle mura domestiche che spesso
nascondono il disagio e le sue cattive abitudini fino a che non arriva in
ospedale.

Allarme anche per i giovani: mangiano troppo e male, bevono esageratamente,
fumano e spesso fanno uso di droghe. E' un' Italia a più facce quella disegnata
dal rapporto della Federazione medici internisti in congresso ieri a Roma.
In Sicilia i giovani mangiano troppo e male, non si contengono con sigarette
e superalcolici. E il pericolo cresce durante l'estate, quando esplode lo
sballo alcolico. E' quanto emerge dal rapporto Fadoi 2004:  L'Italia dice
33.

Fumo e obesità sono problemi anche per il Piemonte. Tra le regioni
dove gli italiani stanno meglio figurano Trentino Alto Adige, Molise, Sicilia,
Puglia, Campania, Basilicata, Abruzzo, Lombardia, Veneto e Sardegna. Ultima
è la regione Piemonte. Tra le regioni con la più alta speranza di vita
per i maschi figurano le Marche, seguite da Calabria, Puglia, Molise e Abruzzo.
Per le donne la culla giusta è il Trentino Alto Adige. Le malattie che
tormentano gli italiani sono quelle croniche ma ritorna la tubercolosi
che colpisce sia gli immigrati che gli anziani. Le malattie cardiovascolari
sono tra le principali cause di ricovero. Soltanto un paziente su 4 però
è trattato bene ha detto Giovanni Mathieu, presidente della Federazione
degli internisti ospedalieri.






























Dal giornale il Corriere del Mezzogiorno di oggi 13/5/2004.


In Campania è allarme giovani.

E' quanto emerge dal rapporto presentato a Roma dagli internisti ospedalieri
della Fadoi.
In sintesi, i giovani campani mangiano troppo e male e fumano in modo
eccessivo.Nel 2001 a fumare in Campania sono stati in 26 ogni cento
abitanti(erano stati 26,5 nel 2000);
gli ex fumatori sono 15,3.Fra i fumatori,99,2 su cento accendono la
sigaretta:ogni giorno un Campano fuma in media 15,6 sigarette.In Italia
fumano in 23,8 (erano stati 24,1 nel 2000).
Famiglia e medico di famiglia -secondo il Presidente della Fadoi
Campana -dovrebbero essere i primi educatori.
Aumentano le patologie cardio e cerebrovascolari.














12/05/2004

Ancora da Gea di Maggio :

Tutti a Cinecitta'

 il 30 e 31 Maggio

di MAURO NANNI

Il "Truck Tour" arriva a Roma. Da aprile a settembre il caravan che si trasforma in palcoscenico ambulante gira per l'Europa col suo Show per offrire ai giovani un coloratissimo programma "No-Smoke". La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, di concerto con la Societa' di Tabaccologia (SITAB) e GEA Progetto Salute, tutti partner della Campagna Tabagismo della Commissione Europea, ha chiesto e ottenuto la presenza del caravan a Roma, in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco. Il 30 e il 31 maggio l'appuntamento e' a piazza S. Giovanni Bosco, a Cinecitta'. "Feel-Free to Say NO" e' la prima campagna di prevenzione del Tabagismo della Commissione Europea che si conclude quest'anno. L'impronta e' stata nettamente mediatica e rivolta agli adolescenti. Quattro spot con calciatori e cantanti sono andati in onda su MTV mentre la pubblicita' grafica e' stata fatta sui periodici letti dai giovanissimi (YES, Cioe',...). Non si vuole affatto parlare e riparlare "di Fumo" e dei suoi aspetti negativi, piuttosto del buon vivere gioioso, con musica, sport e tanto divertimento. Domenica 30 maggio, dalle 21 alle 23, sul palco saliranno testimonial, artisti, calciatori, band musicali, cantanti, artisti di strada, che dichiareranno il loro NO al Fumo. Loro stessi hanno scelto di non fumare o di smettere. Il programma e' in fase di completamento. Presenta una giornalista, una delle piu' note voci di RadioRai, che intervistera' vari personaggi, tra un brano musicale e un karaoke, tra cui Gianni Ippoliti e la Miss Universo Silvia Ceccon, che hanno gia' dato la loro disponiblita' e collaborazione. Si attende la conferma di giocatori della Lazio e della Roma. Lunedi' 31 poi, dalle 10.30 alle 12.30, interverranno molte scuole e saranno contestualmente presentati i lavori che i ragazzi di alcune classi hanno realizzato. Una sorta di piccolo congresso dei ragazzi contro il Fumo. Uno spettacolo di sbandieratori in costume di un comune del Lazio allietera' la mattinata. Per assicurare un supporto scientifico, la Lega contro i Tumori, ed in particolare la sezione laziale (Dott. Alfredo Cecconi, presidente) e quella romana (Dott.ssa Francesca Albertini, coordinatrice) di concerto con la SITAB-Lazio (Dott. Vittorio Bisogni, coordinatore), faranno intervenire i loro esperti in piazza, tra i giovani, per dialogare, informare, interagire e rispondere ad eventuali richieste di informazioni. Le nuove forme di comunicazione, divertenti e creative, permetteranno di trasmettere una immagine positiva di chi sceglie di non fumare, moderna, giovane, vivace e intelligente. Un'inversione di tendenza per l’accettazione sociale del tabacco, saranno perciò banditi gli ammonimenti e i divieti. Grande sponsor il Comune di Roma, in particolare gli assessorati sanita' e ambiente, con il Comitato Tecnico Scientifico per la Prevenzione del Tabagismo e delle Dipendenze, e i municipi di zona.

Da Gea News di Maggio :

 

Poveri Noi

di GIACOMO MANGIARACINA

Tabacco e Poverta'. Questo e' il tema della Giornata Mondiale senza Tabacco 2004. L'appuntamento e' come sempre il 31 maggio. La Lega contro i Tumori prepara come ogni anno la sua campagna di informazione, l'Istituto Superiore di Sanita' organizza la sua consueta giornata di studio sull'argomento, e la Commissione Europea conclude a Roma, il 30 e il 31 la sua Campagna di Prevenzione indirizzata ai giovani, partita nel 2002. C'e' aria di commemorazione e forse maggiore "consapevolezza tabagica", ma le polemiche pero' sono gia' partite. Di cosa parliamo? Tabacco e Poverta'? E a noi che ce ne cale? Si tratta di quella storia dei produttori del tabacco che stanno colonizzando i paesi poveri laddove la gente non puo' mangiare ma puo' sognare fumando? Ma siamo in Italia. La cosa qui non fa notizia. Parliamo d'altro. Magari di Fumo e Donna visto che "il femminile" e' sempre trendy. Si prevede che nel 2030 vi saranno 10 milioni di fumatori contro i 4 milioni di oggi? Ma questo non riguardera' ne' l'Italia ne' l'Europa. Semmai l'Asia, l'India, l'Africa, il Sudamerica. Eppoi, vuoi vedere che laddove il controllo delle nascite non ha funzionato, funziona il controllo dei popoli da parte del Tabacco? La stragrande maggioranza delle morti da Fumo avviene in eta' matura, e considerando che nei paesi poveri la vita media si attesta sui 50 anni, l'eta' veramente produttiva e' salva. Tanto, le strutture per curare i cancri e le patologie indotte non ci sono. Niente spese sanitarie, di quelle che affliggono i paesi ricchi. Si soffre e si muore. E basta. Una vera e propria selezione della specie umana ad opera di "Big Tobacco". Geniale. Si ripropone ancora e sempre il binomio Tabacco e Guerra. Roba da guerrieri infatti, da veri machi, altro che "Camel Trophy" e "Marlboro Country". Rovistando tra le pubblicita' della Camel degli anni 40 abbiamo scoperto che molte di esse raffiguravano militari sorridenti, in divisa o in abbiagliamento da trincea, con uno slogan in uso in quegli anni: "Farei un miglio a piedi per una Camel". Un'altra pubblicita' mostra il militare che torna a casa, che riabbraccia la fidanzata, che gli porge sorridente una Camel. Il premio. Il contrassegno della felicita' e della pace. Sara' cosi' anche in Irak, in Afghanistan, e dovunque vi siano guerre, devastazioni, fame e pestilenze. Il Tabacco triofera' in questi luoghi poveri di tutto. Ma poveri anche noi, se tra l'indifferenza sovrana non riuscissimo a decifrare e capire il valore dei numeri, che ci riguardano molto, ma molto, da vicino. Poveri noi se lo stato si affanna a combattere 7.500 morti/anno da incidenti stradali, noncurante delle 120.000 persone che ogni anno muoiono in Italia a causa di Fumo e Alcol. Poveri noi se nelle scuole italiane si continua a fumare permettendo ai produttori del tabacco di reclutare 90.000 nuovi fidelizzati tra i nostri ragazzi. Poveri noi, se dovesse ancora trionfare l'improvvisazione e l'incompetenza nel fare la Prevenzione. Poveri noi se dovessimo ancora fidare nelle leggi antifumo, disattese da trent'anni. Poveri noi se genitori, medici, insegnati, sacerdoti, amministratori, deputati e persino ministri, fumano come ciminiere evocando con calcolata rabbia lo spettro di un proibizionismo solo presunto. Poveri noi se i nostri figli non vengono tutelati neppure in casa, a scuola, in parrocchia. Poveri noi se ritenessimo efficaci e scientificamente verificate le campagne antifumo attuali, tali da ridurre le tendenze nei prossimi 10 anni. Povero me, se cosi' fosse, l'avere consumato una vita in fumo.

11/05/2004

Da Gea News di Aprile :

A volte ritornano...

PADOVA - Nasce il club dei sigari toscani. Passione per la buona tavola e i sigari toscani. Questo il motore che ha portato alla nascita del "Toscano Padova Club" che stasera al ristorante Dai Gemelli in via Dondi dell'Orologio vivrà il primo appuntamento. Dopo un menu tipicamente veneto (si va dal risotto agli asparagi ai gemelli col radicchio di Treviso) scatterà la degustazione più attesa, quella dei sigari toscani. Un paio di aziende del settore forniranno i tabacchi con i rispettivi liquori da abbinare. Il prezzo per partecipare alla serata è di 20 euro tutto compreso. La sede del club è nella tabaccheria di Lodovico Masetto in corso del Popolo. Info e prenotazioni 049-8750557.

Fonte: "Leggo", 25.03.04:
www.leggonline.it/articolo_r.php?id=138712&citta_r=NAZIONALE

Il Commento: l'ennesima promozione del Tabacco in un paese (l'Italia) dove la pubblicita' e' vietata. Ci piacerebbe conoscere quel "paio di aziende"... a qualcuno puo' interessare?

Aria Pulita continua a denunciare

di CINZIA MARINI

Alcune Regioni hanno attivato un servizio al quale ci si può rivolgere per avere informazioni sulla legislazione vigente nell’applicazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro comprese quelle derivanti dalla mancata applicazione del divieto di fumare e della conseguente esposizione al fumo passivo. Alla Regione Piemonte vengono fornite esclusivamente informazioni ; alla Regione Toscana si possono lasciare messaggi nella segreteria telefonica; alla Regione Lazio è possibile segnalare anche le disfunzioni. In questo caso le richieste di intervento sono inoltrate alla A.S.L.di competenza che si occupa di inviare i propri ispettori per prendere contatto con i responsabili aziendali della sicurezza, verificare quanto segnalato e risolvere le problematiche. Il funzionario con cui Aria Pulita - Associazione Non Fumatori ha preso contatti telefonici ha confermato che è possibile inviare anche le segnalazioni fatte a nome della nostra associazione alla quale continuano ad arrivare molte richieste di intervento. Aria Pulita sta verificando se anche le altre Regioni abbiano attivato un servizio analogo. Il numeri verdi finora disponibili sono: Regione Piemonte 800-580001, Regione Toscana 800-634701, Regione Lazio 800-626600, ed è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9,30 alle 16. Il sito è:

www.regione.lazio.it/ente_regione/consiglio/sicurezza_lavoro/commissione.shtml

 

 

 

 

Noi, poveri sfruttati e demonizzati

Siamo fumatori e siamo stanchi di essere sfruttati dallo stato e in più demonizzati anzichè aiutati. L'attenzione pubblica viene dirottata su di noi per distoglierla da altri argomenti, come ad esempio, il cibo che siamo obbligati a mangiare e che ormai in massima parte è stato geneticamente modificato, con conseguenze ancora sconosciute che si vedranno nel corso degli anni. E' ridicolo che lo stato venda le sigarette e poi sia in prima fila nella caccia alle streghe ormai in atto nei confronti dei fumatori. Aumentare le sigarette (ormai in pratica una volta al mese) è diventato per lo Stato l'ultima frontiera per racattare soldi. Se lo stato fosse veramente interessato alla salute pubblica dovrebbe prevedere interventi gratuiti di disassuefazione al fumo. Ma niente viene fatto in quanto in realtà i soldi dei fumatori fanno comodo; se smettessimo di fumare dove troverebbero le migliaia di miliardi che incassano? Sarebbero costretti a mettere nuove tasse a tutti, compreso chi non fuma. Un gruppo di fumatori. (Lettera pubblicata su Metro del 2 marzo e ri-pubblicata su Leggo del 24 marzo, praticamente riciclata).

La risposta di Teresa C., del Forum Non-Fumatori:

Caro lettore "fumatore, stanco di essere sfruttato e demonizzato anziché aiutato", hai scelto tu di fumare e chiedi anche di essere aiutato? E come vorresti essere aiutato? L'attività che Sirchia sta portando avanti è già di per sé un grande aiuto, perché tutela la salute di tutti - fumatori attivi e fumatori passivi! I non-fumatori non intendono "demonizzare" i fumatori, ma questi ultimi molto spesso non si curano minimamente del fastidio che possono arrecare agli altri, ed è giusto che di ciò inizino a prenderne coscienza.


10/05/2004

Giornata della Ricerca

Cinzia Marini ci invia :

In occasione del 9 maggio 2004, giornata dedicata alla ricerca, sono stati
pubblicati vari articoli. Vi riporto gli stralci tratti da Repubblica e
dal Venerdì e una notizia tratta da sette inviatami da MLucia Caspani che
ringrazio.

Saluti. Cinzia.

da Sette n.19
Care donne smettete di fumare (almeno prima dei 50 anni)
E' la soglia minima per evitare guai seri. Mentre la battaglia sui tumori
registra incoraggianti successi, la sigaretta rimane il nemico numero uno.
Ma prevenirlo oggi è più facile. Ricerca e divulgazione sono stati l'erma
vincente che ha cambiato abitudini e accelerato la prevenzione portando
a considerare la lotta al cancro una sfida quasi vinta. Con un'eccezione,
mette in guardia Umberto Veronesi. "Per il tumore al polmone nella donna
si registra un aumento della mortalità".

Dalla Repubblica del 6 maggio 2004:

Veronesi dice"e il tumore al seno è oggi guaribile nell'80% dei casi,
crescono invece, in maniera preoccupante, i tumori al polmone nella popolazione
femminile. In vent'anni le morti per questo tipo di cancro sono quasi raddoppiate.
E dal momento che la percentuale delle giovani donne che fumano è in continuo
aumento,i decessi per tumore al polmone  potrebbero superare, tra 10 anni,
quelli per tumore al seno, come già avviene negli Stati Uniti. Per questo
dobbiamo far nascere un movimento femminile italiano contro il fumo".



Dal "Venerdì" di Repubblica:

C'è però un nuovo nemico che insidia la salute delle donne: il cancro al
polmone. Negli Usa la mortalità per questo tipo di tumore ha già superato
quella per il cancro alla mammella. In Gran Bretagna il sorpasso è previsto
per il 2010 e pure in Italia l'incidenza è in aumento. Il tumore al polmone,
spiega Umberto Veronesi, fino a ieri era la malattia dell'uomo fumatore.
Ora sta aumentando il numero delle sue vittime fra le donne che, sempre
più numerose, si avvicinano al tabacco.
Si sta anche cercando di capire se esiste una specificità femminile nel
tumore al polmone. Uno studio condotto da ricercatori dell'Università di
Chicago e pubblicato il 14 aprile sul Journal of the American Medical Association
ha messo in evidenza che nei polmoni delle donne si sviluppa più facilmente
l'adenocarcinoma (un tipo di tumore legato alla presenza di ormoni estrogeni,
sia naturali sia eventualmente assunti con le terapie post menopausa). Inoltre,
nelle donne i danni della sigaretta tendono ad essere più profondi e le
strategie di riparazione dei guasti del Dna meno efficaci. Nonostante questo,
la sopravvivenza media è leggermente superiore rispetto a quella degli uomini.
Le donne, sostiene Ugo Pastorino, specialista del cancro al polmone dell'Istituto
tumori di Milano, sono molto più attente alla prevenzione. Si sottopongono
ai controlli e danno la giusta importanza ai sintomi.

 




















































09/05/2004

UNA PRIMA VITTORIA

 

Ci scrive Max:

Salve a tutti, è domenica, c'è il Gran Premio di F1 ma non stò parlando di
questo ...
la prima vittoria di cui stò parlando è quella che ho ottenuto contro il
fumo passivo.
Ad aprile scrissi ad un paio di locali che mi capita di frequentare con gli
amici e, almeno in uno di questi, da un paio di settimane vige l'Assoluto
Divieto di Fumare in tutti i locali compresi i bagni (divieto ottimamanete
controllato dai ragazzi della Sicurezza).
Ieri sera ho passato una splendida serata con gli amici, senza fumo e aria
viziata.
Il locale in questione è il Crazy Bowling di Firenze presso i locali del
Warner Village.
Questo mi ha entusiasmato (non esageriamo!) e mi ha dato una carica di
ottimismo che mi porterà a continuare nel segnalare ai locali i disagi che
crea il fumo in un ambiente chiuso e non, o poco, areato.
Inoltre anche ieri sera i locali Bowling, Sala Giochi al piano superiore e
Cinema erano pieni di clientela, questo dimostra che la decisione
"responsabile" presa dai gestori di questo locale non porta ad un calo di
"entrate", ma solo ad un miglioramento delle condizioni di permanenza dei
clienti nei locali.

Questa è solo una delle battaglie vinte, chissà se e quando riusciremo a
vincere questa guerra per il rispetto del diritto alla scelta di "Non
Fumare".

Ciao Max




























08/05/2004

A LIFE IN SMOKE

Oggi voglio farvi un bellissimo regalo !

Tempo fa un giovane e brillante disegnatore-regista-sceneggiatore mi ha inviato un suo recente "corto " in cartoni animati, dal titolo " Una vita in fumo ". Interamente realizzato da lui,.. 8 minuti di delizia che vi regalo con gioia, invitandovi a diffonderlo ai vostri amici.

Il link del sito di Gianluca e' : http://www.sardavista.it/home.htm

seguite il link al filmato e, dopo un po' di fatica, ci arriverete.

 

Buon Divertimento a tutti e, a nome di tutti noi:

GRAZIE, GIANLUCA !!!

Oggi parlo io !

E' da un po' di tempo che non intervengo direttamente sul mio blog, dato che di solito il dibattito che si accende spontaneamente tra i visitatori e' sufficente a tener vivo l' interesse degli stessi.

Due considerazioni pero' mi inducono a violare questa abitudine :

1- Il numero dei visitatori giornalieri su questo blog sta scendendo a picco: e' passato da circa 200 di un mese fa ai circa 40 di questi giorni. Stranamente sta invece aumentando, esattamente nel rapporto inverso, il numero dei visitatori sul blog in Inglese " A life in smoke " 

2- L' attenzione della gente sul problema fumo sta diminuendo. E questo e' comprensibile, data la diminuzione dei fumatori, la presa graduale di coscienza sui problemi causati dal fumo, l' aumento dei luoghi in cui e' vietato fumare, le varie campagne antifumo promosse su giornali, radio e Tv e..., perche' no ?..., il lavoro di persone come me e tutti gli amici del gruppo Aria Pulita che si stanno prodigando a livello di volontariato, per questo problema.

Non e' un inno di vittoria, ma in effetti qualcosa sta cambiando.

Ieri sera ero ad una cena organizzata da un amico che opera nel campo dei servizi di volontariato all' Handicap. C'erano una cinquantina di persone, di vari gruppi sociali e di varia estrazione. Molti rappresentanti del mondo dello spettacolo, divette in crescita, giornalisti, attrici di classe, il tutto in fasce di eta' dai 30 ai 70 anni.

Per tutta la cena e la serata nessuno ha acceso una sigaretta.

E non c'era nessun cartello di VIETATO FUMARE.

E' proprio la coscenza delle persone che forse finalmente si e' resa conto di come stanno le cose.

Al mio tavolo una deliziosa e sensibilissima esponente del mondo dello spettacolo mi ascoltava attenta parlare di questo blog con un interesse spontaneo e reale. Lei non fuma piu, non ricordo da quanto tempo, e non sente assolutamente, mai, il bisogno di accendersi una sigaretta. A parte questo, una persona notevole, una caramella con la carta, il dolce e la glassa sopra, circondata dalla stima e dall' affetto dei suoi amici.

Dall' altro lato avevo un importante e noto esponente del giornalismo radiofonico romano, che, anche lui, ha smesso di fumare ormai da piu' di venti anni, anche se e' ancora professionalmente molto motivato ad approfondire i meccanismi per cui si comincia ed i modi con cui si riesca a smettere. L'ho invitato a venire a visitarci ed a cominciare a ricavare materiale da questo sito.

Ho trascorso una piacevole serata, grazie soprattutto a queste due persone; al nostro tavolo ed intorno a noi, nel locale, NESSUNO FUMAVA !!! 

 

06/05/2004

TELECOM ANTIFUMO

con questo annuncio  tutte le aziende del gruppo Telecomitalia si adeguano
alla normativa sul fumo:

"dal prossimo 1 giugno, tutte le Aziende del Gruppo Telecom Italia
diventeranno No Smoking, nella continuità di un processo che ha già toccato
alcune realtà del Gruppo. La qualità della vita lavorativa è anche correlata
al miglioramento dell'ambiente di lavoro in cui ciascuno di noi opera. In
tale contesto si inserisce la campagna Smokeless, con l'obiettivo di far
respirare a tutti noi un'aria più pulita all'interno delle sedi aziendali."

saranno organizzati  appositi corsi dedicati a tutti i dipendenti che
vorranno smettere di fumare. e sono previste una serie di iniziative di
comunicazione che accompagneranno tutti i dipendenti lungo il cammino che
porterà a lavorare in un Gruppo dove si respirerà un'aria più pulita.

 
















05/05/2004

Dal Corriere della Sera del 10-12-03:

Da un'analisi del filtro, la misura del rischio
 
MILANO - Un mozzicone di sigaretta potrebbe rivelare in quale misura le abitudini tutte personali di ogni fumatore incidono sul livello di sostanze cancerogene inalate. E' quanto affermano i ricercatori del National Center for Environmental Health (Usa), che hanno elaborato un nuovo test in grado di rilevare con esattezza la quantità di elementi nocivi che le persone introducono nel loro organismo, a partire dall'analisi chimica dei filtri delle sigarette fumate.

Nicotina e monossido di carbonio sono i principali ingredienti delle "bionde", insieme al catrame, che contiene gli elementi più pericolosi per il rischio tumore. Le aziende produttrici di tabacco solitamente misurano i livelli di catrame e di nicotina con un macchinario che aspira piccole boccate di fumo da una sigaretta accesa. Ma la frequenza e l'intensità dei "tiri" poco corrispondono alle reali abitudini della maggior parte dei fumatori. Così, conferma Martin Jarvis, studioso della dipendenza da tabacco presso l'University College of London, i dati sono poco attendibili e i livelli di sostanze cancerogene inalate risultano spesso sottostimati.

Il nuovo test, elaborato ad Atlanta e comparso sulla rivista Nature, misura la quantità di uno degli "ingredienti" del tabacco, il solanesol, che raggiunge il filtro della sigaretta in quantità proporzionale al livello di nicotina e di catrame inalato. Le analisi sono facilitate dal fatto che il solanesol permane a lungo nel mozzicone, anche per alcune settimane.
Il vantaggio di questo metodo è che si potranno valutare le conseguenze dei diversi comportamenti di ogni fumatore. Ad esempio, spiegano gli studiosi, una persona può aspirare meno intensamente la prima sigaretta della giornata o fumare con boccate più brevi e più profonde durante l'orario di lavoro.
Il rischio è però quello di ottenere dati sovrastimati nel caso di persone che non inalano il fumo, per cui, avverte il dottor Jarvis, le tecniche più attendibili per sapere quanta nicotina entra davvero nell'organismo restano gli esami della saliva e del sangue.
Sembra dunque più facile soppesare il danno arrecato da una sigaretta, anche se, ricordano gli oncologi, qualunque sia lo "stile" adottato dai fumatori, il rischio di tumore al polmone per chi usa le sigarette (o i sigari, o la pipa) resta in ogni caso molto alto. Insomma, al di là dei test più o meno perfezionati, l'invito - pressante - è sempre quello di smettere di fumare.









04/05/2004

Profumo = Fumo ?

Ci ha scritto Marco Badiani:

Quello che descrivi è un altro aspetto di uno stesso problema: quello di chi
al mondo si comporta come se fosse solo...
Proprio poco tempo fa, nella sala di un locale della mia città dove mi
trovavo
è entrata una signora che si era inzuppata in una quantità industriale di
profumo. Disgraziatamente si è seduta dietro di me.
La sala di questo locale è talmente piccola che questa persona non mi era
distante più di un metro, un metro e mezzo, per cui ho avuto nel naso
l'odore
del suo profumo per tutta la durata della cena. Confesso che in
quell'occasione
ho pensato che forse la puzza del fumo di qualche sigaretta sarebbe stato
preferibile. Certo, quello che la signora elargiva a tutti i presenti era
indubbiamente
un buon profumo e non era cancerogeno, al  contrario del fumo,  ma mentre
mangiavo,
mescolato ai profumi del cibo e del vino, diventava un motivo di fastidio
non indifferente.
Il buon Turci di Forces parlando del Canada, da cui è praticamente fuggito
da quando
vi è entrata in vigore una severa legislazione "antifumo", come prova di
quanto siano
illiberali le leggi di quel Paese ha più volte parlato di un altra legge là
in vigore, quella che
vieta - non so esattamente in quali termini - di entrare profumati nei
locali pubblici. A
me questa sembra solo una prova che il Canada sia un bel pezzo avanti a noi
nella difesa
dei diritti civili ed un'ulteriore conferma che Gian Turci di libertà e
rispetto degli altri abbia
capito ben poco.

Marco Badiani


































Da Gea News di Aprile 2004:

Maria De Filippi: fumachetipassa

di EMANUELA LA NOCE

Chi ha visto il programma di Maria De Filippi "Amici" la sera del 14 marzo scorso? I protagonisti sono adolescenti, provenienti da varie parti di Italia, selezionati per le loro abilità in canto, danza e recitazione, che hanno la possibilità di entrare nella scuola per studiare e migliorarsi, seguiti da un corpo insegnante specializzato nel settore, che prepara lezioni, compiti ed esami finali. La logica è la competizione, poichè tutto si conclude con sfide sia interne sia esterne, coinvolgendo adolescenti che vogliono entrare nella scuola, sottoponendosi al sistema del televoto, che aumenta la partecipazione del pubblico da casa. Quello che è avvenuto nella serata del 14 marzo ha dell'icredibile. Teniamo conto dello share della diretta in prima serata. La sfida e' tra Catello e Valerio. Uno dei due è inevitabilmente eliminato. Per arginare la delusione del 18enne che sognava di diventare un ballerino, la De Filippi conclude: "Adesso vai a fumarti una sigaretta fuori". La frase non e' frutto di una svista in quanto è ribadita per ben due volte. Invito vivamente gli autori del programma a colmare la totale o parziale ignoranza in tema di dinamiche psicologiche adolescenziali o semplicemente di rievocare la propria di adolescenza per rivivere il forte desiderio di trasformare un sogno in realtà o semplicemente di esprimere le proprie emozioni con la danza, il ballo e la recitazione. Forse non si ricordano o non sanno (o forse lo sanno e ne fanno un uso diverso) quanto un idolo permette di identificarsi, di sognare ad occhi aperti, in un momento in cui il corpo, i sentimenti e le percezioni cambiano e non hanno forma, perché la forma la stanno cercando, e con essa una strada e dei valori da seguire. Sono gli anni della contestazione alla famiglia, ai genitori, ai valori. Sono gli anni delle grandi amicizie, pateticamente sottolineate nel programma e contemporaneamente distrutte con competizioni e sfide. Chi da adolescente non ha mai avuto un idolo, spesso anche irraggiungibile, un mito dello spettacolo? E cosa succede quando questo idolo è un ragazzo molto vicino a noi, palpabile, come noi e come tutti gli adolescenti d'Italia? Stiamo attenti. Le dinamiche identificative sono fortissime. Attenti. Nel sito del programma vi sono le schede degli allievi con peso e altezza... e si apre l'altro tema sui disordini alimentari. Giudicate voi:

Brindisi: si smette a 46 anni

(ANSA) - MILANO, 9 MAR - Qual e' il prototipo del fumatore pentito? Quali motivazioni lo spingono? E, in caso di fallimento, quali le cause della sua ricaduta nel fumo? Sono informazioni che possono essere molto utili per affinare la strategia delle campagne antifumo e per aiutare meglio a smettere chi oggi non ci riesce. Per questo partira' a giorni uno studio promosso dall'Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri (AIPO) e dalla Pfizer, che prevede di coinvolgere una ventina di centri antifumo in tutto il Paese. Ognuno di essi avra' il compito di reclutare almeno 20 fumatori di piu' di 10 sigarette al giorno, di eta' compresa fra i 25 e i 54 anni, equamente suddivisi fra i due sessi. Fra un anno saranno noti i risultati. Questo lavoro, per il momento, e' stato fatto da uno solo di questi centri, quello di Mesagne (Brindisi), i cui risultati sono stati resi noti. Da essi risulta che coloro che si sono rivolti a quel Centro per smettere di fumare sono nel 79,3% dei casi di sesso maschile, con un'eta' media di 47 anni. Nelle donne l'eta' media e' lievemente inferiore (45 anni). Prevalgono i diplomati della media inferiore (40,6%) e superiore (35,9%), mentre i laureati sono solo il 5,3%. La ragione che ha spinto queste persone a cercar di smettere e' riconducibile soprattutto a un problema di salute (47,3%), ma ci sono molte altre motivazioni, come l'aumento del prezzo delle sigarette piuttosto che l'aumento della discussione sui media in occasione della nuova legge. Ci sono poi impennate stagionali, a maggio, in occasione della giornata antifumo e a settembre con la crisi dopo il rientro dalle vacanze. Secondo i dati, resi noti da Eugenio Sabato, responsabile del gruppo di studio AIPO sulla prevenzione e il controllo del fumo di tabacco, oltre il 40% dei fumatori che si rivolge a un Centro antifumo riesce a smettere, ma questo dato dovra' essere confermato al termine dello studio. I candidati a smettere vengono curati nel 98% dei casi con terapia sostitutiva di nicotina, ma si tende a combinare vari sistemi, a seconda del caso.

03/05/2004

Stamattina ho tratto da Forces :

Il fumo passivo fa comodo a tutti

Di Gian Turci

Spesso un “rischio” viene esagerato per ragioni politiche. Questo è tanto più grave se quel “rischio” non gode di alcun fondamento scientifico, ma viene evidenziato solo da ricerche contraddittorie o addirittura non in grado di dimostrarlo. In questo senso, è esemplare il caso del fumo passivo.

Milloy ci insegna come prendere un rischio non provato (o non provabile) e trasformarlo in una minaccia sociale o in un’epidemia meritevole di intervento pubblico a spese di un gruppo bersaglio. Ma la “scienza rottame” (specialmente quella concernente il fumo) non è un’invenzione nuova. Le sue origini sono nella campagna antifumo nazista, svoltasi tra circa il 1937 e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Gli slogan che sentiamo oggi, e molte delle attribuzioni di malattie al fumo sono ispirati a – se non addirittura una ripetizione di – questo poco conosciuto aspetto della propaganda del Terzo Reich.

Qualcuno potrebbe obiettare che, allora come oggi, esisteva una relazione tra fumo e cancro, e che il fatto che la campagna salutista sia stata concepita dai nazisti non diminuisce la sua importanza sanitaria. Sebbene quest’obiezione sia valida, allora come oggi esiste una inoppugnabile e mai ricordata realtà: la scienza non è in grado di dimostrare, anche per un solo paziente, una relazione diretta di causa-effetto con il fumo; vale a dire, non è possibile provare che il fumo sia la causalità eziologica singola anche di un solo decesso tra i milioni che gli vengono attribuiti. E questo, ironicamente, è ancora vero dopo oltre sessant’anni di ricerca e dopo che montagne di denaro ed eserciti di ricercatori sono stati impiegati nel tentativo di trovare una ragione che possa giustificare scientificamente (e quindi razionalmente) l’odio contro il fumo.

Se si trattasse di qualsiasi altro soggetto, dopo così tanti fallimenti la logica ed il buonsenso detterebbero la necessità di capire ed ammettere che bisogna prendere una nuova strada, poiché la vecchia è costata troppo e non ha prodotto la tanto agognata prova. Infatti, se le immense fortune e risorse che sono state buttate nelle campagne antifumo fossero state messe a disposizione di ricercatori seri per esplorare tutte le strade per la cura del cancro ed altre malattie, forse oggi il discorso fumo non avrebbe comunque ragione di esistere. Ma forse è proprio questo il punto a cui non si vuole arrivare, perché stime moderate indicano che a livello mondiale l’industria antifumo costituisce un giro d’affari che oggi sfiora i 70.000 miliardi di lire l’anno, e che continua a crescere.

Ai tempi dei nazisti come ai nostri, tuttavia, la guerra al fumo non fu spinta dal desiderio di raggiungere la salute dell’individuo, bensì dalla spesso voluta confusione tra salute morale, spirituale e fisica, ispirata ad un concetto puramente socialista: il campo delle scelte dell’individuo deve essere delimitato (e controllato) dal collettivo, cioè dallo Stato. Ma una valida obiezione si è sempre levata da coloro che sostengono il “diritto di farsi male”: io sono padrone del mio corpo e ne dispongo come voglio, a condizione di non fare male agli altri.

La geniale creazione dei “pericoli” del fumo passivo permise finalmente di aggirare questo insormontabile ostacolo, e di giustificare l’imposizione di divieti e sanzioni contro una vasta fetta della popolazione, senza la necessità di mettere in rilievo le similitudini col pensiero nazista esistenti nello Stato Terapeutico. D’allora in poi, infatti, fumare non era più un atto privato, ma una minaccia per la salute pubblica che giustificava, anche moralmente, l’intervento dello Stato e la propaganda contro gli irresponsabili fumatori, vittime di un vizio che faceva male agli altri. Così, mentre oggi l’eroinomane gode della simpatia di certe forze politiche, non si ha nessun riguardo per il fumatore, se non quello riservato a un “malato contagioso”, bisognoso delle “terapie” a base di prodotti di cessazione generosamente messi a disposizione dalle multinazionali farmaceutiche; non è un caso, infatti, che enormi fondi siano elargiti agli attivisti antifumo proprio da Big Farma, che gode anche di pubblicità gratuita ed indiretta dalla campagna contro il fumo sostenuta con denaro pubblico.

Il fumo passivo, più ancora di quello attivo, è una frode scientifica che è stata smascherata in numerose occasioni: persino dalla corte federale americana, che nel 1998 definì “fraudolento” il famoso studio della Environmental Protection Agency (citato da Milloy in questo libro del 1996) secondo cui tremila morti l’anno erano causate dal fumo passivo negli USA, ed ordinò la rimozione del fumo passivo dalla lista dei cancerogeni. Nello stesso anno, il più grande studio del mondo, commissionato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità alla IARC (International Agency for Research on Cancer) non trovò alcuna relazione tra fumo passivo e cancro polmonare. Un altro vasto studio, commissionato dal Dipartimento dei Trasporti americano nel 1989, ed effettuato con strumentazione scientifica di alta precisione, dimostrò in modo inoppugnabile che un non fumatore seduto nella sezione fumatori in un aereo dovrebbe volare cinque anni e mezzo senza sosta per inalare l’equivalente di una sigaretta, e che i naturalissimi raggi cosmici rappresentano un pericolo di malattia ben 641 volte maggiore del fumo passivo.

Dei circa cento studi finora effettuati sul fumo passivo, solo uno marginale ha trovato una relazione col cancro con significato statistico. Le concentrazioni di tossici, anche in una camera annebbiata dal fumo, sono così infinitesimali da non raggiungere neppure i limiti di sicurezza anti-tossica più stretti del mondo, cioè quelli americani, mentre la maggioranza delle concentrazioni di componenti del fumo passivo dev’essere estrapolata teoricamente perché è tanto piccola da non poter essere misurata direttamente neppure con la più sofisticata strumentazione.

Nonostante tale evidenza, che è tanto schiacciante quanto solida, sentiamo dire che “non c’è dubbio” sulla dannosità del fumo passivo, mentre i divieti si moltiplicano ed il martellamento di Stato, mediatico e degli attivisti si fa sempre più intenso. Perché mai? La risposta è semplice: il fumo passivo è un business . Infatti:

·        Offre al fumatore socialmente colpevolizzato (e che è già stato convinto di “farsi del male”) una ulteriore scusa per smettere di fumare, ed essere così “socialmente accettabile”.

·        Apre enormi mercati alle multinazionali farmaceutiche che, avendo convinto il fumatore di essere dipendente dalla nicotina (cosa molto opinabile) tramite le autorità sanitarie, offrono “rimedio” alla dipendenza con la vendita di costosi e inefficaci prodotti di cessazione (quasi tutti, si dà il caso, a base di nicotina).

·        Permette a politici, ricercatori e scienziati, medici e “professionisti antifumo” di trarre enormi guadagni politici e finanziari, puntando sul “cavallo del fumo”, che distrae il popolo da problemi reali e che offre notorietà mentre comporta rischio politico zero.

·        Aiuta i media a riempire spazio e tempo con disinformazione allarmista, di cui non si verifica l’accuratezza sia perché proveniente da fonti “sanitarie” (che nessuno osa mettere in dubbio, specialmente sul fumo), sia perché così si rispettano pienamente i dogmi del politically correct.

·        Facilita sbrigative, sommarie diagnosi mediche sulle malattie respiratorie dei non fumatori, essendo il fumo passivo un facile capro espiatorio che è intuitivo anche da parte del paziente.

·        Facilita l’interferenza legislativa dello Stato nel comportamento ed abitudini dei cittadini.

·        Permette a quei non fumatori cui “dà fastidio” il fumo di togliersi i fumatori d’attorno appellandosi alla salute, senza dover giustificare la loro intolleranza, che oggi può essere manifestata impunemente perché si sa di avere l’appoggio dello Stato; inoltre l’atmosfera sociale rende il fumatore esitante ad accendere in luoghi cosiddetti “pubblici” anche quando il divieto non è imposto. Non c’è da stupirsi che i non fumatori credano ai “pericoli” del fumo passivo.

Una considerazione è però doverosa: quando medicina, Stato e istituzioni si prostituiscono a espedienti, si è raggiunto il fondo del pozzo morale del cosiddetto “Stato etico”, e bisogna prepararsi a soffrirne le conseguenze. Quando si permette, infatti, che la scienza sia distorta e usata contro un gruppo bersaglio di cittadini, la storia ci insegna che resta solo da chiedersi chi saranno le prossime vittime.

01/05/2004

Fumo passivo nel mobbing

Ci ha scritto Massimo D' Angeli:

Sono stato al bel Congresso "Nuove patologie professionali: il mobbing. Le patologie stress-correlate" all'INAIL, come psicologo e come rappresentante di AP.

Ho chiesto di attaccare 2 fogli (che avevo preparato) sui danni da fumo passivo e i problemi che incontrano i lavoratori nel "denunciare".  Uno degli organizzatori mi ha subito chiarito che era un fumatore, non prestando attenzione alla mia immediata specificazione ("guardi che noi accettiamo come soci anche i fumatori") e andando di corsa a fumare fuori dicendo "Mi dispiace per Lei" e io subito "Mi dispiace per Lei !" .
Il secondo organizzatore .... mi ha rimbalzato al primo.  Fare questo ad un congresso sul mobbing .... 

Ho rimandato l'occasione al momento degli interventi liberi che però ... non sono stati tali (e in un congresso scientifico questo è INAMMISSIBILE), in quanto dopo poco che avevo inziato a parlare il primo organizzatore mi ha interrotto con "Io non vorrei invadere il campo dei moderatori, già Lei sa che mi trova dissenziente sul problema visto che tutti sanno che fumo ma rimaniamo nel tema del congresso" e poi "se mi dice che relazione c'è tra mobbing e fumo .... "  . 
Allora un altro ... (barone ?) mi ha detto "Faccia la domanda" (si sentiva in TV ?).
I due mi hanno aumentato la mia ansia congenita interrompendomi, per cui ho potuto solo dire che la relazione è  **scritta** nella sentenza per l'omicidio colposo dei due dirigenti di banca che hanno lasciato una bancaria asmatica in ambiente con fumo di sigaretta.

Il primo continuava a dire più volte  "Non ne faccia una cosa personale" ma a lui fino a quel momento non ci avevo mai pensato.  Era lui che non pensava al suo fumare.

Togliete i miei commenti e le mie emozioni, e scrivete cosa ne pensate.
Cercate per conto vostro sul web qualcosa sul mobbing e dite se il fumo passivo è pertinente.
Non ho messo i nomi per ridurre problemi di conoscenze pregresse eccetera, comunque io gli scriverò al tizio non (sol)tanto per evidenziargli la sua scorrettezza formale ma perchè sono certo che il problema è pertintentissimo, e gli scriverò con tutte i riferimenti scientifici del caso (che avevo GIA' portato in visione ma che non ha voluto guardare; ve lo mando a parte).

Poi scriverò una conclusione ufficiale chiedendovi di aderire.

Massimo

Per il resto è stato un ottimo congresso, troppo "medico" a scapito degli aspetti psicologi, sociali, antropologici, comunque un enorme passo avanti (150 iscritti e 40 relatori).

L'intervento censurato al congresso sul mobbing:
 

Lavoratori costretti a respirare fumo di sigaretta: danni,  responsabilità, soluzioni.
 

-         Il fumo passivo è tra le 88 sostanze o composti di sostanze sicuramente cancerogene (1); causa effetti cardiocircolatori negativi immediati e diretti (2), disturbi generali (cefalea, irritazione di occhi, naso, gola), difficoltà di concentrazione, riduzione delle capacità psicofiche generali e lavorative, malattie respiratorie come asma, bronchite, enfisema (3; 4; 11).

-         In Italia "L'esposizione nei posti di lavoro è associata con 324 morti per cancro al polmone e 235 morti per ischemia cardiaca." (5).  Una persona è morta sul lavoro a causa del fumo passivo prodotto da persone lì presenti e due dirigenti sono stati condannati in primo grado per "omicidio colposo" (14).

-         Le norme vigenti sono state sistematicamente ignorate (6) addirittura dai sindacati (13), ed iniziano ad essere applicate con estrema lentezza (7) a causa del comportamento attivamente ignorante dei datori di lavoro e dei controllori (8), con boicottaggi usando artifici linguistici ("proibizionismo" "talebani antifumo") anche ad opera di un Ministro del governo attuale (9) "dimenticando" di applicare - tra l'altro - le direttive di precedenti Ministri dello stesso Ministero (7).

-         Per le norme specifiche per i lavoratori (DL 626/94) è stato necessario nel 2002 l'intervento di "Associazione Ambiente e Lavoro" a chiarire definitivamente che "il datore di lavoro deve valutare tutti i rischi per la salute, inclusi quelli da agenti chimici pericolosi come il fumo di sigaretta" (10)

 

I dati significativi che emergono sono questi: molti lavoratori nuocciono e danneggiano gli altri (12) e i datori di lavoro non applicano le leggi (6;7); il lavoratore che richiede aria senza fumo viene "mobbizzato", emarginato, minacciato, trasferito, ignorato (7).

 

Si ritiene che il cercare una qualche labilità o debolezza nel singolo (es. cercare una misura oggettiva della sua "iperreattivita' bronchiale" o della sua "allergia") in senso psicologico- comunicativo chiude "il cerchio", cioè costruisce un sistema composto da 2 soggetti: il lavoratore che si ammala perchè debole, e il medico che lo cura.   Questo sistema chiuso mantiene al di fuori dell'attenzione le cause reali dei danni da fumo passivo nei luoghi di lavoro.  Questo ragionamento circolare ri-produce una cultura che manca di evidenziare le cause più evidenti: incompetenza dei dirigenti (tanto maggiore quanto più elevata è la loro posizione; il fumo non si può non notare) semmai la patologia del fumatore, la patogenicità strutturale di alcuni ambienti lavorativi.  In altre parole nel "mobbing" in generale e nel tabagismo in particolare si pone troppa attenzione al soggetto passivo e poca quelli attivi (aziende, fumatori).  Si ritiene che questa attenzione così selettiva sia arbitraria; si ritiene che a ciò contribuisca anche il ritardo con cui si è avviata la psicologia in Italia (forse prevale la ricerca delle "malattie" nel singolo "nevrotico" o "psicotico", mentre la patologia dell'organizzazione è più difficile da cogliere) .

 

Si sottolineano con forza le conclusioni dei ricercatori: "Sebbene [.] i risultati sottolineano il bisogno e l'urgenza di misure di salute pubblica per ridurre l'esposizione al fumo passivo nelle case e nei posti di lavoro in Italia" (4).   Si raccomanda con forza di agire attivamente riguardo ai problemi di fumo passivo del lavoratori (ad esempio supportando soggetti come "Aria Pulita" sotto menzionata), è necessario prendere continuamente una esplicita posizione per l'aria salubre nei posti di lavoro. 

 



















































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