UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








30/04/2004

Fumi: ma sei scemo ?

Fumi: ma sei scemo ? Basta accendere spesso una sigaretta per spegnere lentamente il cervello. A questa conclusione è giunto un ampio studio condotto su 9.209 uomini e donne dai 65 anni in su residenti in Danimarca, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito, patrocinato dalla Commissione europea e appena pubblicato su Neurology, la rivista dell'Accademia americana di neurologia. Un gruppo di ricercatori, nell'ambito dell'Eurodem, progetto europeo di collaborazione fra centri di ricerca medica relativo alla demenza, ha scoperto che tra i fumatori incalliti il declino cognitivo su base annua è cinque volte superiore rispetto a quanti non hanno mai fumato in vita loro. Le capacità mentali dei soggetti presi in considerazione sono state verificate nell'arco di circa due anni e mezzo attraverso una serie di domande e test denominati Mmse (Mini-Mental State Examination), una scala di misura delle capacità cognitive in cui 30 punti rappresentano le migliori condizioni di funzionamento mentale, mentre il valore di riferimento che può segnalare un'incipiente demenza si colloca a 24 punti.

RASSICURAZIONE APPARENTE
Solo apparentemente rassicurante il fatto che il gruppo esaminato è sceso in media da 27,4 a 27,2 punti. Molto significativi sono infatti i dati disaggregati. Tra quanti non avevano mai acceso una sigaretta (41 per cento dei 9.209 soggetti studiati) la scala Mmse ha registrato una flessione di 0,03 punti l'anno, mentre il calo è risultato dello 0,16 tra il 22 per cento di fumatori abituali. Il rimanente 37 per cento, costituito da ex fumatori che sono riusciti a smettere prima del periodo in cui è stata condotta la ricerca, ha subito una flessione di 0,06 punti all'anno, comunque doppia rispetto ai non fumatori.

IL SIGNIFICATO DELLA RICERCA
Il senso da attribuire a questi dati è stato chiarito da Alewijn Ott, specialista di epidemiologia e biostatistica dell'Erasmus medical center di Rotterdam: "Sul piano individuale, una lieve variazione dell'Mmse non ha grande rilevanza, ma i dati dei gruppi sono più eloquenti e dimostrano che il fumo ha un impatto sulle funzioni cognitive in età avanzata". Lo studio ha inoltre accertato che non tutti i fumatori sono uguali: un più marcato impoverimento cognitivo, com'era ovvio attendersi, è stato riscontrato tra quanti avevano fumato di più, parametro che è stato calcolato considerando il numero di anni vissuti da fumatore e, soprattutto, la media giornaliera di sigarette accese.

MITO DA SFATARE
I ricercatori sono concordi nello sfatare il mito che il fumo, fra tanti danni che provoca, possa avere almeno qualche effetto positivo sull'attenzione e sulle funzioni cognitive. È vero che la nicotina contenuta nel tabacco stimola il sistema nervoso centrale, generando così la sensazione di piacere che il fumatore cerca per affrontare meglio i momenti critici del lavoro e della vita. Ma non bisogna commettere l'errore di identificare questo stimolo con un'accresciuta funzionalità del sistema nervoso: la parvenza di benessere fornita dalla sigaretta viene pagata a caro prezzo, poiché è scientificamente acceretato che il consumo assiduo di tabacco contribuisce fra l'altro all'arteriosclerosi e all'ipertensione.

MAI TROPPO TARDI PER SMETTERE
Secondo Alewijn Ott, sono necessari ulteriori studi approfonditi per stabilire se questi ultimi o altri fattori siano responsabili del maggior declino cognitivo riscontrato tra i fumatori, del quale i meccanismi precisi rimangono ancora da individuare. Nel frattempo, il consiglio degli autori dello studio danno è uno solo: a qualsiasi età non è mai troppo tardi per smettere.






Da Metro di Oggi:

Vietato fumare allo ZOO

Da Metro di oggi.

Roma. Un decreto del ministero dell'ambiente prevede il divieto di fumo
per lo staff in prossimità delle gabbie o nel momento della preparazione
del cibo per gli animali.






Da Leggo di Oggi :

VIETATO FUMARE SULLA SPIAGGIA

Da Leggo di oggi.

Non si potrà più fumare sulle spiagge di Santa Monica in California. E'
stato approvato ieri il divieto di fumo: per i trasgressori multe fino a
250 dollari.






29/04/2004

Dal sito www:genitori.it

I ragazzi italiani in una nuvola di fumo

Cominciano a undici anni, a quindici fuma uno su tre. Parte una Campagna del Moige nelle scuole di tutta Italia.Un pullman multimediale e un teatro di burattini per una lezione di salute


La sigaretta dei pantaloni corti in Italia. E’ allarme. Su cento ragazzi di 11 anni, in quattro fumano (3,43%). A 13 anni, già diventano 14. Basta entrare nel pianeta adolescenti, a 15 anni, e a fumare sono in 33 (32,63%). Quel fil di fumo è diventato una nuvola, dice l’ultima indagine OMS nelle scuole italiane. E un sondaggio dell’SWG rivela che tre ragazzi su quattro sono convinti che smettere di fumare sia molto facile.

Bisogna correre ai ripari, sostiene il Movimento Italiano Genitori (Moige), che si allea con Ministero della Pubblica Istruzione, Istituto Italiano di Medicina Sociale, Pediatri e Psicoterapeuti. E il presidente del Moige, Maria Rita Munizzi, lancia in una Conferenza Stampa a Roma una Campagna di informazione nelle scuole italiane. Un pullman itinerante per tre anni con una mostra multimediale e un teatrino di burattini: una lezione di salute agli studenti dagli 8 ai 13 anni. Si parte da Roma lunedì 8 marzo. Un giro d’Italia per spegnere o non accendere la sigaretta. Una conferma del fumo precoce viene anche dall’Istat: su cento fumatori ed ex fumatori in Italia, da 14 a 80 anni e oltre, 6.2 confessano di aver cominciato a fumare prima dei 14 anni. Più maschi (7.5) che femmine (3.7). Una curiosità: le fumatrici precoci prendono ad esempio la madre che fuma, i maschi a loro volta il padre che fuma.

Alla conferenza stampa il presidente del Moige, Maria Rita Munizzi, ha illustrato le finalità della Campagna sottolineando la gravità del fenomeno fumo e l’importanza della prevenzione. Un pullman multimediale, per tre anni, viaggerà in tutta Italia sostando nelle scuole: i ragazzi potranno apprendere, attraverso supporti audiovisivi e un originale teatro di burattini, i pericoli della sigaretta. “E’ controproducente – ha detto Maria Rita Munizzi – un atteggiamento repressivo da parte dei genitori. Occorre fornire ai ragazzi informazioni chiare. Il nostro compito è quello di mettere a disposizione queste informazioni”.
Il pieno appoggio del Ministero della Pubblica Istruzione è stato portato dal Sottosegretario Valentina Aprea che ha preannunciato lezioni sui danni del fumo nei prossimi programmi. “La prevenzione – ha detto l’On. Aprea – non si deve esaurire con informazioni medico-scientifiche ma deve comprendere anche le dinamiche dell’emulazione”. Il ruolo del pediatra nel rapporto con i ragazzi e con i genitori è stato messo in risalto da Giuseppe Saggese, presidente della Società Italiana di Pediatria, e da Pier Luigi Tucci, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri. “La prima educazione – ha dichiarato Tucci – deve avvenire in famiglia, responsabilizzando i genitori”. “I danni da fumo – ha spiegato Saggese – vanno ampiamente illustrati. Va detto ai ragazzi che il fumo non è un semplice vizio ma una vera e propria dipendenza”. Il sostegno all’iniziativa del Moige da parte dell’Istituto di Medicina Sociale espresso dal direttore generale Giovanni Maria Pirone. “Attenzione, non bisogna demonizzare – ha detto Pirone – ma dare ampia informazione”. Le motivazioni alla base del precoce inizio del vizio del fumo disegnate dallo psicoterapeuta infantile Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma. “Il preadolescente che fuma – ha evidenziato Bianchi di Castelbianco – vuole fare l’adulto ma allo stesso tempo intende trasgredire alle norme degli adulti”.

Quanti preadolescenti fumano oggi. L’indagine è stata condotta nel 2001-2002 in 289 scuole italiane - fra i giovani di 11, 13 e 15 anni - dall’Università di Torino, professor Franco Cavallo, in collaborazione con l’Università di Padova, professor Massimo Santinello, nell’ambito di uno studio transnazionale coordinato dall’OMS. Il dottor Alessio Vieno del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova dice: “I risultati dell’indagine sono in fase di elaborazione definitiva. L’abitudine al fumo nei ragazzi è trasversale in tutta Italia. Per quanto riguarda le singole realtà stiamo elaborando i dati per macro regioni. Le differenze ci sono ma statisticamente non sono significative. A titolo orientativo: nel Nord Ovest fumano 10.6 ragazzi da undici a quindici anni su cento; nel Nord Est 7.2; nel Centro 12.0; nel Sud 9.5 e nelle Isole 10.3”. C’è un dato nazionale: fra i ragazzi di undici anni 3.43 su cento dichiarano di fumare: 0.33 ogni giorno; 1.32 almeno una volta alla settimana; 1.78 meno di una volta alla settimana. Ogni cento ragazzi di tredici anni, 14 fumano: 3.01 ogni giorno; 4.55 almeno una volta alla settimana; 6.45 meno di una volta alla settimana. Su cento ragazzi di quindici anni 32.63 dichiarano di fumare: 16.07 ogni giorno; 7.42 almeno una volta alla settimana; 9.14 meno di una volta alla settimana. Fra i ragazzi di undici anni, non c’è differenza fra maschi e femmine; fra quelli di tredici fumano di più i maschi; c’è parità fra quelli di quindici anni.

Quando hai acceso la prima sigaretta? L’Istat ha chiesto a fumatori ed ex fumatori da 14 a 80 anni e oltre quando hanno acceso la prima sigaretta. La media italiana dei fumatori precoci, e cioè di quanti hanno cominciato a fumare prima dei 14 anni, è di 6.2. Ecco la geografia dei fumatori precoci: Sardegna (9.0); Campania (8.6); Calabria (7.4); Basilicata (7.3); Puglia e Liguria (6.6); Piemonte (6.5); Sicilia (6.2); Toscana (6.1); Marche (6.0); Molise (5.9); Emilia Romagna (5.8); Veneto (5.6); Abruzzo (5.5); Lazio e Valle d’Aosta (5.4); Lombardia (5.3). In Trentino Alto Adige l’indice dei fumatori precoci è di 4.7 (Trento 5.3 e Bolzano 4.2); in Umbria è di 4.5; in Friuli Venezia Giulia è di 4.2. Fra i giovani dai 14 ai 24 anni che hanno confessato all’Istat di aver cominciato a fumare precocemente, e cioè prima dei 14 anni, 7.2 donne aggiungono che in famiglia fumava solo la madre. I maschi (5.7) hanno detto che in famiglia fumava solo il padre. Quando in famiglia fumavano entrambi i genitori, hanno cominciato a fumare precocemente 6.4 donne e 4.2 uomini.

Un sondaggio fra i ragazzi. Il Moige ha commissionato un sondaggio all’SWG fra i ragazzi da 8 a 13 anni. E’ emerso, a sorpresa, che i ragazzi conoscono i pericoli del fumo per la salute ma non sanno, e questo è altrettanto sorprendente, che il fumo dà dipendenza. Anzi, ritengono che smettere di fumare sia molto facile. Un ragazzo su quattro dice di non avere alcuna informazione sul fumo. In grande maggioranza hanno avuto la prima sigaretta da un amico. Trentasette su cento dicono che fumare fa sentire più grandi, diciassette confessano di fumare per imitare gli amici, sei dicono che accendere una sigaretta fa sentire più importanti. Un ragazzo su tre afferma che in sua presenza fumano non solo compagni di scuola ma anche insegnanti.

In giro per l’Italia. Il progetto “Lascia il fumo al capolinea” ha durata triennale. Il via l’8 marzo. Le tappe previste per marzo 2004 sono: Roma, Ancona, Macerata, Pescara, L’Aquila, Rimini, Bologna. Le tappe previste per ottobre/novembre 2004 sono: Roma, Perugia, Firenze, Siena, Campobasso, Viterbo, Pisa, La Spezia. Nel 2005 e nel 2006 Pol & Mon visiteranno: Napoli, Avellino, Caserta, Foggia, Potenza, Matera, Cosenza, Bari, Taranto, Reggio Calabria, Palermo, Agrigento, Enna, Lecce, Salerno, Crotone, Gela, Catania, Paola, Siracusa, Milano, Como, Udine, Mestre-Venezia, Torino, Parma, Genova, Bergamo, Brescia, Bolzano, Vicenza, Verona, Alessandria, Novara.























  Esposizione prenatale alla nicotina
Il cervello dei bambini può subire danni a lungo termine


L'esposizione prenatale alla nicotina può causare danni a lungo termine che renderebbero in futuro il cervello vulnerabile alla dipendenza. Lo sostiene una ricerca sugli animali condotta da farmacologi del Medical Center della Duke University. Il team ha infatti scoperto, grazie a studi sui topi, che l'esposizione alla nicotina durante lo sviluppo fetale altera le strutture del cervello e l'attività delle cellule cerebrali in regioni fondamentali per l'apprendimento, la memoria e la ricompensa.
A loro volta, questi cambiamenti influenzano gli effetti della nicotina sul cervello durante l'adolescenza, un periodo in cui molti fumatori cominciano a prendere l'abitudine. Lo studio potrebbe fornire una spiegazione biologica per l'elevata incidenza di fumatori fra i giovani le cui madri fumavano durante la gravidanza.
"Questi ragazzi - spiega Theodore Slotkin, docente di farmacologia, psichiatria e neurobiologia - mostrano segni di dipendenza e di astinenza da nicotina anche dopo poche sigarette. Il nostro studio suggerisce un possibile meccanismo biologico per spiegare questo fenomeno". La ricerca, disponibile online, verrà pubblicata sulla rivista "Neuropsychopharmacology" ed è stata finanziata dalla Philip Morris USA.







28/04/2004

Massimo D' Angeli ci ha scritto :

Bisogno di insozzare

 il mondo e gli altri.


.......viene da chiedersi per quale motivo la nicotina trova scarso
successo se veicolata con altri mezzi.

I motivi saranno diversi.
Comunque i fumatori hanno bisogno di fare f-u-m-o , di affumicare, di
puzzare come portacenere e di insozzare il mondo e gli altri.
Inconsciamente, ma ne hanno bisogno.

Roba da "TSO"?

Ci dai riferimenti bibliografici che possono aiutarci a capire questa
psicopatologia? Se è semplice e breve spiegacela direttamente.

Non ho la prova matematica.
Forse non ci vuole la "scienza" per notare come in realtà basterebbe fumare
in finestra per non rompere.
Lo ha scritto Vergamini, basterebbe spostarsi 2 metri in ogni ufficio: ma il
fumatore-bambino la c..... vuole proprio farla lì.
La sigaretta può essere usata come strumento per segnalare l'insicurezza,
come oggetto simbolico di qualcosa.
Non è facile scriverne; il simbolismo può essere universale o soggettivo.
Affumicare il mondo può essere senza dubbio un mezzo per voler insozzare di
c.... il genitore frustrante; ovviamente dire cose del genere
all'interessato è scorretto e non ottiene nulla (ci vuole un contesto
psicoterapeutico di tipo psicoanalitico).

Qui siamo in un contesto di critica, ma anche nella vita quotidiana il
fumatore non accetta nulla, come si vede ogni giorno quando non accetta che
"Il fumo uccide". Il fumatore non pensa al suo fumare, lo fa e basta.
Questi "messaggi" possono passare solo in contesti adeguati.
MD



































Ritorna il concorso internazionale a premi per smettere di fumare "Quit and Win"

Ritorna il concorso internazionale a premi per smettere di fumare "Quit and Win" patrocinato dall'OMS. Il concorso si protrarrà per quattro settimane, dal 2 al 29 maggio.
Per maggiori informazioni visita il sito http://www.smettievinci.it/

COMUNICATO STAMPA

CONCORSO SMETTI & VINCI:
L'OCCASIONE PER SMETTERE DI FUMARE


E' possibile iscriversi al concorso anche dal sito www.smettievinci.it

Con il patrocinio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, dell'Istituto Superiore di Sanità - Osservatorio fumo, alcool e droga -, della Lega Italiana per la Lotta contro i tumori, della Federfarma, di Assofarm, della FIMMG, della Federazione Italiana contro le Malattie Polmonari Sociali e la Tubercolosi e della Rete Italiana Città Sane - OMS












27/04/2004

Dal sito www.governo.it ho tratto oggi :

"ALCOHOL PREVENTION DAY -

MESE DI PREVENZIONE ALCOLOGICA"

Si è svolta a Roma il 23 aprile scorso la manifestazione
dedicata alla prevenzione alcologica organizzata
dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS). Secondo i dati
più recenti, sono circa 900mila i giovani al di sotto dei
16 anni che bevono abitualmente birra, vino e aperitivi
alcolici. I giovanissimi (14-16 anni) consumatori di
alcolici sono aumentati dai 781mila del 1998 ai 848mila
nel 2000, ai 870mila del 2001. Il primo bicchiere viene
consumato a 11-12 anni, l?età più bassa nell?Unione Europea,
dove la media si aggira sui 14 anni e mezzo. Agli adolescenti
è quindi dedicata la campagna di prevenzione alcologica che
prenderà il via la prossima estate per dire no all'alcol a
ritmo di rap.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/alcol_prevenzione/index.html

e non dimentichiamo che, dopo il fumo, l' alcool e' la prossima battaglia da combattere !!!



















26/04/2004

Melania ci ha scritto :

Il fatto è avvenuto sabato notte nella stazione di Bologna


Lo invitano a non fumare, ucraino li accoltella
Tre cittadini italiani feriti, uno grave. Lo straniero con regolare
permesso aveva acceso una sigaretta nella sala d'aspetto

BOLOGNA - Ha finito per accoltellare tre persone, una delle quali è
rimasta ferita in modo abbastanza serio: lo avevano invitato a spegnere
la sigaretta. Il fatto è accaduto sabato notte verso la 1 nella sala di
attesa di seconda classe della stazione ferroviaria di Bologna dove c'è
il divieto di fumare. Protagonista dell' aggressione è stato un
cittadino ucraino, Serghiy Akharamovic, 46 anni, con regolare permesso
di soggiorno, che è stato arrestato dagli agenti della Polfer con l'
accusa di tentato omicidio.
I feriti sono tre cittadini italiani in attesa di un treno: Luciano
Rinaldi, 36 anni, bolognese, che se l'è cavata con 10 giorni di
prognosi, Giordano Passerini, altro bolognese, di 45 anni, 4 giorni di
prognosi; mentre è stato ricoverato in prognosi riservata, ma non
dovrebbe essere in pericolo di vita, Francesco Simioli, 28 anni, di
Roma.

USCITO E POI RIENTRATO - I tre italiani erano seduti nella sala di
attesa, secondo la ricostruzione dell'episodio fatta dalla Polizia
ferroviaria, quando uno dei tre, o forse insieme, hanno invitato
l'ucraino a uscire o a spegnere la sigaretta. A quel punto Akhramovic,
forse un po' alticcio, infastidito, è uscito sul marciapiede del primo
binario, ha spento la sigaretta, ma poi è rientrato ed ha cominciato a
colpire i tre italiani dopo aver estratto un coltello a serramanico.
Rinaldi è stato raggiunto di striscio ad una spalla, Passerini ad una
mano mentre Simioli è stato colpito al torace. L'intervento degli agenti
della Polfer è stato rapido, anche perché la sala di attesa è
sorvegliata da una telecamera. Così l'ucraino è stato portato nel
carcere della Dozza con l'accusa di tentato omicidio. I tre italiani,
trasportati all'ospedale Maggiore, dove Simioli è stato ricoverato e gli
altri due dimessi dopo le cure dei medici del pronto soccorso


































Ancora da Gea di Aprile :

Si inzia a 11 anni

(ANSA) - ROMA, 5 MAR - La sigaretta in Italia ha i pantaloni corti: su 100 ragazzi di 11 anni in quattro fumano; a 13 anni gia' diventano il 14% i ragazzi con il vizio e basta entrare nel pianeta adolescenti, a 15 anni, per veder fumare un ragazzo su tre. E' quanto emerge dall'ultima indagine Organizzazione mondiale della sanita' (Oms) nelle scuole italiane. Ed un altro sondaggio rivela che tre ragazzi su quattro sono convinti che smettere di fumare sia molto facile. Bisogna ricorrere ai ripari, sostiene il movimento italiano genitori (Moige) che si allea con il ministero della Pubblica istruzione, l'Istituto italiano di medicina sociale, i pediatri e gli psicoterapeuti. Un pullman itinerante per tre anni con mostra multimediale e un teatrino di burattini portera' a domicilio nelle scuole lezioni di salute antifumo per gli studenti dagli 8 ai 13 anni. La partenza e' prevista da Roma lunedi' 8 marzo. I dati sull'emergenza fumo fra i piu' giovani sono stati presentati proprio in occasione del lancio dell'iniziativa. L'indagine e' stata condotta in 289 scuole italiane, fra i giovani di 11, 13 e 15 anni, dall'universita' di Torino, guidata dal professor Franco Cavalli, in collaborazione con l'universita' di Padova e del professor Massimo Santinello, nell'ambito di uno studio coordinato dall'Oms. L'abitudine del fumo nei ragazzi e' trasversale in tutta Italia. Le differenze regionali esistono ma non sono statisticamente significative. Nel nord-ovest infatti fumano 10,6 ragazzi su 100 da 11 a 15 anni, nel nord-ovest 7,2%, nel centro il 12%, nel sud il 9,5% e nelle Isole il 10,3%. Fra i ragazzi di 11 anni quasi il 4% dichiara di fumare: lo 0,3% ogni giorno, l'1,32% una volta alla settimana e l'1,78% meno di una volta alla settimana.

www.sanihelp.it/tools/ansanews/scheda.php?ID=7847

Da Gea News di Aprile :

Cancro polmonare?

  Non interessa.

di FLAMINIO MORMILE

Il cancro del polmone uccide più di ogni altro e riceve fondi in misura minore. Negli USA è terminato il Lung Cancer Awareness Month e ciò che ha colpito molti osservatori, come Virginai Anderson dell’Atlanta Journal-Constitution, è la scarsa risonanza ottenuta, soprattutto se confrontata con quanto riesce a ottenere, in visibilità e finanziamenti pubblici e privati, la rcerca sul cancro del seno. Eppure il cancro del polmone uccide molto di più anche fra le donne. Ecco i dati USA per le donne: diagnosi annuali di cancro del polmone 80.000, del seno 211.000; morti annuali per cancro del polmone 68.000, del seno 40.000. E tra gli uomini, le morti annuali per cancro del polmone sono 84.000 per 92.000 diagnosi. Dati del National Cancer Research Institute rivelano come il cancro del polmone riceva solo il 3% del denaro speso in Inghilterra per la ricerca oncologica, sebbene causi il 22% di tutte le morti per cancro. Perchè il cancro del polmone non mobilita fondazioni di largo successo come la Fondazione Susan Komen o quella della Avon impegnate nella lotta al cancro del seno? Le risposte sono più di una:
- Scarsa sopravvivenza: difficile organizzare malati con mortalità pari all’85% e sopravvivenza media limitata.
- Scarso coinvolgimento emotivo: tumori al seno e alla prostata coinvolgono la sessualità e l’immagine corporea; la mutilazione che ne risulta pone il cancro del seno al primo posto tra i più temuti dalle donne, e ciò spiega l’impegno di produttori di cosmetici come la Avon.
- Colpevolizzazione: la scarsa comprensione della gravità del problema della dipendenza da nicotina fa passare largamente il messaggio che il fumatore si ammala di cancro a causa di un "vizio" voluttuario, minimizzando il problema della dipendenza e le difficoltà del suo trattamento. Anche le tobacco companies mandano un messaggio contraddittorio: da un lato chi fuma è seducente e vincente; dall’altro se si ammala "se l’è cercata".
- Ricerca insufficiente: pochi fondi vogliono dire risultati ancora scarsi, soprattutto nella possibilità di comprendere perché solo alcuni fumatori si ammalano e identificare i soggetti più a rischio.
Certamente il problema non si risolve dirottando i fondi dalla ricerca dal timore del seno a quello del polmone. Va ampliato il finanziamento globale, pubblico e privato, della ricerca su tutti i tumori più frequenti. La cura del tabagismo deve assumere un ruolo preventivo primario adeguatamente finanziato. I gruppi attivi nel campo del cancro del polmone e delle patologie fumo-correlate in genere, devono sviluppare nuove strategie di comunicazione e di aggregazione per ottenere la concreta attenzione che il suo terribile impatto sociale impone.

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Per saperne di più: www.ajc.com/opinion/content/opinion/1103/30cancer.html
- Alliance for Lung Cancer Advocacy Support & Education, Italian Chapter Tel. 0171- 616764 Ospedale A. Carle, I-12100 Cuneo, Italia
- FONICAP - Forza Operativa Nazionale Interdisciplinare contro il Cancro del Polmone;
- British Lung Foundation -
www.lunguk.org









25/04/2004

Lolitalapeste ci ha scritto :

Mi è arrivata una e-mail dall'associazione fumatori cortesi.
Ho risposto:

"Salve, sono molto contento della vostra iniziativa, però devo dirvi
che nella mia esperienza giornaliera di fumatori cortesi non ne ho
conosciuto nessuno.
Non sto minimamente scherzando, vado dal mio medico di famiglia e
lo trovo con la sigaretta in bocca mentre visita i pazienti, sia
vecchi che bambini, vado a scuola e trovo anche i bidelli, oltre che
agli insegnanti fumare senza curarsi minimamente di chi è loro
intorno, non posso entrare in bar e ristoranti, ecc. ecc..
Trova la legge contro il fumo una delle cose migliori che questo
governo ha fatto, ha realizzato una conquista dove tutti gli altri
governi avevano fallito, non voglio fare della propaganda politica
in quanto non condivido tutto il resto. Mi dispiace per la vostra
associazione ma penso che per l'avvenire le cose si metteranno
sempre peggio per voi, cortesi e non.
Io spero solo che l'Italia prenda esempio dall'America e che la
segua in questa battaglia per la vita, non solo per la guerra in
Iraq.
L'unico punto negativo è che la legge andrà in vigore completamente
solo nel gennaio 2005, chissà perchè alcune leggi si attivano
rapidamente ed altre devono attendere più di 2 anni ?
Ai posteri l'ardua sentenza."

 

Riprendendo lo stralcio di lettera inviato dall'associazione
fumatori cortesi vorrei esprimere quello che penso su tale argomento.

> Ci siamo sempre definiti fumatori cortesi ?

Chi di voi ha conosciuto fumatori cortesi e disponibili lo faccia e
saremo lieti di fare un abiura in diretta.

>quando è troppo è troppo. Ho ricevuto più di mille e-mail di
>protesta e la dichiarazione di disponibilità di alcuni parlamentari
>preoccupati degli eccessi di stampo proibizionistico che ormai sono
>all'ordine del giorno. Chiederò formalmente a tutti i Parlamentari

Quando si parla di parlamentari si parla anche di Pannella, della
Bonino, di Ferrara, di Bossi, di Fini, che senso hanno le
rimostranze di queste persone quando loro non si presentano mai in
pubblico o in luogo chiuso, come nei convegni, se non accompagnati
sempre dalla loro fedele sigaretta. Sono stato alla camera dei
deputati e non sono potuto entrare nel transatlantico per la nube di
fumo che imperava sopra la mia testa.

Ora che la legge si avvicina al traguardo sono tutti diventati
cortesi e gentili, ma il loro fagato travasa di transaminasi, se
potessero metterebbero al rogo chi ha voluto questa legge.
Ma purtroppo, per loro è troppo tardi, la gente ha conosciuto come è
bello andare al ristorante e mangiare senza essere affumicati dal
non cortese di turno.
Ancora però non capisco come il governo faccia passare una legge,
come quella del codice stradale, che in pratica dovrebbe proteggere
le 9000 morti che avvengono ogni anno sulla strada, e trascini
ancora per mesi una legge che potrebbe salvaguardare la vita di
oltre 90000 persone che normalemente muoiono di patologia legate
direttamente o indirettamente al fumo attivo-passivo.
 

































































24/04/2004

Ed anche Max:

Per me possono fumare fino a farsi venire tumore o enfisema polmonare (come
è successo ad una mia cara amica --- la stupidità non paga!), basta che lo
facciano a miglia e miglia distanti dai non fumatori che vogliono respirare
e godersi della buona aria pulita (anche se purtroppo non possiamo godecerla
nelle nostro città inquinate). E' pazzesco notare che la normalità non è
"respirare" ma bensì fumare. Si lamentano perchè vogliono avere garantita la
libertà personale di fumare ma senza voler capire che la libertà di ognugno
di noi finisce quando incontra la libertà di qualcun'altro e che il loro
"vizietto" è fastidioso...
Scusate ma sono arrabbiatissimo e incattivito!
Ma in fondo la Costituzione garantisce, fortunatamente, libertà di pensiero
e di parola ... quindi lasciamoli parlare, ma non contiuiamo a lasciarci
sopraffare.

Buonanotte a tutti
Max

















Ha risposto Cristina !

A parte il fatto che io sarei ben contenta di pagare una ulteriore tassa in
cambio di poter frequentare tutti i luoghi che adesso a causa del fumo non
posso frequentare ( ristoranti, sale da ballo, treni, riunioni di lavoro che
non si facciano nella mia sede, treni che non prendo da 10 anni per questo
motivo, ecc...) e anche se i conti economici che lei fa fossero veri,  la
salute e la qualità della vita non sono barattabili con il denaro, che per
ora non può ancora comprare tutto... Il proibizionismo e la demonizzazione
di cui parla penso siano solo nella percezione di chi si sente stretto fra
la sua dipendenza e le regole del buon senso che adesso invece deve
rispettare.  Dire che il fumo puzza ed è nocivo non è demonizzare nessuno.
Le sembra giusto che un controllore o altro personale in treno debba
sorbirsi il fumo dei passeggeri della carrozza fumatori? Non si può poi
criticare chi in semplicità si esprime dicendo "i fumatori " invece che
"alcuni fumatori",  e non notare che si fuma oggi praticamente dappertutto
compresi ospedali, scuole, corridoi di tutti i treni. C'è dappertutto un
sottofondo di tabacco che, in quanto tali,  "alcuni" fumatori non
distinguono.
Chi si sente demonizzato, in realtà non ha capito il profondo malessere
quotidiano che il fumo passivo provoca a tanta gente.
Cristina Vatteroni, Roma






















Qualcuno vuole

 rispondere ?

A proposito di quanto riportato scritto dal "fumatore stanco di..." sono perfettamente d'accordo per quanto riguarda la frase "E' ridicolo che lo stato venda le sigarette e poi sia in prima fila nella caccia alle streghe ormai in atto nei confronti dei fumatori. Aumentare le sigarette (ormai in pratica una volta al mese) è diventato per lo Stato l'ultima frontiera per raccattare soldi. .......; se smettessimo di fumare dove troverebbero le migliaia di miliardi che incassano? Sarebbero costretti a mettere nuove tasse a tutti, compreso chi non fuma". Ho letto o sentito per radio, non ricordo più bene, che contro un incasso di circa 8.000,00 milioni (o miliardi) di euro legato alla vendita delle sigarette. Le spese mediche
per le cure delle malattie fumo-correlate sono di 1.500 milioni (o miliardi) di euro. I 6.500 milioni (o miliardi) da qualche parte andranno pure a finire...
Non lo sono nella parte che recita "Se lo stato fosse veramente interessato alla salute pubblica dovrebbe prevedere interventi gratuiti di disassuefazione al fumo". Per smettere di fumare, i semplici interventi di disassuefazione al fumo, anche se gratuiti, non sono sufficienti. Si smette solo e soltanto quanto si vuole smettere, con o senza aiuti, e con quella in cui scrive "L'attenzione pubblica viene dirottata su di noi per distoglierla da altri argomenti, come ad esempio, il cibo che siamo obbligati a mangiare e che ormai in massima parte è stato geneticamente modificato, con conseguenze ancora sconosciute che si vedranno nel corso degli anni". Non credo che la massima parte del cibo che mangiamo sia geneticamente modificato, ed anche se lo fosse, io, personalmente, non avrei remore a consumarlo, purché venga garantita, nella sua coltura e/o allevamento la biodiversità.
Quanto alla signora Teresa, se è vero che "i fumatori molto spesso non si curano minimamente del fastidio che possono arrecare agli altri, ed è giusto che di ciò inizino a prenderne coscienza", vorrei far presente che avrebbe dovuto mettere prima di "i fumatori", "alcuni" o "molti", a seconda delle esperienze personali che ha vissuto, ma non i "fumatori" tout court.
Inoltre, l'attività che Sirchia sta portando avanti è proprio quella di "demonizzare" il fumo. E mi riferisco, in particolare, al divieto di fumare su tutti i treni, qualunque destinazione, qualunque tragitto, qualunque durata del percorso, non certo a quello di non fumare in locali pubblici privi di sistemi di aerazione, nelle scuole, negli ospedali, nei teatri, etc. Non solo farà tornare adolescenti molti adulti che del treno devono servirsi per 3-4 o più ore, ma stimolerà a fumare ancora di più tanti adolescenti veri che nel gusto del proibito si esaltano.
Quanto, poi alla frase "Caro lettore "fumatore, stanco di essere sfruttato e demonizzato anziché aiutato", hai scelto tu di fumare e chiedi anche di essere aiutato?", poteva anche risparmiarsela. La signora Teresa dovrebbe sapere bene che nei comportamenti di tutti noi, e quindi anche nel comportamento del fumo, nessuno sceglie in maniera veramente autonoma e svincolata dal contesto in cui vive. E comunque si rassicuri: personalmente non voglio essere aiutata da nessuno. Quanto alle future cure mediche mi sembra già di aver riportato delle cifre che evidenziano come noi fumatori siamo largamente in credito con lo stato italiano e con tutti i non fumatori.
Ringraziando in anticipo chiunque vorrà leggermi, cordialmente
Rossana Pasquini
Via S.Ercolano, 42 - 06121 PERUGIA










SIGARETTE : E' UNA BURLA IL BUGIARDINO !

Da Salute di Repubblica uscito il 22/4/04:

Come l'ipocrisia intorno al fumo di tabacco non bastasse, dopo le scritte
"il fumo nuoce gravemente alla salute", "il fumo uccide", si annuncia addirittura
l'introduzione di un "foglietto di istruzioni" comprendente tutti i gravissimi
effetti collaterali, non tanto per mettere un po' a posto la coscienza,
ma soprattutto per cercare di tutelarsi legalmente, per la paura dei maxi-risarcimenti.
Certo, se le aziende del tabacco e i poitici avessero un minimo di onestà
e dignità eviterebbero di produrre e di vendere articoli così nocivi. E
poi, un "bugiardino" che si rispetti non comprende solo effetti collaterali
e controindicazioni. Infatti, per quanto riguarda il fumo di tabacco, quali
sarebbero le indicazioni terapeutiche?













22/04/2004

Botta e Risposta

Bruce Wayne risponde all' idea nuova di code215it di qualche giorno fa :


Io farei esattamente il contrario: liberalizzare completamente il
mercato
della nicotina permettendo di vendere in tabaccai, distributori
automatici, treni , bus università e scuole, tutti i tipi di prodotti
contenenti nicotina, cominciando dalle famose gomme alla nicotina,
continuando con soft drinks (fanta, coca cola, etc.) alla nicotina,
perfino a torte e dolci alla nicotina (e qualunque prodotto la vostra
fantasia vi permetta di immaginare) a prezzi molto più bassi delle sigarette e
senza pagare tasse.. E allo stesso tempo vieterei completamente la vendita
di sigarette, non per il fatto di contenere nicotina ne prodotti
cancerogeni, ma invece per trattarsi da un prodotto inquinante dell'aria che-
usato da gente irresponsabile, cioè la maggioranza dei fumatori- può provocare
grave danni in chi non centra nulla con la Droga della Loro Scelta, e per la
stessa ragione che é vietato scaricare spazzatura nei fiumi o andare a
cavallo per l'autostrada. Cosa ha da fare la vecchia sigaretta in un
secolo dove ci aspettano computer pensanti, robot microscopici e la colonizzazione del sistema
solare ? Pensate che sarà compatibile con le future basi lunari, la
colonizzazione di Marte e le limitate riserve d'ossigeno che ci saranno a quei
posti? Io penso piuttosto che i fumatori verrebbero impicchiati a tali posti.

Cosi noi non fumatori non ci dovremmo preoccupare più del cosiddetto
"tabagismo", perché l'atto di assumere la nicotina non sarà più svolto
tramite una fumata collettiva, ma diventerà invece una roba
completamente privata del fumatore (o forse qualcuno di noi si preoccupa dai vizieti
privati dagli altri a meno che ci riguardino?)

In questo modo la sigaretta verrebbe buttata fuori dal mercato da una
droga di ultima generazione, precisa, moderna, cool, rispettosa
dell'ambiente e dell'prossimo e perfettamente compatibile con la vita in società,
treni intercity, viaggi interplanetari e le altre sfide che ci aspettano nel
secolo che è appena iniziato

BW

 

Ribatte code215it:

Interessante, ma non sono d'accordo perchè la nicotina crea una
forte dipendenza e di principio sono contrario alle dipendenze.
D'altro canto sarei comunque disposto ad accettare la proposta come
minore dei mali, ma purtroppo sappiamo che sono discussioni che sono
irreali...purtroppo.










































Da Metro di oggi:
NESSUNO OSSERVA IL DIVIETO DI FUMARE


Presto servizio presso la Asl RmC di Roma, qui gli uffici sono anche aperti
al pubblico, ed è una vergogna e uno scandalo che il divieto di fumo non
venga fatto rispettare. A nessuno dei dipendenti interessa il problema.
Che senso hanno le leggi, se poi non vengono fatte rispettare?
Pier Paolo.








21/04/2004

Coltivatori Tabacco in rivolta

Da Metro di questa mattina:


Tremila lavoratori impegnati nella produzione e lavorazione del tabacco
hanno protestato ieri a Roma sotto la sede dell'Ulivo contro il progetto
di riforma del settore da parte dell'Unione Europea che prevede la proibizione
della produzione del tabacco in Europa. Un progetto di riforma su cui ora sarà
la Commissione UE a dover prendere una decisione definitiva.









Dal Venerdì di Repubblica:

A Winnipeg, in Canada, Angelo Forti, condannato a 20 mesi per aver ferito
a fucilate un vicino, ha implorato il giudice di aumentargli la pena a 24
mesi: le pene inferiori sono scontate nelle prigioni locali dove il fumo
è proibito; da 24 mesi si passa alle prigioni federali, dove il "vizio"
è ammesso. Fumare è proibito anche sulla spiaggia di Santa Monica. All'epeco
di Enrico IV, prima ancora che diventasse un piacere, si impadronirono del
tabacco i medici, che lo somministravano in clisteri, unguenti, cataplasmi
e suffumigi.










18/04/2004

Da GEA NEWS di Aprile :

Consumo critico

e boicottaggi

Un aumento di venti centesimi circa per ogni pacchetto di sigarette. Poco meno di quaranta lire. Che andranno a sostenere spese militari dello Stato italiano: gli adeguamenti previsti dal contratto, ma anche le missioni "di pace" in giro per il mondo, per un totale di circa 650 milioni di euro (tanto si aspetta il governo). E’ stato tutto deciso il 22 dicembre, quando anche il Senato ha dato il via libera alla Finanziaria 2004: una Finanziaria che ha dovuto affrontare il nodo degli stipendi dei militari, nonché dei costi per sostenere il prolungamento delle missioni all’estero (per le quali è stato anche istituito un fondo di 1.200 milioni).

Dove trovare i soldi necessari? La proposta sarebbe arrivata da Alleanza Nazionale: un ritocco delle accise statali sul tabacco. In realtà, AN avrebbe voluto anche incrementare il sostegno ai piccoli comuni, ma alla fine si è deciso che tutto il maggiore incasso servirà a pagare, nutrire, alloggiare, equipaggiare, trasportare, vestire, curare, riscaldare e addestrare i militari. Anzi: pare che, oltre ai fumatori, anche i bevitori di superalcolici e gli amanti della birra saranno presto chiamati a dare il loro spontaneo contributo al patrio esercito attraverso gli stessi meccanismi. E’ però sul fumo che si sta concentrando l’attenzione dei movimenti pacifisti e di tutti quei settori contrari all’impegno italiano in Iraq.

Riccardo Bonacina, del mensile "Vita", ha addirittura deciso di smettere: "Trentacinque anni di fumo impenitente e felice – scrive Bonacina in un pezzo intitolato significativamente "La pace in fumo" -. E’ mai possibile che l’idea che qualche mio euro vada a finanziare missioni militari mi spinga, alla soglia dei cinquant’anni, ad una vera e propria obiezione di coscienza? Nessun odioso appello alla salute aveva mai fatto breccia, nessuna minacciosa e ipocrita scritta sui pacchetti di sigarette, nessun malanno o starnuto. Dagli ayathollah del fumo passivo mi aveva sempre salvato un po' di buona educazione e qualche volta la simpatia. Le idee, forse anche l'ideologia, può davvero tanto?". Evidentemente sì. Bonacina fa anche due conti: "Nel mese di gennaio 2004 non ho fumato 500 sigarette, cioé 25 pacchetti non acquistati, 65 euro risparmiati (o non andati in fumo), di cui tredici euro invece di finanziare le missioni militari italiane rimarranno nelle mie tasche. L'obiettivo per il febbraio 2004 è salire a 32 pacchetti non acquistati, per 640 sigarette non fumate e 83,20 euro risparmiati. Insomma, un programma credibile, nessuna ultima sigaretta. Ma obiettivi mese per mese, sino a spegnere definitivamente i recettori di nicotina per il 19 marzo 2004, data dell'attacco contro l'Irak".

Un vero e proprio invito all’obiezione militare attraverso il fumo. Ma, parlando di sigarette, si possono fare anche altre riflessioni.

Qualche tempo fa Beppe Grillo disse che il prezzo "giusto" della benzina sarebbe almeno i 5 euro al litro. "Bisogna imputare al costo del petrolio i suoi costi reali – spiegava in un’intervista il comico genovese -: distruzione dell'ambiente, malattie, guerre. Questo non lo possiamo pagare noi, se lo paga chi consuma petrolio. Oggi il greggio è venduto in un regime di economia pianificato, ha un prezzo truccato deciso da un'economia di bolscevichi". In altre parole: se è vero (ed è vero) che il mercato del petrolio è la principale causa dei danni all’ambiente, delle tensioni internazionali che generano guerre e terrorismo, di mutamenti climatici indotti dall’eccessivo consumo di carburanti, ebbene, perché mai la riparazione di tutti questi danni viene scaricata sulla collettività? Sarebbe giusto, sostiene Grillo, che il prezzo al consumo del petrolio e dei suoi derivati vada a coprire non solo i costi di produzione e trasporto, ma anche i vari "effetti collaterali" indotti da questo mercato.

Analogo ragionamento si può fare allora con le sigarette: quanto spende il servizio sanitario nazionale per affrontare le malattie indotte più o meno direttamente dall’uso del tabacco? Miliardi di euro all’anno, spaziando dal cancro al polmone ai vari tipi di malattie cardiovascolari, per citare solo i due gruppi più consistenti. Soldi che si scaricano sulla fiscalità generale, non certo sul prezzo del pacchetto di sigarette. Anzi: il fumatore consuma e spende, produttori e distributori intascano, e la collettività paga i danni.

Un’altra considerazione riguarda poi le multinazionali del tabacco, quasi sempre sulla lista nera delle organizzazioni che difendono la salute pubblica e l’economia del Sud del mondo. Philip Morris è il gigante della famiglia e anche l’esempio più significativo. Multinazionale con un fatturato annuo da 60 miliardi di dollari, vende i suoi prodotti in 180 paesi del mondo con marchi come Marlboro, Merit e Chesterfield. Negli anni Novanta è finita nel mirino di associazioni di consumatori e gruppi di cittadini a causa delle campagne pubblicitarie particolarmente aggressive, e nel 1997 è stata condannata a pagare una supermulta di 27 milioni di dollari per 25 anni a titolo di risarcimento in cause legali avviate da clienti un tempo molto affezionati, e successivamente molto ammalati (informazioni tratte dalla "Miniguida al consumo critico e al boicottaggio", edizione dell’aprile 2003). La Philip Morris sarebbe "la maggiore responsabile dei 4,2 milioni di persone che muoiono ogni anno nel mondo per malattie legate al fumo". A seguito di azioni legali e campagne di boicottaggio, nel 1999 è stata costretta ad ammettere che sì, il fumo fa male. Ma non per questo ha deciso di smettere. Anzi, "poiché nel nord del mondo il consumo di tabacco è in diminuzione, sta dirigendo le sue vendite verso il sud, aumentando a dismisura il consumo di tabacco nei minorenni". Come dire che la multinazionale statunitense viene considerata dai movimenti solidaristici uno dei principali flagelli dell’umanità.

Sembra quindi che ci sia più di una buona ragione per applicare i criteri del consumo critico anche alle sigarette. Tra l’altro, oltre al discorso delle spese militari e dei danni al servizio sanitario nazionale, vale sempre l’avvertimento che appare bene in evidenza anche sui pacchetti: il fumo nuoce gravemente alla salute. E chi vuole dare il proprio contributo al boicottaggio di gruppi come la Philip Morris stia attento: la multinazionale ha anche avviato una divisione di prodotti alimentari alla quale fanno capo prodotti che nulla hanno a che fare con le sigarette: come i dolci targati Milka e i formaggi Philadelphia, Jocca e pure le italianissime Invernizzi e Fattorie Osella.

Fonte: http://www.promiseland.it/view.php?id=840 - Piercarlo, redazione Cunegonda Italia - www.cunegonda.info

Da GEA News di Aprile 2004 :

Tabacco Fuorilegge

di PASCAL A. DIETHELM *
Si. Il tabacco dovrebbe essere letteralmente bandito.

Come dice l'Indipendent nel suo editoriale, "è ovvio che se il tabacco fosse stato scoperto al giorno d'oggi sarebbe stato bandito come una droga". L'uso legale del Tabacco di oggi è il risultato di una anomalia storica, ampiamente dovuta alla nostra ignoranza riguardo agli effetti dannosi del Fumo.

Appena "ieri", nel 1999 alcune compagnie manifatturiere hanno ammesso il legame tra sigarette e cancro del polmone. Questa ammissione, insieme all'ampio consenso scientifico riguardante gli effetti del fumo di sigaretta radicato maggiormente nelle ultime due decadi, viene a stabilire una nuova situazione, e "The Lancet" giunge alla giusta conclusione: IL TABACCO DOVREBBE ESSERE BANDITO!

Consideriamo il precedente dell'amianto. Per decenni poche industrie d'amianto sapevano come gli effetti del prodotto fossero nocivi. Quando questo stato di ignoranza terminò e l'evidenza divenne inconfutabile, la situazione era già pronta per vietare l'uso dell'amianto.

Ci troviamo all'incirca nella stessa situazione, sebbene in una diversa scala temporale. Se perdiamo questa occasione possiamo dare al tabacco legittimità nel campo della salute pubblica, il che può significare un nuovo periodo "di grazia" di 50 anni nella storia del tabacco. Dobbiamo ammettere che, tenuto conto di ciò che oggi sappiamo, il tabacco dovrebbe essere bandito e trattato alla stregua di altre sostanze psicoattive che creano dipendenza come la marijuana, la cocaina, l'eroina etc.

L'unico obiettivo accettabile in una prospettiva di salvaguardia della salute pubblica è la totale estirpazione del Fumo. Ammettere ad esempio che sia accettabile un 15% di fumatori, vorrebbe dire che 5 milioni di morti l'anno sono intollerabili, ma che 2 milioni sono accettabili. Negli ultimi cinquant'anni siamo stati minacciati da numerose campagne pubbliche a favore dell'industria del Tabacco ed abbiamo paura di apparire come dei "salutisti fascisti" che promuovono uno stato-balia; siamo intimiditi nello sbandierare pubblicamente il nostro scopo, il nostro unico possibile scopo che consiste nel bandire il Fumo. Anche le parole che utilizziamo oggi mancano di determinazione.

Parlando di "Controllo del Tabacco" abbiamo essenzialmente rinunciato al nostro scopo, quello di liberare l'umanità dal fatto che il Tabacco controlla gli umani, vogliamo solo "controllarlo". Immaginiamo di trovarci nel diciannovesimo secolo e che al posto dell'abolizione della schiavitù si parli del "Controllo della Schiavitù" o che i cinesi abbiamo un programma per "Controllare l'Oppio".

Dovremo asserire fermamente, a gran voce e ripetutamente che il nostro scopo è di bandire il Fumo, e dovremo fare i nostri complimenti a "The Lancet" per aver rotto questo silenzio. Una volta chiarito il nostro scopo rimane da stabilire le migliori strategie per raggiungerlo. Ovviamente bandire domani il Fumo attraverso un decreto di legge non sarebbe l'approccio più efficace, e potrebbe anche risultare controproducente.

* Pascal Diethelm e' presidente dell'organizzazione "OxyGenève" (www.oxygeneve.ch), membro di Globalink International (www.globalink.org/dir_jwsbhj2k6x.shtml)


17/04/2004



CAMPAGNA CONTRO IL FUMO


Che il fumo da tabacco rappresenti la principale causa nello sviluppo di molte forme di malattie degenerative, cardiache e neoplastiche, è un dato ormai acquisito ed entrato "di forza" nel nostro bagaglio culturale. Alcuni dati controversi avevano, anche in un recente passato, posto qualche dubbio sul ruolo svolto dal fumo passivo sempre nel determinismo di tali patologie, tuttavia studi caso-controllo ed epidemiologici recenti hanno definitivamente chiarito che anche il fumo altrui è dannoso all'individuo.

Se è vero che in molte nazioni occidentali l'abitudine al fumo sta sensibilmente diminuendo, è altrettanto evidente che questa rappresenta ancora la principale rispetto ad altri non meno dannosi comportamenti voluttuari (alcol e droghe d'abuso). Ci si pone quindi l'obiettivo ragionevole di influire, in senso positivo, su tali comportamenti; sono state varate leggi ad hoc che non sempre sono rispettate né fatte rispettare, sono, infine, state fatte varare campagne di "Pubblicità Progresso" che però il più delle volte hanno avuto riscontri modesti.

In uno studio condotto su oltre 3000 allievi delle scuole medie inferiori e superiori della Provincia, dalla Sezione Provinciale di Ravenna della Lega Italiana per la lotta contro i tumori qualche anno fa, e teso a fare il punto della situazione "fumo nelle scuole", si dimostrò che i primi approcci al fumo avvenivano già alle medie inferiori e che la vera e propria abitudine si instaurava alle medie superiori, con una differente latenza fra primo "assaggio" e abitudine differenziata fra maschi e femmine. Emerse chiaramente che il problema doveva essere affrontato prima, alle elementari, onde installare nella mentalità del bambino la cultura del non fumo.

Per tale motivo ho chiesto alla Direzione Didattica del 2° Circolo di Ravenna la collaborazione per una campagna tesa ad informare e sensibilizzare i bambini sui rischi potenziali e reali del fumo attivo e passivo.

Questo che viene presentato è il frutto di una simpatica gara avvenuta fra tutte le classi della Scuola Elementare Mordani di Ravenna in cui tutti sono i vincitori e forse uno solo lo sconfitto: l'abitudine al fumo.

Dr. Maurizio Marangolo

Presidente sez. Provinciale di Ravenna
Lega Italiana per la lotta contro i tumori





16/04/2004

Code 215it, un nuovo amico, mi scrive oggi :

Un' idea nuova

Vorrei proporre un'idea che forse sembrerà
balzana, ma se tecnicamente fosse applicabile
risolverebbe alla base il problema eradicando il
tabagismo. Dato che si tratta di una tossicodipendenza
da nicotina non sarebbe sufficiente bandire la
nicotina stessa dalle sigarette (ed affini) in
commercio? Ovvero, non vietando la commercializzazione
delle sigarette ma soltanto imponendo l'eliminazione
industriale di un componente che da solo determina la
dipendenza

Teresa C gli risponde :

Temo che le multinazionali del tabacco non sarebbero d'accordo: via il senso di dipendenza dei loro clienti via il loro business.
Qualora un tale divieto fosse concretizzato, ho paura che le multinazionali mixerebbero il tabacco con qualsiasi altro genere di schifezza chimica che induca comunque la dipendenza (alla stregua delle sostanze dopanti utilizzate nello sport, accuratamente camuffate per evitare che vengano poi individuate).












"Per la corte fumare

è un diritto umano"

Norvegia.

Una contea norvegese ha stabilito che fumare nei luoghi di lavoro è un diritto umano fondamentale e ha revocato un provvedimento comunale che vietava severamente ai dipendenti pubblici della cittadina di Levanger di fumare. (Agi).

 

Bruce Wayne commenta :

Paleozoico, semplicemente paleozoico. Per me basta per decidere che non
andró mai a vivere a Norvegia.
Ahimé, questa é la vecchia Europa; evviva gli USA, almeno quanto riguarda al
fumo







14/04/2004

Cinzia marini ci ha scritto :

Questo lungo servizio è apparso su Panorama del 15/1/2004.

Saluti. Cinzia.

Ristoranti :Eppur si fuma



C?era una volta un signore lussurioso che da Bacco a Tabacco a Venere non
si faceva mancare niente. Era questo il cliente naturale dei grandi chef
e dei locali alla moda. Un personaggio oggi parecchio in ribasso, che rispunta
sulla scena solo in occasione degli scandali alla cocaina che periodicamente
travolgono questo o quel ristorante romano. Ecco che avanza un nuovo protagonista,
un gourmet minimalista e puritano che mangia poco, beve meno e non fuma
per niente (di Venere neanche se ne parla). Ancora non si è capito se il
titpo umano appena descritto era preesistente a Sirchia e lunari oppure
se è stato creato da loro, i ministri che imponendo sempre nuovi divieti
stanno rivoluzionando il mondo della ristorazione italiana. Prima il palloncino
e la patente a punti, due strumenti che inibiscono il consumo di vino nei
ristoranti da raggiungere in auto. Adesso la legge antifumo che nei prossimi
mesi renderà sempre più difficoltoso accendersi una sigaretta (figuriamoci
un sigaro) in qualsiasi locale pubblico. Vediamo come l?hanno presa gli
chef.
Gli inflessibili. Gualtiero Marchesi l?ha presa benissimo. Il capofila degli
inflessibili teorizza che l?alta cucina esiga la massima concentrazione
(Bacco e Tabacco, si sa, distraggono i sensi). Qualche anno addietro fece
una proposta che lasciò di stucco: l?eliminazione del vino, colpevole di
turbare l?ottimale percezione del cibo. Quella volta (per fortuna) Bacco
si è salvato, ma per Tabacco il discorso è chiuso da tempo. A Erbusco non
hanno aspettato Girolamo Sirchia, sono già due anni che non si fuma più.
Il maitre Andrea Carrara ostenta sicurezza: ?La nostra tipologia di ristorante
non ne soffre più di tanto, sarà un problema per le pizzerie e i ristoranti
medi?. Sempre sprezzanti i marchesani.

Gli sconsolati. Ben più nutrita la schiera degli chef che non si capacitano
di dover proibire un piacere che loro stessi si concedono. Gianfranco Vissani
ha ripreso a fumare dopo una lunga pausa: ?Sigari, sigarette, anche la pipa,
voglio seguire l?esempio di mio nonno che è campato 102 anni facendosi per
tutta la vita le sigarette con le cartine?. Nel 10980 è stato uno dei primi
in Italia a riservare una sala ai non fumatori (allora una minoranza), adesso
si è stufato di questa campagna proibizionistica:?Sono appena stato a New
York: io e altri signori per fumare siamo dovuti uscire all?aperto, con
6 gradi sotto zero?. I suoi clienti stiano tranquilli, non rischiano di
morire assiderati. ?Se qualcuno a fine serata si beve un bas-armagnac vicino
al camino sono io stesso a offrirgli un sigaro?. Vissani la può prendere
con filosofia perché in strutture moderne come la sua ricavare una sala
fumatori a norma di legge è solo una questione di soldi (nuovi impianti
di aerazione, a volte nuove pareti e nuove porte). Saranno più penalizzati
i piccoli locali incastonati in palazzi storici, scrigni di buon gusto non
solo gastronomico. A Piacenza, Filippo Chiappino Dattilo dell?Antica osteria
del Teatro allarga le braccia:?In un palazzo del Quattrocento gli aspiratori
danneggerebbero l?estetica e comunque le Belle arti non mi darebbero il
permesso. Io stesso sono un amante dei puros, vorrà dire che li fumeremo
a casa?.

I dessertisti. Una soluzione di buon senso, ma su cui Sirchia avrà qualcosa
da ridire, è quella escogitata dagli emergenti fratelli Aòajmo alle Calandre
di Rubano. ?Da noi si può fumare a fine pasto, dopo le 15 a pranzo e dopo
le 23 a cena, così da non disturbare la degustazione: E sempre con un  ottimo
impianto di ricambio aria?. Qualcosa di simile (sigaretta a partire dal
dessert) accade al Flipot di Torre Pellice e al Sympopsium si Serraungarina.

I salottisti. I ristoratori che se lo possono permettere stanno allestendo
la soluzione finale: il salotto da fumo. Un ambiente massimamente confortevole,
ben separato dalla sala da pranzo, dedicato a un relax fatto di sigari,
caffè, cioccolato, distillati. Nelle case ricche di una volta si chiamava
fumoir, oggi al Don Alfonso di Sant.Agata sui due Golfi lo chiamano biblioteca
e rende bene l?idea di uno spazio dove intrattenersi in piacevole meditazione.
Bene, benissimo, perfetto: Bacco e Tabacco senza dare fastidio a nessuno.
Peccato solo che per Venere si debbano ancora attrezzare.

Manager, ex ministri, divi del cinema: così cercano di resistere gli incalliti.

Ha fatto retromarcia perino l?ex ministro Vincenzo Visco, che si distinse
(con la collega Katia Bellillo) per aver fumato in faccia a Umberto Veronesi
durante un Consiglio dei ministri in cui si proponevano misure antifumo.
Oggi Visco ammette:?Questa legge è un fatto di civiltà: mi adeguerò anch?io.
Del resto l?ho già fatto in casa, dove vige un regime quasi oppressivo:
fumo solo nel mio studio. Al ristorante? A parità di qualità, sceglierò
quello in cui si potrà fumare?.

Irriducibile invece la deputata Katia Bellillo:?Sceglierò solo ristoranti
per fumatori, voli delle linee aeree turche e, sulla porta del mio studio,
appenderò un cartello: chi non fuma non può entrare?.

Cerca già da ora di fumare meno, invece, l?attrice Martina Stella che, in
certe occasioni e in certi posti, senza sigaretta confessa di sentirsi disarmata,
ma da tampo vuole smettere:?Ristoranti e bar smoke free saranno l?occasione
per riuscirci?.

Sulla stessa linea Monica Guerritore:?Dopo anni di conflitto, forse questa
è la volta buona per dare l?addio alle sigarette: se c?è un divieto, infatti,
io non oso romperlo. Sul mio desiderio prevale il rispetto per gli altri?.


Le fa eco Sergio Castelletto:?Ben vengano queste restrizioni, a cui mi adeguerò
subito: da solo non ho la volontà di smettere?.

Per il big manager Franco Tatò, che mal sopporta certe proibizioni anche
se nei locali pubblici non fuma perché capisce che ?ad alcuni può dare fastidio?,
è ?essenziale? la possibilità di scegliere:?Quando ho smesso di fumare,
l?ho fatto perché sapevo di poter riprendere in qualsiasi momento. Infatti,
dopo 31 anni, ho ripreso. E se una sera, al ristorante, ho voglia di accendere
mezzo toscano, mi va di poterlo fare?.

Sdrammatizza Tinto Brass, tabagista accanito:?In vista di queste restrizioni
che mi danno fastidio anche fisicamente, o accetto l?idea di usare la mia
scorta di sigari alla maniera di Clinton, per giochi proibiti, oppure mi
metto a fumare alla macchia, da clandestino. Scherzi a parte, l?idea è di
scegliere, in prima battuta, ristoranti dalla cucina allettante ma attrezzati
per fumare. Come la Locanda Cipriani, di proprietà di famiglia. Dove il
locale per fumatori porta il mio nome:Sala Tinto Brass?.


















































































































Anche se in ritardo, desidero porgere a Voi tutti i miei piu' sinceri

AUGURI DI

BUONA PASQUA !!!

07/04/2004

Da " LEGGO "

Fumo sì, fumo no....

«Da fumatore, in risposta a quanti, come la signora Jutka, asserisce la necessità di essere “moderni", “tolleranti", di “mentalità aperta" e che quindi ritengono di dover snobbare coloro che sono “gretti" e “ignoranti" o di doverli “illuminare" dall’alto della loro sapienza, dico che resto della mia “gretta" mentalità. E lo faccio insieme alla stragrande maggioranza degli oncologi mondiali che, ad esempio, sostengono che rimanere chiusi in una stanza con appena due fumatori (cosa che succede spesso negli uffici...) è di gran lunga peggio di essere nel traffico di una grande metropoli. Certo, non tutti coloro che vedono sviluppato un cancro ai polmoni sono fumatori, ma questo non diminuisce affatto la gravità del problema: 8 ammalati su 10 di cancro ai polmoni sono comunque fumatori!». Pasquale
Fumo sì, fumo no/2...

«Dalla forte reazione dei fumatori alle parole di chi li contrasta, si evince che quest'ultimi hanno colpito nel segno, altrimenti non avrebbero avuto una risonanza così ampia. Nella polemica attorno al fumo sono state inserite, penso a causa della passione, delle accuse dirette personalmente ai fumatori. Io credo, invece, che la maggior parte dei non fumatori, qualcuno anche ex fumatore, non sia contraria agli esseri umani che hanno questo vizio, ma sia terribilmente infastidita dalle conseguenze negative (cattivi odori, malattie ecc.) della combustione del tabacco, annessi e connessi.
Per punti: il fumo fa male, a chi fuma (e lo vuole) e agli altri che lo respirano (e non vogliono); il cibo, eventualmente, può far male solo a chi si sfama. Non è giusto dare cure gratuite a chi si cerca il male: si sprecherebbero risorse altrimenti destinate a curare chi il male non se l'è cercato. Gli introiti che lo stato perde dalla vendita di sigarette, li risparmierà tra qualche anno in ambito sanitario.
È vero che ci sono altri problemi legati all'inquinamento, ma quelli sono molto più difficili da eliminare. La macchina serve da trasporto, da letto, da sala pizza con gli amici, invece la sigaretta serve solo al piacere personale fine a se stesso. Se possiamo, dobbiamo cercare di eliminare i problemi, non crearli nuovi adducendo come motivazione il fatto che ce ne sono già tanti.
Prestiamo molta attenzione al motivo delle crociate antifumo: la sigaretta non fa solo male, ma crea dipendenza e ci rende schiavi di noi stessi. Chi si libera dal fumo ne guadagna in salute e riacquista la libertà!». Marco Callegaro
Fumo sì, fumo no/1...












FUMO ED INFARTO

Usa. Contro il rischio d'infarto, il divieto di fumare nei luoghi pubblici
sembra funzionare: in una cittadina del Montana, le sigarette sono state
vietate per 6 mesi. In questo periodo i ricoveri per infarto sono passati
da 40 a 24.






Da Zi' Pina

Marco Badiani mi ha risposto con la solita cortesia e competenza :

Sono il primo a pensare che la 626 andrebbe applicata dove vi siano
dipendenti, ma di fatto nessun ristorante la applica e nessuno la fa
applicare. E' triste ma è così. Prima di tutto dovremmo insistere perché
questa legge fosse davvero applicabile e così abbiamo fatto rivolgendoci
a Sirchia o ad altri politici. Mi sembra però una causa persa scrivere a
questo ristorante chiedendo il rispetto di una legge di cui di fatto, per
quanto riguarda l'applicazione nei locali di ristorazione, tutti in Italia
se
ne fregano: sarebbe un po' come minacciare qualcuno con una pistola
ad acqua...
La miglior protesta in questi casi è non metter più piede in quel locale
e far presente per quale motivo.
Ciao.

Marco Badiani

















06/04/2004

Caro Ezechiele,
Ho deciso: NASCERO’!
Mi sono convinto che devo provare anche se quello che ha scritto Francifra di suo padre mi ha un po’ scoraggiato. Chissà quanti bambini stanno vivendo nella sua situazione e chissà quanti papà sono sordi a certe invocazioni!
Per quanto mi riguarda non cambierò idea sugli atteggiamenti irrazionali degli uomini e cercherò di vivere da persona libera il più possibile. Anch’io come Francifra non mi creerò dipendenze che fanno solo male alla salute. Il corpo fisico che mi viene dato in dotazione lo manterrò nel modo migliore possibile.
Con la speranza del mio arrivo la mia futura mamma ha smesso di fumare e il mio futuro papà sta cercando di diminuire le sue sigarette, ma io vorrei tanto che smettesse del tutto, non solo per amor mio ma anche per se stesso.
E poi non voglio un papà sempre in balcone anche in inverno!
Faccio gli scongiuri e parto…mamma, papà… ARRIVOOOOO!!!!
Tanti auguri a tutti voi! Mi raccomando non ci affumicate, parlo a nome anche dei miei colleghi che ancora non hanno deciso se nascere o no.
Un bacino
Marco
P.S. Mi hanno detto che per il momento mi chiamerò Embrione (che nome pomposo per un infinitesimo di un nulla! Boh!…si comincia bene…)

04/04/2004

" Da Zi' PINA "

Ieri ho fatto una passegiata a mare e sono andato a pranzo nel Ristorante "
Da zi Pina " - Via Torre Clementina 180 - Fiumicino.

Locale ben curato, servizio ottimo, cibo squisito, prezzi giusti. Un sogno,
insomma, finche ' al tavolo dietro il mio la solita donna sulla quarantina
non si e' accesa una sigaretta.

Mi sono guardato attorno : non c' erano cartelli di Vietato Fumare.

Con cortesia ho detto alla signora di cui sopra che altre persone stavano
pranzando e che sarebbe stata gentile se avesse smesso di fumare.
Acidamente mi ha risposto che era venuta li' proprio perche' sapeva che si
poteva fumare.

Ho chiamato il cameriere ed ho fatto le mie rimostranze.
Mi ha risposto che la nuova legge sarebbe entrata in vigore solo a gennaio
del 2005.

Ho chiesto di vedere il Direttore, che si e' presentato al mio tavolo con in
mano una copia della futura legge.
Gli ho fatto presente che ai sensi del 626 e della 494 gia' ora era tenuto a
salvaguardare la salute del personale e ad impedire di fumare agli
avventori. Mi ha risposto che non gli risultava.
Ho chiesto rapidamente il conto e sono uscito dicendogli che avrei fatto in
modo da fargli chiarire le idee.

Da questo episodio vorrei col vostro aiuto fare un tentativo : Una e-mail da
ognuno di noi a questo ristorante , in cui ciascuno si lamenta di quanto
avvenuto e ricorda al proprietario le sue gia' attuali responsabilita' di
legge.

Mi piacerebbe verificare se la forza del nostro gruppo riesce a far
attaccare i cartelli di Vietato Fumare anche in questo ristorante.

La loro e-mail e' :

ristpani@tiscalinet.it

Naturalmente comincio io.
Eze

E cosi' ho inviato loro la seguente e-mail :

 

Sono il membro di Aria Pulita che ieri e' stato a pranzo nel Vs. Ristorante
e che si e' lamentato per il fatto che camerieri e Direttore non hanno
impedito ad una coppia di avventori di accendersi le sigarette.

Sull' argomento ho scritto agli altri membri della mia associazione quanto
segue :

> Ieri ho fatto una passegiata a mare e sono andato a pranzo nel Ristorante
"
> Da zi Pina " - Via Torre Clementina 180 - Fiumicino.
>
> Locale ben curato, servizio ottimo, cibo squisito, prezzi giusti. Un
sogno,
> insomma, finche ' al tavolo dietro il mio la solita donna sulla quarantina
> non si e' accesa una sigaretta.
>
> Mi sono guardato attorno : non c' erano cartelli di Vietato Fumare.
>
> Con cortesia ho detto alla signora di cui sopra che altre persone stavano
> pranzando e che sarebbe stata gentile se  avesse smesso di fumare.
> Acidamente mi ha risposto che era venuta li' proprio perche' sapeva che si
> poteva fumare.
>
> Ho chiamato il cameriere ed ho fatto le mie rimostranze.
> Mi ha risposto che la nuova legge sarebbe entrata in vigore solo a gennaio
> del 2005.
>
> Ho chiesto di vedere il Direttore, che si e' presentato al mio tavolo con
in
> mano una copia della futura legge.
> Gli ho fatto presente che ai sensi del 626 e della 494 gia' ora era tenuto
a
> salvaguardare la salute del personale e ad impedire di fumare agli
> avventori. Mi ha risposto che non gli risultava.
> Ho chiesto rapidamente il conto e sono uscito dicendogli che  avrei fatto
in
> modo da fargli chiarire le idee.


Faccio nuovamente presente alla Proprieta' di codesto locale che le attuali
incombenze di Legge impongono loro di proibire il fumo all' interno del
locale, per salvaguardare la salute del personale che lavora all' interno
del locale stesso.

Vi invito pertanto ad apporre i dovuti cartelli di Vietato Fumare all'
interno del locale e a dare istruzione al Vs personale di sala affinche' li
faccia rispettare dagli avventori.

Distinti saluti

Ezechiele2002


























































































03/04/2004

FRANCIFRA MI HA SCRITTO :

riguardo al fumo io ho sempre avuto una posizione ben precisa: prima che nascessi il mio papà fumava e ha smesso per qualche anno dopo la mia nascita per non 'rovinarmi' i polmoni. Ma come tutti i fumatori accaniti quale lui è, non è riuscito a smettere definitivamente, da piccola mi ricordo i pianti e le scenate che gli facevo, gli dicevo che non volevo che lui morisse, perché non volevo perdere il mio papà per il fumo, lui mi guardava, mi ascoltava, sorrideva, ma alla fine le mie parole era come se non fossero neanche state pronunciate. Al mio decimo compleanno gli feci promettere che il suo regalo sarebbe stato astenersi dal fumo, ma niente. Non mi fece quel regalo, che sarebbe valso più di tutti i regali più costosi tecnologici e all'avanguardia del mondo. Non ho mai smesso di rinfacciarglielo, non ho mai smesso di fargli notare quanto è ridicolo quando d'inverno, magari in pigiama, si mette un misero maglione e va sul balcone (magari con 3-4 gradi) per fumarsi una sigaretta, non ho mai smesso di fargli notare la puzza che c'è in casa quando si concede questo tipo di svaghi, non ho mai smesso di dimostrarmi stizzita quando è evidente che alcuni problemi fisici che lui ha sono proprio dovuti a questo. Io non ho mai smesso di farlo perché so di essere nel giusto, so che chi fuma è sempre, ma proprio sempre dalla parte di chi fa male a se stesso e a chi lo circonda. Ma quello che ho sempre ricevuto da lui in cambio è stata indifferenza o tutt'al più nervosismo, dicendomi che non serve a nulla che gli ripeta sempre le stesse cose, che è il modo peggiore per riuscire a convincerlo. Ma io mi chiedo: ci sarà mai un modo vincente per riuscirci? io credo di no, in vista di tutto quello che è stato e di tutto quello che (ahimè) continuerà ad essere. Tutte le considerazioni economiche (non irrilevanti), salutistiche nei suoi e nei nostri confronti, non sono mai servite. E a questo punto io non ho altro da fare che arrendermi impotente davanti alla regina Nicotina e aspettare che qualcosa o qualcun altro più potente di me riescano a fargli cambiare idea. E spero che questo qualcosa non sia qualcosa di veramente brutto, perché io al mio papà nonostante tutto gli voglio bene, e non lo voglio perdere per una cosa così subdola ma evidente. E forse proprio per tutto questo effetto di riluttanza che ho verso il fumo ed ogni forma di dipendenza che non ho mai fatto un tiro, nè di tabacco nè d'altro, non ho mai preso un caffè, non mi sono mai concessa a nessun'altra volontà che non fosse la mia. Odio essere schiava, soprattutto di me stessa. Grazie per o spunto e l'incoraggiamento che mi hai dato..

 
Arieccolo !
Ciao Ezino,
come tu’ stai? Ci si risente finalmente!
M’hanno dato un’incariho importante: farò lo Spirito Guida di Marco, quello che t’ha scritto tutto preoccupato ancora prima di nascere.
Immagino già quanto mi romperà i cosi che un’ c’ho colle su' domande. Però in una hosa gli ha ragione da vendere: fa proprio bene a preoccupassi che i' su' futuri genitori un' fumino.
Per tutto il resto, invece, gli è inutile che Marco si faccia tante domande, lo hapirà quando arriverà da voi icché vole dire vivere.
Comunque bisogna aiutallo, lui e anche tutti i bambini che crescono in un mondo che unn’è tanto pe’ loro, considerato home l’hanno ridotto i loro genitori e i loro nonni.
Forza aiutatemi, almeno, a non buttare fumo negli occhi a' degli innocenti che hanno tutti i diritti di crescere sani.
Un saluto a tutti voi grandi. In particolare a chi fuma ancora e a chi ha smesso.
Spifferato direttamente da i’ Paradiso da Spirito Allegro appena Patentato

VINO E FUMO. FINALMENTE QUALCUNO SI SVEGLIA

L'iniziativa della Philip Morris (sigarette) di inserire nei pacchetti una informativa sui danni da fumo e' encomiabile, cosi' come la denuncia del barone Giovanni Ricasoli (vino) sui rincari nelle enoteche e nei ristoranti: e' una chiara presa di posizione a favore della trasparenza dei prezzi. L'iniziativa della multinazionale delle sigarette spiazza le stesse autorita' sanitarie che, irritate, condannano l'operazione come inefficace. Che dovremmo dire allora delle scritte funebri sui pacchetti? Che il fumo faccia male e' ormai patrimonio informativo di tutti, nessuno si sogna di dire che il fumo fa bene ma il numero di fumatori in Italia e' elevato. Bene quindi l'informazione, da qualsiasi parte venga, sui rischi che il fumo comporta, poi ognuno decidera' cosa fare. Si potrebbe applicare la stessa regola al consumo degli alcolici ma c'e' una certa riluttanza a scrivere sulle etichette "l'alcol puo' ucciderti". Chissa' perche' il fumo e' considerato un "vizio" maggiore. A proposito di alcolici non possiamo che ritenerci soddisfatti dalle dichiarazioni del barone Ricasoli (Chianti) sugli eccessivi ricarichi attuati sul prezzo delle bottiglie di vino, dal produttore al consumatore. E' una nostra vecchia battaglia che ora trova consacrazione in una indagine svolta dal Consorzio Chianti Classico: aumenti che arrivano al 500%! Tutto questo serve a far chiarezza e a individuare le responsabilita' degli aumenti vertiginosi, fatti approfittando del passaggio lira-euro. Il nostro dito era e rimane puntato sui commercianti.







02/04/2004

MARCO ed EZECHIELE

Caro Ezechiele,
sono Marco, o meglio lo sarò se deciderò di nascere. Sto aspettando che i miei futuri genitori si assumano le loro responsabilità. Sono delle brave persone e tutto sommato io sono fortunato, poteva capitarmi di molto peggio, ma se li guardo a volte mi scoraggio.
So che tu vuoi convincere la gente a non fumare, non puoi allora fare qualcosa anche per me?
I miei futuri genitori fumano, a testa, più di trenta sigarette al giorno e dicono che aspettano me per smettere, ma io non ci credo molto ai loro propositi.
Forse la mamma, sì lei è la più parte in causa. Se lei fumasse anche quando sarò dentro di lei io passerei dei bei guai già prima di nascere, non parliamo del dopo quando mi dovrò nutrire con il suo latte. Che schifo se sapesse di fumo!
Per il mio papà, invece, la vedo dura: lui pensa che l’importante sia non fumare in mia presenza ma, io non voglio un papà che viva meno a causa del fumo, che si può ammalare. Non voglio rimanere orfano prima del tempo.
E’ a questo che gli serve il libero arbitrio? Possibile  che non la capisca? Possibile che non gli importi nulla di ammalarsi!
Perché, Ezechiele, gli uomini si fanno del male da soli?
Perché tengono più alla carrozzeria della loro auto che ai loro polmoni? Perché si arrabbiano quando si rompe una tubatura di casa e poi non fanno caso ai veleni che ostruiscono le loro arterie?
Non hanno ancora capito che tutto si può ricomprare tranne il corpo umano?
Vorrei decidermi ad arrivare sulla Terra ma se queste mie piccole domande non trovano risposta allora per quelle grandi cosa devo fare?
E poi diventerò così irrazionale e contraddittorio anche io quando sarò grande?
Ti mando un bacino e aspetto qualche risposta.
Marco, un niente che non sa ancora se diventare un bambino
P.S. Mi piacerebbe che il mio futuro papà la pensasse come Mario.
 

01/04/2004

Tutela della salute

Divieto di fumo,

locali in regola?

Le nuove regole sul divieto di fumo nei locali pubblici entreranno in vigore il 1 gennaio del prossimo anno. Chi vorrà riservare alcune sale del proprio locale ai fumatori dovrà sostenere notevoli costi. Da questo punto di vista, le nuove regole sul fumo hanno già ottenuto un apprezzabile effetto preventivo di dissuasione dal mantenere aree riservate ai fumatori.
Per chi vorrà adeguarsi, i locali dovranno essere costruiti in maniera tale da:

  • essere delimitati da pareti a tutta altezza sui quattro lati
  • essere dotati di ingresso con porta a chiusura automatica, abitualmente in posizione di chiusura
  • essere forniti di adeguata segnaletica
  • non rappresentare un locale obbligato di passaggio per i fumatori

Una particolare regolamentazione riguarda la segnaletica relativa alle aree per fumatori. In particolare è previsto che siano predisposti dei cartelloni luminosi che contengono la scritta "AREA PER FUMATORI" affiancati da altri cartelloni, con la dizione "VIETATO FUMARE PER GUASTO ALL'IMPIANTO DI VENTILAZIONE" che si accendono automaticamente in caso di mancato o inadeguato funzionamento degli impianti, determinando la contestuale esclusione della scritta "AREA PER FUMATORI".
Nonostante il divieto di fumo con le nuove disposizioni sia diventato la norma, non vedremo però scomparire il vecchio cartello "VIETATO FUMARE". A pensarci bene la cose appare un pò paradossale, visto che una legge che pone un divieto generale di fumare in tutti i luoghi chiusi, non dovrebbe avere bisogno di cartelli, poiché deve considerarsi automaticamente conosciuta da tutti i cittadini.

Ma che succede se un locale destinato ai fumatori non rispetta le norme di legge?
Qui l'interpretazione della norma lascia spazio a non poche perplessità, poiché sembrerebbe, da una prima lettura, che il locale per fumatori con impianti non a norma, non subisca l'applicazione del divieto di fumo, che è il principio generale della legge. In realtà si tratta semplicemente dell'ennesima norma scritta male, da interpretare nel senso che un locale non a norma deve considerarsi area con divieto di fumo, con tutte le conseguenze di legge anche dal punto di vista delle sanzioni.
Rimangono ancora tutte da definire le procedure per l'accertamento delle infrazioni, la relativa modulistica e l'individuazione dei soggetti legittimati ad elevare i relativi processi verbali, a ricevere il rapporto sulle infrazioni e ad erogare le relative sanzioni.
Sembra dunque essersi persa un'occasione importante per sistemare in modo completo la normativa, prima della sua entrata in vigore e si rimane dunque in attesa della riforma delle sanzioni, anche se va considerato che la legge non è condizionata a ciò per entrare in vigore, sebbene la sua concreta attuazione sarà più difficile.

marzo 2004

a cura della Redazione, Tratto da "Divieto di fumo: il primo regolamento attuativo della legge n. 3/2003" di Andrea Del Nevo.

Fonte: Diritto & Pratica del lavoro - Settimanale di amministrazione e gestione del personale - Ipsoa Editore








MARIO

Mi chiamo Mario, sono di Torino e ho 35 anni. Sono un man molto determinato
nella lotta e nell'avversione al fumo. Per me la condizione che assume un
fumatore è una schiavitù molto pesante da sopportare, ma  parimenti ritengo
che gli organi preposti a prendere misure per combattere questo tremendo
fenomeno negativo, non stanno lavorando assiduamente e soprattutto  l
argomento non viene preso con la dovuta importanza, non se ne riconosce la
reale drammaticità e la gravità della situazione creata dal tabagismo. Per
questo motivo porto dentro me una  sofferenza profonda e trovo terribile
pensare che per esempio vi è un quantitativo di persone pari a quelle che
occupano uno stadio intero, che ogni anno muoiono per cancro ai polmoni o
per malattie correlate, dovute al tabacco! La realtà è che tantissime
persone lasciano spazi lunghi della prorpria vita alla loro "amica"
sigaretta laquale poi è sempre dietro l'angolo, pronta a tradirli
mortalmente.
Già, questi ed altri sono pensieri che mi circondano spesso e mi portano a
riflettere su questo delicato argomento, per il quale sono combattuto in
quanto molte persone che mi circondano, specie in ambito lavorativo, ma non
solo, sono tabagisti. La speranza è che chi come me ha un pensiero rivolto
agli ambienti salubri e crede nel considerare l'argomento fumo come una
totale condizione umana negativa e oserei anche dire diabolica, possa un
giorno vedere che le lotte che si fanno abbiano una svolta favorevole e che
si prenda coscienza di questa piaga sociale in maniera viva.
Ciao a tutti,

                         Mario




























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