31/01/2004
E di nuovo a proposito di Alcolismo trovo su Gea di Gennaio:
Sottovoce, piano piano
di SARA MARTELLI *
Gira per mail una patetica storiella con fini pseudo-educativi sull’abuso di alcol. Suona più o meno così: "Cara mamma, ti ringrazio per avermi insegnato a non bere ma stanotte nonostante i tuoi consigli - che io ho diligentemente seguito - sono tramortita sull’asfalto perché qualcun altro non ha avuto una mamma come te" (o non ha voluto seguire i suoi consigli, NDR). In coda alla mielosa invettiva si apprende che una giornalista ha carpito queste parole dalla bocca di una ragazza e ha voluto pubblicarle. Non per polemizzare, ma: cosa ci faceva una giornalista con un taccuino accovacciata davanti ad un corpo insanguinato e morente (e fra l’altro nel finale addirittura già morto)? E perché non c’è il nome della giornalista e/o del giornale in cui è stato pubblicato l’articolo? Si capisce che è una bufala ma il grave è che non e' il peggio. Il grave è che ci si è ridotti a relegare ruoli educativi esclusivamente a mezzi subdoli e avaloriali come il sentimentalismo, lo scandalismo, e tutti gli "ismi" più patetici che possiamo immaginare. Non è con un servizio al giorno su dolci cucciolotti di gatto appena salvati da morte certa da un eroica vecchietta o sull’ennesimo cane massacrato di botte (di cui il telegiornale non ci risparmia ingrandimenti su ferite incrostate e sanguinolente) che insegniamo il rispetto o addirittura l’amore (il servizio con musichina new age è sentimentalismo, l’amore è un sentimento!) per gli animali. Lo stesso vale per le gigantesche scritte addobbate a funerale, definite macabre, comparse sui pacchetti di sigarette negli ultimi mesi. Sembra l'ultima trovata di un mondo fatto di immagini e di parole urlate subito e altrettanto subito dimenticate. Ma c’è di peggio: pare che le scritte funzionino davvero! Perché allora mi lamento? Perché ancora una volta il fine non giustifica i mezzi. Trovo che questo sia un indicatore, tanto eclatante quanto preoccupante, della superficialità con cui abbiamo imparato a vivere. Non esiste fumatore che non sappia, prima di quelle scritte, che il fumo fa venire il tumore, rovina i denti, famalealtuobambino… insomma, se a forza di botte sono riuscita ad insegnare a mio figlio che non deve mettere le mani sul forno che scotta, ho avuto un successo solo parziale. Perchè le botte non gli hanno insegnato a schivare i pericoli del fuoco, gli hanno solo insegnato… a schivare le botte. E quei fumatori non scappano dalla sigaretta perché li ucciderà ma scappano da quelle scritte! E questo e' difficile digerirlo. Non si insegna ad avere paura della morte e a regolare le azioni in base a questa paura. Si deve insegnare ad avere abbastanza amore per la vita da non accettare di scegliersi come morire in anticipo (che il Destino si ingegni a trovare un altro modo, che faccia almeno un po’ di fatica!); si deve insegnare ad avere abbastanza stima di sé da non aver bisogno di un oggetto puzzolente da brandire; si deve insegnare ad essere abbastanza sportivi da trovare inaccettabile di rinunciare a tutto il fiato di cui siamo capaci. Come se non bastasse, lo stesso metodo servirebbe anche a farci smettere di prendere ogni altro psicotropo (alcol, pasticche o qualunque altra diavoleria che si inventerà a breve); farci smettere di picchiare, bullizzare, seviziare, sfruttare gli altri. E tutto questo si può fare, meravigliosamente, a bassa voce.
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* Sara Martelli è docente di Didattica e Pedagogia Speciale all'Università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro
Da Gea News di Gennaio :
Ballo e sballo
di LUCA BERSI
Non è il fumo. E non è nemmeno un polmone incatramato. Il vero e unico problema del fumo è il fumatore. La sua purtroppo ancora attuale esistenza fisica in questo universo, oggi. Oggi, civiltà del viagra omeopatico. Oggi, che anche un turco analfabeta non fuma più così convinto. Eppure eccolo lì - sano no, ma salvo - il fumatore. Infatti, la nicotina - come tutte le sostanze che creano dipendenza - non è altro che una fragile stampella psicosomatica. Quindi, fateci caso, dietro alla nebbia di fumo di una sigaretta c'è sempre un ego che zoppica, una personalità incompleta. Il primo esempio che mi viene in mente di questa tara è il tipico fumatore incivile e incurante del resto del mondo che potete trovare soprattutto nei migliori bistrot. Be', qualcosa dovete pur dirgli. Dovete pur dire qualcosa al vostro boss che spavaldamente fuma in ufficio - perché lui è il boss e quindi può fumare quando e dove vuole - anche se alle sue spalle c'è tanto di divieto. Dovete pur dire qualcosa anche a chi vi bacia alitando di posacenere perché, è vero, l'amore è cieco ma almeno l'olfatto regge ancora. Il fumo, l'alcol, il gambling, il ballo latino americano: troppe le dipendenze. E più una dipendenza è devastante, più è silenziosa. Quindi, nel dubbio, fate casino: fumate un sigaro in chiesa; bevete whisky ad un corso di yoga. Fate voi, ma fate in modo che qualcuno se ne accorga, e subito. E se non basta, prendete pure un passante a caso, abbracciatelo, e cantategli una canzone. Non so, provate con questa: "cerco un centro sociale permanente che non mi faccia mai cambiare idea sulle droghe e sulle dipendenze". Non assicuro nulla, ma dovrebbe capire.
| SI FUMA SEMPRE MENO, MA ATTENTI AL FUMO SENZA DIPENDENZA (15/05) |
|
Gli italiani che fumano sono 13 milioni e mezzo, distribuiti equamente tra Nord, Centro e Sud e pari al 27,6% della popolazione (il 33,2% dei maschi e il 22,5% delle femmine). Una percentuale simile a quella registrata nel 2002, ma con la conferma di un trend positivo nei giovani tra i 15 e i 24 anni: dal 34,1% di fumatori nel 2001 si e' passati al 29,1% nel 2002, e al 26,8% nel 2003. In particolare, sono ''sempre piu' sagge'' le ragazze comprese in questa fascia d'eta': quelle che fumano sono infatti scese dal 30,4% del 2001 al 26,9% del 2002 e al 20,7% del 2003. A far intravedere ''qualche spiraglio di ottimismo'' nella diffusione del tabagismo in Italia e' un'indagine condotta da Doxa su 4.000 italiani con piu' di 15 anni, commissionata dall'Istituto superiore di sanita' (Iss), realizzata in collaborazione con l'Istituto farmacologico Mario Negri e presentata oggi a Milano. |
| Altre notizie sull'argomento |
Ringraziando Holyriver, pubblico con piacere :
30/01/2004
Giacomo ci ha inviato :
DALLA BARBIE AL BARBERA
Ho letto, tramite Internet, l'articolo de LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO del 29 gennaio, a firma Leo Conenno (che copio sotto) riguardo al concorso "premio miglior etichetta da vino", organizzato per Scuole Elementari e Medie dalla Pro Loco di San Severo e dall'associazione «Strada dei vini doc della Daunia».
A fronte dell'allarme dell'Organizzazione Mondiale della Sanità per l'alcol prima causa di mortalità giovanile, a fronte dell'allarme, rilanciato in questi giorni dal Ministro Sirchia, per i giovani che cominciano a bere sempre prima, questa bella gente, che evidentemente ignora la Carta Europea sull'Alcol (richiamata anche in Italia dalla Legge Quadro sull'Alcol) che ignora i Piani di Azione OMS, così come ignora tutte le raccomandazioni degli organismi scientifici internazionali che si occupano di tutelare la salute dei giovani, organizza, con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale, un concorso per bambini sul vino, e premia con un paniere di vini una bambina delle elementari!
Questa bambina ha vinto bottiglie di vino, è stata premiata per avere disegnato il giardino dell'Eden con la scritta "Divino"! Perfetto, ha centrato il messaggio, non poteva non essere premiata!
Il Ministro della Salute afferma che i giovani bevono per colpa degli spot: attenzione, questo spottone lo trasmettono ai bambini di San Severo le loro maestre di scuola, gli insegnanti di Scuola Media Inferiore, con la benedizione del Sindaco!
Chi tutela questi bambini?
Beata innocenza: dalla Barbie al Barbera.
AS - Mantova
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LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO
Studenti e «intenditori»
A due ragazze il «premio miglior etichetta da vino»
SAN SEVERO Stefania Fabrizi (terza d, media Palmieri) e Rita Clarissa Irmici (terza b, media Zannotti-Giovanni XXIII) sono i vincitori ex-aequo del concorso «Premio miglior etichetta da vino» indetto e promosso dall'associazione turistica Pro loco e dall'associazione «Strada dei vini doc della Daunia», rispettivamente presiedute da Raffaele Florio e Gianfelice D'Alfonso Del Sordo, con il patrocinio dell'amministrazione comunale.
Un'idea nata agli enti promotori in occasione della «Festa dell'uva», svoltasi lo scorso mese di novembre. La commissione era composta da esperti del settore dell'arte, Ficuciello, D'Alfonso e Soimero. Circa trecento gli studenti che hanno partecipato alla mostra realizzando lavori artistici a tema bacchico che hanno «tappezzato» la galleria comunale Luigi Schingo, in rappresentanza delle seguenti scuole locali: per le elementari, II circolo San Francesco D'Assisi, III circolo Umberto Fraccacreta, IV circolo Andrea Pazienza, V circolo San Giovanni Bosco; per le medie Petrarca, Palmieri e Zannotti-Giovanni XXIII. I due vincitori si sono aggiudicati ciascuno un premio di 150 euro. Alle loro spalle rispettivamente Gessica Montedoro (classe II - sezione G, scuola media Palmieri) e Alessia Potenza (classe V - sezione B, scuola elementare San Giovanni Bosco), entrambi vincitori di un paniere di vini della Daunia. Ma tutti i partecipanti riceveranno, in questi giorni, un attestato di partecipazione mentre alle scuole sará consegnata una targa. Una manifestazione che ha evidenziato il connubio scuola - territorio ed espresso dalla vena artistica e creativa dei piccoli artisti. «Siamo contenti della riuscita della mostra - dichiara Michele Soriano, consigliere della Pro Loco e responsabile della mostra -. Siamo andati oltre le nostre aspettative, durante i quindici giorni della mostra c'é stato un buon afflusso di visitatori.
I lavori realizzati dagli studenti hanno avuto il significato di avvicinare i ragazzi alla nostra realtá territoriale sin dalla piccola etá. C'é cultura del vino e dei nostri prodotti tipici. Per noi sono tutti vincitori. Ringraziamo gli insegnanti e i dirigenti scolastici delle scuole partecipanti per l'impegno e la collaborazione». Una manifestazione da bissare. «Sicuramente da riproporre - evidenziano i presidenti degli enti promotori -, la buona riuscita del concorso é da stimolo per lavorare sin da ora ad una nuova edizione». Il lavoro artistico di Stefania Fabrizi ha rappresentato il centro storico di San Severo in un calice di vino e un grappolo d'uva; Rita Clarissa Irmici ha disegnato il rosone della chiesa di San Severino con una vite; Gessica Montedoro, con una tecnica punteggiata, ha realizzato un fiasco di vino con un grappolo d'uva; Alessia Potenza il giardino dell'Eden con scritto Divino.
Leo Conenno
CHI FUMA SI RICONOSCE
DALLA FACCIA
Ricordate i tre spot "integralisti"
(http://www.hdemia.it/news/smoking_1.html,
http://www.hdemia.it/news/smoking_2.html,
http://www.hdemia.it/news/smoking_3.html)?
Li avevo male interpretati. Probabilmente volevano evidenziare che,
olfattivamente parlando, effetto-fumo = effetto-scorreggia (passatemi il
termine - ho cercato invano un sinonimo).
La prossima volta che farò notare a un fumatore il suo alito gli riporterò
il paragone qui sopra.
29/01/2004
cancro, l’obiettivo
è ridurre i rischi
Ora che le diagnosi precoci accrescono le possibilità di vita, l’impegno alla prevenzione dev’essere personale
DI ALBERTO COSTA *
Un cambiamento importante è in atto nella mentalità di molti individui – almeno nelle società occidentali – sul tema cancro. Non solo le persone cominciano a rendersi conto che effettivamente la diagnosi di cancro non è più sinonimo di morte certa, ma molti cominciano anche a chiedersi cosa possono fare per ridurre il proprio rischio di ammalarsi.
Che cancro non sia più sinonimo di morte è sotto gli occhi di tutti: da qualche anno le statistiche confermano che la mortalità per tumore è in diminuzione, ognuno di noi conosce qualcuno che è stato ammalato ma che ora sta bene, personaggi importanti della società, compresi politici e sportivi, sono diventati "testimonial" involontari della guaribilità di certi tipi di cancro. Poiché la medicina è convinta che le possibilità di guarigione aumentino considerevolmente quando la malattia tumorale è colta nelle sue fasi iniziali, hanno assunto crescente importanza la prevenzione e le possibilità che ognuno ha di proteggersi dal rischio di ammalarsi. Alcuni comportamenti preventivi sono divenuti oggi quasi naturali e comunque molto accettati nella nostra società: l’esempio più recente è il successo della legislazione sul fumo, provvedimento che non si riuscì a far approvare neppure quando a fare il ministro della sanità c’era un oncologo e che invece oggi, dopo poche settimane di applicazione, sembra già la cosa più normale di questo mondo.
Ciò che ci troviamo a dover affrontare oggi è un duplice ordine di problemi. Da un lato riuscire a capire che cosa può (e forse deve) fare la società nel suo insieme – e quindi l’autorità sanitaria – per proteggere i cittadini dal rischio di tumore. Dall’altra ci si sforza di capire che cosa ha senso che faccia il singolo individuo per ridurre il suo rischio personale (negli Stati Uniti, dove il problema è particolarmente sentito, sono stati addirittura sviluppati siti internet dove si può fare una autovalutazione del proprio rischio individuale di cancro basata su modelli matematici molto sofisticati).
Al primo gruppo di interventi appartengono iniziative come appunto le leggi per ridurre il rischio da fumo, per promuovere esami di diagnosi precoce come la mammografia, il Paptest, il controllo dei nei della pelle, l’esame del colon (sigmoidoscopia almeno una volta nella vita) e della prostata (dosaggio del PSA dopo i 50 anni, almeno negli individui a rischio). Recentemente la Commissione Europea ha aggiunto anche la raccomandazione della vaccinazione contro l’epatite per ridurre il rischio di tumore al fegato. Altrettanto importante il ruolo che ognuno di noi può giocare nella lunga guerra di posizione contro questa brutta malattia. Viene in mente il motto di John Kennedy: giusto chiedere che lo Stato faccia per te, ma chiediti anche sempre che cosa puoi fare tu per il tuo Paese. Su questo aspetto l’accordo dei ricercatori è generale: la cosa fondamentale è imparare a conoscere il proprio corpo, a riconoscerne i mutamenti, ad ascoltarne le esigenze e a mettere in atto quei comportamenti che lo proteggono e lo fanno star bene. Così è nata e si sta sviluppando bene la cultura della conservazione della salute che è tanto importante quanto la medicina e la ricerca finalizzate invece alla cura della malattia.
* Area Oncologica
Fondazione Maugeri, Pavia
Boom dei fumatori bugiardi
Roma - Fumano ma dicono di aver smesso. O addirittura di non aver mai cominciato. Sono i fumatori "bugiardi", categoria che in Italia è in forte aumento. A denunciarlo è stato ieri - in occasione della Giornata mondiale senza tabacco - l'Istituto Mario Negri di Milano, Secondo lo studio, nell'ultimo anno, il numero dei fumatori si sarebbe ridotto del 3% "Una flessione eccessiva per un periodo così breve", ha commentato l'epidemiologo Carlo la Vecchia. Che ha ipotizzato appunto la propensione alla menzogna dei fumatori, spesso anche sulla quantità di sigarette consumate. "È molto probabile che chi fuma per esempio, 25 sigarette, dichiari di fumarne molte di meno". Ma la tendenza ha anche un aspetto positivo: vuol dire che l'immagine del fumatore sta diventando socialmente impopolare.
Fonte: La Repubblica
Fumo e cancro del
polmone
Parliamo del tabacco come causa del cancro del polmone. Si daranno alcuni dati che devono far riflettere per la loro drammaticità e attualità. Non sarà una disamina scientifica di tutti i componenti che sono cancerogeni ma di alcuni dati per riflettere.
Ricorderemo solo che molti dei componenti volatili del tabacco sono cancerogeni. Certamente non tutti fumatori vedono sviluppare il cancro del polmone ma è significativo che l'80% dei tumori polmonari avviene nei fumatori . Teniamo presente che ogni anno muoiono in Italia o almeno nel Veneto circa 100 persone ogni 100.000 per tumore polmonare e di questi 80 sono fumatori. Pensate quanti potrebbero salvarsi se non fumassero. Altro che i morti per le discoteche o per gli incidenti stradali o per la caduta di un aereo Spesso si invoca la mancanza di sicurezza e la colpevolezza dello stato o di una compagnia se un aereo cade e muoiono 100 persone; ma cosa dobbiamo dire di noi stessi se volontariamente fumiamo e per tale causa muoiono ogni anno 50.000 persone in Italia. Si dovrebbe , come dice il Vangelo, guardare la trave nel nostro occhio prima di guardare la pagliuzza nell'occhio del vicino.
Certamente rimangono al momento non note con precisione alcune risposte ai problemi che i fumatori pongono a loro difesa.
Quanto tempo deve passare da quando una inizia a fumare dalla possibile insorgenza del cancro.
Quanto tempo passa da quando uno smette dalla scomparsa del rischio di insorgenza del tumore.
Quale è la importanza del fumo passivo e questo varia a secondo l'ambiente e secondo la esposizione che sono dati variabili e di difficile controllo.
Quindi il problema è complesso ma rimane il dato di fatto che diverse sostanze come le aldeidi, il catrame , le nitrosamidi, l'acido cianidrico e tante altre sono dimostrate sperimentalmente cause di sviluppo di tumore al polmone.
Il quantificare con esattezza il rapporto tra fumo e cancro del polmone e tra fumo attivo e passivo diventa un problema secondario e solo una curiosità per mettere a posto la nostra coscienza.
Tumore al polmone e fumo passivo.
mo di tabacco non mette soltanto a rischio la salute di chi fuma. L'essere esposti al fumo d'altri, il cosiddetto "fumo passivo", aumenta il rischio di ammalarsi di tumore del polmone. L'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente (Environmental Protection Agency) ha stimato che negli Stati Uniti ogni anno muoiono 3.000 persone di cancro del polmone causato dal fumo passivo. Vivere con un fumatore così come lavorare in un ambiente in cui si è esposti a fumo passivo come in un bar, in un ristorante, in discoteca, sugli aerei, o in un ufficio dove è permesso fumare aumenta il proprio rischio di ammalarsi di tumore polmonare.
(Xagena 2001)
Tratto dal Manuale del Cancro al Polmone realizzato da ALCASE International (Alliance for Lung Cancer Advocacy, Support and Education) e tradotto in Italiano sotto la supervisione dei medici del CulCaSG (Cuneo Lung Cancer Study Group) Dr. Gianfranco Buccheri e Dr. Domenico Ferrigno.
http://www2.xagena.it/xagena/6135_medionlineit.htm
28/01/2004
Cinzia marini ci invia :
La sigaretta in gravidanza causa della morte in culla
Dalla Repubblica del 27 gennaio 2004
l fumo della mamma riduce l'arrivo di ossigeno al cuore del feto danneggiandolo:
è su questa base che, secondo uno studio per ora condotto sui topi, sembra
esistere un legame fra morte improvvisa nei neonati e consumo di tabacco
in gravidanza. In Italia muoiono ogni giorno due neonati per questa "sindrome",
la principale nel primo anno di vita. A questo riguardo verrà presentata
oggi al 16° congresso internazionale sulle aritmie cardiache, a Marileva,
uno studio dell'Università di Firenze che documenta un'ipotesi inquietante:
la possibilità che la morte improvvisa in culla possa essere dovuta proprio
all'effetto nocivo sul cuore del feto del fumo di sigaretta.
Saluti. Cinzia.
Riporto oggi, cosi' come mi e' arrivato, uno scorcio dal forum " Non Fumatori " sull' argomento:
LOCALI PER NON FUMATORI
Ho visto nel mio paese ,davanti all' ingresso di un
locale la scritta "Questo locale e' esclusivamente
per fumatori " . Poiche' tale locale si qualifica come
club privato credo che sia l' escamotage piu'
semplice per aggirare la legge . Non conosco il
proprietario ma credo che sia di certo fumatore per
appendere un cartello del genere .E credo che
assisteremo al proliferare di locali trasformati in spazi
privati .Mi sbaglio ?
(A.Vitale)
*****************************
giorgio
Anche in questo caso mi pare si stia eccedendo.
****************************
Marco
Perché?
**************************
Non è oggetto del mio commento la possibile
***proliferazione*** di locali pubblici trasformati
in spazi privati bensì la possibile trasformazione di
***alcuni locali pubblici in locali privati***. Che ci
sarebbe di male per i non fumatori se ciò avvenisse?
Chi sono i non fumatori per andare a mettere il
naso nei ritrovi privati frequentati consensualmente
dai fumatori?
Concettualmente: le sale per fumatori all'interno dei
servizi pubblici non sono equiparabili agli eventuali
club privati per fumatori? L'unica differenza
parrebbe stare, per ora, nella possibile mancanza
di adeguati impianti di ventilazione.
Certo potremmo chiederci se i club privati debbano
assicurare una qualche forma di sicurezza ai propri
iscritti. Penso a eventuali norme anti incendio
che potrebbero di "sponda" inibire il fumo.
Ma se il proprietario ottemperasse completamente
a quelle norme e null'altro gli fosse fatto obbligo
nella sua proprietà privata, ripeto:
chi sono i non fumatori per gridare allo scandalo?
Non mi pare che in questo forum ci si sia mai
preoccupati troppo della loro salute! Vogliamo
iniziare ora a farlo?
Chi ci dice poi che, fatte le prime esperienze "ribelli"
di affumicamento reciproco, i fumatori dei club
privati non possano ravvedersi e quindi spingere
per l' adeguamento dei locali frequentati?
Suvvia viviamo un poco più sereni, e non rammaricatevi
troppo di quello che faranno i fumatori, almeno per
ora; perché, se ci pensate bene, risolti gli aspetti
del fumo passivo sono ben altri motivi che
dovrebbero indurre i non fumatori ad essere inferociti.
***************************
E se dici "anche", a quale altro caso ti riferisci?
****************************
L' "anche" si riferisce, oltre alla preoccupazione
espressa da Antonello, al tuo commento:
"Confesso che questo è uno dei miei più grandi timori,
e cioè che si riesca ad aggirare la legge mettendo in
mano una tessera agli avventori e facendo passare
un'attività per club privato"
e quello di Cinzia: "E facendo finta, aggiungo io, che la
nuova legge che vieterà di fumare in tutti i locali pubblici
non sia mai stata approvata", riferita al "Bagno-caffè:
dove poter fumare in tutta tranquillità una sigaretta,
scordandosi d'essere in toilette".
Se vogliamo difenderci dal fumo passivo dovremmo
anche pensare che tutti i clienti che frequentano un
locale a loro riservato non daranno più alcun fastidio
ai non fumatori. Non è questo che i più di questo
forum volevano?
Giorgio
***************************
Non eri d'accordo anche te nel chiedere che chi fuma
non arrechi fastidio agli altri? Avevo capito di sì...
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Certamente è così, ma non credo tu stia facendo
riferimento al mio punto di vista sul ***fastidio*** che
i fumatori arrecano alla società anche quando sono
anni luce lontani da me; teniamo presente il tuo: un
individuo che fuma in un club privato con altri pari
consenzienti, come fa a recarti fastidio?
Questo mio commento, caro Marco, interpretalo anche
come risposta al tuo: "Proibizionismo? Puoi spiegarti?
dell'e-mail Re: [non-fumatori] legge "antifumo"
e club privati (per Giorgio)
Considera comunque che se trasformi ogni locale in club
privato "per fumatori" la situazione resta quella di oggi.
Marco
**************************
Non penso sia realistico ipotizzare la trasformazione di
ogni locale, oggi pubblico, in club privato.
Ma se anche fosse, per il "gioco della domanda e
dell'offerta" non pensi nascerebbero adeguati locali
per non fumatori? Non dimenticare, comunque che
tutti gli esercenti che hanno gia optato in tal senso
dovrebbero rassicurarti.
Ciao
Giorgio
27/01/2004
Cinzia ci invia :
Da "Donna" settimale di Repubblica del 24 gennaio 2004:
Smettere di fumare...una questione che mi sta a cuore
è il titolo di un utile opuscolo messo a punto dall'Osservatorio fumo, alcol e droga dell'istituto
superiore di sanità. Si può consultare su www.ossfad.iss.it oppure richiedere
al fax 06.499.020.16 o alle-mail osservatorio.fad@iss.it. Sostegno e informazione
per chi vuole smettere di fumare anche al numero verde Iss 800.554.088.
Dall'ultimo numero dell'Espresso del 29 gennaio 2004:
Materiali nuovi. Colori forti. Pezzi di design.
E' la toilette dei locali pubblici, l'ultima mania per architetti e designer che, in occasione di
Tecnobar & Food, mostra che si svolgerà a Padova dall'8 al 14 febbraio.
hanno rivisitato questi spazi. Proponendo soluzioni nuove e originali. L'idea
di partenza è che il bagno di un bar può rappresentare un fattore decisivo
di preferenza di un locale. Un esempio? Il Bagno-caffè: dove poter fumare
in tutta tranquillità una sigaretta, scordandosi d'essere in toilette.
E facendo finta, aggiungo io, che la nuova legge che vieterà di fumare in
tutti i locali pubblici non sia mai stata approvata.
SMETTERE DI FUMARE
Il fumo è un pericoloso killer, particolarmente spietato nei confronti di chi ha iniziato a fumare da giovane. Nei paesi industrializzati non esiste un fattore di rischio per la salute più grave del fumo.
Smettere di fumare conviene! Coloro che smettono PRIMA di aver contratto una seria malattia vascolare o tumorale indotta da fumo, possono evitare di morire a causa del fumo.
PRIMO: vincere alcune preoccupazioni.
Se smetto ingrasserò ...
In effetti il cibo risulterà più saporito, in quanto il gusto non sarà alterato da quello della sigaretta; inoltre, ci sarà un aumento dell'appetito. Normale!
L'eventuale aumento di peso sarà comunque momentaneo e riacquisterete il peso iniziale nel giro di qualche mese.
Mangiare molta frutta evitando dolci e grassi, aumentare l'attività motoria, fare più pasti leggeri al posto di due pesanti, consultare il medico per una dieta appropriata ... tutti elementi che vi aiuteranno a smettere di fumare ed a contrastare l'eventuale, momentaneo aumento di peso.
Smettere di fumare non è facile; l'impegno iniziale è notevole ma normalmente non occupa più di una paio di settimane. Ogni anno milioni di persone smettono di fumare, magari dopo più tentativi; in ogni caso è un successo.
Ho provato altre volte ma non ci sono mai riuscito ...
La maggior parte degli ex fumatori ha fatto più di un tentativo prima di riuscire a smettere.
E' normale provare un forte desiderio di fumare, specialmente nei luoghi e nelle situazioni in cui si aumentava il numero di sigarette. Per i primi tempi - per quanto possibile - evita questi luoghi e queste situazioni. Prendi atto che fumare una sigaretta non significa comunque aver fallito: segui questi consigli.
Smettere di bere, di mangiare, di fumare o di fare qualunque cosa piacevole è uno degli atti più difficili che una persona possa compiere; equivale, infatti, ad interrompere volontariamente un abitudine che attenua o elimina alcune sensazioni interne di disagio, malessere o dolore e porta ad un cambiamento della propria identità sociale e della propria immagine. L’unica contropartita è quella di sapere che dopo un certo periodo si godrà di un benessere psicofisico accresciuto.
Si avranno minori probabilità di andare incontro a malattie degenerative, e che si avrà la grande gioia di essere ritornati padroni della propria vita.
Ma è certo che il fumo fa male?
Poiché gli articoli su questo argomento sono ormai numerosissimi, mi limiterò a dare un elenco di notizie telegrafiche, ma particolari e sicure:
la sigaretta è sempre pronta per essere manipolata, stretta fra le dita, tenuta in mano, quasi fosse un simbolo di sicurezza a cui appoggiarsi (figura materna), come accade per uno spettatore che si abbarbica alla poltrona durante un film dell’orrore;
nella sua forma rotonda e nel diametro, la sigaretta ricorda il capezzolo materno, e il tenerla in bocca mentre si "succhia" qualcosa di caldo, ricorda molto da vicino il nutrirsi al seno materno;
la sigaretta è un mezzo di scambio che facilita l’instaurare rapporti interpersonali poiché l’offrirla crea un clima di benevolenza. (Trattati da "Il grande fumatore" di Odile Lesourne – ED. Cortina);
Il fumo è cancerogeno attraverso l’introduzione e la successiva produzione di sostanze chimiche che si depositano nei nostri tessuti organici. Tali sostanze vengono prodotte dalla combustione della sigaretta nello stesso modo in cui si producono quando si cucina qualcosa ala griglia;
fumare produce uno spasmo nei vasi sanguigni; favorisce l’indurimento e l’alterazione delle arterie e delle vene (arteriosclerosi); aumenta la possibilità che si formino coaguli all’interno dei vasi sanguigni;
il peso medio dei neonati di madri fumatrici è di 170 gr. inferiore ai nati da non fumatrici;
il fumatore invade l’ambiente con il fumo; lascia cenere, odori, mozziconi, ecc.; esprime, insomma, la sua aggressività;
secondo i più recenti dati ISTAT, in Italia sono 4 milioni le persone che almeno da un anno non si accendono più una sigaretta;
qualche sigaretta stimola l’attività del cervello e di tutto l’organismo, migliora i riflessi e la capacità di apprendimento e di comprensione; troppe sigarette riducono le capacità mentali, producono stanchezza, tremori e difficoltà di concentrazione fino ad arrivare a casi estremi di convulsioni e collassi;
durante la notte il tasso di nicotina nel sangue scende a zero; ecco perché il desiderio della prima sigaretta della mattina è fortissimo;
il fumo causa l’invecchiamento precoce accelerando il decorso di molti mali che cominciano a peggiorare in età avanzata;
il fumo ha un’azione profonda sul sistema circolatorio e sul cuore (sappiamo quanto già lo stress, le variazioni pressorie, gli orari variabili e il salto di fuso, influiscono sul sistema cardio circolatorio del personale di volo); ebbene: una persona che comincia a fumare, avrà una riduzione del 26% del suo campo visivo; smettendo recupererà. Sono state documentate addirittura regressioni di placche arteriosclerotiche delle arterie coronariche (Dr Pritikin; Longevity Center – California).
Allora, come si fa a smettere?
Appare chiara la grande importanza che ha nella decisione di smettere di fumare che rendiate coscienza delle problematiche psichiche che ci sono dietro l’atto di fumare e dello stato di abitudine – dipendenza psico-fisica che si è creata nel corso degli anni in ogni fumatore. E’ quindi di intuitivo che per passare dalla decisione all’attuazione dello smettere di fumare, dovrete privilegiare una metodica di tipo psichico che vi consenta un rilassamento interno o un superamento delle problematiche di fondo (training autogeno, psicoterapia di gruppo, yoga, meditazione, ecc.). Una volta fatta la scelta in base alle vostre preferenze, vi potrete aiutare con molte altre metodiche accessorie (Agopuntura, auricoloterapia, fisioterapia, farmaci, omeopatia, ecc.) necessarie per evitare i sintomi da privazione (astenia, cefalea, acquisto di peso, malessere fisico, ecc.).
L’ultimo passo, importante quanto gli altri, è il recupero di tutte le vostre capacità organiche: una dieta equilibrata, un’attività sportiva adeguata, la cura degli organi che hanno più risentito dei danni del fumo: polmoni, fegato, circolazione e soprattutto del sistema immunitario (globuli bianchi, anticorpi, ecc.) che è il nostro più potente alleato nel combattere le malattie degenerative.
Sappiamo infatti che la filogenesi umana è documentabile dallo sviluppo del sistema immunitario nella sua differenziazione dagli esseri inferiori e dagli animali. Ecco perché è così importante aiutare in tutti i modi il sistema immunitario in un ex-fumatore che solo dopo un periodo di circa 7-10 anni riacquista lo stesso indice di rischio di una persona che non abbia mai fumato.
25/01/2004
Massimo D' Angeli ci ha scritto :
Dal notiziario ADUC:
Ventilare meglio
gli uffici?
APRITE LE FINESTRE !
Secondo uno studio del Massachusetts Institute of Technology e della Cambridge University sulla ventilazione degli uffici, il metodo migliore e' aprire le finestre. Cioe' un sistema di ventilazione basato sull'areazione naturale piuttosto che quello dell'aria condizionata. Quest'ultima provoca 8/15 litri di aria per persona al secondo, mentre quella naturale farebbe diventare 40 i litri.
LA MIGLIORE VENTILAZIONE PER GLI UFFICI? APRIRE LE FINESTRE...
COME FARNE TESORO ANCHE PER EVITARE INUTILI CONSUMI ENERGETICI E RISCHI DI TRACOLLO
Uno studio del Massachusetts Institute of Technology e della Cambridge University (costato 3,5 milioni di euro) sulla ventilazione degli uffici, e' giunto ad una soluzione radicale: aprire le finestre, cosi' si risparmiera' energia per il riscaldamento e la refrigerazione degli edifici. La cosa migliore, quindi, e' usare la ventilazione naturale, che potrebbe portare ad un risparmio energetico di un terzo, anche se questo sistema fosse utilizzato sono nelle stagioni intermedie, come primavera e autunno. La ventilazione naturale porta piu' di 40 litri di aria fresca a persona per ogni secondo, rispetto agli 8/15 litri in un ambiente con l'aria condizionata. Fin qui la ricerca con l'apparente banale soluzione.
Che ci deve far fare piu' che un pensierino, in quanto, dopo l'esperienza torrida della scorsa estate e relativi picchi di consumo energetico fino al black-out e le interruzioni programmate, e' una cosa che ci riguardera' sempre piu'. Tant'e' che i climatologi con sempre piu' precisione prevedono situazioni anche peggiori rispetto alla scorsa estate. E visto che la maggiorparte dei nostri uffici, e case, non sono ancora attrezzati con l'aria condizionata cosi' come avviene, per esempio, negli Usa, non possiamo credere che la sola risposta per la nostra vivibilita' sia l'acquisto di un condizionatore. Ricordiamo tutti l'esplosione del mercato della scorsa estate, nonche' la sua irrazionalita' ambientale e strutturale dal punto di vista degli edifici, con soluzioni che spesso non erano tali, ma solo un aggravio economico inutile. Per cui, siccome i tempi ci sono e il clima della prossima estate sara' torrido, per non gridare aiuto solo all'ultimo minuto, sara' bene che, sia privati che pubblici, in considerazione di questo studio del Mit e della Cambridge University, prendano in considerazione le opportune modifiche ai propri ambienti.
Non solo, ma auspichiamo che il Governo -in particolare il ministero delle Attivita' Produttive e dell'Ambiente a cui abbiamo girato questa nostra nota- facciano tesoro di questo studio e trovino in brevissimo tempo le soluzioni e gli incentivi per la sua verifica e applicazione.
USA / New York: solo sigarette
auto-spegnenti
Ancora un'altra misura anti-fumo a New York: il governatore Pataki ha varato una legge con cui impone che tutte le sigarette vendute nello Stato siano del tipo auto-spegnente. Le sigarette anti incendio sono fatte con cartine speciali che si spengono da sole se nessuno le aspira. La nuova norma entrera' in vigore il 28 giugno 2004, e potrebbe essere l'inizio di un nuovo standard mondiale.
24/01/2004
Quanto il Ministero della salute ha finora realizzato nel nostro Paese contro il tabagismo, soprattutto a tutela della salute dei minori, e contro il fumo passivo si allinea alle indicazioni suggerite dagli organismi internazionali, come OMS e Commissione Europea. Ripercorriamo qui sinteticamente le tappe fondamentali che hanno contraddistinto i due anni e mezzo del mandato governativo del Ministro Sirchia.
- 1° gennaio 2002 - Multe più salate per chi infrange i divieti di fumare
Con l’art. 52 della Legge 28 dicembre 2001 n. 448 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato” a partire dal 1° gennaio 2002 sono notevolmente aumentate le multe per chi trasgredisce i vigenti divieti di non fumare. Inasprite anche le sanzioni nei confronti di chi, pur avendone la responsabilità, non appone gli appositi cartelli "vietato fumare" secondo le norme di legge oppure non fa rispettare il divieto.; - 24 luglio 2002 - Ministro Sirchia: no alla pubblicità occulta in tv
Il Ministro Sirchia invia una lettera ai vertici delle televisioni nazionali chiedendo che film e spettacoli messi in onda non promuovano in nessun modo il fumo di sigaretta, sottolineando la relazione diretta fra i messaggi fuorvianti del cinema e l’iniziazione al fumo dei giovani. Il Ministro ritiene che le tv non debbano partecipare anche involontariamente a questa pubblicità occulta con spettacoli che propongano modelli sociali dove il fumo viene falsamente associato al valore, all’emancipazione, alla libertà, al sesso. Pochi mesi dopo, il direttore generale della Rai invia una circolare per limitare la presenza di atti di fumo all’interno delle produzioni, in particolare per la fiction, ai soli casi in cui siano giustificati da imprescindibili esigenze di carattere editoriale. - 6 agosto 2002 - Al via adesioni alla campagna di tutela dal fumo passivo
Sul portale www.ministerosalute.it è possibile aderire alla Campagna di tutela dal fumo passivo promossa dal Ministro della Salute Girolamo Sirchia. Un apposito spazio è a disposizione di aziende, associazioni, privati cittadini e personaggi del mondo della cultura, dello spettacolo e dello sport per proporre idee o segnalare iniziative intraprese contro il fumo passivo. - 10 settembre 2002 – Appello alle forze di Polizia: “Non fumate in divisa”
In occasione della presentazione di un’indagine Istat sullo stato di salute degli italiani, il Ministro Sirchia lancia un appello alle forze dell’ordine a non fumare in divisa, sottolineando che troppi carabinieri e poliziotti fumano quando sono in servizio e che il loro buon esempio sarebbe di aiuto a tante persone che vogliono smettere di fumare e ai giovani. - 4 ottobre 2002 - Ministro richiama i Prefetti sul divieto di fumo
Il Ministro Sirchia invia una lettera ai Prefetti degli Uffici Territoriali di Governo richiamandoli all’osservanza delle disposizioni inerenti la “Disciplina sul divieto di fumo in determinati locali della pubblica amministrazione o dei gestori dei servizi pubblici’’ ai sensi della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 1995. In base a tale direttiva “a cura dei prefetti vengono rilevati i dati in merito all’osservanza, nelle diverse amministrazioni, delle norme sul divieto di fumare e sul numero di infrazioni annualmente contestate; i dati sono comunicati al Ministro della Sanità che ne riferisce in Parlamento’’. Poche le infrazioni contestate, secondo i dati del Ministero. - 29 novembre 2002 - Italia in linea con l’UE, al bando i termini light e mild
Il Consiglio dei Ministri approva il recepimento della Direttiva 2001/37/CE del 5 giugno 2001 concernente il "Riavvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti del tabacco". In particolare, la direttiva stabilisce i tenori massimi di catrame, nicotina e monossido di carbonio ammessi per le sigarette comunque commercializzate o prodotte in Italia e le modalità per i relativi test di laboratorio. Introduce, inoltre, nuove norme per l’etichettatura dei prodotti del tabacco, per quanto riguarda sia il testo delle avvertenze generali e supplementari stampate sulle confezioni sia le loro caratteristiche grafiche (posizione, dimensioni, carattere e corpo del testo) per renderle più evidenti. Nello stesso tempo, per una migliore e più corretta informazione dei consumatori viene vietato l’uso sulle confezioni di prodotti del tabacco di tutte le diciture, come light e mild, le immagini o gli elementi figurativi suscettibili di trarre in inganno, dando la falsa impressione che alcuni prodotti siano meno nocivi di altri. - 22 dicembre 2002 – E’ Legge la tutela contro fumo passivo nei locali
Il Parlamento approva a pochi giorni dal Natale la Legge 16 gennaio 2003, n. 3, “Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione” che all’articolo 51 estende il divieto di fumo in tutti i locali aperti al pubblico, bar e ristoranti inclusi. II divieto di fumo entrerà in vigore dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del regolamento di attuazione con le specifiche tecniche sui locali da adibire ai fumatori all’interno dei pubblici esercizi e nei luoghi di lavoro. Con un Accordo Stato-Regioni saranno individuati i responsabili che dovranno far rispettare la legge e le multe. - 19 gennaio 2003 - Stili di vita, al via campagna tv contro il tabagismo
Il Ministero della Salute avvia una vasta campagna di comunicazione per la promozione di stili di vita salutari, soprattutto televisiva, della durata di sei mesi sui temi della dissuasione dal fumo e della corretta alimentazione. Per la prima volta si investono risorse in spot, messaggi redazionali, pillole e finestre informative, trasmissione ad hoc per la promozione della salute. In questi mesi, si è parlato dei danni del fumo anche al “Festival di Sanremo”, a “Domenica in”, a “Quelli che il calcio”, e nei programmi più cari ai giovani. Al primo posto tra gli obiettivi generali della campagna per convincere gli italiani a smettere di fumare vi è lo sviluppo della consapevolezza di quanto sia dannoso il fumo e che “la sigaretta è contro la vita”. Si ricorda invece che il fumo passivo è dannoso tanto quanto quello attivo e che soprattutto nei confronti dei bambini, non fumare è anche un atto di amore e di solidarietà. - 18 aprile 2003 - Sì del Governo al regolamento applicativo della Legge contro il fumo passivo
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute, approva, in via preliminare, lo schema di Regolamento applicativo dell’articolo 51, comma 2, della Legge 3 del 2003 in materia di tutela della salute dei non fumatori. Tale regolamento sarà poi trasformato in Accordo Stato-Regioni. - 26 maggio 2003 - Distributori automatici di sigarette chiusi di giorno
Su richiesta del Ministro Sirchia, l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato ha emanato una circolare con cui limitare l’uso dei distributori automatici soltanto nelle ore notturne, quale deterrente all’acquisto da parte dei minori di 16 anni. Dal 1° gennaio 2004 le macchine automatiche per il commercio dei tabacchi resteranno chiuse durante le ore diurne. Una successiva circolare integrativa, del 24 dicembre, definirà dalle 21 alle 7 l'orario di funzionamento. - 24 luglio 2003 - Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano sulla tutela della salute dei non fumatori
Vengono sanciti i principi generali che sono alla base dei requisiti tecnici dei locali riservati ai fumatori:
1. I locali riservati ai fumatori sono contrassegnati come tali e sono realizzati in modo da risultare adeguatamente separati da altri ambienti limitrofi, dove è vietato fumare, da idonee barriere fisiche;
2. I locali per fumatori devono essere dotati di idonei mezzi meccanici di ventilazione forzata, in modo da garantire una adeguata portata d'aria di ricambio supplementare;
3. I locali per fumatori, quando in uso, devono essere mantenuti in depressione in modo tale da garantire che la direzione del flusso d'aria sia costantemente orientata verso i suddetti locali;
4. Permane il divieto di fumo in presenza di un unico locale e di impossibilità di assicurare idonea separazione degli ambienti come previsto al punto 1;
5. In caso di guasto dell'impianto di ventilazione, non è consentito fumare nei locali destinati ai fumatori;
6. I locali per fumatori sono contrassegnati da idonei cartelli, adeguatamente visibili, e da altri che segnalano eventuali guasti all'impianto di ventilazione;
7. Nei locali in cui è vietato fumare sono collocati idonei cartelli, adeguatamente visibili, che evidenziano tale divieto. - 29 dicembre 2003 - Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della Salute e di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze
Il Decreto recepisce l'accordo del 24 luglio e reca in allegato i requisiti tecnici dei locali per fumatori, dei relativi impianti di ventilazione e di ricambio d'aria e dei modelli dei cartelli connessi al divieto di fumare.
(redazione ministerosalute.it dicembre 2003)
Puzza di fumo in ascensore ?
Ogni tanto mi capita di entrare nell' ascensore di casa mia e di sentire un' orrenda puzza di fumo stantio.
Bisognerebbe vietare di fumare negli ascensori e, piu' in generale, in tutti i locali comuni dei condomini.
La nostra amica Cinzia Marini, sempre molto attiva, ci ha scritto sull' argomento :
Nel mio condominio ho attaccato un grande cartello nell'ascensore dove invito
i condomini a non fumare. E' stato strappato più volte. E io l'ho rimesso.
Oggi non capita quasi mai di sentire puzza di fumo. Chi la dura la vince.
Per quanto riguarda le aree comuni, anche se la maggioranza dei condomini
fuma non significa che gli altri devono subire e stare zitti. Il mio consiglio
è comunque di portare la proposta in sede assembleare. Non tutti i fumatori
sono maleducati e arroganti.Anche nel Parlamento ci sono tanti fumatori
e nonostante questo alla fine la legge è stata approvata. Costanza, fermezza
e cortesia.
Saluti. Cinzia.
Potremmo tutti fare un po' di stampe del cartello che ho postato qualche giorno fa, e fare come Cinzia !
Invece Bruce Wayne , nel suo Italiano da Americano, fa cosi' :
Io ho risolto il problema in un modo meno burocratico.
Sono andato a un negozio di quelli che vendono cartelli di tutto tipo
(professionali), mi ho comprato 4 o cinque di quelli autoadesivi di "vietato
fumare, legge blablabla, i trasgeresori saranno puniti con una multa
di...Euro, ecc." Un sabato d'estate quando tornavo a casa alle tre del
mattino li ho attacato tutti in posti strategici, in modo che sembrassero
messi dall amministratore. I cartelli sono lí giá da due anni, nessuno si ha
lamentato ne li ha tolto.
Le poche volte che ho visto a qualquno fumare gli ho fatto presente che la
era vietato fumare, segnalando i cartelli messi da me stessi (cosa che
naturalmente nessuno sospetta,hehehe)
Lo so, sembra un po' dittatoriale, ma lo é anche fare respirare fumo agli
altri contro la loro volontá. In questo modo ho capovolto il gioco: se i
fumatori vogliono sapere se lá é veramente vietato fumare, saranno LORO
(cioé i causanti del problema) quelli che dovranno perder il tempo a
informarsi, non io. Fin ora peró nessuno si ha presso il lavoro
d'informarsi, e chi tace......
23/01/2004
Dal forum:
FUMARE O NON FUMARE ?
Argomento un po' spinoso...
Comunque, per quanto mi riguarda, ho cominciato a fumare a sedici anni... per i soliti motivi per cui molti adolescenti cominciano a fumare: fare qualcosa di "divertente", vietato ma non troppo e perchè, nelle lunghe mattinate in cui marinavamo la scuola... qualcosa bisognava pur fare, no??? 
Oggi sono fermamente convinto che sia un'abitudine e nulla di più, almeno per quanto mi riguarda: non parlo in termini di assuefazione, ma semplicemente del fatto di tenere la sigaretta in mano. Ho fatto caso che se ho una penna o un oggettino qualsiasi con cui giocherellare, non sento il bisogno di accendere una sigaretta, come del resto non lo sento in determinate situazioni. Esempio classico, al cinema: se il film mi "prende", mi dimentico letteralmente delle sigarette, altrimenti... la voglia di fumare prende il sopravvento!
Se sono in un luogo pubblico, cerco sempre di rispettare gli altri, anche se certe "crociate", magari, danno un po' fastidio.
Mi spiego meglio: al ristorante, è capitato che persone sedute al tavolo con me mi chiedessero (con aria piuttosto stizzita) di spegnere la sigaretta, senza avere poi il coraggio di fare la stessa richiesta a persone sedute al tavolo accanto, per il semplice motivo che non le conoscevano.
Permettetemi, infine, di esprimere un po' di sano scetticismo nei confronti del modo in cui noi italiani interpretiamo le leggi: gli attuali provvedimenti sono molto restrittivi, certamente, ma... quanto durerà l'ondata proibizionista? Vedi cinture di sicurezza...
Già mi meraviglia il fatto che non siano insorti i gestori dei bar che vedono calare il numero dei clienti... 


Si bell'argomento.. e cercherò di non essere polemico da "non fumatore"..
Prima di tutto concordo con Giotto che il fumo nei locali pubblici non ci dovrebbe essere, o almeno dovrebbe essere concesso solo dove ci sono appositi spazi (vedi salette) per farlo.. senza per questo "impestare" anche le persone che gradirebbero poter mangiare sentendo solo gli odori del cibo e del vino e senza dover appendere i vestiti in terrazza una volta arrivati a casa..... (e ditemi che voi "fumatori" non lo fate....)
La storia secondo la quale "vietando" o "regolamentando" il fumo nei locali pubblici essi perderebbero clienti è una bufala colossale.. Non mi pare che la gente vada meno in aereo dopo il divieto, ne che nessuno vada più al cinema, voi fumatori davvero smettereste di uscire a cena se fosse vietato? e mangereste sempre in casa? non scherziamo.... Come dice Pet potete stare tranquillamente senza fumare anche un paio d'ore e nessuno muore....
Per quanto riguarda l'argomento "educazione" dei fumatori.. non vedo perchè io "non fumatore" devo essere "educato" e darvi il permesso di farlo.. scherziamo? Che sia una cosa fastidiosa e dannosa lo sanno tutti.. e io dovrei dirvi "fatelo"? Ma non ci penso neppure.. non vi dico di "non farlo" dove è permesso. e stop.
Per il resto penso ci siano fumatori educati ed altri maleducati, come in tutte le cose della vita. Certo credo che nel corso degli anni i fumatori si siano abituati a poter fumare ovunque e comunque e quindi adesso hanno ancora questo retaggio, non penso sia maleducazione, ma solo abitudine, quella di accendere le sigarette senza chiedere se dà fastidio ecc...
Ultime cose su cui vi invito a meditare....
a) perchè, quando ancora c'erano i posti fumatori in aereo, e io facevo il check in tardi gli unici posti liberi erano quelli fumatori, salvo poi avere la "scatole" rotte durante tutto il volo dai fumatori che, dopo aver prenotato posti "non fumatori" volevano venire in fondo a fumare? Questa è educazione?
b) stesso discorso nei ristoranti... perchè spesso quando c'è la saletta "non fumatori" alla fine della cena c'è sempre qualcuno in un tavolo che chiede se può fumare lo stesso? perchè non te ne sei andato da un'altra parte??
Mi sa che il fumo (non vostro) dia fastidio a voi "fumatori" come a noi "non".. quindi..
Finale.. per farvi capire il "fastidio" che proviamo vi faccio un esempio.
Io ho un cane, che ne direste se me lo portassi sempre dietro al ristorante e lui stesse li, con il suo odore (è pulito ma l'odore è quello di un cane), magari a guardarvi mentre mangiate con l'acquolina alla bocca, e magari ogni tanto ringhiando un pò? Non fa mica male a nessuno.. su un pò di tolleranza.. no?
Stessa cosa in hotel, io il cane non ce lo posso portare, perchè sporca, poi però mi devo prendere delle stanze dove le tende e la moquette puzzano di fumo da far vomitare....
Sono stato abbastanza poco polemico?
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Così all'estero: Stati Uniti i più proibizionisti |
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Dall'ultimo paradiso per fumatori, la Russia, all'inferno degli Stati Uniti, dove ci si avvia alla proibizione totale delle 'bionde'. Passando per la Francia, estremamente restrittiva in materia di sigarette e derivati, fino al Giappone, tra i paesi dove si fuma di più al mondo, ecco come Europa, Asia e America affrontano la lotta anti-fumo. RUSSIA. Si calcola che fumino il 65-75% degli uomini adulti e il 15-30% delle donne. Se si escludono il metrò, le scuole, gli ospedali, i supermercati, i cinema e i teatri è permesso fumare - o comunque lo si fa in barba a teorici divieti - in qualunque altro posto, ristoranti e aerei compresi. Un disegno di legge proibizionistico si è arenato la primavera scorsa in Parlamento: avrebbe tra l'altro proibito la pubblicità del tabacco, vietata la vendita delle sigarette ai minori di 18 anni e messo al bando il fumo nei posti di lavoro. GRAN BRETAGNA. La sigaretta è vietata in molti uffici, ristoranti e hotel, ma non esiste ancora una legge in materia: eccetto per i luoghi pubblici, infatti, i divieti sono tutti volontari. La situazione cambierà però presto: il 5 settembre la Commissione per la Salute e Sicurezza presenterà in Parlamento un 'codice di comportamentò attraverso cui proporrà al Governo di vietare le 'biondè nei luoghi di lavoro. Negli ospedali il fumo è stato vietato nel 1985. FRANCIA. La materia è regolata da una legge del 1991. Essa prevede il divieto di fumare nei locali pubblici al di sotto di una certa soglia di ventilazione rispetto alla cubatura; nelle scuole, ospedali, veicoli di trasporto pubblico urbano ed extraurbano, ferroviario e stradale, negli ascensori. Nei taxi è vietato fumare. Totale è la proibizione della pubblicità dei prodotti derivati dal tabacco. GERMANIA. Dal 1998 esiste una legge sulla 'difesa dei non fumatorì che proibisce la sigaretta nei luoghi pubblici e sui posti di lavoro. In base alla normativa è possibile istituire nei locali speciali settori per fumatori; in realtà sono rari i ristoranti, caffè e bar dove il fumo è espressamente proibito. PAESI SCANDINAVI. La DANIMARCA è la più permissiva. È proibito fumare solo nei posti di lavoro del settore pubblico quando più persone occupano lo stesso locale. In base alla nuova legge di luglio in FINLANDIA il fumo è proibito in tutti i luoghi di lavoro. La NORVEGIA, pur essendo il paese scandinavo con più fumatori, ha una legislazione molto restrittiva. In SVEZIA, per legge, il fumo è vietato in scuole, ospedali e uffici aperti al pubblico; i ristoranti con più di 50 posti devono disporre di zone separate per fumatori e non. GIAPPONE. Altissimo il tasso di fumatori nel paese. In quasi tutti i ristoranti, uffici pubblici ed aziende private ci sono zone per fumatori. Così come nelle stazioni ferroviarie e negli aereoporti. Dall'anno scorso le compagnie aeree giapponesi Jal e Ana hanno introdotto il divieto assoluto di fumo su tutte le linee. INDIA. La legislazione è affidata agli Stati. La legge più restrittiva è in vigore da alcuni mesi in quello di Goa dove il fumo è stato vietato in tutti i luoghi pubblici così come la vendita di 'biondè nelle vicinanze di scuole e luoghi di culto. CINA. Le sigarette sono bandite in pochi posti più per dare clamoroso esempio che per convinzione: come la piazza Tiananmen e la via Wangfujin, il 'corso' di Pechino. Da due anni è vietato fumare nelle stazioni, aeroporti, sui voli nazionali e in qualche luogo pubblico, ma negli uffici e nei posti di ristoro non ci sono limitazioni per i 320 milioni di fumatori cinesi. USA. Quasi tutti gli stati prevedono leggi che vietano di fumare nei luoghi pubblici: uffici governativi, centri commerciali, mezzi di trasporto, ospedali, ristoranti, alberghi. Le leggi più severe sono quelle delle California. Alcuni stati prevedono aree speciali per fumatori nei luoghi pubblici, ma la tendenza è verso la proibizione totale |
SERVE IL CARTELLO
SI PREGA DI NON FUMARE ?
Per coloro ai quali servisse il cartello di " VIETATO FUMARE ", segnalo il link :
http://www.zangaro.it/download/stampati/Cartello_VIETATO_FUMARE.doc
dove e' possibile vedere e stampare un bel cartello a colori, naturalmente in formato A4.
22/01/2004
Sai smettere?
Come aiutare i grandi fumatori in un "percorso di cambiamento" Dalle nuove norme antifumo al vero problema della dipendenza: i consigli degli esperti e le iniziative
DI ANNAMARIA MESSA
«Da oggi non fumo più». Sembra facile… ma solo a chi non fuma! Quelli che invece lottano ogni giorno con la voglia di smettere e la frustrazione di non riuscirci sanno che non basta la buona volontà. Né servono granché gli spauracchi stampati sui pacchetti di sigarette (si sono triplicate le vendite di portasigarette!) o gli allarmi di statistiche mediche: l’abitudine prevale! Per i dati, su sei persone che fumano un pacchetto di sigarette al giorno, una morirà di cancro al polmone e per gli altri sono dietro l’angolo malattie cardiovascolari o altre patologie… ma il fumatore si aggrappa alla speranza di un benigno Dna.
«Smettere di fumare interrompe un rapporto emozionale, è una separazione e va compensata», riconosce un pioniere della lotta al tabacco come Giacomo Mangiaracina, medico specialista in Salute Pubblica, coordinatore dell’Area Tabagismo Lega Italiana contro i Tumori, presidente della Società Italiana Tabaccologia (Sitab, www.tabaccologia.org, www.nonfumatori.it), in prima linea sul fronte della salute ma senza durezza da "caccia alle streghe".
«Non si parla più di metodi per ‘smettere di fumare’ ma di un ‘percorso di cambiamento’ attraverso vari stadi: negazione del problema, contemplazione (‘forse dovrei smettere’), scelta, azione», spiega lo specialista e precisa che il problema è più culturale che scientifico, che la persona va aiutata a percepire la propria patologia di dipendenza, «con delicatezza, cominciando da un colloquio clinico, verificando poi il grado di dipendenza attraverso le risposte a un modulo, valutando le possibilità di riuscita in base anche al contesto di vita e all’impegno necessario». Insomma, per sperare in risultati duraturi gli attuali 1213 milioni di fumatori andrebbero orientati verso specifiche competenze professionali.
«Il fumatore non è un nemico da abbattere ma una persona da aiutare, un concetto culturale che è bene riprenda a farsi strada tra gli integralisti antifumo», ribadisce Francesco Schittulli, presidente della Lega Tumori, LILT (www.legatumori.it), «pronta alla sfida in questa svolta con le sue strutture, i suoi uomini, i suoi volontari». Niente farmaci nei suoi GDF, Gruppi Dissuasione dal Fumo, organizzati nelle varie sedi, staff di psicologi che assistono anche telefonicamente nella Quit Line (800998877, l’unica in Italia), disponibile per tutti una "Piccola guida per il successo".
Destinati ai medici vari corsi di formazione e "Curare il fumo", nuovo testo di Mangiaracina, scaricabile anche da www.gea2000.org. «È dimostrato che il consiglio del medico curante può incrementare il numero di fumatori che fanno seri tentativi di smettere. La percentuale di quanti riescono a ottenere risultati stabili sembra limitata (5%) ma questo approccio raggiunge un gran numero di persone con risultati rilevanti a livello di popolazione», nota l’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Istituto Superiore di Sanità che pure sottolinea come «tra il personale sanitario la prevalenza di fumatori è paradossalmente più elevata di quella della popolazione generale». L’Osservatorio ha anche realizzato una "Guida ai Servizi per la Cessazione da Fumo di Tabacco" con l’elenco dei centri italiani, coordinato un gruppo multidisciplinare per le linee guida cliniche di abbandono del fumo. Vari i metodi per "provare a farcela". A qualcuno bastano esercizi di rilassamento che limitano ansia e stress. Per altri funziona l’agopuntura, con o senza supporto omeopatico la terapia di gruppo. Integrata da farmaci la terapia nei Gruppi di Fumatori in Trattamento, GFT, metodo sperimentato e perfezionato in Italia da Mangiaracina («non si fa il lavaggio del cervello ma si parla del cambiamento»), alla base dei programmi per la dissuasione dal fumo del ministero della Salute. Prevede uno scambio di esperienze con la guida e l’apporto di un esperto e dal ‘97 è utilizzato dal servizio di Cardiologia di vari ospedali.
L’aiuto arriva dal web, da una chat dedicata su www.floriterapia.com, per chi non può muoversi da casa: Gruppo virtuale di massimo 10 Fumatori in Trattamento Online, GFTO, con esperti di Tabagismo e Medicina Complementare, conduzione di Liliana Gimenez Haas, operatrice formata al Policlinico romano Umberto 1°. Istruzioni e diario di bordo via email, cocktail antifumo standard con i fiori di Bach, consigli, test. Info 347.3706437. Dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 16.00, sportello aperto al pubblico (anonimo e gratuito) per consulenza, punto d’ascolto e monitoraggio con il Telefono Verde (800.554088) dell’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’ISS.
Valtellina: scoppia incendio in villa,
morta anziana donna
(ANSA) TALAMONA,(SO),22 GEN- Un donna di 79 anni morta, la sorella intossicata
e la badante ferita in un rogo divampato nella notte in una villa in Valtellina.
La vittima e' Giuseppina Cucchi. Secondo la prima ricostruzione dell'accaduto
fatta dai carabinieri, ad innescare l'incendio potrebbe essere stata una
sigaretta dimenticata accesa vicino al letto della pensionata, poi uccisa
dalle fiamme mentre dormiva.
2004-01-22 - 07:54:00
Dall' inserto Salute di Repubblica :
Più infertili i figli delle fumatrici
ricerca
Oltre a tumori, invecchiamento della pelle, impotenza ora anche l’infertilità. E l’imputato è sempre lui, il fumo. Da un recente studio pubblicato sull’"American Journal of Epidemiology" risulta che i figli di mamme che fumano durante la gravidanza sono meno fertili di quelli le cui mamme non hanno fumato. Si tratta di uno studio danese multicentrico condotto dalla professa Tina Kold Jensen, del Rigshospitalet di Copenaghen, ma che ha coinvolto anche l’ateneo cittadino, il Rigshospitalet di Oslo, l’Università di Turku, quella Tartu (Estonia) e quella di Kaunas (Lituania). I ricercatori dei cinque Paesi dell’Europa settentrionale ed orientale hanno esaminato la qualità dello sperma di 1800 ragazzi, tra il ‘96 e il ’99, che si presentavano alla visita di leva. Le analisi hanno evidenziato che l’esposizione al fumo materno del feto in gravidanza riduceva del 20% la concentrazione spermatica e del 24 il numero di spermatozoi. Inoltre nel 46% questi presentavano alterazioni della forma, soprattutto a livello della testa. Infine i figli di mamme fumatrici avevano il 15% di probabilità in più di sviluppare testicoli piccoli.
(a. d. r.)
21/01/2004
Cinzia Marini ci invia :
Fumo in metropolitana
Sempre a proposito di fumo in metropolitana ieri ho assistito
ad una scena insolita. Sulla banchina della stazione Eur
Fermi della metro B c'è un giovanotto che fuma. Dovete
sapere che in questi giorni il personale sta effettuando
controlli a tappeto di biglietti e tessere per cui all'ingresso
c'è sempre un poco di confusione. Mi rivolgo ad una
operatrice Metro che sta controllando i biglietti e
l'avviso: molla tutto, fa cenno a due suoi colleghi e comincia
a correre sulla banchina alla ricerca del fumatore insieme ai
due colleghi.
La gente vede tutto questo movimento e non capisce che
cosa sta succedendo.
Una signora mi chiede la ragione di tanta agitazione. Le
rispondo che ho segnalato solo la presenza di una persona
che sta fumando. Nel frattempo arriva la metropolitana.
Il giovanotto butta via la sigaretta e sale. Il personale Metro
è arrivato troppo tardi.
| I FATTI DEL GIORNO |
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Vietato fumare
Il disegno di legge che renderà la vita difficile ai tabagisti
Mai più. Mai più sigarette fumate alla scrivania, tra una pratica da sbrigare e l’altra. Mai più boccate nervose in coda negli uffici pubblici. Mai più aspirate furtive in corsia, negli ospedali, e negli studi medici. Mai più a scuola, durante l’intervallo o tra due ore di lezione. Mai più in stazione, aspettando il treno, o in aeroporto, tra il check in e l’imbarco.
Niente pipe, sigari e sigarette sui mezzi di trasporto pubblico, nelle palestre, nei centri culturali e ricreativi, nelle università, nelle strutture congressuali, nei cinema, nei teatri, nelle hall degli alberghi, nelle carceri.
Il disegno di legge firmato Umberto Veronesi non conosce deroghe. O, almeno, ne conosce solo una: quella che prevede la realizzazione di aree riservate ai "viziosi", ma solo purché siano fisicamente separate da quelle dove non si potrà fumare e adeguatamente ventilate e depurate e a condizione che rispettino le normative antincendio e di igiene e sicurezza sul lavoro previste dal decreto legge 626/94.
Per i fumatori non c’è scampo: o smettere o adeguarsi. Prima di accendersi una sigaretta dovranno pensarci due volte, perché se venissero pizzicati a farlo in un luogo proibito (praticamente tutti, tranne che all’aperto o in casa propria), la pagherebbero cara: dalle 50 alle 300mila lire. E molto peggio andrebbe al personale incaricato di far rispettare le disposizioni di legge in corso d’approvazione che non adempisse al suo compito…
Le strutture pubbliche e private, infatti, dovranno individuare appositi ''responsabili'' che avranno l’incarico di curare l'affissione dei cartelli indicanti i divieti, applicare le norme per le aree riservate ai fumatori e vigilare sul rispetto dei divieti, segnalando le eventuali violazioni alle autorità competenti. Secondo il disegno di legge, se questi "guardiani" (o "spioni", che dir si voglia…) non faranno bene il loro lavoro saranno sanzionati con multe da 1 a 3 milioni di lire (e, in questa evenienza, molti fumatori riderebbero sotto i baffi).
| Elena Cipriani | |||||
| dalla rete |
| Stop al fumo: La normativa in Italia | ||||
| Ministero della Sanità: Il dicastero del professor Umberto Veronesi | ||||
Dal sito Geocities.com, oggi ho tratto per voi:
LA SIGARETTA
Grande città, 5 del mattino. La citta' comincia a svegliarsi, non c'è ancora il traffico e il caos della mattinata, ma solo i primi rumori. Non e' ancora giorno del tutto. Grattacieli grigi. Qualche macchina. Nessuno in giro. Un po' di nebbia.
Un uomo con un impermeabile, sotto il quale si intravede un vestito molto elegante, e al collo una sciarpa di seta bianca, cammina barcollando. Singhiozza. E' ubriaco. Non capisce bene dove si trova. Vede un bar aperto. L'uomo tira fuori dalla tasca una sigaretta e dall'altra un accendino, e sempre barcollando si accende la sigaretta. Fa per entrare nel bar. All'interno non c'e' nessuno, le sedie sono ancora una sopra l'altra. Il barista, solo, sta pulendo il banco con uno strofinaccio. Appena alza gli occhi e lo vede, lo ferma con la mano, e gli indica un cartello. Vietato fumare. L'uomo singhiozza, poi getta via la sigaretta alle sue spalle, fuori dal bar, senza voltarsi.
La sigaretta cade a terra. Invade lo schermo. Rotola. Rotola.
Rotola sul ciglio di un marciapiede. Si ferma accanto ai piedi di qualcuno. E' un operaio, stretto in un cappotto, coperto con sciarpa e berretto di lana. L'operaio raccoglie la sigaretta e tira una boccata. La citta' ora e' sveglia, i rumori sono piu' forti, caotici. L'operaio arriva alla fermata del tram. C'e' molta gente stretta nei cappotti, con sciarpe, berretti. Tutti guardano in giù, nessun fa caso all'altro. Un raggio di sole spunta tra i grattacieli. L'operaio sorride beato, con gli occhi fissi in su. Arriva il tram. L'operaio salendo sul mezzo getta via la sigaretta. Che cade a terra, rotola.
Rotola ai piedi di qualcuno, che la raccoglie. E' un tipo stravagante, cammina con grande baldanza, saluta tutti e tutti lo salutano. Siamo in un quartiere popolare. L'uomo se ne va in giro con le mani in tasca, spavaldo, con la sua sigaretta: sembra un re. Una donna in grembiule da cuoca lo aspetta, mani sui fianchi, sulla soglia di una pizzeria. Appena l'uomo arriva a tiro, la donna comincia a sbraitare, a rimproverarlo... Lui non la sta ad ascoltare. Allora la donna stizzita gli tira un ceffone. La sigaretta cade, e rotola.
Si è fatta sera. La sigaretta si ferma accanto a un uomo che batte i piedi per il freddo. Ormai è un mozzicone. L'uomo pero' la raccoglie, la guarda, la considera ancora buona. E' un barbone, che ha un giaciglio in mezzo a dei cartoni. Guarda con soddisfazione il mozzicone, se lo rimette in bocca. Ha un brivido di freddo. Si china, e da sotto i cartoni tira fuori una sciarpa di seta bianca che si mette al collo. Poi si rannicchia a terra, si copre con un cartone.
20/01/2004
Aleksi ( aleksi_cherednik@hotmail.com ) mi ha scritto qualche giorno fa :
il fumo, pur essendo buono,
e' sempre merda...
sono un fumatore di 16 anni, prima fumavo fino a due pakketti al giorno di sigarette pesanti e ora magari una alla settimana..bisogna smettere!!!!!!!!!!!!
Grazie per il tuo messaggio, Aleksi, e per il tuo sfogo spontaneo.
Vedo che ci stai provando seriamente a smettere !
Coraggio, insisti... e, quando ti pare di non farcela piu', torna a trovarci, oppure scrivici ancora e sfogati ! Certamente hai degli amici tuoi coetanei che fumano come te. Mandali a visitare questo sito e ricorda loro che il fumare non e' piu' di moda !
E convincili a scriverci !
19/01/2004
Cinzia ci ha inviato :
Sigarette più care crollano le vendite
Dalla repubblica del 17 gennaio 2004:
Parigi. E' crollata del 40,3% a novembre, rispetto allo stesso mese del
2003, la vendita di sigarette in Francia: questo il risultato del forte
rialzo dei prezzi, secondo i produttori di tabacco. A confermarlo è il responsabile
dell'ufficio francese di prevenzione del tabagismo (Oft).
"Su base annua - afferma Bertrand Dautzenberg, pneumologo e presidente dell'organizzazione
- il ribasse dei consumi e delle vendite si situerà intorno al 13%" e ciò
porterà "ad una riduzione del 13% della mortalità legata al tabacco, oltre
80.000 vite salvate in 10 anni, e 40.000 cancri evitati". Il pacchetto di
sigarette costa ormai da 4,50 a 5 euro.
Smettere di fumare senza uscire di seno.
E' l'ultimo gingillo salutista in voga tra le dive Usa, ma verificare sarebbe quantomeno indiscreto, perchè
si tratta del reggiseno anti-tabacco.
Una creazione della svizzera Triumph.
E' provvisto di capsule contenenti essenze a base di lavanda o gelsomino
che dopo un po' renderebbero sgradevole il gusto delle sigarette. Efficace?
In ogni caso sempre più sexy dei cerotti anti-nicotina.
Saluti. Cinzia.
Sfarfall82 ci ha inviato oggi questa mail sull' uso di
Tabacco senza fumo
in particolare in Svezia. La pubblico con piacere, assieme a due commenti del gruppo " non fumatori "
*******************************************
Io come suppongo la maggior parte dei giovani di 20-25 anni,
frequento locali, discoteche ecc dove il fumo costituisce il 60%
dell'aria che respiriamo; oltre a daneggiare la salute il fumo a me
purtroppo irrita gli occhi in maniera tale che di sicuro mi passa la
voglia di ballare e di divertirmi in generale, nelle peggiore delle
situazioni mi tocca andare via.
Attualmente per studio mi trovo in Svezia, dove quasi in tutti i
locali "nation" (club), e' proibito fumare.
Anche dove e' permesso fumare non ci sono cosi tanti fumatori di
sigarette da disturbare la mia festa!!
Eppure ci sono diversi nicotina-dipendenti anche quasu' solo che
usano una poltiglia di non so che, in ogni caso contente assuefanti,
che tengono tra le gengive e il labro.
In questa maniera loro si prendono la loro "bella" dose di nicotina
senza inquinare gli ambienti e senza infastidire persone come me che
il fumano lo odiano.
Io sono uno a cui piace divertirsi ma se sono in ambienti pieni di
fumo come tutti i locali padovani, beh prima mi va via il sorriso e
poi mi sento stanco.
Perche non "costringere"´il fumatore italiano ad usare questo tipo di
tabbaco al posto delle puzzosissime sigarette?
Io credo che sarebbe la migliore strategia: loro continuerrano a
assumere nicotina e noi potremmo finalmente respirare!!
Beh aspetto il vostro commento...
****************************************
Lo smokeless-tobacco sta causando allarme nei paesi scandinavi e in Svezia in particolare. Vari studi dimostrano il danno causato alle mucose orali, oltre al fatto di indurre dipendenza, ecc.. Al di la' di tutto, baciare un masticatore di tabacco dev'essere un'esperienza da vero sballo,... e tra poco presenteremo una sorta di divertente dossier su questo.
In ogni caso e' vero che non inquina.
GM
***************************************
Sullo "smokeless tobacoo" c'è un grosso fermento di ricerca scientifica e
anche grosse controversie.
In primis, esistono diversi tipi di "smokeless tobacco", ovvero di tabacco
masticato e non fumato. Ognuno di questi sembra che abbia una composizione
diversa e quindi anche un rischio/pericolosità diversa.
Lo "snuf" svedese sembra sia tra i MENO PERICOLOSI, in quanto scarsamente
associato a patologie oncologiche del cavo orale, delle vie aereo-digerenti
superiori e a effetti collaterali da nicotina sul sistema cardiovascolare.
Tanto è vero che recentissime pubblicazioni e gruppo di studio hanno
proposto la RIVALUTAZIONE dello "snuf svedese" come metodica per ridurre i
morti da tabacco fumato (sono articolo che meritano di essere letto con
molta attenzione, poichè si prestano facilmente ad "interpretazioni
ambigue") e per "salvare" i fumatori che non riescono o non vogliono
rinunciare alla dipendenza da nicotina (una alternativa alla politica "o
smetti o muori", per cui molti muoiono).
Addirittura, sembra che la bassissima % di svedesi fumatori sia dovuta
proprio alla disponibilità di questa diversa metodica di "nicotine
dependance".!!!!
Questi sono gli articoli (Bates C, Fagerstrom K, Jarvis MJ, Kunze M, McNeill
A, Ramstrom L. European Union policy on smokeless tobacco: a statement in
favour of evidence based regulation for public health. Tob Control. 2003
Dec; 12(4): 360-367; Foulds J, Ramstrom L, Burke M, Fagerstrom K. Effect
of smokeless tobacco (snus) on smoking and public health in Sweden. Tob
Control. 2003 Dec; 12(4): 349-359; Fagerstrom KO, Schildt EB. Should the
European Union lift the ban on snus? Evidence from the Swedish experience.
Addiction. 2003 Sep; 98(9): 1191-5. Review; Gilljam H, Galanti MR; Swedish
Cancer Society; Pharmacia AB. Role of snus (oral moist snuff ) in smoking
cessation and smoking reduction in Sweden. Addiction. 2003 Sep; 98(9):
1183-9).
Al contrario, lo smokeless tobacco usato in Nord e Sud America a le foglie
di Pan in India sono a maggior rischio, in quanto fortemente associate a
patologie oncologiche e cardiovascolari.
Per grandi linee questo è l'attuale status delle conoscenze sullo "smokeless
tobacco".
Indubbiamente, è una forma di consumo di tabacco che non ha effetti passivi,
ovvero non procura danno a chi ci è accanto.
Stefano
Dr. Stefano Fedele DDS, PhD
Section of Oral Medicine
Dept. of Odontostomatological and Maxillofacial Sciences
University "Federico II" of Naples
email: stfedele@unina.it
18/01/2004
Giorgio Tonet ci ha inviato :
da: http://www.lcnet.it/reticiviche/capena/manifestazioni.html
Capena Manifestazioni
S. ANTONIO ABATE
dell'Università Agraria, che ha preso il posto dell'antica Confederazione dei
Bovattieri, antichi affittuari delle terre del Monastero. E' una festa molto
suggestiva, celebrata soprattutto in onore degli animali.
La mattina molto presto, si accende davanti al sagrato della Chiesa di S.
Antonio, un enorme "ciocco" di ulivo, sul quale durante tutta la giornata ogni
cittadino di Capena va ad accendere le sigarette. L'uso del tabacco è recente,
infatti fino a pochi anni fa, c'era la tradizione di fumare, in rudimentali pipe
di coccio e di canna, aghi di rosmarino messi a seccare e poi tritati, di cui
una settimana prima si faceva razzia nei campi intorno al paese. Alcuni studiosi
hanno voluto vedere in. questa usanza una trasposizione dell'antico rito pagano
di gettare sul fuoco erbe odorose durante i sacrifici.
La parte singolare della festa è proprio vedere per Capena, tutti, anche i
bambini di pochi anni, fumare tranquillamente per tutto il giorno.
La sera della vigilia i bambini, con altarini improvvisati, fatti con cassettine
di legno, tappezzate di immagini sacre, con al centro un lumicino, vanno per le
case, cantando un'allegra filastrocca e sperando di ricevere qualche obolo.
Da Gea News di Gennaio :
Notizie dal forum
di MASSIMO D'ANGELI
Da La Repubblica: Trenta studentesse italiane su 100 fumano
http://www.repubblica.it/news/ired/ultimora/rep_nazionale_n_565125.html
Aaarrgggghhhh !!! Il femminismo,... "L'utero è mio e lo gestisco io". E i polmoni? e il cervello? Che donne! Fare gli stessi errori storici degli uomini fumatori non ha molto di femminile.
...e' facile agire quando sei in presenza di un cartello di VIETATO FUMARE che non viene rispettato dai presenti. Ieri sera io ho perso una battaglia, e la cosa mi ha fatto molto soffrire: ero andato, dopo il cinema, a mangiucchiare qualcosa con un gruppo di amici...(anonimo)
Dopo aver mangiato un po' potevi dire: "Questo cibo è ottimo... ma c'è una puzza di fumo!". Se il ristoratore se ne fregava ti alzavi e te ne andavi. Esistono anche i ristoratori sciocchi.
NON CREDO CHE IL FUMO FACCIA BENE, MA NON GENERALIZZEREI PENSANDO CHE CHI FUMA SIA IGNORANTE E NON CONOSCA COSA COMPORTI IL FUMO! IO SONO LAUREATO IN BIOTECNOLOGIE MEDICHE, MA CIO' NON TOGLIE CHE MI PIACCIA FUMARE. ESSENDO GIOVANE IO NON HO IL MINIMO PROBLEMA DI SALUTE FISICO, SESSUALE O PATOLOGICO. NON VOGLIO INCORAGGIARE NESSUNO A FUMARE, SO CHE FA MALE, MA NON A TUTTI. SECONDO ME E' MOLTO PIU' PERICOLOSO L'ALCOOL. DISTINTI SALUTI. TARANTO1906
Quando si tratta di negare la matematica, la fisica, la chimica, la biologia, la medicina, l'epidemiologia, la morte, lo stile diventa un fatto secondario. Queste cose le negano molti fumatori, restando però intrappolati e costretti a sconfermare 30 volte al giorno quello che hanno detto. In altre parole il fumatore (almeno quello che prende posizione) è la negazione di se stesso, è il contrario di quello che dice.
17/01/2004
Un'ipotesi: alcuni contagiati avevano iniziato a fumare da poco
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Soldati statunitensi durante la commemorazione per l'11 settembre (Reuters) |
IPOTESI FUMO - Secondo il Pentagono, una decina di casi di polmonite acuta, tra i 19 che hanno colpito soldati americani soprattutto in Iraq provocando almeno due morti, potrebbero essere stati causati dal fumo. Nove dei dieci soldati che hanno presentato livelli decisamente anomali di eosinofili (un tipo di globuli bianchi) avevano infatti iniziato a fumare da poco. Dei 19 militari malati di polmonite, quattro sono stati colpiti da una forma batterica dell'infezione. Dieci degli altri quindici casi, tra cui i due morti, hanno visto il livello degli eosinofoli crescere fino a undici volte più del normale. Il fatto di fumare, combinato con lo stress, la polvere e il caldo, potrebbe avere creato le condizioni favorevoli allo sviluppo della malattia.
16/01/2004
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Dal sito del Sole 24 ore : La sigaretta uccide in ventitrè modi
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La riduzione delle vittime del cancro al polmone è una sfida ancora aperta. Ogni anno questa neoplasia provoca 30mila vittime in Italia e 1,3 milioni nel mondo, e mentre cancro al seno, del colon e della prostata mostrano cifre in calo, il cancro al polmone è nettamente in aumento. «Il paradosso - osserva Umberto Veronesi, direttore dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano -, è che nonostante sia la forma tumorale della quale meglio conosciamo la principale causa scatenante, il fumo, è anche quella che più difficilmente riusciamo ad arginare». I dati. Il dato più inquietante è che mentre tra gli uomini la patologia ha segnato una riduzione del 15% negli ultimi 20 anni, in buona misura per merito delle campagne antifumo, le donne sono sempre più colpite e potrebbero presto diventare la popolazione più a rischio. La frequenza del tumore al polmone nella popolazione femminile è infatti aumentata del 30% in Europa e del 50% in Italia. Una tendenza che non accenna a calare: se oggi uccide 5.600 donne ogni anno, nel 2020 il numero potrebbe facilmente toccare quota 7.500. Non solo: «Il cancro al polmone non è l'unica conseguenza del fumo, il quale uccide in almeno altri 23 modi - avverte Carlo Cipolla, cardiologo presso l'Ieo, - perché alla sigaretta sono collegabili anche un altro 25% di neoplasie diverse, come il tumore al l'esofago, alla laringe e alla bocca, e almeno un 25% delle malattie cardiovascolari». Le contromisure. Per fronteggiare l'"epidemia" di tabagismo nelle donne l'Ieo ha approntato un piano d'azione in tre parti che investe sia l'informazione dei fumatori sia la ricerca. «La prima parte vuole riunire tutti i soggetti attivi nella lotta al tabagismo - spiega Veronesi - per dare, anche con l'aiuto di opinion leader, un messaggio forte a tutto il mondo femminile». Le fumatrici, soprattutto nelle fasce più giovani, sono infatti in aumento: se erano il 4,5% delle 15-17enni nel 1990, oggi sono almeno il 7%, mentre tra le diciottenni e le ventenni si è passati rispettivamente da 12,7% e 18% di tredici anni fa a 15% e 20% del 2003. A questo si affianca la moltiplicazione dei punti di consulenza per aiutare i fumatori ad abbandonare la sigaretta. La terza linea d'azione riguarda il recupero dei fumatori attraverso la diagnosi precoce con Tac spirale e Pet (vedi box) messa a punto dal l'Istituto tumori di Milano, in collaborazione con l'Ieo e l'Istituto San Raffaele. I ricercatori stanno reclutando altri 5mila volontari, tutti forti fumatori, da aggiungere ai primi mille. Se i risultati daranno ragione agli scienziati, la metodica potrebbe diventare uno strumento di prevenzione e di screening di massa efficace. La battaglia più agguerrita è però nell'informazione dei fumatori. «Oggi che l'associazione tra fumo e tumore al polmone è appurata - osserva Peter Boyle, epidemiologo all'Ieo che ha contributo all'elaborazione delle politiche europee contro il tabagismo -, non resta che persuadere le persone a smettere di fumare». Gli strumenti legali ci sono e alcuni Paesi hanno già preso provvedimenti: dal 1º ottobre 2004 in Irlanda sarà proibito fumare anche nei pub e dal 30 settembre 2003 il 30% dei pacchetti di sigarette distribuiti al l'interno dell'Unione dovrà ospitare scritte che informino sulle conseguenze del fumo e ne scoraggino il consumo. Nel 2004 potrebbero comparire anche immagini scioccanti delle malattie provocate dal tabacco. «Può sembrare un messaggio troppo forte - ammette Boyle - ma il pacchetto di sigarette è l'unico mezzo che abbiamo per comunicare con un fumatore». Guido Romeo
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Dalla Repubblica del 14 gennaio 2004 un articolo di Edoardo Borriello:
L'Italia diventa terreno di scontro per i colossi del tabacco.
La Philip Morris ha disdeto con due anni di anticipo il contratto di produzione di
sigarette con l' Eti (Ente tabacchi italianai) a partire dal primo febbraio
prossimo (scadeva il 31 dicembre 2005) mettendo a rischio 250 posti di lavoro
nello stabilimento di Bologna, che nel 2003 ha prodotto per Philip Morris
circa 16 miliardi di sigarette, pari al 40% dell'intera produzione Eti.
La collaborazione con l'Eti , che di recente è stata ceduta dal Tesoro alla
British American Tabacco ed è diventata Bat Italia, durava da anni.
"La decisione di Philip Morris " dice Francesco Valli, amministratore delegato
di Bat Italia ," più che dettata da un valore strategico, punta a mettere
in difficoltà un concorrente. In ogni caso, aggiunge , affronteremo la
situazione con senso di responsabilità. Abbiamo piani alternativi, in particolare
proporremo a Philip Morris di acquistare la fabbrica di Bologna ad un prezzo
simbolico".
Ieri Valli ha illustrato il business plan di Bat Italia, che prevede tra
l' altro un rilancio del marchio MS, che attualmente copre il 17% del mercato
nazionale di sigarette. Il piano di investimenti si svilupperà su due direttrici,
una commerciale che punta a incrementare le quote di mercato con più prodotti
e una industriale che prevede anche il rinnovo dei macchinari.
15/01/2004
Dalla Repubblica di oggi :
Inizierà dall’ambiente la battaglia
per il respiro
PNEUMOLOGIA
DI VINCENZO FOGLIANI *
I validi strumenti terapeutici e diagnostici non sono sufficienti a fermare il trend di crescita delle malattie polmonari a causa delle quali contiamo, ogni giorno, 200 decessi. L’impegno del prossimo anno non può essere rivolto che ad abbattere queste cifre. Per questo la Fondazione "Unione Italiana per la Pneumologia " (UIP), eserciterà nel 2004 forti pressioni sulle Istituzioni per modificare tutti i fattori che hanno forte influenza sulla salute dell’apparato respiratorio. Chiederemo un preciso impegno per migliorare le condizioni ambientali, per promuovere efficaci campagne informative e agevolare il controllo e il trattamento delle patologie respiratorie. L’obiettivo è di far includere la BPCO fra le malattie sociali.
Il numero dei soggetti con BPCO (più di 3 milioni), i danni soggettivi (18.000 decessi/anno), i costi a carico dei cittadini, delle loro famiglie e del Servizio Sanitario Nazionale (1.308,54 euro, costo medio/paziente) sono le principali motivazioni per richiedere un’indagine conoscitiva al Ministero della Salute. L’intento è elaborare proposte e soluzioni non solo scientifiche, ma in termini di modalità con cui la malattia, la prevenzione e la cura dovranno essere gestite dal Servizio Sanitario.
* Presidente Fondazione Unione Italiana
per la Pneumologia
14/01/2004
La campagna del dittatore Kim contro le sigarette
«I fumatori sono
i più grandi imbecilli del secolo»
Nord Corea, nella lista nera anche chi non sa nulla di informatica e di
musica
Farina Michele
Il facocero imbalsamato, che viene dallo Zimbabwe di Robert Mugabe, può
restare. Così come la limousine inviata da Mao e il coccodrillo, regalo
di Ceausescu. Ma dal Museo dell' Amicizia Internazionale di Pyongyang dovranno
sparire le casse di sigari targate Cuba e gli accendini d' oro donati, si
dice, da Saddam Hussein. Il nuovo motto della Corea del Nord infatti potrebbe
suonare così: atomica sì, sigaretta no. Mentre sventola al mondo la minaccia
nucleare, il dittatore salutista Kim Jong-Il lancia in patria una campagna
anti-fumo. Pance vuote, polmoni sereni: in uno dei Paesi più poveri del
mondo, dove dieci anni fa morirono di fame due milioni di persone, il regime
invita i cittadini a pensare alla salute. «Smettiamo di fumare e contribuiamo
alla costruzione di una poderosa nazione» ha detto alla televisione nazionale
Choe Ong-ju, il capo degli ispettori di igiene pubblica. Lo stesso Kim ha
dato il «la» alla campagna con queste dure parole: «I grandi imbecilli del
Ventunesimo Secolo si dividono in tre categorie. I fumatori sono la prima».
Così dicendo, il «Caro Leader» ha bollato 10 milioni di «sudditi». Su 24
milioni di abitanti, i fumatori sono il 40% (uno dei più alti tassi al mondo).
Non è escluso che la campagna tabagista di Kim sia nata da uno «spavento»
personale: negli ultimi mesi del 2003 secondo la stampa giapponese avrebbe
sofferto di seri problemi di salute. Suggestivo quanto improbabile pensare
a una «mossa» di avvicinamento al grande nemico americano, noto anche per
aver dichiarato una guerra senza quartiere al fumo. Dall' «Asse del Male»
all' «Asse dei no-smokers». I biografi dipingono Kim come un dittatore bon
vivant appassionato di tecnologia. Donne e sigari, cognac e primizie hollywoodiane
che si farebbe arrivare in dvd dall' America. Quando nel 2000, in uno storico
incontro, ricevette il segretario americano Madeleine Albright, le chiese
quale fosse il suo indirizzo email. Si vanta di avere sulla propria scrivania
tre computer. E infatti, oltre ai fumatori, la seconda categoria degli imbecilli
secondo il «Kim-pensiero» comprende chi non sa nulla di informatica (la
terza, chi non sa nulla di musica). Anche sull' informatica, come sul fumo,
Kim dà dell' imbecille al proprio popolo. Pochissimi possono permettersi
un computer in Corea del Nord. Il Paese non compare sulla mappa mondiale
di Internet (è l' unico a non possedere un «dominio» nazionale). Anche in
questo campo, il «cyberfeudatario» Kim tenta una campagna di modernizzazione.
L' Internet nordcoreana sarà inaugurata il 16 febbraio, il giorno del suo
62° compleanno. Il quotidiano francese Libération racconta che sarà una
rete minuscola (naturalmente sottoposta a filtri e censure), per pochi eletti,
appaltata a una società tedesca, la Kcc-Europe. I clienti potenziali, che
per collegarsi spenderanno 200 euro al mese, sono appena diecimila: è la
casta del prefisso 381, coloro ai quali il regime permette di telefonare
all' estero. Già, perché il cuore del sistema sarà in Germania: gli internauti
nordcoreani si collegheranno via telefono satellitare a una «centrale» posta
in un ufficio dell' ambasciata nordcoreana a Berlino. Un sistema un po'
improbabile, come il facocero di Mugabe. E anche, per usare il linguaggio
di Kim, un po' «imbecille». Michele Farina
13/01/2004
Dal Corriere della Sera del 12 gennaio 2004:
Bar e ristoranti, portacenere sempre pieni
Dal centro alla periferia i divieti raramente vengono rispettati. Molti
titolari ignorano le norme Da «Settimio all' arancio» chi ha il vizio deve
accomodarsi solo nella saletta in fondo. Dal Viminale al Tesoro, sigarette
accese ovunque.
Fumo. La legge contro il tabagismo entrerà in vigore tra un anno. Nella
maggior parte dei locali i clienti fumano indisturbati
Di Frischia Francesco
In bar e ristoranti della città per ora si fuma e parecchio. Il divieto
di accendere sigarette, sigari e pipe c' è, la legge entrerà definitivamente
in vigore tra un anno, ma dal centro alla periferia è cambiato poco o nulla:
in alcuni locali il tabacco è già bandito da 1-2 anni, in altri invece le
«bionde» imperversano come la pioggia durante un temporale e le salette
riservate agli amanti del fumo sono prive di impianti di condizionamento
o non sono a norma. I commercianti sono spaesati e spesso male informati,
mentre i clienti con il vizio, timorosi o spavaldi, predicano «comprensione»,
ma sotto sotto si sentono trattati come «appestati». «Quando vedo che qualche
cliente fuma lo invito a uscire - prova a giustificarsi Teresa Notegen,
titolare dell' omonimo storico caffè in via del Babbuino - Cerchiamo di
abituare i clienti ai nuovi divieti, ma per ora qui si fuma... anche perchè
ho due grandi finestre per il ricambio dell' aria». E infatti a pochi metri
dalla cassa, tra i tavolini alcuni giovani hanno tra le dita sigarette accese
e i portaceneri sono ovunque. «Quando scatterà il divieto, smetterò di fumare
in bar e ristoranti: in fondo non è una grave rinuncia, ma adesso che male
c' è? Fumano tutti». Stessa scena da Canova a piazza del Popolo: «Dobbiamo
rinnovare e abbiamo già diviso il ristorante in due sale per accontentare
i nostri clienti che per il 90% sono fumatori - spiega Gianluca Cupelloni,
il direttore del locale - e nel bar vorremmo fare lo stesso, se sarà possibile,
appena conosceremo bene quello che prevede la legge». Edwige Fabbri, bionda
quarantacinquenne, fuma un metro fuori da Canova: «Di solito evito in luoghi
chiusi - osserva - ma bisogna rispettare la libertà di tutti, mica solo
dei non fumatori». E un ragazzo con i capelli lunghi, Marco Baffi, 22 anni,
dopo avere preso un aperitivo, aggiunge: «Per ora fumo e non ho intenzione
di smettere, non sono mica un appestato». Ma la puzza di sigaretta? «A volte
capita di sentire dopobarba rivoltanti - risponde sorridendo - e nessuno
si lamenta...». Nuvolette bianche anche tra i tavoli di Settimio all' Arancio
nella via omonima: «Ma solo nella sala in fondo - sottolinea Lino Cialfi,
uno dei proprietari - le altre due sale sono "no smoking" e lo stesso faremo
nell' altro nostro ristorante in via Monte d' Oro». Anche nel bar Ciampini
a piazza San Lorenzo in Lucina fumano in molti davanti al bancone: «Nella
sala interna cerchiamo di fare rispettare il divieto, ma saremo inflessibili
quando entrerà in vigore la legge», promette Giuseppe Ciampini dimenticando
che le norme sono già in vigore. «Fumo libero» pure nel ristorante «Mario»
in via della Vite, tra le tante foto di volti famosi come Alberto Sordi
e Aldo Fabrizzi: «Abbiamo chiesto i preventivi per attrezzare una saletta
per fumatori - precisa Andrea Mariani, figlio del titolare - ma adesso i
clienti fumano, tranne gli americani, che escono sempre prima di accendere
una sigaretta. Per loro il fumo è diventato un tabù». Nel caffè Palombini
all' Eur c' è anche la tabaccheria: «Sapevo che il divieto scatterà ad aprile
- ricorda il responsabile Carlo Paolantoni - ma tanto, prima o poi, i lavori
li volevamo fare per attrezzare una sala nel giardino coperto: anch' io
andrò a fumare lì, finchè non smetto». Sono tre i cartelli «no smoking»
appesi ai muri del bar Espero in via Cardano, zona Marconi: «La gente fa
finta di non vederli - dice sbuffando la titolare Anna Veltro - ma la pazienza
sta per finire...». «E io fumo - replica Ernesto Lalli, 50 anni, uscendo
dal locale - Ma adesso non si può più nemmeno fumare? E che siamo su un
aereo? Se ti dà fastidio il fumo mi sposto un po' , così non ti arriva l'
odore. Va bene? Io non ho mica la lebbra, ho solo il vizio del fumo». E
da Tex bar in via Tuscolana il titolare Edoardo Santilli, che è pure un
fumatore, si mostra irremovibile: «Non farò i lavori: sapevo che il divieto
scatterà a giugno prossimo. Da quella data niente più sigarette!». In via
Tiburtina il ritornello non cambia nel ristorante «Sette camini»: «Da otto
giorni abbiamo una sala per fumatori senza aria condizionata - spiega un
cameriere - Qualche cliente fumatore se la prende con chi non fuma e viceversa:
purtroppo non tutti hanno messo a fuoco il problema, che però non è stato
ancora risolto». Forse la drastica decisione di vietare il fumo, presa 4
anni fa nello storico Caffe Greco in via Condotti, aiuta a capire. Di certo
non ha fatto diminuire i clienti. Francesco Di Frischia IN OSPEDALE «Troppo
fumo: ci vuole più civiltà» «Le legge sul fumo entrerà definitivamente in
vigore il 15 gennaio 2005 e quindi solo da quella data potranno scattare
i veri divieti e le inevitabili multe. Nel frattempo, però, è possibile
non fare fumare in bar, ristoranti e uffici aperti al pubblico chiamando
i carabinieri e appellandosi alle legge 626 del 1994, che spesso non è applicata
nel Lazio». L' invito viene da Giacomo Mangiaracina, esperto nazionale di
tabagismo, e tra i promotori dei corsi per togliersi il vizio. Secondo il
medico la 626 «impone al datore di lavoro l' obbligo di garantire la salubrità
del luogo di lavoro: se un cliente fuma, il locale non è più salubre e allora...».
Utilizzando proprio questa norma, che stabilisce standard e garanzie per
la sicurezza dei lavoratori, «nel Triveneto e in Lombardia gli ispettori
delle Asl stanno facendo multe a raffica - ricorda Mangiaracina - mentre
qui a Roma in ospedali e scuole, che dovrebbero essere luoghi modello di
vita e di salute, ancora si fuma troppo e i divieti continuano a essere
ignorati». Secondo l' esperto, che collabora anche con la Lega italiana
lotta ai tumori, «fino a oggi i fumatori hanno goduto di troppi privilegi,
ma la grossa partita contro il tabacco si giocherà sulla prevenzione - sottolinea
- Multe e divieti servono, ma da soli non bastano a vincere questa battaglia
di civiltà. Per questi motivi servono dalle istituzioni fondi e strategie
organiche. Gli slogan, da soli, sono come frecce spuntate». La filosofia
d' approccio al problema viene condivisa da Francesco Vaia, direttore sanitario
della Asl Roma-C, azienda che comprende anche il Cto e il Sant' Eugenio:
«È vero che negli ospedali si fuma ancora troppo, ma abbiamo portato avanti
molte campagne di sensibilizzazione per sradicare questa grave piaga - conclude
Vaia - Molti medici, infermieri e amministrativi hanno smesso di fumare
nei reparti e nelle corsie, ma è anche vero che ci sono ancora troppi indisciplinati
e troppi furbi, anche tra i pazienti e tra i loro parenti. Tutti, però,
devono essere consapevoli dei danni provocati dal fumo: le sanzioni non
bastano, serve maturità e cultura». F. D. F. NEI MINISTERI Dal Viminale
al Tesoro, sigarette accese ovunque «Qualche volta negli uffici dell' Interno
si è sfiorata la rissa», ricorda Marco Di Rigo della Cgil Una segretaria
ha scritto sulla porta della sua stanza: «Oasi protetta: vietato fumare»
Nelle austere stanze e nei marmorei corridoi dei ministeri, spesso più simili
a musei che a uffici, le sigarette sarebbero in teoria bandite: i cartelli
con la scritta «vietato fumare» sono frequenti come vedere impiegati, dirigenti
e segretarie con le «bionde» tra le mani. Di stanze riservate ai fumatori,
per ora, neanche l' ombra. Quelli che vogliono difendere i propri polmoni
dalla nicotina e coloro che, invece, li maltrattano con serenità o incoscienza,
finiscono per convivere tra falsa comprensione reciproca e fragili compromessi.
Le multe? Sono illustri sconosciute, come la neve all' ombra della Sfinge,
ma i responsabili che dovrebbero sanzionare chi trasgredisce preferiscono
fare finta di non vedere. «Qualche mese fa ho dovuto alzare la voce e minacciare
l' intervento dei carabinieri per fare allontanare un gruppetto di fumatori
incalliti», ricorda un portiere che sorveglia gli ingressi del ministero
del Tesoro in via XX Settembre. La poca sensibilità tra i tremila dipendenti
della storica sede è testimoniata dal botta e risposta, avvenuto un mese
fa, tra un impiegato con l' asma e un collega «armato» di sigaro: «Dai,
spegnilo, non riesco a respirare», ha chiesto il primo. «E perchè? Sto solo
intossicando i miei polmoni, non i tuoi», ha replicato il fumatore. Di solito
tanti scendono nel grande cortile con la sigaretta accesa, ma non mancano
i cartelli artigianali che invitano i colleghi a «respirare ogni tanto anche
un po' di ossigeno». Clima da far west, invece, al Viminale: «Qualche volta
si è sfiorata la rissa - ricorda Marco Di Rigo, delegato Cgil e assistente
amministrativo - I cartelli con i divieti sono dappertutto, ma si fuma dappertutto:
nelle stanze, nei corridoi, nei bagni e per le scale». Qualche mese fa una
quarantenne dell' ufficio forniture del ministero dell' Interno, per giustificare
la sua dipendenza, ha appeso un sibillino cartello sulla porta dell' ufficio
con su scritto: «Il fumo fa male ai bambini e ai mariti». Più duro l' annuncio
lasciato in un ascensore, sintomo dell' esasperazione di chi è assediato
dalla nicotina: «Se fumi rischi il cancro: ricordatelo!», ma il monito,
dopo qualche giorno, è stato stracciato. E quando tre mesi fa un addetto
al rispetto dei divieti, che dovrebbe addirittura multare i trasgressori,
entrando in una stanza ha sorpreso quattro impiegati avvolti da una nebbia
mefitica, con i portacenere pieni di mozziconi, è stato costretto a battere
in ritirata. «Non esistono spazi riservati a noi», gli ha replicato stizzito
uno dei fumatori. Scena analoga, ma risultato opposto quando una impiegata
ha fatto scrivere dal suo avvocato a una sua collega «intimandole di smettere
di fumare»: per paura di essere denunciata, la fumatrice ha diminuito il
numero di sigarette consumate in stanza. Per arginare il malcontento, al
Viminale in alcuni settori i tabagisti sono stati accorpati nelle stesse
stanze, «ma tutto si basa sulla buona volontà - aggiunge Di Rigo - e c'
è sempre chi se ne approfitta. Almeno per ora». Sono quasi finiti alle mani
pure in un ufficio al ministero degli Esteri: alcuni dipendenti, dopo ripetuti
inviti ai colleghi che fumavano come turchi, hanno adottato la linea dura.
Nonostante qualche tentativo di opposizione, chi ha il vizio ha ceduto.
Alla Farnesina i cartelli con i divieti vengono di fatto ignorati e la sigaretta
la fa da padrona, soprattutto nei grandi corridoi e nel faraonico androne
delle scale. Clima più disteso, ma stessi problemi ai ministeri dell' Ambiente
e delle Politiche agricole in via Cristoforo Colombo e via XX Settembre,
dove si sta cercando di individuare stanze riservate alle «bionde». Prima
di Natale, sentendosi minacciata dal fumo, una trentenne segretaria ha scritto
sulla porta del suo ufficio «oasi protetta: vietato fumare». Ma il rischio
estinzione non è finito. F. D. F.
Da Donna di Repubblica del 10 gennaio 2004.
Lo screening per individuare il cancro al polmone può aiutare a smettere
di fumare.
Lo sostengono i ricercatori della Mayo Clinic di Rochester, Minnesota,
in uno studio pubblicato sulla rivista Cancer. Gli studiosi hanno sottoposto
901 fumatori e 574 ex fumatori, di età superiore ai 50 anni e ad alto rischio
di tumore, a una speciale tecnica a raggi x. Hanno poi valutato la funzionalità
polmonare e i danni causati dal fumo. I risultati? Un ano dopo lo screening,
14 fumatori su cento - soprattutto coloro con una bassa funzionalità polmonare
- hanno abbandonato per sempre la sigaretta. "Anche se lo screening in sé
non è la soluzione per far togliere il vizio del fumo", sostengono gli studiosi,
"serve a far prendere coscienza dei rischi che le sigarette possono provocare"
E per aiutare i cittadini a conoscere e prevenire il cancro al polmone da
dicembre c'è una nuova guida promossa da Cittadinanzattiva - Tribunale per
i diritti del malato. "L'opuscono contiene informazioni sui fattori di rischio,
i sintomi da non sottovalutare e i consigli su come tutelarsi", dice il
segretario, Teresa Petrangolini. E' disponibile negli studi degli oncologici
e dei medici di famiglia, nelle farmacie comunali e nelle sezioni locali
del Tribunale per i diritti del malato. Per informazioni: www.cittadinanzattiva.it
oppure 06.367.184.44.
Dalla Repubblica del 10/1/04.
Le sigarette a basso contenuto di catrame
provocano ugualmente il tumore al polmone.
Londra. Comprare sigarette a basso contenuto di catrame nella speranza di
salvaguardare la salute è inutile. E' questa la conclusione di uno studio
americano pubblicato sul "British Medical Journal". Gli scienziati dell'Amercican
Cancer Society hanno analizzato il legame tra i valori della produzione
di catrame delle sigarette e l'incidenza del cancro ai polmoni in 364.239
uomini e 576.535 donne. Lo studio ha rivelato che il rischio di contrarre
il tumore era lo stesso tra fumatori di sigarette a basso contenuto di catrame
(7-14 mg) e fumatori di prodotti a medio contenuto di catrame (15-21 mg).
12/01/2004
Sento forte l'esigenza di cogliere l'invito di indirizzare ad altri amici quanto Giorgio Tonet ha voluto
farmi pervenire. Grazie, Giorgio.
Non si parla dei danni del fumo passivo, bensì di quelli possibili da "alcol
passivo".
********************
Una storia molto cruda
ma per favore leggetela così !
Magari ci entra bene in testa a tutti che a volte giochiamo con il fuoco e con
la vita di chi non ha nessuna colpa.
Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono
ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici.
Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, così ho
bevuto una Sprite.
Mi sono sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il
modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo
guidare,al contrario di quello che mi dicono alcuni amici.
Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto.
Quando la festa è finita, la gente ha iniziato a guidare senza
essere in condizioni di farlo.
Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria.
Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... qualcosa di
inaspettato!
Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice:
"il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco".
Mamma, la sua voce sembra così lontana...
Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le
mie forze, di non piangere.
Posso sentire i medici che dicono: "questa ragazza non ce la
farà".
Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo
immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità.
Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire...
Perché le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che
distruggeranno delle vite?
Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli
contemporaneamente.
Di a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere
forte.
Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e
guidare...
Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... la
mia respirazione si fa sempre più debole e incomincio ad avere
veramente paura...
Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata...
Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata,
qui, morente.
Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo...
Ti voglio bene e....addio.
xxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxxx
Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente
all'incidente.
La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista
scriveva... shoccato.
Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in
stato di ebbrezza.
Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli...
potresti perdere l'opportunità, anche se non bevi, di far capire a molte
persone che la tua stessa vita è in pericolo.
Questo piccolo gesto può fare la differenza.
Mandalo a tutti quelli che conosci
Dal sito della Philip Morris :
| Sulla dipendenza dal fumo |
||
Dati rilevati dalla Food and Drug Administration negli Stati Uniti |
|
Il fumo di sigaretta crea dipendenza. Queste sono le conclusioni della relazione del 1995 della Food and Drug Administration negli Stati Uniti sul fumo e la dipendenza:
Molte altre autorità sanitarie in tutto il mondo hanno riscontrato dati analoghi, e la conclusione è chiara: il fumo crea dipendenza.
| ||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Dal 1° gennaio distributori di sigarette disattivati dalle 7 alle 21
Su richiesta del Ministro della Salute Girolamo Sirchia l’Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato con circolare 2003/56933 del 24 dicembre ha disposto che dal 1° gennaio 2004 i distributori automatici di tabacchi lavorati dovranno essere disattivati su tutto il territorio nazionale, dalle sette alle ventuno, anche nei giorni festivi. Scopo del provvedimento è la tutela della salute dei minori di 16 anni che attualmente possono accedere in modo anonimo all’acquisto delle sigarette, vietato invece nelle tabaccherie.
Secondo la circolare l’installazione di macchine automatiche dotate di lettore della carta d’identità elettronica è facoltativa. Le modalità tecniche e le caratteristiche applicative dei relativi software di lettura saranno disciplinate attraverso specifico protocollo d’intesa tra istituzioni competenti e Associazioni di Categoria. I distributori dotati di tale sistema di lettura non saranno sottoposti a limitazioni dell’orario di funzionamento.
10/01/2004
Sempre da gea News di Dicembre :
Quando non fumare diventa Diritto
ROMA - La Lega contro i Tumori e il Comune di Roma affilano le armi per l'imminente 5 novembre, Giornata per i Diritti dei Non-fumatori (attenzione alla "N" maiuscola e alla "f" minuscola). L'argomento e' stato affrontato e discusso al Comitato tecnico scientifico per la prevenzione del Tabagismo e delle Dipendenze che fa capo afli assessorati Salute e Politiche sociali, ed all'assessorato alle Politiche ambientali. Anche lo scorso anno il Comune aveva aderito alla Campagna in difesa dei diritti dei non fumatori, ma questa volta si va oltre. I rappresentanti del Comitato si sono gia' incontrati con i coordinatori del Consiglio Comunale dei Bambini, un progetto in collaborazione con il CNR, condotto da un ricercatore (Dott. Tonucci) e con le scuole romane. Si parla di un convegno nell'aula Giulio Cesare del Campidoglio, alla presenza dei rappresentanti scolastici e nei prossimi giorni si definira' il tutto. Per informazioni ci si puo' rivolgere alla nostra redazione.
TORINO - Il 5 novembre, per sensibilizzare al rispetto dei diritti dei Non-fumatori, La Sitab Piemonte e Psicologiasalute hanno proposto una serie di iniziative a vari livelli: 1) è stato contattato l'ufficio marketing de LaStampa, per uno spazio ad hoc, in collaborazione con Pubblikompass, pubblicità progresso; 2) è stato proposto alla d.ssa MariaPia Brunato, assessore provinciale alla salute e alle politiche giovanili di coinvolgere gli studenti delle scuole medie e superiori, a cui proporre un test, "io e il fumo" sul sito www.psicologiasalute.ithtml est.html. Se il centro elaborazioni dati della Provincia è disponibile, si potrebbero avere i risultati relativi ai tabulati. Contattate anche la Regione Piemonte, Il Comune di Torino e l'UPP, unione delle province piemontesi. Per allargare l'ambito di promozione ai centri commerciali, la Ipercoop di Beinasco (Torino) è disponible a lanciare nella giornata uno slogan di sensibilizzazione e a continuare in seguito le iniziative per liberare dal fumo le grandi gallerie sempre affollatissime, Carrefour e Auchan saranno contattati.
09/01/2004
A proposito della
RIVOLTA DI PORDENONE
Marco Badiani ci ha scritto :
Ho fatto qualche riflessione in merito alla raccolta di firme fatta dai gestori di Pordenone per cambiare la nuova legge "antifumo" e
credo che davvero ci siano poche possibilità che la legge venga cambiata. Dubito che i nostri politici arriverebbero ad appoggiare una legge di divieto assoluto, sia per le solite reticenze ed interessi "particolari", sia perché a questo punto una legge del genere vanificherebbe gli sforzi di chi ha già allestito le aree separate e non credo che qualcuno si voglia prendere la responsabilità di dire a questi gestori " Scusate, ma avete speso del danaro per niente: non si fuma più da nessuna parte".
Non ho letto però nell'articolo di nessun referendum, pertanto la raccolta - non so come è stata organizzata ed esattamente a cosa è finalizzata - potrebbe anche avere come scopo l'approvazione di una nuova legge che si sostituisca a quella appena approvata. E consideriamo che una legge di divieto assoluto non ha bisogno di alcun lasso di tempo tra il momento dell'approvazione e quello dell'entrata in vigore, per cui, anche se è un'ipotesi molto ottimistica, essa potrebbe essere applicata addirittura prima di quella attuale. A mio avviso i rischi connessi a questa operazione sono molto ridotti, il problema secondo me è che la cosa è realisticamente poco fattibile.
Mi sembrerebbe invece molto più verosimile che si arrivasse di fatto ad un divieto assoluto, per libera iniziativa dei gestori delle attività di ristorazione. Se l'intera categoria prendesse una decisione unitaria ed ogni ristoratore si rifiutasse di allestire aree divise nel proprio locale si arriverebbe ad un divieto non proprio assoluto, ma di certo molto esteso. Forse dovremmo proporre un'azione di questo tipo. In questo caso i pochi locali che avessero comunque messo a disposizione dei clienti le aree per fumatori non potrebbero rappresentare una valvola di sfogo sufficiente per assorbire i fumatori in circolazione, pertanto è verosimile pensare che le attività in cui non si fuma non accuserebbero un calo, almeno significativo, dei clienti che fumano.
I motivi che potrebbero invogliare i gestori ad applicare il divieto totale mi sembrano principalmente tre:
la possibilità di lavorare in un ambiente più salutare;
evitare le spese per installare i costosi impianti di aspirazione dell'aria;
il timore che la 626 possa un domani rendere inutilizzabili le aree per fumatori se ci sono dipendenti.
Marco Badiani
Cinzia Marini ci ha inviato :
Dalla Repubblica del 2/1/04:
Prevenzione incendi, la norma in vigore a giugno.
Nuovo giro di vite anti-fumo a New York: il governatore Gerge Pataki ha
varato una legge che impone che tutte le sigarette vendute nello stato della
Grande Mela siano del tipo auto-spengente. Le cosiddette sigarette anti-incendio
sono fatte con cartine speciali che si spengono da sole se nessuno le aspira.
La nuova norma, ratificata l'ultimo dell'anno dal governatore, andrà in
vigore il 28 giugno 2004.
Le sigarette auto-spengenti mirano a prevenire incendi provocati da fumatori
distratti che le lasciano accese quando si addormentano o per altri tipi
di incuria. A New York incendi di questo tipo hanno provocato la morte di
199 persone tra il 1997 e il 2001.
Un nuovo amico, Paolo Gatto, mi ha mandato in anteprima un suo raccontino e mi ha autorizzato a postarlo qui per voi.Grazie mille, Paolo !
La sigaretta che non c’era
Ted Fumo è un ragazzino di valore. Se tra non molto potremo dire "C’era una volta il fumo" il merito è tutto di questo lentigginoso quattordicenne di New York che ha inventato la sigaretta che non c’era.
Tutto cominciò casualmente. Durante una trasmissione televisiva popolarissima negli States, difendendo il vizio del fumo, un noto imprenditore fece una battutaccia. "Per smettere di fumare," sghignazzò con sarcasmo, "ci vorrebbe una sigaretta… una sigaretta speciale: la sigaretta che non c’è". Tutti risero a questa spiritosaggine. Tutti meno uno: Ted Fumo, appunto, un cognome che ha molta dimestichezza con l’argomento, figlio affumicato di genitori italo-americani, fumatori incalliti.
Passarono circa sei mesi da quella trasmissione. Sei mesi dopo i quali mamma Susy divenne all’improvviso allergica alla sigaretta. Non appena ne accendeva una, cominciava a starnutire all’infinito e i suoi occhi spruzzavano schizzi di lacrime come una pistola ad acqua. Dopo altri sei mesi, ecco la spiegazione: nelle rivendite di sigarette fanno la loro comparsa le "Ted", nuove bionde (bionda è sinonimo di sigaretta) del tutto simili a quelle già in commercio ma con una caratteristica: alla prima boccata provocano fino a 707 starnuti.
"Da un punto di vista psicologico," spiegano gli esperti, "si tratta di una sigaretta che si può fumare all’infinito. Nessuno la vieta. Nessuno la sconsiglia".
Intervistati, i fumatori delle "Ted", si confessano. "Ho smesso di fumare perché ad ogni boccata m’innervosivo," ammette un tecnico informatico. "Ero diventato una specie di macchina degli starnuti". E una giovane impiegata incalza: "Ho resistito, ma dopo tremilionisettecentoquattordici starnuti mi sono arresa. Che dovevo fare?".
I medici sono contenti. Per anni ed anni hanno ammonito per lo più inascoltati che il fumo fa male, anzi uccide. Adesso tirano un sospiro di sollievo. Sostengono che smettendo di fumare la gente sta mettendo giudizio.
Ted per ora è soddisfatto. La sua invenzione va a ruba in ogni continente e il suo conto in banca cresce rapidamente. In attesa di diventare maggiorenne ha incaricato una società di consulenza aziendale di studiare il modo migliore per investire i guadagni in varie attività a cominciare dai musei del tabacco che avranno sede in tutto il mondo. E’ inoltre prevista la creazione di enormi complessi di agriturismo e di aziende agricole e industriali di nuova concezione che assicureranno continuità di lavoro a chi proviene dal settore del tabacco ormai in via di estinzione e circa centocinquemila nuovi posti di lavoro.
Insomma, la sigaretta "Ted" è una buona notizia tra tante altre che in questi giorni non ci piacciono affatto. "Anche in questa maniera," ha commentato Mary Belt, professoressa di matematica del ragazzino prodigio, "si possono scrivere le favole ai nostri giorni".
Paolo Gatto
E – mail:
pg.gatto@tiscali.itMail: Cas. Post. 6136 - V.le Mazzini, 101 - 00195 Roma Prati (Italy
)08/01/2004
Il fumo aumenta del 30%
il rischio di cancro al seno
Di Italiasalute.it
Secondo una ricerca americana, il rischio del cancro di seno per le
donne fumatrici è più alto del 30 per cento, ma una ricercatrice
britannica invita a considerare che l'alcol assunto dalle donne
esaminate potrebbe falsare la ricerca.
Lo rivela uno studio condotto da ricercatori statunitensi su 16.544
donne pubblicato su Journal of the National Cancer Institute.
Ricerche precedenti avevano fornito risultati più contraddittori. In
alcune risultava persino che il fumo potesse avere un effetto
protettivo. Lo studio coordinato da Peggy Reynolds, presso il California
Department of Health Services, è durato 4 anni ed ha coinvolto 16.544
donne, ed ha dato risultati inequivocabili: il fumo costituisce per le
donne una minaccia significativa.
Durante lo studio, durato dal 1996 fino al 2000, a 2.005 delle donne
esaminate è stato diagnosticato il cancro al seno. Le donne che si
definivano fumatrici abituali hanno avuto un rischio del 30 per cento di
contrarre il cancro. Coloro che hanno cominciato a fumare prima dell'età
di 20 anni, o che hanno cominciato a fumare almeno cinque anni prima
della loro prima gravidanza e che hanno fumato più a lungo sono quelle
che hanno avuto il rischio più elevato.
Le donne che avevano fumato e che poi hanno rinunciato alle sigarette
non hanno avuto un elevato rischio di cancro al seno.
Per quanto riguarda il fumo passivo dallo studio non è sembrato emergere
un particolare rischio di cancro al seno.
Quello al seno è la forma di cancro più frequentemente diagnosticata
nelle donne canadesi. Negli Stati Uniti, il cancro di seno è la causa
più comune di un terzo di tutte le morti per cancro, dopo il polmone ed
il cancro al colon. L'anno scorso, secondo i dati dell'American Cancer
Society, la malattia ha ucciso 40.000 donne.
Secondo i ricercatori lo studio realizzato getta una luce in più su di
un'area della ricerca dove si sono avuti risultati contraddittori. La
loro ricerca ha tenuto conto anche delle mutazioni genetiche che
potrebbero falsare i risultati scientifici circa il legame tra fumo e
cancro.
Il fumo di tabacco è in grado di veicolare numerosi e noti agenti
cancerogeni rilevati all'interno del seno delle donne fumatrici. Lo
studio tende a rifiutare, inoltre, la tesi contraria, secondo la quale
il fumo può influenzare gli estrogeni in modo tale da ridurre i rischi
di cancro al seno.
Secondo Peggy Reynolds ''L'esposizione al tabacco quindi potrebbe
rappresentare una delle poche vie di prevenzione disponibili contro la
malattia''.
Dal Regno Unito però si leva una voce scettica nei confronti del legame
tra cancro al seno e fumo. La ricercatrice britannica Valerie Beral, del
Cancer Research U.K., ha dichiarato alla BBC News Online che dalle
analisi condotte in tutto il mondo dal suo gruppo di studio emerge che
il fumo ha un piccolo o nessun effetto sul rischio di cancro al seno.
Secondo Beral i fumatori tendono a bere più alcol rispetto ai non
fumatori e nelle ricerche che associano il cancro al seno con il fumo è
difficile distinguere l'effetto del fumo da quello dell'alcol per le
donne fumatrici.
Da Gea News di Dicembre :
S
cienziato vendutoSi chiama Ragnar Rylander. Oggi è in pensione, ma è stato sino a poco tempo fa un emerito tossicologo, professore di igiene all'Università di Ginevra. Gli altri si chiamano Jean-Charles Rielle e Pascal Diethelm, medico ginevrino coordinatore del Centro d'informazione e prevenzione del tabagismo il primo, economista ginevrino da trent'anni alle dipendenze dell'OMS il secondo. Un giorno di marzo del 2001 i due, tramite un comunicato stampa, attaccano frontalmente Rylander accusandolo di una frode scientifica senza precedenti per essre da anni segretamente al soldo della Philip Morris e, in questa veste, aver condizionato, modificandola, la ricerca scientifica da lui condotta sugli effetti del fumo. Rylander reagisce d'istinto e querela i due per calunnia e diffamazione. Errore clamoroso. Chiamati a produrre la prova della verità Rielle e Diethelm aprono le cataratte di una straripante diga di documenti che i due sono riusciti a racimolare grazie anche al primo grande processo svoltosi negli Stai Uniti contro il gigante del tabacco. Penalmente la vicenda è sfociata in una sentenza del Tribunale federale (comunicata il 23 aprile di quest'anno ma le cui motivazioni non sono ancora state diffuse) che ha scagionato i due da qualsiasi addebito. Ma sostanzialmente la clamorosa svolta era già avvenuta tre mesi prima quando la Camera penale di Ginevra aveva messo nero su bianco i fatti finalmente svelati. Rylander era sotto contratto con la Philip Morris dal 1972. Un contratto tenuto ben nascosto (che complessivamente gli ha fruttato oltre 3 milioni di franchi) in base al quale egli sostanzialmente pilotava, tramite convocazioni ed esposizioni, simposi internazionali sugli effetti del fumo. Ma il suo 'capolavoro' lo ha perfezionato quando alcuni anni fa, nell'ambito di uno studio sulle malattie respiratorie nei bambini, modifico' una base di dati in modo che non si potesse stabilire alcuna correlazione tra il fumo passivo e la frequenza delle affezioni respiratorie. Un ' taroccamento' dei risultati che egli ha poi propagato nell'ambito di una conferenza internazionale. Una frode scientifica che la stessa Camera penale ha definito "troublante".
Fonte: Daniele Fontana, Regione Ticino, 2003.
Storia infame di un cammello
di ALESSANDRA EDONIDE FORTESCHI
"I'd walk a mile for a Camel" (Farei un miglio a piedi per una Camel)... è stato uno degli slogan più famosi della pubblicità americana, più precisamente della straordinaria, storica campagna pubblicitaria della Camel. E' proprio questo l'argomento di "Le avventure pubblicitarie di un dromedario", una vera chicca editoriale curata dal Musée de la Publicité di Parigi, edito in Italia da Lupetti - Editori di Comunicazioni s.r.l. Il libro passa in rassegna la costruzione del Mito, che va ben oltre il semplice consumo della sigaretta; esso mostra come, attraverso una serie di intuizioni geniali, uno staff di artisti nel campo dell'immagine e una costante attenzione allo sviluppo di nuove tecniche nel campo della pubblicità, nell'arco di settant'anni, la R.J.Reynolds Tobacco Co. sia riuscita a creare immagini che sono entrate a far parte della memoria collettiva di diverse generazioni. L'attaccamento dei consumatori al suo animale simbolo è tale che quando nel 1957 il dromedario venne ridisegnato, i più fedeli protestarono vivamente convincendo la R.J.R. a riprendere il vecchio disegno. Per i nostalgici, gli interessati ai fenomeni sociali o, più semplicemente i curiosi, si tratta di una lettura sicuramente interessante sotto ogni profilo, che ci riporta indietro nel tempo e ci consente di capire come, attraverso il collezionismo, l'arte e una buona campagna di marketing, una marca di sigarette può entrare nella leggenda.
Formare operatori penitenziari
di MARIA PIA TOZZI
La realtà del Tabagismo nelle carceri è un fenomeno di enormi proporzioni e che esiste da sempre, molto difficile da contenere sia per la tensione emotiva del soggetto, che per la condizione strutturale in cui versano questi individui. La maggioranza dei ristretti provengono da più etnie. Tali ristretti multietnici, a differenza delle popolazioni occidentali, dove fumare simboleggia benessere economico, sicurezza ed emancipazione, attribuiscono al Fumo significati più complessi. Per i latino americani e gli asiatici, avrebbe significati molto vicini al magico-religioso. Per altri gruppi invece, il fumare insieme ha significato di integrazione nel gruppo. E’ dunque complesso per un operatore sanitario o medico farne comprendere la nocività, e si evince quanto possa essere deleterio per chi non fuma e si trova a vivere forzatamente insieme in un ambiente chiuso. La ristrettezza aumenta l’emotività e fumare da la sensazione che la tensione si allenti, portando così un certo benessere psicologico e rilassatezza fisica. Tutti questi fattori ostacolano fortemente un approccio di prevenzione, ma ciò non toglie che non si possa fare nulla, anzi tra i compiti infermieristici, abbiamo quello primario che è l’educazione sanitaria. Si può attuare un programma di lavoro formando un èquipe composta da: medico, infermiere, psicologo ed anche il mediatore culturale. Il programma, attraverso lo sviluppo di precisi protocolli, deve permettere di attuare un tipo di comunicazione specifica, che consenta di entrare in relazione con questa particolare utenza. L’obiettivo che ci poniamo di raggiungere è quello di far ridurre almeno la quantità di fumo e soprattutto di far rispettare, dove è possibile la convivenza con gli altri. Sottolineo che nell’Istituto Regina Coeli di Roma, dove lavoro, vi è stata una certa attenzione al problema da parte di alcuni operatori penitenziari, che su richiesta di detenuti non fumatori, sono riusciti a trovare spazi riservati a loro, impresa non facile, ma proprio perché non facile ciò ha messo in luce la sensibilità delle Istituzioni, nel garantire comunque il rispetto per il prossimo.
07/01/2004
Spagna: cover illegali
di VALENTINA PAGANELLI
Anche i tabaccai spagnoli vendono copripacchetti per nascondere le avvertenze. Ci provano dappertutto ormai. La parola d'ordine e' incoraggiare i fumatori a ribellarsi e a coprire le avvertenze con i soliti cover magari distribuiti dalla stessa compagnia che produce il tabacco, o dai distributori di sigarette. I pacchetti di sigarette, che in Spagna sono vendute unicamente nelle rivendite sotto licenza governativa, possono essere ricoperte da vari modelli di copripacchetto che somigliano molto al pacchetto originale, con slogan alternativi al posto degli avvertimenti, del tipo "facciamoci una sigaretta". Alcuni tabaccai vendono degli adesivi da applicare sulle avvertenze. Tutto questo non e' legale, e può costituire una violazione del diritto comunitario (Direttiva Europea sui prodotti del Tabacco 2001 /37/EC), il quale prevede che "i testi delle avvertenze devono essere stampati in modo intangibile, indelebile e non dovranno in alcun caso esser nascosti, violati o tagliati da altre scritte o immagini o da copertura del pacchetto".
Fonte: The Guardian - Best case scenario for Spanish smokers, 1 Ottobre 2003
www.guardian.co.uk/international/story/0,3604,1052941,00.html
05/01/2004
Carla Terlizzi , a cui evidentemente piace molto ballare il tango argentino, ci ha scritto :
FUMARE O NON FUMARE
Questo e' il Problema
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03/01/2004
Dalla Repubblica del 30/12: Scozia e Irlanda, stop alle sigarette nei bub
Londra. E' il paese con il più alto tasso di fumatori, il maggior numero
di casi di cancro al polmone e la più bassa aspettativa di vita dell' Europa
occidentale: ma dal 2004 la Scozia vuol dare il buon esempio: il Parlamento
di Edimburgo sta per mettere fuori legge il fumo nei luoghi pubblici.
Niente più sigarette, sigari o pipe in pub, ristoranti, grandi magazzini. L' esempio
è New York, dove da 8 mesi vige un bando totale. Quello che preme al governo
scozzese sono i costi sociali dei danni da fumo: circa 13 mila vittime e
oltre 140 milioni di sterline (circa 200 milioni di euro) l' anno solo per
le spese ospedaliere.
Questa decisione riguarderà 12 milioni di persone.
Si assocerà l' Irlanda, che metterà fuori legge il fumo nei pub da febbraio.
Cinzia Marini ci ha inviato:
Fumo, tra i giovani consumi in calo
Dalla Repubblica del 30 dicembre.
Il consumo di sigarette è sempre alto, in media 11 al giorno, ma tra i giovani
il fascino del fumo sembra in lento ma costante calo. La situazione è sempre
d'allarme, ma i dati registrati dall'Istituto Superiore di Sanità nella
fascia d'età 15-24 anni, parlano chiaro.
Negli ultimi tre anni si è consolidata un'inversione di tendenza, ma la battaglia è tutt'altro che vinta.
Sono le ragazze, secondo l'indagine, quelle che iniziano a prendere maggiormente
le distanze dalle sigarette. Perché? La maggior diminuzione verificatesi
tra le giovani si legge nella relazione dell'Istituto Superiore di Sanità
può essere collegata ai messaggi che tendono a valorizzare gli effetti
benefici del non fumare per fini estetici?.
Ma c'è di più: un alto grado di assuefazione si instaura solo dopo molto
tempo, afferma l'Istituto Superiore di Sanità, e dunque i giovani fumano
più per imitazione, che per bisogno. Fra i minorenni, infatti, la dipendenza
da nicotina raggiunge raramente un livello considerevole e solo il 2,8 %
dei fumatori di 15-17 anni ha un ' alta dipendenza. A partire dai 18 anni,
invece, l'incidenza di fumatori con forte dipendenza aumenta, anche se si
mantiene significativamente inferiore rispetto alle fasce di età più mature.
Resta quindi la necessità di interventi mirati ai più giovani per evitare
che si instauri un rapporto di dipendenza dal fumo, ma il messaggio lasciato
dall'ISS è rassicurante:Si può quasi affermare , concludono gli esperti
dell?Istituto , che la dipendenza aumenta con l'età e che un alto grado
di assuefazione si instaura solo dopo alcuni anni. Inoltre, se si considera
che negli ultimi tre anni, nella fascia d'età 15-24 anni, i maschi sono
passati dal 37,7 al 32,6 % e le femmine dal 30,4 al 20,7%, si può presumere
che ci possano essere ampi margini di successo nella lotta al fumo tra i
giovani.
Dove acquistano le sigarette i minori? Secondo l'inchiesta dell'ISS il 35%
dei giovani dai 13 ai 17 anni direttamente dai distributori automatici.
E per loro, a partire dal 1° gennaio del 2004, sarà molto più difficile,
visto che le macchinette saranno blindate dalle 7 alle 21, festivi compresi.
Il provvedimento è stato deciso dall' ex Monopolio dell'Ente Tabacchi nei
giorni scorsi.
E' l'effetto di una nostra raccomandazione, suggerita dall'Unione Europea
,commenta il ministro Girolamo Sirchia , un provvedimento molto preciso,
in modo che i ragazzi di 14, 15 e 16 anni non possano comprare le sigarette
che il tabaccaio non deve dare. Spero che la gente capisca il valore della
prevenzione: non vogliamo limitare la libertà, ma richiamare l'attenzione
sul fatto che la salute è un bene primario che va difeso e non oltraggiato
da comportamenti stupidi e dannosi, che portano a complicanze irrimediabili .
02/01/2004
Chi non vuole o non può dividere i locali
basta che si attenga al divieto assoluto
Bar e ristoranti, stop al fumo
In arrivo multe salate per chi non rispetterà le nuove regole
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Intanto, a partire dal 1° gennaio del 2004, i distributori automatici di sigarette saranno "inagibili" dalle 7 di mattina alle 9 di sera. Lo stabilisce un'ordinanza dell'ex Monopolio Ente Tabacchi. Per i primi tempi la chiusura spetterà direttamente ai tabaccai, poi ai distributori verranno applicati i temporizzatori automatici. Nel prossimo futuro per comprare un pacchetto di sigarette si dovrà usare la "carta d'identità elettronica" che esclude dall'accesso alla macchinetta i minori.
Una lunga marcia, quella sul decreto che tutela i non fumatori, iniziata due anni fa, durante i quali ha subito innumerevoli stop. Prima la lobby trasversale dei fumatori in Parlamento. Poi la lunga "riflessione" del ministro delle Attività produttive Antonio Marzano che tentò di trovare una via d'uscita per i proprietari dei piccoli ristoranti, impossibilitati a dividere in due il loro esercizio. Superato lo scoglio Marzano con un nulla di fatto, di traverso si sono messe le Regioni, che reclamavano il loro coinvolgimento in virtù della competenza esclusiva nella gestione della salute sul territorio.
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Raggiunto l'accordo con le Regioni, mancava solo la firma del presidente del Consiglio. Che è arrivata qualche giorno fa. Così, a partire dalla metà di gennaio del 2004, gli oltre duecentomila esercenti di bar e ristoranti, se lo decideranno, dovranno rimboccarsi le maniche, iniziare i lavori e mettere mano al portafoglio. Il tutto per chiudere la partita prima dell'entrata in vigore del decreto.
Le norme, contenute in un regolamento di undici articoli, sono rigide: stanze per fumatori blindate, non di passaggio con le zone riservate a chi non ha il vizio delle sigarette. Adeguati sistemi di ventilazione forzata che producono 30 litri al secondo di aria supplementare per ogni persona che può essere ospitata nella sala riservata ai fumatori, sulla base di un indice di affollamento pari a 0.7 persone per metro quadrato. All'ingresso dei locali dovrà essere indicato il numero massimo di persone che la sala può ospitare.
Ma non finisce qui. La progettazione, installazione, manutenzione e collaudo degli impianti dovranno essere conformi alle norme previste e certificati da organi pubblici di controllo. E se i sistemi di ventilazione dovessero guastarsi o funzionare male, i locali per fumatori, di superficie inferiore alla metà di quella complessiva aperta al pubblico, verranno chiusi fino al termine delle riparazioni.
L'aria che proviene dai locali per i fumatori non è riciclabile e deve essere espulsa all'esterno attraverso impianti idonei e nel rispetto delle norme che regolano le emissioni di aria inquinata nell'atmosfera.
E se il proprietario di un bar non volesse o non potesse affrontare le spese per attrezzare un locale per i fumatori? Nessuna paura. Il decreto non obbliga l'esercente: la soluzione sarà che il locale verrà aperto solo ai non fumatori.
E se qualcuno volesse fare il furbo? Dovrà stare molto attento perché si annunciano multe salatissime, oltre alla chiusura temporanea dell'esercizio.
(28 dicembre 2003)
ROMA - "Ci abbiamo messo due anni. Potevamo impiegarci due mesi". Il ministro
della Salute Girolamo Sirchia, nonostante tutto, non nasconde la sua soddisfazione.
"Finalmente ci siamo messi al passo con i Paesi più evoluti dell'Unione
Europea. Il decreto sulla salvaguardia della salute dei non fumatori è un
atto di civiltà". E non perde l'occasione per rinviare al mittente le critiche
di un nutrito stuolo di parlamentari della Casa delle Libertà, che lo accusano
di prendere decisioni senza consultare i politici. "Non è che devo fare
per forza il ministro... Sono arrivato a 70 anni e ci tengo alla mia dignità.
Il mio dovere è tutelare la salute della gente, sono sempre stato di centrodestra
ma non per questo posso prendere posizioni che ritengo scorrette. C'è chi
non vuole che resti a fare il ministro? Ho la fiducia del presidente del
Consiglio, sarà lui a decidere quello che considera più utile".
Il cammino del decreto è stato lungo e tormentato.
"Il percorso è iniziato con il collegato alla Finanziaria dello scorso anno,
una decisione presa per evitare reazioni da parte di alcuni settori della
politica. Nel collegato un solo articolo che affermava il dovere di garantire
la salute di chi non fuma, un concetto inattaccabile perché il fumo è un
inquinante. Il secondo passo è stato quello di mettere a punto il regolamento.
Partendo dal principio che nei locali e negli uffici pubblici non è indispensabile
creare zone per fumatori, ma trovare spazi adeguati per proteggere la salute
di chi non fa uso di tabacco".
E se il gestore decide di ospitare anche i fumatori?
"Allora deve attenersi alle regole: spazi adeguati, aspiratori per chi fuma
e per le persone che lavorano in quel locale. C'è stata molta resistenza,
ma alla fine l'abbiamo spuntata. Il decreto andrà in Gazzetta Ufficiale
lunedì o martedì, poi ci sarà un anno di tempo per mettersi in regola".
Molte resistenze da parte dei ristoratori?
"Con loro c'è stato un dialogo molto franco. Mi hanno esposto i loro problemi,
abbiamo studiato insieme come risolverli. Gli ho mostrato anche la letteratura
europea sull'argomento che dimostra come nei locali dove non si fuma i clienti
non diminuiscono".
E le sanzioni?
"Serve un accordo tra lo Stato e le Regioni, pensiamo di vararlo entro un
paio di mesi".
Che situazione c'è negli altri Paesi dell'Unione Europea?
"I Paesi nordici sono più avanti di noi, mentre Gran Bretagna e Francia
sono in ritardo. In Grecia regole contro il fumo nei locali pubblici esistono,
ma nessuno le rispetta. Il Commissario europeo David Byrne ha espresso la
sua soddisfazione per il nostro decreto: mi ha detto che è stato costruito
con delicatezza, evitando reazioni violente come è successo in altri Paesi
dell'Unione Europea. Ma noi siamo avanti anche rispetto ad un altro problema
molto serio come la pubblicità occulta del tabacco. Da noi è proibita, mentre
in Germania è ancora permessa, con conseguenze gravissime sui giovanissimi.
Oggi ci collochiamo dignitosamente tra i Paesi più avanzati anche su questo
fronte. Mi rendo conto che la pubblicità delle multinazionali del tabacco
è appetibile per la stampa, i periodici e la televisione, ma il business
non si può fare a spese della salute delle persone e soprattutto degli adolescenti".
E a partire dal primo gennaio distributori automatici chiusi dalle 7 di
mattina alle 9 di sera.
"È una delle raccomandazioni dell'Unione Europea. Non ci siamo inventati
nulla. C'è stata un'ottima collaborazione da parte dell'ex Monopolio Ente
Tabacchi che ha accettato le nostre motivazioni. Ho un solo rammarico".
Quale?
"La tassa sulle sigarette. Ora non si può fare perché inciderebbe sul paniere
che determina l'inflazione. Ma sarebbe un deterrente fantastico per limitare
il consumo di sigarette tra i giovanissimi. Alcuni Paesi dell'Unione hanno
raddoppiato il prezzo del pacchetto. Negli Usa è stato triplicato".
VITTORIA !
Massimo D' Angeli ci scrive :
E' stato approvato il regolamento sul divieto di affumicare (Legge 3/2003) !!!!
Se ne trova notizia su "La Repubblica" di oggi (non so di altri giornali) http://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/cronaca/dodicimesi/fumostop/fumostop.html.
Vittoria ! Saluti a tutti, a Cristina Vatteroni, Cinzia, Melania, Giacomo, Marco Ramadori, Tiziana Ferro, Claudio Vargamini, Marco Badiani, Menotti, Giorgio Tonet, Cristina Marrai, Ezechiele, Massimo Peca, a tutti !
Massimo
Ed ecco per voi il testo integrale del decreto, tratto dalla Gazzetta Ufficiale:
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 23 dicembre 2003
Attuazione dell'art. 51, comma 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, come
modificato dall'art. 7 della legge 21 ottobre 2003, n. 306, in materia di
«tutela della salute dei non fumatori». (GU n. 300 del 29-12-2003)
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l'art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'art. 51, comma 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, e
successive modificazioni, in materia di «tutela della salute dei non
fumatori»;
Visto il parere espresso dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano
nella seduta del 24 luglio 2003 sullo schema di decreto del
Presidente della Repubblica recante «Regolamento di attuazione
dell'art. 51, comma 2, della legge 16 gennaio 2003, n. 3;
Visto l'accordo tra Stato, regioni e province autonome di Trento e
Bolzano sulla tutela della salute dei non fumatori, di cui all'art.
51, comma 2 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, sancito nella seduta
della Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, regioni e
province autonome del 24 luglio 2003;
Sulla proposta del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze;
Decreta:
Art. 1.
1. Il presente decreto recepisce l'Accordo tra Stato, regioni e
province autonome di Trento e Bolzano sulla tutela della salute dei
non fumatori, sancito nella seduta della Conferenza permanente per i
rapporti tra Stato, regioni e province autonome del 24 luglio 2003.
Art. 2.
1. Sono definiti nell'allegato 1, che costituisce parte integrante
del presente decreto, i requisiti tecnici dei locali per fumatori,
dei relativi impianti di ventilazione e di ricambio d'aria e dei
modelli dei cartelli connessi al divieto di fumare.
Roma, 23 dicembre 2003
p. Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Letta
Il Ministro della salute
Sirchia
Il Ministro dell'economia e delle finanze
Tremonti
Allegato 1
REQUISITI TECNICI DEI LOCALI PER FUMATORI, DEI RELATIVI IMPIANTI DI
VENTILAZIONE E DI RICAMBIO D'ARIA E DEI MODELLI DEI CARTELLI CONNESSI
AL DIVIETO DI FUMO.
1. I locali riservati ai fumatori, di cui all'art. 51, comma 1,
lettera b) della legge 16 gennaio 2003, n. 3 devono essere
contrassegnati come tali e realizzati in modo da risultare
adeguatamente separati da altri ambienti limitrofi, dove e' vietato
fumare. A tal fine i locali per fumatori devono rispettare i seguenti
requisiti strutturali:
a) essere delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati;
b) essere dotati di ingresso con porta a chiusura automatica,
abitualmente in posizione di chiusura;
c) essere forniti di adeguata segnaletica, conforme a quanto
previsto dai successivi punti 9 e 10;
d) non rappresentare un locale obbligato di passaggio per i non
fumatori.
2. I locali per fumatori devono essere dotati di idonei mezzi
meccanici di ventilazione forzata, in modo da garantire una portata
d'aria di ricambio supplementare esterna o immessa per trasferimento
da altri ambienti limitrofi dove e' vietato fumare. L'aria di
ricambio supplementare deve essere adeguatamente filtrata. La portata
di aria supplementare minima da assicurare e' pari a 30 litri/secondo
per ogni persona che puo' essere ospitata nei locali in conformita'
della normativa vigente, sulla base di un indice di affollamento pari
allo 0,7 persone/mq. All'ingresso dei locali e' indicato il numero
massimo di persone ammissibili, in base alla portata dell'impianto.
3. I locali per fumatori devono essere mantenuti in depressione
non inferiore a 5 Pa. (Pascal) rispetto alle zone circostanti.
4. La superficie destinata ai fumatori negli esercizi di
ristorazione, ai sensi dell'art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n.
3, deve comunque essere inferiore alla meta' della superficie
complessiva di somministrazione dell'esercizio.
5. L'aria proveniente dai locali per fumatori non e' riciclabile,
ma deve essere espulsa all'esterno attraverso idonei impianti e
funzionali aperture, secondo quanto previsto dalla vigente normativa
in tema di emissioni in atmosfera esterna, nonche' dai regolamenti
comunali di igiene ed edilizi.
6. La progettazione, l'installazione, la manutenzione ed il
collaudo dei sistemi di ventilazione devono essere conformi alle
disposizioni legislative e regolamentari vigenti in tema di sicurezza
e di risparmio energetico, come pure alle norme tecniche dell'Ente
italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettrotecnico italiano
(CEI). I soggetti abilitati sono tenuti a rilasciare idonea
dichiarazione della messa in opera degli impianti secondo le regole
dell'arte ed in conformita' dei medesimi alla normativa vigente. Ai
fini del necessario controllo, i certificati di installazione
comprensivi dell'idoneita' del sistema di espulsione, e i certificati
annuali di verifica e di manutenzione degli impianti di ventilazione
devono essere conservati a disposizione dell'autorita' competente.
7. Nei locali in cui e' vietato fumare sono collocati appositi
cartelli, adeguatamente visibili, che evidenziano tale divieto. Ai
fini della omogeneita' sul territorio nazionale, tecnicamente
opportuna, tali cartelli devono recare la scritta «VIETATO FUMARE»,
integrata dalle indicazioni della relativa prescrizione di legge,
delle sanzioni applicabili ai contravventori e dei soggetti cui
spetta vigilare sull'osservanza del divieto e cui compete accertare
le infrazioni.
8. Nelle strutture con piu' locali, oltre al modello di cartello
riportato al punto 7, da situare nei luoghi di accesso o comunque di
particolare evidenza, sono adottabili cartelli con la sola scritta
«VIETATO FUMARE».
9. I locali per fumatori sono contrassegnati da appositi
cartelli, con l'indicazione luminosa contenente, per le ragioni di
omogeneita' di cui al punto 7, la scritta «AREA PER FUMATORI».
10. I cartelli di cui al punto 9 sono comunque integrati da altri
cartelli luminosi recanti, per le ragioni di omogeneita' di cui al
punto 7, la dizione: «VIETATO FUMARE PER GUASTO ALL'IMPIANTO DI
VENTILAZIONE», che si accendono automaticamente in caso di mancato o
inadeguato funzionamento degli impianti di ventilazione
supplementare, determinando la contestuale esclusione della scritta
indicativa dell'area riservata.
11. Il locale non rispondente, anche temporaneamente, a tutte le
caratteristiche tecniche di cui ai punti precedenti non e' idoneo
all'applicazione della normativa di cui all'art. 51 della legge 16
gennaio 2003, n. 3.
Tempi duri per i fumatori.
Dopo gli ammonimenti di medici e mass media,
da qualche tempo ci si sono messi anche i pacchetti: non è una novità che
su ogni scatola di bionde campeggino scritte inquietanti. Ma qualcuno
ha pensato di correre in aiuto di chi ancora fa fatica ad abituarsi.
E' tornata a divampare, infatti, la moda dei portasigarette.
D'oro, d'argento o di smalto, già ai primi del 900 erano oggetti irrinunciabili per i gentiluomini.
Da pochi mesi, stilisti e marchi, noti e meno noti, si stanno sbizzarrendo
per crearne di tutti i tipi. Dal modello più economico in plastica colorata
disponibile presso tutti i tabaccai a poco più di un euro, fino al trendyssimo
astuccio in pelle di coccodrillo rifinito in argento e completato da porta
accendino, che Yves Saint Laurent propone a 259,60 euro. Anche Valentino,
Cartier, Luis Vuitton e Gucci si sono cimentati nella creazione di questo
oggetto. Dai più discreti e classici neri, marroni o ecrù fino alle sfiziose
fantasie con inserti tartan, di gran moda quest'anno. Non c'è che l'imbarazzo
della scelta e del prezzo, che varia dai 50 ai 200 euro.
Occhio non vede, cuore non duole. Chissà se anche i polmoni la pensano nello stesso modo.
Simili atteggiamenti si riscontrano spesso negli articoli che parlano di
problematiche fumo correlate. I poveri fumatori sono compatiti perchè perseguitati
da scritte iettattorie e funebri, perchè sono ghettizzati, perchè a breve
non ci saranno più luoghi dove fumarsi una sigaretta in santa pace. Ma dei
milioni di non fumatori che da anni subiscono il fumo passivo qualcuno si
è mai preoccupato?
Per quanto riguarda le scritte, sono state inserite sui pacchetti di sigarette
in base ad una normativa europea e forse i fumatori non comprano i copripacchetti
dal tabaccaio perchè possono scaricarli da internet. In altre occasioni
sono circolati in lista siti internet molto istruttivi in proposito.
Tra le tante scritte ho letto anche: il fumo provoca impotenza. A questo
proposito immagino che tutti ormai conosciate la barzelletta di quel fumatore
siciliano di mezza età che va dal tabaccaio e compra un pacchetto di sigarette.
Il tabaccaio gli porge un pacchetto con questa scritta. Il fumatore lo guarda,
legge la scritta, se lo rigira un po' tra le mani e poi lo restituisce al
tabaccaio dicendo:" Dammi quello che fa venire il cancro".
L'effetto di queste scritte è controverso. Ho letto interviste di fumatori
che dopo averle lette hanno smesso di fumare, o le hanno coperte, o hanno
toccato ferro. Sono certa che ormai tutti sappiano che fumare fa male ai
fumatori stessi e a quelli che stanno loro vicino, ma poiché parliamo di
una dipendenza alla stregua di qualunque altro tipo di droga forse la strada
da ricercare per farli smettere è diversa.
Eccomi di nuovo con Voi.
BUON 2004 A TUTTI !!!
Durante il mio periodo di assenza mi hanno scritto in molti.
Tra gli altri lionheart ( lionheartff8@libero.it )
Ciao amico......
La storia che leggerai è vera.l'ho fatta con passione e foga,quindi in alcuni punti sarà sgrammaticata,e lessicalmente scorretta.spero che tu voglia leggerla e pubblicarla.
non uso nomi perchè....non so...penso perchè non voglio che si sappia se non da persone che conoscono già questa storia.
Sono un diciassettenne che ha perso il padre tre anni fa........è morto di infarto a 46 anni....
Mio padre era un gran fumatore,nonchè un buon bevitore......Mia madre lavora in camera operatoria,i due si erano separati quando io avevo 3 o 4 anni.Fatto sta che poi si era ri-sposata con un altro,questo lavorava in rianimazione.
A mio padre l'infarto è venuto il 28/06 il giorno dopo era il mio compleanno,è stato in coma per 9 mesi, nei quali Il partner di mia madre doveva assisterlo,visto che lavorava li.....non l'ho mai detto a nessuno.....ma penso che questo fatto mi abbia dato molto fastidio.....in questi nove mesi sono andato a trovarlo due volte,la prima subito dopo che il fatto era compiuto,e grazie ad un trattamento di favore perchè altrimenti avrei dovuto aspettare il giorno dopo.....e non so se avrei retto........era collegato a varie macchine, evito di farti i nomi perchè come direbbe mia madre è da definire deformazione professionale,infatti vivendo sotto lo stesso tetto con due medici,alla fine sai un po di cose.....comunque....fili ovunque,ma all'apparenza sembrava che dormisse.....fatta eccezione per due grosse macchie rosse sui pettorali,ea forma di U al contrario..Ancora prima di fare la domanda sapevo già che cosa erano,ma lo feci lo stesso.....erano le piastre elettriche......erano rimarcate più o meno negli stessi punti......aveva dovuto subire questo per tre volte....lo so perchè si vedeva dai segni.....Però era sempre lui,dico non come era dopo....cioè....poi ti spiego.Mi chiesi cosa fosse successo, e poi lo chiesi anche al partner di mia mamma,perchè una persona così giovane di solito si salva ...cazzo..e invece ...la storia è questa....Era da una cliente....faceva il mobiliere,e allora andava a portare i mobili in casa della gente.....poi gli è venuto l'attacco,e così è andato in arresto cardiocircolatorio....ossia non andava sangue al cervello....quella donna che era li(non gliene faccio una colpa.......o almeno non credo) si è fatta prenderte dal panico,e ha chiamato l'ospedale dopo cinque minuti.l'auto ambulanza ci ha messo 7 minuti ad arrivare.il cervello è rimasto senza ossigeno per 12 minuti....questo è stato il problema.Infatti sapevo benissimo che se il cervello rimane per così tanto tempo senza ossigeno,vuole dire che ci saranno quasi sicuramente danni permanenti.....mia madre mi disse che non c'erano quasi probabilità che si risvegliasse,ossia sarebbe rimasto in stato vegetativo per lungo tempo....ma così non andò.....Non riuscii piu ad entrare dove era lui...perchè.....non so....paura....rabbia....scock....non lo so e non volli più entrarci stavo male...per sei mesi rimase in stato vegetativo....poi si svegiò.
Aspettai ancora un mese e poi andai atrovarlo.....era in uno stato pietoso,aveva il pannolone,aveva buchi nella memoria di anni....sapeva chi ero,ma diceva di avere un altro figlio......NON AVEVA ALTRI FIGLI CAZZO! pensava di abitare in un altro posto,dove aveva abitato anni prima.....poi ho guardato l'aspetto fisico.....L'uomo che conoscevo no c'era più .....mi avevano abituato aparole ,mi avevano detto come sarebbe stato....ma vederlo li era un'altra cosa,i muscoli possenti delle gambe si erano ritirati per inattività....le braccia erano sottilissime,abituato a maneggiare mobili era sempre 'palestrato' non poteva essere vero.......era 1 e 80 ma li sdraiato sembrava 1e 20....non capisco....poi mi disse un monosillabo che usava per incitare la gente a parlare..... o quan c'era qualcosa .mi disse : OuH! da li non mi ricoprdo più niente, il resto l'ho rimosso,so solo che poi ero di nuovo nel corridoio che camminavo e stavo andando in bagno....mi veniva da vomitare....neanche questo l'ho detto a nessuno,ossia che mi sono andato a lavare la mano con la quale avevo toccato la sua....e cercavo di convincermi che non era lui....ma era una sfida persa ovviamente.....Di nuovo non riscii più ad entrare in quella stanza.....stesso motivo.....ossia...non lo so.Dopo un altro mese è morto in un'altra clinica.....per un nuovo infarto....quel giorno tornai a casa da piscina neanche tanto arrabbiato,e in cucina vidi mia madre che era su una sedia con la testa china...poi il suo compagno mi disse di andare in camera....io andai....non pensavo mai più...mezzora dopo entrarono in camera mia.Mia mamma stava ancora un po piangendo.....perchè comunque (mi disse poi) aveva amato quell'uomo.e mi dissero il fatto.uscii e andai in giardino.....tagliai tanta legna da farmi venire le vesciche,mentre piangevo....
Dopo 5 o 6 mesi stavo bene...più o meno almeno...c'è da dire che mio padre lo vedevo solo una volta ogni 15 giorni,quando ero ancora vivo...e sentii meno la mancanza di altre persone come te ....Non sono mai andato a vedere la tomba se non il giorno del funerale....non me la sento....
Questa più o meno è la storia completa....mancano un po di parti ma un giorno o l'altro dirò anche quelle......
Ti ringrazio per avere ascoltato la mia storia.....così completa non l'avevo mai detta a nessuno...
In conclusione io reputo il fumo la causa primaria dell'ictus di mio padre,oltre all'alcool.non so se è vero....però penso di si.Infatti le ostruzioni sono dovute anche a quello.se e quando vuoi rispondimi e se e quando vuoi potresti metterla sul tuo sito.Non ho nulla in contrario a che tu tolga parti,o che riassuma. però il mio messaggio a giovani come me e meno giovani è il seguente:
IL FUMO NON PORTA A NULLA DI BUONO SE NON AD UNA MORTE PREMATURA:SE VI VOLETE AMMAZZARE.....FATE PURE!!!!
ai giovanissimi,invece che stanno accettando la prima sigaretta della loro vita...
MA COSA VOLETE FARE PENSATE DI ESSERE PIU' GRANDI CON QUELLA SIGARETTA IN MANO???...SIETE SOLO PIU' STUPIDI!
E ora un saluto generale, e un Tanti Auguri di buon Natale.
BY Blade






