UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








22/12/2003

B U O N      N A T A L E !!!

Domattina parto: vado giu' da mia sorella a passare il natale con Lei. Da quando non c'e' piu' papa' non mi sembra Natale....ancora non riesco a farmene una ragione. Tra pochi giorni fara' un anno da quando Papa' e' morto. Questo e' il significato di questi giorni per me.

A tutti voi, cari amici che mi sate seguendo col vostro affetto, porgo i migliori AUGURI per il Santo Natale e per un FELICE ANNO NUOVO :

Riaccendero' questo PC, spero, ai primi dell' anno nuovo. Spero di ritrovarvi in molti.

UNA BELLA NOTIZIA:

Oggi Stefano mi ha scritto :

Ciao,
tanti cari auguri di Buone Feste e buon proseguimento nel tuo lavoro alla
lotta contro il fumo.
Credo di esserne uscito per sempre, non pensavo di farcela invece adesso
non sento quasi più il bisogno di fumare. Credo proprio di aver oltrepassato
il punto più pericoloso. Adesso per le Feste starò attento a non cadere
in tentazione.
Di nuovo cari saluti e auguri
Stefano











Marco Badiani, con la sua Aria Pulita, si sta muovendo davvero !

Ben fatto, Marco !

Nei primi mesi di vita di questo blog io ci ho provato con Aldo Forbice ; gli ho mandato un paio di e-mail che lui ha regolarmente ignorato. Ti auguro di avere piu' fortuna, Marco !

Ho inviato a Maurizio Costanzo la seguente proposta di argomenti di discussione con l'invito di trattarli nel "Maurizio Costanzo Show". La stessa l'ho spedita anche a Bruno Vespa per "Porta a porta", Gad Lerner per "L'infedele" e Mario Giordano per "L'alieno".
Sono indeciso se inviarla anche a Giuliano Ferrara per la trasmissione che conduce su La7, "Otto e mezzo". Cosa ne dite?

Ho inoltre scritto a "Le iene" chiedendo un'indagine sul perché si fuma mentre si mangia, sul motivo per cui in pubblico si perde l'educazione che in privato fa chiedere "posso fumare?" e sull'assenza di controlli dell'applicazione delle leggi di divieto ( sono gli ultimi tre punti della stessa lettera).

Marco Badiani



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Gentile Dottor Costanzo,
come ben saprà è ormai imminente, dopo lungo e complesso iter, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del "regolamento" della legge "A tutela dei diritti dei non fumatori" n.3 del 16 gennaio 2003 (esso fisserà i parametri per la divisione delle aree per fumatori e non fumatori, descriverà le caratteristiche degli impianti di aspirazione eccetera), pubblicazione dalla data della quale decorreranno i dodici mesi previsti per l'entrata in vigore della normativa stessa.
Personalmente giudico questa legge un segno indiscutibile di progresso ed un importantissimo passo in avanti per quanto riguarda il rispetto dei diritti civili, tuttavia trovo che essa lasci irrisolti alcuni problemi. Colgo così l'occasione per suggerire dei temi di discussione che potrebbero essere affrontati durante una o più serate della sua trasmissione, alcuni inerenti alla nuova legge, altri riguardanti le leggi vigenti in materia di limitazione del fumo o riflessioni di carattere più generale. Come potrà constatare gli argomenti che propongo affrontano anche problematiche inedite, o quantomeno molto trascurate, ed a cui non mi risulta siano state finora date delle risposte esaurienti, pertanto credo che potrebbero dar vita ad un dibattito interessante e dagli sviluppi imprevisti.
In attesa della sua risposta porgo i miei più cordiali saluti.

Marco Badiani
PISA


Aria Pulita - Associazione Non Fumatori - ONLUS
www.nonfumatori.it/ariapulita




























21/12/2003

Anche Giacomo ci ha scritto :

Vi siete chiesti ad esempio perchè i fumatori condannano il Fumo ma continuano a fumare? In effetti la cosa più importante non è tanto quella di "smettere di fumare", quanto di mantenersi non fumatori; alcuni ci riescono dopo diversi tentativi. E' normale. Basta non considerare la ricaduta come una sorta di "fallimento". Dunque mai demordere e ritentare. Un atto di maturità è quello di chiedere aiuto. Tenendo presente che il rapporto con la sigaretta non è razionale, ma emozionale: dunque è questo l'ambito con cui dovremo fare i conti.

In tal senso si pronuncia anche Sindacovero: alla sigaretta è difficile rinunciarvi non fosse altro che ad essa si legano molti momenti della giornata tipo. La sigaretta per me, purtroppo, è caratterizzata da un preciso momento a cui essa è associata; ne consegue che il gesto è ormai automatico quando sono in pausa al lavoro, quando ho finito di bere il caffè, quando sono teso il che mi permette di fermarmi un attimo, e quando ci sono i momenti "morti" della giornata. Il fatto di smettere di fumare non deve essere un'obiettivo, ma l'inizio di una nuova vita, perchè un fumatore senza sigaretta deve assolutamente impostare la quotidianità in modo assolutamente diverso per non trovarsi nelle situazioni canoniche di accendersene una.

Qualcuno ce la fa per amore dei propri figli, come nel caso di Elisabetta: a ottobre saranno 2 anni che ho smesso di fumare e non è stato semplice per me che fumavo da più di 20 anni. Nella mia mente questa idea è maturata lentamente, mi sono resa conto di essere schiava di un piccolo rotolino che stava tarlando la mia salute e quella dei miei figli; piano piano la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la tosse della mia bambina, perchè nonostante gli aereosol gli antibiotici e le cure varie la sua tosse peggiorava: è stato in quel momento che mi sono guardata dentro e mi sono detta: "che razza di mamma sono? che non riesco a salvaguardare la salute dei miei figli?".
E anche di Betel IT: Da 30 sigarette al giorno a 0, cinquanta giorni fa. La prima settimana è stata un martirio, la seconda un dolore, la terza un fastidio, la quarta una nostalgia profonda... ogni tanto mi torna in mente quel gesto così familiare, che piano piano lo è sempre di meno. La mia bimba di nove anni mi dice di essere orgogliosa di me: c'è forse un incentivo migliore di questo? Adesso respiro dalla bocca, dal naso, dalla pelle, dai capelli e dal sorriso. E di gente che fa il tifo per me ne ho trovata tanta. Non ci credo ancora... ma ci si sente liberi davvero.

Sicuramente un grande atto d'amore, quello che queste due donne ci hanno offerto. Per smettere di fumare serve un grande motivo? Loro ce lo avevano. Occorre una ferrea volontà? Loro l'hanno avuta.
E speriamo siano di esempio per tanti altri





Massimo D'Angeli ci ha scritto:

Se si distingue il sentimento dal peso oggettivo dei fatti, vediamo che
messi insieme i fumatori SONO peggio di molti.  I fumatori e le fumatrici
italiani sono quelli che uccidono ogni giorno 8 non-fumatori.  I pedofili
messi insieme fanno altrettanto ?   Non si distingue la paglia dal piombo.
Questi pensano che la droga sia peggio del tabacco, sono come il Cardinale
Bellarmino: Galileo gli disse "Cardinale, guardi nel telescopio e vedrà la
prova che la Terra gira intorno al Sole", il Cardinale non volle guardare.
Allo stesso modo costoro (ammansiti dai media)  ***non guardano*** il
contenuto delle camere mortuarie degli ospedali, non guardano i dati sulla
mortalità, eccetera.

MD












19/12/2003

Vi posto un messaggio apparso nella bacheca di www.fumo.it e trasmessoci da Cinzia.


E' vero che il fumo fa male ma i farmaci nebulizzati sulle piantagioni di
tabacco sono altrettanto nocivi, arrecano forti danni alla salute di chi
lavora nei campi e di chi sfortunatamente abita nelle aree dove c'e' una
forte produzione di tabacco e inquinano fortemente l'aria. Sto parlando
dell'Umbria, in particolare dell'Alta Valle del Tevere. Nel mese di agosto
le piantagioni di tabacco che coprono una vastissima area arrivano al punto
giusto per essere colte. Per evitare la formazione dei fiori vengono nebulizzati
veleni nocivi che spesso hanno portato alla morte per cancro chi lavora
nei campi. Il tasso di inquinamento dell'aria e' molto elevato, la popolazione
e' costretta a chiudersi in casa per l'aria irrespirabile. La maggior parte
dei massimi esponenti delle amministrazioni locali sono possessori di piantagioni.
I contadini sono costretti a tacere perchè è lavoro che li fa vivere. Ma
spesso rimangono svenuti nei campi. Le Usl non hanno strumenti utili per
intervenire su chi abusa nell'uso dei farmaci. Si p arla di fumo ma di veleni
che servono a far crescere le piante di tabacco non si sa nulla ma si continua
a morire.




















18/12/2003

ADNKRONOS -17/12/2003 - 14.31

 

AGRICOLTURA: UE, SUL TAVOLO DEI MINISTRI LA QUESTIONE TABACCO - OGGI LA PRIMA TRATTATIVA CON FISCHLER SUL NODO RIFORME

 

Bruxelles, 17 dic. - (Adnkronos/Aki) - E' iniziata questa mattina una delle riunioni piu' impegnative per i ministri europei dell'agricoltura e della pesca. Un lungo 'tour de force' che potrebbe anche finire venerdi' e che vedra' il Consiglio Ue presieduto dal Ministro per le politiche agricole Gianni Alemanno affrontare una prima, difficile trattativa sulla riforma proposta da Bruxelles per le sovvenzioni ai prodotti del mediterraneo: tabacco, olio, cotone e luppolo. Sul fronte della pesca, che si aprira' da domani, il Consiglio Ue dovra' invece concludere il negoziato sull'attribuzione dei Totali Ammissibili di Pesca (Tac) per il 2004. Sulla base della proposta della Commissione e nel quadro del suo piano per la ricostituzione degli stock ittici nell'Atlantico e nel Mare del Nord, bisognera' infatti fissare le riduzioni delle catture per alcune specie a rischio di estinzione. Un negoziato che anche la delegazione italiana seguira' da vicino e non solo in quanto presidente di turno. In futuro, infatti, gli stessi principi che Bruxelles vuole applicare per proteggere le risorse ittiche di quei mari, potrebbero interessare anche la pesca italiana. (segue) 

ADNKRONOS -17/12/2003 - 14.33

 

AGRICOLTURA: UE, SUL TAVOLO DEI MINISTRI LA QUESTIONE TABACCO (4) - LA SFIDA, TRASCINARE I PAESI SUL FRONTE DEL NO AI TAGLI

 

(Adnkronos/Aki) - Il Ministro Alemanno e' giunto a Bruxelles forte di una posizione comune raggiunta con tutti i rappresentanti della filiera tabacchicola italiana. Sul versante europeo, poi, le critiche alla riforma anti-sovvenzioni sono condivise anche da Grecia, Spagna, Portogallo e Francia, i paesi produttori che con Roma, lo scorso novembre, avevano inviato al commissario all'agricoltura Franz Fichler una lettera in difesa del settore. Ampliare il fronte del 'No' alla riforma. E' questa la posta in gioco per la delegazione italiana che oggi portera' avanti la sua 'operazione convincimento' nei confronti dei partner, soprattutto nord europei, piu' favorevoli alla proposta di Bruxelles. E, da questo punto di vista, non sono escluse delle aperture. Mentre Svezia e Danimarca, che identificano la riforma con la crociata europea anti-fumo, sembrano piu' inflessibili sulla necessita' di tagliare gli aiuti per la filiera, Germania e Gran Bretagna si sono dimostrate piu' disponibili sul principio di applicare, anche nel caso del tabacco, un disaccoppiamento solo parziale degli aiuti, similmente a quanto proposto per i mercati del cotone e dell'olio

17/12/2003

Trenta studentesse italiane su 100 fumano

Trenta studentesse italiane su cento fumano: l'allarme è stato lanciato dagli pneumologi oggi a Roma per presentare lo spot tv e il numero verde sulla broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco).

Di conseguenza sono soprattuto le donne a dover fare i conti con le malattie respiratorie. Se nel 1991 in Italia il 14 per cento degli uomini e il 6 per cento delle donne dopo i 40 anni aveva un'ostruzione respiratoria moderata-grave, infatti, a dieci anni di distanza le percentuali si sono invertite. Le donne risulteranno pertanto sempre più vulnerabili e questo non solo perchè fumano di più.

L'aumento della Bpco nelle donne, ha spiegato il direttore della clinica di malattie respiratorie di Reggio Emilia, Leonardo Fabbri, "non si spiega - ha affermato - solo con il dilagare del vizio ma è dovuto anche a differenze anatomo-fisiologiche e ormonali, fino ad oggi trascurate dagli studi che rendono le donne molto più indifese degli uomini. Così per le femmine, ha aggiunto Fabbri, smettere di fumare è "biologicamente più difficile: i sostituti della nicotina sono meno d'aiuto che nei maschi e la riduzione della capacità polmonare che porta all'enfisema è più rapida nelle fumatrici che nei colleghi maschi".



Ezino caro,

ti saluto con strazio, mi mandano a fare un Corso di Rehupero. Dice che spiffero troppe hose nostre a voi. Allora vo’ a imparare a tene’ la bocca hiusa. Spero he huello he t'ho raccontato sia servito a qualcosa. D'altra parte più che spifferare icché potevo fare. I fumatori, a volte, un' sentono ragioni figurati gli spifferi!

Comunque, per il corso, avevo paura he mi mandassero co’ pentiti mafiosi invece mi mandano co’ fumatori incalliti. Quelli he agli ultimi parlavano poco perché c’avevano in bocca i’ respiratore.

Chissà quando potrò torna’ da voi. D’altra parte, in questo momento, huello he va pe’ la maggiore gli è lo Spirito di’ Natale, amico intimo di’ FIGLIOLO di’ mi’ HAPO e raccomandato di ferro. Così me un’ mi vole più nessuno. Però so’ convinto he di questo Spirito fra un mese un’se ne parlerà più.

Statemi bene e mi raccomando un’ fate i bischeri, un’ vi prendete in giro colla scusa he i’ fumo e rilassa, ci vole, aiuta, perché un’è vero niente. Vi fa solo arrivare di HUA prima.

Speriamo he almeno mi diano i’ permesso di venire a di’ la mia su’ commenti he piacciono tanto a Ezino.

Tanti saluti e auguri a tutti.

Spifferato direttamente da i’ Paradiso. Spirito Allegro.

BUAH!!! BUAH!!! SOBH!!!! SOBH!!! SIGH!!!!

SIGH!!!! UHEEEEEE UHEEEEEE

!!!!!!!!!!!!!!!!????????!

Da L'Espresso di questa settimana :

Multe da 200 a 2 mila dollari.

Portaceneri vietati nei luoghi pubblici.

Ronde di vigilantes.

La Grande Mela spegne la sigaretta.

Volete comprare un appartamento a Manhattan? Attenzione a non ammettere
di essere fumatori, il consiglio di condominio potrebbe scartare la vostra
candidatura. Desiderate accendervi una sigaretta dopo il caffè consumato
a un tavolino all' aperto di un bar nel parco? Occhio: potrebbe costarvi
fino a 2 mila dollari di multa. Fumatori di tutto il mondo, benvenuti nella
New York del XXI secolo.
La legislazione ispirata dal sindaco Boomberger, approvata il 30 marzo scorso,
è tra le più restrittive d' America: divieto assoluto di fumare in tutti
gli uffici, nei taxi, autobus e metropolitane, nei luoghi pubblici inclusi
bar e ristoranti, e addirittura ai tavoli all' aperto. Ma quello che stupisce
ancora di più i newyorkesi è che le norme vengono applicate con fervore
proibizionista e con misure preventive. Il dipartimento municipale di Sanità
ha sguinzagliato i propri uomini alla ricerca dei portacenere in luoghi
pubblici, la cui esistenza rappresenta un ' invito a infrangere la legge'.
Un' altra misura sono le tasse sui tabacchi che hanno fatto schizzare alle
stelle i prezzi: 7 dollari per un pacchetto di Marlboro di cui 3 di tasse.
Tanto zelo salutista vuole difendere tutti i cittadini dai rischi del fumo
passivo, si giustifica l' amministrazione comunale. No, si tratta di un accanimento
oltre che una prevaricazione nei confronti delle libertà individuali, attaccano
gli irriducibili fan della nicotina.
I più accaniti fra questi ultimi hanno fondato C.L.A.S.H. (Citizens Lobbying
Against Smoker Harasment), un' associazione che si propone di contrastare
la legislazione di Boomberger e che dice di rappresentare oltre 2 milioni
di fumatori newyorkesi. A giugno hanno intentato un' azione legale per sostenere
che la legge in vigore violerebbe tre articoli della Costituzione che tutelano
le libertà delle persone, "Con questa assurda guerra preventiva,, prima
o poi anche le immagini di Churchill con il sigaro o di Marlene Dietrich
con la sigaretta saranno proibite" , polemizza Audrey Silk di Clash.
Il portacenere, da oggetto sempre presente ovunque, spesso oggetto di designer,
è oggi una sorta di arma impropria, in quanto oggetto che 'incita a delinquere'.
Il New York Times ha calcolato che dal maggio scorso a oggi, a New York
sono stati firmati 2.300 mandati di comparizione per reati connessi alla
normativa anti-fumo. Di questi, 200 riguardano la violazione del divieto
di esporre portacenere in luogo pubblico. La legge 47, Smoke Free Air Act
(su internet: www.nyc.gov/health), dedica un intero articolo allo scottante
argomento. Tra l' altro, si prevede che alberghi e motel devono collocare
portacenere 'in luoghi adiacenti all'entrata, affinché chiunque possa spegnere
sigarette, sigari o pipe prima di accedere nella hall '. Così, a Brooklyn
il proprietario di un negozio di video è stato multato per la presenza di
un portacenere sul bancone. Lo tenevo per cortesia verso i clienti che
entrano con la sigaretta e vogliono spegnerla, ha provato invano a difendersi.
L' editore di Vanity Fair, Graydon Carter, ha ricevuto un'ispezione nel
suo ufficio che ha portato al ritrovamento di alcuni portacenere (puliti)
che teneva per ricordo: le sue proteste non gli hanno risparmiato una multa
da cui potrà essere esonerato solo se si appellerà al tribunale e convincerà
il giudice della sua innocenza. Non si tratta di casi isolati. Un' importante
società assicurativa che vanta 32 uffici a New York, aveva dotato ogni agente
di una scrivania con portacenere incorporato, utilizzabile sia dall' agente
che dal cliente. All' inizio di ottobre, in tutte le agenzie è arrivata una
circolare che invitava gli impiegati a tappare il portacenere non removibile,
oppure a nasconderlo sotto pile di libri.
Dal canto loro, gli ispettori delle ronde antifumo possono irrompere ovunque
senza bisogno di un mandato di perquisizione. E da quando la legislazione
si è inasprita contro i fumatori, sono in vertiginoso aumento le segnalazioni
anonime delle vittime del fumo altrui. Sid Dinsay, portavoce del Dipartimento
di Sanità e Igiene Mentale di New York, commenta: 'La legge prevede che siano
i nostri ispettori, tutti impiegati comunali, a effettuare i controlli,
senza bisogno di permesso a meno che un locale o un ufficio non sia chiuso'.
Dinsay ci spiega che sono gli stessi ispettori a sanzionare i contravventori
con multe da un minimo di 200 a un massimo di 2 mila dollari per i recidivi
(almeno due precedenti). Si tratta di sanzioni amministrative, che non risultano
sulla fedina penale, ma il mancato pagamento porta a gravi conseguenze legali.
Mark, 49 anni, barman a Bubbole Louge, un locale di Soho dove i clienti
sorseggiavano coppe di Champagne avvolti da nuvole di fumo, racconta:'All' inizio
abbiamo cercato di applicare la legge con rigore, perché gli ispettori non
scherzavano. Certo, abbiamo registrato uan flessione. Ma questa è New York
City, ci si abitua a tutto '. La stilista Cynthia Rowley si è invece ribellata:
ha prodotto un' ironica linea di guanti di lana, pensata anche per mancini,
con opportune fessure per far sbucare le dita necessarie a impugnare la
loro arma del vizio.
Secondo un sondaggio realizzato dalla Quinnipiac University, all' indomani
dell' approvazione della legge il 59 % dei newyorkesi si dichiarava favorevole
alla stretta anti-fumo; contrario il 36%. Lo stesso sondaggio è stato ripetuto
a fine novembre. Ebbene, il 50% degli intervistati, pur ritenendo la legge
necessaria, la giudica ora eccessivamente restrittiva. Dice Louis McCornick,
programmatore elettronico:' Mia moglie è morta di cancro ai polmoni, odio
la lobby del tabacco, eppure oggi quando vedo un ragazzo accendersi una
sigaretta per strada, il suo mi sembra un gesto di rivolta. C'è un' ipocrisia
di fondo: nel mondo siamo il paese che inquina l' atmosfera di più, in casa
nostra si multa chi accende una sigaretta.


Oltre che lo Stato di New York, anche Connecticut, Delaware, Maine e California
si stanno adeguando con restrittive legislazioni anti-fumo, ma meno oltranziste.
La crociata, se per alcuni migliora la qualità della vita, innegabilmente
non risolve i problemi più pressanti, anzi. Nel settore della ristorazione,
raccontano i dati della International Communication Research, la legge avrebbe
causato una diminuzione dell' occupazione pari al 17% per quanto riguarda
i camerieri e dell11% per i baristi.





























































































La lettera inviata a Berlusconi da Marco Badiani:

Al Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi


Milioni di italiani sono in attesa della Sua firma del DPCM che renderà
possibile, seppur tra un anno, l'entrata in vigore della nuova legge di
limitazione del fumo.
L'ufficio Legislativo del Ministero della Salute ha inviato il testo del
DPCM alla Presidenza del Consiglio da oltre 20 giorni, Le domando pertanto
perché aspettare ancora per apporvi una firma che metterebbe la parola fine
all'iter interminabile della nuova legge.
Ogni giorno di attesa è un giorno in più in cui tanti, troppi cittadini
saranno costretti a subire ancora i danni ed i disagi dovuti al fumo
passivo.
Eviti che questa attesa si debba prolungare ancora, e soltanto a causa di
una firma mancante.
Distinti saluti.

Marco Badiani

Perche' non ne invii una simile anche tu ? L' indirizzo e-mail a noi noto e' :

redazione.web@governo.it



















Cinzia Marini ci ha scritto :

Proteggere i polmoni dei fumatori con un farmaco?

Per ora l'idea della compagnia californiana Arriva Pharmacauticals, annunciato al Congresso della Società
europea di malattie respiratorie a Vienna, ha suscitato poco entusiasmo
e molte critiche. Il farmaco in questione, ancora nelle prime fasi di sperimentazione,
si chiama Gm6001 ed è studiato per prevenire le malattie respiratorie causate
dal fumo. Ma molti ricercatori temono che un medicinale di questo tipo finirebbe
per essere un incentivo ad accendersi qualche sigaretta in più, senza in
realtà prevenire né i tumori né i danni agli altri organi.
Il Gm6001 bloca l' azione di un gruppo di enzimi distruttivi, le etalloproteasi
di matrice (Mpm), prodotti nei polmoni in conseguenza dell' irritazione causata
dal fumo. Le Mpm tolgono elasticità al tessuto polmonare e provocano gravi
problemi respiratori, come l' enfisema. Dai test di laboratorio condotti
sui topi, dicono alla Arriva, risulta che dopo sei mesi di esposizione
al fumo di sigaretta i danni polmonari vengono ridotti del 96%, grazie a
una dose giornaliera di Gm6001. La casa californiana non è la sola a sperimentare
medicinali volti a contrastare gli effetti del fumo. Altre aziende hanno
in cantiere farmaci che bloccano le Mpm, e qualcuno guarda anche oltre:
all' Università dell' Illinois è in corso di sperimentazione una molecola
che potrebbe ridurre il rischio di tumore ai polmoni, stimolando enzimi
in grado di distruggere le sostanze cancerogene presenti nel fumo di sigaretta.
Nessuno di questi medicinali però, fanno notare critici come Alfres Munzer,
ex presidente della American Lung Association, può prevenire tutti gli effetti
negativi del fumo: che alza frequenza cardiaca e pressione sanguigna, aumentando
il rischio di infarto. Per questo, secondo Munzer, non si dovrebbe offrire
ai fumatori una scappatoia dall' unica cura davvero efficace: smettere.

Saluti. Cinzia.



























Mosé e lo Scalpellino

Pe’ finire in bellezza i’ ristailin i’ mi’ HAPO gli ha dato l’incariho a un certo Mosè di riscrivere certe sue TAVOLE pe ‘aggiornalle. Ora questo Mosé gli ha chiesto aiuto a uno he gli è bravo con lo scalpello, i’ Mihelangelo he c’ha anche la mania di dipinge’ tutti i muri he trova. Pare he da voi facesse parecchie pietà e allora HUI lo vogliono aiutare. In effetti i novi Comandamenti sono uguali a quelli vecchi sarvo altri due:

 XI - Non desiderare le bionde d’altri.

 XII - Non uccidere con il fumo te stesso e chi ti sta vicino

Boh!!! Chissà se huarcuno li leggerà e li seguirà?

Lo Spirito Allegro di mezza mattina 

16/12/2003

Più tasse, meno fumo

16 dicembre 2003

di Tullio Regge


Il Lancet ha dato fuoco alle polveri e infuria la polemica sui danni alla
salute e sui costi sociali del fumo. Ho lasciato gli Stati Uniti nel 1979
e uno dei miei ultimi e terribili ricordi di quel paese è stata la ferale
apparizione in TV di Yul Brynner, 80 sigarette al giorno, morto pochi mesi
prima per un tumore al polmone, che implorava dall'aldilà gli spettatori
di smettere di fumare. Più recentemente ho rivisto Casablanca: al tempo
in cui fu girato le case produttrici di sigarette sovvenzionavano con stipendi
da nababbi gli attori che fumavano sul set, non c'e praticamente scena nel
film in cui l'aria non sia ammorbata dal vizio. Non a caso Humphrey Bogart
morì di un tumore alla laringe.
Ogni anno si verificano in Italia circa 90000 decessi causati dal fumo e
le cure mediche associate al vizio ammontano a circa 15 miliardi di Euro/anno.
Non manca chi sostiene che lo Stato ci guadagna sopra con le tasse e i proventi
derivanti dal Monopolio. Secondo stime non so quanto attendibili, eliminando
il fumo la vita media si allungherebbe di cinque anni e colerebbe a picco
il sistema pensionistico. Se accettassimo questo punto di vista varrebbe
la pena di spargere epidemie che eliminino di proposito gli anziani. Le
grandi multinazionali del tabacco controllano gli ex monopoli dell'est europeo
e vaste aree fertili in tutto il mondo che meglio sarebbe destinare alla
alimentazione dei popoli che soffrono la fame. Nessuno dei nostri agguerriti
no-global pare accorgersi di questo scandalo planetario, tutti guardano
dall'altra parte: il loro bersaglio preferito sono gli OGM che hanno una
resa politica più elevata. Attaccare il fumo fa perdere voti. Dimenticano
che gli OGM sono stati creati per la prima volta negli USA per cinque grandi
culture: colza, mais, cotone, soya e, sorpresa, anche il tabacco.

Che fare? La proposta di considerare tout court il tabacco come droga al
pari dell'eroina e vietarne commercio e possesso non mi convince. Le droghe
convenzionali non sono state eliminate dalle sanzioni di legge e l'estensione
al tabacco aggraverebbe ulteriormente una situazione già insostenibile in
una società pesantemente pervasa dal vizio. Più realisticamente insisterei
su di un approccio soffice e rispettoso della libertà dei cittadini basato
sulla prevenzione e sulla educazione dei giovani ma anche sui costi del
tabacco. L'esperienza dimostra che i consumi calano là dove gravano tasse
pesanti.

Anche l'alcool fa la sua parte, l'abuso è causa di tumori, cirrosi epatica
e altre gravi malattie. Sarebbe tuttavia errore grave usare l'alcool o altri
aggressori quali l'amianto per nascondere i misfatti del tabacco o viceversa.
Esiste una lunga lista di aggressori noti e certificati della nostra salute,
tutti meritano la nostra attenzione e vigilanza.


















































Nei locali pubblici
si fuma ancora

Trovo incredibile che non sia
possibile trascorrere una serata
in compagnia in un qualsiasi
locale senza essere intossicati
dal fumo delle sigarette
che ci si accende senza
preoccuparsi che, magari, a
qualcuno potrebbe anche dare
fastidio, oltre ad essere nocivo.
Ma non esisteva una legge
che vietava di fumare nei
locali? Una non fumatrice
















FUMO E SISTEMA IMMUNITARIO

Chi fuma assorbe cadmio, un metallo tossico che inibisce gli anticorpi,
esponendo l'organismo ad un maggior numero di infezioni. Non solo: i macrofagi
dei polmoni non riescono a proteggere i fumatori dalle malattie perchè il
tabacco riduce la loro capacità di distruggere virus, batteri e cellule
cancerogene. Dopo aver smesso di fumare il sistema immunitario torna a fare
il suo dovere nel giro di pochi mesi.

Dal settimanale Donna di Repubblica del 13 dicembre 2003.










Giuseppe i’ falegname

Ciao Ezino,

oramai hredo he huelli he sono arrivati di HUA, pe’ colpa di’ fumo siano già stati tutti sistemati da i’ nostro Ufficio di Hollohamento. I più numerosi son huelli he son morti pe’ i cancro a’ pormoni e, siccome di HUA c’è bisogno di parecchia gente pe’ lavori di ristailin, huesti se li è presi tutti un certo Giuseppe i’ Falegname he, a su' tempi,  pare fosse un gran lavoratore (ch’aveva la su’ Sacra Famiglia da mantenere por’ homo!).

Ora huesti poeracci lavoran talmente tanto che un c’hanno neanche i’ tempo di respirare.

Se poi c’è huarcuno he un’ ce la fa proprio lo mandano prima in terapia ‘ntensiva da una certa Madre Teresa di Harcutta.

Mah! Speriamo he quel poveraccio un’abbia bisogno della respirazione bocca a bocca.

Spifferato direttamente da i’ Paradiso da Spirito Allegro

15/12/2003

CONDANNATO L' ETI

Che il marchio "lights" sulle sigarette fosse pubblicità ingannevole lo
aveva già detto l' Antitrust, ma per la prima volta due giudici, uno a Portici
e l' altro a Napoli, hanno condannato l' Ente tabacchi a risarcire una casalinga
e un vigile urbano, fumatori di "leggere" Mille euro a testa, per cominciare.
Anche perché le cause intentate davanti al giudice di pace e al tribunale
civile sono ormai una quindicina.
Nella sentenza, il giudice di pace di Portici, Carlo De Marco, scrive che
il marchio "lights " aveva indotto in errore la signora Annamaria B. che,
acquistando "Ms ultraleggere club" pensava di fumare sigarette meno dannose.
Invece non soltanto la donna fumava di più ma non ha evitato la bronchite
e altre malattie respiratorie, spiega il suo avvocato, Angelo Pisani. Da
ciò, secondo il giudice, deriva la responsabilità dell' Eti, come produttore
delle sigarette in questione. L' Ente tabacchi è stato condannato pure per
lo stress provocato dalla paura che la casalinga ha di ammalarsi in futuro.
A Napoli i giudice di pace, Antonio D' Ambrosio, ha sottolineato che la dicitura
"lights" ha raggirato Salvatore P., che ingenuamente credeva di fumare sigarette
meno nocive, subendo invece uguali danni personali e patrimoniali. Il giudice
ha individuato un concorso di responsabilità contrattuale ed extracontrattuale
da parte dell' Eti: come produttore e fornitore delle "Ms Lighrs" e in relazione
al danno esistenziale da ansia e da stress "per la paura di contrarre in
futuro malattie legate al fumo, che il ricorrente pensava di scongiurare
o almeno ridurre ricorrendo a sigarette "leggere" e di cui si potrà provare
la sussistenza e chiedere il risarcimento in separato giudizio ". Cioè al
tribunale civile.
La vicenda è cominciata due anni fa, quando nello studio a Napoli dell'avvocato
Pisani si è presentato un gruppetto di fumatori lights con tosse, bronchite,
asma. Tutti lamentavano di sentirsi truffati. E' partito così il ricorso
all'Antitrust  contro Philip Morris. Si chiedeva all'Autorità di pronunciarsi
sull'inganno, provato da diversi studi scientifici . Il Garante ha condannato
la multinazionale del tabacco fissando al 30 settembre 2003 il termine per
la scomparsa dal mercato delle sigarette leggere. La sentenza qualche
mese dopo è stata replicata dal Tribunale amministrativo del Lazio. Poi
i primi due verdetti del giudice di pace.
E' adesso che comincia la vera battaglia giudiziaria per risarcire tutti
coloro che in buona fede hanno ceduto alle promesse di quel marchio ingannevole.
Queste due sentenze sono solo le prime, dice l'avvocato Pisani. Annamaria
B. e Salvatore P. diventano alfieri di una lotta che proseguirà al tribunale
civile. Come è accaduto ad Annamaria Lupo, paladina dei non fumatori, impiegata
in una banca di Aprilia che nel 1999 vinse la prima causa contro il fumo
passivo.












































Marco Badiani ci scrive :

Ho trovato su Internet una pagina in cui veniva segnalato il seguente indirizzo per chi desiderasse

Scrivere al Presidente del Consiglio :  

 redazione.web@governo.it  Non so se Berlusconi leggerà davvero i messaggi che vengono inviati a questo indirizzo, tuttavia, dato che non mi costava niente, ne ho scritto uno, molto breve, in cui ho esortato il Presidente del Consiglio a firmare al più presto il DPCM che metterà la parola fine al lungo iter della nuova legge di limitazione del fumo.
Se qualcuno ne vuole inviare altri...


Marco Badiani







Quel servizio dell'Atac vago e poco professionale


Martedì scorso alle 16,15 ero al capolinea del 224 in piazza Augusto Imperatore
dove c'era un autobus fermo, con le porte aperte, senza indicazioni di numero.
Chiedo ai tre dipendenti dell'Atac se fosse il 224:"Si e no", risponde uno
di loro. Come sarebbe? "Che dovrei partire io, ma so' quaranta minuti di
sotto..." Alle 16,30 arriva l'autista, traffica con qualche pulsante, sistema
le insegne del 224 e parte. Dopo un paio di fermate, accende una sigaretta.
Ma come ai passeggeri è vietato e lui fuma? "Sa, avevo una voglia matta..."
dice. Servizio pubblico: che servizio.

Eugenio Marcucci

















Giovanni e i’ vassoio

Ogni pohino arriva di HUA quarcuno he s’è fumato tante di huelle sigarettte da andagli i’ cervello in fumo e un’capì più niente.

C’è da perdecci la testa a i’ pensiero d’ icché po’ succedere a quelli che fumano troppo. Chissà perché huesti hui i’ mi’ HAPO li manda da un certo Giovanni? Uno he va sempre in giro con un vassoio d’argento con sopra de’ veli. Pare he a su’ tempi andavan talmente di moda he qualcuno, pur d’avelli, si sarebbe giohato la testa, però non sua ma di quarcun’ altro.

Spifferato direttamente da i' Paradiso da Spirito Alllegro

 

14/12/2003

Da Gea News di Dicembre :

Campagne fallite?

di CINZIA MARINI

Si creato un equivoco di fondo intorno all'affermazione del ministro Sirchia. Per meglio capire, partiamo dalla notizia comparsa da un articolo su La Repubblica del 14 novembre scorso:

Non hanno avuto successo le campagne educative contro il fumo rivolte ai giovani. "Purtroppo non hanno funzionato nei confronti dei giovani e degli adolescenti". Lo ha detto il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, aprendo i lavori della conferenza internazionale "Tabacco, prevenzione e comunicazione" promossa dalla Commissione Europea a Roma. "Dobbiamo chiederci come cambiare le strategie per arrivare ai giovani e far capire loro che inseguire cereti stereotipi e certi modelli proposti nuoce alla loro salute". Nell'Unione europea il consumo di tabacco provoca oltre mezzo milione di decessi l'anno, incide per circa il 90% nella genesi dei tumori polmonari e per l'80% in quella delle pneumopatie croniche ostruttive e per il 25% nei decessi da malattie cardiache. Il consumo di tabacco tra i giovani (25-30%) è in leggero aumento dagli anni novanta. (La Repubblica, 14/11/2003)

A queste dichiarazioni si e' aggiunto lo sproloquio di Vincenzo Donvito, che su "Avvertenze On-Line" dell'ADUC, associazione consumatori, ha attaccato gratuitamente e con una filippica qualunquista (testo disponibile sul forum non fumatori) le "campagne antifumo" dichiarandone l'inutilita' e concludendo che "quello che servirebbe e' solo informazione: serena, pacata, efficace. E che poi ognuno scelga di farsi male o meno". Sulla serenita', sulla pacatezza e sulla efficacia auspicata delle informazioni non da' alcuna indicazione ovviamente, perche' quello che conta e' solo sparare nel mucchio, come sanno fare in tanti senza avere talenti. Noi invece abbiamo preferito documentarci ed ecco la verita'. Cio' che il ministro ha detto puo' essere inerpretato in un unico possibile modo: si e' fatto poco e si e' fatto male. La logica conseguenza e' stata proprio la convocazione dei 200 esperti europei allo Sheraton di Roma, che hanno lavorato per tre giorni tirando fuori un documento finale che diverra' la Magna Carta europea nella prevenzione del Tabagismo tra i giovani. Adesso vivaddio si fa sul serio. Gli errori servono a questo.


13/12/2003

Tommaso e i’ dito

Mi hanno spifferato he tanti di voi un’ credono he i’ fumo faccia male e che si comportano home se un’ contasse nulla.Che gli è tutta una bufala i’ fatto he si hampa meno se si fuma.

Huando huarcuno di huesti increduli gli arriva di HUA i’ mi’ HAPO li affida subito a un certo Tomaso pe’ falli ricredere.

Io un’ so ma Lui c’ha un metodo infallibile, gli basta un dito e i’ gioho è fatto. Però un’ capisco icché serva a questo punto, un’ sarebbe stato meglio he l’avessero hapito prima di arrivare di HUA? Possibile he l’omo se un vede un crede?? Boh!?!? A me m’han detto sempre he gli è l’animale più intelligente di’ Creato! Icché tu' ne pensi Ezino?

Spifferato direttamente da i' Paradiso da Spirito Allegro

Da Gea News di Dicembre:

Manuale di Sopravvivenza

di MARCO RAMADORI *

Da anni difendo i consumatori nelle cause per il risarcimento dei danni causati dal fumo di sigaretta, prima causa di morte evitabile al mondo (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità). Spesso il non-fumatore viene aggredito quando meno se lo aspetta. Magari dalla "naturalezza" di chi si accende la sigaretta con un sorriso sul posto di lavoro, nelle scuole o addirittura negli ospedali. E spesso il non-fumatore si trattiene dal protestare, per non sembrare magari un "proibizionista". Ma dove si puo’ fumare e dove invece e’ realmente vietato? La domanda non e’ banale, soprattutto in questo periodo di relativa confusione, in cui e’ stata emanata una nuova legge piu’ restrittiva contro il fumo (Legge n. 3 del 16 gennaio 2003), di cui tanto si e’ parlato ma che ancora non e’ entrata in vigore. E cosi’ riceviamo quotidianamente le richieste disperate di centinaia di non-fumatori, costretti ad inalare il fumo degli altri, il cosiddetto "fumo passivo". Ci chiedono come possono difendersi, come possono proteggere la loro salute dalla malattia del Fumo (il Fumo, secondo la medicina, non e’ certo un simpatico "vizio", ma una vera e propria malattia) che uccide ogni anno, solo in Italia, 90.000 persone (dati del Ministero della Salute). Ma la legislazione in materia di tabacco non e’ assolutamente semplice, neanche per un esperto di diritto, figuriamoci per chi vuole semplicemente respirare aria pulita! Cosi’ ho accettato con entusiasmo di scrivere questo Manuale di Sopravvivenza del Non-fumatore, una guida immediata per dare risposte concrete a chi vuole tutelare il proprio diritto di respirare. Ho volutamente eliminato ogni inutile "tecnicismo giuridico", per rendere questa guida uno strumento di "pronto soccorso" per non-fumatori, facilmente comprensibile da tutti: www.codacons.it/ebook/manuale_non_fumatore.htm

* Marco Ramadori è avvocato, coordinatore dell’Ufficio Legale Nazionale del Codacons.

12/12/2003

Ieri ho trovato per strada un pacchetto di Marlboro

, intatto, evidentemente perso da qualcuno subito dopo averlo acquistato e prima ancora di aprirlo. D' istinto l' ho raccolto, pensando che cosi' avrei evitato che finisse in mano a dei ragazzi o comunque a qualcuno che se lo sarebbe fumato. L' ho raccolto e messo in tasca. E qui LUI ha cominciato a lavorare :

I pensieri erano : " ma si, te lo conservi tu, cosi' se un giorno hai un' ospite che ha bisogno di una sigaretta gliela puoi offrire ". E subito dopo : " E se una volta ti viene il ghiribizzo di accendertene una tu, ce l' hai gia' pronta " ed ancora : " Certo sono un anno ed un mese e mezzo che non ne tocchi una . Chissa' che effetto ti farebbe se te ne fumassi una ora ? "

Una vera e propria successione di pensieri e tentazioni, che mi ha dimostrato come il pericolo e' sempre in agguato.

Mi sono riscosso, ho adocchiato un bel cassonetto della spazzatura li' vicino, mi ci sono avvicinato e vi ho deposto dentro il pacchetto di Marlboro intonso.

Al posto che gli compete !

Lucy e la Legge Antifumo

Sono un po’ preoccupato: m’hanno spifferato che LUCIFERO (LUCY pe’ noi) ieri zompava dalla gioia. Quel BISCHERO hrede he  i fumatori diminuiranno pe' una nova Legge he dovrebbe entrare in vigore presto e poi anche che la gente la cominci a tenere  alla su’ salute e che un’abbia più tanta voglia di sconta’ tutti su’ peccati sulla Terra, con le malattie da i’ fumo. Se questo fosse vero chissà quanti  gliene arriverebbero sani e vecchi e pieni di peccati ancora da scontare.

I’ caro LUCY gli ha anche detto che vo’ mandare un premio a i’ vostro Governo pe’ la Legge Antifumo. Chissà icché c’ha in mente, un’ vorrei essere a’ i’ posto di que’ poero Silvio.

M’hanno raccontato che una volta,  pe’ premio, gli ha mandato ad un certo Re di’ Sole un giohino che un’ mi rihordo home si hiamava. So solo he Lui e la  su’ gente s’èrano appassionati così tanto a quel gioho da perderci la testa.

Spifferato direttamente da i' Paradiso da Spirito Allegro

A proposito della nuova

LEGGE ANTIFUMO

e del suo iter approvativo, ieri Marco Badiani ci ha scritto :

Ho parlato con la dott.ssa Galeone. L'ufficio Legislativo del Ministero della Salute ha inviato il testo del DPCM (Decreto Presidente del Consiglio dei Ministri) a Tremonti e Berlusconi intorno al 20 novembre u.s. subito
 dopo la pubblicazione della legge comunitaria. Berlusconi deve solo
 firmarlo perché si tratta di un atto puramente formale...

Dal 20 novembre sono passati ormai 20 giorni!!


D'altra parte bisogna capire che firmare un documento del genere non è cosa
così semplice: prima di tutto va letto con attenzione, poi bisogna cercare
una penna e nel caso non ve ne fosse una disponibile è necessario mandare
qualcuno a procurarne una. E in questo caso non si può incaricare della
cosa una persona qualunque. Dato che si tratta di un lavoro di
responsabilità, è infatti previsto per legge che in tali situazioni sia bandito un
concorso per trovare la persona adatta, e, sia sa, tra preparare il bando,
pubblicarlo eccetera passa del tempo... Anche il problema economico inoltre
non è indifferente, poiché una penna, per quanto modesto, ha comunque un
costo, per cui deve essere effettuata una verifica della disponibilità finanziaria
necessaria per l'acquisto. Poi, una volta accertato che ci sia la copertura necessaria
per poter procedere, si deve affrontare un'altra questione, di non facile soluzione: di
che tipo di penna c'è bisogno? Lo sappiamo tutti, esistono penne a sfera (con la punta
più o meno fine), stilografiche, pennarelli ed altri tipi ancora, ognuno
con caratteristiche ben definite. Inoltre anche il colore dell'inchiostro ha la sua importanza.
A questo punto pertanto si rende necessario nominare una commissione che dovrà decidere
in merito a questa scelta fondamentale.
Per quanto ne so le cose sono andate proprio così.
A dire il vero la commissione aveva preso la sua decisione in tempi
piuttosto rapidi ed il colore prescelto era stato il blu. Dopo una breve
discussione infatti l'idea del nero era stata abbandonata perché questo
colore sembrava in contraddizione con le recenti scelte di Fini, mentre il
tentativo che qualcuno aveva fatto di proporre il rosso era addirittura
morto sul nascere, dato che la vista di questo colore avrebbe potuto causare
serie conseguenze per la salute del Premier. Quando tutto però sembrava
risolto è intervenuto Bossi, che ha minacciato di far uscire dal governo la
Lega se il colore non fosse stato il verde. La situazione così è
precipitata nel caos più assoluto ed è stata dura convincere il Senatùr a
fare marcia indietro! Il nostro Silvio però c'è riuscito, ancora una volta,
anche se è stato costretto ad accettare un piccolo compromesso, impegnandosi
a trasferire, entro il 2006, la capitale d'Italia a Legnano ed a far costruire un muro che
divida in due la penisola all'altezza di Firenze. A questo punto non
sembravano esserci davvero più ostacoli ed il DPCM avrebbe finalmente potuto
portare la tanto sospirata firma di Berlusconi. Ma un fatto inaspettato ha
sconvolto ogni previsione: la penna (sembra si trattasse di una Bic dal
costo di 50 centesimi) al momento della firma è risultata priva
d'inchiostro!! Quest'evento, avvenuto tre giorni fa, ha provocato delle
conseguenze disastrose.
Ciò che oggi sta facendo segnare una battuta d'arresto alla procedura non è
tanto riuscire a trovare la disponibilità economica  per il nuovo acquisto
(sembra, da voci di corridoio, che i fondi necessari per la nuova penna
siano già stati stanziati), quanto il fatto che prima di poter dar avvio al
nuovo iter si rende necessario individuare le cause che hanno fatto fallire
quello precedente. Perché mancava l'inchiostro? La penna è stata venduta
scarica o è stata usata prima che arrivasse nelle mani del Presidente del
Consiglio? E, se risultava scarica al momento dell'acquisto, di chi è la
colpa, del cartolaio che l'ha venduta in quelle condizioni, del grossista o
della ditta produttrice? Come si vede gli interrogativi non sono pochi e ci
vorrà del tempo perché possano avere una risposta e perché i responsabili di
questo misfatto siano individuati e puniti.
Coraggio ragazzi, ancora un po' di pazienza...

Marco Badiani






























































11/12/2003

Cinzia Marini ha risposto cosi' al mio post di stamattina :

Provo a chiarire la situazione:
Per Ezechiele: dal momento che vivi a Roma hai la possibilità di scegliere
un ristorante che abbia una sala non fumatori o che sia interamente no-smoking.
Sul sito http://www.iononfumo.it/  ne potrai trovare in abbondanza. Per
quanto riguarda il divieto di fumare nei ristoranti ha ragione Melania.
Relativamente a quanto affermato dal proprietario del locale, ho seri dubbi
che la ASL abbia verificato gli aspiratori perché non mi risulta che ci
siano fino ad oggi obblighi in tal senso e quindi per quale motivo il titolare
avrebbe dovuto richiedere un controllo non previsto dalla legge? La definizione
di locale per fumatori è legittima quanto quella di locale per non fumatori.
Non essendo ancora entrata in vigore la legge ognuno nel proprio locale
decide quello che vuole. Gli unici che avrebbero un?arma da utilizzare sono
le persone che lavorano nel locale che potrebbero richiedere, come fa Aria
Pulita nelle sue denunce, al proprio datore di lavoro di essere tutelati
dai danni derivanti dal fumo passivo sul luogo di lavoro. Tale richiesta
imporrebbe al proprietario di introdurre e far rispettare il divieto di
fumare. Ricordiamo infatti che, mentre per gli utenti il ristorante è un
luogo di svago, di piacevolezze, di chiacchiere dove si possiamo fermare
al massimo un paio di ore, chi ci lavora è costretto per molte più ore e
tutti i giorni a respirare le sigarette dei clienti fumatori. Il discorso
sarà molto diverso quando la nuova legge entrerà a regime. I locali diventeranno
tutti no-smoking, ma avranno la possibilità di creare sale per fumatori
dotate degli opportuni dispositivi di depurazione dell?aria, purché ben
separate e distinte. Nessun locale potrà essere riservato ai soli fumatori
e questo lo ha affermato lo stesso Sirchia in quanto ci sono stati immediatamente
alcuni proprietari che hanno fatto dichiarazioni in questo senso.
Altre possibilità di cui si è parlato in questo forum:
1) prima di andare al ristorante telefonare, prenotare dicendo che si tratta
di un gruppo molto numeroso (almeno 30 persone), chiedere la sala non fumatori.
Se ci dicono che non esiste, rammaricarsi molto e dichiarare che si sceglierà
un altro ristorante. Sembra che non faccia piacere perdere in un colpo solo
così tanti clienti;
2) se avete cenato in un ristorante e siete stati costretti a mandare i
vestiti in lavanderia e a farvi la doccia una volta arrivati a casa, potete
scrivere una bella lettera al proprietario e fargli presente che il cibo
è buono, il servizio è cortese ma che vi siete sentiti male a causa del
fumo. Invitate quindi il proprietario a creare una sala non fumatori da
subito senza aspettare che la legge diventi operativa. In caso contrario
dichiarate che non avete più intenzione di tornare in quel posto;
3) in inverno potete attuare la battaglia del freddo e cioè aprire le finestre
e protestare vivacemente. Se non è vietato fumare non lo è neanche aprire
le finestre. Come vi ho raccontato qualche giorno fa a me questa tecnica
è andata bene.
Certamente quando la nuova legge diverrà operativa il discorso sarà molto
diverso e specialmente in quei locali dove non saranno allestite sale per
fumatori qualche problema potrebbe sorgere. Sarà necessario vigilare almeno
i primi tempi. Sono convinta che poi tutti si abitueranno come è successo
per il cinema, i musei, le biblioteche, quei pochi posti insomma dove la
legge che regola il divieto di fumare è rispettata.
Saluti. Cinzia.




















































Valentino e i’ Coro Narie

Rieccomi caro Ezino a riaggiornatti sulle novità di HUASSU'. 

Ho saputo proprio ora che i fumatori che muoiono d’infarto, sempre pe’ colpa di’ fumo, se li prende tutti un certo Valentino di Febbraio. Lui gli è stato incarihato di mette’ su un Coro pe’ festeggiamenti di’ Compleanno di FIGLIOLO di mi’ HAPO. Un’ so perché Valentino abbia hiamato i’ su’ Horo Narie, ma per ora un’ gli riesce di hombinare nulla, c’è una gran confusione.

Huelli he stanno hon lui un’ fanno altro che innamorassi e un’ combinano niente.

D’altra parte Lui mi sembra he un’ c’abbia tanta voglia di lavorare, appena vede una panchina con una hoppia seduta, ci si mette accanto e comincia a guardalli fisso fisso.
Ma un’ sarà miha he questo Valentino da voi gli era un calciatore d’una certa vostra intersquadra di' nord he quanto a panchine la ce n’ha una lunga lunga hon un sacco di gente sempre seduta?
Mah?!?! Più passa i' tempo e meno ci hapisco!!
Spifferato direttamente da i' Paradiso da Spirito Allegro

Ci ha scritto Meme' :

Fumo, per far smettere i giovani no ai messaggi moralizzanti

Di Staibene.it


Ripetere che il fumo fa male non è sufficiente per convincere i giovani
a smettere di fumare. Il modo migliore di veicolare messaggi
anti-tabacco che devono arrivare ai ragazzi è puntare su videogame e
sms, riviste ad hoc e passaparola.
Questa la ricetta condivisa da pubblicitari ed esperti europei
intervenuti alla Conferenza su giovani e tabacco che si è svolta di
recente a Roma.
"Al bando i messaggi moralizzanti e imposti dall'alto - dice Yann
Dacquay di Regenere (Francia) - fra i banchi se ne ride e soprattutto
non vengono condivisi. Occorre puntare sui media 'alternativi' perché i
giovani si sentano coinvolti".
L'85% dei ragazzi tra i 15 e 24 anni naviga in Internet, una percentuale
che solo fra gli under 18 è salita del 27% nell'ultimo anno. Il web e le
mail diventano il mezzo migliore per raggiungere il pubblico giovane.
"Magari con immagini forti che coinvolgano idoli della musica, dello
sport o del cinema, che non devono limitarsi a un messaggio, ma viverlo
sulla loro pelle". Insomma per raggiungere i giovani è necessario usare
i loro canali: eventi speciali, passaparola, sms e videogame.



























Ieri sera io ho perso una battaglia,
 
e la cosa mi ha fatto molto soffrire : Ero andato , dopo il cinema, a mangiucchiare qualcosa con un gruppo di amici in un locale da cui mancavo da molto tempo, da quando anche io ancora fumavo e quindi non facevo caso a queste cose.
Il posto si chiama : ACQUA E FARINA, in Piazza Giustiniani 2, al Testaccio, di fronte al Mattatoio.
Entriamo: pieno zeppo, quasi tutti giovani e giovanissimi.
Non c'e' molta puzza di fumo.
E' tardi, siamo stanchi: ci sediamo ed ordiniamo.
Mi accorgo che in tutti i tavoli che mi circondano c'e' qualcuno che sta fumando.
Chiamo il proprietario ( gestore ? ) : un educato ragazzo sulla trentina che vede l' aspetto autorevole e si precipita. " Come mai in questo locale pubblico non c'e' il cartello VIETATO FUMARE ? ", gli chiedo.
" Perche' questo e' un locale per solo fumatori " mi risponde. " Come vede e' attrezzato con potenti aspiratori ed i ricambi d' aria sono quelli previsti dalla legge. Sono venuti a controllare quelli della ASL e mi hanno detto che sono in regola. E comunque la legge che vieta di fumare nei locali pubblici ancora non e' in vigore. "
Mio malgrado ho dovuto ingoiare il rospo.
A voi chiedo : aveva ragione ?
Cosa avrei dovuto dire o fare, per difendere il mio diritto di non fumare ?
Ezechiele2002

10/12/2003

Cristina Vatteroni ci ha scritto :

Il fumo fa male soprattutto alle donne
Più a lungo si fuma, più aumenta il rischio di un tumore
 


Secondo uno studio durato 10 anni condotto mediante l'uso della tomografia computerizzata (CT), rispetto agli uomini le donne presentano una probabilità doppia di sviluppare un tumore del polmone a causa del tabacco. La ricerca ha anche scoperto che il rischio di questo tipo di tumore cresce con l'aumentare della quantità di tabacco fumato e con l'età del fumatore. I risultati sono stati presentati il primo dicembre al convegno annuale della Radiological Society of North America (RSNA).
"Abbiamo scoperto - spiega Claudia I. Henschke, radiologa del Medical Center della Cornell University di New York - che per le donne il rischio è più alto indipendentemente da quanto fumano, dall'età o dalla dimensione e dalla consistenza dei noduli nei loro polmoni. Sulle cause di questo fenomeno, tuttavia, non c'è ancora un chiaro consenso".
Lo studio, parzialmente finanziato dai National Institutes of Health (NIH), ha riguardato 2968 fra uomini e donne di età dai 40 anni in su e fumatori da tempo, allo scopo di determinare quali indicatori di rischio - età, sesso, numero di anni trascorsi a fumare - risultavano associati con la dimensione e il tipo di noduli individuati con la CT per influenzare la probabilità di sviluppare un tumore dei polmoni. Fra tutti i soggetti, sono stati diagnosticati in totale 77 tumori. La ricerca faceva parte dell'Early Lung Cancer Action Project (ELCAP), un programma per valutare l'utilità di esami annuali di CT nei pazienti più a rischio.

© 1999 - 2003 Le Scienze S.p.A










09/12/2003

Cinzia Marini ci ha scritto:

Sabato sera

vado in una trattoria di un piccolo centro a 50 km da Roma dove
sono stata spesso. L'ultima volta il proprietario aveva affisso un cartello
artigianale sul quale aveva scritto:  in seguito ai continui solleciti e
lamentele dei non fumatori si invitano i fumatori a non fumare all'interno
del locale.

Appena entro mi rendo conto che il cartello è sparito e il
locale è vuoto ad eccezione di una coppia appena arrivata il cui lui sta
fumando. Chiedo, ad alta voce, che fine ha fatto il cartello e il proprietario
mi risponde che qualche cliente lo ha tolto di mezzo. Mi precisa anche che
ha già avvisato tutti i clienti che dal 1° gennaio non permetterà più di
fumare e che non ha intenzione di creare la sala per fumatori. Nel frattempo
anche la lei si accende una sigaretta.

Passo al punto b) del piano. Spalanco la finestra. Serata piuttosto freddina.
Siamo a 400 m. di altitudine e in pochi minuti la temperatura scende di
5° 6 gradi.. Arriva una ragazza per prendere le ordinazioni e chiede per
quale motivo la finestra è aperta. Rispondo che non posso stare in un ambiente
dove si fuma perché ho dei problemi allergici.. A queesto punto il lui comincia
ad inalberarsi, complice anche il freschetto della serata che gli arriva
direttamente nella schiena. Propone a noi di trasferirci in altra sala.
Il proprietario interviene dicendo che gli altri tavoli sono tutti prenotati,
un' amica che è con me fa presente che nei luoghi chiusi non è opportuno
fumare. Il fumatore fa un ultimo tentativo dicendo: ma si fuma da anni !
Che avrà voluto dire?. Non indago e lo incalzo dicendo: Senta se voi fumate
io sto male. Che vogliamo fare? Butta la spugna. Con voce alterata risponde: Va
bene non fumiamo più!  Spengono entrambi la sigaretta e si può chiudere
la finestra. Dopo ½ ora si mettono il cappotto e vanno fuori a fumarsi un' altra
sigaretta.

Mi sono gustata proprio una bella cenetta.
Saluti. Cinzia.




























Francesco e Giovannina

Ciao Ezino c'ho un'altra notizia su’ novi reparti: un certo Francesco s’è preso quelli che sono passati di HUA’ (di LA’ pe’ voi) perché i’ fumo gli aveva fatto venire i’ cancro allo stomaco. Dice che, siccome s’erano abituati a un’ mangià più niente, con LUI andranno d’accordo.

Poeretti loro, con la fame arretrata he c’hanno, appena vedono un pollo, lo vorrebbero subito fare allo spiedo invece Francesco, appena lo vede, co’ i’ pollo, comincia a parlacci e così quelli seguitano a mori’ di fame. Stanno peggio he nell’Isola de’ Famosi.

Huasi huasi gli è andata meglio a huelli he son morti bruciati ni’ loro letto pe’ n’ sigaretta.Per ora so solo che pe’ questi c’è di mezzo una certa Giovannina (e gli è così giovane poerina che noi la si hiama hosì). Con Lei gli spiedi e i fohi un’ mancano!

Però questa pulzella gli è sì giovane giovane, ma gli è peggio d’un carabiniere. Li ha messi tutti in riga home sordati e li fa lavorare così tanto che un’hanno i’ tempo neanche di dormire. E così un bruciano, però mangiano.

Spifferato direttamente da i’ Paradiso da Spirito Allegro.

08/12/2003

L' Editoriale di Gea News di Dicembre :

Castelli di rabbia

di GIACOMO MANGIARACINA

L'hanno chiamato "Warfare State" (Praxis, n° 32, maggio-giugno 2003) questo modus di uccidere e morire facile, in assonanza con un "Walfare State" che rappresenta invece il volto buono di un mondo spietato. Una "R" tramutata in "L" fa cambiare lo scenario mondiale. Rabbia, tanta rabbia, odio puro, che aiuta a colpire nemici designati, a costo della propria vita. Rabbia alimentata, coltivata, tramandata, insegnata. Rabbia vera, i cui effetti si vedono, che atterrisce per la ferocia delle conseguenze, che trae vantaggio dalle ingiustizie reali o presunte, dalla confusione, dalla commistione del sacro col profano. Rabbia di destra e di sinistra, opulenta e affamata, religiosa e laica, confusa. Tra le certezze assolute, dove un tempo c'era Dio, ora c'e' un nemico da abbattere. Sembra un assioma inattacabile che chi ha un nemico, avrebbe una ragione in piu' per vivere. La filmografia d'autore lo ha illustrato. Stanley Kubrick lo ha immortalato negli allenamenti dei marines in "Full Metal Jacket", e Quentin Tarantino ce lo ha ricordato nel suo recente "Kill Bill", che promette un seguito. Agghiacciante o educativo? Certo e' che il suo "volume 1" non ha la pretesa di essere ricordato come un manuale di alta pedagogia, pero' qualcosa forse la insegnano queste opere in materia di emozioni umane. Degli anni Trenta e Quaranta ci sono rimasti gli stereotipi dei tedeschi nazisti che urlano parole dure anche per dirsi buonanotte. Ora, dopo la violenza di certi cartoon giapponesi somministrata ai giovanissimi, sono arrivati i personaggi in carne e ossa, che all'urlo uniscono le espressioni del volto ed un tono di voce che definire minaccioso e' una delicatezza, che educano a coltivare la rabbia piu' profonda, con sapienza e persino con saggezza, dietro il velo della bellezza angelica. La rabbia non piu' celata, la rabbia palese. Aggiungerci la nostra, la mia, sembra come partecipare le proprie tessere al colossale puzzle dell'autoannientamento della specie umana. Non voglio aggiungerne altre, per carita'. Preferisco affrettarmi a cercare e trovare barlumi di speranza. Dopotutto il nostro lavoro e' un lavoro per la Vita. Il nemico c'e', ma non ci interessa abbatterlo perche' tanto sarebbe una guerra gia' persa. Siamo professionisti e persone animate dal buon senso e dalla positiva disponiblita' verso chi ci sta intorno, tanto piu' se ci chiede un aiuto. Siamo persone attive, laboriose, che studiano e si aggiornano, che forse hanno anche imparato ad esercitare la pìetas, quell'attegiamento compassionevole che si insegnava negli hospitales dell'Alto Medioevo, che poi erano i conventi. Con questo animo, e con la gioia dei risultati del nostro incessante lavoro, vogliamo traghettare al nuovo anno. Per noi il 2004 sara' intenso e produttivo.

07/12/2003

Mi ha scritto Massimo D' Angeli :

 

Caro Ezechiele,

ogni giorno 247 italiani purtroppo fanno la fine di tuo
padre: uccisi a causa del tabacco, ma pochi dei loro parenti agiscono in
modo produttivo come te.
buon lavoro.
MD







Zoroastro e Lucia

Hredo he i lavori di ristailin siano a bon punto. HUI o si fa tutto in sei , sette giorni massimo, o ci vole un’eternità. Dipende da come girano le Galassie di mi’ HAPO.

Comunque io ne so poho perché l’accesso alle ALTE SFERE un’ ce l’ho però sono amiho di un certo Zoro he parla parecchio e le sa tutte. Poerino anche lui, appena gli è arrivato HUI gli hanno subito requisito mezzo nome, infatti da voi si hiamava ZOROASTRO solo he HUI gli astri son tutti di mi’ HAPO. Poi invece di sistemallo insieme a’ predicatori l’hanno messo co’ poeti. Ora gli è sempre incazzato nero perché c’è un Trilussa e un Belli he lo hiamano sempre a’ Zoro e gli fanno i’ verso della zeta home se c’avessero una sciabola in mano. Io invece lo hiamo hon tutto i’ su’ nome da vivo e allora lui mi ha preso in simpatia e m’ha promesso he mi spiffererà tutto.

Per ora so solo che quelli che, coll’aiuto di’ fumo, si son presi i’ diabete quando arrivan QUASSU’ i’ mi’ HAPO, che quanto a idee gli è UN DIO, ha pensato di affidalli a una certa Lucia, he protegge tutti quelli che un' ci vedono. E i’ diabete, si sa, fa anche male alla vista.

La prima hosa he ha fatto huesta Lucia pe’ recuperalli è stato di mettelli a guardare da i’ BUHO nell’ OZONO voi quaggiù he fumate ancora. Appena vedono uno he un po’ fare a meno delle sigarette lo mettono subito in lista d’attesa ni’ reparto nuvole perché pensano che arriverà DI HUA prima di huanto creda.

Spero he domani Zoro mi spifferi qualche altra notizia.

Spifferato direttamente da i’ Paradiso da Spirito Allegro.

06/12/2003

Da Gea News di Dicembre :

Aria di "campagna"

La prima campagna Tabagismo del Ministero della Salute italiano, tra esitazioni e qualche incertezza, prosegue. Un primo report positivo si e' avuto proprio alla Conferenza Europea su Prevenzione, Tabacco e Comunicazione che si e' avuta a Roma dal 13 al 15 novembre e che ha rappresentato un evento di proporzioni straordinarie. Il dott. Alfredo D'Ari, del ministero della Salute, che si sta occupando specificamente e operativamente della campagna, ha presentato alcuni risultati dovuti ad una prima rilevazione: sembra che il 6 % dei fumatori abbia smesso di fumare. Rapportao sulla popolazione generale il risultato e' enorme. Quanto durino queste decisioni e' da vedere, e sono in corso ulteriori verifiche e conferme. Un fatto pero' e' certo, che le politiche di controllo del Tabacco hanno una ragion d'essere, servono, producono risultati. Dunque giustificati anche gli investimenti in denaro. La campagna su Alimentazione e Fumo costa allo stato circa 10 milioni di euro. Sui cambiamenti in materia di comportamenti alimentari sara' piu' complicato fare delle valutazioni, ma sul Fumo si puo' meglio monitorare alcuni parametri relativi al consumo del tabacco. Certo, per far mutare atteggiamenti a comportamenti non ci vogliono alcuni mesi, ma molti anni. Questo lo sappiamo noi e lo sanno anche al ministero. Per questo motivo non c'e' che una risposta: le capagne devono continuare per il bene di tutti, anche dello Stato, che per ogni fumatore che smette, recupera un po' dei soldi investiti.

05/12/2003

AUGURI PER LA "CREATURA"!

Marco Badiani



Aribuoncompleanno  Ezino!! 

A proposito di hompleanni ti voglio raccontare icché gli ha deciso i’ mi’ CAPO pe’ quello di' SU’ FIGLIOLO.

Senza neanche aspettà i’ giorno giusto (LUI co’ tempi un’ è tanto bravo ), tra le tante hose he s’è nventato pe’ festeggiamenti, gli ha anche aperto una tabaccheria hiamata I’ PARADISO DE’ FUMATORI.

Voleva fare una hosa gradita a tutti huelli he so’ arrivati in fretta e furia di HUA pe’ colpa di’ fumo. Un ci hrederete, ma un' ci va nessuno! Anche se gli è tutto regalato.

Di HUA un’  vogliono sape’ più nulla di’ fumo salvo quel nostargiho di’ Savonarola ma gli ha preso solo i fiammiferi.Dice sempre che pe’ torna’ sulla piazza farebbe foho e fiamme.

Boh!?!? e ci hapisco sempre meno.

Spifferato direttamente da i’ Paradiso da Spirito Allegro.

Nicola

( http://www.bucnic.com ) mi ha appena mandato il suo REGALO per il compleanno di questo BLOG.

L' ho inserito qui a sinistra e, in formato piu' grande, alla fine dei posts.

Non e' bellissima l' idea della sigaretta accesa al posto della candelina ??!!!

GRAZIE, Nicola !!!



Derby
AGNELLI D’ORO contro DIAVOLI NERI
allo OLIMPO STADIUM

Bona Ezino, speravo di potetti spifferare la cronaha della partita di’ secolo e invece l’hanno sospesa. (dice A DIVINIS!?!?).

Gli è stato un parapiglia fin dall’inizio, prima di tutto è arrivata una certa Haterina, he a su’ tempi la viveva hon de’ Medici

Questa Madonna (ops scusa Mamma!?) l’ha preso subito i’ pallone dicendo che siccome i’ gioho di’ carcio gli era suo, gli è nato a su’ tempi nella su’ città, sulle divise ci dovevan mette’ lo stemma di Giglio di Firenze. A que’ punto gli è arrivato l’Arbitro Petronio e s’è messo subito a disquisire colla Haterina su’ holori delle divise, dicendo che i’ nero e rosso de’ DIAVOLI NERI, un’ gli era più di moda, poi che l’ala destra un sapeva icché la faceva l’ala sinistra, che i colori giallo e rosso de’ su’ hartellini li voleva hambiare perché gli facevano venire la nostargia della su’ Antiha Roma e che poi lui, con le mutande, un’ era punto elegante e via di questo passo. Così per fallo chetare i’ pubbliho s’è messo a gridagli  come la su’ moglie la passava le serate huando lui un’ c’era.

A un certo punto in quella honfusione gli è sceso in campo anche uno di voi, un certo Silvio, he ogni tanto passa di HUA a dare honsigli a i’ mi’ HAPO.

Icché ti devo dire, a vedello i DIAVOLI NERI si son messi tutti a pehorina, a applaudillo, a riverillo. Neanche li pagasse!

A questo punto da i’ pubbliho gli è arrivata una bordata di fischi e di parolacce he gli AGNELLI D’ORO, siccome son signori e c’hanno anche un po’ la puzza sotto al naso (quarcuno dice anche quarcos’altro), sono tornati negli spogliatoi dicendo he torneranno a Pasqua colle PATATINE PON PON.

Come se un’ bastasse i so’ Muratti, quello he puzza di tabacco, l’ha cominciato a lanciare volantini co’ i’ su’ nome e a dire he quando C’ERA LUI…. In quel momento si è alzato uno dalla curva di SOTTO, uno tutto pelato, hon un cipiglio, vestito tutto di nero, hompresi gli stivali e la hamicia, e si è messo a dire che “QUANDO C’ERA LUI” gli è i’ su’ slogan e un' glielo puo’ usare nessuno e che queste gli erano delle squadracce da periferia.

Alla fine tra toni e lampi gli è arrivato i’ padrone dell’ OLIMPO STADIUM, ni’ frattempo gli era scaduto i’ noleggio di’ campo, e s’è l’è portato via perché gli serviva home insalatiera. C’è da capillo, poero Giove, con tutti quegli dei e semidei che mangian come cristiani e s’arrangia home puo’.

Ora prima he si ripresenti un altro Girone pe’ fare un’altra partita chissà quanti seholi passeranno.

Spifferato direttamente dal Paradiso da Spirito Allegro

Polmoni: La Scoperta,

 Anoressia Li Distrugge Come Fumo

Chicago, 4 dic. (Adnkronos) - L'anoressia danneggia i polmoni come le
sigarette. La scarsa alimentazione collegata a questa malattia nervosa,
provocherebbe cambiamenti nel tessuto polmonare simili a quelli
dell'enfisema da fumo di tabacco. E' questo il risultato di una ricerca
canadese, condotta dagli esperti del General Hospital di Vancouver,
presentata al meeting della Radiological Society of North America, a
Chicago. Un collegamento tra malnutrizione e disturbi respiratori era
gia' emerso nel dopoguerra, dallo studio di alcuni internati nei campi
di concentramento nazisti. ''Non e' ancora chiaro se questi danni
strutturali siano permanenti - spiega Harvey Coxson, radiologo
dell'ospedale canadese e coordinatore della ricerca - ma sembra comunque
importante stabilire una terapia precoce per limitare i danni polmonari
in chi soffre di questo disturbo alimentare''. Nella ricerca, Coxson ha
utilizzato la Tac per esaminare i polmoni di 14 anoressici e 16
volontari sani, nessuno con precedenti in famiglia di problemi
respiratori. Secondo gli esperti, ''se la malnutrizione causa l'enfisema
negli anoressici, puo' anche contribuire ad aggravare questo problema
nei fumatori. Se cosi' fosse - concludono - la terapia nutrizionale
utilizzata per il disturbo nervoso potrebbe contribuire a frenare la
progressione della malattia in chi non sa rinunciare alle bionde''.
(Pin/Adnkronos Salute)
























04/12/2003

COMPLEANNO !!!

Domani, 5 Dicembre 2003, questo blog compie il prinmo anno di vita.

Nel corso di questo anno siete venuti a trovarci :

in

47.187

su questo blog, ed in

29.818

sul blog in Inglese, per un totale di

77.005

visitatori !

Grazie di nuovo a tutti Voi !!!

Con qualche ora di anticipo abbiamo ricevuto i primi AUGURI !!!

BLOG-ANNO

5 dicembre 2003

Tanti auguri di cuore per il tuo blog-anno da me e Spirito Allegro.

Ti seguiamo con affetto ed attenzione.

Amina e Spirito Allegro

E' tornato a scriverci anche Spirito Allegro !!  :

Ciao Ezino, finalmente posso spifferatti huarcosa su' icché succede di HUA.

Ieri s' è presentato in portineria un caso difficile: un tizio he dice he anche se gli è ricco sfondato s’è sempre comportato bene.

Un' ha mai fatto le horna alla su’ moglie, l’ha sempre lavorato sodo, un’ ha mai ammazzato neanche una mosca e via di questo passo e in più gli ha fatto anche beneficenza. Solo che i nostro Pietro un’ s’è  voluto prende’ la responsabilità e l’ha mandato direttamente da i’ CAPO. Ora gli è in anticamera he  aspetta i’ su’ turno. Un’ mi rihordo i’ su cognome, mi sembra Moretti, Moratti … no Muratti.  So he puzza di tabacco lontano un miglio. 

Pe' curiosità, oggi, sono andato a fagli visita, credevo di trovallo homodo homodo in pottrona e invece l’hanno messo nello sgabuzzino insieme alle scope e a tutta la spazzatura. Poraccio gli è lì che un’ riesce  neanche a respirare dall'aria che c’è.

Comunque i' so' Muratti m’ha detto che vorrebbe sponsorizzare i’ derbi della nostra squadra di carcio, AGNELLI D’ORO, pe’ rifassi delle soddisfazioni che un’ha trovato da voi. Pare he a un certo punto un’ lo voleva più nessuno, prima c’aveva la Ferrari, le squadre di carcio e tutti i più importanti omini sportivi, poi basta, a un certo punto un’ l’ha voluto più nessuno. Poeraccio deve essere stato pe’ come puzzava di tabacco a fallo emarginare.

Boh, e chi ci hapisce home vanno le hose da voi. Ora devo scappare, c’ ho da andare allo stadio pe’ i’ derbi, AGNELLI D’ORO contro i DIAVOLI NERI dello stadio OLIMPO.

Domani ti spiffero la differita, anche se so che a te di’ carcio un’ te ne importa nulla.

Cinzia Marini ci scrive :

Questa è la storia di Casey Stengel e di una

pipa da tabacco

dei tempi in cui giocava a baseball, novant'anni fa.

Un giorno era in treno e teneva in bocca una pipa spenta. Il controllore passò e gli disse che ra vietato
fumare. Stengel rispose che non stava fumando. Ma ha una pipa in bocca,
replicò il controllore. E Stengel:Ho anche le scarpe ai piedi, ma non sto
camminando.


Se è possibile indossare scarpe senza camminare, si può possedere un portacenere
e non fumare? La risposta è si, ovviamente. Eppure, in base alla legge antifumo
della città di New York, questo non significa niente. Come in molti hanno
imparato a proprie spese, la semplice esistenza di un portacenere in un
luogo in cui è proibito fumare implica pesanti conseguenze.

Non importa se il portacenere è custodito lontano dalle aree aperte al pubblico. Non
importa se è utilizzato come decorazione o per contenere graffette o caramelline.
Nessun portacenere è consentito. Il motivo ? spiega Sandra Mullin, portavoce
del dipartimento municipale della Sanità, è che la presenza di un portacenere
può essere intesa come un invito ad accendere la sigaretta.


Dal 1° maggio, quando si è cominciato sul serio ad applicare la legge, sono
stati emessi circa 2.300 mandati di comparizione, 200 dei quali per i portacenere.
Nel quartiere di Brooklyn Heights il proprietario di un negozio di video
è stato multato per un portacenere tenuto all' ingresso per venire incontro
alle esigenze dei clienti che entrano con una sigaretta accesa. Un newyorchese
più celebre, Graydon Carter, editore di Vanity Fair, ha ricevuto anche lui
il mandato di comparizione per alcuni portacenere che tiene in ufficio.
Non fumava nessuno, ma gli ispettori hanno visto il portacenere. E tanto
è bastato. Li conservo perché mi ricordano la mia giovinezza  ha detto
Carter, quando siamo stati multati non erano in uso, né contenevano mozziconi.
E ha aggiunto : Qualsiasi città che consente di tenere in ufficio una pistola
carica ma non un portacenere ha una scala di priorità molto discutibile.
Molti la pensano così al Players, un club di Gramercy Park South: la settimana
scorsa alcuni funzionari sanitari hanno insistito per ispezionare l' ufficio
del direttore, John Martello. Non hanno trovato nessuno che fumasse, ma
hanno scoperto tre portacenere, allineati su un ripiano della sua libreria.
Si trovano lì , ha spiegato Martello, proprio perché li abbiamo tolti
di mezzo. A differenza della polizia, gli ispettori non hanno avuto neppure
bisogno di un mandato di perquisizione per entrare nel mio ufficio. Gli
è bastata una soffiata anonima.


Un argomento di chi si oppone a questa norma è che lo zelo nel perseguire
la virtù non sempre serve ad ottenere i risultati voluti. Negli anni Cinquanta
Casey Stengel era l'impareggiabile manager degli Yankees. Guardatelo ,
disse indicando un giocatore : Non beve, non fuma e non tira tardi la sera.
Eppure non riesce a colpire la palla.


Saluti. Cinzia.











































Marco Ramadori risponde al post del 1° Dicembre di Marco Badiani :

Il problema che denuncia Marco esiste, ma e' un problema che non riguarda solo il fumo.
Domanda: se voi andate da un vigile e gli dite che il sig. X ieri ha parcheggiato in doppia fila e vi ha impedito di uscire, secondo voi il vigile gli fa la multa? O se andate dallo stesso vigile a denunciare che il sig. Y e' appena passato con il rosso?
Il problema non e' pertanto sulla norma, ma e' generale sulla prova concreta della violazione della stessa.
Non vi e' pertanto una soluzione semplice: se il pubblico ufficiale che interviene sul posto non trova nessuno che fuma, non puo' multare nessuno, ma e' anche vero che se si chiede l'intervento in una stazione ferroviaria o in una scuola e' difficile che poi nessuno fumi.
Comunque considerate che l'effetto maggiore di questi esposti, come anche dei blitz antifumo, non e' tanto quello di far sanzionare chi fuma in quel momento, quanto di sensibilizzare la struttura per il futuro. Spesso questo obiettivo, anche con il solo arrivo della forza pubblica, viene comunque, almeno in parte, raggiunto, come e' dimostrato anche dalle azioni di AP.
ciao
marco







03/12/2003

Ricevo da Marco Badiani :

A proposito dell'ADUC vi racconto un episodio che risale a circa un mese fa.
Facendo una ricerca su Internet avevo letto un "Consiglio ADUC" in cui, a
nome dell'associazione, si scriveva che sarebbe stato opportuno creare dei


ristoranti per soli fumatori

(sic) e che tale richiesta sarebbe stata
inoltrata - o si stava valutando se farlo, non ricordo bene - a Sirchia.
Avevo allora risposto (il messaggio era stato inviato all'indirizzo
dell'associazione riportato in calce a quel testo), educatamente, osservando
che la cosa non mi sembrava fattibile, in quanto creare ristoranti per
fumatori avrebbe significato dare la possibilità ai gestori di scegliere se
nel proprio locale si sarebbe potuto fumare oppure no, scelta che sarebbe
risultata in palese contrasto con un divieto generale. Come può infatti una
legge recitare "è vietato fumare nei locali di ristorazione" e prevedere al
tempo stesso che chi desidera possa creare un locale per fumatori
semplicemente attaccando alla porta un cartello con scritto "locale per
fumatori"? Una legge così impostata si sarebbe ovviamente trasformata in una
sorta di "suggerimento" a non far fumare, non in un divieto, dato che
avrebbe previsto la possibilità di scegliere, no? Ed avevo fatto notare che
se, per assurdo, una proposta così folle fosse stata accettata, avrebbe
portato a rendere completamente inefficace il divieto lasciando le cose
esattamente come stanno.
Non l'avessi mai fatto!!
Mi hanno scritto, senza rispondere alle osservazioni che facevo (le avranno
capite?), dandomi del soffocatore delle libertà altrui, accusandomi di avere
un atteggiamento violento, di fare sparate salutiste e via dicendo. Ho
tentato di controbattere, ma la situazione è peggiorata: gli insulti sono
aumentati, ma di risposte neanche l'ombra (solo frasi generiche sul rispetto
dei diritti di tutti su cui chiunque, tranne forse Hitler o Bin Laden,
sarebbe stato d'accordo). A questo punto ho scritto di nuovo facendo notare
che il rispetto di cui parlavano tanto non lo dimostravano affatto nei miei
confronti ed ho riportato un elenco di tutti gli insulti che mi avevano
rivolto. Così le ultime loro risposte sono diventate un po' meno dure. Poi
in uno degli ultimi messaggi che ho ricevuto è venuto fuori che se volevo
riposte dettagliate avrei dovuto rivolgermi a chi aveva scritto il
comunicato e che comunque i "Consigli ADUC" si caratterizzavano per la
brevità. Insomma, che non rompessi tanto i coglioni!! Ma come, mandano un
comunicato a firma ADUC e poi non ne riconoscono quasi la paternità? E
oltretutto dicono queste cose dopo uno scambio di due o tre lettere? Mi
avessero dato subito un nominativo a cui rivolgermi lo avrei fatto, no? Roba
da matti!! Comunque ho scritto di nuovo che se qualcuno avesse voluto fare
una vera discussione sarei stato, nonostante tutto, ancora disponibile. A
questo messaggio non ho avuto alcuna risposta. E forse è stato meglio così
perché se la cosa fosse proseguita temo che sarebbe stata un'inutile perdita
di tempo.
Confesso che neanche quando mi sono infognato in quel dibattito insensato
con Gian Turci di Forces ho avuto così tante difficoltà a comunicare come
con questi "signori".
E pensare che anche all'ADUC avevamo spedito l'ultima lettera inviata a
Sirchia chiedendone la sottoscrizione...

Marco Badiani

 



















































Cinzia Marini ci scrive :

Finalmente !!!.

Metro di questa mattina ha riportato la notizia che in due giorni
di controlli alle stazioni Termini, Vittorio e San Giovanni della linea
A della metropolitana romana sono state elevate n. 8 multe a chi è stato
sorpreso a fumare oltre a molte altre a chi ha sporcato le banchine o non
rispettato la segnalatica che regola gli accessi.
Saluti. Cinzia






02/12/2003

Ricevo da Margherita e posto :

A mio avviso la

campagna anti fumo per i giovani

(ma anche per tutti gli altri ) dovrebbe essere più  sottile;
io "suggerisco un metodo omeopatico"
nel senso che:
a decretare il successo delle sigarette
è stata la moda
"Tempo addietro ho rivisto fronte del porto
e ancora ricordo l'immagine di un MARLON BRANDO - PERALTRO
BELLISSIMO -costantemente con la sigaretta in bocca.
Usiamo la moda per fare in modo che si smetta di fumare.

Ossia sarebbe opportuno fare in modo , ma in maniera meno plateale e più
credibile
 (è assurdo che un vip dica di non avere "mai" fumato in un programma della
RAI e poi sulle reti private si vanta di aver fumato il primo, e non
l'unico, spinello a 14 anni ), che l'atto del fumare diventi fuori moda,
poco chic.
In questo potrebbero dare un contributo anche gli stilisti che anzicchè far
sfilare le modelle con tanto di sigaro, sigaretta con bocchino ed altro,
potrebbero fare magliette spiritose del tipo "non fumo ergo vivo", "non fumo
ergo respiro "
e perché no "non fumo ergo godo", cosa? "l'aria pulita".

C'è poi un'altra cosa che ho notato tra i giovanissimi, contrariamente a
tutte le statistiche
(alle quali credo poco) a fumare sono più le ragazzine che i ragazzi, é
forse una mia sensazione, ma è quello che vedo quotidianamento lungo la
strada, nei locali, purtroppo sotto le stazioni della metropolitana.

Se magari si riuscisse a convincerle che con una sigaretta in bocca
sono tutt'altro che sensuali (facendolo magari dire ad un belleccio come
Raul Bova)
o che il fumo fa venire la cellulite e fa ingrassare, piuttosto che dir loro
che
aumenta il rischio di tumori o altre conseguneze sulla salute che non hanno
un impatto immediato. Mi rendo conto che non è onesto, ma a mio modesto
avviso,
c'è una maggiore problabilità che smettano di fumare; come dire mali estremi
estremi rimedi.
 
Forse ho detto cose banali
ringrazio, comunque , tutti
coloro che avranno la pazienza di leggere
quello che ho scritto.
Buona giornata a tutti 
 














































Pericolo contraccetivi per le fumatrici

di DOMENICO ENEA

Uno studio ha esaminato l'uso di contraccettivi orali associati al tabagismo femminile. I ricercatori hanno dimostrato che possono persino essere fatali. Lo studio ha riguardato l'osservazione di un vasto campione di 17.000 donne tra i 25 e i 39 anni, per la durata di 35 anni, ed ha evidenziato che le fumatrici di oltre 15 sigarette al giorno presentavano un rischio raddoppiato di morire per una malattia cardiovascolare, rispetto a chi non fumava e assumeva contraccettivi orali. Le fumatrici di sigarette "leggere" presentavano un rischio addirittura aumentato del 25%.
Fonte: "Smoking and Oral Contraceptives": A Deadly Combination, Ivanhoe, 18 Luglio 2003,

http://search.ivanhoe.com/channels/p_channelstory.cfm?storyid=6618&channelid=CHAN-100018


 Psicologando

di LUCIANO RIZZO

Teoricamente quando si comincia una cosa che durerà per gran parte della nostra vita si cercano di avere tutte le informazioni possibili: ciò accade per il lavoro, per lo studio ma anche per la persona che vogliamo al nostro fianco o per un semplice viaggio. Ciò dovrebbe accadere anche per il Fumo, invece no. Si comincia a fumare quasi sempre da ragazzi, spinti da amici che hanno cominciato prima (http://www.gea2000.org/scuola/1903-2003.htm) e che in questo modo mascherano le proprie insicurezze di adolescenti. Agli occhi di un adolescente questi compagni manifestano maggior sicurezza e ciò porta ad imitarli. Il bisogno di informazioni viene totalmente offuscato dal desiderio di essere accettati dagli altri. Con l’introduzione del fumo nei polmoni si ha una immediata reazione del sistema immunitario che " avvisa " il corpo dell’arrivo di una tossina. I modi che il corpo usa per avvisare il suo possessore sono diversi da persona a persona: una tachicardia, un senso di nausea, dei giramenti di testa, la tosse, sono reazioni tipiche che possono avvenire singolarmente o tutte insieme. La persona purtroppo di solito non capisce l’importanza di questi messaggi e anzi cerca di reprimerli per non fare cattiva figura di fronte agli altri, specie se si tratta di persone che fanno parte del suo gruppo. Il bisogno di approvazione da parte degli altri è più forte del dolore provocato dal fumo (in questo modo la propria insicurezza non viene risolta ma viene "mascherata" in una componente rituale) e così si accetta una seconda sigaretta e via di seguito fino a che il sistema immunitario non prende atto dell’avvenuto cambiamento nell’ ambiente esterno e non emette più segnali di avvertimento.

01/12/2003

Sigarette anche in ospedale,
si salva solo la sala operatoria


Ricerca in un nosocomio veneto sui livelli inquinanti
DI SILVIA BAGLIONI

Si è svolta in questi giorni a Padova la quinta conferenza europea della Società per le ricerche sulla nicotina e il tabacco (Society for research on Nicotine and TobaccoSRNT), organizzata in collaborazione con Associazione Scientifica Interdisciplinare italiana per lo studio delle malattie respiratorie (AIMAR). «L’unica terapia possibile è la disassuefazione dal fumo. E’ questo», spiega Stefano Nardini, primario di Pneumotisiologia all’Ospedale di Vittorio Veneto, «il messaggio più chiaro emerso dal convegno. La strada da battere è la prevenzione sia primaria, per disincentivare la diffusione del tabagismo, sia secondaria, per prevenire i tumori del polmone».
Eppure anche tra il personale sanitario non si è ancora consolidata una cultura contro il fumo. Lo dimostra uno studiocampione svolto in un ospedale veneto. «Entrando in un bar o cenando in un ristorante», spiega il dottor Giovanni Invernizzi, Unità Operativa per i Danni da Fumo dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano, «capita spesso di respirare un’aria molto simile a quella di un incrocio stradale nelle ore di punta. Nonostante la presenza degli impianti di ventilazione, il fumo di tabacco (come altre sorgenti organiche di combustione) satura velocemente l’ambiente di particelle estremamente fini dal diametro inferiore a 2,5 micron, provocando un aumento di quelle ‘polveri sottili’ (PM10: pericoloso per la salute a certe concentrazioni) che mandano in tilt le centraline antismog».
Studi compiuti negli ultimi tre anni dall’Istituto Nazionale dei Tumori e dalla Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) hanno consentito di verificare che in molti luoghi dove si fuma la soglia di PM10 stabilita per l’aria esterna viene superata di parecchie volte, esponendo così a grave rischio la salute di tutti anche di chi ha scelto di non fumare. Fino ad oggi, però, nessuno aveva pensato di misurare la presenza delle polveri sottili in una struttura sanitaria. I dati raccolti monitorando durante una intera giornata i livelli di particolato fine in vari ambienti di un ospedale veneto (dove i tecnici si sono recati senza preavviso) dimostrano che l’inquinamento da PM10 nelle sale operatorie e nei reparti di rianimazione è sotto la soglia stabilita dalla legge, ma in certi ambienti sono stati riscontrati livelli elevati di particolato fine da imputare al fumo di sigaretta.
«Ciò conferma», conclude Nardini, «che negli ospedali il tabagismo non è stato debellato e lo stesso personale sanitario a volte risulta scarsamente preparato sul fumo di sigaretta e i suoi effetti».









LIBERI DAL FUMO
"Ragazzi scegliete con la testa" La campagna europea rivolta agli adolescenti. Parla il commissario David Byrne: "Indurre ad una rinuncia consapevole"
DI ANNAMARIA MESSA

Vuoi sentirti ‘figo’? Non fumare! Sentiti libero di dire no, ‘Feel free to say no… Gira intorno a questo slogan la massiccia campagna mediatica dell’Unione Europea per prevenire il fumo tra gli adolescenti. Un’informazione che faccia capire le manipolazioni pubblicitarie dell’industria del fumo e la gravità di tutti i rischi legati al consumo di tabacco. Target i ragazzi dai 12 ai 18 anni, età in cui formano le loro opinioni, invitati ad assaporare invece la vita, la libertà reale, a non cadere nella trappola della sigaretta per sentirsi adulti e fascinosi. Budget di 12 milioni di euro circa (tra tv e testate di carta stampata, nazionali e locali) per spot, redazionali, sponsor del mondo dello sport, della scienza, dello spettacolo.
E intanto un decreto del governo, proprio in questi giorni, attua la legge comunitaria e da Natale comincerà in Italia il count down per i gestori dei locali aperti al pubblico: un anno di tempo per adeguarsi e legge a pieno regime nel Natale 2004 (rigorosamente no smoking bar, ristoranti e uffici privi di spazio sufficiente a realizzare aree distinte per fumatori). Categorico l’annuncio del ministro della salute, Girolamo Sirchia, nella Conferenza a Roma su "Tabacco, giovani, prevenzione e comunicazione", organizzata dalla Commissione europea in collaborazione con lo stesso ministero e promossa dalla Presidenza Italiana UE. La priorità è «garantire la non contaminazione da fumo dell’ambiente», precisa Sirchia, «Solo quando sarà possibile si potranno prevedere spazi per i fumatori, con una divisione vera, non fittizia, di locali. Multe molto salate per i trasgressori». Tutto in linea con le iniziative già attuate nel nostro paese, tali da far dire al Commissario Europeo responsabile per la salute e protezione dei consumatori David Byrne, intervenuto alla Conferenza insieme ai giovani europei testimonial della campagna, che «il ministro ha portato l’Italia in prima linea nella lotta europea contro il fumo».
Secondo i dati disponibili oltre l’80% dei fumatori adulti ha cominciato prima dei 18 anni. Nella popolazione europea sarebbero più di 30 su 100 quelli col pacchetto di sigarette in tasca. L’età d’inizio, avverte l’Oms, si abbassa costantemente, in particolare tra le ragazze: poco meno di un quarto dei quindicenni europei fuma quotidianamente e dal 1993/94 in questa fascia d’età non si è registrata in nessun paese una diminuzione del consumo settimanale di sigarette. «Più della metà dei circa 36 milioni di giovani europei fumatori continuerà a fumare ma conoscere gli effetti devastanti del consumo di tabacco sarà motivo sufficiente a ripensarci», afferma Byrne. Bastano pochi giorni per rendere un adolescente dipendente dalla nicotina: la campagna verso quanti possono ancora dire ‘no’ punta su richiami emotivi «per diffondere tra i giovani una nuova immagine ‘cool’ dell’astensione dal fumo, moderna, al passo coi tempi. Senza predicozzi vogliamo far capire che fumare è proprio stupido, così che la rinuncia al fumo sia una scelta consapevole e naturale, associata a un senso positivo della vita», spiega Byrne.
«Dobbiamo studiare come far arrivare i nostri messaggi ai giovani», precisa Sirchia, «Finora non ci siamo riusciti e questo è amaro da ammettere». La constatazione, dice il ministro, parte dai risultati delle campagne di dissuasione dal fumo che non hanno funzionato nei confronti dei giovani. L’incontro a Roma è stato voluto «per riunire tutti i cervelli e gli esperti sia sul versante dell’esperienza concreta della lotta al tabagismo, sia su quello della comunicazione. Vedere che non si riesce a scalfire la scorza dei giovani, è una frustrazione». La speranza è che funzioni il messaggio chiave della campagna, "chi non vuole essere ‘out’ rinuncia alla sigaretta, la vera libertà è quella di dire no".








Anche Cinzia Marini ci ha scritto oggi :

Denigrato dalle campagne salutiste,

il tabacco si prende una bella rivincita.


Una ricerca di Claudio Lovisolo, docente di Fisiologia vegetale all'Università
di Torino, e del biologo molecolare Ralf Kaldenhoff dell?Università tedesca
di Darmstadt, fa luce su un meccanismo dalle importanti ripercussioni in
medicina, in agricoltura e nella difesa dell'ambiente.

Le acquaporine sono proteine presenti in tutti gli organismi viventi, che consentono lo scambio
di acqua tra cellule e ambiente circostante, dice Lovisolo. Studiando
la pianta del tabacco ci siamo accorti che le acqueporine regolano anche
lo scambio di anidride carbonica. Questo significa che le cellule vegetali
non assorbono acqua e anidride in modo passivo, come una carta assorbente,
ma attivo, a seconda della necessità.

La scoperta ha suscitato molto interesse negli oncologi.

Le cellule tumorali, infatti, respirano in fretta e dunque emettono molta anidride carbonica. Se si riuscirà a regolare questa attività, si potrà rallentarne la crescita. La speranza nasce anche dal fatto che
le acquaporine del tabacco sono molto simili a quelle umane.

La scoperta ha altre conseguenze importanti. Se si potrà costringere le piante ad assorbire
più anidride carbonica, diventeranno un alleato ancora più importante contro
l'effetto serra. In questo caso, inoltre, la loro crescita accelera molto,
permettendo cosi' di tagliare il consumo di fertilizzanti.















Marco Badiani oggi ci scrive :

All'interno della sala di attesa della stazione degli autobus della mia città ho chiesto ad alcuni ragazzotti che fumavano di spegnere la sigaretta o di uscire, ma questi si sono rifiutati. Ho fatto quindi presente che c'era un divieto, ma dato che questo fatto non sembrava potesse creare alcun turbamento nelle povere menti di questi coglioni (anzi, continuare a fumare impunemente li divertiva da morire), ho chiesto ai funzionari presenti in biglietteria di intervenire. Questi però hanno osservato che non era compito loro far rispettare i divieti ed hanno scaricato la responsabilità sui dirigenti, i quali, a loro volta interpellati, hanno dato la stessa risposta. Cosicché, prima ho fatto presente a questi ultimi che sui cartelli di divieto avrei dovuto trovare il nome dell'addetto alla vigilanza, che non c'era, poi ho telefonato al 113 segnalando il fatto. Se sarà necessario insisterò affinché venga indicato con esattezza a chi doversi rivolgere in futuro in casi del genere, e sono disposto anche a fare una denuncia scritta, ma sono certo che in breve tempo la segnaletica verrà messa a norma. Il problema però non è questo, mi restano infatti dei grossi dubbi sul fatto che poi si riesca a far rispettare il divieto.

Mi spiego meglio.
Se accadrà di nuovo che veda fumare qualcuno, nel momento in cui saprò con certezza chi è l'addetto alla sorveglianza mi rivolgerò a lui per far rispettare la legge. A questo punto, se questo interverrà e sanzionerà chi fuma, il problema sarà risolto. Non mi meraviglierebbe però che l'addetto si rifiutasse di intervenire o di fare le multe, e vorrei capire in questo caso come dovrei comportarmi. Cosa dovrei fare, telefonare al 113 o ai Carabinieri e chiedere un intervento? Ma se anche arrivassero dei poliziotti sul posto, dando per scontato che chi fuma avrà naturalmente finito di farlo, potrei chiedere che fossero loro a sanzionare l'addetto alla sorveglianza che non ha fatto il suo lavoro? Ma come potrei dimostrare cosa è accaduto se non ci fossero testimoni o se non ci fosse comunque nessuno disposto a confermare il mio racconto? Non finirebbe tutto ancora una volta in una bolla di sapone?

Sarei grato a Ramadori, o a chi ha le conoscenze per farlo, di aiutarmi a capire come dovrò comportarmi in situazioni del genere. Credo che possa essere interesse di tutti noi sapere quali sono le procedure da seguire in certi casi, in modo che sia possibile agire in modo efficace ed evitando di fare mosse false che porterebbero ad inutili perdite di tempo.

Marco Badiani








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