31/10/2003
"Vietato fumare" serve ai maleducati
di MARCO BADIANI
A casa nostra, o di altri, quando qualcuno vuole fumare, chiede ai presenti il permesso di farlo. E' una regola elementare di buona educazione e viene osservata da tutti. Ma nei luoghi pubblici questa regola sembra perdere qualsiasi valore. Sfido chiunque a dimostrarmi di essersi sentito chiedere spesso "posso fumare?" dai vicini di tavolo del ristorante. A me sarà capitato al massimo un paio di volte nella vita, e non credo di essere un caso raro. Molti sembra che possano rinunciare a fumare solo quando vedono dei cartelli di divieto. Ho sentito tante volte discorsi del tipo: "E' giusto che gli altri non siano obbligati a respirare il mio fumo, io quando c'è un divieto lo rispetto". Ma perché se si trova giusto un comportamento lo si deve adottare solo quando si è obbligati a farlo? Io non rubo perché trovo immorale farlo, non per paura di andare in galera! Che senso avrebbe se dicessi: "Trovo giusto non rubare però se non è proibito lo faccio"? Purtroppo nel nostro paese, in attesa della legge voluta da Sirchia, che entrerà in vigore tra oltre un anno, sono ancora tanti i luoghi in cui è permesso fumare ed in cui milioni di cittadini non possono appellarsi che al senso civico degli altri per non diventare vittime del fumo passivo. Ci sono tante persone affette da asma o da altre patologie respiratorie che oggi devono di fatto rinunciare ad entrare in un gran numero di bar, pub e ristoranti a causa del fumo presente in questi ambienti. E sono una moltitudine coloro che per una cena fuori casa devono pagare il caro prezzo di dover mangiare in mezzo al fumo degli altri. Per non parlare di barman e camerieri che magari si mostrano sorridenti al cliente che tiene la sigaretta in bocca ma soffrono in silenzio per il veleno che sono costretti a respirare. In un paese civile non dovrebbe neanche rendersi necessaria una legge per impedire che questo avvenga, ad evitarlo dovrebbe bastare la coscienza dei cittadini. La scritta "vietato fumare" serve esclusivamente per i maleducati.
Il DataBase delle leggi antifumo dell'OMS:
http://cisid.who.dk/tobacco/Consolidated/TCP16.asp?TS=16&PY=2001Da Gea News di Novembre:
Affumicati e soli
di CRISTINA VATTERONI
Parliamo di allergie respiratore. Ne soffre il 20% e più della popolazione. Provate a immaginare la rabbia di chi non vuol fumare, per non farsi venire subito tosse, bronchite, asma, e che invece si ritrova a dover lavorare tutto il giorno respirando fumo esalato dai polmoni altrui. Provate a immaginare cosa possa pensare questa persona quando deve anche assistere a dibattiti da salotto televisivo su altre possibili cause del suo male e sulla nocività o meno di ciò che invece sperimenta ogni giorno!... Non andare al bar, non prendere i treni Intercity simil-camere-a-gas, non andare nei Pub è possibile. Ma non andare a lavorare no: bisogna andarci, e riuscire anche a stare bene per poterlo fare con profitto. Se è difficile per qualcuno lavorare senza fumare, pensate cosa può essere lavorare respirando male e dormendo poco: le infiammazioni respiratorie, fra le altre cose, disturbano il sonno. Ci sono leggi già dal 1994 (626) secondo le quali ogni lavoratore deve essere tutelato anche dal fumo passivo, ma quasi nessuno le applica e quasi nessuno le conosce. Ovunque, i paladini della democrazia e della libertà abbiamo tanta comprensione, come è giusto che sia, per il fumatore che non può fare a meno delle sue dosi, ma nel frattempo pochissima comprensione per quei 'rompiscatole' così schizzinosi che vorrebbero respirare aria senza tabacco... Nella vita di tutti i giorni, li lasciamo soli a combattere contro il solito muro di ignoranza.
30/10/2003
Cinzia mi ha inviato oggi :
Da Panorama n. 39 del 25/9/2003 (pag. 89)
DIVIETI SALUTISTI E PARADOSSI PUBBLICITARI
Di Fabrizio Rondolino
Perché le sigarette si e il whisky no? Perché sul mio pacchetto c'è scritto
a caratteri cubitali che il fumo uccide e sul parmigiano invece nessuno
scrive che i grassi animali provocano l'infarto? Perché la caffeina è pubblicizzata
in tv a tutte le ore (addirittura dal paradiso) e la nicotina invece no?
E poi, e soprattutto: ma se fanno tanto male,queste maledette sigarette,
come mai continuate a venderle?
Perché ammettiamolo, è un po' stridente il contrasto fra questi nuovi pacchetti
listati a lutto come oramai neppure nei paesini del profondo Sud, e il
bollino con tanto di stellone della Repubblica e la dicitura "monopolio
fiscale" ( Questa e' quella che io piu' volte ho chiamato IPOCRISIA DI STATO - Eze ). E ancora più stridente, se vogliamo dirla tutta, è la contraddizione
tra il tentativo, in sé certo lodevole, di impostare una credibile campagna
antifumo e lo spettacolo raggiante e vincente della Ferrari (come di qualunque
altra macchina, del resto) addobbata come un tabaccaio degli anni Cinquanta.
Il terrorismo pubblicitario non è riuscito a sconfiggere né l'eroina né
l'aids, figuriamoci se riesce a convincere un fumatore. E suonano francamente
un poco ridicole, il ministro della Salute Girolamo Sirchia ci perdoni,
le circolari inviate a poliziotti e carabinieri per invitarli a non fumare
in servizio, o la richiesta alle televisioni pubbliche e private di istituire
un comitato di vigilanza "per evitare che film e spettacoli messi in onda
promuovano il fumo di sigaretta, specie nelle trasmissioni dedicate ai giovanissimi".
" Nella Sanità c'è troppo Stato. Un effluvio di leggi, un mare di distorsioni.
Si deve abbandonare il dirigismo inutile, sterile e burocratico che ha contraddistinto
per anni il Servizio sanitario nazionale ": così si era espresso Girolamo
Sirchia, intervistato dal Sole 24 ore, poco dopo essere diventato ministro
della Sanità. Parole sante, che tuttavia si sono trasformate nell'esatto
opposto: e cioè nel tentativo di regolamentare per legge persino i telefilm.
E' vero che il fumo ha un costo sociale, perché chi si ammala a causa delle
sigarette deve poi eessre curato a spese della collettività, e dunque la
collettività deve in qualche modo difendersi. Ma un costo sociale lo hanno
anche l'ignoranza, che è il più grave effetto collaterale della scuola italiana,
o le vacanze, che costano in vite umane più della guerra a Saddam Hussein.
In generale, la vita ha un costo sociale: ma non per questo bisogna smettere
di vivere.
Perché dunque tanto accanimento contro le sigarette? Passi per il fumo passivo,
ma il fumo attivo dovrebbe rientrare fra i diritti costituzionali di ciascun
individuo. Fumare sarà una nevrosi, sarà un pericolo, sarà maleducato, ma
è prima di tutto un piacere:( Proprio questo e' il punto: perche' fumare e' un piacere ? Ma chi l' ha detto ? - Eze ) e i piaceri non dovrebbero essere proibiti
o regolamentati dallo Stato, né trasformati in colpe inespiabili o in drammi
senza redenzione, per di più con tanto di bollino fiscale.
Perché delle due l'una: o si decide che tutti gli alimenti, le bevande e
le altre sostanze potenzialmente dannose per la salute vanno messi al bando
( il che non pare francamente possibile) oppure un po' di misura e di equilibrio
è preferibile a sventagliate di terrore alternate a spot in mondovisione
dai circuiti della formula uno.
29/10/2003
PRO - FUMO
Ieri Ami ci ha segnalato un nuovo sito, http://pro-fumo.splinder.it/, il cui autore , nel venirci a salutare, si e' presentato cosi':
" Un saluto ... il mio intento con il blog è quello trovare una frase ironicha ed intelligente al giorno da pubblicare su un pacchetto di sigarette ovviamene cerco sempre frasi che mettano in risalto la stupidità del fumare ma è difficile .. quindi se avete dei suggerimenti . ben vengano li pubblichero' molto volentieri :o) buona tosse a tutti ! :o) "
Alcuni esempi di questi singolari posts:






... e cosi' via.
Da Gea di Novembre apprendiamo con gioia: Italia senza Fumo a Natale 2004
di EVA CARATA
Sarà finalmente pubblicato a giorni nella Gazzetta Ufficiale il recepimento dell'accordo tra Stato e Regioni che regolamenta i locali pubblici e i fumatori. Lo ha annunciato il ministro della Salute Girolamo Sirchia all'inaugurazione del congresso dei medici oncologi italiani. Nel provvedimento si dà un anno di tempo ai gestori dei locali per adeguarsi dal punto di vista tecnico alle nuove norme che daranno la possibilità di riservare spazi con particolari caratteristiche ai fumatori, e difendere i non fumatori. ''Dopo tanti anni di sforzi - ha commentato Sirchia - queste norme diventeranno realtà''. Dal Natale del 2004 dunque la legge entrera' in vigore ! Soddisfazione nostra, ma anche diffusa negli ambienti preposti alla tutela della salute pubblica, e soprattutto tra gli attivisti di "Aria Pulita", movimento dei non fumatori, che hanno attuato un pressing senza precedenti sul ministro e sul Governo con una raffica di lettere, portate a conoscenza di autorita' ed organi di stampa nazionali.
28/10/2003
La splendida Cinzia risponde a Daniele ( vedi post di ieri ) :
Ciao Daniele,
rispondo ai tuoi quesiti:
1) nella sale da ballo chiuse e quindi anche nelle discoteche è vietato
fumare in base alla legge n. 584/75; è vero che l'art. 3 della suddetta
legge consente di ottenere l'esenzione di tale osservanza qualora si installi
un impianto di condizionamento dell'aria o un impianto di ventilazione rispettivamente
corrispondenti alle caratteristiche di definizione e classificazione determinate
dall'Ente nazionale italiano di unificazione (UNI).
A tal fine deve essere presentata al sindaco apposita domanda corredata
del progetto dell'impianto di condizionamento contenente le caratteristiche
tecniche di funzionamento e di installazione.
L'esenzione dall'osservanza del divieto di fumare è autorizzata dal sindaco,
sentito l'ufficiale sanitario; ritengo pertanto che sia lecito da parte
tua richiedere di verificare l'esistenza o meno di questa esenzione;
2)dal 1° gennaio 2002 (legge 28 dicembre 2001 n. 448) la sanzione prevista
a carico delle persone preposte che non curano l'osservanza del divieto
espondendo i relativi cartelli in maniera visibile può variare da 200 a
2.000 euro; tale somma è aumentata della metà nel caso che gli impianti
non siano funzionanti o non siano condotti in maniera idonea o non siano
perfettamente efficienti;
3) per prima cosa ti invito a verificare l'esistenza o meno dell'esenzione;
qualora, come sospetto, non vi siano autorizzazioni di alcun genere all'esenzione,
puoi denunciare la situazione di inadempienza o Aria Pulita lo può fare
per te; se desideri l'intervento di Aria Pulita ti invito a scrivermi privatamente
per fornirmi tutti gli elementi necessari per la denuncia; i Carabinieri
li puoi chiamare ma è vero che non sempre intervengono; la lega tumori non
svolge compiti di controllo;
4) la legge n. 3 del 16 gennaio 2003 (art. 51),che non sarà operativa prima
della fine del 2004, prevede il divieto di fumare in tutti i luoghi chiusi
ad eccezione di quelli riservati ai fumatori; questo vuol dire che i gestori
dei locali pubblici, se lo vorrano, potranno adibire aree per i FUMATORI
dotate di appositi dispositivi di depurazione dell'aria e solamente in tali
aree sarà consentito fumare.
Spero di essere stata esauriente.
Saluti. Cinzia.
Da Gea News di Ottobre posto con piacere :
Aria Aperta
di GIACOMO MANGIARACINA
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=1&c=MBX4XFQPNLOWC
Vorrei dire basta alla contrapposizione tra fumatori e non fumatori, ma le vetrine con quei famigerati "articoli per fumatori" mi mettono ancora tanta inquietudine. Rappresentano il grottesco assoluto, una storia che e' partita col fascino delle volute di fumo ed e' finita con una strage di invalidi e di morti (
www.gea2000.org/necrologi.htm). Io rappresento la scienza e uomini di scienza, percio' devo definire i fumatori come "persone affette da dipendenza tabagica", onorando le ricerche dell'ultimo decennio. Gli italiani che non desiderano fumare ne' essere affumicati da terzi, sono il 75% della popolazione. Eppure, come noto' Alberoni una ventina di anni fa, i fumatori (meno del 25%) assumono comportamenti e ruoli "da maggioranza". Criticano le politiche e le leggi sul Tabacco, offendono quella scienza a cui si rivolgono pero' quando si ammalano, recriminano e avanzano presunti diritti. Protestano ingiustizie, ma non tutti. Solo le vittime della disinformazione, per intenderci quelli che inveiscono contro lo stato assassino, quello del "monopolio", che vende la morte, non sapendo che il monopolio non esiste piu' da anni (rileggete le etichette di sigillo dei pacchetti per favore). Non sanno che il mercato del tabacco in Italia e' totalmente in mano agli anglo-americani. Ecco dunque lo scopo di una Giornata Nazionale dedicata alla grande schiera di coloro che hanno scelto di respirare e di non fumare. La Giornata del 5 Novembre, incentrata sui Diritti dei Nonfumatori, serve a capire meglio, dedicata prima di tutto ai giovanissimi, da tutelare con l'informazione, l'esempio in famiglia, l'adozione di strategie e interventi di prevenzione nella scuola e nella comunita'. Gli scopi, elaborati come principi di massima dal consiglio internazionale dell'ICAT, International Coalition Against Tobacco (www.gea2000.org/icat), e adattati alla realta' italiana, sono questi: 1) Ribadire la pericolosità del fumo attivo e passivo. 2) Sottolineare i danni ambientali causati dal Fumo. 3) Valorizzare l'immagine del non fumatore. 4) Affermare il diritto alla salute (art. 32 della costituzione). 5) Tutelare i non fumatori (il 75% della popolazione). 6) Tutelare soprattutto i bambini nell'ambiente domestico, nella scuola e nella comunità. 7) Promuovere iniziative di educazione alla salute. 8) Sensibilizzare i Media al problema. 9) Sviluppare iniziative scolastiche smoke-free anche ricreative. 10) Promuovere l'applicazione delle norme antifumo vigenti soprattutto nelle scuole. 11) Promuovere l'applicazione della legge 626/94 nei luoghi di lavoro e la "no-smoking policy" aziendale per tutelare i lavoratori dal fumo di sigaretta. 12) Indire giornate di studio e aggiornamento sul problema indirizzate al personale sanitario, insegnanti, dirigenti. 13) Avviare progetti scolastici di prevenzione del Tabagismo, che potranno concludersi il 31 maggio, Giornata Mondiale senza Tabacco in epoca di chiusura delle scuole. Abbiamo l'adesione di 52 organizzazioni tra cui molte prestigiose (www.nonfumatori.it/5nov.htm) a parte la sede nazionale della Lega contro i Tumori. Chi volesse aderire puo' ancora farlo informandoci. Dai nostri siti possono essere prelevati banner e immagini da riprodurre in internet e sulla stampa. Il collegamento ipertestuale a cui indirizzarsi e': www.gea2000.org/preferiscolaria.htm. La manifestazione di maggiore spessore e' a Roma, dove il 5 novembre il Comune scende in campo con determinazione. Presso l'Aula Giulio Cesare del Campidoglio, gli assessori alla sanita' e all'ambiente, inaugureranno la Giornata con gli insegnanti di 40 scuole, i medici scolastici e i rappresentanti del Consiglio comunale dei bambini. Presenti naturalmente i membri della Commissione Tecnico Scientifica per la Prevenzione del Tabagismo e delle Dipendenze. Si giochera' imparando, e verranno presentati alcuni progetti di prevenzione per le scuole.27/10/2003
Ricevo e posto per voi.
Sono un frequentatore di locali di Salsa (balli latino americano),
sul sito WEB ho letto i testi della legge 584 del 1975 e l'articolo
51 del 16 gennaio 2003.
Sembrerebbe che nei locali chiusi da ballo è vietato fumare (dal
1975) però esiste la possibilità da parte dei conduttori di ottenere
l'esenzione vedi articolo 3 lettera b) della legge 1975.
Al momento in molti locali gli impianti di condizionamento non sono
sufficienti, a volte per risparmiare sono spenti, c'è tanto di quel
fumo che gli occhi diventano rossi.
Francamente non è che ho capito bene come funziona la normativa in
vigore e se cambierà qualcosa per il 2004, quindi vi espongo qualche
domandina.
Come si fa a sapere con sicurezza, al 100%, se in una discoteca si
può fumare o no ?
se è possibile fumare, ci devono essere dei cartelli con
l'autorizzazione del Sindaco ?
Quant'è la multa per un conduttore di un locale che non fa rispettare
il divieto di fumo ? ancora da 20.000 a 100.000 lire ?
Quali azioni si possono intraprendere per impedire di far fumare
nelle discoteche ?
chiamare i carabinieri, la lega anti-tumori, serve a qualcosa ? mi
hanno detto che i carabinieri difficilmente vengono.
Ringrazio anticipatamente eventuali risposte
Ciao Daniele.
Vi terro' informati sugli sviluppi !
Il Consiglio di Stato contro il fumo in TV
Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha espresso vivo compiacimento per la recente sentenza del Consiglio di Stato (1929/2003) a seguito della quale sarà vietata la diffusione di particolari fotogrammi del film College, trasmesso su Rai 2 in fascia pomeridiana, nei quali è più volte mostrato il pacchetto di una nota marca di sigarette.
Il Consiglio di Stato ha, infatti, ritenuto "provato il carattere pubblicitario" e il connotato di "pubblicità ingannevole" del messaggio messo in onda in quanto:
- "attraverso la tecnica del product placement
* mira ad aggirare il divieto assoluto di pubblicità dei prodotti da fumo vigente nell’ordinamento italiano"(L.165/1992)
"Il carattere pubblicitario del product placement va ritenuto sussistente tutte le volte in cui, per le modalità del messaggio e per la scena in cui si inserisce, non trova altra giustificazione se non la finalità promozionale; la innaturalità ed estraneità del messaggio rispetto al contesto, costituisce una rappresentazione artificiosa e non giustificata di marchi e segni distintivi, al di fuori di normali standard ed esigenze narrative" - "è un messaggio non trasparente perché, essendo inserito nel contesto di scene di una pellicola cinematografica, non è una forma di pubblicità palese e chiaramente riconoscibile come tale" (artt.1 e 4 del D.lgs n.74/1992)
Nel caso del film College – si afferma nella sentenza - "è innegabile una certa insistenza nell’esibizione del pacchetto di sigarette" (ben quattro volte e in quattro diverse scene) e "come tale esibizione non fosse necessaria, o utile o strumentale rispetto al contenuto delle scene". "Si può in via indiziaria desumere il carattere promozionale del messaggio", "la sussistenza di un interesse imprenditoriale all’inserimento" di quel pacchetto all’interno del film, "e,dunque, in definitiva, una intesa tra produttore delle sigarette e autore del messaggio pubblicitario".
Si tratta di un importante, ulteriore passo avanti nel percorso per la tutela della salute dei cittadini dai danni del fumo, in linea con gli appelli che il Ministro Sirchia ha più volte rivolto alle reti televisive, senza ottenere finora riscontri effettivi.
La sentenza è in linea anche con i programmi dell’Organizzazione mondiale della Sanità che per l’anno 2003 dedica la “Giornata mondiale senza tabacco” del 31 maggio al mondo del cinema e della moda.
*Nell’ambito della tipologia delle forme di pubblicità non trasparente si colloca il product placement, vale a dire il messaggio pubblicitario occultato mediante la presentazione del prodotto da pubblicizzare all’interno del mezzo audiovisivo (pellicola cinematografica): nell’ambito di un film vengono mostrati con insistenza e in modo apparentemente casuale all’interno di più scene marchi e prodotti che risultano identificabili dallo spettatore.
(f.f./e.r. Redazione Ministerosalute.it maggio/2003)
Lo dicono i dati dell'Istituto superiore di sanità
Il ministro: "Risarcimenti contro le aziende che non tengono l'aria pulita"
Gli adolescenti fumano meno
Nel mirino le sigarette in tv
Dalla televisione viene il cattivo esempio:
Sirchia: "Voglio parlare con i direttori delle reti"
ROMA - Lo fanno per imitare divi televisivi e veline. E proprio dalla televisione, dove passa una sigaretta ogni 32 minuti, viene il cattivo esempio. Anche se, stando agli ultimi dati dall'Osservatorio su fumo, alcol e droga dell'Istituto superiore di sanità (Iss), la sigaretta sembra perdere fascino sugli adolescenti. Nessun crollo verticale, certo. Gli adolescenti fumatori hanno tra i 13 e i 17 anni, sono soprattutto ragazzi, abitano al nord e fumano in media 7 sigarette al giorno. Ma, rispetto a tre anni fa, i giovanissimi con il vizio del fumo sono scesi di numero. E tra le ragazze cresce addirittura la percentuale di quelle che non hanno nessuna voglia di accendere la prima sigaretta. Resta il problema dei messaggi che invogliano al fumo. Ed è per questo che il ministro della salute, Girolamo Sirchi, ha in mente di mettere in piedi un tavolo di lavoro "contro il fumo in Tv" a cui chiamare i direttori delle reti televisive italiane. Obiettivo: "cancellare" i modelli sbagliati che ogni giorno passano sul piccolo schermo e proporne altri completamente opposti per combattere il vizio delle sigarette.
Stando ai dati, il 12 per cento dei giovani fuma. Negli ultimi tre anni però, nell'arco d'età compreso tra i 15 e i 24 anni, i fumatori maschi sono passati dal 37,7% al 32,6%, le femmine dal 30,4% al 20,17% per cento. Per le ragazze il deterrente maggiore sembra essere la paura degli effetti antiestetici che le sigarette esercitano sulla pelle. Gli adolescenti con il vizio non sono ancora dipendenti dalla nicotina: l'assuefazione arriva dopo alcuni anni, soprattutto tra i 18 e i 24 anni. Secondo l'identikit i giovani fumatori sono più numerosi fra i 16 e i 17 anni e nelle regioni del Nord-est, seguite da quelle del nord-ovest.
Infine una curiosità: il 35% degli adolescenti con il vizio del fumo acquista le sigarette dal distributore automatico. Per questo, dal prossimo anno i distributori automatici funzioneranno solo dopo le 23.00. Inoltre, potranno essere installate solo macchinette munite di lettore di banda magnetica e attivabili solo introducendo la carta di identità elettronica.
L'Istituto superiore della sanità , inoltre, protesta contro la televisione. O meglio con l'eccesso di fumo che passa attraverso il piccolo schermo: "La lotta al fumo, oltre a scontrarsi con le multinazionali del tabacco impegnate in strategie di vendita sempre più attraenti, inciampa anche su un altro potente ostacolo: la televisione". Quel che è peggio, osserva in particolare l'Iss, è che "in film, cartoon e video musicali, i generi più seguiti dai giovani, il 62% degli atti di fumo è associato a personalità positive, vincenti ed eroiche, e solo il 38% a personalità negative, perdenti e vittime".
Dati alla mano dunque, la lotta contro il fumo si rivela lunga e difficile. Per questo, il ministro della salute, Girolamo Sirchia, individua una mossa dal sicuro impatto: "Le richieste di risarcimento nei confronti delle aziende che consentono di fumare e non impongono l'aria pulita sono un deterrente poderoso". E, in effetti, il rischio di pagare "miliardi di vecchie lire di risarcimento" potrebbe costituire un incentivo per le aziende a tutelarsi e, quindi, a far rispettare le norme. Come è successo, con esiti felici, negli Stati Uniti.
26/10/2003
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Vip con la sigaretta in bocca clicca su una foto per andare alla galleria | |||||||||||
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TROPPO FUMO IN TV - L'Istituto superiore di sanità (Iss) ha svolto un'indagine sul ruolo della televisione verso il fumo. «Nelle fiction - ha evidenziato la relatrice dell'Iss Roberta Pacifici - abbiamo registrato un 'atto fumo' ogni trenta minuti nelle reti Rai e ogni 64 minuti nelle reti Mediaset». Ancora più alta l'incidenza su Mtv: l'incidenza varia dai 26 minuti dei videoclip ai 6 minuti dei cartoni. Un dato interessante - ha detto Pacifici - è che l'atto fumo più ricorrente è svolto da un personaggio positivo e sempre legato a un evento di successo». La Lilt (Lega italiana lotta ai tumori) ha promosso una ricerca intitolata «Smoke gets in yor eyes - Fumo e fumatori nell'immaginario cinematografico contemporaneo». Lo studio ha analizzato i 19 film italiani e stranieri più visti nella scorsa stagione. Nelle pellicole straniere le scene legate al fumo sono 37, e i personaggi fumano in media 1,9 minuti per scena; in quelle italiane, le scene dello stesso tipo sono 42, per una durata media di 5,2 minuti. Il 90% dei personaggi fumatori sono uomini, mentre le fumatrici sono appena tre.
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Fra gli italiani adulti i fumatori più accaniti vivono al sud e nelle isole, mentre le fumatrici più incallite abitano nelle regioni centrali.
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Alcuni spot USA anti-fumo clicca su una foto per andare alla galleria | |||||||||||
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DISTRIBUTORI AUTOMATICI - Una piccola buona notizia: i distributori automatici di sigarette dal 1° gennaio 2004 funzioneranno solo di notte per impedire che i minori possano acquistarle. I nuovi distributori saranno dotati di un lettore di banda magnetica nel quale introdurre la carta di identità, limitando così ancora di più l'accesso ai più giovani. Lo hanno stabilito i Monopoli di Stato, su richiesta del ministro della Salute Girolamo Sirchia, per limitare l'accesso ai distributori automatici di sigarette da parte dei minori di sedici anni.Il 35% degli adolescenti fumatori acquista le sigarette dal distributore automatico, e oltre la metà vi ricorre una volta alla settimana. La maggior parte degli acquirenti ha meno di 16 anni. Il dato è emerso da un'indagine commissionata dall'Osservatorio su fumo, alcol e droga (Ossfad) dell'Iss.
LE SIGARETTE CON PIÙ CANCEROGENI - Le sigarette Marlboro hanno il più alto contenuto di sostanza cancerogene al mondo. Lo hanno indicato alcuni scienziati americani del Centro americano per il controllo e la prevenzione della malattie. Gli studiosi hanno verificato che le Marlboro contiene quantità più alte di nitrosamine (Tsna) rispetto ad altre sigarette disponibili in undici di 13 Paesi esaminati.
LA REPLICA: «FUMATORI DISCRIMINATI» - Si fa sentire anche l'Associazione dei fumatori. Che non contesta i danni del fumo sulla salute ma le «discriminazioni» che i fumatori cominciano a subire. «Siamo 14 milioni di italiani adulti -è scritto in un comunicato - che per esercitare la loro libera scelta di farsi un po' di male procurandosi un po' di piacere, comprano dallo Stato italiano sigarette e sigari pagando più di 10 miliardi di Euro in tasse ogni anno. Centinaia di e-mail che ci vengono inviate denunciano abusi compiuti ogni giorno negli uffici, anche dove non ci sono contatti con l'esterno, dove si impone il divieto di fumo ben prima che la legge sia in vigore (ricordiamo che manca un anno…). Il divieto vale anche per i ristoranti, ma un luogo di svago si sceglie, e noi andremo solo dove sarà permesso fumare… Il fatto è che la legge, pensata per i ristoranti, è stata frettolosamente imposta anche ai luoghi di lavoro. Dove si passano otto ore, dove non si può scegliere di cambiare. Ecco perché diciamo che la Legge è stata fatta in modo discriminante, per emarginare. Oggi - conclude il comunicato - i mass-media diffondono in modo forte la notizia che i pesticidi inquinano il 50 % della frutta e della verdura che consumiamo. Se la legge prevede che un fumatore subisca una sanzione da 25 ai 250 euro chiediamo al ministro Sirchia quale sanzione sarà applicata a chi avvelena il nostro cibo».
| :: OFFENSIVA DI SIRCHIA CONTRO LE TV: BASTA CON IL FUMO IN TELEVISIONE | |
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Il ministro ha scritto a Rai, Mediaset e La7 | |
| Categoria: | Salute |
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Autore: |
Non disponibile |
| Fonte: | RaiNews24 |
| URL: | http://www.rainews24.rai.it/Notizia.asp?NewsID=24523 |
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L’ultima offensiva del ministro Sirchia contro il fumo è contro al televisione. Contro quelle immagini ammiccanti di film, telefilm e anche spot pubblicitari che invitano a fumare o che possono in qualche modo sollecitare la curiosità di fumare. | |
25/10/2003
Ho letto nel Reader's Digest che le sigarette fanno male. Cosi' ho subito smesso di leggere il Reader's Digest (Anonimo).
24/10/2003
Cinzia ci segnala questa lettera, apparsa su La Repubblica
Eliminare la nicotina
dalle sigarette
Premetto che sono un ex forte fumatore. Ho smesso da 20 anni in modo assoluto non senza difficoltà. Da allora non ho mai sentito lo stimolo di tornare a far parte della schiera dei fumatori e credo fermamente di essermi salvato, se non da morte certa, sicuramente da gravi problemi di salute. Quando ne avevo 40 e fumavo 40 sigarette al giorno, al mattino mi svegliavo senza fiato ed ero costantemente costipato. Tosse e raffreddori non mi davano tregua. Ora ho 60 anni, godo di buona salute e mi sento molto meglio. E risparmio un sacco di soldi.
Da giorni il dibattito sui danni da fumo si è fatto più vivace. Le scritte terrorizzanti sui pacchetti di sigarette hanno avuto sicuramente il merito di averci fatto tornare a riflettere sui danni provocati dal fumo.
A me, comunque, non piacciono quelle scritte così violente. E’ una chiara esagerazione e fa pensare al solito modo di fare di alcuni governanti che si mettono la coscienza a posto facendo molto rumore per poi dire: «Io te l’avevo detto, cretino!».
Secondo me è solo una questione di dosi. Se mi mangio 5 chili di spinaci al giorno, prima o poi il mio fisico ne risente e se insisto posso anche morirne. Il problema sta tutto nel fatto che nelle sigarette c’è la nicotina che crea dipendenza. E da qui ne deriva che la maggior parte dei fumatori si ritrova a essere un tossicodipendente incallito. A questo punto mi chiedo come mai il ministro della Sanità, che dovrebbe essere informato di come stanno realmente le cose, non fa in modo di costringere i produttori di tabacco di mettere in vendita prodotti completamente privi di nicotina. Come è noto, la nicotina non ha né odore né sapore. Il "profumo" del tabacco e il gusto di fumarsi una sigaretta, non ne sarebbero compromessi. La maggior parte della gente ne farebbe un uso molto più limitato e senza danni.
Francesco Falcioni, email
Come ha spiegato il farmacologo Moreno Paolini, in una lettera pubblicata la settimana scorsa, la nicotina è solo una delle 4000 molecole presenti nel fumo.
23/10/2003
Cinzia Marini ci ha mandato la traduzione dell'articolo di Le Monde del 21 ottobre 2003.
I TABACCAI SCIOPERANO CONTRO L'AUMENTO DEL
PREZZO DELLE SIGARETTE
Più del 75% chiuderanno i negozi ,lunedì 20 ottobre, per protestare
contro l'aumento dal 18 al 20 % delle tasse sul tabacco. I dettaglianti
temono il rilancio del contrabbando.Quelli delle regioni frontaliere
temono di perdere clienti attirati dai prezzi dei paesi vicini.
I tabaccai dovranno per la prima volta chiudere gli esercizi, lunedì 20
ottobre , per protestare contro l'aumento delle tasse sulle sigarette , che mettono,secondo
loro, in pericolo la loro sopravvivenza . Dopo un aumento dall'8 al 16%
in gennaio , il prezzo delle sigarette è volato dal 18 al 20% il 20 ottobre , ed un aumento
simile è previsto nel gennaio del 2004.
"Il ministro della sanità ha dichiarato con toni alti e fermi che la sua
volontà era quella di non avere più fumatori in Francia. Il problema è che esiste
una rete di 34.000 tabaccai in Francia" ha dichiarato Renè La Pape , presidente della
Confederazione del dettaglianti del tabacco .Dal 75 all'85% dei tabaccai
seguiranno il movimento e sessanta manifestazioni sono previste davanti
alle prefetture.
I tabaccai prevedono di allargare lo sciopero alla vendita dei francobolli
e delle marche da bollo. Si sono appellati ai clienti perchè firmino una petizione
ed assicurano di aver già ottenuto 4,3 milioni di firme. Premono per trasferire
i rialzi da gennaio 2004 al luglio successivo e rivendicano uno sconto (commissione
sulla vendita del tabacco) dell'8% netto qualunque sia il giro di affari
sul tabacco.
Giovedì 9 ottobre , Renard Dutreil , segretario di stato al commercio ,
aveva annunciato un piano di aiuti di circa 150 milioni di euro. Egli prevede
un aumento , immediato, della commissione che i tabaccai percepiscono sulle vendite del
tabacco, ed aiuti saranno egualmente sbloccati , a partire del febbraio
2004 , per coloro le cui vendite nel 2003 saranno diminuite del 5% od oltre.
A PARIGI . Le casse delle tabaccherie saranno coperte da un drappo nero
. "Tabacco in sciopero" si leggerà sulla porta del bar tabacchi Au Corona,
a due passi dal Museo del Louvre : all'alba lunedì il proprietario del Corona
raggiunge i colleghi a Plaine Saint Denis , davanti al magazzino di distribuzione Altadis
(ex Seita) : l'obiettivo è quello di bloccare l'uscita dei camion dell'impresa.
Parecchie decine di dettaglianti si sono dati appuntamento, c'è anche qualche
trasportatore dell'Altadis che parla di "solidarietà" :"Se i tabaccai vendono
meno , avremo meno lavoro " , spiega uno di loro. Un altra operazione ha luogo
contemporaneamente ad est della capitale, davanti ai magazzini di Altadis de
Lognes (Seine et Maine). " Le consegne al tabaccai della zona francese non saranno
effettuate" , conferma la divisione distribuzione di France d'Altadis ,il
cui direttore non è altri che François Dutreil ,cugino del Segretario di Stato.
Il Presidente del sindacato dei tabaccai della regione parigina , Gerard
Bohelay , anche lui propietario di una rivendita di sigari, dedicherà il prossimo
editoriale della rivista Tabaccai "Raffarien" : "Noi siamo portatori di opinioni .Ogni giorno
11 milioni di clienti entrano nelle rivendite di tabacco. Se ne ricorderanno
nell'urna. Ci sono stati i casseurs ( scioperanti violenti n.d.t.) ci saranno i tabaccai."
Il Fronte Nazionale ha intuito l'utilità che poteva trarre dalla protesta
: il deputato europeo Bruno Gollnisch , che guiderà la lista del F.N. alle elezioni regionali
nel dipartimento Rhone Alpes , ha interpellato la commissione di Bruxelles su
questi commercianti " confrontati con la concorrenza dei paesi limitrofi" , e che
costituiscono una " rete irrinunciabile del commercio di prossimità, specialmente
per le zone rurali". Poco importa se Jean Marie Le Pen ha dichiarato che " non
è contrario" all'aumento dei prezzi del tabacco , martedì 14 ottobre , all'inaugurazione
della campagna di Marine Le Pen ,capolista del F.N. in Ile deFrance alle regionali.
Lo stesso Le Pen ha fatto "la guerra" alla figlia per farla smettere di
fumare ....
A METZ (MOSELLA) , la saricinesca de La Civette è restata abbassata. Come
gli esercizi di 60 tabaccai della città - con l'eccezione del Relai H della
stazione , protetto da una vettura della CRS - , Guy Heumann era in sciopero.E' arrivato
alle 5,30 ,come tutti i giorni, ma è rimasto sulla porta per informare i clienti
" In 27 anni di commercio non ho mai chiuso un giorno, nemmeno a Natale. Questo mi fa male
ma se non facciamo niente si corre verso la catastrofe", spiega ad una cliente
abituale fumando nervosamente un cigarillo. " I Francesi sono sotto mira vengono
tassati da tutte le parti . E noi siamo stanchi di fare da capro espiatorio. Se
veramente il tabacco è un veleno , interdiamone la vendita.
"Impotenti" di fronte a questi nuovi aumenti , Guy Heumann e i suoi 500
colleghi mosellani voglio approfondire l'argomento con i tabaccai lussemburghesi.
Lo stesso pacchetto di sigarette , venduto ormai a 4,6 euro in Francia , vale 2,85
euro dalla altra parte della frontiera , a 60 chilometri. "62% di scarto , come resistere?
", si interroga Yves Paysant, presidente dell'associazione dei tabaccai frontalieri
,lui stesso commerciante a Creutzwald , alla frontiera tedesca , dove le sigarette
costano ugualmente meno care. "Questo anno , la vendita di sigarette è calata del
25% in Mosella. Per quanto mi riguarda prevedo di perdere 160.000 euro di fatturato
nel 2003.Per certi colleghi , la diminuzione dei guadagni raggiungerà il 40%",
si dispera questo vecchio minatore. Lui che credeva di aver fatto "un investimento"
, 12 anni fa, dice " rimpiango la mia riconversione". Il mese passato ha dovuto licenziare
due commesse. " Ho fatto il bilancio" Egli ha fatto un piccolo calcolo : "
Il volume di vendita di sigarette nel Granducato è aumentato del 40% quest'anno. Se le
vendite fossero destinate al mercato interno ciascun lussemburghese fumerebbe in
media otto stecche di sigarette al giorno ! ".
Tabaccaio nel dipartimento di Thionville , Jean Pascal afferma : "Noi siamo
riforniti ogni 15 giorni , i tabaccai lussemburghesi sono riforniti tutti i giorni.
Un cliente Francese per acquistare dieci stecche di sigarette ,in totale impunità,
deve solo dichiarare che l'acquisto riguarda il suo consumo personale.
I 53.000 frontalieri della Lorena che giornalmente vanno a lavorare in Lussemburgo
non sono i soli a profittare del guadagno. Gerard, 42 anni, agente di commercio
a Metz, fa il viaggio una volta al mese . " Mi fermo alla stazione del vecchio
posto di frontiera di Dudelange .Acquisto 4 stecche , alcune volte anche di più per
fare un favore a degli amici. Ne approfitto per comprare della benzina ,risparmio
10 euro per il pieno". "Siamo onesti tutti questi consumatori hanno ragione ad approfittarne",
riconosce Guy Heumann .
A CALAIS , il traffico deve essere ininterrotto , come nel Boulonnais e
nel Dankerquois dove i turisti britannici vengono in massa a comprare le sigarette meno
care del 50%.
Un dettagliante : "Mattei perchè vuoi sviluppare l'economia dei nostri
vicini ?" E' categorico :"Con i due aumenti previsti oggi e in gennaio tutto il commercio
della zona di Calais è minacciato".
Più di 17 milioni di britannici sono passati l'anno scorso a Calais. Dopo
l'apertura del tunnel nel 1990 e, sopratutto, la soppressione del duty free nel 1999, essi
assicurano il 90% del giro di affari dei dettaglianti di Calais. Rene Dusautoir lo
può testimoniare. Il suo negozio è il primo tra l'uscita del tunnel ed il centro della città.
Le macchine britanniche si fermano lì per acquistare una media di 16 stecche a persona
,è il più grosso giro di affari. "Dopo l'ultimo aumento le vendite sono diminuite
del 30 - 40% a Calais .I turisti inglesi cominciano ad andare in Belgio"."Nel prossimo
gennaio ,la differenza di prezzo tra la Francia e L'inghilterra sarà annullata ,non
appena il prezzo si abbasserà ancora un pò.
Dal sito dei Fumatori Cortesi ho tratto oggi:
PACCHETTI PORTA-SFIGA? NO, GRAZIE.
Beh, questo nuovo pacchetto “porta-sfiga” è proprio un bel regalo estivo per i fumatori.
Del tutto inutile (le scritte c’erano già e per chi fuma il messaggio era già chiarissimo…).
Ma forse è questo che intendono per prevenzione. Uno dei nostri associati ci ha anche segnalato uno spot (http://www.hdemia.it/news/news_20030301_01.html) in cui si presentano tre culetti (si avete letto bene) che fumano e il gioiello si conclude con lo slogan : “chi fuma si riconosce dalla faccia”.
Mi dissocio, in quanto ex fumatore , dal contenuto degli spot , ma ve li propongo come un altro esempio di quello che si puo' trovare su Internet, a proposito di fumo. Il che mi ricorda questo altro spot, che vi ho gia' proposto tanti mesi fa .
22/10/2003
Se volete provare, fate così: procuratevi un palloncino di media grandezza, poi cominciate a fumare, inalando con la tecnica che preferite, ed inviando il fumo nel palloncino ogni volta che dovete esalare, gonfiandolo a poco a poco. Quando questo è sufficentemente gonfio, ponete la sua estremità in bocca, e modulando il flusso con le dita che trattengono l' estremità del palloncino, fate uscire un poco alla volta il fumo contenuto in esso, inalandolo profondamente nei polmoni. E' un gioco molto piacevole, che fra l' altro è meno dannoso di molte altre tecniche di fumo passivo, basta naturalmente non abusarne. L' effetto principale che si ottiene da questa tecnica è un piacevole stordimento, oltre ovviamente all' altrettanto piacevole perversa sollecitazione dei polmoni.




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Dal sito: Non fumatori.it ho tratto oggi: Mi Conviene Fumare? Iniziare a fumare è come costruirsi una trappola per poi caderci dentro: non più libertà non più aria pura, ma investimento in "malessere" ed offesa alla gioia di vivere. Svisceriamo l'argomento: potrebbe essere di stimolo per volerci un po' più di bene. Le sostanze che introduciamo nel nostro organismo quando fumiamo. Perché si inizia, che tipi di fumatori ci sono ... Fumano di più le donne? Quali sono i pericoli per le donne fumatrici? Sapevi che chi non fuma campa 10 anni in più |
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21/10/2003
Sempre Cinzia ci invia :
Cronaca Nazionale
09/10/2003
FUMO: CLAMOROSA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI ROMA
ORDINATA LA CTU PER FISSARE I PUNTI DI INVALIDITA' DI UNA DONNA AMMALATASI
DI CANCRO PER IL FUMO DEI SUOI COLLEGHI
LA DONNA, ASSISTITA DAL CODACONS, HA CHIESTO UN MEGA- RISARCIMENTO ALLA
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
www.codacons.it
sportello Fumo
Nuova vittoria in campo giudiziario per i non fumatori. Il Tribunale di
Roma, infatti, (Dott. ssa Giuseppina Vetritto), ha ordinato oggi la CTU
(Consulenza Tecnica d'Ufficio) per fissare i punti di invalidità permanente
di una donna ammalatasi di cancro a causa del fumo passivo dei colleghi
con cui era costretta a lavorare.
Questa la vicenda:
M. S. , non fumatrice, dipendente romana della Pubblica
Amministrazione, è stata costretta a lavorare per 7 lunghi anni a stretto
contatto con colleghi fumatori. Convivenza con colleghi e fumo che ha provocato
nella signora l'insorgenza di un tumore ai polmoni, male che l'ha costretta
a subire operazioni chirurgiche e sottoporsi a cure mediche pesantissime.
Subendo disagi e danni enormi.
La signora si è allora rivolta al Codacons è ha intentato causa contro la
P. A. affinchè le venga riconosciuto un equo risarcimento dei danni subiti.
La donna, assistita dall'Avv. Carlo Rienzi, è riuscita prima a farsi riconoscere
una causa di servizio da parte dell'amministrazione per cui lavorava, e
ora ha ottenuto la nomina di una CTU che, come stabilito dal Tribunale,
dovrà "accertare la misura percentuale dell'invalidità permanente derivata
a M. S. dalle patologie documentate in atti".
Il Tribunale ha quindi riconosciuto per la prima volta il danno da fumo
passivo di una lavoratrice ammalatasi a causa del fumo dei colleghi e ha
disposto una perizia per stabilire la cifra da assegnare come risarcimento.
Cinzia Marini ci segnala :
Da City di oggi (altro quotidiano distribuito gratuitamente nelle stazioni
della metropolitana di Roma):
Sigarette a 4,90 euro, tabaccai in sciopero.
I francesi varcano le frontiere
per far scorta.
I tabaccai francesi scendono sul piede di guerra: ieri per la prima volta,
hanno dichiarato sciopero nazionale contro l'aumento del 20% del prezzo
delle sigarette. E l'adesione è stata record: oltre il 90% dei 34mila tabaccai
ha chiuso bottega. Con la piena solidarietà dei consumatori, a secco per
un giorno ma decisamente contrariati dagli aumenti.
Il provvedimento governativo, entrato in vigore proprio ieri, non sembra
prevedere modifiche: da una parte c'è il tentativo di far crollare il consumo,
dall'altra quello di tagliare i costi sanitari sostenuti dallo stato per
curare i danni del fumo. Così la Francia diventa uno dei Paesi europei in
cui le sigarette costano di più: passano da 3,90 euro a pacchetto a 4,60.
"Ho sempre fumato ma adesso è un lusso", spiega Armaud Lavissat, impiegato
di banca parigino. Ieri, circa 300 tabaccai hanno bloccato una delle strade
al confine con la Germania, vicino a Strasburgo, per impedire ai fumatori
di andare a comprare le sigarette all'estero, dove costano meno. La stessa
cosa sta succedendo al sud, dove centinaia di francesi varcano il confine
con l'Italia per far scorte di sigarette. I tabaccai dicono che l'ultimo
aumento costringerà a chiudere molti di loro perchè la gente smetterà di
fumare, andrà all'estero o si rivolgerà al mercato nero. In Francia nove
fumatori su 10 iniziano prima dei 18 anni, e "la metà morirà di cancro",
risponde il ministro della Salute Jean-Francoise Mattei.
La notizia è tratta da "Le Monde" di oggi che pubblica a riguardo un lungo
articolo:
http://www.lemonde.fr/web/article/0,1-0@2-3226,36-338745,0.html
Dalla Repubblica del 20/10/2003
La salute dei bambini e degli adolescenti
è sempre più minacciata dal fumo
passivo, dalla rinite allergica e dall'asma bronchiale. Lo rivela un'indagine
che ha coinvolto 20.000 alunni di prima e seconda elementare e 16.000 adolescenti
della terza media. L'indagine verrà presentata oggi a Bologna nel corso
della Società italiana di Epidemiologia. La ricerca mette in evidenza che
la frequenza della rinite da pollini è in netto aumento, mentre quella dell'asma
è risultata stabile ma sempre su livelli preoccupanti.
Fumo passivo: si è osservata una tendenza alla diminuzione del fumo tra genitori, tuttavia
il 53% dei ragazzi ha almeno un convivente fumatore.
ARRIGRAZIE NICOLA !
Il NUOVOAMICONICOLA, ogni giorno piu' bravo, ci manda questa vignetta
Ed anche questa !
Da Gea News di Settembre : Il gene degli irriducibili di SIMONA NICOLETTI
Motivi di carattere genetico impedirebbero ad alcune persone di smettere di fumare. L’importante scoperta arriva da Tokio. Il CYP2A6 è un gene che gioca un ruolo fondamentale nei processi di trattamento della nicotina all’interno del corpo umano e si presenta in tre differenti versioni. La nicotina, responsabile della dipendenza dal fumo, viene metabolizzata mediante fattori dipendenti dal gene CYP2A6, al cui polimorfismo è stata spesso attribuita una sospetta responsabilità per lo sviluppo della dipendenza e l'insorgenza della BPCO. I soggetti portatori dell'allele CYP2A6del tendono a non essere grandi fumatori abituali, ma possono essere fumatori leggeri abituali. Il polimorfismo CYP2A6del potrebbe causare un blocco che impedisce al fumatore di smettere di fumare, ma sembra funzionare anche come fattore protettivo nei confronti dello sviluppo di enfisema polmonare, a prescindere dalle abitudini del portatore riguardo al fumo (Thorax 2003;58:623-628). I ricercatori giapponesi confermano che i fumatori con una particolare versione di questo gene avrebbero difficoltà a smettere. Gli studiosi della Keio University di Tokyo hanno preso in esame campioni di DNA di 203 fumatori o ex-fumatori con problemi di tipo respiratorio, comparandoli a quelli di 123 non-fumatori che presentavano un buono stato di salute. Dai dati emersi, i fumatori resistenti presentavano la versione del del gene CYP2A6. Poiché i livelli di nicotina nel sangue sono costantemente alti in tali soggetti, il processo di interruzione del consumo di nicotina potrebbe provocare uno shock nel sistema.
20/10/2003
Ho ricevuto da Ami, e posto per tutti voi :
"Subject: KIMBERLY
L'unico consiglio che mi sento di dare a Kimberly e a tutte le donne nella sua situazione (avere avuto già cinque figli e un aborto a 27 anni non è uno scherzo) è di chiedere aiuto a qualche centro, associazione o quant'altro, possa sia seguire lei, per i suoi problemi di ansia, sia dare un aiuto concreto per la sua numerosa famiglia. Non so fino a che punto lei abbia consapevolmente concepito 5 figli (6 con l'aborto) in poco tempo o quanto abbia subito per trovarsi in questa situazione difficile e pesante da gestire all'età in cui molte sono ancora studentesse e vivono protette e tranquille in famiglia.
Da come scrive sembra una persona che, nonostante tutto, si ritrovi sola ad affrontare i suoi problemi, come se suo marito non fosse partecipe o addirittura non ci fosse.
Il fumo può essere in questi casi l'unica e più facilmente accessibile fonte di soddisfazione intima e personale, un piccolissimo spazio dove non entra nessuno, che spesso noi donne cerchiamo, di cui abbiamo bisogno ma che non riusciamo a ritagliarci in certi periodi della nostra vita.
Secondo me se Kimberly e tante altre donne che fumano potessero avere degli spazi personali in cui rifugiarsi almeno per qualche momento della giornata, per fare qualcosa solo per loro, forse sentirebbero meno l'esigenza di fumare.
Ritrovare in qualche modo un equilibrio interiore, un'identità di donna giovane e non solo di madre tuttofare, può essere una molla per sentirsi meglio, con una conseguente diminuzione di certi bisogni che fanno molto più male che bene.
A volte a noi donne basta cambiare pettinatura per sentici più su di morale. Sembra stupido ma certe piccole cose aiutano.
Non sono brava a tradurre tutto questo in inglese , ma la mia è pur sempre una risposta a una situazione che per me è allucinante. Pensavo di essere stata veloce a fare due figli prima di aver compiuto 28 anni invece...."
"A LIFE IN SMOKE" FUNZIONA !!!
Abbiamo avuto un commento ed una e-mail sul sito in Inglese !!!
Ci ha scritto Kimberly, una giovane mamma di 5 figli, ossessionata dalla sua dipendenza dalla nicotina, che continua a cercare di smettere di fumare senza mai riuscirci. Ci ha scritto chiedendoci aiuto !
Le abbiamo risposto che il fumare e' una forma subdola di lento suicidio : ora Kimberly e' giovane, sicuramente bella, certo con un marito affettuoso, una bella casa e 5 splendidi bimbi. Perche' mai una creatura cosi' dovrebbe desiderare di suicidarsi lentamente col fumo di sigaretta ?
Kim ci ha risposto promettendoci che ci riprova ancora una volta, con noi, e che si leggera' tutti i links che sono stati raccolti su questo sito.
Come sempre, facciamo sentire a Kim ( r4kforever2luv@msn.com ) il nostro supporto !
17/10/2003
Dreamers
Sono andato a vederlo.
Con tutta l' esperienza e la maestria di Bertolucci , la fotografia degli interni , e la indubbia bravura degli interpreti, non mi e' piaciuto del tutto. Essenzialmente e' la storia del rapporto simbiotico, ai limiti dell' incestuoso, tra fratello e sorella gemelli.
L' ambientazione sessantottina ed il finale mi sono parsi un pretesto per nobilitare e rendere accettabile ad un mondo in cui sinistra = cultura, tutto il resto del film, che resta per me di chiave erotico-voyeristica.
Ma quello che ho trovato assolutamente insopportabile, e tra l' altro non aderente ai miei ricordi del 1968, e' la continua, invadente, onnipresente esibizione di atti di fumo lungo tutto l' arco del film.
Sigarette bianche, rosse, rosa, di tutte le dimensioni, sigarette fatte a mano, ... e continuamente esibite.
Solo per questo il film andrebbe censurato e condannato da tutto il pubblico, e non osannato come invece sta accadendo in questi giorni.
Cosa deve pensare uno spettatore 17-18 enne di oggi ? Che per essere belli, liberi, felici, senza pensieri, per portarsi a letto uno splendore di ragazza cosi', per poter passare la vita tra un letto, un bagno profumato ed un' ammucchiata cultural-borghese l' unica ricetta e' : FUMARE ! Di tutto, di qualunque dimensione, colore ed origine, ma l' importante e' .. fumare !
Mi tornano in mente alcuni articoli di qualche tempo fa sull' argomento. Ho ripescato questo :
Hollywood e tabacco
Elvira Calcagno
Chi decide di includere il fumo di tabacco nella scena di un film?
E' questo il tema della bella ricerca pubblicata sul numero 4, 1999 della rivista "Tobacco Control", realizzata attraverso una serie di interviste "strutturate" rivolte a sceneggiatori, attori, registi, produttori ed altre persone che operano nell'industria cinematografica e televisiva.
Una precedente ricerca, sul n.6/97 di Tobacco Control, ha mostrato che l'uso di tabacco nel cinema è aumentato nell'ultimo decennio. Ma alcuni intervistati non sono d'accordo, sostenendo che in un confronto con le pellicole degli anni '50 e '60, e ancora di più con quelle degli anni '30 e '40 (quando l'attore con il bicchiere in una mano e la sigaretta nell'altra evocava "fascino"), le scene in cui si fuma oggi sono in numero minore, data la tendenza alla disapprovazione sociale del fumo. Viene notata, anche, una sostanziale differenza tra le norme del cinema e della televisione: la legge della California, ad esempio, richiede ai luoghi di lavoro (compreso il "set" televisivo) di essere "liberi da fumo".
Recitazione e sigarette, un affare?
Prima del 1989 era abitudine per le "compagnie" del tabacco pagare per poter includere i propri prodotti in programmi di spettacolo. Famosi attori, come Silvester Stallone, acconsentivano di usare sigarette di famose marche solo in cambio di un lauto compenso. In risposta alle critiche, nel 1989 l'industria del cinema arresta questa abitudine, sebbene ci siano prove che gli stanziamenti siano continuati fino agli anni '90. Per l'uso di sigari, dietro pagamento, si continuò fino al 1998. Nessuno degli intervistati parla di queste motivazioni, ma molti ammettono che ciò accade, per quanto non abbiano un'esperienza diretta. Ma è nel 1997 che l'ingiustificato uso del fumo nei film viene discusso al Senato degli Stati Uniti, dove Hillary Rodam Clinton ed il Vice Presidente Al Gore attaccano l'industria dello spettacolo, la quale, a sua volta, lancia una serie di iniziative volte al cambiamento di rotta.
Fumare marca i tratti del carattere di un personaggio?
La ragione più frequente per cui lo scrittore, il regista o l'attore decidono di rappresentare il fumo sta nel bisogno di marcare alcuni aspetti del carattere: nervosismo, sensualità, sofisticatezza, ribellione, imprudenza, debolezza, indifferenza, inferiorità sociale ecc. ecc. Soprattutto l'adolescente mentre aspira una sigaretta comunica con maggiore incisività la ribellione ed il desiderio d'indipendenza. Il fumatore adulto, al contrario, trasmette auto distruzione; la donna la si predilige fumatrice per esprimere sensualità. Per rappresentare lo status o "l'essere alla moda" si preferisce l'uso del sigaro. Anche per rendere una scena più realistica si può ricorrere al fumo: un bar, una stazione di polizia o uno specifico periodo storico.
Quanto e in che misura Hollywood può influenzare o modellare la società, i comportamenti?
Molti sminuiscono le responsabilità del cinema, in quanto il fumo è usato meno che, ad esempio, la violenza; altri sottolineano la responsabilità che si ha nei confronti degli adolescenti, dato l'aumento di fumatori tra i giovanissimi.
Qual è il grado di consapevolezza sulla controversia?
Circa metà degli intervistati è ignara della questione, altri sono irritati dalle interferenze politiche nel loro lavoro. Il tema della libertà dell'artista è ricorrente: la sensibilità politica nei confronti dei rischi alla salute è vista come una censura nei confronti del loro lavoro.
Trovare nuove strategie nel sostegno ad una campagna contro il tabacco?
Il cinema deve adattarsi ai cambiamenti sociali. La sensibilità educativa verso produttori, scrittori, registi e tutti coloro che lavorano nel mondo dei media, sembra essere ancora la strada migliore. Anche perché alcuni addetti ai lavori fanno notare che marcare il carattere di un personaggio con una sigaretta in mano è un modo "pigro" di non escogitare altre vie per rappresentare il realismo.
Sono attesi e graditi i vostri commenti. Eze.
16/10/2003
Grazie, Nicola !
Ieri sera non ho piu' trovato la macchina dove l' avevo lasciata: al centro di una piazza in pieno quartiere storico di Roma. Momenti di disperazione, poi telefonata a viasat, che mi dice che l' auto si trova in una via a pochi chilometri di distanza, in corrispondenza di un deposito dei vigili urbani : l' auto era stata rimossa !! Molto sollevato chiedo se qualcuno puo' darmi un passaggio, e si offre Nicola, il nuovo amico autore del cartoon che ho pubblicato qualche giorno fa.
E qui la sorpresa: Nicola fuma ! E' un giovane informatico, di meno di 40 anni, che fuma da quando aveva 15 anni. Dice che ha provato piu' volte a smettere, ma non c'e' mai riuscito. E' venuto piu' volte a visitare questo sito, ma evidentemente non e' bastato. Come dicevamo ieri, ci vuole un colpo diretto per scalfire lo scudo dell' invulnerabilita' da cui ciascun fumatore si sente protetto.
Nicola comunque e' stato carinissimo: non mi ha imposto il suo fumo in auto: prima di partire mi ha chiesto di aspettare quache minuto, mentre lui si fumava una sigaretta in pace, fuori della macchina. E poi siamo partiti.
Facessero tutti cosi !!!
A quelli che invece se ne fregano e ci affumicano, in auto e fuori, dedico questa divertente vignetta di Nicola !
Grazie, Nicola !
15/10/2003
Subject: MUSICA E FUMO
Ricevo da Ami e posto per voi tutti :
" Per Ezechiele.
Non so dare una risposta alle tue riflessioni su "MUSICA E FUMO" però ti posso dire che io faccio parte di un coro da sette anni, circa trenta persone, età compresa dai 28 agli 83 anni, provenienza dalla Svizzera all'Egitto, con una rappresentanza di quasi tutte le regioni d'Italia, una cultura che va dalla quinta elementare a varie lauree, professioni le più disparate, dall'imprenditore alla casalinga, dal docente universitario al medico, dall'insegnante all'artigiano, con mentalità e caratteri diversi . Insomma un piccolissimo campione di umanità eterogeneo e vario che di più non si può.
Nessuno di noi , a parte Silvana che conosci anche tu, fuma, qualcuno ha smesso altri non hanno mai provato.
Il nostro comune denominatore è l'amore per la musica, l'impegno di far parte di un gruppo cercando di volerci bene e rispettarci, oltre ché divertirci insieme.
Se cerchiamo di capire la chiave di tutto nell'ottica del fumo direi che il fatto di dover usare uno strumento come le corde vocali può essere un fattore, non dico determinante, ma perlomeno favorevole a non farci del male con le sigarette, altro può essere il fatto che noi abitiamo in una città che è si piena di smog ma anche forse più all'avanguardia per quanto riguarda la salute per cui questa cultura del benessere è forse più sentita che altrove. In effetti io di gente che fuma ne conosco sempre meno, nessuno nell'ambiente di lavoro, nessuno in famiglia e pochissimi tra gli amici. A differenza di una ventina di anni fa dove mi capitava spesso di trovarmi in mezzo alle sigarette, ufficio compreso.
Sarà anche questo un segno di consapevolezza o è solo un caso?
Vorrei rispondere anche a Peter Pan:
Quando anche io avevo circa quindici anni (e anche per qualche anno dopo) se qualcuno mi offriva una sigaretta, per non essere presa in giro, come si usava per chi non voleva provare a sentirsi emancipato, rispondevo seria: " no grazie ho smesso". Funzionava sempre, qualcuno ci credeva altri rimanevano un po' stupiti, tutti lasciavano perdere. E' anche con questo metodo che non ho messo mai in bocca un sigaretta. E non me ne sono mai pentita ovviamente!
Ami "
Qualche giorno fa un commento chiedeva se il divieto di fumo era gia' in vigore o no, ed io ho risposto che mancava ancora un anno all' entrata in vigore della legge.
Invece Cinzia Marini, sempre piu' documentata, mi manda oggi questa mail, dalla quale si evince che gia' oggi ci sono i modi per imporre il rispetto dei divieti di fumare . Grazie, Cinzia !
" Un altro colpo messo a segno.
Questa volta si tratta della denuncia che
A.P. aveva fatto per una filiale romana della banca Unicredit. Un recente
sopralluogo ha dimostrato che hanno letteralmente tappezzato l'agenzia di
cartelli, che le persone che fumavano e avevano i posaceneri stracolmi di
mozziconi sono diventati bravi e che non c'è più puzza di fumo.
Fatevi avanti gente. I risultati cominciano ad essere ben tangibili.
La lettera inviata era la seguente:
Oggetto:violazione del divieto di fumare nella filiale della Banca Unicredit
di Via Ravenna 47 - Roma
Sulla base di segnalazioni pervenuteci, e da controlli effettuati da alcuni
nostri soci, si è avuto modo di constatare che nella banca in oggetto il
divieto di fumo secondo la legge n. 584/75 e la successiva direttiva PDCM
del 14 dicembre 1995, art. 3, non viene rispettato da parte del personale.
Si rammenta inoltre quanto disposto dall'art.2087 del codice civile, dagli
articoli 9 e 14 del d.P.R. n. 306/56, dagli articoli 3 e 4 del titolo I
e dal titolo VII del decreto legislativo 626/94, e cioè che i datori di
lavoro hanno l'obbligo di adottare tutte le misure necessarie atte a tutelare
l'integrità fisica dei prestatori di lavoro, con particolare riferimento
alle sostanze cancerogene e mutagene presenti negli ambienti di lavoro,
ed in particolare, con specifico riferimento alla salubrità dell'aria ed
alla presenza di fumatori, che la legge ha stabilito la necessità che i
lavoratori " dispongano di aria salubre" e che "si devono adottare misure
adeguate per la protezione dei non fumatori contro gli inconvenienti del
fumo" .
L'art. 3 della direttiva su menzionata recita:
" il divieto di fumo va applicato in tutti i locali utilizzati, a qualunque
titolo, dalla pubblica amministrazione e dalle aziende pubbliche per l'esercizio
di proprie funzioni istituzionali, nonché dai privati esercenti servizi
pubblici per l'esercizio delle relative attività semprechè si tratti, in
entrambi i casi, di locali che in ragione di tali funzioni sono aperti al
pubblico".
Si ricorda che la Corte Costituzionale con sentenza n. 399 del 20 dicembre
1996, ha ritenuto non solo legittima, ma anche dovuta, l'elevazione del
divieto di fumo nei luoghi di lavoro in assenza di altri concreti e funzionanti
mezzi di tutela e che il TAR del Lazio con sentenza n. 723/97 ha riconosciuto
la dipendenza da causa di servizio dell'infermità della quale è stata affetta
una lavoratrice che aveva contratto la malattia appunto a causa dell'inalazione
di fumo passivo prodotto da colleghi nella stanza in cui lavorava.
Si segnala inoltre che i cartelli sono ignorati e non sono a norma in quanto
non riportano le informazioni prescritte e cioè:
- estremi della legge;
- sanzioni applicabili;
- nominativo del funzionario cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto
e accertare le infrazioni.
Si esprime apprezzamento per gli altri cartelli predisposti da codesta
banca, a dimostrazione della sensibilità nei confronti del problema fumo
passivo, che invitano a non fumare per rispettare la salute dei non fumatori
ma il cui contenuto, pur encomiabile, è vanificato dal comportamento del
personale.
Con la presente si invitano le autorità competenti a mettere in atto le
azioni necessarie affinché siano fatte rispettare le norme vigenti che regolano
il divieto di fumare come sopra specificato.
Distinti saluti. "
Cinzia ha letto il post ed ha subito commentato :
Ciao Ezechiele sono Cinzia.
Desidero precisare che la norma per la quale Aria Pulita ha fatto questa denuncia come tante altre che abbiamo già inviato e che stiamo preparando esiste da molti anni. La legge a cui faceva riferimento il commento è quella approvata all'inizio del 2003 e non ancora entrata in vigore poichè il regolamento attuativo non è stato pubblicato. Questa legge introdurrà il divieto di fumare in tutti i luoghi chiusi ed è ormai famosa perchè finalmente non si potrà più fumare in ristoranti e pizzerie, ma di fatto esistono già varie leggi che tutelano i non fumatori, in modo particolare la 584/75 e la 626/94. Sembra banale ma Aria Pulita si limita a chiederne l'applicazione poichè, nonostante siano in vigore da anni, sono largamente violate e disattese. Chi fosse interessato può visitare il nostro sito http://www.nonfumatori.it/ariapulita/ e iscriversi al nostro forum.
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(ANSA) - BRUXELLES, 13 OTT - Un "Tavolo di confronto a livello europeo tra Commissione Ue, Regioni e organizzazioni di categoria" affronterà tutte le problematiche che pone la proposta di riforma del mercato del tabacco per i produttori italiani ed europei e per tutta la filiera. |
14/10/2003
Il fumo e la musica .
Ieri sera ho avuto due prove di orchestra, una dopo l' altra:
La prima, che chiamero' Gruppo A, e' formata da 15 persone, di eta' media attorno ai 45 anni, estrazione sociale medio alta, cultura minimo una laurea, tutti professionisti affermati che, per hobby, hanno scelto la musica. Tra questi 15 nessuno fuma. Mai , ne' prima, ne' durante ne' dopo le prove; mai nei locali dalla sala prove. E questo per scelta singolare di ciascun musicista, non per imposizione di qualcuno. Da nessuna parte viene affisso un cartello : Vietato Fumare.
Il secondo , che chiameremo Gruppo C, ha lo stesso numero di persone, un' eta' media piu' bassa solo di qualche anno, lo stesso tipo di range sociale e culturale. Anche qui tutte persone che lavorano e che nel tempo libero si dedicano alla musica. In questo pero', tranne me stesso ed un paio di altri, tutti fumano. Fumano per strada mentre si chiacchera prima delle prove, fumano nel locale della sala prove mentre ci si prepara, fumano negli intervalli, a volte persino durante le prove stesse, quando inizia il giro dei soli. E per di piu', notavo ieri sera, fumano ora sigarette che si fabbricano da se stessi, con cartine ( e sulla busta delle cartine non c'e' scritto nulla ) e con tabacco ( ???!!!) . Devo dire che dall' odore non mi pareva hashish. Ma neanche tabacco e basta. Qualcosa dentro c'era.
Ora mi chiedo: Perche' ? Cosa ha determinato l' aggregarsi di due gruppi sostanzialmente simili per tanti aspetti , in uno dei quali pero' nessuno fuma mentre nell' altro tutti fumano ? Come mai nel primo praticamente tutti hanno fumato ed ora hanno smesso, mentre nel secondo tutti ancora fumano ?
Finora non ho trovato risposta.
13/10/2003
Cinzia Marini, sempre documentatissima, ci scrive :
Sull'ultimo numero dell'Espresso /n. 42 del 16 ottobre 2003) è stato pubblicato
il seguente articolo:
Lobbysti alla nicotina
Di Giovanna dall'Ongaro
Ancora una volta le multinazionali del tabacco finiscono sotto accusa. Non
davanti a un tribunale, questa volta, ma sulle pagine di "Nicotine & Tabacco
Research", rivista della principale società americana di studi sul fumo.
Dove, documenti alla mano, i tre autori dell?articolo hanno ricostruito
il piano architettato a livello mondiale, tra il 1988 e il 1993, dai magnati
del fumo per convincere gli scienziati, l'opinione pubblica e i governi
che respirare il fumo delle sigarette altrui non provoca danni alla salute.
Sarebbe andata così: Philip Morris, British American Tabacco, Brown & Williamson,
Japan Tabacco, Rothmans e altre grandi industrie hanno ingaggiato, tramite
lo studio legale Convington & Burlino di Washington, un plotone di medici,
chimici e ingegneri di Stati Uniti, Europa, Asia e Sud America, per improvvisare
un progetto scientifico che contestasse i dati sulla tossicità del fumo
passivo e limitasse quindi le scelte restrittive dei governi.
Gli scienziati, tutti ricercatori insospettabili, venivano reclutati in
base ai contatti con i politici locali. In Europa la scelta è caduta su
alcuni consulenti del Parlamento europeo, su un Consigliere inglese della
Camera dei Comuni e su alcuni membri dell'International Agency for Research
on Cancer (Iarc). La stessa procedura è stata seguita per il Sud America.
Fu così, ad esempio, che il cardiologo argentino Carlos Alvarez, consigliere
scientifico del presidente Menem, ottenne nel 1992 il ritiro di una legge,
già approvata dal Parlamento, che vietava di fumare in alcuni luoghi pubblici.
Per un compenso di circa 50 mila dollari l'anno, Alvarez aveva il compito
di organizzare cene informali a casa propria con ospiti selezionati tra
giornalisti, politici e scienziati. Per poi, magari, con una sigaretta in
mano, intrattenerli con l'inevitabile, ma casuale, argomento dell'innocuità
del fumo passivo.
La strategia delle pubbliche relazioni, che ha reso gli
scienziati coinvolti nel progetto referenti noti e stimati, ha fruttato
in due anni 1.150 interviste televisive e radiofoniche, 36 conferenze scientifiche,
43 pubblicazioni, tre libri, 41 incontri politici. I tre milioni di dollari,
spesi nel 1992 per la riuscita del progetto in Europa, Asia e America Latina,
hanno dato i loro frutti.
Saluti. Cinzia.
Missione diversa per i miei due Blogs !
Ho deciso di provare a dare una forma diversa ai miei due blogs antifumo quello in Italiano e quello in Inglese. In quello in Italiano ci sara' il ( o i ) post giornaliero con il relativo dibattito, le lettere, i commenti etc; praticamente come e' stato sinora. Quello in Inglese , invece, sara' dedicato a condensare, sotto forma di due o tre posts giornalieri, tutto quello che sulla stampa mondiale viene detto ogni giorno sul fumo, le sue malattie, i suoi problemi, etc.
Ad esempio oggi ho inserito un divertente articolo su come la Major Giapponese del tabacco stia cercando di ridurre l' impatto negativo del fumo passivo riducendo l' odore prodotto dalle sue sigarette ! Un' altro articolo di oggi riguarda il tentativo da parte di una Radio locale, negli USA, di diffondere tra i giovani il messaggio antifumo utilizzando divertenti tecniche da disk jokey e, soprattutto, lo stesso linguaggio che si usa per propagandare una nuova cover o un nuovo telefonino . Ancora, c'e' un articolo sugli sforzi che le varie istituzioni scolastiche, sempre negli USA, stanno facendo per spingere i loro studenti a smettere di fumare. E cosi' via, giorno dopo giorno. Per non sentirci soli in questa nostra crociata, come parecchi l' hanno chiamata. Per capire che noi siamo, e' vero, soltanto una goccia , ma che pero' questa goccia fa parte di un intero mare che si sta muovendo per cancellare dalla faccia della terra questa assurda abitudine del fumo.
Mi auguro che cosi' funzioni meglio. D' altra parte la totalita' della stampa mondiale sull' argomento e' in lingua Inglese; quei pochi articoli in Italiano sono comunque tradotti anche essi in Inglese.
Naturalmente la mia speranza, fino ad ora sempre frustrata, resta che anche attorno al blog in Inglese si accenda piano piano un dibattito , vengano lasciati commenti, cominci a ricevere lettere e note sul guest-book. Finora tutto cio' e' capitato piuttosto raramente. Piu' volte nel passato ho invitato i miei visitatori,( cioe' VOI ) a diffondere il link di questi blogs tra i loro amici, parenti, conoscenti, di lingua Inglese. Ma qualcuno lo ha mai fatto ? Perche' non proviamo a trasformare " Una vita in fumo " nel primo sito veramente internazionale tra i vari siti Italiani che dibattono il problema fumo ? E poi il nostro e' anche, ricordiamocelo sempre, l' unico che e' nato e vive ormai da quasi un anno, senza il minimo aiuto da parte di nessuno , ma soltanto grazie agli sforzi di Ezechiele e di tutti voi !!!
Lasciatemi la vostra opinione ed i vostri sempre graditi suggerimenti .
Grazie sempre a Voi tutti.
12/10/2003
Quel sottile odore di fumo ...
Oramai ho sistemato in casa mia una serie di oggetti presi dalla casa di papa' : 2 poltrone, il pianoforte, una vetrina, una serie di quadri ad olio dipinti da papa', i ritratti dei nonni paterni, e poi servizi di piatti e di bicchieri, fotografie dei miei in cornice, altri oggetti d' argento, etc.
Come risultato il mio salone, prima dall' arredamento " minimalista " , appare ora quasi sovraccarico di mobili ed oggetti. Ma contemporaneamente e' caldo, accogliente. Un pezzo importante della mia vita passata si e' innestato nella mia vita presente ed ha ripreso a vivere con me.
Ora mi e' capitato un paio di volte che, mentre da solo guardo la televisione la sera, improvvisamente comincio a sentire l' odore ( la puzza ! ) delle sigarette di papa', che lo accompagnava dovunque. Penso che ne fosse intrisa la sua pelle , ormai , oltre ai suoi vestiti !
Mi guardo attorno, quasi sperando di vederlo seduto nell' altra poltrona, accanto a me, ma naturalmente non c'e' nessuno. E' solo suggestione , dovuta ai tanti oggetti attorno a me che me lo ricordano, oppure e' vero che ogni tanto viene a trovarmi, con la sua presenza burbera e rassicurante, a sentire come sto ed a farmi sentire che lui c'e' ancora; un po' piu' lontano di prima , ma e' ancora qui, che veglia su di me e mi protegge dalle cose brutte della vita ?
Ed il segnale della sua presenza, quando viene, e' quel sottile, inconfondibile odore di fumo di sigaretta che io sento ?
11/10/2003
Il nuovo amico Nicola oggi mi ha suggerito :
IL FUMO POU' PROVOCARE IL DIABETE
La nicotina presente nelle sigarette è una sostanza che dà assuefazione. Alcuni medici californiani hanno scoperto che un sottoprodotto della nicotina provoca una particolare reazione chimica nell'organismo. Questo meccanismo può avere un ruolo nello sviluppo del diabete e di altre malattie.
Il sottoprodotto della nicotina in questione è la nornicotina. È prodotta quando la nicotina viene metabolizzata. La nornicotina può provocare l'accumulo di alcune sostanze chiamate AGE. Queste sono prodotte dall'interazione fra gli zuccheri e la nicotina. Il loro accumulo contribuisce al processo di invecchiamento e allo sviluppo di molte malattie, tra cui il diabete. I ricercatori hanno scoperto che i livelli di AGE sono molto più alti nel sangue dei fumatori che in quello dei non fumatori.
Questi risultati dimostrano e confermano che il fumo danneggia la salute.
Proceedings of the National Academy of Science 2002.
UN' OSSESSIONE !
Oramai sento l' odore ( la puzza ?!?) di fumo a 10 metri di distanza, al chiuso ed all' aperto. Ieri sera sono andato a teatro, a vedere Massimo Politelli , un giovane ed intelligente cantante e cabarettista napoletano che mi piace proprio. C' erano circa 100 persone e, naturalmente, nessuno fumava.
Pero' c'era un condizionatore d' aria, i cui filtri evidentemente non sono puliti da tanto tempo. Perche' il condizionatore Puzzava di fumo stantio di sigarette. Evidentemente quando non ci sono spettacoli, durante le prove, in quel teatro si fuma. Non avete idea di quanto questo odore disgustoso, percepito tra l' altro solo da me e da pochi altri nasosensibili, mi abbia rovinato il piacere dello spettacolo. E' proprio vero : sta diventando una fissazione ! Ho notato comunque che nell' intervallo solo due o tre persone sono uscite a fumare. L' eta' media era attorno alla cinquantina. Evidentemente i nostri sforzi ( Sirchia, Gea, Non Fumatori, Mangiaracina, e, perche' no, Ezechiele ) stanno cominciando a sortire qualche effetto.!
10/10/2003
Oggi Ami mi ha scritto :
Ho letto i commenti (finalmente qualcuno si sveglia!) di UNA VITA IN FUMO
e sono d'accordo: devi esserci di più, tutto il materiale informativo può
anche essere interessante, ma non coinvolge molto ed è come leggere un giornale
di settore.
Tu non ci sei, questo te lo avevo già detto, so che è più difficile parlare
di noi stessi, che può anche far male, ma, forse, per quello che è un blog,
è più giusto ed efficace.
Tutti noi partecipiamo di più con le persone che parlano della propria esperienza
e di quello che hanno vissuto sulla propria pelle.
Inoltre è anche vero che il tono da crociata può anche dare fastidio sia
a chi fuma sia a chi questo problema non ce l' ha ma ne ha altri peggiori
e non cercati.
In fin dei conti il ragionamento di tanti è : Fumo e so a quali rischi
vanno incontro gli altri come me. Io, ovviamente, nonostante tutto, mi salverò
e camperò fino a cent'anni (fumando!).
Inoltre, dall'aria che tira, sento che Sirchia viene accusato di pensare
troppo alla campagna antifumo e non ad altre cose che coinvolgono un po'
tutti come l'assistenza ai malati o agli anziani che è lasciata sempre più
spesso ai familiari ecc.(Questi sono i pensieri soprattutto dei fumatori).
Sono convinta che tu hai tante cose da dire e che lo sforzo potrebbe non
solo premiarti ma anche farti bene.
Un fumatore racconta la terapia inutile e dolorosa in un centro. Ora è gravemente malato
«Rovinato dalla cura anti-sigaretta»
di Miriam Massone
Un anno fa fumava due pacchetti di sigarette al giorno, adesso, dopo una serie di sedute in un centro antitabacco della prima cintura di Torino, continua a fumare il suo pacchetto quotidiano, ma in più ha emicranie e dolori, provocati dagli apparecchi e dai metodi di cura usati durante gli incontri. Finita la terapia, la terribile diagnosi in ospedale: cancro al pancreas. È ancora tutta da stabilire la connessione tra il male e la cura: se ne occuperà la magistratura. Per ora il suo caso è nelle mani del Movimento Consumatori, che preannuncia un esposto in Procura per truffa e frode in commercio contro il centro anti-tabacco.
L'odissea di Vito C., 50 anni, impiegato e fumatore incallito, è cominciata nella primavera scorsa. L'uomo, stanco di convivere con quel brutto vizio che gli rendeva la salute sempre più precaria, ha deciso di affidarsi a un centro che proponeva seducenti soluzioni per smettere di fumare in tempi record, secondo la formula "soddisfatti o rimborsati". In quattro sedute, gli esperti a cui si è affidato hanno prima tentato una forma di ipnosi - ha spiegato Carlo ai legali del Movimento - poi, con un apparecchio, gli hanno procurato elettrostimolazioni alle orecchie, al naso e alle ginocchia che però, nel suo caso, sono servite solo a causargli dei forti dolori.
«Indolenzito e rassegnato, ricordo di essere uscito da quel posto - racconta il fumatore - ed essermi acceso una sigaretta. La voglia di nicotina non se n'era affatto andata, anzi». Così ha pensato di rifarsi all'opzione "soddisfatti o rimborsati", ma per una serie di cavilli esposti dal centro, gli 800 euro sborsati per l'intero ciclo di sedute, non gli sono mai tornati nelle tasche. Adesso la sua storia finirà in tribunale, anche se dopo la diagnosi dell'ospedale la sua battaglia è un'altra. (ass)
09/10/2003
Da Gea News di Settembre :
Helsinki 2003
di PIER GIACOMO BIETTA *
La 12° Conferenza Mondiale si Tabacco o Salute si e' svolta ad Helsinki dal 3 all'8 agosto. Oltre 2000 delegati sono convenuti da ogni parte nella capitale baltica, compresi paesei del "terzo mondo". Il tema della Conferenza, "Azione Globale per un futuro senza Tabacco" ha avuto lo scopo di tradurre i buoni principi in azioni concrete. I decessi da Fumo per anno nel mondo si attestano sui 4,9 milioni e si stima possano arrivare a 10 milioni nei prossimi 25 anni. L'evento di Helsinki ha avuto luogo in un momento storicamente cruciale e si e' svolto a pochi mesi dal 21 maggio 2003, quando a Ginevra l'assemblea dell'OMS, dopo lungo e controverso dibattito, ha approvato la Convenzione quadro sul controllo del Tabacco. Questo atto, gia' auspicato nelle risoluzioni della 9° conferenza mondiale "Tabacco o Salute" (Parigi, 1994), costituisce il primo accordo mondiale in materia di salute. Alla data del 5 agosto scorso era stato sottoscritto da 46 nazioni e ratificato dalla Norvegia, ed impegna gli stati firmatari ad adottare un'unica, comune e globale strategia anti-tabacco. Da Helsinki e' emerso che non esistono interventi miracolosi per contrastare la cruda e dura evidenza: il tabacco e' l'unico prodotto che uccide il 50% dei suoi consumatori e la dipendenza da fumo comincia a svilupparsi dopo le 100 sigarette. E' stato riconosciuto il ruolo imprescindibile della cultura e dell'educazione, a partire dalla scuola materna, ribadito dal Dr. Lee, neodirettore generale dell'OMS. Occorre anche persuadere i giovani a non cominciare ed aiutare i fumatori a smettere, dando uguale peso ad entrambi gli obiettivi, secondo le affermazioni del prof. Richard Peto dell'universita' di Oxford. L'ormai novantenne Richard Doll ha portato il suo ancora lucidissimo contributo. Tra le strategie di intervento sono state confermate l'aumento della tassazione, il bando della pubblicita', l'eliminazione del contrabbando, e la tutela dei non fumatori dal fumo passivo. Secondo Lee, saranno questi gli indicatori che permettaranno di capire se i singoli governi intenderanno adottare serie misure di controllo su scala nazionale.
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* Il Dr. Bietta, anatomo-patologo presso l'ospedale di Alessandria, e' presidente di sezione della Lega Italiana contro i Tumori di Alessandria.
08/10/2003
Via libera alle immagini antifumo sui pacchetti di sigarette
La Commissione europea ha adottato una decisione che dà la possibilità agli Stati membri di aggiungere immagini e illustrazioni, come la foto di un polmone colpito dal cancro, agli avvisi sulla salute attualmente presenti sui pacchetti di sigarette. Già una direttiva del 2001 aveva imposto di ingrandire gli attuali avvisi sui pacchetti di sigarette ad almeno il 30 per cento sul davanti e del 40 per cento sul retro; ora, sull'esempio di Paesi come Canada e Brasile, a partire dal 1 ottobre 2004 sarà possibile rafforzare il messaggio di avvertenza con appropriate immagini che saranno prese da un archivio fotografico appositamente creato dalla Commissione
Anche le case sono inquinate
Di Miaeconomia.it
La Commissione europea vuole applicare metodi sofisticati di analisi per identificare le sostanze a rischio le cui misurazioni vengono effettuate anche presso la 'camera di ricerca ambientale' dell'Ue - Indoortron - e attraverso reti di laboratori in tutta Europa. Gli europei trascorrono il 90% del tempo in ambienti chiusi, che presentano pericoli per la salute e in alcuni casi possono essere almeno due volte piÃ' inquinati degli ambienti esterni.
Negli ambienti chiusi è stata rilevata la presenza di centinaia di sostanze inquinanti: composti volatili, alcuni dei quali tossici, mutageni o cancerogeni, ma anche amianto, radon, benzene.
La composizione dell'atmosfera all'interno degli edifici è infatti fondamentalmente la stessa che troviamo all'esterno ma cambiano le quantità e i tipi di contaminanti: agli inquinanti provenienti dall'esterno va aggiunta tutta una serie di agenti le cui fonti sono all'interno degli edifici.
Si tratta soprattutto dei materiali da costruzione, delle emissioni dagli impianti di riscaldamento, condizionamento e cottura dei cibi ecc., delle esalazioni e sostanze prodotte dagli arredi, dai rivestimenti,pitture murali, vernici, pavimenti, dai prodotti per la manutenzione e la pulizia,detersivi, insetticidi.
I nostri piÃ' agguerriti nemici in casa sono radon, un gas presente in natura originato dal radio con emissione di radiazioni ionizzanti, e pesticidi, provenienti dal suolo e che ci giungono dagli attacchi a terra, i composti organici volatili prodotti da materiali di finitura e arredi, i batteri, virus e funghi, effetto dell'umidità , le polveri e fibre.
Fino al 20% degli europei soffre di asma causata dalle sostanze inalate tra le quattro mura.
Il fumo, l'amianto, il radon e il benzene rilasciati all'interno degli edifici sarebbero i principali fattori ritenuti responsabili dell'aumento dei casi di cancro tra la popolazione europea.
Nel caso del benzene e di altri composti aromatici, l'esposizione complessiva è almeno doppia rispetto ai livelli di inquinamento urbano.
Il fumo da tabacco ambientale, quello cioè prodotto principalmente dal fumo delle sigarette emesso tra una boccata e l'altra, rappresenta uno dei principali responsabili dell'inquinamento dell'aria degli ambienti chiusi.
07/10/2003
Cinzia Marini ci scrive :
"
Un gigante del tabacco, Philip Morris, ha accettato di pagare un risarcimento
danni di due milioni di dollari per un bimbo sfigurato in un incendio causato
da una sigaretta lasciata accesa.
Lo scrive il "Los Angeles Times"; secondo il giornale statunitense, l'accordo
raggiunto a maggio è stato finora tenuto segreto per una clausola imposta
dalla Philip Morris.
Danimarca. Le ferite dei fumatori si rimarginano più lentamente. Lo affermano
ricercatori danesi che hanno anche verificato come i tagli dei consumatori
di "bionde" tendano di più ad infettarsi.
Licenziato per una sigaretta fumata durante il lavoro. E' successo ad un
operaio della Kami, azienda di Airasca, in provincia di Torino. Il suo nome:
Emanuele Di Miceli, delegato della Fiom. Il sindacato che ha reso nota la
vicenda, definisce la motivazione "pretestuosa" e annuncia il ricorso per
il reintegro. "Il dipendente fumava in una zona produttiva dove è presente
un divieto di fumo motivato", risponde l'azienda.
Se è la stessa vicenda che ricordo io (in un servizio sul Tg
regionale del Piemonte) l'azienda produce *solventi chimici*, e il
simpatico personaggio ha avuto la bella pensata di accendersi una
sigaretta nel *magazzino* (e non era la prima volta), a dimostrazione
di quali follie ci porta a compiere una dipendenza come quella da
tabacco
Sul n. 373 del 25 settembre 2003 sono state pubblicate queste 3 lettere
in risposta all'editoriale di Pepe che parlava bene delle nuove scritte
sui pacchetti di sigarette.
Eccole:
Davvero il fumo è il peggior nemico?
Ho letto l'editoriale sui pericoli del fumo e sul modo che è stato adottato
per dissuadere i fumatori e vorrei fare alcune considerazioni. Premetto
che sono una fumatrice educata e quindi nel rispetto del mio prossimo, non
ho avuto bisogno dei divieti per fumare nei posti chiusi, affollati e tantomeno
in presenza di bambini. Trovo anche giusti i divieti per le persone che
educate non sono, ma questo terrorismo psicologico lo trovo davvero eccessivo.
Ma davvero il fumo è il peggior nemico da combattere? Andiamo su un altro
fronte: l'alcool lo troviamo esaltato ogni giorno sotto ogni forma di pubblicità
accattivante su giornali, tv, corse automobilistiche. L'immagine che ci
viene imposta è ben chiara: alcool = gioventù, alcool = bellezza, alcool
= spensieratezza, ecc.
Sui media, accanto alle foto dei liquori leggiamo gli articoli dei numerosi
incidenti provocati dall'alcool. Perchè nessuno di interessa di questo?
Perché non si mettono le etichette terroristiche anche sulle bottiglie?
Credete che sia più nocivo alla salute pubblica fumare che bere alcool?
Chiediamolo alle famiglie di quelle persone investite da guidatori ubriachi.
E intanto le sigarette le vende lo Stato
Concordo con l'editoriale nel biasimare il vizio del fumo. Ma come la mettiamo
col fatto che questo fumo è venduto , e a caro prezzo, proprio dallo Stato,
e che col denaro dei fumatori viene anche pagato lo stipendio del ministro
Sirchia e di tutti gli altri governanti così solleciti a stigmatizzare il
fumo e a lanciare messaggi davvero terroristici, invece di proibirlo tout-court?
Proporrei allo Stato di vendere, sempre a carissimo prezzo, anche la cicuta,
affinché ciascun cittadino, se vuole, possa procurarsi legalmente una socratica
morte.
Ma i fumatori sono benefattori
Cito una frase dell'editoriale di fondo dell'ultimo numero (373) di Salute.Perché si tratta di un killer costoso: i mali che (il fumo) provoca richiedono
spese crescenti in assistenza e cura. Questo è sempre stato il ragionamento
che ho opposto ai fumatori incalliti, che mi rispondevano: Ma alla fine
io danneggio solo me stesso!. Soltanto un fumatore mi ha obiettato che,
fatte salve le salvaguardie per i non fumatori, essi erano dei benefattori
della scietà, in quanto, avendo una vita media di 10-15 anni inferiore a
quella di un salutista, risulteranno per meno tempo a carico del SSN e della
collettività (pensione). Anche un salutista comunque, con l'avanzare dell'età,
dovrà ricorrere sempre più spesso a prestazioni mediche per le stesse malattie
per cui muore un fumatore.
La risposta di Pepe:
IN ORDINE: 1) premesso che le graduatorie ci interessano relativamente,
sugli effetti dell'alcool e la guida, abbiamo fatto una campagna di informazione
pubblicando immagini choc; 2) lo Stato vende le sigarette: è vero ma così
facendo si tappa il naso: però, provate a chiedere a Tremonti se rinuncerebbe
agli introiti provenienti da questa vendita; 3) benefattori i fumatori?
E allora perché non chiedere alle persone gravemente malate di togliersi
di mezzo? Un consiglio: lasciamo stare i paradossi e ragioniamo sui fatti
concreti.
05/10/2003
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Giovani e fumo. Questione di sopravvivenza… delle multinazionali | ||||||||||||||||||||||||||||||
| di Milena Calati Gentili lettori, torniamo ancora sull'argomento giovani e tabacco. Ci sembra di essenziale importanza evidenziare gli sforzi fatti dalle multinazionali del tabacco ai danni dei consumatori ignari. I soggetti più vulnerabili nei confronti delle tattiche di marketing sono infatti proprio i bambini e gli adolescenti. Ci soffermiamo in modo particolare sulla situazione USA, sulla quale sono incentrati la maggior parte degli studi. E' pur vero che la realtà americana presenta a volte aspetti diversi da quella del nostro paese, ciò nonostante vogliamo rendere note l'entità e le modalità d'applicazione delle strategie di Big Tobacco, che negli Stati Uniti raggiungono, anche per via della diversa legislazione, i massimi livelli. Le multinazionali non potrebbero sopravvivere senza infoltire la schiera dei fumatori creandone di nuovi reclutati tra i giovani. Mentivano quando sostenevano di non avere le prove sulla dannosità del fumo. Mentono quando sostengono di star compiendo sforzi per far diminuire il fumo tra i giovani. Mentono quando sostengono di aver cambiato la modalità di condurre il marketing dei loro prodotti. Mentiranno se sosterranno di compiere sforzi affinché meno persone inizino a fumare, perché sanno perfettamente che se realizzassero questo proposito comincerebbe il lungo declino cui noi speriamo siano destinate. La stragrande maggioranza dei fumatori ha cominciato a fumare abitualmente prima dei 18 anni. | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Le campagne di disincentivazione al fumo della Philip Morris | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Abbiamo detto nel numero dell'Osservatorio precedente di come le multinazionali abbiano aggirato gli obblighi imposti dal Master Settlement Agreement (accordo del 1998 tra 46 stati USA e le compagnie produttrici di tabacco) incrementando gli investimenti per la pubblicità rivolta ai giovani. E' necessario però approfondire alcuni punti. Secondo le compagnie il Master Settlement Agreement (MSA) ha cambiato completamente le strategie di commercio per le sigarette. I giganti del tabacco affermano che non tenteranno più di incrementare il numero di fumatori e promettono di far cessare il marketing nei confronti dei bambini e ragazzini. I programmi che la Philip Morris ha più volte assicurato di intraprendere per la riduzione dell'uso del tabacco, possono così riassumersi: nel 1964 in corrispondenza alla crescente preoccupazione del pubblico per gli ormai noti dovuti al tabacco le compagnie del tabacco adottano un Codice Pubblicitario che vieta di mostrare il fumo come segno di "rilievo sociale, distinzione o attrazione sessuale". Le industrie hanno invece costantemente disatteso il codice, utilizzando modelli pubblicitari come il Marlboro man. Negli anni '80 il "Tobacco Institute" lancia diverse campagne i cui slogan sono: "Aiutare i giovani a decidere" e "Aiutare i giovani a dire no". Queste campagne pongono enfasi sulla proibizione e sulla decisioni che gli adulti dovrebbero prendere per i giovani, evitando completamente di parlare degli effetti sulla salute del tabacco. Le campagne che promuovono questi messaggi psicologicamente hanno l'effetto di incentivare il fumo tra i giovani, non di dissuaderli. Infatti l'idea che ne deriva è che fumare sia un 'attività da adulti e i giovani che sono spesso affascinati dall'idea di trasgressione, ne sono di conseguenza attratti. Agli inizi degli anni '90 le compagnie produttrici di sigarette danno il via ad un ulteriore programma con lo scopo di diminuire il fumo tra i giovani. Il titolo dell'iniziativa è "E' la legge" ed ha lo scopo di rendere più responsabili i venditori di sigarette, i quali devono rispettare il divieto di non vendere sigarette ai minori, controllando i documenti di chi acquista. Studi conseguenti al programma dimostrano che le intenzioni non sono mai state messe in pratica. Alla fine degli anni '90 per alleviare le sempre più insistenti pressioni politiche, la Philip Morris dà il via ad altri programmi, tra cui "We Card" e "Azione contro l'accesso", come al solito i programmi sono sottoposti all'attenzione del potere politico come prova delle buone intenzioni, ma non sono mai entrati completamente in azione. Due anni dopo l'attuazione di queste campagne la Philip Morris aveva sanzionato per la vendita di sigarette ai bambini solo 16 dei 500.000 venditori. Questi interventi hanno in realtà la funzione di sottolineare il divieto, creando interesse nei bambini e nei ragazzini, stimolandone l'istinto alla trasgressione. Mentre l'industria delle sigarette usa queste premeditate strategie per distrarre l'attenzione della gente e dei politici, espande il marketing nei confronti dei bambini e dei giovani aumentando la pubblicità mirata a loro e influenzando i loro gusti. Non bisogna stupirsene: qualcuno dovrà pur prendere il posto dei tanti fumatori morti, a causa del fumo per tumori, per malattie cardiache ecc. Perciò le multinazionali contemporaneamente ai progetti di disincentivazione del fumo aumentano la spesa destinata alla pubblicità delle sigarette: per i 5 principali produttori, nel 1998 la spesa totale ammonta a 6,7 miliardi di Dollari; nel 1999 la spesa è stata portata a 8,2 miliardi di Dollari, con un aumento pari al 20%. | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Dopo il Master Settlement Agreement. | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Come abbiamo già detto dalla stipula del Master Settlement Agreement la pubblicità delle sigarette sulle riviste con un'alta percentuale di lettori giovani è cresciuta del 33%. Quando questa informazione è stata resa nota, la P.M., a differenza delle altre compagnie, ha sospeso temporaneamente le pubblicità che incentivano il fumo tra gli adolescenti pubblicate su giornali a loro destinati. Però la rete di vendita del tabacco è stata rinforzata, sono aumentate le pubblicità all'interno e all'esterno dei punti vendita, anche attraverso la vendita di articoli correlati al tabacco con lo stesso marchio delle sigarette. Uno studio recente dimostra che gli adolescenti sono maggiormente influenzati rispetto agli adulti dalle promozioni e dalle pubblicità fatte nei negozi. Un'altra ricerca del 1999 dimostra come il 50% dei venditori californiani ha pubblicità esposta a livello degli occhi dei ragazzini e il 23% ha gli espositori di sigarette situato vicino ai dolciumi. L'87% vende articoli con pubblicità di prodotti da tabacco e i 2/3 espone poster con marche di sigarette. Big Tobacco ha aumentato la vendita di pacchi "paghi 2, prendi 3" o confezioni con regali come accendini o porta sigarette, dando in distribuzione gadget simili anche ai venditori. Anche la posizione degli espositori non è casuale: molti rivenditori sono pagati per esporre le sigarette negli scaffali più visibili o vicino alle casse. Più della metà dei ragazzi sostiene di essere influenzata dagli espositori variopinti e appariscenti interni ai negozi. Il 47% è influenzati dai cartelli in vetrina e il 44% dalle insegne promozionali. Uno studio del 1999 dimostra che gli adolescenti che possiedono un articolo promozionale del tabacco che riporta la marca di una sigaretta che attrae la loro attenzione, hanno una probabilità doppia di diventare stabili fumatori. E' stato dimostrato che il 30% dei teen agers americani possiede almeno un articolo promozionale del tabacco come accendini, magliette, lettori CD ecc. Per i giovani questi omaggi o regali raggiungibili tramite raccolta punti sono un incentivo a fumare o addirittura a fumare di più. Le multinazionali hanno persino dimostrato propensione a che i loro prodotti vengano posti in espositori self service che favoriscono il furto dei pacchetti di sigarette (circa il 5% dei ragazzi, secondo uno studio recente, ruba le sigarette). Certo, cos'è un mancato guadagno per alcuni pacchetti di sigarette se in tal modo ci si può assicurare un fedele fumatore a vita che prima o poi sarà costretto a pagare (spesso un prezzo troppo alto: la vita) per fumare?! | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Tabacco in Internet. | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Un altro argomento di scottante attualità è la pubblicità del tabacco in Internet, che non è così evidente e visibile come quella fatta sulla stampa. Gli annunci pubblicitari o la semplice presenza di marchi di sigarette possono essere fatte su siti specifici diretti ad un certo tipo di utenza, per esempio i giovani, senza che altri debbano necessariamente vederla. Proprio per questi motivi questo tipo di pubblicità è tra le più insidiose. Inoltre la rete è accessibile a tutti, in ogni parte del mondo e per questo la pubblicità dei prodotti più mortali esistenti può raggiungere anche stati dove altri tipi di propaganda sono vietati, compreso il nostro. Non bisogna inoltre dimenticare che esistono numerosi siti che vendono tabacco via e-mail e, anche se molti richiedono carte di credito per il pagamento, altri accettano anche pagamenti in contanti o con assegni. Sono pochissimi i siti di questo genere che richiedono prova dell'età dell'acquirente, nonostante anche negli Stati Uniti sia vietato vendere sigarette a bambini. I siti delle compagnie produttrici invece ufficialmente non promuovono i propri prodotti, al contrario forniscono indicazioni sulle proprie relazioni pubbliche e sull'azienda. Il MSA ha avuto il risultato di intensificare la pubblicità in Internet che, per le 5 compagnie principali è passata dagli oltre 125.000$ del 1998 ai 651.000$ del 1999. | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Tabacco e università. | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Anche i ragazzi che frequentano l'università non sono esenti da tentativi di influenza da parte di Big Tobacco. E' frequente la sponsorizzazione di eventi musicali in bar frequentati da studenti, feste a cui partecipano centinaia di universitari gentilmente offerte dai magnanimi produttori di sigarette. Famoso è il Kool Jazz Festival o il GPC Country Music Festival sponsorizzati dalla Brown & Williamson. Proprio quest'ultima spende 30 milioni di Dollari all'anno soltanto per le promozioni nei bar. Nel 1999 sono stati organizzati concerti di alcuni gruppi giovanili che ammettevano la presenza solo degli aficionado che avevano raccolto i punti della campagna "Marlboro Miles". Ogni pacchetto 5 miglia: più si fuma più si vince! In palio anche lettori CD, indumenti ecc. Oltre allle pubblicità inserite nei giornali dei College, vengono fatti investimenti anche per la distribuzione di campioni gratuiti agli studenti e la vendita di speciali pacchetti di sigarette con radiolina in regalo, rigorosamente marcati tabacco. Se ci si domanda quale sia la funzione di queste offerte eccone un esempio: A: "Carina la radio, dove l'hai presa?" B: "Era in regalo con le sigarette xxxx" A: "Ma dai, quasi quasi me la prendo anch'io". Via abbiamo mostrato un panorama di questa situazione per rendere evidente che, se nel nostro paese come in molti altri stati europei, le leggi non permettono per esempio la pubblicità delle sigarette sulla stampa, le multinazionali della morte non si arrendono, anzi trovano metodi ben più ingegnosi e insidiosi per raggiungere ragazzi e bambini. Questi metodi vengono superficialmente ignorati dalla nostra legge e dal nostro attuale legislatore, il quale non intende autonomamente riportare alla discussione e al voto il decreto Veronesi, ottimo strumento di tutela , non solo per i giovani, ma anche per i fumatori passivi. E intanto per fumo si continua a morire… | ||||||||||||||||||||||||||||||
| Pubblicità e spese promozionali delle sigarette negli Stati Uniti - ANNI DAL 1997 AL 1999 Federal Trade Commission Cigarette Report for 1999 (file formato pdf) | ||||||||||||||||||||||||||||||
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| La cultura del fumo |
| di Paolo Crosignani Uno dei modi delle multinazionali del tabacco per promuovere la propria immagine e di conseguenza il fumo, è proprio quello di sponsorizzare concorsi e premi più o meno culturali. Il premio delle compagnie di sigarette più famoso nel nostro paese è senza dubbio il Premio Philip Morris per il marketing, cui aderiscono moltissime università italiane. Agli studenti viene illustrato un problema di marketing relativo ad un prodotto del gruppo PM. Gli interessati devono elaborare una soluzione del caso. Una giuria di esperti giudica poi tutti gli elaborati e stila una classifica con dei vincitori. Non c'è dubbio che per quanto riguarda il marketing la PM ha molto da insegnare, ma è quantomeno discutibile l'opportunità di associare il nome di questa compagnia ad un'iniziativa culturale. E' comprensibile la voglia di emergere degli studenti che propongono i loro lavori per ottenere un premio e un riconoscimento che, sperano, li porti ad una brillante carriera. Ciò che rimane oscuro, a meno di non voler pensare a manovre non proprio trasparenti, è l'atteggiamento dei rettori delle numerosissime università che hanno consapevolmente accettato di utilizzare il marchio e i soldi dell'industria del tabacco. Dov'è l'integrità morale di cui si vantano numerosi atenei? Facciamo pertanto richiesta ai rettori delle molte università che hanno aderito a tale premio di non associare più il nome degli atenei che rappresentano ad una compagnia che ha utilizzato e tuttora utilizza il marketing come strumento per assoggettare a una dipendenza mortale i soggetti più vulnerabili, che, per la maggior parte sono proprio quei giovani che l'università ha il dovere di formare. |
Dal sito http://www.tuttiliberi.it/, che raccomando a tutti di visitare, ho tratto oggi :
Per collegamento 56K : http://www.nonfumatori.it/av/smoke_lo.asx
Per collegamento ADSL : http://www.nonfumatori.it/av/smoke_hi.asx
04/10/2003
| Hollywood e tabacco |
| di Elvira Calcagno |
| Chi decide di includere il fumo di tabacco nella scena di un film? |
| E' questo il tema della bella ricerca pubblicata sul numero 4, 1999 della rivista "Tobacco Control", realizzata attraverso una serie di interviste "strutturate" rivolte a sceneggiatori, attori, registi, produttori ed altre persone che operano nell'industria cinematografica e televisiva. Una precedente ricerca, sul n.6/97 di Tobacco Control, ha mostrato che l'uso di tabacco nel cinema è aumentato nell'ultimo decennio. Ma alcuni intervistati non sono d'accordo, sostenendo che in un confronto con le pellicole degli anni '50 e '60, e ancora di più con quelle degli anni '30 e '40 (quando l'attore con il bicchiere in una mano e la sigaretta nell'altra evocava "fascino"), le scene in cui si fuma oggi sono in numero minore, data la tendenza alla disapprovazione sociale del fumo. Viene notata, anche, una sostanziale differenza tra le norme del cinema e della televisione: la legge della California, ad esempio, richiede ai luoghi di lavoro (compreso il "set" televisivo) di essere "liberi da fumo". |
| Recitazione e sigarette, un affare? |
| Prima del 1989 era abitudine per le "compagnie" del tabacco pagare per poter includere i propri prodotti in programmi di spettacolo. Famosi attori, come Silvester Stallone, acconsentivano di usare sigarette di famose marche solo in cambio di un lauto compenso. In risposta alle critiche, nel 1989 l'industria del cinema arresta questa abitudine, sebbene ci siano prove che gli stanziamenti siano continuati fino agli anni '90. Per l'uso di sigari, dietro pagamento, si continuò fino al 1998. Nessuno degli intervistati parla di queste motivazioni, ma molti ammettono che ciò accade, per quanto non abbiano un'esperienza diretta. Ma è nel 1997 che l'ingiustificato uso del fumo nei film viene discusso al Senato degli Stati Uniti, dove Hillary Rodam Clinton ed il Vice Presidente Al Gore attaccano l'industria dello spettacolo, la quale, a sua volta, lancia una serie di iniziative volte al cambiamento di rotta. |
| Fumare marca i tratti del carattere di un personaggio? |
| La ragione più frequente per cui lo scrittore, il regista o l'attore decidono di rappresentare il fumo sta nel bisogno di marcare alcuni aspetti del carattere: nervosismo, sensualità, sofisticatezza, ribellione, imprudenza, debolezza, indifferenza, inferiorità sociale ecc. ecc. Soprattutto l'adolescente mentre aspira una sigaretta comunica con maggiore incisività la ribellione ed il desiderio d'indipendenza. Il fumatore adulto, al contrario, trasmette auto distruzione; la donna la si predilige fumatrice per esprimere sensualità. Per rappresentare lo status o "l'essere alla moda" si preferisce l'uso del sigaro. Anche per rendere una scena più realistica si può ricorrere al fumo: un bar, una stazione di polizia o uno specifico periodo storico. |
| Quanto e in che misura Hollywood può influenzare o modellare la società, i comportamenti? |
| Molti sminuiscono le responsabilità del cinema, in quanto il fumo è usato meno che, ad esempio, la violenza; altri sottolineano la responsabilità che si ha nei confronti degli adolescenti, dato l'aumento di fumatori tra i giovanissimi. |
| Qual è il grado di consapevolezza sulla controversia? |
| Circa metà degli intervistati è ignara della questione, altri sono irritati dalle interferenze politiche nel loro lavoro. Il tema della libertà dell'artista è ricorrente: la sensibilità politica nei confronti dei rischi alla salute è vista come una censura nei confronti del loro lavoro. |
| Trovare nuove strategie nel sostegno ad una campagna contro il tabacco? |
| Il cinema deve adattarsi ai cambiamenti sociali. La sensibilità educativa verso produttori, scrittori, registi e tutti coloro che lavorano nel mondo dei media, sembra essere ancora la strada migliore. Anche perché alcuni addetti ai lavori fanno notare che marcare il carattere di un personaggio con una sigaretta in mano è un modo "pigro" di non escogitare altre vie per rappresentare il realismo. |
| Bibliografia |
| Hollywood on tobacco: how the entertainment industry understands tobacco portrayal. Hollywood sul tabacco: come l'industria dello spettacolo comprende la rappresentazione del tabacco. Tobacco Control 1999; 8:378-386 |
| Tobacco and Alcohol Use in G-Rated Children's Animated Films. Uso di tabacco ed alcolici nei film per ragazzi. Jama, March 24/31, 1999 – Vol 281, No. 12 |
| Al fuoco al fuoco |
| Negli Stati Uniti le sigarette sono la principale causa delle morti dovute al fuoco, ossia un 30% delle morti per incendio. In America ogni anno, per questo motivo, muoiono circa 1000 persone e vengono spesi miliardi di dollari per cure mediche, costi di mancata produttività e investimenti per servizi antincendio o di emergenza. A livello mondiale, le morti da fuoco attribuibili al fumo sono circa il 10%. Gli USA vantano il più alto tasso di morte per incendi causati da sigarette e l'industria del tabacco ne è a conoscenza da molto tempo. Com'è sua abitudine ha nascosto l'evidenza dei dati facendo apparire il problema come una esagerazione dell'opinione pubblica e dei media. I produttori di tabacco si sono fortemente opposti al passaggio della legislazione in favore di sigarette fire safe e ne hanno negato l'applicabilità per molti anni. Gli incendi di questo tipo si propagano frequentemente attraverso materassi che prendono fuoco, magari perché il fumatore si addormenta con la sigaretta tra le dita, o attraverso mobilio facilmente infiammabile. Le sigarette fire safe (antincendio) possono avere scarsa propensione all'infiammabilità, persino se la sigaretta brucia per intero, o possono autoestinguersi quando lasciate inattive per lungo tempo. Negli anni '70 la stampa ha posto grande attenzione nei confronti di questo argomento perciò la ricerca aveva sviluppato già in quegli anni una sigaretta di questo tipo. Diverse compagnie hanno registrato brevetti per sigarette fire safe. L'uso di additivi per creare una pellicola attorno alla sigaretta o l'aggiunta di una soluzione ignifuga alla foglia che ricopre esternamente il sigaro, sono modi per fermare il proliferare degli incendi da fumo. Un gruppo di studio istituito negli anni '80 per occuparsi di questo problema, ha stabilito che tecnicamente e economicamente era possibile produrre una sigaretta con una significativa riduzione della propensione all'infiammabilità. Il report concludeva che diversi fattori di produzione delle sigarette hanno una grossa importanza nella riduzione della propensione al fuoco, incluso l'uso di tabacco espanso, riduzione del citrato come additivo, utilizzo di fogli a bassa permeabilità o riduzione del diametro delle sigarette. I test di infiammabilità sono stati sottoposti a forti critiche da parte dell'industria del tabacco, che ha in questo modo impedito l'emanazione di una normativa in proposito. Solo nel 2000 lo stato di New York ha introdotto delle norme sull'argomento che entreranno in vigore a partire dal corrente anno. La P.M. ha inoltre introdotto una tecnologia che rende il foglio di copertura di alcune sigarette (Merrit) non infiammabile. Tuttavia la maggior parte delle bionde commercializzate non usufruiscono di tecnologie che evitino incendi. I documenti interni all'industria mostrano come accurati studi per la produzione di sigarette fire safe siano stati intrapresi da decenni, ciò nonostante le multinazionali hanno occultato i risultati di tali ricerche, non avendo intenzione di immetterle sul mercato. La giustificazione addotta dall'industria per la decisione di non commercializzare queste sigarette era che i consumatori non avrebbero apprezzato il prodotto e anzi, l'avrebbero trovato inaccettabile. Inoltre sosteneva che non esistevano test validi per accertare se una sigaretta fosse realmente fire safe, che il fumo di tali sigarette sarebbe stato maggiormente tossico e che le sigarette non erano la principale causa di incendi. L'industria ha elargito cospicui finanziamenti alle organizzazioni di servizi antincendio per guadagnarsi il loro favore e per far credere all'opinione pubblica di essere alleati verso la lotta contro il fuoco. Big Tabacco non ha prodotto le sigarette fire safe sia per paura di una diminuzione di gradimento da parte dei consumatori rispetto ai vecchi prodotti, sia per il costo che l'introduzione di nuove tecnologie nel ciclo produttivo avrebbe comportato. Come sempre le multinazionali non si sono curate dell'interesse collettivo per tutelare il proprio: non c'è da stupirsene! |
03/10/2003
Dal sito
http://www.smettere-di-fumare.it/crisi-di-astinenza.shtml
oggi ho tratto :
Pronto soccorso per combattere le crisi di astinenza
Se avete deciso di smettere di fumare, è inevitabile che vi scontriate con delle crisi di astinenza più o meno forti; ecco alcuni consigli per vincere queste fastidiose ed a volte intollerabili crisi.
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Bevete subito e molto ...
Quando avvertite la voglia di fumare, per prima cosa bevete acqua non gasata, tanta quanta ne potete e non meno di una paio di bicchieri. Riempite lo stomaco d'acqua in modo da rilassarne le pareti e per attenuare la fame causata dall'astinenza.
In questo modo, tramite l'urina, favorite anche l'espulsione della nicotina (sostanza idrosolubile) ed aiuterete il vostro organismo a disintossicarsi.
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Respirate velocemente
Sedetevi e concentratevi sulla respirazione. Non serve che seguiate alla lettere tempi e numeri dell'esempio descritto; è sufficiente capire il concetto.
Prima parte della respirazione anti-voglia-di-fumo:
- Respirazioni a pieni polmoni, alte, a ritmo rapido.
- Inspirare ed aspirare con il naso.
- Sfogate ansia e nervosismo stringendo qualche cosa.
- Ritmate la respirazione contando: fino a 5 inspirando, fino a 10 espirando.
Seconda parte della respirazione anti-voglia-di-fumo:
- Respirazione addominale, bassa, a ritmo lento.
- Inspirare ed aspirare con il naso.
- Rilassatevi ... mollando per esempio quello che stavate stringendo nella prima parte :-)
- Ritmate la respirazione arrivando alla vostra capacità massima di aspirazione ed espirazione.
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Fare del movimento
Se vi è possibile, fate dell'attività fisica, intesa come del semplice movimento.
- Flessioni o saltelli.
- Fate delle scale a ritmo deciso.
- Camminate a passo deciso.
- Fate voi ...
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Se proprio non ce la fate ...
Se proprio non riuscite a dire di no ... beh, una sigaretta concedetevela e fumatevela in santa pace, serenamente e senza sensi di colpa.
Sembra un controsenso, ma gustatevela senza fretta. Magari non fumatela tutta, è sufficiente che plachiate l'ansia.
E' chiaro che devono essere rare ed occasionali situazioni, non potete farvi queste concessioni ogni qualvolta ne avvertite il desiderio ... ok?
02/10/2003
Il fumo nei luoghi pubblicidi Giovanni Invernizziresponsabile della task force contro il fumo Area pneumologica nazionale SIMG (Società italiana di medicina generale) | ||
| Se si chiede ai ragazzi non fumatori di 14-19 anni la loro opinione sull'efficacia delle leggi anti fumo, oltre la metà afferma che non servono a niente, o che non vengono rispettate.1 E' questa la fotografia della situazione sui regolamenti contro il fumo negli ambienti pubblici a oltre 25 anni dall'approvazione della legge 584, dell'11 novembre 1975. A quella legge si sono trovate infatti scappatoie di vario tipo a causa dell'esiguità e della macchinosità delle sanzioni, e della scarsa chiarezza della legge stessa rispetto ai "luoghi pubblici", per cui i bar e i ristoranti non rientrano nella categoria e la maggior parte dei luoghi di lavoro si possono considerare privati. Inoltre, si tollera il fumo ancora in molte scuole, ed è consentito fumare persino in molti ospedali, al punto che sono nate iniziative da parte di associazioni scientifiche e nei principali istituti oncologici nazionali per diffondere uno standard smoke free nella sanità,2 mentre l'attenzione per il rischio fumo risulta tuttora insufficiente tra i medici di famiglia.3 Le leggi contro il fumo sono regolamenti per tutelare l'ambiente comune. Del fumo - attivo e passivo - sappiamo ormai quasi tutto: numero di sostanze presenti, cancerogeni, monossido di carbonio, nicotina. Ci si dimentica però spesso del particolato, cioè l'insieme delle polveri più o meno sottili che si sprigionano dalla sigaretta, molto simile a quello presente nello smog, responsabile di migliaia di decessi tra persone affette da malattie polmonari e di cuore. Le agenzie nazionali e internazionali per il controllo ambientale hanno posto limiti precisi (40 µg/m3) alle concentrazioni di particolato fine nell'aria esterna, ma che cosa succede negli ambienti chiusi? Da qualche anno si pone l'accento sul fatto che l'ambiente indoor rappresenta un rischio maggiore dell'aria atmosferica, a causa del ricambio ridotto e delle emissioni domestiche di gas e polveri, tra cui il fumo di tabacco è uno degli elementi prevalenti.4 Un dato eloquente è quello che succede in un ristorante quando alcuni clienti iniziano a fumare: la concentrazione di particolato fine aumenta rapidamente fino a raggiungere valori tre volte superiori a quelli consentiti outdoor.5 Se non bastano le attenzioni dei "fumatori cortesi" (prenderemo volentieri un aperitivo insieme a loro all'aperto, al bar dei giardini, incuranti del fumo della loro sigaretta che si disperde nell'aria, però dovranno riconoscere la difficoltà e non metterci in imbarazzo chiedendo "Posso fumare?" al ristorante o in ufficio), occorrono regolamenti più precisi e mirati: la legge Veronesi risponde a queste esigenze. Chiarisce infatti che: La legge, in definitiva, delinea chiaramente gli ambienti comuni dove non si fuma e sembra assicurare più certezze riguardo alle possibilità di essere applicata, in sintonia con le aspettative della maggior parte degli italiani (fumatori e non).6 |
01/10/2003
Amicoandrea si trova in Giappone, e mi ha mandato alcune note sul recente terremoto. Non c' entra niente col problema fumo, ma e' una pagina di vita vissuta che spero possa interessare anche a voi. :
Per quanto riguarda il terremoto, ti riporto un brano di commento che ho
gia` spedito ad Alex. Premetto pero` che quello e` stato un terremotino,
perche` ad Hokkaido ce n`e` stato uno bello forte e sono tre o quattro giorni
che stanno cercando di spegnere una cisterna di combustibile che si e` incendiata.
Penso che il fuoco si spegnera`, ormai, quando il combustibile si sara`
esaurito. Per fortuna sono riusciti a non far propagare il fuoco alle cisterne
vicine. Quello incendiato e` ridotto ad un cartoccetto fuso. Le immagini
televisive sono impressionanti: soprattutto la proporzione tra la grandezza
delle fiamme e quella dei getti d`acqua delle manichette. Altre immagini
mi hanno impressionato: strade accartocciate, ponti fratturati, spaccature
nel terreno, pali della luce ``allentati``. E poi c`e` stao il famoso Tsunami,
l`onda provocata dalla scossa tellurica. Ho visto un barcone da pesca di
almeno quaranta tonnellate preso e ``depositato`` sulla banchina del porto.
Insomma un sacco di danni, ma vittime niente, pare.
<< Era l`una del pomeriggio (sei del mattino in Italia), Kanami era uscita
con le amiche, io ero sul balcone a dare una mano supplementare di vernice
ad un mobile di legno storico di casa Nagamoto e che sta li`, al coperto
ma all`aperto. Ha cominciato a tintinnare tutto e la casa si muoveva abbondantemente.
Scossa molto avvertibile, timore sempre, ma scarso. E` stata molto lunga,
forse quasi un minuto, in due o tre riprese. Emozionante pensare a quello
che in quel momento stava succedendo nelle profondita`: immani masse che,
infastidite dall`enorme pressione accumulata in non si sa se secoli o millenni
o piu`, se la scrollano di dosso con destrezza. Ho cercato di immaginare
anche l`effetto di un terremoto simile sulla casa di Fiamignano: avrebbe
significato il suo abbandono per sempre. E chi la ritirava su? Tempestiva
telefonata alla ``pupa``, che aveva sentito la scossa ma niente problemi.
Danni in casa: e` cascata una cornicetta di legno che stava da qualche parte
sulla libreria e si e` scomposta in tutte le parti possibili. Dopo qualche
minuto un altoparlante a volume inimmaginabile (sai quello che diceva ``fra
X ore comincia il giudizio universale!`` nel film mi pare di De Sica?) ha
detto cose per me naturalmente incomprensibili (ho capito solo ``qui e`
Kawasaki-shi``). Pero` nessuno e` comparso fuori, nessuno si e` mosso.
Chi o che cosa riuscira` ad arrestare l`inesorabile avanzata sulla scena
di questo popolo che tiene le betoniere o i camion della mondezza piu` puliti
di una vettura privata tedesca - il camion della mondezza che gira con un
carillon che suona una musichetta; che decide anche che cosa e quando trascurare
un po`, per esempio qualche erbetta selvatica ai margini di una strada troppo
asfalto-cementosa, per esempio migliaia di chilometri quadrati di bosco
lasciato intatto; che gli Americani forniscono in Ameraica di banche specificamente
addette a loro; che i NordCoreani hanno preferito tenersi amici; che non
fa nulla di fretta, neanche camminare, ma tira su una casa in sei mesi?
Forse l`occidentalizzazione dei giovani odierni? Chissa`! >>
Tratto dal sito http://www.scuolamediacavalcanti.it/fumo/storia.htm
STORIA DEL TABACCO
e note di costume
Per l'Europa la storia del tabacco ha inizio con la scoperta dell'America avvenuta nell'ottobre 1492.
Già nel suo primo viaggio nel nuovo continente Cristoforo e i suoi compagni vennero a conoscenza di questa abitudine degli indigeni di usare dei "tizzoni" che fumavano da un'estremità.
Questa usanza era certamente instaurata da lungo tempo e inizialmente il fumo del tabacco era usato per scopi rituali e religiosi.
Presso i Maya e gli Atzechi, già nel 500-1000 a. C., i sacerdoti, all'inizio delle cerimonie religiose, usavano soffiare il fumo verso il sole ed i punti cardinali da pipe o direttamente dal tabacco arrotolato. Piu tardi il fumo cominciò a non essere piu soffiato, ma aspirato e il suo uso non fu piu limitato alla casta sacerdotale, ma si estese al popolo.
Il primo uomo europeo a fumare tabacco fu, probabilmente, un compagno di Cristoforo Colombo, certo Rodrigo de Jerez. Nel 1559, Francisco Hernandez di Toledo, di ritorno dalle Americhe, con semi di tabacco diede vita alla coltivazione della pianta in Spagna.
Nel 1560 Jean Nicot, ambasciatore di Francia in Portogallo, inviÚ alla corte francese i semi del tabacco decantandone le virtu estetiche e soprattutto quelle "medicinali". La pianta, infatti, veniva consigliata per la cura del mal di stomaco e delle ulcere, per l'asma e per le malattie polmonari!
Dal nome di Jean Nicot derivò la denominazione di uno dei componenti piu importanti del tabacco, la nicotina.
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I pareri sull'uso del tabacco furono a lungo discordi: furono esaltate le virtu medicinali, ma non mancarono pareri critici con pubbliche prese di posizione sui danni del fumo.
| L'uso di fumare, di annusare, di masticare il tabacco fu introdotto nei vari paesi da marinai e soldati spagnoli, portoghesi, napoletani, siciliani, lombardi, fiamminghi e tedeschi che combatterono nel '500 per Carlo V e Filippo II.
Il 1600 è un secolo che vede fumare prevalentemente i marinai ed i soldati d'ogni grado, ma cominciano ad essere conquistati all'uso del fumo anche gli intellettuali, scrittori e poeti, e coloro che con quest'usanza vogliono contestare i rigidi costumi dell'epoca. Ma è dagli inizi del '700 che scrittori e poeti parlandone in parte bene, in parte male, cominciano a fare entrare nelle loro opere il tabacco come principale protagonista. Nella pittura molti artisti cominciarono a scegliere come soggetto il tabacco: un esempio è il fumatore di un quadro del '600 di Adriaen Brower e piu tardi i fumatori di Van Gogh e di Cézanne. Anche nella musica troviamo qualche riferimento al fumo. Johan Sebastian Bach compone un Lied in onore del fumatore. Per il sottofondo di alcune pagine di questo ipertesto abbiamo usato proprio questa musica di Bach. Piu tardi con la musica cantata, il tema del fumo entra in numerose canzoni: un esempio è la canzone "Fumo negli occhi" ("Smoke gets in your eyes" - 1933), che costituisce il sottofondo musicale di questa pagina e di altre pagine dell'ipertesto. Non si può non ricordare come questo secolo, il '700, sia stato dominato dalla tabacchiera: tutti tabaccavano, dal Papa al Re, Cardinali, Ambasciatori, Accademici, Notai, Medici, Parroci. Proprio in quest'epoca venne fondato dalle donne l'"Ordine della tabacchiera". Veniva, in questo periodo, fatto anche largo uso della pipa. Si può ricordare che lo "smoking" era una giacca che veniva data dall'ospite ai suoi invitati, quando si ritiravano in una sala apposita, dopo cena, a fumare; siccome l'odore del tabacco poteva dare fastidio alle donne o a chi non fumava, i gentlemen si ritiravano in questa sala, infilavano la giacca, fumavano e successivamente rientravano presso gli altri convitati rimettendo la propria giacca. E' stato il 1800, con la comparsa delle prime macchine, a facilitare il trapasso dalla pipa, dal masticare e fiutare il tabacco, alla sigaretta, piu pratica e aderente alla moda che cambiava. Gli abiti si stavano riducendo all'essenziale, scomparivano le capaci tasche dove porre tabacco e accessori. Il consumo di tabacco si è poi protratto fino ai giorni nostri, diffondendosi in tutto il mondo e assumendo dimensioni molto notevoli. |
Il fumatore Van Gogh Paul Cézanne |




















