30/09/2003
| La pubblicità del tabacco in Italia |
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29/09/2003
QUANTO TI COSTA FUMARE ?
Dal sito http://www.fumo.it/nonfumatore/educazionale/ ho tratto un simpatico strumento per sapere quanto ti costa fumare. Provalo con la tua marca di sigarette ed il tuo consumo, e , quando avrai il risultato, prova ad immaginare quante altre cose sapresti comprare con la stessa somma !
| Strumenti interattivi |
Quanto ti costa fumare? Calcola il costo della tua abitudine in base al numero e alla marca di sigarette fumate |
Da Gea News di Settembre:
Silenzio. Parla BAT-Italia
Una intervista a Francesco Valli, alla guida di BAT (British American Tabacco), che ha recentemente acquistato l'ETI (Ente Tabacchi Italiano), commentata da Marco Badiani (MB) di "Aria Pulita", associazione Non fumatori.
D: Dottor Valli, come mai avete offerto così tanto, 2,3 miliardi di euro, per assicurarvi l'Eti?
MB: Bel primato davvero !!! Sono orgoglioso di essere Italiano!
Tenga presente che siamo presenti in 180 paesi e possiamo sviluppare le esportazioni di MS e Toscano nei paesi dove il made in Italy ha molte possibilità di crescita. Solo in Brasile la BAT può contare su 360 mila punti vendita.
MB: Ben detto: insieme al Chianti e agli abiti di Armani esportiamo anche sigari e sigarette! E poi il vino e i vestiti firmati costano cari mentre le sigarette se le possono permettere tutti! Per i toscani però si dovrebbe far qualcosa per far scendere i prezzi... Certo che questo signore ha davvero tutte le carte in regola per essere insignito di qualche alto riconoscimento! Chissà, un Nobel... Io comunque proporrei di incentivare ed organizzare in modo continuativo anche l'invio, oltre al tabacco, di sostanze tossiche e radioattive - oggi incomprensibilmente limitato a spedizioni saltuarie e spesso addirittura impedito - che oltretutto non prevede alcuna spesa a carico dei Paesi destinatari. Specie in Brasile, dove migliaia di persone vivono in condizioni disperate, le sigarette e qualche bidone di uranio sono proprio quello che ci vuole, e forse si riuscirà finalmente in questo modo ad alleviare le sofferenze di tanta povera gente. Ma possibile che non ci abbiamo pensato prima?
D: La distribuzione in Italia dovrà comunque essere gestita in maniera neutrale visto che anche il concorrente Philip Morris utilizza i punti vendita dell'ETI. Non è così?
R: Sì, la distribuzione dovrà essere gestita in maniera indipendente...
...e a questo scopo servirà molto la presenza nella cordata di Confcommercio e del gruppo di Franco Bernabè. La loro presenza è molto importante per capire le dinamiche locali e garantisce l'indipendenza.
MB: E pensare che noi invece abbiamo scritto alla Confcommercio chiedendo di incentivare il divieto di fumo e di preoccuparsi dei diritti di chi non fuma... Che idioti!
...Tenga presente che l'Italia è il secondo mercato europeo per importanza dopo la Germania.
D: Ma sostituirete il management?
R: Le posso anticipare che io sarò l'amministratore delegato dell'entità BAT-ETI quando le due società si fonderanno. E ovviamente terremo conto dei maggiori talenti che si trovano nella società italiana.
MB: Possiamo dormire sonni tranquilli! E mi sembra giusto che i migliori talenti vengano impiegati per scopi così elevati. Il Nobel è dietro l'angolo...
25/09/2003
Ho tratto dal sito dell' ETI, Ente tabacchi Italiano :
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24/09/2003
Da Gea News di Settembre :
Cellulare antifumo
(ANSA) - LONDRA, 12 SET - Accendere il cellulare e non la sigaretta: presto i fumatori potrebbero fare uso di un semplice gioco installato sul loro telefonino o palmare che farebbe loro dimenticare il bisogno di nicotina. Un gruppo di ricercatori dell'universita' di Sheffield ha condotto alcuni esperimenti su fumatori ai quali sono stati fatti osservare una serie di puntini lampeggianti sullo schermo di un computer. Gli studiosi hanno scoperto che questi puntini riuscivano a creare nel cervello dei fumatori una sorta di 'rumore visuale' in grado di interferire con le immagini mentali positive che di norma si associano all'oggetto di un desiderio, in questo caso la sigaretta. Secondo lo studioso che ha guidato la ricerca, il dottor John May, e' possibile infatti intervenire sui processi mentali che fanno si che un fumatore all'improvviso senta la voglia di accendere una sigaretta. La ricerca di May suggerisce la possibilita' che diversi segnali inconsci si inneschino gradualmente nella mente del fumatore fino al momento in cui scatta la voglia di fumare. I puntini servirebbero a confondere la mente fino ad interrompere questa catena di segnali 'suggeritori', ed il fumatore quindi si dimenticherebbe di aver voglia di una sigaretta. Il sistema per ora e' stato soltanto sperimentato su normali computer, ma i puntini lampeggianti potrebbero facilmente diventare l'ennesimo accessorio di telefonini e palmari, consentendo ai fumatori di combattere la loro debolezza in ogni momento.
In effetti la voglia di una sigaretta scatta nei momenti tipici ( dopo il caffe', dopo pranzo, all' inizio di una riunione, etc) ma scatta anche in modo inatteso, a fronte di una successione di immagini/eventi/sensazioni nella nostra mente. Percio' penso che qualcosa del genere, che rompa la catena o che sostituisca immagini e sequenze controllate a quelle incontrollabili, possa effettivamente essere efficace !
23/09/2003
NON HO UN TUMORE AL POLMONE !!!
Stamattina, dopo una ennesima nottata insonne passata in un bagno di sudore, sono andato al centro diagnostico per fare i prelievi per le analisi del sangue ed i raggi X al torace.
Mentre aspettavo, avevo deciso che, in caso gli esiti indicassero che avevo realmente contratto un tumore al polmone, come Papa', avrei raccontato giorno per giorno su questo blog l' evoluzione della malattia, fino alla guarigione o fino agli ultimi mesi della mia vita. Quale miglior monumento alla necessita' di smettere di fumare avrei potuto escogitare ?
Quando la dottoressa mi ha chiamato per comunicarmi l' esito delle lastre, mi sentivo morire. Poi le parole liberatrici : NON C'E' NIENTE.
Neanche un po' di bronchite che avrebbe consentito di indirizzare la terapia con sicurezza.
Percio' continuo ad avere continua sudorazione, tosse squassante, decimi di febbre, espettorazione dolorosa e con striature di sangue, ma almeno sono tranquillo che non e' un tumore ai polmoni.
Dovremo attendere l' esito delle analisi del sangue per cercare di capirci qualcosa di piu'.
E pensare che la prima tosse ed i primi decimi di febbre risalgono al 5 Settembre. Quasi 20 giorni !
22/09/2003
Come smettere di fumare
E' appena necessario ricordare che riuscire a smettere di fumare rappresenta un grande vantaggio per la salute e, di conseguenza, influisce positivamente sulla durata delle vita.
Non sono soltanto impressioni cliniche, ma certezze documentate da studi statistici significativi, i cui dati non possono più essere messi in dubbio e sono, pertanto, accettati dagli studiosi di ogni parte del mondo.
Ma vediamo, brevemente, cosa dicono le statistiche italiane, a questo proposito. Su quasi 600.000 decessi annui complessivi, che si registrano nella nostra nazione, il 16% è causato dall' uso del tabacco in generale.
Non solo, ma se esaminiamo le differenze, nella durata della vita, tra fumatori e non, dobbiamo rilevare che i fumatori abitudinari vivono in media quindici anni di vita in meno rispetto a coloro che non fumano. Come si può smettere di fumare?
Sono stati proposti molti metodi che utilizzano approcci diversi : dalla terapia di gruppo, all'ipnosi, all' uso di farmaci….sino ad arrivare all'agopuntura. Sono state dettate anche delle linee-guida per il medico che, spesso, in occasione di alcuni eventi morbosi,sfruttando anche certe particolari situazioni, si viene a trovare nelle migliori condizioni per aiutare il suo paziente che è dipendente dalla nicotina.
I dati statistici provano che l'80% di coloro che hanno smesso di fumare, ha raggiunto lo scopo unicamente con le proprie forze, senza alcun aiuto né da parte del medico né di altri. La riprova della verità di quanto affermiamo è data da sei milioni di ex fumatori che in gran parte hanno smesso di fumare grazie semplicemente alla loro fermezza ed alla forza di volontà.
Ecco, i consigli che possiamo dare a chi non riesce a smettere.
- Innannzi tutto deve essere chiaro che lo smettere di fumare è un processo correlato ad assuefazioni fisiche e psichiche, il quale deve condurre al superamento di un comportamento di dipendenza.
Il medico, oltre all'intervento "psicoterapeutico" diretto, se così possiamo chiamarlo e di cui abbiamo appena fatto cenno, dispone della terapia sostitutiva con nicotina. E' questo il primo aiuto, diciamo farmacologico, e si basa sui più comuni rimedi a base, appunto, di nicotina. Si tratta di presidi ormai noti che comprendono le gomme da masticare, i cerotti transdermici e gli spray nasali, in grado di attenuare ed anche di impedire la comparsa dei sintomi di astinenza fisica dalla nicotina. Questi prodotti sono acquistabili senza ricetta nelle farmacie.Tanto la gomma che i cerotti e gli spray aumentano il numero dei casi di abbandono del fumo, specie se impiegati assieme agli altri tipi di intervento.
- La sospensione del fumo dà luogo a vantaggi sia sul piano fisico che psicologico ( oltre a quello economico, che non è poi trascurabile ). Possiamo fare alcuni esempi. A solo un anno dall'abbandono del fumo si può dimostrare già una riduzione del rischio di essere colpiti da infarto miocardico , la funzionalità polmonare non migliora, ma declina molto più lentamente, dopo la sospensione, e, come abbiamo già detto, viene ridotta soprattutto la probabilità di ammalare di certe neoplasie dipendenti dal tabacco, oltre che di alcuni quadri di patologia cerebrovascolare.
Guida Veronelli. Ecco i nuovi simboli
di MARCO BADIANI *
La sensibilità e l'attenzione rivolte al fenomeno del fumo sono senza dubbio in continua crescita e la scelta fatta dall'editore Veronelli si inserisce certamente in questa tendenza. Nella prossima edizione de "I Ristoranti di Veronelli", una delle guide più affidabili in commercio, la cui uscita si prevede a fine anno, compariranno infatti dei nuovi simboli che informeranno i lettori in merito alla "situazione fumo" all'interno dei locali selezionati. Essi saranno impiegati sia per segnalare il divieto nell'intero locale che la presenza di un'area riservata ai fumatori, che potrà essere una sala da pranzo o, come avviene in alcuni locali, un "fumoir". Ovviamente quest'ultima indicazione starebbe a significare che la parte restante dell'esercizio è "non fumatori". Per i ristoranti che non applicano alcun divieto e non dispongono di aree separate invece non verrà utilizzata alcuna simbologia, che d'altronde sarebbe superflua. E' da notare che saranno le aree per fumatori ad essere segnalate, e non, come avviene di solito, quelle per non fumatori. Ci sembra un frutto del mutato sentire comune che porta sempre più a considerare gli spazi in cui si fuma come l'eccezione anziché la regola. Almeno speriamo.
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* Marco Badiani - "Aria Pulita", associazione non fumatori (www.nonfumatori.it/ariapulita)
21/09/2003
Fumo passivo nei luoghi di lavoro:
la sconosciuta legge 626 tutela i lavoratori dal 1994
Nei luoghi di lavoro chiusi spesso si respira aria viziata e pesante carica degli inquinanti interni, fra cui primeggia il fumo di sigaretta. Moltissime persone ne soffrono accusando mal di testa, tosse e problemi respiratori, ma in genere la cosa viene percepita come un fatto naturale ed inevitabile, per l' erronea convinzione ancora diffusa che fumare sia comunque un diritto al pari del diritto alla salute, e quindi la sigaretta del collega vada sopportata per gentilezza e buona regola di convivenza.
Troppe persone pensano quindi, che a meno di non lavorare nei luoghi dove esiste esplicito divieto di fumare ( legge 584/75) come ospedali, scuole, metropolitane, uffici pubblici , cinema ecc.. , e finchè non entrerà il vigore, fra più di un anno, la nuova legge sul fumo approvata a Gennaio 2003, non ci sia tutela efficace.
Ma la Legge Italiana a volte è più avanzata di quanto pensa l' uomo della strada, ed è ciò che avviene per il fumo al lavoro:
il decreto legislativo 626 del 1994, "Attuazione delle direttive 89/391CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE, 89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE, 93/88/CEE, 95/63/CE, 97/42/CE, 98/24 e 99/38/CE riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro." stabilisce che ogni datore di lavoro deve adottare reali misure di sicurezza per la tutela della salute dei suoi dipendenti e collaboratori, a partire dalla prevenzione dei rischi. La legge stabilisce le resposabilità penali e la tracciabilità dei controlli per la sua applicazione, facendo capo alle ASL.
Cosa prevede per il fumo passivo?
Prevede la tutela in termini generali, visto che il fumo passivo è oramai riconosciuto come estremamente nocivo per molte malattie (cardiovascolari, respiratorie, ecc.. ), e anche in termini molto particolari in quanto il fumo passivo è sostanza cancerogena. l' Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2002 lo ha infatti inserito espressamente nell' elenco delle sostanze cancerogene di gruppo 1, ovvero quelle certamente cancerogene, a pari livello con il fumo attivo e altre novanta sostanze circa. Per il titolo VII "Protezione da agenti cancerogeni e mutageni" della 626, va quindi eliminato totalmente dall'ambiente di lavoro.
In base a questa legge e al fatto che il fumo si diffonde nello spazio disponibile, le aziende sempre più adottano l' unica soluzione efficace: il divieto totale in tutti gli ambienti chiusi.
I lavoratori che si ritrovano affumicati, possono segnalarlo, anche tramite il responsabile dei lavoratori per la sicurezza, al responsabile del servizio di prevenzione e protezione della loro azienda, e in seguito al "servizio prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro" ( SPSAL ) della ASL, che è l'organismo preposto alla vigilanza, con altissima probabilità di risoluzione del problema, come accade per esempio allo SPSAL della ASL 6 del Veneto (www.ulssvicenza.it).

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| Insieme con MTV contro il fumo tra i giovani |
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"Puoi essere alla moda e non fumare." Questo era il messaggio che nell'estate del 2002 Philip Morris International e Japan Tobacco International hanno lanciato ai giovani in un'importante campagna televisiva su MTV. Sappiamo che questo spot è stato guardato in 240 milioni di case in tutto il mondo: il messaggio viene recepito? I risultati iniziali derivanti da una campagna pilota di MTV Europe nel 2001 si sono rilevati incoraggianti; la domanda ora è: gli spot con ragazzi "alla moda" che non fumano sono riusciti a dissuadere i giovani dal fumare?
Ricerche indipendenti hanno analizzato il livello di sensibilità e di reazione alla campagna tra il pubblico a cui questa era rivolta, costituito da ragazzi tra i 12 e i 17 anni, in sei paesi europei (Francia, Germania, Polonia, Russia, Spagna, RU), quattro asiatici (Cina, Indonesia, Filippine, Taiwan) e tre dell'America Latina (Argentina, Brasile, Messico). In ciascun mercato, i ricercatori hanno realizzato 800 interviste dirette con ragazzi tra i 12 e i 17 anni che ricevevano MTV in casa. (Tutte le ricerche realizzate su minori erano conformi alle procedure sui sondaggi ESOMAR e avevano ottenuto in precedenza dai genitori degli intervistati). I risultati si sono rivelati positivi indicando che la campagna ha ottenuto:
La campagna di MTV del 2002 fa parte del nostro continuo impegno per affrontare il problema del fumo tra i giovani, e completa le iniziative locali presenti in tutto il mondo. Per guardare i videoclip della campagna, clicca qui sotto !
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20/09/2003
UN PO' TRANQUILLIZZATO !
Ieri sera sono stato dal nuovo medico : attenta visita medica totale, lunga auscultazione, esame di tutte le analisi degli ultimi due anni ed infine :
" non mi pare ci sia alun focolaio. Il sangue e' probabilmente dovuto ad un capillare che si e' rotto per la tosse continua. Per sicurezza facciamo una lastra al torace. E per capire il perche' di questo sudore continuo facciamo questa nuove analisi ( 6 foglietti fitti di analisi ). Nel frattempo continuiamo con gli antibiotici e prenda questo sedativo per la tosse ".
Mi e' parsa una persona seria e mi ha inspirato fiducia. Per ora mi sono un po' tranquillizzato. Martedi' faro RX e prelievi. Vi tengo al corrente.
19/09/2003
GUARDATE IL SUO FILMATO
Un appello contro il fumo
del premio della fisica Tullio Regge
16 settembre 2003
di Tullio Regge
Il fumo uccide in Italia circa 90000 umani/anno. Non tutti sono fumatori, circa 1% delle vittime sono fumatori passivi e di queste ben 90 decessi/anno sono di neonati in culla, uccisi dal fumo passivo delle madri. Le cure mediche associate al fumo costano circa 15 miliardi di euro/anno, metà di una manovra economica.
Detesto il fumo e vorrei convincere la gente ad abbandonare un vizio devastante e costoso. La mia animazione è stata eseguita con il POV_Ray, uno splendido programma facilmente reperibile nel sito: http://www.povray.org/.
Testa e mani ossute e centinaia di svariatissimi oggetti sono reperibili in http://www.3dcafe.com/asp/meshes.asp.
Per deformare la testa ho usato nozioni matematiche che non oso dettagliare in questa sede. Gli audio clips sono reperibili in http://www.a1freesoundeffects.com/.
Potete distribuire liberamente l’animazione.
Spero che induca qualcuno a smettere di fumare.
http://www.lastampa.it/redazione/Cronache/img/fumo.avi
PAURA TREMENDA !!!
Oggi sono fuori di me dalla preoccupazione :
Oramai da 15 giorni ho tosse, qualche decimo di febbre al pomeriggio, continui sudori freddi.
Il mio medico, prontamente interpellato, ha prescritto prima un antibiotico, poi, dopo 4 giorni di trattamento senza esito, un secondo antibiotico a dosaggio molto piu' alto, che ho preso per altri 6 giorni.
Risultato: non ho la febbretta, la tosse e' un po' diminuita, ma sudo sempre copiosamente, e sempre freddo.
Causa la tosse continua, inutile dirlo, non riesco a dormire da tempo. La notte scorsa e' stato un continuo di tosse, sudore, cambiarsi, tosse, catarro ....Come Dio vuole sono arrivate le 8 di mattina : sento il bisogno di espettorare, vado in bagno e ... mi vedo una netta striatura di sangue nel mio espettorato.
Ho ancora nelle orecchie le parole del medico quando apparve il sangue nell' espettorato di papa' : e' un tumore, mi disse.
Come prima cosa stamattina stessa sono andato alla ASL ed ho cambiato medico; per ora non ho piu' visto sangue, ma appena il nuovo medico apre lo studio saro' da lui per farmi prescrivere un controllo totale.
Visto come e' la vita ? Non dimentichiamoci che ho sfumacchiato tranquillamente per circa 43 anni ! Potrei aver dentro di tutto, da tempo, senza saperlo. E se fosse veramente ? Sarebbe in anticipo di qualche decina d' anni, ma tutto puo' essere.
Vi terro' informati.
18/09/2003
Ho trovato su Forces alcuni esempi delle nuove foto e scritte che potrebbero apparire tra poco sui pacchetti di sigarette anche in Italia. Ne copio alcuni esempi :





Lettera di Massimo D'Angeli su Salute
diritto di respirare
nei treni regionali
In merito ad alcune polemiche ed obiezioni sollevate
dopo l'introduzione del divieto di affumicare nei treni regionali,
si precisa che respirare è necessario e bisogna farlo almeno
10 volte al minuto. Invece fumare non è necessario,
la maggioranza delle persone non lo fa mai, e prima del 1600
lo facevano solo i nativi americani.
Se qualcuno non riesce a resistere un'ora senza nicotina
può scendere dal treno e recarsi ad un centro di disassuefazione:
prendersela con chi non fuma è come abbaiare all'albero sbagliato.
Il vittimismo attuato parlando a sproposito di
"proibizionismo" o di "appestati del 2000"
è uno dei mai ultimi grotteschi tentativi di
assicurarsi la dose oraria di nicotina.
Respirare non è una scelta, fumare sì quindi si può
farlo all'aperto. Fumare non è un diritto ma un libero
comportamento che quando si scontra col diritto
di respirare deve cedere il passo.
Massimo D'Angeli,
presidente di
"Aria Pulita, Associazione Non Fumatori ONLUS"
17/09/2003
A proposito dei nuovi copripacchetti di sigarette, oggi c'e' stato questo scambio di e-mails :
Silvia ha scritto :
>
> Tre giorni fa ho visto per la prima volta da un tabaccaio i famosi
> copripacchetti di sigarettte per nascondere le scritte.Hanno l'accendino
bic
> incorporato e presentano fantasie floreali, paesaggistiche etc Ho
riflettuto
> su quello che ha detto Bruce che questi copripacchetti dovrebbero essere
> illegali..Penso che non c'è peggior cieco di chi non vuol vedere qundi se
> fumatori vogliono adottare questo atteggiamento infantile è un problema
> loro..
> Silvia
Bruce Wayne le ha risposto :
> Mettere quelle scritte sui pacchetti e dopo permettere la vendita di quei
> copripachetti, é lo stesso che accendere il riscaldamento e l'aria
> condizionata allo stesso tempo.Anche su questo tema meriterebbe la pena
> scrivere alcune righe a Sirchia.
>
> BW
Ed io ho aggiunto :
Attenzione !!!
Evidentemente ci sono in giro due tipi di copripacchetti :
-quelli descritti da Silvia, che hanno l'accendino bic
incorporato e presentano fantasie floreali, paesaggistiche etc
-quelli visti e descritti da me, che sono invece identici ai pacchetti
originali, cioe' uno per ogni marca e tipo di sigaretta, senza accendino,
con l' unica differenza di non avere le vistose avvertenze antifumo.
Mentre per i primi ricordo che sono in giro da parecchio tempo, ne ricordo
esemplari in pelle, con placca in argento, etc, i secondi sono chiaramente
qualcosa nata con l' aumento delle dimensioni delle avvertenze sui
pacchetti, allo scopo precipuo di eliminare l' effettuo dissuasivo delle
scritte stesse sull' utente e sugli osservatori terzi. E siccome questo
effetto e' voluto per legge, tali copripacchetti sono fuorilegge !!!
Sono d' accordo che e' necessario parlarne a Sirchia, non appena pero' la
diffusione di questi copripacchetti comincera' a diventare sensibile ed
evidente.
Eze
Tenete anche voi gli occhi aperti e fatemi sapere !
16/09/2003
IL FUMO CAUSA IMPOTENZA: CAMPAGNA CHOC IN BRASILE
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TOBACCO-FREE FILM, TOBACCO-FREE FASHION: AZIONE! L’OMS fa appello al mondo del cinema e della moda contro il tabagismo
ROMA - "Fumare non e’ di moda e non e’ neanche entusiasmante. Al contrario fumare uccide", denuncia Roberto Bertollini, direttore tecnico OMS Europa. "In occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, 31 maggio 2003, ci rivolgiamo al cinema e alla moda perche’ promuovano una societa’ senza fumo e cessino di sostenere l’industria del tabacco nel vendere un prodotto che uccide la meta’ dei suoi consumatori, vale a dire 5 milioni di fumatori nel mondo ogni anno".
Il cinema e la moda non possono essere accusati di causare il cancro; ma non per questo sono giustificati nel promuovere un prodotto che provoca questa malattia. L’OMS incoraggia il mondo del cinema ad adottare misure precise: eliminare le marche di sigarette dai film; garantire che i produttori di tabacco non ottengano guadagni; far precedere la proiezione dei film da spot anti-fumo e predisporre un sistema che classifichi le pellicole in base alla frequenza degli atti del fumo. Alle case di moda, l’OMS chiede di opporsi alle sponsorizzazioni dell’industria del tabacco, all’uso e alla promozione del fumo come una pratica divertente e affascinante.
"E i perdenti sono…"
In Europa, dove il fumo e’ responsabile della morte di 1,6 milioni di persone l’anno, una recente indagine ha indicato che quasi il 30% dei giovani fuma e che le ragazze fumano piu’ delle donne. I giovani inoltre sono particolarmente suscettibili alle pubblicita’ dei produttori di sigarette.
L’industria del tabacco ha ben compreso e sfruttato l’enorme influenza che il mondo della moda e del cinema esercita sul pubblico. Il "product placement" (collocamento pianificato di marche/prodotti) e’ un metodo economico per ottenere riconoscimento a livello nazionale, per potenziare l’immagine aziendale e per procurarsi opportunita’ promozionali attraverso alcuni dei film e dei programmi televisivi piu’ famosi.
Nel cinema, l’industria del tabacco fornisce regolarmente sigarette, omaggi, favori o denaro in cambio dell’"esibizione" dei propri prodotti nei film. Questo determina che:
- negli ultimi 10 anni, le sigarette Malboro sono apparse in almeno 28 film tra quelli piu’ famosi prodotti a Hollywood – un record imbattuto persino dalle star piu’ famose in carne ed ossa;
- i giovani non fumatori che osservano i loro idoli cinematografici fumare nei film, sviluppano un atteggiamento sedici volte piu’ propenso all’uso delle sigarette;
- i bambini tra gli 11 e i 14 anni che hanno assistito a numerose scene di fumo nei film, sono tentati tre volte di piu’ a provare loro stessi;
- l’80% dei film piu’ visti prodotti tra il 1996 e il 2000 ritraeva gli atti del fumo, e durante gli anni `90 l’uso del tabacco nei film e’ aumentato del 50%.
Il "product placement" e’ molto usato anche nel mondo della moda. L’industria del tabacco utilizza i nomi degli stilisti piu’ famosi e la nota immagine delle modelle piu’ belle, per vendere i suoi prodotti. Sponsorizza inoltre eventi di moda, concorsi per aspiranti stilisti per guadagnare credibilita’ e visibilita’. Inizialmente, le "vittime" favorite erano le donne ma poi il marketing ha spostato i suoi sforzi verso un pubblico piu’ giovane, senza far differenze di sesso. Oltre alla pubblicita’ nelle riviste di moda, le case produttrici di sigarette recentemente promuovono le proprie marche di vestiti e sponsorizzano eventi legati alla moda anche nei luoghi di divertimento dei giovani, come le discoteche. Inoltre, visto che le modelle sono sempre magre, l’associazione della loro immagine con l’atto del fumare ha facilitato l’impatto della pubblicita’ sul mondo femminile.
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Non solo i polmoni e il cervello, dove nascono il piacere e la dipendenza per la nicotina, ma anche cuore, reni e milza subiscono gli effetti dell'abitudine alla sigaretta. Gli scienziati del Brookhaven National Laboratory e State University of New York, entrambi nello stato di New York, utilizzando una tecnica che permette di creare immagini del cervello, avevano recentemente dimostrato che in quello dei fumatori si registrano livelli più bassi, rispetto al normale, di un enzima chiamato monoamino-ossidasi B (Mao B). L'enzima ha l'importante compito di demolire le molecole utilizzate dalle cellule del sistema nervoso centrale e periferico per comunicare fra loro. Tali molecole, infatti, perché la trasmissione sia sempre ottimale, devono essere distrutte al termine di ogni messaggio. Un eccesso o un difetto dei livelli dell'enzima Mao B possono avere ripercussioni negative sulla salute, anche della personalità. 'Dal momento che - spiega Joanna Fowler, tra gli autori della ricerca - fumare significa esporre l'intero organismo alle componenti del tabacco che inibiscono l'enzima Mao B, abbiamo pensato che il fumo potesse limitare l'attività dell'enzima in tutto il corpo, e le evidenze sostengono la nostra ipotesi'. Con la stessa tecnica di analisi usata per osservare il cervello, gli studiosi hanno misurato l'attività dell'enzima Mao B in sette fumatori e otto non fumatori. I risultati indicano una riduzione dell'attività enzimatica che va dal 33% al 46% nei fumatori rispetto ai non fumatori in cuore, polmoni, reni e milza. 'Le conseguenze della riduzione dei livelli dell'enzima Mao B - conclude Fowler - necessitano di essere esaminati più approfonditamente, ma, come minimo, le abitudini dei fumatori non sono senza conseguenze per i loro organi periferici'. | |||||||
15/09/2003
Cinzia Marini ci ha mandato oggi :
Da Il Sole 24 Ore dell'11/9/2003 p. 17:
Politiche comunitarie - Nuova strategia dell'Unione europea: gli aiuti andranno
a chi riconverte la coltivazione
Tabacco, incentivi all'abbandono
Protesta dei produttori di Umbria e Campania: da noi non c'è alternativa
Ernesto Diffidenti
ROMA * Dopo le campagne anti-fumo, e i primi progetti di riscatto delle
quote, Bruxelles si prepara a sferrare l'attacco decisivo alla produzione
di tabacco. Nel quadro di riforma di Agenda 2000, infatti, arriva sul tavolo
Ue la revisione delle Ocm delle produzioni mediterranee: olio, cotone, zucchero
e, appunto, tabacco. Per adesso circolano solo bozze che potrebbero diventare
definitive a fine mese: ma l'orientamento è smantallare l'attuale sistema
di aiuti con la <tecnica> del disaccoppiamento. Una rivoluzione che lascerebbe
intatto il montepremi della spesa agricola (900 milioni di euro in totale
ai Paesi membri di cui 350 all'Italia) che sarebbe utilizzata per favorire
la fuoriscita dal settore e, dunque, la riconversione.
Per la filiera è una vera e propria débacle che porterà all'eliminazione
della coltura nelle aree vocate di Umbria, Campania, Puglia e Veneto. <Se
da un lato gli agricoltori (circa 27mila) avrebbero un enorme vantaggio
ad abbandonare la coltura incassando i ricchi assegni di Bruxelles - spiega
Maurizio Ronconi, presidente della commissione Agricoltura del Senato e
del Comitato di difesa del tabacco - dall'altro la scelta Ue metterebbe
a rischio i 150mila lavoratori impegnati nella raccolta e nella lavorazione
del tabacco mettendo in ginocchio intere aree del Paese>.
Per questo il Comitato di difesa, con il sostegno dei Comuni dove il tabacco
rappresenta la risorsa principale nonché delle organizzazioni agricole e
di settore, sta organizzando una manifestazione di piazza. <Verremo a Roma
- aggiunge Ronconi - a protestare contro lo smantellamento annunciato dall'Unione
europea>. <Il ministro Gianni Alemanno - fanno eco i sindaci umbri di San
Giustino e Città di Castello, Daniela Frullani e Fernanda Cecchini - ha
promesso di difendere il settore anche con gli aiuti di Stato. Ora lo dimostri
passando ai fatti>. Intanto partirà una lettera verso il dicastero delle
Politiche agricole dove si chiede di proseguire sulla strada della qualità,
invitando il ministro ad accettare <solo proposte intelligenti>.
Il progetto Ue del premio disaccoppiato non prevede tagli ai premi fino
a 35 quintali di raccolto, mentre viene introdotta una trattenuta del 20%
da destinare al fondo per la riconversione nella forbice compresa da 36
a 100 quintali che sale al 66% oltre i 100 quintali. <Nonostante la stangata
anche i grandi produttori - spiega Rinaldo Chidichimo, presidente dell'Apti,
l'associazione che riunisce i trasformatori del tabacco - avranno tutto
l'interesse ad abbandonare la coltura e incassare l'assegno di Bruxelles.
In tempi brevissimi crollerebbe tutto l'indotto: una catastrofe per l'occupazione>.
Tra gli operatori c'è allarme. La speranza, ora, è che i giochi non siano
chiusi. La riforma dell'Ocm del tabacco, insieme con quella di altri prodotti
mediterranei (olio, cotone e zucchero) verrà affrontata nel prossimo vertice
informale dei ministri agricoli comunitari in programma dal 20 al 23 settembre
a Taormina e c'è chi è convinto che la decisione possa essere formalizzata
nelle settimane successive.
E se le carte non cambiaranno il timore è di una <ferita profonda> che neanche
l'annunciata riconversione colturale potrebbe riuscire a sanare. <Per evitare
una concorrenza sleale - aggiunge Chidichimo - la Ue vieta la produzione
di ortofrutta e vino sugli ex campi di tabacco dove ci sarà spazio solo
per semi oleosi e cereali che certamente non hanno bisogno della manodopera
e delle opere infrastrutturali, anche irrigue, previste per il tabacco>.
Il primo esperimento di riconversione proposto dalla Ue, tra l'altro, non
è mai decollato. <Bruxelles ha già avviato lo smantellamento del settore
con il riacquisto delle quote - sottolinea Carlo Sacchetto, segretario dell'Apti
- promettendo agli agricoltori i fondi per la riconversione. Ma al momento
ci sono 682 progetti con progetti di spesi di appena 7mila euro. Un piatto
davvero misero per rilanciare l'agricoltura italiana>.
ERNESTO DIFFIDENTI
DALLA COLTIVAZIONE AL PACCHETTO DI SIGARETTE
I numeri della filiera produttiva in Italia
Occupazione. Nel 2001 la filiera italiana del tabacco ha confermato il suo
importante ruolo di bacino di manodopera arrivando a occupare, in termini
di addetti direttamente coinvolti, circa 280.600 unità di cui 110mila addetti
nella tabacchicoltura, 13.200 occupati nella prima trasformazione, 4mila
lavoratori nella manifattura, 3.700 addetti nella fase di distribuzione
all'ingrosso (depositi e magazzini) e 146.200 occupati nelle rivendite al
dettaglio
Vendite tabacchi lavorati. Il valore delle vendite di tabacchi lavorati,
pari a 12.882 milioni di euro, nel 2001 ha permesso al fisco di introitare
9.477 milioni dalle tasse indirette (Iva e accise). Della restante parte
730 milioni provengono dall'industria italiana e dalla distribuzione all'ingrosso
e 1.378 milioni dai tabacchi lavorati all'estero.
Produzione. Per lo stadio manifatturiero la produzione di tabacchi lavorati
dall'Eti nel 2001 si è attestata sulle 45.980 tonnellate, evidenziando un
aumento del 2,7% rispetto a quanto hanno prodotto nel 2000.
In Italia 280mila addetti
Paese leader in Europa nella produzione
Er. Di.
ROMA * Con poco meno di 40mila ettari e 130mila tonnellate raccolte ogni
anno, l'Italia è il primo produttore europeo di tabacco, seguita da Grecia
(125mila tonnellate e 57mila ettari), Spagna (24mila tonnellate e 13mila
ettari) e Francia (24mila tonnellate e circa 9mila ettari).
Ma è nel nostro Paese che la coltura, con 27mila aziende attive, svolge
un importante ruolo economico e sociale, contribuendo all'occupazione di
circa 150mila addetti tra lavoratori a tempo pieno (per lo più imprenditori
agricoli e loro familiari) e operatori stagionali (circa il 60%). Una forza-lavoro
dispiegata per l'88% in imprese di piccolissime dimensioni, spesso inferiore
a un ettaro, dislocate in aree svantaggiate.
Significativa l'occupazione anche nelle imprese di trasformazione-lavorazione
industriale del tabacco (più di 50 le imprese attive) che impiegano oltre
13mila unità tra occupati diretti e indiretti (impegnati per lo più nei
trasporti, nel facchinaggio e nei servizi).
Un sistema economico complesso che ora è finito nel mirino di Bruxelles,
pronto a smantellare i campi in nome della lotta al fumo. <Il consumo di
sigarette - sostiene Ronaldo Chidichimo, presidente dell'Apti - non è legato
alla coltivazione di tabacco e anche se l'Europa smettesse di coltivarlo,
per produrre i 700 miliardi di "bionde" sarebbe costretta a importare ingenti
quantitativi di materia prima da Paesi che producono varietà più scadenti>.
All'interno della Ue l'Italia è il quinto produttore di sigarette con 45
miliardi di pezzi oltre a una produzione di nicchia di sigari, sigaretti,
tabacchi trinciati e da fiuto (670 tonnellate). Dalle vendite di tabacchi
lavorati lo Stato incassa circa 10mila euro all'anno, un gettito fiscale,
secondo Nomisma, cresciuto negli ultimi dieci anni, a valori correnti, del
113 per cento.
Da Gea News di Settembre 2003 :
Quando cinema e TV uccidono
Il ministro della Salute, assieme al ministro delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, ha inviato una lettera al presidente del Cda della Rai Lucia Annunziata, al direttore generale di viale Mazzini Flavio Cattaneo, al direttore della Sette Paolo Ballerani e al direttore Contenuti di Mediaste Alessandro Salem. Nella missiva i ministri prendono le mosse da un recente studio su Lancet che dimostra come negli Usa, oltre il 52% degli adolescenti iniziano a fumare indotti o persuasi dalle scene che hanno visto al cinema o in tv. Quindi li invitano "a segnalare all'inizio della visione con simboli già utilizzati dalle diverse emittenti i film come non adatti ai minori". E questo in linea con gli obiettivi dell'OMS, della UE, del Piano sanitario e del Ddl di riordino del sistema radiotelevisivo che vieta la pubblicità che "inducano a comportamenti pregiudizievoli per la salute". Il ministro Sirchia, poi, ha scritto al collega Giuliano Urbani, responsabile dei Beni Culturali. Lo invita a convocare la Commissione per la revisione cinematografica, "che potrebbe vietare ai minori di 14 anni i film dove il fumo di sigaretta viene propagandato a danno degli spettatori inconsapevoli di essere di fronte ad un messaggio pubblicitario". E conclude con un auspicio ed un'accusa esplicita: "Sarebbe un atto di civiltà e un forte deterrente per le produzioni cinematografiche ad accettare le lusinghe delle multinazionali del tabacco". Lusinghe alle quali non resistono le "majors" di Hoolywood, visto che negli Stati Uniti, secondo lo studio di Lancet, la frequenza di fumatori nei film campioni d'incasso è quasi raddoppiata rispetto al 1990, tornando ai mitici anni 50 quando l'attore di successo era impensabile senza una Lucky Strike, rigorosamente senza filtro, tra le labbra. Lo studio di Lancet getta una luce sinistra sul rapporto tra i film e l'iniziazione al fumo degli adolescenti. Dopo aver valutato e controllato una vasta quantità di varianti, tra le quali l'andamento scolastico, il sesso, gli amici, la ricerca di nuove sensazioni, la voglia di ribellione alla famiglia, gli esperti hanno stabilito che il 52,2% delle cause di iniziazione al fumo dei giovani dai 10 ai 14 anni è da attribuire proprio alla visione di un film dove gli attori fumano. Ma non basta. Questo effetto è più forte rispetto a quello della pubblicità tradizionale delle sigarette. E le multinazionali del tabacco sanno ormai da decenni che gli effetti sublimali del fumo nei film sono molto più potenti di qualsiasi altra promozione del prodotto. Quali effetti produce? Negli Stati Uniti circa 2.050 adolescenti iniziano a fumare ogni giorno e circa 660 moriranno prematuramente. Quelli che lo fanno attratti dai messaggi dei film sono 1.080 e di conseguenza 340 di loro abbrevieranno di molto la loro vita. Se si vietassero i film incriminati ai minori di 17 anni, conclude Lancet, si salverebbero 330 adolescenti.
Fonte:
www.repubblica.it/2003/h/sezioni/cronaca/antifumo/antifumo/antifumo.html13/09/2003
Fumo: 5 Milioni Di Morti Nel Mondo Nel 2000
Boston, 11 sett. (Adnkronos) - Quasi 5 milioni di morti per fumo in
tutto il mondo nel 2000. La causa principale dei decessi fra le persone
con il vizio si confermano le malattie cardiovascolari (1,7 milioni di
morti), seguie dalle malattie polmonari ostruttive di tipo cronico (poco
meno di 1 milione di morti) e dal cancro ai polmoni (850 mila morti).
Numeri drammatici, ma destinati a crescere ancora, secondo lo studio
statunitense-australiano pubblicato sulla rivista 'The Lancet'. Nei
Paesi in via di sviluppo, dove si concentra ormai l'84% di tutti i
fumatori, ben 930 milioni, sempre piu' persone che hanno cominciato a
fumare da giovani, 20-30 anni fa, si stanno avvicinando all'eta' in cui
si manifestano i danni provocati dal tabacco. Sono oltre un miliardo le
persone con il vizio su tutto il pianeta. Majid Ezzati, dell'Harvard
School of Public Health a Boston, e Alan Lopez, dell'University of
Queensland di Brisbane, hanno utilizzato metodi statistici ed
epidemiologici per stimare il numero di decessi tra i fumatori di tutto
il mondo. Fra i 4,8 milioni di morti nel 2000, il 75% erano uomini, con
una percentuale piu' alta nei Paesi in via di sviluppo (84%). Secondo i
ricercatori, per evitare che questo drammatico bilancio continui ad
aggravarsi, sono necessari interventi tempestivi, soprattutto nei paesi
piu' poveri, per ridurre drasticamente il numero di fumatori e
soprattutto prevenire la diffusione delle sigarette tra le donne.
(Red-Pac/Adnkronos)
Scelti per voi dal sito :http://www.ilnido.isnet.it/gravidanza/terapia_antifumo.htm :
Nome: Frank
Data: 27 mag 2003
Racconta
ho un cancro al polmone e non riesco a smettere di fumare!!!! a me non fa paura la malattia ma la morte mi hanno dato 3 mesi di vita e mi furono dati 6 mesi 2 anni fa e sono ancora vivo....voglio smettere!!!!!
Nome: alessia
Racconta
Premetto che ho fumato per 15 anni una media di 1 pacchetto al giorno, ed ero una di quelle che non andava al cinema perchè un'ora senza fumare era troppo.....bene: ho scoperto di essere incinta da due giorni...e ho smesso di fumare da + di una settimana! Processo al contrario??? No, nel mio caso non ho dovuto impormi di smettere, è stato proprio il mio organismo, prima ancora di sapere che ero incinta, a chiedermi una pausa. E oggi, senza imposizioni o violenze psicologiche, faccio i miei 4/5 tiri al giorni, consapevole che se ero davvero dipendente non avrei passato neanche mezza giornata senza le mie amate 20 sigarette giornaliere!!! Spero che a qualcuna possa servire questa mia esperienza....è un po' come quando vuoi disperatamente un bimbo: ti arriva guarda caso, nel momento in cui dici " questo mese lo salto altrimenti partorisco ad agosto con il caldo..."...... un bacione a tutte :-)
Nome: pirlo
Racconta
ie da quand so smoss di fumà li sold chi sparagn mi li spenn chi li puttan. E' na frek mije. Li fommene ci pò cumprà lu viagr pì lu marit.
Nome: Sofia
Racconta
VOGLIO SMETTERE. E' la prima volta che lo dico (in questo caso che lo scrivo), credo che questo sia il grande passo, no?? Ho cominciato a fumare quando avevo 15 anni, il mio ragazzo era morto, avevo dei problemi col mangiare, e la sigaretta mi faceva sentire forte, grande, superiore, il ragazzo che stava con me il quel periodo della mia vita si faceva gli spinelli, ed io, quando me ne offriva uno non lo rifiutavo, nessuno sa di questa cosa e me ne vergogno da morire, ma ero felice che lui volesse condividere con ME quel suo "bene prezioso", insomma non ho mai pensato che fumare potesse farmi male, poi anche se faceva (e fa) male chi se ne fregava?? Fumavo circa 10sig. al giorno all' inizio, poche, poi 20, poi 30. Quando mi sono messa con Giorgio (mio marito) ne fumavo circa 30, MALBORO ROSSE, Giorgio odia il fumo, non sopporta neanche un odore, insomma tanto disse e tanto fece che calai a 18, sempra tante ma meno di 30, il vizio ormai era preso e lui s' era rassegnato! Poi ci siamo sposati e io a 23anni mi sono sposata e tornata dal viaggio di nozze ero incinta! Che gioia immensa, ma anche l' amore per la mia bambina non mi dava la forza di smettere del tutto, 10sig al giorno per 40sett., poi nata Irene e finito l' allattamento sono risalita a 20sig. (anche perchè se non fumavo ingrassavo), poi ad agosto 2000 ho scoperto (con mia enorme gioia) di essere incinta, Giorgio mi aveva consigliato di andare a qualche terapia anti-fumo ma io non ero convinta, credevo di portercela fare da sola! Ed ho diminuito drasticamente a 5-6sig., ed ho continuato così fino alla sett. scorsa quando (per le contrazioni) sono calata a 1-2 sig. al giorno, poi esattamente due giorni fa è morto mio nonno sono arrivata a 25!! Ieri 15sig, oggi solo 2, ma anche adesso sto lottando con il mio buon senso e la voglia di nicotina!! Cmq spero con tutto il cuore di riuscire a smettere! Forse se siamo in tante sarà più facile! ciao da Sofia
12/09/2003
Cinzia Marini ha trovato su Metro :
In nomedi mio papà
non fumate più
Sono d'accordo con Sabrina, vi
prego non fumate più. Anche
mio papà che aveva 76 anni è
morto per un cancro ai polmoni
dopo atroci sofferenze.
Anche se il cancro lo soffocava
lui ha sperato fino alla fine di
tornare a casa dall'ospedale
con le sue gambe. Papà mi
manchi tantissimo. Lo vorrei
gridare al mondo intero e spero
che dal cielo mi ascolti.
Marisa Mastrorilli
11/09/2003
Da La Repubblica di oggi :
sui pacchetti di sigarette
è stampata una dura verità
DI GUGLIELMO PEPE
«IL FUMO UCCIDE». La scritta a caratteri cubitali sul pacchetto di sigarette non passa inosservata. Sta lì, nera, minacciosa, funerea. Quando decidi di prendere una sigaretta non puoi evitare di leggere che «il fumo provoca cancro e ictus», che «... invecchia la pelle», che «... danneggia gravemente te e chi ti sta intorno». Puoi fare gli scongiuri se ci credi ma le frasi descrivono un’amara verità che molte persone non vogliono vedere perché la dipendenza è più forte di qualsiasi spauracchio: abbandonare la sigaretta è una durissima sfida. Spesso perdente.
Però le avvertenze stampate sui pacchetti sono chiare e con gli indecisi, con gli incerti, con i dubbiosi probabilmente riusciranno a far breccia. I più incalliti, invece, non si lasciano intimidire, non si spaventano, reagiscono indignati perché si sentono vittime di un presunto «terrorismo psicologico». D’accordo, i "messaggi" sono traumatizzanti. Ma se l’obiettivo delle scritte verrà raggiunto (far smettere di fumare sempre più persone), il rimedio sarà sempre migliore del male.
Non si può essere ipocriti o far finta di nulla. Se il fumo è un killer e lo è il danno che ne deriva è collettivo. A pagarne le conseguenze non è soltanto il dipendente e chi lo subisce passivamente, bensì tutti noi. Perché si tratta di un killer costoso: i mali che provoca richiedono spese crescenti in assistenza e cura. Dunque non è solo un problema di salute ma di pubblica sanità. Il prezzo delle sigarette non è ciò che paga il consumatore dal tabaccaio: è quello che serve per salvare molte vite, con il ricorso a giuste diagnosi e a giuste terapie.
L’esempio migliore di tale ragionamento è stato dato nei giorni scorsi. Si è parlato diffusamente del cancro al polmone, causato in larghissima parte dal fumo. La sua mortalità, come ha ricordato il professor Umberto Veronesi, supera quella di tutte le altre forme di tumore. Il futuro è anche più preoccupante perché questo cancro, mentre diminuisce tra gli uomini, aumenta in misura notevole tra le donne tra i 25 e i 44 anni, tanto che in alcuni paesi fa più vittime del tumore al seno. Ebbene è appena arrivata una buona notizia con la pubblicazione su «Lancet» dello studio realizzato dall’Istituto Nazionale dei tumori, dall’Istituto europeo di Oncologia e dal San Raffaele. La ricerca, compiuta su 600 uomini e 400 donne, ha dimostrato che l’uso combinato di due tecnologie avanzate, la Tac spirale e la Pet, permette di cogliere con precisione la formazione del carcinoma polmonare e di distinguere i noduli cosiddetti benigni (da tenere sotto controllo) dai maligni (da rimuovere subito chirurgicamente).
Lo studio milanese offre una nuova e importante arma diagnostica. Che ha tuttavia alti costi: i macchinari, l’ospedalizzazione, il personale qualificato. La spesa sarà notevole se diventerà concreta l’idea di Veronesi: secondo lui ogni forte fumatore, dopo i 50 anni, dovrebbe sottoporsi annualmente alla Tac spirale in un centro specializzato. Come si vede è una strategia diagnostica simile a quella già messa in pratica con successo con la mammografia: se verrà applicata, verosimilmente aiuterà tante persone.
I personaggi famosi che protestano, i sagaci commentatori che irridono, prima di lamentarsi dovrebbero riflettere. Perché le scritte sui pacchetti di sigarette si possono non leggere e perfino nascondere con un altro contenitore coprente, però la verità non si può cancellare. Anche se è difficile accettarla. I fumatori incalliti perciò ringrazino: c’è gente che lavora per la loro salute.
*****
g.pepe
Oggi mi ha scritto Cristina Marrai :
| ANCHE LA RETE COME MEZZO PER UCCIDERE |
Da Mytech News di ieri 10/09/2003
http://www.mytech.it/mytech/news/art006010049308.jsp
Usa, sigarette vendute online facili prede dei ragazzini
Reuters 10/9/2003
CHICAGO (Reuters) - Le sigarette vendute su Internet sono facilmente alla portata dei bambini mediante ordinazioni online con carta di credito o cash dato che i venditori non controllano, o non possono controllare, l'età degli acquirenti sul web.
Ricercatori dell'Università della Carolina del nord hanno tenuto sotto sorveglianza quattro giovani, di età tra gli 11 e i 15 anni, che sono riusciti a comprare sigarette da 50 venditori online su 55 in 12 stati americani, per un periodo di quattro mesi nel 2001.
Le vendite illegali sono avvenute 76 volte su 83 tentativi, ossia il 92% delle volte.
Se un sito web chiede la data di nascita, i bambini possono inserire facilmente dati falsi, facendo credere di essere maggiorenni.
Negli Stati Uniti è vietato vendere sigarette ai minori di 18 anni.
"In totale i venditori su Internet hanno venduto 1.650 pacchetti di sigarette ai quattro minori" senza controllare l'età dei compratori, ha scritto nella sua relazione il ricercatore Kurt Ribisl sul Journal of the American Medical Association.
"Devono essere studiati nuovi metodi per verificare l'età degli acquirenti online e prevenire la vendita di sigarette ai minorenni".
C.Marrai
10/09/2003
L'oncologo che da 50 anni lotta contro il cancro al seno
parla della nuova emergenza
Veronesi: "Ne ho curate 30mila
voglio evitare un altro massacro"
di DARIO CRESTO-DINA
|
| Umberto Veronesi |
Le donne. Il seno delle donne, la bellezza delle donne, ora i polmoni delle donne. Perché?
"Provo a evitare un altro massacro. Lo sa che in Italia fuma il 15 per cento delle diciottenni e il 20 per cento delle ventenni? Sono oltre undicimila ragazze. Molte di loro, forse persino una su due, rischiano di morire per cancro del polmone, se non si fermano. Con questa campagna le invito a pensarci su, mi piacerebbe contribuire a creare un movimento femminile per un futuro libero dal fumo" .
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Crede di riuscirci?
"Sì, tanti uomini hanno smesso di fumare. Quindi, di morire. Possono farlo anche le donne perché le donne sono superiori all'uomo. In tutto" .
Che cosa glielo fa pensare?
"Lo vedo anche qui, nel mio ospedale. Le donne sono sempre le prime a arrivare e le ultime a andarsene, hanno un senso del dovere più spiccato dell'uomo, hanno più spirito di corpo, sono meno infantili e anche meno mascalzone di noi maschi".
Sono anche più coraggiose?
"A volte sì, a volte no" .
Da che cosa dipende il coraggio delle donne?
"Dall'età, dai desideri, dai sogni, dalle aspettative. Dall'essere sole o dall'avere un uomo accanto. Anche da che tipo di uomo".
Professore, cominciamo dalla tragedia. Il momento della verità. Come reagisce una donna quando le si dice: signora, mi spiace ma lei ha un cancro?
"Rabbia, prima di tutto c'è la rabbia. Quella donna si trova di fronte a un evento di dimensioni gigantesche. Sono attimi tremendi. La rabbia diventa una voce che spesso lei stessa non riconosce, un fiume di parole. Ci sono donne che con me hanno parlato di cose di cui non avevano mai fatto cenno a nessun altro" .
Perché sapere di essere malato di tumore è ancora uno choc così forte? Perché molti malati quasi si vergognano di esserlo?
"Perché ci sono parole che scatenano in noi terrori primordiali. Perché la malattia arriva senza preavviso, senza una ragione chiara, fuori da ogni progetto laico o divino. Perché solo il cancro al polmone si può definire quasi una aspettativa: fumo, quindi ho buone possibilità di morire. Un po' come uno che va forte in macchina. Perché chi ha un tumore viene ancora visto dalla società, da chi lavora con lui, spesso anche dai suoi cari come uno che deve morire. Eppure non è più così, non è affatto così. Le percentuali di guarigione sono sempre più alte. La scienza sta avendo il sopravvento sulla magia" .
Mi racconti della battaglia delle donne contro il male.
"Le ragazze tra i trenta e i trentacinque anni sono disposte a tutto pur di guarire. Hanno un attaccamento alla vita assoluto. Vogliono vivere a costo di qualsiasi sacrificio per diventare madri e allevare i loro figli. Accettano tutte le terapie, anche la mutilazione del proprio corpo" .
Come vanno invece alla guerra le donne più adulte?
"Tra i 35 e i 50 anni cambia tutto, assumono molta importanza i rapporti interpersonali. Le donne sentono che il loro corpo va difeso. La bellezza che comincia a sfiorire non può essere umiliata dal bisturi. La maggior parte delle donne non accetta di guardarsi allo specchio e vedersi asimmetrica. Spesso devono difendersi anche da un marito, da un compagno. Un marito può fare un gran bene alla moglie colpita dal cancro al seno, può salvarla. Oppure può farle un gran male. E condannarla. A volte la moglie malata diventa un alibi, quasi una giustificazione sociale, alla naturale poligamia dei maschi. È terribile dirlo, ma è così".
Che cosa cerca in un uomo una donna malata di tumore al seno?
"L'amore assoluto. E l'assoluta protezione" .
Si è mai innamorato di una sua paziente?
"No, mi sono innamorato di certe sofferenze incarnate ideologicamente e fisicamente in loro. Ci sono state donne che si sono innamorate di me, perché io ero il loro chirurgo, la loro speranza. Ho visto nei loro occhi amore, desiderio sessuale anche. Ma tutto si è fermato lì, sulla soglia sottile che avvicina due spiriti che condividono la sofferenza ma pure l'empatia".
Lei ha visto morire uomini e donne. Chi tra i due riesce a morire meglio?
"Ho pensato tanto a questa cosa e non sono mai riuscito a trovare una risposta sicura. Ho visto morire con più serenità le persone agnostiche, chi non crede all'aldilà e all'immortalità dell'anima" .
Lei tende a rimuovere l'idea della morte, della sua morte?
"No, mi preparo a morire senza accorgermene. D'altra parte ci prepariamo tutti, durante la vita. Io considero la morte un evento positivo. È la rigenerazione, è lasciare spazio agli altri come fanno le piante e quegli animali che da vecchi si staccano dal branco e vanno a morire soli".
Eppure siamo alla continua ricerca di salute, bellezza, immortalità. Chiediamo troppo?
"Sono tutte cose che già abbiamo. Prenda la reincarnazione, bene, la reincarnazione non è altro che la trasmissione del nostro Dna alle generazioni successive. E l'immortalità per un laico è quella socratica: io muoio, ma il mio pensiero rimane, le mie idee vivono in chi mi sopravvive. A me questo basta" .
Lei mi ha detto: proteggere la donna è stata la ragione della mia vita. Vorrebbe avere un'altra vita biologica per continuare a farlo?
"Guardi, una vita basta e avanza. Non ne ricomincerei un'altra".
Fumo, via alla missione donna
muoiono seimila italiane l'anno
Le vittime sono il doppio di trent'anni fa
di CARLO BRAMBILLA
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Obbiettivo: invertire l'inquietante tendenza degli ultimi anni nella popolazione femminile italiana, dove la mortalità è aumentata del 50% dagli anni Ottanta ad oggi (quasi seimila italiane muoiono ogni anno, addirittura il doppio rispetto agli anni Settanta). "In alcuni Paesi, Stati Uniti, Canada, Australia, Danimarca - ha ricordato Veronesi - i decessi per tumore del polmone hanno già superato, tra le donne, quelli per tumore al seno. Se la tendenza attuale continua questo triste superamento avverrà presto anche nel nostro Paese".
Il Movimento femminile che Veronesi intende far nascere coinvolgerà nei prossimi mesi attrici, sportive, imprenditrici, intellettuali, giornaliste, artiste, indossatrici, che si impegneranno nell'informazione, nella pubblicità, e in azioni di lobby per ottenere misure legislative favorevoli all'abbandono della sigaretta, a partire dai ristoranti, e la promozione di una cultura antitabacco. Ma per chi non riesce a smettere di fumare non tutto è perduto. Una grande speranza arriva oggi, infatti, dalle nuove tecniche di diagnosi precoce (Tac spirale e Pet) in grado di individuare lesioni polmonari operabili nel 95% dei casi contro il 33% attuale.
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Con diagnosi come queste, hanno spiegato gli esperti dello Ieo, vengono ribaltate le prospettive di cura del tumore al polmone, il "big-killer" che oggi ha il record assoluto di mortalità: il tasso di sopravvivenza dei pazienti passa infatti dal 10% all'80%, la chirurgia diventa solo conservativa e spesso la chemioterapia si può completamente evitare. "Attenzione però - avverte Massimo Bellomi, direttore della Divisione di Radiologia - la diagnosi precoce è un grande aiuto per le persone a rischio, ma non è un'alternativa allo smettere di fumare, che rimane l'unico modo di provata efficacia per non ammalarsi".
Sull'effettiva efficacia della possibilità di riportare sui pacchetti di sigarette immagini choc (come la fotografia di un polmone ammalato) sui danni provocati dal tabacco, dopo il via libera arrivato dall'Europa, Veronesi è scettico: "Qualche volta gli eccessi sono da evitare. I giovani, infatti, amano il rischio per natura. Quindi è probabile che avvertimenti troppo forti finiscano per essere uno stimolo a trasgredire e a continuare a fumare".
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Navigando, mi e' capitato questo articolo del Dicembre 2000. Fa picere vedere che le cose accadono effettivamente ! "Fumare ti uccide": dal 2003 sarà scritto su tutti i pacchetti | |
In base alla nuova versione della normativa Ue adottata dagli eurodeputati, dal 2003 il 30% della parte frontale dei pacchetti di sigarette e il 40% di quella posteriore dovrà essere riservato a annunci dissuasivi tipo «il fumo uccide ogni anno mezzo milione di persone nell'Ue» o «fumare ti uccide». Non solo: il dispositivo adottato dall'Europarlamento prevede che i paesi membri possano imporre ai produttori la pubblicazione invece delle scritte di immagini-shock sugli effetti reali del fumo sull'organismo, come avviene in Canada: fotografie di polmoni corrosi dal cancro, denti marci, neonati soffocati da cortine tossiche. Ma la guerra alla piaga del fumo va condotta sostiene l'Europarlamento non solo con moniti e immagini raccapriccianti ma anche con norme di fabbricazione più severe. Dal 2003 dovranno calare i livelli massimi per sigaretta di catrame (da 12 a 10 mg), ossido di carbonio (10mg) e nicotina (1mg). Saranno inoltre vietate le denominazioni 'light', 'leggerè o 'ultra- mild', che ingannano i consumatori facendo credere che queste sigarette siano meno nocive, con alcune deroghe solo per le denominazioni nelle quali il termine 'light', per esempio, fa parte della marca. Una disposizione questa estremente importante per arginare il fenomeno nuovo della ripresa del fumo fra i giovani, e più ancora fra le ragazze, ha sottolineato l'eurodeputato Ds Guido Sacconi. La normativa europea ora passa all'esame dei ministri Ue: già domani sarà discussa dal consiglio dei ministri della sanità a Bruxelles. Ma la direttiva potrebbe essere posta ai voti solo più tardi, anche per l'ostilità della Germania nei confronti dell'introduzione di norme anti-fumo europee. Il governo di Berlino è già stato all'origine del ricorso che ha portato all'annullamento da parte della corte di giustizia della precedente direttiva anti-tabacco, adottata su una base giuridica sbagliata stando ai giudici europei. Nella versione approvata dall'Europarlamento, la direttiva mette inoltre al bando gli additivi, come l'ammoniaca, che creano assuefazione, e contribuiscono a rendere i più giovani 'schiavi' della sigaretta. Ma il cambiamento più spettacolare, per l'effetto visivo, sarà senza dubbio quello che inciderà sulla presentazione dei pacchetti. Invece delle attuali minuscole scritte dissuasive che occupano il 4% del pacchetto, un terzo della superficie davanti e quasi metà di quella dietro recherà scritte graficamente incisive, nero su bianco, o in alternativa foto-shocking. L'esperienza delle foto raccapriccianti è in corso da sei mesi in Canada e il governo di Ottawa ha già fornito all'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha sottolineato l'Europarlamento, «nuove prove dell'efficacia delle avvertenze sotto forma di pittogrammi». La scelta, scritte e foto, sarà fatta da ogni governo Ue. Nei paesi che opteranno per le scritte, sulla parte frontale dovrà comparire alternativamente uno degli avvertimenti seguenti: «il fumo uccide», «il fumo passivo è dannoso per coloro che vi circondano, specialmente per i bambini», o «il fumo uccide ogni anno mezzo milione di persone nell'Ue». Per la parte posteriore l'Europarlamento indica 11 scritte possibili, come «il fumo può causare impotenza», «il fumo invecchia la pelle», «fumare può danneggiare lo sperma e diminuire la fertilità», o ancora «il fumo può provocare una morte lenta e dolorosa». Un pò per ogni tipo di 'bersaglio', ragazzi, giovani donne, seduttori o mamme. |
09/09/2003
Informare, comunicare ed educare allo scopo di prevenire alcune malattie legate a stili di vita non corretti. È uno degli obiettivi prioritari indicati dal Ministero della salute italiano nel Piano Sanitario Nazionale 2003-2005. Un aspetto fondamentale delle campagne è la valutazione dell’impatto dei messaggi sulla popolazione. Un primo bilancio è stato presentato a Milano nel corso della conferenza
“Stili di vita salutari: Educazione, Informazione e Comunicazione” organizzata dal Ministero della salute italiano e la Commissione Europea nell’ambito del Semestre Europeo di Presidenza italiana. Non solo, sensibilizzazione su ‘corretti stili di vita’ anche:
|
Lettera di questa mattina su Metro :
Il fumo è cancro
parola di scienziati
Chi si lamenta delle scritte esagerate
sulle sigarette non
ha compreso che il fumo è
cancro. Eppure gli scienziati
sono stati più che chiari. Fanno
bene le nostre autorità ad
adoperarsi per convincere i
cittadini a non fumare. In
questa battaglia non vedo alcun
terrorismo psicologico.
Le autorità agiscono solo per
salvare vite umane dai terrifi.-
canti danni del fumo.
08/09/2003
Gli Italiani cambiano abitudini grazie alle campagne del Ministero
Dal sito del Ministero della Salute:
Primo positivo bilancio per le campagne di comunicazione sugli stili di
vita promosse dal Ministero della salute.
Secondo l'indagine Censis, il 30% degli italiani, intervistati circa la
campagna di dissuasione dal fumo del Ministero della salute, ha segnalato
di aver apportato cambiamenti di comportamento significativi: ben il 5,9%
ha smesso di fumare, il 6,9% ha provato a smettere e il 9,2% ha comunque
ridotto il consumo di tabacco.
I dati della valutazione sull'impatto delle campagne sono stati resi noti
oggi a Milano nel corso della conferenza "Stili di vita salutari: educazione,
informazione e comunicazione" organizzata dal Ministero della salute italiano
e dalla Commissione Europea nell'ambito del Semestre Europeo di Presidenza
italiana.
«Dopo una campagna di pochi mesi , ha commentato Carla Collicelli della
Fondazione Censis durante la sessione inaugurale della conferenza milanese, quasi il 6% di ex fumatori è un dato altissimo».
Altrettanto positivi i risultati relativi alla campagna per una corretta
alimentazione: il 23,6% ha rafforzato la tendenza a controllare l'alimentazione
e l'11% è stato stimolato a non esagerare a tavola. Altri, in percentuale
inferiore, si sono persuasi ad iniziare una dieta e sono stati indotti a
considerare la necessità dell'attività fisica.
Se il fumo uccide l'alcol non è da meno
Dalla rubrica delle lettere di Repubblica del 6.3.03
Sono un accanito fumatore di 77 anni e non penso proprio che l'incrementata
campagna antifumo, peraltro meritevole e da me condivisa, possa riuscire
a togliermi questo maledetto vizio. Sui pacchetti di sigarette non appare
più la scritta "il fumo danneggia gravemente la salute", bensì "il fumo
uccide". Ora mi domando: se è vero, come dimostrerebbero le statistiche,
che l'alcol uccide più del fumo, perchè non viene applicata sulle bottiglie
di bevande alcoliche (vino compreso) un'etichetta listata a lutto e raffigurante
un teschio con la scritta "chi beve alcol muore"? Non me ne vogliano gli
industriali del settore.
OK, fatto !
Fatemi sapere se la situazione ora va meglio !
Oggi ancora una volta mi viene segnalato che questo sito ci mette un' eternita' a caricare.
Provo a togliere ancora qualcosa per cercare di renderlo piu' rapido !
Da Gea News di Giugno 2002:
Voli no-smoking sotto tiro
Acrilonitrile e inquinamento indoor
06/09/2003
Da Gea News di Luglio 2003:
Diritti & rovesci
Diritti dei Fumatori. Non esiste alcuna norma giuridica che sancisca il diritto di drogarsi, eppure si continua a spingere verso questa ottica in modo fra l'altro subdolo e tendenzioso. Il sig. Bianucci (avvocato?), che da anni si fa paladino dei "fumatori cortesi", nella trasmissione "Casa RaiUno", intervistato da Giletti, lo scorso febbraio, dichiaro': "Noi non ci appelliamo a un diritto, ma ai doveri dei fumatori, il dovere di rispettare chi non fuma". Meraviglioso. Ma solo in apparenza. Ecco cosa scrive invece nel suo sito:
Cari amici, la Legge anti-fumo sarà in vigore tra un anno. Nel frattempo dobbiamo cominciare a pensare come convivere con essa. Al nostro rispetto per gli altri dobbiamo far coincidere da parte di tutti il rispetto per i nostri diritti. Per fortuna non siamo in America, dove la caccia al fumatore è diventato da tempo lo sport nazionale. Attraverso il nostro sito e la newsletter che sarà attiva dai primi di giugno ti terremo informato sulle evoluzioni dell'iter di Legge. Per intanto impediamo che gli effetti della Legge che saranno validi tra un anno vengano imposti da subito, per ignoranza o per arroganza, nei locali pubblici, nei luoghi di lavoro e di svago. Se avete segnalazioni su tali abusi, vi preghiamo di comunicarceli tempestivamente. Giuliano Bianucci - Presidente Associazione Fumatori Cortesi
Uno degli attivisti di "Aria Pulita", associazione Non Fumatori, ha ironicamente ribattuto:
Gentile sig. Bianucci, ho letto il Suo intervento sulla home page della Sua associazione e vorrei manifestarLe tutta la mia solidarietà a Lei ed a tutti i fumatori. Ha ragione quando dice che "la caccia al fumatore è diventato da tempo lo sport nazionale" infatti nel mio palazzo siamo in 112 famiglie e tutti ogni mattina escono con la mitraglietta e la cartucciera tipo Rambo per andare a caccia di fumatori ed a casa appendono le teste delle decine di vittime che fanno ogni giorno. Ha ragione poi quando denuncia gli abusi subiti dai fumatori, pensi che in molti locali esistono le sale per non fumatori e sono pure frequentate, non capisco per quale motivo si debba togliere a tanta gente il diritto di fumare in faccia a chi sta vicino, in fondo che male stiamo facendo? E' intollerabile che certa gente si debba addirittura tappare il naso, o peggio ancora, alzarsi e cambiare stanza, ma l'educazione chi gliel'ha insegnata? Io già tollero il fatto che non fumino (pensa che stupidi che sono.....) e loro addirittura vogliono respirare. Nel nostro paese purtroppo ci sono troppi divieti: non si può parcheggiare in doppia fila, non si può sentire la musica a tutto volume alle due di notte, se voglio prendere qualcuno a cazzotti mi tocca per forza andare in un ring, se non trombo da 20 anni non posso nemmeno sbattermi la prima che incontro, non si può né scippare né rapinare, io vorrei sapere dove andremo a finire!!! Certo che se tornasse Mussolini le cose cambierebbero. Mi raccomando continuate a vigilare contro gli abusi subiti dai fumatori, io purtroppo non posso, per campare sono costretto ad andare addirittura a lavorare.Claudio (www.nonfumatori.it/ariapulita).
04/09/2003
ANSA) - VICENZA, 3 SET - Un anziano di 88 anni di Bolzano Vicentino e'
morto carbonizzato in un incendio provocato da un mozzicone di sigaretta
caduto sul suo cuscino. Il fatto e' accaduto mentre l'uomo, Rosino Molon,
si trovava da solo in casa, poiche' la badante che lo accudiva era uscita
in permesso dopo il pranzo. Forse per un malore, o per un colpo di sonno,
l'uomo ha lasciato cadere il mozzicone che ha incendiato il cuscino della
sedia e lo ha avvolto tra le fiamme.
FATTA LA LEGGE, TROVATO L' INGANNO !!!
Durante le mie ferie in Puglia mi e' capitato di vedere 2 volte dei perfetti copri pacchetti di sigarette, del tutto identici agli originali, senza pero' le nuove scritte a caratteri grandi sui danni provocati dal fumo. Riuscito ad averne uno tra le mani, ho visto che sono fatti in alluminio, molto sottili, di dimensioni tali da poterci infilare il pacchetto comprato dal tabaccaio, e con stampato all' esterno il pacchetto della marca desiderata, cosi' come era fino a qualche anno fa, cioe' senza nessuna scritta antifumo. Questi copripacchetti , a quanto ho potuto capire, al momento non sono in vendita : vengono regalati dai tabaccai ai clienti piu' affezionati .
Ricordate cosa accadde quando divennero obbligatorie le cinture di sicurezza sulle auto ? A Napoli furono subito messe in vendita delle magliette con stampata, sul davanti, una bella cintura di sicurezza trasversale nera. Mi pare una situazione analoga , ed anche questa, ovviamente, illegale.
03/09/2003
Cinzia Marini mi manda, dalla Repubblica di venerdì 1° agosto 2003:
TV bollino rosso antifumo
Bollino rosso per i film che contengono scene in cui gli attori fumano e
divieto ai minori di 14 anni nelle sale cinematografiche. L'offensiva del
ministro della Salute contro il tabacco va avanti. Ieri, assieme al ministro
delle Comunicazioni Maurizio Gasparri, ha inviato una lettera al presidente
del Cda della Rai Lucia Annunziata, al direttore generale di viale Mazzini
Flavio Cattaneo, al direttore della Sette Paolo Ballerani e al direttore
Contenuti di Mediaste Alessandro Salem.
Nella missiva i ministri prendono
le mosse da un recente studio della prestigiosa rivista scientifica Lancet
che dimostra come negli Usa, oltre il 52% degli adolescenti iniziano a fumare
indotti o persuasi dalle scene che hanno visto al cinema o in tv. Quindi
li invitano a segnalare all' inizio della visione, con simboli già utilizzati
dalle diverse emittenti, i film come non adatti ai minori.
E questo in linea con gli obiettivi dell'Oms, della UE, del Piano sanitario e del ddl di riordino
del sistema radiotelevisivo che vieta la pubblicità che induca a comportamenti
pregiudizievoli per la salute.
Il ministro Sirchia, poi, ha scritto al collega Giuliano Urbani, responsabile
dei Beni Culturali. Lo invita a convocare la Commissione per la revisione
cinematografica, che potrebbe vietare ai minori di 14 anni i film dove
il fumo di sigaretta viene propagandato a danno degli spettatori inconsapevoli
di essere di fronte ad un messaggio pubblicitario. E conclude con un auspicio
ed un'accusa esplicita: Sarebbe un atto di civiltà e un forte deterrente
per le produzioni cinematografiche ad accettare le lusinghe delle multinazionali
del tabacco.
Lusinghe alle quali non resistono le majors di Hoolywood, visto che negli
Stati Uniti, secondo lo studio di Lancet, la frequenza di fumatori nei film
campioni d' incasso è quasi raddoppiata rispetto al 1990, tornando ai 'mitici'
anni 50 quando l'attore di successo era impensabile senza una Lucky Strike,
rigorosamente senza filtro, tra le labbra.
Oggi lo studio di Lancet getta una luce sinistra sul rapporto tra i film
e l'iniziazione al fumo degli adolescenti.. Dopo aver valutato e controllato
una vasta quantità di varianti, tra le quali l'andamento scolastico, il
sesso, gli amici, la ricerca di nuove sensazioni, la voglia di ribellione
alla famiglia, gli esperti hanno stabilito che il 52,2% delle cause di iniziazione
al fumo dei giovani dai 10 ai 14 anni è da attribuire proprio alla visione
di un film dove gli attori fumano. Ma non basta. Questo effetto è più forte
rispetto a quello della pubblicità tradizionale delle sigarette. E le multinazionali
del tabacco sanno ormai da decenni che gli effetti subliminali del fumo nei
film sono molto più potenti di qualsiasi altra promozione del prodotto.
Quali effetti produce? Negli Stati Uniti circa 2.050 adolescenti iniziano
a fumare ogni giorno e circa 660 di questi moriranno prematuramente. Quelli che lo
fanno attratti dai messaggi dei film sono 1.080 e di conseguenza 340 di
loro abbrevieranno di molto la loro vita. Se si vietassero i film incriminati
ai minori di 17 anni, conclude Lancet, si salverebbero 330 adolescenti.
Ma ormai l'offensiva contro i danni del fumo è diventata globale. Domenica
prossima, infatti, si aprirà ad Helsinki la dodicesima conferenza mondiale
su "tabacco e salute", che riunirà esperti e politici di 100 Paesi. La conferenza
farà il punto sulla Convenzione internazionale anti-tabacco adottata il
21 maggio scorso e firmata da 47 Paesi. Fino ad ora solo la Norvegia ha
trasformato in legge il testo dell'accordo.
Rieccomi a Voi
, appena rientrato dalle ferie nella mia casetta al mare, in Puglia. Quest' anno le mie ferie sono state allietate dalla continua presenza di ospiti, amici di Roma che hanno scelto di trascorrere qualche giorno con me, cosa di cui sono a tutti molto grato.
Al rientro ho trovato che si era sviluppato nel frattempo un bel bubbone a proposito dei miei siti antifumo.
Certo ricorderete che da tempo lamentavo la scarsita' di visite e di commenti sulla versione in Inglese del sito. Per fare un po' di pubblicita' avevo preparato un messaggio standard che postavo ogni tanto qui e la' durante la navigazione in Internet, ed in cui invitavo il lettore a visitare il sito ed a linkarlo, se di suo gusto.Gli obiettivi erano altri blogs, naturalmente di lingua Inglese.
Una degli ultimi giorni di Luglio devo aver commesso un errore: ho postato il mio messaggio di invito a visitare un sito antifumo nel bel mezzo del board di una chat in cui si stava discutendo di un nuovo personaggio di comics da lanciare sul web. Quel sito era Live Journal, con oltre 100.000 iscritti.
Da quel momento non ho piu' avuto pace; nel giro del mese di Agosto ho ricevuto qualcosa come 8.000 e-mails, tutte piene di improperi contro lo SPAMMER ( di questo mi accusano. di aver fatto spamming, cioe' pubblicita' non desiderata; nessuno ha capito che questo e' un servizio di volontariato ! ) ; le cose piu' cattive, disgustose ed infami sono state scritte sul conto mio, dei miei siti, dei miei poveri genitori,... qualcosa di incredibile !!! Ho avuto modo di verificare cosi' quanto possano essere cattivi, grezzi e ignoranti alcuni navigatori di Internet.
Ieri, al rientro dalle ferie, ho scritto una e-mail di formale presentazione di scuse per il fastidio che avevo arrecato. Il tutto e' visibile sul sito in Inglese. Mi auguro che la cosa si chiuda qui !
Vi ho raccontato tutto questo non per chiedere la Vs. solidarieta', che pure apprezzerei molto, ma per scusarmi in anticipo per qualche commento osceno o per messaggi sul guestbook o sulla guest map che potreste trovare sui miei siti, lasciati da qualcuno dei 100.000 di cui sopra che non sia stato messo al corrente delle mie scuse.
Mi farebbe molto piacere avere qualche segno della presenza dei cari, vecchi amici che mi hanno seguito sin dall' inizio di questo blog. Percio' non siate timidi ! Scrivetemi o lasciate commenti !
Lieto di essere di nuovo con Voi tutti !





La prima legge che, in Italia, regolamenta la pubblicità delle sigarette risale al
Fin qui quanto dice la legge, ma cosa accade in realtà? Le multinazionali del tabacco non stanno di certo a guardare e fino ad ora hanno sempre trovato forme di pubblicità alternativa per non compromettere la loro visibilità. Spesso i marchi del tabacco sono associati a prodotti "neutrali" come l'abbigliamento e altrettanto di frequente sono sponsor di manifestazioni sportive che, data la copertura giornalistica che ricevono, fanno da cassa di risonanza anche per le società che le finanziano. Il rimando più immediato è quello alla Formula Uno, dove la italianissima Ferrari si avvale da anni della sponsorizzazione di una nota marca di tabacchi. 


