UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








30/07/2003

BUONE VACANZE A VOI TUTTI !!!

A partire da domani saro' in ferie, mi auguro fino alla fine di Agosto.

Questo blog per un po' restera' senza posts quotidiani.

Appena rientrato tutto continuera' come prima, anzi mi auguro di ritrovare, ed ancora piu' numerosi, i vari amici che via via hanno incontrato queste pagine, per un po' le hanno seguite e poi le hanno lasciate, forse diretti ad altri siti piu' divertenti. Neanche io mi diverto ; questo e' un lavoro ingrato, che mi sono assunto l' onere di svolgere.

Vi aspetto tutti al rientro dalle Vs. ferie !!

Paure efficaci

di IRENE TARONI

Chi ha detto che fare "terrorismo" non serve? 100.000 norvegesi hanno smesso di fumare. Di colpo. Il miracolo si deve ad una campagna di controllo del Tabagismo, di quelle definite "terroristiche", con immagini forti ed effetti spettacolari. Il risultato, apparentemente inaspettato, ha dato ragione a chi ci ha creduto. Il 6% dei fumatori dai 35 ai 55 anni, ed il 3% dai 16 ai 19 anni hanno smesso di fumare. La campagna mostrava cervelli sezionati in cui si mostravano "in diretta" delle emorragie, polmoni colmi di catrame, ecc. Le vendite di tabacco conseguenti alla campagna sono calate del 4,5% e la percentuale di fumatori e' passata dal 30% al 26%. I dati sono impressionanti ed autorizzano a rimettere in discussione il valore di questa modalita' drastica di intervento preventivo. I risultati sembrano dimostrare che l'atto "terrifico", ma scientificamente corretto, e' utile a scoraggiare il consumo, ad onta di chi si nasconde dietro lo spauracchio del "terrorismo", per paura del quale spesso si evita pure di dire la verita'. A quando il coraggio di una campagna cosi' muscolosa anche in Italia?

http://www.nettavisen.no/servlets/page?section=1706&item=273325

Ho smesso di fumare da 8 mesi, 21 giorni , 27 minuti, 52 secondi, ma non ci penso affatto !!!


29/07/2003

 

Da Gea di Luglio:

Veleno LightAggiornamento della puntata IPOCRISIA DI STATO del 15-10-2000.

La Comunità Europea ha giudicato ingannevoli le scritte che compaiono su alcuni tipi di sigarette tipo light e superlight. La gente pensa di fumare leggero e invece non è così. Non solo: un autorevole studio americano sostiene che pur essendo più bassa la quantità di condensato nelle "light" non è però diminuita l'incidenza di tumori fra le donne, che com'è noto fanno uso massiccio di questo tipo di sigarette. La ragione sta nel fatto che chi usa le light tende a fumare di più o aspira più profondamente a causa della dipendenza da nicotina. Eppure, nonostante ciò, i parametri di funzionamento della "smoking machine", che misura la quantità di condensato e di nicotina nelle sigarette, sono sempre quelli. La macchinetta aspira solo ogni 60 secondi. Ma nessuno fuma in questo modo e cosi' la farsa continua (Rai Tre - Report, 9 giugno, ore 20.50. A cura di Sabrina Giannini).

Il testo del 15/10/00: www.gea2000.org/documenti/ipocrisiadistato.htm

Il papa' a Pierino di ritorno da scuola: "Pierino, perche' piangi?". "Sigh... la maestra mi ha sospeso...". "E perche'?". "Perche' quando e' entrata in classe c'era il mio compagno di banco che fumava...". "E allora... tu che c'entri se lui fumava?". "Hanno detto tutti che ero stato io a dargli fuoco!"


Metro di oggi ha pubblicato una lettera di Cristina Vatteroni.



Alex Britti, perché fare uno "zingaro felice con poche sigarette in tasca"?

Le tue canzoni le ascoltano molti giovani, ai quali bisognerebbe dire che le sigarette provocano malattie e fiato corto, sia a chi le fuma sia a chi gli sta intorno, e portano dipendenza da nicotina e non senso di libertà e spensieratezza.

 Sarebbe meglio "uno zingaro felice senza sigarette in tasca".
Cristina V.









28/07/2003

Memoria affumicata

di SIMONA NICOLETTI

Tra i 40 e i 50 anni i fumatori mostrano un declino più rapido della memoria verbale. Rispetto ai non-fumatori avrebbero anche un rendimento peggiore nei test di velocità nell’individuare alcune lettere in una pagina scritta. Il rapporto tra Fumo e perdita di memoria sembra maggiore per chi va oltre le 20 sigarette al giorno. Autore dello studio, Marcus Richards, University College of London. Non è stato pero' chiarito il meccanismo con cui il fumo accelera la perdita di memoria. Un’ipotesi e' quella dell'aumento dell'ipertensione in chi fuma, che a sua volta danneggerebbe le cellule nervose. Ma anche le sostanze chimiche contenute nel fumo di sigaretta possono provocare danni diretti al cervello. Lo studio ha esaminato 5.362 individui nati nel 1946. I partecipanti allo studio sono stati contattati 21 volte entro i 53 anni di età, misurando le funzioni mentali con dei test. Nel test che riguardava la memoria verbale, i ricercatori hanno mostrato ai partecipanti 15 parole per due secondi ciascuna, chiedendo poi loro di scriverne quante più ne ricordavano. Durante i test di velocità e concentrazione, i soggetti dovevano osservare e segnare con una croce quante più lettere P e W riuscivano a trovare in una pagina contenente altre lettere entro un minuto. Le prestazioni dei fumatori peggiorano molto più rapidamente dai 40 ai 50 anni. I fumatori intorno ai 40 anni avevano risultati peggiori nei test di velocità. I risultati suggeriscono inoltre che smettere potrebbe essere utile ad un recupero. Infatti gli individui che smettevano di fumare prima dei 53 anni di età e soprattutto quelli che smettevano prima dei 43, tendevano a mostrare un più lento declino della memoria.

Fonte: American Journal of Public Health, 2003

 

Da GEA News di Luglio :

Costo di un deputato fumatore

di CRISTINA VATTERONI

La Repubblica del 9 giugno scorso ha pubblicato un lungo articolo sui continui aumenti dei costi a Montecitorio. Nel lungo elenco di spese sono state inserite tra quelle non rinviabili: 1) eliminazione barriere architettoniche per i portatori di handicap: 750.000 euro; 2) la sostituzione delle vecchie scrivanie con nuove postazioni di lavoro ergonomiche:1.500.000 euro; 3) la realizzazione di 18 smoke-corner nel palazzo: 1.500.000 euro, perche' i fumatori non rischino crisi d'astinenza in una Camera rigorosamente smoke-free. Il completamento delle zone fumatori prevede l'ultimazione degli interventi relativi a 11 zone già in corso di realizzazione e l'esecuzione dei lavori relativi alle restanti 7 zone (www.camera.it/_bilancio/progetto_allegato1_1.asp).

25/07/2003

Cinzia Marini oggi ci scrive :

Dal sito del quotidiano La Stampa:

INTERVENTO ALLE CORDE VOCALI PER IL PRESIDENTE
DELLA REGIONE CAMPANIA

Bassolino operato in Germania
«Ora smetterò di fumare per sempre»
Quattro settimane in silenzio dopo l'intervento alle corde vocali

24 luglio 2003


NAPOLI. «Ho esagerato ed ora smetterò di fumare per sempre». A gesti, il
presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino ha rassicurato la compagna
Annamaria Carloni e i figli Chiara e Gaetano, subito dopo essere stato sottoposto
ad intervento alle corde vocali nella Clinica Univesitaria di Gottingen,
in Germania.

Il governatore ha trascorso una notte serena ed in mattinata si è trasferito
in un albergo della zona, dove sarà assistito dal suo medico di fiducia,
il prof. Pino Petrella, parlamentare dei Ds e docente all'Università di
Napoli, il quale ha precisato che «Bassolino sta bene ed è su di morale,
dopo aver appreso che tutti gli esami istologici hanno dato esito negativo».

Il presidente della Regione Campania è stato operato dal prof. Walter Steiner,
il chirurgo che ha la maggiore casistica al mondo per interventi sulle corde
vocali mediante laser al CO2. Nel corso dell' operazione, durata circa 40
minuti, il chirurgo tedesco ha fatto una prova istologica intraoperatoria
alla mucosa che ha dato esito negativo.

«Alterazione della muscosa delle corde vocali con lieve displasia dovuta
al fumo ed al continuo esercizio oratorio» è la diagnosi del prof. Steiner,
che ha prescritto un lungo periodo di riposo e l'inizio, a partire da oggi,
di una terapia antifumo. Subito dopo l'intervento, a scopo precauzionale,
Bassolino è stato sottoposto anche ad esofagoscopia e broncoscopia.

«Anche questi due esami hanno dato esito assolutamente negativo», ha precisato
il prof. Petrella, il quale ha tenuto a sottolineare che il governatore
ha scelto la Germania per farsi operare non per sfiducia nei confronti dei
medici napoletani, ma solo per motivi di riservatezza e
tranquillità. «Ed abbiamo scelto insieme Gottingen - ha concluso Petrella
- solo perché è un centro iperspecialistico del settore».

La convalescenza di Bassolino durerà quattro settimane e coinciderà con
le sue ferie estive, durante le quali il governatore proseguirà nella terapia
con cerotti antifumo. E presto inizierà la rieducazione vocale con l'ausilio
di una logopedista.

Ieri era stato lo stesso presidente della Regione Campania a rendere pubblico
l'intervento, attraverso una lettera inviata al presidente del consiglio
regionale, Bruno Casamassa, nella quale si scusava della sua assenza in
aula, proprio durante le sedute per l'approvazione del bilancio. Del resto
l'intervento era stato deciso da tempo e non poteva essere rinviato per
gli impegni del professor Steiner.



























































Da Metro di oggi:

British American Tobacco Plc, secondo produttore mondiale di sigarette,
ha smentito le voci di stampa circolate in Italia, secondo le quali starebbe
valutando la possibilità di ritirare l'offerta di 2,32 miliardi di euro
per l'acquisto di Ente Tabacchi Italiani SpA, in quanto troppo dispendiosa.

Meno male. A Tremonti gli sarebbe preso un colpo apoplettico.










24/07/2003

Oggi mi ha scritto di nuovo Stefano, e, poiche' ci parla della sua battaglia per smettere definitivamente di fumare, ho deciso di postare la sua e-mail :

"   ciao,
come stai?
Volevo dirti che il metodo che ho adottato per non fumare, per ora, funziona.
Con l'aiuto di Franca, che ha più grinta di me, me la sto cavando bene.
Forse è il fatto che siamo in due a volere la stessa cosa, quando ci viene
voglia di fumare, ci telefoniamo e ci aiutiamo a vicenda a resistere.
Anche se non viviamo nella stessa città e non ci possiamo vedere spesso,
devo dire che sapere che c'è una persona con cui condividere i problemi
mi aiuta molto.
Forse è così che funziona.
A te come vanno le cose?
Ti saluto e a risentirci prima delle vacanze!
Stefano   "














Da GEA News di Luglio :

Consumatori cronici

di ALBERTO PELLAI *

Tra le sfide che ogni ragazzo deve vincere nel corso della propria crescita c'è anche la tentazione e la decisione relativa al diventare o meno fumatore. Esiste ormai evidenza provata che il fumo è uno dei principali nemici della salute. Ciò nonostante non è mai stato così alto il numero di adolescenti che cominciano a fumare in giovane età. Come mai si verifica una situazione tanto paradossale? Penso che molto sia determinato dall'azione svolta dalle multinazionali che negli ultimi 15 anni hanno cercato di uncinare nuovi consumatori proprio tra i giovani, dal momento che molti fumatori adulti, sensibili ai messaggi delle campagne e all'evidenza clinica dei danni causati dal fumo, hanno deciso di diventare ex fumatori. Sono colpito da quanto tutt'oggi i ragazzi, così moderni, competenti e "tecnologici", risultino così "sensibili" al fascino della sigaretta. Anche in questo terzo millennio per molti adolescenti la sigaretta continua a costituire la risposta "sbagliata" ad una serie di domande corrette che ogni ragazzo e ragazza si deve porre nel proprio percorso di crescita tipo "Come posso diventare grande in fretta?" "Come posso sembrare più uomo o più donna?" "Come posso sembrare migliore agli occhi dei miei amici?". La realtà è che gli esperti di marketing strategico delle multinazionali del tabacco hanno continuato in questi anni a presentarci la sigaretta non come oggetto che genera dipendenza e malattia, ma come strumento di desiderio, connotandola come sexy, virile, sportiva, giovanile, tragressiva... E' fondamentale che i ragazzi comprendano che siamo immersi in un mondo che ha artificialmente generato un'immagine libera, trasgressiva, giovane, sportiva e indipendente della sigaretta, al solo scopo di creare "consumatori cronici". Infatti, gli adolescenti, dopo essere stati uncinati da false idee e immagini del fumo di tabacco, si trovano intrappolati in un meccanismo che genera dipendenza e obbliga a fumare perchè il non farlo fa sperimentare disagio psichico e fisico. Questa è la dipendenza e paradossalmente un comportamento scelto per essere più liberi e adulti, rende solo più schiavi e più vecchi. Non conviene a nessuno cominciare a fumare, tanto meno a chi è giovane, se non a chi ha creato un mercato per diventare ricco sulla pelle degli altri.

 

Lucciole o lanterne?

di MASSIMO D'ANGELI

Il 17 maggio 2003, il BMJ ha pubblicato un articolo sui danni del fumo passivo che arriva a conclusioni azzardate: "il fumo passivo non è così dannoso come si credeva". L’articolo sembra talmente importante da meritare la copertina e un editoriale firmato da George Smith. Ma la comunità medico-scientifica internazionale risponde prontamente con lettere di protesta per la spiacevole scelta editoriale del BMJ di mettere in primo piano uno studio infondato e di interesse per l’industria del tabacco. Il Pensiero Scientifico Editore apre per i suoi lettori un forum che raccoglie le considerazione rilasciate da esperti di fama internazionale. Il forum viene inaugurato da Lisa Bero, insigne ricercatrice dell’University of California, impegnata nel programma Tobacco Contro Policy Research, editor del Tobacco Control e del Cochrane Effective Practice and Organization of Care Group, e da Paolo Crosignani, epidemiologo, direttore dell’Osservatorio Nazionale sul Tabacco dell’Istituto Tumori di Milano, e infine Silvia Franceschi, epidemiologa dell’International Agency for Research on Cancer (IARC), www.pensiero.it/continuing/caffe/caffe_fr1.htm .

Questo il commento del dott. Paolo Crosignani, direttore UO Registro Tumori, Istituto Tumori di Milano, al forum "BMJ: tanto fumo, poco arrosto": www.pensiero.it/continuing/caffe/crosignani.htm

23/07/2003

Chi ha posto la sapienza negli strati delle nuvole,

chi diede intendimento al fenomeno celeste? Giobbe 38:36


Tumori e fumo

÷ Il prof. Renato Dulbecco, premio Nobel per la medicina nel 1975, in un’intervista pubblicata sulla Domenica del Corriere del 19 maggio 1977 ha dichiarato: “Non ci sono dubbi. Il 90 per cento dei casi di cancro al polmone è causato dal fumo delle sigarette. Tanto peggio per coloro che oltre a fumare, bevono in forte quantità: infatti fumo e alcool si associano, e rinforzano, se presi insieme, gli effetti negativi di ciascun componente”. Alla domanda “Perché, nonostante tutti i rapporti terribili sui danni del fumo, l’uomo continua stupidamente a fumare?”, il prof. Dulbecco ha risposto: “In Italia è proibita la pubblicità delle sigarette. Ma c’è una pubblicità continua sull’abitudine a fumare. Tutti fumano: in TV, nei locali, per la strada. È una pubblicità a favore del fumo molto più persuasiva — e gratuita — di quella che potrebbe apparire sui giornali o alla televisione. Il fatto è che bisognerebbe imparare da piccoli a non fumare. Bisognerebbe che gli idoli dei giovani d’oggi andassero in giro dicendo ai ragazzi: "Non fumate, fumare è stupido, fa venire il cancro al polmone, fate come me, io non fumo, non voglio suicidarmi. Ma questa è teoria, purtroppo”.

Il fumo accorcia la vita

÷ Un bollettino universitario riferisce che "ogni sigaretta accorcia la vita di 11 minuti".(University of California Berkeley Wellness Letter) Pertanto, secondo i ricercatori dell'Università di Bristol, in Inghilterra, fumare un pacchetto di sigarette accorcerebbe la vita di un giorno e mezzo, e un pacchetto al giorno per un anno equivarrebbe a quasi due mesi di vita in meno. Gli scienziati sono giunti a queste stime confrontando la probabilità di vita di alcuni fumatori con quella di non fumatori. I ricercatori hanno commentato: "Questo dimostra in un modo comprensibile a tutti quanto sia caro il prezzo del fumo".




Cinema e televisione danno il cattivo esempio

Il Ministro Sirchia ha ammesso di essere stato vittima del vizio del fumo per circa 15 anni.
Ha raccontato di essere stato affascinato, come tanti giovani della sua generazione, dal modello alla Humphrey Bogart: l' uomo duro dal cuore tenero che il cinema di quegli anni proponeva con l'immancabile sigaretta accesa.
Il divo americano e la famosa star avvolti dalla nuvola di fumo, imitati da generazioni di uomini e donne come simboli di forza ed emancipazione hanno fatto ormai il loro tempo e, come dice il Ministro: "L'immagine di macho e femme fatale con la sigaretta in mano, proposti per anni dal cinema e alimentati dalle multinazionali del tabacco si stanno sciogliendo come neve al sole".

scena di un film
"A fumare oggi - ha aggiunto Sirchia - non è più il superuomo o la superdonna, ma un "povero diavolo" che ricorre alle sigarette magari contro lo stress e l'ansia. Insomma il tabacco non è più simbolo di forza, ma indice di debolezza come la droga o il doping nello sport".
Tuttavia, nonostante tutto, gli esempi negativi continuano a proporsi anche oggi e per giunta dal piccolo schermo di casa nostra: un'indagine condotta dall'Istituto Superiore di Sanità su cinque televisioni nazionali (tre reti Rai e due Mediaset) ha rilevato che ogni 26 minuti viene trasmessa un immagine che mostra personaggi che fumano.
Nei programmi più visti dai giovani, età a rischio in cui si è più inclini a seguire l'esempio altrui, la frequenza aumenta : la sigaretta appare addirittura ogni sette minuti.

(Redazione-Ministerosalute.it-maggio2002)








Fumo: campagna del Ministero contro quello in tv

a cura di Intrage

"In 965 ore di trasmissioni televisive, sono stati rilevati 2.202 atti-fumo, con una frequenza di uno ogni 26 minuti, cifra che aumenta a una sigaretta ogni 7 minuti nelle trasmissioni dirette ad un pubblico giovanile". Sono i dati di uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità sul monitoraggio del fumo in televisione, pubblicati in un comunicato del ministero della Salute. Da qui è nata la proposta del Ministro della Salute Girolamo Sirchia di istituire un Comitato di Vigilanza sui messaggi pubblicitari che promuovono "modelli sociali falsi e stili di vita scorretti" nei programmi delle tv. L’obiettivo sarebbe la promozione di modelli di vita positivi e la prevenzione dei danni da tabagismo, ma l’idea è stata accolta con diffidenza dal quotidiano francese "Le Figaro" che, sebbene lodando la lotta contro il tabagismo, avvicina questa iniziativa ad una forma di censura.


22/07/2003

Le Scienze di Agosto apre con questo articolo:

Il triste bosco della disinformazione

di Tullio Regge

Molti colleghi avranno ricevuto il documento SIGA GM 2002, della Società italiana di genetica agraria, dedicato alle agro-biotecnologie, vedi OGM. Il documento è improntato a nero pessimismo, e non a torto. Riassumo alcuni passi di alto interesse. Una ricerca commissionata dalla Commissione europea (Public perceptions of agricultural biotechnologics in Europe) ha rivelato che in Europa (Italia inclusa) l' atteggiamento negativo nei confronti degli OGM discende dalla sfiducia che il pubblico ha nella capacità degli organi preposti a fronteggiare gli eventuali pericoli che potrebbero derivare dal loro uso. Persiste inoltre una diffusa sfiducia nella ricerca scinetifica in campo biologico, soprattutto in quello agro-alimentare, vedi tipo "Frankenstein". L' indifferenza o peggio ancora la pavidità del mondo politico nei riguardi delle nuove tecnologie è una palla al piede della nostra economia e la conseguenza diretta della mancanza di una corretta formazione scientifica. Il telefonino gode invece di popolarità indistruttibile: ho assistito recentemente a Orvieto all' arrivo in Piazza del Duomo di una splendida Ferrari pilotata da un giovin signore voglioso di gelato. L' auto è stata subito presa d' assalto da una folla di estatici giovanotti ben forniti di costosi cellulari che ne spedivano in tempo reale l'immagine alle fidanzate; una scena degna di Fellini. Ma anche in questo settore regna la disinformazione. Il telefonino non si tocca ma la colpa ricade ora sulle antenne: spargono elettrosmog. Nessuno vuole avere nelle vicinanze un' antenna ripetitrice e meno che mai sul tetto di casa. Ben pochi sanno che l'emissione che potrebbe avere qualche effetto nocivo è quella del cellulare, per sua natura sempre appiccicato alle orecchie, emissione che aumenta con la distanza del ripetitore. Conviene quindi averlo vicino: diminuiscono i consumi e le batterie durano piu a lungo. Parole al vento.

In compenso nessuno pare accorgersi dei danni del fumo; un ambientalista che si rispetti li ignora o li considera leggenda non metropolitana bensì tecnologica. I popoli del terzo mondo soffrono la fame? Guai a citare gli immensi territori di tutto il mondo coltivati a tabacco e sottratti all'alimentazione, i cinque milioni di decessi all' anno causati dal fumo oppure quel Presidente dello Zambia che nega gli OGM ma non le sigarette ai suoi sudditi affamati. Chi lo fa passa per bieco scientista o tecnologo che usa il fumo per distrarre l'attenzione dagli OGM.

Il costo dell' ignoranza e della disinformazione è reale, e pesa come un macigno sulla società e sull' ambiente. La gestione del patrimonio boschivo è passata dallo Stato alle Regioni e da queste a sindaci incompetenti con risultati devastanti. Una dissennata politica di gestione "naturale" di quanto rimane delle nostre foreste produce ora danni irreversibili. In molte Regioni è vietato ripulire il sottobosco dai detriti infiammabili, chi lo fa rischia una multa salata: il toccare il bosco è ora atto illegale e contro natura. Le statistiche dei voli dei Canadair, gli aerei antincendio, parlano invece chiaro. Negli ultimi tre anni gli interventi, alcune migliaia l'anno, sono concentrati quasi tutti nel centro-sud. Si registrano invece zero interventi nel Trentino-Alto Adige e uno solo nel Friuli Venezia Giulia, regioni dove da secoli e a livello popolare ci si prende seriamente cura delle foreste. Qualcuno vuole un ritorno al Medioevo.













Su Metro di ieri è apparso questo piccolo trafiletto:

Alcolisti inglesi fanno causa a produttori.


Faranno causa alle aziende produttrici perchè sulle confezioni delle bevande
non ci sono espresse le controindicazioni.
Si tratta di un gruppo di alcolisti inglesi, che sostiene che la propria
vita è stata rovinata dalla dipendenza dell'alcol e che le aziende erano
tenute alle avvertenze di rischio. Si dice possibilista sulla vittoria della
causa l'avvocato che vinse una causa da 10 milioni di dollari contro la
multinazionale del tabacco Phillip Morris.
Su Metro di oggi sono state pubblicate tre piccole interviste.
La domanda era:" Alcol e sigarette: per gli inglesi serve la scritta "nuoce
alla salute". Che ne pensa?
Le risposte:
1) Penso non sia giusto. L'alcol in piccole quantità fa bene mentre le sigarette
nuociono sempre.
2) Per me l'alcol è peggio delle sigarette perchè non ci si rende conto
della dipendenza.
3) Credo sia giusto. Sia l'alcol che il tabacco provocano simili effetti
nocivi sulla salute.





















21/07/2003

La depressione, un male che va in fumo

Ci sarebbe un legame molto forte tra la crisi depressiva e le sigarette: non si fuma perché si è giù, ma si è malinconici perchè si fuma. Una statistica del JAMA

Ci si ammala perché si fuma, o si fuma perché si è malati? Il problema riguarda soprattutto una serie di disturbi psichici, come la depressione clinica o l'ansia, ed è stato sollevato da alcuni ricercatori. Fino ad oggi, infatti, l'industria del tabacco ha sempre "spinto" i propri prodotti anche sottolineando come una boccata di sigaretta possa rilassare e alleviare crisi di umore: ma se questo è vero a breve termine, nuovi studi sembrano suggerire che a lungo andare il fumo facilita proprio l'insorgere di fenomeni di ansietà, depressione, attacchi di panico, forse schizofrenia.

Secondo una recente statistica del JAMA, il Journal of the American Medical Association, risulta che un fumatore corre un rischio doppio di cadere in depressione rispetto a chi non fuma, e che l'88 per cento di coloro che soffrono di disturbi psicotici e schizofrenia sono fumatori. "I primi dubbi che la sigaretta fosse alla base dei disturbi, e non viceversa, ci sono venuti nel 1998, in seguito a una serie di ricerche", spiega l'epidemiologa Naomi Breslau, direttrice del Henry Ford Health Care System, a Detroit, che aveva seguito, per cinque anni, un gruppo di mille studenti, correlando proprio l'insorgere della depressione con il passaggio dal "fumo leggero" al fumo quotidiano.

Lo studio più importante è però quello svolto a Cincinnati dalla pediatra Elizabeth Goodman, che con la sua equipe, e per un anno, ha seguito due grandi gruppi di teen ager: 8704 adolescenti non depressi (in parte fumatori e in parte no), e 6947 adolescenti in depressione, quasi tutti non fumatori. "Ebbene, a dodici mesi dall'inizio del test, i teen ager depressi avevano sviluppato una attitudine al fumo che era doppia, rispetto a quella degli altri. E ciò potrebbe significare che è la depressione che porta alla sigaretta", ammette la Goodman. "Ma attenzione:i ragazzi che invece erano perfettamente sani di mente, ma che avevano cominciato a fumare, nel giro di dodici mesi avevano sviluppato una tendenza alla depressione che era ben quattro volte maggiore, rispetto ai coetanei non fumatori!".

Depressione a parte, inoltre, sembra che i fumatori siano soggetti a isolati attacchi di panico quattro volte di più, rispetto ai non fumatori, e sviluppino la tendenza ad attacchi a lungo termine almeno tre volte di più, rispetto a chi non fuma. "In questo caso potrebbe anche trattarsi dell'effetto sul cervello di difficoltà respiratorie indotte dalla sigaretta, soprattutto a causa del monossido di carbonio, che induce talvolta un falso senso di soffocamento", spiega la professoressa Breslau, che ha condotto ricerche mirate alla Columbia University. Da indagini epidemiologiche è infatti emerso che giovani in buona salute mentale, che avevano iniziato a fumare a 16 anni, e al ritmo di un pacchetto di sigarette al giorno, correvano un rischio di sviluppo di "disordine da panico" ben 16 volte superiore ai coetanei non fumatori, o che consumavano meno di un pacchetto al giorno. Il rischio di soffrire di agorafobia era di 7 volte superiore, e quello di disturbi ansiogeni di 5 volte superiore.

Fonte: www.ilnuovo.it

Salute Italia







19/07/2003

Ricevo e posto per voi :

     FUMO E RISTORANTI


Nonostante diversi ristoranti dispongano già da tempo di aree separate e qualcuno preveda addirittura il divieto di fumare nell'intero ambiente, ancora in troppi locali non si rivolge alcuna attenzione alle esigenze di chi non desidera mangiare in mezzo al fumo altrui, esigenze che appartengono, si badi bene, non solo ai non-fumatori ma anche a quei fumatori che non amano sentire l'odore della sigaretta durante un pranzo.

 In tanti posti, nonostante si disponga di più sale, ci si rifiuta di adibirne anche una soltanto a chi non fuma e capita talvolta di imbattersi in gestori che fanno sentire chi chiede un tavolo in una zona "non-fumatori" come un cretino che ha delle pretese assurde. E' una situazione davvero paradossale, ed è inconcepibile che questo accada anche in locali di prestigio, cosa molto più frequente di quanto non si immagini.
Trovo che come è legittimo reagire di fronte alla maleducazione di un cameriere o pretendere la sostituzione di una tovaglia sporca lo sia parimenti di farlo quando ci viene appestata la cena dalle sigarette degli altri e sono convinto che davvero non vi sia alcun motivo per permettere che ciò avvenga.
Perché mai si dovrebbe sopportare un fastidio - per tacere dei danni per la salute - che va a contrastare proprio con lo scopo principale, o almeno uno tra i primi, per cui siamo andati a mangiar fuori, e cioè la possibilità di poter apprezzare i cibi e le bevande che ci vengono offerti? Che senso ha stappare una bottiglia di Barolo per poi dover sentire l'odore del sigaro del vicino di tavolo anziché quello del vino che abbiamo nel bicchiere o mangiare un piatto di profumate tagliatelle al tartufo con la puzza di fumo nel naso?
Certo, dovrebbe essere nell'interesse degli stessi fumatori evitare la loro dannosa abitudine almeno durante un pasto, e francamente mi sfugge quale sia il motivo per cui tanti scelgano un ristorante di lusso per poi "aromatizzare" con pipe, sigari e sigarette tutto quello che mangiano. Ma d'altra parte non si può intervenire su una scelta personale e se qualcuno vuole sperperare i suoi soldi in questo modo è libero di farlo, ed è giusto che sia così.

Anch'io però voglio rivendicare un mio diritto, quello di non farmi  coinvolgere, come vittima, in questa follia. Così, in attesa che il problema venga finalmente risolto dall'applicazione della nuova legge ( che avverrà tra circa un anno, presumibilmente tra fine estate e inizio autunno 2004 ), continuerò, come già faccio da tanto tempo, a chiedere di poter pranzare in sale per non-fumatori o in aree che abbiano comunque questa funzione, anche se "improvvisata". E quando questa richiesta non verrà soddisfatta rinuncerò a quel locale e ne sceglierò un altro, spiegandone i motivi al gestore.
Certo, è più faticoso fare così che non essere disposti a mangiare ovunque, personalmente però trovo che gli sforzi necessari per trovare un ristorante dove poter respirare aria pulita siano ampiamente ricompensati dai benefici che se ne ricavano. E sono convinto che se fossimo in tanti ad adottare un simile comportamento in brevissimo tempo le aree per non-fumatori si moltiplicherebbero e qualche ristoratore sarebbe invogliato ad applicare addirittura il divieto di fumo nell'intero locale, unica misura  davvero efficace per proteggere totalmente la salute dei lavoratori di sala.
Di sicuro molti gestori non dedicano abbastanza attenzione ai diritti di chi non fuma perché ancora troppi clienti soffrono in silenzio. Infatti, se ci pensiamo bene, perché, salvo una sensibilità personale verso il fenomeno, un ristoratore dovrebbe cercare di risolvere  un problema di cui pochi si lamentano? E se comunque chi protesta accetta poi di sedersi accanto a chi ammorba l'aria con un toscano, paga il conto come tutti gli altri e magari ritorna in quel locale?
Rivolgo pertanto a chi prova i miei stessi disagi l'invito a rivendicare quello che è semplicemente un diritto ed a rifiutarsi di mangiare dove si fuma. Sono sicuro che questo modo di agire porterà tanti vantaggi, immediati e futuri, per tutti.

Marco Badiani














18/07/2003

Milano, 17 lug. (Adnkronos)

 Multe a chi fuma mentre guida.

La proposta viene dal Codacons, che - riferisce una nota del Coordinamento
associazioni per la tutela di ambiente e diritti di utenti e consumatori
- ha chiesto ai ministri della Salute e della Infrastrutture e
trasporti, Girolamo Sirchia e Pietro Lunardi, di vietare le sigarette al
conducente in marcia, e di mettere al bando le 'bionde' quando in auto
c'e' un minore.

A giustificare l'opportunita' di modificare in tal senso
il codice della strada, secondo il Codacons, ci sono sia problemi di
sicurezza sia motivi sanitari. Tenere in mano una sigaretta accesa
mentre si guida, e' infatti convinta l'associazione, e' quasi piu'
pericoloso che utilizzare un telefono cellulare senza auricolare. E in
pochi minuti trasforma l'abitacolo in un'autentica 'camera a gas'.
(Opa/Adnkronos Salute)














17/07/2003

Anche il sito www.http://angeli-onlus.net e' d' accordo con noi :

Stop alle immagini di fumo in TV
Notizie ROMA. La linea dura contro il fumo passa anche per la tv: il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha inviato una lettera ai vertici di Rai, Mediaset e La7 proponendo l'istituzione di un Comitato di vigilanza per evitare che film e spettacoli messi in onda promuovano il fumo di sigaretta, specie nelle trasmissioni dedicate ai giovanissimi, portando avanti così modelli sociali falsi e inaccettabili''.

Il Ministro ritiene che ''le tv non debbano partecipare anche involontariamente a pubblicità occulta con spettacoli che propongano modelli sociali dove il fumo viene associato al valore, all'emancipazione, alla libertà, al sesso''. L'iniziativa, spiega il ministro, è stata presa anche in riferimento ad un recente articolo pubblicato sulla rivista British Medical Journal dal professor Stanton. Glantz dell'Università della California. Nell'articolo, Glantz lancia la campagna Smoke free movies e sottolinea la relazione fra i messaggi fuorvianti del cinema e l'iniziazione al fumo dei giovani.

''La lotta al tabagismo con particolare evidenza alla prevenzione nei giovani e nei giovanissimi - dice il Ministro - è un obiettivo dell'Unione Europea, al quale l'Italia ha aderito con ferma convinzione. La Commissione Affari costituzionali e la Commissione bilancio hanno poi recentemente approvato una norma che protegge i non fumatori dall'esposizione al fumo passivo, affermando il diritto di chi non fuma a essere rispettato. A fronte di questi provvedimenti, in linea con quelli di tutti i Paesi avanzati, il Ministro fa notare che continua una pubblicità occulta delle multinazionali del tabacco, che è oggi diretta prevalentemente ai minori, in quanto soggetti più facilmente raggiungibili dai messaggi che insistentemente vengono proposti dal mondo dello spettacolo, da quello del cinema e dalla tv''






Dal sito Inciucio.it ho tratto :

Deterrente contro il fumo

Deterrente contro il fumoROMA – “I risarcimenti milionari sono un’arma poderosa per la lotta al fumo”.

Il ministro della Salute Girolamo Sirchia fa il punto sulla situazione durante la presentazione del Rapporto annuale sul fumo all'Istituto Superiore di Sanità. Sono quattro milioni le vittime nel mondo del fumo, 53 mila in Italia.

“Il rischio di pagare miliardi di vecchie lire di risarcimento – dice il ministro - costituirebbe un incentivo per le aziende a tutelarsi e, quindi, a far rispettare le norme: non consentire di fumare e imporre l’aria pulita”.

“La lotta al fumo – spiega il ministro - é un percorso a tappe, iniziato con la legge per la difesa dei non fumatori che sta andando in porto: speriamo che entro l'estate siano approvati i regolamenti che ancora mancano e che la legge possa dunque diventare operativa da luglio 2004”. E’ importante anche la tutela dei minori.

“Bisogna eliminare i modelli che invogliano ad iniziare a fumare, non solo dalla televisione alla moda, ma a cominciare dalle famiglie, e in particolare i genitori, aumentando le tasse sulle sigarette e intervenendo come già fatto, sui distributori automatici per evitare che i minori di 16 anni possano aggirare il divieto di vendita”.

A questo scopo il ministro ha scritto una lettera ai direttori di reti Tv Rai e Mediaste, proponendo la nascita di un tavolo di lavoro comune dove stabilire nuovi criteri e sviluppare una nuova cultura contro il fumo in Tv. Infine informazione e educazione.

“Bisogna promuovere e implementare ulteriori campagne di educazione sanitaria in particolare contro il fumo a cominciare soprattutto dalle scuole”.














16/07/2003

IL FUMO NEI FILMS

di Ezechiele2002

Il fumo nei films rappresenta la maggiore, piu' insistente, piu' efficace, piu' insidiosa forma di PUBBLICITA' AL FUMO, tra quelle esistenti e, strano a dirsi, la piu' ignorata dalle leggi che, in Europa e negli USA, regolano la pubblicita' al tabacco e prodotti connessi.

A mio avviso questo Blog deve a questo punto concentrarsi su due Obiettivi :

- IL FUMO IN TV

- IL FUMO NEI FILMS

Se riusciremo, coalizzando le nostre forze, ad ottenere una qualche forma di azione legislativa su uno o ambedue questi problemi, avremo effettivamente dato un valido contributo a salvare dal vizio del fumo le nostre GENERAZIONI FUTURE.

Vorrei scagliare la prima pietra su questo argomento segnalandovi due siti:

- "Thumbs Up! Thumbs Down!"

- " Scenesmoking "

due siti, purtroppo solo in Inglese, che trattano in particolare il problema del fumo nei films americani.

Da GEA News di Maggio:

Scandaloso marketing

di VINCENZO ZAGA'

Tema spinoso e importante quello dell'OMS per il 31 maggio. Si deve riflettere su come e quanto il cinema e la moda abbiano incoraggiato e diffuso il consumo di tabacco, con l’aggravante dello scandalo di una operazione di marketing orientato sui giovanissimi da parte dei big del tabacco. Dai fumetti ai Gran Premi, la promozione del tabacco è indirizzata ai nostri ragazzi. La spiegazione c’è. Ogni anno questo pianeta conta i morti da Fumo. Su www.nonfumatori.it e' ancora installato e funzionante il contatore delle vittime del tabacco, messo a apunto dall'Unione Internazionale contro il Cancro con un algoritmo scientificamente calcolato. L'ecatombe silenziosa spinge l’industria del tabacco ad assicurarsi almeno 4 milioni di nuovi clienti ogni anno, se vuole sopravvivere. La promozione del marchio ha trovato i suoi testimonial. Il Winston-Man, il Marlboro-Man ed l'uomo del Camel Trophy. I primi due testimonial, ironia della sorte, hanno contratto un tumore al polmone. Il Marlboro-Man muore, il Winston-Man sopravvive, si chiama Alan Landers, tutt’ora vivo e vegeto, con una mission speciale, quella di dedicare la vita a testimoniare ai giovani la follia del Tabacco (www.winstonman.com). Naturalmente la censura non è la risposta, né il mondo del cinema e della moda possono essere accusati apertamente di causare il cancro. Ma non devono promuovere un prodotto che senza alcun dubbio il cancro lo induce. L’OMS rivolge dunque un accorato appello all’industria del Cinema e della Moda. Che cessino di pubblicizzare il Tabacco. Nel novembre del 2002 l’OMS è stata affiancata da varie associazioni mediche nel promuovere il progetto “Smoke Free Movies” (www.smokefreemovies.ucsf.edu) presso l’università della California a San Francisco. Le industrie del cinema e della moda in questo modo verranno sensibilizzate verso il loro ruolo sociale, che è commensurato alla loro influenza globale. In particolare Hollywood e Bollywood (la grande industria indiana del cinema che si trova a Mumbai) sono state invitate a sbarazzarsi del loro ruolo di promozione del tabacco. Per cominciare, come affermato in un documento comune, l’OMS, l’associazione dei medici americani ed il dipartimento di salute pubblica di Los Angeles, le industrie del Cinema dovrebbero certificare, tra i crediti finali del film, che la produzione non è stata finanziata dalle industrie del Tabacco per aver mostrato prodotti del tabacco stesso. I cinema e i video dovrebbero inoltre mandare in onda con regolarità delle “comunicazioni sociali” anti-tabacco, e dovrebbero essere completamente eliminate le marche delle industrie del tabacco presenti sia nelle scene che nello sfondo. Il rating board dovrebbe infine identificare con una “R” i nuovi film che mostrano il fumo o utilizzano pubblicità dei prodotti del tabacco o ancora mettono in mostra le marche. Il rating sarà meno severo allorché il film mostra inequivocabilmente i pericoli e gli effetti negativi.

15/07/2003

Tratto da Sette il settimanale del Corriere
della Sera:

Inglesi, franco-spagnoli o italiani:

Chi si fumerà il tabacco made in Italy ?

Sembrava una partita giocata in sordina, invece potrebbe diventare una battaglia
vera. Combattuta a colpi di rilanci milionari. E di alleanze internazionali.
Storia, retroscena e protagonisti della prima privatizzazione polista: quella
del sigaro toscano.
A mettere le mani su Eti, l'ex monopolio dei tabacchi, sarà chi è pronto
a pagare la cifra pià alta. Affermazione scontata? Niente affatto. Perché
fino a qualche settimana fa, più che sul piano economico e industriale la
battaglia per quella che sarà la prima privatizzazione del governo Berlusconi
sembrava si stesse giocando sul filo della lobby politica. Tanto che ognuno
dei tre gruppi industriali in corsa per il tabacco di Stato si è legato
in cordata con partner che oltre al know-how potessero garantire amicizie
sparse lungo tutto l'arco costituzionale.
Poi, il 2 giugno, mentre a Roma si celebrava la festa della Repubblica,
in Marocco è successo qualcosa che potrebbe permettere al ministro dell'economia
Giulio Tremonti di vendere l'Eti davvero al miglior offerente, e non a quello
con gli amici più potenti. Un evento che, forse, normalizza anche il ruolo
di Philip Morris, leader mondiale che sul mercato italiano vanta una quota
superiore al 60%. Philip Morris è il convitato di pietra della privatizzazione,
cui non può partecipare per ovvi motivi di antitrust ma che cerca di influenzare
grazie a due contratti in essere con Eti: una per la produzione di 16 milioni
di chili di sigarette e l'altro per la distribuzione (tramite la controllata
Etìnera) di 60 milioni di chili. In particolare, l'azienda americana ha
fatto capire che disdetterà i contratti se Eti andrà a un concorrente internazionale.
In altre parole, semaforo rosso per British American Tabacco, giallo per
la franco-spagnola Altadis e verde per Imprenditori associati, società presieduta
da Luca Corsero di Montezemolo.
Intanto però, nella caccia a partner locali di peso, British American Tabacco
(Bat), che è il secondo gruppo al mondo e per le competenze specifiche avrebbe
potuto correre in perfetta solitudine, si è legato a Franco Bernabè Group,
controllato dall'ex amministratore delegato di Eni e Telecom, e alla Confcommercio
di Sergio Billè. Altadis, nata dalla fusione tra gli ex monopolisti di Francia
e Spagna, ha invece come partner il fondo Equinox e la Federtabaccai. Infine,
alla cordata di Imprenditori associati, l'unica interamente italiana, partecipano
il gruppo di Marcellino Gavio e la Confagricoltura.
Partiti in otto, i superstiti del gruppo che aveva risposto al bando di
gara, pubblicato un anno fa, sono dunque tre. L'ultimo abbandono, quello
di Japan Tabacco a fine giugno, è stato particolarmente pesante. JT è infatti
numero tre del settore e produce Camel, Mild Seven e Winston, tre dei cinque
più forti marchi al mondo.


Ma cos'è Eti e, soprattutto, quanto vale?

Produttore di tutte le sigarette
italiane a iniziare da MS e Sax, nonché dei sigari Toscani, Eti ha appena
concluso una ristrutturazione che in quattro anni ha cambiato faccia alla
società. Racconta il presidente Maurizio Basile: Nel gennaio 1999 avevamo
17 stabilimenti e 7.600 dipendenti. Oggi gli stabilimenti sono 7, cinque
per le sigarette e due per i sigari, e i dipendenti sono meno di 2.200.
La produttività è passata da 11 mila chili di sigarette all'anno per addetto
a 38-39 mila chili, un valore in linea con la media europea. Tutto senza
una giornata di sciopero, attraverso prepensionamenti e la mobilità verso
altri settori della pubblica amministrazione.
Nel frattempo, l'azienda si è concentrata su produzione, distribuzione e
commercializzazione di sigari e sigarette. Ogni altra attività è stata venduta:
dai filtri alla carta per le sigarette, al sale. Si, perché fino a pochi
mesi fa Eti produceva anche il sale da cucina.
La ristrutturazione è completata, proclama Basile, che sottolinea come per
la prima volta in decenni negli ultimi mesi l 'azienda non ha perso quote
di mercato, anzi ha recuperato qualche decimo di punto, attestandosi al
26,3%. Poi annuncia: Il 30 settembre chiuderemo il bilancio 2003 con un
valore della produzione di circa 668 milioni e un margine operativo lordo
compreso tra i 190 e i 200 milioni.
Quello del margine operativo lordo è punto cruciale della vendita, perché
è il parametro per la valutazione dell' azienda. Fino al 2 giugno, il moltiplicatore
utilizzato nelle transazioni più recenti oscillava tra 8 e 9. Che sulla
base del margine operativo di Eti nel 2002 portava a un prezzo tra 1,2 e
1,4 miliardi. Una forchetta ridotta, che dunque lasciava spazio all'attività
di lobby politica.
Il 2 giugno, però, Altadis ha pagato 1,3 miliardi per l'80% di Régie des
Tabacs Marocains, il monopolista marocchino: ovvero 18 volte il margine
operativo lordo. Ovviamente ha battuto i concorrenti, ma soprattutto ha
scompigliato le carte a Roma. Con oltre 100 miliardi di sigarette, il mercato
italiano è il secondo in Europa. Ed Eti è l'unica opportunità per entrarci
da protagonisti. Dunque, nonostante il possibile effetto negativo dell'aumento
(ormai in arrivo) del carico fiscale sulle sigarette, e le dichiarazioni
di Pablo Isla, il presidente di Altadis che ha lasciato intendere come l'offerta
per Eti potrebbe essere più misurata di quella per l'azienda marocchina,
i sistemi di riferimento sembrano saltati. E la vendita potrebbe fruttare
1,4 miliardi, ma anche 2,5 o 3 miliardi. Chi vende spera che quest'incertezza
faccia si che le offerte finali, in arrivo entro questo mese, riflettano
più il valore che Eti ha per ogni concorrente che il valore intrinseco dell'azienda.
Le cifre potrebbero quindi anche essere distanti tra loro, ed Eti potrebbe
essere venduta senza rilanci ulteriori.
Per motivi diversi ogni concorrente vede Eti come l'occasione da non perdere.
Per Altadis, l'azienda italiana è strumentale a una strategia che punta
a creare un polo mediterraneo da contrapporre ai colossi mondiali. Per Bat,
che ha a bilancio un fondo acquisizioni da 6 miliardi, comprare Eti potrebbe
significare il sorpasso su Philip Morris, e quindi la leadership mondiale.
Per Imprenditori associati, che oltre a Montezemolo conta tra gli altri
azionisti Diego Della Valle, De Agostini, Lottomatica, 21 Investimenti
(Benetton), Piofrancesco Borghetti (profumerie Limoni), Hopa, Interbanca
e Centrobanca, c'è il sogno di un polo italiano e di far diventare l'Antico
Toscano uno status symbol mondiale. La privatizzazione Eti è un'occasione
per mettere in campo un sistema-Italia imprenditoriale, finanziario e agricolo,
sottolinea Montezemolo. Nei suoi piani per Eti ci sono 1.300 assunzioni
in tre anni e la quotazione in borsa di Etìnera, la controllata per la distribuzione,
entro cinque anni.
Comunque vada, intanto dal 1999 Eti ha già fruttato allo Stato 2,5 miliardi
tra restituzione di fondi di dotazione, avanzi di cassa, vendita di immobili
e dividendi. Una cifra che potrebbe raddoppiare con la vendita. Senza che,
per questo, lo Stato perda un solo euro dei circa 9 miliardi che incassa
ogni anno grazie alla tassa sulle sigarette.










































































































14/07/2003

Sul sito in Italiano della Philip Morris oggi ho trovato:

Prevenzione del fumo tra i giovani

Prevenzione del fumo tra i giovani

Perché stiamo lavorando per fermare la diffusione del fumo tra i giovani

Non vogliamo che i minori fumino. Comprendiamo il vostro probabile scetticismo. Dopo tutto, siamo uno dei produttori di sigarette più grandi al mondo; perché dovremmo impedire a qualcuno di fumare?

La nostra risposta è semplice: la prevenzione del fumo tra i giovani ha un intrinseco valore commerciale. È quello che i nostri dipendenti, gli azionisti, i legislatori, i fumatori adulti e la società nel suo insieme si aspettano da noi. Non si può gestire un'impresa di successo senza tenere conto delle aspettative della società. E allora sì, la prevenzione del fumo tra i giovani fa parte dei nostri interessi commerciali. Ma va ben al di là di questo.

Siamo anche convinti che impedire ai minori di fumare sia la cosa giusta da fare. In realtà, visti i gravi danni alla salute causati dai nostri prodotti, crediamo che impedire ai minori di fumare sia un nostro dovere.


Video: Il nostro sostegno ai programmi di prevenzione del fumo tra i giovani
Peter Lidov, Manager, Public Affairs

Peter Lidov, Manager, Public Affairs

Questo filmato è disponibile solo in inglese

Scegliere un lettore e una velocità
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Prendiamo sul serio la nostra responsabilità sociale. E il fumo tra i giovani è un problema sociale. È improbabile che delle misure a breve termine e delle campagne antifumo una tantum possano risolverlo.Quello che occorre è un impegno costante e diffuso, e il nostro intento è quello di collaborare con tutta la società per elaborare una soluzione a lungo termine.

La diminuzione del fumo tra i giovani richiederà gli sforzi congiunti di molte categorie: genitori, fratelli, amici, educatori, dettaglianti, legislatori e altre aziende come la nostra. Siamo coscienti dell'importanza del nostro ruolo e contribuiremo attivamente alla ricerca di una soluzione. Se questo significa che in futuro venderemo meno sigarette, sia pure così.

Ciò che conta è che siano sviluppati, finanziati e messi in pratica dei programmi efficaci, che abbiano come risultato una riduzione nel numero di giovani fumatori. Riteniamo che lavorando insieme saremo in grado di sviluppare risorse e di offrire supporto e assistenza per la definizione di questi programmi.

Attualmente sosteniamo circa 100 programmi antifumo rivolti ai giovani in quasi 90 paesi, con l'obiettivo principale di insegnare ai ragazzi a dire di no al fumo e di stabilire delle leggi che impediscano loro di acquistare sigarette.

Per saperne di più sui nostri programmi di prevenzione fate clic sui titoli a sinistra.







13/07/2003

E se fumate sigarette Italiane, ecco dove vanno a finire i vostri soldi, ed ecco per cosa rischiate di ammalarvi tanto gravemente :

Dal sito dell' ETI:

ETI SpA: l'Assemblea assegna all'Azionista dividendi per 46,9 milioni di Euro

19 dicembre 2002

L'Assemblea di ETI SpA, riunitasi quest'oggi sotto la presidenza di Maurizio Basile, ha deliberato l'assegnazione all'Azionista di dividendi per un valore di 46,9 milioni di Euro.
L'esercizio 2002 (periodo 1 ottobre 2001-30 settembre 2002), che ha rappresentato per il gruppo ETI l'anno di sostanziale completamento del processo di ristrutturazione avviato nel giugno 2000, si è chiuso con un utile netto ante imposte di 92 milioni di Euro (nel 2001, 47 milioni di Euro prima delle imposte ed ante plusvalenza da conferimento del ramo di azienda distribuzione).




12/07/2003

L'invito del ministro a Rai, Mediaset e La7: "Evitare
che film e spettacoli promuovano il vizio"
Fumo, Sirchia scrive alle tv
"Via le sigarette dal video"
di MARINA CAVALLIERI

ROMA - Mai più sigarette in televisione, che siano esibite in un film americano o in una fiction italiana non cambia, che siano fumate da Robert Redford o da Raul Bova è lo stesso, il fumo deve sparire dai programmi. L'invito è del ministro della Salute Sirchia che ha inviato una lettera ai vertici Rai, Mediaset e La7 affinchè evitino "che film e spettacoli messi in onda promuovano il fumo di sigaretta, soprattutto nei giovanissimi, proponendo modelli sociali falsi e inaccettabili".

Nelle televisioni italiane, dove compare una sigaretta accesa ogni 26 minuti (è una ricerca dell'Istituto superiore di Sanità), arriva dunque la severa lettera del ministro che invita le televisioni a non partecipare neanche involontariamente alla pubblicità occulta delle multinazionali. E' più di un invito, quello del ministro: è necessario un comitato di vigilanza per cancellare, o almeno ridurre, la nociva presenza del fumo in televisione.

Ministro, avrà séguito la sua proposta? "Credo di sì", risponde Sirchia. "Basta che ci sia un forte richiamo in questo senso, se la Rai e le altre televisioni vogliono possono bandire l'uso della sigaretta dalle loro produzioni". E per i film stranieri? "C'è ancora in molti film il messaggio che l'uomo coraggioso, forte, fuma, che la donna emancipata ha la sigaretta ma sono valori sbagliati, nella realtà è l'opposto, chi fuma è una persona schiava e assoggettata. Credo che si possa esercitare un controllo anche su questi". Bandire i film con Humphrey Bogart? "Ci si può non appiattire su quello stereotipo ma ricusarlo, non siamo negli anni 50, abbiamo altre conoscenze".

"Ormai in Europa", continua Sirchia, "si è attivata con forza la lotta contro il tabagismo e i governi sono invitati a prendere iniziative".

Iniziative che però incontrano un atteggiamento disponibile a parole ma ostile nei fatti. Un esempio? Un monitoraggio condotto lo scorso anno dall'Istituto superiore di Sanità ha rivelato che solo nel "Il grande fratello" si è fumata una sigaretta ogni sette minuti. Nessuna rete sfugge al vizio. Su Rai Due "L'ispettore Derrick" ha trasmesso in media un "atto di fumo" ogni 12 minuti. Tmc, con Kojak, batteva il record dei serial con la media di una sigaretta ogni 9 minuti. Una produzione più recente come "Incantesimo" mostra una fumatrice anche nella sigla.

Ma le televisioni accusate si difendono. "Da anni c'è attenzione in Rai", dicono a viale Mazzini, "nei programmi non si fuma e negli sceneggiati diamo indicazioni precise. I film però non si possono tagliare. La lettera di Sirchia è una forma di sensibilizzazione". A Mediaset confermano la stessa tendenza anti-tabacco. "C'è una regola precisa, nei nostri programmi non vedi una sigaretta, negli sceneggiati? Diamo indicazioni anche lì, ma certo nella vita qualcuno fuma". La7 sta producendo uno spot antifumo che andrà in onda su Mtv, rete che ha un pubblico giovanile. E anche i peccatori più incalliti sembrano desistere. Giuliano Ferrara, tabagista convinto, apparso in tv con tanto di sigaro in bocca, commenta: "Da mesi ho smesso di fumare, me lo hanno imposto i cameramen. E io rispetto il popolo e anche i ministri".

(25 luglio 2002)



















Da GEA News di Luglio :

SITI, LILT, farmacisti & aziende

L'afa non arresta i buoni progetti e ci si prepara per un autunno ancora piu' "caldo". La Societa' Italiana di Igiene (SITI) si cala nel variegato mondo del Tabacco. Il quartier generale dell'EUR, a Roma si riunisce tra pochi giorni, in questo caldo luglio, per varare un progetto formativo indirizzato ad igienisti, studenti e specializzandi. In buona sostanza, chi sarebbero le figure professionali istituzionali a cui e' affidato il compito della tutela della salute di una intera popolazione? La risposta e' facile: gli specializzati in Igiene e Medicina Preventiva, quelli della "salute pubblica" appunto.

Sul fronte della prevenzione e' gia' all'attivo la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT), che interverra' in modo capillare sul territorio nazionale, con le sue 103 sezioni, a divulgare la cultura della prevenzione, ma anche a FARE prevenzione attiva attraverso una serie di iniziative e soprattutto eventi formativi per medici ed operatori scolastici.

Si e' appena concluso il 4 luglio all'European Hospital di Roma il primo corso sul management del cliente fumatore rivolto ai farmacisti. Tra gli allievi anche il Dott. Gino Viero, responsabile dei progetti formativi dell'Ordine dei Farmacisti di Roma. Il giudizio sul corso e' stato molto positivo e dunque l'Ordine si impegna a reinvestire in questo campo. A ottobre gia' la seconda tappa, una giornata di studi dedicata al Fumo a cui partecipera' anche il past president, prof. Giacomo Leopardi.

C'e' fermento anche nelle aziende. Si inaugura ad ottobre anche un sito dedicato alla no-smoking policy aziendale, mentre sul piano operativo e' gia' pronta una task-force nazionale per effettuare interventi strutturati ed articolati in ambito aziendale, dalle strategie, alla formazione del personale, alla creazione di servizi come quello che la LILT ha organizzato, tramite un accordo, con la Telecom (www.legatumori.it).

11/07/2003

Dal sito GEA 2000 ho scelto :

Benvenuti ad Alcatraz

Prova ad USCIRE se puoi (e se vuoi)

DATI SUL FUMO

I fumatori in Italia, secondo i rilevamenti ISPO del Novembre 1997, sono circa 13 milioni di persone, il 25,9% della popolazione adulta. Del rimanente 74,1% di italiani, il 22,3% sono ex fumatori e il 51,8% non hanno mai fumato.
Il consumo annuo di sigarette è variato negli anni in modo significativo, è andato via via crescendo passando da 48,3 miliardi nel 1960 (consumo annuo pro-capite 962, al giorno 2,6) al massimo storico ottenuto nel 1985 con 105,3 miliardi ( consumo annuo pro-capite 1843, al giorno 5), successivamente si è avuto un decremento fino a raggiungere i 90,6 miliardi del 1996 (consumo annuo pro-capite 1589, al giorno 4,3). Attualmente il trend è in leggero calo.
Nel 1997 (ultimi dati ufficiali), in Italia fumava il 32,4% degli uomini e il 19,8% delle donne e complessivamente il 30,5% dei giovani fra 18 e 24 anni. Attualmente la percentuale dei fumatori, sia uomini che donne, è in calo.
Si fuma di più al nord est con il 48,8% della popolazione, al sud e nelle isole il 34,6%, al centro il 35,9% e al nord-ovest il 31,8%.

Tratto da: http://www.assfumatori.it/prezzi.htm






10/07/2003

Da GEA News di Luglio :

Lo chiamavamo Andrea

di GIACOMO MANGIARACINA

Lo incontrai la prima volta nel ‘94. Per la precisione fu lui a incontrare me. Si presentò come Andrea Mattei. Fisico asciutto, alto, sguardo profondo, viso segnato, quasi Al Pacino. L’età indecifrabile, tra i 65 e i 70, forse. Mi offrì subito un tono confidenziale e un atteggiamento di complicità. Aveva fondato "Liberi di Non Bere" (www.gea2000.org/alcolismo.htm), e me ne parlava con convinzione. Lui, il problema l’aveva vissuto a proprie spese. Alcolista e tabagista incallito. Dopo tanti anni di dipendenza, troppi, forse una vita, aveva ad un certo punto avuto il coraggio di provare ad uscire dal suo tunnel. Su quella via di Damasco ebbe l’illuminazione: la vera libertà sarebbe stata quella di scegliere di non bere e di non fumare, in una società che letteralmente costringe al consumo di alcol e tabacco, vuoi per pressioni culturali o per promozione pubblicitaria. Dunque l'impegno di Andrea, con cio' che divenne una peculiarita' del suo impegno sociale, l'atteggiamento di sfida alla cultura e alla pubblica informazione viziata. Era un guerrigliero in cerca di alleanze, e come segno del suo passaggio mi invitò a leggere un libro, che lessi con attenzione, una pietra miliare nella cultura delle dipendenze, "Il Mito della Droga", di Szasz (*). Per i tre anni successivi non lo sentii piu', ma lui c’era. Quando nel ’97 creai il primo sito internet contro il tabacco, Andrea si fece vivo. Ricevetti una sua email in cui diceva che stava creando delle pagine web per illustrare il suo progetto. Gli chiesi di collaborare. Accetto' subito, entrò a far parte del forum degli attivisti non-fumatori di "Aria Pulita", e scrisse un pezzo la cui attualità risulta ancora oggi indiscutibile: "E no che non ci sto !". Lo riproponiamo in questa newsletter per ricordarlo. Perché Andrea se n’è andato. Dopo un anno di silenzio l’abbiamo saputo. E’ andato via in punta di piedi come per non disturbare, ma ha lasciato qualcosa al mondo. Poche parole, tanta rabbia, buoni fatti. Un testimone, uno di quelli che ha combattuto per la libertà propria e altrui. Trovo opportuno che nel coacervo di tante parole strillate, sopravvivano chiare quelle di un uomo capace di indicare vie di salvezza, e che per noi fu semplicemente Andrea.

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E no che non ci sto!

di ANDREA MATTEI (Novembre 2000)
La Conferenza sulle Droghe organizzata con tutti i sacri crismi istituzionali il 28, 29 e 30 novembre a Genova, con la collaborazione del Ministero della Solidarietà Sociale, sembra ancora parlare il linguaggio delle droghe ILLEGALI. Nel congresso dello scorso anno a Napoli, non sono state prese neppure in considerazione le Droghe che in maggior misura provocano dolore, morte e danni alla collettività. Parlo di TABACCO e ALCOL. Percio' la pioggia di lettere di protesta di alcune organizzazioni del volontariato. Eppure, se diamo un'occhiata questa tabella, i termini delle priorità dovrebbero essere invertiti:

CONFRONTO DI ALCUNI DATI SULLE AVVERSITÀ SOCIALI

FATTO---------- MORTI---------- ALLARME SOCIALE

------------------------------------------------------------------

VINO AL METANOLO----- 50 in tutto----- ALTISSIMO
MUCCA PAZZA ------------3 in tutto----- ALTISSIMO
ECSTASI ---------------2 / anno------- ALTISSIMO
EROINA ----------------1.000 / anno------- ALTO
ALCOL -----------------40.000 / anno------- BASSO
FUMO ------------------90.000 / anno -------BASSO

------------------------------------------------------------------
Dove si è avuto un alto o altissimo allarme sociale vi sono stati ri­levanti danni per gli allevatori nel caso di "mucca pazza", con annessa crisi internazionale tra governi europei e Gran Bretagna, nonché cambiamenti drastici nei costumi alimen­tari di molte popolazioni. Insomma, l'apparato sociale, quando si tratta di difendersi, non bada a spese. E ciò accade quando percepisce il problema come minaccia acuta. Se invece si muore lentamente e a rate, poco male. Quanto hanno influito i mezzi di informazione su questa percezione falsa e criminalmente ovattata della realtà? Per Alcol e Tabacco senza dubbio prevale la rimozione sociale. E allora no che non ci sto! Se non grido, se non gridiamo, questa strage continuerà e mi sentirei complice di un misfatto atroce. Un governo democratico e una stampa libera devono fare attenzione a come stanno veramente le cose. A queste gravissime calamità sociali deve essere dedicato tempo e denaro per informare bene ed evitare che, mentre ci si occupa delle pulci, le tigri ci sbranano.










Chi fuma piu' di un turco? "Due turchi". "No, un cinese, perche e' un fumatore ... d'oppio".



Perche' gli extracomunitari vendono accendisigari ai semafori dato che i semafori non fumano?



Lui a lei dopo l'amore: "Cara, fumi?". "Fumare no, ma e' molto calda!".







09/07/2003

Cinzia Marini oggi mi scrive:

Dalla Repubblica di oggi:

I denti del bebè registrano le sigarette fumate dai genitori.

E' il risultato di uno studio condotto dai ricercatori dell'Istituto Superiore di Sanità.
La concentrazione di nicotina, contenuta nei denti da latte, rivela il grado
d'esposizione del bimbo al fumo delle sigarette. La ricerca è stata condotta
su un campione di 35 bambini, 19 maschi e 16 femmine, figli di fumatori
e non.

Saluti. Cinzia.











Un anonimo mi ha lasciato ieri questo commento, che, ancorche' chiaramente proveniente dal " nemico " , se non altro merita rilievo per l' originalita' e per lo sforzo poetico. GRAZIE, anonimo !!!

Quando ascolto i salutisti

mi ricordo dei fascisti,

sebben sotto Mussolini

si fumasse da assassini.

 Ma ora siamo progressisti

rossi, neri, verdi e misti

e il color che ne risulta

le mie suole spesso insulta.

Se il divieto di fumare

non è affatto salutare

perché frutto di una frode

di cui ognuno sembra prode,

che c'importa se la scienza

dice che non c'è valenza?

Quel che conta, dannazione,

è ottener la proibizione!

A me il fumo da' fastidio

- fumatori, non v'invidio -

sono quindi entusiasmato

della gran truffa di stato.

Dagli addosso al fumatore,

dì che è un porco a tutte l'ore!

L'importante, caro Stato,

è che lui sia ben tassato,

perché senza il suo denaro

costa tutto ben più caro.

Quindi, Stato mio padrone,

dammi sì la protezione,

ma, mio Dio, fai per sicuro

che si fumi nel futuro!

Desidero RINGRAZIARE COTRUFO LUCA, ( o Victor De Palma ? ) che questa notte mi ha mandato questa e-mail :

"

LE CORRELAZIONI TRA FUMO E TUMORI SONO TUTTE PUTTANATE COLOSSALI CHI VUOI FAR PIANGERE CON QUESTI SITI???
A NOME DI TUTTI QUELLI CHE FUMANO E SE NE SBATTONO DEL RESTO (DELLE CAZZATE ALTRUI)
 
Victor De Palma "
 
Finalmente un segno di apprezzamento da parte del NEMICO ( i fumatori ) che ci dimostra che questo sito comincia a dare fastidio a qualcuno !!
Il che vuol dire che serve effettivamente a qualcosa.
 
Sempre la notte scorsa qualcuno ( sempre Cotrufo Luca ?!? ) si e' preso la briga di commentare tutti i post del mese di Luglio di questo blog, come potete vedere facilmente.
 
Lo considero come un secondo complimento e ringrazio sentitamente !

08/07/2003

Oggi mi ha scritto Cristina Vatteroni :

Affumicati e soli.

Quando si tratta di sigarette, il cancro non spaventa quasi nessuno...
E allora voglio parlare di allergie respiratore: ne soffre il 20% e più della popolazione.
Riuscite a immaginare la rabbia di chi non vorrebbe fumare, per non farsi venire subito la tosse, la bronchite, l' asma ( e il cancro poi )  ma si ritrova a dover lavorare tutto il giorno in ambiente fumoso, e deve anche assistere a dibattiti da salotto televisivo su altre possibili cause del suo male e sulla nocività o meno di ciò che invece sperimenta ogni giorno? Non andare al bar, non prendere i treni Intercity simil-camere-a-gas, non andare nei Pub è possibile. Ma non andare a lavorare no: bisogna andarci, e riuscire anche a stare bene per poterlo fare con profitto. Se è difficile per qualcuno lavorare senza fumare, pensate cosa può essere lavorare respirando male e dormendo poco: le infiammazioni respiratorie, fra le altre cose, disturbano il sonno.  Ci sono leggi già dal 1994 secondo le quali ogni lavoratore deve essere tutelato anche dal fumo passivo, ma quasi nessuno le applica e quasi nessuno le conosce. Ovunque, i paladini della democrazia e della libertà abbiamo tanta comprensione, come è giusto che sia,  per il fumatore che non può fare a meno delle sue dosi, ma nel frattempo pochissima comprensione per quei  'rompiscatole' così schizzinosi che vorrebbero respirare aria senza tabacco... Nella vita di tutti i giorni, li lasciamo soli a combattere contro il solito muro di ignoranza.

Cristina Vatteroni








07/07/2003

Da GEA News di Giugno: 

Pavia libera

di BIAGIO TINGHINO (btinghi@tin.it)

La Regione Lombardia ha scelto Pavia per il convegno sul Fumo del 28 maggio, alla Fondazione Maugeri, per fare il punto. Focus sul fumo passivo (Ceccarelli, Invernizzi, Colacicco), sul coinvolgimento dei medici di medicina generale (Bettoncelli) e sui risultati, dopo tre anni di attività, del progetto Health Promoting Hospitals (Palestra). Sono stati pure presentati (Tinghino) i dati dei centri antifumo in Lombardia. Dai questionari ricevuti risultano attivi una cinquantina di centri e ambulatori per la cura del Tabagismo. Molti sono nati a seguito delle Linee Guida Regionali del febbraio 2000. I fumatori che si sono rivolti alle strutture lombarde nell’anno 2002 per essere curati sono stati 1.648. Di questi, più di 1.200 sono stati avviati alla terapia dai 92 operatori addetti, per lo più medici e psicologi. E’ stato possibile rilevare una prima valutazione dell’efficacia dei trattamenti, grazie ai risultati preliminari dei follow-up forniti da alcuni tra i più attivi Centri Antifumo: 22,03% di cessazioni mantenute a distanza di un anno dalla conclusione del trattamento. Non male. La Regione Lombardia sta organizzando la formazione per gli operatori dei Centri Antifumo grazie ai corsi IREF su cui ha riferito Malvezzi. La giornata è continuata sul tema delle allergie da Fumo (Moscato) e con un pomeriggio dedicato interamente alle metodologie di prevenzione fra i giovani. L’attenzione è stata rivolta alle tecniche di "peer education" (Pellai, Rinaldi, Tamborini), alla presentazione del progetto per la scuola media superiore (Pretti) e al progetto "Media Sharp" (Rocca), volto a migliorare la capacità degli adolescenti nell’analisi delle pressioni dei mass-media.

06/07/2003

Ricevo da Massimo D' Angeli e posto per voi tutti :

Sofia Loren per il cancro 
=============================

Nel Gennaio del 2000 l' "Associazione Philip Morris Progetto Cinema"
presentò in pompa magna il restauro di alcuni vecchi film; tra essi c'era
"Una vita difficile" di Alberto Sordi il quale intervenne alla cerimonia,
tre anni prima di morire per bronchite causata dalle sigarette (1) della
stessa
associazione che - evidentemente con poca riconoscenza - gli restaurò il
film.

Oggi l'operazione viene ripetuta da Sofia Loren che, dopo aver suggerito di
contribuire all'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro in occasione
del passaggio lira - euro, si è fatta restaurare "Una giornata particolare"
ancora dalla Philip
Morris.

Al fatto segue una censura automatica ed implicita e perciò efficace: si
omette di mostrare che il promotore è la Philip Morris, il primo venditore
di sigarette, cancerogene.   Esse causano una vita molto difficile a 15
milioni di italiani che - presi
all'amo - spesso fanno di tutto e affumicano ovunque pur di assumere una
dose
di nicotina, rendendo la vita difficile anche ai non fumatori.

Aria Pulita osserva che tali operazioni di avallo alla pubblicità alle
sigarette sono illegali e dannose, e chiede maggiore attenzione alle
conseguenze.

Il Presidente di "Aria Pulita - Associazione Non Fumatori - Onlus"
Massimo D'Angeli

 

































04/07/2003

Ieri ho ricevuto questa e-mail da Cristina Marrai :

"   Stamattina, sul solito giornale gratis che trovo alla stazione di mestre, ho avuto il piacere di leggere una bella notizia e ho voluto farla leggere anche a voi.

Articolista: Alessia Da Canal


Mestre, fumo molesto in ufficio: impiegata chiede maxi-risarcimento.

"Al collocamento tutti fumano. chiede 31.000 euro di risarcimento .Ha 43 anni ed una tosse che non le lascia tregua, soprattutto al lavoro. Perche S.B., veneziana impiegata per l'amministrazione provinciale al servizio disabili dell'Ufficio del Lavoro via Ca'Venier e affetta da bronchite cronica, per molte ore al giorno e costretta a convivere con fumatori incalliti. Eppure il divieto esiste, ma neanche due lettere al dirigente sono bastate a farlo rispettare. Per difendere la sua salute, e passata alle vie legali e ha presentato un ricorso alla sezione lavoro del tribunale di Venezia.Per ottenere il rispetto del divieto e 100 euro al mese, 31 mila il totale, a mo di risarcimento, per tutti i mesi che ha dovuto sopportare zaffate di catrame e nicotina. All'avvocato Enrico Cornelio che l'assiste in questa battaglia, la donna ha precisato che nel luogo in cui lavora fumano abitualmente l'assessore Alessandro Sabbiucciu,il dirigente e 7-8 impiegati e funzionari della struttura che
 ospita, ma in un'altra ala, anche l'ufficio di collocamento.L'ambiente di certo non aiuta:una grande sala open-space con 13 postazioni nella quale si affacciano sette stanze, le cui porte sono costantemente aperte. L'esposto è stato presentato a meta maggio e gia la situazione negli uffici è migliorata. L'assessore Sabbiucciu, ha dato disposizione affinche non si fumi piu, individuando un funzionario che faccia rispettare tale divieto.Se proprio qualcuno desidera fumare lo potra fare nelle pause previste per chi lavora a lungo sui videoterminali e comunque fuori dall'ufficio. Ma certo avrebbe preferito che la dipendente si fosse rivolta direttamente a lui, prima di sollevare il polverone giudiziario."

ciao

Cristina Marrai   "

















03/07/2003

Oggi mi ha scritto di nuovo Stefano, cosa che mi fa sempre molto piacere :

Ciao,
Tutto bene, non ho ripreso a fumare e neanche Franca, la reciprocicità dell'impegno
mi sta aiutando moltissimo.
Trovo che tutte le varie possibilità che ci sono per smettere di fumare
(vedi Emanuele)siano valide solo se una persona è fortemente motivata. Devi
avere in testa la voglia di smettere altrimenti tutto è inutile. In questo
momento per me spero che sia così.
Il caricamento del tuo blog è sempre lento, con il mio pc ci vogliono alcuni
minuti.Forse ci sono troppe cose.
Per il resto come va? Sei ancora in crisi o la situazione va un po' meglio?
Ho letto sotto il tappeto e non ho trovato nessun commento ai due post,
mi spiace, spero che tu non sia scoraggiato.
Ti mando un saluto e a presto
Stefano
















Dal sito La Repubblica.it ( http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2003/07/03/lettere/043368_lette.html) di oggi ho tratto :

Le sigarette sono fattore di rischio


Sono medico; sulla soglia dei cinquant’anni; ho potuto conseguire quattro specializzazioni dopo la laurea; e lavoro in un grosso ospedale, avendo avuto, negli anni, anche modo di lavorare in tutte le articolazioni della Sanità, compreso il Policlinico universitario. Ebbene, in primo luogo è pacifico che il fumo di tabacco fa male. Altrettanto pacifica è la necessità che le Istituzioni associno un’azione attiva di educazione e prevenzione a quella più facile, ma parziale, di irrogare multe e promulgare divieti.
Tuttavia, è necessaria subito una seconda considerazione. Il fumo non è un veleno che uccida immediatamente né una causa diretta di malattia. Medicalmente, è solo un "fattore di rischio". In altre parole, non tutti i fumatori muoiono, né muoiono solo a causa del fumo. Né il fumo di tabacco ha la capacità di uccidere sempre, immediatamente o direttamente. In fondo, tutti conosciamo qualche "nonno" fumatore inveterato ma in ottima salute. Ecco perché il fumo di tabacco ha solo la dignità di "fattore di rischio".
Per dirla in modo più chiaro e pratico, io come medico devo sconsigliare di fumare; anzi, devo fare quanto posso per motivare e aiutare il singolo individuo a smettere di fumare. Non basta per tacitare la mia coscienza il generico consiglio: «Smetta di fumare». Devo fare qualcosa di più: i pazienti si rivolgono al medico per avere soluzioni non generiche esortazioni. Mi sono, però, sempre posto la domanda: «Se la persona muore per altra causa, a che pro l’ho privata di un piacere?». Il fumo, infatti, è un piacere; altrimenti, non si fumerebbe. Meglio di me, Woody Allen si poneva la paradossale domanda: «E se in futuro scoprissimo che il fumo non fa male?»… Sono andato a riguardare i dati ISTAT sulle cause di morte. In verità, il fumatore ha più probabilità di morire d’altro che del fumo di tabacco; specialmente, nelle età ancora giovanili…
In definitiva, il fumo di tabacco è indubbiamente un problema, ma non è il solo né il principale né il peggiore della nostra Sanità. Forse, però, è quello più semplice da far risaltare in piena luce e da agitare agli occhi della gente.
Antonio De Simone

La risposta che viene data al Dr. De Simone e' :


Gentile dottore, nella sua lunga lettera lei fa riferimento ad altri fattori di rischio per la salute, come i "raggi" (che fanno sicuramente male). Però: le sigarette le fumano 1315 milioni di persone ogni giorno; i raggi della Medicina invece non li subiscono quotidianamente così tante persone. Dunque converrà che il fumo, almeno matematicamente, è un po’ più pericoloso…








02/07/2003

Piu' volte alcuni di voi mi hanno fatto presente che questo blog ha due caratteristiche negative che vanno corrette:

- Si carica molto lentamente

- Ha un' atmosfera troppo cupa e terrorizza i visitatori.

Per il primo commento ho cercato stamattina di fare qualcosa: ho sfoltito alcuni messaggi, sostituita la musica di fondo con un rilassante suono di risacca che ho copiato pari pari dal blog http://mareluna.splinder.it , che ringrazio di cuore, etc.

Sul mio PC il tutto ha quasi dimezzato il tempo di caricamento. Fatemi sapere come va sui vostri. Il prossimo passo sarebbe di ridurre il numero dei links fissi, ma non vorrei farlo, perche' quella e', nella mia idea, l' ESSENZA di questo blog : offrire una panoramica il piu' completa possibile di links su questo argomento.

Sul secondo commento ho eliminato messaggi quali Caduti della guerra in Irak, Teschio che fuma, etc. Non intendo eliminare i riferimenti alla morte di mio padre, visto che proprio da li' e' nata l'idea di questo blog. Indubbiamente il nostro tema non e' allegro e solare, visto che parliamo di danni provocato dal fumo; il nostro spirito invece e' positivo : stiamo lavorando assieme a voi per aiutare chi fuma a smettere e per consentire alle generazioni future una vita migliore. Anche questo e' un contributo ad uno Sviluppo Sostenibile.

Fatemi sapere come va ora e lasciatemi i vostri commenti !

01/07/2003

Oggi, navigando liberamente, ho trovato questo articolo :

Sotto attacco i coffeeshops olandesi
LA BATTAGLIA DEL FUMO
Il clima politico è molto cambiato negli ultimi due anni e sulla presunta nocività della cannabis gli allarmi sono continui

Fredrick Polak
AMSTERDAM

Quanto è forte la minaccia alla politica olandese sulla cannabis? Una domanda che in questi giorni ricorre con frequenza. In gioco c’è qualcosa di più della minaccia rappresentata dalla nuova legge sul tabacco, che prevede la creazione di locali per non fumatori nei luoghi pubblici. In Olanda il clima politico è molto cambiato negli ultimi due anni perché il nuovo governo, che si è insediato all’inizio di questo mese, ha fatto proprio il rifiuto, abbastanza diffuso tra la gente, del “gedogen”. La parola olandese “gedogen” è intraducibile e descrive il sistema in cui nuovi metodi, formalmente contrari alla legge, sono tollerati, e nuove politiche introdotte, senza modifiche legislative in attesa del momento giusto per introdurre la nuova legislazione. Sulla presunta nocività della cannabis sono stati lanciati continuamente nuovi allarmi. I media e i politici conservatori se ne sono serviti per la loro battaglia contro i coffeeshops. Notizie sugli effetti negativi della cannabis sul cervello e, più in generale, sulla salute vengono diffuse con cadenza regolare. E purtroppo i nostri sforzi di contrastare queste posizioni – spiegando che gli effetti nocivi delle droghe sono una ragione per regolamentarle legalmente e non per proibirle – per molte persone non risultano convincenti.
La nuova legge sul tabacco, che dovrebbe tutelare i lavoratori dal fumo passivo, è piuttosto controversa ma il governo la difende strenuamente. Il presupposto della legge è una forte esagerazione del danno che il fumo passivo causerebbe. Le nuove regolamentazioni causano difficoltà non solo per i coffeeshops, ma anche per i normali caffè e bar, e specialmente per le istituzioni psichiatriche. Per la grande maggioranza delle persone che devono vivere lì, spesso per molti anni – i pazienti psichiatrici – fumare sigarette era l’unica abitudine ancora consentita.
L’istituto, o il bar, possono allestire i propri locali in modo che, oltre ad aree dove è vietato fumare, ci sia un’area riservata ai fumatori, ma quest’ultima non può essere più grande dell’area dove è vietato fumare. Per gli istituti e per molti proprietari di caffè questo sarà molto difficile.
Nei coffeeshops il divieto non ha senso. Come ha spiegato sulla tv nazionale Roskam, noto proprietario di un coffeeshop, i clienti arrivano nel suo locale con l’intenzione di fumare, e tutti i suoi dipendenti fumano regolarmente erba.
Tuttavia, fumare sarà consentito solo se ci saranno una zona per non fumatori e una per fumatori, e probabilmente i proprietari dei coffeeshops possono permettersi di spendere un po’ di soldi per fare gli adattamenti necessari. Ma alcuni coffeeshops sono troppo piccoli per consentire questa soluzione, e difficilmente il governo accetterà questo stato di cose.
Il secondo problema, riguardante molti coffeeshops ad Amsterdam, è che la municipalità vuole porre fine alla situazione particolare di questa città. Qui un certo numero di coffeeshops erano autorizzati a servire non solo prodotti a base di cannabis, ma anche bevande alcoliche.
Poi c’è la diatriba riguardante il contenuto di Thc presente nella cannabis. Una delle tesi propagandistiche contro la cannabis è quella secondo cui oggi marijuana e hashish sarebbero molto più forti di venti o trent’anni fa, e che quindi non ci sarebbe più motivo di considerare la cannabis una droga leggera.
Le nostre contro-argomentazioni sono: i fumatori possono imparare a regolare il proprio consumo e a fare attenzione a non inalare una quantità maggiore di quella desiderata; la stessa situazione esiste per le bevande alcoliche. Questa è una argomentazione a favore della regolamentazione legale della produzione, in modo che si possa avere un confezionamento del prodotto adeguato, con adeguate informazioni; il numero di problemi in questi cosiddetti “hash-café” è minore che in un qualunque “alcohol-café”. Probabilmente però, tali argomentazioni non impediranno alla municipalità di Amsterdam di sfruttare l’attuale clima politico per annunciare questo cambiamento di linea.
Dunque, non c’è solo la minaccia della legge sul tabacco, ma ci sono una serie di minacce. Molto dipenderà dagli sviluppi nell’Unione europea. Dopo alcuni anni in cui sembrava avere adottato una politica sulle droghe più razionale, ossia più liberale, la Francia è tornata alla sua vecchia retorica – ivi comprese affermazioni terroristiche sulla cannabis – e non solo per scopi politici interni, ma anche nel quadro dell’Unione europea. Tuttavia, alcuni osservatori pensano che in pratica in Francia cambierà poco.
La Svezia resta il principale avversario delle politiche liberali sulle droghe e anche se, nella stessa Svezia, i dubbi sulla politica della tolleranza zero stanno aumentando, grazie al sostegno della Francia questo paese non è più così isolato sulla questione delle droghe come lo è stato negli ultimi anni.
Gli sviluppi futuri nell’armonizzazione delle legislazioni nell’Unione europea possono mettere a rischio la posizione particolare che riveste l’Olanda, ma è anche possibile che, al contrario, un certo numero di paesi come il Belgio, il Portogallo, la Spagna e persino la Gran Bretagna, dove le politiche sulla cannabis sono state in qualche modo liberalizzate, impediscano un ritorno alle politiche precedenti.
Un vantaggio dello status semi-legale dei coffeeshops è che essi possono sfruttare tutti i mezzi legali per tutelare i loro interessi. Personalmente, sono convinto che il sistema dei coffeeshops sia così fortemente radicato culturalmente e finanziariamente, che esso sopravviverà – ma forse a caro prezzo.

















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