30/06/2003
Da Gea News di Giugno :
Scienza sovversiva
di GIACOMO MANGIARACINA
Il cerusico annusava con sapienza da sommelier, ed assaggiava l'orina del malato. Poi decretava: "Mellitus". Questa esemplare diagnosi di diabete appartiene alla storia della medicina, ma erano questi gli albori della scienza medica? No affatto. Si trattava della scienza di sempre. Dagli asclepiadi del VII secolo avanti Cristo, fino ad oggi, e' andata avanti con le sue scoperte fra certezze e incertezze, con le sue conquiste e i suoi errori, ma soprattutto col suo metodo di indagine, di verifica, di conferma, con i suoi principi fondati sul dubbio come motore della ricerca costante. E' andata avanti ed ancora oltre, con il retaggio delle paure di Frankestein, degli uomini bionici, tra gli incubi di Allan Poe, fino alle legittime angosce bioetiche. Simulando l'effetto di una sonda spaziale si raccolgono informazioni e si continua a farlo senza sosta e in ogni luogo vi siano umani. Ma la scienza porta con se le sue logiche contraddizioni. L'ungherese Ignaz Sammelweiss (1818-1865) mori' in manicomio deriso dai suoi colleghi contemporanei per avere imposto il lavaggio delle mani come profilassi delle morti puerperali. Ma uno non rise, il chimico francese Louis Pasteur (1822-1895), che diede forma concreta all'intuito dimostrando la presenza dei microbi. Da quel momento il mondo fu diverso, la scienza comincio' a competere persino con Dio e ci volle il naufragio del Titanic per ridurre a piu' miti consigli i deliri di onnipotenza di fine Ottocento. Oggi siamo entrati nell'era della Metanalisi, la scienza dell'analisi della scienza.Tutto diventa discutibile nel santuario delle certezze, un processo dialettico e democratico dove grandi e piccoli si confrontano, dove tutti possono dire qualcosa, dove la scienza accusa di aneddotismo la non-scientificita' e viceversa l'empirismo ed il "magico" trionfano in barba al tecnicismo scientifico. Eppure siamo nell'era dei principi definiti, delle "linee-guida", che comunque hanno lo scopo di creare concordanze e fronti comuni. Su questa base 192 stati membri dell'OMS hanno siglato una convenzione che non appena ratificata da 40 nazioni dell'ONU, rendera' operativa una linea comune contro il tabacco. Crollano i miti e gli attegiamenti culturali davanti ad uno spiegamento di forze cosi' massiccio ma soprattutto unitario, dopo ben quattro anni di discussioni. Perche' la scienza ha i suoi tempi. Ma ogni regola ha anche le sue eccezioni. Mi riferisco alla scienza "sovversiva" e "reazionaria", quella che rompe gli schemi prefissati, che ha il coraggio dell'audacia e approda su Novella2000. Di "Miss Universo Smoke-Free" stanno parlando i media, e pure tanto, come inaugurazione di un modo innovativo di fare prevenzione. Dopotutto le sfide piacciono anche a noi, specie se contribuiscono a demolire l'alone di austerity di una certa scienza demode'. Nel frattempo, come forma di par conditio, inauguriamo la rivista scientifica "Tabaccologia", da me diretta, il cui numero Uno e' gia' stato distribuito in anteprima al convegno dell'Istituto Superiore di Sanita' il 30 maggio, al vaglio di autorevoli rappresentanti di questo mondo variegato chiamato Scienza.
29/06/2003
24/06/2003
Umberto Veronesi:
Adesso parlo io
Le parole del presidente della Philip Morris Europa, David Davies, a proposito della presa di coscienza che "il fumo causa il cancro ai polmoni" e dell'impegno assunto dall'azienda produttrice di sigarette per dissuadere i giovani dal fumo mi hanno colpito molto positivamente. Un atto coraggioso e responsabile. E inevitabile. I danni procurati dal fumo sono sotto gli occhi di tutti. E' attribuibile al fumo il 90% delle morti per tumore polmonare e un quarto delle morti per malattie cardiovascolari. E' quindi naturale che anche i produttori di sigarette decidano di prendere posizione, al fianco dei responsabili della salute in tutto il mondo, per raccomandare di non fumare. Ma i fumatori possono aiutare se stessi smettendo al più presto. Per il cancro al polmone il rischio per chi fuma più di 20 sigarette al giorno è di 10-20 volte superiore rispetto al non-fumatore, ma si riduce progressivamente negli ex fumatori in funzione degli anni che passano dall'ultima sigaretta e dopo vent'anni dal suo organismo gli effetti negativi del fumo sono pressoché scomparsi. Ho educato i miei figli a tenersi lontani dalle sigarette. E' fondamentale che i più giovani (purtroppo la maggior parte dei fumatori inizia prima dei vent'anni) non cedano a questa tentazione e anche alle donne dico che corrono più rischi dell'uomo.
Sappiano i giovani che malauguratamente incominciano a fumare, devono smettere in fretta perché in questo modo è possibile prevenire in maniera considerevole i danni per il proprio organismo. Come medico e ricercatore in campo oncologico mi sono sempre battuto per divulgare quanto più possibile la gravità dei danni prodotti dal fumo. Come Ministro ho oggi l'occasione di tradurre in provvedimenti legislativi quelli che per me sono sempre stati imperativi categorici per la difesa della salute e per la prevenzione del cancro ai polmoni. Con questo intendo dire che continuerò il percorso tracciato da chi mi ha preceduto di severa lotta contro il fumo. Non dimentichiamo che la lotta al fumo fa parte degli obiettivi del Patto di solidarietà per la salute. Convinzioni che mi appartengono profondamente. Infatti ho presentato una bozza di disegno di legge che propone norme più severe con la quale si estende il divieto di fumare a tutti gli ambienti chiusi, pubblici e privati. So che questa proposta, qualora il Consiglio dei Ministri la accolga, susciterà molti disappunti tra i fumatori, ma anch'essi devono sapere che se è giusto riconoscere il loro diritto al fumo è ltrettanto giusto rispettare quello di chi non fuma affinché non subisca passivamente i danni che esso provoca. E ciò che era stato un mio impegno come medico lo è ancora di più oggi come Ministro della Sanità.
Umberto Veronesi, Ministro della Sanità
(da "Il Corriere della Sera" giovedì, 18 maggio 2000)
Da Gea di Giugno :
Convegni & C.
di IRENE TARONI
23/06/2003
SCRIVIAMO ASSIEME AL MINISTRO SIRCHIA !
Oggi ho ricevuto una mail da Cristina Vatteroni, in cui mi suggerisce di scrivere al Ministro Sirchia una garbata lettera che lo sproni ad agire in modo da rendere efficaci e rispettati i divieti di fumare che finalmente cominciano ad apparire qua e la'.
Io l' ho appena inviata , e suggerisco che ciascuno di voi ne copii il testo e ne invii una a proprio nome. Gli indirizzi a cui potete inviarla sono:
d.notari@sanita.it ( è la segreteria di Sirchia )
ufficiostampa@sanita.it ( é l'Ufficio Stampa del Ministero )
c.divittorio@sanita.it ( è il recapito di Antonella Cinque, Consigliere per le relazioni Esterne del Ministero della Salute )
oggetto: PER IL RISPETTO DEI DIVIETI DI FUMO
Al Ministro della Salute, Prof. Girolamo Sirchia
Probabilmente in un futuro non lontano una maggiore sensibilità verso il fenomeno del fumo farà sì che nessuno si accenda più una sigaretta in mezzo agli altri e renderà superflui multe e segnali di divieto, ed il merito di questi risultati andrà di certo attribuito alle tante iniziative volte ad educare ed informare i cittadini, in primis quelle promosse dal Ministero della Salute sotto la Sua guida.
Al momento tuttavia non è ancora possibile contare unicamente sull'educazione ed il senso civico dei singoli individui per veder rispettati i diritti dei non-fumatori e l'applicazione ferrea delle normative in vigore resta spesso il solo strumento a disposizione di chi vuole difendersi dal fumo passivo.
Purtroppo assistiamo a continue violazioni della legge, troppo spesso senza riuscire ad impedirlo.
Frequentemente gli incaricati dei controlli sono rintracciabili con difficoltà ( quando addirittura non lo sono del tutto ) ed il loro eventuale intervento consiste usualmente nel rivolgere ai trasgressori il semplice invito a spegnere la sigaretta. Anche per quanto riguarda i sopralluoghi delle forze dell'ordine la situazione non è delle più felici: essi vengono effettuati raramente e quasi sempre su segnalazione, fatto quest'ultimo che porta ad un loro successo solo in presenza di determinate violazioni, essendo invece destinati al fallimento, per ovvi motivi, quando la richiesta di intervento viene fatta con lo scopo di cogliere sul fatto chi sta fumando. Si aggiunga a tutto questo che il timore di subire ritorsioni, specie in ambito lavorativo, fa desistere molti dal prendere qualsiasi iniziativa finalizzata a far rispettare la legge.
Così sono davvero poche le probabilità che i trasgressori possano esser puniti ed è evidente che le sanzioni previste dalla normativa, benché elevate, perdono il carattere di deterrente che dovrebbero avere a causa della loro improbabile applicazione.
Chi fuma dove è proibito avrà un buon motivo per smettere di farlo se percepirà concreto il rischio di esser colto in flagrante e di venir punito, e questo accadrà quando i controlli diverranno frequenti e le sanzioni saranno rigidamente applicate.
Le chiediamo pertanto di fare quanto è nelle Sue possibilità per poter raggiungere questo risultato e La invitiamo a rivolgere un'appello a tutte le forze dell'ordine richiamandole ad effettuare quelle operazioni di sopralluogo e verifica che, incomprensibilmente, sono oggi affidate quasi esclusivamente ai Nuclei Anti Sofisticazione dei Carabinieri.
Siamo certi che prenderà in seria considerazione la nostra richiesta e che un Suo intervento sarà risolutivo nei confronti delle problematiche esposte.
In attesa della Sua gradita risposta, che trasmetteremo a quanti possano essere ad essa interessati, cogliamo l'occasione per complimentarci con Lei per gli ottimi successi conseguiti nella lotta contro il fumo e La esortiamo a portare avanti il Suo mandato con l'energia e la convinzione dimostrate sino ad oggi.
Distinti saluti.
nome, città
22/06/2003
Da Gea di Giugno :
Vareniclina, nuovo farmaco antifumo
Dopo una naturale incubazione dovuta alla ricerca, la Pfizer annuncia la nascita del gia' preannunciato nuovo farmaco per la cura della dipendenza tabagica. Si chiama Vareniclina (CP-526,555), sostanza scoperta e sviluppata dai propri ricercatori a Groton, nel Connecticut. La sostanza sembra indurre una riduzione dei disturbi nella crisi di astinenza dal tabacco, del piacere di fumare ed i rischi di ricaduta. Il farmaco e' ancora in via di ulteriore conferma sperimentale, tecnicamente in Fase 3 (prove di verifica degli effetti terapeutici).
www.pfizer.com/are/investors_reports/annual_2001/p2001ar20.htmlwww.pfizer.com/are/investors_releases/mn_2003_0422.cfm www.pfizer.com/are/investors_reports/annual_2002/pfizer2002.pdf
La cosa piu' facile che io abbia mai fatto in vita mia e' smettere di fumare: dovrei ben saperlo, perche' l'ho fatto un migliaio di volte. (Mark Twain)
Una donna per strada mi ha detto: "Ho appena ammazzato mio marito, hai da accendere?". "Come mai?" le ho chiesto. "Cosi', m'e' venuta una gran voglia di fumare".
21/06/2003
Era un po' che mi chiedevo come andassero le cose a Giulia ed al suo papa'.
Finalmente ogg ho trovato questo commento di Giulia al nostro post di ieri :
" Salve a tutti, torno dopo un lungo periodo (in cui sono stata impegnata tra ospedali e telefonate... purtroppo il mio compagno - che non ha mai fumato in vita sua - ha un tumore maligno e si opererà per la seconda volta la prossima settimana) per un aggiornamento sulle condizioni di mio padre. Dopo 50 giorni è uscito dalla rianimazione per andare in terapiaintensiva pneumologica ad Alessandria. Le sue condizioni sono migliorate anche se non sono ottimali. Ma la buona notizia è che il solo nominare le sigarette lo fa sentir male, il suo miglior amico per solidarietà non fuma più e una mia collega/amica ha deciso di rivolgersi a un centro antifumo (a proposito sapreste indicarmene uno veramente buono a Roma?)... beh questa è una vittoria davvero di tutti e soprattutto di questo blog che in molti momenti mi ha dato la forza e la motivazione giusta ad andare avanti..."
20/06/2003
Da Gea di Giugno :
Prevenzione inefficace
I programmi scolastici di educazione alla salute orientati alla prevenzione del Tabagismo sono efficaci? Riescono ad impedire in termini significativi che una buona percentuale di giovani fumino? Per rispondere a questa domanda sono disponibili i risultati di alcune ricerche scientifiche significative. I risultati mostrano che gli interventi basati solamente sull'informazione non sono efficaci. I migliori studi, quelli con i più lunghi controlli (Hutchinson Project) hanno mostrato che 65 lezioni ripartite su 8 anni di scolarità non hanno avuto alcun effetto. Dunque, metodo bocciato. Brutta faccenda se si considera che il Italia, come anche in Svizzera (Etter J.F.), molti interventi si basano proprio su questo genere di approccio.
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Fonte: Thomas R. School-based programmes for preventing smoking (Cochrane Review). The Cochrane Library, Issue 1, 2003. Oxford: Update Software. www.cochrane.org - Tobacco Addiction Group
19/06/2003
Oggi, dopo tanto tempo, mi ha scritto Stefano. Togliendo pochi riferimenti personali, la sua e-mail e' :
" Ciao, come va?
Sono stato un po? in vacanza e, anche grazie ad una mia amica, Franca, fumatrice
pentita anche lei, sto cercando di non fumare. Con l?aiuto di un?altra persona
è più facile.
Questa mia amica, che ha deciso di smettere, mi sta aiutando e fra di noi
si è stabilita una specie di scommessa.Chi ricomincia paga pegno. Non abbiamo
ancora deciso cosa ma la cosa importante è stabilire una specie di gara
con penalità e premi. In due ci si aiuta e la cosa appare meno faticosa.
Franca è più forte di me e spero che questa volta sia quella buona.
Le ho parlato del tuo blog, ma lei con il PC non ha un buon rapporto, come
tante donne di una certa età, comunque ti manda un saluto e i complimenti
per il tuo lavoro.
Ho letto anche sotto il tappeto e mi dispiace che tu dica di sentirti solo... hai qualche problema?
Scusami per le domande, ma io solo adesso sto uscendo da quel momento nero
di cui ti ho già parlato e capisco bene come ci si sente...
In ogni caso ti faccio tanti tanti auguri.
Stefano "
Da Gea News di Giugno : La TV incoraggia i giovani a fumare !
I teenager italiani iniziano a fumare per imitare attori e stelle della TV. Lo dimostra uno studio dell'Istituto Superiore di Sanita', presentato a Roma venerdi' 30 maggio alla vigilia della Giornata Mondiale senza Tabacco. Lo studio, presentato alla 5° edizione del convegno su Tabacco e Sistema Sanitario Nazionale, ha coinvolto 498 ragazzi di eta' fra 13 e 17 anni, ed ha dimostrato che il 12 % dei ragazzi erano fumatori, con una maggiore rilevanza nel gruppo 16-17 anni. Fumerebbero una media di 7 sigarette al giorno, ed il 35 % di essi le acquista ai distributori automatici. I ricercatori hanno evidenziato che le stazioni televisive italiane Rai, Mediaset, La7 and MTV mostrano in media un atto-fumo 32 minutes. In film, cartoni e video, il 62 % degli atti-fumo sono associati a personalita' "vincenti", mentre il 38 % con quelle dei "perdenti". Ancora, il 71% dei momenti in cui si fuma si avrebbero nelle situazioni "sexy e conviviali", mentre il 29 % era associato con stati di ansia. Lo studio ha monitorato i programmi tra le ore 11.30 e le 23.30 nell'arco di 3 settimane da ottobre a dicembre del 2002 e a gennaio 2003. (Reuters Health)
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URL:
http://story.news.yahoo.com/news?tmpl=story&cid=571&ncid=751&e=1&u=/nm/20030530/hl_nm/tv_teensmoking_dcTobacco News Italy:
http://member.globalink.org/newsit18/06/2003
Un maresciallo dei carabinieri chiede all'appuntato: "Eccoti due banconote da 5000 lire e comprami le sigarette e i giornali". Poco dopo l'appuntato ritorna: "Mi scusi, ma non mi ha detto quali sono le 5000 lire per le sigarette e quelle per i giornali!".
Un forestiero arriva in Transilvania e incontra Dracula che dice: "Adesso ti do un mozziconeeee.... " E il tale: "Grazie non fumo"
IL FUMO NEI FILMS
Oggi mi e' capitato di leggere un illuminante studio su quanto sia dannoso ai giovani vedere fumare gli attori nei films.
Vi rimando all' articolo relativo purtroppo e' in Inglese , ma sono certo che per la maggior parte di voi non ci saranno problemi.
17/06/2003
Ricevo da Marco Badiani e, poiche' si tratta di argomentazioni comuni a tutti i fumatori, a cominciare dal mio povero papa', posto subito per tutti voi :
Ho risposto su Rai-Net ad un messaggio del forum.
Seguono il messaggio e la mia risposta.
Marco Badiani
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Oggetto: FORUM SCARNO
Data: 15-06-2003 alle 14:35
VEDO QUESTO FORUM SCARNO, ALLORA VOGLIO RACCONTARvI LA MIA STORIA:
sono nata nel 41, mio padre un tabagista, così come mia zia che viveva con noi, ho respirato fumo da quando sono nata, ho sposato un tabagista ed i miei amici lo sono quasi tutti, io sto perfettamente bene, non ho nessun sintomo del fumo passivo, nè mi da fastidio chi mi fuma vicino, Invece quando mi capita di andare in centro a roma allora si che soffro, devo stare in apnea per non respirare quei fumi tossici degli autobus
che puzzano maledettamente, oppure i gas di scarico dei motorini, Ma quello che mi ammazza di puù è il lezzo che lascia certa gente che nel terzo millennio ancora non si lava. Preferisco l'odore del fumo di un sigaro o di una pipa è più gradevole.
Mio zio che non ha mai fumato, grande atleta del periodo fascista e grande sportivo ed igienista è morto a 52 anni con un tumore ai polmoni, mio padre 74 anni fumatore di 4o nazionali al giorno è morto naturalmete. ciao
rediroma
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Mi sembra di capire che racconta di suo padre e suo nonno con l'intento di provare che il fumo non porta a morte certa e che invece si può morire prematuramente di cancro al polmone anche senza aver mai fumato. Mi scusi signora, ma queste cose le sappiamo tutti. Non è un mistero che fumare fa "solo" aumentare ( e non di poco ) le probabilità di contrarre determinate patologie, mentre per chi non fuma le probabilità sono sì certamente molto più ridotte ma esiste pur sempre la possibilità di ammalarsi di quelle stesse malattie che colpiscono prevalentemente i fumatori. Insomma: chi fuma corre più rischi di danneggiare la propria salute rispetto a chi non fuma. Credo pertanto che la sua storia non riesca a dimostrare che una cosa sola, e cioè che suo padre è stato piuttosto fortunato e suo nonno davvero scalognato.
Per quanto riguarda il fumo passivo il discorso è analogo, e se lei finora pur respirando il fumo degli altri non ha subìto danni non dimostra niente: anche qui è un fatto di probabilità. Saprà però che frequentando abitualmente dei fumatori lei espone la sua salute a rischi maggiori di quelli a cui la espone chi, a parità di altre abitudini, vive circondato da persone che non fumano. Se poi a lei l'odore del fumo non dà fastidio tanto meglio, ma questo è un fatto del tutto personale e spero non ne voglia trarre la conclusione che anche per gli altri debba necessariamente essere così. E altrettanto personale è che lei preferisca l'odore del fumo di un sigaro a quello del sudore o a quello dei gas di scarico ( che comunque dubito possano risultare gradevoli per qualcuno ).
Suppongo che con questi discorsi lei volesse far notare che nella nostra società vi sono altre gravi fonti di inquinamento ed altre cause di disagio. Ma anche questo lo sa chiunque. E temo che tali pensieri volessero portare a questa, sottintesa, conclusione: dato che siamo costretti a respirare giornalmente tante sostanze nocive ed a subire disagi, non vale la pena prendere iniziative volte a limitare i danni ed i fastidi dovuti al fumo. Su questo le confesso di essere in pieno dissenso con lei.
Nessuno ha la bacchetta magica per risolvere d'un sol colpo tutti i problemi che affliggono l'umanità, ma francamente mi sembra sempre preferibile risolverne anche uno soltanto piuttosto che nessuno. Che l'inquinamento dovuto al traffico debba essere eliminato sono d'accordo anch'io, però non mi sembra né necessario né ragionevole dover aspettare che questo avvenga per poter limitare il fumo in un luogo pubblico chiuso. Oltretutto pensi a quanto è più facile risolvere il problema del fumo rispetto a quello del traffico. E consideri che le automobili in un ristorante, in un bar o in ufficio non ci sono, cosicché eliminando le sigarette da questi posti scomparirebbe la principale fonte d'inquinamento e una delle prime cause di disagio per molti. Mi scusi, ma se le vengono contemporaneamente raffreddore e mal di testa ed ha a disposizione solo i medicinali per far cessare la cefalea lei non li prende perché le continuerà comunque a colare il naso?
Marco
Da Gea News di Giugno :
Medici tabagisti? Questione deontologica
di DOMENICO ENEA
Escludere dal Servizio Sanitario Nazionale i medici che fumano nell'esercizio della loro professione, in ambienti ambulatoriali o ospedalieri, ma anche negli uffici tipo quelli delle ASL . La proposta, rivolta al ministro della salute Girolamo Sirchia, e' arrivata da Silvio Garattini. Condanna senza appello di fronte alla presenza di sale fumatori e di posaceneri negli ospedali, ma ancora piu' aspra per i medici che ostentano il loro tabagismo sul luogo di lavoro. La percentuale dei medici che fumano in Italia si aggira sul 30% circa, superiore alla media dei fumatori nella popolazione generale (27,6% secondo la Doxa). Garattini incalza: "I medici che fumano mentre esercitano la professione vanno contro gli interessi del loro stesso datore di lavoro, il Sistema Sanitario Nazionale. Come si chiede a questi operatori di non avere conflitti di interesse con le case farmaceutiche, cosi' si dovrebbe chiedere loro di abbandonare il pacchetto almeno mentre lavorano, pena il mancato contratto con il Ssn, quindi l'esclusione dal Servizio". La strategia migliore per scoraggiare chi fuma, o chi sta per cominciare a fumare, e' quella di puntare sugli esempi, nel caso dei giovani su genitori, insegnanti e idoli dello sport, della musica e dello spettacolo, cosi' da convincerli che fumare non e' "in" ma "out", e, nel caso degli adulti, specialmente sui medici. Il problema si pone dunque con decisione, ed il raffronto con le percentuali dei colleghi americani fa rimanere di stucco: un 2% contro un 30%, ma anche 40% in certi contesti. La proposta di applicare semplicemente la legge (il che, peraltro, ben raramente viene fatto), comminando le multe ai medici che fumano in ospedale non risolve il problema, che ha risvolti etici di notevole portata. Per questo motivo la SITAB, raccogliendo l'appello di Garattini, si fa portavoce di una iniziativa non più procrastinabile, quella di porre la questione deontologica per i medici fumatori. Una lettera, tra i cui numerosi firmatari troviamo la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, l'AIPO, e lo stesso Garattini, e' stata inviata alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, al Ministero della Salute e all'Istituto Superiore di Sanità. C'era l'intento di consegnarla direttamente al Presidente dell'Ordine in occasione del convegno sulla giornata mondiale senza Tabacco, all'Istituto Superiore di Sanità il 30 maggio scorso, ma non è stato possibile per l'assenza dello stesso, e ciò la dice lunga sull'interesse dell'Ordine per il problema del Tabagismo. Arrivera' anche al tavolo della Commissione Etica Nazionale, perche' finalmente il problema venga affrontato senza ipocrisie e con giusta ratio.
16/06/2003
Eccomi di nuovo con Voi !
Chiedo scusa per l' improvvisa prolungata assenza : ho deciso all' improvviso di andare a risolvere alcuni problemi ancora aperti nella citta' dove viveva mio padre. Sono tornato nella sua casa . Una tristezza ed una desolazione assoluti. Una volta ero contento ogni volta che tornavo in puglia. Mi dicevo : sto tornando a casa. Da quando papa' e' morto non mi sembra piu' di tornare a casa. Vado, faccio quello che devo e scappo subito via.
Questa volta sono stato per qualche giorno nella mia casetta al mare. Ho fatto un periodo di vita idilliaca : sempre in costume da bagno, o sulla spiaggia o in giardino. Mi sono occupato delle mie piante, ho potato, irrorato, zappato, trapiantato... Ho fatto mille bagni in un mare splendido, ho pescato e mangiato frutti di mare... mi sono rigenerato.Solo un paio di volte ho sentito il desiderio di accendermi la pipa, ma ho resistito alla grande.
Chi ci e' passato mi racconta che piu' passa il tempo piu', stranamente, diventa facile il ricaderci. Basta un gruppo di amici che stanno fumando, uno che ti offre una sigaretta, tu che ti dici : ... ma si', tanto ho smesso no ? Che male puo' farmi una sigaretta ? E domani saranno due, poi cinque, poi dieci ... Piu' uno si sente sicuro piu' le difese si abbassano e piu' si rischia di ricaderci.
Oggi ho avuto una telefonata da amicoandrea, che e' finalmente rientrato dal suo lungo esilio. Mi ha anticipato che sta per dare a Voi tutti una grande notizia. Non vi dico di piu' per non togliere ad Andrea il piacere di farlo lui stesso.
Un abbraccio a voi tutti.
09/06/2003
Cinzia Marini oggi ci ha scritto :
" Prendi una bella ragazza, mettila davanti a una telecamera, e falle dire:"Baciare
un fumatore è come leccare un posacenere". Risultato: una fetta di giovani
fumatori si domanderà:"Sono già un posacenere?". Ne sono certi i più eminenti
ricercatori di tabaccologia. L'esperto che sciorina prediche ai ragazzi
sui danni provocati dal fumo è ormai sorpassato: i teenager sottoposti a
programmi scolastici contro il tabacco diventeranno probabilmente finissimi
conoscitori delle patologie connesse al fumo, ma il rischio è che poi vi
parlino del tumore al polmone con una sigaretta in mano.
Urgono dunque nuove strategie. Così l'ultima frontiera della prevenzione
si chiama peer-education, e mira a cambiare i comportamenti, piuttosto
che incidere soltanto sulla consapevolezza. Insomma, si punta su un modello
positivo, riconoscibile, imitabile. Del resto, se è vero che le multinazionali
del tabacco stanno tentando di conquistare un mercato sempre più giovane
(lo conferma l'ultimo rapporto dell' OMS), all'esercito della lotta al fumo
non resta che contrattaccare e "combattere i giovani fumatori sul loro stesso
terreno".
Detto, fatto: la Società italiana di tabaccologia (Sitab) ha stretto un'inedita
alleanza con l'universo del glamour nazional-popolare, stilando un protocollo
d'intesa con il concorso di bellezza The miss for mis Universe, prodotto
in Italia dalla Numen International (la società guidata da Clarissa Burt).
Dal concorso, la cui finale nazionale si disputa oggi, 7 giugno, uscirà
vincitrice la reginetta che rappresenterà l'Italia nella sfida internazionale
di Miss Universo, il concorso creato da Donald Trump. Non solo. Stasera
verranno selezionate anche le giovani testimonial che durante l'anno gireranno
nelle scuole o presenzieranno a serate e convegni, per dire che si può essere
belle e vincenti anche senza fumare. "La bellezza è soprattutto equilibrio
interiore", spiega Clarissa Burt, fumatrice pentita.
Ma per le aspiranti miss, tutto questo è un vero e proprio tour de force.
In ritiro per una settimana in un angolo di paradiso (Le Castelle, a Isola
Capo Rizzuto, in Calabria) di cui però hanno goduto ben poco, le cinquanta
finaliste hanno un'agenda che non prevede solo i classici corsi di portamento
e galateo, ma anche le lezioni di public speaking in tema di lotta al fumo
e all'Aids. Sul fronte della lotta al tabacco, l'onore di selezionare le
miss è toccato a Giacomo Mangiaracina e a Enzo Zagà, rispettivamente presidente
e vicepresidente della Sitab. Per prima cosa le finaliste hanno dovuto compilare
un test. I risultati? Su 50, solo 8 hanno ammesso di essere fumatrici, mentre,
tra le non fumatrici, in 25 hanno confessato di averci provato almeno una
volta. I contesti sono quelli classici:"A scuola durante l'occupazione",
"con mia cugina" e l'evergreen "a una festa di compleanno".
Passando alla politica estera, quasi nessuna delle ragazze crede davvero
che il presidente USA George W. Bush sia stato sostenuto, nella sua campagna
elettorale, dalle multinazionali del tabacco: alla domanda, in 19 hanno
addirittura risposto che questa notizia è "falsa".
Quasi unanime la motivazione che spinge a fumare: un banale, precoce, stress".
E nel particolare a un concorso di bellezza, è ovvio, c'è di che stressarsi.
Le miss hanno potuto comunque esprimere liberamente il proprio giudizio
sull'idea di creare un concorso di bellezza smoke free. Per ben 28 di loro
si tratta di una trovata "strana", e solo in 8 barrano la casella "ottima
pensata". Non facile trovare la faccia giusta (e soprattutto convinta),
da sguinzagliare tra gli adolescenti. Il professor Mangiaracina ci mette
un po', ma alla fine qualche risultato lo ottiene, Prima mette le 50 finaliste
di fronte ai dati nudi e crudi:"Quante vittime provoca ogni anno il fumo
in Italia?". Sguardi pensosi. "90 mila". E già le ragazze ci rimangono molto
male. Poi il dottore passa alla strategia dell'accerchiamento, le fa parlare
a ruota libera. La prima sigaretta vi è piaciuta, si o no? Nessuna alza
la mano, finchè una miss mette da parte il bon ton e sbotta:"Mi ha fatto
schifo". Bingo! "Schifo, è questa la parola giusta", esulta il dottore:"Ricordate:
per chi sta fuori, voi siete un modello". Cento occhio brillano, conquistati.
Chi è sembrata più coinvolta si aggiudica la possibilità di girare un breve
spot antifumo. "
Ricevo altre due lettere, una pro ed una contro, a proposito dell' articolo di Sacchettoni:
La violenza dei fumatori
Sig. Sacchettoni, come lei
stesso afferma: «fumare è una
scelta privata» e come tale
deve essere esercitata solo dove
non siano presenti altri individui.
Purtroppo la maggioranza
dei fumatori ha la
maleducata e arrogante abitudine
di fumare in presenza
d'altri, cosa che rappresenta
una violenza. Fino a quando
ai fumatori non sarà chiara
questa realtà saranno indispensabili
leggi restrittive
per imporre loro quel rispetto
per gli altri che fino ad oggi
hanno dimostrato di non
saper avere spontaneamente.
Daniela Gliubizzi
Più tolleranza verso gli altri
Sono una fumatrice e trovo
deprimente l'accanimento di
moltissimi verso i fumatori.
Il fumo fa male, il fumo passivo
fa male, i fumatori una
volta ammalatisi costano allo
Stato e ai cittadini... ma anche
gli alcolisti costano e si
autoprocurano cirrosi, cancro
e altre quisquilie del genere!
Si è mai sentito di un fumatore
che in preda agli effetti
della nicotina ha ucciso
moglie, figli e vicinato? E che
dire dei tossicodipendenti?
Dov'è finita la tolleranza?
Vorrei tanto che la gente mettesse
la stessa intensità anche
nel pretendere dallo Stato aria
e acqua pulite. Anch'io,
come Sacchettoni, mentre
scrivo sto fumando, così alzo
il calice (metaforicamente
parlando) e fumo alla salute
di tutti. Anna G.
Qualche giorno fa ho ricevuto da Giulio questa mail :
" Dopo aver letto sui giornali alcune definizioni di luogo pubblico, cioè dove è vietato fumare (stadio,sale di attesa, fermate dei pulman ecc..) mi chiedo se la spiaggia è un luogo pubblico e pertanto vige il divieto assoluto, se e' SI come spero desidererei avere dei riferimenti di Legge.
fumo; né vi sarà con la nuova legge non essendo un luogo chiuso. Per quanto
mi riguarda proibirei di fumare anche negli spazi aperti e affollati, quindi
anche spiagge, cinema all'aperto eccetera, pensa però che attualmente non è
ancora proibito fumare in un ristorante...E' dura!
Comunque se vuoi notizie più sicure chiedi a Ramadori o ad altri, ma non ho
grossi dubbi su quello che ti dico.
Marco Badiani "
07/06/2003
Sempre da Gea News di Maggio: 22 litri a testa. E i NAS controllano
di IRENE TARONI
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro Sirchia, ha approvato lo schema di regolamento applicativo dell'articolo 51, comma 2, della Legge 3/2003 in materia di tutela della salute dei non fumatori. Non si potra' fumare nei ristoranti dove non vi e' possibilita' di dividere il locale in due spazi separati. Chi ha un locale con un'ampia metratura disponibile, dovrà comunque riservare ai non fumatori un'area più grande, mentre nella zona a disposizione di chi vuol fumare a tutti i costi le regole saranno dure. Il gestore del locale dovra' per prima cosa garantire un minimo di 22 litri di aria pulita al secondo per ogni persona, e l'indice di affollamento non potrà superare il tetto di 0,7 persone per metro quadro. Circa le caratteristiche tecniche, il regolamento dispone di conservare i locali per fumatori in depressione non inferiore a 5 Pa (Pascal) rispetto alle zone circostanti e l'aria proveniente dai locali riservati ai fumatori non potrà essere riciclata, ma andrà espulsa all'esterno attraverso idonee e funzionali aperture. Progettazione, installazione, manutenzione e collaudo degli impianti di ventilazione dovranno conformarsi alle leggi vigenti in materia di sicurezza e di risparmio energetico e alle norme tecniche UNI (Ente italiano di unificazione) e CEI (Comitato elettrotecnico italiano). La dichiarazione di messa in opera "ad arte" degli impianti tocca ai tecnici abilitati. Certificati di installazione e certificati annuali di verifica dovranno essere sempre disponibili per i controlli. Appositi cartelli luminosi dovranno indicare gli spazi per i fumatori, con la scritta "Area per fumatori". Un cartello luminoso dovrà accendersi automaticamente indicando l'eventuale divieto di fumo in caso di guasto all'impianto di ventilazione. Nei locali per non fumatori, basterà il cartello "Vietato fumare", con il riepilogo delle sanzioni per i trasgressori. A partire dal 18 Aprile 2003, i gestori dei locali hanno un anno di tempo per adeguarsi. La legge si applica in tutti gli esercizi aperti al pubblico e nei luoghi di lavoro. Il ministro Sirchia ha raggiunto gli obbiettivi di garanzia e tutela della salute pubblica. I divieti antifumo stanno producendo i primi successi, grazie anche ai controlli capillari compiuti dai NAS. Nei luoghi pubblici i fumatori stanno adeguandosi, anche per evitare multe salate. Anche bar, ristoranti, uffici postali si stanno adeguando e sono davvero sporadiche le infrazioni che si commettono. La legge è chiara, ed i controlli saranno intensificati soprattutto in ospedali, scuole, aeroporti e in locali pubblici.
Sorprese in rete
@ Un sito campionissimo dell'ironia piu' noir, "Licensed to Kill" (
www.licensedtokill.biz). Dalla home page: "Licensed to Kill, Inc. e' il nostro marchio, e produciamo tabacco. Consapevolmente uccidiamo persone per profitto e ne siamo orgogliosi. Nella nostra azienda abbiamo un obiettivo esplicito. Non siamo come gli altri che cercano di nascondere la verita' sui loro affari.E' fin troppo evidente che trattare sigarette equivale a trattare morte. In un paese che permette alle imprese di essere create non tenendo conto dei loro obiettivi, le organizzazioni possono uccidere per guadagnare. La dipendenza alle sigarette può essere letale, ma ricavare profitti dalle strage è perfettamente legale. Alla nostra azienda non interessano i danni che il fumo delle nostre sigarette puo' causare; il nostro scopo è e sarà sempre quello di ricavarne un ottimo profitto. Del resto, se non le vendessimo noi, lo farebbe qualcun altro. E se abbiamo il diritto di farlo, approfittiamo di questo beneficio offertoci dallo stato". Licensed to Kill, Inc. ringrazia il Commonwealth della Virginia per avere concesso il diritto a diffondere la morte nel mondo intero.Da Gea News di Maggio :
OMS: aiutiamo i coltivatori
E' sbagliato pensare che le campagne antitabacco danneggeranno i contadini. Le dichiarazioni sul fatto che le campagne di prevenzione saranno causa di grande disoccupazione provengono da studi sponsorizzati dall'industria del tabacco. Una riduzione di consumo del tabacco non provocherebbe necessariamente una riduizione dei posti di lavoro. La produzione di tabacco è solo una piccola parte di economia dei paesi. Anzi, ci sarebbero più guadagni netti, perchè il denaro speso sarebbe utilizzato per altri beni e servizi. Anche per i paesi più pesantemente dipendenti come il Malawi e lo Zimbabwe, la domanda globale non scenderebbe così tanto da essere penalizzati. Un eventuale rallentamento della domanda avverebbe così gradualmente da permettere un pari lento aggiustamento per chi ne è colpito direttamente. L'OMS riconosce in ogni caso la necessita' di venire incontro ai contadini più poveri e le agenzie internazionali hanno già iniziato a indagare su come aiutare questi lavoratori. Il vero problema del tabacco risiede nelle vittime che provoca. E mentre sempre più i ricchi smettono di fumare, i fumatori crescono tra i poveri. Per la salute e non per ragioni economiche bisogna fare qualcosa. La questione economica viene sollevata dall'industria del tabacco unicamente per ostacolarne il controllo.
L'amore e' come un sigaro: se si spegne, lo puoi anche riaccendere, ma non ha piu' lo stesso sapore. (Legge di Wavell) Conosco un fumatore cosi' incallito che mentre fuma fa una pausa per fumarsi una sigaretta.
Era cosi' povera che nell'accendisigari metteva del diesel.
06/06/2003
Un nuovo appello da parte di Giulia, per il suo papa' !
Scusate se vi disturbo ancora... Come ho già inserito nel commento precedente, non è possibile entrare nelle terapie intensive respiratorie degli ospedali senza passare per il pronto soccorso e mio padre non è in condizione di seguire questo iter... L'unica struttura che può accoglierlo e curarlo adeguatamente è la Fondazione Maugeri di Pavia. Ci siamo messi in lista ma dobbiamo aspettare più di un mese. e potrebbe essere un tempo troppo lungo. Non c'è qualcuno di voi che ha conoscenti a Pavia e può darmi ulteriori informazioni (anche eventualmente per una sistemazione abbastanza economica per mia madre) Scusate ancora... Giulia
P.S. Gli interventi di questi giorni sono stati molto interessanti, mi dispiace non avere il tempo per commentarli anch'io adeguatamente, ma come al solito state facendo un grandissimo lavoro
Chi ha conoscenze o contatti a Pavia scriva a Giulia a : giulietta@tiscali.it
Da La Repubblica di ieri :
"vietato fumare"
serve ai maleducati
A casa nostra, o di altri, quando si desidera fumare si chiede ai presenti
il permesso per farlo. E? una regola elementare di buona educazione e viene
osservata da tutti. Ma nei luoghi pubblici questa regola sembra perdere
qualsiasi valore. Sfido chiunque a dimostrarmi di essersi sentito chiedere
spesso "posso fumare?" dai vicini di tavolo del ristorante. A me sarà capitato
al massimo un paio di volte, e non credo di essere un caso raro.
Molti sembra che possano rinunciare a fumare solo quando vedono dei cartelli
di divieto. Ho sentito tante volte discorsi del tipo: «E? giusto che gli
altri non siano obbligati a respirare il mio fumo, io quando c?è un divieto
lo rispetto». Ma perché se si trova giusto un comportamento lo si deve adottare
solo quando si è obbligati a farlo? Io non rubo perché trovo immorale farlo,
non per paura di andare in galera! Che senso avrebbe se dicessi: «Trovo
giusto non rubare però se non è proibito lo faccio»? Purtroppo nel nostro
paese, in attesa della legge voluta dal ministro Sirchia che entrerà in
vigore tra oltre un anno, sono ancora tanti i luoghi in cui è permesso fumare
ed in cui milioni di cittadini non possono appellarsi che al senso civico
degli altri per non diventare vittime del fumo passivo. Ci sono tante persone
affette da asma o da altre patologie respiratorie che oggi devono di fatto
rinunciare ad entrare in un gran numero di bar, pub e ristoranti a causa
del fumo presente in questi ambienti. E sono una moltitudine coloro che
per una cena fuori casa devono pagare il caro prezzo di dover mangiare in
mezzo al fumo degli altri. Per non parlare di barman e camerieri che magari
si mostrano sorridenti al cliente che tiene la sigaretta in bocca ma soffrono
in silenzio per il veleno che sono costretti a respirare.
In un paese civile non dovrebbe neanche rendersi necessaria una legge per
impedire che questo avvenga, ad evitarlo dovrebbe bastare la coscienza dei
cittadini. La scritta «vietato fumare» serve esclusivamente per i maleducati.
Marco Badiani
Dal blog http://cieloazzurro.splinder.it/, che ringrazio per il link, copio :
"Signore, dammi il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare, la forza per sopportare quelle che non posso cambiare, la saggezza per distinguere le une dalle altre"
S. Francesco
Mi sono arrivate altre risposte per Sacchettoni:
Fumare fa male e noi paghiamo
Concordo con Sacchettoni sugli "integralisti dell'antifumo". Ma forse dimentica,
molto opportunamente, le altissime probabilità di ammalarsi gravemente di
malattie come ictus, problemi circolatori, Bpco, cancro. Tutte malattie
che costano al Ssn fior di quattrini. Provenienti, non dimentichi, anche
dalle tasche dei non fumatori. E poi, è così certo che "togliere la consalazione
della sigaretta" allunghi una vita di stenti?
Elisabetta Torretta
Sigaretta libera a casa propria
Caro Sacchettoni, non credo che gli "integralisti" antifumo con la loro
unanimità le impediranno mai di fumare a casa sua ( e dove sarà consentito)
L'integralismo è ledere la libertà individuale imponendo regole e divieti
intollerabili in Paesi democratici. Le nuove leggi antifumo cercheranno
di salvaguardare solo la salute dei non fumatori. Per quanto riguarda il
nostro Paese poi, cambierà poco o niente. Da noi nessuno controlla. Insomma,
tanto "fumo" per nulla
Marina Conti
Sacchettoni è diseducativo
Egr. sig. Sacchettoni il suo articolo sul fumo è altamente diseducativo,
dannoso e un po' arrogante. Su un problema quotidiano come questo lei mi
tira in ballo l'ONU, il Medio Oriente, Saddam.. ma che c'entra? Non sia
ridicolo nel cercare un alibi. Perchè mi devo ammalare per respirare l'aria
inquinata della collega di stanza? Lo faccia lei come sua scelta.
Giovanni P.
Cinzia ci segnala :
Dalla Repubblica del 4/6/2003:
" Ieri anche gli occhiali e il dentista erano compresi, oggi se sei grasso
e fumi - e non ti impegni a dimagrire o smettere - rischi di dover pagare.
La parabola del National health service, emblema dell'eccellenza sanitaria
pubblica sin dalla sua nascita nel '55, si legge in un documento del Labour
di cui sono venuti in possesso i giornali britannici. Il progetto di riforma
prevederebbe infatti un contratto tra medico e paziente con il quale il
secondo si impegna, se obeso e forte fumatore, ad adottare uno stile di
vita più sano per poter continuare ad usufruire dell'assistenza medica.
Quello sanitario - si legge nel documento - è un servizio gratuito ma non
illimitato e, come tutti i beni in quantità finita, non si può sprecare.
Da qui la proposta di una presa di responsabilità da parte del malato che
deve dimostrare, firmando un mutuo buon intento, di cooperare attivamente
alla sua guarigione. Riducendo le scorpacciate al fish and chips e accendendosi
meno sigarette. Oppure continuando ad usufruire di cerotti alla nicotina
della mutua solo se si iscrive a qualche corso per abbandonare il vizio.
Insomma chi chiede aiuto deve dar prova di impegnarsi per meritarselo. E
se non lo fa? Questo documento serve per dare inizio al dibattito - dice
al Times una fonte del ministero della Sanità - . La questione delle responsabilità
del paziente sarà chiarita in seguito. Nessuno, per intenderci, pensa di
mettere alla porta i disobbedienti. Tuttavia l'annuncio ha già fatto insorgere
una buona parte dell'opinione pubblica britannica, piena di fumatori incalliti
e di cui oltre un terzo è sovrappeso e per un quinto obesa.........
Cosi' ha scritto su Metro il Sig. DIDO SACCHETTONI :
GLI INTEGRALISTI DELL'ANTI FUMO
Con un'unanimità mai registrata in passato (192
Paesi membri su 192) e che mai si rinnoverà
nel futuro, l'Organizzazione mondiale della
sanità (Oms, istituzione dell'Onu) ha deciso la totale
ghettizzazione dei fumatori di questo pianeta, e
persino la loro umiliazione: già, perché non c'è
fumatore, tra cui il sottoscritto, che non sappia che
il fumo è dannoso e tuttavia continua a fumare,
perseverando in quel dolce, masochistico, e spesso
ineludibile vizio che egli consuma, raggiunta l'età
adulta, secondo una scelta privata.
Ora, per esempio, mentre scrivo sto fumando.
Secondo l'Oms, questo non dovrei scriverlo perché
scrivendone farei pubblicità in favore delle sigarette.
Sarei dunque una specie di untore, il portatore sano
(almeno per adesso) di un vizio degenere che ora,
però, secondo l'Onu, sta per essere totalmente
debellato. Peggio: sto anche traviando migliaia di
giovani contemporanei e minando perfino la salute
(anche questo affermano gli esperti planetari della
Sanità) delle generazioni future.
Hai visto mai che qualche nascituro, tra
vent'anni si ritrovi a leggere, per
un'imperscrutabile originalità del destino,
proprio questa nota? Ma devo spiegare che io scrivo
fumando perché la sigaretta mi aiuta a riflettere.
Purtroppo le mie riflessioni del momento sono del
tutto sfavorevoli all'iniziativa dell'Onu, che mi
sembra ispirata da un integralismo maniacale (tutti
gli integralismi lo sono).
Pare che il fumo ottunda la memoria, ma
personalmente riesco ancora a ricordare che i
rappresentanti delle Nazioni Unite, su qualsiasi
tema universale siano stati chiamati a pronunciarsi
si sono sempre trovati in disaccordo, al punto tale
che giuristi e politologi autorevoli hanno sollecitato
più volte una riforma radicale dell'Onu. Non c'è
stata guerra, calamità politica, ambientale,
sanitaria, sociale su cui i Paesi membri abbiano
trovato non dico unanimità di giudizio e scelte di
intervento, ma ragionevoli e trainanti accordi di
maggioranza. Dalle guerre nell'ex Jugoslavia e in
Afghanistan, agli eccidi in Ruanda, in Cecenia, alla
questione israelo-palestinese; dalla lotta alla droga,
alla sete e alla fame e nel mondo, alle epidemie di
Aids o di Ebola, e ogni genere di flagelli africani o
asiatici, Sars compresa.
Mai un'unanimità di intenti. Neanche sui
protocolli di Kyoto e l'esigenza di abbattere
l'inquinamento marino e celeste, il
riscaldamento del pianeta con le emissioni di gas
serra da auto, industrie e così via. Non si sono trovati
d'accordo, come sappiamo, non dico sulla guerra
all'Iraq (be' la questione era oggettivamente
complicata) ma neanche sul profilo psicologico di
Saddam: un tiranno sanguinario o la spada
dell'Islam?
E dov'è che si trovano tutti d'accordo, con
unanimità da parlamento bulgaro, come si diceva
una volta? Sulle sigarette. Si forniscono cifre da
apocalisse: 5 milioni di morti all'anno, un morto
ogni otto secondi. Il fumo in pubblico, e quasi quasi
perfino in privato, sarà roba da clandestini, i
contrabbandieri saranno abbattuti sul posto.
Qualcuno ha osservato che la maggioranza dei
fumatori (il 70 per cento) è concentrata nel Terzo
Mondo, nei Paesi della povertà. E vabbè, leviamogli
anche la consolazione della sigaretta, così, tanto per
allungargli una vita di stenti.
Cosi' gli ha risposto Massimo :
Signor Sacchettoni, Lei afferma su "Metro" che qualcuno vuole ghettizzare i
fumatori: ma vi ghettizzate da soli comportandovi da asociali, affumicando
tutto quello che vi capita intorno, facendo tossire gli amici, facendo
ammalare i parenti e persino i figli, rendendo sporco e squallido ogni luogo
chiuso che frequentate. Lei scrive di tutto tranne che del fatto concreto:
lei non è un untore appestato, è semplicemente uno che affumica gli altri, e
che lo fa sapendo che nel pacchetto c'è scritto "Il fumo nuoce alle persone
che vi circondano".
Il Presidente di "Aria Pulita - Associazione Non Fumatori - Onlus"
Massimo D'Angeli
E cosi' gli ha risposto Cristina :
Rispondo a Dido Sacchettoni, che nel suo articolo di ieri trova discutibile "negare la consolazione delle sigarette" ai paesi poveri del terzo mondo, grazie al divieto di pubblicità. Ma non sarà forse che il tabacco è una consolazione solo per chi è appunto stato "catturato" dalla pubblicità, ed assuefatto alla nicotina? Una sigaretta può aiutare un fumatore a concentrarsi ( e non gratis... ) , ma impedisce sicuramente la concentrazione alle persone allergiche ( il 20% della popolazione) che gli si trovano vicino. Il terzo mondo ha bisogno di tante cose, ma sicuramente non del tabacco che oramai non si riesce più a vendere in America e Europa.
Cristina Vatteroni Ass.Aria Pulita
05/06/2003
Da Gea News di Maggio :
Asfissiati Rai si ribellano. Interviene AP
di EMILIO SCALISE
Alla RAI hanno chiesto ai dipendenti di limitare la presenza degli atti-fumo all'interno delle produzioni e nelle fiction. Un invito che fa propri i contenuti della campagna ministeriale. L'invito e' stato accompagnato da due allegati, i risultati di uno studio pubblicato sull'autorevole British Medical Journal, che evidenzia lo stretto legame fra atti-fumo televisivi e l'inizio della pratica del fumo tra adolescenti, ed una ricerca dell'OSSFAD (
www.ossfad.iss.it/publ/ppdf/0005.pdf). In questo studio e' stato valutato il numero degli atti-fumo televisivi dal 1 maggio 2000 al 30 aprile 2001, per campionamento settimanale, sulla programmazione delle sette reti con maggiore visibilità di quel periodo, e su tutto il territorio nazionale: 3 reti Rai, 3 reti Mediaset e Telemontecarlo. Su un totale di 965 ore di valutazione sono stati registrati 2.202 atti-fumo, 1 ogni 26 minuti. Telefilm come Derrick, 1 ogni 12 minuti, con 11 sequenze di ragazzi dai 12 ai 17 anni nell’atto di fumare. La serie di Kojak si attestava su 1 ogni 9 minuti, battuto solo dal Grande Fratello dove gli atti-fumo mostrati al pubblico erano di 1 ogni 7 minuti. Tenendo conto della media di ascolto di 6.000.000 di spettatori ogni sera, l’impatto promozionale è impressionante. Da tempo la nostra redazione riceve appelli e richieste di intervento specialmente nell'ambito dei servizi giornalistici della RAI, dove i fumatori sono tra i piu' accaniti e incuranti delle norme e del rispetto di chi non fuma. Sull'onda della sensibilizzazione della campagna ministeriale la direzione dei sistemi di sicurezza RAI si e' messa in contatto con la sede romana della SITAB chiedendo un progetto di no-smoking policy. Nel frattempo e' scattata una denuncia di AP (Aria Pulita), l'associazione di non fumatori i cui membri si sono assunti il ruolo di vigilantes per il rispetto delle norme antifumo. Questo il loro comunicato inviato per conoscenza ai NAS, alla SITAB e alla Lega Tumori:"Alcuni soci della nostra Associazione ci hanno più volte segnalato che il divieto di fumo secondo la legge n. 584/75 e l'interpretazione della circolare del Ministero della sanità n. 4 del 28/03/2001 non viene rispettato. Il personale lavora in ambienti trasformati in camere a gas, i cartelli sono pochi e comunque ignorati, i responsabili non svolgono alcun controllo e tanto meno di sanzione nei confronti di chi quotidianamente viola la legge, mettendo seriamente a repentaglio la salute di coloro che non fumano. Tale violazione appare tanto più grave e contraddittoria in un momento in cui la RAI si sta impegnando con il Ministero della Salute nella campagna antifumo come testimoniano le tante trasmissioni radiofoniche e televisive dedicate al problema. Si sottolinea che i dirigenti ed i controllori hanno il dovere di far rispettare le leggi e di comminare le multe, mentre l'invito a spegnere le sigarette non è sufficiente e non è nemmeno contemplato dalla leggi vigenti".
NITQUIN
, marchio del gruppo GlaxoSmithKline, è il nuovo sponsor della scuderia Williams-Bmw. E' la prima sponsorizzazione di un prodotto anti-tabacco a favore di un team di F1. Il logo e la scritta del nuovo brand sponsor sono apparsi sulle vetture di Pablo Montoya e Ralf Shumacher, durante il gp di San Marino 2003 (svoltosi ad Imola domenica scorsa). L'obiettivo di GlaxoSmithKline è promuovere Niquitin in un contesto tradizionalmente legato a messaggi in favore del Fumo.04/06/2003
ATTENZIONE !!!
Giulia chiede aiuto per il suo papa' :
" Ciao a tutti, sono Giulia e questa volta vi chiedo perchè ho bisogno del vostro aiuto. Mio padre dovrà essere trasportato in un centro di terapia intensiva respiratoria perchè altrimenti non riuscirà mai a staccarsi dalla tracheotomia (e anche così la percentuale di sopravvivenza rimane piuttosto basta) non sapreste indicarmi o aiutarmi a trovare qualche ospedale (magari a Roma) che abbia un centro di questo tipo. E' l'ultima possibilità che ho per salvare la vita a mio padre... se ci riusciamo diventerà il nostro testimonial. Vi prego se potete, aiutatemi anche solo con un nome o un numero di telefono. Saluti a tutti e ancora grazie (http://alzataconpugno.splinder.it) "
Ieri sera rientravo in auto a casa dopo una cena di compleanno a casa di amici. Era circa l' una di notte, faceva ancora molto caldo ed ho abbassato ambedue i finestrini. ...L'aria entrava liberamente... e, per la prima volta da tantissimi anni , ho risentito, all' improvviso, ... I PROFUMI DELLA NOTTE.
La notte era tutto un susseguirsi di profumi incredibili : gelsomini, rose, prati appena tagliati ....
Per un' intera vita questa sensazione meravigliosa, che avevo completamente dimenticato, era stata annullata dall' invadente odore del fumo e, sicuramente, da una progressiva perdita di sensibilita' dell' olfatto causata dal fumo stesso.
Una parte di me torna a vivere grazie al fatto che, ormai 8 mesi fa, proprio oggi ( era il 4 Novembre 2002 ) ho deciso una volta per tutte che era ora di smettere di fumare.
Abbiamo un nuovo amico. Si chiama Emanuele e ieri mi ha scritto :
" Mi chiamo Emanuele ho 27 anni e fumo da 13 anni, una media di 10/15 sigarette al giorno.
03/06/2003
Ricevo da meme e posto con piacere :
Venerdì 30 Maggio 2003, 19:02
FUMO: INQUINA PIU' LA SIGARETTA DELLO SCARICO DI
MOTORINO
(ANSA) - MILANO, 30 MAG - Un ciclomotore 4 tempi,
nuovo, con marmitta catalitica, inquina molto meno di
una sigaretta. All' Istituto Nazionale dei Tumori
(INT) di Milano lo hanno provato scientificamente,
prima riportando i risultati di uno studio pilota, poi
anche con una dimostrazione pubblica in aula magna.
Nel corso dell'annuale convegno organizzato dall'INT
in collaborazione con l'Associazione Ambiente Lavoro
in occasione della Giornata Mondiale Senza Tabacco,
sono stati infatti divulgati i risultati di uno studio
pilota che ha confrontato l' inquinamento di un
motorino con quello delle sigarette. Lo studio e'
stato condotto in un' autofficina di 80 metri quadri
dotata di banco prova e completamente chiusa.
Strumenti di misurazione sono stati un analizzatore a
diffrazione laser per la misura del PM10 in
microgrammi per metro cubo e un contatore di
particelle/litro comprese tra 0,7 e un millesimo di
millimetro.
In questo ambiente un motorino nuovo dotato di
marmitta catalitica e' stato tenuto al minimo per un
certo tempo, poi fatto girare a circa 40 km l'ora per
2 minuti. Dopo aver aperto porte e finestre per
ricambiare l'aria e' stato ripetuto l' esperimento, ma
al posto del motore c'era una persona che ha fumato,
una dopo l'altra, sei sigarette.
Mentre il valore di concentrazione del particolato
espresso in PM10 generato dalle sigarette e' risultato
solo leggermente superiore a quello generato dal
motorino, i valori espressi in numero di particelle
per litro sono risultati essere ben quattro volte
superiori, da 3200 a 12.200. E si tratta di particelle
equivalenti a PM1 (dell'ordine di 1 millesimo di mm,
10 volte piu' sottili del PM10) che sono quelle che si
fermano negli alveoli polmonari e sono molto piu'
pericolose per il cancro.
Ma la concentrazione degli inquinanti dipende
moltissimo dalla grandezza dell'ambiente. Cosi'
nell'aula magna dell'INT, stamattina l'esperto in
misurazioni di inquinanti Ario Ruprecht ha misurato
con un contatore di particelle/litro da 0,7 a 1
millesimo di millimetro (PM1) la quantita' di
particelle emesse dal ciclomotore la cui marmitta
emetteva i gas di scarico in un ambiente grande circa
tre metri cubi. La relativa funzione apparsa in tempo
reale sul video del computer, partita da un
inquinamento di fondo pari a 200-300 particelle per
litro d' aria, in pochissimi minuti e' salita a un
valore di picco di 2000, per poi scendere al
riscaldarsi della marmitta catalitica.
Dopo aver arieggiato l' ambiente, negli stessi 3 metri
cubi (equivalenti all'abitacolo di un'auto media) e'
entrata una ragazza che ha acceso una sigaretta. Dopo
le prime boccate la funzione apparsa sul video,
partita dallo stesso livello di 200-300 particelle per
litro, ha avuto un'impennata raggiungendo in breve un
picco di 107.000 particelle per litro. Esattamente 50
volte l'inquinamento del motorino.
Nel corso del convegno Giovanni Invernizzi,
responsabile delle campagne antifumo in seno alla
Societa' Italiana di Medicina Generale (SIMG), ha
comparato il fumo attivo e quello passivo. ''Nel primo
- ha osservato - la temperatura raggiunta nel tabacco
reso incandescente (800 gradi C) dall'aspirazione,
degrada molte delle sostanze contenute (sono 4000
quelle riscontrate, di cui solo 900 conosciute). In
quello passivo, generato dalla sigaretta sul
posacenere (a 600 gradi C) molte sostanze, ad esempio
la nitrosodimetilamina, che e' sicuramente
cancerogena, non viene degradata. Questo per
dimostrare - ha detto - come il fumo passivo puo'
essere ancora piu' pericoloso di quello attivo''.
Secondo i dati esposti da Negri, che ha illustrato i
casi delle concentrazioni di fumo passivo misurati in
pizzerie, ristoranti (con e senza divisori fisici tra
ambienti fumatori e non fumatori), in Italia ogni anno
''si verificano 200 morti di cancro, per il fumo
passivo tra le mura domestiche; 324 morti di cancro
per il fumo passivo sui luoghi di lavoro. A questi
vanno aggiunti i 2200 morti per cardiopatie la cui
causa e' sempre il fumo passivo''.
Nel corso della mattinata il Commissario Straordinario
dell' INT, Andrea Matiussi, ha consegnato il premio
del concorso 'Aziende senza fumo', in collaborazione
con la Fondazione Carlo Erba, ai tre vincitori: Comune
di Milano (per alcune scelte esemplari), a Reed
Business Information (societa' editoriale diventata
'no smoking') e alle Iene di Italia 1 (per una
comunicazione chiara ed efficace). Nella stessa
occasione l' Associazione Ambiente Lavoro ha
comunicato di aver inserito nel proprio sito Internet
(www.amblav.it) una mail contenente informazioni e
slogan che invitano a smettere, che puo' essere
stampata e affissa sui luoghi di lavoro o inviata a
conoscenti fumatori. (ANSA).
Venerdì 30 Maggio 2003, 19:01
FUMO: AUMENTANO I CONSUMI, SI TORNA AI LIVELLI ANNI 80
(ANSA) - ROMA, 30 MAG - I consumi di sigarette tornano
ai livelli degli anni 80 e neanche l'aumento dei
prezzi che si e' verificato negli ultimi dieci anni
riesce a scoraggiare i fumatori. Questi dati sono
stati presentati da Roberta Pacifici dell'Istituto
Superiore di Sanita' durante il V Convegno nazionale
su tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale tenutosi
oggi a Roma all'Iss.
Dallo studio dell'Osservatorio su fumo, alcol e droga
(Ossfad) dell'Iss sul fumo in Italia riferito al 2000
i consumi di sigarette hanno avuto una grossa crescita
dal 1960 al 1986, una riduzione (-14%) negli anni dal
1986 al 1991 ed hanno registrato una fase di consumi
stabili fino al 1998. Nei due anni dal 1998 al 2000, i
consumi delle sigarette sono di nuovo cresciuti
riportandosi quasi agli stessi livelli raggiunti nel
1986, nonostante sia stato registrato un aumento
parallelo nei prezzi.
Tra le caratteristiche dei consumi dei fumatori
italiani negli ultimi anni anche uno spostamento della
scelta verso le marche estere e verso le sigarette con
un basso contenuto di condensato. (ANSA).
Da Gea News di Maggio: Una vita in fumo
@ E' un blog che nasce dal dolore ma che sembra guardare lontano, alimentato dalla consapevolezza e dalla speranza di potersi rendere utile a tutti coloro che vogliono, fortissimamente vogliono, liberarsi dalla schiavitù mortale del fumo. (Marco Traferri)
@ Segnalo a tutti un nuvo blog d'informazione sociale e medica: "Una vita in fumo", che redarguisce sui rischi da fumo e su tutto ciò che bisognerebbe sapere ma che nessuno ci ha mai raccontato. Per fumatori e non. (Ocurrencia)
@ Sono (purtroppo) un fumatore passivo; a tutti i fumatori attivi segnalo un blog e mi permetto di dare un consiglio: non gettate in fumo la vostra vita! (La sensa)
@ Un Blog che mi è stato segnalato, e che ho visitato. Nato da una dolorosa esperienza personale, vuole puntare l'attenzione sul fumo. A casa mia nessuno di noi fuma, nemmeno i figli. Mio suocero è morto per un cancro ai polmoni: era un fumatore incallito. (Alchimie)
@ "Tanto prima o poi dobbiamo morire tutti". La mia professoressa d'arte del liceo era un po' pazza, ma l'unica cosa sensata che abbia mai detto è stata: "il fumo è un cancro pagato". (Billiejoe)
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Bugie in etichetta
L'industria del tabacco nuoce gravemente alla verita'. Nulla di nuovo. Ma grazie ai processi vinti dalle vittime negli USA, le multinazionali del Fumo sono state obbligate ad aprire i loro archivi (http://tobaccodocuments.org, www.pmdocs.com) e a rendere pubblico ogni documento, anche il piu' riservato. E' stato proprio spulciando fra migliaia di documenti che si comincia a capire com'e' stata costruita la cultura lucrativa della menzogna. Effettuando i test che i fabbricanti si rifiutano di fare, ABE ha verificato che le indicazioni che figurano sui pacchetti su catrame e nicotina danno valori inferiori del reale e che le sigarette "leggere" non sono meno cìnocive di quelle "forti". Tutti i parametri valutati dalla macchina fumatrice sono fissati da un regolamento internazionale, la norma ISO 3308. Questo significa che ovunque nel mondo questa macchina "fuma" e "aspira" alla stessa maniera. Tuttavia e' necessario moltiplicare i valori ottenuti per 2 o addirittura per 7 per ottenere i valori effettivamente inalati dai fumatori. Un articolo svizzero (in francese) ne spiega il motivo: www.tsr.ch/emission/abe/archive/99/991026.html .
02/06/2003
Da Gea News di Maggio: La morte puo' attendere di CRISTINA VATTERONI Nell'ultimo film di 007 "La morte puo' attendere", Bond fuma sigari Havana e ne discute la qualità con un gangster cubano. Ian Fleming morì per problemi cardiaci legati al fumo a 56 anni e il suo 007 è un fumatore, ma dopo una storia giudiziaria costata 200.000 dollari per la pubblicita' delle sigarette Lark in "Licenza di uccidere" del 1989, l'industria dello 007 è diventata molto attenta alla questione. Secondo il produttore del nuovo film, Michael Wilson, l’attore Pierce Brosnan aveva assunto una posizione decisa, e Bond non aveva più acceso sigarette nei film degli ultimi 13 anni. Ma ora avrebbe lui stesso suggerito il sigaro a causa dell’ambientazione cubana della storia. La cosa ha prodotto la reazione della Fondazione Britannica contro il Cancro, promotrice del film nell'ambito di una raccolta fondi, ma anche per una intervista pro-tabacco alla rivista americana "Cigar Aficionado". La presenza del tabacco nella cinematografia è aumentata negli ultimi anni, come compensazione ai divieti di pubblicità, ma in Inghilterra, dal prossimo anno una legge vieterà ogni forma di propanganda, anche da film e tv, e si stima che salverà 3.000 vite e milioni di sterline. In un film su quattro nell'ultimo anno si e' avuta la promozione di una qualche marca di sigarette. In genere i protagonisti maschili fumano sempre (v. Independence Day, Pulp Fiction, Die Hard, The Perfect Storm,...). In "007 - La morte puo' attendere" i ricavi da pubblicità ammontano a 70 milioni di sterline. Link:
Bond che fuma: http://www.ash.org.uk/html/advspo/pdfs/bond.pdf
"Scusi, signore, cerino?". "No, e' uscito!".
Come si chiama il ciclope che fuma due o tre sigarette per volta? Polifumo.
Colmo per un fumatore: girare tutta Firenze per trovare un toscano!




