31/05/2003
Ieri mi e' capitato di andare a visitare il sito di Giulia. A parte il piacere di trovarvi una sua foto e di scoprire cosi' che la nostra nuova amica e' una splendida ragazza, nonche' affermata giornalista, vi invito tutti ad andare a leggere il post di Giulia del 29 Maggio , e soprattutto i tanti commenti che questo post ha avuto.
Oltre a pregare tutti assieme alle 18.30, che altro potremmo fare per il Papa' di Giulia ?
30/05/2003
Stamane alle nove sono passati esattamente 5 mesi dal momento della morte di Papa'.
" Come vedi, Papa', un pochino di bene col tuo aiuto riusciamo a farlo.
Continua a starci vicino da lassu', ed a guidare coi tuoi consigli i nostri pensieri e le nostre opere.
Ciao, Papa' : sei sempre presente dentro di me. "
Ci ha scritto oggi di nuovo la cara Francesca Centenari, e questa volta non per tirarci le orecchie:
" Ciao Ezechiele,
questa volta non ti scrivo per tirarti le orecchie, anzi, per quella mi scuso ancora.
Ho trovato bellissima l´iniziativa di chiedere di pregare, alla stessa ora, per una persona tanto malata e mi ha commosso il sapere che esistono persone che, come Amina, hanno tanta sensibilità d´animo.
Vorrei esprimere tutta la mia ammirazione per quello che fate, a te Ezechiele, ad Amina, ad Andrea: vi seguo e sono con voi.
GRAZIE per il vostro esempio, torno comunque a ribadire che la tua presenza, oltre alle informazioni che dai, è importantissima. Come dice Andrea la voce del padrone è fondamentale.
Un augurio di tanto bene, vi meritereste un premio.
Tanti cari saluti E GRAZIE ANCORA
Francesca "
da IL GIORNALE, cronaca di Milano, 29 maggio 2003:
"NUOVE NORME, SIGARETTE VIETATE AI GHISA IN PATTUGLIA":
I ghisa (i vigili urbani così chiamati a Milano) in mezzo al traffico, di
fumo ne respirano davvero tanto. ma non quello delle sigarette: da poco
sono state vietate in pattuglia. una restrizione che i vigili urbani non
si aspettavano assolutamente dal loro comandante, Antonio Chirivì. lo conoscono,
infatti, come accanito fumatore.
Il divieto non è stato visto da tutti di buon occhio, a gradirlo sono stati
più che altro gli agenti che non fumano. Ora non dovranno più subire le
boccate di nicotina dei colleghi. Le circolari non lasciano spazio ad alcuna
trasgressione, come del resto prevede la Legge del 16 gennaio 2003 per la
tutela della salute dei non fumatori.
I vigili urbani si rassegneranno a reprimere la voglia di tabacco durante
le perlustrazioni, magari consolandosi pensando ai vigili di Arezzo. Loro
dovettero dire addio al tabacco già nell'ottobre del 2000 quando venne lanciato
il decreto antifumo del ministro della sanità Umberto Veronesi. Tre anni
dopo i ghisa devono rispettare la nuova normativa voluta dal ministro della
salute Girolamo Sirchia.
Le auto di servizio vengono pertanto equiparate a qualsiasi luogo di lavoro,
riprendendo anche l'articolo 7 della legge del 1975 che vietava il fumo
sui mezzi di trasporto pubblico.
Il discorso non fa una grinza: le vetture dei vigili non possono essere
certo considerate alla stregua delle auto private. Le recenti disposizioni
del comandante Chirivì erano state precedute nel marzo di due anni fa da
una circolare emanata dal ministero della sanità. Allora si leggeva esplicitamente:
consapevole dei danni che alla salute può arrecare il cosidetto fumo passivo,
il legislatore ha posto un generico ed assoluto divieto di fumo negli autoveicoli
di proprietà dello Stato, di enti pubblici e di privati concessionari di
pubblici servizi per trasporto collettivo di persone".
Una disposizione che forse non veniva considerata come tassativa.
L'ulteriore giro di vite ha trovato probabilmente sostegno da parte dei
sanitari dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano a cui si è rivolto
un dipendente del Comune di Milano che lamentava di essere vittima del fumo
passivo."
OFFENSIVA CONTRO IL TABAGISMO
No global smoking
Il Buthan è il primo Stato dove è vietato fumare. L'Oms lancia una nuova campagna. La Ue mette al bando le light. L'Italia vara l'attesa legge antifumo
di Letizia Gabaglio
All'angolo, senza scampo. Così cominciano a sentirsi i fumatori. E così si sentiranno ogni giorno di più grazie a campagne di informazione condotte in televisione, alla radio, sui giornali e persino sulle confezioni delle sigarette. A criminalizzare, non senza ragione, il fumo ci si sono messi in molti.
Capofila è l'Organizzazione mondiale della sanità che ha appena pubblicato la prima convenzione sul controllo del tabacco: dopo quattro anni di negoziazione i rappresentanti di 171 paesi hanno trovato un accordo sull'importanza di tassare in misura sempre maggiore sigarette, tabacco e sigari, introdurre scritte o immagini dissuasive almeno sul 30 per cento della superficie dei pacchetti, eliminare qualsiasi forma pubblicitaria delle multinazionali del tabacco, finanziare i programmi nazionali di controllo. "Una vera pietra miliare nella storia della salute pubblica mondiale", ha dichiarato orgogliosa Gro Harem Brundtland, direttore generale dell'Oms che ha portato avanti per quattro anni i negoziati e ha ottenuto l'approvazione di tutti i paesi membri tranne, e sembra quasi un paradosso, Stati Uniti e Germania.
La seconda stoccata all'impero del fumo l'ha affondata la Corte europea di giustizia che ha riconosciuto la legittimità di uno dei provvedimenti più fastidiosi per le multinazionali presi dall'Unione europea: eliminare le scritte "light" o "mild" dai pacchetti delle sigarette entro il 20 settembre 2003. Non è vero, infatti, che fumando leggero si diminuiscono i danni alla salute: a causa di filtri areati, e dei livelli sia di nicotina che di catrame (che contiene le sostanze cancerogene del fumo) teoricamente più bassi, il fumatore, per soddisfare il bisogno di nicotina e poiché sperimenta un livello minore di irritazione, tende a inalare più profondamente, così da far depositare i cancerogeni alla periferia dei polmoni. Là dove è poi più difficile eliminarla. Sempre per la stessa data di settembre, i ministri della Sanità dei Quindici hanno fissato l'entrata in vigore di nuovi limiti sulla percentuale di catrame, nicotina e monossido di carbonio contenuti nelle sigarette.
E in Italia? Il ministro Girolamo Sirchia ha inaugurato la sua personale crociata contro gli oltre 13 milioni di fumatori stimati nel paese. Una campagna di sensibilizzazione (in attesa dell'entrata in vigore della legge italiana antifumo nel luglio 2004) che durerà fino a giugno e coinvolgerà tutti i mezzi di comunicazione, per una spesa di circa 10 mila euro che il ministero pensa di poter affrontare anche grazie al coinvolgimento di aziende interessate ad abbinare il proprio marchio alla tutela della salute. Un impegno massiccio per contrastare quella che in Italia sta già assumendo i contorni di un epidemia: secondo la Lega italiana per la lotta contro i tumori, il fumo di sigaretta non si limita a causare circa 45 mila morti per tumore ogni anno in Italia, ma produce oltre 10 mila morti per bronchite ed enfisema polmonare, e un numero difficile da stimare con precisione, ma sicuramente non trascurabile, di morti per infarto miocardico e altre patologie cerebro-vascolari. In tutto circa 90 mila decessi l'anno. Se in più consideriamo anche i fumatori passivi, il 26,5 per cento degli italiani è minacciato dagli effetti nocivi del fumo.
E che il fumo faccia male a chi lo subi-sce è stato riconosciuto anche dal tribunale di Roma dove Annamaria Lupo, un'impiegata di 50 anni, ha ottenuto il primo riconoscimento di danno da fumo passivo, per una somma di 15 mila euro. Quello del fumo subito è un danno ancora più grave se si tiene conto che, tra quanti lo subiscono, ci sono oltre 4 milioni di bambini: precisamente, come sottolinea l'Istat, il 27,6 per cento dei fumatori passivi ha meno di 14 anni.
"Lo Stato si deve impegnare a tutelare gli indifesi e i deboli, quindi i bambini, i neonati, il feto", afferma Bruno Silvestrini, ordinario di Farmacologia all'Università La Sapienza di Roma e coordinatore del gruppo di lavoro del Comitato nazionale di Bioetica sulla questione fumo. La consulenza che Sirchia ha chiesto al Comitato si è concretizzata in un documento, che "L'espresso" è in grado di anticipare, da presentare al ministero il prossimo 21 marzo. Il documento del Comitato si preoccupa della tutela degli indifesi e dedica ampio spazio alle conseguenze per il feto, sia dell'abitudine al fumo della madre, argomento ampiamente trattato da diverse campagne di informazione, sia dal vizio del padre. "Occorre richiamare l'attenzione, inoltre, su un aspetto precedentemente ignorato o sottovalutato della nocività del fumo: i danni a carico della riproduzione, che coinvolgono i gameti maschili e femminili, la fertilità e lo sviluppo embrio-fetale", si legge nella sintesi del documento.
Considerazione avallata dall'ultimo manuale dell'Oms sulla fertilità maschile (ed. it. Editoriale Fernando Folini): "Recenti meta-analisi in letteratura hanno dimostrato che il fumo è associato a riduzioni modeste della qualità seminale, a un maggiore stress ossidativo del Dna del seme e ad alterazioni dei livelli del siero ormonale. È stato riportato che il fumo eccessivo può aggravare gli effetti deleteri di alcune malattie genitali o di altri fattori ambientali sulla spermatogenesi. I fumatori presentano inoltre un numero maggiore di globuli bianchi nel seme, un rischio di uretrite e la compromissione della funzione secretoria delle ghiandole accessorie maschili". Insomma, un panorama sconfortante. Per la salute dell'uomo e per la sua possibilità di concepire.
Il documento del Comitato di Bioetica introduce un concetto nuovo: "Il fumatore è una persona da aiutare perché la sua dipendenza non gli permette di tutelare la propria salute", commenta Silvestrini: "Per questo il Sistema sanitario nazionale deve prendersi carico della sua disassuefazione". Un bel costo aggiuntivo, che difficilmente le casse dello Stato potranno affrontare. "Banalmente però è molto meno costoso aiutare a smettere chi fuma oggi piuttosto che curare chi si ammala a causa del fumo domani", conclude il farmacologo.
Perché l'unica strategia vincente, concordano i tecnici, è la prevenzione primaria, appunto quella fatta a suon di campagne informative. "Il precedente Piano sanitario nazionale, e poi ancora quello presentato dal ministro Sirchia, coinvolgono nell'azione di prevenzione le scuole primarie e secondarie", spiega Alberto Cavalli, della divisione di pneumologia dell'Ospedale Sant'Orsola Malpighi di Bologna: "Non si fa cenno però ai ragazzi che vanno all'Università e in particolare a quanti studiano medicina, i giovani che dovranno poi dissuadere i loro pazienti dal fumo".
Una constatazione che ha portato lo pneumologo a istituire insieme alla preside della Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna, Maria Paola Landini, il primo esame di tabagismo per gli aspiranti medici. "È un esame complementare gestito a metà fra l'ateneo e il Centro antifumo del dipartimento di malattie respiratorie del Sant'Orsola", dice Cavalli. Fino a maggio prossimo gli studenti seguiranno le lezioni sui danni provocati dal fumo all'Università, poi saranno ospiti del Centro dove prenderanno parte a delle sedute di counseling psicologico. "Assistere alla terapia di gruppo aiuta i ragazzi a entrare in contatto con il paziente in maniera diversa, ad acquisire un modo di fare che può essere adottato con successo anche nella cura di altre patologie", prosegue lo pneumologo.
La sfida contro il fumo, quindi, si comincia a combattere a scuola e nelle università. Ma non è mai troppo tardi, anche da adulti. La pensano così le imprese che decidono di incentivare i loro dipendenti a smettere di fumare. L'ultima in ordine di tempo a farlo è stata Ethicon, un'azienda di produzione e commercializzazione di suture chirurgiche. Che ha promesso di premiare i dipendenti fumatori che aderiranno all'iniziativa "No smoking people" e che riusciranno a smettere di fumare. A dare il buon esempio sul versante dell'amministrazione pubblica arriva invece l'iniziativa della Regione Liguria: i dipendenti potranno seguire durante l'orario di lavoro i corsi per smettere di fumare promossi dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori.
Insomma, la Repubblica è impegnata in una guerra capillare e, per la prima volta, dopo anni di discorsi sui danni da fumo, pare intenzionata a fare seriamente. Mai, però, quanto i monaci-ministri del lontano Stato himalaiano del Buthan: la prima nazione al mondo dove è rigorosamente vietato fumare su tutto il territorio.
"Disturbo se fumo?". "Le dispiace se muoio?". (da uno slogan della campagna antitabacco in California)
Dai fumatori si puo' imparare la tolleranza. Mai un fumatore si e' lamentato di un non fumatore. (Sandro Pertini)
Il maresciallo sta ispezionando la caserma. Vede una cicca per terra e chiama il carabiniere piu' vicino: "E' tua quella cicca?". "No, maresciallo, l'avete vista prima voi!".
29/05/2003
Giulia ha lasciato questo commento al post di ieri di Amina. Come per l' altra volta, dopo averlo letto ho deciso che le parole di Giulia meritano maggiore visibilita', e ne faccio un post a parte. Grazie a te, Giulia.
" Grazie ragazzi, quello che state facendo per me è bellissimo e mi lascia senza parole...
La vita di mio padre non può non significare nulla. Così come la vita di Andrea deve diventare un simbolo per spiegare a tutti che bisogna reagire non solo al fumo ma a tutto ciò che ci porta ad arrenderci.
Mio padre soffriva di una grave forma di depressione, e questo certo ha contribuito ad aumentare la sua dipendenza dal fumo...
Sono contenta di aver trovato persone come Andrea, come Amina, come chi lascia un segno in questo blog perchè vuol dire che siamo in tanti.
E alle bellissime parole di Amina direi che alle 18.30 ognuno di noi potrebbe pregare il suo Dio, qualunque esso sia e in qualunque forma preferisca farlo, non solo per mio padre, ma per ciò che lui rappresenta: un uomo buono che si è arreso al fumo e alla vita, come ce ne sono tanti in tutto il mondo, tanti che magari leggendo queste parole possono trovare la forza per alzarsi e dire "ho ancora tante cose da fare, piccole e grandi... non posso arrendermi".
Grazie a tutti, mi fate sentire davvero molto meno sola.
Giulia. "
Oggi Stefano mi ha scritto :
" Torno a scriverti, commosso per il caso Giulia e l'iniziativa di Amina.
Aderisco, anche se non sono un fedele fervente, ma non posso non sentirmi
vicino a voi e a quello che state facendo. Siete grandi!!
Sto facendo di tutto per non superare le quattro sigarette al giorno e aspetto
un momento migliore per smettere. Lo sbaglio che ho fatto prima o poi smetterò
di pagarlo. Adesso se non altro non mi illudo più su certe situazioni.
Spero che tu mi capisca e che a te le cose vadano nel migliore dei modi.
Un caro saluto
Stefano "
Come fuma la TV
Una sigaretta ogni 30 minuti Continua la pubblicità sommersa, nonostante gli appelli di Sirchia
DI PIERGIORGIO ZUCCARO *
Gli ultimi dati Doxa riguardanti le vendite delle sigarette consumi in leggera ripresa negli ultimi tre anni e la prevalenza dei fumatori invariata nello stesso periodo dicono che in Italia, dopo la diminuzione del numero dei fumatori negli anni ’90, non ci sono sostanziali progressi nella lotta al fumo. Ciò malgrado l’impegno dei Ministri della Salute e l’azione coordinata dell’ISS, della Lega per la Lotta Contro i Tumori e dell’Istituto Mario Negri.
Si dice che la pubblicità influenza i comportamenti. L’Italia ha le leggi più avanzate in Europa per quanto riguarda il divieto di pubblicità: è proibita la pubblicità sia diretta che indiretta. Il fatto che la percentuale dei fumatori in Italia sia paragonabile a quelle degli altri paesi europei, dove i vincoli sulla pubblicità sono più blandi, trova una spiegazione nel fatto che fino a qualche tempo fa si è data poca importanza ai messaggi che vengono dalla tv e dai film e che non sono soggetti a restrizione.
Una nostra indagine del 2001 sulle sei principali reti televisive aveva dimostrato che nelle fiction e nei film c’era un atto fumo ogni 26 minuti. Il ministro della Salute scrisse ai responsabili delle tv sollecitandoli ad una maggiore attenzione. Il richiamo non è servito: dopo due anni l’ISS ha rifatto la medesima indagine e si è visto che la situazione non è cambiata: siamo passati da una frequenza di un atto fumo ogni 26 minuti ad uno ogni 32.
Intanto un’indagine Doxa commissionata dall’Osservatorio Fumo, Alcol e Droga dell’Iss e realizzata tra febbraio e aprile 2003 sull’incidenza dei fumatori e il livello di dipendenza ha rivelato: il 71,4% ha una bassa dipendenza, per il 28,6% è media o alta. Dai 18 anni l’incidenza con forte dipendenza aumenta ma è inferiore rispetto alle fasce di età più mature. Visto che negli ultimi tre anni nella fascia d’età 1524 i maschi sono passati dal 37,7% al 32,6% e le donne dal 30,4% al 20,7% si presumono buone possibilità di successo nella lotta al fumo tra i giovani.
Intanto l’Oms ha adottato una convenzione che impone norme restrittive sulla pubblicità del tabacco e sui controlli dell’aria per ridurre l’inquinamento.
* Direttore Osservatorio fumo, alcol e droghe,
Iss, Roma
Ricevo da Cinzia Marini:
Dalla Repubblica di oggi:
I distributori automatici di sigarette funzioneranno a partire dal 1° gennaio
2004 solo di notte. E le nuove macchine saranno dotate di un lettore di
banda magnetica nel quale introdurre la carta d'identità, limitando così
ancora di più l'accesso ai più giovani. Le macchine per lo smercio automatico
di tabacchi dovranno essere disattivate, attraverso un temporizzatore, nella
fascia oraria dalle 7 alle 23, consentendo così la loro operatività solo
di notte, in una fascia oraria nella quale i giovani dovrebbero avere meno
accesso. L'Amministrazione dei Monopoli di Stato ha emesso una circolare
accettando l'invito del Ministro Sirchia.
Saluti. Cinzia.
Dal sito Cosapevolezza, visitato su consiglio di amicoandrea, traggo questa riflessione :
É sempre lì, alla nostra sinistra,
ad un passo di distanza da noi.
Ci osserva, ci sussurra all'orecchio,
a volte ...sentiamo il suo gelo.
ci osserverà sempre,
sino al giorno in cui ci toccherà.
ogni volta che ne senti il bisogno,
voltati e chiedi consiglio a lei,
la troverai lì, alla tua sinistra, disponibile.
ti sbarazzerai delle maledette meschinità
proprie degli uomini che vivono
senza mai cercare di capire
cosa sia la morte e così tirano avanti,
come se la morte non dovesse mai toccarli
28/05/2003
| Fumo. L'abitudine comincia a scuola |
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| Al via la II edizione del Concorso Europeo promosso dall’Istituto Regina Elena per far smettere di fumare i giovani delle scuole superiori Scuola italiana maestra di vita ma anche di vizio. Secondo i dati del Servizio di Fisiopatologia Respiratoria dell'Istituto Regina Elena di Roma infatti, il 28% delle ragazze e il 24% dei ragazzi tra i 14 e i 16 anni (rispettivamente 240mila e 215mila nel nostro Paese) fumano e imparano a farlo proprio a scuola. Ma dal 15 aprile al 15 maggio gli alunni di 26 scuole superiori di Roma e provincia che hanno aderito al concorso europeo “Quit & Win! Smetti Di Fumare e Vinci” avranno 10 buone ragioni (all’indirizzo http://crs.ifo.it/Quit&Win/10Motivi.htm) e soprattutto 4 premi straordinari per smettere: 3 computer super accessoriati ai primi classificati e una settimana di vacanza in un paese europeo al vincitore assoluto. A controllare che i ragazzi spengano le ‘bionde’ per il prossimo mese, genitori, insegnanti e compagni, giudice finale il prof. Vincenzo Cilenti, responsabile del Servizio di Fisiopatologia Respiratoria dell'Istituto Regina Elena di Roma e coordinatore di ‘Quit & Win!’. “L’iniziativa – spiega Cilenti – affronta il problema del tabagismo a partire dall’esordio che quasi sempre avviene proprio a scuola. Per questo abbiamo programmato conferenze e dibattiti in classe in cui metteremo in guardia gli adolescenti sui rischi a cui vanno incontro, cercando di sensibilizzare chi non fuma a non iniziare”. “L’iniziativa – aggiunge il prof. Francesco Cognetti, Direttore Scientifico del Regina Elena - si aggiunge a quelle di tipo scientifico ed assistenziale già in corso presso il nostro Istituto volte a informare, prevenire, diagnosticare e curare le conseguenze del tabagismo e che si collocano nel più ampio impegno avviato dal Ministero della Salute". Al Regina Elena è attivo da qualche anno un ‘Ambulatorio per la cessazione della dipendenza dal fumo e per la cura delle patologie causate o aggravate dal fumo’ (aperto mercoledì e venerdì, con appuntamento, tel. 06.52666904). All’Ambulatorio giungono persone che hanno in media 28 anni di fumo e 25 sigarette giornaliere alle spalle; dai dati risulta inoltre che il 40% dei fumatori italiani vorrebbe smettere di fumare ma non ci riesce, mentre solo il 5-6% di coloro che smettono senza alcun aiuto riesce a rimanere lontano dal tabacco per un anno. “Per smettere – spiega ancora Cilenti - è indispensabile la forte motivazione del fumatore, noi possiamo offrire un supporto con un approccio terapeutico che è sia farmacologico che comportamentale". Al progetto ‘Quit & Win!’ aderiscono10 Paesi europei tra cui l’Italia. L’iniziativa è finanziata dalla Commissione Europea sotto l’egida dell’ENYPAT, Ente europeo che combatte il problema fumo nei giovani e vede quest’anno la partecipazione nel nostro Paese della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. |
Ho ricevuto da Amina, per Giulia :
" Giulia,
ti sono vicina e vorrei fare un appello a chi legge Una Vita In Fumo.
A chi crede in Dio e anche a chi non crede ma sente il bisogno di esprimere solidarietà a te, a tuo padre e alla tua famiglia in questo momento difficilissimo.
Vorrei che noi, che passiamo di qui, da questo blog, e leggiamo di te, dicessimo una preghiera , tutti insieme ad un'ora stabilita, un momento di unione che non può non salire a Dio e che, sono sicura, verrà ascoltato. Anche solo un Padre Nostro ma tutti insieme
Affidiamo a Dio tuo padre, le sue sofferenze e la sua vita, e preghiamo secondo le Sue intenzioni.
Per me andrebbe bene il pomeriggio alle 18, so che quella è un'ora in cui i gruppi di preghiera si riuniscono.
Un bacio, Giulia, dalla tua amica
Amina "
Da Gea News di Maggio :
Sussurri e Grida
di GIACOMO MANGIARACINA
Ernesto vorrebbe gridare ora, ma non ce la fa. Un'altra vittima del tabacco sta lottando in silenzio.... Al San Filippo Neri di Roma gli hanno detto senza possiblita' di equivoci che la macchia al polmone e' per le sigarette. Venti, trenta al giorno fanno 30.000 carcinomi bronchiali ogni anno in Italia. In 30 anni... Perche' SI, occorre guardarsi indietro e fare la somma per capire quanto sia impressionante questo massacro. Si devono moltiplicare le 90.000 famiglie italiane che annualmente subiscono perdite e danni a causa del Fumo, per tutti questi anni che sono trascorsi per sentire col cuore e con la mente la magnitudo di questo disastro. Ma anche l'altro problema "negato", quello di un mondo, di governi e della scienza che assistono quasi inermi all'ecatombe. Qualcuno oggi grida, ma le grida appaiono flebili lamenti davanti all'incedere nesorabile dei colossi del tabacco. Cinema, moda, cultura, arte, hanno colonizzato tutto perche' la gente fumi. Una immensa moltitudine, costretta da inafferrabili poteri, piu' occulti che palesi, DEVE fumare, obbligata a succhiare fumo da un cartoccio di foglie secche per cacciarselo nei polmoni col sorriso sulle labbra. Ancora e poi ancora, niente affatto appagati. Si salva chi ha il coraggio di dire no o anche solamente "ci voglio provare", chi ha il coraggio di comporre un numero e chiamarci (www.tabaccologia.org/centri.html). Piu' di 100.000 fumatori in Italia hanno chiesto aiuto. Eppure ancora quest'anno il tabacco ne ha ucciso 4 milioni. Nel 2020, le stime dell'OMS indicano 10 milioni. C'e' da deprimersi. Esattamente un anno fa, proprio in occasione della Giornata Mondiale senza Tabacco, nel presentare la mia relazione all'Istituto Superiore di Sanita', conclusi in modo inconsueto e paradossale piu' o meno con queste parole: "Il rischio di questi incontri, che hanno come scopo principale quello di aggiornare gli italiani sulla problematica tabagica da una cattedra di alte competenze, e' quello di ritrovarci tra qualche anno a ripetere l'enunciazione grottesca delle stesse identiche cifre. Per non ritrovarmi in questa condizione, mi sono dato una scadenza. Se entro la fine di questo anno non succedera' qualcosa di nuovo in Italia, l'anno prossimo non saro' qui tra voi.". Eravamo a Maggio. A settembre e' partita la prima campagna antifumo della Commissione Europea (www.feel-free.info) per la quale ho ricevuto una richiesta di collaborazione; con la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e' iniziato un rapporto collaborativo per il coordinamento dell'Area Tabagismo; a Febbraio 2003 ha preso il via la prima campagna antifumo del ministero della salute; e proprio in questi giorni si ha il battesimo della rivista scientifica ed organo della SITAB, "Tabaccologia" (http://gea2000.org/documenti/zip/tab_01.zip), dopo una lunga incubazione forzata per mancanza di fondi. Qualcosa si muove, percio' io non mi muovo. Rimango fermo al mio dovere di uomo di scienza, di operatore della salute pubblica e di cittadino impegnato, con una visione e una mission, ma pure con la gran voglia di gridare. L'urlo della manchette pubblicitaria della Lucky Strike, qui accanto, con un medico sorridente che la propone come "meno irritante" non ha avuto rivali negli anni 40. Per rimuovere il danno che ha fatto, stiamo lavorando e sudando da anni. La voce di questa News raggiunge a malapena i 4.000 fedelissimi, regolarmente autorizzati a farne copie e divulgarle, ma negli ultimi mesi la nostra voce ha circolato sui grandi Media. Dozzine di interviste radiotelevisive ed una diretta di due ore su Raitre con Toni Garrani (Cominciamo Bene). Abbiamo comunicato verita' incontestabili, per buona parte non note, con tutta la forza e la convinzione di cui siamo capaci.
Il dottore al paziente: "Ho una cattiva notizia per lei: ha il cancro". "E si puo' guarire?". "Temo di no". "Che debbo fare?". "Provi con i bagni di fango". "E posso guarire?". "No, ma si abituera' alla terra...!".
Cosa fuma Bill Gates? MS
Fra donne: "Ma quando fai all'amore fumi?". "Ma, non so, non ci ho mai guardato!".
27/05/2003
Marco Rosella, di GrOucho 3, mi scrive :
" Ciao Ezechiele,
come promesso un pò di tempo fa ti ho dedicato un post.
Si tratta di un racconto surreale che puoi trovare qui:
http://gr0ucho3.splinder.it/1053461697#247929
( guardate al 20 maggio: comincia con "la foto poco sotto...", ed è diviso in due parti da un
"continua qui. " )
Ciao e ancora complimenti per quello che fai.
Marco Rosella
Due parole a Giulia :
Giulia, voglio ringraziarti per aver deciso di condividere con noi la tua disperazione ed il tuo dolore. Che le tue parole possano essere di sprone e di monito ai tanti che ci leggono ma che ancora non riescono a decidersi a dare questa svolta alla loro vita.
Per quanto riguarda il tuo papa', non disperarti. E' ancora molto giovane e ce la fara'. Il difficile sara' impedirgli di ricominciare a fumare. Tu cerca di stargli vicino il piu' possibile; le mie figlie hanno fatto cosi' con me. Coraggio !!!
Puoi contare su questi nuovi amici, e torna a trovarci ogni volta che vuoi e tienici al corrente della situazione.
Un abbraccio forte forte da chi ci e' appena passato.
26/05/2003
Ho ricevuto queste parole come commento al post odierno, ma, per la sua vibrante attualita', ritengo che questa testimonianza di Giulia meriti un post tutto per se':
" Ciao anch'io ho una storia da raccontare.
Da un mese circa mio padre è ricoverato nella rianimazione di un piccolo ospedale del nord.
Un uomo intelligente con grandi capacità cui devo gran parte del mio sapere e, soprattutto, della mia curiosità, del mio desiderio di conoscenza.
Non abbastanza intelligente però da smettere di fumare i suoi tre pacchetti di sigarette quotidiani... Non abbastanza intelligente da andare da un medico (erano 18 anni he non lo faceva) per il timore che questo gli dicesse che era necessario rinunciare alla quotidiana dose di tabacco...
Ora è sdraiato su un letto, la tracheotomia è l'unico legame che ha con una realtà che ha mandato letteralmente in fumo, le mani sono legate perchè nelle crisi di astinenza più gravi rischia di strapparsi via tutti i tubi che ancora lo tengono in vita. I medici non sanno cosa dire. Non sanno se vivrà, come vivrà, quanto vivrà...
Mio padre ha solo 64 anni e ancora tante piccole e grandi cose da fare... ma forse non ci riuscirà. E solo perchè, nonostante la sua grande intelligenza, non ha saputo dire di no a quel vizio maledetto.
Grazie di aver fatto un sito così.
Giulia (alzataconpugno... anche contro il fumo)
Ricevo da G. Perini , e pubblico con piacere :
LONDRA, 21 Maggio (Reuters) -
Scienziati e medici salutano l'approvazione, mercoledì, di un trattato internazionale contro il
fumo come un grande passo avanti per la salute pubblica, che mette la
vita umana davanti agli interessi dell'industria del tabacco.
"Questo trattato è parte di una soluzione globale a un problema
globale. Nel mondo, le uniche due cause di morte che crescono
rapidamente sono l'HIV e il tabacco" ha detto Richard Peto, un
esperto sui pericoli del fumo dell'Università di Oxford in Gran
Bretagna
"Ci sono già stati 100 milioni di morti da tabacco durante il 20mo
secolo e arriveranno a un miliardo se molti fumatori non
abbandoneranno quest'abitudine" ha aggiunto.
La Framework Convention on Tobacco Control, il primo trattato
mondiale sulla salute, è stata approvata al meeting annuale della
World Health Organization (WHO) a Ginevra.
Il trattato include un divieto di pubblicità e richiede alle nazioni
di contrastare l'uso del tabacco e proteggere i non fumaturi dal fumo
di sigaretta. Stabilisce anche gli standard per gli avvertimenti sui
pacchetti di sigarette e tratta anche del prezzo delle sigarette e
del contrabbando.
Entrerà in vigore quando sarà ratificato da 40 stati.
"Ratificandolo invieremo un segnale forte al mondo, che la
protezione della salute pubblica è più importante del profitto
dell'industria del tabacco" ha detto Jean King, dell'organizzazione
Cancer Research UK.
APPELLO PER UNA VELOCE RATIFICA
La Tobacco Manufacturer's Association in Gran Bretagna non ha
commentato l'approvazione del trattato, ma il colosso delle sigarette
British American Tobacco ha dichiarato di avere una visione "mista"
del patto.
"I governi dovrebbero appoggiare con forza il trattato nel combattere
il commercio illegale perseguendo il contrabbando, ma dovrebbero
anche chiedersi se la spinta del WHO per aumenti crescenti delle
tasse sulle sigarette non esacerbi il problema globale" ha detto
Martin Broughton, il presidente del gruppo.
Ha anche discusso il divieto di pubblicità, dicendo che sarebbe molto
difficile informare i consumatori riguardo ai prodotti potenzialmente
sicuri che sperano di sviluppare.
Il trattato è disegnato per affrontare il fumo su base globale,
particolarmente nei paesi in via di sviluppo dove vivono 800 milioni
degli 1.2 miliardi di fumatori, secondi i dati del WHO.
Il fumo uccide cinque milioni di persone all'anno per le malattie
legate al tabacco ed è la più grande causa di morte prevenibile nel
mondo. Gli esperti avvertono che la metà dei fumatori abituali
moriranno a causa di questa abitudine se non smetteranno.
La WHO prevede che le morti per il fumo potranno raggiungere i 10
milioni nel mondo, entro il 2030, com più del 70 per cento delle
vittime nei paesi in via di sviluppo.
"L'epidemia di tabacco deve essere arrestata. La stiamo affrontando
nelle nazioni occidentali ma è appena agli inizi in molte nazioni in
via di sviluppo. E' un'epidemia che possiamo prevedere e che sappiamo
come prevenire." King ha dichiarato alla Reuters.
Ci sono state richieste affinchè ke nazioni ratifichino il patto nel
prossimo meeting del WHO nel 2004.
"I negoziati vanno avanti da due anni e mezzo, ma in un certo senso
abbiamo cominciato solo adesso a fare qualcosa di concreto. Ciò che
dobbiamo fare è incoraggiare e assistere gli stati
nell'implementazione delle varie misure", aggiunge King.
Di Patricia Reaney
23/05/2003
Oggi Andrea ci segnala:
| 22 maggio: Florida La vittoria delle major del tabacco
|
| La notizia in Rete |
| L'assoluzione che viene dalla Florida: le motivazioni e i retroscena della sentenza che ha dato la vittoria alle major Usa del tabacco.[Washingtonpost.com] |
22/05/2003
Ricevo oggi , dalla cara amica Francesca Centenari, questa affettuosa TIRATA D' ORECCHI :
" Ciao,
Ogni tanto rivisito il tuo blog e vorrei, se mi permetti, farti una critica.
Ho letto il post di oggi di Andrea e sono d´accordo con lui. Quando ho iniziato a leggere il tuo blog sono rimasta colpita dalle parole e dagli argomenti che andavano al di là del problema del fumo.
Ho trovato della poesia ,dei sentimenti e della passione.
Cosa che da un po´ non trovo più, adesso non leggo quasi più quello che scrivi perché, scusami se te lo dico, certe cose si possono trovare su tutti i giornali e negli opuscoli delle farmacie. Non mi sembra che possa servire a questo punto rileggere le stesse cose anche su Internet, dove peraltro di siti antifumo ce ne sono anche troppi.
Il tuo mi sembrava nato sì da un dolore, ma anche da testimonianze di altri che, evidentemente, erano tuoi amici e che scrivevano con il cuore. E tu poi sembra che non ci sei mai.
Cosa è successo poi, perché non ci sono più quei post così belli e sentiti e anche unici?
Scusami per le mie domande ma penso che ognuno possa dire la propria e le critiche possano essere costruttive.
Un saluto
tua affezionata
Francesca "
A Francesca, ed a Paola che sempre oggi ha lasciato un commento analogo, desidero rispondere cosi ':
Ezechiele c'e' sempre.
All' onda del DOLORE si sta lentamente sostituendo la necessita' di dover continuare a vivere. Con razionalita'. Come una mamma premurosa, ogni mattino Ezechiele si alza presto e corre a leggere cio' che nel MONDO viene scritto, detto, fatto sul problema del fumo. Tra tutto sceglie quei due o tre articoli che poi costituiranno il post quotidiano. Ed e' qui che Eze c'e', anche se forse non si vede : nella scelta, nel pre-masticare, nel presentare nella forma piu' adeguata. E poi Eze si legge qualcosa come 30-50 mail al giorno, e cerca di rispondere a tutti, e ne fa, di nuovo in modo opportuno, oggetto di posts che vengono messi a disposizione di tutti.
E questo e' diventato un vero e proprio lavoro full time, che viene fatto solo e sempre PER AMORE.
Qualcuno mesi fa defini' questo Blog un bellissimo ed unico Munumento che l' amore di un figlio sta erigendo alla memoria di suo Padre.
Questo e' il mio modo di ricordarti, Papa' e di dimostrarti il mio AMORE .
Il mio amico Andrea mi scrive oggi :
" Mi viene in mente una cosa che diceva la mia maestra elementare, grande personaggio nella vita di ognuno. Beato chi ha avuto un maestro o una maestra elementare. Questa grande donna, ormai quasi cinquant`anni fa, usava dire
ad alcuni suoi alunni ed in determinate occasioni: ``Ma che ci hai i compartimenti stagni?``. Infatti, se capitava una bomba di giovanottino che gli recitava perfettamente la lezione di Storia e, durante l`interrogazione, Lei (colla L maiuscola) si azzardava a domandare ad esempio ``Napoleone e` nato dunque nel 1769 ed e` morto nel 1821. Quanti anni e` vissuto, percio`?``, quello restava a bocca aperta. Se pero` il giovanottino bomba veniva interrogato in aritmetica e Lei gli chiedeva ``Quanto fa 1821 meno 1769?``, quello a mente, in seconda elementare, Le faceva una sottrazione a quattro cifre
e rispondeva giusto...
E` vero, sembra che ci giro intorno, agli argomenti. Invece mi permetto di affermare che, essendo io suscettibile, penso che lo siano anche gli altri. Per questo voglio spiegare bene perche` sto dicendo una cosa, cosi` si capisce che non e` un`aggressione gratuita. Altrimenti potrei dire: ``Come si permette, `signora` (si fa per dire) Cinzia Marini, di creare un compartimento stagno tra il blog del mio (troppo gentile) amico Ezechiele ed il resto del mondo? Se Lei non capisce i commenti, invece di giudicarli inutili e pretendere solo le testimonianze, perche` non fa del tutto per capirli?
E perche`, se nonostante tutti gli sforzi, non riesce a capirli, continua a giudicarli inutili? Inutili a che? All`allestimento di forni crematorii per falliti aspiranti smettitori?`` (Ah, no, i forni fanno fumo. Senza fumo, diretto o indiretto, e senza inquinamento, mi sa che esiste solo la decapitazione)
Ora io domando: la lotta e` al fumo od ai fumatori? Perche` se e` ai fumatori, io non ci sto. Mi dispiace, ma io sto con Orazio che, guarda caso, e` un amico di nonna Papera (il marito di Clarabella) e diceva ``est modus in
rebus``. Pero` forse gran parte delle persone preferisce l`aggressione diretta. Cosi` si puo` difendere. Se tu gli spieghi razionalmente e benevolmente il motivo delle tue affermazioni, quelli poi sono costretti a darti ragione.
E allora l`ultima chance che hanno e` quella di fare i professori di scuola media (inferiore o superiore e` lo stesso): ``Citone, sei andato fuori tema! Galileo c`entra col fumo quanto c`entra nonna Papera. Non girare attorno all`argomento. Cerchi di allungare il brodo, eh? Bisogna essere chiari e (cir)concisi.`` Tu diventi chiaro e (cir)conciso e poi ti accorgi che l`interlocutore non ha capito quello che volevi dire perche`, umanamente, gli e` sfuggita qualcuna delle tue (tutte fondamentali) parole. Senza poi contare il santo detto ``non c`e` peggior sordo di chi non vuol sentire``.
Basta! Ce ne avrai abbastanza di queste complicazioni, ... Fatto sta che le persone desiderano certezze. Non accettano
di essere onde del mare, che adesso ci sono e fra un minuto la spiaggia le ha abbracciate e spente. E cosi` si convincono che se non aspirano fumo di sigaretta, ne` attivo ne` passivo (quanto mi sa di fate ignoranti, questa distinzione!), non moriranno piu`. Niente piu` cardiopatie (50% muoiono cosi`), niente piu` tumori (altro 25%) e, se sto attento quando guido
la macchina, rischio di essere il primo essere umano immortale! Anzi, ne sono certo, dato che mi servono certezze.
Scusa il mio sfogo, ma non ce la faccio a frequentare il tuo blog: sono troppo suscettibile e, cio` nonostante, non mi piace la lotta. Per di piu` ritengo che i fumatori, compresi quelli che non smetteranno mai, abbiano pari dignita` degli altri.
...
Ciao...Andrea "
21/05/2003
L'Organizzazione mondiale della sanità ha approvato
un Trattato internazionale cui hanno aderito 192 paesi
Accordo mondiale
per la lotta al fumo
Vietata la pubblicità e la vendita ai minori
Cadute dopo 4 anni le resistenze degli Stati Uniti
GINEVRA - La lotta al fumo non è più solo questione di singoli Stati. Per la prima volta nella sua storia l'Organizzazione mondiale della sanità ha varato il primo Trattato internazionale per la lotta al tabagismo. 192 paesi, compresi gli Stati Uniti, che fino a ieri avevano espresso chiare reticenze, hanno approvato una serie di misure che nella parole della direttrice generale dell'Oms, Gro Harlem Brudtland, contribuiranno a salvare "miliardi di vite umane". Cinque milioni ogni anno, secondo l'Oms, che senza misure preventive arriverebbero a dieci milioni nel 2020, di cui il 70 per cento solo nei Paesi in via di sviluppo.
Il decalogo della lotta al fumo prevede che gli Stati aderenti vietino o limitino severamente la pubblicità dei prodotti a base di tabacco, vietino la vendita ai minori e impongano che almeno il 30% della superficie dei pacchetti di sigarette venga occupata da una scritta che metta in guardia dagli effetti nocivi del fumo. Il documento sprona inoltra alla lotta al contrabbando, incoraggia gli aumenti delle imposte sul tabacco quale mezzo per combattere il tabagismo, promuove il concetto di responsabilità legale dei produttori di tabacco per i danni provocati dal fumo. L'ultimo invito, rivolto ai singoli Stati, è quello di attuare programmi di lotta al fumo.
Punto di arrivo di una maratona lunga e difficile (quattro anni), il Trattato approvato oggi ha rischiato di rimanere lettera morta ancora per molto tempo. Le discussioni in sede Oms si sono infatti arenate più volte per l'opposizione degli Stati Uniti, che hanno sempre avanzato riserve in nome della libertà di espressione garantita dalla Costituzione. Per difendere gli interessi delle multinazionali del tabacco che finanziano il Partito repubblicano del presidente George W. Bush, secondo alcuni.
Nonostante adottino misure restrittive sul consumo, gli Stati Uniti hanno infatti lasciato sempre maglie larghe ai produttori, tanto che la pubblicità delle sigarette è tutt'ora autorizzata al cinema e sulle riviste. Solo due giorni fa, con una mossa a sorpresa che ha stupito tutti sia a Washington che a Ginevra, gli Stati Uniti hanno aperto alla firma del Trattato. L'unico dubbio che rimane è sulla sua ratifica. Tommy Thompson, segretario di Stato Usa alla salute ha dichiarato un paio di giorni fa che "il presidente Bush appoggia in modo deciso il Trattato, ma non ha deciso se ci vorrà la firma presidenziale o la ratifica del Senato" per il via libera definitivo.
(21 maggio 2001)
20/05/2003
| FUMO | ||
| Multe ai fuorilegge da carabinieri e poliziotti | ||
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In arrivo il secondo regolamento della nuova legge anti-fumo che attribuirà solo alle forze dell'ordine e, se delegati, alle guardie giurate, il compito di multare chi fuma nei luoghi vietati Dal Resto del Carlino di oggi: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/art/2003/05/20/4409614 Andate tutti a votare per il sondaggio !!! |
|
|
Arianna mi ha risposto :
"...BE', SI HA 48 ANNI!...
PER ADESSO SONO 4 MESI CHE NON FUMA PIU'...
VORREI TANTO CHE NON RICOMINCIASSE!
GRAZIE, Arianna.
L'uomo piu' felice che io conosca ha un accendino e una moglie, ed entrambi funzionano. (Woody Allen)
Perche' in Inghilterra fumano tutti le Marlboro? Le Diana sono finite!
Se smetti di bere, mangiare, fumare e fare l'amore, non e' che vivi piu' a lungo. Ti sembra piu' lunga
19/05/2003
Ricevo da Arianna :
sono da poco riuscita a convincere mio padre a smettere di fumare...
nonostante cio' ho una grande paura...
Le ho risposto :
L' importante sarebbe che fosse convinto lui !
Come ho detto piu' volte, il fumo e' una forma incoscia di suicidio
legalizzato : si fuma , piu' del solito, quando si decide dentro di se che
non vale piu' la pena di vivere. E cosi' ci si ammazza piano piano.
Per mio padre e' stato cosi': malgrado i suoi 89 anni, fino a due anni fa
stava benissimo. Poi, in pochi mesi , sangue nell' espettorato, visite,
analisi, tumore, e...morte.
Ti scrivo questo sperando che tu glielo faccia leggere. Sicuramente tuo
padre e' molto piu' giovane del mio, e la voglia di vivere ancora a lungo
deve essere il vero motore che lo spinge a continuare a NON FUMARE.
Un abbraccio, torna a trovarmi quando vuoi e lascia commenti, cosi' so che
ci sei.
Tienimi informato sugli sviluppi
Eze
Dalla Repubblica del 17/5/2003:
Londra. I danni alla salute provocati dal fumo passivo sarebbero sopravvalutati:
ad affermarlo sono due ricercatori statunitensi che hanno analizzato 35.500
persone non fumatrici conviventi con coniugi o partner fumatori. I risultati
dello studio di James Enstrom dell'Università della California e Geoffrey
Kabat dell'Università statale di New York, pubblicati sulla rivista British
Medical Journal, hanno provocato la furia delle associazioni contro il fumo,
anche perchè le ricerche del dottor Enstrom negli ultimi anni sono state
finanziate proprio dall'industria del tabacco.
Tratto da Gea News di Maggio :
Scandaloso marketing
di VINCENZO ZAGA'
Tema spinoso e importante quello dell'OMS per il 31 maggio. Si deve riflettere su come e quanto il cinema e la moda abbiano incoraggiato e diffuso il consumo di tabacco, con l’aggravante dello scandalo di una operazione di marketing orientato sui giovanissimi da parte dei big del tabacco. Dai fumetti ai Gran Premi, la promozione del tabacco è indirizzata ai nostri ragazzi. La spiegazione c’è. Ogni anno questo pianeta conta i morti da Fumo. Su
www.nonfumatori.it e' ancora installato e funzionante il contatore delle vittime del tabacco, messo a punto dall'Unione Internazionale contro il Cancro con un algoritmo scientificamente calcolato. L'ecatombe silenziosa spinge l’industria del tabacco ad assicurarsi almeno 4 milioni di nuovi clienti ogni anno, se vuole sopravvivere. La promozione del marchio ha trovato i suoi testimonial. Il Winston-Man, il Marlboro-Man ed l'uomo del Camel Trophy. I primi due testimonial, ironia della sorte, hanno contratto un tumore al polmone. Il Marlboro-Man muore, il Winston-Man sopravvive, si chiama Alan Landers, tutt’ora vivo e vegeto, con una mission speciale, quella di dedicare la vita a testimoniare ai giovani la follia del Tabacco (www.winstonman.com). Naturalmente la censura non è la risposta, né il mondo del cinema e della moda possono essere accusati apertamente di causare il cancro. Ma non devono promuovere un prodotto che senza alcun dubbio il cancro lo induce. L’OMS rivolge dunque un accorato appello all’industria del Cinema e della Moda. Che cessino di pubblicizzare il Tabacco. Nel novembre del 2002 l’OMS è stata affiancata da varie associazioni mediche nel promuovere il progetto "Smoke Free Movies" (www.smokefreemovies.ucsf.edu) presso l’università della California a San Francisco. Le industrie del cinema e della moda in questo modo verranno sensibilizzate verso il loro ruolo sociale, che è commensurato alla loro influenza globale. In particolare Hollywood e Bollywood (la grande industria indiana del cinema che si trova a Mumbai) sono state invitate a sbarazzarsi del loro ruolo di promozione del tabacco. Per cominciare, come affermato in un documento comune, l’OMS, l’associazione dei medici americani ed il dipartimento di salute pubblica di Los Angeles, le industrie del Cinema dovrebbero certificare, tra i crediti finali del film, che la produzione non è stata finanziata dalle industrie del Tabacco per aver mostrato prodotti del tabacco stesso. I cinema e i video dovrebbero inoltre mandare in onda con regolarità delle "comunicazioni sociali" anti-tabacco, e dovrebbero essere completamente eliminate le marche delle industrie del tabacco presenti sia nelle scene che nello sfondo. Il rating board dovrebbe infine identificare con una "R" i nuovi film che mostrano il fumo o utilizzano pubblicità dei prodotti del tabacco o ancora mettono in mostra le marche. Il rating sarà meno severo allorché il film mostra inequivocabilmente i pericoli e gli effetti negativi.
Un malato di cancro dal dottore: "Quanto mi rimane? Un anno?". "Meno!". "Un mese?". "Meno!". "Un giorno?". "Meno!". Esce sconsolato e vede passare un carro funebre: "Taxi !".
16/05/2003
Sull' argomento " VIETATO FUMARE " ricevo e posto volentieri:
" La Lega Tumori a seguito della segnalazione fatta a Trenitalia per le stazioni
di Vicenza, Pisa e Roma inviata anche a loro per conoscenza, ha a sua volta
scritto a Trenitalia e a noi per darci man forte sostenendo che il divieto
di fumo deve essere applicato in tutti i locali delle stazioni ferroviarie
a tutela della salute dei non fumatori.
Cari amici della lista non fumatori che usate più o meno di frequente il
treno come mezzo di trasporto, segnalateci le stazioni ferroviarie italiane
dove non sono affissi i cartelli oppure, anche se i cartelli ci sono, il
divieto non è rispettato.
Colgo l'occasione per ricordare a tutti che possono richiedere l'intervento
di Aria Pulita per violazioni del divieto di fumare riscontrate sul posto
di lavoro o in altre strutture che rientrano nella legge vigente. Coloro
che sono interessati possono scrivere privatamente a me o a Cristina Vatteroni.
Cinzia Marini: cinziamarini@excite.it
Cristina Vatteroni: cri.vatteroni@katamail.com
Saluti. Cinzia. "
15/05/2003
Ricevo da Cinzia Marini e pubblico con piacere :
" Benvenuto Ezechiele. La tua vicenda personale è stata molto dolorosa e la
tua iniziativa è molto apprezzabile. Mi auguro che possa contribuire a far
riflettere le persone su quanto sia sciocco sprecare la propria vita e quanto
sia importante capire i danni alla salute procurati dal fumo prima che sia
troppo tardi.
Avevo visitato il tuo sito già in passato e non capisco la
presenza di tutti quei commenti che trattano argomenti che non hanno nulla
a che fare con la tua richiesta di contribuire con altre testimonianze.
Ne ho letti alcuni e non capisco il collegamento. Immagino che di persone
che hanno amici e parenti che hanno contratto gravi patologie a causa del
fumo ce ne siano tante. Perché non farsi raccontare le loro storie?
Saluti. Cinzia. "
Fumo: Garattini, Escludere Da Ssn Medici Tabagisti Sul Lavoro
Milano, 14 mag. (Adnkronos) - ''Escludere dal Servizio sanitario
nazionale (Ssn) i medici che fumano nell'esercizio della loro
professione'', in ambulatorio o in ospedale.
Non un licenziamento senza preavviso, bensi' un accordo a priori, regolato da ''una clausola che si
potrebbe ad esempio inserire nella prossima revisione del contratto
nazionale di categoria''. La proposta, rivolta al ministro della Salute
Girolamo Sirchia, viene dal direttore dell'Istituto farmacologico Mario
Negri Silvio Garattini, oggi a Milano per la presentazione di
un'indagine Doxa sul 'vizio' in Italia, commissionata dall'Istituto
superiore di sanita' (Iss) in vista dalla Giornata mondiale senza fumo
in programma il 31 maggio.
Garattini condanna senza appello la presenza di sale fumatori e di posaceneri negli ospedali, ma ancora piu'
aspramente condanna i medici tabagisti sul luogo di lavoro. La
percentuale dei camici bianchi italiani che fumano ''e' pari al 30%
circa - conferma il farmacologo - quindi e' in linea con la diffusione
della sigaretta nella popolazione generale (27,6% secono la ricerca
Doxa)''. Ma ''i medici che fumano mentre esercitano la professione vanno
contro gli interessi del loro stesso datore di lavoro'', appunto il Ssn.
E ''come si chiede a questi operatori di non avere conflitti di
interesse con le case farmaceutiche, cosi' si dovrebbe chiedere loro di
abbandonare il pacchetto almeno mentre lavorano''.
Pena ''il mancato contratto con il Ssn, quindi l'esclusone dal Servizio''.
Pur lodando il 'giro di vite' adottato dal Governo (legge sul divieto del fumo nei
luoghi aperti al pubblico e campagne ministeriali, con ''interventi di
sensibilizzazione inseriti negli stessi programmi Tv piu' che in spot
durante le interruzioni pubblicitarie''), Garattini ha ribadito che la
strategia migliore per scoraggiare il popolo delle 'bionde' e' quella di
puntare sugli esempi: ''Nel caso dei giovani sugli insegnanti e sugli
idoli di sport, musica e spettacolo, cosi' da convincerli che fumare non
e' 'in' ma 'out', e nel caso degli adulti proprio sui medici''.
Immediata la replica delle istituzioni. ''Una legge che impedisce ai
medici di fumare in ospedale esiste gia', e basterebbe farla rispettare
con multe adeguate - ha osservato Piergiorgio Zuccaro, responsabile del
Dipartimento fumo, alcol e droga dell'Iss - ma certo, e' possibile
pensare a una nuova forma di contratto con il Ssn''. Rincara il
farmacologo, secondo il quale ''anche in bar e ristoranti sarebbe piu'
giusta la tolleranza zero. Indipendentemente dalla presenza o meno di
impianti di aspirazione o di sale apposite''. Non solo.
Per Garattini bisognerebbe agire ancora di piu' sul prezzo delle sigarette. ''Perche'
e' dimostrato che a ogni rincaro dell'1% i consumi si riducono dello
0,3%. E perche' - ha concluso - nonostante gli aumenti, se si considera
il 'peso' del tabacco in relazione alle entrate economiche di una
famiglia, possiamo dire che da 50 anni a questa parte il costo delle
sigarette non e' aumentato ma e' diminuito di una percentuale pari al
50%''.
14/05/2003
Di killer in killer
Il cancro del colon retto è, in Italia, la seconda causa di morte per neoplasia e ha un'incidenza di 30.000 nuovi casi l'anno. Si calcola che un medico con mille assistiti può aspettarsi una decina di casi nell'arco della sua vita professionale (vedi Occhio Clinico 2001; 2: 49 - http://www .occhioclinico.it/occhio/var2001/02num.html). Si capisce, allora, che la sua definizione, largamente accettata, di malattia comportamentale offre importanti implicazioni dal punto di vista della prevenzione. Per ritornare al caso narrato, il ruolo giocato dal fumo è stato valutato, in relazione alla mortalità da tumore del colon retto, in uno studio prospettico cominciato nel 1982, che ha coinvolto più di 700.000 persone: dopo analisi multivariata, la mortalità più alta è risultata a carico dei fumatori, mentre era intermedia negli ex fumatori e più bassa in chi non aveva mai fumato. L'aumento di rischio si rende evidente dopo vent'anni di fumo ed è proporzionale al numero di sigarette; da questi dati, come affermano nelle conclusioni gli autori, sembra emergere che il 12 per cento delle morti da tumore colorettale, in entrambi i sessi, sia da attribuire a questa abitudine e sia quindi prevenibile con la sua cessazione. Se è vero che negli uomini la prima causa di morte per tumore è il cancro del polmone, la seconda è proprio il cancro del colon retto.
Da Gea News di Aprile : Sotto i 18 niente
Cosiderata paradiso dei fumatori, la Spagna ha adotta con un po' di ritardo un piano di prevenzione per ridurre il consumo di tabacco con un investimento in verita' ci sembra limitato (3,6 milioni di euro per il 2003). Le autorità spagnole hanno osservato che il miglioramento delle condizioni di vita degli ultimi anni ha portato anche ad un consistente aumento del consumo di tabacco. Il piano prevede l'estensione del divieto di fumo nelle scuole, il divieto di pubblicizzazione e misure drastiche per chi non rispetta la legge. La vendita di tabacco sarà vietata ai minori di 18 anni dato che sono i giovani i primi destinatari di questo piano e non sarà più possibile neppure la vendita di singole sigarette né in pacchetti da dieci. Allo stesso tempo aumenterà il prezzo del pacchetto da 20 sigarette, che è stato uno dei meno cari d’Europa.
13/05/2003
SMETTERE DI FUMARE CON I FIORI DI BACH !!!
Ricevo e posto :

" caro Ezequiel, ( il mio nome e' Ezechiele, ma apprezzo l' intenzione !)
sono una floriterapeuta, il sito che ho creato e a cui lavoro e' www.floriterapia.com ; faccio volontariato per aiutare i giovani a smettere di fumare con la floriterapia. la mia decisione è frutto della collaborazione con giacomo mangiaracina, ho imparato tutto quel che so del fumo vivendogli accanto per 5 anni.
nel mio sito troverai delle curiosita' sui concorrenti del grande fratello 3 e i fiori di bach, articoli che mi hanno pubblicato sul sito ufficiale.
I ragazzi hanno lasciato il giardino pieno di cicche di sigarette, almeno un passo avanti si è fatto: l'anno scorso si fumava anche dentro casa...
spero possiamo collaborare, intanto ti ho linkato alla pagina ww.floriterapia.com/GF3/index.htm
fammi sapere
ciaooooooooooo "
Ho inviato una nuova lettera per denunciare la violazione del divieto. Saluti.
Cinzia.
Oggetto: Segnalazione violazione divieto di fumare
1) 12/05/2003 h. 18,45 stazione Colosseo Linea B. La stazione è affollatissima,
stracolma di turisti. Un operatore Met.Ro. e uno della Security Service
fumano, il primo all?interno del gabbiotto e il secondo a poca distanza
dai tornelli. Tutto intorno a loro affissi alle pareti, ben visibili e numerosi
i cartelli di divieto.
Evidentemente, nonostante tutti gli sforzi compiuti e gli indubbi risultati
positivi riscontrati nelle stazioni della metropolitana di Roma, ci sono
ancora operatori alle vostre dipendenze per i quali le leggi vigenti in
materia di fumo non hanno alcuna valenza e che si sentono in diritto di
non rispettarle incuranti e indifferenti sia del disturbo e del danno che
il loro comportamento procura a tutti gli utenti sia della cattiva immagine
proposta da chi dovrebbe garantire la sicurezza e il rispetto delle leggi
servendo da esempio a tutti i cittadini romani e non che giornalmente utilizzano
e apprezzano il servizio di trasporto pubblico.
Distinti saluti.
Il tabagismo | |
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Presentazione Il fumo di tabacco costituisce uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie, spesso croniche ed invalidanti, che influiscono negativamente sul benessere e sull'economia di ogni paese: secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) rappresenta la principale causa delle morti evitabili nel mondo. Il fumo di tabacco è coinvolto nella patogenesi di almeno otto tipi di cancro (polmone, vie respiratorie, fegato, pancreas, esofago, stomaco, rene, cervice uterina, leucemie) e di diverse altre malattie non tumorali, ma potenzialmente mortali, quali il cuore polmonare, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, le coronaropatie, gli accidenti cerebrovascolari. Il fumo, inoltre, aumenta il rischio di aborti spontanei, di gravidanze extrauterine, di scarso peso alla nascita, nonché di difetti congeniti del nascituro. Numerose altre condizioni correlate al fumo di sigaretta sono responsabili di una notevole spesa sanitaria (vasculopatie periferiche, cataratte, parodontopatie). I danni causati dal fumo sono legati non solo al catrame (responsabile dei tumori), ma anche alla presenza di oltre 4.000 sostanze nocive contenute nel prodotto della combustione. L'inalazione passiva del fumo di tabacco da parte di non fumatori è ugualmente associata ad effetti deleteri per la salute, anche se con minori livelli di rischio rispetto al fumo attivo. Fonte: Ministero della salute |
12/05/2003

ADERIAMO ANCHE NOI !!!
BRAVO GIACOMO !!!
Roma, 15 Aprile 2002
Ai NAS di Bologna
Via delle Berrette Rosse 67,
40100 - Bologna
Oggetto: Pubblicità di sigarette al Gran Premio di Imola.
In occasione del Gran Premio di Formula Uno disputato ad Imola il 14 aprile 2002, si è potuto assistere ad una colossale pubblicità dei prodotti da tabacco vietati dalla legge italiana.
Al di là della evidente pubblicità televisiva ottenuta dai vari marchi di sigarette che compaiono nel corso della gara su auto, tute del personale e sui cartelli distribuiti lungo il percorso, detta pubblicità è senz'altro stata realizzata all'interno dell'autodromo per gli spettatori presenti.
Pertanto si chiede l'intervento di codesta autorità al fine di sanzionare l'illecita pubblicità dei prodotti da tabacco ottenuta in violazione del D.L. n.4/83 convertito in Legge 52/83.
Si ricorda che la Suprema Corte di cassazione, in relazione alla legge sopra citata, ha ritenuto che tale legge intende reprimere non solo l'intento, ma anche l'effetto della propaganda, essendo quest'ultimo ciò che giova alla diffusione del prodotto da fumo, minacciando la salute pubblica, oggetto di tutela della norma di legge (Cassazione a sezioni unite 6/10/95 n.10508).
Dott. Giacomo Mangiaracina
Presidente SITAB
Aderiscono:
-
CODACONS
-
GEA Progetto Salute - ONLUS
-
Associazione ALIBERF -Liberi dal Fumo
-
"Aria Pulita" - Associazione Non Fumatori
NOI LO STIAMO DICENDO DA SEI MESI !!!
FUMO: SIRCHIA COMPIACIUTO PER DIVIETO PUBBLICITA' INDIRETTA
(ANSA) - ROMA, 10 MAG - Un ''vivo compiacimento'' e' stato espresso oggi
dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, per la sentenza con cui il
Consiglio di Stato ha vietato la pubblicita' indiretta delle sigarette
nei film e programmi di fiction tv.
Il provvedimento, rileva il ministero in una nota, segna ''un importante
passo avanti con ripercussioni sulla tutela della salute dei cittadini
dai danni del fumo e viene incontro agli appelli che il ministro Sirchia
ha piu' volte rivolto alle reti televisive senza ottenere finora
riscontri effettivi''.
La sentenza, rileva il ministero, e' anche in linea con i programmi
dell'Organizzazione mondiale della sanita' (Oms), che per il 31 maggio
prossimo ha deciso di dedicare la Giornata mondiale senza tabacco al
mondo del cinema e della moda. (ANSA)
_____
11/05/2003
SMETTERE DI FUMARE
Provare e riprovare: "sbagliare è umano, perseverare è diabolico"
Almalinda Giacummo
Ma si può smettere di fumare senza assumere farmaci? Certo, ma ci vogliono innanzitutto grande determinazione ed una volontà di ferro. Soprattutto, bisogna essere nello stato d’animo giusto: non c’è nulla di peggio che decidere di smettere di fumare in un momento di particolare stress, perché si fallirebbe senza alcun dubbio. Quali sono gli effetti della nicotina? Possono essere devastanti: sul sistema nervoso centrale può portare a tremori e convulsioni, eccitazione eccessiva; il sistema nervoso periferico, invece, vede la stimolazione dei gangli nervosi ed una facile trasmissione degli impulsi nervosi a basso dosaggio, mentre in caso di dosi eccessive si può verificare l‘ipotesi opposta, cioè un blocco della trasmissione; a livello sensoriale la nicotina può causare la percezione del dolore, oltre alla sensibilità della pelle e della lingua rispetto alle variazioni della temperatura; a livello gastrointestinale stimola la motilità ed il tono dell’intestino, ma può anche causare nausea e vomito, oltre a facilitare la formazione di ulcere. Il respiro risulta accelerato, stimola e blocca in seguito la secrezione di muco e la salivazione a livello delle ghiandole endocrine, è causa di tachicardia e dell’aumento del flusso del sangue nelle coronarie, oltre all’aumento della pressione arteriosa ed una pesante vasocostrizione, inoltre l’ossido di carbonio favorisce l’adesione del colesterolo sulle pareti arteriose. Mal di testa, trombosi e cancro a vari livelli sono altre delle possibili conseguenze del fumo.
Sgradevole l’effetto antidiuretico, specie per le donne, così come la diminuzione dell’afflusso di sangue nell’apparato genitale maschile durante l’erezione. Infine il fumo è pericolosissimo per il feto e per i rischi di cancro alla cervice delle donne. Esteticamente parlando, i denti ingialliscono e possono verificarsi lesioni a livello delle gengive e carie diffuse; si può riscontrare una maggiore facilità a prendere la bronchite, a causa del cianuro di idrogeno e di altre sostanze presenti nelle sigarette che attaccano il rivestimento dei bronchi.
Smettere di fumare può risultare molto difficile, anche di fronte a casi di persone che hanno semplicemente deciso e ce l’hanno fatta così, da un giorno all’altro, anche fumatori incalliti, gente che nascondeva le sigarette in ogni angolo della casa pur di averne sempre una scorta. I fumatori cercano poi tutti i motivi possibili per non smettere, pur conoscendo a perfezione i rischi cui sono esposti: mettono in mezzo il conseguente aumento di peso, dovuto principalmente al miglioramento dell’appetito, poiché il cibo sostituisce la stimolazione orale fornita dalle sigarette e perché il peso fisiologico viene stabilizzato su un livello più alto; oppure il fatto che "ormai è troppo tardi": ma anche questo non è vero, anche chi ha fumato per tutta la vita può trarre notevoli vantaggi dallo smettere comunque.
Si è dunque detto come occorra sicuramente una forte motivazione personale, sia essa di salute o di puro e semplice "cervello": non tutti comunque riescono a smettere tutto di un botto, ma preferiscono, per esempio, smettere gradatamente, diminuendo le sigarette fumate ogni giorno ed annotando i miglioramenti su una sorta di diario. Può rivelarsi utile il coinvolgere nella battaglia amici e familiari, che sostengano nel momento del bisogno e nel caso di rischio di ricaduta.
E’ comunque sempre meglio cercare di scoprire per quale motivo si fuma: ad esempio, ci sono persone che fumano per rilassarsi, in questo caso devono trovare qualche altro sistema, sicuramente meno dannoso, come l’ascoltare musica o il leggere un buon libro, o usando una tecnica di rilassamento. Altri fumano per scaricare i nervi: anche in questo caso la scelta di uno sport sarebbe molto più indicata. Sono indicate terapie di gruppo per la lotta al tabagismo.
La disintossicazione mentale può essere piuttosto lunga: per aiutare il proprio io bisogna, per esempio, darsi delle multe nel caso in cui si contravvenga al divieto di fumare (fare delle pulizie particolarmente noiose o faticose, subire qualche amicizia non proprio profonda), gratificarsi con piccole spese possibili grazie al risparmio operato e quando si sta male, bisogna pensare ardentemente ai risultati positivi che verranno presto da tanta sofferenza. E’ utile ricordare che il succo d’arancia e quello del limone possono sostituire il caffè ed hanno la proprietà di sopprimere il desiderio di fumo.
Esistono cerotti transdermici alla nicotina che cercano di aiutare nel momento di maggiore crisi di astinenza, quando il quasi ex fumatore diventa irrequieto, sgarbato ed affamato: il loro compito è quello di fornire in dosi sempre decrescenti la nicotina di cui alcuni esseri umani sembrano aver bisogno, fino a liberarne il corpo e la mente. Uguale funzione hanno anche piccole cannucce fatte ad immagine e somiglianza delle sigarette, da tenere in bocca fino all’esaurimento, e gomme da masticare. Queste ultime vanno masticate in tutti i punti della bocca per circa trenta minuti e non per più di tre mesi di seguito, anche perché se non funzionano in questo lasso di tempo, conviene cambiare tattica. I cerotti vanno applicati in parti sempre diverse del corpo per prevenire le irritazioni e per un tempo non superiore ai 21 giorni consecutivi.
Un altro sistema che vale comunque la pena di provare, specie in casi disperati, è quello consigliato dagli omeopati: si tratta di un sistema di purificazione del corpo abbinato una sana alimentazione, mentre gli agopuntori consigliano delle sedute incentrate su quelle aree del corpo nelle quali passerebbero i nervi collegati alla dipendenza dalla nicotina. Ancora l’ipnosi suggerisce delle sedute "dissuasive": l’ipnoterapia permette di incanalare le risorse dell’inconscio per produrre effetti benefici. I primi risultati cominciano a vedersi fra 1 e 12 sedute a cadenza settimanale, ma la durata del trattamento varia a seconda della gravità di un caso. Secondo gli inglesi, con la terapia ipnotica tre persone su quattro smettono di fumare dopo una sola singola seduta.
Per la cronaca: secondo alcuni sondaggi fumare fino a 10 sigarette al giorno toglie circa 3 anni di aspettativa di vita, da 20 a 30 sigarette, 5 anni; fino a 40 bionde, 10 anni. Oltre è preferibile non calcolare l’aspettativa di vita.
10/05/2003
E se veramente facessimo tutti cosi ?
Forse le cose cambierebbero un po' in Italia.
" Ho inviato la seguente lettera a Trenitalia (e ai N.A.S.)
Saluti. Cinzia.
Oggetto:violazione del divieto di fumare
Con la presente vi segnalo che all?interno della stazione Tiburtina di
Roma non è rispettato il divieto di fumare come ho potuto riscontrare in
data 5 maggio 2003 alle h. 18. Infatti, nonostante i cartelli affissi,
numerosi e ben visibili, molte persone fumavano e il pavimento era ricoperto
di mozziconi di sigarette. Non mi è stato possibile inoltre informare i
signori Giancarlo Damiani e Francesco Lucenti, i cui nomi sono indicati
sui cartelli di divieto quali responsabili del rispetto e dell?applicazione
della legge, poiché al momento non in servizio come riferitomi da un dipendente
di Trenitalia al quale mi sono rivolta.
Invito pertanto Trenitalia ad operare un controllo rigoroso e costante
allo scopo di ottenere il rispetto di una norma in vigore nel nostro paese
da quasi trenta anni ma ancora troppo spesso disattesa e violata. Sottolineo
che la sola presenza dei cartelli, non è sufficiente e che i dirigenti e
i controllori hanno il dovere di far rispettare le leggi e di elevare le
sanzioni.
Distinti saluti. "
Da www.palazzochigi.it/bioetica/pareri.html è possibile scaricare un documento
(formato pdf) sul tabagismo.
Consiglio a tutti di andare a leggerselo, e' illuminante.
Ragazzi che fumano?
Vediamoci più chiaro
di BIAGIO TINGHINO
(SERT di Monza, Progetto Tabagismo Regione Lombardia)
Indagini conoscitive sono state effettuate nel territorio della ASL3 della Provincia di Milano su 665 alunni della scuola elementare, 1520 della scuola media inferiore, e su 300 insegnanti. Un'altra è stata condotta su 500 studenti delle scuole medie superiori. Obiettivo era capire quali sono i fattori interni ed esterni che spingono i giovani a fumare, quale il livello di informazione sui danni da tabacco e quali le attitudini. Questi interventi, finanziati dalla ASL3, fanno parte del progetto di lotta al Tabagismo che sto coordinando per la Regione Lombardia, e che sono stati possibili grazie all'intervento dei ricercatori Alberto Pellai e Luciana Grapelli dell'Istituto di Igiene dell'Università di Milano, nonché di Valagussa, Giovanazzi e Noseda, delle associazioni di volontariato "Brianza per il Cuore" e "Salute Donna". I dati, alcuni dei quali in corso di pubblicazione, sono molto interessanti. Abbastanza elevato è risultato lo standard di conoscenze relativo alla pericolosità delle sigarette: il 92% degli alunni delle scuole medie inferiori pensa che le sigarette siano velenose, contro l'83% delle elementari. Nonostante ciò, i ragazzi delle medie dimostrano maggiore propensione a ritenere che "fumare sia bello" (7%) contro il 2% delle elementari, e una percentuale doppia si dichiara propenso a fumare stabilmente una volta diventato adulto. Quasi un ragazzo su tre sembra avere un'immagine mentale positiva del fumo; il 26% infatti dichiara di non fumare solo perché è troppo piccolo o perché è impedito dai genitori. Le connotazioni positive che i ragazzi attribuiscono al fumo sono rilevabili dal fatto che il 35% degli alunni delle scuole elementari pensa che "le persone importanti che si vedono in TV" fumino molte sigarette. Per confronto, l'idea del benessere legata ad una dieta sana è meno presente. Solo il 20% crede che gli stessi personaggi importanti mangino regolarmente verdure come zucchine e carote. Non è da poco l'osservazione che gli alunni delle elementari denuncino una percentuale del 40% di genitori fumatori e di conoscere degli insegnanti tabagisti (80%). I dati delle scuole medie superiori sono coerenti con quanto è emerso nelle scuole di grado inferiore. Aumenta il numero di fumatori abituali (17%), ma altri hanno comunque cominciato a fumare occasionalmente. Diminuisce la percezione della dimensione del problema, se si pensa che ad una specifica domanda, gli studenti hanno in gran parte risposto che il fumo è la sostanza meno dannosa tra eroina, cocaina, hashish e alcol. Allarmante la situazione tra gli insegnanti. Sebbene sia diffusa una certa informazione sui danni delle sigaretta, molti ritenevano i danni prodotti dal fumo meno importanti rispetto a quelli derivanti dall'inquinamento atmosferico, e circa l'11% dei docenti dichiarava di essere a conoscenza di colleghi che fumavano in classe, alla presenza degli alunni. Un lavoro di sensibilizzazione, infine, è stato proposto attraverso un concorso a premi indotto dalla ASL e che ha coinvolto circa 1400 alunni, 34 scuole di ogni ordine e grado, 71 classi, 172 insegnanti. I lavori prodotti (cartelloni, posters, puzzle, giochi, videotape, testi teatrali) sono stati esposti in una mostra che è stata ospitata dalla sala mostre della biblioteca monzese.
09/05/2003
Ho trovato un interessante articolo che mi porta a confermare la validita' della mia CAMPAGNA CONTRO IL FUMO IN TV !
Continuate numerosi a mandare le vostre adesioni !
ADOLESCENTI: BACCO, TABACCO E ..... TELEVISIONE
di ALBERTO PELLAI
Uno dei settori in cui maggiormente è dimostrabile la correlazione tra mass media e comportamenti da essi indotti è quello che vede coinvolte le multinazionali del tabacco e dell'alcool, le cui politiche di marketing prevedono una strategia molto aggressiva per conquistare al mercato nuovi acquirenti e consumatori appartenenti alla fascia d'età adolescenziale e giovanile. L'efficacia della comunicazione pubblicitaria in questo ambito è dimostrata dall'entità dell'investimento che ogni anno le multinazionali impegnano in attività promozionali: ben 8.000 milioni di dollari vengono infatti spesi per far comprare prodotti a base di alcool e tabacco e, di questo denaro, soltanto un terzo è impiegato in pubblicità diretta (spazi pubblicitari che invitano all'acquisto del prodotto, situazione tra l'altro vietata per legge in Italia per le sigarette) mentre i restanti due terzi vengono utilizzati per attività di marketing indiretto quali sponsorizzazione di eventi sportivi o concerti rock oppure pubblicità passiva od occulta, striscioni negli stadi o adesivi sui caschi o sulle automobili di Formula 1. Ogni giorno l'industria del tabacco ha bisogno nei soli Stati Uniti di 3.000 nuovi fumatori per garantirsi margini di profitto e guadagno adeguati alle proprie previsioni e valutazioni economiche. Non per nulla, negli U.S.A. l'86% degli adolescenti che fumano, preferisce sigarette di una delle tre marche maggiormente pubblicizzate dai mass media. Effettivamente la presenza di messaggi diretti o indiretti (e quindi con potere di convincimento subliminale) promuoventi l'uso (e abuso) di sostanze ad azione psicotropa è assai ridondante all'interno dei mass media.
L'analisi di un campione di 36 ore di programmi televisivi ha evidenziato come in esso fossero riscontrabili 149 messaggi correlati all'abuso di alcol e sostanze ad azione psicotropa. In tale studio, un messaggio veniva considerato a sostegno di alcol o sostanze stupefacenti quando non era evidenziabile alcun elemento che ponesse una luce negativa su tale comportamento. Dei 149 messaggi analizzati, ben 121 erano a favore di tali comportamenti, non essendo stato possibile rintracciare alcun fattore di condanna o di denuncia. Soltanto in 21 casi la problematicità e le conseguenze derivate dall'abuso di sostanze ad azione psicotropa ricevevano menzione. L'indice a favore di tali comportamenti passava da 6 contro 1 a 10 contro 1 quando, dalla totalità, venivano isolate le sole situazioni che avevano a che fare con il consumo di alcol.
L'aggressività con cui le multinazionali del tabacco si rivolgono ai mass media per uncinare giovani consumatori è legata alla crisi di mercato riscontrata durante gli anni '80, quando le campagne di prevenzione e i gruppi per i diritti dei non fumatori sono riusciti a creare un movimento di opinione e a promuovere una serie di leggi che hanno drasticamente ridotto il numero di sigarette vendute e fumate tra la popolazione adulta, condizione che a tuttoggi non ha, invece, ancora interessato il mercato delle bevande alcoliche. L'industria del tabacco ha, perciò, immediatamente intuito che l'unica possibilità per mantenere elevati livelli di profitto consisteva nell'ampliamento della popolazione dei nuovi consumatori e, quindi, nel reclutamento di nuovi fumatori tra i preadolescenti e gli adolescenti. I risultati non hanno tardato a farsi evidenti: nel quinquennio 1991-95, negli U.S.A. la percentuale di studenti della scuola superiore che fumano è cresciuta del 7%, passando dal 28% al 35%, (anche se fra questi, la percentuale di quelli che dichiarano di fumare con regolarità tutti i giorni è pari al 3.5%) .
In questo stesso periodo di tempo, J.Pierce e il suo gruppo in California hanno monitorato 1752 adolescenti che non avevano mai fumato nel 1993 mettendo in correlazione la loro esposizione a messaggi promozionali con il loro comportamento di fumatori nei successivi tre anni e hanno dimostrato che il 34% di tutte le sperimentazioni di tabacco da parte di individui compresi nella fascia d'età 12-17 anni sono da attribuirsi alle iniziative promozionali promosse dalle multinazionali del tabacco. Rapportato alla popolazione generale, questo comporta che più di 700.000 adolescenti statunitensi sperimentano il fumo di sigarette grazie alle strategie di marketing aziendale. Questo dato è tanto più grave poichè la ricerca dimostra che quanto prima un ragazzo comincia a fumare e tanto maggiore è la sua probabilità di divenire dipendente dalla nicotina, come dimostra il fatto che l'89% dei fumatori abituali ha provato la sua prima sigaretta prima di raggiungere i 18 anni e che 3 adolescenti fumatori su 4 pur provandoci non sono più capaci di smettere di fumare.
La pubblicità diretta ed indiretta, la "glamourizzazione" (effetto che rende socialmente accettabile, desiderabile ed addirittura eleva a status symbol una serie di comportamenti che invece hanno ricadute negative sullo stato di salute individuale e collettivo) del tabacco che da essa ne deriva sono un fenomeno voluto e ricercato dei responsabili di marketing delle multinazionali e risponde a strategie di immagine ben precise. Infatti, mentre per vendere un detersivo o una passata di pomodoro si ricorre ad un prototipo di pubblicità che potremmo definire "FUNZIONALE", che decanta cioè le caratteristiche e funzioni del prodotto in oggetto in modo tale da spingere il potenziale consumatore all'acquisto, alcol e tabacco si servono di spot e messaggi maggiormente basati su un modello di pubblicità "PROIETTIVA" o, a volte, identificatoria. Nella modalità proiettiva, lo spot mostra un luogo, una situazione sociale o un gruppo al quale sarebbe bello appartenere e che presenta caratteristiche assai lontane da quelle dello spettatore. La pubblicità degli alcolici tende, per esempio, a proiettare il potenziale consumatore in un mondo di gente benestante e caratterizzata da elevato tenore di vita, dove tutto è luccicante, bello, elegante. Quasi sempre, perciò, queste pubblicità offrono suggestione, incanto, modelli di uomo e donna verso i quali tendere e ai quali desiderare di assomigliare. Succede, infatti, molto frequentemente che la desiderabilità di una situazione proposta dai media provochi un subconscio meccanismo di identificazione con la situazione proposta, tale da indurre nello spettatore una conseguente ed inconsapevole aspettativa verso se stesso, dalla quale il soggetto riesce a liberarsi soltanto attraverso l'imitazione del comportamento in questione.
La più eclatante delle operazioni pubblicitarie effettuate per promuovere il consumo di tabacco tra i più giovani è quella promossa dalla Camel negli Stati Uniti. La Camel ha "rivoluzionato" la modalità con cui venivano solitamente pubblicizzate le sigarette, affidandola ad un persoanggio dei cartoni, tale Joe Camel, cammellino antropomorfo, con uno stile alla James Bond, sempre ai bordi di una piscina o in sella a moto di grande cilindrata e costantemente in compagnia di bellissime ragazze. Naturalmente Joe Camel fa tutte queste cose con la sigaretta in bocca, e la sigaretta è sempre una Camel. Joe Camel ha stravolto le regole di marketing delle sigarette. Portando il linguaggio dei cartoni animati dentro alla pubblicità del tabacco, la Camel ha cercato di normalizzare l'immagine della sigaretta fin dall'età più precoce, promuovendo l'induzione di attitudini positive nella mente dei piccoli spettatori. E' in questo modo che ...piccoli futuri fumatori crescono e a conferma di questa affermazione ci sono i dati di profitto e vendita. Rispetto ad un campione di popolazione adulta, più del doppio degli spettatori bambini che avevano assistito allo spot avente come protagonista Joe Camel sono stati in grado di associarlo alle sigarette Camel e hanno ritenuto molto divertente lo spot pubblicitario. In soli tre anni, dopo l'introduzione del personaggio Joe Camel negli spot pubblicitari, la Camel ha ampliato di ben 64 volte la sua fetta di mercato "adolescente". Le preferenze dei ragazzi americani nei confronti delle sigarette Camel è passata dallo 0.5% al 32% e il fatturato delle Camel legato alla vendita di sigarette ai minori è passato, nello stesso arco di tempo, da 6 milioni di dollari a 476 milioni di dollari. E' indubbio che i mass media hanno una capacità non facilmente comparabile nell'influenzare le scelte dei ragazzi, anche (e forse soprattutto)
quelle legate ai comportamenti a rischio. Per esempio, due ricerche indipendenti condotte negli Stati Uniti hanno dimostrato che le tre marche di sigaretta per le quali vengono spese le più alte cifre in pubblicità sono quelle che risultano più popolari anche tra gli adolescenti.
Il problema fondamentale è che moltissime volte la trasmissione di messaggi e valori, la creazione di attitudini positive verso comportamenti che dovrebbero invece essere contrastati e allontanati, avviene in modo ambiguo e subliminale, quasi indiretto e toglie allo spettatore la possibilità di porsi con consapevolezza rispetto ai messaggi che lo colpiscono e nei confronti dei quali dovrebbe agire capacità critiche e di pensiero. Non va dimenticato che tale esercizio del pensero critico e logico-astratto che pure l'adolescente possiede, è comunque messo in crisi dal già precedentemente citato fenomeno della "pseudostupidità". E' indubbio: in questi anni le multinazionali del tabacco e dell'alcool stanno cercando di convincere gli adolescenti a "dire sì" alle sigarette e alla birra mentre tutto il resto della società sta cercando di far loro "dire no" a qualsiasi tipo di droga. Si è calcolato che un adolescente per ogni messaggio preventivo contro le sostanze ad azione psicotrope che riceve, viene raggiunto da almeno 25-50 spot relativi a birra e bevande alcoliche. L'alcol, del resto, viene presentato nei media con una frequenza che è almeno tre volte superiore a quella di qualsiasi altra bevanda.
Sono dati che confermano la complessità comunicazionale che un adolescente, crescendo, si trova a dover fronteggiare. Non deve essere facile districarsi in questa giungla di messaggi, che colpiscono forte la mente e la fantasia di chi li percepisce. Si collocano tra conscio e inconscio e hanno spesso facile gioco del proprio bersaglio,
frequentemente abituato a ricevere il messaggio comunicato, ma non a decodificarlo, interpretarlo, relativizzarlo. Di nuovo, in mezzo a questa entropia di messaggi, servirebbero adulti attenti e competenti, capaci di proporre alternative e aiutare il preadolescente a smontare e ricostruire ciò che il piccolo schermo ed i mass media gli forniscono come dato assoluto, non interpretabile e che non può essere messo in discussione. Non c'è dubbio che la desiderabilità e l'appeal con cui i media sanno presentare e proporre comportamenti e prodotti contrari al benessere, agiscono attraverso l'attivazione di processi consci e subconsci, secondo modalità che possono essere sia separate che combinate. Poichè la comprensione degli intenti persuasivi di un messaggio funziona da potente dissuasore, in quanto intacca le variabili cruciali del processo di decision-making, l'educazione ai media può aiutare i giovani spettatori, promuovendo in loro un atteggiamento critico e realista ed aiutandoli a discriminare ciò che è giusto da ciò che non lo è. Ma per fare questo occorrono figure adulte con funzione educativa efficace e presenza attenta e disponibile. Certo che, se pure noi, adulti ed educatori, veniamo travolti e sommersi dal medesimo caos mediatico e spesso non solo non riusciamo a ritrovare la direzione, ma anche ne veniamo ugualmente sopraffatti, allora ancora di più l'adolescente non può che cadere in balia di un processo che può soltanto subire.
(di Alberto Pellai, Istituto di Igiene e Medicina Preventiva, Università di Milano)
Per accontentare Alfredo, il link e':
http://www.stop-tabac.ch/it/brochure/indetermination.html
08/05/2003
Da Gea News N° 9 :
Australia: i bambini potrebbero denunciare i genitori che fumano
Un importante avvocato della Difesa Pubblica ha affermato che i figli esposti al fumo passivo da parte dei genitori presto potrebbero essere in grado di denunciarli. Inoltre i genitori che fumano potrebbero essere penalizzati nelle dispute legali per richiesta di affidamento.
In una relazione pubblicata questo mese, Eugene Arocca, socio della Maurice Blackburn Cashman, afferma che l'obiettivo nelle cause per danni da fumo, in Australia, sta spostandosi dall'ambiente di lavoro a quello domestico e alberghiero.
In particolre, egi sostiene che figli di genitori fumatori, lavoratori fissi presso alberghi, ristoranti e locali notturni, soggetti esposti al fumo in prigione, potrebbero in futuro citare per danni i responsabili. "Le cause legali di questo genere", aggiunge Arocca, "potranno estendersi a familiari che fumano, occupanti di immobili residenziali, e perfino madri in attesa".
Nella sua relazione Arocca riferisce di casi, negli USA, di genitori che, se non smettono di fumare, perdono i diritti di affidamento dei minori. Se due genitori sono in causa a tale riguardo, ed hanno caratteristiche equivalenti, quello dei due che non è fumatore ha più diritto ad ottenere l'affidamento del figlio. Arocca sostiene che bambini, giovani e perfino adulti che abbiano contratto asma, tumori o altre malattie fumo-correlate, possono fare causa a genitori, familiari e altri soggetti con cui siano stati in contatto prolungato, come educatori e simili, per danni da fumo passivo. I figli sarebbero certamente restii a intraprendere tali legali nei riguardi dei genitori, ma non se la controparte fosse rappresentata da compagnie assicuratrici dell'abitazione e dei suoi residenti.
Da Gea News N° 8 :
E i produttori non stanno a guardare. (Ricevuto da GLOBALink)
"I received the note below from one of our smoking cessation counselors."
Ron Davis (
rdavis1@hfhs.org)"Questa settimana ho parlato con un paziente che aveva smesso di fumare 2-3 settimane prima del 1 gennaio del 2000. Mi disse che aveva resistito fino al 3 gennaio. Ma quel lunedì aveva fumato 2 sigarette.
Gli ho chiesto il perche' e mi disse che la Winston (marca di sigarette pubblicizzate dai "Flintstones" di Hanna e Barbera n.d.r.) gli aveva giusto spedito un pacchetto di sigarette gratis arrivato per posta proprio lunedì.
"E' interessante il fatto che queste sigarette sono arrivate nel momento in cui la maggiorparte dei fumatori decide di smettere. Tutto cio' sembra illegale, anche se non sono del tutto sicuro. Ho voluto dirvelo perche' mi sembra che queste compagnie del tabacco stanno giocando sporchi traffici e sono sicuro che molti altri fumatori riceveranno in dono altri magnifici pacchetti GRATIS."
07/05/2003
Tratto da GEA News N° 5 :
Non cominciare, perche ti sarà difficile smettere
Ogni fumatore con cui parlate vi dirà che fumare fa male.
Allora perché continuano a fumare?MITO: Le compagnie del tabacco divulgano che il fumare rappresenta una scelta adulta. VERITA': I fumatori cominciano da ragazzi o da bambini età in cui è difficile operare una scelta in piena libertà.
Più del 70% dei fumatori vorrebbe smettere.
MITO: I produttori di sigarette rinforzano il concetto che i fumatori possono smettere quando vogliono.
VERITA': Fumare è una dipendenza fisica e mentale ad ogni effetto, una volta che cominci è davveri difficile fermarti.
Cosa non ti dicono i produttori e venditori di Tabacco.
- Le possibillità di avere successo al primo tentativo di smettere di fumare sono di 1 a 100.
- I fumatori che smettono sono tutti a forte rischio di ricaduta. - I fumatori hanno successo a smettere non prima di avere effettuato 3 o 4 tentativi precedenti.
Con le loro proprie parole
- "La Nicotina crea dipendenza. Noi abbiamo fatto commercio di Nicotina, una droga." – Addison Yeaman, ‘Brown and Williamson’, 17 Luglio 1963.
- "Fortunatamente per l'industria del Tabacco la Nicotina crea abitudine ed è unica nelle sue molteplici azioni fisiologiche." – research planning memo by RJ Reynolsd Tobacco Co - researcher Claude Teague, 1972.
- "Pochissimi fra i consumatori sono attenti agli effetti della Nicotina, si tratta di una droga in grado di creare dipendenza, ed è anche un veleno." – Brown and Williamson memorandum signed by HD Steele, 1978.
Cosa dice oggi la LEGGE ITALIANA SUL FUMO ?
Potete leggerlo su questa interessante pagina del sito ARIA PULITA :
http://web.cheapnet.it/ariapulita/legge.html
06/05/2003
Mi rispondo da solo !! :
La Fia (Federazione internazionale dell'automobile) ha deciso di bandire ogni tipo di sponsorizzazione di marche di sigarette nella F1. Dal 2006 quindi via ogni tipo di riferimento alle "bionde" da auto, tute e da tutto il circuito di F1.
La perdita di introiti per le scuderie sfiorerà i 396 milioni di euro.
05/05/2003
MA PERCHE' LA FERRARI E' ANCORA SPONSORIZZATA da questa marca di produttori di sigarette e venditori di morte ? Ma non esiste una Legge che vieta la pubblicita' alle sigarette ?

Qualche altra battuta sul fumo : -Ogni anno il tabagismo fa' più vittime degli incidenti stradali! Che aspettate a metterlo in galera? -Le parole più belle al mondo non sono: "TI AMO!" ma: "E' BENIGNO!!" (Woody Allen) -Il fumo logora chi non ce l'ha! (un tossico) -Perché tutti mi mettono i piedi in testa?? (una cicca) -La sigaretta è la sintesi del piacere perfetto. BREVE ed INTENSO (Oscar Wilde)
04/05/2003
Che ne pensano in Svizzera delle nostre problematiche ?
E se smettessi di fumare ?
Se, come la maggior parte dei fumatori, in questo momento lei non provede di smettere di fumare, questo è l' ideale per lei. L'obiettivo di questo scritto è quello di farle prendere coscienza dei vantaggi di une vita senza sigarette e di invogliarla a smettere di fumare. Le informazioni che contiene provengono da inchieste realizzate presso fumatori e ex-fumatori, oltre ad una raccolta delle conoscenze scientifiche più recenti. Vorremmo condividere con lei le prossime informazioni.
I vantaggi di una vita senza tabacco
Ha già pensato a quali vantaggi trarrà da una vita libera dalla sigaretta ? Può utilizzare lo spazio a disposizione per farne l'elenco.
I vantaggi di una vita senza sigarette:
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Ecco un elenco di ciò che è stato detto da ex-fumatrici ed ex-fumatori che hanno partecipato ad un'inchiesta realizzata a Ginevra sul fatto di aver smesso di fumare:
- "Mi sono sentita fiera".
- "Ho provato la soddisfazione di avere ottenuto una vittoria". "Si disturbano meno le persone che ci stanno attorno". "Questo fatto mi valorizza agli occhi di chi mi sta vicino". "I miei familiari sono molto soddisfatti".
- "Ho più energia". "Me sento più in forma". "Le mie prestazioni sportive sono migliorate ".
- "Quando mi sveglio la mattina mi sento più fresco".
- "Respiro meglio". "Ho riscoperto i sapori e gli odori".
- "Risparmio 40.-Fr alla settimana (un pieno di benzina) ".
- "Non si è più obbligati di preoccuparsi sempre di avere con sé le sigarette".
- "L'odore sui vestiti è sparito".
- "Ho un aspetto migliore". "Non mi devo più preoccupare dei miei polmoni".
- "Non tossisco più". "Non ho più mal di testa". "Ho mal di gola più raramente".
- "Sono meno nervosa".
Migliori la sua salute smettendo di fumare
Continuando a fumare rischia di ammalarsi seriamente. Smettere di fumare è il gesto più importante che può fare per proteggere la sua salute, indipendentemente dall'età e dal numero di anni durante i quali ha fumato.
- Gli uomini che smettono di fumare tra i 35 e i 39 anni aumentano la loro speranza di vita di 5 anni, mentre le donne della stessa età l'aumentano di tre anni. Anche smettendo dopo i 65 anni, sia per gli uomini sia per le donne, aumenta la speranza di vita.
- Dopo un anno dal momento in cui si smette di fumare, il rischio di malattie cardiache (es.infarti) si riduce della metà. Dopo 15 anni, il rischio è paragonabile a quello di una persona che non ha mai fumato.
- Dopo 10 anni dal momento in cui si smette di fumare, il rischio di cancro ai polmoni si riduce della metà.
- Per gli uomini, fumare la sigaretta aumenta il rischio di impotenza. Smettendo di fumare questo rischio si riduce.
Le donne traggono molti benefici smettendo di fumare
- Fumare è rischioso per chi fa uso della pillola contraccettiva. Smettendo di fumare, le donne che prendono la pillola diminuiscono sensibilmente il rischio di malattie cardio-vascolari.
- Il tabagismo riduce la fertilità. Le fumatrici che desiderano avere figli impiegano più tempo per restare incinte.
- La donna fumatrice corre un rischio maggiore di avere un bambino sottopeso alla nascita che può correre dei rischi. Le donne che smettono di fumare, prima o durante il primo trimestre della loro gravidanza, riducono il rischio di avere un figlio sottopeso alla nascita, al pari di una non fumatrice.
- La nicotina passa attraverso la placenta e attraverso il latte materno, agendo sul sistema nervoso del feto e rispettivamente del lattante.
- La menopausa si manifesta più precocemente presso le fumatrici. Smettendo di fumare la ri ritarda.
- Fumare favorisce inoltre l'insorgere di rughe. Smettendo di fumare si sciupa meno la pelle.
Smettendo di fumare proteggerà anche i suoi figli
- I figli dei fumatori hanno percentualmente il doppio delle probabilità, dei figli dei non fumatori, di diventare fumatori.
- I figli di fumatori sono maggiormente colpiti da infezioni al sistema respiratorio, asma e tosse cronica, in rapporto ai figli dei non fumatori.
- Il rischio di morte improvvisa per il neonato è più elevata quando i genitori fumano.
Inconvenienti dovuti all'abitudine di fumare
Ha riflettuto su altri inconvenienti del tabagismo, oltre ai rischi per la salute? Può utilizzare lo spazio a disposizione per farne un elenco.
Inconvenienti dovuti all'abitudine di fumare:
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Ecco alcuni inconvenienti provocati dal tabagismo citati dai partecipanti nelle nostre inchieste.
- "Si convinca, comunque, che questi inconvenienti spariranno (presto per alcuni e gradatamente per altri) quando smetterà di fumare !
- "Fumare rende l'alito cattivo".
- "Dopo aver fumato una sigaretta si ha un cattivo odore".
- "La sigaretta lascia un cattivo odore nell'appartamento e in automobile".
- "Il mio vizio di fumare mi fa spendere molti soldi".
- "Fumare ingiallisce le dita e i denti".
- "E' fastidioso sentirsi dipendente dalla sigaretta".
- "Fumare infastidisce gli altri". "Fumando si ha meno fiato".
- "Fumare genera una sensazione di fatica". "Si ha meno energia".
Sappia che...
- In Svizzera, come nella maggior parte dei paesi ricchi, il tabacco rappresenta la principale causa evitabile di malattia e di mortalità.
- In Svizzera muoiono 10'000 persone all'anno per malattie dovute al tabagismo. Questo dato equivale al crash di 25 Boeing 747. Esso rappresenta più della totalità dei decessi dovuti ad incidenti stradali (700), al consumo di droghe illegali (310), all'AIDS (680), alle cirrosi dovute al consumo di alcol (650) o ai suicidi (1'500).
- Un fumatore su due, muore di una malattia attribuibile al tabagismo. Inoltre i fumatori muoiono in media 8 anni prima dei non fumatori. Smettendo di fumare aggiungete molti anni alla vostra speranza di vita, aumentando la probabilità di vedere i vostri figli e i vostri nipoti crescere.
- I decessi dovuti al tabagismo sono piu frequentemente preceduti da lunghe e dolorose malattie.
- Il tabagismo non uccide solo le persone anziane. In Svizzera il 30% dei decessi degli uomini e 1'8% dei decessi delle donne, appartenenti alla fascia d'età tra i 35 e i 69 anni, sono dovuti al tabagismo. (Il tasso di mortalità per le donne è meno elevato in quanto in passato le donne fumatrici erano meno numerose rispetto agli uomini).
- Il rischio di cancro ai polmoni è di 18 volte più elevato per i fumatori rispetto ai non fumatori. Inoltre il rischio di contrarre un infarto prima dell'età di 65 anni è tre volte più elevato. Questo rischio diminuisce sensibilmente se si smette di fumare.
- Solo il 13% delle persone alle quali viene diagnosticato un cancro ai polmoni è ancora in vita 5 anni dopo.
- Il tabagismo è la cause di molti altri problemi di salute: ictus, osteoporosi (diminuzione della densità delle ossa e causa di dolori e fratture), bronchite cronica, ulcera dello stomaco, deterioramento delle gengive, ecc.
- Fumando mettete in pericolo la salute degli altri. I non fumatori che vivono con un fumatore aumentano del 26% il rischio di avere un cancro ai polmoni, del 23% di avere un infarto, in confronto ad un non fumatore che vive in un ambiente senza fumo.
- Il 33% degli incendi è causato da un fumatore (sigarette gettate nella pattumiera, nei boschi, ecc.).
- Numerosi incidenti stradali sono causati dai fumatori, dovuti alla loro disattenzione.
Fumando lei assorbe:
* circa 4'000 sostanze naturali contenute nel tabacco, di cui la nicotina (la sostanza che crea la dipendenza), il monossido di carbonio (che ostacola l'azione dei muscoli e del cervello), l'arsenico e i derivati dal cianuro (composi da cianuro e idrogeno), l'acetone, la formaldeide, ecc.
* additivi chimici quali l'acido silicico, carbonico, acetico, formico, benzoico; il diossido di titanio; i prodotti sbiancanti delle ceneri; gli acceleratori di combustione, ecc.
* catrame, che si deposita nei bronchi e nei polmoni e può provocare il cancro.
* ammoniaca, che i fabbricanti di sigarette aggiungono al tabacco per facilitare l'assorbimento della nicotina e quindi il mantenimento dell'effetto di dipendenza del fumatore.
Molte di queste sostanze e additivi sono estremamente tossici. Vuole veramente assorbire quotidianamente queste sostanze ?
Fumando mette in pericolo anche la salute degli altri:
Diversi studi hanno evidenziato come fra i non-fumatori che vivono con un fumatore il rischio di cancro al polmone è aumentato del 26% e il rischio di infarto del 23% in rapporto a non-fumatore che vivono in un ambiente senza fumo.
L'immagine che da di se stesso
Come sa il gesto di fumare è sempre più mal visto. Rifletta sull'immagine negativa che da di lei stessa alla sua famiglia, ai suoi bambini, ai suoi amici, ai suoi colleghi di lavoro, ai suoi superiori. Smettendo di fumare darà loro un'immagine di una persona forte e responsabile, capace di volontà preoccupato della propria salute e di quella degli altri.
L'esempio dato ai giovani:
Gli adulti che fumano sono in parte responsabili quando gli adolescenti imitano questo comportamento. Smettendo di fumare diventerà, per i più giovani, un modello positivo.
Lei vuole sostenere l'industria del tabacco ?
Comperando le sigarette sostiene un'industria che riconosce di avere quale obiettivo economico i bambini e gli adolescenti, riconosce di manipolare la composizione del tabacco per accrescerne l'effetto di dipendenza e soprattutto che conosce l'esatto pericolo del prodotto che vende. Essa ha riconosciuto anche di aver mentito, poiché contrariamente a quanto ha sempre affermato, sapeva da parecchio tempo che la nicotina crea dipendenza fisica.
Perchè vorrebbe continuare a fumare ?
Si è già chesta per quali ragioni continua a fumare pur conoscendo gli svantaggi di questa abitudine ? Utilizzi lo spazio in basso per farne un elenco.
Le ragioni per le quali vorrei continuare a fumare:
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Ecco alcune ragioni dei partecipanti alla nostra inchiesta e le risposte che possiamo dar loro.
"Mi piace fumare"
Il piacere che trova nella sigaretta lo può trovare anche altrove. Esso è legato alla dipendenza nicotinica. Smettendo di fumare proverà un sentimento di conquista, si sentirà più in forma, ritroverà pienamente il gusto e l'odorato, gli alimenti e le bibite avranno un maggior sapore e avrà più fiato. Inoltre, smettendo di fumare, non dovrà più preoccuparsi dei rischi che corre la sua salute e quella degli altri. (www.zyban.com).
"Fumare mi rilassa"
Ci sono altri modi per rilassarsi: facendo dei respiri profondi, oppure una passeggiata o più movimento, praticare una tecnica di rilassamento, dormire di più o ancora fare una siesta (anche solo di un quarto d'ora), ecc. Il piacere e la sensazione di rilassamento che si provano dopo aver fumato una sigaretta, sono legati alla dipendenza generata dalla nicotina. In realtà la sigaretta elimina il cattivo umore provocato dalla mancanza di nicotina.
I non fumatori non provano ne piacere ne rilassamento quando assumono nicotina. Se smetterà di fumare si renderà conto che non avrà bisogno della sigaretta per rilassarvi e per vivere con piacere. Ritroverà la calma e la tranquillità di cui godono i non fumatori. I fumatori hanno dimenticato cosa significa essere completamente rilassati in quanto temono in continuazione di provare i sintomi di astinenza dalla nicotina.
"Una sigaretta mi aiuta a supportare i momenti difficili"
Si chieda se in fondo la sigaretta l'aiuta veramente a superare i suoi problemi. Accendere una sigaretta quando si presenta un problema può impedirle di identificare il vero problema e di risolverlo.
"Fumare mi permette di concentrarmi e di lavorare meglio"
La nicotina facilita la concentrazione in quanto attenua i sintomi di astinenza (agitazione, ansia). Essa le permette di liberare i suoi pensieri per altre cose. In realtà la sigaretta diminuisce le prestazioni intellettuali in quanto diminuisce l'apporto di ossigeno al cervello.
"Prima o poi smetterò di fumare ma non ora"
Non sarà certamente più facile smettere fra qualche tempo. Quindi perché non smettere subito ? Non sarebbe meglio smettere di fumare a partire da subito, prima di essere colpito da una malattia dovuta al tabagismo ?
"Mi manca la volontà per smettere di fumare"
Migliaia di persone sono riuscite a smettere di fumare, quindi anche lei ne avrà le capacità ! Si guardi attorno, conosce sicuramente più di un non fumatore. Pensi che anche lei possiede la volontà che hanno avuto queste persone e che anche lei potete riuscire a smettere di fumare. Contrariamente a ciò che pensano molti fumatori non si tratta solo di una questione di volontà, ma anche di una certa attitudine. Potrà conquistarla leggendo gli opuscoli di questa serie.
"Sono dipendente dalla nicotina"
La nicotina è infatti una sostanza che genera una forte dipendenza fisica. In realtà è la dipendenza la ragione principale che spinge i fumatori a continuare a fumare. Ogni sigaretta alimenta e rinforza questa dipendenza. Vi basterà smettere di fumare per un periodo di 2 o 3 settimane per liberarvene. Smettere di fumare significa uscire dalla morsa della dipendenza. Molti ex-fumatori confessano che uscire dalla dipendenza è stato meno difficile di quanto pensassero e che se l'avessero saputo avrebbero smesso prima.
"Ho paura dei sintomi provocati dalla mancanza della sigaretta"
Questi sintomi spariscono in genere dopo due o tre settimane. I cerotti, le gomme da masticare e lo spray nasale a base di nicotina, attenuano questi sintomi o addirittura li eliminano. Facendo uso di questi prodotti moltiplicherà di due o tre volte la possibilità di riuscita dei tentativi di smettere.
"Se smettessi di fumare ingrasserei"
E' vero che alcune persone aumentano di peso smettendo di fumare. Sappia comunque che l'aumento di peso è moderato (3 o 4 chili) e che esistono tecniche semplici ed efficaci per perdere peso o evitare di acquistarne. L'utilizzazione di cerotti e di gomme da masticare alla nicotina permettono agli ex-fumatori di limitare, o almeno di ritardare, l'aumento di peso dopo aver smesso di fumare.
"Alla mia età il peggio è fatto "
Questo ragionamento è sbagliato. Indipendentemente dalla sua età e dagli anni in cui fuma. Smettere di fumare ha un effetto benefico sulla sua salute. Non e mai troppo tardi.
"Fumo poco, non rischio molto"
Anche questo ragionamento è sbagliato. Molti studi scientifici hanno dimostrato che anche "medi" fumatori corrono seriamente dei rischi. Ad esempio gli uomini che fumano da una a 10 sigarette al giorno, corrono il rischio di contrarre un cancro ai polmoni nella misura di 10 volte maggiore in rapporto ad un non fumatore.
"Fumo sigarette leggere e il rischio che corro è minimo":
Il concetto di sigarette "leggere" è stato inventato dall'industria del tabacco per trarre in inganno il fumatore portandolo a credere di fumare sigarette con un grado di tossicità minimo. I tassi di nicotina e di catrame indicati sul pacchetto di sigarette sono stati stabiliti con degli appositi macchinari, ma le persone non sono macchine ! I fumatori di sigarette leggere non fumano allo stesso modo dei fumatori di sigarette "normali". Essi, infatti, inalano più profondamente, fanno dei tiri più lunghi e più frequenti, lasciano dei mozziconi più corti e tendono a comprimere il filtro per evitare che il fumo sia troppo diluito con l'aria. Di conseguenza il tasso di nicotina e di sostanze tossiche contenuto nel sangue, non è molto diverso per i due tipi di fumatori.
"Se smetto poi temo di ricominciare"
La ricaduta è un fenomeno normale. Mediamente un ex-fumatore fa 4 tentativi seri di smettere prima di liberarsi completamente dalla sigaretta. La ricaduta non è una vergogna, bisogna piuttosto ripetere il tentativo aumentando cosi le possibilità di successo.
E ora?
Perchè non fare il passo ?
Probabilmente non prevede di fumare per tutta la vita. Perché, dunque, non smettere già sin d'ora, prima di essere colpiti da una malattia o di far ammalare le persone che vi stanno vicine. Moltie ex-fumatori hanno affermato che smettere di fumare è stata una delle decisioni migliori prese nella loro vita e quelle che il ha resi più fieri. Cominci rafforzando la sua motivazione. Si informi, ne parli con le persone che le stanno vicine o con il suo medico. Prepari un tentativo e provi a smettere anche a costo di racadere. Tentare più volte è normale.
Noi possiamo aiutarla !
Possiamo darle dei consigli personalizzati per motivarla ed aiutarla a smettere. Dovrebbe compilare un questionario e poi inviarcelo. Riceverà un resoconto basato sulle sue risposte. Se lo desidera potrà ricevere una serie di resoconti diluiti nel tempo. Inoltre, abbiamo realizzato una serie di opuscoli che potranno esserle utili. Può ottenere gratuitamente questo materiale scrivendoci all'indirizzo indicato nell'ultima pagina.
Se ha accesso ad Internet più ordinarlo al seguente indirizzo: http://www.stop-tabac.ch.
Si prepari attivamente
Piuttosto di provare a smettere da solo, si faccia aiutare da un medico o da una specialista o da un gruppo di sostegno (Piano dei 5 giorni). Troverà degli indirizzi utili nelle pagine seguenti.
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Dove può trovare aiuto ed informazioni per smettere di fumare ?
Internet
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Consigli individuali prodotti dal Sistema Esperto Stop-Tabacco in base al vostro questionario: http://www.stop-tabac.ch.
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Swissweb della prevenzione: http://www.prevention.ch.
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Centro nazionale di documentazione sul tabacco e sulla salute (Canada): http://www.ccsh.ca/ncth/cndts.html.
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Riduzione del tabagismo (Canada): http://www.hc-sc.gc.ca/english/tobacco.htm
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Tabac-net (France): http://www-tabac-net.ap-hop-paris.fr/
Metodi che possono aiutarla :
- Piano dei 5 giorni della Lega Vita e Salute (metodo di gruppo): Lega Vita e Salute. Via Cabione 18 - CH 6900 Massagno.Tel: 091- 945.38.54.Internet: http://www.vie-et-sante.ch. E-mail: carprev@iprolink.ch
03/05/2003
Il fumo uccide, e se tu sei ucciso, hai perso una parte molto importante della tua vita. (Brooke Shields).
" Una pipa da' al saggio tempo per riflettere, all'idiota qualcosa da mettere in bocca " (Paradosso di Trischmann) (Arthur Bloch).
Da GEA di Aprile :
Neppure in casa
Fumare in appartamenti e condomini potrebbe diventare in California un comportamento soggetto a restrizioni, se sarà approvato un progetto di legge per il controllo del fumo passivo. L'abitazione privata è diventata il prossimo fronte nella battaglia fra il diritto di fumare e il diritto di non respirare fumo di sigarette. Un disegno di legge del deputato Joe Nation (San Rafael) si propone di vietare il fumo negli spazi comuni degli edifici multi-familiari: per esempio lavanderie e cortili. Il 2006 termine ultimo per l' applicazione del divieto di fumare in appartamenti e condomini, tranne quelli esplicitamente "per fumatori". Il disegno di legge di Nation darebbe ai non fumatori più diritti, ribalterebbe il principio per cui è permesso fumare in un appartamento, a meno che da contratto non ci sia uno specifico divieto. Nessuna legge protegge i fumatori da discriminazioni da parte dei padroni di casa che non vogliono affittare gli alloggi o pretendano affitti maggiori per l' odore, le macchie e il pericolo di incendi che il Fumo comporta. Ma la legge attuale non fornisce nemmeno la necessaria autorità ai padroni di casa e associazioni di proprietari di limitare le infiltrazioni di fumo in edifici complessi. I fumatori ribattono che le leggi restrittive della California avevano reso la casa l'ultimo posto dove fumare era permesso. Per Ray Domkas, il progetto di legge di Nation, è il seguito della filosofia che ha portato al bando del fumo nei ristoranti e bar fra 1994 e 1998.
(Fonte: Times)
02/05/2003
Economia della canna
Traduzione e sintesi di CRISTINA VATTERONI
I fumatori di canapa amano stare sul divano e passare delle ore assorti in intrattenimenti domestici consumando Red Bull, pizza, dolcetti, roba da sgranocchiare come Mars e gelatine Haribo, videocassette, videogiochi, TV. Il business dei larghi consumi sa che i consumatori di droghe hanno denaro da scialacquare. Il mercato azionario è incerto e i listini sono sull'orlo del precipizio. Saranno i fumatori di cannabis gli improbabili salvatori dell'economia Britannica? Uno studio-ricerca sta informando i noti marchi e le compagnie di High-Street sui guadagni e perdite alle quali potrebbero andare incontro se fumare cannabis diventasse un comportamento diffuso. La ricerca ha rivelato che l'economia britannica della canna fattura 5 miliardi di sterline l'anno per ciò che riguarda direttamente le vendite, più altri 6 miliardi collegati strettamente a tale mercato in espansione."I giovani fra i 15 e 30 anni seguono molto la moda e sono ambiziosi" afferma Andy Davidson, che ha commissionato l'indagine al Research Business International (TRBI). Lo studio ha rivelato che i fumatori di cannabis, ogni volta che fumano, spendono in media 20 sterline per prodotti vari, conseguenza diretta dell' incremento dell'appetito dovuto alla cannabis, è una spesa extra di 120 milioni di Sterline a settimana, che va ad incrementare gli introiti di una serie di fornitori di vivande da asporto. L'indagine di governo ha confermato che i consumatori regolari sono 6 milioni. Il progetto EDGE del Research Business International è la prima ricerca a fini commerciali e non medici su questo fenomeno di consumo. Le industrie del tabacco hanno lavorato segretamente per anni su progetti mirati a produrre sigarette di cannabis, malgrado il fatto che gli scienziati coinvolti in tali ricerche rischiavano e rischiano l'arresto per possesso di droga. Comunque, compagnie come la Imperial Tobacco affermano ancora che le loro cartine, tipo le king Size Rizla, sono fatte esclusivamente per arrotolare sigarette e non per arrotolare canne.
01/05/2003
Per rasserenarci un po', dato che oggi e' festa, qualche battuta sul fumo :
-Metteteci del tabacco in quello che fumate! (anonimo belga del XV sec.)
-Ho smesso di comprarle! (uno scroccone)
-Gli uomini preferiscono le bionde! (monopoli di stato)
-Ho iniziato accendendole! (un piromane)
-Sigarette alla menta per smettere? Preferisco vivere! (un fumatore incallito)
-Il fumo ammazza lentamente! Non abbiamo fretta!






Scatta l'ora X per i bar e ristoranti dove oggi è ancora consentito fumare. Entro un anno, infatti, i pubblici esercizi dovranno adeguarsi strutturalmente (con bocchettoni d'aria e nuovi cartelli), differenziando zone per fumatori e non, oltre ad adoperarsi affinché il divieto, d'ora in poi, venga effettivamente rispettato dai clienti. In mancanza, il titolare o il conduttore del locale rischia una sanzione pecuniaria fino a 3 mila euro.
- A breve, nel Consiglio dei ministri di questa settimana o della prossima arriverà il secondo regolamento della nuova legge anti-fumo (il primo era quello sui requisiti tecnici per l'aerazione dei locali), che attribuirà solo alle forze dell'ordine e, se delegati, alle guardie giurate, il compito di multare chi fuma nei luoghi vietati.
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