UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








29/04/2009

FUMANO IN OSPEDALE, 10 DENUNCE A SIENA(AGI) - Siena, 20 mar. - Dieci persone tra medici e funzionari amministrativi dell'Azienda Ospedaliera Universitaria "Le Scotte" di Siena, sono state segnalate dal N.A.S. di Firenze alla Procura Regionale della Corte dei Conti perche' ritenute responsabili di aver causato un danno d'immagine alla sanita' pubblica omettendo di vigilare correttamente sull'obbligo, imposto dalla normativa vigente, di divieto di fumo nei locali del nosocomio. La vicenda nasce da diverse segnalazioni da parte di privati cittadini che denunciavano il mancato rispetto della normativa in tema di divieto di fumare da parte di alcuni medici dell'ospedale. Il danno di immagine verra' quantificato dalla Corte dei Conti e addebitato alle persone denunciate. --

Scoperti i geni delle dipendenze Stessa variante per alcol e fumo*Le cattive abitudini avrebbero una comune base genetica: 11 le variazioni responsabili. L'esperto: "Non è detto che siano tutte ereditabili. Ma è importante tenerne conto" *di SARA FICOCELLI*C'è chi non sa resistere all'alcol, chi fuma una sigaretta dopo l'altra, chi per sentirsi meglio sniffa cocaina. Iinutile dare la colpa solo all'educazione o allo stress: uno dei principali responsabili delle nostre dipendenze è un gene. O meglio, 11 geni, stando a una ricerca americana che ha ristretto il campo delle variazioni responsabili dei nostri "vizi maledetti". Alla base dell'inclinazione a dipendere da sostanze come alcol, nicotina e cocaina ci sarebbe dunque (anche) una causa genetica, senza ovviamente dimenticare fattori come ambiente ed esperienze personali che hanno il loro peso nello spingerci verso ogni cattiva abitudine. Dunque queste inclinazioni, proprio come la schizofrenia, sarebbero in parte ereditabili. La scoperta, che verrà pubblicata sul numero di aprile della rivista *Nature Reviews Genetics*, è stata condotta in team dalle università della Virginia e e del Michigan. I ricercatori delle due facoltà di medicina hanno studiato i meccanismi della cosiddetta "genetica delle dipendenze" scoprendo che tutti i nostri vizi sono riconducibili a varianti di un numero circoscritto di geni, e che quelli legati alla dipendenza da nicotina si trovano in stretta relazione con la tendenza all'uso di cocaina, eroina e altre sostanze. "Gli studi finora condotti sui vari tipi di dipendenza - ha spiegato il neuropsichiatra americano Ming Li - hanno dimostrato più volte il legame tra genetica e comportamento additivo. Il nostro lavoro ha cercato di restringere il campo a elementi specifici. Una volta che i ricercatori avranno individuato le esatte variazioni genetiche e i relativi meccanismi molecolari, potremo creare trattamenti più efficaci, addirittura personalizzati, studiati in base al tipo di dipendenza di cui soffre l'individuo". A ciascuno il suo, dunque, o meglio a ciascuno la propria cura, creata ad hoc partendo dallo studio di una causa scatenante comune. La ricerca, condotta dal professor Li e dalla psichiatra Margit Burmeister, ha fatto un riassunto di posizioni genomiche precise su 11 cromosomi, dove le dipendenze da alcol, cannabis, cocaina, eroina e nicotina si trovano raggruppate insieme. "Il confronto tra i picchi di dipendenza di diverse sostanze - continua Li - conferma che le vulnerabilità genetiche alle dipendenze si sovrappongono". Si parla infatti, tra gli addetti ai lavori, di "genetica dei caratteri complessi", che è la branca che studia le interrelazioni tra varianti. Il professor Antonio Torroni, ordinario di Genetica presso l'università di Pavia, spiega che gli 11 regimi di cromosomi individuati dimostrano che sono almeno 11 i geni coinvolti nel processo di dipendenza da sostanze. "Ma non dobbiamo pensare che tutti siano ereditabili. C'è la possibilità che i genitori trasmettano al figlio alcune varianti, non tutte. Bisogna comunque stare attenti e tenerne conto". Una precisazione importante, che tira in ballo il discorso delle concause esterne. "Una scoperta del genere può anche servire a migliorare le strategie di prevenzione - conclude il genetista - se io so di avere in parte ereditato da mio padre la tendenza a fumare, dovrò fare di tutto per non frequentare ambienti in cui si fuma, insomma cercare di non agevolare, con il mio comportamento, una inclinazione già presente in me. Ma non è detto, viceversa, che chi non ha ereditato questo patrimonio genetico sarà immune ai vizi". (*16 marzo 2009*) La Repubblica

03/04/2009

Fumare in auto ora è vietato

San Marino *17/03/2009* **

Il decreto delegato del 10 marzo ha fatto chiarezza anche su
questa disposizione. La sigaretta al volante è vietata, ora non ci sono più
dubbi. Tra i divieti per chi guida, all'articolo 48 del codice della strada,
è stata aggiunta la parola "fumare" e per chi trasgredisce è prevista una
sanzione amministrativa di 100 euro. Gli automobilisti sono avvisati. In
questo modo si chiude una vicenda che aveva fatto discutere - e non poco -
nei mesi scorsi. Fino a questo momento, infatti, della norma che proibiva la
sigaretta, in auto, non c'era traccia nel codice della strada. Era
semplicemente desunta dalla legge sulla tutela della salute pubblica
dall'esposizione al fumo di tabacco. L'articolo 5, di questa normativa,
prevede infatti che è possibile derogare al divieto di fumare "sui mezzi di
trasporto privati, per i passeggeri, dietro autorizzazione del conducente".
Il divieto di fumo per il conducente, quindi, era implicito. Ma per alcuni
si sarebbe trattato di una grossa forzatura. La Polizia Civile, del resto,
nel corso di questi mesi non aveva multato nessuno per guida con sigaretta.
Dunque non vi era alcuna giurisprudenza su questa fattispecie. Nessun
dubbio, invece, dopo il recente decreto delegato. D'ora in poi la sigaretta
in auto, a San Marino, costerà 100 euro.

Gianmarco Morosini

A scuola il divieto va in “fumo”:
sigarette e canne a ricreazione

    
di Veronica Cursi
ROMA (15 marzo) - Nei momenti di intervallo, a ricreazione, nei pochi minuti di pausa tra una lezione e l’altra, nascosti nei bagni o “infrattati” nei cortili: il divieto di fumo a scuola? Negli istituti capitolini non esiste. O meglio, c’è ma viene regolarmente raggirato. E non solo tra gli studenti dove hashish e tabacco girano “liberi”. Ma anche tra prof e bidelli che alla “pausa sigaretta” non rinunciano anche dove non si potrebbe. Un’infrazione che comporta multe salatissime (da 27 a 222 euro), ma che da quest’anno, per i ragazzi, potrebbe anche costare un voto basso in condotta. Sì perché, secondo le ultime disposizioni previste nella riforma Gelmini, una continua inosservanza delle norme che regolano la vita di un istituto può incidere sulla valutazione del comportamento e «fumare dove è vietato - spiegano i presidi dei licei romani - equivale a non attenersi al regolamento interno». Come dire: a buon intenditor, poche parole.

Affacciati alla finestra. «A scuola si fuma tranquillamente, insegnanti compresi». Parola di Marco studente diciasettenne del Kennedy. Si fuma in bagno, «tanto non controlla nessuno», in cortile «durante la ricreazione, dove gira pure qualche canna». E a non attenersi al divieto non sono solo i ragazzi: «i prof fumano nei corridoi, affacciati alle finestre». Controlli? «Davvero pochi. Da che mi ricordi io, non sono mai state fatte multe». Fumo “libero” anche al Cannizzaro «dove quando suona la campanella - racconta Marta, studentessa del III - c’è una bidella che, regolarmente, si accende la sigaretta mentre pulisce le classi». La “siga” «in relax» scatta automaticamente in cortile. «Di multe, manco a dirlo, nemmeno l’ombra».

In pensione da due anni. E che dire del Nomentano? Per capire il livello di controlli presente in questo istituto basta leggere il cartello affisso nei corridoi: «il responsabile che dovrebbe vigilare sul divieto di fumo - racconta Giulio, studente dell'ultimo anno - è un professore in pensione da due anni. Gli insegnanti qui sono piuttosto diligenti, ma tra noi ragazzi si fuma liberamente, soprattutto nei bagni». «Non è mai stato sgamato nessuno» nemmeno al Peano: «certo il bagno è il luogo più rischioso, per questo si preferisce aspettare il suono della ricreazione e nascondersi in cortile - confessa Giacomo - Le canne? C’è chi si fa pure quelle, ma la maggior parte si limita a qualche tiro di sigaretta». Al Giulio Cesare, invece, nonostante le multe «che scattano spesso», i ragazzi continuano a trasgredire: «nel cortile della palestra, nei bagni o a ricreazione. Il divieto non spaventa nessuno».

Non solo multe. Eppure quest’anno fumarsi una sigaretta a scuola potrebbe influire anche sul voto in condotta. «Il comportamento infatti - spiega Francesco Lo Russo, preside del Peano- raccoglie tutti gli atteggiamenti che possono dar luogo a sanzioni disciplinari. E secondo il decreto ministeriale tutto ciò che non corrisponde ai doveri dello studente viene giudicato con un voto basso: sigaretta compresa. Chi è recidivo e non rispetta il divieto di fumo, potrebbe anche rischiare un cinque in condotta». Linea condivisa anche dal Russell: «Trasgredire un divieto è grave quanto prendere una nota - afferma il preside Dario De Luca - Dunque al di là della multa, potrebbe esserci anche una valutazione negativa sulla condotta. Purtroppo molti ragazzi, soprattutto in cortile, si nascondo per fumare e sorprenderli non è facile. I controlli ci sono ma il personale predisposto è poco per poter sorvegliare 1.500 studenti». Fumare equivale a un sei in condotta anche all’Orazio. Qui una discontinua inosservanza delle norme che regolano la vita dell’istituto (e dunque anche fumare una sigaretta laddove è vietato) comportano automaticamente un voto basso in condotta.

Danno esistenziale per il fumo passivo

GIOVEDI' 02 APRILE 2009 Stampa questa pagina
 

Il danno esistenziale fa ancora parlare di sè. Vanno infatti risarciti gli inquilini degli appartamenti che respirano il fumo passivo prodotto dai clienti dei locali pubblici, radunatisi all'esterno per fumare.
È quanto si evince dalla sentenza della Cassazione n. 7875 del 31 marzo 2009 che, nonostante l’eliminazione del danno esistenziale come categoria autonoma firmata dalla Suprema corte a sezioni unite lo scorso novembre (sentenza n. 26972) , ha reso definitiva la condanna nei confronti del proprietario di un bar in cui si fumava troppo a risarcire i vicini del “danno esistenziale”, 10 mila euro.


31/03/2009

Nel 2008 vendite sigarette diminuite chili

Gettito fiscale salito a 13,4 miliardi di euro

ROMA, 11 MARZO (Apcom) - Nel 2008 le vendite di sigarette in Italia sono
diminuite di 800mila chili rispetto al 2007. Misurato sull`ultimo
quinquennio il calo raggiunge i 7 milioni di chili, un volume pari alle
vendite annue della regione Campania.

Il calo è da ascrivere all`aumento dei prezzi delle sigarette, che stanno
anche "generando una lieve ripresa del fenomeno del contrabbando, e alla
sempre maggiore consapevolezza dei consumatori sui danni correlati al fumo".
E' quanto emerge da una indagine del Ref, Ricerche per l`Economia e la
Finanza.

Non si può escludere che il segnale di indebolimento emerso nell`ultima
parte dell`anno possa essere anche il risvolto di un più complessivo
peggioramento della congiuntura dei consumi.

L`andamento del mercato ha comunque consentito di archiviare anche nel 2008
gli obiettivi di gettito fiscale posti a carico del settore dei tabacchi
lavorati: tra Iva e accise sono stati consegnati all`erario quasi 13,4
miliardi di euro, oltre 400 milioni di euro in più del 2007.11/03/09
--

09/03/2009

No tassativo anche al tabacco nelle scuole*

Dai tabaccai con la carta d'identità. Fumo, una legge per vietarlo ai minori
Proposta bipartisan punta all'innalzamento a 18 anni del limite oggi fissato
a 16. Il disegno di legge, a firma di Ignazio Marino (Pd) e Antonio
Tomassini (Pdl), presentato in Commissione Sanità del Senato, andrà in esame
subito dopo quella sul Ddl sul testamento biologico
ultimo aggiornamento: 07 marzo, ore 20:30
Roma, 7 mar. - (Adnkronos Salute) - Fumo vietato agli 'under 18', divieto di
vendita delle sigarette a chi non ha ancora raggiunto la maggiore eta', con
l'obbligo per i tabaccai di chiedere un documento d'identita', e no
"tassativo" al fumo nelle scuole di ogni ordine e grado. E' la stretta
anti-tabacco prevista da un disegno di legge bipartisan presentato in
Commissione Sanita' del Senato. Il Ddl presentato da Ignazio Marino, del Pd,
ha come cofirmatario Antonio Tomassini (Pdl), presidente della Commissione.
Una volta chiusa la complicata partita sul testamento biologico, unico
provvedimento all'esame della Commissione di Palazzo Madama fino alla sua
approvazione, comincera' l'iter del Ddl anti-bionde, nuovo passo per
prevenire i danni del consumo di tabacco dopo la legge Sirchia che, da
gennaio 2005, ha messo al bando il fumo in tutti i locali aperti al
pubblico.

Il Disegno di legge bipartisan rilancia adesso la lotta al fumo, con
"l'obiettivo - si legge nella relazione introduttiva - di contribuire
realmente a disincentivare e prevenire l'abitudine al fumo, soprattutto nei
confronti dei giovani, i piu' suscettibili ed esposti a un vizio che troppo
spesso, per ignoranza, viene considerato una 'moda' e che, invece, a lungo
andare puo' portare alla morte". In Italia - secondo una recente indagine
della Commissione sanita' del Senato, ricordata nel testo del Ddl - fumano
il 32,6% dei ragazzi e il 20,7% delle ragazze tra i 15 e i 24 anni. Inoltre,
l'eta' in cui si comincia ad accendere una sigaretta e' sempre piu' bassa:
appena 13 anni, in media, "con un'allarmante precocita' nelle adolescenti,
sette su 10 iniziano gia' a 12 anni", sottolineano i senatori. Non solo.
Secondo l'Oms, sono 700 milioni i baby 'fumatori passivi' che mettono a
rischio la propria salute semplicemente stando vicino ai propri genitori con
il vizio. E anche i danni da sigarette altrui sono nel mirino del Ddl.

L'articolo 2 del Ddl e' perentorio: "E' vietato ai minori di anni 18
acquistare o consumare in luogo pubblico o aperto al pubblico i prodotti del
tabacco". Pena una sanzione amministrativa da 50 a 150 euro. Tabaccai e
rivenditori di sigarette che ignorano il divieto, sono puniti con una multa
da 250 a 1.000 euro e con la sospensione, per sei mesi, della licenza
all'esercizio dell'attivita'. Per essere certi che il giovane cliente non
abbia meno di 18 anni, i tabaccai hanno l'obbligo di chiedere un documento
di identita'. Stesso destino per i distributori automatici, che devono
essere dotati di un sistema per rilevare l'eta' degli acquirenti attraverso
la lettura di carte a banda magnetica. Altrimenti, vengono disabilitati o,
dopo 6 mesi, confiscati. E ancora, il Ddl prevede "il divieto tassativo di
fumare nelle scuole di ogni ordine e grado". Un divieto gia' presente, ma
troppo spesso ignorato. Si prevede poi l'istituzione, al ministero del
Welfare, di un "Fondo per la prevenzione e la riduzione dei danni del
tabagismo", con il compito di svolgere campagne e programmi di informazione
e corsi di aggiornamento per i medici di base e di predisporre agevolazioni
per l'acquisto dei sostituti della nicotina per smettere di fumare. Un'altra
"novita' importante - come si sottolinea nello stesso testo - e'
rappresentata dall'obbligo per i fabbricanti dei prodotti del tabacco di
riportare la tipologia delle sostanze contenute sul foglietto illustrativo
all'interno dei pacchetti di sigarette e delle confezioni degli altri
prodotti del tabacco, con i possibili effetti causati dal consumo di questa
sostanze". --

Il fumo è veleno per la bellezza femminile
07/03/2009 - 19:29
Sigaretta veleno per la bellezza femminile. Regala infatti un colorito grigio e spento, favorendo couperose e cellulite. Ad ammonire le italiane che non rinunciano alle 'bionde' sono i ricercatori riuniti al Congresso 'Progressi in pneumologia', che si svolge a Napoli. "I componenti tossici contenuti nella sigaretta, assorbiti per via sistemica, diminuiscono notevolmente il flusso sanguigno capillare e arteriolare, determinando un'ischemia del derma e alterando l'integrità cutanea", spiega Mario Polverino, presidente del Congresso. Così, una 'cicca' dopo l'altra, la pelle perde il colorito naturale e diventa grigiastra. L'atrofizzazione dei capillari sottocutanei è responsabile anche della formazione di couperose e dell'aumento dei cuscinetti di cellulite. Inoltre le fibre elastiche si modificano, la pelle perde tono e il viso appare più stanco. Questo quadro facilita notevolmente la formazione precoce di rughe, che si dispongono in forma radiale soprattutto intorno alle labbra e agli angoli degli occhi, regalando la ormai celebre 'smoker's face'. Questo processo, avvertono gli specialisti, è favorito anche dal continuo movimento delle labbra nell'atto di aspirare il fumo, che accentua le rughe di questa zona già molto fragile. La nuvoletta che si forma a ogni tiro, infine, irrita gli occhi che si difendono con frequenti lacrimazioni e strizzate, favorendo la formazione di microrughe. Occhio però. I danni legati alla passione per le sigarette, spiegano gli specialisti riuniti a Napoli, non sono visibili da subito. Il processo è lento: ci vogliono alcuni anni per poter notare tutti i segni del viso del fumatore. In Italia sono state condotte alcune osservazioni cliniche per confermare che questo fenomeno si evidenzia soprattutto dopo i quaranta anni, e che le rughe da sigaretta si notano maggiormente sul viso delle fumatrici piuttosto che sugli uomini. I danni non si riferiscono soltanto alla pelle del volto, ma anche ai denti che appaiono anneriti, giallastri, opachi, a causa della formazione di placca e tartaro, che nei fumatori risulta più duro e compatto.

Sigaretta veleno per la bellezza femminile. Regala infatti un colorito grigio e spento, favorendo couperose e cellulite. Ad ammonire le italiane che non rinunciano alle 'bionde' sono i ricercatori > 19:29 del 07/03/2009

12/02/2009

Usa/ Virginia, regno del tabacco, verso primo divieto antifumo
Decisione storica nella patria della Philip Morris

New York, 10 feb. (Apcom) - Lotta al tabacco Virginia: svolta storica nello
Stato meridionale degli Usa dove la Camera dei Rappresentanti ha approvato
ieri il divieto di fumo nei locali pubblici, dando così l'ennesimo giro di
vite nella lotta alle sigarette negli Stati Uniti. La notizia è tanto più
rilevante in quanto arriva da uno Stato per tradizione strettamente legato
alla coltivazione del tabacco, che ha contribuito per decenni alla sua
crescita economica. Se la decisione divenisse legge verrebbe introdotto per
la prima volta il divieto di fumare nei locali pubblici. Per anni le
restrizioni all'uso di sigarette erano state bloccate da parte dei
repubblicani locali, fortemente legati ai produttori di tabacco, che pesano
non poco sull'economia della Virginia. Attualmente ogni locale dello Stato
può imporre le proprie regole sul fumo.

In Virginia ad oggi 1 cittadino su 5 è fumatore e nelle sue campagne trovano
spazio da sempre gli stabilimenti delle più grandi società del settore,
Philip Morris compresa.

Secondo quanto riportato dal Washington Post il voto della Camera è arrivato
dopo un'asprissima discussione parlamentare che ha praticamente riscritto il
testo iniziale. I delegati del sud in particolare hanno duramente contestato
il progetto, accusandolo di attentare alla libertà privata. Il Senato dello
Stato, a maggioranza democratica, dovrebbe facilmente approvare il testo che
per un compromesso prevede però appena 25 dollari di multa per chi viola il
divieto. Modica cifra per gli accaniti appassionati di tabacco.

Esteri


In vigore dal prossimo primo aprile

A New York oltre 10 dollari per un pacchetto di sigarette


Aumentano le tasse applicate nello Stato a seguito dell'approvazione della legge per la tutela della salute dei bambini
ultimo aggiornamento: 10 febbraio, ore 08:33
New York, 10 feb. (Adnkronos) - Tempi sempre piu' duri per i fumatori newyorkesi che presto dovranno pagare anche piu' di dieci dollari per un pacchetto di sigarette. "Speriamo cosi' di spingere sempre piu' persone a smettere di fumare" ha dichiarato Michael Seilback, membro dell'American Lung Association per lo stato di New York, commentando l'aumento delle tasse che verra' applicato a tutte le sigarette in vendita nello Stato, a seguito dell'approvazione della legge statale per la tutela della salute dei bambini.

Sulla base della nuova misura dal prossimo primo aprile, i due terzi del costo del pacchetto di sigarette nello Stato di New York sara' formato da tasse federali, statali e cittadine.

03/02/2009

LA CERTEZZA DELLA PENA !!!

Tutto sommato non mi dispiacerebbe affatto se anche da noi ogni tanto i giudici applicassero pene simili !

Arabia Saudita: Fuma in volo, condannato a 30 frustate

trenta frustate: è la pena inflitta da un tribunale saudita ad un
indisciplinato passeggero sudanese in volo tra Quryat e Jeddah su un aereo
della compagnia di bandiera Saudia per aver fumato una sigaretta nonostante
l'esplicito divieto. L'uomo, del quale il quotidiano Saudi Gazette non
riferisce il nome, aveva ripetutamente rifiutato di spegnere la sigaretta
nonostante le richieste degli assistenti di volo. Una volta atterrato, era
stato poi consegnato alla polizia. In aula a nulla sono valse le scuse e la
frequentazione di programmi anti-fumo nel frattempo: il giudice ha stabilito
30 scudisciate per aver infranto la legge che vieta il fumo sugli aerei,
in vigore dal 1999. Lo scorso aprile, un altro tribunale della monarchia
petrolifera aveva emesso una simile condanna: 50 frustate ad un uomo che
aveva fumato sul volo Damman-Riad.

30/01/2009

California, ora il fumo è vietato anche in casa propria

  

Si ritrovano in cortile, con la sigaretta già fra le labbra e l'accendino in mano. Ormai quella boccata di fumo è da clandestini: perfino in casa propria. Belmont, California, è l'ultima frontiera del divieto. In questa cittadina della Silicon Valley il tabacco è proibito anche negli appartamenti, se soffitto o pareti confinano con case altrui. Si può fumare soltanto per strada, o se si ha una villetta per conto proprio. Nei condomini ci devono essere aree fumatori, all'esterno degli edifici. Altrimenti, sigarette spente. Esultano i gruppi anti fumo La nuova legge è entrata in vigore a metà gennaio, dopo un periodo di «tolleranza» durato 14 mesi. Ora per gli abitanti non c'è più scampo: o si adattano, o pagano una multa di cento dollari. Oppure cercano casa altrove, come qualcuno inizia a pensare. Molti sono indignati: a trenta chilometri da San Francisco può succedere che un consiglio comunale riesca a controllarti la vita, perfino in casa tua? Ma per le organizzazioni anti fumo Belmont è un modello, un avamposto del futuro. «Il fumo passivo non è meno pericoloso in camera da letto che sul posto di lavoro», dicono. Quindi per loro va benissimo: finalmente la sigaretta accesa in casa è diventata «un affare di salute pubblica». Una battaglia fra vicini Tutto è cominciato in un condominio per anziani in difficoltà economiche, un complesso chiamato Bonnie Brae. Ray Goodrich, 84 anni, una malattia ai polmoni e un'allergia che lo tormenta da tutta la vita, ha combattuto per anni: lettere, petizioni, apparizioni in comune (accompagnato da coetanei con bastoni e sedie a rotelle), pressioni sul dipartimento edilizio, che finanzia, in parte, i sussidi del Bonnie Brae. Alla fine ce l'ha fatta: un consigliere si è appassionato alla causa, la giunta ha votato una legge antifumo restrittiva come nessun'altra. Vittoria. Per altri è un dramma. Come per Edith Frederickson, coinquilina del signor Goodrich, affezionata ai suoi due pacchetti al giorno, che si è sfogata coi giornalisti: mi fanno sentire una criminale in casa mia, ma di sicuro non smetterò. In attesa di traslocare, si consola nella zona fumatori, in cortile. Accusa il vicino di «vendetta» e giura: «Di sicuro continuerò a essere una criminale».

28/01/2009

Controlli dei Nas in locali e discoteche
Tre multe per fumo e una richiesta di chiusura

Controlli nei locali notturni: tre esercizi multati per aver consentito agli
avventori di fumare e uno denunciato con richiesta di chiusura a causa delle
pessime condizioni igieniche della cucina. E' il risultato di una serie di
controlli compiuti nelle province di Firenze, Prato e Pistoia dai
carabinieri dei Nas di Firenze per verificare il rispetto delle norme sul
divieto di fumo e sulla vendita degli alcolici


La Nazione
Firenze, 27 gennaio 2009 - *Controlli nei locali notturni: tre
esercizi multati per aver consentito agli avventori di fumare e uno
denunciato con richiesta di chiusura a causa delle pessime condizioni
igieniche della cucina. *E' il risultato di una serie di controlli compiuti
l'altra notte nelle province di Firenze, Prato e Pistoia dai carabinieri dei
Nas di Firenze per verificare il rispetto delle norme sul divieto di fumo e
sulla vendita degli alcolici.



*Su dodici discoteche e night controllati, quattro sono risultati non in
regola. *In particolare per una discoteca fiorentina i Nas hanno proposto la
chiusura per violazione di varie norme igieniche, in particolare quelle
relative agli impianti frigoriferi. Tre locali invece sono stati multati
(complessivamente le multe superano i 10mila euro) perché al loro interno
sono state sorprese persone che fumavano.


27/01/2009

Fumo retorico

Dico spesso che ho preso il vizio di respirare da che sono nato, e questo vizio viene aggravato dal dover respirare il vizio di un altro. Vizio al quadrato. Esiste una legge che tutela i non fumatori, o respiratori, e ci sono dei regolamenti, delle chiarificazioni e delle sanzioni. I trasgressori possono venire multati. Ma non mi pare accada così spesso.

Mi è accaduto, però, di essere stato “nominato”, in una scuola di Palermo, per tutelare, a norma di legge, la salute dei non fumatori. Dove chi mi formalizza la richiesta di tutelare la salute di chi non fuma, normalmente fuma. Chi non rispetta la salute di chi osa respirare dev’essere, però, colto in flagranza di reato, così recita la norma (in maniera più prosaica).

Va segnalato, prima, e poi multato. Kafkiano: dovrò richiedere a questo soggetto di multare se stesso per evitare che, non multandosi, multi me che non ho ottemperato al ruolo. E poi? La norma non parla di astinenza, e nemmeno di recidività. Non si accanisce, e non prescrive il reato. La terapia, invece, investe la cultura di chi educa e si fa educare.

13 commenti a “La retorica del non fumatore”


  • dici72 ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 08:00

    Per lo stesso motivo mi sono dimessa…
    è inutile!!!
    come si fa a multare un tuo superiore?
    Si proprio il superiore che ha firmato l’incarico?
    allora ho deciso quantomeno di non farmi prendere x il… facendo la figura del FANTOCCIO…
    Mi sono dimessa…
    mi pare + coerente…
    daniela

  • s.pister ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 09:24

    questo sembre esser eil problema di buona parte delle leggi italiane: sono solo buoni propositi senza alcun fondamento di applicabilità. ogni legge secondo me dovrebbe contemplare due valutazioni: il costo sulla collettività ( l’impegno economico che lo stato mette per farla applicare) ed un’analisi costi benefici; senza queste valutazioni la legge dovrebbe essere nulla. questa mia considerazione nasce dal fatto che in un sistema sociale dove tutto viene rapportato a soldi, e non alla buona educazione delle persone, poichè i soldi sono il metro tutto devve essere riportato a loro.
    naturalemte la cosa non mi piace, ma purtroppo sembra che le cose stiano proprio così.

  • Alessandro ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 10:46

    Queste nuove leggi sono belle a sentirsi al telegiornale…questa del divieto del fumo…quella delle multe a chi è ubriaco al volante…quelle contro i posteggiatori…ma una volta finito il tg sai benissimo che tutto resterà come sempre…
    Ma se viviamo in un paese dove ki uccide e ki stupra viene messo in libertà dopo pochi giorni…figuriamoci cosa gliene importa di chi fuma dentro i locali pubblici!!!!
    L’assurdità….

  • filippo ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 11:24

    Non è vero quello che dice Alessandro, il divieto è rispettatissimo quasi ovunque. Nessuno si azzarda più ad accendere una sigaretta al cinema o su un aereo. Se qualcuno lo fa non c’è bisogno del controllore, viene subito ripreso da quelli che gli stanno accanto; può esserci qualche sporadica noncuranza di questa legge in qualche ristorante/pizzeria di quelli gestiti dai grezzoni o in qualche pub. Per il resto bisogna essere onesti ed ammettere che adesso il non fumatore è libero di non fumare…

  • isaia panduri ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 11:49

    Ecco. l’unica cosa buona fatta da Berlusconi in questi 15 anni di suo governo: il divieto di fumo nei locali pubblici.
    Prima c’erano locali da cui, quando ne uscivi, tutti i tuoi abiti puzzavano di fumo. Ricordo una sera (l’unica volta in cui vi ho messo piede) da Lord Green. Nel soppalchetto c’era la nebbia da sigaretta e letteralmente non si riusciva a respirare…

  • Xvoleger ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 11:53

    al solito il fumo sta ricominciando nei locali e ti ridono dietro se lo fai notare…

  • Nicola ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 11:55

    Chi fuma avvelena anche te: ammazzalo :-)

  • salamandra ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 15:12

    Eppure sarebbe così semplice! Locali per fumatori e locali per non fumatori. Così chi non fuma sarà libero di non fumare e chi fuma sarà libero di fumare.

  • Xvoleger ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 15:22

    Io dico di rispettare la legge vigente! I locali la rispettino o subiscano multe salate.

  • domenico cogliandro ha scritto il 26 Gennaio 2009 alle 17:00

    La legge vigente riguarda la salute di chi non fuma, e ci sono appositi regolamenti che istruiscono chi ha locali pubblici come adattare aree riservate ai fumatori. All’interno dei ocali pubblici, o privati aperti al pubblico, dovrebbero esserci gli appositi cartelli. Già non esporli consente a chi vuole di denunciare il gestore del locale. Poi, all’interno del locale, è proprio il gestore a dovere redarguire gli avventori che fumano, se non lo fa può a sua volta essere multato, su precisa denuncia. E le multe per chi non multa sono dieci volte superiori di quelle per il fumatore multato.
    Il fatto è un altro, tutti pensano che siccome non si può fare il delatore, o non si può denunciare l’amico, o è sgarbato chiedere di non fumare, o… chi se ne frega, allora è meglio lamentarsi del fatto che non si fuma, e non fare niente piuttosto che provare a costringere, educatamente, chi non rispetta le leggi ad avere, per qualche minuto, un comportamento civile.

25/01/2009

Moralisti del no-smoking all'assalto delle star e dei classici della
cinematografia*

*Negli Stati Uniti è partita una nuova inchiesta che ha la sua origine
nella
Mecca del cinema: Hollywood. Sono infatti spuntati documenti storici
segreti, dai quali si evince che, dagli anni '30 agli anni '50, decine
di
migliaia di dollari sono finiti nelle tasche delle dive e dei divi di
allora: Carole Lombard, Barbara Stanwyck e Myrna Loy arrotondavano lo
stipendio con 10.000 dollari a testa (l'equivalente di 150.000 dollari
attuali), così come i colleghi maschi Clarke Gable, Gary Cooper, Robert
Taylor e Spencer Tracy. La notizia è riportata dai media americani come
uno
scandalo. Ma di cosa stiamo parlando? Erano soldi del Kgb? No, peggio:
erano
soldi delle compagnie di tabacco. Che volevano far comparire i grandi
attori
dietro una patina di fumo delle loro sigarette. I documenti segreti,
infatti, sono stati svelati dopo l'approvazione dell'ultima legge
anti-fumo
e riportati in uno studio dell'Università della California di San
Francisco,
il cui nome è tutto un programma: "Tobacco Control". E dunque c'è da
attendersi un nuovo giro di vite, se il livello di controllo di questi
ultimi due decenni non basta. Nelle pellicole americane non si fuma più.
I
produttori del film storico "Fly Boys" hanno persino costretto i piloti
della I Guerra Mondiale a a rinunciare alla sigaretta tra una missione e
l'altra. Nessun divo si dice fumatore. L'unica star hollywoodiana che
conserva il suo pacchetto è Kirsten Dunst, ma lo deve fare in privato. E
già
questo basta per alimentare, nei suoi confronti, gossip e rimproveri dei
moralisti di turno.

Nella commedia "Thank you for smoking", un senatore ecologista proponeva
di
cancellare elettronicamente tutte le scene dei divi fumatori anche nei
classici. Si arriverà a questi livelli? Probabilmente sì, stando alle
dichiarazioni di Stanton Glantz, autore dello studio americano: "Il
nostro
lavoro rafforza l'importanza di escludere il tabacco dai film destinati
ai
giovani". In Italia, Girolamo Sirchia vuole superare (in surrealismo) il
senatore di "Thank you for smoking": "Si potrebbe decidere di far
apparire
in sovrimpressione, in corrispondenza con le scene di fumo" - dichiarava
ieri l'ex ministro della Sanità ad AdnKronos - "una scritta in cui si
spiega
che si tratta di una pubblicità".

Ma perché rovinare delle pellicole di
classici come "Casablanca", quando tutte le aziende, non solo quelle del
tabacco, hanno sempre cercato visibilità? Anche le farmaceutiche cercano
di
farsi pubblicità promuovendo i loro prodotti con convegni in luoghi
esotici,
o con altre regalie ad personam. Con la piccola differenza che uno
spettatore è pienamente libero di scegliere se seguire o meno un modello
sul
grande schermo. Un paziente ha un po' meno libertà di scelta.

 

 

Fumo: non solo cancro polmone, bionde ree di 70% morti tumore uomini



 

 
 

 

Roma, 23 gen. (Adnkronos Salute) - Cambia l'accusa e diventa ancor più pesante: il fumo siede sul banco degli imputati non solo per il cancro al polmone, ma pare legato a doppio nodo con il 70% di tutte le morti maschili imputabili a tumori. Una stima da brividi quella che arriva dallo studio della University of California, soprattutto considerando che raddoppia i numeri sullo scottante tema, fermi al 34% secondo una ricerca analoga del 2001.

Ma il bicchiere potrebbe sembrare anche mezzo pieno ai più ottimisti. Più morti legate alle bionde, certo, ma anche più vite da salvare riducendo il consumo di tabacco. La ricerca, che ha guadagnato la pubblicazione su Bmc Cancer online, è stata condotta utilizzando i dati del National Center for Health Statistics. Gli studiosi guidati da Bruce Leistikow hanno comparato i numeri sulle morti di cancro al polmone con tutti gli altri decessi causati da tumori negli uomini del Massachusetts nell'arco di ben 25 anni, ovvero dal '79 al 2003. Così hanno potuto osservare che le morti, su entrambi i fronti, cambiavano 'in tandem', con una forte correlazione soprattutto nella fascia d'età 30-74 anni.

"Lo studio - spiega Leistikow - mostra che il fumo, compreso quello passivo o comunemente definito di seconda mano, è stato ampiamente sottovalutato, sinora, come fattore reo di neoplasie diverse dal cancro al polmone. Ora abbiamo un motivo in più per intensificare la lotta al tabagismo".


 

23/01/2009

Corriere della Sera:
"Smog peggio del fumo: messaggio fuorviante"

CRONACHE
Lettera a Corriere.it dai medici dell'Istituto dei Tumori di Milano
"Smog peggio del fumo: messaggio fuorviante"

Non è vero che una passeggiata per Milano equivale a 15 sigarette: "Occorre evitare gli equivoci"

«Ma dottore, allora perché si dovrebbe smettere di fumare, se tanto camminare per strada in città equivale a 15 sigarette?». Ieri mattina, questa è la domanda che ci siamo sentiti fare ripetutamente entrando in ospedale. Motivo, la notizia pubblicata dal Corriere, ma contenuta in diversi articoli sui maggiori quotidiani e nei telegiornali, dove si affermava che respirare per una giornata l'aria di Milano equivarrebbe a fumare quasi un pacchetto di sigarette, a causa dell'alta concentrazione di benzene. Gli autori dello studio hanno oggi ridimensionato questi dati, ma ormai il messaggio era passato.

Messaggio fuorviante, alla luce di una nostra rapida verifica. Infatti abbiamo confrontato i dati forniti dall'ARPA in una delle ultime giornate (quella del 9 ottobre scorso) sulle concentrazioni dibenzene a Milano con quelle di una stanza di 45 metri cubi dove si erano fumate 6 sigarette: erano ben 6,7 volte meno. La nostra fonte è insospettabile: i dati provengono dalla R.J. Reynolds Tobacco Company, i produttori delle famose "Camel", nei cui laboratori del North Carolina sono stati condotte le analisi (le multinazionali del tabacco fanno ricerche di alto livello sugli effetti dei loro stessi prodotti).
Purtroppo la notizia, oltre a essere sostanzialmente errata, ha prodotto conseguenze negative sui messaggi che le campagne di prevenzione anti-fumo cercano faticosamente di diffondere. Infatti gli alibi dei fumatori e dei ragazzi che stanno per iniziare, verrebbero rinforzati se fosse vero che le dosi di inquinanti introdotte nei polmoni con ogni boccata sono nulla rispetto all'inquinamento atmosferico. Ma non è così. Infatti numerose ricerche scientifiche pubblicate negli ultimi 20 anni hanno dimostrato che l'inquinamento indoor, cioè negli ambienti chiusi come case, uffici, bar è molto più pericoloso di quello all'aperto. Per due semplici motivi: 1) perché trascorriamo indoor l'80% del nostro tempo e 2) perché le dimensioni degli spazi chiusi sono molto più piccole dell'ambiente esterno, per cui la presenza di fonti di inquinamento interne portale concentrazioni di gas e polveri a livelli molto più alti. E qui ci si deve domandare: qual è la principale fonte di inquinamento indoor? È il fumo di sigaretta, su questo è d'accordo tutta la comunità scientifica. Ci domandiamo perché dati sulla concentrazione atmosferica di un singolo cancerogeno, il benzene, siano stati raffrontati con il fumo di tabacco.
Il fumo è composto da oltre 4.000 sostanze chimiche, ed è universalmente ormai noto che circa l'85% dei malati oncologici polmonari sono fumatori o ex fumatori. Il tumore del polmone, inoltre, è definito un "big killer", in quanto è una delle neoplasie più frequenti, oltre che la maggiore causa oncologica di morte. Il benzene è invece ritenuto responsabile soprattutto di leucemie. Non vogliamo essere fraintesi: la lotta per un'aria pulita è un dovere a tutela della salute, dentro e fuori dalle nostre case. Ma poiché si tratta di una materia delicata, occorre evitare equivoci e seguire la massima coerenza.

Giovanni Invernizzi
Ario Ruprecht
Roberto Boffi


Unità per la Prevenzione dei danni da fumo
Istituto Nazionale Tumori - Milano

22/01/2009

Di cosa e' morto De Andre' ?

Sono andato a ricercare i giornali dell' epoca e non ci sono dubbi : De Andre' e' morto di un tumore al polmone causato sicuramente dal fumo.

Il cantautore genovese è scomparso nella notte.
Aveva 58 anni. I funerali mercoledì alle 11.30


E' morto a Milano
Fabrizio De André



 

MILANO - Si è spento nella notte Fabrizio De André, stroncato da un tumore a 58 anni. Il cantautore genovese è morto alle 2.30 all'Istituto dei Tumori di Milano, dove era ricoverato da qualche tempo. Per volontà dei familiari, non sarà allestita una camera ardente in ospedale perché non desiderano che vi siano visite alla salma prima dei funerali, o comunque prima del trasferimento a Genova, che avverrà dopodomani, a conclusione delle procedure burocratiche. Nel pomeriggio la famiglia ha fatto sapere che la cerimonia funebre si terrà mercoledì alle 11.30 nella Basilica di Santa Maria Assunta in Carignano a Genova. I familiari tengono a sottolineare che i funerali saranno pubblici perché "Fabrizio appartiene non solo alla famiglia, ma a tutti quelli che lo hanno amato".

Al capezzale del cantautore, accanto al figlio, c'erano la moglie Dori Ghezzi e la figlia Luvi. "Papà è morto serenamente" ha detto Cristiano. "Gli eravamo accanto, gli stringevamo le mani". Da anni musicista come il padre e spesso suo collaboratore nei concerti e nelle registrazioni, Cristiano era riuscito come gli altri congiunti a mantenere uno stretto riserbo sulla malattia di Fabrizio. Ma da diverse settimane la voce che il cantautore fosse gravemente malato si era diffusa nel mondo della musica leggera. In autunno lo stesso De André aveva pubblicamente annunciato con un comunicato la rinuncia ai concerti già programmati, spiegando di dover essere curato perché affetto da più di una ernia del disco. "La malattia era stata scoperta a fine estate" ha detto Cristiano. "Abbiamo sperato nelle cure, ma putroppo non c'è stato niente da fare: le condizioni di papà erano gravi".

Era nato a Genova, nel quartiere della Foce il 18 febbraio del 1940. Figlio di genitori della borghesia agiata ma legati a una famiglia di solido patrimonio, De André è stato uno studente pigro fermatosi a due esami dalla laurea in legge che ha avuto tra i suoi amici di sempre Paolo Villaggio, Luigi Tenco, Gino Paoli.

E Paolo Villaggio, uno degli amici d'infanzia, lo ricorda in maniera scarna, ma profonda, quasi volesse sottrarsi alla retorica che circonda talvolta la morte di personaggi celebri. "Era intelligente, geniale, allegro, spiritoso, squinternato, un po' vanitoso, snob: non era triste, come voleva l'immagine pubblica che gli avevano dipinto addosso. Era un anarchico, grande poeta". Anche Villaggio, come De André, era figlio di buona famiglia, e i due erano cresciuti insieme. "I nostri genitori erano molto amici" racconta l'attore "si vedevano spesso e insieme andavamo in vacanza, in montagna, in un paese vicino a Cortina d'Ampezzo, al mare, in campagna".

Crescendo, l'amicizia d'infanzia s'era consolidata anche in virtù di una "comunanza ideale e caratteriale". "Avevamo caratteri simili" prosegue Villaggio "eravamo tutti e due squinternati, entrambi 'pecore nere' delle rispettive famiglie. Abbiamo cominciato insieme a lavorare facendo intrattenimento sulle navi della Costa Crociere, c'era anche Berlusconi. Negli anni non abbiamo mai smesso di vederci, andavamo in barca insieme, ci piaceva far da mangiare insieme".

Paolo Villaggio, in questo periodo a Milano con il suo spettacolo, racconta di non essere mai andato a trovare l'amico in ospedale: "Non me la sono sentita di vederlo così. E neppure a lui andava. Per chi non crede nel paradiso, la morte è solo vuoto". "Dolore, in questo momento, non lo si prova" confessa l'attore "si è shoccati. Dolore lo si prova per la propria morte, per quella della moglie... Sento il vuoto che si percepisce quando scompare una persona intelligente". Villaggio vuole ricordare De André come "un grande poeta più che un cantautore.Le canzoni che più mi piacciono sono quelle che abbiamo scritto insieme: Carlo Martello è la preferita".

"Una perdita dura, durissima", dice Franz Di Cioccio, membro storico della Pfm, nel parlare della scomparsa di De André. "Non ci sono parole adatte per commentare la scomparsa di un grande come lui, uno dei più grandi in assoluto. E' difficile dire qualcosa...". De André e la Pfm avevano suonato in una celebre tournée alla fine degli anni 70 i cui momenti migliori sono raccolti nei due volumi Fabrizio De André in concerto.

Uno "spartiacque fondamentale" nella musica italiana: così Renzo Arbore definisce Fabrizio De André, "il primo" spiega "a coniugare felicemente la semplicità della musica popolare con la raffinatezza dei testi". Il merito di De André, secondo Arbore, è stato quello "di rivolgersi senza mediazioni ma anche senza compromessi a un pubblico in grado di apprezzarlo, soprattutto in virtù della costante semplicità delle melodie, come nel caso della Storia di Marinella, tutto basato su due soli accordi". Questa caratteristica ne ha fatto il padre "di molti epigoni che invece ai compromessi si sono poi piegati e che" aggiunge Arbore "mi piacerebbe che oggi, a differenza di come hanno fatto con Battisti, con la scusa del silenzio e della privacy, ne riconoscessero il ruolo". Diversa, per Arbore, "la seconda fase musicale di De André, quella che comincia con Creuza de ma: lì ha mescolato i generi attingendo alle radici folk della musica della sua terra. E' stata" conclude Arbore "un'ulteriore lezione del grande cantautore, uno dei pochi per cui valga davvero la pena di spendere la parola poeta".

"Un grande poeta ci ha lasciato. Siamo tutti più tristi" sono le parole con cui Beppe Carletti, leader dei Nomadi, ricorda de André. "Non conoscevo benissimo De André, ma ho suonato tantissime volte le sua canzoni, come tutti negli anni 60" spiega Carletti. "Lui era un grande, uno che non metteva mai in fila le cose: quello che aveva da dire lo diceva. Con Guccini, è stato il più grande della sua generazione".


(11 gennaio 1999)



Italy - Discover Italy








Statistiche web , contatore visite web

PAGERANK GRATUIT: Pour ton référencement, calcul ton pagerank avec pagerank gratuit !