UNA VITA IN FUMO

Press abstracts in English



PETIZIONE

CONTRO IL FUMO IN TV


Basta col fumo in TV !!!








12/02/2008

 Cornacchione? ... scornacchiato!
   


L'altra sera ho assistito allo spettacolo di Cornacchione e, come mi è
successo poco più di un mese fa al teatro Eliseo, un attore ha fumato in
scena. Non sopporto il fumo che mi scatena una vera e propria reazione
allergica e trovandomi nelle prime file sono stata molto disturbata da
quella sigaretta. Anche voi mi direte, come ha già fatto il teatro
Eliseo, che avete tutte le autorizzazioni in regola e che per ragioni
artistiche gli attori possono fumare in scena ma francamente lo trovo
assurdo. Se proprio hanno esigenze sceniche possono fingere di fumare ed
evitare in questo modo di disturbare gli spettatori tra i quali ce ne
sono tanti che hanno problemi respiratori e allergici. Mi auguro che la
direzione del teatro mostri per il futuro maggiore attenzione verso
questo problema perché rispettare lo spettatore significa anche non
costringerlo a subire il fumo passivo.
Cinzia Marini

Sono una signora romana di oltre 80 anni, molto amante del teatro.
Desidero protestare perché qualche sera fa un attore ha fumato nello
spettacolo di Cornacchione e, a me che ero nelle prime file, ha dato
molto fastidio. La stessa cosa mi è successa circa un mese fa anche al
teatro Eliseo. Vi faccio presente che da almeno 40 anni sono un'assidua
frequentatrice di teatri e una cosa del genere non mi era mai capitata.
Andare al teatro è un grande piacere, ma anche una bella spesa per una
pensionata. Il mio desiderio è di divertirmi e passare una bella serata
che in questo caso è stata rovinata da quella sigaretta.
Auspico che la direzione del teatro faccia in modo che in futuro nessun
attore fumi sulla scena.


Desidero esprimere il mio più profondo disappunto per il fatto che un
attore ha fumato una sigaretta durante lo spettacolo di Cornacchione.
Ero convinta che nei teatri fosse proibito per tutti fumare e invece ho
dovuto constatare che così non è. Sono una signora di una certa età, ho
smesso di fumare da moltissimi anni ma, nonostante ciò, ancora oggi sono
afflitta da noiosi problemi respiratori conseguenza delle tante
sigarette fumate quando ero giovane. Potete immaginare quanto mi abbia
disturbato quella sigaretta maleodorante. Mi direte forse che si
trattava di una esigenza scenica ma questo non è un buon motivo per
agire in modo tale da arrecare disturbo agli spettatori. L'attore poteva
benissimo fingere. Il teatro non è del resto finzione?
Spero che questa mia protesta vi stimoli per il futuro a prestare
maggiore attenzione a questo problema. Noi anziani conviviamo con molti
problemi di salute. Non aggiungeteci anche quello procurato dalle
sigarette altrui.


Ho recentemente assistito alo spettacolo di Cornacchione e sono ancora
furioso per il fatto che un attore ha fumato sulla scena. E tutti quei
bei cartelli di divieto sono forse pubblicità? Sono anziano, vado a
teatro da sempre e voglio divertirmi, non subire il fumo passivo. E
c'erano persino i vigili del fuoco!!!!


Che cattivo odore l'altra sera in teatro per colpa di quella sigaretta
fumata in scena in barba alle leggi vigenti. Eppure i cartelli c'erano e
molto chiari. Gli attori sono forse esonerati dal rispetto di questa
norma? Trovo che sia una grave mancanza di rispetto nei confronti degli
spettatori permettere, magari giustificata da inesistenti esigenze
sceniche, un'azione del genere e sono certo che anche altre persone, tra
i presenti, abbiano fatto la stessa riflessione.
Mi auguro vivamente che un simile increscioso fatto non si verifichi più
in futuro.




10/01/2008

 

 Smettere di fumare? Conviene...

 soprattutto con l'aiuto del medico
   

09/01/2008
Smettere di fumare? Conviene... soprattutto con l'aiuto del medico
Alla vigilia del terzo compleanno della legge italiana contro il fumo,
che ha fatto da apripista a molti altri Paesi dell'Unione Europea,
un'indagine condotta nel vecchio continente rivela che smettere di
fumare con il supporto del proprio medico o di uno specialista
garantisce maggiori probabilità di successo. Ma tra gli italiani non
mancano le sorprese.
Secondo i risultati di un nuovo studio europeo condotto da Double Helix
Development per conto di Pfizer, il 96% degli ex fumatori italiani che
ha consultato un medico nel tentativo di smettere di fumare, ritiene che
dire addio alle sigarette sarebbe stato più difficile se avessero
provato da soli.
La ricerca che ha coinvolto circa 1000 ex fumatori di cinque paesi
(Italia, Francia, Regno Unito, Germania e Spagna), rivela che l'86%
degli italiani che si sono rivolti ad un medico consigliano caldamente
il supporto di un operatore sanitario a chiunque voglia smettere.
Dallo studio emerge, inoltre, che coloro che hanno consultato un medico
o uno specialista per riuscire a smettere di fumare sono più propensi a
credere che non ricominceranno più, rispetto a chi ha smesso da solo.
"Fumare è una dipendenza estremamente potente e pericolosa - afferma il
dott. Giovanni Invernizzi, medico di famiglia e responsabile del Gruppo
di studio per la prevenzione dei danni da fumo della Società Italiana di
Medicina Generale - Ciò che sottolinea questo studio è proprio il ruolo
che i medici possono avere e l'aiuto che possono dare per smettere di
fumare. La nicotina crea una forte dipendenza, quindi i fumatori devono
affrontare una sfida realmente difficile nel momento in cui tentano di
smettere da soli. I risultati della ricerca rafforzano la posizione
secondo la quale i fumatori che vogliono seriamente liberarsi dal fumo
devono parlare con il loro medico".
Curioso il fatto che gli Italiani, più di tutti gli altri intervistati
coinvolti nello studio, sono quelli che affermano di aver smesso di
fumare senza alcun aiuto, con una percentuale dell'80% rispetto al 51%
del Regno Unito e al 52% della Spagna. In compenso, sono quelli che
hanno incontrato maggiori difficoltà a gestire i sintomi di astinenza,
rispetto agli ex fumatori degli altri paesi, con una percentuale del 77%
che ha trovato particolarmente difficile resistere al desiderio della
sigaretta rispetto, ad esempio, al 53% degli spagnoli. Tuttavia, sono
sempre gli italiani che nel rivolgersi al medico hanno trovato l'aiuto
più efficace rispetto a qualsiasi altro Paese, con nove persone su dieci
che ritengono prezioso il supporto dello specialista.
Un altro spunto interessante emerso dalla ricerca è che sia i forti
fumatori, sia coloro che avevano già tentato di smettere, hanno
incontrato maggiori difficoltà rispetto ai fumatori leggeri e a coloro
che non avevano mai provato a smettere prima e, quindi, si sono
dimostrati più orientati a ricevere un supporto da parte del medico.
"Sulla base della mia esperienza una volta che i fumatori hanno capito
la difficoltà di smettere e di smettere senza aiuto, sono più
disponibili ad incontrare un professionista per aumentare le loro
possibilità di successo" - continua Invernizzi.
Tra le principali motivazioni che hanno spinto i fumatori italiani a
dire addio alle bionde troviamo: patologie diagnosticate (31%),
prevenzione di problemi di salute (22%), impatto negativo sulla salute
della famiglia (13%). Si tratta di un dato interessante che differenzia
l'Italia dagli altri Paesi europei: la percentuale di persone che smette
di fumare per patologie diagnosticate supera quella di chi rinuncia alla
sigaretta per evitare rischi futuri, quasi a suggerire che gli Italiani
preferiscono adottare un atteggiamento di sfida - o di indifferenza -
nei confronti dei rischi per la salute e aspettano di smettere solo dopo
la comparsa di patologie.
Il 92% degli Italiani conviene sul fatto che smettere di fumare abbia
migliorato notevolmente il loro stato di salute e apportato alcuni
vantaggi concreti. Per esempio, 3 ex-fumatori su 4 sostengono di aver
riacquistato i sensi del gusto e dell'olfatto una volta abbandonate le
sigarette.
Infine, il 40% degli intervistati ha dichiarato, inoltre, che la legge
anti-fumo ha sicuramente influenzato positivamente la propria decisione
di smettere di fumare: a tre anni dalla sua entrata in vigore, la ferrea
legislazione contro il tabacco si conferma così come uno dei principali
incentivi all'abbandono.
SaluteEuropa.it


 

Germania, tre dipendenti licenziati perché non fumano
mercoledì 9 gennaio 2008 18:30


BERLINO (Reuters) - In Germania il titolare di una piccola azienda
informatica ha licenziato tre suoi dipendenti perchè minacciavano di
turbare la quiete aziendale chiedendo un ambiente senza fumo.
Il manager dell'azienda con dieci dipendenti di Busum, chiamato Thomas
J., ha spiegato all'Hamburger Morgenpost di aver licenziato i tre perchè
con le loro richieste antifumo causavano disturbo.
La Germania ha introdotto il divieto di fumo in bar e ristoranti dal
primo gennaio ma i tedeschi che lavorano in piccoli uffici possono
ancora fumare.
"Non voglio avere a che fare con gente che causa problemi, siamo sempre
al telefono ed è semplicemente più facile lavorare fumando. Tutti ce
l'hanno con i fumatori oggi. E' il momento di una riscossa. D'ora in poi
assumerò solo fumatori", ha detto il titolare.
Reuters Italia


04/01/2008

Mi ha scritto Ettore

Oggi ho ricevuto questa bella e-mail e la posto integralmente:

ciao inanzitutto buon anno : questo inizio anno  mi a portato a una svolta  e cioe  quella di smettere di fumare,giravagando per il web  o trovato il tuo sito mi sono soffermato a lungo e mi sono ancora piu convinto che e giunto il momento di dire basta al fumo.Ho 43 anni fumo da quando ne avevo 25 o iniziato per via del mio lavoro  carico di stress e altro.volevo scrivere il tutto sul tuo blog ma non  o trovato lo spazio dove scrivere.
adesso e dal 1 gennaio che non accendo una sigaretta e molto dura ma ce la debbo fare  o in bocca sempre un bastoncino di  liquirizia ....
comunque ho tanto da leggere sul tuo sito mi aiutera tanto  per proseguire  il mio cammino  per un domani dire sono  un ex fumatore..
 
ciao  e grazie
Coraggio Ettore ! Sono certo che anche tu ce la farai !
E scrivi ogni volta che vuoi.


01/01/2008

BUON  2008 !!!

A tutti coloro che stanno per smettere di fumare, auguro di cuore :

31/12/2007

I PERCHE DI FINE 2007

 

* PERCHE'SI CONTINUA A TASSARE I REDDITI DEGLI OPERAI E DI TUTTI QUELLI CHE  GUADAGNANO MENO DI 15.000? L'ANNO?
 *PERCHE'DOBBIAMO PAGARE L'ICI SULLA PRIMA CASA?
 *PERCHE'ESISTE LA TASSA DI POSSESSO DI UN TELEVISORE?
 *PERCHE' NAPOLI E' PIENA DI SPAZZATURA E NESSUNO TROVA IL MODO DI  RIPULIRLA?
 *PERCHE' MANDIAMO I NOSTRI SOLDATI A GIRO PER IL MONDO QUANDO ANCORA OGGI  ABBIAMO   PIU' DI CENTO MORTI AMMAZZATI PER MAFIA E CAMORRA?
 *PERCHE' DOBBIAMO SOPPORTARE AL POTERE POLITICI CON CONDANNE DEFINITIVE?
 *PERCHE' NELLE CARCERI NON SI FANNO LAVORARE I DETENUTI?
 *PERCHE' I RESPONSABILI DI APPALTI NON ANDATI A BUON FINE O DI OPERE INIZIATE  E MAI FINITE ,NON VENGONO PERSEGUITI ANCHE DOPO,AL TERMINE DELLA LORO  LEGISLATURA ,INSIEME CON QUELLI CHE LA CONTINUANO?
 *PERCHE' SI CONTINUA A SPRECARE TUTTO COME SE LA TERRA AVESSE FILONI  INESAURIBILI?
 *PERCHE'L'INFORMAZIONE E' SOLO NELLE MANI DEI VENDUTI?
 *PERCHE' GLI STRANIERI CHE ENTRANO IN ITALIA E NON RISPETTANO LE REGOLE NON LI  RISPEDIAMO AL MITTENTE?
 *PERCHE'LE TASSE PIU' I CONTRIBUTI PER LE PICCOLE ATTIVITA' IMPRENDITORIALI  ARRIVANO OLTRE IL 60%?
 *PERCHE' C'E' UNA TENDENZA PATOGENA A COMPLICARE SEMPRE PIU' LE COSE,INVECE  CHE A SEMPLIFICARLE?
* PERCHE' IN OGNI GOVERNO C'E' UN RICCO CONTRIBUTO DI SADICI MALATI DI MENTE  TENDENTE AD ARRICCHIRE DI NUOVE INUTILI LEGGI IL PAESE?
* PERCHE' SONO SCOMPARSI I SAGGI E SONO RIMASTI SOLO
I MASCALZONI?
 *PERCHE' TANTA GENTE SI DROGA?
 *PERCHE' I GOVERNI FANNO FINTA DI NON VEDERE I TRAFFICI DI COCAINA E LA  PROSTITUZIONE?
 *PERCHE' NON ESITE UNA LEGGE CHIARA ED EFFICIENTE SULLE BANCHE E SULLA  GARANZIA DEL RISPARMIO?
 *PERCHE' TANZI E COMPAGNIA BELLA, NON SONO RIMASTI NELLE PATRIE GALERE FINO AL  2024?
 *PERCHE' SI PERMETTE A UN UOMO PADRONE DI TUTTO DI CANDIDARSI PRESIDENTE?
 *PERCHE'LA SCUOLA NON INSEGNA PIU' NIENTE?
 *PERCHE' NON LI MANDIAMO TUTTI A .

Aggiungo di mio:

*Perche' in Italia abbiamo ancora bisogno di TELETON per finanziare la ricerca ?

*Perche' il ministero della Salute ci mette anni ad autorizzare la sperimentazione di un nuovo vaccino contro il cancro ?

*Perche' si permette ai Supermercati ed ai negozi in genere di triplicare o quadruplicare i costi della merce nel formare i prezzi di vendita ?

*Perche' in occasione delle festivita' di ogni anno non si mandano in giro un po' di pattuglie della finanza a tenere sotto controllo i prezzi almeno dei generi di prima necessita ?

*Perche' non si fa ancora niente a favore dei pensionati che negli ultimi cinque anni hanno visto dimezzarsi o molto peggio il potere d' acquisto delle loro pensioni ? ...

E potremmo continuare cosi' ancora a lungo .... anche se tutto quanto sopra non ha niente a che fare con i danni da fumo,... ma quando ci vuole ci vuole !!!


      

BUON 2008 !!

Dopo una lunga assenza, dovuta al peggiorare delle mie condizioni di salute, ho deciso di ricominciare a scrivere sul mio blog, per dare ancora una mano a chi sta pensando di smettere di fumare.

Tra le tante recenti, mi ha colpito questa lettera di una giovane mamma e la risposta che le ha dato la mia cara amica Cinzia. La riporto di seguito alla riflessione delle tantissime donne che oggi , nel tentativo di imitare gli uomini di una volta, ancora fumano.

Con l' occasione BUON ANNO NUOVO a tutti voi.

Eze

 

 Vorrei cortesemente un' informazione. Sono mamma di un bambino di
11
> mesi che ancora allatto quasi esclusivamente al seno. Mangia solo
la
> pappa a pranzo. Il mio grande problema è che fumo sulle 15
sigarette al
> giorno e purtroppo ho grandi sensi di colpa, ma non riesco a
smettere. I
> primi mesi ho fumato meno, ma adesso a causa della ripresa del
lavoro ho
> riniziato con lo stesso tenore. Vorrei avere informazione riguardo
ai
> danni che posso causare al mio bambino sia a breve che a lungo
termine.
> Il bambino non ha problemi, cresce ottimamente sia fisicamente che
> psicologicamente. Vi prego rispondetemi, perchè sono pervasa dai
sensi
> di colpa. Inoltre posso continuare a dargli il latte? Ho paura di
> potergli creare qualche malattia incurabile. Grazie
anticipatamente per
> la risposta, vi saluto cordialmente.

 


>
> Purtroppo la maggior parte delle sostanze tossiche presenti nella
> sigaretta arriva al latte materno ma, quel che è ancora peggio, è
> l'esposizione al fumo passivo a cui è esposto il bambino. Ricordi
che il
> fumo rimane nell'ambiente per ore e giorni dopo che qualcuno ha
fumato,
> pertanto non basta evitare di fumare solo in presenza del bimbo!
Eviterò
> in questa sede di parlare dei danni che il fumo provoca al
bambino, ma
> se vuole in questo stesso sito vi sono pagine abbastanza
istruttive su
> questo argomento. Non credo però che sia la strada migliore per lei
> quella di avvertire dei sensi di colpa ed evitare di affrontare il
> problema, soprattutto in questo momento che ha iniziato il suo
tran tran
> quotidiano ma in cui ha una motivazione particolarmente forte
qual'è la
> salute di suo figlio. E' vero che è difficile smettere ma vi sono
oggi
> dei validi sistemi che possono aiutarla a farlo... purchè lei lo
voglia!
>
>
> Provo verso questa giovane mamma solo tanta pena.
>
>
> Saluti. Cinzia
>
>

 

22/11/2007


L'impatto economico delle leggi antifumo in USA

Le leggi per l'aria pulita (antifumo) negli ambienti chiusi sono facili da
rendere effettive, ben accette dal pubblico, riducono l'esposizione dei non
fumatori al fumo passivo, infine contribuiscono alla riduzione del consumo
complessivo di sigarette.
Attualmente vi sono centinaia di leggi antifumo negli Stati Uniti e la
maggior parte degli Americani vive in zone dove il fumo è completamente
proibito nei luoghi di lavoro, ristoranti o bar. La grande maggioranza delle
prove scientifiche indica come non vi sia impatto economico negativo delle
politiche antifumo, mentre molti studi dimostrano come si possano rilevare
effetti positivi sulle attività del posto. Questo malgrado il fatto che
ricerche sponsorizzate dall'industria del tabacco abbiano cercato di creare
timori.
Ulteriori progressi nella diffusione delle legislazioni antifumo
dipenderanno dalla continua documentazione dell'impatto economico delle
leggi proibizioniste, in particolare in relazione alle attività di
ristorazione e bar (hospitality).
Quest'articolo esamina estensivamente la diffusione delle leggi che vietano
il fumo nei locali chiusi, l'effetto sulla salute del pubblico, e le prove
scientifiche dell'impatto economico conseguente all'imposizione di leggi
antifumo.


 Le leggi per l'aria pulita (antifumo) negli ambienti chiusi sono facili da
rendere effettive, ben accette dal pubblico, riducono l'esposizione dei non
fumatori al fumo passivo, infine contribuiscono alla riduzione del consumo
complessivo di sigarette.
Attualmente vi sono centinaia di leggi antifumo negli Stati Uniti e la
maggior parte degli Americani vive in zone dove il fumo è completamente
proibito nei luoghi di lavoro, ristoranti o bar. La grande maggioranza delle
prove scientifiche indica come non vi sia impatto economico negativo delle
politiche antifumo, mentre molti studi dimostrano come si possano rilevare
effetti positivi sulle attività del posto. Questo malgrado il fatto che
ricerche sponsorizzate dall'industria del tabacco abbiano cercato di creare
timori.
Ulteriori progressi nella diffusione delle legislazioni antifumo
dipenderanno dalla continua documentazione dell'impatto economico delle
leggi proibizioniste, in particolare in relazione alle attività di
ristorazione e bar (hospitality).
Quest'articolo esamina estensivamente la diffusione delle leggi che vietano
il fumo nei locali chiusi, l'effetto sulla salute del pubblico, e le prove
scientifiche dell'impatto economico conseguente all'imposizione di leggi
antifumo.

Aree esterne degli edifici scolastici


    Ciao a tutti,
una collega di mia moglie, che insegna in una scuola pubblica, le ha
detto che dal prossimo lunedi', sara' vietato fumare anche nelle aree
esterne di pertinenza della scuola. C'e' qualche nuova normativa (o atto
amministrativo) che mi e' sfuggita?
Sapete darmi informazioni dettagliate? Sul sito del ministero della
pubblica istruzione, non ho trovato niente.
Grazie.
Massimo Peca


Messaggi sullo stesso tema

non mi stupisco che non ci sia niente sul sito del Ministero della Pubblica
Istruzione, però nelle pagine del Ministero della Salute che illustrano il
divieto di fumo è chiaramente indicata la possibilità per i responsabili
legali di estendere il divieto di fumo previsto dalla legge del 1975 (quindi
non dalla più recente "Legge Sirchia" del 01.2005) anche nelle aree esterne
all'edificio.
Le regioni Trentino ed  Emilia-Romagna hanno approvato leggi regionali che
vietano il fumo nelle aree esterne (sono citati espressamente cortili e
giardini) di tutte le scuole di ogni ordine e grado (eccetto l'Università
per la regione E-R). Per logica il divieto di fumo in presenza di minori
dovrebbe sempre essere proibito, itanto più nelle scuole. data la loro
funzione educativa ed il fatto ben noto che l'abitudine al fumo
(tossicodipendenza!) viene "contratta" per "imitazione" proprio nel periodo
delle scuole secondarie.
Nessun docente, data la funzione educativa dovrebbe permettersi, date le
attuali conoscenze, di fumare in presenza degli allievi, anche
nell'intervallo; ovviamente diverso è il discorso fuori della scuola e delle
pertinenze nonché immediate vicinanze!

Perché il divieto di fumo in un area aperta (cortile, giardino, campo
sportivo, ecc.) sia pienamente valida, si dovranno predisporre appositi
cartelli che portino il riferimento alla legge del 1975, alla delibera che
ha imposto il divieto, al personale incaricato della sorveglianza.

E' possibile, in assenza di disposti superiori (leggi regionali, delibere
comunali) istituire "zone fumatori" in aree aperte appositamente segnalate,
sempre mediante valida delibera. Ritengo sia meglio evitare l'istituzione di
"zone fumatori" nelle pertinenze di scuole materne, elementari e scuole
medie inferiori. Nelle scuole medie superiori il personale dovrebbe
sorvegliare il rispetto del divieto di fumo ai minori di 16 anni, che quindi
non potrebbero fumare neanche durante la ricreazione negli appositi "spazi
fumatori". A maggior ragione dovrebbe esserci una stretta sorveglianza di
controllo del fumo nei locali chiusi (compresi scale e servizi igienici).

Mi rendo conto che quanto segnalato possa apparire "utopistico", ma con
buona volontà e impegno certi risultati si possono raggiungere (anche se
possono occorrere anni per vedere risultati concreti).

Personalmente ho trascorso tutti gli intervalli della mia carriera
scolastica dell'ITIS nel cortile e da solo, per evitare il denso fumo dei
corridoi (ed anche delle aule:  preside e parte dei professori  erano
fumatori).
Ora sono riuscito a far  estendere il divieto di fumo nei cortili del mio
Dipartimento (eccettuata la "zona fumatori").
In fondo sono passati meno di cinquanta anni....

Coraggio, quanto segnalato è pur sempre una buona notizia.
Se tutti i genitori coscienti del rischio fumo passivo e del possibile
"contagio" dei propri figli "pretendessero" dai dirigenti scolastici il
rispetto delle vigenti leggi sul divieto di fumo nei locali delle scuole
(legge del 1975) nonché nei luoghi di lavoro (626/94 e successive, tutte le
scuole dovrebbero estendere il divieto di fumo anche nelle proprie
pertinenze (cortili e giardini).

provvederò, fra breve, a ritrovare ed  inviare quanto ho usato per le
segnalazioni  relative alla possibilità di  imposizione del divieto di fumo
in  luoghi  aperti  di pertinenza di scuole e pubbliche amministrazioni.

saluti

prof. Bruno Dore

14/11/2007

Aggressione contro la libertà di espressione
   
L'Art. 21 della Costituzione afferma che "Tutti hanno diritto di
manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
ogni altro mezzo di diffusione", però il 29/10/2007 mentra esercitavo
quel diritto sono stato insultato, minacciato e aggredito fisicamente da
alcuni tabaccai.

Alla fine della manifestazione della FIT (Federazione Italiana Tabaccai)
sono salito su 3 transenne parallele da formare una superficie larga, mi
sono appoggiato su un alto furgone in posizione stabile da permettermi
videoriprese. Da quella posizione ho esercitato l'art. 21 della
Costituzione esponendo dei fogli verso i fotografi e lanciandone altri
[vi erano indicati dati scientifici sul tabagismo, (1)]. Questo
comportamento - perfettamente legale e così frequente da esser diventato
banale - è attuato in moltissime circostanze e persino dai parlamentari,
nonostante in Parlamento sia pure vietato dal regolamento interno.

Subito 5-6 tabaccai (con la pettorina "FIT") mi hanno prima insultato e
minacciato, quindi spinto facendomi cadere a terra; risultato: danni per
5 giorni di prognosi, e impedimento al manifestare quel pensiero [erano
dati scientifici! (1)]. Alla critica espressa in quei fogli (1) che
ribadisco, aggiungo la denuncia per questa aggressione (in gruppo!).
Alle parole si risponde con le parole, non con le mani.  Aggredire poi
uno psicologo (!) che solo (!!) sventola dei fogli, delinea un quadro
più pertinente al "ventennio" che ad una democrazia nel tempo di
Internet: peggio della Birmania, i cui metodi di repressione dei monaci
si stanno condannando, evidentemente in modo retorico.
Nessuno può permettersi di mettere le mani addosso ad altri; molto degno
di nota è il fatto che i tabaccai stavano manifestando chiedendo "più
sicurezza".

Denuncio a CODACONS e SITAB questo GRAVISSIMO fatto (che ho appena
denunciato alla Polizia), chiedendo di darne adeguato rilievo e di
protestare per questa vile aggressione. 
A chi vuole VERAMENTE sostenere l'idea per cui si deve difendere la
salute dei 12 milioni di tabagisti italiani (ne muoiono 232 al giorno)
faccio osservare che questa idea si difende ANCHE protestando contro il
gesto di chi impone la censura con le mani (2).

Da parte mia appena possibile informerò le autorità istituzionali dal
Capo dello Stato (3) in poi, il Ministro della Salute, il Ministro
dell'Interno (poi il Capo della Polizia) eccetera, le altre associazioni
nazionali e quelle internazionali che operano contro il tabagismo; vi
informerò dei risultati della denuncia (pubblicandoli anche nel sito
sotto indicato).

Dott. Massimo D'Angeli

11/11/2007

Ricevo e posto :

 

Casco e sigaretta!
    
 Cara Roberta,
se hai letto il miei precedenti interventi contro il fumo ("A quando un referendum antifumo?") , accennavo proprio all'abolizione della vendita delle sigarette! Cosa però alquanto utopistica, per svariate ragioni!
Piuttosto colgo l'occasione per porre a te e al gruppo tale idea "operativa" contro il consumo di tale "droga" che potrebbe avere un "seguito" giudiziario:
 se il legislatore consente ai fumatori di potere esercitare il "diritto" autolesionistico di fumare (ricordiamoci delle "avvertenze" sui pacchetti di sigarette), sebbene con delle limitazioni (almeno formali), non si capisce perchè il medesimo obblighi i motociclisti (ovviamente maggiorenni) ad indossare il casco!
Difatti se la "ratio" della norma pro-casco è volta a tutelare l'incolumità e l'integrità del cittadino sulle due ruote (che in caso di mancato uso di tale "accorgimento" potrebbe andare incontro proprio ad un "danno" di carattere autolesionistico")  non si capisce come mai  la stessa "tipologia"  di divieto non sussista per il fumo? Non dovrebbe esistere una  legislazione con "due pesi e due misure"! Forse la salute del tabagista è meno importante di quella di un centauro?
Allora, coerentemente,  per "par condicio", si sanzionino entrambi i due succitati "comportamenti automasochistici", o nessuno dei due!
giuseppe neglia


  Effettivamente non sembrerebbe proprio giusto; c'è chi aspetta
  ancora risarcimenti causati da terzi, e chi si è "suicidato" ha
  ottenuto una bella somma!
  Perchè secondo me, chi fuma è da considerare una persona che cerca
  un lento e calcolato suicidio.

  Molto più importante sarebbe risarcire quelle persone che si sono
  ammalate a causa dei fumatori, e non quelle che cercano in un così
  stupido vizio di morire(perchè lo sanno, fumare=morire). Staremo a
  vedere.
  Io spero sempre in un bel divieto di vendere sigarette. Lo so, non
  esisterà mai, ma la speranza è l'ultima a morire!
  Saluti
  Roberta

05/11/2007

Ricevo e pubblico con piacere :

A QUANDO UN REFERENDUM ANTIFUMO?
 
 
Cortesi interlocutori,
mi chiamo Neglia Giuseppe, sono un "crociato antifumo" e in nome di
questa (spero) comune battaglia, mi permetto di avanzare una proposta
"rivoluzionaria"  per risolvere alla radice il problema del tabagismo
in Italia, onde evitare che le multinazionali del tabacco continuino a
prosperare sulla pelle di tanti "schiavi della nicotina" per
l'eternità:  celebrare un referendum per superare l'attuale normativa
in direzione del divieto assoluto di fumo, seppur progressivo, sia nei
locali pubblici che privati, considerato che dall'urna elettorale
uscirebbe con ogni probabilità un responso popolare positivo . Tale
divieto dovrebbe essere, appunto, progressivo (e comporterebbe,
quindi, la riduzione graduale della produzione ed importazione di
sigarette e, conseguentemente, della relativa vendita) a partire,
però, soltanto dalle fascia dei potenziali (si fa per dire) fumatori
non ancora "assue-fatte", ovvero la fascia adolescenziale o buona
parte di essa, rimanendo salva la possibilità di continuare a fumare
da  parte di coloro che abbiano compiuto prima dell'entrata in vigore
della nuova legge a seguito di questo ipotetico referendum, i 16 anni
di età.
Costoro, i fumatori maggiorenni o quasi, potrebbero essere inseriti in
un'apposita anagrafe, in riferimento alla quale verrebbe programmato,
anno per anno, lo "stock" di sigarette da mettere in vendita fino al
naturale esaurimento o svuotamento del bacino di tali fumatori, con la
conseguenza che entro 70- 80 anni dovrebbe scomparire questa categoria
di impenitenti "viziosi" o "schiavi" della nicotina, se mi consentite
tale espressione ( dato che tra l'altro sembra che la nicotina crei
più dipendenza della cannabis),in modo tale che il nostro diverrebbe
il secondo paese al mondo "smooking free" dopo il Buthan.
Si potrebbe obiettare che ci sarebbero in circolazione le sigarette da
contrabbando, ma questo è un problema diverso che sarebbe affrontato
nelle sedi competenti, magari ad es. elevando multe salatissime per i
trasgressori, che se "recidivi", sarebbero passibili di sanzioni
penali. Comunque, ricordiamoci, che l'Italia è una repubblica fondata
sul lavoro e non sul consumo della sigaretta!

02/11/2007

Fumatori passivi? alito fuorilegge
26 ottobre 2007

ROMA - L'alito dei fumatori passivi viola le leggi antismog, perché contiene
troppo monossido di carbonio. E' la conclusione a cui è giunto lo pneumologo
Bertrand Dautzenberg, della rete europea di prevenzione del
tabagismo<http://www.tabagismo.it/>.
La quantità di CO presente nel fiato di un non fumatore può essere infatti
superiore alle 8,5 parti per milione, ossia il livello oltre il quale l'aria
di una città si considera inquinata. Il professor Dautzenberg ha effettuato
la sua ricerca nei 27 Paesi dell'Unione Europea, analizzando il respiro di
111.835 persone e misurando per ognuna il tasso di CO. La quantità di questa
sostanza inalata da chi è esposto al fumo passivo è più alta di un terzo
rispetto alla media dei non fumatori e, appunto, supera anche i valori
limite delle normative europee sull'inquinamento atmosferico. Mentre, dove è
già in vigore, il divieto di fumo negli spazi chiusi ha dimezzato nei non
fumatori l'esposizione all'inquinamento da monossido di
carbonio<http://it.wikipedia.org/wiki/Monossido_di_carbonio>
.

Il tabacco dovrebbe essere la principale preoccupazione in Europa,

 afferma
il direttore di un'agenzia dell'OMS

[Data: 2007-10-25]

«L'alcol è una questione che suscita enorme preoccupazione, ma il tabacco è
sicuramente il problema principale che dobbiamo affrontare», ha dichiarato
il professor Peter Boyle al Notiziario CORDIS durante una conferenza
organizzata per festeggiare la conclusione del progetto finanziato dall'UE
Health Evolution Monitoring (HEM) - Closing the Gap (Monitoraggio
dell'evoluzione della sanità - Ridurre il divario).

Secondo le statistiche dell'UE, il tabacco è la causa più importante di
decessi evitabili nell'Unione europea dove il tabagismo è responsabile di
oltre mezzo milione di decessi ogni anno, che nell'intera Europa superano il
milione. Si stima che il 25% dei decessi per cancro e il 15% di tutti i
decessi nell'Unione potrebbero essere attribuiti al fumo.

Secondo il professor Boyle, direttore dell'agenzia internazionale per la
ricerca sul cancro (IARC) dell'Organizzazione mondiale della sanità, gli
sforzi legislativi compiuti dall'UE sotto il precedente commissario europeo
per la Salute, David Byrne, hanno contribuito notevolmente alla riduzione
del consumo di tabacco nell'UE. Il professor Boyle ritiene inoltre che il
cosiddetto «double blow against Big Tobacco» (doppio colpo a Big Tobacco)
abbia avuto successo nell'UE15, ma che adesso gli sforzi debbono proseguire
ed essere rafforzati nei nuovi Stati membri dell'UE.

«L'UE ha approvato la direttiva sulla pubblicità del tabacco e ha adottato
una raccomandazione lungimirante sulla prevenzione del fumo ed entrambe si
sono dimostrate strumenti estremamente validi per proseguire nella lotta al
tabagismo nell'UE15, in quanto il prezzo del tabacco è aumentato il divieto
di fumare nei ristoranti, nei bar e nei luoghi pubblici è ora sempre più
diffuso», ha affermato il professor Boyle.

«Dati i risultati dobbiamo continuare in questo senso e potenziare le azioni
nei paesi dell'Europa centrale e orientale», ha aggiunto.

Attualmente, in sede di consultazione con i membri della Commissione europea
e con gli eurodeputati, il professor Boyle e gli altri membri del progetto
di ricerca sono impegnati sul follow-up del loro progetto. Ciò comporterà
nuove attività di ricerca sulla salute nonché di controllo e di costruzione
di capacità nell'Europa centrale ed orientale al fine di colmare il divario
con l'Europa occidentale.

«Oggi è del tutto inaccettabile che, mentre avanziamo verso un'Europa unita,
il continente proceda a due diverse velocità», dichiara il professor Boyle.

«Abbiamo individuato varie alternative per progredire rispetto a questo
problema e ora dobbiamo metterle in pratica. Io ritengo che spetti all'UE
realizzare in concreto gli investimenti. Perché non si tratta di tentare di
guarire il cancro, si tratta di fare cose che conosciamo. L'UE deve solo
spendere il denaro in modo corretto e saggio e noi possiamo farlo», ha
concluso.

30/10/2007

Ricevo e pubblico :

Aggredito dai tabaccai.

Alla fine della loro manifestazione oggi a Roma, ho esposto dei fogli e
lanciato dei volantini (la legge lo consente): mi sono rivolto verso i
fotografi sotto il palco per mostrare quei fogli (i dati del tabagismo)
un po' come si fa in moltissime circostanze (persino al Parlamento) da
divenire banale.

Alcuni tabaccai (avevano la pettorina "FIT") mi hanno prima insultato e
minacciato, poi messo le mani addosso mentre ero in piedi su una
transenna di 120 cm facendomi barcollare, quindi mi hanno spinto
facendomi cadere a terra con tanto di 3 borse.

Sono andato dai Carabinieri che **dovevano** garantire la sicurezza
(inoltre in una manifestazione che diceva di chiederla!), quindi i
tabaccai mi hanno seguito insultandomi, anche mentre ero seduto a terra
per riprendermi un poco.  La Polizia mi ha identificato (a me, non a chi
mi insultava) e mi ha chiesto copia dei volantini. 
Essere insultato da uno che vende sigarette è un grande onore (anche se
doloroso).
Avevo un forte mal di schiena, sono andato al Pronto Soccorso avendo 5
gg di prognosi.

Anche in Parlamento espongono volantini, ma non intervengono gli
avversari politici, sono i commessi che tolgono i fogli, e certo non
spingono un deputato a cadere da una transenna.  Contro di me invece
sono intervenuti fisicamente (mentre chiedevano "Più sicurezza" !).
Chi poi pensasse "Te la sei cercata" è pronto per andare in Birmania
...: non si mettono le mani addosso.

Sia chiaro che il problema **non** è questo, ma i tabagisti che si
ammalano e muoiono, e i tabaccai che non vogliono nemmeno che qualcuno
glie lo ricordi !

Ripeto che non è tanto per me, ma contro le aggressioni, per la libertà
di espressione, e soprattutto per il ben più grave tabagismo.  Se fossi
stato un consigliere di un partito X, si sarebbe scatenato il finimondo:
qui non è un partito, ma qualche scopo lo condividiamo. 

Tra poco altri dettagli, a voi della lista questa potrebbe essere
un'occasione per attivarsi e mettere un po' i puntini sulle "i" a chi di
dovere (Amato, Turco, media, tabaccai).

Massimo D'Angeli


Farmaci antifumo, boom in Usa




Quattromila sostanze chimiche: sono quelle che si inalano con un tiro di
sigaretta, tra cui idrocarburi alifatici e aromatici, alcoli, aldeidi,
chetoni e acidi. Un coktail micidiale che secondo l'Oms, è "la prima
causa di morte facilmente evitabile". In Europa, l'Oms stima in 1,2
milioni i decessi attribuibili ogni anno al tabacco. Non un vizio ma una
malattia da dipendenza: si può guarire purché, spiega Giovanni
Invernizzi, capo del gruppo di studio per la prevenzione dei danni da
fumo della Società italiana di medicina generale, si cambino abitudini.
Secondo un'indagine DoxaIstituto superiore di sanità, malgrado molti
fumatori dichiarino di avere cambiato "qualcosa" nelle loro abitudini,
in Italia il fumo è in aumento: da una media di 13 sigarette al giorno
nel 2006 ad una di 14 nel 2007. «Il problema riguarda 12 milioni di
italiani, il 24,3% della popolazione», dice Enrico Garaci, presidente
dell'Iss. Comunque sono 8,8 milioni gli ex fumatori, di cui l?% ha
smesso nel corso degli ultimi tre anni (580mila solo nell'ultimo anno):
tra quelli che hanno smesso il 10,7% ha avuto un supporto farmacologico,
il 2,4% sia psicologico che farmacologico.
Un mercato, quello della disassuefazione, conteso dalle multinazionali
del farmaco (dalla Novartis, alla Glaxosmitkline, dalla Johnson&Johnson,
alla Pfizer) che solo negli Usa vale ogni anno 500 milioni di dollari.
In Svezia, dove si riscontra il più altro tasso di penetrazione del
prodotti antitabacco, la spesa media procapite nei farmaci è di 6570
euro. In Italia, le percentuali sono più basse. Secondo l'Ims Health,
nel 2005, anno dell'entrata in vigore della legge Sirchia, sono stati
venduti 1,3 milioni di unità di farmaci antifumo con un valore di 19
milioni di euro. Dopodiché però il mercato si è contratto: 759mila unità
fra settembre 2006 e settembre 2007, per 12 milioni. L'approccio
farmacologico vede in pole position la terapia nicotinica sostitutiva:
farmaci da banco, il 95% delle vendite. Si tratta di nicotina pura,
assunta nella forma dei cerotti transdermici in diverse formulazioni
secondo i gradi di dipendenza, gomme masticabili (il segmento del
mercato più forte con 8 milioni di euro), pasticche e inalatori. Tra i
produttori, Johnson&Johnson (le gomme Nicorette quali prodotti
antifumo), Gsk (NiQuitin) e Novartis (Nicotinell TTS cerotti e
pasticche). La nicotina così assunta non ha la proprietà di quella
aspirata con la sigaretta ma riesce a ridurne il bisogno. «Gli effetti
collaterali sono minimi, al punto che viene consigliata nei pazienti
cardiopatici», spiega Invernizzi.
Per i farmaci da prescrizione, a contendersi il mercato sono l'americana
Pfizer, gigante da 48,4 miliardi di dollari di vendite nel 2006, e la
GlaxoSmithKline, multinazionale della salute presente in 117 paesi.
Quest'ultima produce lo Zyban, una pillola antifumo a base di bupropione
un medicinale che nasce come antidepressivo. Agisce su due
neurotrasmettitori, noradrenalina e dopamina, e tiene sotto controllo
gli effetti collaterali provocati dalla mancanza di nicotina:
depressione, aumento dell'appetito, nervosismo, sonnolenza diurna. «C'è
la possibilità di terapie combinate bupropione e nicotina, che sono le
più efficaci (40% per cento di successo secondo trials medici
controllati)», dice Invernizzi. «Tuttavia nella vita reale hanno una
percentuale di successo inferiore. Gli effetti collaterali sono di vario
tipo. Mentre la nicotina è già presente nel fumo, il buproprione è un
vero farmaco che può causare intolleranze, ed è controindicato per
esempio in chi è soggetto a crisi epilettiche». Accanto al buproprione,
di recente immissione sul mercato è un'altra sostanza, la vareniclina
(Champix) della Pfizer. Mentre il primo nasce come antidepressivo, la
vareniclina è stata studiata appositamente per la cessazione e agisce
come agonista parziale del recettore nicotinico dell'acetilcolina,
riducendo la sintomatologia da astinenza, bloccando gli effetti
farmacologici della nicotina e riducendo il piacere della sigaretta. A
sentire gli studi condotti dal Cochrane Network, un ente inglese che
valuta l'efficacia delle terapie, agirebbe sul fumatore con un grado di
successo tre volte maggiore rispetto a chi prova senza alcun ausilio
farmacologico. La nuova molecola è ben tollerata e con pochi effetti
collaterali, tra cui il più frequente la nausea che tuttavia non
pregiudica la continuità della cura.
Ma per Giacomo Mangiaracina, presidente della Società scientifica di
Tabaccologia, il farmaco non basta: «Nella disassuefazione dal fumo, la
maggior percentuale di successo (40%) si riscontra nell'ambito di
programmi di supporto psicologico integrati con la terapia
farmacologia». Così le maggiori case farmaceutiche hanno sviluppato
sistemi di terapia supportati da programmi psicologici, oltre a campagne
antifumo come quella lanciata dalla Pfizer, in collaborazione con la
Lega italiana per la lotta ai tumori, che si vale di numeri verdi e del
sito www.iosmettocosi.it. «Il supporto psicologico è fondamentale: il
sostegno che si ottiene attraverso la terapia cognitivocomportamentale e
il counseling professionale facilita il confronto sulla propria
esperienza, aiuta ad acquisire sicurezza e a rafforzare le motivazioni
per smettere. Nelle terapie di gruppo si aggiunge la condivisione dei
problemi e delle motivazioni», spiega Mangiaracina. «L'azione sarebbe
più incisiva se i farmaci per la cessazione del fumo entrassero nel
prontuario medico. Noi puntiamo alla formazione dei medici di famiglia
che hanno scarsa dimestichezza nel trattamento del tabagismo e
difficoltà a prescrivere i farmaci». Propone Mangiaracina: «Le politiche
antifumo dovrebbero essere supportate da iniziative governative: in
Italia un fumatore spende dai 50 ai 120 euro al mese per acquistare le
sigarette. L'incidenza della tassazione sul prezzo di vendita è pari al
75,2%: perché non destinare una piccola percentuale degli introiti alla
prevenzione?»

29/10/2007

I nuovo pacchetti di sigarette

 

Ecco come saranno, secondo la nuova normativa europea in via di approvazione.

http://ec.europa.eu/health/ph_determinants/life_style/Tobacco/Documents/it_pictures.pdf



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